Cop 00536
Cop 00536
di Fritz Wempner
Personaggi:
Augusto - (e Ida siedono sul balcone e fanno colazione. Augusto sfoglia il quotidiano)
No i lo ha scrito sul giornale de anco!
Ida - Varda polito, l’ghera scrito gneri, l’ghe sarà senz’altro an anco.
Augusto - Oh! Eco qua!
Ida - As vedù?
Augusto - Scolta … Camera ammobiliata affittasi … due punti … via Roma 3 …
virgola … chiedere di Augusto … punto! Sintetico ma chiaro. Te vederas
che doman da sta ora l’averon sa fitada.
Ida - Però me despias ben fitàr via la nosa camera pù bela.
Augusto - E daighela con sta solfa. Brontola con la Previdenza Sociale e no con mi.
Ida - Ma mi no ae miga brontolà.
Augusto - Però te rognes!!! No l’è colpa mia! Se el governo nol ne fasezes tirar la
cinghia no se ariveria a cognir fitàr la camera. Tuta la vita a pagar
contributi. E dapò …?? Che te restelo? Na pension, masa alta par morir e
masa basa par viver.
Ida - T’es ti che te rognes, adeso…
Augusto - Mi no rogno … brontolo. E po quel che l’è giusto l’è giusto. A mala pena
podo beverme na bira e fumarme en toscano, e alora me permetes almen de
enrabiarme, sacranon!
Ida - Con sta bela giornada i to porchi tegneteli par ti. Son qua sentadi comodi,
comodi … col pan fresco … el cafè caldo …
Augusto - … e la margarina al posto del boter! Senza parlar de ste quatro garnete
slongae. Barea. Mi voria nar en vacanza al Grand Hotel e farmela servir la
colazion, altro che garnete! Eh no! Il piccolo pensionato non può.
Ida - Ma sì, ma sì! E alora te vories dir che con l’afito d’en bel giovanoto
podezan tratarne meio. Mi no son convinta.
Augusto - (indignato) Come sariela questa del “giovanotto”? No farte vegnir strane
idee. Casomae na bela signorina.
Ida - Signorina? No caro. No se ‘n parla gnan.
Augusto - Si cara! Se ‘n parla ecome. L’è proprio quel che pensava.
Ida - ‘N omo l’das de men cruzi.
Augusto - Questo tel dis ti! Na femena ‘ntanto la sa tegnirse la camera pù n’ordine, la
sa rangiarse meio e pò … e po’ … sì, ‘nsoma l’ è pù adatta.
Ida - No caro! Con en maciò la saria tanto meio. Crezeme!
Augusto - (quasi arrabbiato) Meio na femena te digo. Soraltuto se la è belòta soena.
Ida - Son mi quela che sgoba te casa e alora … voi ‘n omo.
Augusto - Ah, sentila … (in falsetto) voi ‘n omo … no te baste mi! Varda, fioi no
n’aon avù ma quanche era soen me saria sempre piasù aver na fiola.
Ida - E mi ‘n fiol.
Augusto - L’è bele par questo che mi voria aver na signorina soena te casa.
Ida - Bele par questo eh? Crezes che non me nascorse quanche te vardes le gambe
de tute quele che pasa?
Augusto - Le gambe! … le gambe? … Che vos che me ‘nterese a mi dele gambe. Al
masimo le gambe dela taola… Ma ‘nsoma. La camera se la fita a na
signorina. Punto.
Ida - A ‘n giovanotto. Punto esclamativo.
Camera a ore
Augusto - Te vos sempre aver l’ultima parola, eh? Sta olta fason quel che digo mi.
Punto e basta. (dall’alto piovono polvere e piume sul tavolino. Sbircia verso
l’alto) Ma che ghe saltelo ‘n mente! Ma se nascorserala de quel che, con
tanta eleganza, la ne spaza so?
Paola - (dall’alto) Che alo sempre da rognar?
Augusto - La me rogna l’è proprio ela se l’è par quel. No la se pol permeter de
scorlarme so le cuerte piene de polver ‘ntanto che se è drio a far colazion,
ala capì? (brontola spazzolando la polvere dal bavero)
Paola - No podo miga sentirlo dal’odor che se sentadi sul balcon.
Augusto - E i oci? Basta vardar ale olte. O ghe serveli bele a squerser el bus che gh’è
al posto del cervel.
Paola - Par mi el pol parlar an fin doman matina, tanto no scolto.
Augusto - Ma senti che vilana: orba, sorda e con la sinusite.
Ida - Dai calmete.
Augusto - (irritato) La varde de star atenta se non la vol vederse arivar en vaso de
gerani tel mus. (prende un vaso e fa per gettarlo ma cade in strada) Oddio!!
Lisa - (da sotto) Ahia… Ma che succede. Da dove …
Paola - (dall’alto) Lo denunci, signorina… lo denunci.
Augusto - (e Ida si affacciano dal balcone) Mi scusi signorina. Non volevo… mi scusi.
(rientrando tenendosi la testa con una mano) Dio che mira. ‘L gh’è ariva
direto sula testa.
Ida - Posibile che te te ‘nfiames sempre par così poco. Te sas ben che no te
cognes ciapar sul serio quela su alto. E ades toh, as vedù?
Augusto - Ma cognivela pasar proprio te sto momento? Che scalogna!
Ida - Par che elo che te tegnes la testa? No te l’as miga ciapà ti l’vaso.
Augusto - Ah sì, l’è vera … varda so va là, varda come che la sta. Mi no fido (suona il
campanello, tutti e due si avviano per aprire. Lui guarda attraverso lo
spioncino) L’è ela. Ge qua, averseghe e dighe: “Signorina, non lo farò mai
più!” (sta per scappare)
Ida - Mi? Cogneria dirghelo mi? Eh no caro mio. As volù fal l’asen? E alora
strutele su ti le to asenae! (esce, mentre il campanello suona ancora)
Augusto - (segue per un tratto Ida e poi lentamente e tentennando apre la porta)
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1
Camera a ore
Lisa - (ridendo) Se avrà ancora previsioni del genere mi avvisi: prima di passare
qui sotto metterò l’elmetto!
Augusto - (prende il cappellino e lo pulisce con le maniche) Per fortuna l’ha presa con
spirito … vorrà dire che anch’io non sarò da meno.
Lisa - Non ne dubito. Pare che il buonumore non le manchi! Anche se la signora
del secondo piano le ha rovinato la giornata, mi sembra: il vaso, se non
sbaglio, era indirizzato a lei…
Augusto - E come non bastasse l’ho anche mancata (appoggia il cappellino sulla
sedia) Ma prego, si accomodi … si sieda.
Lisa - (sedendo) Comunque, come si dice, speriamo che dopo il danno non venga
anche la beffa.
Augusto - Perché?
Lisa - Per la verità io non ero venuta per .. i fiori … ma per sentire se la camera era
ancora libera.
Augusto - Ah … perché stava proprio venendo da me … (sedendo sul cappellino, poi
fra se) … ma varda che roba … an el capel!… (cerca impacciato di
rimediare di nascosto il danno)
Lisa - Cosa diceva?
Augusto - Sì, dicevo che è proprio fortunata.
Lisa - (contenta) Davvero?
Augusto - Molto fortunata, ed io più fortunato di lei . E’ la prima persona a presentarsi
e non poteva andare meglio. Sa, la mia signora vorrebbe a tutti i costi un
ragazzo … (fra se fregandosi le mani) ma sta olta ghe la sgnaco mi!
Lisa - E se a sua moglie non vado bene?
Augusto - Piccolezze! Il padrone di casa sono io!
Lisa - (divertita) Però per legge la signora ha i suoi stessi diritti.
Augusto - Tute monade! Noi ci siamo sposati con la legge vecchia. Il contratto deve
prima essere annullato e dopo vedremo se avrò voglia di accettare le nuove
regole.
Lisa - Che tipo. (ride) Vedrà che io e sua moglie andremo d’accordo. Mi lascia
dare un’occhiata alla camera?
Augusto - Ma certamente. Prego signorina … signorina? (apre la porta a sinistra)
Lisa - Lisa Filippi (esce a sinistra; Augusto seguendola le manda un bacio
fregandosi le mani. Suona il campanello)
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Ida - (da destra parlando) Alora … no ghe averzes! Ma ‘nde elo na a finir adeso!
(alzando la voce per farsi sentire) Es na a sconer la vittima e l’arma del
delitto? (suona nuovamente) Ma si, ‘n atimo che arivo!
Claudio - Buongiorno.
Ida - Buongiorno.
Claudio - Sono qui per quell’annuncio sul giornale … sa … la camera.
