L’ALFABETO
L’alfabeto italiano si compone di 5 vocali, 16 consonanti italiane e 5 consonanti
straniere.
Le vocali sono: A – E – I – O – U
Le consonanti italiane sono: B – C – D – F – G – H – L – M – N – P – Q – R – S – T –
V–Z
Le consonanti straniere sono: J – K – W – X – Y
SOSTANTIVO (O NOME)
Il sostantivo (o nome) è la parte del discorso che serve a indicare un oggetto –
astratto o reale – una persona o un animale con il nome designato. Insieme al verbo
costituisce la parte essenziale della frase minima di significato.
Esistono anche verbi e altre categorie grammaticali che si dicono sostantivati perché
possono assumere la funzione di sostantivo all’interno della frase.
Si può distinguere tra nomi propri e nomi comuni. I nomi propri indicano un elemento
singolo di una [Link] esempio, Carlo è nome proprio perché indica un singolo
individuo all’interno della specie umana. I nomi comuni invece indicano gli oggetti, le
persone e gli animali in senso complessivo, generalizzato. Persona è nome comune
perché indica potenzialmente qualsiasi individuo del genere umano. Bisogna però fare
attenzione perché anche i nomi comuni possono diventare nomi propri se presi a
prestito per indicare negozi, attività, riviste, ecc… Ciò di cui dobbiamo tener presente
nella distinzione è il contesto. È possibile poi operare una terza classificazione,
esistono infatti i nomi collettivi che indicano un gruppo, un insieme di esseri della
stessa specie con una sola parola (gregge, gente, popolo, ecc…)
Ogni nome può poi essere:
astratto, che distingue entità immateriali, concetti e idee che non si riferiscono
a nessun oggetto, animale o persona concreti (felicità, testardaggine, anima,
ecc…) o concreto, che si riferisce a realtà oggettive verificabili con i cinque
sensi (matita, ombrello, scarpa, uomo, cane, ecc…);
primitivo, che non deriva da nessun altro nome, verbo o aggettivo italiano
(pane, arancia, automobile, ecc…), derivato, che al contrario proviene da altre
parole (acquedotto/acqua, libreria/libro ecc..) o alterato,che utilizza dei suffissi
per modificare parzialmente il suo significato esprimendo una qualità senza
l’aggettivo qualificativo o per indicare lo stato d’animo nei confronti dell’oggetto;
composto, che si crea dalla congiunzione di due parole distinte, aggettivo +
aggettivo (pianoforte), nome + aggettivo (cassaforte), nome + nome
(pescespada), verbo + nome (appendiabiti), verbo + verbo (saliscendi) e altre
combinazioni che vedremo più approfonditamente qui;
Il nome è variabile in genere (maschile, femminile) e in numero (singolare, plurale).
Di solito i sostantivi che terminano in -o sono maschili e al plurale finiscono in -i
(gatto/gatti, piatto/piatti, sandalo/sandali…). Anche se esistono nomi femminili che
terminano in -o e al plurale vogliono la -i (mano/mani…). I sostantivi in -a sono in
genere femminili e al plurale cambiano in -e (palla/palle, ventola/ventole,
anima/anime…). Anche se esistono nomi maschili che terminano in -a e al plurale
vogliono la -i (poeta/poeti, problema/problemi…)
I nomi che terminano in -e, invece, possono essere sia maschili che femminili e il loro
plurale è in -i (cenere/ceneri,limone/limoni, indice/indici…).
Ci sono poi sostantivi che al singolare hanno un’unica forma e al plurale terminano in -i
o in -e a seconda che si voglia esprimere il maschile o il femminile (dentista =
dentisti/dentiste).
Non dimentichiamo i plurali invariabili (la città/le città, l’autobus/gli autobus, la radio/le
radio, la tesi/le tesi…), i plurali irregolari (uomo/uomini, l’uovo/le uova, il dito/le dita…)
e i plurali dei nomi composti che vedremo qui. Alcuni nomi hanno due plurali dal
significato distinto,ad esempio il sostantivo osso che al plurale può essere ossi (per il
cane) oppure ossa (umane o di altri esseri viventi).
L’ARTICOLO
L’articolo è una parola che si mette davanti al [Link]ò essere:
♦ determinativo se determina il nome a cui si riferisce.
Esempio: dammi il libro ( proprio il libro che si indica o di cui si parla).
ESERCIZI
L’AGGETTIVO
L'aggettivo (dal latino adiectivus «che aggiunge») è quella parte variabile del discorso
che si aggiunge al nome per qualificarlo o per determinarlo meglio.
A seconda della loro funzione, gli aggettivi si distinguono in qualificativi e
determinativi.
Aggettivo qualificativo
L'aggettivo qualificativo esprime una qualità del nome al quale si aggiunge: ad
esempio, casa grande, mare calmo, fiore profumato, bella ragazza, ecc. Esso concorda
col nome nel genere e nel numero, e quindi ha una sua declinazione.
I gradi dell'aggettivo qualificativo
I gradi dell'aggettivo qualificativo sono tre:
a) grado positivo quando l'aggettivo esprime una semplice qualità (bello);
b) grado comparativo quando esprime un confronto tra due termini (più bello, meno
bello, tanto bello quanto...);
c) grado superlativo quando esprime il grado massimo di una qualità (bellissimo, il più
bello).
Il comparativo indica un confronto di uguaglianza, di superiorità o di inferiorità fra due
termini.
Si hanno dunque 3 specie diverse di comparativo:
Il superlativo esprime il grado massimo di una qualità, e si distingue in 2 tipi:
Aggettivo determinativo
Gli aggettivi che, nei riguardi del nome, precisano il possesso, la posizione, la quantità
o il numero si distinguono in: possessivi, dimostrativi, numerali, indefiniti.
Aggettivi possessivi
Gli aggettivi possessivi indicano l'appartenenza di un oggetto (o di un essere) e
contemporaneamente il possessore; essi sono:
I due ultimi aggettivi restano invariabili in tutti i generi e numeri il loro padre, la loro
madre, i loro padri, le loro madri, andare in casa altrui, seguire le opinioni altrui.
Gli aggettivi mio e nostro si riferiscono alla persona o alle persone che parlano; tuo e
vostro alla persona o alle persone che ascoltano; suo e loro alla persona di cui si
parla (terza persona). Altrui significa che la cosa espressa dal nome appartiene ad
altri.
