L 195/46 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 19.7.
2001
DIRETTIVA 2001/45/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 27 giugno 2001
che modifica la direttiva 89/655/CEE del Consiglio relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di
salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro (seconda
direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE e ad altri gravi infortuni sul lavoro, che rappresentano
EUROPEA, una percentuale elevata del numero di infortuni, soprat-
tutto per quanto riguarda quelli mortali.
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in partico-
lare l'articolo 137, paragrafo 2,
(7) I lavoratori indipendenti e i datori di lavoro, qualora
vista la proposta della Commissione, presentata previa consul- esercitino essi stessi un'attività professionale e utilizzino
tazione del comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la personalmente attrezzature per l'esecuzione di lavori
tutela della salute sul luogo di lavoro (1), temporanei in quota, possono pregiudicare la sicurezza e
la salute dei dipendenti.
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
previa consultazione del Comitato delle regioni, (8) La direttiva 92/57/CEE del Consiglio, del 24 giugno
1992, riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili
trattato (3), (ottava direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, para-
grafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (4), applicabile ai
considerando quanto segue: cantieri temporanei o mobili, impone a tali categorie di
persone l'obbligo di rispettare tra l'altro l'articolo 4 e
(1) L'articolo 137, paragrafo 2, del trattato prevede che il l'allegato I della direttiva 89/655/CEE (5).
Consiglio possa adottare, mediante direttiva, prescrizioni
minime per promuovere il miglioramento, in particolare,
dell'ambiente di lavoro, al fine di garantire un più (9) I datori di lavoro che intendano far svolgere lavori
elevato livello di protezione della sicurezza e della salute temporanei in quota devono scegliere attrezzature che
dei lavoratori. offrano un'adeguata protezione contro i rischi di caduta
da luoghi di lavoro in quota.
(2) A norma dell'articolo precitato, tali direttive evitano di
imporre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici tali
(10) In genere le misure di protezione collettiva contro le
da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e
cadute offrono una protezione migliore delle misure di
medie imprese.
protezione individuale. La scelta e l'uso di attrezzature
adeguate per ciascun cantiere specifico al fine di preve-
(3) Il miglioramento della sicurezza, dell'igiene e della salute
nire ed eliminare i rischi dovrebbero essere integrati, se
sul luogo di lavoro costituisce un obiettivo che non deve
del caso, da un addestramento specifico e da indagini
essere subordinato a considerazioni meramente econo-
ulteriori.
miche.
(4) Il rispetto delle prescrizioni minime volte a garantire un (11) Le scale a pioli, i ponteggi e le funi sono le attrezzature
maggior livello di salute e di sicurezza in caso di uso di più frequentemente utilizzate per eseguire lavori tempo-
attrezzature di lavoro messe a disposizione per l'esecu- ranei in quota e, conseguentemente, la sicurezza e la
zione di lavori temporanei in quota è essenziale per salute dei lavoratori che effettuano questo tipo di lavori
salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori. dipendono in particolare dall'uso corretto di tali attrez-
zature. Pertanto, devono essere definite le modalità d'uso
(5) Le disposizioni adottate a norma dell'articolo 137, para- di tali attrezzature da parte dei lavoratori in condizioni
grafo 2, del trattato non ostano a che uno Stato membro di massima sicurezza. Occorre quindi un'adeguata
mantenga o introduca misure, compatibili con il trattato, formazione specifica dei lavoratori.
che prevedano una maggiore protezione delle condizioni
di lavoro.
(12) La presente direttiva costituisce il mezzo più appropriato
(6) I lavori in quota possono esporre i lavoratori a rischi per conseguire gli obiettivi auspicati e non va al di là di
particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza, in quanto necessario per il raggiungimento di tali obiettivi.
particolare a rischi di caduta da luoghi di lavoro in quota
(1) GU C 247 E del 31.8.1999, pag. 23 e (13) La presente direttiva costituisce un contributo concreto
GU C 62 E del 27.2.2001, pag. 113. alla realizzazione della dimensione sociale del mercato
(2) GU C 138 del 18.5.1999, pag. 30. interno.
( ) Parere del Parlamento europeo del 21 settembre 2000 (GU C 146
3
del 17.5.2001, pag. 78), posizione comune del Consiglio del 23
marzo 2001 (GU C 142 del 15.5.2001, pag. 16) e decisione del (4) GU L 245 del 26.8.1992, pag. 6.
Parlamento europeo del 14 giugno 2001. (5) GU L 393 del 30.12.1989, pag. 1.
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(14) È opportuno lasciare agli Stati membri la possibilità di 2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni,
valersi di un periodo di transizione in considerazione dei queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
problemi cui devono far fronte le PMI, corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione
ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati
membri.
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo
delle disposizioni di diritto interno che essi hanno già adottato
Articolo 1 o adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Il testo allegato alla presente direttiva è aggiunto all'allegato II
della direttiva 89/655/CEE. Articolo 3
La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblica-
Articolo 2 zione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
1. Gli Stati membri adottano e pubblicano le disposizioni Articolo 4
legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
conformarsi alla presente direttiva entro il 19 luglio 2004. Essi Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
ne informano immediatamente la Commissione.
