La Roma Imperiale
La Roma Imperiale
1 La Roma
imperiale
LEZIONE 1 LEZIONE 2
Augusto e la dinastia La società
Giulio-Claudia imperiale
IERI E OGGI
Il 2008, sebbene pochi se ne siano accorti, la civiltà urbana era diffusa solo nei Paesi affacciati
è stata una data cardine per l’umanità: sul Mediterraneo e i primi centri urbani nelle Gallie,
quell’anno, secondo una stima dell’ONU, in Britannia e nella Germania meridionale sorsero
per la prima volta nella storia il numero solo in seguito alla conquista da parte di Roma.
di persone che risiedono nei centri urbani ha
⊲ Ancora a inizio Ottocento il tasso di
superato il numero di coloro che risiedono
urbanizzazione, ossia la percentuale della
nelle aree rurali.
popolazione che risiede in un centro urbano, era
⊲ Per secoli la popolazione urbana non è stata appena del 2,5% a livello mondiale e del 10,2%
che una piccola percentuale del totale. Le aree nell’Europa occidentale. Da quel momento in poi
urbanizzate erano infatti poche: sino al I secolo a.C. però la popolazione urbana ha iniziato a crescere
Augusta
Treverorum Castra Regina
Lutetia
Argentorate Carnuntum
Portus Namnetum Aquincum
Olbia Tanais
OCEANO Lugdunum
ATLANTICO Mediolanum Tergeste Sarmizegetusa
Burdigala
Genua Bononia Sirmium Theodosia
Tolosa Ravenna Chersonesus
Brigantium Flaviobriga Salonae
Massilia Odessus MAR NERO MAR
Pompaelo
Clunia Roma Sinope CASPIO
Emporiae Hadrianopolis Byzantium
Tarraco Trapezus
Brundisium
Toletum Saguntum Pompeii Ancyra
Valentia Caralis
Olisipo Caesarea
Corduba Panormus
Hippo Laodicea
Regius Cartagine Siracusa Edessa
Gades Caesarea Antiochia
Malaca
Tingis Cirta Rhodus
Theveste Thapsus
Rusaddir MAR MEDITERRANEO Gortyna Paphus Tripolis Palmyra
Volubilis Damascus
Sabrata Leptis Magna
Cyrene
Alexandria Gaza
Jerusalem
CARTA Boreum Sais Petra
INTERATTIVA Memphis
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VIDEO Chi è
Ottaviano Augusto?
L’urbanizzazione in Europa
Grado di urbanizzazione:
scarso
Riga
MARE elevato
Edinburgo
DEL Copenaghen
Belfast NORD RUSSIA Vilnius
Amburgo Danzica
Dublino Manchester Stettino
BIELORUSSIA RUSSIA
Amsterdam Hannover Berlino Poznan Varsavia
Londra
Bruges Dresda
Colonia
Francoforte Cracovia
Praga UCRAINA
Parigi Brno
Strasburgo
Monaco Vienna KAZAKISTAN
Bratislava
OCEANO Nantes Orléans MOLDAVIA
Innsbruck Budapest
ATLANTICO Ginevra Trento
Milano Trieste
Torino
Genova SERBIA Bucarest
BOSNIA -
Firenze ERZEGOVINA
Bilbao Monaco
Pamplona Perugia MAR NERO
MONTENEGRO Sofia MAR
Ajaccio Roma GEORGIA CASPIO
Porto Napoli ALBANIA Salonicco
Madrid Barcellona
AZERBAIGIAN
Valencia Cagliari
Toledo TURCHIA
Lisbona Palermo Atene
Siviglia
Faro Gibilterra
TUNISIA SIRIA
MAR MEDITERRANEO IRAN
IRAQ
MAROCCO ALGERIA
GIORDANIA
LIBIA EGITTO
lezione
1 Augusto e la dinastia
Giulio‑Claudia
IL PROTAGONISTA L’IDEA CHIAVE IL LUOGO L’EVENTO
AUGUSTO IL PRINCIPATO L’ARA PACIS L’INCENDIO DI ROMA
Dopo aver sconfitto Augusto mantiene È il monumento simbolo Nel 64 d.C. un colossale
Antonio, Ottaviano torna formalmente in vita le dell’età augustea, incendio distrugge
a Roma, dove il Senato istituzioni repubblicane, adornato da immagini che una vasta area di
gli riconosce il titolo di ma di fatto concentra il ribadiscono i temi chiave Roma. L’imperatore
Augusto: con questo nome potere nelle proprie mani. della propaganda di Nerone attribuisce la
governerà sino al 14 d.C. Termina così il periodo Augusto: la gloria di Roma responsabilità della
repubblicano e nasce il e la pace garantita dal sciagura alla comunità
principato. buon operato del principe. cristiana presente nella
capitale.
