DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
24 luglio 1996, n. 459
Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE
e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle macchine.
SOMMARIO
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 luglio 1996, n. 459 -
Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE,
93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative alle macchine.
Allegato I - Requisiti essenziali di sicurezza e di salute relativi alla progettazione
delle macchine e dei componenti di sicurezza
Allegato II - (Dichiarazioni)
Allegato III - La marcatura CE di conformità
Allegato IV - Tipi di macchine e di componenti di sicurezza per i quali occorre
applicare la procedura di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b) e c)
Allegato V - Dichiarazione di conformità
Allegato VI - Esame per la certificazione CE
Allegato VII - Criteri minimi che devono essere osservati dagli Stati membri per
la notifica degli organismi
Note
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - 24 luglio
1996, n. 459
Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE
concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'art. 87 della Costituzione;
Vista la legge 22 febbraio 1994, n. 146, ed in particolare l'art. 4 e gli allegati C e D;
Viste le direttive 89/392/CEE del Consiglio del 14 giugno 1989, 91/368/CEE, del Consiglio del 20
giugno 1991, 93/44/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993, e 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio
1993 - art. 6 - concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
macchine;
Visto l'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio del Ministri, adottata nella riunione del 20 giugno
1995;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 21 marzo 1996;
Vista la deliberazione del Consiglio del Ministri, adottata nella riunione del 12 luglio 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;
EMANA
il seguente regolamento:
Art. 1
Campo di applicazione e definizioni
1. Le norme del presente regolamento si applicano alle macchine, nonché ai componenti di
sicurezza immessi separatamente sul mercato, così come definiti al comma 2.
2. Ai fini del presente regolamento, si intende per:
a) macchina:
1) un insieme di pezzi o di organi, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro, anche mediante
attuatori, con circuiti di comando e di potenza o altri sistemi di collegamento, connessi
solidalmente per una applicazione ben determinata, segnatamente per la trasformazione, il
trattamento, lo spostamento o il condizionamento di materiali;
Parere UE n. 1
Approfondimento n. 1
2) un insieme di macchine e di apparecchi che, per raggiungere un risultato determinato, sono
disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale;
Approfondimento n. 2
3) un'attrezzatura intercambiabile che modifica la funzione di una macchina, commercializzata per
essere montata su una macchina o su una serie di macchine diverse o su un trattore
dall'operatore stesso, nei limiti in cui tale attrezzatura non sia un pezzo di ricambio o un
utensile;
Commento art. 1.3 DPR 459
Approfondimento n. 3
b) componente di sicurezza:
un componente, purché non sia un'attrezzatura intercambiabile, che il costruttore o il suo
mandatario stabilito nell'Unione Europea immette sul mercato allo scopo di assicurare, con la sua
utilizzazione, una funzione di sicurezza e il cui guasto o cattivo funzionamento pregiudica la
sicurezza o la salute delle persone esposte.
Approfondimento n. 4
3. Si intende per immissione sul mercato la prima messa a disposizione sul mercato dell'Unione
Europea, a titolo oneroso o gratuito, di una macchina o di un componente di sicurezza per la sua
distribuzione o impiego. Si considerano altresì immessi sul mercato la macchina o il componente di
sicurezza messi a disposizione dopo aver subito modifiche costruttive non rientranti nella ordinaria
o straordinaria manutenzione.
4. Si intende per messa in servizio:
a) la prima utilizzazione della macchina o del componente di sicurezza sul territorio dell'Unione
Europea;
b) l'utilizzazione della macchina o del componente di sicurezza costruiti sulla base della
legislazione precedente e già in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento,
qualora siano stati assoggettati a variazioni delle modalità di utilizzo non previste direttamente dal
costruttore.
5. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento:
a) le macchine la cui unica fonte di energia sia quella prodotta dalla forza umana direttamente
applicata, ad eccezione delle macchine per il sollevamento di carichi ovvero di persone;
b) le macchine per uso medico destinate all'impiego diretto sul paziente;
c) le attrezzature specifiche per i parchi di divertimento;
d) le caldaie a vapore e i recipienti a pressione;
e) le macchine specificamente progettate o destinate ad uso nucleare che, se difettose, possono
provocare emissioni di radioattività;
f) le fonti radioattive incorporate in una macchina;
g) le armi da fuoco;
h) i serbatoi di immagazzinamento e le condutture per il trasporto di benzina, gasolio per
autotrazione, liquidi infiammabili e sostanze pericolose;
i) i mezzi di trasporto aerei, stradali, ferroviari o per via d'acqua destinati unicamente al trasporto
di persone e quelli destinati al trasporto delle merci per la sola parte inerente la funzione del
trasporto. Non sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento i veicoli destinati
all'industria estrattiva;
l) le navi e le unità mobili offshore, nonché le attrezzature destinate ad essere utilizzate a bordo di
tali navi o unità;
m) gli impianti a fune, comprese le funicolari, per il trasporto pubblico o non pubblico di persone;
n) i trattori agricoli e forestali quali definiti al paragrafo 1 dell'articolo 1 della direttiva
74/150/CEE, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
all'omologazione dei trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla direttiva
86/297/CEE;
o) le macchine appositamente progettate e costruite a fini militari o di mantenimento dell'ordine;
p) gli ascensori che collegano in modo permanente piani definiti di edifici e costruzioni mediante
una cabina che si sposta lungo guide rigide la cui inclinazione sull'orizzontale è superiore a 15
gradi, destinata al trasporto:
1) di persone;
2) di persone e cose;
3) soltanto di cose se la cabina è accessibile, ossia se una persona può penetrarvi senza
difficoltà, e attrezzata con elementi di comando situati al suo interno o alla portata di una
persona che si trovi al suo interno;
q) i mezzi destinati al trasporto di persone che utilizzano veicoli a cremagliera;
r) gli ascensori utilizzati nei pozzi delle miniere;
s) gli elevatori di scenotecnica;
t) gli ascensori da cantiere per il trasporto di persone o di persone e materiale.
6. Ai sensi dell'articolo 20 della legge 16 aprile 1987, n. 183, con decreto del Ministro dell'Industria,
del Commercio e dell'Artigianato, di concerto con il Ministro del Lavoro e della Previdenza
Sociale, sono adottate le modifiche del presente regolamento concernenti modalità esecutive e
caratteristiche di ordine tecnico.
Parere UE n. 34
Parere UE n. 41
Art. 2
Conformità ai requisiti essenziali di sicurezza
1. Possono essere immessi sul mercato o messi in servizio le macchine ed i componenti di sicurezza
conformi alle disposizioni del presente regolamento ed ai requisiti essenziali di cui all'allegato I,
purché, debitamente installati, mantenuti in efficienza ed utilizzati conformemente alla loro
destinazione, non pregiudichino la sicurezza e la salute.
2. Prima dell'immissione sul mercato o della messa in servizio, il costruttore o il suo mandatario
residente nell'Unione Europea deve attestare la conformità ai requisiti essenziali di cui al comma 1:
a) per le macchine, mediante la dichiarazione CE di conformità di cui all'allegato II, punto A, e
l'apposizione della marcatura di conformità CE di cui all'articolo 5;
b) per i componenti di sicurezza, mediante la dichiarazione CE di conformità di cui all'allegato
II, punto C.
Parere UE n. 66
Parere UE n. 47
3. Si presumono rispondenti ai requisiti essenziali di cui al comma 1 le macchine ed i componenti di
sicurezza costruiti in conformità alle norme armonizzate di cui all'articolo 3 che li riguardano.
4. Le macchine che, per dichiarazione del costruttore o di un suo mandatario residente nell'Unione
Europea, sono destinate ad essere incorporate od assemblate con altre macchine per costituire una
macchina ai sensi del presente regolamento possono circolare sul mercato prive della marcatura di
conformità CE, purché corredate della dichiarazione del fabbricante di cui al punto B dell'allegato
II, salvo il caso in cui esse possano funzionare in modo indipendente.
