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Il decreto del 22 ottobre 2007 stabilisce regole tecniche per la prevenzione incendi nelle installazioni di motori a combustione interna accoppiati a macchine generatrici di energia elettrica, applicabili a nuove installazioni con potenza tra 25 kW e 2.500 kW. Le disposizioni mirano a garantire la sicurezza delle persone e dei beni, evitando fuoriuscite di carburante e limitando i danni in caso di incendi. Le installazioni esistenti non necessitano di adeguamenti, mentre sono abrogate le precedenti normative in materia.

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Il decreto del 22 ottobre 2007 stabilisce regole tecniche per la prevenzione incendi nelle installazioni di motori a combustione interna accoppiati a macchine generatrici di energia elettrica, applicabili a nuove installazioni con potenza tra 25 kW e 2.500 kW. Le disposizioni mirano a garantire la sicurezza delle persone e dei beni, evitando fuoriuscite di carburante e limitando i danni in caso di incendi. Le installazioni esistenti non necessitano di adeguamenti, mentre sono abrogate le precedenti normative in materia.

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DECRETO 22 Ottobre

Ott b 2007
Approvazione della regola tecnica di prevenzione
incendi per la
installazione di motori a combustione interna
accoppiati a macchina generatrice elettrica o a
macchina operatrice a servizio di attivita' civili,
industriali, agricole, artigianali, commerciali e di
servizi.

[Link] Vassallo 1
Art. 1.
Scopop e campop di applicazione
pp
1. Il presente decreto indica i criteri di sicurezza contro i rischi
d'incendio e di esplosione riguardanti le installazioni terrestri fisse e
mobili di motori a combustione interna accoppiati a macchine
generatrici di energia elettrica o macchine operatrici e si applica ad
installazioni di nuova realizzazione aventi potenza elettrica complessiva
compresa tra 25 kW e 2.500 kW a servizio di attivita' civili,
i d
industriali,
i li agricole,
i l artigianali,
i i li commerciali
i li e di servizi.
i i
2. Le presenti disposizioni non si applicano ad installazioni inserite in
processi di produzione industriale, installazioni antincendio, stazioni
elettriche,
l tt i h centrali
t li idroelettriche,
id l tt i h di h
dighe e ripetitori
i tit i radio
di ed
d
installazioni impiegate al movimento di qualsiasi
struttura. Per l'installazione di gruppi elettrogeni in tali ambiti, le
presenti disposizioni costituiscono utili criteri di riferimento.
riferimento
Art. 2.
Disposizioni per le installazioni esistenti
1 Agli impianti esistenti alla data di entrata in vigore del presente
1.
decreto, in regola con la previgente normativa, non e' richiesto alcun
adeguamento.

[Link] Vassallo 2
Art. 3.
Obiettivi
1. Ai fini della p prevenzione degli
g incendi e allo scopo p di raggiungere
gg g i p
primari
obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle persone e dei beni, gli
impianti di cui all'art. 1 sono realizzati in modo da:
a) evitare la fuoriuscita accidentale di carburante;
b) limitare, in caso di incendio o esplosione, danni alle persone ed ai beni;
c) consentire ai soccorritori di operare in condizioni di sicurezza.
Art. 4.
Di
Disposizioni
i i i tecniche
i h
1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi riportati all'art. 3 e' approvata la
regola tecnica di prevenzione incendi allegata al presente decreto.
A t 5.
Art. 5
Sicurezza degli apparecchi e dei relativi dispositivi
1. Ai fini della salvaguardia e della sicurezza antincendio, gli apparecchi ed i
relativi dispositivi di sicurezza,
sicurezza regolazione e controllo devono essere costruiti
secondo la legislazione vigente e le norme di buona tecnica.
Art. 6.
Disposizioni finali
1. Fatto salvo quanto previsto all'art. 2 del presente decreto per le
installazioni esistenti, sono abrogate tutte le precedenti disposizioni di
prevenzione incendi impartite in materia dal Ministero dell dell'interno
interno con
particolare riferimento a:
circolare del Ministero dell'interno 31 agosto
[Link] 1978, n. 31/[Link];
Vassallo 3
circolare del Ministero dell'interno 8 luglio 2003, n. 12.
Allegato

REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA INSTALLAZIONE


DI MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA ACCOPPIATI A MACCHINA
GENERATRICE ELETTRICA O A MACCHINA OPERATRICE A SERVIZIO DI
ATTIVITA'
ATTIVITA CIVILI, INDUSTRIALI, AGRICOLE, ARTIGIANALI,
COMMERCIALI E DI SERVIZI

[Link] Vassallo 4
Titolo I
GENERALITA'
1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.
1.1. Ai fini delle presenti disposizioni si applicano i termini, le definizioni e le
tolleranze dimensionali approvati con ildecreto del Ministero dell'interno 30
novembre 1983, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 dicembre 1983, n.
339. Inoltre, si definisce:
a) capacita' di un serbatoio: volume geometrico interno del serbatoio;
b) carburante di alimentazione:
li id di categoria
liquido, i A,
A B o C di cuii all decreto
d del
d l Ministero
Mi i dell'interno
d ll'i 31 lluglio
li
1934, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 settembre 1934, n. 228 e
successive modifiche, anche di origine vegetale; gassoso;
c)) condotte
d tt di adduzione
dd i d
dell carburante:
b t : iinsieme
si di ttubazioni
b i i rigide
i id e fl
flessibili,
ssibili
curve, raccordi ed accessori, uniti fra loro per la distribuzione del carburante,
conformi alla normativa vigente;
d) involucro metallico: cofanatura di protezione entro la quale
e' installato il gruppo elettrogeno e relativi accessori, normalmente per
funzionamento all'esterno, ma installabile anche all'interno di locali di cui al
titolo II della presente regola tecnica.
tecnica La cofanatura puo puo' avere anche funzione
di riduzione delle emissioni acustiche;

[Link] Vassallo 5
e) gruppo o gruppo elettrogeno: complesso derivante dall'accoppiamento di un
motore a combustione interna con un generatore di energia elettrica o macchina
. operatrice;
p puo'
p essere di tipo
p fisso, rimovibile e mobile;
f) gruppo elettrogeno mobile: gruppo montato su carrello, automezzo o altro mezzo
mobile destinato ad utilizzo temporaneo;
g) installazione rimovibile: gruppo di tipo non fisso e non mobile, facilmente
disinstallabile;
h) locale esterno: locale ubicato su spazio scoperto,
scoperto anche in adiacenza all'edificio
all edificio
servito, purche' strutturalmente separato e privo di pareti comuni. Sono
considerati locali esterni anche quelli ubicati sulla copertura piana dell'edificio
servito p
purche' privi
p di pareti
p comuni;
m ;
i) locale fuori terra: locale il cui piano di calpestio e' a quota non inferiore a quello
del piano di riferimento;
l) locale interrato: locale in cui l'intradosso del solaio di copertura e' a quota
inferiore a + 0,6 m al di sopra del piano di riferimento;
m) locale seminterrato: locale che non e
e' definibile fuori terra ne'
ne interrato;
n) normativa vigente: disposizioni stabilite dalle direttive comunitarie, normative
nazionali di recepimento di direttive comunitarie, normative nazionali, norme
tecniche
i h europee armonizzate
i per lel quali li vengono pubblicati
bbli i i riferimenti
if i i nella
ll
Gazzetta Ufficiale della Unione europea o, in loro assenza, documenti europei di
armonizzazione, norme europee, norme nazionali o internazionali;
[Link] Vassallo 6
o) piano di riferimento: piano della strada pubblica o privata o dello spazio scoperto
sul quale e' attestata la parete nella quale sono realizzate le aperture di aerazione;
p) potenza: potenza elettrica espressa in kW,
kW disponibile ai morsetti del generatore
generatore.
La potenza e' dichiarata dal fabbricante e deve essere riportata sulla targa di
identificazione del gruppo;
q) serbatoio: recipiente idoneo al contenimento del carburante
r) serbatoio incorporato: serbatoio per carburanti non gassosi, montato a bordo
gruppo;
s) serbatoio di servizio: serbatoio per carburanti non gassosi, alternativo al
serbatoio incorporato, posto nello stesso locale del gruppo elettrogeno;
t) serbatoio di deposito: serbatoio costituente il deposito per il contenimento del
carburante;
u) sistema di contenimento: sistema che impedisce lo spargimento del carburante
contenuto all'interno del serbatoio incorporato o di servizio. Il sistema puo' essere
realizzato con bacini o vasche sottostanti il serbatoio o anche utilizzando serbatoi
con doppia parete;
v) sistema di rabbocco: sistema automatico che consente il trasferimento del
carburante dal serbatoio di deposito al serbatoio incorporato o a quello di servizio
durante il normale funzionamento del gruppo.
[Link] Vassallo 7
Titolo II
INSTALLAZIONE GRUPPI
C
Capo I
Generalita'
1. Luoghi di installazione dei gruppi.
1.1. I gruppi possono essere installati:
a) all'aperto;
b)) in locali esterni;;
c) in fabbricati o strutture destinati anche ad altro uso o in
locali inseriti nella volumetria del fabbricato servito.
2 Disposizioni comuni.
2. comuni
2.1. I gruppi, se installati in edifici, possono essere ubicati in locali
ai piani fuori terra.
2 2 Per i gruppi alimentati a carburante liquido di categoria C o a
2.2.
gas aventi densita' rispetto all'aria non superiore a 0,8 e'
consentita l'ubicazione al primo piano interrato, il cui piano di
calpestio non puo' comunque essere ubicato a quota inferiore a 5
m all di sotto
tt del
d l piano
i di riferimento.
if i t
2.3. Per i gruppi alimentati a G.P.L. e' consentita l'installazione nei
locali fuori terra non comunicanti con locali interrati.