Tra gli aggettivi possessivi si colloca proprio (propria, propri, proprie) che usato da
solo è sempre di terza persona: Egli ha scontato la propria colpa. Sono tornati alla
propria casa. Talvolta, però, "proprio" può unirsi a possessivi di tutte le persone per
rafforzarli: L'ho udito con le mie proprie orecchie. Si è rovinato con le sue proprie mani.
L'aggettivo dimostrativo
Indica un essere o una cosa nel suo rapporto di vicinanza o di lontananza nello spazio
e nel tempo. I più comuni sono:
Questo indica un essere o una cosa vicina a chi parla; codesto indica, invece, un
essere vicino a chi ascolta e lontano da chi parla; quello indica un essere lontano da
chi parla e da chi ascolta.
Esempi: Ti regalo questo libro; Dammi codesta rivista; Guarda là quel palazzo.
Parlando di tempo, questo si riferisce a tempo vicino a noi, quello a tempo lontano da
noi: partirò questa sera; in quel tempo i Cartaginesi facevano guerra ai Romani.
Stesso e medesimo indicano identità, somiglianza oppure servono a rafforzare un
sostantivo: Marco ha la mia stessa età; Sono arrivati con lo stesso treno; Ho avuto la
medesima idea.
Altri aggettivi dimostrativi, con valore propriamente di qualità, sono: tale, quale, cotale,
siffatto, cosiffatto : Tali cose non si fanno; Non si dimenticano tali torti; Quale regalo
sceglie?; Con gente siffatta è inutile discutere.
Aggettivi numerali
Gli aggettivi numerali determinano la serie naturale dei numeri (cardinali: uno, due,
tre...) o l'ordine di successione (ordinali: primo, secondo, terzo...).
I NUMERI CARDINALI
0 – zero;
1 – uno;
2 – due;
3 – tre; 4 – quattro;
5 – cinque;
6 – sei;
7 – sette;
8 – otto;
9 – nove;
10 – dieci;
11 – undici;
12 – dodici;
13 – tredici;
14 – quattordici;
15 – quindici;
16 – sedici;
17 – diciassette;
18 – diciotto;
19 – diciannove;
20 – venti
21 – ventuno;
22 – ventidue;
23 – ventitré;
24 – ventiquattro;
25 – venticinque;
26 – ventisei;
27 – ventisette;
28 – ventotto;
29 – ventinove.
30 – trenta;
40 – quaranta;
50 – cinquanta;
60 – sessanta;
70 – settanta;
80 – ottanta;
90 – novanta;
100 – cento
Nei nomi dei numerali la parola “cento”(100) viene sempre usata al singolare. Invece la parola
“mille” (1000) al plurale prende la forma “mila”.
200 – duecento:
300 – trecento;
400 – quattrocento;
500 – cinquecento;
600 – seicento;
700 – settecento;
800 – ottocento;
900 – novecento;
1000 – mille;
2000 – duemila;
2563 – duemilacinquecentosessantatré;
3000 – tremila;
10000 – diecimila;
21000 – ventunomila;
300000 – trecentomila.
I NUMERI ORDINALI
I primi dieci ordinali hanno una forma particolare che deriva dalla lingua latina:
1° – primo;
2° – secondo;
3° – terzo;
4° – quarto;
5° – quinto;
6° – sesto;
7° – settimo;
8° – ottavo;
9° – nono;
10° – decimo.
Tutti gli altri ordinali si formano aggiungendo il suffisso “-esimo” al numero cardinale
che perde la vocale finale tranne gli ordinali che finiscono in -tré:
11° – undici + esimo > undicesimo;
12° – dodici + esimo > dodicesimo;
13° – tredicesimo;
14° – quattordicesimo;
15° – quindicesimo;
16° – sedicesimo;
17° – diciassettesimo;
18° – diciottesimo;
19° – diciannovesimo;
20° – venti + esimo > ventesimo;
21° – ventunesimo;
25° – venticinquesimo;
33° – trentatreesimo;
48° – quarantottesimo;
100° – centesimo;
103° – centotreesimo;
1000° – millesimo.
NB! “Mille” non si trasforma in “mila” come nei cardinali:
2000° – duemillesimo;
3000° – tremillesimo;
1000° – diecimillesimo;
1000000° – milionesimo.
ESERCIZI
p
IL PRONOME
I pronomi diretti in italiano
I pronomi diretti, come dice il nome stesso, vengono usati per sostituire un
complemento diretto (chi/che cosa?).
Adoro il cappuccino! Lo bevo tutte le mattine al bar (Cosa bevo? Il cappuccino)
Hai visto Michela? Sì, l’ho incontrata ieri in palestra (chi ho incontrato? Michela)
Ecco una tabella che presenta i pronomi personali e i corrispettivi pronomi diretti:
PRONOMI PERSONALI PRONOMI DIRETTI
IO MI
TU TI
LUI LO
LEI LA
NOI CI
VOI VI
LORO (MASCHILE) LI
LORO (FEMMINILE) LE
A volte è necessario sostituire un’intera frase. In questo caso si usa il pronome diretto
di terza persona singolare maschile: lo.
Che ore sono? Non lo so (Cosa non so? Che ore sono)
Come già sappiamo, la forma di cortesia in italiano si rende con la terza persona
singolare femminile. Anche con i pronomi diretti faremo lo stesso:
È stata molto gentile Signora, La ringrazio! (Chi ringrazio? Io ringrazio Lei)
I pronomi diretti si usano generalmente prima del verbo
Hai comprato gli spaghetti? Sì, li ho comprati ieri
ECCEZIONE ALLA REGOLA! Quando abbiamo un verbo modale
(volere/potere/dovere/sapere) o un verbo fraseologico seguito da un verbo all’infinito
(-are, -ere, -ire) possiamo scegliere noi se posizionare il pronome prima del verbo o
attaccarlo all’infinito togliendo l’ultima lettera
Ho aggiustato la macchina. Puoi ritirarla quando vuoi
Ho aggiustato la macchina. La puoi ritirare quando vuoi
Hai visto il film L’ultimo bacio? No, ho solo iniziato a vederlo
Hai visto il film L’ultimo bacio? No, l’ho solo iniziato a vedere
I pronomi indiretti in italiano
I pronomi indiretti, invece, sostituiscono un oggetto indiretto preceduto dalla
preposizione A
A te piace il vino rosso? Sì, mi piace (a chi piace il vino rosso? A me)
I pronomi indiretti sono:
PRONOMI PERSONALI PRONOMI INDIRETTI
IO MI (a me)
TU TI (a te)
LUI GLI (a lui)
LEI LE (a lei)
NOI CI (a noi)
VOI VI (a voi)
LORO GLI (a loro)
LORO LORO (a loro)
L’unica piccola difficoltà dei pronomi indiretti la troviamo alla terza persona plurale.