Ida - (felice) Ma venga avanti, prego … signor (accomodandolo) …
Claudio - Cacciatori. Claudio Cacciatori. (sedendo) Non vorrei disturbare. Chiedevo
solo della camera, vorrei sapere se è ancora libera.
Ida - Ha fatto bene a rispondere così in fretta. Bravo e fortunato. Si sa, chi prima
arriva meglio alloggia, no?
Claudio - Meno male! Non è mica facile trovare una cameretta come si deve!
2
Camera a ore
Ida - Qui si troverà benone, vedrà. E’ una zona proprio tranquilla. Lei dove
abitava prima?
Claudio - A casa con mio padre.
Ida - Ah … con il papà. Non l’avrà mica buttata fuori di casa!
Claudio - Beh, non è proprio così … per la verità …
Ida - Oh, mi scusi, non volevo essere invadente, non mi permetterei mai di
mettere il naso negli affari altrui (pausa - però è curiosa e riprende) …
avete litigato?
Claudio - Mm! Vuole risposarsi.
Ida - Ah. E allora un figlio è di troppo vero? Queste cose non le capisco. Non che
mi riguardi ma … Non va d’accordo con la sua nuova … sì la sua matrigna?
Claudio - Non la conosco neppure. E non voglio neppure conoscerla. Papà mi ha
messo davanti al fatto compiuto e così me ne sono andato.
Ida - Magari è anche simpatica e ci si potrebbe abituare…
Claudio - Non riesco ancora a capire come abbia fatto a dimenticare la mamma così in
fretta. E poi questa donna è vent’anni più giovane di lui. Per me le
interessano solo i nostri soldi. Anzi, ne sono convinto. (ironico) Per la verità
anche lei porta qualcosa in dote … sua figlia!
Ida - Allora si ritroverebbe anche una sorella?
Claudio - E poi chissà che razza di altra parentela arriverà in casa! No, guardi, che si
arrangino. Ma torniamo a noi: posso vedere la camera?
Ida - Volentieri. (vuole aprire a sinistra ma poi si gira subito) E pensare che mio
marito preferiva affittarla ad una ragazza.
Claudio - Purtroppo signora sono un uomo.
Ida - Oh, lo vedo. Ma non si preoccupi: se io dico che la camera è affittata a lei a
lei rimane. Per quanto brontoli mio marito.
Claudio - (ridendo) Se lo dice lei.
Ida - Proprio così, come dico io. Il vecchio è un bel testone ma in tutti questi
anni l’ho abituato bene a fare sì quello che vuole … ma come dico io!
(escono a sinistra nello stesso istante in cui Lisa ed Augusto appaiono sul
balcone)
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Augusto - … ed anche il balcone è a sua disposizione. Qui il sole splende dalla mattina
alla sera.
Lisa - Quando c’è!
Augusto - (entrando) Beh, in questo momento lo copre una nuvola ma quando lei verrà
a stare con noi anche con la pioggia avremo il sole in casa.
Lisa - Oh! Li sa fare i complimenti, quando vuole.
Augusto - Metteremo in conto anche quelli!
Lisa - Già, ma io non posso permettermelo. Quanto viene a costare la camera …
complimenti esclusi?
Augusto - Noi si pensava… (si gratta la testa)
Lisa - Troppo … troppo…
Augusto - Beh … faremo la metà.
Lisa - (Ridendo) E’ ancora troppo. Tenga conto che durante il giorno lavoro e sono
qui solamente per dormire. Ed il fine settimana mi ospitano degli amici in
città, quindi…
3
Camera a ore
4
Camera a ore
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Claudio - (e Ida da sinistra) L’importante è che sia una zona tranquilla. Io dormo di
giorno.
Ida - E di notte invece non c’è?
Claudio - No, lavoro come camionista. Autotrasporti.
Ida - Tutta la notte per strada?
Claudio - Già, è dura. Parto la sera alle sette e torno alle sette di mattina.
Ida - Dodici ore di fila? Povero ragazzo! E’ da tanto che fa questo lavoro?
Claudio - (ridendo) Comincio oggi!
Ida - (ridendo pure lei) Allora le auguro un buon inizio. Dove lavorava prima?
Claudio - Nella ditta di mio padre. Forse la conosce: “Ingrosso frutta e verdura
Cacciatori.”
Ida - “Ingrosso Cacciatori”? Ed ha lasciato un lavoro così? Solo per questo
matrimonio?
Claudio - Anche per altre cose, a dire il vero! E questa è stata la classica goccia che ha
fatto traboccare il vaso. Papà crede di poter fare tutto da solo e continuava a
trattarmi come un apprendista. Non ce la facevo più.
Ida - Mah, speriamo non abbia di che pentirsene.
Claudio - Vedremo. Ad ogni modo sono contento per una volta d’aver fatto di testa
mia invece di calcare sempre le orme di mio padre. Allora, signora, direi che
va bene; e per l’affitto?
Ida - Stavo anch’io per dire la stessa cosa. Tocca per forza arrivare
sull’argomento soldi prima o poi.
Claudio - Centomila lire alla settimana può andare bene? E’ d’accordo?
5
Camera a ore
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6
Camera a ore
Federico - (accondiscendente) Sì, cara… (viene Augusto) eco che l’ariva. Ades el meto
a posto mi.
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Augusto - (con dei depliants, gioviale) Ehilà, Federico! (Gli dà una pacca sulla spalla)
Alora ne fumone n’altro toscanel?
Ida - (togliendogli di mano i depliants) Parigi, Londra, Egitto? Che averies en
mente?
Augusto - (cordiale) Te ‘l digo dapò, ae na bela sorpresa par ti.
Ida - (altrettanto cordiale) E mi una par ti!
Augusto - A proposito de sorprese, la to’ dolce metà no la perde l’ocasion de farse
voler mal. Erean sentadi te pontì a far colazion e no la gh’ha pensà doe olte
a scorlarne so le cuerte da maoli sula marmelada.
Federico - Me despias Augusto, ma … fame el solito piazer. (mostra verso l’alto)
Augusto - No e po ancora no. Ne ae piene le bale de sta comedia! La deventa sempre
pegio se me arendo tute le olte che la rogna.
Federico - En realtà l’è come se no te’l fasezes.
Augusto - Ma par ela sì! Senti, te cogneries an ti dirghe le to rason, na olta par tute (gli
mostra il battipanni)
Federico - Purtropo l’è ela che comana (offre un sigaro)
Augusto - (gli fa un sorrisetto e poi…) No!
Federico - Dai Augusto, per piacere…
Ida - Dai Augusto (Federico la guarda con gratitudine, Ida esce a destra con i
depliants)
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Augusto - (si convince, prende i sigari, va sul balcone) Va beh, vos scomenzar ti o
scomenze mi?
Federico - (assicurandosi che la moglie sopra ascolti) Scomenza ti.
Augusto - (forte, con tono un po’ forzato) Beh, sior Gatti, che me cognivelo dir?
Federico - (molto forte) Che che gh’è? E avè an el coragio de farme na domanda tanto
stupida? Che sie l’ultima olta che ofendè la me dolce mogliettina … (gli
accende il sigaro)
Augusto - Sior Gatti, el staghe fermo con quele man che el me schincia el sigaro … e
po’ no l’è miga giusto che so moglie la ne sbate so la polver dal balcon
(voce normale) … quela pazolda!
Federico - (forte) Tele nose cuerte no gh’è polver. Mè moglie l’è na femena neta. E po’
se l’aveze avù l’educazion de dirghelo l’averia scorlà so le cuerte te la corte.
Col sistema giusto, se otien tuto caro Augusto.
Augusto - (normalmente) Complimenti. Te as fato an la rima.
Federico - (forte) Na olta par tute.
Augusto - Va ben, d’acordo, no ‘l suzederà pu’ (normale) Sto sigaro l‘è proprio bon.
N’de l’as tonto?
Federico - Al tabachin, qua drio. (forte) No voi che vegne pù fora storie. Capì? Sto qua
l’è n’ultimatum.
Augusto - (normale) Bona questa!
7
Camera a ore
Federico - (forte) No ghe la perdonerò mai e poi mai che ‘l ghe ha trato su en vaso ala
me femena (normale) E po’ te l’as an falada. (forte) E ades voi le so scuse
par averghe dato dela vilana.
Augusto - Orba, sorda e con la sinusite par eser precisi. As finì?
Federico - (normale) Dai, te prego, ritira quel che te as dito. Pu che altro l’è par quel
che la è rabiosa. (forte) Alora, se decidelo a scusarse?
Augusto - Ma sì, va ben, me scuso. Basta che no ‘l me urla pu te le regie. (avanza
verso il centro) Bon, adeso basta con sta comedia.