Britannia
El
Ren
ba
OCEANO Belgica
o
ATLANTICO
Lugdunense
Germania
Danubio
Rezia Norico
Aquitania
Alpi Pannonia
Dacia
Narbonense
Creta
MAR MEDITERRANEO
Africa Proconsolare e
Giudea
Cirenaica
Lo Stato romano nel 31 a.C. Arabia
Egitto
CARTA ANIMATA
Come sono
organizzati i nuovi 31 a.C. 19 a.C. 9 d.C. 37‑41 d.C. 64 d.C.
territori conquistati Vittoria Virgilio Battaglia Caligola Incendio
di Ottaviano completa
da Roma? ad Azio l’Eneide
di Teutoburgo imperatore di Roma
LEZIONE 1 Augusto e la dinastia Giulio‑Claudia 5
1 Il principato augusteo
IL PRINCIPATO
Ottaviano diviene il garante della pace La vittoria di Ottaviano su An‑
tonio nella battaglia di Azio (31 a.C.) e la successiva conquista dell’Egitto segna‑ Guerra civile
rono la conclusione di un lungo periodo di conflitti. Nel 29 a.C. Ottaviano fe‑ fra Antonio e Ottaviano
ce ritorno a Roma dove, ormai privo di avversari, assunse il potere. Governò per
43 anni, sino alla morte avvenuta nel 14 d.C., e riuscì lì dove Cesare aveva falli‑ Battaglia di Azio
to, ovvero a conservare il potere evitando di inimicarsi il Senato e mantenendo (31 a.C.)
l’appoggio della plebe.
Le ragioni di questo successo risiedono nella capacità di Ottaviano di rispon‑ Comincia il principato
dere alle aspettative dei cittadini romani. Dopo decenni di scontri fratricidi, de‑ di Augusto
vastazioni, guerre civili e liste di proscrizione, i Romani desideravano soprat‑
tutto la fine delle violenze. Ottaviano seppe comprendere questa aspirazione e
si presentò come il garante della pace. In questa direzione andava il gesto sim‑
bolico, compiuto poco dopo il ritorno in città: Augusto ordinò la chiusura delle
porte del tempio di Giano, che, secondo la tradizione, restavano aperte in tempo
di guerra. La loro chiusura segnalò a tutti i Romani la conclusione delle guerre
civili e il ritorno della pace.
Dalla Repubblica al principato: Ottaviano diventa Augusto Ottaviano Augusto e i suoi familiari
evitò di dare al proprio potere una connotazione monarchica. A differenza di Silla partecipano a una
processione in un
e di Cesare, evitò di assumere il titolo di dittatore a vita e restaurò formalmente bassorilievo dell’Ara Pacis.