Parere UE n. 67
5. Le macchine per le quali i rischi sono principalmente di origine elettrica devono rispondere in via
prioritaria alle disposizioni di cui alla legge 18 ottobre 1977, n. 791, di attuazione della direttiva
73/23/CEE ed alle successive modifiche.
Commento art. 2.5 DPR 459
6. L'installatore della macchina o del componente di sicurezza deve procedere secondo le istruzioni
fornite dal costruttore a corredo della stessa, avendo la piena responsabilità della corretta
esecuzione.
Commento art. 2.6 DPR 459
7. Nel caso di componenti di sicurezza destinati ad essere incorporati o assemblati con altri
componenti di sicurezza per costituire un altro componente di sicurezza ai sensi del presente
regolamento si applica il comma 2, lettera b).
Parere UE n. 26
Art. 3
Campo di applicazione e definizioni
1. Ai sensi del presente regolamento si intendono per norme armonizzate le disposizioni di carattere
tecnico adottate dagli organismi di normazione europea su mandato della Commissione dell'Unione
Europea e da quest'ultima approvate, i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
stessa e trasposte in una norma nazionale.
2. I riferimenti delle norme nazionali che traspongono le norme armonizzate sono pubblicati, con
decreto del Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, nella Gazzetta ufficiale della
Repubblica Italiana.
3. In assenza di norme armonizzate, con decreto del Ministro dell'Industria, del Commercio e
dell'Artigianato sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana i riferimenti delle
norme nazionali che soddisfano a tutti o parte dei requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato
I.
4. Gli enti normatori italiani di cui alla legge 21 giugno 1986, n. 317, adottano le procedure
necessarie per consentire alle parti sociali la partecipazione nel processo di elaborazione delle
norme armonizzate in materia di macchine.
Art. 4
Procedure di certificazione
1. Prima di redigere la dichiarazione di conformità di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), il
costruttore o un suo mandatario residente nell'Unione Europea, deve:
a) se la macchina non è compresa tra quelle elencate nell'allegato IV, costituire il fascicolo tecnico
previsto dall'allegato V ed osservare gli adempimenti previsti dallo stesso allegato;
b) se la macchina è compresa tra quelle elencate nell'allegato IV ed è fabbricata senza rispettare o
rispettando soltanto parzialmente le norme di cui all'articolo 3, comma 2, o in mancanza di queste,
sottoporre il modello della macchina all'esame per la certificazione CE secondo le procedure
previste dall'allegato VI;
c) se la macchina è compresa tra quelle elencate nell'allegato IV ed è fabbricata conformemente
alle norme di cui all'articolo 3, comma 2, il costruttore o il suo mandatario residente nell'Unione
Europea deve effettuare, a sua scelta, uno dei seguenti adempimenti:
1) costituire il fascicolo tecnico previsto dall'allegato VI e trasmetterlo ad un organismo di
certificazione notificato che lo conserva agli atti e ne rilascia ricevuta;
2) sottoporre il fascicolo tecnico di cui all'allegato VI all'organismo di certificazione notificato
il quale si limita a verificare che sono state correttamente utilizzate le norme di cui
all'articolo 3, comma 2, e rilasciare un attestato di adeguatezza del fascicolo;
3) sottoporre il modello della macchina all'esame per la certificazione CE previsto
dall'allegato VI .
2. Nel caso di cui al comma 1, lettera c), punto 1), si applicano altresì le disposizioni di cui al
numero 5, primo periodo, e di cui al numero 7 dell'allegato VI.
3. Nel caso di cui al comma 1, lettera c), punto 2), si applicano altresì le disposizioni di cui ai
numeri 5, 6 e 7 dell'allegato VI.
4. Nel casi previsti dal comma 1, lettera a) e lettera c), punti 1) e 2), la dichiarazione CE di
conformità deve attestare unicamente la conformità ai requisiti essenziali di cui all'allegato I.
5. Nei casi previsti dal comma 1, lettera b) e lettera c) punto 3), la dichiarazione CE di conformità
deve attestare la conformità dell'esemplare cui si riferisce al modello sottoposto all'esame per la
certificazione CE.
6. Prima di redigere la dichiarazione di conformità di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), il
costruttore od un suo mandatario residente nell'Unione Europea deve sottoporre i componenti di
sicurezza alle procedure di certificazione di cui ai commi 1, 3, 4 e 5. Inoltre, qualora si proceda ad
un esame per la certificazione CE, l'organismo di certificazione di cui all'articolo 8 verifica
l'idoneità del componente di sicurezza a svolgere le funzioni di sicurezza dichiarate dal costruttore.
7. Nei casi in cui nè il costruttore nè alcun mandatario residente nell'Unione Europea abbiano
ottemperato agli obblighi di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5, tali obblighi incombono su chiunque
immetta la macchina o il componente di sicurezza sul mercato o assembli macchine o parti di
macchine o componenti di sicurezza di origini diverse per la successiva immissione sul mercato o
costruisca la macchina o il componente di sicurezza per uso proprio.
8. Non è soggetto agli obblighi di cui al comma 7 colui che installa su una macchina o su un trattore
attrezzature intercambiabili, a condizione che gli elementi siano compatibili e che ciascuna parte
costituente la macchina montata sia munita della marcatura CE e corredata della dichiarazione CE
di conformità.
9. Le revoche degli attestati di certificazione CE da parte degli organismi che li hanno rilasciati
devono essere motivate e comunicate immediatamente agli interessati e ai Ministeri dell'Industria,
del Commercio e dell'Artigianato e del Lavoro e della Previdenza Sociale. Il Ministero
dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, per il tramite del Ministero degli Affari Esteri,
informa gli altri Stati membri e la Commissione dell'Unione Europea delle revoche stesse.
10. Le revoche degli attestati di certificazione CE contengono le indicazioni dei mezzi di ricorso
possibili ed il termine entro cui è possibile ricorrere.
11. Qualora le macchine siano disciplinate da altre norme relative ad aspetti diversi e che prevedono
l'apposizione della marcatura CE, quest'ultima indica che le macchine si presumono conformi a tali
norme; tuttavia, nel caso in cui sia lasciata al fabbricante la facoltà di scegliere il regime da
applicare durante un periodo transitorio, la marcatura CE indica che gli apparecchi soddisfano
soltanto le norme applicate dal fabbricante; in questo caso, nei documenti, nelle avvertenze o nei
fogli di istruzione, che devono accompagnare le macchine, sono riportati i riferimenti normativi
applicati.
Art. 5
Marcatura «CE»
1. La marcatura CE, il cui modello è riportato nell'allegato III, è costituito dalla sigla "CE".
2. La marcatura CE è apposta sulla macchina in modo visibile e deve essere leggibile per tutto il
prevedibile periodo di durata della stessa, conformemente al punto 1.7.3 dell'allegato I.
3. Fino alla data del 1° gennaio 1997 è consentita la commercializzazione di macchine che riportano
di seguito alla sigla "CE" le ultime due cifre dell'anno di apposizione della marcatura di cui al
presente articolo.
4. E vietato apporre sulle macchine marcature che possano indurre in errore circa il significato ed il
simbolo grafico della marcatura CE; possono essere apposti altri marchi, purché non limitino la
visibilità e la leggibilità della marcatura CE.
Commento art. 5.4 DPR 459
Parere UE n. 31
Parere UE n. 61
Art. 6
Rappresentanza nel Comitato permanente
La rappresentanza italiana in seno al Comitato permanente previsto dall'articolo 6, paragrafo 2 della
direttiva 89/392/CEE, è composta da un rappresentante del Ministero dell'Industria, del Commercio
e dell'Artigianato e da un rappresentante del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
Art. 7
Ritiro dal mercato e clausola si salvaguardia
1. Per le macchine o componenti di sicurezza già immessi sul mercato muniti della marcatura CE, il
controllo della conformità ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I è operato dal
Ministero dell'Industria, del Commercio e dell’Artigianato e dal Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale, attraverso i propri organi ispettivi in coordinamento permanente tra loro al fine
di evitare duplicazioni dei controlli.
2. Le amministrazioni di cui al comma 1 possono avvalersi, in conformità alla legislazione vigente,
per gli accertamenti di carattere tecnico, dell'Istituto Superiore di prevenzione e sicurezza del lavoro
(ISPESL) e degli altri uffici tecnici dello Stato.