Federico - (gli dà la mano) Grazie tante, Augusto.
Augusto - Va beh, almen me fumo en toscano, ogni tanto.
Federico - E mi cato en cin de pace.
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Ida - (Con caffettiera e tazze) Alora, Federico, ghe le as cantade per bene
al’Augusto?
Federico - Eccome! (tutti ridono)
Ida - Beves na chichera de cafè bon enzema a noe?
Federico - No, grazie. Cogno scampar se no la me bega se me fermo masa.
Augusto - No so però se fason polito a sistemar sempre le robe con sto sistema. Me par
che la va sempre pegio.
Federico - No l’è da gneri che son sposà, caro Augusto, e quanche ghe va su la
temperatura beson farghela nar so te valghe modo. Vago, ciao. (esce)
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8
Camera a ore
9
Camera a ore
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Ida - E così il ragazzo vuole andare via! Allora la faccenda si fa sempre più
complicata? In fin dei conti diventerà anche figlio suo.
Giovanna- Il signor Cacciatori è convinto che i figli andranno d’accordo, dopo il
matrimonio.
Ida - Eh! (sorpresa) Ha detto Cacciatori?
Giovanna- E’ il cognome del mio futuro marito.
Ida - Cacciatori, frutta e verdura?
Giovanna- Ingrosso … sì! Perché?
Ida - Oh, nulla. Solo un coincidenza. (rumore alla porta) Ma eccoli che arrivano.
10
Camera a ore
Augusto - (con valigia e Lisa) Ecco qui la signorina Filippi. Che ne dici?
Lisa - Buon giorno, signora! Vorrei sperare che … (in quel mentre Giovanna
riconosce la voce e si gira di colpo) Oh, santo cielo!
Giovanna- Lisa!
Lisa - Cosa fai qui?
Giovanna- Stavo cercando una camera per te ma sono arrivata tardi.
Lisa - (affettuosamente) E’ per questo che non eri a casa?
Augusto - Ho uno strano presentimento… Le signore si conoscono bene mi pare.
Giovanna- Proprio così. Questa ragazza la conosco da quando è venuta al mondo.
Augusto - Ah, lei sarebbe l’ostetrica!
Giovanna- Non proprio, ma come mamma c’ero anch’io!
Augusto - La mamma? Questa è bella: sembrate sorelle!
Ida - (spaventata) Allora lei è … ah … buona notte!
Lisa - Come?
Ida - Buon giorno, volevo dire. E benvenuta.
Lisa - Grazie. Ma vieni mamma. Se i signori permettono ti faccio vedere la camera
che poi devo correre al lavoro. Il signor Boldrin esige puntualità! (escono a
sinistra insieme)
Augusto - Ma prego.
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11
Camera a ore
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Augusto - Avete visto che roba? A certi rappresentanti bisogna tappare la bocca ancor
prima che, in quattro e quattr’otto, ti freghino la pensione per
un’aspirapolvere senza neanche farti vedere se funziona o meno.
Lisa - (guardando la porta con un po’ di dispiacere) Però mi ha fatto un po’ pena.
L’ha così stordito con le sue chiacchiere.
Giovanna- E’vero.
Lisa - Beh, ora è meglio andare. Siamo già in ritardo. Arrivederci stasera. (escono)
Giovanna- (gli porge la mano) Sono contenta di averla conosciuta.
Augusto - (accennando un inchino) Il piacere è tutto mio, signora.
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Claudio - (sbircia dalla porta) Vedo che le sue ospiti se ne sono andate. Ha un po’ di
tempo per me, adesso?
12
Camera a ore
13
Camera a ore
Lisa - (beve in piedi il caffè della colazione, in ciabatte) Se non mi sbrigo arrivo
in ritardo. Dov’è suo marito con le mie scarpe?
Ida - (stava innaffiando le piante sul balcone, rientra chiamando a destra)
Augusto, sbrigati! (si affretta verso sinistra) Intanto vado a prenderle il
cappotto ed il cappello.
Lisa - Anche la borsa, Ida! E, per cortesia, lasci la porta del balcone aperta. C’è
sempre un odore così forte in camera.
Ida - (riappare sulla porta) Forte?
Lisa - Di tabacco. Mi meraviglio perché io non fumo in camera, ed ho già
consumato mezza bottiglia di profumo per mandare via questo odore.
Ida - Va bene, spalanco tutte le finestre.
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Augusto - (veloce da destra, pulendo le scarpe con il braccio; si abbassa per metterle
a Lisa e le picchietta su piede, prima uno)… Piede … (poi l’altro) Piede.
Lisa - Grazie. Questa galanteria merita un regalo. (porge un gemello)
Augusto - Un gemello da polsino?
Lisa - Lo ha perso nella mia camera.
Augusto - Io? Io no!
Lisa - E allora com’è arrivato nel mio letto?
Augusto - Non lo so. Comunque non è mio.
Ida - (da sinistra con cappello, cappotto e borsa) Ma sì che l’è to!
Augusto - Vos che no riconose i botoni dele me camise?
Ida - (gli pesta un piede) Ha una memoria mio marito! (aiuta Lisa ad infilarsi il
cappotto)
Augusto - Ah…Aahh… Augusto, ma dove hai la testa? Certo che è mio. Grazie tante!
(Lo mette in tasca. Prende la spazzola e le spazzola il cappotto sin sulla
porta)
Lisa - (uscendo) Scappo, ciao a tutti!
Augusto - Non si dimentichi la fede, prima di entrare in ufficio!
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Ida - (verso destra) Alè, vecio, che l’è drio a arivar quel’altro! (va via)
Augusto - Vegno! (va sul balcone e saluta Lisa) Uhuh.
Lisa - (da sotto) Uhuh.
Ida - (da destra con scopa e secchio d’acqua si ferma a guardarlo)
Augusto - (segue Lisa con lo sguardo. Spalle al pubblico) Che brava maciò. E che
belota … varda come che la camina. En vero passo da regina! (si mette a
marciare sul posto ancheggiando forzatamente e lancia baci con la mano)
Ida - Che gh’elo. Na tempesta de ormoni en corso? (esce a sinistra lasciando la
porta aperta)
Augusto - Che vos farghe. L’è bastà quindes dì a farme afezionar come se fuse me
fiola.
14
Camera a ore
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Claudio - (vestito da camionista, con fare gioioso) Eccomi qua. Sano e salvo ma
piuttosto stanco, signora Ida.
Ida - Oggi ha finito prima del solito.
Claudio - Sì, perché oggi avremmo dovuto fare un carico di arance. E sa a chi erano
destinate?
Ida - Non saprei …
Claudio - A mio padre. Così non mi sono mosso, sono ancora lì, pronte per essere
caricate.
Ida - Per fargli un dispetto?
Claudio - Se la prenderà di sicuro, vedrà. Ed anche il mio capo, avendo perso il carico.
Ida - Non avrebbe dovuto fare così, Claudio. Non è giusto. Anche se in questo
momento ce l’ha ancora con suo papà. (Augusto inosservato sul balcone)
Claudio - Me l’immagino già la sua faccia quando la concorrenza gli prenderà tutta la
fornitura. Era un carico speciale e molto economico (sbadigliando). Forse è
meglio se adesso vado a dormire. (esce a sinistra)
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Camera a ore
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16
Camera a ore
Claudio - Penso sia in cucina. Oh, mi scusi (si asciuga la mano e la porge)
Buongiorno. Mi chiamo Claudio.
Lisa - (restituisce) Ed io Lisa. Ma lei non è quello … ma sì … non è ancora
riuscito a vendere l’aspirapolvere al signor Augusto?
Claudio - (ridendo) Forse lei potrebbe metterci una buona parola visto che è di casa.
Lisa - Vedrò di fare il possibile.
Claudio - Abita qui vicino?
Lisa - Ha quasi indovinato.
Claudio - La vedo spesso, la mattina, di ritorno dal mio giro.
Lisa - Anch’io, quando corro in ufficio.
Claudio - (contento) Davvero? Pensavo che nemmeno mi notasse.
Lisa - (maliziosa) Dovrei forse buttarle le braccia al collo per le occhiate che mi
manda alle spalle?
Claudio - Mi scusi. Non immaginavo … (starnutisce)
Lisa - Salute. E lei invece? Dove abita?
Claudio - (ride e le si avvicina) Più vicino di quanto pensa. (altro starnuto)
Lisa - Salute. Ha preso freddo?
Claudio - No, è che … dev’essermi rimasta un po’ di polvere nel naso.
Lisa - Ma lei aspira la polvere col naso? Credevo usasse il suo Elettrolux.
Claudio - (ridendo) Sono i trecento chilometri di strada provinciale. Faccio l’autista e
sono appena tornato dal lavoro.