gli ordinamenti repubblicani che erano stati compromessi durante le guerre ci‑ L’imperatore è raffigurato
come pontefice massimo,
vili. Questa restaurazione tuttavia non fu che una finzione giuridica: Ottaviano con il capo rispettosamente
infatti svuotò le istituzioni della repubblica dei loro poteri decisionali e ricoprì coperto in segno di rispetto
per le divinità. (Roma,
personalmente le principali magistrature. Museo dell’Ara Pacis)
6 UNITÀ 1 La Roma imperiale
Il 13 gennaio del 27 a.C. ebbe luogo l’atto che segnò l’inizio del principato augu‑
steo. Quel giorno, con un’abile mossa tesa a ingraziarsi il favore del Senato, Otta‑
viano restituì ufficialmente a quest’ultimo i poteri straordinari che gli erano stati
attribuiti durante la guerra con Antonio e proclamò la restaurazione della Re‑
pubblica. Si trattava di un gesto puramente propagandistico, dal momento che
il potere era saldamente nelle sue mani. In cambio il Senato lo onorò conceden‑
dogli il titolo di Augustus – venerabile, sacro – che Ottaviano aggiunse al proprio
nome (motivo per cui da ora in poi ci riferiremo a lui chiamandolo Augusto) as‑
sieme a quello di Caesar, precedentemente assunto in quanto figlio adottivo di
Giulio Cesare. A essi unì anche il praenomen di imperator, che tradizionalmente
spettava ai generali vittoriosi e che sottolineava sia la sua vittoria su Antonio, sia
il fatto che poteva contare sulla fedeltà dell’esercito.
Tuttavia, per indicare il proprio ruolo politico, Augusto utilizzò sempre il ti‑
tolo di princeps – traducibile in italiano con “principe” – che in epoca repubbli‑
cana veniva utilizzato per omaggiare i cittadini più prestigiosi e che il Senato gli
aveva conferito nel 28 a.C. Per questo motivo, la forma di governo da lui creata e
adottata dai suoi successori è indicata dagli storici come “principato”.
potere personale. Apparentemente Roma restava una Repubblica, di fatto era di‑
venuta un principato. Anche la scelta del titolo di principe rientrava in quest’ot‑
tica: Augusto non si presentava come un sovrano, ma come un primus inter pa-
res: un normale cittadino, uguale agli altri, tuttavia superiore per le qualità per‑
sonali che lo rendevano in grado di governare. Lo stesso Augusto affermò nelle
Res gestae di essere stato «superiore a tutti per autorità, pur non possedendo un
potere superiore a quello degli altri che mi furono colleghi nelle magistrature».
FONTI
RISPONDI
a. A quale atto fa riferimento Augusto quando dice di aver trasferito «lo Stato dal mio potere personale al controllo del
Senato e del popolo romano»?
b. Augusto sottolinea ripetutamente come tutti gli onori ricevuti gli siano stati liberamente assegnati dal Senato: trova i punti
in questione e spiega per quali ragioni il principe ritiene tanto importante tale precisazione.
c. Spiega perché la frase «fui superiore a tutti per autorità, pur non possedendo un potere superiore a quello degli altri»
rappresenta alla perfezione il cuore del compromesso alla base del principato augusteo.
8 UNITÀ 1 La Roma imperiale
FONTI
2 Il governo dellÕimpero
La riforma dell’amministrazione di Roma Augusto riorganizzò l’ammi‑
nistrazione di Roma e dell’impero rendendola più efficiente. Le magistrature
repubblicane – consolato, pretura, censura ecc. – restarono in vita, perché cancel‑
larle avrebbe voluto dire segnare un inaccettabile momento di rottura con le tra‑
dizioni repubblicane. Tuttavia, la continuità con il passato era illusoria, in quanto
le funzioni più importanti dei magistrati repubblicani erano ormai passate nelle
mani del principe. Allo stesso modo, i comizi e le altre assemblee, che continua‑
rono a essere convocati per votare le leggi ed eleggere i magistrati, si limitaro‑
no a ratificare per acclamazione le proposte e i candidati presentati da Augusto.
