Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
4 visualizzazioni6 pagine

APPROFON

Il documento analizza le definizioni e le responsabilità relative a macchine, attrezzature intercambiabili e componenti di sicurezza secondo la Direttiva Macchine. Si evidenzia che le attrezzature intercambiabili, pur non essendo macchine in senso stretto, rientrano nel campo di applicazione della Direttiva se modificano la funzione di una macchina. Inoltre, i componenti di sicurezza devono essere identificati e certificati per garantire la sicurezza e la salute degli operatori.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
4 visualizzazioni6 pagine

APPROFON

Il documento analizza le definizioni e le responsabilità relative a macchine, attrezzature intercambiabili e componenti di sicurezza secondo la Direttiva Macchine. Si evidenzia che le attrezzature intercambiabili, pur non essendo macchine in senso stretto, rientrano nel campo di applicazione della Direttiva se modificano la funzione di una macchina. Inoltre, i componenti di sicurezza devono essere identificati e certificati per garantire la sicurezza e la salute degli operatori.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Approfondimento n.

Macchina

DPR 459
Approfondimento n.2

Macchina solidale o impianto

Gli assiemi di macchine complesse, le quali al fine di ottenere un determinato scopo sono disposte e comandate così da
funzionare come un insieme integrato. La questione assume importanza allorchè si vada ad individuare la suddivisione
delle responsabilità per l'adempimento dei requisiti della Direttiva tra il fornitore delle singole macchine e l'impresa di
montaggio della linea produttiva o dell'impianto in tutta la sua interezza in relazione all'articolo [Link] 2
(Dir.89/392/CEE,ndr) (noto anche come Annex IIB macchina o macchine da incorporare)

Il comitato ritiene che per rientrare nel campo di applicazione della Direttiva, l'insieme deve consistere di almeno due
macchine che di per se stesse rientrano nella definizione di macchina ... predisposte l'una con l'altra e con qualsiasi
altro prodotto necessario per il suo funzionamento come una operazione integrata, e comandata per applicazioni
specifiche.

DPR 459
Approfondimento n. 3

Attrezzatura intercambiabile

Le attrezzature intercambiabili di per se stesse non corrispondono necessariamente


alla definizione generale di macchina di cui al primo subparagrafo dell'Art.1.2 e sono
incluse in una categoria loro propria, tali dispositivi possono ad esempio non avere
parti in movimento.

L'attrezzatura intercambiabile sia che modifichi la funzione della macchina, o trattore, sia
che ne estenda il campo di applicazione rientra nel campo di applicazione della Direttiva
Macchine.

L'attrezzatura intercambiabile è stata introdotta nel campo di applicazione della


Direttiva Macchine per mezzo del Primo Emendamento alla Direttiva (91/368/CEE).

L’attrezzatura in se stessa non risponde, necessariamente alla definizione generale di


macchina del primo sottoparagrafo dell’Articolo1.2 ed è inclusa in una categoria a sé
stante, ma ricade ed è assoggettata a tutti gli obblighi previsti per le macchine
(marcatura e dichiarazione "CE", istruzioni d'uso, fascicolo tecnico contenente
l'analisi dei rischi e quant'altro necessario per dimostrare la conformità ai RES
dell'allegato I° della Direttiva Macchine ecc.).

La Commissione ha ricordato che questa categoria è stata aggiunta al fine di


rimuovere le barriere tecniche ed al fine di commercializzare una serie di prodotti che
aiutano a determinare la vantaggiosità e di conseguenza la vendibilità delle
macchine, infine essa ha lo scopo di ridurre i rischi per la sicurezza specificando i
Requisiti Essenziali di Sicurezza e di salute per un prodotto di serie che l’operatore
installa il più delle volte da solo. I problemi principali correlati a questo argomento
possono essere le differenze di interpretazione.

DPR 459 1/2 >>


Per esempio:

alcuni tipi di attrezzature di sollevamento (bracci, pinze, ecc.) possono consentire ad


un carrello elevatore di sollevare e manipolare un carico, mediante una
configurazione data precedentemente, in modo tale che esso, in altre circostanze,
potrebbe sollevare non in sicurezza.
La funzione del carrello rimane comunque quella di movimentare carichi.
E’ modificata la funzione del carrello dall’uso di tali accessori

Ugualmente una gabbia può essere commercializzata separatamente per essere


adattata alle forche di un carrello elevatore cosicché possa, senza pericolo, sollevare
una persona.
La funzione del carrello elevatore rimane quella di sollevamento e movimentazione
dei carichi.
L’uso della gabbia modifica il tipo di carichi che possono essere con sicurezza
sollevati.
La sua funzione originale viene alterata.