Abbiamo una doppia possibilità:
1) usiamo GLI e lo mettiamo prima del verbo
Gli spiego come funziona il gioco
2) usiamo LORO ma dobbiamo ricordarci di spostarlo dopo il verbo
Spiego loro come funziona il gioco
Noi vi consigliamo di scegliere una delle due possibilità e di usare sempre quella,
almeno all’inizio!
Come già detto, la forma di cortesia in italiano si rende con la terza persona singolare
femminile. Anche con i pronomi indiretti facciamo lo stesso:
Le è piaciuto questo libro Signor Rossi? Sì, moltissimo (È piaciuto a Lei questo libro?)
I pronomi indiretti si usano generalmente prima del verbo
Mi detti il numero per favore? 7788453
Ti ho disturbato ieri al telefono? Nessun disturbo, ero a casa
ECCEZIONE ALLA REGOLA! Quando abbiamo un verbo modale
(volere/potere/dovere/sapere) o un verbo fraseologico seguito da un verbo all’infinito
(-are, -ere, -ire) possiamo scegliere noi se posizionare il pronome prima del verbo o
attaccarlo all’infinito togliendo l’ultima lettera
Le ho dovuto cambiare il regalo
Ho dovuto cambiarle il regalo
Vado di fretta. Finisco di raccontarti dopo
Vado di fretta. Ti finisco di raccontare dopo
I pronomi combinati in italiano
Cosa sono i pronomi combinati? Non sono altro che l’unione di un pronome indiretto
con un pronome diretto. Di seguito vi elenchiamo una serie di semplici regole per
comporli autonomamente e con facilità!
I pronomi MI, TI, CI e VI cambiano la vocale: la I diventa E
Quando il pronome indiretto di terza persona singolare e plurale GLI si combina
con un pronome diretto di terza persona singolare o plurale dobbiamo ricordarci
di:
o aggiungere una E tra il pronome indiretto e quello diretto
o unire i due pronomi in una sola parola
Osserviamo la tabella per capire il semplice meccanismo:
LO LA LI LE
MI ME LO ME LA ME LI ME LE
TI TE LO TE LA TE LI TE LE
GLI/LE GLIELO GLIELA GLIELI GLIELE
CI CE LO CE LA CE LI CE LE
VI VE LO VE LA VE LI VE LE
GLI/LORO GLIELO GLIELA GLIELI GLIELE
Per il resto, per i pronomi combinati valgono le stesse identiche regole che abbiamo
visto per i pronomi diretti e indiretti.
Pronomi personali atoni e tonici
I pronomi diretti e indiretti che abbiamo finora illustrato, sono chiamati pronomi
atoni e cioè pronomi che non hanno un loro accento tonico. I pronomi personali
complemento, sia complemento oggetto che complemento indiretto, possono essere,
però, anche tonici, vale a dire, dotati di un loro accento.
Vediamo quali sono:
Pronomi Pronomi personali
Personali complemento tonici
io me
tu te
lui lui
lei lei
noi noi
voi voi
loro (m) loro
loro (f) loro
Esercizio n. 1: i pronomi diretti
Collegate le frasi della prima colonna con le frasi della seconda colonna facendo
attenzione ai pronomi diretti. Cliccate sul link per ripassare o studiare i pronomi
diretti, indiretti e combinati in italiano.
1) Hai mangiato la pizza a Napoli? A) Certo che ti amo!
2) Avete visto il film di Sorrentino? B) Non lo so. Non ho l’orologio
C) Purtroppo non ho potuto mangiarla. Avevo
3) Che ore sono?
fretta
4) Mi ami amore? D) Sì, le ho comprate ieri in saldo
5) Hai comprato le scarpe nuove? E) Non l’ho ancora visto
Esercizio n. 2: i pronomi diretti
Scegliete il pronome diretto corretto.
Prendiamo una padella della grandezza giusta e la/lo/le mettiamo sul fuoco. Versiamo
qualche cucchiaio d’olio d’oliva nella padella e li/lo/mi facciamo soffriggere con uno
spicchio d’aglio. Quando l’aglio è dorato da entrambi i lati li/lo/vi togliamo e lo
buttiamo via, per evitare di dare all’olio un sapore troppo forte. Tagliamo la pancetta a
pezzetti e ti/le/la versiamo nell’olio bollente. Quando sarà bella abbrustolita, togliamo
il tegame dal fuoco. In una ciotola sbattiamo le uova e le/ci/la aggiungiamo al pecorino
e parmigiano grattugiati e ad abbondante pepe macinato. Cuociamo gli spaghetti al
dente, le/lo/li scoliamo e li/lo/le trasferiamo nel tegame della pancetta che mettiamo di
nuovo sul fuoco. Aggiungiamo poi le uova, mescoliamo velocemente (è importante non
far cuocere l’uovo altrimenti otteniamo una frittata!) e serviamo…buon appetito!
Esercizio n. 3: i pronomi indiretti
Completate le frasi con il pronome indiretto corretto
1) I miei genitori tra un mese festeggiano le nozze d’oro. Cosa ________ regaliamo?
2) Guarda Marco! Ho finito il quadro. ________ piace?
3) Simona e Luisa, ho bisogno di dire a qualcuno cosa è successo oggi a lavoro! Posso
raccontar________?
4) Signore, ________ dispiace se fumo?
5) Come è andata la festa che hai organizzato a Natale? ________ sembra sia andata
bene!
6) Carla non possiamo venire al battesimo di Nicola. Non sai quanto ________ dispiace
7) Hai restituito i soldi a Chiara? Sì, ________ ho ridato tutto
Esercizio n. 4: i pronomi indiretti
Sostituite i complementi indiretti sottolineati con il pronome indiretto corretto.
Attenzione alla posizione del pronome!