Lisa - Autista? Pensavo che vendesse aspirapolveri.
Claudio - E’ stato un malinteso con il signor Augusto. Io ero venuto qui per la came…
Augusto - (da dietro orgoglioso) Senza corente, niente radio! (vede Lisa e
balbettando) Oh … ma io … io credevo che fosse … sì, insomma, in
ufficio.
Lisa - Oddio l’ufficio … santo cielo! E’ tardissimo … arrivederci a tutti … Ida,
Ida … (corre verso destra)
Claudio - (la guarda incantato) Augusto, mi dica: come mai vi conoscete? Parenti?
Augusto - Parenti? … Non proprio direttamente … comunque … sì, si può dire che
siamo imparentati.
Claudio - Gran bella ragazza. Proprio il tipo che mi ha prescritto il medico.
Augusto - Allora abbiamo la stessa malattia.
Claudio - (guarda verso la porta) Lisa, si chiama Lisa vero?
Augusto - Lisa … betta, sì, Elisabetta. (guarda l’ora) Non dovrebbe già essere a letto?
Claudio - Non ho più sonno. Il cuore batte come i pistoni del diesel.
Augusto - La pressione?
Claudio - Oppure questo profumo.
Augusto - Ancora con i profumi !
Claudio - Sì, è … ma sì … è Soir de Paris! E’ lo stesso profumo che usa sua moglie.
Sa una cosa? Le dica pure di usarlo, quel profumo, anche in camera. Non è
affatto male.
Augusto - Ma non ha appena detto che puzza da donna?
Claudio - Profuma, Augusto, profuma. Se lei m’aiuta a combinare un appuntamento
con Lisa le regalo … sì, le regalo una scatola di toscani.
Augusto - Penso che non sarà possibile.
Claudio - Perché no?
Augusto - Perché … perché è già sposata.
Claudio - Ah!
17
Camera a ore
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Augusto - Ghe manca bele che l’se ‘namore de … de so sorela. Qua ve, se la urta!
Lisa - (da destra, seguita da Ida) Mi sono completamente scordata della festa in
ditta.
Augusto - Festa in ditta?
Lisa - Sì, questo pomeriggio.
Augusto - Posso venire anch’io? Potrei farle da nonno!
Lisa - (ridendo) Non mi sembra il caso. Dovrei invece portare mio marito.
Ida - E invece non può.
Lisa - (ad Augusto, ammiccando) Ma mio marito lavora, poverino. E’ di servizio
sul tram…
Ida - Il nonno, qui, può portarle il vestito in ufficio, dopo che l’avrò stirato.
Lisa - No, no non disturbatevi. Manderò qualcuno a prenderlo, più tardi.
Augusto - Lo faccio volentieri.
Lisa - No, grazie. Chi era quel giovanotto, Augusto?
Augusto - Ah, il giovanotto … è (con fare ruffiano) … ma signorina Lisa non doveva
correre in ufficio?
Lisa - Ha ragione, sono in tremendo ritardo. Mi raccomando il vestito.
Ida - Stia tranquilla.
Lisa - (avviandosi, seguita da Augusto) M’ha detto che fa il camionista. E
dovrebbe abitare qui vicino.
Augusto - Come no. Se apre bene le orecchie lo sente anche russare.
Lisa - (ride) Ha sempre voglia di scherzare. Oh, dovevo prendermi un fazzoletto
(va verso sinistra. Augusto e Ida si coprono il viso con le mani ma Lisa,
socchiusa la porta, la richiude lasciando la maniglia) Ripensandoci dovrei
averne uno il borsetta. Ciao ciao (esce)
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18
Camera a ore
Augusto - Oh, niente. Ghe ae destacà la corente. La faseva nar la radio che pareva ‘n
aeroplan. (apre la porta) Prego, signor Gatti. Oh, ma che faccia. (chiude la
porta) T’elo saltà n’altoparlante tel nas?
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Ida - Ades sì, che stason freschi. Quela là l’è bona de roinarne.
Augusto - Tuto l’ha en limite. Basta con la guera freda, ades se scomenza a sbarar. Col
prosimo vaso farò centro.
19
Camera a ore
Ida - Mi ‘nveze penso che saria meio dirghe tuto ai doi macei, nante che i lo
vegne a saver da altri.
Augusto - Scolta, podesan sugar de fortuna, far en modo che fradel e sorela i se
cognose meio, che i se cate … e quanche ‘l pom l’è madur, torlo so nante
che ‘l crode.
Ida - Sì, così dapò fason en bel strudel! (suona il campanello) Ancora … tute le
olte che ‘l sona me ven el mal de pancia.
Enrico - Vorrei parlare con il signor Cacciatori.
Ida - Come? (Enrico entra) Proprio adesso? Dorme.
Enrico - Allora vada a svegliarlo. Io sono suo padre.
Augusto - Prego, si accomodi signor Cacciatori. (gli offre una sieda) Sono lieto di …
Enrico - Grazie.
Augusto - Seduti si chiacchiera meglio.
Enrico - Non sono qui per questo. Vada a chiamarlo, per cortesia!
Augusto - Se proprio insiste. (bussa a sinistra) Signor Claudio, signor Claudio. Ha
visite.
Ida - (cerca di intraprendere una conversazione) Bravo ragazzo, suo figlio.
Enrico - Già.
Ida - Si vede subito che esce da una buona famiglia.
Enrico - Già.
Ida - Beh … (imbarazzata) bella giornata vero?
Enrico - Già.
Augusto - E forse pioverà … (anticipando Enrico) Già! (Prende Ida in disparte) Ghe
se è ‘ncantà el disco.
Claudio - (da sinistra con i mutandoni e la camicia bianca) Papà? Non me lo sarei
mai aspettato. Buongiorno.
Enrico - Ciao.
Claudio - Non hai altro da dirmi?
Enrico - E’ tutta colpa tua.
Claudio - E’ successo qualcosa?
Enrico - Vengo proprio adesso dalla tua ditta di spedizioni. (gli da una lettera)
Claudio - Licenziato … Ah! Hanno fatto in fretta però! Di sicuro è merito tuo!
Enrico - No, è solo merito tuo. (irritato) Se credi di mettermi i bastoni tra le ruote, ti
rovini con le tue mani, caro mio. O puoi dare un’altra spiegazione al fatto
che non mi hai portato il carico di arance?
Claudio - Ce l’ho.
Enrico - Sono curioso!
Claudio - Ti ho risparmiato una perdita.
Enrico - Perdita? La perdita l’ho avuta per colpa tua. M’è saltato un grosso affare.
Avrei preso le arance a metà prezzo e lo sai anche tu che i prezzi sono in
aumento.
Claudio - E non ti è venuto nemmeno un minimo sospetto? Vuoi rovinarti la clientela?
Enrico - Che faccia tosta! La concorrenza è lì che fa affari e tu credi che io non avrei
combinato l’acquisto se la merce non fosse stata a posto?
Claudio - Ascoltami …
Enrico - Taci. Mi hai fatto vedere ancora una volta che come commerciante non vali
niente! E ti sorprendi per il fatto che non ti ho mai affidato
l’amministrazione della ditta?
Claudio - (irritato) Se la pensi così e meglio che non vieni più a cercarmi.
20
Camera a ore
Enrico - Vedo che a fare il camionista hai imparato a fare la voce grossa.
Claudio - Il è tono diverso da quello al quale eri abituato? Avrei dovuto decidermi
prima. Una volta tanto ho fatto qualcosa di giusto anch’io.
Enrico - Giusto? Mpf, me ne hai dato la prova.
Claudio - Troverò un altro lavoro.
Enrico - Allora non torni?
Claudio - No.
Enrico - (Con fare amichevole) Ascoltami, cerchiamo di parlarne da amici…
Claudio - Io non ho più niente da dirti, e se parlo va a finire che litighiamo.
Enrico - Già. Non mi hai neppure fatto gli auguri per le nozze!
Claudio - T’avevo chiesto di aspettare, di lasciarmi un po’ di tempo. Dovevo
abituarmi all’idea. Io vedo ancora la mamma vicino a te! … mi dispiace …
Enrico - Nemmeno a mia moglie piace questa storia. Pensa che anche sua figlia ha
cercato una camera per non crearti disagio.
Claudio - Non vive con voi?
Enrico - Ti meravigli? Ti sei dimenticato di quello che hai rinfacciato a tutte e due?
Claudio - Continui a darmi colpe. Sono stufo di sentire sempre i tuoi rimproveri!
Adesso voglio imparare a camminare con le mie gambe.
Enrico - Stai in guardia, mi raccomando.