Al fianco delle istituzioni repubblicane iniziò a svilupparsi una burocrazia
formata da funzionari di nomina imperiale. Per esempio il compito di ammi‑
nistrare Roma fu affidato a prefetti nominati da Augusto e coordinati dal prefetto
dell’urbe (praefectus Urbis), al quale spettava anche la responsabilità dell’ordine
pubblico. Il prefetto dell’annona doveva assicurare alla città i rifornimenti di gra‑
no e sovrintendeva alle distribuzioni gratuite: si trattava di un compito partico‑
larmente delicato, dato che le queste distribuzioni servivano a ingraziarsi la plebe
urbana e a mantenere così la pace sociale. A un altro prefetto – il curator aquarum Pubblicano
– spettava la tutela degli acquedotti che rifornivano d’acqua la città. Il prefetto I pubblicani erano gli appal‑
dei vigili aveva tra i propri compiti il servizio di vigilanza contro gli incendi, che tatori delle imposte, ovvero
dei funzionari delle province
erano molto frequenti in una città in cui la maggior parte delle abitazioni era co‑ conquistate che acquistava‑
struita in legno. Il prefetto dell’urbe apparteneva all’aristocrazia senatoria, men‑ no dai Romani l’appalto per
tre gli altri prefetti venivano scelti tra gli appartenenti al rango dei cavalieri. la riscossione dei tributi, re‑
cuperando il costo del ca‑
none per mezzo di una tas‑
Le province sono divise in senatorie e imperiali Augusto riformò anche sa che imponevano ai propri
la gestione delle province. Poiché in passato le province erano spesso state de‑ concittadini.
predate da proconsoli corrotti e pubblicani disonesti, per limitare i soprusi a dan‑
no dei provinciali Augusto affidò il compito di riscuotere le imposte a nuovi fun‑
zionari statali, chiamati procuratori.
Le province furono poi suddivise in province senatorie e imperiali. Quelle
senatorie – come la Sicilia, la Grecia (o Acaia) e l’Africa – erano le province più CARTA ANIMATA
antiche e pacificate e, così come in età repubblicana, furono governate da pro‑ Come sono divise
consoli scelti dal Senato fra gli ex consoli e gli ex pretori. le province romane?
Le province imperiali,
invece, erano quelle di più
recente acquisizione o di‑ Germania
OCEANO
sposte lungo i confini ossia ATLANTICO Belgica
Lugdunense
erano quelle in cui la possi‑ Rezia
Aquitania Norico
bilità di attacchi dall’ester‑ Alpi Pannonia
Narbonense
no o di rivolte interne ren‑ ITALIA Dalmazia MAR NERO
Lusitania Tarraconense Mesia
Corsica
deva necessaria la presenza Roma Tracia Bitinia e Ponto Armenia
di una legione agli ordini di Betica Sardegna
Macedonia
un governatore. Asia Galazia
Cilicia
Sicilia Acaia
Per questa ragione, al go‑ Numidia Licia Siria
verno di queste province MAR
eta
Cipro
MEDITERRANEO
Giudea
e Cr
Proconsolare
na
Un caso a parte fu rappresentato dal ricco Egitto, il cui controllo era vitale per Statuetta in bronzo
di un gladiatore con scudo
l’impero, dal momento che i suoi abbondanti raccolti servivano a sfamare la po‑ e spada, III secolo d.C.
polazione di Roma. L’Egitto divenne un possedimento personale di Augusto e (Collezione privata)
le sue entrate fiscali furono gestite direttamente dal principe. Il suo governo ven‑
ne affidato a un prefetto indicato personalmente da Augusto e proveniente dal
ceto dei cavalieri. Ai senatori venne addirittura proibito di mettere piede in Egit‑
to senza specifica autorizzazione.
to solo l’adulterio femminile). Gli effetti pratici di questi provvedimenti furono Ricordi quale politico
aveva difeso i valori
molto limitati: i nuovi modelli comportamentali derivati dal mondo ellenistico si tradizionali nel
erano diffusi a tal punto nella società romana da rendere impossibile cancellarli II secolo a.C., dopo che
per mezzo di un semplice atto legislativo. Augusto restò vittima delle leggi che Roma aveva conquistato
la Grecia “importando”
aveva introdotto: nel 2 a.C., fu infatti costretto a dare l’esempio inviando in esi‑ nuovi modelli culturali
lio sua figlia Giulia, i cui comportamenti disinvolti avevano procurato scandalo. e di comportamento?
e ne ispirava le scelte: il suo culto, così come quello dei lari, era un culto privato
che si svolgeva all’interno delle pareti domestiche. A partire da Augusto, il cul‑
to del genio dell’imperatore divenne una pratica pubblica a cui i sudditi erano
obbligati: in tal modo, egli evitava di presentarsi come un dio, ma otteneva co‑
munque di dare al proprio potere una caratterizzazione sacra.