Hanno mai raccontato a voi perché gli spaghetti alla carbonara hanno questo nome?
Ci sono diverse storie che a noi piace ricordare. Quella forse più credibile si riferisce
al modo di condire la pasta (uova, pancetta e pecorino) degli uomini che lavoravano
come carbonai sui monti laziali. In dialetto romanesco “carbonai” si dice
“carbonari”, professione che ha forse dato il nome alla ricetta!
Altri dicono, invece, che questa ricetta era sconosciuta ai romani fino alla liberazione
di Roma del 1944. Chi ha insegnato a loro questa ricetta? Sembra proprio che gliela
abbiano insegnata i soldati americani appena arrivati in Italia! I soldati, infatti, con gli
ingredienti che conoscevano meglio in patria e che avevano a disposizione in Italia –
uova, spaghetti e bacon – preparavano la loro pasta. I nostri cuochi italiani hanno poi
preso l’idea per sviluppare la ricetta vera e propria! E a te? Quale ipotesi
________convince di più?!
Esercizio n. 5: I pronomi combinati
Trasforma le frasi sostituendo i complementi con i pronomi diretti e indiretti e poi
unendoli in un pronome combinato.
La biblioteca ha dato a me la nuova tessera > La biblioteca me l’ha data (MI+LA)
1) I professori hanno confermato a noi che domani la scuola sarà chiusa >
2) Il meccanico ha riconsegnato a me la macchina >
3) Il postino ha consegnato a voi le raccomandate? >
4) Hanno detto a Tommaso che il compito in classe è andato male
5) A te hanno portato il nuovo PC?
6) Ad Anna hanno tagliato i capelli in modo terribile!
7) I soldati americani hanno insegnato ai romani la ricetta
8) Hanno mai raccontato a voi la storia della ricetta?
9) Hai rotto le scatole a tutti con questa storia!
10) La maestra Cristina ha insegnato a noi la musica
I verbi ausiliari essere e avere in italiano
I verbi ESSERE e AVERE sono detti verbi ausiliari. Servono, infatti, a costruire i tempi
composti.
ESERCIZI
1. Ci proviamo a coniugare i verbi nel modo indicativo?
MANGIARE
PRESENTE PASSATO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
IMPERFETTO TRAPASSATO
PROSSIMO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
PREGARE
PRESENTE PASSATO
IO IMPERFETTO TRAPASSATO
TU PROSSIMO
LUI/LEI
IO
NOI
TU
VOI
LUI/LEI
ESSI/
NOI
LORO
VOI
ESSI/
LORO
PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
AMARE
PRESENTE PASSATO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
IMPERFETTO TRAPASSATO
PROSSIMO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/ FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE
IO
LORO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
CORRERE
PRESENTE PASSATO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
IMPERFETTO TRAPASSATO
PROSSIMO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
VIVERE
PRESENTE PASSATO
IO
TU IMPERFETTO TRAPASSATO
LUI/LEI PROSSIMO
IO
NOI
TU
VOI
LUI/LEI
ESSI/
NOI
LORO
VOI
ESSI/
LORO
PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
BERE
PRESENTE PASSATO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
IMPERFETTO TRAPASSATO
PROSSIMO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
DORMIRE
PRESENTE PASSATO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
IMPERFETTO TRAPASSATO
PROSSIMO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
SENTIRE
PRESENTE PASSATO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI IMPERFETTO TRAPASSATO
ESSI/ PROSSIMO
LORO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
PARTIRE
PRESENTE PASSATO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
IMPERFETTO TRAPASSATO
PROSSIMO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE
IO
TU
LUI/LEI
NOI
VOI
ESSI/
LORO
Elenco dei verbi italiani più comuni:
abbandonare abitare accadere accendere accettare
accogliere accompagnare accorger affermare affrontare
aggiungere aiutare allontanare alzare amare
ammazzare ammettere andare annunciare apparire
appartenere appoggiare aprire armare arrestare
arrivare ascoltare aspettare assicurare assistere
assumere attaccare attendere attraversare aumentare
avanzare avere avvenire avvertire avvicinare
baciare badare bastare battere bere
bisognare bruciare buttare cadere cambiare
camminare cantare capire capitare celebrare
cercare chiamare chiedere chiudere colpire
cominciare compiere comporre comprendere comprare
concedere concludere condurre confessare conoscere
consentire conservare considerare contare contenere
continuare convincere coprire correre costituire
costringere costruire creare credere crescere
dare decidere dedicare descrivere desiderare
determinare dichiarare difendere diffondere dimenticare
dimostrare dipendere dire dirigere discutere
disporre distinguere distruggere diventare divenire
divertire dividere domandare dormire dovere
durare elevare entrare escludere esistere
esporre esprimere essere estendere evitare
ferire fermare figurare finire fissare
fondare formare fornire fuggire fumare
gettare giocare girare giudicare giungere
godere gridare guardare guidare immaginare
imparare impedire importare imporre incontrare
indicare iniziare innamorare insegnare insistere
intendere interessare invitare lanciare lasciare
lavorare legare leggere levare liberare
limitare mancare mandare mangiare mantenere
meritare mettere morire mostrare muovere
nascere nascondere notare occorrere offendere
offrire opporre ordinare organizzare osservare
ottenere pagare parere parlare partecipare
partire passare pensare perdere permettere
pesare piacere piangere piantare porre
portare posare possedere potere preferire
pregare prendere preoccupare preparare presentare
prevedere procedere produrre promettere proporre
provare provocare provvedere pubblicare raccogliere
raccontare raggiungere rappresentare recare rendere
resistere restare ricevere richiedere riconoscere
ricordare ridere ridurre riempire rientrare
riferire rifiutare riguardare rimanere rimettere
ringraziare ripetere riportare riprendere risolvere
rispondere risultare ritenere ritornare ritrovare
riunire riuscire rivedere rivelare rivolgere
rompere salire saltare salutare salvare
sapere sbagliare scappare scegliere scendere
scherzare scomparire scoppiare scoprire scorrere
scrivere scusare sedere segnare seguire
sembrare sentire servire significare smettere
soffrire sognare sorgere sorprendere sorridere
sostenere spegnere sperare spiegare spingere
sposare stabilire staccare stare stringere
studiare succedere suonare superare svegliare
svolgere tacere tagliare temere tendere
tenere tentare tirare toccare togliere
tornare trarre trascinare trasformare trattare
trovare uccidere udire unire usare
uscire valere vedere vendere venire
vestire vincere vivere volare volere
volgere voltare
I GIORNI DELLA SETTIMANA
I MESI DELL’ANNO
I COLORI
bianco (branco)
nero (preto)
rosso (vermelho)
blu (azul)
giallo (amarelo)
verde (verde)
arancione (laranja)
rosa (rosa)
marrone (marrom)
beige (bege)
grigio (cinza)
blu-chiaro o azzurro (azul-claro)
verde scuro (verde-escuro)
viola (violeta)
Come PRESENTARSI in italiano
Come ti chiami?