Claudio - Non preoccuparti. (Enrico sta per uscire) Papà, passa a trovarmi qualche
volta …
Enrico - E’ meglio di no…
Claudio - Allora addio.
---
21
Camera a ore
---
Lisa - (da dietro) Sono venuta io. La moglie del mio capo mi ha accompagnata
personalmente in macchina. Non c’è nessuno? (sul balcone chiama sotto)
Signora Boldrin, solo un momento, arrivo subito. (esce a sinistra, torna col
rasoio, lo osserva tenendosi il mento) Ma Augusto si fa la barba nella mia
camera? (sbircia nella camera) Colorate? Stamattina le lenzuola mi
sembravano bianche. Spazzolino rosso, pigiama. Ma sono nella casa giusta
od ho le traveggole? Qui c’è qualcosa che non quadra. (esce a sinistra)
Claudio - (da destra) Sì, sì. Vado solo a prendermi le sigarette (vede Lisa entrare
nella camera, la segue e sbircia nella stanza, poi entra. Lisa appare sul
balcone e vede Claudio entrare in camera. Lo segue in punta di piedi.
Claudio appare sul balcone e rivede Lisa entrare in camera. La segue con
prudenza e poi a metà strada si gira verso il balcone. Lisa esce dalla
camera indietreggiando. Entrambi indietreggiano ancora mostrandosi le
spalle sino ad urtarsi reciprocamente) Ci stiamo inseguendo?
Lisa - Io no di certo.
Claudio - Per il fatto che è sposata?
Lisa - E cosa glielo fa credere?
Claudio - Me l’ha detto Augusto. Ma se si fosse sbagliato sarei contento.
Lisa - … No … Sì … E’ vero!
Claudio - Che si è sbagliato?
Lisa - Sì… cioè no…
Claudio - Non mi sembra molto convinta.
Lisa - Non deve interessarle. Cosa cercava lì dentro?
Claudio - E’ proprio quello che volevo domandare io a lei. (puntandola con il dito)
Lisa - Mi faccia vedere questo bottone … mmm …! Ma non è del signor Augusto?
Claudio - No … è mio.
Lisa - Allora uno di voi due racconta frottole. Ho dormito tutta la notte con quel
bottone nel letto. Non mi dica che anche lei si è fatto la barba là dentro?
Claudio - Sì, se non ha niente in contrario.
Lisa - Se non ho niente in contrario? (prende il suo pigiama)
Claudio - Si comporta come se la camera fosse sua.
Lisa - (da sinistra) Allora anche questo?
Claudio - Fino adesso è stato mio, sì.
22
Camera a ore
Lisa - Se ha dentro altra roba, la tolga subito! E di corsa. Non so con quale diritto
lei mette la sua roba qui dentro quando non ci sono. Quella camera è mia!
Claudio - Eh no … un momento … calma … quella camera è mia!
Lisa - No mia!
Claudio - Mia.
Lisa - (battendo un piede) Mia e che sia finita.
Claudio - Mi ascolti con calma, ragioniamo; quella camera, dove ha trovato il mio
rasoio e il mio pigiama, l’ho regolarmente presa in affitto e se lei non mi
crede le faccio guardare anche dentro l’armadio dove c’è la mia roba. Prego!
Lisa - Ed io le faccio vedere il mio armadio dove c’è la mia roba ed i miei vestiti.
Prego! (escono a sinistra)
Claudio - Inaudito! (starnutisce) Soir de Paris … ma allora … adesso capisco …
Augusto, Augusto! L’hai combinata grossa. (suonano alla porta)
---
Augusto - (e Ida da destra) Elo tornà te’l leto? (apre la porta) Buongiorno. Desidera?
Boldrin - (un po’ agitata gli dà la mano) Buongiorno! Lei è di sicuro il nonno. Era
proprio così che me l’immaginavo. Sono la signora Boldrin. Avrà sentito
parlare di me. Ah, ah avete proprio un appartamento carino, semplice ma
confortevole, vero? Ho accompanato qui sua figlia per prendere il vestito.
Lei non voleva, ma avevo piacere di accompagnarla. Con la mia nuova
Mercedes ci si mette un minuto. Proprio carino qui … ma forse questo l’ho
già detto. Lisa mi ha detto che tornava subito ma non è carino far aspettare
in strada la moglie del capoufficio. Beh, così per l’occasione abbiamo fatto
conoscenza! Molto lieta! (si accorge solo adesso di Ida che era rimasta in
disparte ad osservare) Ah, e lei dev’essere la nonna (le porge la mano)
Buongiorno anche a lei! Signora Boldrin, di sicuro mi conosce.
Ida - Io, io non capisco.
Augusto - Sicuro, questa è la nonna. È un poco sorda. (si pone fra le due donne e parla
forte). Questa è la signora Boldrin, nonna. E’ la moglie del capoufficio di
Lisa.
Ida - Non so…
Augusto - Sicuro, nonna (voce normale verso la signora Boldrin) E un poco … ha
capito, vero?
Boldrin - Ah, sì, capisco. Mi piacerebbe conoscere il marito di Lisa. Me ne ha parlato
tanto! Ma oggi lavora vero? Ogni volta che facciamo la festa in ditta ha da
lavorare, pover’uomo. Suo genero dovrebbe cercare di farsi un’altra
posizione invece di guidare il tram così Lisa potrebbe smettere di lavorare.
Lo dicevo anch'io a mio marito: Carlo, gli dicevo …
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23
Camera a ore
24
Camera a ore
Boldrin - Ma Lisa, lei mi aveva detto che oggi suo marito era di servizio!
Lisa - Lui, me l’aveva detto!
Claudio - Errore, piccola. Oggi sono tutto per te, tesoro!
Boldrin - E così non voleva portare suo marito alla festa? Non è carino da parte sua.
Anche mio marito vorrebbe conoscerla, signor Filippi. Sa che ha una
particolare simpatia per Lisa? A lui sono sempre piaciute le belle donne. E’
anche per questo che mi ha sposata! Ma le giovani segretarie private … a
volte … vanno troppo nel privato!
Lisa - Signora Boldrin!
Boldrin - Parlo in generale, si capisce. Presenti esclusi! Mio marito ha sempre assunto
segretarie … anziane oppure sposate. Bisogna stare attenti, sapete com’è,
una cena fra colleghi, una conferenza …
Claudio - Ha ragione.
Boldrin - E con tutte le occasioni di oggi, non vorrà mica lasciarla andare da sola alla
festa.
Claudio - Ah no, proprio no.
Lisa - (pregandolo) Ma , caro … ormai è tardi … non puoi … lo sai che …
Claudio - Io non so proprio niente!
Lisa - Lo sai che il tuo vestito è in lavanderia.
Claudio - Ma se sono andato a prenderlo ieri sera!
Lisa - Ma non hai le scarpe adatte.
Claudio - Ne ho comprate un paio stamattina. E la camicia è stirata, i calzini sono
lavati, le mutande le ho già cambiate e mi sono fatto la barba.
Lisa - Ma …
Boldrin - Ma che ma e ma. Non capisco perché non vuole portare suo marito. Se è
solo per il vestito può venire anche così com’è che va benissimo.
Claudio - Grazie signora Boldrin!
Boldrin - Dai allora, andate a cambiarvi che vi aspetto qui.
Claudio - Vieni amore che ti aiuto!
Lisa - (va verso la camera e rivolta a lui sottovoce) Questa qui me la paghi.
Claudio - Anche tu, se è per quello. (sorridendo verso gli altri, escono)
Boldrin - Ma! Non mi sembrano molto convinti quei due. C’è qualcosa che non
quadra! Ditemi, dov’è il bambino?
Augusto - Il bambino? Ah si, il bambino… è … è in cucina.
Boldrin - (a Ida, urlando) Lisa mi ha detto che è lei che guarda il bambino.
Augusto - Sì, la nonna fa da balia.
Ida - Non capisco.
Boldrin - (più forte all’orecchio) Parlo di suo nipote. Io sono del parere che una
mamma debba badare ai suoi figli e non andare a lavorare! Glielo dica lei a
sua figlia. Posso vedere il bambino?
Ida - Augusto, ades spiegheme …
Augusto - (si pone fra le due donne, piano a Ida) Te ‘l spiego dapò. (poi forte alla
signora Boldrin) Mia moglie non capisce tutto quello che si dice; parlate
troppo in fretta.
Boldrin - Ma non sono mica sorda!
Augusto - Mi scusi, è vero. Il bambino ha appena mangiato, adesso dorme.
Boldrin - Lo svegli un momento, per piacere.
Claudio - (esce di scatto, giacca e cappello gli volano dietro. Li raccoglie ridendo)
Lisa - (da dentro) Sparisci!
