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Informatica

SISTEMI INFORMATIVI

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INFORMATICA

sistemi informativi e le nuove competenze digitali


calcolatore (elaboratore elettronico o computer ): apparecchio o dispositivo utilizzato per l’elaborazione di
dati e segnali.
scopo: elaborare i dati per trasformarli in informazioni utili al fine di accelerare la soluzione dei problemi e
migliorare la produttività.

informatica : deriva dal francese, “informatique” ovvero “informazione automatica” —> scienza che studia
l’elaborazione delle informazioni e le sue applicazioni, si occupa della rappresentazione,
dell’organizzazione, e del trattamento automatico della informazione.
sistema informativo—> un insieme di:
-persone;
-apparecchiature e applicazioni: hardware, software, reti di comunicazione;
-processi
-dati e informazioni
che permettono all’azienda di disporre delle informazioni necessarie al posto giusto e al momento giusto
necessarie allo svolgimento del proprio business. perché? soddisfare il fabbisogno informativo attribuendo
a ogni centro decisionale le informazioni necessarie per operare.
infrastruttura dei sistemi informativi
•hardware :insieme delle componenti tangibili degli elaboratori;
•software: programmi, o insiemi di istruzioni, tramite i quali l’elaboratore esegue
determinate funzioni di elaborazione;
•reti di comunicazione: collegamenti tra due o più dispositivi attraverso un mezzo
trasmissivo al fine di effettuare una trasmissione di dati.
dati e informazioni
-dato: rappresentazione numerica o simbolica di una misura o di una caratteristica di un fenomeno, evento,
oggetto, ecc; i dati quindi sono la materia prima che i sistemi informativi elaborano per produrre
informazioni. caratteristiche che deve avere un dato è la completezza, l’omogeneità e la sincronia
-informazione: dato o insieme di dati che hanno un significato e sono associati a un determinato
contenuto. manipolazione dei dati al fine di ottenere la loro trasformazione in una forma significativa.
informazione: serve per prendere decisioni
informazione : se piove (dato) prendiamo decisioni sul dato
se i dati ci servono per prendere decisioni, allora informazione sennò, allora non è un’informazione
es. dato: numero 28. dato: studente universitario x. formato specifico 28/30
informazione: lo studente ha preso voto 28/30
il dato 28 per sé non avrebbe nessun significato e quindi nessuna informazione
un sistema informativo elabora dati e li trasforma in informazioni. gli utenti hanno bisogno di
informazioni
conoscenza: l’informazione potrebbe rappresentare la materia prima necessaria a produrre e
costruire conoscenza
perché un’azienda spende risorse nel sistema informativo?
-per realizzare un obiettivo strategico aziendale;
-per ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti;
-per aumentare la propria efficienza.
osservazioni
strategia: lungo termine.
tattica: breve termine.

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vantaggio competitivo: normalmente la concorrenza è maggiore rispetto alla domanda, vince chi ha la fetta
più grossa
efficacia: capacità di raggiungere uno scopo
efficienza: raggiungo lo scopo ma con il basso impegno di risorse
tecnologia dell’informazione (it): tutte quelle tecnologie che abilitano e supportano la gestione
automatizzata dell’informazione. l’ict raggruppano tutti gli strumenti e le applicazioni che combinano le
capacità di elaborazione dei dati con la capacità di trasmissione di essi e delle informazioni tramite
strumenti telematici.
con convergenza digitale intendiamo il netto avvicinamento tra tecnologie informatiche (it) e
telecomunicazioni, oggi si parla di icmt, coinvolge anche i media.
quindi evoluzione dell’information technology:
[Link]: oggetti—> sistemi di elaborazione dei dati
[Link]: oggetti—> sistemi di elaborazione dei dati e tecnologie di comunicazione
[Link]:oggetti—> sistemi di elaborazione dei dati, tecnologie di comunicazione, media
la funzione dei sistemi informativi
la funzione sistemi informativi (fsi) è l’unità di business delegata alla gestione dell’elaborazione e della
distribuzione a tutte le unità organizzative dell’impresa delle informazioni necessarie al raggiungimento
degli obiettivi aziendali. la sua funzione principale è l’applicazione delle ict a tutti i processi aziendali che
possono essere resi più efficienti ed efficaci tramite la progettazione e
l’implementazione di sistemi informativi automatizzati.
è incaricata dello sviluppo del sistema informativo, sviluppa la parte automatizzata delle nuove procedure
preoccupandosi del corretto funzionamento delle stesse e dell'ottenimento di adeguati livelli di efficienza.
ict= information and communication technology—> hanno assunto un ruolo chiave e strategico
nell’ambito dei sistemi informativi
chi si occupa di sistemi informativi in azienda?
-la funzione it —> doppio ruolo : esecutivo e proattivo;
-tutte le funzioni aziendali —> ruolo di cliente interno dell’ it.
budget it : chi lo gestisce è chi determina le priorità, e quali progetti finanziare per primi. due
opzioni
[Link] direzione assegna un budget per gli investimenti it ad ogni direzione, che commissiona all’it i
progetti di cui ha bisogno;
[Link] budget viene gestito centralmente dall’it in modo da ottenere il massimo dell’efficienza.
ogni investimento it implica una scelta «make or buy »; con l’avvento del cloud le opzioni si moltiplicano.
software applicativo
make: sviluppo
- sviluppo con proprie risorse;
- sviluppo con risorse intere ed esterne;
- sviluppo con risorse esterne su proprie specifiche.
buy : acquisto
- acquisto di un pacchetto esistente senza personalizzazioni;
-acquisto con personalizzazioni;
-acquisto della proprietà di un pacchetto.
possono essere acquistate o "prese in affitto"
-le apparecchiature hardware (mainframe, server farm, cloud);
-il software (software proprietario, in licenza d'uso, pay per use ecc);
-sia hardware che software (outsourcing, software as a service).
la funzione sistemi informativi: le figure professionali
sono da dividere in 3 categorie
1. sviluppo: programmatore di sistemi, analista di sistemi, consulente di sistemi
2. manutenzione: auditor di sistemi informativi (garante di sicurezza e di funzionamento), amministratore
di database, webmaster (ogni anno 10-20% dei costi all’interno del budget del sistema informativo)
3. gestione: responsabile si, direttore si, chief information officer (cio)

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1. cio dirigente si più elevato in grado, responsabile della pianificazione strategica e dell’uso dei si in tutta
l’organizzazione
2. direttore si, responsabile della gestione di tutti i sistemi in tutta l’organizzazione e delle attività
quotidiane dell’intera unità dei si
3. responsabile divisione o clienti: responsabile delle attività quotidiane di tutti gli aspetti ei si all’interno di
una specifica divisione, impianto..
4. resp. dello sviluppo: responsabile del coordinamento e gestione di tutti i nuovi progetti si
5. resp. di progetto: della gestione di un particolare nuovo progetto si
6. resp. della manutezione: responsabile del coordinamento e della gestione di tutti i progetti di
manutenzione dei sistemi
7. responsabile della pianificazione dei si: -responsabile dello sviluppo di un’architettura hardware,
software e di rete a livello d’impresa -e della pianificazione della crescita e delle modifiche dei sistemi
8. responsabile della programmazione : responsabile del coordinamento di tutte le attività di
programmazione applicative
9. resp. per le tecnologie emergenti: responsabile della previsione delle tendenze tecnologiche e della
valutazione e sperimentazione di nuove tecnologie
10. resp. delle telecomunicazioni: responsabile del coordinamento e della gestione dell’intera rete voce e
dati
11. resp. delle reti: responsabile della gestione della rete a livello di impresa.
12. amministratore di database: responsabile della gestione dei database e dell’uso del software di
gestione dei database
13. responsabile dell’auditing o della sicurezza informatica responsabile della gestione etica e dell’uso
legale dei sistemi informativi all’interno dell’organizzazione.
14. responsabile della qualita’: responsabile dello sviluppo e del monitoraggio di standard e procedure per
assicurare che i sistemi all’interno dell’organizzazione siano adeguati alle necessità aziendali e di buona
qualità.
15. responsabile della gestione del sito web aziendale.
le competenze nella fsi (competenze di un professionista nell’ambito dei sistemi informatici)
conoscenze e competenze tecniche
hardware:piattaforme e periferiche hardware.
software:sistemi operativi. software applicativo, driver.
reti:sistemi operativi di rete, cavi e schede d'interfaccia di rete. lan. wan. wireless, internet, sicurezza.
conoscenze e competenze commerciali
integrazione commerciale, settore: processi commerciali, aree funzionali dell'azienda e relativa
integrazione, caratteristiche del settore.
gestione di pensone e progetti: pianificazione, organizzazione, supervisione, controllo, gestione di pensone
e progetti.
sociali:interpersonali, dinamiche di gruppo, politiche.
comunicazioni: comunicazioni e presentazioni sia verbali che scritte
conoscenze e competenze sui sistemi
integrazione dei sistemi: connettività, compatibilità, integrazione di sottosistemi e sistemi.
metodologie di sviluppo: fasi nell'analisi e nella progettazione dei sistemi, ciclo di vita dello sviluppo dei
sistemi. metodologie di sviluppo alternative.
pensiero critico: mettere in discussione le idce e i concetti propri e degli altri.
problem solving: raccolta e sintetizzazione delle informazioni, identificazione dei problemi, formulazione
della soluzione, confronto, scelta.
figure professionali e digitale
•data scientist;
•e-commerce specialist;
•esperto di cybersecurity;
•social media manager;
•community manager;

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•web content specialist;
•web designer;
•web marketing manager;
•mobile developer.

le infrastrutture dei sistemi informativi hardware


informazione in formato digitale—> rappresentazione di informazioni, musica, documenti e qualsiasi altro
tipo di dati in modo che possano essere elaborati e utilizzati dalle tecnologie dell’informazione.
digitale : dall’ inglese “digit” ovvero numero, cifra infatti le informazioni in formato digitale significa in
formato numerico.
es. termometro digitale: 24,3° non 24,345
segnali digitali :
-digitali: possono assumere solo due stati facilmente distinguibili per un dispositivo:
∙0 (assenza di corrente elettrica);
∙1 (presenza di corrente elettrica)
-vantaggi:
∙meno interferenze;
∙maggiore risoluzione.
segnali analogici, onda continua. mentre segnali digitali corrispondono a un insieme discreto di valori
rappresentati tramite sequenze finite di bit.

sistema binario: il sistema elettronico usato dal computer per rappresentare dati e istruzioni.
la lingua del computer si chiama linguaggio macchina, e le istruzioni che il computer deve eseguire e i dati
che deve elaborare sono rappresentate utilizzando il codice binario, tradotti nelle cifre 1 e 0. linguaggio
macchina quindi si basa sul codice binario.
tale sistema riconosce ed elabora solo dati e istruzioni in una delle seguenti forme:
-0 (assenza di corrente elettrica, magnetizzazione, carica elettrica);
-1 (presenza di corrente elettrica, magnetizzazione, carica elettrica).
bit : più piccola unità d’informazione che il computer è in grado di elaborare . le singole cifre binarie 1 e 0
che compongono il codice vengono definite bit, abbr. di binary digit.
byte formato da 8 bit. rappresenta l’unità fondamentale del linguaggio degli elaboratori elettronici; è la più
piccola unità di memoria in grado di contenere un carattere.
8 bit possono differenziare 256 combinazioni (28 ) combinazioni di 0 e 1 diverse. 10 bit, 1024. con 8 bit si è
messo in piedi un sistema per comunicare le informazioni. ascii codice che include i caratteri convenzionali
(lettere, numeri ecc) include 128 caratteri mentre quella estesa include 256 caratteri ( 8 bit).
i programmi eseguiti su un computer contengono istruzioni, come quella di aprire un determinato file.
quelle istruzioni devono essere convertite in linguaggio macchina. la cpu traduce in codice binario i dati e le
istruzioni in arrivo e successivamente i bit vengono organizzati in gruppi che rappresentano operazioni e
posizioni di memorizzazione differenti.
una volta che il computer riceve le istruzioni da un programma, elabora le informazioni e le rappresenta in
una forma che l’utente può comprendere. per esempio quando si preme il tasto “l” sulla tastiera, il
computer riceve una sequenza di 1 e 0, i dati vengono elaborati e quindi visualizzati sullo schermo in una
forma che ci appare comprensibile ( l invece che 01001100).
ciò che rende possibile questa codifica è l’utilizzo degli schemi di codifica binaria :le informazioni sono
tradotte in codice binario in modo che il computer possa elaborarle e memorizzarle —>ascii

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( american standard code for information interchange): codice che include i caratteri convenzionali
(lettere, numeri etc) + simboli matematici e lettere greche:
-ascii include 128 caratteri (7 bit);
-ascii estesa include 256 caratteri (8 bit) ,con diverse versioni di carattere nazionale e 15 diverse estensioni.
poiché esistono diverse versioni del codice ascii, per cercare di risolvere il problema per esempio di aprire
un file di testo trovando simboli incomprensibili per via dell’utilizzo di un’altra tabella estesa, nel 91 è stato
creato uno standard internazionale denominato unicode: sistema che permetta di avere in una singola
tabella tutti gli elementi grafici necessari alla maggior parte delle lingue del mondo. ( le dimensione dei file
risultano raddoppiati rispetto alla tabella ascii).
misure di memoria
-bit: nel sistema binario ogni 0 e 1 è chiamato bit (binary digit)
-byte 8 bit
-kilobyte (kb) circa mille byte
-megabyte (mb) circa un milione di byte
-gigabyte (gb) circa un miliardo di byte
-terabyte (tb) circa mille miliardi di byte
-petabyte (pb) circa un milione di miliardi di byte
-exabyte (eb) circa un miliardo di miliardi di byte
-zetabyte (zb) circa mille miliardi di miliardi di byte
-yottabyte (yb) circa un quadrilione di byte
riassumendo, il byte rappresenta l’elemento di collegamento tra l’utente, che utilizza i caratteri
alfanumerici, e il computer, che converte e memorizza un carattere sotto forma di byte. a ogni byte
corrisponde un carattere e le periferiche di input e output convertono da un formato all’altro. tutte le altre
componenti hardware utilizzano, scambiano e memorizzano i dati sotto forma di byte.
l’infrastruttura hardware
von neumann modellizzò lo schema logico di funzionamento di un computer: composto da 4 pezzi:
•unità centrale (cpu)
•periferica input
•memoria di massa
•periferica di output
tecnologie di input: per inserimento di tasti/numeri/dati batch/di audio e video, puntamento . per esempio
la tastiera qwerty, mouse, scanner, lettore di codice a barre, microfono, fotocamera digitale, scanner rfid…
tastiera: utilizzata per l’inserimento di numeri e testo
mouse: è uno strumento di puntamento:gestisce un cursore; ogni mouse è dotato di due dispositivi uno per
la selezione (tasti) e uno per il movimento del cursore (pallina o tecnologia ottica); trackball, pointing stick,
touch pad.
lettori di codice a barre :il più diffusi in italia, è il codice ean (european article number) che viene utilizzato
nella grande distribuzione. lettore omr (optical marks recognition) invece è quello che permette di rilevare
presenza segno in un punto ( è utilizzato nei test a crocetta. qr (quick response) code: codice a barre 2.0,
interattivo e multimediale: qr code più informazioni del codice a barre ( 2 dimensioni contro 1) addirittura il
qr code colorato 3 dimensioni
-per la scansione di un qr code servono applicazioni apposite il codice qr comprime le informazioni in un
quadratino che i dispositivi mobili possono scansionare rapidamente;
-una volta sottoposto a scansione, il codice qr viene tradotto in informazioni utilizzabili, ad esempio un link
a un sito web.
rfid radio-frequency identification; è una tecnologia per l'identificazione e/o memorizzazione automatica
di informazioni inerenti oggetti, animali o persone (automatic identifying and data capture, aidc) basata
sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche, chiamate tag (o anche
transponder o chiavi elettroniche e di prossimità), e sulla capacità di queste di rispondere all'interrogazione
a distanza da parte di appositi apparati fissi o portatili, chiamati reader (o anche interrogatori).
rfid radio quindi è un sistema che manda informazione (input) al ricevitore: esempi che utilizzano questa
tecnologia telepass.

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questa identificazione avviene mediante radiofrequenza, grazie alla quale un reader è in grado di
comunicare e/o aggiornare le informazioni contenute nei tag che sta interrogando; infatti, nonostante il suo
nome, un reader (ovvero: "lettore") non è solo in grado di leggere, ma anche di scrivere informazioni
scanner: utilizzati per digitalizzare immagini, foto e documenti, associati i lettori ocr di riconoscimento
ottico dei caratteri, che permettono di estrarre da un documento digitalizzato i caratteri che lo
compongono
microfono e fotocamera digitale
tecnologie di output •output video: una scheda video comunica allo schermo quali punti devono essere
attivati per produrre il testo o l’immagine. output video—> volatili. caratteristiche del video: 1) dimensione,
video non sono quadrati, sono rettangolari: si da la dimensione della diagonale: in pollici: 1 pollice 2,5 cm.
dimensione non è l’ingombro del video. 2) colori: composto da 3 codici: rosso, verde e blu—> standard. i
video hanno un pallino che si illumina, a seconda di quanti pallini rossi si illumina vediamo un colore
diverso. 3) pixel: quanti “ pallini” ci sono , più ne ha migliore sarà la risoluzione dello schermo. per oltre 30
anni il più diffuso grafico è stato il vga (video graphics array). inoltre dot pitch è la distanza tra un pixel e
l’altro: minore è il dot pitch, più nitida sarà l’immagine tecnologia che utilizzano per la realizzazione di
schermi è lcd, prima invece era usata il tubo catodico (crt—> cathodic ray tube).
altra tecnologia di output è la carta elettronica, utilizzata per app come telefono cellulari e lettori di libri
elettronici.
•stampanti e plotter: - stampanti a getto d’inchiostro; - stampanti laser; - stampanti multifunzione; -
stampanti 3d; - plotter;
stampante—> output non volatile. stampanti di vario tipo: ormai superate le stampanti a matrice di punti,
basati sulla macchina a scrivere più diffuse a getto d’inchiostro e a laser. stampanti a getto d’inchiostro
costano poco proprio perché c’è solo l’inchiostro: la vera elettronica importante sono le “testine” che
costano tanto e allora grandi uffici usano le stampanti laser. viene caricato laser elettricamente a seconda
della carica positiva: toner(polvere) a seconda della carica positiva si attacca al foglio diventa inchiostro.
toner costa molto meno delle testine e quindi se dobbiamo stampare tanto sicuramente conviene la
stampante laser. ma costi d’acquisto maggiori rispetto a quelli delle stampanti a getto d’inchiostro, anche
se qualità superiore.
stampante multifunzione piuttosto diffuse perché risultano più economiche. risoluzione di una stampa
viene misurata in funzione del numero di dpi (dots per inches).
plotter: trasferisce disegni tecnici dal computer alla carta e usa vari tipi e colori di penna
oss.! tutto ciò che sparisce quando tolgo corrente: volatile, caso contrario non volatile
•output audio: output audio: sistema che mi converte il segnale digitale in analogico, utilizzando una
scheda audio è possibile riprodurre un suono di qualità stereofonica. scheda audio traduce i bit in toni che
vengono riprodotte alle casse.
tecnologie input e output: il touch screen
funzionalità:
-multitouch;
-pinch to zoom;
-3d touch.
tecnologia di memorizzazione
la memoria di massa ( o memoria secondaria) si utilizza per conservare in maniera permanente i dati.
-hard disk e unità a stato solido (con memorie flash); sono le memorie di massa più utilizzate per
caratteristiche di affidabilità, velocità e costi. memoria a stato solido—> più veloce dell’hard disk ma costa
di più
-floppy disk;
-cd, dvd e blu-ray disk; cd sono dischi ottici non modificabili utilizzati per commercializzazione dei brani
musicali (cd r recordable possono essere scritti solo una volta e cd rw rewritable e modificabili) . possono
contenere 700 mb mentre i dvd sono dischi ottici che non possono essere modificati, anche loro divisione r
e rw, può contenere un minimo di 5 gb, come un film. dvd double side arrivano a 17 gb.
-nastri magnetici; oggi utilizzati per effettuare backup o per archiviare dati storici. molta memoria, costa
pochissimo ma molto lento

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-memory stick; dispositivi di memoria portatile, piccoli e leggeri. alcuni dotati di un’interfaccia usb. costi alti.
espressa in gb
tecnologie di elaborazione: caratteristiche dei computer utilizzati oggi nell’organizzazione
supercomputer: sono i computer più costosi e potenti al mondo, vengono utilizzati
principalmente per risolvere complessi problemi scientifici da centri di ricerca come la nasa.
e’ cinese il supercomputer più potente del mondo. il tianhe-2, sviluppato dall'università per la tecnologia
della difesa cinese, compie 33.863 migliaia di miliardi di calcoli al secondo (costo: circa 390 milioni di
dollari)
mainframe: usati dalle grandi aziende come sistemi centrali di elaborazione. elevata potenza
elaborativa con numerose funzionalità. costi rilevanti. una delle sue funzionalità è capacità d gestire
simultaneamente le richieste di elaborazione di centinaia di utenti.
-mips (milioni di istruzioni al secondo): circa 18.000 (costo: da 1 a 10 milioni di dollari)
workstation : minicomputer: prezzo e prestazioni intermedi fra un mainframe e un microcomputer.
permette l'accesso a numerosi utenti. oggi usato in pmi o dipartimenti (anni 60)
pc: noti anche come microcomputer, computer utilizzati per la produttività individuale. laptop e notebook
portatili. anche dispositivi mobili come smartphone e tablet sono diventati parte
dell’infrastruttura informatica.
network computer: si identificano per la configurazione minima in termini di memoria, processore e disco
fisso, sono utilizzati infatti soprattutto collegati a una rete.
microcontroller (sistemi embedded): installati all’interno di oggetti di diverso tipo (frigoriferi ecc) e
seguono determinate operazioni. plc "programmable logic controller": utilizzati per automatizzare le
macchine.
cpu, chiamata anche microprocessore: lavora ad una certa frequenza di clock, che rappresenta uno dei
suoi parametri prestazionali in termini di capacità di processamento. dispositivo (fisicamente è un chip) che
interpreta ed esegue istruzioni, elabora dati e gestisce e coordina comunicazione delle periferiche
hardware e lo scambio di dati fra di esse. è costituita da:
•alu che esegue operazioni aritmetiche e logiche
•unità di controllo che interpreta ogni istruzione che vi viene memorizzata e poi la esegue
•registri, dove sono temporaneamente memorizzati i dati in uso durante l’elaborazione, serve per ricordare
operazioni
compito della cpu è eseguire le istruzioni di un programma che è presente nella memoria ram del
computer. il processore rileva un’istruzione dalla memoria ram e la copia nei suoi registri, quindi interpreta
ed esegue l’istruzione e infine memorizza il risultato parziale nuovamente nei
registri. ogni computer possiede un clock, temporizzatore che emette segnali a intervalli regolari la cui
frequenza determina la velocità del computer ed è misurata in megahertz o gigahertz. oppure anche in
mips
cpu lavora ad una certa frequenza di clock ( misurata attraverso gli hz ). kz per esempio 1000
operazioni in un secondo. c’è un limite fisico però: se si va troppo veloce ci sono interferenze e quindi si è
pensato di avere più processori chiamati core, che possono essere quad-core, eight code ecc.. .
può essere multicore: dual core /quad-core / eight core….
legge di moore: le prestazioni dei processori e il numero di transistor relativi ad essi raddoppiano ogni 18
mesi
memoria centrale: è lo spazio di memoria temporaneo . chiamata anche memoria primaria. è composta da:
∙ram random access memory: memoria che conserva i dati in corso di elaborazione e le istruzioni del
programma in esecuzione. volatile e temporanea, quando si spegne computer tutto ciò che era
memorizzato viene cancellato. viene espressa in mb. collegamento con la cpu tramite il front side bus
-rom read only memory: memoria contenente dati e istruzioni fisse e non modificabili; utilizzata
per programmi di avvio (firmware) e istruzioni caricate automaticamente all’avvio (es. bios, basic input
output system, programma eseguito all’avvio). ; non volatile, misurata in kb
- cache (l1 e l2 ) conserva temporaneamente in una memoria veloce le istruzioni e i dati che il
microprocessore (lavora oggi con 64 bit) utilizza con maggiore frequenza;

