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DIRITTO

Il documento descrive le norme del diritto, suddividendole in giuridiche e sociali, e analizza la struttura e i caratteri delle norme giuridiche, inclusi i tipi di sanzioni e le loro funzioni. Viene inoltre presentata una classificazione del diritto in pubblico e privato, con dettagli sui vari rami e fonti del diritto italiano, evidenziando l'importanza della Costituzione e dei codici. Infine, si discutono i principi di coordinamento delle fonti e la struttura del codice civile.

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Il documento descrive le norme del diritto, suddividendole in giuridiche e sociali, e analizza la struttura e i caratteri delle norme giuridiche, inclusi i tipi di sanzioni e le loro funzioni. Viene inoltre presentata una classificazione del diritto in pubblico e privato, con dettagli sui vari rami e fonti del diritto italiano, evidenziando l'importanza della Costituzione e dei codici. Infine, si discutono i principi di coordinamento delle fonti e la struttura del codice civile.

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DIRITTO

Le norme del diritto, e le funzioni.

P.C:

Ogni comunità deve avere delle regole o norme di comportamento.

Si dividono in:

Norme giuridiche-> regole rilevanti allo stato per cui obbligatorie, se dovessero
essere non rispettate viene applicata una sanzione a tale individuo.

Norme sociali-> regole che ogni individuo rispetta per sua libera scelta. Quindi
se una persona decide di non seguirle, non viene sottoposta a nessuna
punizione.

Diritto (o ordinamento giuridico): insieme delle norme giuridiche che i membri


di una società sono obbligati a osservare.

LA STRUTTURA DELLA NORMA GIURIDICA

Una norma giuridica è composta in due parti.

-Fattispecie: contiene la descrizione di una situazione

-Statuizione: contiene la conseguenza relativa a tale situazione (positiva o


negativa.)

I CARATTERI DELLE NORME GIURIDICHE

-È positiva in quanto viene posta e riconosciuta dallo stato.

-È relativa in quanto varia nel tempo e nello spazio, cioè all’interno dello stesso
stato e da stato a stato.

-È coattiva in quanto deve essere rispettata obbligatoriamente e la sua


inosservanza viene punita tramite sanzioni.

-È generale perché si riferisce a ogni individuo, cioè a una pluralità di destinatari


indeterminati.

-È astratta in quanto si limita a disciplinare alcune ipotesi, che si potranno


verificare o meno in futuro.
-È bilaterale perché riconosce contemporaneamente un diritto a favore di una
persona e impone un dovere o un obbligo a carico di un’altra persona.

LE SANZIONI

La sanzione può essere:

-Amministrativa: si applica quando non si rispettano norme di tipo


amministrativo (cioè norme poste a tutela della pubblica amministrazione)

-Penale: è la conseguenza del mancato rispetto delle norme penali (cioè riferite
ai comportamenti più gravi.)

-Civile: viene applicata quando non si rispettano le norme civili (cioè norme
dirette a tutelare un interesse privato di altri soggetti.)

La sanzione ha diverse funzioni:

-Punitiva: viene applicata per punire la persona che ha trasgredito una norma
giuridica.

-Compensativa: serve per riparare le conseguenze ingiuste provocate


dall’inosservanza della norma giuridica.

-Preventiva: serve a promuovere l’osservanza di una norma da parte dei suoi


destinatari, quindi la minaccia di una sanzione dovrebbe servire a dissuadere gli
individui dal violare una norma giuridica.

I RAMI DEL DIRITTO

L’esistenza delle norme giuridiche fa nascere la necessità di organizzarle e


metterle in ordine, quindi vengono divise in due grandi sistemi:

Il diritto pubblico e il diritto privato:

Il diritto pubblico regola i rapporti in cui almeno una delle due parti è un soggetto
pubblico che, per soddisfare un interesse di carattere generale, esercita un
potere di supremazia nei confronti dell’altra parte o delle altre parti del rapporto.
Quindi prevale il principio di autorità: l’interesse pubblico o collettivo si può
realizzare anche senza il consenso delle altre parti del rapporto, e quindi sono
poste, dal punto di vista giuridico, in una posizione di soggezione o inferiorità, e i
loro interessi privati possono essere sacrificati per soddisfare un'esigenza
collettiva.