Mi chiamo…
Il mio nome è…
Sono…
Quanti anni hai?
Ho…...anni.
Da dove vieni?
Vengo da…............................ (nazione*/città)
Per esempio:
Vengo da Roma.
Vengo dall‘Italia.
Di dove sei?
Sono…........................... (aggettivo di nazionalità)
Sono di…....................... (paese/città)
Per esempio:
Sono italiano.
Sono di Milano.
Puoi anche specificare dove sei nato/a e dove sei cresciuto/a!
Sono nato in…............................ (Nazione) / a…......................... (città), ma sono
sono cresciuto/a, in/a…..................................
Per esempio:
Sono nata in Francia, a Marsiglia, ma sono cresciuto in Spagna, a Barcellona.
Dove vivi?
Vivo a….................................... (città), in.......................................... (Nazione).
Per esempio:
Vivo a Francoforte, in Germania.
Che lavoro fai?
Sono…................................................ (nome della professione).
Cosa fai nel tempo libero? Quali sono i tuoi hobby?
Nel tempo libero mi piace…................................ (fare + sostantivo / verbo
all’infinito)
Per esempio:
Nel mio tempo libero mi piace fare delle passeggiate.
Piacere di conoscerti!
Infine, quando ti presenti a una persona nuova, puoi dire:
Piacere!
Piacere di conoscerti!
E l’altra persona può rispondere:
Piacere mio!
Il piacere è tutto mio!
DIALOGO (PRESENTAZIONE)
Carla: Ciao! Mi chiamo Carla! Piacere! Come ti chiami?
Matteo: Mi chiamo Matteo. Piacere!
Carla: Di dove sei, Matteo?
Matteo: Sono italiano, di Bologna. E tu?
Carla: Sono francese, di Parigi.
Matteo: Quanti anni hai?
Carla: Ho 33 anni. E tu?
Matteo: Ho 31 anni.
Carla: Che lavoro fai?
Matteo: Faccio l'ingegnere. E tu, che lavoro fai?
Carla: faccio l'insegnante di lingue.
Matteo: Dove abiti?
Carla: Abito a Madrid, in Spagna. E tu?
Matteo: Anch'io abito a Madrid.
Carla: Perché sei in Spagna?
Matteo: Sono in Spagna per lavoro.
Carla: Anch'io sono in Spagna per lavoro.
Matteo: Ci vediamo presto!
Carla: Con piacere! A presto!
La Storia di San Francesco d’Assisi
(dettato)
La storia narra di un giovane straordinario vissuto in un’epoca molto lontana,
popolata da principi e valorosi cavalieri, che sui loro magici destrieri sfidavano il
destino armati di spade che fendevano il vento. Il giovane si chiamava
Francesco ed era figlio di un ricchissimo commerciante di Assisi. Come tutti i
ragazzi della sua età amava frequentare feste e stare in compagnia. Ben
presto, però, si accorse che tutte queste cose non lo rendevano felice.
In una notte misteriosa, proprio quella che precedeva la sua partenza per le
crociate, udì in sogno una voce che lo invitava ad abbandonare le attività inutili
per seguire la Verità, il Bene, la Giusta Via. Ma quale fosse la giusta via non era
chiaro…. Francesco ricevette la risposta in sogno: avrebbe dovuto ricostruire la
Chiesa di Cristo ormai in rovina. Fu così che decise di spogliarsi di tutti i suoi
averi, restituendo al padre i suoi abiti e scegliendo così la Povertà.
Francesco iniziò una nuova vita, un lungo cammino di privazioni e di aiuto verso
i più deboli e i diseredati. Vestito solo di stracci e sofferente per la fame,
viaggiava predicando la bellezza del creato e la grandezza di Dio. Le sue
parole raccontavano l’amore profondo per tutte le cose, uomini, animali e
piante. Questo uomo prodigioso che parlava agli uccelli era in grado di rendere
mansueto un lupo perchè credeva fermamente nella forza della fede e nella
vittoria del Bene sul Male.
Molto presto fu in grado di attirare molti seguaci, fra cui anche delle donne,
come Chiara la figlia di un nobile di Assisi, che per prima si unì al suo
movimento. Ma la Chiesa ricca ed opulenta, non vedeva di buon occhio questo
ragazzo rivoluzionario che predicava la povertà, criticando le contraddizioni
della condotta ecclesiastica e di lì a poco lo accusò di eresia. Francesco
dovette recarsi di fronte al Papa per rendere conto del suo operato. Alla fine
Innocenzo III comprese il valore di quei missionari che, ripudiando ogni bene
materiale, combattevano i mali della società con la sola forza dell’amore e del
perdono. Il 16 aprile del 1210 nacque l’ordine dei francescani che ancora si
adopera in nome della fratellanza, praticando il Vangelo. Nel 1228 Francesco
venne riconosciuto Santo.
San Francesco ci insegna ancora oggi che l’Amore è l’arma più potente
che l’uomo ha a disposizione e che il perdono potrebbe evitare l’insorgere
di qualsiasi inutile guerra.
La storia di Santa Rita da Cascia
La storia di Santa Rita da Cascia raccontata ai bambini suscita da subito
interesse e li incuriosisce molto visto che è stata definita la Santa dei casi
impossibili ed ha avuto una vita ricca di cambiamenti. Santa Rita da Cascia è
una delle figure più invocate dalla cristianità di tutto il mondo ed insieme a San
Francesco è tra i santi più conosciuti della spiritualità umbra.
Rita nacque a Roccaporena, piccolo paese umbro vicino Cascia, nel 1380.