[Link] Vassallo 8
2.4. Entro il volume degli edifici di altezza in gronda superiore a 24 m possono
essere installati esclusivamente gruppi alimentati con carburanti liquidi di categoria
C in
C; i questo
t caso l'eventuale
l' t l serbatoio
b t i iincorporato
t o di servizio
i i ddeve avere una
capacita' non superiore a 120 l. Gli impianti alimentati a gas di rete o metano o gas
aventi densita' rispetto all'aria non superiore a 0,8, possono essere installati sul
terrazzo ppiu' elevato degli
g edifici suddetti o su terrazzi intermedi, aventi
caratteristiche
h d di spazio scoperto, con esclusione
l delle
d ll superfici
f aggettanti.
2.5. Quando si tratta di edifici destinati, in tutto o in parte, a cinema, teatro, sale
di riunione, scuole, chiese, ospedali e simili, con particolare riferimento alle attivita'
di cui ai punti 51,
51 75,
75 83,
83 84,
84 85,
85 86,
86 87,
87 89,
89 90,
90 92,
92 94 del decreto del Ministero
dell'interno 16 febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 aprile 1982, n.
98, l'installazione di impianti alimentati con carburante di tipo gassoso o liquido di
categoria A o B e' consentita esclusivamente in locali non sottostanti e non contigui
ad
d ambienti
bi ti destinati
d ti ti ad d affluenza
ffl di pubblico
bbli o raggruppamento t di persone o
passaggio di gruppi di persone.
2.6. Nel caso venga utilizzato un serbatoio incorporato o di servizio, deve essere
previsto un sistema di contenimento del carburante contenuto nei suddetti serbatoi.
serbatoi
Qualora non sia previsto il serbatoio incorporato o di servizio, deve comunque
essere realizzato un bacino di contenimento o una vasca di raccolta che circoscriva
il gruppo elettrogeno, con capacita' di almeno 120 l.
2.7. Nello stesso locale possono essere sistemati due o piu' gruppi purche' la
potenza complessiva massima non risulti superiore a 2.500 kW.