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capacità inferiore rispetto alla ram ma utilizzo più conveniente in termini di tempo di accesso e di velocità.
l1 se fa parte della cpu e l2 se impiantata nella scheda madre. velocissima e costa tantissimo, serve per
memorizzare operazioni già finite
∙memoria virtuale : spazio libero su disco che viene utilizzato per estendere la capacità della memoria
ram; (utilizzata quando la memoria della ram finisce)
cmos : complementary metal-oxide semiconductor ; è costituita da microchip alimentati da una piccola
batteria, che consente di mantenere costantemente aggiornato il suo contenuto, costituito da alcune
informazioni fondamentali per il corretto funzionamento del computer.
memorie flash: chip di memoria non volatile, che non richiede di essere alimentato elettricamente in modo
continuo per poter conservare i dati
periferiche di telecomunicazione e connessione.
per poter connettere un computer a una rete è necessario disporre di una scheda di rete (nic), se il
collegamento avviene mediante specifica tecnologia come l’ethernet. se si utilizza la rete telefonica, è
necessaria la presenza di un modem (analogico) che consenta di collegare il computer alla linea telefonica
allo scopo di poter accedere a una rete
modulazione: modem converte i segnali digitali del computer in segnali analogici che possono essere inviati
tramite la linea telefonica
demodulazione: modem traduce i segnali analogici in segnali digitali che possono essere utilizzati dal
computer.
oltre al modem analogico esiste quello dsl (digitale), consente connessione internet ad alta velocità. inoltre
modem via cavo, e modem satellitari.
protocolli di trasmissione: consentono di stabilire una trasmissione tra dispositivi e rete.
a seconda della periferica hardware, è necessario utilizzare un diverso tipo di porte e connettori. con porte
si intende la presa di collegamento. esse sono:
•connettore seriale: collegamento di periferiche come mouse, modem ecc. un solo bit alla volta
•connettore parallelo: permette trasmissione di 8 bit alla volta, risultando più veloce ma trasmissione
lenta, infatti utilizzata nelle stampanti vecchie
•usb
•porte hdmi, un’interfaccia audio video usata per trasferire dati da una sorgente hdmi
compatibile a un monitor
•porte irda, per periferiche wireless, pensiamo se dovessimo utilizzare una comunicazione a infrarossi
•porte firewire: in alternativa alla usb, permettono connessione veloce nel mondo apple
•porte dedicate: è possibile collegare solo uno specifico tipo di periferica

l’infrastruttura dei sistemi informativi software e reti


software: è costituito da programmi o insiemi di istruzioni tramite i quali il computer esegue determinate
funzioni di elaborazione. il compito è quello di fornire istruzioni che consentono a tutti i componenti del
sistema di comunicare tra loro.
[Link] di sistema —> insieme di programmi che controllano le operazioni fondamentali per la gestione
del computer
- sistema operativo: coordina l’interazione tra utenti, software applicativo, hardware e periferiche (come
ad esempio: microsoft windows, unix, mac os x (apple), linux) . le sue funzioni principali:
ogestione della cpu;
ogestione dei file;
ogestione dei task;
oesecuzione del software applicativo;
ointerfaccia
il sistema operativo gestisce ed esegue questi tipi di operazioni di sistema, inoltre i moderni sistemi
operativi supportano una serie di funzionalità come il multitasking (esecuzione di più programmi), il
multithreading ( esecuzione di più processi dello stesso programma) e il multiusing (per i sistemi operativi
di rete, accesso ai servizi di un computer da parte di più utenti contemporaneamente).

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è memorizzato sul disco fisso e parte nella memoria primaria (temporanea). esso predispone l’interfaccia
utente, cioè l’insieme di programmi che permette l’interazione dell’utente con il computer. diverse
interfaccia:
-a comandi richiede immissione comandi di testo (tipo sistema operativo unix)
-la gui, quella grafica più comune sui pc. utilizza immagini, icone menu ecc. da sapere: hci human computer
interface
-parte del sistema operativo sono i driver, moduli dedicati alla gestione di periferie. un driver è specifico sia
della periferica hardware che gestisce, sia del sistema operativo per cui è scritto. non possibile quindi
utilizzare driver scritti per un sistema operativo su uno differente .
driver è un componente software che consente al sistema operativo e a un dispositivo di comunicare tra
loro
-utility software (funzionalità aggiuntive): migliorano performance o vedono se comportamento è corretto
come per es.
-software antivirus;
-software di ripristino;
-software di backup;
-software per la disinstallazione;
-software per l’ottimizzazione dello spazio su disco;
[Link] applicativo consente all’utente di eseguire compiti specifici come scrivere una lettera o giocare.
-software per la produttività personale; come per es. microsoft office, adobe ecc
-software per il mercato verticale; chiamato anche software di settore. è l’insieme dei programmi
progettati per specifiche esigenze di mercato (segmento di mercato), quindi supporto svolgimento attività
commerciali, servizi ecc. nel settore ospedaliero esistono software applicativi per gestire cartelle cliniche
dei pazienti. software specifici per le aziende es. contabilità hotel, ha bisogno di personalizzazioni
-software per il mercato orizzontale; chiamato anche software specifico. identifica i programmi applicativi
dedicati allo svolgimento di specifiche attività comuni a più settori. quindi per es. gestione magazzino,
calcolo buste paga ecc. software comune , tendenzialmente usato da tutte le aziende—> generale
il software di produttività personale può essere visto come sottocategoria dei software per il
mercato orizzontale (essendo che anch'esso offre funzionalità generiche). anche se il software di
produttività personale si differenzia per il prezzo accessibile e il basso livello di personalizzazione.
sviluppo del software
per sviluppare qualsiasi tipologia di software occorre utilizzare i linguaggi di programmazione. è
possibile scrivere algoritmi pensati per supportare compiti specifici. ci sono:
-i linguaggi prescrittivi—> istruzioni sequenziali
una sottocategoria sono i linguaggi procedurali (consentono codifica di un problema ) e tra essi per
esempio basic e pascal. anche c, cobol e fortran
-poi ci sono i linguaggi descrittivi di programmazione, ovvero interrogazione per i database come access
basic, oltre che natural e sql
-linguaggi orientati alle conoscenze , utilizzati nell'ambito dell'ia. procedure in termine di regole logiche
-linguaggi orientati agli oggetti (mancanza distinzione dati e istruzioni): un esempio java o c++
i linguaggi sin qui descritti sono linguaggi di alto livello, perché con essi si scrivono programmi non
direttamente eseguibili (codice sorgente). al contrario con il linguaggio macchina ( 0 e 1) sono scritti i
programmi eseguibili per il computer (codice oggetto).
i programmi traduttori sono software che traducono il linguaggio di programmazione di alto livelli in
linguaggio macchina. i programmi traduttori si dividono in compilatori e interpreti
i compilatori traducono l’intero programma (codice sorgente) attraverso un’unica elaborazione,
generando il cosiddetto eseguibile (codice oggetto).
prima di effettuare la traduzione i compilatori testano il programma e individuano gli eventuali errori di
sintassi nelle singole istruzioni ( non nell’intero processo). questa fase è chiamata debug. una volta tradotto
(compilato) il programma viene integrato per mezzo di un linker a specifiche funzioni di utilità.
gli interpreti non generano alcun codice oggetto, e quindi quando utente lancia istruzione ogni volta che
viene lanciato il programma l’istruzione viene interpretata.

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altro vantaggio dei compilatori è la velocità di esecuzione. ma svantaggio è che se c’è un errore nella fase
del processo, programma deve essere di nuovo compilato.
∙codice sorgente : è un file contenente un insieme di istruzioni scritte in un linguaggio di programmazione
che, per essere eseguite, devono essere tradotte da un programma traduttore. il codice sorgente può
essere letto, corretto o modificato;
∙codice oggetto : è un file contenente la traduzione del codice sorgente in linguaggio macchina (binario),
comprensibile solo all'elaboratore. il codice oggetto è generato automaticamente da un programma
traduttore ed è immodificabile.
algoritmo: una sequenza finita di operazioni elementari, eseguibili facilmente da un elaboratore che, a
partire da un insieme di dati i (input), produce un altro insieme di dati o (output) che soddisfano un
preassegnato insieme di requisiti.
storia linguaggi
linguaggio macchina ( in 0 e 1)
linguaggio assembler (si scrivevano istruzioni, traduzione del linguaggio macchina)
linguaggio di terza generazione ( istruzione viene tradotta in centinaia di linguaggi macchina, oggi
abbastanza diffusi)
quarta generazione (linguaggi in cui il calcolatore fa tutto da solo)
software open source e on demand
-software libero e open source;
-fornitori di servizi applicativi (saas - software as a service);( on demand)
-architettura orientata ai servizi (soa)
software libero e open source: software libero rilasciato con una licenza che permette a chiunque di
utilizzarlo per le sue caratteristiche, si contrappone al software proprietario ed è differente dalla
concezione open source, incentrandosi sulla libertà dell'utente e non solo sull'apertura del codice sorgente.
in pratica software libero è una filosofia che ha l’obiettivo di libertà assoluta dell’utente, mentre l’open
source si concentra più su un aspetto pratico, come migliorarlo ecc.
si parla di software open source sia operativo (es. linux) e sia applicativo ( es. firefox e la suite di openoffice)
deve garantire quattro "libertà fondamentali"
-libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo libertà 0;
-libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità libertà 1 l'accesso al
codice sorgente ne è un prerequisito;
-libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo libertà 2;
-libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la
comunità ne tragga beneficio libertà 3. l'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
software on demand: software che possono essere noleggiati e invece che acquistare, installare il software,
un’organizzazione può utilizzare quello fornito da un’altra azienda (fornitore di servizi applicativi), pagando
solo in base all’utilizzo. es saas. software as a service.
le reti di computer —> alternativa al mainframe
la rete informatica consente di condividere informazioni e servizi ed è rappresentata da un
collegamento tra due o più computer attraverso un mezzo trasmissivo al fine di effettuare una
trasmissione di dati.
collegamento tra due o più computer attraverso un mezzo trasmissivo per effettuare una
trasmissione di dati. elementi costitutivi:
[Link] o più computer
[Link] di trasmissione: larghezza di banda, capacità di trasmissione del computer o del canale di
comunicazione misurata in bit al secondo (bps) o suoi multipli;
[Link] di comunicazione: definiscono le procedure e le convenzioni seguite dai diversi computer nella
trasmissione dei dati
la rete comporta dei vantaggi e serve per:
•migliorare le comunicazioni;
•condivisioni di dispositivi periferici; (hardware)
•condivisione di programmi e date; (software)

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•accesso condiviso alle basi di data ( = database), integrità delle informazioni.
in generale sono due gli obiettivi: comunicazione e condivisione
mezzi di trasmissione
bisognerebbe prendere in considerazione per una buona trasmissione la larghezza di banda (misurata in
bps), l'attenuazione (sarebbe l’indebolimento del segnale durante la trasmissione), i'immunità
all'interferenza elettromagnetica (emi) e la possibilità di intercettazione
•via cavo
-doppino in rame, bassa frequenza, mezzo di trasporto dati più diffuso e economico. sensibile a disturbi
elettrici e possono essere facilmente intercettati. non solo modalità analogica, ma anche digitale--> adsl,
accesso a internet ad alta velocità di trasmissione con il doppino telefonico, oppure isdn che è una rete di
telecomunicazioni digitale che consente di trasmettere servizi di voce
-fibra ottica segnale tramite luce (solito problema però costo-velocità). mezzo di comunicazione più
utilizzato per il cablaggio a banda larga. è flessibile e consente di trasferire informazioni digitali tramite
impulsi luminosi. immune alle interferenze emi e all'attenuazione
-cavi coassiali: utilizzati anche per collegamento tv e antenne, sono meno sensibili ai disturbi rispetto al
doppino. più costoso e installazione più complessa
•wireless : raggi infrarossi; bluetooth; wi-fi (tecnologia via radio) i segnali elettromagnetici sono trasmessi
attraverso questi metodi:
- raggi infrarossi utilizzano onde luminose.
-oppure ci sono si può trasmettere tramite segnali radio ad alta frequenza, come per es. le reti wifi e
bluetooth, wlan (wireless lan) trasmissione microonde, attraverso sistemi terrestri o satellitari (gps).
per connettere due o più reti tra loro si utilizzano dispositivi come i router, i bridge e i gateway.
il router, attraverso il provider, ha un indirizzo unico che però può cambiare, se ci sono 500 milioni di codici,
e io mi connetto ricevo un codice, ma quando mi scollego questo codice viene mandato a qualcun altro. ci
sono casi in cui vogliamo indirizzi fissi, come le pagine che visitiamo.
il router sono dedicati al corretto instradamento delle comunicazioni fra reti differenti.
tipologie di reti
dalla piu’ piccola (rete telefonica interna pbx) alla piu’ grande (rete geografica wan)

con le reti al giorno d’oggi si hanno 2 possibilità:


1) peer to peer: colleghiamo più dispositivi insieme ma in cui ognuno aiuta l’altro, fa da server a quell’altro,
ognuno può sia richiedere che fornire servizi.

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2) client server: usata aziendalmente, ci sono dei pc che sono dei client e delle macchine (dei server) che
danno dei servizi. il server è un computer collegato in rete che consente a più computer (i client) di
accedere a dati, programmi, ecc.. il più classico dei servizi che da’ sono i dati oppure la poste elettronica
ecc..
protocollo internet tcp/ip transmission control protocol/internet protocol. è il protocollo utilizzato da
internet.
protocollo internet tcp/ ip —> versione con quattro numeri, vanno da 0 a 256, un bit per ogni numero
(separati da un punto quindi tre punti). (es. [Link], nessun numero è sopra il 256), . qualsiasi
indirizzo di rete ha un indirizzo ip.
con tcp si suddividono le informazioni in piccoli pacchetti di dati e li trasferisce da un computer
all’altro. l’ip invece definisce in che modo un pacchetto di dati (diagramma ip) deve essere formato e dove
un router deve inoltrare ciascun pacchetto. pacchetti viaggiano in modo indipendente rispetto alle loro
destinazione e giungendo a destinazione non in sequenza. insieme tcp e ip forniscono un modo affidabile
per inviare dati su internet.
l’instradamento di questi pacchetti di dati sono possibili perché a ogni computer e router connessi a
internet viene assegnato un indirizzo univoco, l’indirizzo ip. indirizzo ip serve a identificare tutti i computer
e i dispositivi presenti su internet.
un router è un dispositivo elettronico che, in una rete informatica a commutazione di pacchetto, si
occupa di instradare i dati, suddivisi in pacchetti, fra reti diverse.
dns e url un dns è un sistema che permette di associare ad un indirizzo ip un indirizzo non
numerico.

www
elemento contraddistintivo è l'ipertesto. un documento ipertestuale, che costituisce una pagina web,
contiene informazioni ma anche collegamenti ipertestuali, cioè link. il metodo standard per specificare il
formato delle pagine web è il linguaggio html. (è il linguaggio di programmazione della pagina web)
estensioni di html invece sono xml, che permette di creare il proprio linguaggio di markup. i due linguaggi
sono complementari. "extensible markup language" (xml) quindi consente di definire e archiviare i dati in
modo condivisibile.
l'html viene utilizzato principalmente per sviluppare l'interfaccia utente di un'applicazione. al contrario, lo
scopo principale dell'xml è lo scambio e il trasferimento di dati. codifica i dati in un formato leggibile sia
dalle macchine che dagli esseri umani. l'xml descrive cosa sono i dati, mentre l'html determina come far
visualizzare i dati all'utente finale. entrambi sono linguaggi di markup
le pagine web sono memorizzate su server web, che elaborano le richieste di pagine degli utenti mediante il
protocollo http. un protocollo, altro non è che la lingua che due programmi per computer devono usare per
comunicare.
url--> indirizzo del browser affinché si colleghi a un sito web.
il protocollo web invece è il protocollo da utilizzare per l'accesso web ed è il più comune http (https sicuro
invece), o ftp.
il nome host rappresenta l'indirizzo fisico del server su cui risiede la risorsa da recuperare. il nome host è
costituito dal nome di dominio. es il nome di dominio di google è [Link]

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schema gerarchico di dominazione
[Link] di primo livello - top level domain (tld)
•.com, .edu, .net, .org, gov, .biz, --> generici
cctld in riferimento ai paesi, es. it italia, uk inghilterra ecc
[Link] di secondo livello
[Link] di terzo livello
la iana (internet assigned numbers authority) assegna gli indirizzi ip , essa delega a specifiche istituzioni,
denominate registration/naming authorities, l'assegnazione dei domini di secondo livello che a loro volta
autorizzano una serie di fornitori di servizi internet denominati provider/mantainer alla distribuzione dei
domini stessi.
in italia l'organismo responsabile dell'assegnazione dei nomi a dominio e della gestione dei registri per il
cctld "it" è il nic italia ([Link]
in aggiunta, ci sono concessionari autorizzati.
i domini sono univoci, non ce ne possono essere di più.
intranet e extranet
•intranet—> costituita fa una architettura di rete che utilizza internet per gestire trasmissione sicura di info
riservate tra dipendenti autorizzati all’interno di un’organizzazione aziendale. comunicazioni interne
-utilizza il protocollo tcp/ip e firewall
-rete privata (aziendale) protetta—> se non ho il mio account non posso accedere.
•extranet—> uguale alla intranet, ma gli utenti sono due aziende in partner. comunicazioni esterne
-utilizza il protocollo tcp/ip e firewall
-aperta solo a categorie privilegiate di partner commerciali
la rete internet sarà collegata con l’esterno. tutta una serie di servizi e attività che gli utenti dell’azienda
possono fare non saranno disponibili fuori.
tecniche di comunicazione:
[Link] di circuito ai due utenti comunicanti viene assegnato un circuito (circuito fisico effettivo o
porzione di banda o intervallo di tempo) per tutta la durata del collegamento e nessun altro utente può
utilizzarlo in quel periodo.
commutazione di circuito—> se due utenti comunicano tramite una reta, per tutta la durata del
collegamento nessun altro utente può utilizzarlo in quel periodo. ma non era possibile poiché erano troppo
poche le reti a disposizione affinché tutti si potessero collegare.
2..commutazione di pacchetto -il messaggio, prima di essere spedito, viene diviso in pacchetti di
dimensioni più ridotte e viene aggiunta a ciascuno di essi un header in modo da farlo diventare un 'entità
autonoma—> l'header contiene, tra l'altro, gli indirizzi del mittente e del destinatario e il numero
progressivo che individua la posizione dentro il messaggio.
-ogni pacchetto è un'entità informativa autonoma e per arrivare a destinazione segue di volta in
volta un percorso deciso in base allo stato della rete.
-vantaggio si può evitare la congestione di alcuni nodi o della rete instradando i pacchetti su vari
percorsi

strutture dati database


gerarchia di memorizzazione dei dati
•caratteri → lettera, numero o simbolo speciale
•campo → costituito da uno o più caratteri (es. nome o cognome)
•record → raccolta di campi correlati (carta d’identità)
•file → raccolta di record correlati (insieme di carte d’identità, lo identifico con un
codice)
•database → raccolta organizzata di file integrati (badge uni e carta d’identità es.)
permette di creare un’informazione o una conoscenza
record e campo

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capi di una base dati possono avere:
[Link]à identificative : chiave primaria --> una chiave primaria è una colonna speciale della tabella del
database relazionale (o combinazione di colonne) designata per identificare in modo univoco tutti i record
della tabella. una chiave primaria viene utilizzata come identificatore univoco per analizzare rapidamente i
dati all’interno del database e trovare la relazione tra diverse tabelle. un database relazionale non può
avere più di una chiave primaria.
per esempio può essere il codice id per identificare in modo univoco i dipendenti
[Link]à referenziali : chiave secondaria --> in altre parole, una chiave esterna è una colonna o un
gruppo di colonne in una tabella del database relazionale che fornisce un collegamento tra i dati in due
tabelle. funge da riferimento incrociato tra le tabelle perché fa riferimento alla chiave primaria di un’altra
tabella, stabilendo così un collegamento tra di esse.
[Link]à classificanti : altri campi
database —> raccolta organizzata di dati correlati. un insieme di tecnologie che servono a confrontare;
raggruppare; riunire; estrarre
integrazione dei dati = processo di unione dei dati provenienti da origini diverse per ottenere una visione
unificata e di maggior valore .
i principali obiettivi sono :
-ottimizzazione della trasmissione delle informazioni;
-razionalizzazione dei cicli di lavoro;
-riduzione della ridondanza e dell’inconsistenza;
-maggiore integrità dei dati;
-riduzione dei costi di acquisizione;
-creazione di presupposti per l’integrazione funzionale o dei processi
vantaggi database
-condivisione dei file;
-riduzione delle ridondanze;
-miglioramento dell’integrità dei dati;
-migliore sicurezza.
costi personale specializzato; costi e complessità di installazione iniziali; backup e disponibilità.
dbms -> data base management system: sistema utilizzato per interagire con i dati presenti nei database;
gestisce in poche parole i database come se fossero dei dati: dbms è un’applicazione software con cui si
creano, memorizzano, organizzano e recuperano i dati da uno o più database. (es. microsoft access)