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Camera a ore
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Camera a ore
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Camera a ore
Augusto - (da destra spettinato, dietro di lui Ida in vestaglia) Varda ti che roba! L’è
matina e i doi colombi no i è ancora tornadi. O forsi … (origlia alla porta di
sinistra) … no l’è che …?
Ida - No! Par el Claudio ghe meteria le man sul fogo
Augusto - No sugar col fogo che no l’è el caso. Voria vardar … (sbircia nel buco della
serratura)
Ida - (piano) Sentes valghe?
Augusto - (piano) Ssst
Ida - (turbata) Ma no! No i ha gnan fato merenda. Varda gh’è ancora tuto qua.
Augusto - Spero almen che sie na tuto ben. No ae serà ocio tuta la note.
Ida - En compenso te t’es consolà col cognac. La Lisa però el lo pol ben
ringraziar che el s’è prestà a far sta comedia.
Augusto - An noe, però. Mi a far el nono e ti a far la nona…
Ida - … e par sonta ebete. L’è ‘l colmo ala nosa età. E ti, come ‘n galeto, pronto a
no perder l’ocasion de basarla.
Augusto - L’ocasion la fa l’omo ladro. (rumore di chiavi) Ecoli. Sparisi! (corre sul
balcone)
Ida - Che fas te pontì?
Augusto - Voi vardar che che segna el barometro.
Ida - Te ciapes fredo!
Augusto - Vai via, cori! (chiude la porta del balcone, Ida esce a destra)
---
Claudio - (con un orsacchiotto, Lisa con un pallone gonfiato. Prima si vedono solo le
teste, entrambi un po’ brilli) Santo cielo! Dormono ancora.
Lisa - (entra) Non ho mai ballato così tanto in tutta la mia vita.
Claudio - Ah, nemmeno io. (ballano alcuni passi e canticchiano.)
Lisa - (vede i cetrioli, si ferma e ne mangia uno) Mmm … (fa dare un morso a
Claudio) Dolci vero?
Claudio - Aspri, vorrai dire, puà!
Lisa - Ma dai. I nonni sono stati carini a prepararci la merenda notturna.
Claudio - Preferisco un po’ di birra. (beve dalla bottiglia)
Lisa - Lasciamene un po’, Emilio!
Claudio - (offeso) Mi chiamo Claudio, te l’ho già detto cinquanta volte!
Lisa - Per me ti chiami Emilio. E’ più divertente. Cin cin! (beve un po’ e poi
ripone la bottiglia, si avvicina a lui con fare affettuoso) Non prendertela. E’
compito tuo portarmi in giro, adesso.
Claudio - (la prende a la solleva) Così?
Lisa - Oh, che galante. Meriteresti un bacio.
Claudio - Se è per quello lo merito da un pezzo! (lei gli mette un cetriolo in bocca,
Claudio la molla improvvisamente e sputa il cetriolo in un angolo) Dovresti
ringraziarmi ed invece ti prendi gioco di me.
Lisa - Ringraziarti? Perché ho dovuto accettare in silenzio le tue smancerie davanti
alla gente? Ti sei approfittato di me, dì la verità!
28
Camera a ore
Claudio - E’ stato per evitare che qualcuno si insospettisca. E poi te l’ho già detto che
mi piacevi prima ancora d’essere il tuo finto marito.
Lisa - (allegra) Non essere così serio, Emilio. Sei troppo dignitoso ed anche
ridicolo. Sei strano!
Claudio - Ah! E così sarei strano?
Lisa - Sei comico, Emilio!
Claudio - Emilio … comico … strano. E poi cos’altro?
Lisa - A me piacciono gli strani … i comici … e soprattutto gli Emilii!
Claudio - Vorrei che mi prendessi un po’ più sul serio.
Lisa - (seria) Ma io ti prendo sul serio, Emilio.
Claudio - Già il modo come lo dici “Ma io ti prendo sul serio, Emilio” mi sembra una
burla.
Lisa - Ma insomma. In fin dei conti non siamo mica sposati sul serio.
Claudio - Anche questo è vero. Vieni allora. Andiamo a sposarci prima. (la prende
sottobraccio trascinandola a sinistra)
Lisa - (si blocca davanti alla porta) Stop! Ultima fermata! Il suo letto signore,
adesso, è il divano. Si vede dalle lenzuola.
Claudio - Questo lo dice lei. La camera è mia e non mi lascio buttar fuori così
facilmente!
Lisa - Lo vedremo domattina. Per adesso lei qui dentro non entra. Mio marito non
me lo permetterebbe mai!
Claudio - Oh santo cielo; e chi sarebbe?
Lisa - Quello che un giorno sposerò.
Claudio - Ah! Se serve qui ce ne sarebbe uno bello pronto.
Lisa - Uno? (comincia a contare sulle dita)
Claudio - Questa è una squadra di calcio. Posso giocare anch’io.
Lisa - Hai già giocato la tua partita, caro mio. E più che un attaccante direi che sei
… un appiccicoso! (spingendolo lontano)
Claudio - Ma io non sto giocando.
Lisa - Come no! Siamo già uno a zero per te. Se ti permetto di entrare finiremo
due a zero… sempre per te, s’intende. E allora … buonanotte Claudio! (gli
dà un bacio sulla guancia ed esce a sinistra)
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29
Camera a ore
Augusto - Aspetta almeno che abbia finito. Starnutire è l’unica cosa sana dopo aver
preso freddo.
Claudio - E come la mettiamo adesso con la camera? Anzi, spiegami piuttosto come
t’è saltato in mente di affittare la camera due volte.
Augusto - (strofina le dita) Il doppio!
Claudio - Per gli affari hai proprio un buon naso!
Augusto - (starnutisce) Anche se un po’ raffreddato.
Claudio - Ma non si può vendere la merce due volte.
Augusto - Tu non sei mica una merce. Tu ricadi sotto la categoria affitto e noleggio.
Claudio - Non riesco a capire come ci sei riuscito.
Augusto - Per bontà. Sissignore! Avevo già affittato la camera io a Lisa quando Ida, a
mia insaputa, l’ha affittata a te. Alla fine, mi dispiaceva lasciare fuori uno
dei due così abbiamo cercato di combinare…
Claudio - (ridendo) Non si può proprio arrabbiarsi con te. (si siede sul divano e
sbadiglia)
Augusto - Ad ogni modo, è solo merito mio se hai potuto conoscere una ragazza come
Lisa. A dirti la verità, sono un po’ geloso, ma a te la lascio volentieri, per
stavolta.
Claudio - Non so se posso accettare.
Augusto - Ma tu le vuoi bene vero?
Claudio - Ho paura di esserne cotto.
Augusto - Sposala: è la cura migliore.
Claudio - Cura?
Augusto - Sì, una cura da cavallo, è vero, ma di solito aiuta.
Claudio - Augusto, se lei volesse, sarei anche disposto a fare il cavallo.
Augusto - Per intanto ti viene meglio fare l’asino.
Claudio - (si sdraia sul divano) Sarei curioso di vedere la faccia di mio padre nel
presentargli la sua futura nuora.
Augusto - Anch’io. Anzi non vedo l’ora.
Claudio - Gli direi: “Ti presento la signorina Filippi, la donna che voglio sposare” (si
solleva) Filippi … anche la sua nuova moglie si chiama Filippi. Che
coincidenza! (si risdraia)
Augusto - E’ proprio una coincidenza!
Claudio - Adesso che ci penso, Lisa mi conosce solo di nome, quando non mi chiama
Emilio. (sbadigliando) Bene è ora di dormire. A domani, anzi, oggi … è già
… domani. Oddio, sono due giorni che non dormo … buonanotte!
Augusto - Claudio, io volevo bere un bicchierino e fare due chiacchiere.
Claudio - Non ho sete e sono stanco. Vai a dormire anche tu che è meglio.
Augusto - Ma tanto non dormo. Se tu sapessi come è…
Claudio - (Sbadiglia e borbotta parole senza senso.)
Augusto - Eh sì, bonanote. L’è partì de botto. (lo copre e starnutisce)
Claudio - (si solleva di scatto impaurito) Cosa c’è? (e si sdraia di nuovo)
---
Augusto - Dormi dormi. Che no l’è niente! (suonano alla porta). Ma chi elo ‘sì presto!
(verso destra) Ida, varda ti che mi no son tanto presentabile.
Ida - (da destra) Che segnelo el barometro?
30
Camera a ore
Augusto - El segna variabile, con temporali in arrivo. Sti doi no i sa ancora de eser
fradel e sorela. (esce a destra mentre Ida apre la porta)
Giovanna- (ed Enrico salutando) Buongiorno. Ci scusi se disturbiamo così presto ma
mio marito mi ha raccontato…
Ida - (prende anche il giornale dalla cassetta della posta) Ssst, parliamo piano …
(indicando Claudio) sta dormendo.