Gli Stati membri hanno la facoltà, per quanto riguarda l'appli- Fatto a Lussemburgo, addì 27 giugno 2001.
cazione del punto 4 dell'allegato, di valersi di un periodo
transitorio di due anni a decorrere dalla data di cui al primo Per il Parlamento europeo Per il Consiglio
comma, in considerazione delle diverse particolarità connesse
all'applicazione pratica della presente direttiva, in particolare da La Presidente Il Presidente
parte delle piccole e medie imprese. N. FONTAINE A. BOURGEOIS
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ALLEGATO
«4. Disposizioni relative all'uso delle attrezzature di lavoro messe a disposizione per l'esecuzione di lavori
temporanei in quota
4.1. Disposizioni generali
4.1.1. Qualora, a norma dell'articolo 6 della direttiva 89/391/CEE e dell'articolo 3 della presente direttiva, lavori
temporanei in quota non possano essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate
a partire da un luogo idoneo allo scopo, devono essere scelte le attrezzature di lavoro più idonee a garantire e
mantenere condizioni di lavoro sicure. Va data la priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di
protezione individuale. Le dimensioni delle attrezzature di lavoro devono essere confacenti alla natura dei lavori
da eseguire nonché alle sollecitazioni prevedibili e consentire una circolazione priva di rischi.
La scelta del tipo più idoneo di sistema di accesso ai posti di lavoro temporanei in quota deve essere fatta in
rapporto alla frequenza di circolazione, al dislivello e alla durata dell'impiego. Il sistema di accesso adottato deve
consentire l'evacuazione in caso di pericolo imminente. Il passaggio da un sistema di accesso a piattaforme,
impalcati, passerelle e viceversa non deve comportare rischi ulteriori di caduta.
4.1.2. L'impiego di una scala a pioli quale posto di lavoro in quota deve essere limitato ai casi in cui, tenuto conto del
punto 4.1.1, l'impiego di altre attrezzature di lavoro più sicure non risulti giustificato a causa del limitato livello di
rischio e a motivo della breve durata di impiego oppure delle caratteristiche esistenti dei siti che il datore di lavoro
non può modificare.
4.1.3. L'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi è ammesso soltanto in circostanze in cui,
secondo la valutazione del rischio, risulta che il lavoro può essere effettuato in condizioni di sicurezza e l'impiego
di un'altra attrezzatura di lavoro più sicura non è giustificato.
Tenendo conto della valutazione dei rischi e in particolare in funzione della durata dei lavori e dei vincoli di
carattere ergonomico, deve essere previsto un sedile munito di appositi accessori.
4.1.4. In funzione del tipo di attrezzature di lavoro adottate in base ai punti precedenti devono essere individuate le
misure atte a minimizzare i rischi per i lavoratori insiti nelle attrezzature in questione. Se del caso, deve essere
prevista l'installazione di dispositivi di protezione contro le cadute. Tali dispositivi devono presentare una
configurazione ed una resistenza tali da evitare o da arrestare le cadute da luoghi di lavoro in quota e da prevenire,
per quanto possibile, eventuali lesioni dei lavoratori. I dispositivi di protezione collettiva contro le cadute possono
presentare interruzioni soltanto nei punti in cui sono presenti scale a pioli o a gradini.
4.1.5. Quando l'esecuzione di un lavoro di natura particolare richiede l'eliminazione temporanea di un dispositivo di
protezione collettiva contro le cadute, devono essere adottate misure di sicurezza equivalenti ed efficaci. Il lavoro
non può essere eseguito senza l'adozione preliminare di tali misure. Una volta terminato definitivamente o
temporaneamente detto lavoro di natura particolare, i dispositivi di protezione collettiva contro le cadute devono
essere ripristinati.
4.1.6. I lavori temporanei in quota possono essere effettuati soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in
pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori.
4.2. Disposizioni specifiche relative all'impiego delle scale a pioli
4.2.1. Le scale a pioli devono essere sistemate in modo da garantire la loro stabilità durante l'impiego. Le scale a pioli
portatili devono poggiare su un supporto stabile, resistente, di dimensioni adeguate e immobile, affinché i pioli
restino in posizione orizzontale. Le scale a pioli sospese devono essere agganciate in modo sicuro e, ad eccezione
delle scale a funi, in maniera tale da evitare spostamenti e qualsiasi movimento di oscillazione.
4.2.2. Lo scivolamento del piede delle scale a pioli portatili, durante il loro uso, deve essere impedito o con fissaggio
della parte superiore o inferiore dei montanti o con qualsiasi dispositivo antiscivolo o ricorrendo a qualsiasi altra
soluzione di efficacia equivalente. Le scale a pioli usate per l'accesso devono essere tali da sporgere a sufficienza
oltre il livello di accesso, a meno che altri dispositivi permettano una presa sicura. Le scale a pioli composte da più
elementi innestabili o a sfilo devono essere utilizzate in modo che sia garantito il fermo reciproco dei vari
elementi. Le scale a pioli mobili devono essere fissate stabilmente prima che vi si possa accedere.