Quando era ancora in fasce i suoi genitori notarono ronzare delle api sopra la
culla e provarono ad allontanarle. Purtroppo non riuscirono a scacciarle anzi si
avvicinarono sempre di più al faccino dolce della piccola, come se fosse un
fiore da cui succhiare il nettare. A Rita non fecero male e non venne punta.
Divenne una giovinetta con il desiderio di vestire l’abito religioso e di avvicinarsi
sempre di più a Cristo. I genitori non la accontentarono ma scelsero per lei con
chi passare il resto della vita .
All’età di 14 anni si sposò con Paolo Mancini, assecondando il volere dei
genitori. Lui era un uomo violento e rissoso. Rita riuscì con molta pazienza e
costanza a fargli seguire una condotta più consona e a convertirlo. Dalla loro
unione nacquero due figli: Giangiacomo e Paolo Maria che educarono secondo
sani principi. Dopo qualche anno Rita dovette affrontare la prima difficile prova
della sua vita: la perdita di suo marito. Lo vide morire davanti ai suoi occhi, per
mano dei suoi amici di un tempo. Rita si affidò sempre più a Dio, pregando e
ottenendo pace e speranza. Pregò per gli assasini di suo marito e li perdonò.
Quando si rese conto che nei figli nasceva un sentimento di vendetta nei
confronti degli assassini del padre, pregò per loro affidandoli a Dio. Nel giro di
pochi anni i figli morirono di malattia ma Rita pensò sempre che Dio li avesse
condotti a sè ascoltando le sue preghiere.
Rita, rimasta sola all’età di 36 anni, lasciò Roccaporena e provò ad entrare nel
monastero di Santa Maria Maddalena di Cascia ma non ci riuscì subito. Si
affidò intensamente alla preghiera e una notte in sogno vide apparire San
Giovanni che si dirigeva in uno dei monti più pericolosi di Roccaporena. Rita gli
andò dietro e improvvisamente si trovò in alto, ad un passo dal cielo costellato
di stelle e molto vicino al Signore. Oltre a Giovanni Battista, lì incontrò Agostino
e Nicola da Tolentino. Si rese conto di quanto avessero contato nella sua vita e
da loro avesse appreso la contemplazione, la penitenza e la preghiera.
Ringraziò il Signore e in modo inspiegabile si ritrovò all’interno del monastero di
Cascia, senza che nessuno le avesse aperto la porta. Le consorelle rimasero
stupite dal racconto di Rita e l’accolsero assecondando la volontà di Dio.
Le sue giornate in monastero trascorsero tranquille, meditando e pregando. Un
giorno chiese a Gesù di partecipare al suo dolore e mentre era raccolta in
preghiera, Rita venne colpita da un fascio di luce, una spina staccatasi dal
Crocifisso le si conficcò in testa lasciandole una cicatrice sulla fronte che le
rimase per sempre. Solo quando Rita, insieme alle consorelle, andò a Roma
per visitare le tombe di San Pietro e San Paolo vide scomparire la cicatrice
dalla fronte, per poi vederla di nuovo appena di ritorno a Cascia.
Dopo aver trascorso circa 40 anni in convento, Rita si ammalò e in quel
momento chiese ad una sua cugina di avere una rosa e due fichi della sua casa
natia. Era inverno e la giovane donna pensò che Rita in fin di vita stesse
farneticando. Andò comunque nella casa dei genitori di Rita e trovò una rosa e
due fichi sull’albero nonostante il freddo gelido e riuscì a portarli in dono alla
malata. Come la rosa Santa Rita seppe fiorire e sciogliere il freddo di tante
anime. Si pensa che i due fichi fossero i suoi figli in salvo. Il 22 Maggio 1147
Rita raggiunse la Casa di Dio.
Tutt’oggi si dice che ogni qual volta la Santa interceda per un miracolo, il suo
corpo emani un fortissimo profumo di rosa.
Horas e Datas
Horas (Le ore)
Em se tratando das horas, usa-se a forma "Sono le...".
Exemplo: Sono le dieci. (São dez horas.)
Exceção: È l’una. (É uma hora.)
Observe alguns exemplos na tabela:
São 6h. Sono le sei.
É 1h10. È l’una e dieci.
São 4h38. Sono le quattro e trentotto.
São 2h15. Sono le due e un quarto.
São 4h30. Sono le quattro e mezza.
São 4h45. Sono le cinque meno un quarto.
São 7h55. Sono le otto meno cinque.
São 22h. Sono le ventidue./Sono le dieci di sera.
É meia-noite. É mezzanotte.
É meia-dia. É mezzogiorno.
São 12h25. É mezzogiorno e venticinque.
Observação:
A palavra para quinze minutos é quarto. Assim:
Sone le dieci meno um quarto. (São quinze para as dez.)
Sone le dieci e um um quarto. (São dez e quinze.)
A palavra para trinta minutos é mezza. Assim:
Sono le nove e mezza. (São nove e meia).
Ao utilizarmos o sistema de 12 horas, devemos empregar as expressões di mattina, di
pomeriggio, di sera, di notte.
Sono le tre meno venti del pomeriggio. (São vinte para as três da tarde.)
Veja no quadro algumas frases úteis:
Que horas são? Che ore sono?
A che ora vuole la colazione? A que oras quer o café da manhã?
Ho uma prenotazione per il mezzogiorno. Tenho uma reserva para o meio-dia.
Às 9h. Alle nove.
Das 6h às 8h30. Dalle sei alle otto e mezza.
Datas (Le date)
1 de maio/1º de maio il primo maggio
2 de setembro il due settembre
20 de junho il venti giugno
Dire l’ora in italiano
L’orario è fondamentale per qualsiasi tipo di comunicazione perché ci permette di
prendere appuntamenti e di orientarci nel tempo. Ma come funziona in italiano?
Se hai bisogno di sapere l’orario puoi chiedere “Che ora è?” oppure “Che ore sono?“,
entrambe le forme sono corrette.
Se invece devi rispondere a queste domande, dovrai usare la formula “Sono le …“
Per esempio:
h. 02:00 → Sono le 2
h. 07:00 → Sono le 7
Le uniche eccezioni in cui si usa “È…“ sono:
h. 01:00 → È l’una
h. 12:00 se usiamo l’espressione → È mezzogiorno
h. 24:00 se usiamo l’espressione → È mezzanotte
Ora devi sapere che in Italia ci sono due modi per dire l’ora:
1) sistema delle 24 ore
In esso usiamo i numeri da 1 a 24 per le ore, seguiti dai numeri da 1 a 60 per i minuti.