4 La politica estera
A Occidente: i confini dell’impero raggiungono il Reno e il Danubio CONFRONTARE
LE INFORMAZIONI
Durante il principato di Augusto la politica di espansione territoriale di Roma
proseguì. Anche le conquiste furono utilizzate in chiave propagandistica: le Aiutandoti con la carta
a p. 4 individua gli Stati
numerose spedizioni militari furono infatti presentate come guerre di difesa, che attuali conquistati da
miravano a neutralizzare i potenziali nemici e a espandere i confini della civiltà Roma sotto il principato di
romana in regioni sino a quel momento occupate dai barbari. Augusto.
Inizialmente Augusto pacificò la Spagna e la Gallia, quindi portò sotto il con‑
trollo di Roma le regioni alpine, la Rezia, il Norico, la Mesia e la Pannonia, corri‑
spondenti alle attuali Svizzera, Austria, Germania meridionale, Ungheria e Bul‑
garia. L’Europa centrale al tempo era un territorio non urbanizzato, occupato
prevalentemente da foreste e abitato da popolazioni nomadi o seminomadi. Per
presidiare i nuovi territori di conquista, Augusto procedette alla fondazione di
nuove città, come Augusta Praetoria, l’attuale Aosta.
Augusto portò i confini dell’impero sino al Danubio e al Reno, tuttavia il
suo obiettivo era spingersi oltre, fino a raggiungere il fiume Elba. Le legioni ro‑
mane erano in effetti riuscite a raggiungere l’Elba, ma il controllo romano sulle
regioni a nord del Reno si era rivelato precario anche a causa delle frequenti ri‑
bellioni dei Germani. Nel 9 d.C. tre legioni al comando del generale Varo furono
completamente annientate dai Germani guidati da Arminio nella battaglia del‑
la selva di Teutoburgo. La cocente sconfitta costrinse Augusto ad abbandonare
parte dei territori conquistati e ad arretrare sino al corso del Reno e del Danubio.
Lo stesso Augusto sconsigliò ai suoi successori di spingersi oltre quel confine
e il suo consiglio fu seguito, tanto che per secoli questi due fiumi costituirono CARTA ANIMATA
il limite settentrionale dell’impero e garantirono la difesa dalle incursioni delle Chi sconfigge i Romani
popolazioni germaniche. a Teutoburgo?
SVEVI VANDALI
(Colonia)
Ponto
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Treverorum Armenia
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(Treviri) Cappadocia
Mogontiaticum
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(Magonza) Cesarea
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nub Iconio Commagene Lago
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Edessa Nisibis Urmia
(Strasburgo)
Augusta Tarso
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Vindelicorum Carnuntum Cilicia Arbela
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(Augsburg) (Petronell-Carnuntum) Aleppo te
Augusta REGNO DEI PARTI
Raurica Cipro
(Augst)
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MAR Palmira
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MEDITERRANEO
14 UNITÀ 1 La Roma imperiale
Il Senato si oppone al principe Il sistema augusteo si basava, come abbia‑ Cammeo di Tiberio.