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dba database administrator amministratore del database: è il responsabile dello sviluppo e della gestione
dei database nell’ambito di una organizzazione. il dba lavora con analisti di sistemi e programmatori per
progettare e implementare i database, con utenti e manager dell’azienda per
stabilire le politiche di gestione dei database e implementare funzionalità di sicurezza, per esempio
specificando chi può consultare il database e chi è autorizzato ad apportarvi modifiche.
organizzazione dei data base
-database a matrice: chiamato anche flat model, i database all'epoca erano composte da tabelle
bidimensionali
-database gerarchico : campi e record sono risposti ad albero e ogni record figlio può essere subordinato a
un solo record genitore-> ovvero radice o root; è un modello rigido e obsoleto in quanto la struttura deve
essere finita in anticipo e non è modificabile.
-database a rete : come quello precedente, ma ogni record figlio può essere subordinato a più di un record
genitore; è più flessibile in quanto le relazioni che i record genitori possono stabilire con i figlio è maggiore;
rimane un modello rigido in quanto la struttura deve essere definita a priori: non utilizzato obsoleto
-database relazionale (erm o e-r) : modello flessibile composto di una o più tabelle contenenti campi
(colonne) e record (tuple o righe); i connettori delle tabelle (chiamate relazioni) consistono in chiavi, che
caratterizzano un campo; la struttura è modificabile.
svantaggio= a volte le estrapolazioni di dati (risultato di query o ricerche) richiedono notevoli capacità
elaborative del computer;
vantaggi= condivisione dei file; riduzione delle ridondanze; miglioramento dell’integrità dei dati;
migliore sicurezza
è quello più utilizzato al giorno d’oggi: più flessibile grazie alle connessioni (relazioni) che vi sono tra le
tabelle.
-database a oggetti : i dati sono memorizzati sotto forma di oggetti (elementi riutilizzabili); gli oggetti
possono contenere dati complessi (come file audio, video, multimediali) – (immagine – clip di oggetti).
il futuro sarà database a oggetti—> non ci sono solo i dati, ma anche oggetti (es. video, immagini,
suoni) . quando estraggo i dati, il sistema capisce che dato è e attiva il programma per estrarli. .
progettazione di un database: si svolge in tre fasi che permettono di rappresentare al meglio la
realtà d’interesse e che rendono il database indipendente dalle applicazioni:
progetto concettuale; progetto logico; progetto fisico.
data warehouse archivio di informazioni, raccolte da numerosi database operativi, in grado di supportare
le attività di analisi aziendale e i processi decisionali. letteralmente magazzino di dati. caratteristiche:
integrata: alta integrazione dati
orientata al soggetto: risponde alle esigenze richieste, temi aziendali specifici
variabile nel tempo: copre un intervallo di tempo il più ampio possibile, sono aggiornati
all'ultima chiusura del mese precedente: non sono aggiornati giorno dopo giorno
non volatile: indica la non modificabilità dei dati contenuti nel dw, che consente accessi in sola lettura.
!!! importanti tali caratteristiche
data warehouse: utile per il manager soprattutto a livello intermedio per estrarre dati senza competenze
specifiche
i dati vengono estratti, trasformati e caricati : si parla di etl
load può essere refresh ( dove i dati precedenti vengono sostituiti) oppure update ( dove i dati sono
aggiornati).
ci sarebbe una quarta fase che è l'aggiornamento, verifica del buon fine complessivo di tutte le operazioni
tra i risultati del warehouse vi sono:
-data mart :data warehouse con ambito limitato, contenente informazioni selezionate dal data warehouse
in modo da risultare personalizzato per le applicazioni di supporto decisionale di un particolare gruppo di
utenti finali
-report e query
-analisi multidimensionale (olap): insieme di tecniche statistiche che consentono di analizzare grandi
quantità di dati al fine di interpretare fenomeni complessi. ogni caratteristica è una dimensione.

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un cubo olap è una struttura di dati che consente l’aggiunta di più dimensioni rispetto alle caratteristiche
desiderate. l'analisi dei dati in sottoinsiemi delle dimensioni è definita slicing e dicing
-data mining: consiste nell’attività di ricerca e analisi di una grande mole di dati utile per estrarre concetti e
scoprire nuove informazioni. essa integra l’olap e scopre relazioni nascoste dei dati sfruttando potenti
computer multiprocessore e algoritmi complessi. una funzione di data mining è il clustering: processo che
mette insieme record correlati. altra funzionalità è lo scoprire assicurazioni (per es. in un supermercato
capire quale unione di alimenti vengono presi contemporaneamente)
business intelligence indica i processi e gli strumenti utilizzati per analizzare i dati aziendali, trasformarli in
informazioni fruibili e consentire a chiunque all'interno di un'organizzazione di assumere decisioni più
informate ed è composto da:
•analisi multidimensionale ( olap ) un processo di analisi complesse di tipo multidimensionale sui dati
archiviati in un datawarehouse ottimizzato per la ricerca. un cubo olap é una struttura di dati che consente
l’aggiunta di piú dimensioni ad una tradizionale tabella bidimensionale
•data mining : consiste nell’attività di ricerca e analisi di una grande mole di dati utile per
estrarre concetti e scoprire nuove informazioni, descrizione dell’andamento del passato per
prevedere tendenze future.
-harnessing (sfruttare) big data:
1oltp: online transaction processing (dbmss); —> ricerca generica, sono operazioni semplici e
ripetitive, operatività infatti dei sistemi tps inizialmente
2olap: online analytical processing (data warehousing);—> ricerca specifica, sono operazioni complesse e a
bassa frequenza di esecuzione poi
3rtap: real-time analytics processing (big data architecture & technology). infine
big data : caratteristiche (spiegato meglio nei trend digitali)
volume di dati
-social media boom : a fine 2015 un quarto della popolazione mondiale sarà membro di un social
network;
-internet delle cose : a fine 2015 si prevedono 75 milioni di device con una connessione diretta a internet;
-acquisti online;
-accesso a servizi e media digitali
varieta’ dei dati raccolti -da database relazionali a cloud computing;
velocita’ di analisi e generazione di informazioni
valore prodotto dall’analisi dei dati data driven marketing.
big data e data driven marketing : processo di applicare le migliori tecnologie computazionali (come il
machine learning e l’intelligenza artificiale) a un enorme e enormemente complesso set di dati insiemi di
dati che non possono essere acquisiti, gestiti e processati da tradizionali strumenti hardware e software in
un tempo accettabile.
il marketing basato sui dati è un processo utilizzato dagli esperti di marketing per ottenere approfondimenti
e identificare le tendenze sui consumatori e su come si comportano
big data fonti: informazioni people to machine : fonte d'origine della maggior parte dei dati aziendali
accumulati, originati anche molto tempo prima della formulazione del concetto di big data. si tratta
prevalentemente di dati di tipo transazionale, cioè dei dati associati ad una transazione (come ad esempio
l'acquisto di un bene o servizio) e che in origine sono stati conservati solamente a fini contabili e non a
scopi analitici;
informazioni people to people: si tratta di informazioni che nascono interazioni umane, le quali avvengono
sempre di più in forma digitale tramite le reti sociali;
informazioni machine to machine : dati raccolti da sensori e trasmessi ad altri dispositivi a vari scopi, per
informare l'utente o per automatizzare determinati processi. moltissimi oggetti di uso comune, come ad
esempio elettrodomestici, calzature, automobili, integrano al loro interno un qualche sistema per la
registrazione di determinati eventi da inviare ad altri dispositivi.

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trend digitali
digitalizzazione e convergenza digitale: da segnali analogici a segnali digitali: tutto la realtà che abbiamo è
digitale, quindi un brano musicale è uguale un testo ( con 0 e 1)
il formato digitale può essere realizzato e trasmesso con ogni genere di dispositivo e più funzionalità in
unico device
convergenza digitale: le informazioni e la conoscenza, rese esplicite in forma digitale e in diversi formati,
possono essere facilmente scambiate attraverso reti di comunicazione e device.
vantaggi : offre immense opportunità: una delle più importanti è il fatto che ogni elemento multimediale
può essere trasformato in un formato digitale per essere realizzato e trasmesso con/a ogni genere di
dispositivo.
i trend di evoluzione tecnologica:
1)mobile
negli ultimi decenni si è osservato un costante diffondersi di dispositivi mobili sia per uso privato, sia in
ambito professionale. per le aziende, questo diffondersi ha diverse implicazioni, una fra tante è la
possibilità di gestire sempre più attività in tempo reale e ovunque. la gestione dei device mobili (mobile
device management) utilizzati dai lavoratori può essere fonte di preoccupazione per le aziende, ma può
fornire anche molte opportunità: un maggiore grado di collaborazione, maggior livello di produttività e di
customer satisfaction.
gli approcci alla gestione dei device possono essere differenti:
-cobo (corporate owned, business only) il dispositivo di proprietà dell’azienda funziona
esclusivamente per le applicazioni delle aziende
-cope (corporate owned, personally enabled) concede agli utenti l’accesso a dispositivi mobili che sono
interamente di proprietà dell’azienda. l’azienda manterrà la piena proprietà del dispositivo mobile e ne
pagherà i costi operativi. ma di base l'utente può personalizzare a suo piacimento il dispositivo, può
scaricare applicazioni ecc
-byod (bring your own device) si riferisce a qualsiasi tipo di dispositivo di proprietà dei dipendenti, o di
terzi, in genere smartphone o tablet che vengono utilizzati per lavoro.
-cyod (choose your own device) l’azienda offre una gamma di marche o modelli di smartphone e
tablet che i collaboratori scelgono come dispositivo di lavoro e personale
generazioni
bisogna innanzitutto dire che il concetto di sistema cellulare è basato sulla suddivisione dello spazio
geografico in piccole aree chiamate celle, in modo che il telefono sia agganciato ad una cella che attribuisce
delle frequenze. a ogni cambio di cella, è la stazione relativa che si preoccupa di assegnare una nuova
frequenza. diverse generazioni di reti mobili
1g telefoni grandi con filo, funzionalità solo vocale e basata su protocolli analogici 2,4 kb nasce intorno agli
anni 70.
primo standard di rete cellulare fu il tacs (total access cellular system), sistema di comunicazione mobile di
tipo analogico che consentiva di veicolare tramite il traffico voce.
attribuzione di un canale radio a un terminale mobile, all’interno di una banda di frequenza di 25 30
khz, avveniva in modo statico, vincolando la base di utenza al numero di canali radio disponibili.
limite: fu adottato solo dall’italia e da gb, mentre a livello europeo sistema analogico diverso, ciò impedì la
piena interoperabilità tra gli standard e fu impossibile utilizzare il proprio telefono cellulare al di fuori del
paese di appartenenza. incompatibilità tra le normative analogiche ed esigenza di mobilità da parte di un
numero sempre crescente di persone, hanno imposto il passaggio a una modalità di trasmissione di tipo
digitale
2g nascita sim e telefoni piccoli, protocolli digitali . si parla di gsm, ”global system for mobile
comunication”. sistema basato su un sistema digitale, basato sulla commutazione di circuito. prevede
esclusivamente un canale principale dedicato alla fonia e un canale addizionale per il traffico di dati.
sistema promosso dal cept, e poi dall’etsi.
definizione di un unico standard di comunicazione ha garantito inoltre piena compatibilità dei dispositivi
mobili cellulari impiegati all’interno di una comunità: nasce il roaming, che permette comunicazione tra due
o più reti.
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vantaggi:
migliore qualità della trasmissione, oltre che segnali digitali (si passa dall’analogico al digitale).
inoltre maggior copertura in termini di utenze oltre che maggiore riservatezza. grandi innovazioni
-sim card che permette la completa mobilità : obiettivo con il passare del tempo di customer retention.
-sms: capacità di inviare e ricevere messaggi di testo da e verso telefoni cellulari
tra le seconda e la terza generazione, evoluzione del sistema di comunicazione gsm: si parla di generazione
due e mezzo (2.5g), tra queste dal hscsd (high speed circuit switched data): sistema di comunicazione che
estese velocità dati a 57 kbps
si passa al gprs (general packet radio service), snodo tecnologico fondamentale verso la terza generazione
di reti wireless (introduzione della trasmissione dei dati che utilizza la commutazione di pacchetto). dati e
voce scomposti in pacchetti che poi trasmessi attraverso la rete fino all’indirizzo di destinazione. consente
ottimizzazione della capacità di rete e garanzia di una costante
connettività all’utente (always on).
modello di pricing differente: si paga sull’effettiva quantità di dati (byte) e non sulla durata della
chiamata.
poi si passa al edge (enhanced data global evolution), potenziamento della rete gprs: erogazione di
servizi e applicazione multimediali con l’edge
3g prima generazione in cui si vedono le immagini, telefono diventano medi
capacità tramite l’umts (universal mobile telecommunication system), di conciliare mobilità
dell’utente con la crescente esigenza di multimedialità: nuovo standard radiomobile per i sistemi di
comunicazione.
imt-2000: progetto di pervenire alla definizione di un nuovo e unico standard mondiale di comunicazione;
tuttavia ha portato a un insieme di sistemi differenti tra cui l’umts, ma sufficientemente compatibili tra loro
assicurando il roaming grazie all’utilizzo di terminali multimode
reti umts sono state potenziate tramite i protocolli hspa (high speed pcket access), aumentando la capacità
delle rete e ampliando la larghezza della banda. si divide in
-hsdpa: trasmissione dati in downlink (verso l’utente): velocità di download di 14 mbps
-hsupa: trasmissione dati in uplink (verso la rete): velocità di upload di 7.2 mbps
4g progettata per i dati, con protocollo ip. associata allo standard lte (long term evolution), finalizzato a
garantire accesso mobile a banda larga. tecnologie usate: ofdm e mimo
velocità di connessione a internet (100 mbps) e elevate capacità di banda. vantaggio inoltre quello di
sostenere costi per mb decisamente più contenuti. arriva nel 2009 in italia,
poi si passa al 4g+ basata su lte advanced (225 mbps).
esse rientrano nella strategia di investimenti e valorizzazione dell’ultra-broadband
5g trasmissione dei dati, aumentati dati in mobilità, sistemi sempre più sicuri, efficienza energetica.
•la fase di sviluppo sarà indirizzata verso una nuova generazione di servizi. sarà in grado di migliorare la
velocità di trasmissione e di ridurre la latenza. passiamo da una cella all’altra. ogni telefono si aggancia a
seconda di dove si trova.
•in realtà più remote alcune volte il collegamento è più difficile.
•tramite questa antenna incorporata lo smartphone riesce a collegarsi. si arriva fino a 20 volte più veloce.
•riduce il tempo di latenza che è il tempo che aspettiamo per attivare quel servizio, molto spesso non ci
rendiamo neanche conto perché avviene in meno di un secondo.
•l’obiettivo è quello di ridurre sempre più questa latenza.
•è rivolto a supportare lo sviluppo delle smart car che per funzionare senza l’ausilio dell’essere umano
devono avere una banda molto larga che abbia le informazioni necessarie per guidare.
offre un ecosistema con sempre più utilizzo dello iot, con miglioramenti rispetto al 4g non solo per quanto
riguarda la velocità, ma anche la riduzione della latenza. inoltre renderà 100 volte più connessi i dispositivi.

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2)social media
un trend consolidato, condivisione di notizie e immagini con altri utenti della rete, con social network come
instagram.
le aziende usano i social media per migliorare la relazione con i clienti e per incoraggiare la collaborazione
tra i dipendenti. strumenti e piattaforme online che le persone utilizzano per condividere opinioni
esperienze e contenuti.
il termine "web 2.0" diventa espressione della evoluzione in atto nel world wide web web 1.0 direzione
monologale, web 2.0 modello di dialogo
web 1.0 ,web 2.0, web 3.0 e web 4.0
web1.0 aveva come modello di comunicazione “ il monologo”
con il web2.0 invece è un “dialogo”
il concetto di web 2.0 affiorò in una “conference brainstorming session” tra tim o'reilly and medialive
international in 2004 il termine "web 2.0" diventa espressione della evoluzione in atto nel world wide web:
-il termine web 2.0 fa riferimento a una serie di servizi o comunità volte a facilitare la comunicazione e la
collaborazione tra gli utenti del web;
-il web 2.0 rappresenta la possibilità di interazione sociale e di scambio attraverso strumenti e servizi
diversi;
-il web 2.0 è un approccio che rende la rete un’unica piattaforma a servizi condivisi da una molteplicità di
utenti, generando valore attraverso l’uso di tecnologie distribuite e integrate tra loro, utilizzate in ottica
creativa e collaborativa, e consentendo l’erogazione di nuovi servizi e il perfezionamento di quelli già
esistenti dal punto di vista di efficienza e di efficacia;
-è una combinazione di:
-nuove applicazioni e tecnologie per fornire un’interattività di tipo avanzato (tra le altre,
wiki, motori di ricerca visuali, mashup etc) ;
-nuovo approccio filosofico alla rete indirizzato a una sempre maggiore partecipazione e coinvolgimento
degli utenti nella redazione dei contenuti (approccio user-generated content- ugc);
-web 2.0 il termine, apparso nel 2005, indica genericamente la seconda fase di sviluppo e diffusione di
internet, caratterizzata da un forte incremento dell’interazione tra sito e utente: maggiore partecipazione
dei fruitori, che spesso diventano anche autori (blog, chat, forum, wiki); più efficiente condivisione delle
informazioni, che possono essere più facilmente recuperate e scambiate con strumenti peer to peer o con
sistemi di diffusione di contenuti multimediali come youtube; affermazione dei social network.
i pilastri del web 2.0
∙utilizzo del web come piattaforma;
∙mettere a frutto l’intelligenza collettiva;
∙il ruolo di dati e database;
∙implementazione di funzionalità web innovative.
crowdsourcing: capacità di un’organizzazione di esternalizzare alla massa degli utenti della rete una o più
attività
crowdfunding invece non è altro che un finanziamento collettivo a fini sociali
la socializzazione dei media
-commenti;
-condividere le scoperte (share);
-possibilità di recensire e votare;
-invia ad un amico (send to a friend);
-strumenti per esprimersi (blog);
-profilo utente;
-etc
il nuovo contesto
co-creazione di esperienze:
-bisogno di socialità;
-bisogno di nuova individualità;
-tecnologie abilitanti.

19
servizi del web 2.0
-social network: gruppi di individui che hanno relazioni tra loro senza relazioni gerarchiche. es twitter,
facebook, linkedin,… ? une rete sociale è un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami
sociali, che vanno dalla conoscenza causale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari; in rete esistono molte
applicazioni che catalizzano questo tipo di
aggregazione, definite anch’esse social network.
effetti: tante più persone utilizzano una certa applicazione, tanto migliore questa applicazione diventa; più
consigli (racommendation) = miglior consigli; più collaboratori di
wiki= meno errori; più persone che “taggano” siti web= miglior uso di folksonomies;
-wiki : what i know is —>piattaforma di contenuti organizzati per temi. sito web che consente alle persone
di pubblicare, aggiungere, modificare, commentare e accedere alle informazioni; obiettivo : consentire a
chiunque di contribuire con informazioni o di collaborare integrando i contributi degli altri; collegato a un
database che mantiene la cronologia delle precedenti versioni.
-mashup : applicazione che utilizza contenuti provenienti da sorgenti diversi e crea un unico prodotto;
-blog : web+log—> sito in cui i contenuti sono visualizzati in forma cronologica➔ blogging➔ creazione di un
diario testuale online; esprimere punti di vista, opinioni o esperienze; corporate blog; blogosfera;
microblogging : una forma di pubblicazione costante di piccoli contenuti in rete, sotto forma di brevi
messaggi di testo, immagini, video. es twitter (ora x)
-forum: comunità virtuale di utenti con interessi comuni. le discussioni e i messaggi sono
pubblicati in modo asincroni. sviluppo di un dialogo tra gli utenti; moderatore e utenti;
-tagging : aggiunta di informazioni descrittive rispetto al contenuto del sito. l’utente aggiunge informazioni
(parole chiave) descrittive rispetto al contenuto di un sito, tag normalmente aggiunti a foto o video nei siti
web, metadati;
-geo-tagging : contrassegnare con tag informazioni sulle mappe (google maps)?
•photosharing •geotagging •mashup
strumenti :google apps: famiglia di strumenti di collaborazione basati sul web, progettati per funzionare
come le applicazioni usate in ufficio offline, consentendo una facile collaborazione:
.gmail: client di posta elettronica basato sul web, offre grande spazio di memorizzazione
.google calendar: calendario collaborativo basato sul web che consente di condividere eventi, inviare inviti,
.google drive: servizio in ambiente cloud di memorizzazione e sincronizzazione per conservare i file
personali
.google hangouts: tool di videoconferenze e videochiamate
.google docs: suite per l’ufficio online (foglio elettronico, elaboratori di testi e applicazione
per presentazioni) .
netcast e rss
.netcasting (podcasting): distribuzione di elementi multimediali digitali, quali file audio o video, tramite i
feed syndication;
.rss real simple syndication. famiglia di feed syndication (formati che consentono distribuzioni contenuti)
utilizzati per pubblicare blog, podcast, video e notizie. è un formato per la distribuzione di contenuti sul
web.
social bookmarking: permette di condividere i propri siti web preferiti e di creare
folksonomie (sistemi di classificazione).
web del futuro web 3.0 : insieme di tecnologie atte a fornire l’accesso ai dati attraverso innumerevoli
percorsi, dove i dati sono visti come una ‘nuvola’ (cloud) e le applicazioni possono essere eseguite da
ciascun dispositivo (cloud computing)? world wide database; tecnologie aperte;
identità digitale; integrazione tra nuovi dispositivi e sistemi legacy; applicazioni intelligenti
-connessione dei contenuti presenti sul web (motori di ricerca semantici);
-tecnologie capaci di contribuire alla costruzione e alla condivisione della conoscenza (ia); -
web 3d: ambienti tridimensionali;
-web adattabile ai diversi dispositivi (responsive web design).