Per esempio:
h. 08:50 → Sono le 8 e 50
h. 17:35 → Sono le 17 e 35
h. 09: 15 → Sono le 9 e 15
2) sistema delle 12 ore
In esso usiamo i numeri da 1 a 12 per le ore, seguiti dai numeri da 1 a 60 per i minuti e
poi, se è necessario specificare, aggiungiamo “di mattina”, “di pomeriggio”, “di sera”
o “di notte”.
Per esempio:
h. 16:20 → Sono le 4 e 20 di pomeriggio
h. 20:00 → Sono le 8 di sera
h. 03:00 → Sono le 3 di notte
Ripassa i numeri!
Adesso vediamo alcune particolarità:
h. 20:15
Che ore sono? Sono le 20 e 15 oppure le 8 e 15 di sera, è vero! Ma puoi anche dire che
“Sono le 8 e un quarto (di sera)”
h. 09:30
Che ora è? Sono le 9 e 30, ma puoi anche dire che “Sono le 9 e mezza (di mattina)”
Inoltre, a partire da 40 minuti, è possibile dire l’orario in questo modo:
numero dell’ora seguente + MENO + numero dei minuti mancanti all’ora seguente
Ad esempio:
h. 05:40 → Sono le 6 meno 20
h. 10:45 → Sono le 11 meno un quarto
h. 06:55 → Sono le 7 meno 5
ATTENZIONE!
Queste formule (“e un quarto”, “e mezza”, “meno”) sono utilizzate generalmente solo
con il sistema delle 12 ore!
Sappiamo che questo sistema è piuttosto complesso, per questo ti lasciamo qui
un’immagine riassuntiva:
Situações cotidianas
Como se diz? - Come si dice?
Na Itália, um firme aperto de mão acompanha uma apresentação ou um encontro
formal. Os italianos cumprimentam parentes e amigos com um beijo de cada lado do
rosto quando se encontram ou não vão se ver por algum tempo. O cumprimento dos
homens costuma ser um abraço.
Bom dia Buongiorno *
Boa tarde Buonasera *
Boa noite Buona notte *
Olá Ciao**
Oi Salve
Até logo Arrivederci
Até breve A presto
Adeus Addio
Obrigado(a) Grazie
Como vai? Come stai?
* Buongiorno se diz até as 14 horas, após esse horário diz-se Buonasera. Buona notte se
diz quando temos certeza de que não mais encontraremos a pessoa naquele dia.
** Ciao serve tanto para cumprimentar alguém na chegada, como na despedida.
Apresentações (Le presentazioni)
Este é... / Esta é... (apresentando um Questo é/Questa é...
homem/uma mulher)
Qual o seu nome? Come ti chiami?
Meu nome é... Io mi chiamo...
Qual o nome dela/dele? Come si chiama lei/lui?
Prazer em conhecê-lo. Piacere di conoscerlo.
Muito prazer em conhecê-lo. Molto piacere in conoscerlo.
Saúde
Saúde (La salute)
Estou resfriado. Ho il raffredore.
Estou com dor de cabeça. Ho mal di testa.
Tem isso em forma de xarope? Lo ha in sciroppo.
Sou alérgico a penicilina. Sono allergico alla penicillina.
Estou com dor nas costas. Mi fa mele la schiena.
Estou com vermelhidão nos braços. Ho um arrosamento sul braccio.
Qual é o problema? Cosa c’è?
Onde dói? Dove ti fa male?
Não me sinto bem. Nom mi sento bene.
Não é grave. Non è grave.
Deve fazer exames. Deve fare dei controlli.
O senhor está com uma fratura. Ha una frattura.
Deve ir para o hospital. Deve andare all’ospedale.
Sou diabético. Sono diabetico.
Sou epilético. Sono epiletico.
Sou asmático. Sono asmatico.
Sofro do coração. Ho disturbi cardiaci.
Estou com febre. Ho la febre.
É urgente. È urgente.
Estou com falta de ar. Faccio fática a respirare.
Qual é o horário de visitas? Qual è l’orario di visita?
Quanto tempo isso demora? Quanto ti vuole?
Vai doer? Farà male?
Deite-se na maca. Si sdrai sul lettino.
O senhor não deve comer. Non deve mangiare.
Não mexa a cabeça. Non muova la testa.
Abra a boca. Appra la bocca.
O senhor precisa fazer exames de sangue. Deve fare le analisi del sangue.
Estou grávida. Sono incinta.
Orientações
Orientações (Le indicazioni)
Fica longe daqui? È lontano da qui?
Posso ajudá-lo? Dica?
Vire à direita. Giri a destra.
Vire à esquerda. Giri a sinistra.
Sempre em frente. Sempre dritto.
A primeira à direita. La prima a destra.
A segunda à esquerda. La seconda a sinistra.
Ao lado da estação. Vicino alla stazione.
Cinco minutos a pé. Cinque minuti a piedi.
Como se chega à estação? Per andare alla stazione?
Me perdi. Mi sono perso.
Onde nós estamos? Dove siamo?
Palavras de gentileza
Palavras de gentileza (Parole da gentilezza)
Obrigado(a). Grazie.
Não, obrigado(a). No, grazie.
Sim, por favor. Si, grazie.
Por favor. Prego/Per piacere/Per favore.
Desculpe-me (ao espirrar, bocejar). Scusami.
Desculpe-me (ao esbarrar em alguém, Scusi.
chegar tarde, fazer barulho).
Sinto muito. Mi dispiace.
Foi/Não foi culpa minha. È/Non’è stata colpa mia.
Com licença (pedindo passagem a alguém). Permesso.
Clima
Clima (il clima)
Como está o tempo? Che tempo fa?
O tempo está péssimo. È brutto il tempo.
Está muito quente. Fa veramente caldo.
Está ensolarado. C’è il sole.
Faz um dia lindo! È una bella giornata.
Está calor. Fa caldo.
Está frio. Fa freddo.
Chove a cântaros ... Sta piovendo a dirotto.
Preferências
Preferências (Le preferenze)
Gosto (de)... Mi piace...
Não gosto (de)... Non mi piace...
Gosto de nadar/viajar. Mi piace nuotare/viaggiare.
Gosta de... ? Ti piace... ?