Enrico - (si avvicina al divano) Cosa t’avevo detto? Eccolo qua. Il Cacciatori Junior.
Giovanna- Questo? Ma non è il rappresentante di aspirapolvere?
Ida - E’ stato un malinteso con mio marito. Fa il camionista … (guarda Enrico
con aria di rimprovero) … o meglio, faceva il camionista!
Enrico - Non le vado molto a genio, vero?
Ida - Claudio voleva solo evitarle una perdita con quelle arance guaste! Ha il
senso degli affari! E lei, invece di apprezzare, lo ha fatto licenziare.
Enrico - (estrae un’arancia dalla tasca) Eccolo qui il corpo del delitto. Se solo si
fosse spiegato meglio! (la appoggia sul tavolo)
Ida - Non ha niente da spiegare.
Enrico - Anche perché, piuttosto che darmi una spiegazione va a battere la testa
contro un muro.
Giovanna- Beh … mio marito ha riconosciuto il suo sbaglio. A proposito, mi sembra
strano che Lisa e Claudio abitino … come dire … insieme!
Ida - (imbarazzata) Non sono cose che capitano tutti i giorni, in effetti, sono
coincidenze piuttosto comiche…
Giovanna- Splendido! Non vogliono assolutamente conoscersi e abitano sotto lo stesso
tetto.
Ida - Sì, ma ... (sottovoce) Non sanno ancora di essere … imparentati.
Giovanna- Come?
Ida - Mio marito pensava di dirglielo con calma, non era sicuro che i tempi
fossero , come dire, maturi …
Enrico - Bene, allora è arrivato il momento di chiarire tutto. A me piacciono le cose
chiare. Sveglia, ci sono visite!
Giovanna- Non così, Enrico. Bisogna prenderlo con le buone. Lascia fare a me.
Enrico - (gentilmente) Ma prego, si accomodi, signora.
Claudio - (muovendosi nel sonno borbotta) Passaggio, tiro… goool! quattro a zero!
Enrico - Quattro a zero! Avrà freddo ai piedi?
Giovanna- (piano) Uscite un attimo, per favore.
Ida - Venga con me in cucina. (escono a destra)
---
Giovanna- (si siede vicino a Claudio) Povero stupido. (lo accarezza con leggerezza su
una guancia mentre Claudio muove una mano come si fa con una mosca)
Claudio - (di nuovo con la mano fino a darsi uno schiaffo sulla guancia, si solleva
ancora addormentato e guarda tutt’intorno verso l’alto come per scorgere
la mosca) Bestiaccia! Dove sei! (gira la testa per risprofondare nel cuscino
e vede Giovanna)
Giovanna- Buongiorno, Claudio!
Claudio - Buongiorno. (con voce impastata si abbassa chiudendo gli occhi, poi si
risolleva di scatto) Che ci fa lei in camera mia? ( si guarda intorno) Già, è
vero, mi hanno dato lo sfratto … (si strofina gli occhi) Ma lei non è …?
31
Camera a ore
32
Camera a ore
Claudio - Me.
Giovanna- Ah…
Claudio - Perché, non va bene un camionista?
Giovanna- Ma certo … è che sono un po’ sorpresa, così all’improvviso.
Claudio - (entusiasta) Sì, non credevo neanch’io fosse possibile ma è un vero colpo di
fulmine; già dalla prima volta che vi ho viste insieme.
Giovanna- (sorride) E Lisa?
Claudio - Siamo due a zero per me. Lo ha detto lei!
Giovanna- Per come conosco io Lisa, con questo risultato potete star tranquillo.
Claudio - Crede? Le chiederebbe … se le capita l’occasione … se lei sta facendo sul
serio? Ma senza farle capire che mi interessa … deve restare fra noi due!
Giovanna- (con fare amichevole e complice) Naturalmente, userò tutto il mio tatto e
diplomazia.
Claudio - Pensa che Lisa si confiderà con lei?
Giovanna- Sicuramente. Mi dice sempre tutto.
Claudio - Ah! Allora siete cugine.
Giovanna- No. Sono solo la mamma.
Claudio - (con espressione ebete) La … la mamma? Complimenti, si mantiene bene.
Giovanna- Grazie.
Claudio - (imbarazzato) Mi scusi… mi sembra di non essermi comportato come si
deve ... mi dispiace.
Giovanna- Non si faccia problemi.
Claudio - Almeno adesso sa come la penso.
Giovanna- (Gli porge la mano) Noi due ci siamo già capiti. Vogliamo mantenere
questa amicizia anche in futuro?
Claudio - Volentieri! Spero che sia contenta del suo aspirante genero.
Giovanna- E lei dell’aspirante suocera.
Claudio - Non ci sono dubbi.
Giovanna- Sarà tanto sorpreso quando conoscerà mio marito. E’ un po’ burbero ma a
prenderlo per il verso giusto … (gli strizza un occhio) alla fine fa come
voglio io.
Claudio - Capito!
Giovanna- Ora è meglio che io dica due paroline a Lisa…
Claudio - … con diplomazia. (Giovanna esce a sinistra)
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33
Camera a ore
Augusto - Può essere che Lisa abbia qualche difetto e così sono contenti di trovarle
marito.
Claudio - (felice) E se anche fosse? Io la sposo anche con il piccolo difetto.
Augusto - Allora ti serve proprio la cura da cavallo.
Claudio - (Assaggiando l’arancia) E’ una sensazione dolcissima . Puà!
Augusto - Se ti vede mia moglie. Non si sputa in terra a quel modo!
Claudio - Assaggia.
Augusto - (ne prende uno spicchio, lo mastica, poi corre sul balcone e lo sputa) Barea,
che schifo.
Paola - (da sotto) Vilan che non l’è altro! Questa el me la pagherà cara! (si
allontana borbottando)
Augusto - (si affaccia lentamente dal balcone insieme a Claudio, poi si ritirano)
Anche questa ci voleva, è andato dritto in testa alla befana.
Claudio - (ride) Sarà proprio una bella giornata.
Augusto - E’ stato da vigliacchi farmi assaggiare quell’arancia salata.
Claudio - Da dove esce questa? E’ una del carico fasullo?
Augusto - Ho ancora il sapore del sale in bocca. Vado in cucina a bere qualcosa. (esce
a destra)
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Camera a ore
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Camera a ore
solo l’eredità … perché suo marito è vent’anni più vecchio e lei spera di
ereditare in fretta. Allora, hai ancora tante parole dolci per mia madre?
Claudio - Ma di cosa parli?
Lisa - Di quello che, con tanta leggerezza, hai voluto intendere senza neanche
prenderti la briga di capire! Ci sono altri valori per cui due persone vogliono
vivere insieme e la mamma, ad ogni modo, non ha mai considerato il
portafoglio di nessuno!
Claudio - (esterrefatto) Lisa …ma allora tu sei …
Lisa - La figliola a carico … caro il mio fratellino!
Claudio - Ah … o mio dio … (giustificandosi) Avevamo litigato e m’è venuta qualche
cattiveria alla bocca; mi dispiace, credimi! (entrano Ida, Giovanna, Enrico
da destra e restano fermi) Ma ascolta, non potremmo parlarne a
quattr’occhi?
Lisa - Avresti dovuto parlare a quattr’occhi con la mamma quando ti ha scritto la
lettera. E invece non sei venuto neppure al matrimonio.
Giovanna- Ma Lisa, non parlare così di … di tuo fratello.
Lisa - Mamma, questo bellimbusto qui puoi anche metterlo in dispensa. Potevi
almeno dirmi chi era!
Giovanna- Non fare così.
Lisa - No, mamma. Un uomo così non lo voglio, altro che fratello. Non è
nemmeno un uomo è … è … è un Emilio.
Claudio - (irritato) Bene! Se la mettiamo su questo tono lasciamo perdere. Oh,
naturalmente la camera la cedo a te. Prendo la mia roba. (esce a sinistra)
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36
Camera a ore
Federico - (con tono leggermente più deciso) Se posso entrare nel merito … (silenzio
generale, tutti lo guardano) ... non mi ricordo più cosa volevo dire … (beve
un sorso di birra)
Augusto - (scocciato) Ma sé tuti a farve onzer … (esce a destra borbottando)
Ida - (lo segue) Augusto …
Giovanna- Enrico, non dobbiamo prendercela con loro. Non se lo meritano. In fondo si
sono comportati come dei genitori per i nostri figli.