4.2.3. Le scale a pioli devono essere utilizzate in modo da consentire ai lavoratori di disporre in qualsiasi momento di un
appoggio e di una presa sicuri. In particolare il trasporto a mano di pesi su una scala a pioli non deve precludere
una presa sicura.
4.3. Disposizioni specifiche relative all'impiego dei ponteggi
4.3.1. Qualora la relazione di calcolo del ponteggio scelto non sia disponibile o le configurazioni strutturali previste non
siano da essa contemplate, si dovrà procedere ad un calcolo di resistenza e di stabilità, tranne nel caso in cui
l'assemblaggio del ponteggio rispetti una configurazione tipo generalmente riconosciuta.
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4.3.2. In funzione della complessità del ponteggio scelto, il personale competente deve redigere un piano di montaggio,
uso e smontaggio. Tale piano può assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da
progetti particolareggiati per gli elementi speciali costituenti il ponteggio.
4.3.3. Occorre evitare il rischio di scivolamento degli elementi di appoggio di un ponteggio o tramite fissaggio su una
superficie di appoggio o con un dispositivo antiscivolo oppure con qualsiasi altra soluzione di efficacia equivalente
e le superfici portanti devono avere una capacità sufficiente. La stabilità del ponteggio deve essere garantita.
Dispositivi appropriati devono impedire lo spostamento involontario dei ponteggi su ruote durante l'esecuzione
dei lavori in quota.
4.3.4. Le dimensioni, la forma e la disposizione degli impalcati di un ponteggio devono essere idonee alla natura del
lavoro da eseguire, nonché adeguate ai carichi da sopportare e consentire un'esecuzione dei lavori e una
circolazione sicure. Gli impalcati dei ponteggi devono essere montati in modo che gli elementi componenti non
possano spostarsi durante il normale uso. Nessuno spazio vuoto pericoloso deve essere presente fra gli elementi
che costituiscono gli impalcati e i dispositivi verticali di protezione collettiva contro le cadute.
4.3.5. Qualora alcune parti di un ponteggio non siano pronte per l'uso, in particolare durante le operazioni di
montaggio, smontaggio o trasformazione, queste parti devono essere debitamente evidenziate ricorrendo alla
segnaletica di avvertimento di pericolo generico ai sensi delle disposizioni nazionali di recepimento della direttiva
92/58/CEE e devono essere debitamente delimitate con elementi materiali che impediscono l'accesso alla zona di
pericolo.
4.3.6. I ponteggi devono essere montati, smontati o radicalmente modificati soltanto sotto la supervisione di una
persona competente e da lavoratori che abbiano ricevuto, a norma dell'articolo 7, una formazione adeguata e
mirata alle operazioni previste, rivolta a rischi specifici, in particolare in materia di:
a) comprensione del piano di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio in questione;
b) sicurezza durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio in questione;
c) misure di prevenzione dei rischi di caduta di persone o di oggetti;
d) misure di sicurezza in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche pregiudizievoli alla sicurezza del
ponteggio in questione;
e) condizioni di carico ammissibile;
f) qualsiasi altro rischio che le suddette operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione possono compor-
tare.
La persona addetta alla supervisione e i lavoratori interessati devono avere a disposizione il piano di montaggio e
di smontaggio di cui al punto 4.3.2, comprese eventuali istruzioni ivi contenute.
4.4. Disposizioni specifiche concernenti l'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi
L'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi deve avvenire alle seguenti condizioni:
a) il sistema deve comprendere almeno due funi ancorate separatamente, una per l'accesso, la discesa e il sostegno
(fune di lavoro) e l'altra con funzione di dispositivo ausiliario (fune di sicurezza);
b) i lavoratori devono essere dotati e fare uso di un'adeguata imbracatura di sostegno che li colleghi alla fune di
sicurezza;
c) la fune di lavoro dev'essere munita di meccanismi sicuri di ascesa e discesa e dev'essere dotata di un sistema
autobloccante volto a evitare la caduta nel caso in cui l'utilizzatore perda il controllo dei propri movimenti. La
fune di sicurezza deve essere munita di un dispositivo mobile contro le cadute che segue gli spostamenti del
lavoratore;
d) gli attrezzi ed altri accessori che devono essere utilizzati dai lavoratori devono essere agganciati alla loro
imbracatura di sostegno o al sedile o ad altro strumento idoneo;
e) i lavori devono essere programmati e sorvegliati in modo adeguato, onde poter immediatamente soccorrere il
lavoratore in caso di necessità;
f) i lavoratori interessati devono ricevere, a norma dell'articolo 7, una formazione adeguata e mirata in relazione
alle operazioni previste, in particolare in materia di procedure di salvataggio.
In circostanze eccezionali in cui, tenuto conto della valutazione dei rischi, l'uso di una seconda fune renderebbe il
lavoro più pericoloso, potrà essere ammesso l'uso di un'unica fune a condizione che siano state adottate misure
adeguate per garantire la sicurezza conformemente alle legislazioni e/o pratiche nazionali.»