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Il Decreto Legislativo n. 626 del 19/9/94 è il principale riferimento normativo italiano per la sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, integrato da 15 direttive che coprono vari rischi lavorativi. Introduce innovazioni come la valutazione del rischio, l'istituzione di servizi di prevenzione, e obblighi per progettisti, costruttori e utilizzatori di attrezzature di lavoro. La legislazione si basa su direttive comunitarie e stabilisce requisiti per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori.
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Il Decreto Legislativo n. 626 del 19/9/94 è il principale riferimento normativo italiano per la sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, integrato da 15 direttive che coprono vari rischi lavorativi. Introduce innovazioni come la valutazione del rischio, l'istituzione di servizi di prevenzione, e obblighi per progettisti, costruttori e utilizzatori di attrezzature di lavoro. La legislazione si basa su direttive comunitarie e stabilisce requisiti per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori.
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LA LEGISLAZIONE ITALIANA SULLA SICUREZZA E SALUTE

SUI LUOGHI DI LAVORO

In merito alla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, il testo principale di riferimento è il Decreto
Legislativo n. 626 del 19/9/94, integrato con i successivi emendamenti e decreti applicativi.

Tale decreto trae origine da otto direttive comunitarie, successivamente integrate con ulteriori
provvedimenti destinati a regolamentare le varie attività lavorative.
Attualmente il corpo legislativo comprende 15 direttive a copertura dei rischi connessi con:
• i luoghi di lavoro
• gli agenti nocivi,
• la movimentazione manuale dei carichi,
• l'uso delle attrezzature di lavoro (ad esempio, le macchine) ,
• l'uso dei dispositivi di protezione individuale,
• l'uso dei videoterminali.
• l’esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni durante il lavoro,
• l’esposizione dei lavoratori ad agenti biologici durante il lavoro,
• i cantieri temporanei o mobili,
• la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro,
• la presenza sul luogo di lavoro di lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento,
• le attività dell’industria estrattiva per trivellazione,
• le attività dell’industria estrattiva a cielo aperto e sotterranea,
• le attività svolte a bordo delle navi da pesca,
• l’esposizione agli agenti chimici durante il lavoro.

Queste direttive non contengono disposizioni specifiche sui singoli prodotti (o attrezzature)
utilizzati durante il lavoro, ma vincolano l'utilizzatore alla scelta ed uso di prodotti rispondenti alle
leggi ad essi applicabili.

Rispetto alla legislazione previgente numerosi sono gli aspetti innovativi introdotti dal Dlgs.
626/94; fra questi citiamo ad esempio:
• la valutazione del rischio sul luogo di lavoro, con la formalizzazione scritta dei risultati
(mappatura del rischio);
• l'istituzione, da parte del datore di lavoro, del servizio prevenzione e protezione, con la
nomina del responsabile della sicurezza;
• l'elezione, da parte dei lavoratori, del rappresentante per la sicurezza;
• la nomina, da parte del datore di lavoro, del medico competente;
• la costituzione, a livello territoriale, di organismi paritetici per la promozione della formazione
e per la discussione delle controversie sorte sull'applicazione dei diritti di rappresentanza,
informazione e formazione.

In merito alle attrezzature di lavoro (quali, ad esempio, le macchine), il Dlgs 626/94 prevede vari
obblighi per le diverse parti in causa; a titolo indicativo citiamo i seguenti:
• progettisti dei luoghi di lavoro e degli impianti:
devono rispettare i principi generali di prevenzione in materia di sicurezza e salute e devono
scegliere macchine e dispositivi di protezione rispondenti ai requisiti essenziali previsti
dalla legislazione vigente (ad esempio, DPR 459/96);
• costruttori, commercianti:
non possono vendere, noleggiare, o concedere in uso e locazione finanziaria macchine,
attrezzature di lavoro e impianti non rispondenti alla legislazione vigente (ad esempio,
DPR 459/96);
• installatori e montatori:
sono obbligati ad attenersi alle norme di sicurezza e di igiene del lavoro, nonché alle
istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti dei macchinari e degli altri mezzi tecnici, per
la parte di loro competenza.
• utilizzatori; al datore di lavoro compete attuare le disposizioni relative:
• alla valutazione del rischio, in merito alle attrezzature di lavoro e alla individuazione
delle misure di sicurezza e delle attrezzature di protezione individuale da adottare;
• alla messa a disposizione dei lavoratori di attrezzature adeguate al lavoro da svolgere,
nonché conformi alle disposizioni legislative e regolamentari ad esse applicabili;
• all’attuazione delle misure tecniche ed organizzative adeguate per ridurre al minimo i
rischi connessi all'uso delle attrezzature di lavoro e per impedire che dette attrezzature
possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono
adatte;
• all’adozione delle misure necessarie affinché le attrezzature siano: installate in
conformità alle istruzioni del fabbricante, correttamente utilizzate, oggetto di idonea
manutenzione al fine di garantire nel tempo la rispondenza ai requisiti di sicurezza e
siano corredate da apposite istruzioni per l'uso;
• alla conduzione degli interventi di riparazione, trasformazione o manutenzione delle
attrezzature di lavoro; in particolare qualora tali interventi richiedano particolari
conoscenze o responsabilità il loro uso va riservato a personale all'uopo incaricato,
nonché qualificato;
• alla informazione ai lavoratori in relazione alle condizioni di impiego delle
attrezzature ed alle situazioni anormali prevedibili;
• alla formazione ed addestramento dei lavoratori sull'uso delle attrezzature,
eventualmente anche in relazione ai rischi che possono essere causati ad altre persone;
• all’aggiornamento delle misure di prevenzione, in relazione ai mutamenti organizzativi
e produttivi, ovvero in relazione al grado di evoluzione della tecnica nell'ambito della
prevenzione e della protezione antinfortunistica.

Per quanto riguarda i requisiti tecnici delle attrezzature di lavoro, il Dlgs 626/94 non riprende i
requisiti minimi contenuti nella Direttiva 89/655/CEE e nei successivi emendamenti, ma rimanda
alle disposizioni del DPR 547 del 1955 e del DPR 303 del 1956, di cui modifica e integra alcuni
articoli.

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