3. Qualora gli organismi di vigilanza competenti per la prevenzione e la sicurezza accertino la non
conformità di una macchina o di un componente di sicurezza ai requisiti essenziali di sicurezza di
cui all'allegato I, ne danno immediata comunicazione al Ministero dell'Industria, del Commercio e
dell'Artigianato ed al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
4. Qualora sia constatato che una macchina o un componente di sicurezza, pur accompagnati dalla
dichiarazione di conformità ed utilizzati conformemente alla loro destinazione, rischiano di
pregiudicare la sicurezza delle persone o, eventualmente, degli animali domestici o dei beni, il
Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, previa verifica dell'esistenza dei rischi
segnalati, ne ordina il ritiro temporaneo dal mercato ed il divieto di utilizzazione, con
provvedimento motivato e notificato all'interessato, con l'indicazione dei mezzi di ricorso e del
termine entro cui è possibile ricorrere.
5. Il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato informa la Commissione dell'Unione
Europea dei provvedimenti di cui al comma 4, precisando se il provvedimento è motivato da:
a) non conformità ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I;
b) carenza ovvero applicazione non corretta delle norme di cui all'articolo 3, comma 2.
6. A seguito delle conclusioni delle consultazioni avviate dalla Commissione dell'Unione Europea
in seno al Comitato permanente di cui all'articolo 6, i provvedimenti di cui al comma 4 possono
essere definitivamente confermati, modificati o revocati.
7. Il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato comunica i provvedimenti di cui ai
commi 4 e 6 al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed agli organi di vigilanza.
8. In occasione di fiere, di esposizioni, di dimostrazioni o analoghe manifestazioni pubbliche, è
consentita la presentazione di macchine o di componenti di sicurezza che non sono conformi alle
disposizioni del presente regolamento, purché un apposito cartello indichi chiaramente la non
conformità di dette macchine e di detti componenti di sicurezza e la impossibilità di acquistarli
prima che siano resi conformi dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nel territorio
comunitario. Al momento delle dimostrazioni devono essere prese le misure di sicurezza adeguate
per assicurare la protezione delle persone.
Commento art. 7.8 DPR 459
9. Gli oneri relativi al ritiro dal mercato delle macchine o dei componenti di sicurezza ai sensi del
presente articolo sono a carico del costruttore o del suo mandatario residente nell'Unione Europea.
Art. 8
Organismi di certificazione
1. Le attività di certificazione di cui all'articolo 4, relative a macchine o componenti di sicurezza di
cui all'allegato IV, sono effettuate da organismi autorizzati e notificati ai sensi del presente articolo.
2. Possono essere autorizzati organismi in possesso dei requisiti minimi di cui all'allegato VII e
degli altri requisiti stabiliti nel decreto ministeriale 22 marzo 1993, pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Repubblica Italiana n. 78 del 3 aprile 1993, di attuazione del decreto legislativo 4
dicembre 1992, n. 475. La domanda di autorizzazione deve essere presentata, nelle forme del citato
decreto ministeriale 22 marzo 1993, all'Ispettorato Tecnico del Ministero dell'Industria, del
Commercio e dell'Artigianato.
3. L'autorizzazione è rilasciata entro 90 giorni con decreto del Ministero dell'Industria, del
Commercio e dell'Artigianato, di concerto con il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, agli organismi di cui al comma 2 con
organizzazione conforme alle norme UNI-EN 45011; trascorsi 90 giorni l'autorizzazione si intende
negata.
4. Le spese relative alla certificazione sono a totale carico del costruttore o del suo mandatario
stabilito nell'Unione Europea. Le spese relative ai controlli preliminari connessi alla procedura di
autorizzazione degli organismi sono a totale carico del richiedente.
5. Le amministrazioni che hanno rilasciato l'autorizzazione determinano gli indirizzi volti ad
assicurare la necessaria omogeneità dell'attività di certificazione, vigilano sull'attività degli
organismi autorizzati e hanno facoltà di procedere, attraverso tecnici dei propri uffici centrali e
periferici, ad ispezioni e verifiche per accertare la permanenza dei requisiti e il regolare svolgimento
delle procedure previste dal presente regolamento, operando in coordinamento permanente fra loro.
6. Il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, tramite il Ministero degli Affari
Esteri, notifica tempestivamente alla Commissione dell'Unione Europea e agli Stati membri l'elenco
degli organismi autorizzati ed ogni sua successiva modificazione, anche al fine della pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea. Il Ministero dell'Industria, del Commercio e
dell'Artigianato cura periodicamente la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
Italiana degli elenchi aggiornati degli organismi autorizzati di cui al presente articolo.
7. Nei casi di certificazione previsti dall'articolo 4, comma 1, lettera c), punto 2), l'organismo
autorizzato ha la responsabilità della corretta valutazione dell'adeguatezza del fascicolo tecnico.
8. Nei casi di certificazione previsti dall'articolo 4, comma1, lettera b) e lettera c), punto 3),
l'organismo autorizzato ha la responsabilità della corretta valutazione della conformità del modello
di macchina o di componente di sicurezza esaminato ai requisiti essenziali di sicurezza di cui
all'allegato I.
Art. 9
Conferma degli organismi di certificazione
1. Gli organismi già autorizzati in via provvisoria ai sensi della circolare del Ministero
dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato 25 febbraio 1993, n. 159258, possono richiedere
all'Ispettorato Tecnico del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato la relativa
riconferma, nel termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento. Decorso
tale termine in mancanza della domanda di riconferma le autorizzazioni si intendono decadute.
2. L'istanza di cui al comma 1, in regola con il bollo, deve indicare le eventuali modificazioni
intervenute ed ogni elemento utile a completare la documentazione presentata in sede di istanza
provvisoria, secondo le prescrizioni del presente regolamento.
3. La decisione sulla domanda di riconferma dell'autorizzazione, previa verifica delle certificazioni
rilasciate in via provvisoria, è adottata con le procedure di cui all'articolo 8, entro il termine di
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Art. 10
Norma di rinvio
1. Alle procedure relative all'attività di certificazione di conformità delle macchine e dei componenti
di sicurezza e a quelle finalizzate alla autorizzazione degli organismi di certificazione, alla vigilanza
sugli organismi stessi, nonché all'effettuazione dei controlli sui prodotti, si applicano le disposizioni
dell'articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52.
Art. 11
Norme finali e transitorie
1. Fatto salvo l'articolo 1, comma 3, in caso di modifiche costruttive, chiunque venda, noleggi o
conceda in uso o in locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza già immessi sul
mercato o già in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento e privi di marcatura
CE, deve attestare, sotto la propria responsabilità, che gli stessi sono conformi, al momento della
consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, alla legislazione previgente
alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Commento art. 11.1 DPR 459
2. Le macchine o i componenti di sicurezza già immessi sul mercato o messi in servizio, per i quali,
nel periodo compreso fra il 1° gennaio 1993 e la data di entrata in vigore del presente regolamento,
è stata presentata all'ISPESL domanda di omologazione non ancora respinta, si intendono
legittimamente immessi sul mercato o messi in servizio se:
a) l'ISPESL conclude positivamente il procedimento di omologazione;
b) l'interessato trasmette la dichiarazione di conformità ed il fascicolo tecnico di cui al presente
regolamento, nel termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento stesso,
all'ISPESL che procede alla archiviazione della istanza di omologazione, previa verifica della
completezza della documentazione e, nel caso di macchine o di componenti indicati nell'allegato IV,
previa verifica della sussistenza dei requisiti di cui all'allegato I o della relativa certificazione
rilasciata da uno degli organismi di cui all'articolo 9. La trasmissione all'ISPESL della
documentazione produce gli effetti di cui al comma 3.
3. Chiunque utilizzi macchine già soggette alla disciplina di cui al decreto ministeriale 12 settembre
1959, messe in servizio successivamente all'entrata in vigore del presente regolamento, ha l'obbligo
di denuncia al dipartimento periferico competente per territorio dell'ISPESL dell'avvenuta
installazione della macchina.
