I DIVERSI TIPI DI NORME ARMONIZZATE
Sulla definizione di norma armonizzata è riscontrabile una parziale disomogeneità, ad esempio:
• in relazione alla Direttiva Macchine (ed anche alla Direttiva Compatibilità Elettromagnetica),
perché una norma sia armonizzata deve essere:
• redatta dagli Organismi normatori europei (CEN, CENELEC, ETSI) su mandato della
Commissione europea,
• pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee (GUCE),
• recepita da almeno uno Stato membro;
• agli effetti della Direttiva Bassa Tensione, la norma armonizzata è invece una norma emessa di
comune accordo dagli Organismi normatori notificati dagli Stati membri dell’Unione Europea e
recepita da almeno uno Stato membro; la pubblicazione sulla GUCE avviene solo per
informazione.
Anche l’articolazione delle norme armonizzate varia in relazione al contesto considerato, per cui:
• Nell’ambito della Direttiva Bassa Tensione, le norme armonizzate non sono configurate in base
ad una struttura particolare, ma semplicemente suddivise per argomento o prodotto trattato.
• Nell’ambito della Direttiva Macchine, le norme armonizzate si distinguono in:
• norme di tipo A, che contengono i concetti fondamentali, i principi di progettazione e gli
aspetti generali applicabili a tutte le macchine;
• norme di tipo B, che trattano un aspetto della sicurezza (B1) o un dispositivo di sicurezza
(B2) applicabile a numerosi tipi di macchine;
• norme di tipo C, che contengono i requisiti di sicurezza di dettaglio per una macchina o per
un gruppo di macchine particolari.
Le norme di tipo C devono considerare i pericoli significativi relativi ad una macchina o
famiglia di macchine, facendo riferimento alle norme di tipo A e B. Nel caso di riferimento
alle norme di tipo B, qualora queste definiscano diverse categorie di sicurezza, deve essere
indicata la categoria da applicare1. Quando non è possibile fare riferimento ad altre norme o
sono richieste misure particolari o integrative, la norma di tipo C deve definire le misure
specifiche da adottare per la macchina considerata.
Le prescrizioni particolari contenute nelle norme di tipo C hanno prevalenza su quelle riportate nelle
norme di tipo A e B.
• Nell’ambito della Direttiva Compatibilità Elettromagnetica, le norme sono suddivise in:
• norme generiche, applicabili a tutti i prodotti che operano in un determinato ambiente;
• norme di base, che definiscono, per ogni disturbo EMC considerato, la metodologia, la
strumentazione e la configurazione di base delle prove;
• norme di prodotto o di famiglie di prodotti, che fissano i limiti di emissione e/o di immunità
per ciascun prodotto, in relazione all’ambiente di destinazione, nonché le prove da eseguire
per verificarne la conformità.
Ai fini della presunzione di conformità hanno valore le sole norme generiche o le norme di
prodotto; le norme di prodotto, ove esistenti, hanno la prevalenza sulle norme generiche.
La suddivisione delle norme armonizzate come sopra indicata non figura nelle direttive ma è
stata concordata ed adottata dagli Organismi normatori europei per ottimizzare l’attività
normativa ed evitare sovrapposizioni e ripetizioni inutili e dannose.
1
Nota: la necessità di prevedere diverse categorie di soluzioni deriva dall’ampio campo applicativo delle norme di tipo
B, che coprono diverse macchine o famiglie di macchine. La scelta della categoria da adottare deve essere attuata
sulla base della valutazione del rischio. Norme che prevedono diverse categorie di soluzioni sono, ad esempio, le
seguenti: EN 60204-1; EN 954-1; EN 1088; EN 574; EN 1496.