Il diritto privato disciplina i rapporti in cui almeno uno dei soggetti è privato, viene
tutelato l’interesse di singoli soggetti e in cui le parti sono in una condizione
privata.

I RAMI DEL DIRITTO PUBBLICO

Le norme di diritto pubblico possono essere raggruppate in diversi rami.

Il diritto costituzionale- contiene i principi fondamentali dell’ordinamento


giuridico e disciplina in particolare l’ordinamento giuridico e disciplina in
particolare l’organizzazione dei poteri pubblici e i rapporti dello stato con i
cittadini.

Il diritto amministrativo- regola l’attività amministrativa dello stato e degli altri


enti pubblici (regioni, province, comuni...) cioè l'attività che la pubblica
amministrazione svolge per soddisfare concretamente i bisogni collettivi.
(l’ordine interno, la sanità ecc.…)

Il diritto penale- è diretto a prevenire e reprimere i reati, e ad applicare le relative


sanzioni.

Il diritto processuale- disciplina l’esercizio dell’attività giurisdizionale (l’attività


relativa allo svolgimento dei processi, in cui un giudice è chiamato ad applicare
le norme giuridiche ai casi concreti, emettendo una sentenza.) Il diritto
processuale si distingue in:

-diritto processuale civile, che regola lo svolgimento dei processi civili


riguardanti l’applicazione delle norme del diritto privato.

-diritto processuale penale, che disciplina lo svolgimento dei processi penali.

-diritto processuale amministrativo, che regola lo svolgimento dei processi


amministrativi.
Il diritto ecclesiastico- riguarda i rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose, che
operano all’interno del suo territorio.

Il diritto internazionale pubblico- riguarda i rapporti tra i diversi stati. (Le sue norme non
derivano da un’autorità superiore, ma dagli accorti accettati liberamente, mediante
trattati o convenzioni internazionali.
I RAMI DEL DIRITTO PRIVATO

Il diritto civile- regola i rapporti giuridici tra soggetti privati

Il diritto commerciale- disciplina l’attività degli imprenditori, cioè coloro che svolgono
un’attività economica.

Il diritto di navigazione- si occupa dei rapporti che derivano dalla navigazione,


marittima, aerea e fluviale.

Il diritto internazionale privato- che rientra all’interno dello Stato, e stabilisce quali
norme, nazionali o straniere, devono applicarsi ai rapporti in Italia tra i cittadini di Stati
diversi o ai fatti compiuti all’estero dai cittadini italiani.

LE FONTI DEL DIRITTO

Le fonti del diritto sono i fatti che producono le norme giuridiche, cioè le fonti di
produzione, le norme che creano nuove norme oppure modificano o eliminano norme
già esistenti in un ordinamento giuridico. Si suddividono in base alla loro forma, cioè in
fonti scritte (atti deliberati in organi pubblici con l’osservanza di apposite procedure) o
non scritte (che si creano in base al comportamento spontaneo seguito da un gruppo di
persone), nazionali (atti normativi interni, che hanno valore soltanto all’interno del
proprio stato) o sovranazionali (atti normativi esterni).

Si definiscono fonti di cognizione del diritto i documenti legali (gazzetta ufficiale, le


raccolte, i testi unici...) che consentono di conoscere il contenuto delle norme
giuridiche.

LE FONTI DEL DIRITTO ITALIANO

La fonte giuridica italiana più importante è la Costituzione, entrata in vigore l'1’ gennaio
1948 in sostituzione allo statuto albertino, che rappresenta la legge ufficiale dello Stato
italiano. Si occupa dei rapporti tra Stato e cittadini disciplinando i diritti fondamentali e
l’organizzazione dei poteri dello Stato.

La costituzione è:

Votata- poiché approvata da un’apposita Assemblea costituente.

Rigida- in quanto non può essere modificata con una semplice legge ordinaria, ma
soltanto con una specifica legge di revisione costituzionale o leggi di integrazione se
sono dirette a creare nuove forme giuridiche con lo stesso valore di quelle contenute
nella Costituzione.
Le leggi più diffuse sono le leggi ordinarie dello Stato. Cioè le leggi emanate dal
Parlamento con la procedura ordinaria.

Le leggi sostanziali o materiali sono decreti legislativi (sono leggi emanate dal Governo
su delega del Parlamento, in genere su materie complesse) e decreti legge (in casi
straordinari o di urgenza, che entrano subito in vigore, e che entro 60 giorni devono
diventare legge del Parlamento.), cioè atti normativi che possono essere emanati dal
Governo.