4. Le macchine di sollevamento o di spostamento di persone ed i componenti di sicurezza costruiti
in conformità alla legislazione previgente alla data di entrata in vigore del presente regolamento
possono essere immessi sul mercato e messi in servizio fino al 31 dicembre 1996.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addì 24 luglio 1996
SCALFARO
Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Flick
Registrato alla Corte dei conti il 28 agosto 1996
Atti di Governo, registro n. 102, foglio n. 15
Commento art. 11.4 DPR 459
ALLEGATO I
(previsto all'art.2, comma 1)
REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI SALUTE RELATIVI ALLA
PROGETTAZIONE E ALLA COSTRUZIONE DELLE MACCHINE E DEI
COMPONENTI DI SICUREZZA
Ai fini del presente allegato, il termine "macchina" designa sia la "macchina", quale definita all'articolo 2, comma 2,
lettera a), 2, sia il "componente di sicurezza" quale definito allo stesso comma 2, lettera b).
OSSERVAZIONI PRELIMINARI
1. Gli obblighi previsti dai requisiti essenziali di sicurezza e di salute si applicano soltanto se sussiste il rischio
corrispondente per la macchina in questione allorché viene utilizzata alle condizioni previste dal fabbricante. In ogni
caso i requisiti 1.1.2., 1.7.3. e 1.7.4 si applicano all'insieme delle macchine oggetto della presente direttiva.
2. I requisiti essenziali di sicurezza e di salute elencati nella presente direttiva sono inderogabili. Tuttavia, tenuto conto
dello stato della tecnica, gli obiettivi da essi prefissati possono non essere raggiunti. In questo caso e nella misura del
possibile la macchina deve essere progettata e costruita per tendere verso tali obiettivi.
3. I requisiti essenziali di sicurezza e di salute sono stati raggruppati in funzione dei rischi che coprono.
Le macchine presentano un insieme di rischi che possono essere esposti in vari capitoli del presente allegato.
Il fabbricante ha l'obbligo di effettuare un'analisi dei rischi per cercare quelli che concernono la sua macchina; deve
inoltre progettare e costruire la macchina tenendo presente l'analisi.
1 - REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI SALUTE
1.1 - CONSIDERAZIONI GENERALI
1.1.1 - Definizioni
Ai Sensi della presente direttiva, si intende per:
1. «Zone pericolose», qualsiasi zona all'interno e/o in prossimità di una macchina in cui la presenza di una persona
esposta costituisca un rischio per la sicurezza e la salute di detta persona.
2. «Persona esposta», qualsiasi persona che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa.
3. «Operatore» la o le persone incaricate di installare, di far funzionare, di regolare, di eseguire la manutenzione, di
pulire, di riparare e di trasportare una macchina.
1.1.2 - Principi di integrazione della sicurezza
a) Per costruzione le macchine devono essere atte a funzionare, ad essere regolate e a subire la manutenzione senza che
tali operazioni, se effettuate nelle condizioni previste dal fabbricante, espongano a rischi le persone.
Le misure adottate devono avere lo scopo di eliminare il rischio di infortuni durante l'esistenza prevedibile della
macchina, comprese le fasi di montaggio e smontaggio, anche se tale rischio fosse la conseguenza di una situazione
anormale prevedibile.
b) Per la scelta delle soluzioni più opportune il fabbricante deve applicare i seguenti principi, nell'ordine indicato:
- eliminare o ridurre i rischi nel miglior modo possibile (integrazione della sicurezza nella progettazione e nella
costruzione della macchina);
- adottare le misure di protezione necessarie nei confronti dei rischi che non possono essere eliminati;
- informare gli utilizzatori dei rischi residui dovuti all'incompleta efficacia delle misure di protezione adottate, indicare
se é richiesta una formazione particolare e segnalare se é necessario prevedere un dispositivo di protezione
individuale.
c) In sede di progettazione e di costruzione della macchina, nonché all'atto della redazione delle istruzioni per l'uso, il
fabbricante deve considerare non soltanto l'uso normale della macchina, ma anche l'uso della macchina ragionevolmente
prevedibile.
La macchina deve essere progettata in modo da evitare che sia utilizzata anormalmente, se ciò può comportare un
rischio. Negli altri casi le istruzioni per l'uso devono richiamare l'attenzione dell'utilizzatore sulle controindicazioni
nell'uso della macchina che potrebbero, in base all'esperienza, presentarsi.
d) Nelle condizioni d'uso previste devono essere ridotti al minimo possibile il disagio, la fatica e le tensioni psichiche
(stress) dell'operatore, tenuto conto dei principi dell'ergonomia.
e) All'atto della progettazione e della costruzione, il fabbricante deve tener conto degli obblighi imposti all'operatore
dall'uso necessario o prevedibile delle attrezzature di protezione individuale (ad esempio: calzature, guanti, ecc.).
f) La macchina deve essere fornita completa di tutte le attrezzature e gli accessori speciali essenziali per poterla
regolare, eseguirne la manutenzione e utilizzarla senza alcun rischio.
1.1.3 - Materiali e prodotti
I materiali utilizzati per la costruzione della macchina o i prodotti impiegati ed originati durante la sua utilizzazione non
devono presentare rischi per la sicurezza della salute delle persone esposte.
In particolare, se vengono usati fluidi, la macchina deve essere progettata e costruita un modo da poter essere utilizzata
senza rischi dovuti al riempimento all'utilizzazione, al recupero e all'evacuazione.
1.1.4 - Illuminazione
Il fabbricante fornisce un'illuminazione incorporata adeguata alle operazioni dove, malgrado un'illuminazione ambiente
avente un valore normale, la mancanza di tale dispositivo potrebbe determinare rischi.
Il fabbricante deve avere cura che non vi siano zone d'ombra, abbaglianti fastidiosi, né effetti stroboscopici pericolosi
dovuti all'illuminazione fornita dal fabbricante.
Gli organi interni che devono essere ispezionati frequentemente devono essere muniti di opportuni dispositivi di
illuminazione; lo stesso dicasi per le zone di regolazione e di manutenzione.
1.1.5 - Progettazione della macchina ai fini di trasporto
La macchina o ciascuno dei suoi diversi elementi deve:
- poter essere trasportata in modo sicuro
- essere imballata o progettata per essere immagazzinata in modo sicuro e senza deterioramenti (per esempio:
sufficiente stabilitá, supporti speciali, ecc.).
Se la massa, le dimensioni o la forma della macchina o dei suoi vari elementi non ne consentono lo spostamento a mano,
la macchina o ciascuno dei suoi vari elementi deve essere:
- munita di accessori che consentano di afferrarla con un mezzo di sollevamento;
- progettata in modo da consentire il fissaggio di detti accessori (ad esempio: fori filettati);
- di forma tale che i normali mezzi di sollevamento possano adattarvisi facilmente.
Se la macchina o uno dei suoi elementi possono essere trasportati a mano, essa deve essere:
- facilmente spostabile,
- munita di dispositivi di presa (ad esempio: maniglie, ecc.) che ne consentano il trasporto in tutta sicurezza.
Sono necessarie disposizioni speciali per il trasporto di utensili e/o parti di macchine, anche leggeri, potenzialmente
pericolosi (forma, materia, ecc.).
1.2. - COMANDI
1.2.1 - Sicurezza ed affidabilitá dei sistemi di comando
I sistemi di comando devono essere progettati e costruiti in modo da essere tanto sicuri ed affidabili da evitare qualsiasi
situazione pericolosa. Essi devono in particolare essere progettati e costruiti in modo:
- che resistano alle sollecitazioni normali di servizio e agli agenti esterni,
- che non si producano situazioni pericolose in caso di errori di logica nelle manovre.