[Link] Vassallo 9
2.8. Nel locale ove sono installati uno o piu' gruppi alimentati con carburante di
categoria
g C e' consentita la coesistenza di impianti p di pproduzione di calore
alimentati con combustibile di categoria C, a condizione che i serbatoi incorporati o
di servizio dei gruppi non superino complessivamente 120 l.
Le distanze laterali tra i gruppi e gli impianti di produzione di calore devono essere
quelle indicate dai fabbricanti delle rispettive macchine per la effettuazione della
relativa manutenzione ordinaria e straordinaria e comunque non inferiori a 0,60 m.

C
Capo II

Installazione all'aperto
1 Le
1. L installazioni
i st ll i i all
ll'aperto
t devono
d essere
ss poste
st ad d una distanza
dist non inferiore
i f i a3m
da depositi di sostanze combustibili, fatta eccezione per quelli destinati ad
alimentare le installazioni stesse fermo restando il rispetto delle distanze di
sicurezza interne relative ai depositi di G.P.L.
G P L I gruppi installati all all'aperto
aperto, in luogo
avente le caratteristiche di spazio scoperto, devono essere costruiti per tale tipo di
installazione oppure adeguatamente protetti dagli agenti atmosferici secondo
quanto stabilito dal costruttore.
costruttore
2. I gruppi devono essere contornati da un'area avente profondita' non minore di 3
m priva di materiali o vegetazione che possano costituire pericolo di incendio.
3 Qualora ll'installazione
3. installazione sia prevista sulla copertura dell dell'edificio
edificio, i gruppi devono
poggiare su strutture, portanti e separanti, aventi una resistenza al fuoco non
inferiore a REI 120. [Link] Vassallo 10
Capo III

Installazione in locali esterni


1. I locali devono essere ad uso esclusivo del gruppo e dei relativi accessori e
realizzati in materiali di classe 0 di reazione al fuoco ovvero classe A1, A1FL, A1L, ai
sensi del decreto del Ministero dell'interno 15 marzo 2005, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 30 marzo 2005, n. 73. Inoltre, essi devono soddisfare i
requisiti di ubicazione richiesti dal titolo II, capo I.
2. Le dimensioni dei locali devono rispettare quanto previsto al capo IV, comma 1,
l
lettera c);
) le
l aperture di ventilazione
il i non devono
d essere inferiori
i f i i a quelle
ll stabilite
bili
al capo IV, comma 1, lettera f).
3. Qualora i locali siano realizzati sulla copertura
d ll'edificio,
dell difi i i gruppii devono
d poggiare
i s strutture
su st tt portanti
t ti e separanti
s ti aventi
ti una
resistenza al fuoco non inferiore a REI 120.
4. L'accesso ai locali esterni puo' avvenire, oltre che direttamente dall'esterno,
anche dai locali comuni interni del fabbricato servito,
servito secondo le modalita
modalita' previste
nel successivo capo IV, comma 1, lettera d).

