Marsilio Ficino e l'accademia Platonica fiorentina
• Nel 1462 nasce a Firenze l'Accademia Platonica, un sodalizio di dotti e di amanti della
filosofia platonica sotto la direzione di Mar silio Ficino (1433-1499): quest'ultimo, con le
sue tre attività fon damentali - intimamente connesse - di a) traduttore, b) pensatore e
filosofo, c) mago, segnò una svolta decisiva nella storia del pensiero umanistico-
rinascimentale.
• Il pensiero ficiniano, espresso soprattutto nella Theologia platonica, è una forma di
Neoplatonismo cristianizzato, da cui emergono quattro aspetti peculiari,
o) La filosofia come "rivelazione". Il disporre Vanima in modo che diventi intelletto e
accolga la luce della divina rivelazione in cui consiste l'attività filosofica, coincide con la
stessa religione: questa rivelazione, iniziata con Ermete, Orfeo, Zoroastro, e proseguita
da Pitagora e Platone, si completa poi definitivamente con la venuta di Cristo, con il
farsi carne del Verbo.
b) L'anima come "copula mundi". La struttura metafisica della realtà è una successione
di cinque gradi decrescenti di perfezione: 1) e 2) Dio e ange lo (mondo intelligibile), 3)
anima, 4) e 5) qualità e materia (mondo fisico). L'anima rappresenta il nodo di
congiunzione, che è simultaneamente tutte le cose: essa ha in sé l'immagine delle cose
divine, dalle quali dipende, e le ragioni e gli esemplari delle cose inferiori, che in certo
modo essa stessa produce. L'anima è il centro del la natura, è il nodo e la copula del
mondo.
c) Il ripensamento in senso cristiano dell'"amor platonico". L'amore nella sua più alta
manifestazione coincide con la reintegrazione dell'uomo empirico con la sua
metempirica Idea in Dio: questa reintegrazione è possibile attraverso la progressiva
ascesa nella scala d'amore, e dunque è una sorta di "indiamente", un farsi eterno
nell'Eterno. La teoria dell'"amor platonico" ebbe larga diffusione in Italia (Pico, Bembo,
Castiglione) e anche in Francia.
d) L'importanza della magia "naturale". Ficino non esitò a proclamarsi "mago", seguace
però non della magia profana fondata sul culto dei demoni, bensì della magia naturale,
che connette le cose celesti alle terrene. La magia naturale implica l'universale
animazione delle cose, e agisce attraverso lo "spirito", quella sostanza materiale
sottilissima che pervade tutti i corpi: in particolare, essa predispone lo "spirito" dell'uomo
a ricevere il più possibile lo "spirito" del mondo. E in tutto questo Ficino non vedeva
nulla di contrario al Cristianesimo: Cristo stesso, in molti casi, era stato un guaritore.