1.2.2 - Dispositivi di comando
I dispositivi di comando devono essere:
- chiaramente visibili, individuabili ed eventualmente contrassegnati da una marcatura adatta,
- disposti in modo da garantire una manovra sicura, univoca e rapida,
- progettati in modo tale che il movimento del dispositivo di comando sia coerente con l'azione del comando,
- situati fuori delle zone pericolose tranne il caso, all’occorrenza, di taluni organi, come un arresto di emergenza, una
console di apprendimento per i robot,
- sistemati in modo che la loro manovra non causi rischi supplementari,
- progettati o protetti in modo che l'azione comandata, se comporta un rischio, non possa aver luogo senza una
manovra intenzionale,
- fabbricati in modo da resistere agli sforzi prevedibili; particolare attenzione sará data ai dispositivi di arresto di
emergenza che possono essere soggetti a grossi sforzi.
Se un dispositivo di comando é progettato e costruito per consentire varie azioni differenti, vale a dire se la sua azione
non é univoca (ad esempio: utilizzazione di tasti, ecc.), l'azione comandata deve essere chiaramente indicata e,
all'occorrenza, confermata.
La posizione e la corsa del dispositivo di comando, nonché lo sforzo richiesto devono essere compatibili con l'azione
comandata, tenendo conto dei principi ergonomici. Si deve tener conto degli obblighi dovuti all'uso necessario e
prevedibile di dispositivi di protezione individuale (ad esempio: calzature, guanti, ecc.).
La macchina deve essere munita di dispositivi di segnalazione (quadranti, segnali, ecc.) e indicazioni la cui conoscenza
é necessaria per un funzionamento sicuro. Dal posto di comando l'operatore deve poter vedere l'indicazione dei suddetti
dispositivi.
Dal posto di comando principale l'operatore deve poter essere in grado di assicurarsi dell'assenza di persone esposte
nelle zone di rischio.
Se ció fosse impossibile, il sistema di comando deve essere progettato e costruito in modo che ogni messa in marcia sia
preceduta da un segnale di avvertimento sonoro e/o visivo. La persona esposta deve avere il tempo e i mezzi per
impedire rapidamente l'avviamento della macchina.
1.2.3 - Avviamento
L'avviamento di una macchina deve essere possibile soltanto con una azione volontaria su un dispositivo di comando
previsto a tal fine.
Lo stesso dicasi
- per la rimessa in marcia dopo un arresto, indipendentemente dall'origine,
- per il comando di una modifica rilevante delle condizioni di funzionamento (ad esempio: velocitá, pressione, ecc.),
salvo se questa rimessa in marcia o questa modifica delle condizioni di funzionamento non presenti alcun rischio per le
persone esposte.
La rimessa in marcia o la modifica delle condizioni di funzionamento risultanti dalla normale sequenza di un ciclo
automatico non riguarda questo requisito essenziale.
Se una macchina dispone di piú dispositivi di comando dell'avviamento e se, di conseguenza, gli operatori possono
mettersi reciprocamente in pericolo, devono essere previsti dispositivi complementari per escludere questo rischio (ad
esempio: dispositivi di convalida o selettore che consentono il funzionamento di un solo dispositivo di avviamento per
volta).
La rimessa in funzionamento automatico di un impianto automatizzato dopo un arresto deve poter essere effettuata
facilmente, dopo che sono soddisfatte le condizioni di sicurezza.
1.2.4 - Dispositivo di arresto
Arresto normale
Ogni macchina deve essere munita di un dispositivo di comando che consenta l'arresto generale in condizioni di
sicurezza.
Ogni posto di lavoro deve essere munito di un dispositivo di comando che consenta di arrestare, in funzione dei rischi
esistenti, tutti gli elementi mobili della macchina o unicamente parti di essi, in modo che la macchina sia in situazione di
sicurezza. L'ordine di arresto deve essere prioritario rispetto agli ordini di avviamento.
Ottenuto l'arresto della macchina o dei suoi elementi pericolosi, si deve interrompere l'alimentazione degli azionatori.
Arresto di emergenza
Ogni macchina deve essere munita di uno o piú dispositivi di arresto di emergenza che consentano di evitare situazioni
di pericolo che rischino di prodursi imminentemente o che si stiano producendo. Sono escluse da quest'obbligo:
- le macchine per le quali il dispositivo di arresto di emergenza non puó ridurre il rischio perché non riduce il tempo
per ottenere l'arresto normale oppure perché non permette di prendere le misure specifiche che il rischio richiede,
- le macchine portatili e quelle a guida manuale.
Detto dispositivo deve:
- comprendere dispositivi di comando chiaramente individuabili, ben visibili e rapidamente accessibili,
- provocare l'arresto del processo pericoloso nel tempo piú breve possibile, senza creare rischi supplementari,
- eventualmente avviare, o permettere di avviare, alcuni movimenti di salvaguardia.
Quando si smette di azionare il comando dell'arresto di emergenza dopo un ordine di arresto, detto ordine deve essere
mantenuto da un blocco del dispositivo di arresto di emergenza, sino al suo sblocco; non deve essere possibile ottenere
il blocco del dispositivo senza che quest'ultimo generi un ordine di arresto; lo sblocco del dispositivo deve essere
possibile soltanto con una apposita manovra e non deve riavviare la macchina, ma soltanto autorizzarne la rimessa in
funzione.
Impianti complessi
Nel caso di macchine o di elementi di macchine progettati per lavorare assemblati, il fabbricante deve progettare e
controllare la macchina in modo tale che i dispositivi di arresto, compreso l'arresto di emergenza, possano bloccare non
soltanto la macchina ma anche tutte le attrezzature a valle e/o a monte qualora il loro mantenimento in funzione
costituisse un pericolo.
1.2.5 - Selettore modale di funzionamento
Il modo di comando selezionato deve avere la prioritá su tutti gli altri sistemi di comando, salvo l'arresto di emergenza.
Se la macchina é stata progettata e costruita per consentire il funzionamento o il comando multimodale e presenta
diversi livelli di sicurezza (ad esempio: per consentire la regolazione, la manutenzione, l'ispezione, ecc.), essa deve
essere equipaggiata di un selettore modale che possa essere bloccato in ciascuna posizione di funzionamento. A ciascuna
posizione del selettore corrisponderá un solo modo di comando o di funzionamento.
Il selettore puó essere sostituito da altri mezzi di selezione che consentano di limitare l'utilizzazione di talune funzioni
della macchina ad alcune categorie di operatori (ad esempio: codici di accesso a talune funzioni di comandi numerici,
ecc.).
Se per alcune operazioni la macchina deve poter funzionare con i dispositivi di protezione neutralizzati, il selettore
modale deve simultaneamente:
- escludere il comando automatico,
- autorizzare i movimenti soltanto mediante dispositivi di comando che necessitano un'azione continuata,
- autorizzare il funzionamento degli elementi mobili pericolosi soltanto in condizioni di sicurezza migliorate (ad
esempio: velocitá ridotta, sforzo ridotto, a intermittenza o altre disposizioni adeguate) evitando i rischi derivanti dalle
sequenze collegate,
- vietare qualsiasi movimento che potrebbe presentare un pericolo, se involontariamente agisse sui sensori interni della
macchina.
Inoltre al posto di manovra, l'operatore deve avere la padronanza del funzionamento degli elementi sui quali agisce.
1.2.6 - Avaria del circuito di alimentazione di energia
L'interruzione, il ripristino dopo un'interruzione o la variazione, indipendentemente dal senso dell'alimentazione di
energia della macchina, non deve creare situazioni pericolose.
In particolare occorre evitare:
- l'avviamento intempestivo,
- l'impedimento dell'arresto della macchina se l'ordine é giá stato dato,
- la caduta o l'espulsione di un elemento mobile della macchina o di un pezzo della macchina,
- l'impedimento dell'arresto automatico o manuale degli elementi mobili di qualsiasi tipo,
- l'inefficienza dei dispositivi di protezione.
1.2.7 - Avaria del circuito di comando
Un'anomalia della logica del circuito di comando, un'avaria o un deterioramento del circuito di comando non devono
creare situazioni pericolose.
In particolare occorre evitare:
- l'avviamento intempestivo,
- l'impedimento dell'arresto della macchina se l'ordine é giá stato dato,
- la caduta o l'espulsione di un elemento mobile della macchina o di un pezzo della macchina,
- l'impedimento dell'arresto automatico o manuale degli elementi mobili di qualsiasi tipo,
- l'inefficacia dei dispositivi di protezione.