[Link] Vassallo 11
Capo
p IV
Installazione in fabbricati o strutture destinati anche ad altro uso o in locali inseriti
nella volumetria del fabbricato servito
1. Il locale deve avere le seguenti caratteristiche:
a) Attestazione.
1. Almeno una parete, di lunghezza non inferiore al 15% del perimetro, deve essere
confinante con spazio scoperto o strada pubblica o privata scoperta o, nel caso di
l
locali
li interrati,
i i con intercapedine
i di ad d uso esclusivo,
l i di sezione
i orizzontale
i l netta non
inferiore a quella richiesta per l'aerazione e larga non meno di 0,6 m ed attestata
superiormente su spazio scoperto o su strada scoperta.
2 Se
2. S la l parete
t e' attestata
tt st t su
s intercapedine,
i t di questa
st deve
d essere
ss ad
d esclusivo
s l si
servizio del locale dove e' installato il gruppo; e' ammesso che tale intercapedine sia
anche a servizio dei locali in cui sono installati i relativi accessori compresi i quadri
elettrici; deve avere larghezza minima non inferiore a 0,60 0 60 m e,e al piano grigliato,
grigliato
sezione netta non inferiore ad una volta e mezzo la superficie di aerazione del locale
stesso. Quando l'intercapedine immette su cortile, questo deve presentare i
requisiti fissati al precedente capoverso.
capoverso
3. Se la parete e' attestata su terrapieno, il dislivello fra la quota del piano di
campagna ed il soffitto del locale deve essere almeno di 0,60 m, onde consentire la
realizzazione di aperture di aerazione.
aerazione Dette aperture dovranno immettere a cielo
libero ed avere altezza non inferiore a 0,50 m.
[Link] Vassallo 12
b) Strutture.
1. Le strutture orizzontali e verticali devono avere una resistenza al fuoco di almeno
R/REI-EI 120.
c) Dimensioni.
1. L'altezza libera interna dal pavimento al soffitto non deve essere inferiore a 2,50
m con un minimo di 2,00 m sottotrave.
2. Le distanze tra un qualsiasi punto esterno dei gruppi e dei relativi accessori e le
pareti verticali ed orizzontali del locale, nonche' le distanze tra i gruppi installati
nello stesso locale, devono permettere l'accessibilita' agli organi di regolazione,
sicurezza
i e controllo
ll nonche'
h ' la
l manutenzione
i ordinaria
di i e straordinaria
di i secondo
d
quanto prescritto dal costruttore del gruppo.
d) Accesso e comunicazioni.
1 L
1. L'accesso
ss all locale
l l puo' avvenire:
i :
- direttamente dall'esterno da spazio scoperto;
- tramite disimpegno aerato dall'esterno con aperture di aerazione non inferiori a
0 30 m2 realizzate su parete attestata su spazio scoperto,
0,30 scoperto strada pubblica o
privata scoperta o su intercapedine antincendio, oppure a mezzo di condotto
realizzato in materiale incombustibile di sezione non inferiore a 0,10 m2 atto a
conseguire una adeguata ventilazione del locale di disimpegno.
disimpegno La struttura e le
porte del disimpegno devono avere resistenza al fuoco non inferiore a REI 60';
da intercapedini antincendio per l'accesso esclusivo al locale stesso e ad eventuali
locali accessori,
accessori nelle quali non e e' consentita ll'installazione
installazione di apparecchiature di
qualsiasi tipo;
[Link] Vassallo 13
2. Indipendentemente dall'inserimento o no nella volumetria dell'edificio, per
impianti
p installati in edifici destinati, in tutto o in p parte, a cinema, teatro, sale di
riunione, scuole, chiese, ospedali e simili, nonche' alle attivita' di cui ai punti 51, 75,
83, 84, 85, 86, 87, 89, 90, 92 e 94 indicati nel decreto del Ministero dell'interno 16
febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 aprile 1982, n. 98, o edifici
aventi altezza antincendio superiore a 24 m, l'accesso al locale deve realizzarsi
direttamente da spazio scoperto oppure da intercapedine antincendio a servizio
esclusivo del locale stesso.
3 Il locale
3. l l non deve
d avere apertura di comunicazionei i di
diretta con locali
l li destinati
d i i ad
d
altri usi; sono consentite le aperture verso locali destinati ad accogliere quadri
elettrici di controllo e manovra, a servizio del gruppo.
e)) Porte.
P t
1. Le porte del locale devono essere apribili verso l'esterno, incombustibili e munite
di congegno di auto-chiusura. Quelle che si aprono verso i locali di cui alla
precedente lettera d), d) punto e 3,
3 devono essere REI 120. 120
f) Ventilazione.
1. Le aperture di aerazione, da realizzarsi sulla parete di cui al capo IV, comma 1,
lettera a),
a) devono avere una superficie non inferiore ad 1/30 della superficie in
pianta del locale e comunque non inferiore a 0,10 m2 per impianti di potenza
elettrica fino a 400 kW; per gli impianti di potenza elettrica superiore a 400 kW, la
superficie minima e e' calcolata come segue: 12,5 12 5 cm2 per ogni kW di potenza
elettrica installata. Per i locali interrati le superfici suddette sono maggiorate del
25%. [Link] Vassallo 14
2. Per gruppi alimentati a G.P.L., la superficie di ventilazione deve essere non
inferiore a 1/20 della superficie in pianta, di cui il 50% distribuita in basso a filo
p
pavimento.
Titolo III
GRUPPI
Capo I
Generalita'
1.1. Marcatura CE.
• Il gruppo, se soggetto alle disposizioni previste dal decreto del Presidente della
R
Repubblica
bbli 24 luglio
l li 1996,
1996 n. 459,
459 recante
t il regolamento
l t per ll'attuazione
tt i d ll
delle
direttive n. 89/392/CEE, n. 91/368/CEE, n. 93/44/CEE e n. 93/68/CEE
concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
macchine deve essere dotato di marcatura CE e di dichiarazione CE di
macchine,
conformita'; in tal caso l'utilizzatore e' tenuto ad esibire copia della
dichiarazione CE di conformita' ed il manuale di uso e manutenzione, ai fini dei
controlli dell
dell'organo
organo di vigilanza.
vigilanza
• 2. I dispositivi e i materiali accessori devono essere certificati secondo le
normative vigenti.