É delicioso/horrível. È buoníssimo/terribile.
Que chato! Che noia!
Nao bebo/fumo. Non bevo/fumo.
Não como carne nem peixe. Non mangio nè la carne né il pesce.
(Eu) gosto de teatro. Mi piace il teatro.
Eu prefiro cinema. Io preferisco il cinema.
(Eu) me interesso por arte. Mi interessa l’arte.
Detesto videogames. Detesto i videogiochi.
Eu adoro ópera. Amo l’opera.
O que você gosta de fazer? Cosa ti piace fare?
Restaurante
Restaurante (il ristorante)
Um café, por favor. Un caffè, per favore.
Algo mais? Altro?
Um brioche também, por favor. Anche uma brioche, per favore.
Quanto é? Quant’è?
O que tem de sobremesa? Cosa avete come dessert?
Eu sou vegetariano. Sono vegetariano.
Eu sou alérgico a frutas secas. Sono allergia alla frutta secca.
Tem mesa para um? Há um tavolo per uno?
Eu gostaria do cardápio, por favor. Vorrei il menu, perfavore.
Eu não tenho copo. Non ho il bicchiere.
O que deseja beber? Cosa desidera bere?
Não quero nada, obrigado. Non voglio niente, grazie.
A conta, por favor. Il conto, per favore.
Como deseja pagar? Come desidera pagare?
Compromissos
Compromissos (Gli appuntamenti)
La riunione à martedì. A reunião é terça-feira.
Tenho uma reunião com... Ho un appuntamento com...
Eu trabalho aos domingos. La domenica lavoro.
Marcamos um encontro para amanhã? Fissiamo um appuntamento per domani?
Quando o senhor está livre? Quando è libero?
Sinto muito, estou ocupado. Mi dispiace, sono impegnato.
Que tal quinta-feira? Va bene giovedì?
Está bom para mim. Per me va bene.
Estação de trem
Estação de trem (La stazione dell treno)
Quanto custa uma passagem para Roma? Quanto costa um biglietto per Roma?
Aceita cartão de crédito? Accetatte la carta di credito?
Preciso fazer baldeação? Devo cambiare?
De qual plataforma o trem parte? Da quale binario parte il treno?
Há algum desconto? Ci sono delle riduzoni?
A que horas parte o trem para Milão? A che ora parte il treno per Milano?
Quando chega o trem? Quando arriva il treno?
Táxi e ônibus
Táxi e ônibus (Taxi e autobus)
Eu gostaria de um táxi para ir ao Vaticano. Vorrei un taxi per andare in Vaticano.
Pode me deixar aqui, por favor. Mi lasci qui, per favore.
Quando passa o próximo ônibus para o Quando passa il prossimo autobus per il
Capitólio? Campidoglio?
Espere por mim, por favor. Mi aspetti, per favore.
Tem algum ônibus para ir ao centro? Ci sono autobus per il centro?
Aeroporto
Aeroporto (L’aeroporto)
O voo de Roma está no horário? Il volo da Roma è in orario?
Não encontro a minha bagagem. Non trovo i meiei bagagli.
O voo para Paris está atrasado. Il volo per Parigi è in ritardo.
Qual é o portão do voo? Qual è l’uscita del volo?
Quando sai o primeiro voo para Londres? Quando parte il primo volo per Londra?
Quero três passagens de ida para Nova Vorrei tre di andata biglietti per Nuova
Iorque. York.
Quero quatro passagens de classe Vorrei quattro classe turistica biglietti.
econômica.
Quero uma passagem de primeira classe. Vorrei un prima classe biglietti.
Quanto custa um voo para Paris? Quanto costa il volo per Parigi?
Gostaria de confirmar minha reserva. Vorrei confirmare la mia prenotazione.
Gostaria de alterar minha reserva. Vorrei cambiare la mia prenotazione.
À que hora devo registrar minha bagagem? A che ora devo registrare I bagagli?
Qual a duração do voo? Quanto dura il volo?
O avião já aterrissou? È atteratto il volo?
Quão atrasado estará o voo? Di quanto ritarderà il volo?
Seu passaporte, por favor. Il suo passaporto per favore.
Aqui está o seu cartão de embarque. Qui è la sua carta d'imbarco.
Gostaria de um assento à janela? Preferisce un posto vicino al finestrino?
Fumante ou não fumante? Preferisce fumatori o non fumatori?
Quantas peças de bagagem você tem? Quanti bagaglio avete?
Qual o propósito da sua visita? Che cosa è lo scopo della vostra chiamata?
Estou aqui a trabalho. Sono qui in per lavoro.
Estou em trânsito. Sono in transito.
Estou com minha família. Sono con la mia famiglia.
Onde estão os carrinhos de bagagem? Dove sono i carrelli?
Nossas malas estão danificadas. I nostri valigii sono danneggiati.
Abra esta mala, por favor. Apra questo valigia por favore.
Você deve pagar impostos sobre isto. Per questo deve pagare la dogana.
Onde é o guichê de câmbio? Dov' è l'ufficio cambio?
Onde estão os táxis? Dove sono i taxi?
Lojas
Lojas (I negozi)
Onde fica o cabeleireiro? Dov’è il parrucchiere?
Onde eu pago? Dove pago?
Quando as lojas estão abertas? Quando hanno luogo i negozi aperti?
Estou só olhando. Do solo un’occhiata.
Vocês vendem cartões telefônicos? Avete schede telefoniche?
Posso trocar isso? Posso cambiare questo?
O senhor pode me dar o recibo? Mi dà lo scontrino?
Eu gostaria de fazer um pedido. Vorrei fare um’ordinazione.
Esse presunto é caro demais. Quel prosciuto è troppo caro.
Quanto custa? Quanto costa?
Quanto custa aquele ali? Quanto costa quello lì?
Isso é tudo. Basta cosi.
Posso pegar um saquinho, por favor? Posso avere um sacchetto, per favore?
Onde fica o corredor das bebidas? Qual è la fila delle bibite?
Onde fica o caixa? Dov’è la cassa?
Pode digitar a senha. Può battere il PIN*.
Roupas
Roupas (Lo abbigliamento)
Você tem um tamanho maior? Ha la taglia più grande?
Não é o que estou procurando. Non è quello che cerco.
Fico com aquela cor-de-rosa. Prendo quella rosa.