1.2.8 - Software
Il «software» di dialogo tra operatore e sistema di comando o di controllo di una macchina deve essere progettato in
modo che sia di facile impiego.
1.3 - MISURE DI PROTEZIONE CONTRO I RISCHI MECCANICI
1.3.1 - Stabilitá
La macchina, elementi ed attrezzature compresi, deve essere progettata e costruita in modo che, nelle condizioni di
funzionamento previste (eventualmente tenendo conto delle condizioni climatiche), la sua stabilitá sia tale da consentire
l'utilizzazione senza rischio di rovesciamento, di caduta o di spostamento intempestivo.
Se la forma stessa della macchina o la sua installazione non garantiscono sufficiente stabilitá, devono essere previsti ed
indicati nelle istruzioni per l'uso appositi mezzi di fissaggio.
1.3.2 - Rischio di rottura durante il funzionamento
Gli elementi della macchina, nonché i loro organi di collegamento, devono resistere agli sforzi cui devono essere
sottoposti durante l'utilizzazione prevista dal fabbricante.
I materiali utilizzati devono presentare caratteristiche di resistenza sufficienti ed adeguate all'ambiente di utilizzazione
previsto dal fabbricante, in particolare per quanto concerne i fenomeni di fatica, di invecchiamento, di corrosione e di
abrasione.
Il fabbricante indicherá nelle istruzioni per l'uso i tipi e le frequenze delle ispezioni e manutenzioni necessarie per motivi
di sicurezza. Egli indicherá eventualmente i pezzi soggetti ad usura, nonché i criteri di sostituzione.
Se, nonostante le precauzioni prese (ad esempio nel caso delle mole), sussistono rischi di esplosione o di rottura, gli
elementi mobili in questione devono essere montati e protetti in modo che i loro eventuali frammenti vengano trattenuti.
Le tubazioni rigide o elastiche contenenti fluidi, in particolare ad alta pressione, dovranno poter sopportare le
sollecitazioni interne ed esterne previste e saranno solidamente fissate e/o protette da qualsiasi tipo di danneggiamento
esterno; opportune precauzioni saranno prese affinché, in caso di rottura, esse non presentino rischi (movimenti bruschi,
getti ad alta pressione, ecc.).
In caso di alimentazione automatica del materiale da lavorare verso l'utensile, devono essere soddisfatte le seguenti
condizioni per evitare rischi per le persone esposte (ad esempio: rottura dell'utensile):
- al momento del contatto utensili/pezzo, l'utensile deve aver raggiunto le sue normali condizioni di lavoro,
- al momento dell'avviamento e/o dell'arresto dell'utensile (volontario o accidentale), il movimento di alimentazione e il
movimento dell'utensile debbono essere coordinati.
1.3.3 - Rischi dovuti alla caduta e alla proiezione di oggetti
Devono essere prese precauzioni per evitare la caduta o la proiezione di oggetti (pezzi lavorati, utensili, trucioli,
frammenti, residui, ecc.) che possono presentare un rischio.
1.3.4 - Rischi dovuti a superfici, spigoli ed angoli
Gli elementi accessibili della macchina devono essere privi, entro i limiti consentiti dalle loro funzioni, di angoli acuti e
di spigoli vivi, nonché di superfici rugose che possano causare lesioni.
1.3.5 - Rischi dovuti a macchine combinate
Quando la macchina é prevista per poter eseguire diversi tipi di operazioni con ripresa manuale del pezzo fra ogni
operazione (macchina combinata), essa deve essere progettata e costruita in modo che ciascun elemento possa essere
utilizzato separatamente senza che gli altri elementi costituiscano un pericolo o un impedimento per la persona esposta.
A tal fine gli elementi che non siano protetti devono poter essere messi in moto o arrestati individualmente.
1.3.6 - Rischi dovuti alle variazioni di velocitá di rotazione degli utensili
Quando la macchina é progettata per effettuare operazioni in condizioni di impiego diverse (ad esempio: in materia di
velocitá e di alimentazione), deve essere progettata e costruita in modo che la scelta e la regolazione di tali condizioni
possano essere effettuate in modo sicuro ed affidabile.
1.3.7. Prevenzione dei rischi dovuti agli elementi mobili
Gli elementi mobili della macchina devono essere progettati, costruiti e disposti per evitare i rischi oppure, se sussistono
rischi, essere muniti di protezioni o dispositivi di protezione in modo tale da prevenire qualsiasi rischio di contatto che
possa provocare infortuni.
Devono essere prese tutte le disposizioni necessarie per impedire un bloccaggio improvviso degli elementi mobili di
lavoro. Nei casi in cui, malgrado le precauzioni prese, puó verificarsi un bloccaggio, mezzi di protezione specifici,
utensili specifici, le istruzioni per l'uso ed, eventualmente, un'indicazione sulla macchina stessa dovranno essere forniti
dal fabbricante per permettere di sbloccare la macchina senza rischi.
1.3.8. Scelta di una protezione contro i rischi dovuti agli elementi mobili
Le protezioni o i dispositivi di protezione usati contro i rischi dovuti agli elementi mobili devono essere scelti in
funzione del rischio effettivo. Per la scelta si deve ricorrere alle seguenti indicazioni:
A. Elementi mobili di trasmissione
Le protezioni progettate per proteggere le persone esposte ai rischi dovuti agli elementi mobili di trasmissione (ad
esempio: pulegge, cinghie, ingranaggi, cremagliere, alberi di trasmissione, ecc.) devono essere:
- sia delle protezioni fisse, conformi ai requisiti 1.4.1. e [Link];
- sia delle protezioni mobili, conformi ai requisiti 1.4.1. e [Link].A.
Se si prevedono frequenti interventi deve essere scelta quest'ultima soluzione.
B. Elementi mobili che partecipano alla lavorazione
Le protezioni o i dispositivi di protezione progettati per proteggere le persone esposte ai rischi provocati dagli elementi
mobili che concorrono al lavoro (quali, ad esempio, utensili da taglio, elementi mobili delle presse, cilindri, pezzi in
corso di lavorazione, ecc.) devono essere:
- possibilmente delle protezioni fisse, conformi ai requisiti 1.4.1. e [Link];
- oppure protezioni mobili conformi ai requisiti 1.4.1. e [Link].B o dispositivi di protezione quali dispositivi
sensibili (ad esempio: relé immateriali, commutatori a tappeto), i dispositivi di protezione che mantengono
l'operatore a distanza (ad esempio: comandi a due mani), i dispositivi di protezione destinati ad impedire
automaticamente l'accesso di tutto o parte del corpo dell'operatore alla zona pericolosa, conformemente ai
requisiti 1.4.1. e 1.4.3.
Tuttavia, se taluni elementi mobili che partecipano alla lavorazione non possono essere resi inaccessibili, interamente o
in parte, durante il loro funzionamento a causa delle operazioni che richiedono l'intervento dell'operatore in loro
prossimitá, detti elementi, per quanto tecnicamente possibile, devono essere muniti:
- di protezioni fisse, conformi ai requisiti 1.4.1. e [Link] che impediscano l'accesso alle parti degli elementi non
utilizzate per la lavorazione,
- e di protezioni regolabili, conformi ai requisiti 1.4.1. e [Link]. che limitino l'accesso alle parti degli elementi
mobili indispensabili alla lavorazione.
1.4 - CARATTERISTICHE RICHIESTE PER LE PROTEZIONI ED I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
1.4.1 - Requisiti generali
Le protezioni e i dispositivi di protezione:
- devono essere di costruzione robusta,
- non devono provocare rischi supplementari,
- non devono essere facilmente elusi o resi inefficaci,
- devono essere situati ad una distanza sufficiente dalla zona pericolosa,
- non devono limitare piú del necessario l'osservazione del ciclo di lavoro,
- devono permettere gli interventi indispensabili per l'installazione e/o la sostituzione degli attrezzi nonché per i lavori
di manutenzione, limitando peró l'accesso soltanto al settore in cui deve essere effettuato il lavoro e se possibile, senza
smontare la protezione o il dispositivo di protezione.