web semantico

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web 4.0 : intelligenza artificiale: tecnologie che permettono di interagire con gli utenti in modo attivo
«quasi umano»; web come database: usare la rete come enorme db (big data); realtà aumentata.
ai : artificial intelligence disciplina dell’informatica che studia la capacità di un computer di
simulare funzioni e ragionamenti tipici di una mente umana.
machine learning :campo di studi che fornisce ai computer la capacità di apprendere senza
essere stati esplicitamente programmati
robot sistemi «intelligenti» in grado di svolgere compiti che richiedono capacità a livello
cognitivo, per la manipolazione e lo spostamento di oggetti.
3)big data—> modello delle 5v:
—>velocity: alta velocità di accumulazione dati
—>volume: grande quantità di dati
—>veracity: attendibilità e correttezza dati
—> variety: differenti formati di dati poiché provenienti da diverse risorse
—>value: estrarre dati utili, non solo raccolti ma anche studiati e interpretati
modello precedente 4v. *veracity= veridicità
•con il termine big data >> si indicano diverse informazioni tali da richiedere l’utilizzo di sistemi tecnologici
e metodi analitici di alto profilo per permettere l’estrazione dei valori in esso contenuti in un tempo
ragionevole o nel meno tempo possibile.
definizione: quantitativo di dati enorme (volume) e altresì differenziato (varietà), che viene generato e
scambiato quotidianamente.
si parla di dati che sono disomogenei, alcuni strutturati ( tabelle ecc) altri destrutturati (sms, email,
immagini ecc).
•saperli processare per trovare delle informazioni utili.
•nascono i data analyst e altre professionalità che sanno estrarre info utili per l’azienda e per una
determinata scelta.
tutti i dati che riguardano i nostri conti e carte, tutto è tracciato.
i big data arrivano da diverse fonti:
•mobile
•computers
•social
•sensori dei vari oggetti che indossiamo
noi siamo in quel mondo digitale dove l’informazione è un elemento fondamentale con un valore
economico. si indicano diverse informazioni tali da richiedere l’utilizzo di sistemi tecnologici e metodi
analitici di alto profilo per permettere l’estrazione dei valori in esso contenuti in un tempo ragionevole.
4)internet “delle cose”(iot, internet of things): tutto ciò che circonda è riferita come cosa, si intende quindi
internet delle cose come rete di oggetti fisici (es. frigoriferi) che contiene tecnologie incorporate che
comunica e interagisce con l’ambiente esterno trasmettendo qualcosa di noi: problemi possono essere
dipendenza digitale, privacy, minor controllo di costi. il frigorifero per esempio ci trasmette per es. quanto
consumiamo, l’auto ecc, lavatrice, lavastoviglie ecc hanno informazioni su di noi. la telecamera, il lampione
stradale ecc… rappresenta un’ampia gamma di oggetti fisici, device, dispositivi indossabili che, dotati di
chip e altre tecnologie e attraverso internet, sono interconnessi e condividono autonomamente i fatti
relativi al loro stato e/o all’ambiente circostante. i campi di applicazione dell’iot sono innumerevoli: la
domotica, smart city, smart mobility, smart agricolture
l’applicazione dell’iot nella produzione industriale si realizza utilizzando i cyber pysics systems (cps):
attraverso migliaia di sensori installati sui macchinari, consentono un’interazione e connessione continua,
facendo in modo che la produzione possa autocontrollarsi.
5)cloud computing : grazie alle tecnologie web oggi è possibile utilizzare internet come piattaforma per
applicazioni e dati. le applicazioni che mettono a disposizione dati o applicazioni si dice che sono «nel
cloud» o «nella nuvola» a cui si accede attraverso una rete e un browser web. l’utente non ha necessità di
installare o aggiornare applicazioni sul desktop o pensare al back up.

definizione: paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l’archiviazione,

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l’elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso
internet a partire da un insieme preesistenti e configurabili in parole più povere: è l’erogazione di risorse
informatiche on demand (su richiesta) grazie a internet on demand: su richiesta del cliente, ottenere risorse
a seconda delle necessità spazio di archiviazione “nel cloud” attraverso una rete. a differenza della host
computing (dove vi è una centralina host) e del client/server è tutto collegato. possiamo definire il cloud
computing come un modo per rendere disponibili risorse informatiche via internet, on demand, utilizzando
risorse esistenti. alla base del concetto di cloud vi è un modello di utility computing che vede le
organizzazioni noleggiare risorse pagando solo per l’utilizzo effettivo di queste risorse. diversi modelli di
cloud computing: saas, paas, iaas: essi gestiti in cloud da un provider, rispetto a un modello tradizionale (
in-house o on-premises, dove intero parco tecnologico viene gestito internamente).
•saas (software as a service) è il modello di servizio più facilmente comprensibile e di più semplice
erogazione. non si paga il possesso del software, ma il suo utilizzo. il fornitore del servizio installa
l’applicazione nei propri data center, e fornisce agli utenti una interfaccia per utilizzarla. il cliente non si
preoccupa di nulla, pensa a tutto il provider saas. l’unico accorgimento di cui deve preoccuparsi il cliente è
la gestione del numero di licenze richieste, in funzione del numero di utenti. es di saas è gmail, chi usa
servizio si limita ad utilizzare le applicazioni fornite mediante un'infrastruttura interamente in cloud
•paas (platform as a service) la capacità fornita al consumatore è quella di implementare (installare,
sviluppare e gestire) sull'infrastruttura cloud applicazioni create da lui utilizzando linguaggi di
programmazione, librerie, servizi e strumenti supportati dal fornitore. il consumatore non gestisce o
controlla l’infrastruttura cloud sottostante ma ha il controllo sulle applicazioni sviluppate ed eventuali
impostazioni di configurazione per l’ambiente di application hosting. un es. windows azure di microsoft
oppure lambda di aws di amazon
•iaas (infrastructure as a service) mette a disposizione l’infrastruttura del provider (data center) dove
eseguire le proprie applicazioni, a fronte del pagamento di una tariffa a consumo. fondamentalmente,
questo modello gestisce e offre il layer di base, ossia il networking, lo storage, i server fisici e il software di
virtualizzazione, lasciando al cliente la gestione del sistema operativo, dell’eventuale middleware, della
parte di runtime e dell’applicazione finale. massima flessibilità per il cliente. il provider mette a
disposizione le sole capacità di base di calcolo, storage e rete. costo a carico del cliente.
es. amazon web services
vantaggi cloud computing
-personalizzazione del servizio > software as a service > on-demand self-service;
-scalabilità (espansione o riduzione secondo le esigenze/picchi stagionali);
-mobilita’ e delocalizzazione (accesso da qualsiasi postazione);
-costi relativi solo ai servizi utilizzati (potenza di calcolo/risorse)> pay-per-use
rischi
-disponibilità/affidabilità del servizio (“business continuity”);
-dipendenza dal service provider;
-sicurezza & privacy
Vantaggi dal punto di vista economico
-abbattimento dei costi fissi iniziali;
-maggiore flessibilità;
-maggiore attenzione al proprio core business;
dal punto di vista tecnico
-maggiore scalabilità; tuttavia non tutti i provider riescono a soddisfare le richieste di ogni azienda
-accesso al cloud in mobilità;
-sicurezza del sistema;
-indipendenza dalle periferiche
Svantaggi
-dipendenza dalla rete internet;
-dipendenza dal service provider;

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-disponibilità, affidabilità: nessuno è esente da problemi, le aziende devono quindi accertarsi che siano
presenti capacità e competenze del personale di supporto accettabili, specialmente per le applicazioni
mission critical, in grado di risolvere eventuali problemi
-sicurezza informatica e violazione privacy:
livello di privacy e conformità rappresentano problemi, soprattutto in tema di dati sensibili. da sapere:
accordi relativi a disponibilità, affidabilità e sicurezza sono trattata da sla (service level agreement): accordi
sui livelli di servizio, contratti che specificano il livello di servizio fornito in termini di prestazioni
gdpr: regolamento generale sulla protezione dei dati
il cloud inoltre può essere pubblico (per es. microsoft offre un cloud pubblico), oppure privato che risiede
internamente a un’organizzazione. assicura un alto livello di personalizzazione, flessibilità e controllo sui
propri dati rispetto al pubblico.
utility computing :le organizzazioni noleggiano risorse come capacità elaborativa, storage o banda di rete
da un fornitore esterno in base alle proprie necessità e pagando solo per
l’utilizzo effettivo di queste risorse. i costi per l’infrastruttura passano da fissi a variabili.
alcuni fornitori di servizi cloud :dropbox; apple-icloud; google drive; microsoft azur; amazon
amazon web services – aws.
applicazioni cloud avanzate:
per poter ottenere più agilità e flessibilità, le aziende hanno cercato di abbandonare applicazioni grandi e
monolitiche orientandosi maggiormente verso un'architettura orientata ai servizi (soa), dove i processi
aziendali vengono suddivisi in singoli componenti (servizi) progettati per offrire i risultati desiderati al
fruitore del servizio. i servizi devono rispettare tre principi fondamentali :
-riusabilità: servizio dovrebbe essere utilizzabile in molte applicazioni
-interoperabilità sevizio dovrebbe essere in grado di funzionare con qualsiasi altro servizio: problema che
deve essere affrontato dalle aziende
-modularizzazione: servizio dovrebbe essere semplice e modulare
grid computing: combinazione della potenza di calcolo di un grande numero di computer (più piccoli
rispetto ai super computer) collegati in rete in un sistema coeso, allo scopo di risolvere problemi che
potevano essere affrontati unicamente dai supercomputer. esso utilizza come il cloud computing risorse
distribuite. utilizza un grid dedicato affinchè computer siano
omogenei per potenza, ed è molto più conveniente rispetto all'acquisto di un super computer.
pensa all'es. di toyota, utilizzano supercomputer per simulazioni di incidenti, altre imprese non possono
permetterselo e quindi optano per il grid computing.
content delivery network: cdn riducono la latenza di trasmissione dati tra il server web e l'utente, fornendo
una rete di server collocati in diverse posizioni geografiche e contenenti copie di particolari siti web
concetto di convergenza tra informatica e telecomunicazioni:
aiuta a soddisfare esigenze di comunicazione e collaborazione, è evidente nella confluenza di diverse
funzionalità in un unico device (prima venivano utilizzati i pda "personal digital assistant" per esigenze di
mobilità)
pensiamo alla convergenza ip, ovvero l'utilizzo del protocollo internet per il trasporto di traffico voce, video,
fax e dati: voip; utilizzo delle tecnologie internet per effettuare chiamate telefoniche
videoconferenze su ip, diffusione del cloud computing dipende però fortemente da un parallelo rapido
sviluppo di infrastrutture e di rete a banda larga che permettano fruizione immediata dei contenuti. fattori
di tipo economico, socio culturale e tecnologico.
concetto di green computing: utilizzo delle risorse informatiche in maniera più efficiente in modo da
ridurre l'impatto ambientale
il ruolo del cloud nello sviluppo dell'economia:
concetto di crowdsourcing: termine con cui si intende la capacità di organizzazione di esternalizzare alla
massa degli utenti una o più attività che prima venivano svolte da dipendenti.
hit: compiti per l'intelligenza umana, human intelligence task, micro attività indipendenti che possono
essere facilmente svolte dagli esseri umani concetto legato al crowdsourcing: open innovation-->
innovazione aperta, aziende cercano di creare reti di ricerca ad hoc coinvolgendo stakeholders in modo da

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sfruttare l'intelligenza collettiva: gruppi distribuiti di persone con varietà di informazioni e di esperienza
possano superare le capacità dei singoli esperti.
produzione paritaria: creazione di beni o servizi da parte di comunità auto-organizzate, es software open
source.
sharing economy: economia della condivisione, ha dato origine al crowd economy: utilizzo della crowd
come potenziale fornitore di un'ampia gamma di beni o servizi. specifica domanda di un bene o servizio
soddisfatta da un'offerta contenente un insieme di individui non formalmente collegati tra loro
varie forme di collaborazione: crowdfunding, crowdsourcing, sharing economy, gig economy
(domanda sono attività non basate sulla conoscenza umana e offerta è il lavoro) gig economy è il sistema
dove i lavoratori non sono assunti dall’azienda ma solo reclutati per impieghi brevi e temporanei: in molti
casi i diritti dei lavoratori vengono dimenticati e non sono protetti dalle discriminazioni, non godono della
previdenza sociale, scarsa sicurezza e opportunità di guadagno limitate
prima del cloud computing:
evoluzione delle archittetture ict nell'ambito dei sistemi informativi
[Link] negli anni 50-70: prime introduzioni nelle aziende dei sistemi di calcolo, i cosiddetti mainframe:
batch perché vi era un trattamento a lotti: la seconda fase (prima manuale) del settlment veniva svolta
grazie a un calcolatore elettronico. prima fase era manuale e svolta dal front office, mentre la seconda
prima dei batch era manuale e svolta dal back office. efficienza più che efficacia
[Link] time negli anni 70-80: possibilità di accesso ai grandi calcolatori anche da posizioni remote, grazie ai
primi terminali (dumb terminal: monitor e tastiere permettono il trattamento informativo dei dati in tempo
reale direttamente da parte degli operatori di front office).
si parla di architettura centralizzata o architettura mainframe based di entrambi le fasi
[Link] revolution: possibilità offerta dai pc di rendere distribuita l'elaborazione delle informazioni all'interno
delle organizzazioni. dumb terminal sostituiti dai pc. si passa all'architettura client server: anche se
eccessivi costi, si parla di total cost of ownership (tco). questo perché costi superiori sia per gli investimenti
di hw e sw dei pc rispetto ai dumb terminal, ma anche costi manutenzione.
[Link] computing: diffusione collegamenti di rete a basso costo e ad alto potenziale grazie a internet:
anche se dibattito della "obesità" dei client --> si parla di fat client
6)ia e robot
ai: disciplina dell’informatica che studia la capacità di un computer di simulare funzioni e
ragionamenti tipici di una mente umana
si e passato dall’industria 1.0 (macchina a vapore), per l’industria 2.0(elettricità), 3.0
(informatica) all’industria 4.0, produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa sarà
approfondito a parte l’ia, mentre concentriamoci sulla rivoluzione digitale e l’industry 4.0
industry 4.0 e rivoluzione digitale: la rivoluzione digitale che stiamo vivendo in questi ultimi anni sembra
però caratterizzata, più che in altri periodi, da un ritmo evolutivo particolarmente sostenuto e dalla
possibilità di impiego di tecnologie digitali sempre più disponibili a costi contenuti, sia per le aziende che
per le persone. a livello aziendale, l’impatto che ne deriva riguarda un’innovazione dei processi produttivi e
dei modelli di business, ridefinizione delle modalità di relazione con i consumatori e con i mercati,
l’integrazione tra processi fisici e tecnologie digitali attraverso un rinnovamento dei modelli organizzativi.
in ambito aziendale l’utilizzo integrato delle tecnologie descritte ha portato alla definizione di industry 4.0.
l’industry 4.0 scaturisce dalla quarta rivoluzione industriale e vuole identificare il processo che dovrebbe
condurre ad una produzione industriale in gran parte automatizzata e interconnessa. la realizzazione di
questo scenario è resa possibile dall’impiego di molteplici tecnologie (iot, big data, mobile, additive
manufacturing che sarebbe la realizzazione di oggetti a partire dai dati del modello 3d, robotica…), oggi
accessibili alle aziende a costi sostenibili.
trasformazione digitale sta interessando in modo massiccio anche i cosiddetti white-collar worker dal
punto di routine cognitiva ( impiegati che svolgono mansioni ripetitive, pensiamo ai cassieri delle banche)
oltre che i già interessati blue-collar worker (operai) si diffonde intorno al 2011, in cui il lavoro inizia ad
essere interconnesso.

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ai e robotica
ia studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono di progettare sistemi
hardware e sistemi di programmi software atti a fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un
osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana. è una
disciplina dell’informatica che studia la capacità di un elaboratore elettronico di simulare funzioni e
ragionamenti tipici di una mente umana. il temine è stato introdotto per la prima volta nel 1955.
lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, soprattutto nella forma di sistemi esperti, reti neurali, agenti
intelligenti, è ormai fondamentale nei contesti aziendali.
[Link] esperti
software/sistema intelligente in grado di simulare metodi di ragionamento basati sulla conoscenza di
problemi specifici al fine di fornire un supporto decisionale. codifica difetti e regole. implica l’acquisizione
della conoscenza umana. quando si utilizza un sistema esperto, il sistema pone una serie di domande, come
farebbe un esperto umano, e ogni nuova domanda è dettata dalla risposta data a quella alla precedente. il
sistema esperto abbina le risposte con i fatti e le regole finché le risposte non orientano verso una
soluzione. le regole (modo per codificare la conoscenza) vengono espresse in un formato if- then (se-allora)
—> se il reddito personale è di 50k o più , allora approvare il prestito logica fuzzy: consente di
rappresentare graficamente le regole dei sistemi esperti mediante approssimazioni o valori soggettivi, al
fine di gestire situazioni in cui le info su un problema sono incomplete.
l’elaborazione di un sistema esperto è chiamata inferenza e consiste nell’associare fatti e regole.
input : richiesta di aiuto—> elaborazione (modelli)—> output: raccomandazione o consiglio
[Link] neurali
modello di apprendimento automatico ispirato al funzionamento del cervello umano. va addestrata a
partire da grandi quantità di informazioni storiche con schemi comuni da cui formulare nuove conclusioni.
[Link] (intelligenti)—> bot programmi per fornire un certo servizio quando si verifica uno specifico
evento. ci sono:
-gli agenti di acquisto
-agenti di monitoraggio e percezione,
-agenti di data mining
-agenti utente: eseguono automaticamente un’operazione per un utente
-web crawler: agenti che esplorano continuamente il web alla ricerca di specifiche informazioni, noti anche
come web spider.
l’ia è quindi una disciplina informatica che studia la capacità di un elaboratore elettronico, attraverso
componenti hw e sw, di simulare funzioni e ragionamenti tipici di una mente umana. l’artificial intelligence
studia lo sviluppo di sistemi hardware e software dotati di capacità tipiche dell’essere umano ovvero:
funzioni:
•interazioni con l’ambiente
•apprendimento
•ragionamento
•pianificazione
questi sistemi perseguono autonomamente una finalità definita. a fare la differenza è la loro capacità di
imparare in maniera autonoma e di creare conoscenze invece di ripetere semplicemente le informazioni
che ricevono
l’ia quindi permette alle macchine di agire e pensare umanamente, e agire e pensare razionalmente.
razionalmente significa utilizzando la logica e avviare un processo per ottenere il miglior risultato possibile
atteso in base alla informazioni a disposizione. umanamente significa in modo indistinto rispetto all’essere
umano e risolvere problemi con funzioni cognitive.
test di turing
-turing prende spunto da un gioco, chiamato "gioco dell'imitazione", a tre partecipanti: un uomo a, una
donna b, e una terza persona c. quest'ultima è tenuta separata dagli altri due e tramite una serie di
domande deve stabilire qual è l'uomo e quale la donna. dal canto loro anche a e b hanno dei compiti: a
deve ingannare c e portarlo a fare un'identificazione errata, mentre b deve aiutarlo.

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affinché c non possa disporre di alcun indizio (come l'analisi della grafia o della voce), le risposte alle
domande di c devono essere dattiloscritte o similmente trasmesse;
-il test di turing si basa sul presupposto che una macchina si sostituisca ad a. se la percentuale di volte in cui
c indovina chi sia l'uomo e chi la donna è simile prima e dopo la sostituzione di a con la macchina, allora la
macchina stessa dovrebbe essere considerata intelligente, dal momento
che - in questa situazione - sarebbe indistinguibile da un essere umano.
intelligenza artificiale forte e debole
•ia forte: sistemi sapienti che, senza emulare processi di pensiero o capacità cognitive simili all’uomo, sono
comunque in grado di sviluppare una propria intelligenza in modo autonomo. (es.: macchine che giocano a
videogame, traduttori di lingue basati su reti neurali)
•ia debole: costituita da sistemi tecnologici che riescono a simulare solo alcune funzionalità
cognitive dell’uomo. si tratta di programmi matematici di problem solving, sono un’evoluzione degli
algoritmi. es. alexa o macchine che giocano a scacchi.
classificazione in base alle funzionalità:
•macchine reattive. i sistemi più elementari di ia sono definiti reattivi. non possono basarsi su ricordi e
nemmeno esperienza del passato per prendere decisioni, ma basate su un grande sistema di calcolo (vedi
deep blue che ha battuto campione mondiale di scacchi)
•macchine con memoria limitata: possono basarsi sul passato, i veicoli in parte possono già farlo
machine learning: algoritmo a reti neurali (imita sistema umano) che permette alla macchina di imparare
da solo. una sorta di apprendimento automatico: campo di studi finalizzato a
programmare software che possono migliorarsi automaticamente con l’esperienza. fornisce ai
computer la capacità di apprendere senza essere stati esplicitamente programmati es. cubo di rubik. va a
tentativi, scartando rami che non funzionano ecc. una volta imparato, anche con circostanze diverse, riesce
a risolvere il cubo.
in generale machine learning—> apprendimento automatico
tre metodi diversi del machine learning:
•supervisione didattica input e output
•senza supervisione didattica mediante analisi dei risultati
•apprendimento meritocratico: ai viene “premiata”, risultato viene misurato e così impara
quali sono le azioni corrette e quali no
deep learning: modelli di apprendimento ispirati al funzionamento del cervello biologico, e quindi della
mente umana.
quindi se machine learning allena ai
deep learning permette di emulare la mente dell’uomo, necessita di reti neurali artificiali progettate ad hoc
e di una capacità computazionale molto potente capace di reggere differenti strati di calcolo e analisi.
varie applicazioni, che comprende il deep learning:
•guida autonoma ( 5 livelli, da nessuna automazione fino a automazione completa)
•recommendations: si tratta di soluzioni orientate a indirizzare le preferenze, gli interessi e le
decisioni dell’utente. molto usate nell’e-commerce, quindi suggerimenti di amazon
•image processing o vision: sistemi in grado di effettuare analisi di immagini o video per il riconoscimento
di persone, animali e cose presenti nell’immagine, il riconoscimento biometrico e l’estrazione di
informazioni - ad es. uso applicazioni per il monitoraggio dei locali tecnici da parte delle utility
•natural language processing nlp (traduzione automatica neurale): capacità di elaborazione del linguaggio,
quindi traduzione, fino alla produzione di testi in modo autonomo. nuovo metodo avanzato di traduzione
automatica.
a differenza della traduzione automatica usa una rete neurale che consente al sistema di apprendere dai
propri errori e di comprendere la lingua con la quale stanno lavorando. produce risultati migliori rispetto a
una traduzione automatica standard.