Un altro elemento chiave è la domanda su come classificare un'attrezzatura


intercambiabile, l’equipaggiamento stesso deve essere sufficientemente
intercambiabile da colui che lo usa al fine di permettergli di modificare la funzione
della sua macchina.

La commissione ha ritenuto che ciascuna attrezzatura intercambiabile che modifica la


funzione di una macchina o di un trattore, oppure ne amplia la sfera di applicazione,
porta alle medesime conclusioni quali prodotti inclusi nel campo di applicabilità della
Direttiva Macchine.

Riguardo alla definizione di operatore, l’approccio corretto è quello usato nella


definizione inclusa nel R.E.S. 1.1.1 punto 3 dell'Allegato I° della Direttiva Macchine.
"operatore è quella persona o persone atte ad installare, far funzionare, regolare,
manutenere, pulire, riparare o trasportare una macchina".

DPR 459 2/2 <<


Approfondimento n. 4

Componente di sicurezza

Con la 4a definizione vengono inclusi nel campo di applicazione della Direttiva


Macchine i componenti immessi separatamente sul mercato per assolvere una
funzione di sicurezza

Un componente può essere classificato come componente di sicurezza solo se:

a) la sua mancanza può mettere in pericolo la sicurezza o la salute di una persona


b) la macchina potrebbe funzionare anche senza di esso (3- Rif. Fonte e
Bibliografia)

Esempi cuneo di sega circolare, valvole di non ritorno, sistemi di duplicazione della
funzione, comandi a due mani.

I componenti di sicurezza devono essere immessi sul mercato assistiti da una


Dichiarazione di Conformità (Allegato II C): non viene prevista per questi prodotti la
Marcatura CE.

Il DPR.n.459/96 prevede che i componenti contenuti nell'Allegato IV, lettera B


(barriere immateriali, pedane sensibili, comandi a due mani, ecc.) vengano certificati
da un organismo notificato e tale evidenza dovrà risultare sulla Dichiarazione CE di
Conformità. Negli altri casi è il solo fabbricante che attesta la conformità.
DPR 459 1/2 >>
Spetta al fabbricante dichiarare quando si tratta di "Componenti di Sicurezza" per i
quali è prevista la procedura di Dichiarazione "CE" di Conformità ai sensi dell'Allegato
II°C della Direttiva Macchine.

La procedura riguardante i "Componenti di Sicurezza", che prevede la sola


dichiarazione "CE" di conformità ma non la marcatura "CE" sul componente, è stata
introdotta nella prima stesura della Direttiva 89/392 dall'emendamento 93/44 che è
entrato in vigore il 1° Gennaio '95 con due anni di periodo transitorio e quindi con
definitiva obbligatorietà dal 1° Gennaio 1997 e per tanto, da tale data, il costruttore
del componente ha l'obbligo di fornire la Dichiarazione "CE" di Conformità.

Esiste, comunque, la necessità di identificare con precisione cosa sia un componente


di sicurezza.

Un componente può essere classificato come componente di sicurezza solo se:

1. la sua mancanza o il suo guasto può causare danno alla sicurezza od alla salute.

2. la macchina potrebbe funzionare indipendentemente da esso.

Svariati esempi possono dimostrare che per adempiere alla sicurezza un


componente deve avere una specifica azione in questo settore piuttosto che una
funzione operativa o produttiva.

• un finecorsa di emergenza che svolge una funzione di controllo


• un freno elettroidraulico che svolge la funzione frenante
• una valvola pressostatica montata sul circuito idraulico
• ecc. ecc.

possono essere considerati componenti di sicurezza poiché la loro funzione è di


questo tipo ed un eventuale loro guasto o una loro mancanza consentono,
comunque, di utilizzare l'unità operativa ma solo con un rischio considerevole.

Un riduttore o un motore, che ovviamente devono essere intrinsecamente sicuri, sono


invece esempi di componenti non definibili di sicurezza, poiché essi assolvono alla
funzione operativa, partecipando alla catena cinematica in modo imprescindibile, non
assistendo esclusivamente una funzione di sicurezza e la macchina non potrebbe
funzionare senza di essi.

DPR 459 2/2 <<

Potrebbero piacerti anche