[Link] Vassallo 15
Capo II
Alimentazione dei motori
Sezione I
Alimentazione a gas
1.1. Alimentazione.
1 L'
1. L'alimentazione
li i d l gruppo elettrogeno
del l puo'' avvenire
i dad deposito
d i gas, dad condotta
d
interna di stabilimento o condotta derivata da cabina di riduzione; la pressione di
alimentazione non deve superare il valore di 50 kPa.
1.2. Dispositivi esterni di intercettazione.
1. Deve essere previsto un dispositivo manuale di intercettazione in posizione
facilmente e sicuramente raggiungibile ed adeguatamente segnalata.
segnalata
2. Inoltre deve essere previsto un dispositivo a comando elettrico e ripristino
manuale che consenta l'intercettazione del gas in caso di emergenza.
3. Entrambi i dispositivi devono essere posizionati all'esterno del locale gruppo
elettrogeno.

[Link] Vassallo 16
1.3. Tubazioni.
a) Impianto interno.
1. L'impianto interno di alimentazione deve essere realizzato in acciaio e posizionato
a vista; in caso di attraversamento di muri deve essere posto in guaina sigillata
verso la parete interna del locale.
2. Esso non deve presentare prese libere.
b) Prove di tenuta.
1. Prima di mettere in servizio l'impianto di distribuzione interna del gas, si deve
verificarne accuratamente la tenuta; l'impianto deve essere provato con aria o gas
inerte ad una p
pressione pari
p almeno
m al doppio
pp della pressione
p normale
m di esercizio.
2. Tale prova deve essere estesa sia alla tubazione rigida che alla tubazione
flessibile.
c) Tubazioni flessibili.
1. Il collegamento tra gruppo elettrogeno e terminale dell'impianto di alimentazione
dovra' essere realizzato con un tratto di tubo metallico flessibile,
dovra flessibile con
caratteristiche adeguate alla pressione di esercizio.

[Link] Vassallo 17
1.4. Regolatori di pressione.
1. I regolatori di pressione, sistemati all'interno del locale, possono essere muniti di
valvole di sicurezza
sicurezza. Se muniti di valvole di sicurezza,
sicurezza queste devono avere un tubo
di sfogo con l'estremita‘ posta all'esterno del locale o dell'edificio a non meno di
1,50 m da qualsiasi apertura o presa d'aria.
1.5. Dispositivi di sicurezza.
1. L'installazione deve prevedere almeno i seguenti dispositivi:
a)) un dispositivo
di i i automatico
i di arresto del
d l motore, per bassa
b o alta
l pressione
i d l
del
gas di alimentazione;
b)) all'interno del locale un rilevatore di p presenza g
gas che deve comandare
m
l'intercettazione del gas all'esterno del locale;
c) un dispositivo di arresto del gas a motore fermo.