L’imperatore, al centro,
mo visto, su un compromesso tra il principe e il Senato: il principe governava è raffigurato insieme ad
ma formalmente il Senato manteneva la propria centralità. Con i successori di altri membri della famiglia
Giulio‑Claudia. (Parigi,
Augusto tale equilibrio entrò in crisi. Alcuni imperatori (come Caligola o Biblioteca Nazionale)
Nerone) tentarono di governare come sovrani assoluti e, cer‑
cando di dare al proprio potere una connotazione sacra,
pretesero di essere adorati come divinità. Quando i sena‑
tori si opponevano a questa politica assolutistica, gli
imperatori rispondevano accusandoli di lesa maestà
– un crimine analogo al tradimento – e sottoponen‑
doli a processi che si chiudevano invariabilmente
con la condanna a morte e la confisca dei beni. In
alternativa, per evitare l’onta del processo e della
pubblica esecuzione, l’imperatore offriva loro la
possibilità di suicidarsi. A loro volta i senatori
reagivano a questi processi organizzando con‑
giure per detronizzare gli imperatori e sostitu‑
irli con membri della famiglia imperiale mag‑
giormente disposti a riconoscere il loro ruolo.
Nelle lotte per il potere un ruolo rilevante fu
assunto dai pretoriani, che costituivano l’uni‑
ca forza militare presente in città: ciò consentì
loro di intervenire nella scelta dei nuovi impera‑
tori e persino di imporre con la forza delle armi il
proprio candidato.
16 UNITÀ 1 La Roma imperiale
FOCUS Il giudizio degli storici romani Gli storici romani hanno espres‑
so un giudizio generalmente poco lusinghiero sugli imperatori della dinastia
Giulio‑Claudia. Nelle opere di autori come Tacito o Svetonio, i successori di
Augusto vengono spesso descritti come folli, dissoluti e sanguinari: Sveto‑
nio definì esplicitamente Caligola «una sorta di mostro». Simili giudizi vanno
però presi con estrema cautela, in quanto poco obiettivi. Gli storici romani,
infatti, appartenevano all’aristocrazia senatoria e le loro opere rappresentano
il punto di vista del loro ceto: non a caso sono ricche di lodi per gli impera‑
tori che rispettavano l’aristocrazia senatoria ed estremamente critiche verso
quelli che ne limitarono le prerogative e i privilegi.
di tramare contro il principe. Fra le vittime vi furono anche la moglie e due figli di
Germanico, che vennero prima esiliati e quindi costretti al suicidio.
Gli storici romani, che descrissero bene questo cupo clima di terrore nelle proprie
opere, sorvolarono invece su un evento coevo e destinato ad avere grande importan‑
za: la crocefissione di Gesù Cristo, che avvenne in Palestina attono al 30 d.C.
Tiberio non rientrò mai a Roma: morì nel 37 d.C. dopo aver indicato come suc‑
cessore l’unico fra i figli di Germanico ancora in vita, Gaio Cesare detto Caligola
perché da bambino indossava spesso i calzari (caligae) portati dai legionari.
Germania Dan u
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Sup.
Aquitania Rezia Norico
Alpi Pannonia Dacia
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LEZIONE 1 Augusto e la dinastia Giulio‑Claudia 19
Sempre più esasperati i senatori organizzarono un complotto contro Nerone, ma GLI IMPERATORI
la congiura fu scoperta e i cospiratori condannati a morte; fra loro c’era anche Se‑ DELLA DINASTIA
GIULIO-CLAUDIA
neca, che preferì il suicidio a una pubblica esecuzione.
Ormai, però, il malumore serpeggiava anche nelle province e tra i soldati, a Tiberio (14‑37 d.C.)
cui le paghe non arrivavano più con la regolarità garantita ai tempi di Augusto.
Nel 66 d.C. scoppiò una rivolta tra i soldati inviati in Giudea e nel 68 d.C. anche
le legioni di stanza in Gallia e in Spagna si ribellarono all’imperatore. A questo Caligola (37‑41 d.C.)
punto i senatori si accordarono con i pretoriani e proclamarono Nerone “nemi‑
co pubblico”: ormai solo e isolato, Nerone scelse di farsi uccidere da uno schiavo
Claudio (41‑54 d.C.)
per evitare la cattura. Come per Caligola, anche per Nerone il Senato ordinò la
damnatio memoriae. Con la morte di Nerone terminava la dinastia Giulio‑Claudia.
Nerone (54‑68 d.C.)
