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1 Lo Vita, Le Opere

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1 Lo vita, le opere

La collocazione culturale di Cusano

Una delle personalità di maggior spierò del Quattrocento, forse l’ingegno


speculaiivamente più dotato, fu Niccolò Cusano, così detto dalla città di Cues (oggi
Bernkastel, sulla Mosella), in cui nacque nel 1401 (il suo nome era Kryfts o, nella grafia
modernizzata, Krebs). Tedesco di origini, ma italiano per formazione, avendo studiato
specialmente a Pado va, nel 1426 fu ordinato sacerdote e nel 1448 divenne cardinale.
Morì nel 1464.

Fra le sue opere ricordiamo: La dotta ignoranza (1438-1440); Le congetture (composte


fra il 1440 e il 1445); La ricerca di Dio (1445); La filiazione di Dio (1445); L’apologià
della dotta ignoranza (1449); L’idiota (1450); La visione di Dio (1453); Il berillo (1458); Il
principio (1459); Il poter essere (1460); Il gioco della palla (1463); La caccia della
sapienza (1463); Il compendio (1463); L’apice della teoria (1464).

11 Cusano, tuttavia, dà voce solo in parte alle istanze rinascimentali. Egli si era fonnato,
dapprima, sulla problematica legata alle correnti occamiste e successivamente è stato
influenzato dalle correnti mistiche legate a Eckhart; ma la cifra del suo pensiero è
costituita soprattutto dal predominio del Neoplatonismo, specialmente nella
formulazione datane dallo Pseudo-Dionigi nonché da Scoto Eriugena (anche se in
misura minore), al servizio di furti interessi teologici e religiosi.

Sarebbe tuttavia errato pensare a Cussano come ad un filosofo legato prevalentemente


al passato: infatti, se egli nun risulta schierato dalla parte degli Umanisti, non risulta
nemmeno schierato dàlia parte degli Scolastici. Non segue, infatti, il metodo “retorico"
(ossia ispirato all’eloquenza antica) proprio dei primi, ma nemmeno segue il metodo
della quaestio e della disputano proprio dei secondi. Cusano-fa un uso-originale-
dLmetodi desunti dai processi-matematici, non, però, nella loro valenza propriamente
matematica, bensì nella loro valenza analogico allusiva. 11 tipo di conoscenza
connesso a questo metodo viene denominato dal nostro filosofo docLaJgnorautia, dove
l’aggettivo corregge il sostantivo in maniera essenziale.

Vediamo, in concreto, in che cosa consista questa “dotta ignoranza” cusaniana.

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