[Link] Vassallo 18
Sezione II
Alimentazione a carburante liquido
1.1. Sistema di alimentazione.
1. Il gruppo puo' essere alimentato direttamente dal serbatoio di deposito o
attraverso un serbatoio incorporato o di servizio.
L'alimentazione del serbatoio incorporato o di servizio deve avvenire per
circolazione forzata.
1.2. Serbatoio incorporato.
1. Ciascun motore non puo' avere piu' di un serbatoio incorporato anche diviso in
piu'
i ' setti;
i il serbatoio
b i deve
d essere saldamente
ld ancorato all'intelaiatura,
ll'i l i protetto
contro urti, vibrazioni e calore.
2. La capacita' del serbatoio incorporato non puo' eccedere i 2.500 l nel caso di
carburante
b t di categoria
t i C;
C nell caso
s di alimentazione
li t i con carburante
b t di categoria
t i A
o B, la capacita' del serbatoio non puo' eccedere i 120 l.
1.3. Serbatoio di servizio.
1 La capacita
1. capacita' del serbatoio di servizio,
servizio realizzato con materiale incombustibile,
incombustibile
non deve essere superiore a 2.500 l per carburanti di categoria C e 120 l per
carburanti di categoria A o B.

[Link] Vassallo 19
1.4. Alimentazione del serbatoio incorporato o di servizio.
1. Il presente paragrafo si applica per serbatoi incorporati o di servizio non
alimentati dal serbatoio di deposito.
deposito
Il rifornimento deve avvenire a gruppo fermo; nel caso di gruppi con serbatoi di
capacita' superiore a 120 l, installati nella volumetria dei fabbricati, tale
rifornimento deve avvenire tramite sistema di tubazioni fisse aventi origine
all'esterno di edifici; tali serbatoi devono essere dotati di valvola limitatrice di
carico al 90% della capacita' dei medesimi. Quando il gruppo e' alimentato con
carburante
b di categoriai Cd da serbatoio
b i incorporato
i di capacita'
i ' iinferiore
f i a 120 ll, il
rifornimento del serbatoio e' consentito con recipienti portatili del tipo approvato
secondo la vigente normativa.
1.5. Capacita' complessiva dei serbatoi interni al locale di installazione.
1. La capacita' complessiva dei serbatoi incorporati o di servizio installati all'interno
del locale in cui sono ubicati i gruppi,
gruppi non puo
puo' essere superiore a 2500 l.l nel caso di
carburante di categoria C o 120 l. nel caso di carburante di categoria A o B.

[Link] Vassallo 20
1.6. Serbatoi di deposito.
1. Per i serbatoi, interrati o fuori terra, all'interno o all'esterno di edifici, si applica
la disciplina di cui al decreto del Ministero dell'interno
dell interno 28 aprile 2005 pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 20 maggio 2005, n. 116.
2. I serbatoi di deposito di carburante delle categorie A e B non possono essere
sistemati entro locali o su terrazzi. L'installazione di detti serbatoi e' disciplinata
dalle norme di cui al decreto del Ministro dell'interno 31 luglio 1934, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 28 settembre 1934, n. 228.
1.7. Dispositivi di controllo del flusso del carburante.
1. Nel caso di utilizzazione di serbatoio di deposito, a quota uguale o inferiore a
quella
ll del
d l gruppo, i serbatoi
s b t i incorporati
i ti o di sservizio
i i ddevono essere
ss muniti
iti di una
tubazione di scarico del troppo pieno nel serbatoio di deposito. Tale condotta deve
essere priva di valvole o di saracinesche di qualsiasi genere e non presentare
impedimenti al naturale deflusso verso il serbatoio di deposito.
deposito
2. Inoltre, il sistema di rabbocco dei serbatoi incorporati o di servizio, deve essere
munito dei seguenti dispositivi di sicurezza che intervengono automaticamente
quando il livello del carburante nei suddetti serbatoi supera quello massimo
consentito:
a) dispositivo di intercettazione del flusso;
b) dispositivo di arresto delle pompe di alimentazione;
[Link] Vassallo 21
c) dispositivo di allarme ottico e acustico.
3. Tali dispositivi devono intervenire anche in caso di versamento di liquidi nel
sistema di contenimento; in alternativa tale sistema puo' prevedere una condotta
di deflusso
fl verso ill serbatoio di deposito, o altro
l serbatoio di analoga
l capacita',
'
priva di valvole o di saracinesche di qualsiasi genere e che non presenti
impedimenti al naturale deflusso.
4. Nel caso di installazioni all'interno di locali, con serbatoio di deposito o
alimentazione esterno e/o serbatoio di servizio, deve essere previsto un
dispositivo manuale di intercettazione del flusso di carburante,
carburante in posizione
esterna al locale, con comando facilmente e sicuramente raggiungibile ed
adeguatamente segnalato.
Le tubazioni esterne al locale devono essere in metallo.
5. Nel caso il serbatoio di deposito sia ad una quota maggiore di quella del gruppo,
il sistema di contenimento deve essere in grado di raccogliere le perdite
provenienti da qualsiasi punto all'interno del locale di installazione dei gruppi.