1.4.2 - Requisiti particolari per le protezioni
[Link] - Protezioni fisse
Le protezioni fisse devono essere fissate solidamente.
Il loro fissaggio deve essere ottenuto con sistemi che richiedono l'uso di utensili per la loro apertura.
Per quanto possibile, esse non devono poter rimanere al loro posto in mancanza dei loro mezzi di fissaggio.
[Link] - Protezioni mobili
A. Le protezioni mobili del tipo A devono:
- per quanto possibile, restare unite alla macchina quando siano aperte;
- essere munite di un dispositivo di bloccaggio che impedisca l'avviamento degli elementi mobili, sino a quando
esse consentono l'accesso a detti elementi e inserisca l'arresto non appena esse non sono piú in posizione di
chiusura.
B. Le protezioni mobili del tipo B devono essere progettate ed inserite nel sistema di comando in modo che:
- la messa in moto degli elementi mobili non sia possibile fin tanto che l'operatore puó raggiungerli,
- la persona esposta non possa accedere agli elementi mobili in movimento,
- la loro regolazione richieda un intervento volontario, ad esempio, l'uso di un attrezzo, di una chiave, ecc.,
- la mancanza o il mancato funzionamento di uno dei loro elementi impedisca l'avviamento o provochi l'arresto
degli elementi mobili,
- un ostacolo di natura adeguata garantisca una protezione in caso di rischio di proiezione.
[Link] - Protezioni regolabili che limitano l'accesso
Le protezioni regolabili che limitano l'accesso alle parti degli elementi mobili indispensabili alla lavorazione devono:
- potersi regolare manualmente o automaticamente a seconda del tipo di lavorazione da eseguire;
- potersi regolare facilmente senza l'uso di un attrezzo;
- ridurre per quanto possibile il rischio di proiezione.
1.4.3 - Requisiti particolari per i dispositivi di protezione
I dispositivi di protezione devono essere concepiti ed inseriti nel sistema di comando in modo che:
- la messa in moto degli elementi mobili non sia possibile fintantoché l'operatore puó raggiungerli,
- la persona esposta non possa accedere agli elementi mobili in movimento,
- la loro regolazione richieda un intervento volontario, ad esempio l'uso di un attrezzo, di una chiave, ecc.,
- la mancanza o il mancato funzionamento di uno dei loro elementi impedisca l'avviamento o provochi l'arresto degli
elementi mobili.
1.5. MISURE DI PROTEZIONE CONTRO ALTRI RISCHI
1.5.1. Rischi dovuti all'energia elettrica
Se la macchina é alimentata con energia elettrica, essa deve essere progettata, costruita ed equipaggiata in modo da
prevenire o da consentire di prevenire tutti i rischi dovuti all'energia elettrica.
La specifica normativa vigente relativa al materiale elettrico destinato all'impiego entro determinati limiti di tensione
deve essere applicata alle macchine che vi sono soggette.
1.5.2 - Rischi dovuti all'elettricitá statica
La macchina deve essere progettata e costruita in modo da evitare o da ridurre la formazione di cariche elettrostatiche
pericolose e/o deve essere munita di mezzi che consentano di scaricarle.
1.5.3 - Rischi dovuti ad energie diverse dall'energia elettrica
Se la macchina é alimentata con energia diversa da quella elettrica (ad esempio idraulica, pneumatica o termica, ecc.),
essa deve essere progettata, costruita ed equipaggiata in modo da prevenire tutti i rischi che possono derivare da questi
tipi di energia.
1.5.4 - Rischi dovuti a errori di montaggio
Gli errori commessi al montaggio o al rimontaggio di taluni pezzi, che potrebbero essere all'origine dei rischi, devono
essere resi impossibili dalla progettazione degli stessi oppure mediante indicazioni figuranti sui pezzi e/o sul carter. Le
stesse indicazioni devono figurare sui pezzi mobili e/o sul loro carter qualora occorra conoscere il senso del moto per
evitare rischi. Raccomandazioni supplementari devono eventualmente figurare nelle istruzioni per l'uso.
Se l'origine dei rischi puó essere dovuta ad un collegamento difettoso, la progettazione o le indicazioni figuranti sulle
tabulazioni e/o sulle morsettiere devono rendere impossibili i raccordi errati di fluidi, compresi quelli dei conduttori
elettrici.
1.5.5 - Rischi dovuti a temperature estreme
Devono essere prese opportune disposizioni per evitare qualsiasi pericolo di lesioni, per contatto o a distanza, dovute a
pezzi o materiali a temperatura elevata o molto bassa.
Devono essere studiati i rischi di proiezione di materiali caldi o molto freddi. Qualora sussista tale possibilitá si devono
prendere le misure necessarie per impedirli e, se tecnicamente non fattibile, per renderli meno pericolosi.
1.5.6 - Rischi di incendio
La macchina deve essere progettata e costruita in modo da evitare qualsiasi rischio di incendio o di surriscaldamento
provocato dalla macchina stessa o da gas, liquidi, polveri, vapori ed altre sostanze, prodotti o utilizzati dalla macchina.
1.5.7 - Rischi di esplosione
La macchina deve essere progettata e costruita in modo da evitare qualsiasi rischio di esplosione provocato dalla
macchina stessa o da gas, liquidi, polveri, vapori ed altre sostanze prodotti o utilizzati dalla macchina.
A tal fine il fabbricante prenderá le misure necessarie per
- evitare una concentrazione pericolosa dei prodotti,
- impedire l'infiammazione dell'atmosfera esplosiva,
- ridurre le conseguenze di un'eventuale esplosione, in modo che non abbia effetti pericolosi sull'ambiente circostante.
Se il fabbricante prevede l'utilizzazione della macchina in una atmosfera esplosiva, saranno prese le stesse precauzioni.
II materiale elettrico di queste macchine deve essere conforme, per i rischi di esplosione, alle vigenti direttive
specifiche.
1.5.8 - Rischi dovuti al rumore
La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che i rischi dovuti all'emissione di rumore aereo siano ridotti
al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della possibilitá di disporre di mezzi atti a limitare il rumore, in
particolare alla fonte.
1.5.9 - Rischi dovuti alle vibrazioni
La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che i rischi dovuti alle vibrazioni trasmesse dalla macchina
siano ridotti a livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilitá di mezzi atti a ridurre le
vibrazioni, in particolare alla fonte.
1.5.10 - Rischi dovuti alle radiazioni
La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che qualsiasi emissione di radiazioni da parte della
macchina sia limitata a quanto necessario al suo funzionamento e i suoi effetti sulle persone siano nulli o ridotti a
proporzioni non pericolose.
1.5.11 - Rischi dovuti alle radiazioni esterne
La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che il suo funzionamento non sia perturbato dalle radiazioni
esterne.
1.5.12 - Rischi dovuti a dispositivi laser
In caso di impiego di dispositivi laser va tenuto conto delle seguenti disposizioni:
- i dispositivi laser montati su macchine devono essere progettati e costruiti in modo da evitare qualsiasi radiazione
involontaria,
- i dispositivi laser montati su macchine debbono essere protetti in modo tale che né le radiazioni utili né la radiazione
prodotta da riflessione o da diffusione e la radiazione secondaria possano nuocere alla salute,
- i dispositivi ottici per l'osservazione o la regolazione di dispositivi laser montati su macchine devono essere tali che i
raggi laser non creino alcun rischio per la salute.
1.5.13 - Rischi dovuti alla emissione di polveri, gas, ecc.
La macchina deve essere progettata, costruita e/o equipaggiata in modo tale da evitare i rischi dovuti a gas, liquidi,
polveri, vapori ed altri residui prodotti.
Se il rischio esiste, la macchina deve essere equipaggiata in modo tale da poter captare e/o aspirare i suddetti prodotti.
Se la macchina non é chiusa durante il normale funzionamento, i dispositivi di captazione e/o di aspirazione di cui al
comma precedente devono essere situati il piú vicino possibile al luogo di emissione.