Un’altra fonte primaria è costituita dagli statuti regionali e dalle leggi regionali: Si
tratta di atti normativi deliberati dai Consigli Regionali che sono efficaci soltanto nel
territorio di una determinata Regione.

Nelle fonti primarie di produzione rientrano anche le fonti comunitarie provenienti


dall’UE. Possono essere emanate sia dal Consiglio dei ministri dell’UE sia dal
Parlamento Europeo nelle materie di loro competenza e si distinguono in:

Trattati- con i quali sono state istituite o in seguito sono state modificate le comunità
europee.

Regolamenti comunitari- cioè atti direttamente efficaci nei territori degli Stati membri.

Direttive- che obbligano gli Stati a emanare entro un certo termine apposite norme di
recepimento per adeguare l’ordinamento giuridico nazionale al loro contenuto.

I regolamenti amministrativi si dividono in:

Esecutivi- quando contengono norme particolari che attuano, completano e spiegano


meglio una legge ordinaria o sostanziale.

Indipendenti- quando contengono norme che disciplinano in modo autonomo alcune


materie che non sono regolate o che lo sono in parte da un altro atto normativo.

IL COORDINAMENTO DELLE FONTI

Ha diversi principi:

-Il principio gerarchico (scala gerarchica in ordine: norme costituzionali, norme


primarie, norme secondarie, norme consuetudinarie)

-Il principio cronologico (prevale sempre la norma più recente rispetto alle precedenti.)

-Il principio di competenza


Le fonti di produzione del diritto si dividono in:

-Fonti generali (possono disciplinare qualsiasi materia)

-Fonti speciali (regolano situazioni o materie specifiche)

Se si verifica un contrasto tra una fonte generale e una speciale, si applica il principio
di competenza, che dice che tra due norme giuridiche (una generale e una speciale)
nella materia che le è riservata prevale la norma derivante dalla fonte speciale.

I CODICI

Le norme più importanti si raccolgono in alcune leggi chiamate codici.

Il codice è una legge che disciplina, in modo organico e sistematico, un intero settore
dell’ordinamento giuridico. È un atto avente forza di legge in quanto ha la forma di un
decreto legislativo emanato dal Governo.

Si dividono in:

-Codice civile: disciplina di diritto privato (civile e commerciale)

-Codice di procedura civile: regola lo svolgimento dei processi civili

-Codice penale: che ha come oggetto la previsione e repressione dei reati

-Codice della navigazione: disciplina la navigazione marittima, aerea e fluviale

-Codice di procedura penale: regola lo svolgimento dei processi penali.

I primi tre codici sono entrati in vigore il 21 aprile del 1942, e il codice penale è entrato
in vigore l'1’ luglio 1931, mentre l’attuale codice di procedura penale ha sostituito dal
1981 il codice precedente, che era stato emanato negli anni 30 insieme al codice
penale.

Le norme fondamentali del diritto privato sono contenute nel codice civile.

Il codice civile è preceduto da un gruppo di norme denominate “Disposizioni sulla


legge in generale” indicate come preleggi o disposizioni preliminari al codice civile che
riguardano:

-Le fonti di produzione del diritto

-L’efficacia delle norme giuridiche nel tempo

-L’interpretazione delle norme giuridiche


È formato da 6 libri, che si occupano di materie diversi.

Libro primo: Delle persone e della famiglia (art. 1-455)

Libro secondo: Delle successioni (art. 456-809)

Libro terzo: Della proprietà (art. 810-1172)

Libro quarto: Delle obbligazioni (art. 1173-2059)

Libro quinto: Del lavoro (art. 2060-2642)

Libro sesto: Della tutela dei diritti (art. 2643-2969)

I libri sono suddivisi a loro volta in titoli, capi, che alcune volte hanno sezioni e
paragrafi, articoli preceduti da un titolo o rubrica.

Le norme contenute all’interno dei codici possono subire variazioni nel tempo, cioè
alcuni articoli possono essere abrogati o se ne possono aggiungere altri. La
numerazione originaria, tuttavia, rimane sempre la stessa.

Un articolo solitamente è diviso in più parti, ciascuna delle quali si chiama comma.

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