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•intelligent data processing: rientrano soluzioni che utilizzano algoritmi di ia su dati strutturati e non per
estrarre info: ne sono es. sistemi per la rilevazione delle frodi finanziarie, sistemi di monitoring
rpa (robotic process automation) : comprende tutte le tecnologie, prodotti e processi coinvolti
nell’automazione dei processi lavorativi ed utilizza software “intelligenti” (i cosiddetti “software robot”) che
possono eseguire in modo automatico attività ripetitive imitando il comportamento degli operatori e
interagendo con gli applicativi informatici esattamente come fanno gli esseri umani.
robot: sistemi intelligenti in grado di svolgere compiti che richiedono capacità per la manipolazione e lo
spostamento di oggetti e per la locomozione. cobot sono le macchine che non sostituiscono, ma
collaborano con l’essere umano
la robotic process automation consente di fare un enorme balzo in avanti a livello di automazione non solo
perché è in grado di gestire anche dati non strutturati (documenti scannerizzati, immagini, video, testi di e-
mail, ecc.) ma anche perché sfrutta alcune tecnologie tipiche dell’intelligenza artificiale per imparare e
adeguarsi in modo adattivo ai cambiamenti dell’ambiente operativo all’interno del quale vengono
inseriti.
rpa presidiata: nell'rpa presidiata i robot che automatizzano le interazioni con le applicazioni desktop degli
utenti vengono eseguite all'interno di ciascun ambiente desktop dell'utente stesso, lavorando "fianco a
fianco" con ciascun utente.
il principale vantaggio di un'esecuzione rpa presidiata è che l'utente ha il controllo e la facoltà di poter
decidere quando utilizzare l'automazione, essere quindi in grado di vedere quando le automazioni traggono
beneficio da modifiche o miglioramenti e intervenire in caso di problemi.
rpa non presidiata nell’pra non presidiata i robot lavorano su un server separato o una macchina virtuale (o
più di una), automatizzando le interazioni con le applicazioni da "dietro le scene", svolgendo quindi il loro
compito se e quando "innescati" da altri sistemi software.
il principale vantaggio di una esecuzione automatica, quindi una robotic process automation non presidiata,
è il fatto di rimuovere completamente alcune attività dalle preoccupazioni degli utenti, snellendo
significativamente il loro lavoro e i processi aziendali a cui partecipano.
l'operazione centralizzata rende anche il monitoraggio e i dati di controllo più facili da raccogliere
e gestire. intrinsecamente collegati all’ia, i robot possono essere considerati sistemi intelligenti in grado di
svolgere compiti che richiedono capacità a livello cognitivo. queste macchine sono in grado di operare
autonomamente, ma non solo attività meccaniche e ripetitive: possono essere in grado di creare e di essere
creativi
limiti ia:
-non riescono a replicare l’intelligenza generale tipica degli esseri umani: quando imparano un secondo
compito, spesso dimenticano il primo
-non sono in grado di apprendere nuove capacità utilizzando pochi esempi
-bassa interpretabilità dei risultati delle elaborazioni
-non sono in grado di replicare abilità tipicamente umane
cosa contraddistingue le macchine dotate di intelligenza artificiale?
[Link] capacità di imparare autonomamente e la capacità di generare conoscenza
[Link] capacità di innovare e la capacità di generare conoscenza
[Link] capacità di imparare autonomamente e la capacità di innovare
[Link] capacità di gestire grandi moli di dati e la capacità di memoria a lungo termine

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business digitale: modelli di business e piattaforme
il business digitale è l’insieme delle attività che le aziende utilizzano per organizzare e
realizzare i propri business utilizzando le reti telematiche e in particolare internet. si tratta quindi di
sfruttare le tecnologie digitali per creare nuovo business, o per ampliare il business esistente.
modelli di business dell’era digitale: delineano il modo in cui gli obiettivi saranno raggiunti, sintesi della
direzione strategica.
diversi modelli:
-il modello di ricavo—> descrive il modo in cui l’azienda realizzerà entrate, oltre ai modelli basati sulla
vendita e sulla pubblicità, internet ha reso possibile altri modelli di ricavo:
modelli di ricavo:
-il marketing in affiliazione (affiliate marketing): prevede che i proprietari di siti web
(affiliati) pubblichino annunci di un’azienda promuovendone prodotti e servizi.
-il modello ad abbonamento
-freemium: il modello di ricavi di fremium è tra free e premium: un esempio è amazon, a pagamento solo
se vogliamo le consegne prima. è un sito gratis, però per sbloccare le altre funzioni o non avere pubblicità
diventa a pagamento.
modelli di business basati su:
-logica pipe e sharing economy: molti modelli di business tradizionali funzionano secondo una logica pipe:
aziende producono beni che vengono poi pubblicizzati e venduti ai clienti finali. successivamente internet
ha permesso di creare nuovi modelli di business, costruiti attorno a una piattaforma digitale.
mediante piattaforme apposite, stiamo andando verso un’economia della condivisione: una sharing
economy, sistema economico in cui risorse e servizi sono condivisi tra individui privati, gratuitamente o a
pagamento, tipicamente per mezzi di internet. è importante non la proprietà, ma l’accesso alle risorse.
-modelli di business basati su servizi
internet delle cose, diffusione dispositivi mobili, big data e cloud hanno reso possibile un altro tipo di
modello di business centrato sul fornire prodotti come servizi ( e non centrato sul vendere prodotti). si
parla a volte di xaas.
-altro modello di business innovativo reso possibile da internet è quello degli acquisti di gruppo, pensa a
groupon: tratta con le aziende locali per ottenere sconti speciali su grandi quantitativi e li offrono ai loro
utenti sotto forma di affare del giorno.
commercio elettronico( e-commerce): si intende un’attività di compravendita di beni/servizi in cui le fasi
necessarie a portare a completamento la transazione (comunicazione, scelta del prodotto, contratto,
pagamento ecc.) sono effettuate utilizzando sistemi di comunicazione elettronica e un’infrastruttura di rete;
strategie aziendali per il commercio elettronico :
•brick and mortar: strategia tradizionale tramite mercati fisici
•click only: strategia online pura (“pure player”)—> aziende virtuali, es. e bay.
utilizza strategie di disintermediazione, quindi elimina l’intermediario arrivando direttamente al cliente
finale. oppure di reintermediazione: connota la nascita di nuovi intermediari sulla rete
•click and mortar: strategia ibrida; verso l’omnicanalità. chiamata anche brick and clicks
una delle sfide delle aziende click and mortar è sicuramente l'interoperabilità: capacità dei sistemi di
cooperare e di scambiare dati con altri sistemi in modo affidabile; quindi deve funzionare anche con sistemi
informativi esterni non omogenei
esistono diversi tipi di commercio elettronico:
b2c e-tailing: commercio al dettaglio, cioè sulle transazioni tra un’azienda e i consumatori
finali. due estremi:
[Link] web informativi che non sono altro che siti vetrina
[Link] web che consentono transazioni online, quindi consentono di fare acquisti online.
quindi diverse fasi:
e-information ( fornire informazioni ai clienti con materiale promozionale e di marketing)
e-integration (possibilità di ottenere informazioni personalizzate e aggiornate in tempo reale)
e-transaction.
con e-tailing intendiamo la vendita online dei beni, e fornisce alle aziende molte opportunità
28
rispetto alla strategia di vendita tradizionale al dettaglio: ------> prodotto: pensiamo al merchandising e info-
commerce. -----> prezzo: si eliminano alcuni intermediari e quindi riduzione dei costi, nuovi modelli di
pricing ( non solo quello tradizionale, menu driven, ma pensiamo al reverse pricing—> meccanismo
dinamico di definizione del prezzo dove sia venditore che acquirente influenzano il prezzo finale di una
transazione). es di reverse pricing—> [Link], dove è il cliente a decidere il prezzo ----->distribuzione:
più facile essendo che ogni azienda ha una vetrina virtuale.
multicanalità: modalità di vendita che consiste nell’utilizzare diversi canali fisici o digitali per
commercializzare o vendere i prodotti: quindi è una strategia di gestione con i clienti che permette di
relazionarsi con loro per mezzo di molteplici canali di comunicazione. si parla di retail multicanale, si offre
ai clienti punti di contato quali negozio fisico, catalogo o sito elettronico. un approccio multicanale. si parla
infatti di consumatori multicanale: cioè cercano info sui prodotti a cui sono interessati ed effettuano
acquisti utilizzando diversi canali
poi : step evolutivo, si parla quindi di retail-cross canali, l'utilizzo di più ambienti per le transazioni: questo
grazie alla proliferazione dei dispositivi mobili; più canali contemporaneamente nel medesimo processo di
acquisto: sono esempi:
-pickup di negozio: cliente ordina un prodotto e lo ritira in un negozio
-merchant: clienti possono andare a vedere e provare i prodotti offline e acquistarli successivamente online
--> sarebbe lo showrooming se vogliamo
-in-store support: acquisto online con assistenza nel punto vendita fisico
oggi si passa dal concetto di multicanalità alla omnicanalità: per le aziende entrare in una prospettiva
omnicanale significa garantire al consumatore un’uniformità dell’esperienza di acquisto, e quindi fornire
interazioni simultanee utilizzando diversi canali senza discontinuità, in modo che un cliente non interagisca
con un singolo canale ma con il brand nel complesso: è il concetto di omnichannel
si parla di retail omnicanale: fornire interazioni simultanee, usando al contempo diversi canali
omnicanalità: l’utilizzo di più canali contemporaneamente nel medesimo processo di acquisto: fornire
interazioni simultanee utilizzando diversi canali nello stesso momento, in modo che un cliente non
interagisca con un singolo canale ma con il brand nel complesso. non si deve fare quindi distinzione per es.
tra un cliente che compra online e uno che entra in un negozio fisico: le due esperienza saranno sempre più
fuse per rispondere ai bisogni del cliente iperconnesso.
prevede quindi il coinvolgimento dei consumatori, fornire un’esperienza unica di acquisto al cliente.
possibile quindi offrire al cliente utente esperienze di acquisto più personalizzate e stimolanti.
concetto di ubiquità di internet: consente all’azienda di vendere beni e servizi su scala globale.
concetto di always on: senza vincoli di orario.
concetto di scaffale infinito: numero e varietà di prodotti e servizi
il concetto di “coda lunga”-> da un mercato di massa a una massa di mercati; personalizzazione di massa—
> genera valore aggiunto per il cliente e incrementa il profitto per i produttori.
concetto di coda lunga: es. numero di scarpe: il focus tradizionale (da 42 a 45 per es.), coda lunga sono i
numeri sotto e sopra. quindi indica il fatto di concentrarsi su mercati di nicchia, e non solo su prodotti di
massa.
è il concetto di soddisfare tutte le diverse” code lunghe”, e non solo il cliente mainstream (il cliente al
centro della distribuzione, quello più comune). molti venditori sono costretti per via di costi a concentrare
la propria offerta di prodotti per soddisfare solo il mainstream, per contrasto molti e-tailer possono
concentrarsi sulle code lunghe: ovvero prodotti che non
rientrano nei gusti di massa; è l’es di netflix che può permettersi di mantenere scelta molto
ampia di film o libreria online di amazon, enorme scelta di titoli.
in e-commerce è possibile perché non c’è un negozio fisico, ma in qualche modo è possibile
prenderle: si passa da un mercato di massa (negozio fisico) a massa di mercati (e-commerce).
in e commerce si può prendere i prodotti prima e dopo la coda lungala personalizzazione di massa genera
valore aggiunto per il cliente e incrementa il profitto per i produttori

regole per attrarre e mantenere clienti online:

29
regola 1 il sito web deve offrire qualcosa di unico;
regola 2 il sito web deve avere un aspetto gradevole;
regola 3 il sito web deve essere facile da utilizzare e veloce;
regola 4 il sito web deve spingere le persone a visitarlo, fermarsi e tornare; regola 5 —>occorre
pubblicizzare la propria presenza sul web;
regola 6 occorre imparare dal sito web. e-commerce significa:
-ottimizzare la catena del valore*;
-ridurre i costi di transazione;
-ridurre le asimmetrie informative**;
-globalizzazione e localizzazione (glocal);
-comunicare efficacemente -> dialogo;
-semplicità e personalizzazione;
-multicanalità;
-modelli di business ed evoluzione:
*catena del valore: per ogni passaggio (catena) con il valore aggiunto il prodotto aumenta di
valore. modello di porter, descrive un’organizzazione come un insieme limitato di processi.
rete di valore: insieme di soggetti (fornitori, intermediari, impresa e aziende di prodotti complementari)
creano il valore e da qui il valore della rete di valore.
**asimmetria informativa: è una condizione in cui un'informazione non è condivisa integralmente fra gli
individui facenti parte dello stesso processo economico: dunque una parte degli agenti interessati dispone
di maggiori informazioni rispetto al resto dei partecipanti e può trarre un vantaggio da questa
configurazione
modello di business : b2c/ b2b : è la configurazione creativa di strategia, struttura, informazioni, lavoro,
persone, tecnologie per la gestione e/o la riprogettazione
dell'organizzazione dell’impresa.
b2b business to business
commercio elettronico--> b2b: indica le attività di e-commerce che si svolgono tra aziende per realizzare
processi di business, eseguire scambi commerciali, accedere a informazioni personalizzate ed interagire con
la comunità professionale di riferimento
coinvolge una rete sempre più complessa di relazioni per operare tra imprese, clienti, intermediari, aziende
di prodotti complementari e fornitori.
b2b: applicazioni tipiche (e maggiormente diffuse):
•supplier portals : consente a un’azienda di gestire, tramite extranet, i processi di business utili all’acquisto
di materie prime e semilavorati presso una moltitudine di fornitori
diverso dal customer portal: consente di gestire, sempre tramite extranet, transazioni commerciali tra un
fornitore e molteplici aziende acquirenti.
•b2b marketplace /e- hub: attività di business tra compratori e venditori che si incontrano virtualmente.
generalisti (favoriscono incontro tra fornitori e acquirenti appartenenti a settori diversi). o possono essere
verticali (abilitano stesse funzioni rivolgendosi però ad azienda appartenenti a un medesimo settore).
orizzontali, trasversali a più settori
da sapere: def di materiali diretti, materiali indiretti (mro maintenance, repair and operations materials),
servizi non serve un sito accattivante, essendo che alle aziende interessano le info e i dati
•le extranet: architettura di rete che serve per trasmettere informazioni riservate e
consente svolgimento transazioni a utenti autorizzati. in poche parole è un’architettura che attraverso
internet ( protocollo ip, architettura server client, browser web) connette due o più aziende partner
consentendo di comunicare e scambiare info in modo riservato.
a questo scopo serve un firewall: abilita l’accesso solo agli utenti autorizzati; sistema
interposto tra la rete aziendale e internet al fine di effettuare un’attività di filtro e di controllo
in entrata e uscita. in alternativa organizzazione aziendali possono utilizzare una vpn. vantaggi delle

extranet sono:

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-tempestività e accuratezza delle informazioni
-integrazione della tecnologia
-basso costo e valore elevato
c2c consumer to consumer
applicazioni tipiche (e maggiormente diffuse):
•aste elettroniche : spazio virtuale in cui i venditori possono mettere in vendita beni (nuovi o usati) e servizi
e i potenziali acquirenti possono fare offerte per acquistarli.
vendita dell’usato, anche attraverso meccanismi di aste online; es. ebay
minacce:
bid shielding: offerte fasulle che sta nell’usare due account diversi, dove un acquirente fa un’offerta bassa e
alta, gli altri abbandonano e acquirente ritira offerta alta per
vincere l’asta con quella più bassa
•annunci on line: utilizzano il web per proporre prodotti ma le transazioni avvengono offline.
c2b consumer to business
le aziende sfruttano logiche di crowdsourcing: capacità di un’organizzazione di esternalizzare
alla massa degli utenti della rete una o più attività
è l’esempio dei siti microstock. casi rari però es. filmati, foto possono essere vendute da
fotografi dilettanti all’azienda: anche per esempio illegali come le recensioni
mobile commerce. m-commerce indica la capacità di gestire il commercio elettronico (e commerce)
attraverso l'uso di un dispositivo mobile come un tablet oppure uno smartphone. un fattore fondamentale
per l’m commerce è rappresentato dai servizi geolocalizzati (sono implementati attraverso le reti gps, wifi,
bluetooth e consentono ai provider di offrire info su misura per le esigenze dei consumatori in base alla
posizione in cui si trovano essi
le informazioni sono disponibili sempre e ovunque. una peculiarità del processo di acquisto in mobilità è la
progettazione di versioni dei siti adatte a questi dispositivi: si parla di mobile ready.
responsive web design è una tecnica di progettazione che consente di realizzare siti in grado di adattare
autonomamente il proprio layout al dispositivo con il quale sono visualizzati, favorendo una navigazione
ottimale con ogni device utilizzato.
social commerce: uso dei social media per influenzare il comportamento d’acquisto: si manifesta tramite
diverse strategie commerciali, si basa sul concetto del passaparola tra persone che appartengono una rete
di contatti e sulla possibilità di fare acquisti direttamente sulla piattaforma social media in cui si sta
navigando.
e-banking pagamenti nel mondo digitale:
-carte di credito; in molti casi il cliente deve fornire il cosiddetto cvv (customer verification value)
-smart card: dotate di un microchip che consente capacità di immagazzinamento dati paragonabili a
memoria di un pc; pensiamo a carte prepagate, pagamenti contactless
-servizi di pagamento; pensiamo a paypal oppure a google wallet, utente paga semplicemente indicando il
suo account
-servizi di pagamento in mobilità; uso dello smartphone per pagare grazie a contactless del dispositivo
mobile a un lettore : si parla di mobile proximity payment; la tecnologia nfc (near field communication)
permette di pagare semplicemente avvicinando un telefono compatibile a un lettore apposito.
oppure mobile remote payment, pagamento di un bene o un servizio da remoto, mobile ticketing permette
di acquistare un biglietto tramite sms o app.
pagamenti peer to peer: pagamento di mobilità: pagamenti di un gruppo di amici, per es. satispay o wechay
-criptovalute: moneta virtuale che non è emessa da nessuna banca centrale e che utilizza la tecnologia di
cifratura
fintech start up: fa riferimento alle tecnologie informatiche che supportano le attività del settore
finanziario

svantaggi dell’e-tailing

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•consegna dei prodotti e possibilità di restituirli
•fiducia
•esperienza diretta del prodotto
showrooming: clienti si recano nei negozi fisici per esaminare il prodotto di persona e poi li ordinano online
a prezzi inferiori
problematiche dell’e-commerce:
•tassazione: governi intendono tassare le vendite online per compensare la perdita di gettito fiscale
derivante dalle vendite tradizionali.
internet tax freedom act: vendite internet devono essere trattate allo stesso modo di vendite in negozi
fisici: le aziende tenute a riscuotere le tasse sulle vendite solo dai clienti che risiedono in uno stato dove
l'azienda ha una presenza sostanziale. in usa
•copyright e diritti digitali: drm digital right management, tutela gli autori di contenuti e ne scoraggia la
copia o distribuzione illegale
da sapere:
b2e—> business to employee: interazione tra azienda e dipendente, focalizzate sull’erogazioni di servizi o
processi interni alle organizzazioni; per es. possibilità dei dipendenti di modificare il proprio piano
assicurativo tramite il portale web aziendale. tutto ciò grazie a intranet, che è come una extranet ma
finalizzata a gestire trasmissione di informazioni riservate solo tra dipendenti.
portale aziendale: corporate portal, che rappresenta l'interfaccia principale utilizzata dai
dipendenti e ha le funzionalità tipiche di un sito web pubblico
intranet supporta non solo b2e, ma anche altri ambiti aziendali quali formazione ( pensa all’e- learning),
collaborazione e integrazioni di applicazione.
e-government: utilizzo da parte della pubblica amministrazione della rete internet e di sistemi informativi
per fornire a cittadini, aziende e vari enti servizi pubblici e pubblici informazioni. si può dividere in:
g2c: government to citizens; riguarda sia informazioni ma anche consente transazioni online, pensiamo alla
dichiarazione dei redditi.
g2b: government to business; uguale al g2c, ma consente interazione tra pa e imprese. è incluso nel g2b l’e-
procurement ( approvvigionamento elettronico), aste al rialzo dove si comprano per es. beni confiscati e
anche richiesta online di licenze di esportazioni
g2g: government to government; interazioni elettroniche tra enti pubblici a diversi livelli, livello locale,
regionale, nazionale ma anche internazionale. a livello nazionale sicuramente il fine è migliorare l’efficienza
della pa, a livello internazionale progetti come consolidated health informatics che punta a uno standard
sulla sanità migliore condividendo informazioni

business digitale: commercio elettronico social


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impatti in azienda conseguenti all’utilizzo:
-della rete internet & del world wide web
-del web 2.0
opportunità offerte alle azienda da internet e dal web
•diffusione globale delle informazioni
•integrazione sistemi informativi e dati: siti web possono essere collegati a sistemi informativi e a
database aziendali per fornire accesso in tempo reale a informazioni personalizzate
•comunicazione interattiva: aziende possono interagire con i propri clienti in tempo reale
•collaborazione
•supporto alle transazioni online
•personalizzazione di massa: attraverso gli strumenti di internet il cliente può personalizzare il proprio
prodotto come le case automobilistiche; ogni cliente può creare un prodotto unico.
il collegamento tra piattaforma web di e commerce che abilita il cliente alla configurazione online del
prodotto personalizzato e la produzione aziendale just in time, consente alle aziende di realizzare ciascun
bene on demand (su richiesta).
personalizzazione di massa genera valore aggiunto per il cliente e maggiore profitto per i produttori.
•digital transformation: operazioni analogiche trasformate in digitale—> aziende possono sfruttare il
contesto online per innovare il proprio modello di business, i processi organizzativi, i prodotti e i servizi
offerti
new economy: a metà anni novanta fu coniato questo termine :boom della new economy —> nascita di
innumerevoli iniziative cosiddette dot com (= .com) dopo il grande boom c’è stato un periodo di flop. con
dot com si fa riferimento a quelle start up che quotate in borse hanno visto prosperare investimenti su
internet, e-commerce
si fa riferimento alla fase di impetuoso sviluppo legato alla diffusione delle tecnologie informatiche e digitali
(internet, telefoni cellulari, personal computer, prodotti informatici e digitali) che interessò l'ultimo scorcio
del xx secolo, partendo dagli stati uniti e poi estendendosi agli altri paesi industrializzati del mondo.
c’è stato un crollo dopo new economy dotcom: si parla di dot-come bubble—> (disillusione) poi
accettazione quindi evoluzione: old economy—> new economy—> old economy (disillusione)—>
accettazione
tre modi di fare business con internet: e-business 1.0:
•bande (connessioni) / hosting services
•servizi / prodotti
•pubblicità
tre campi che sono collegati fra loro
nella catena del valore ogni passaggio del prodotto acquisisce valore (valore aggiunto)—> cliente paga tutti
i pezzi disintermediazione: l’azienda produttrice vende direttamente al cliente ( eliminazione intermediari)
reintermediazione: es. amazon la reintermediazione è la reintroduzione di un intermediario tra un
produttore di beni e consumatori. (es. skyscanner trova i voli di tutte le compagnie) mentre la
disintermediazione rimuove elementi dalla catena di approvvigionamento, la reintermediazione aggiunge
nuovi elementi alla catena di approvvigionamento. la reintermediazione si verifica a causa di numerosi
problemi associati al modello di disintermediazione dell'e-commerce, che riguardano principalmente
problemi con il modello diretto al consumatore. convergenza integrazione di più canali di comunicazione e
di vendita per la generazione del fatturato: multichannel value proposition
-utilizzare la rete per portare vendite a negozi reali (click & mortar);
-esiste una chiara opportunità di sfruttare brand creati online (pure player) per effettuare attività di
commercio (anche) offline;
-si ipotizza che una delle strade vincenti sia quella della multichannel value proposition ovvero
l’integrazione di più canali di comunicazione e di vendita per la generazione di fatturato.
nuovo consumatore è digitale ed esigente: importanti fiducia , credibilità (prodotto sia buono), tempo reale
(chi non vende nel giro di pochi giorni, non può stare al passo, es di tempo reale amazon), trasparenza,
rispetto, equilibrio di potere e comunità
sistemi informativi aziendali
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sistema informativo: un insieme di persone, apparecchiature & applicazioni (hardware, software e reti di
comunicazione), processi, dati & informazioni che permettono all’azienda di disporre delle informazioni
necessarie al posto giusto e al momento giusto;
perché?
-soddisfare il fabbisogno informativo attribuendo a ogni centro decisionale le informazioni necessarie per
operare;
-supporta la raccolta, l’analisi, l’elaborazione, la memorizzazione e la diffusione delle informazioni, l’utilizzo
e la condivisione di archivi comuni (database) da parte di più aree funzionali.
le organizzazioni aziendali sono strutturate in diversi livelli, ognuno dei quali utilizza i sistemi informativi
come ausilio decisionale:

[Link] esecutivo / attività strategiche


[Link] manageriale / attività tattiche
[Link] operativo / attività operative

attivita’ operative attività e decisioni strutturate: procedure semplici e programmate direttamente nei
sistemi operativi
-ripetitive;
-dati noti con sufficiente certezza;
-compiti e obiettivi determinati, chiari. obiettivo s.i. delle attività operative
—> automazione (sostituzione dei processi manuali)
—> efficienza (gestione volumi di dati e elaborazioni con costi minori)
sistemi a supporto dell’attività operativa
[Link] electronic data processing
[Link] transaction processing system : transazioni sono attività ripetitive e il tps ha l’obiettivo di rendere
automatici i processi aziendali ripetitivi all’interno delle organizzazioni al fine di aumentarne velocità,
precisione e abbattere costi di elaborazione. comporta riduzione del personale al fine di ottimizzare. esempi
di processi aziendali del tps sono
-l’elaborazione di stipendi
-elaborazione degli ordini e delle vendite
-gestione scorte a magazzino
-approvvigionamento
-contabilità
obiettivo: automazione—> progettati per supportare e possibilmente automatizzare le attività operative
ripetitive e standardizzabili es. attività di contabilizzazione delle fatture.
architettura tps:
input (può essere manuale, semiautomatico e automatico e sono tipicamente
transazioni aziendali) —> elaborazione—> output ( come report o feedback) possono essere
- tps online: documenti possono essere elaborati in tempo reale mentre vengono creati, fornisce risultati
immediati
- tps batch: transazioni vengono elaborati in blocco, utilizzata tipicamente dalle banche
utenti tipici: personale operativo, clienti, supervisori

attivita’ strategiche e attivita’ tattiche: attività e decisioni poco strutturate

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(semistrutturate per il livello tattico e non strutturate per il livello strategico)
-non ripetitive, occasionali;
-elevata incertezza;
-compiti e obiettivi indeterminati, incerti . obiettivo s.i. delle attività strategiche e tattiche:
—> fornire supporto informativo ai manager e flessibilità.
sistemi informativi direzionali (livello manageriale) :
dss decision support system, noti anche come bi ( business intelligence): aiutano figure di livello
manageriale nel prendere decisioni in contesti di poca informazione
architettura dss: utilizza modelli per manipolare dati: es per calcolare media vendite si
utilizza una formula che è un modello. i risultati da modelli e dati, sono i report dati e modelli (input)—>
elaborazione (ottimizzazione)—> report grafici o testuali
utenti tipici: manager di livello intermedio
progettati per raccogliere e fornire informazioni per supportare le attività decisionali del
management (es. decisioni sulle azioni commerciali da avviare, su nuovi prodotti) sono esempi di dss,
pianificazione aziendale, analisi dei costi, marketing ecc
utenti tipici: manager di livello intermedio (sebbene possa essere utilizzato a qualsiasi livello di
organizzazione)
mis management information system
obiettivo: fornire informazioni relative ad aspetti esterni e interni all’azienda, supporta i responsabili
dell’azienda nell’assumere decisioni.
es. supportano processi come previsioni di vendita, pianificazione della produzione, previsione finanziaria
ecc
architettura mis:
dati (input)—> elaborazione (riepilogo dati)—> report programmati o feedback utenti tipici: manager di
livello intermedio
sistemi informativi livello strategico:
eis executive information system:
obiettivo: supporta i dirigenti di massimo livello
consiste di tecnologia, dati, procedure e persone necessari a consolidare le informazioni per assistere le
decisioni a livello strategico (direzionale). fornisce info ai top manager in una forma altamente aggregata. i
manager possono tracciare varie condizioni di mercato a supporto delle decisioni di investimento.
es. pianificazione strategica a lungo termine, monitoraggio di risorse
garantisce inoltre al decisore sia dati soft ( notizie testuali non analitiche) che hard (fatti e numeri)
architettura eis:
dati (input esterni per es. quotazioni in borsa)—> elaborazione (riepilogo)—> report di riepilogo, tendenze
e simulazioni (risultati)
utenti tipici come detto: manager di livello direzionale.
misurate attraverso indicatori di prestazione chiave (kpi)--> key performance indicator
i sistemi informativi come supporto ai processi aziendali
come utilizzare i sistemi informativi per supportare le attività interne? il flusso informativo attraverso un
insieme di attività aziendali è detto catena del valore (porter 1985). le attività funzionali possono essere
suddivise in attività core e di supporto.
modello di greiner:
mostra i problemi di crescita delle aziende.
si divide in 6 frasi, ognuna finisce con una crisi che permette di passare alla fase successiva di crescita.
[Link] attraverso la creatività (+ crisi di leadership) : creare un prodotto e decidere che prodotti offrire.
man mano che l’azienda cresce bisogna trovare nuove tecniche.
crisi di leadership cioè è necessaria una struttura più professionale delle attività e comunicazioni.
[Link] attraverso la direzione (+ crisi di autonomia) : l’azienda cresce attraverso l’introduzione di nuove
direzioni. si ha una crisi di autonomia, cioè bisogna definire le autonomie delle varie strutture organizzative.

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[Link] attraverso la delega (+ crisi di controllo) : è necessario che si creino dei team con una delega, ci si
divide e ognuno si occupa di diverse aree (operativa, tattica…), poi si ha la fase definita crisi di controllo cioè
non ci si è ancora strutturati per le altre attività.
[Link] la fase 4 è la crescita verso il coordinamento (+ crisi di burocrazia)
le funzioni devono imparare a coordinarci ma questo aumenta tantissimo i livelli di burocrazia. se non è ben
gestito, la produzione viene soffocata dalla burocrazia necessaria e si ha la crisi di burocrazia.
5.l’ultima fase è la crescita continua attraverso la collaborazione tra le funzioni aziendali.
la struttura è a matrice, non si risponde solamente al capo ma devo rispondere al capo o
responsabile dell’attività di quel progetto indipendente se è il mio capo o non.
lo studio degli stadi di nolan —> tiene conto di una serie di fattori.
quanto viene speso annualmente per i sistemi informativi, il tipo di tecnologia adottata, all’inizio di
un’azienda si inizia uno sviluppo tecnologico con l’acquisto di nuove etnologie detto iniziazione, questo
viene visto come il supporto ad alcune operazioni.
il contagio in cui la spesa inizia ad aumentare perché vengono ampliate le aree di
comunicazione.
definizione di sistema interorganizzativo: semplifica il flusso di informazioni dalle attività di un’azienda a
quelle di un’altra. si ottiene un vantaggio competitivo integrando più processi aziendali in modo che
consentano a un’azienda di soddisfare un’ampia gamma di esigenze peculiari di un cliente. in parole
povere, un sistema informativo rivolto all’esterno dell’organizzazione.
il sistema del valore (porter 1985) è formato da tutte le rispettive catena del valore interne, in cui le
informazioni scorrono dalla catena del valore di un’azienda a quella di un’altra
flusso upstream: informazioni ricevute da un'altra organizzazione
flusso downstream: informazioni prodotte dall’azienda e inviate a un'altra organizzazione
cosa sono i sistemi legacy? e quelli integrati? si passa dai sistemi legacy ai sistemi integrati i sistemi legacy
sono sistemi che operano entro i limiti di una particolare esigenza aziendale. sono utilizzati principalmente
al nascere di un’azienda, implementandoli in alcuni ambiti operativi. ogni reparto ha il proprio sistema
informativo.
limite: non sono progettati per comunicare con altre applicazioni o altre aree aziendali ( non si può per es.
per il personale della produzione avere informazioni sul reparto vendite).
causano in sostanza problemi quando sono richieste informazioni da più sistemi dipartimentali per
supportare i processi aziendali.
esigenza quindi di integrare i sistemi informativi: i sistemi informativi integrati sono sistemi che
consentono alle aziende di integrare informazioni tra le varie attività dell’intera organizzazione. anziché
memorizzare informazioni in posizioni separate, i sistemi aziendali
forniscono un repository centrale. possono essere utilizzati per supportare processi aziendali rivolti sia
all’interno che all’esterno. il processo di conversione trasferisce informazioni memorizzate su sistemi legacy
in una nuova piattaforma integrata, generalmente nella forma di applicazioni erp (usato per esigenze
interne, mentre al di fuori sistemi si concentrano sui flussi upstream e downstream)
uno dei principali ostacoli per le aziende che implementano sistemi informativi aziendali riguarda la
modifica dei processi che saranno supportati dai sistemi stessi.
la gestione dei processi aziendali si chiama bpm (business process management); si intende l'approccio
sistematico adottato dalle organizzazioni finalizzato a mappare ed ottimizzare i processi svolti.
dagli anni '90 in poi viene comunemente utilizzato anche l'acronimo bpr (business process reengineering)
per indicare in particolare le attività di revisione dei processi stessi: è la reingegnerizzazione dei processi
aziendali, intesa come miglioramento continuo dei processi. il legame fra sistemi informativi e processi è
talmente stretto che tutte le attività di bpm e bpr vengono svolte in stretta collaborazione con i’it che ha
il compito di progettare e gestire sistemi che contribuiscano al miglioramento e all'ottimizzazione dei
sistemi.
in ogni caso è chiaro un cambiamento nei processi aziendali, soprattutto quello che coinvolge i sistemi
informativi aziendali.

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best practice: processi standard di settore
tre le forme più diffuse di sistemi informativi integrati aziendali, erp divisa in supply chain management e
customer relationship management
•erp “enterprise resource planning”: applicazioni, come detto, che integrano le esigenze informative
specifiche delle diverse aree funzionali, oltrepassando i limiti e le divisioni dei reparti.
forniscono una base dati comune, un repository centrale (a differenza dei sistemi legacy). informazioni di
diversi reparti quindi sono accessibili a tutti i diversi reparti
( informazioni di magazzino possono essere accessibili dal personale di contabilità es)
dati sono memorizzati in un unico luogo, applicazioni erp che accedono al data warehouse sono progettate
per avere allo stesso tipo di interfaccia ( pensiamo tipo a microsoft office, excel e word diversi ma
interfaccia simile).
applicazioni erp ovviamente fornite come pacchetti software, quindi generalizzato ma con specifiche in
base alle esigenze dell’azienda.
si divide in:
-attività erp core (focus all’interno), supportano le importanti attività come gestione finanziaria,
operations, e risorse umane.
-attività erp estesi (focus all’esterno), supportano le attività primarie rivolte verso l’esterno. nello specifico
le altre due forme di sistemi: scm e crm
•scm “supply chain management”
supply chain management: inizialmente intese come tecniche per la riduzione delle scorte e delle giacenze
di magazzino, il termine supply chain (catena di approvvigionamento) è utilizzato per indicare i produttori di
beni utilizzati da un’azienda: al fine di ridurre i costi relativi ai livelli delle scorte di magazzinaggio delle
aziende e a velocizzare il tempo di immissione dei prodotti sul mercato, si utilizzano i sistemi scm,
migliorando il coordinamento di fornitori, produttori e distributori.
migliorare in sostanza i flussi informativi upstream.
come per le applicazioni erp e crm, pacchetti sono distribuiti sotto forma di moduli. l’architettura di tale
sistema prevede vari moduli, ognuno dei quali supporta la pianificazione (scp, comprende pianificazione
domanda, distribuzione, produzione: un es. utilizzare strumenti di analisi per gestire in modo ottimale
materie prime e attrezzature) e l’esecuzione (sce) della catena di approvvigionamento: pensiamo al flusso
di prodotto quindi al movimento dei beni dal fornitore al cliente, con in mezzo produzione, distribuzione
ecc. oppure al flusso finanziario (pagamenti) o ancora al flusso informativo (stato consegna, aggiornamenti
ecc.)
•crm “customer relationship management”: è sempre più importante per le aziende non solo generare
business, ma anche soddisfare i clienti. è importante perciò sviluppare e mantenere soddisfazione dei
clienti, e per questo la gestione delle relazioni (crm, customer relationship management) con i clienti è una
strategia a livello d’impresa per creare e mantenere relazioni durature con i clienti concentrandosi
sui flussi informativi downstream.
obiettivo: attirare potenziali clienti e fidelizzare.
applicazioni crm sono fornite come pacchetti software acquistati da fornitori specializzati. dispongono
come gli erp di vari moduli e funzioni
per sviluppare una strategia crm, non basta installare tali sw, ma anche modifiche organizzativi e
manageriali, come per es. modifiche al servizio clienti, alla formazione del personale, all’analisi e
condivisione dei dati e modifiche a politiche e processi aziendali
architettura di un sistema crm: presenta tre componenti:
-crm operativo: automazione forza vendita, servizio e supporto clienti, marketing. esso permette di fornire
un servizio clienti personalizzato ed efficiente.
componente di esso sono:
sfa sales force automation, quindi l’automazione della forza vendita. ciò aiuta i sales manager e marketing
manager, con informazioni maggiori sui ricavi, numeri di clienti, mercato, concorrenti, prodotti ecc. .
css customer service and support, quindi servizio e supporto ai clienti. sistemi che automatizzano
assistenza, reclami, resi ecc.

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l’emm enterprise marketing management, migliora la gestione delle campagne di marketing per
raggiungere potenziali clienti, indirizzando i lead (potenziali acquirenti) al personale più adatto
-crm analitico: analizza comportamento clienti e percezioni clienti con data warehouse, data mining,
business intelligence. da queste analisi si personalizzano campagne pubblicitarie
tali campagne personalizzate aiutano ad aumentare il cross-selling (vendita di prodotti o servizi aggiuntivi
correlati al prodotto acquistato dal cliente - o per il quale il cliente ha espresso interesse) e up-selling
(vendere più prodotti o prodotti più redditizi)
-crm collaborativo: metodi per facilitare la condivisione di informazioni, rendere comunicazioni efficaci ed
efficienti con il cliente. maggiore integrazione delle informazioni, maggior orientamento al cliente e minori
barriere alla comunicazione
sviluppo in proprio o outsourcing?
in generale le aziende scelgono di affidare all'esterno (outsourcing) le attività di business per:
•ridurre i costi
•liberare risorse interne
•aumentare efficienza di processo
•potersi concentrare sulle attività core
argomenti a favore invece dello sviluppo in proprio:
•nessuna dipendenza da altre aziende
•nessun costo per prestazioni servizi esterni
•know how tecnologico disponibile all'interno dell'azienda
funzione sistemi informativi la funzione sistemi informativi (fsi) è l'unità che, nell'ambito
della struttura organizzativa aziendale, è delegata alla gestione dell’elaborazione e della distribuzione, a
tutti i reparti dell’impresa, delle informazioni che sono necessarie al raggiungimento degli obiettivi aziendali
compiti della fsi: pianificazione, studio, concezione, progettazione, realizzazione, esercizio, manutenzione,
valutazione delle prestazioni, attività di supporto agli utenti, relazioni con fornitori esterni, valutazione del
fornitore e del sistema, acquisizione installazione delle procedure automatizzate.
progettazione e sviluppo dei sistemi informativi
innanzitutto differenza tra software dedicato e software standard:
il software dedicato viene realizzato per soddisfare le specifiche esigenze di una organizzazione. questo
software può essere sviluppato internamente dallo staff dei sistemi informativi dell’aziende, oppure può
essere sviluppato e gestito da un fornitore specializzato. è particolarmente utile sia quando le necessità
dell’azienda sono molto specifiche e non esiste un’adeguata offerta sul mercato, sia se desidero
personalizzare al meglio il mio software in modo da trarne un vantaggio competitivo (per esempio in
termini di ottimizzazione dei processi).
il software dedicato ha due vantaggi principali nei confronti del software standard:
[Link]à di personalizzazione
[Link]à
software standard
il software standard (o pacchetto) viene tipicamente utilizzato per supportare processi aziendali comuni
che non richiedono un elevato livello di specificità e personalizzazione. è meno costoso, più rapido da
adottare e meno rischioso rispetto al software dedicato.
sviluppo dei sistemi informativi (software dedicato)
c’è da dire innanzitutto l’importante ruolo degli analisti di sistemi, che si dedicano alla scomposizione di
grandi problemi in piccoli, e il suo compito è quello di creare il sistema finale integrando efficacemente
programmi e moduli. anche gli utenti, che vengono coinvolti in tutte le fasi del processo di sviluppo del
sistema e la cui partecipazione risulta fondamentale.
esistono varie metodologie finalizzate a strutturare e migliorare la progettazione e lo sviluppo dei sistemi
informativi (e del software)
i principali sono
•a cascata ( a fasi) il processo di sviluppo di un approccio a cascata è una sequenza di fasi, e ognuna delle
fasi è propedeutica alla successiva quindi ogni fase deve essere terminata prima di passare alla successiva.

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prevede le seguenti fasi: analisi dei requisiti, progettazione, sviluppo, collaudo, rilascio, manutenzione
non riesce a tenere in considerazione l’evoluzione dei requisiti durante il progetto
vantaggi:
-altamente strutturato e sistematico
-rigoroso e formalizzato
-definizione completa dei requisiti nelle fasi iniziali
-fasi chiaramente identificate e approvate dal management
-adatto a grandi progetti
-trae vantaggio da cose note e provate. la scarsità di incertezza e complessità consente di scomporre il
lavoro in una sequenza di attività prevedibili
svantaggi:
-eccessiva produzione di documentazione
-non riesce a tenere in considerazione l’evoluzione dei requisiti durante il progetto
(utenti e sviluppatori si incontrano solo a inizio e fine progetto)
-rischio di progressivo allontanamento tra le funzionalità del sistema e i fabbisogni
informativi dell’impresa
analisi e progettazione dei sistemi 6 fasi principali.
fase 1 studio di fattibilita’/ studio preliminare
-obiettivi principali: • condurre l’analisi preliminare • proporre soluzioni alternative • descrivere costi e
benefici • produrre un piano completo di raccomandazioni; -
obiettivo fondamentale: verificare la validità economica e l’accettabilità della soluzione computerizzata;
individuare i csf (critical success factors), si capiscono facendo interviste
fase 2 analisi del sistema
-obiettivi principali: • raccogliere i dati • analizzare i dati • redigere un rapporto in questa fase si segue
l’impostazione stabilita nello studio di fattibilità;
fase 3 progettazione del sistema
-obiettivi principali: • creazione di un progetto preliminare: descrive le funzionalità
generali del sistema proposto • esecuzione di un progetto dettagliato: descrive come verrà effettuato ciò
che è descritto nella fase di analisi
- per ogni informazione in uscita (output) è necessario definire quali dati occorrono
in ingresso (input), a quali archivi accedere, quali elaborazioni effettuare.
è da qui che nacquero i diagrammi a blocchi
fase 4 sviluppo del sistema
-fasi principali: • acquisizione del software (sviluppo interno del software o acquisizione) • acquisizione
dell’hardware • collaudo del sistema;
in questa fase importanti le figure dell'analista e del programmatore
-obiettivo: prova dell’intero sistema;
-come si svolge: dati prova, output previsti, tempi, errori.
fase 5 implementazione del sistema
-obiettivo: operazioni al termine delle quali la procedura automatizzata è in esercizio • installazione hw, sw,
etc • conversione archivi cartacei in elettronici • addestramento degli utenti;
-esistono 4 diverse strategie di implementazione. • implementazione diretta • implementazione parallela •
implementazione a fasi • implementazione pilota.
fase 6 manutenzione del sistema
-obiettivi principali: • ottimizzazione e miglioramento del sistema, attraverso indagini e valutazioni
periodiche, nonché modifiche sulla base di nuove condizioni • continuo monitoraggio del sistema per
garantirne l’efficacia e l’efficienza • manutenzione correttiva, adattativa, perfettiva e preventiva. quella
correttiva è la più importante delle quattro.

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la manutenzione degli applicativi
i sistemi informativi vanno mantenuti e continuamente monitorati per garantire
l’efficacia e l’efficienza del sistema. con la manutenzione si ottimizza e migliora il sistema, attraverso
indagini e valutazioni periodiche, nonché modifiche sulla base di nuove condizioni. esistono diversi tipi di
manutenzione.
-correttiva: per rimediare a difetti ed errori
-adattiva: per migliorare/aggiungere funzionalità o passare ad un diverso ambiente operativo
-perfettiva: per migliorare le prestazioni o aggiungere funzionalità accessorie
-preventiva: per ridurre la probabilità di blocchi futuri.
6 fasi del libro invece:
-analisi dei requisiti --> si inquadra il problema, cosa deve servire il si, chi sono gli utenti ecc.. per
raccogliere requisiti, interviste, questionari, oss, individuazione fattori critici di successo (csf)
-progettazione --> se investimento è stato approvato, si progetta il sistema. fu in questo contesto che
nacquero i diagrammi di blocco
-sviluppo --->traduzione in linguaggio di programmazione dell'algoritmo progettato. due figura
professionali importanti, l'analista che progettava le funzionalità del programma e il programmatore,
linguaggio di programmazione.
-collaudo --> sistema informativo va provato per verificare che non vi siano errori.
-rilascio --> si passa in produzione, si rilascia agli utenti il sistema
-manutenzione
•prototipale ( o evolutivo) questo modello prevede la creazione di un sistema
informativo di prova “prototipo” e ne permette la sperimentazione prima che venga realizzato. inoltre,
problemi errori e deficienze possono essere scoperti e corretti prima e più facilmente.
sistema prototipale che quindi va a sostituire quello a cascata perché mostrò i suoi limiti, troppo lento e
poco flessibile.
prototipale molto più veloce
vantaggi:
-usato per sviluppare sistemi che cambiano radicalmente il modo in cui il lavoro è svolto, in modo tale che
gli utenti stessi possano valutarlo
-permette alle aziende di esplorare l’uso di nuova tecnologia
-sistemi da subito operativi per test più rapidi
-costi e benefici valutabili dopo l’esperienza con il prototipo iniziale
-accettazione iniziale degli utenti per il nuovo sistema plausibilmente superiore
svantaggi:
-il prototipo spesso è carente dal punto di vista della sicurezza e delle caratteristiche di controllo - non è
possibile sottoporre il sistema a test rigorosi
-maggiore difficoltà a gestire le aspettative degli utenti
•a spirale: si introduce l’analisi dei rischi, risk management faceva il suo ingresso
nell’informatica. sistema che prevede un insieme di fasi composte da più fasi ripetute
più volte, dopo un’analisi dei requisiti.
influenza del modello prototipale è notevole, ma con alcune variante tra cui il risk management e la
ripetitività della fase composta
•approccio agile:
agile: manifesto per lo sviluppo agile di software, non c’è approccio fornitori e software, ma qualcosa in
cui si collabora, interazione costante fra team di progetto e gli stakeholder del progetto stesso, ambiente
collaborativo e cooperativo. è un insieme di metodologie e pratiche per lo sviluppo e realizzazione di
progetti software complessi e di sistemi informativi aziendali.
principi sono la disciplina, trasparenza, collaborazione e apertura al cambiamento.
i partecipanti allo sviluppo dei sistemi informativi sono : utenti; management; analisi di sistema; staff
tecnico.