La Suburra
I quartieri malfamati della
Roma repubblicana, la Suburra
e il Velabro, erano luoghi
estemamente pericolosi,
soprattutto di notte.
ma con
mantiene per sé
tutte le cariche i prefetti per la la divisione
più importanti fonda città di Roma delle province
in
la dinastia
Giulio -
potere
Claudia
tribunizio
senatorie imperiali
che continua con
proconsole
per
tutte le risana
Tiberio
province le finanze
(14-37 d.C.)
dello stato
pontefice
massimo Caligola eccessivo muore in una
(37-41 d.C.) e sregolato congiura
avvia opere
Claudio pubbliche
(41-54 d.C.)
conquista la
Britannia sud
regna Senato
Nerone
in modo perciò ed esercito
(54-68 d.C.)
autoritario si ribellano
lezione
1 SINTESI 23
1 Il principato augusteo
• In Europa centrale il confine dell’impero
• Dopo la sconfitta di Antonio ad Azio si assesta lungo il Danubio e il Reno: il
(31 a.C.), Ottaviano non ha più avversari. tentativo di spingersi fino al fiume Elba
Rientra a Roma e, almeno in apparenza, fallisce con la battaglia di Teutoburgo,
proclama il ritorno alla Repubblica, in cui i Germani annientano le legioni
ottenendo l’appoggio del Senato. romane. A Oriente Augusto sceglie invece
• In realtà Ottaviano, che ora ha anche il di accordarsi con i Parti, molto difficili da
titolo di Augusto, ricopre personalmente le sconfiggere.
principali magistrature repubblicane come
l’imperio su tutte le province romane e il 5 La nascita della dinastia
comando supremo dell’esercito. Giulio-Claudia
2 Il governo dell’impero
• Prima di morire Augusto nomina come
suo successore il figlio adottivo Tiberio: il
• Augusto rende l’amministrazione principato si trasforma in una monarchia
dell’impero più efficiente. A Roma, ereditaria. Nasce la dinastia Giulio-Claudia.
per esempio, affida l’amministrazione • Inizialmente Tiberio continua la
a prefetti. Riorganizza poi le province, politica di Augusto e risana le finanze.
dividendole in senatorie (affidate a Riduce i fondi destinati agli spettacoli
proconsoli scelti dal Senato) e imperiali pubblici, provocando l’ostilità della plebe.
(affidate a funzionari scelti da Augusto). In seguito, però, lascia Roma affidando
• Augusto riesce a mantenere l’appoggio l’amministrazione a Seiano, il prefetto
della società romana: a senatori e cavalieri del pretorio. Quando inizia ad accumulare
garantisce incarichi redditizi, mentre alla potere, Tiberio lo fa uccidere.
plebe offre grano e spettacoli di gladiatori.
6 L’impero da Caligola a Nerone
3 L’immagine del principe
e la propaganda
• Tiberio muore nel 37 d.C. Il suo
successore Caligola regna in modo così
• Augusto usa la propaganda per sregolato da inimicarsi il Senato.
presentarsi come garante della pace e delle Caligola viene assassinato in una congiura
tradizioni. Sostiene valori come la sobrietà, nel 41 d.C.
il rispetto della morale e della religione e la • Sale sul trono Claudio, che si dimostra
difesa della famiglia. un buon imperatore: rimette in sesto le
• Grazie al ricco Mecenate, Augusto si finanze dello Stato e conquista la Britannia
circonda di poeti e scrittori che diffondono meridionale.
l’idea della grandezza del principe. Anche • Claudio muore nel 54 d.C. e gli succede
Roma viene abbellita con grandiosi edifici Nerone. I rapporti fra l’imperatore e
che celebrano Augusto, come per esempio i senatori peggiorano per la politica
l’Ara Pacis. autoritaria imposta da Nerone, che vuole
essere adorato come una divinità. Quando
4 La politica estera nel 68 d.C. anche l’esercito si ribella,
• Roma continua a espandersi: le Nerone si fa uccidere da uno schiavo per
conquiste sono presentate come guerre per evitare la cattura. Termina la dinastia
difendere la pace romana dai nemici. Giulio-Claudia.
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