[Link] Vassallo 22
In caso di versamento del carburante nel sistema di contenimento devono
automaticamente intervenire i seguenti dispositivi di sicurezza:
a) intercettazione del flusso di carburante in un punto esterno
al locale;
b) arresto delle eventuali pompe elettriche rifornimento;
c) allarme ottico ed acustico esterno al locale.
All di
d sotto d
dell llivello
ll ddi intervento del
d l sistema d
di sicurezza,
in posizione raggiungibile dai liquidi eventualmente versati, non
d
devono essere presenti
ti cavi,
i di
dispositivi
iti i o apparecchiature
hi t
elettriche.

[Link] Vassallo 23
Titolo IV
DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI
1. Sistemi di scarico dei g gas combusti.
1.1. Varie.
1. Le precisazioni del presente paragrafo si riferiscono allo scarico dei gas di
combustione da portare fuori del locale: essi devono essere convogliati all'esterno
mediante tubazioni in acciaio di sufficiente robustezza e a perfetta tenuta a valle
della tubazione del gruppo. Il convogliamento deve avvenire in modo che il tubo di
scarico sia posto a distanza adeguata, comunque non inferiore a 1,5 m da finestre,
paretii o aperture praticabili
i bili o prese d'aria
d' i di ventilazione il i e a quota non inferiore
i f i a
tre metri sul piano praticabile.
1.2. Protezioni delle tubazioni.
a)) le
l tubazioni
t b i i all
ll'iinterno
t d l locale
del l l devono
d essere
ss protette
t tt con materiali
t i li coibenti;
ib ti
b) le tubazioni devono essere adeguatamente protette o schermate per la
protezione delle persone da contatti accidentali;
c) i materiali per la coibentazione e la protezione devono essere di classe 0 ovvero
classe A1, A1FL, A1L,di reazione al fuoco.
2. Impianti.
1 Gli impianti e i dispositivi posti a servizio sia del gruppo che del locale di
1.
installazione, devono essere eseguiti a regola d'arte in base alla normativa tecnica
vigente. Il pulsante di arresto di emergenza del gruppo deve essere duplicato
all'esterno
all esterno del locale,
locale in posizione facilmente raggiungibile ed adeguatamente
segnalata, e deve anche attivare il dispositivo di sezionamento esterno dei circuiti
elettrici interni al locale alimentati non a bassissima
[Link] Vassallo tensione di sicurezza. 24
3. Mezzi di estinzione portatili.
1. Deve essere prevista l'installazione in posizione segnalata e facilmente
raggiungibile di estintori portatili di tipo omologato per fuochi di classe 21-A,
21 A 113 B
B-
C con contenuto di agente estinguente non inferiore a 6 kg.
2. Il numero di estintori deve essere:
a) uno per installazioni di gruppi di potenza fino a 400 kW;
b) due per potenze fino a 800 kW;
c) un estintore portatile come sopra ed un estintore carrellato a polvere avente
carica nominale non minore di 50 kg e capacita' estinguente pari a A-B1 per potenze
p
superiori a 800 kW.
4. Segnaletica di sicurezza.
1. La segnaletica
g di sicurezza deve essere conforme al decreto legislativo
g 14 agosto
g
1996, n. 493. I gruppi che garantiscono il funzionamento di dispositivi, impianti e
sistemi preposti alla protezione antincendio, a servizi di emergenza o soccorso o a
servizi essenziali che necessitano della continuita' di esercizio, devono essere
chiaramente segnalati.

[Link] Vassallo 25

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