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tutti questi approcci illustrati sopra sono adottati quando si sviluppano sistemi con il proprio staff dedicato.
molte volte questa soluzione non è applicabile, e vi sono tre diverse opzioni:
[Link] esterna di un sistema es. ibm
ha varie fasi, pianificazione e analisi sistemi pressoché uguali allo sviluppo interno. differisce per lo sviluppo
di una richiesta di proposta di vendita (rfp request for proposal). è un documento che si utilizza per
comunicare al fornitore quali sono i requisiti su come il sistema offerto potrebbe soddisfarli. poi si valuta la
proposta : benchmarking—> per facilitare il confronto tra i sistemi si utilizzano questi programmi
campione. infine si seleziona il fornitore. una volta acquistato il software si sottoscrive un contratto di
licenza: ”shrink wrap” ( a strappo, cioè si attiva non appena si strappa il packaging) e ”click wrap” ( si deve
cliccare su accetto prima di installare un sw). oppure enterprise , che sono negoziate tra le parti.
l’acquisizione può avvenire anche tramite asp, cioè fornitori di servizio—> application
service provider. un esempio di asp gratuito è sicuramente google.
gestione licenze: differiscono in termini di restrizioni o alla libertà di uso; possono
essere freeware ( gratuito) o shareware ( utilizzo gratuito per un periodo di prova)
[Link] di sistemi in outsourcing sviluppo viene assegnato a un’azienda esterna. sicuramente vantaggi
in costi e qualità, semplificazione e organizzazione
[Link] da parte dell’utente finale sono gli utenti stessi che sviluppano le proprie applicazioni.
la gestione dei sistemi informativi aziendali
l’itil, acronimo di it infrastructure library, è una raccolta di linee guida e “best practice” (processi standard
di settori) il cui principio cardine è l’allineamento, sia strategico che operativo, fra ict e business. la libreria
di itil è organizzata in differenti aree:
-service strategy: comprende gli obiettivi organizzativi e le esigenze dei clienti. si concentra sull'aiutare le
organizzazioni a migliorare e a svilupparsi a lungo termine;
-service design: trasforma la strategia di un servizio in un piano per la realizzazione degli obiettivi aziendali.
fornisce indicazioni sulla progettazione di servizi;
-it service transition: sviluppa e migliora le capacità di introdurre nuovi servizi negli ambienti supportati;
-service operation: comprende la gestione dei servizi negli ambienti supportati, il monitoraggio e il rispetto
dei livelli di servizio;
-continual service improvement: riguarda servizi incrementali e miglioramenti su larga scala.
ict governance: allineamento ict e business;
•allineamento strategico: tecnologie assumono il ruolo di stratega tecnologico, talvolta stabilendo la
migliore strategia ict in risposta alle esigenze di business, talvolta diventando abilitatore della strategia di
business
•allineamento operativo: traduzione delle strategie in azioni effettive, predisponendo gli opportuni servizi
ict

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nuovi media e digital marketing smart way of working
nuovo modo di concepire tutti gli accessi.
il web 2.0 : il termine, apparso nel 2005, indica genericamente la seconda fase di sviluppo e diffusione di
internet, caratterizzata da un forte incremento dell’interazione tra sito e utente: maggiore partecipazione
dei fruitori, che spesso diventano anche autori (blog, chat, forum, wiki); più efficiente condivisione delle
informazioni, che possono essere più facilmente recuperate e scambiate con strumenti peer to peer o con
sistemi di diffusione di contenuti multimediali come youtube; affermazione dei social network.
gli utenti hanno un ruolo centrale poiché sono stimolati a creare contenuti, a recensire prodotti e persino a
crearne nuovi. gli utenti aggiungono valore ai siti web contribuendo ai wiki o assegnando tag a siti e
immagini. il nuovo contesto consente a chiunque di pubblicare contenuti mediante:
-content management system (cms) es. wordpress, joomla. i cms consentono di pubblicare, modificare,
tracciare le versioni e recuperare contenuti digitali quali documenti, immagini, audio, video ecc.
-learning management system (lms) es. blackboard
-wiki : i contenuti sono fatti da tutti; sono piattaforme collaborative, che permettono di creare e modificare
pagine web con un semplice browser. il più famoso wikipedia
-blog: ci permettono di rendere partecipi,
-forum: strumento interattivo dove si chiedono o danno informazioni. sito web dove si dibatte su vari temi
i sistemi cms che gestiscono questo tipo di contenuti possono essere chiamati: dam
( digital asset management) e dms (document management system) alcuni termini da sapere:
metadati: dati relativi ad altri dati (pensa a google se cerchiamo 42, metadati sono per es. centimetri)
tagging: aggiunta di informazioni descrittive rispetto al contenuto del sito, si tratta per es. di descrivere una
mappa.
i pilastri del web2.0 sono:
-utilizzo del web come piattaforma
-mettere a frutto l’intelligenza collettiva
-il ruolo di dati e database essenziale anche per gli acquisti online per esempio ∙ implementazione di
funzionalità web innovative
web 2.0 dialogo
web 1.0 monologo, modello di comunicazione vecchio
web marketing o internet marketing: è l’utilizzo di internet, dei suoi strumenti e delle tecnologie digitali a
essi collegate, per il conseguimento degli obiettivi di marketing dell’impresa. utilizzare internet come
metodo per vendere.
digital marketing : insieme delle attività di marketing potenziale dalla possibilità di utilizzare le tecnologie di
comunicazione digitale. si riferisce a tutto il digitale, non solo uno specifico come il web.
digital e web marketing sono la stessa cosa? no, uno generale l’altro specifico. digital marketing diverso
dal web marketing: web marketing utilizza internet, e quindi più specifico (anche se oggi difficile che non
venga utilizzato internet)
si parla di consumatore multicanale: è aperto agli stimoli provenienti da internet, dalla tv digitale
interattiva e dal mobile.
oss. gli orari degli utilizzi cambia: itablet sono utilizzati più la sera rispetto al computer che lavora di girono
web marketing:
-instaura una relazione con il cliente, fondamentale per essere seguiti dal cliente ed essere ascoltati ;
- diffonde informazioni conquistando l’attenzione, fondamentale per far filtrare in noi le informazione;
- dal mass marketing al one-to-one marketing: da un marketing di massa ad uno più
singolo e soggettivo;
- consente di conoscere i propri clienti;
- strumenti di misurazione del comportamento (cookies, file di log)

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paradigmi del web marketing
-interattività’: bisogna coinvolgere il consumatore, visto che i nuovi strumenti sono pull, e quindi basati
sulla ricerca attiva delle informazioni da parte degli utenti
-intelligenza : devo sapere e capire la percezione che ha i consumatore sul prodotto;
-individualizzazione: diversificare e personalizzare le comunicazioni e i contenuti proposti agli utenti
-disintermediazione e re-intermediazione: scomparsa degli intermediari
tradizionali e creazione di nuovi intermediari in grado di soddisfare le necessità di ricerca e
comparazione dei prodotti nel web.
-indipendenza dal luogo fisico: riuscire ad avere negozi in tutto il mondo non fisici ma digitali e possibilità
di poterli visitare e utilizzare tramite i siti online.
-segmentazione: si prendono i clienti e si dividono in vari gruppi dove si cercano le loro esigenze,
fondamentale e accontenta più persone. come il treno che ha varie classi per le varie esigenze e volontà.
marketing one-to-one : idea di trattare i clienti diversi in modo diverso; è un obiettivo difficile da
raggiungere= è difficile arrivarci, svilupparlo e riuscirci.
nasce nell’ambito del relationship marketing, sulla semplice idea di trattare i clienti diversi in maniera
diversa. un’azienda decide di sviluppare un programma di marketing one-to- one perché riconosce nella
forza o nella debolezza delle relazioni con il singolo cliente il fattore determinante per una redditività ed
un successo duraturi, come affermano don pepper, martha rogers e bob dorf nell’ormai famoso “manuale
operativo” (del 1997) del “marketing one-to-one”
cookie: è un file di testo di piccola dimensione che viene copiato sul disco rigido
dell’utente da un server di pagine web e costituisce la carta d'identità dell'utente, non può contenere
virus e può essere letto solo dal server che lo ha inviato. sono file di informazioni che i siti web
memorizzano sul computer dell'utente di internet durante la navigazione allo scopo di identificare chi ha
già visitato il sito in precedenza. i cookie vengono memorizzati all'interno del proprio computer e
contengono informazioni come, ad esempio, le preferenze relative alla navigazione all'interno del sito e le
informazioni automatiche di accesso. (è sempre possibile cancellarlo e viene letto solo da chi lo ha inviato,
serve per reperire informazioni sulle persone vedendo i siti che frequenta).
dal punto di vista del mercato sono importanti e fondamentali per il produttore; come consumatore
singolo non da problemi e non ha effetti, può dar fastidio psicologicamente all’idea che sanno ciò che
cerchiamo e vediamo —> si crea una memoria del consumatore—> e il sito ci propone oggetti che noi già
abbiamo visto e abbiamo mostrato la nostra preferenza.
file di log: file in cui viene registrato tutto ciò che succede su qualsiasi sistema, come per es. l'attività di
utilizzo di un determinato sito.
i sistemi aziendale ne hanno più di uno in cui dicono quando si sono collegati, cosa hanno fatto, si può
vedere chi e quando ha modificato il file. la tracciabilità è obbligatoria e
avviene con il file di log. e qualcosa che ci dice cosa è successo (come ad esempio: quante visite ha avuto,
ogni visita per la singola pagina, quanto tempo ci sono stati sulla pagina, provenienza geografica ed età del
visitatore.
differenza tra cookie e file di log: il file log sta sul server del sito, il cookie sta sul nostro dispositivo.
social media strategy : significa individuare come posizionarsi nei social media in base agli obiettivi da
raggiungere, attivare i canali più appropriati, definire un piano di contenuti, progettare campagne on-line
per far parlare di te e dei tuoi prodotti
[Link] goals
[Link]
-chi sta parlando dell’azienda, del prodotto etc;
-ciò che stanno dicendo;
-se è positivo o negativo;
-dove si svolgono le conversazioni;
-come si comportano i concorrenti nei social media;
-chi sono gli «influenzatori» in blog e social community;
-dove sono le opportunità e le minacce.

43
[Link];
[Link]—> come creare engagement:
”seguendo le conversazioni che riguardano il proprio brand interagendo: «cosa ne pensate dei nostri nuovi
prodotti?»; «come possiamo aiutarvi oggi?»; «commenta i nostri contenuti e vinci due biglietti gratis».
-partecipando a queste conversazioni replicando e commentando con:
-trasparenza;
-chiarezza (no corporate speaking);
-autenticità;
-prontezza.
coinvolgendo i consumatori.
[Link] and optimize: i social media offrono la possibilità di introdurre misure di efficacia della propria
strategia di social marketing. la misura deve essere basata sugli obiettivi di business e tali obiettivi devono
essere definiti come obiettivi misurabili.
social media marketing: area del digital marketing che focalizza i propri studi sulla visibilità ottenibile
tramite i social media, quindi insieme di attività di marketing, di promozione e di vendita realizzate
attraverso i social. se si vuole creare un messaggio pubblicitario, importanti sono il e-word of mouth
(passaparola), e il viral marketing. quest’ultimo si basa sulla originalità o unicità dell’idea che riesce a
diffondersi velocemente
i mezzi di comunicazione online e digital advertising:
principio base del digital marketing: includendo i clienti nella progettazione delle relazioni e dei servizi
commerciali diventa possibile massimizzare il valore creato sia per i consumatori sia per l’organizzazione.
owned media: tutti i canali di proprietà dell’azienda, che possono essere gestiti e controllati in totale
autonomia (sito web, e commerce, newsletter) o anche solo in parte controllabili dall’azienda (shared
media).
paid media: tutti quei canali in cui è necessario investire per essere visibili ad un pubblico che
generalmente non conosce l’azienda né i suoi prodotti e servizi. il grado di controllo è minore rispetto ai
media proprietari: l’inserzionista controlla i contenuti del proprio spazio, ma non, a meno di eccezioni, cosa
succede introno, nelle sezioni del mezzo (pay per click, display ad, pubblicità sui social…).
earned media: canale del tutto gratuito perché la pubblicità è generata automaticamente dal bacino di
utenza grazie al meccanismo del wom (word of mouth). non è in alcun modo controllabile dall’azienda che
deve sviluppare capacità di engagement con il consumatore (condivisioni, like, fanpage, recensioni…).
la pubblicità su canali digitali, digital advertising, ha assunto un ruolo chiave nell’ambito delle strategie di
digital marketing. rispetto ad altri formati pubblicitari, il digital advertising ha specificità importanti rispetto
a: relazione che instaura tra i diversi attori, tracciabilità dei comportamenti, automazione di attività e
analisi, possibilità di raccogliere, integrare e analizzare dati provenienti da fonti diverse.
principali strumenti di pubblicità on-line:
[Link] advertising: pubblicità tramite motori di ricerca
•sem (search engine marketing): qualsiasi attività volta a migliorare la posizione di un sito web all’interno
dei motori di ricerca e ad aumentare il traffico proveniente da questi ultimi.
•seo: le tecniche di search engine optimization mirano a far raggiungere al sito web aziendale il rank più
elevato tra i risultati organici mediante la scelta di un insieme di parole chiave, da inserire nel sito
facilitarne il reperimento da parte dei motori di ricerca.
keyword advertising: il costo da sostenere per i link sponsorizzati è basato sul modello ppc (pay per click),
l’inserzionista paga un costo solo se l’utente fa click sul link sponsorizzato, visualizzato in seguito ad una
ricerca.
[Link] advertising: pubblicità che non appare nei motori di ricerca ma in altri luoghi del web. raggruppa
un insieme di strumenti di tipo push quali: immagini, filmati, animazioni,
advertorial (pubblicità interattiva con contenuto editoriale) interstitial (spot pubblicitari che appaiono solo
per la durata del caricamento della pagina), sister window.
i banner, statici, dinamici o interattivi sono tra gli strumenti più utilizzati (➔ spot che appare in fase di
caricamento della pagina web, pop-up che appare dopo che è stato cliccato un banner)

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pop up ads e tutte le altre forme di rich media quali expanding banner, in stream video ads e overlay ads
principali modalità di pricing (messaggi consegnati su messaggi inviati):
-cost per mille (cpm): prezzo pagato ogni mille visualizzazioni (anche cost per impression)
-cost per click (cpc): prezzo pagato per ogni click
-cost per action (cpa o cost per lead, cpl): prezzo pagato per ogni utente che esegue effettivamente una
determinata azione.
il successo di una campagna più essere misurato: dal numero di utenti che compie una determinata azione
oppure dai secondi visualizzati di un determinato video.
l’efficacia della modalità di comunicazione può essere misurata attraverso il click-trough rate (ctr): il
rapporto tra coloro che hanno cliccato e coloro che hanno completato
l’azione.
rientra tra il display advertising anche il programmatic advertising: l’acquisto di spazi pubblicitari in
modalità programmatica . sistema automatizzato con cui si comprano in real time spazi pubblicitari sul web
per mostrare contenuti a un target accuratamente
selezionato attraverso la raccolta e l’analisi di dati
-classified listing o directory listing
la directory web è una raccolta di siti internet organizzata per categorie e sottocategorie di argomenti. il
loro obiettivo, come motori di ricerca, è quello di aiutare gli utenti a trovare le informazioni richieste. per
entrare in una directory è necessario segnalare ai redattori il
proprio sito con un url di riferimento, una descrizione e l’indicazione della categoria in cui
si vuole essere collocati. questi servizi possono essere gratuiti o a pagamento.
-email advertising: pubblicità tramite mail
l’email marketing o direct email marketing (dem) è la prima modalità sperimentata
sull’on-line e rimane la più efficace, nonostante il fenomeno dello spam. il successo di una campagna di
email marketing si misura tramite:
-tasso di consegna (messaggi consegnati su messaggi inviati)
-tasso di apertura (messaggi aperti su messaggi consegnati)
-tasso di conversione (numero di lead su messaggi aperti).
programmi di affiliazione
consiste in un accordo commerciale tra un affiliante (che ha un sito e-commerce) e uno o più affiliati con
un proprio sito web. l’affiliato può rivendere attraverso il proprio sito i prodotti dell’affiliante, ricavando
dalla vendite una commissione proporzionale alle vendite.
la prima azienda ad affiliare sul web è stata amazon nel 1996.
referral program: accordi per cui un referral, colui che entra in un programma di
guadagno tramite un referrer, riconosce a quest’ultimo una commissione sulle vendite generate in seguito
all’appartenenza al programma.
un tipico esempio della meccanica dei programmi di referral è la formula member get a member
tecniche di promozioni:
-sampling: distribuzione di campioni gratuiti del prodotto
-freebie: piccoli omaggi di basso valore
-coupon: documenti o biglietti possono essere scambiati con uno sconto nel momento dell’acquisto di un
prodotto. un es è l’instant rebate, particolare coupon che non hanno analoghi nel mondo offline.
-loyalty award: punti assegnati dopo un acquisto di un prodotto. (pensa ai punti esselunga)
sem e seo
sono due elementi finalizzati a massimizzare la visibilità dei siti web nei motori di ricerca.
il sem (search engine marketing) è l’area di digital marketing che si occupa della gestione delle campagne
pubblicitarie, finalizzate a generare traffico qualificato verso il sito web dell’inserzionista, attraverso
l’inserimento a pagamento di inserzioni testuali visualizzate in corrispondenza della digitazione delle parole
chiave (keyword). l’inserzionista paga solo se l'utente fa click sul link sponsorizzato visualizzato in seguito a
una ricerca. l’acquisto di una parola chiave avviene a cpc (costo per click), ma anche la quality score.

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il seo (search engine optimization) si riferisce, invece, a tutte le attività finalizzate a migliorare il
posizionamento (ranking) di un sito tra i risultati organici (risultanti dalla semplice ricerca di parole chiave)
di un motore attraverso l’ottimizzazione dei contenuti e delle immagini presenti nella pagine del sito,
nonché attraverso tecniche di link building, ovvero attività finalizzate a migliorare la popolarità di una
pagina web. le pagine web vengono indicizzate tramite software chiamati spider, che compilano un indice
basandosi sulle parole chiave rilevate nel sito registrato e su altri criteri propri di ogni motore di ricerca.
inbound link: link verso quella pagine provenienti da siti con contenuti pertinenti rispetto ai temi trattati
seo non si può pagare, sem si
sharing economy: racchiude in sé modelli di business, piattaforme online e offline e comunità in cui l'utente
può condividere beni, servizi e informazioni. al centro di questo modello economico non c'è il concetto di
possesso, ma di utilizzo.

etica informatica
nuova era digitale
etica—> l’insieme di valori e principi morali che governano la condotta di un singolo o di un gruppo.
problemi etici legati all’avvento della nuova era digitale:
- sicurezza;
- imprevedibilità;
- complessità
perché parlare di etica trattando di tecnologie e ambiente digitale? per la consapevolezza che le tecnologie
e l’informatica spesso generano un impatto sociale che necessita di essere governato in quanto possibile
fonte di rischi, in parte attribuibili anche alla vulnerabilità dei sistemi . principali categorie:
- sicurezza: incidenti, rischi criminalità, virus;
- qualità della vita:il covid ha accelerato il processo
-itc e modifica dell’organizzazione del lavoro;
-l’informatica ha portato a lavorare insieme, in collaborazione collaborative work;
-telelavoro:il poter lavorare da casa restano in contatto con l’ufficio .
pre covid è stato adottato perché la maggior parte dei dipendenti restava 1 volta a settimana a casa:
comporta una spesa che diminuisce del 20% —> grazie alla connessione a banda larga e alle reti vpn (virtual
private network)
-smart working: lavoro agile, flessibile. ha conseguenze negative: 1) richiede di guardare a più leve insieme;
2) richiede maturità e disciplina personale ai lavoratori; 3) cambia il modo di fare management; 4) richiede
pianificazione e coordinamento.
i falsi miti = le persone se ne approfittano; genera senso di isolamento; è solo per chi ha la possibilità di
lavorare da casa; si può fare solo per certi lavori; è un trucco per dare vantaggi alle imprese togliendo tutele
ai lavoratori.
-uffici virtuali : spazi utilizzati per andare a lavorare, uffici mobili o temporanei -utilizzo del pc : pause;
postura corretta; tastiera e mouse ergonomici; video di qualità; corretta regolazione luminosità
divario digitale
digital divide: divario digitale—> disuguaglianze nella distribuzione delle risorse ict tra paesi e popolazioni.
-gap tra individui che hanno conoscenze informatiche e possono accedere agli strumenti e chi non può
( uno studio ha provato che un numero alto i medici e gli avvocati si rifiutano di usare metodi tecnologici) .
si parla di alfabetizzazione informatica e c'è un grande divario tra gli information havee gliinformation have
not
per ridurre questo digital divide, progetto olpc--> one laptop per child, che prevede la distribuzione di
computer portatili molto economici ai bambini dei paesi in via di sviluppo in tutto il mondo.
-incapacità di usufruire delle tecnologie e della conoscenza >> fattori di mancanza di sviluppo economico e
sociale;
-mancanza di infrastrutture e servizi;
-progetti e finanziamenti.