Enrico - Sì, hai ragione (escono a destra)
Lisa - Tanto sono io che me ne vado, alla faccia di tutti! (energica esce a sinistra)
---
Federico - (compiaciuto per la birra bevuta) Meno male che no son bele mi quel che se
le sente. (beve ancora)
Paola - (da sopra) Federico, es ancora là?
Federico - (sobbalza, poi prende coraggio, va sul balcone e guarda verso l’alto, fronte
al pubblico) Chi mi chiama? La coscienza? Oh sì, la coscienza … sporca
però!
Paola - Che fas che ancora là?
Federico - Te vardo.
Paola - Te decides a vegnir su?
Federico - Mi no me movo. Su alto tira na bruta aria.
Paola - As bevù? L’è ultima olta che t’el digo. Gè su subito!
Federico - Da quel che sento e quel che vedo no me convien. Putosto me fago legar al
pontì.
Paola - Speta ti.
Federico - Spetar? Che credes, de farme paura? L’è girà le carte, cara mia. Da ancò ti
t’es maridada con mi e mi enveze no! (gli arriva un secchio d’acqua in
testa, resta immobile) … Più o meno. Beson pararla so, adeso , tuta sta
acqua. (beve ancora un sorso, suonano, si gratta la testa) L’è vegnua so
come na slavina. No ghe sarà altro che afrontar la belva con dignità … e
speranza. (tira un sospiro profondo e apre di scatto la porta) Entra, amore.
Boldrin - Però, che accoglienza!
Federico - (confuso) Mi scusi. Non volevo … pensavo fosse. Perché, sa … ero
convinto … quindi di conseguenza … (si guarda) … sono fradicio!
Boldrin - (notando la bottoglia di birra) Di fuori e anche di dentro, mi sembra.
Federico - Ho bevuto solo latte, sa, per via delle arance salate.
Boldrin - Non capisco e non voglio nemmeno capire. I coniugi Filippi si sono alzati?
Federico - Coniugi? … visto come stanno andando le cose non penso che oramai …
forse resteranno parenti … alla lontana.
Boldrin - Buon uomo. Forse tutto quel “latte” le ha fatto male. Io parlo dei coniugi
Filippi che, come lei immagino sappia, abitano qui.
Federico - Ma che coniugi! La signorina è sposata solo sul lavoro e per finta. Resti fra
me e lei ma deve sapere che la moglie del suo capoufficio, che fra parentesi
dev’essere anche una vecchia rompiscatole, è gelosa da matti. E quindi il
signor Cacciatori, che è scapolo, capitava proprio a fagiolo. Come dice
sempre mia moglie … moglie? Oddio, la moglie (cambia improvvisamente
atteggiamento e, pensieroso, fa un inchino) Signora, la saluto. Ho un
appuntamento con il destino! (esce precipitosamente)
37
Camera a ore
Boldrin - (perplessa) Ma che posto è questo! Certo che se, come si dice, gli ubriachi
sono sempre sinceri qui c’è qualcosa che non torna…
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Lisa - (da sinistra con la valigia, irritata) Ho detto di NO! Me ne vado. (vede la
signora Boldrin e si blocca lasciando cadere la valigia sulla porta della
camera)
Claudio - (da dietro) Ma ti rendi conto di cos’hai combinato? E per te è magari
normale. Se vedo la signora Boldrin avrò parecchio da raccontarle … (si
interrompe uscendo e vedendo la signora Boldrin).
Boldrin - Che sorpresa vero? Le riportavo il suo scialle (ironicamente) signora Filippi.
Lisa - (imbarazzata) Molto gentile.
Boldrin - Se non sbaglio sono capitata nuovamente nel bel mezzo di una lite
coniugale. E’ uno strano matrimonio, il vostro. Ieri innamorati come tortore,
oggi peggio di cane e gatto. C’è qualcosa che mi sfugge …
Lisa - Lui … lui m’ha fatta arrabbiare, ecco…
Claudio - (prende Lisa per un braccio) Ed io sto chiedendo scusa. Cos’altro devo
fare?
Lisa - Sparire!
Claudio - Allora sarò costretto a raccontare alla signora Boldrin che razza di marito
sono. Mi stia a sentire …
Lisa - Ma smettila! La signora non è interessata alle nostre discussioni!
Boldrin - Prego, prego. Vada avanti. Sono proprio curiosa.
Claudio - Signora Boldrin, Lisa non è mia moglie e, purtroppo per me, io non sono
suo marito!
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Augusto - (con Ida, Giovanna, Enrico sbalorditi da destra) Ghe mancava bele la
signora Doberman!
Boldrin - Ascoltatemi bene, tutti quanti. Qui c’è sotto qualcosa di molto strano. E
siccome mio marito non può permettersi segretarie personali con una vita
privata così equivoca, farà bene a recuperare le sue cose dall’ufficio e
licenziarsi, signorina Filippi. Altrimenti ci penserò io! (sta per andarsene)
Augusto - Non le sembra di esagerare?
Boldrin - Lei può solo stare zitto dopo la commedia che m’ha recitato, “nonno”! Si
dovrebbe vergognare!
Augusto - Già fatto.
Giovanna- Anche lei, però, ha le sue colpe signora Boldrin.
Boldrin - E lei chi sarebbe?
Giovanna- La mamma di Lisa.
Boldrin - Quella vera? Ma bene! E allora saprà con quali menzogne sua figlia si è
fatta assumere.
Giovanna- Per forza! Fin che è lei a decidere le assunzioni! Se ha così paura delle
segretarie giovani probabilmente sarà perché non riesce a soddisfarlo, suo
marito.
Boldrin - Gli insegnamenti della vita li risparmi per sua figlia che a mio marito ci
penso io! (si avvia per uscire, poi si gira, guarda tutti) Bella famiglia! (esce
lasciando la valigia)
38
Camera a ore
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Camera a ore
Claudio - Non ci puoi fare niente. In un modo o nell’altro va a finire che hai bisogno
del mio sostegno.
Lisa - (ancora imbronciata gli volta le spalle avanzando) Giù le mani.
Claudio - Prova a dimenticare che mi chiamo Claudio Cacciatori, forse poi sarai meno
arrabbiata.
Lisa - (comincia a sorridere) E come dovrei chiamarti?
Claudio - (si avvicina e la abbraccia da dietro) Che ne so … magari Emilio, Emilio
Filippi.
Lisa - Mh, in effetti … comincio già a sentirmi più rilassata, Emilio caro.
Claudio - Che ne dici, sorellina, facciamo pace?
Lisa - Se farai il bravo … ci si può pensare. (ridendo) Dai, prendi le valigie che
andiamo a casa.
Claudio - Sai, di tutta questa storia c’è solo una cosa che mi lascia perplesso.
Lisa - Cioè?
Claudio - Come faranno adesso Ida ed Augusto a trovare due come noi che usano la
camera a turno?
Lisa - (ridono uscendo dalla porta d’ingresso) Potremmo farci venire tuo padre e
mia madre, così avremmo casa tua tutta per noi!
Claudio - E’ un’idea da considerare.
Ida - (apre la porta del balcone, sospira sulla soglia) I è nadi contenti. Meno
male.
Augusto - I podeva ben almanco saludar. (prende il giornale dal tavolo, si siede e lo
sfoglia mentre Ida guarda dal balcone)
Ida - Ades i ha altro da pensar, caro mio.
Augusto - (sorpreso) Scolta, scolta ‘natimo. (legge) Camera ammobiliata affittasi …
due punti … via Roma 3 … virgola … chiedere di Paola Gatti … punto!
Ida - Ma l’è… l’è quela su alto!
Augusto - La ven a farne la predica a noe e po’ varda ti…
Ida - Che falza!
Augusto - (pensieroso) Mi ae n’idea!
Ida - Dio mio … speta che me sento (si siede).
Augusto - Ghe afiton ala Lisa e al Claudio tuto l’nos apartamento!
Ida - Sì, e noe dormon qua te pontì.
Augusto - No, toson ‘n afito la camera dei doi rafagnosi su alto. E quanche n’aon pien
le scatole dela befana son ale Canarie a magnar tripe. (parte la musica di
chiusura e Augusto, gridando rivolto verso l’alto) E arbasa quela radio!
(sipario)
(Alla riapertura per gli applausi la scena è vuota. Suona il campanello ed entrano dal
fondo Enrico e Giovanna. Inchino. Suona il campanello ed entrano Federico e Paola.
Inchino. Suona il campanello ed entra la signora Boldrin. Inchino. Suona il campanello
ed entrano Claudio e Lisa. Inchino. Poi tutti si girano verso il balcone e Federico
fingendo di ricordarsene solo adesso, corre fuori per suonare il campanello e far così
entrare Augusto ed Ida dal balcone. Inchino.)
(sipario)
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