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accessibilità
accessibilità’ : missione sociale e morale per il superamento delle barriere di accesso : accessibilità deve
essere uno dei criteri fondamentali che guidano il processo di progettazione e implementazione di un sito
web.
i principi cardine dell’accessibilità di un sito web:
1. percepibile: riguarda i sensi di percezioneche le persone utilizzano durane la navigazione sul web. alcuni
utenti possono incontrare difficoltà nell’utilizzo di uno o più sensi e devono potersi avvalere dell’aiuto do
specifiche tecnologie;
2. utilizzabile: tutte le funzioni devono poter essere attivate dagli utenti con relativa facilità (ad esempio la
compatibilità con la d’aviazione tramite tastiera o con alternative al mouse);
3. comprensibile: un sito web deve usare termini chiari, avere istruzioni semplici e spiegare o guidare nella
comprensione di attività complesse. per rendere un sito comprensibile è anche necessario evitare funzioni
insolite, impreviste o incoerenti;
4. robusto-deve soddisfare standard di programmazione ed essere realizzato con tecnologie che
garantiscano di elaborare correttamente le sue pagine web.
nella pubblica amministrazione ci sono delle linee guida per il design dei siti web amministrativi. inoltre, le
amministrazioni devono firmare la dichiarazione di accessibilità con la quale garantiscono e rendono
pubblico lo stato di accessibilità di cui sono titolari.
si parla anche di accessibilità rivolgendosi alla pa (pubblica amministrazione). usabilità e accessibilità si
riferiscono a un campo di applicazione comune, in cui l’utente o le varie categorie di possibili utenti finali
sono il centro d’interesse, insieme alla fruibilità dei contenuti.

usabilità’: un oggetto è usabile o più usabile di un altro quando è possibile raggiungere un obiettivo: è il
grado entro il quale un prodotto può essere utilizzato da utenti specifici per raggiungere certi obiettivi con
efficacia, efficienza e soddisfazione, in uno specifico contesto d’uso
learnability : facile da imparare
memorability: facile da imparare/memorizzare
efficienza: non devo metterci molti sforzi per raggiungere gli obiettivi;
satisfaction: soddisfazione finale
efficacia: accuratezza e completezza con cui specificati utenti possono raggiungere determinato obiettivi
si studia l'usabilità di un prodotto per valutare se è adeguato agli scopi per cui è stato costruito, in base ai
requisiti dell'utente stesso (approccio user oriented) per analizzare usabilità di un sito web sono stati
definiti dei parametri specifici, tra i quali i seguenti:
-velocità
-semplicità
-coerenza tematica e formale
-assenza di disturbo ( es banner ecc)
-numero e qualità dei servizi offerti

netiquette: insieme di regole informali che dovrebbero essere scontate e riguardano il comportamento da
seguire quando si naviga sul web. non è imposto da alcuna legge, è spesso richiamata nei contratti di
fornitura di servizi di accesso da parte dei provider. richiamata nei contratti di fornitura di servizi di accesso
da parte dei provider. sono contrarie alla netiquette le seguenti azioni: inviare spam, effettuare mail
bombing, invio di mail senza oggetto, eccessivo multiposting…
informatica forense: uso di tecniche investigative formali per valutare le informazioni digitali ai fini di un
giudizio legale.
honeyspot: sorta di contenitori esca per raccogliere informazioni di intelligence in modo interattivo al fine
di migliorare le proprie difese
cei: computer ethics institute-->più importante organizzazione per la ricerca e la promozione di norme
volte a guidare gli utenti a un uso etico del computer
gdpr: general data protection regulation--> regolamento relativo alla protezione delle persone fisiche con
riguardo al trattamento e alla livera circolazione dei dati personali

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parte non richiesta all’esame
ergonomia(studio delle relazioni uomo-macchina)
l'utilizzo continuo del pc provocare patologie
prevenzione:
-pause
-postura corretta (leggio per il computer)
-tastiera e mouse ergonomici (chi utilizza il computer per più di 4 ore al giorno deve fare delle paese ogni 2
ore).
-ogni 10/15 min di lavoro sul computer bisogna staccare, fare un giro intorno al tavolo e risedersi (10/15
sec) questo permette di non avere abbassamenti di vista.
-video di qualità
-corretta regolazione luminosità
qualità della vita e patologie
aaa-anytime, anyhow, anywhere —> poter sfruttare i servizi digitali sempre, ovunque, con più strumenti
positivo
-ricerche scientifiche
-creazione di nuove relazioni (personali, business)
- musica, film, contenuti su smartphone, tablet
-allarmi su scala globale (meteo, sicurezza, ecc.)
negativo
-toglie tempo alle relazioni
-sempre contattabili (non si «stacca» mai)
- influenzabili (campagne di influenza)
- spiabili» (privacy)
-nuove patologie
disturbi fisici
1) disturbi posturali —> posizionamento del computer, seduta sulla sedia, appoggio del polso per
maneggiare il mouse creano disturbi posturali che possono causare dolori articolari e muscolari.
2) disturbi visivi—> guardare a lungo lo schermo può causareastenopia, ovvero affaticamento visivo con
manifestazioni fastidiose(bruciore, fotofobia, ecc.) ma per fortuna reversibili.
3) sindrome del pollice da smartphone—> in aumento e generalizzato: è un'artrite causata dai movimenti
del pollice per scrivere messaggi con una sola mano sullo smartphone. non sono ancora noti, ma si presume
possano avere effetti a lungo termine sulla mobilità delle dita.
4) elettro ipersensibilità —> e' una sindrome non ancora riconosciuta dall'oms perché non ci sono ancora
prove ed evidenze che a causare le reazioni sia effettivamente l'esposizione ai campi elettromagnetici e la
comunità scientifica è propensa a ritenere che sia la somatizzazione di una fobia, come la paura di essere
esposto al campo elettromagnetico. indipendentemente dalla discussione scientifica, chi ne soffre non
riesce a utilizzare pc, smartphone, tablet, smartwatch e nei casi più gravi neppure essere presente in luoghi
dove ve ne fossero o vi sia connessione wifi. condurre una vita normale è oggi impossibile per chi ne soffre.
disturbi psichici
[Link] —> acronimo di no-mobile-phone fobia. paura ossessiva di non essere raggiungibili al
cellulare: «mio dio, sono disconnesso». diffusa principalmente fra gli adolescenti, l'80% dichiara di averla
(seria per il 50% di loro che vanno in ansia).
[Link] —> acronimo di fear of missing out: paura di essere esclusi o emarginati dal gruppo al quale si
appartiene. «vedo dalla foto su facebook che hanno fatto qualcosa senza di me!» e quindi inizio a
controllare sui social e sviluppo la fobia: il desiderio ossessivo di essere sempre connesso per controllare.
[Link] —> ossessione che colpisce prevalentemente i giovani e che consiste nel sentirsi costretti a postare
sempre più selfie e continuamente selfie. se non ci riescono, vanno in ansia.
4. dipendenza patologica da videogiochi —> riconosciuta nella international classification of diseases.
ossessione che colpisce i giocatori assidui con un'evoluzione progressiva:
stadio 1: ansia se non si riesce a giocare

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stadio 2: impossibilità a fare a meno di giocare
stadio 3: isolamento dall'ambiente esterno
stadio 4: immedesimazione nel contesto del videogioco
stadio 5: divento un personaggio del videogioco e mi comporto come lui
—> molti incitano alla violenza e sono stati causa di omicidi, suicidi e stragi perché usati da soggetti deboli o
influenzabili. si possono giocare su internet, difficile controllarne la diffusione.
5) sindrome di hikikomori dal giapponese «isolarsi»: dipendenza patologica molto grave che colpisce l'uso
eccessivo del pc soprattutto nelle relazioni [Link] soggetto che entra nel percorso che lo porterà ad essere
hikikomori si isola gradualmente dalla realtà e vive nella sua stanza attaccato al pc perdendo cognizione del
tempo, dell'alternanza giorno/notte e delle persone che non abbiano la stessa sindrome, con le quali
interagisce via pc.
-difficile sapere con esattezza quanti casi vi siano, ma si stima che in italia vi siano oltre 100.000 persone
con questa sindrome (oltre 1 milione in giappone, dove è nata).
-non è depressione perché essere un hikikomori è considerato da chi ne soffre uno status symbol.
-si diventa hikikomori dopo 6 mesi di isolamento e il «ritiro» è mediamente fra i 3 e i 10 anni (oltre non è
ancora possibile).

sicurezza ed etica informatica


sicurezza assoluta non esiste!
con sicurezza informatica intendiamo l’insieme dei mezzi e delle tecnologie tesi alla protezione dei sistemi
informativi in termini di controllo, riservatezza e integrità degli asset digitali.
è quindi un insieme di precauzioni da prendere al fine di proteggere tutti gli elementi dei sistemi informativi
(hardware, software…) dall’utilizzo o accesso non autorizzato. la sicurezza assoluta non esiste, il rischio di
avere incidenti di cybersecurity è sempre incombente. a fronte di un potenziale rischio possiamo
intraprendere varie soluzioni: passare il problema ad altri (assicurazioni), usare password complicate e
cambiarle spesso.
minacce:
-errori e incidenti
-calamità naturali
-rivolte e atti di terrorismo
-crimini computerizzati
responsabili:
-dipendenti
-utenti esterni
-hacker, cracker (black hat hacker)
al fine di una gestione della sicurezza:
-identificazione e controllo accessi
-riservatezza
-integrità dei dati e dei sistemi
controllo:
- un elemento in possesso dell’utente: badge, chiavi, otp (one time password) con i telefoni, carte
identificative con foto
-un informazione in possesso dell’utente: username e password
-meccanismi biometrici
- firewall, software progettato per impedire accessi non autorizzato da utenti esterni
possono essere strutture hw, sw e miste. per eseguire questi controlli i firewall utilizzano approcci diversi
tra cui:
-il filtro dei pacchetti
-controllo al livello dell’applicazione
-controllo a livello di connessioni

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-server proxy: il proxy è un server alternativo che intercetta tutti i messaggi in entrata o uscita—> server
proxy nasconde in maniera efficace gli indirizzi di rete reali, e i potenziali intrusi vedono soltanto l’indirizzo
di rete del firewall (prassi nota come nat network address translation)
firewall che hanno varie architetture all’interno di una rete: base domestica ( firewall integrato nel router,
es dsl) o all’interno delle vpn (reti virtuali private); vpn—> connessione di rete realizzata all’interno di una
rete esistente: si parla di tunnel, e per questo per creare un tunnel cifrato per inviare dati sicuri attraverso
internet si parla di tunneling
riservatezza:
crittografia : processo di codifica dei messaggi prima che questi entrino nella rete: si trasformano dei dati in
algoritmi matematici che rendono i dati illeggibili a chi non disponga di una chiave di decriptazione.
i sistemi di crittografia possono essere:
-simmetrici: quando la chiave di codifica e di decodifica è la stessa (chiave privata);
-asimmetrici: quando la chiave di codifica è diversa da quella di decodifica (chiave pubblica) (credenziali ->
chiave pubblica/ lettura dati privati -> chiave privata).
la crittografia simmetrica è stata usata per secoli, ma successivamente divenne complicato utilizzarla
perché sia mittente che ricevente devono mantenere segreta la chiave e la gestione può essere complicata,
troppe persone utilizzano la stessa chiave: inoltre necessità di scambio preliminare della chiave tra mittente
e destinataria e necessità di generare un numero molto elevato di chiavi. per questo si è passati alla
tecnologia a chiave pubblica
piccola digressione sulle blockchain:
non confondere la blockchain con la criptovaluta: la blockchain è una tecnologia e la criptovaluta si basa
sulla tecnologia blockchain. fondamento della blockchain è la crittografia asimmetrica (che è anche il
fondamento di tutta la comunicazione sicura sul web)
ssl
per implementare la crittografia a chiave pubblica su larga scala serve un’autorità di certificazione che
agisce da intermediario di fiducia tra i computer e verifica che un sito web sia affidabile. l’autorità riconosce
l’identità di ciascun computer e fornisce chiavi pubbliche a ciascuno. ssl secure socket layerè il più popolare
metodo di crittografia a chiave pubblica utilizzato in internet, esso garantisce la sicurezza di dati trasmessi
su una rete di tipo tcp/ip, implementando il protocollo https (secure http) per il trasferimento di dati
riservati in un collegamento web based. tutti i dati trasferiti tra il client e il server vengono cifrati. ssl
garantisce ai due attori, collegati per mezzo di una connessione punto punto, che i dati trasferiti,
indipendentemente dalla loro natura, non potranno essere acquisiti illecitamente né modificati, durante il
tragitto, da entità non autorizzate.
firma digitale
l’evoluzione del sistema a chiave pubblica è la firma digitale ovvero una firma elettronica che garantisce
con sicurezza l'identificazione di chi firma e la sua volontà di firmare. garantisce:
-integrità
-autenticità
-impossibilità di riprodurre il contenuto ( non ripudio)
non è la scansione di una firma su carta, ma è una serie di numeri
attraverso un software si crea un codice relativo ad una chiave e ad un documento originario. in italia la
firma digitale ha dato vita alla pec, un tipo particolare di posta elettronica che permette di dare a un
messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una tradizionale raccomandata.
integrità:
si utilizzano:
-policy di sicurezza presenti in ogni organizzazione
-procedure di sicurezza:
1sicurezza fisica
2backup e piano di recupero (istruzioni che servono per ripristinare il sistema)
3audit (controllo di quello che viene fatto, è un’ispezione di tutti gli elementi del sistema utili per
implementare un piano della sicurezza)

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social media attacks:
crimini computerizzati—> malware(malicious software) :
qualsiasi software creato con lo scopo di causare danni al computer su cui viene eseguito:
virus informatici: si diffondono creando copie sul disco fisso o all’interno di programmi, si trasmettono
attraverso trasferimento o esecuzione dei file infetti.
-worm: tipologia di virus che sfrutta i punti di debolezza del sistema operativodi altri software di rete per
riprodursi all’infinito. ha l’obiettivo di saturare i computer e reti informatiche e non si lega a software
eseguibili per diffondersi.
-ransomware: tipico malware che limita l’accesso del dispositivo che infetta, tipicamente oscurando file
quali foto o documenti e richiedendo poi un riscattoda pagare per rimuovere la limitazione.
-trojan: a differenza dei virus, non si riproducono. sono malware mascherati da software utili. le bombe
logiche o temporalisono delle varianti dei trojan, che rimangono latenti per un po’ di tempo per poi uscire
allo scoperto dopo.
spam:invio di grandi quantità di messaggi di posta elettronica, indesiderati dal ricevente e contenenti
spesso annunci commerciali.
-spyware: software che raccoglie ad insaputa dell’utente dati personalie informazioni sulle sue attività nel
web per poi trasmetterle a terzi
-sniffing: l'attività di intercettazione passiva dei datiche transitano in una rete telematica
-spoofing: fare «spoofing» significa mascherare l'identità digitalee può avvenire in vari modi.
-spoofing dell'indirizzo ip: si inviano messaggi usando un ip mittente simile o uguale ad uno attendibile,
in modo da ingannare i controlli
-spoofing di e-mail: invio di mail usando indirizzi attendibili (eventualmente ottenuti tramite e-mail
account takeover, cioè rubano gli indirizzi email).
-phishing: frode che induce la vittima a fornire informazioni personali, fingendosi un ente affidabile : pirata
informatico invia una moltitudine di emaila caso usano indirizzi presi da un attacco email dove chiede user e
password. in sostanza sono email false che hanno l’obiettivo di frodare
-negazione di servizio—> ddos distributed denial of service (ddos)= l’interruzione distribuita del servizio
che ha luogo quando si impedisce l’utilizzo di un servizioagli utenti autorizzati ad accedervi. per far ciò si
satura un sistema attaccando/sovraccaricandolo fino a renderlo inutilizzabile. questo avviene mediante
esercizi di computer zombiecioè infatti che inviano migliaia di richieste ad un server che si bloccherà.
-credential replay esse sono le principali modalità di attacco, impossessamento delle credenziali di accesso
riflessione: pensate alle vostre password...
come sono composte? contengono -tutto o in parte -nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, nome
e cognome di parenti, ecc. è più semplice decodificarla: non è difficile risalire a queste informazioni e
realizzare un software che le combini e provi in automatico.
-social engineering si tratta di una manipolazione psicologica: l'informatica è poi il mezzo per portare a
compimento la truffa. ci si procura le credenziali di un utente (basta solo venire in possesso di una fattura o
anche dal sito web di un'azienda) come ad esempio nome, cognome, azienda per cui lavora, funzione che
riveste, banca che utilizza.
il malcapitato viene contattato (interessano molto gli addetti amministrativi che dispongono i pagamenti..
chissà come mai) e all'interno di una scenografia appositamente costruita per distogliere l'attenzione viene
convinto a fare le operazioni volute.
-call forwarding è un pc che qualche volta telefona (non dimenticatelo)
il cyberpirata invia una mail o un messaggio con un allegato. scaricando l'allegato, si installa un software
che avvisa il cyberpirata quando l'infettato fa una conversazione, una chat o
un software che avvisa il cyberpirata quando l'infettato fa una conversazione, una chat o altro.
il cyberpirata può ascoltare e/o registrare la conversazione, anche tramite un software apposito che
registra in automatico.
oss.—> captcha: completely automated public turing test to tell computers and humans apart.
serve per controllare che non siamo bot, sono quei test in cui ci fanno scrivere o completare puzzle ecc

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a fronte di tutto ciò le aziende devono attrezzarsi in modo da gestire la sicurezza. nelle grandi aziende è
nato il ciso (security officer) che è diventato una delle figure necessarie e più richieste.
le aziende fanno una analisi di tutti i rischi che gravano sui loro sistemi informativi e si prendono decisioni
sulle soluzioni. in più periodicamente si verifica la situazione. anche le persone nell’azienda devono essere
istruite alla sicurezza dei sistemi informativi
valutazione del rischio: con il termine valutazione del rischio si fa riferimento alla determinazione
quantitativa e qualitativa del rischio associato ad una situazione ben definita e ad una minaccia conosciuta.
soluzioni possibili: definizione di modelli di condotta, formazione del personale, implementazione di
procedure di sicurezza (sistemi di controllo, riservatezza e integrità, backup e piano di recupero, audit) —>
verifica dei corretti backup fatta da terzi.
piano di continuità aziendale: viene descritto in che modo un'azienda riprenderà a funzionare dopo un
disastro. una parte del piano è costituita dal piano di recupero dai disastri (disaster recovery)
auditing: processo che valuta la congruità delle politiche, la sicurezza dei nuovi progetti e la possibilità che
la sicurezza informatica dell’organizzazione venga violata.
un audit dei sistemi informativi può essere d’aiuto per definire lo stato dei controlli dei sistemi informativi
di un’azienda in modo da poter determinare i cambiamenti necessari e assicurare la riservatezza dei dati.
caat—> computer assisted auditing tools programmi specifici progettati per valutare applicazioni e dati,
utilizzando dati di test o simulazioni. è un software di audit.
sw di audit utilizzato per tenere traccia dell’attività informaticain modo che gli auditor possano localizzare
attività sospette.
un elemento critico nell'ambito dell'audit dei sistemi informativi è l'analisi dei rischi che si possono
distinguere tre approcci: riduzione del rischio, accettazione del rischio, trasferimento del rischio
sicurezza delle infrastrutture altre misure aggiuntive:
-backup
-siti di backup: importanti in caso di disastri ambientali ecc..
sito di backup freddo: capannone vuoto dove sono presenti tutte le connessioni necessarie per
alimentazione dei sistemi
sito di backup caldo: struttura di backup perfettamente attrezzata con tutto l’occorrente. sicuramente più
dispendioso rispetto al freddo.
-centri di elaborazione di dati ridondanti: duplicazione dati in localizzazioni multiple. a volte si parla di
mirroring su server privati
volte si parla di mirroring su server privati
-cctv: televisione a circuito chiuso; possibile monitorare eventuali intrusioni fisiche nei centri di
elaborazione dei dat i
-ups: ”uninterruptible power supply” protegge da eventuali cali di tensione e ha lo scopo di mantenere
alimentazione elettrica di altre componenti

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Excel
funzione cerc. vert: permette di agganciarmi a un’altra tabella e prendere dati
funzione se: permette a ragionare su alcune condizioni e stabilire dei comportamenti
funzione pivot: va a riepilogare i dati
costruzione grafici su tabella pivot
posso costruire più tabelle pivot: quadro di info che mi permettono di analizzare dati e quindi capire dove
lavorare
funzione rimuovi duplicati: permette di estrarre da una lista i valori univoci
1. filtri ordina e filtra in home → filtro. così posso vedere quello che voglio. posso applicare anche più filtri.
nei campi dove abbiamo applicato il filtro c’è il simbolo del filtro e se ci passi sopra ti dice quale hai
applicato.
2. ordinamento per inserire una colonna: andare sulla colonna dopo e schiacciare tasto destro e scrivere
inserisci. per convertire una data in numero dobbiamo schiacciare il tasto destro e andare su formato celle
e scelgo numero.
ordinare per articolo ordina e filtra in home, ordinamento personalizzato. se non ci sono le intestazioni fa
vedere le colonne. questo ci deve mettere in allarme perché vuol dire che non c’è l’intestazione
per togliere l’ordinamento o torno indietro o faccio un altro ordinamento.
[Link]: riordinare i dati usando dei criteri di ordinamento
procedimento: inserisci, tabella, pivot, dettaglio!a$1:$2826, apro un altro foglio di lavoro, selezionare
articolo e poi totale scontato.
difetto: se cambio un dato del foglio originale non si modifica/aggiorna. tutte le colonne devono avere un
nome e tutti i nomi devono essere diversi. non posso mettere come titolo la stessa parola che ho messo
nella colonna. non lasciare mai righe e colonne vuote
per aggiornare i dati clicco con il tasto destro in un posto qualsiasi all’interno della pivot e schiacciare
aggiorna.
simbolo del $ serve per mettere i riferimenti assoluti.
in base a quante volte schiaccio con il tasto destro nella cella dove c’è $, lo sposta e così appaiono le
percentuali diverse.
il riferimento assoluto devo metterlo nella cella che non deve cambiare nel momento in cui copio i dati. se
clicco il meno di fianco al totale non mi fa vedere i dettagli. se invece vado dove c’è il triangolo posso
applicare dei filtri.
esempio: voglio vedere per mesi di consegna le quantità, (quanti ordini ho avuto nei vari mesi.) dico:
“contami quante quantità che hai nella tabella” inserisci, pivot, foglio di lav. esistente.
[Link] condizionale: selezionare dove voglio prendere i valori. se seleziono tutta la colonna potrei
avere formattazione su campi vuoti o il totale, quindi fare attenzione. posso cambiare il valore e
personalizzare le opzioni
formattazione condizionale mi permette di avere i valori che mi interessano sott’occhio. recuperare un
valore che trovo in un'altra tabella: cerca vertcerca in una tabella verticaleexcel

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