1.5.14 - Rischio di restare imprigionati in una macchina
Le macchine devono essere progettate, costruite o dotate di mezzi che consentano di evitare ad una persona di restarvi
chiusa dentro o, in caso di impossibilità, di chiedere aiuto.
1.5.15 - Rischio di caduta
Le parti della macchina sulle quali é previsto lo spostamento o lo stazionamento delle persone devono essere progettate
e costruite in modo da evitare che esse scivolino, inciampino o cadano su tali parti o fuori di esse.
1.6 - MANUTENZIONE
1.6.1- Manutenzione della macchina
I punti di regolazione, di lubrificazione e di manutenzione devono essere situati fuori dalle zone pericolose. Gli
interventi di regolazione, di manutenzione, di riparazione e di pulitura della macchina devono poter essere eseguiti sulla
macchina ferma.
Se per motivi tecnici non é possibile soddisfare una delle precedenti condizioni, dette operazioni devono poter essere
eseguite senza rischi (vedi in particolare il punto 1.2.5.).
Per le macchine automatizzate e se del caso, per altre macchine, il fabbricante prevederá eventualmente un dispositivo di
connessione che consenta di montare un dispositivo di diagnosi di ricerca delle avarie.
Gli elementi delle macchine automatizzate che devono essere sostituiti frequentemente, soprattutto in seguito a un
cambiamento della fabbricazione o quando sono sensibili agli effetti dell'usura o soggetti a deterioramento in seguito ad
un incidente, devono essere facilmente smontabili e rimontabili in condizioni di sicurezza. L'accesso a questi elementi
deve consentire di svolgere questi compiti con i mezzi tecnici necessari (attrezzi, strumenti di misura, ecc.) secondo il
metodo operativo definito dal costruttore.
1.6.2 - Mezzi di accesso al posto di lavoro o ai punti di intervento
Il fabbricante deve prevedere mezzi di accesso (scale, passerelle, ecc.) che consentano di raggiungere in completa
sicurezza tutti i punti in cui devono avvenire le operazioni di produzione, di regolazione e di manutenzione.
1.6.3 - Isolamento delle fonti di alimentazione di energia
Ogni macchina deve essere munita di dispositivi che consentono di isolarla da ciascuna delle sue fonti di alimentazione
di energia. Questi dispositivi debbono essere chiaramente individuati e potersi bloccare qualora il collegamento rischi di
presentare un pericolo per le persone esposte. Nel caso di macchine alimentate ad energia elettrica, mediante una spina
ad innesto, é sufficiente la separazione della spina.
Il dispositivo deve essere parimenti bloccato nel caso in cui l'operatore non possa verificare l'effettivo costante
isolamento da tutte le posizioni che deve occupare.
L'eventuale energia residua o immagazzinata dopo l'isolamento della macchina deve poter essere dissipata senza
pericolo per le persone esposte.
In deroga al requisito precedente, taluni circuiti possono non essere separati dalla loro fonte di energia onde consentire,
ad esempio, il supporto di pezzi, la tutela di informazioni, l'illuminazione delle parti interne ecc. In questo caso devono
essere prese disposizioni particolari per garantire la sicurezza degli operatori.
1.6.4 - Intervento dell'operatore
Le macchine devono essere progettate, costruite ed equipaggiate in modo tale da limitare le cause d'intervento degli
operatori.
L'intervento di un operatore, ogniqualvolta non potrá essere evitato, dovrá essere effettuato facilmente, in condizioni di
sicurezza.
1.6.5 - Pulitura delle parti interne
La macchina deve essere progettata e costruita in modo che la pulitura delle parti interne della macchina che ha
contenuto sostanze o preparazioni pericolose sia possibile senza penetrare in tali parti interne; lo stesso dicasi per
l'eventuale svuotamento completo che deve poter essere fatto dall'esterno. Se é assolutamente impossibile evitare di
penetrarvi, il fabbricante deve prendere all'atto della costruzione misure atte a consentire di effettuare la pulitura con il
minimo rischio possibile.
1.7 - SEGNALAZIONI
1.7.0 - Dispositivi di informazione
Le informazioni necessarie alla guida di una macchina devono essere chiare e facilmente comprensibili.
Non devono essere in quantitá tale da accavallarsi nella mente dell'operatore.
Quando la sicurezza e la salute delle persone esposte possono essere messe in pericolo da un funzionamento difettoso di
una macchina che funziona senza sorveglianza, la macchina deve essere attrezzata in modo da emettere un segnale
sonoro o luminoso adeguato.
1.7.1 - Dispositivi di allarme
Se la macchina é munita di dispositivi di allarme (ad esempio: mezzi di segnalazione, ecc.), essi devono poter essere
compresi senza ambiguitá e facilmente percepiti.
Devono essere prese misure opportune per consentire all'operatore di verificare la costante efficienza di questi
dispositivi di allarme.
Devono essere applicate le disposizioni delle direttive specifiche concernenti i colori ed i segnali di sicurezza.
1.7.2 - Avvertenze in merito ai rischi residui
Nel caso in cui permangano dei rischi, malgrado tutte le disposizioni adottate oppure quando si tratta di rischi potenziali
non evidenti (ad esempio: armadio elettrico, sorgenti radioattive, spurgo di circuito idraulico, rischio in una parte non
visibile, ecc.), il fabbricante deve prevedere delle avvertenze.
Dette avvertenze devono utilizzare preferibilmente dei simboli comprensibili a tutti e/o essere redatte in una delle lingue
del paese di utilizzazione corredata su richiesta, dalle lingue conosciute dagli operatori.
1.7.3 - Marcatura
Ogni macchina deve recare, in modo leggibile ed indelebile, almeno le seguenti indicazioni:
- nome del fabbricante e suo indirizzo;
- la marcatura CE (cfr. allegato III);
- designazione della serie o del tipo;
- eventualmente, numero di serie;
- l'anno di costruzione.
Se il fabbricante costruisce una macchina destinata all'utilizzazione in atmosfera esplosiva, essa deve recare anche
l'apposita indicazione.
In funzione della sua caratteristica, la macchina deve recare anche tutte le indicazioni indispensabili alla sicurezza
d'esercizio (ad esempio: frequenza massima di rotazione di taluni organi, diametro massimo degli utensili che possono
essere montati, massa, ecc.).
Se un elemento della macchina deve essere movimentato durante l'utilizzazione con mezzi di sollevamento, la sua massa
deve essere indicata in modo leggibile, indelebile e non ambiguo.
Le attrezzature intercambiabili di cui all'articolo 1, paragrafo 2, terzo comma devono recare le stesse indicazioni.
1.7.4 - Istruzioni per l'uso
a) Ogni macchina deve essere accompagnata da un'istruzione per l'uso che fornisca le seguenti informazioni:
- riepilogo delle indicazioni previste per la marcatura, escluso il numero di serie (vedi punto 1.7.3.), eventualmente
completate dalle indicazioni atte a facilitare la manutenzione (ad esempio: indirizzo dell'importatore, dei riparatori,
ecc.),
- le condizioni di utilizzazione previste, ai sensi del punto 1.1.2 c),
- il o i posti di lavoro che possono essere occupati dagli operatori,
- le istruzioni per eseguire senza alcun rischio:
- la messa in funzione,
- l'utilizzazione,
- il trasporto, indicando la massa della macchina e dei suoi vari elementi allorché devono regolarmente essere
trasportati separatamente,
- l'installazione,
- il montaggio e lo smontaggio,
- la regolazione,
- la manutenzione e la riparazione,
- se necessario, istruzioni per l'addestramento,
- se necessario, le caratteristiche essenziali degli utensili che possono essere montati sulla macchina.
Qualora necessario, in tale istruzione per l'uso deve essere richiamata l'attenzione sulle controindicazioni di
utilizzazione.
b) Le istruzioni per l'uso sono redatte in una delle lingue comunitarie dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella
Comunitá. All'atto della messa in servizio, ogni macchina deve essere accompagnata da una traduzione delle istruzioni
nella o nelle lingue del paese di utilizzazione e dalle istruzioni originali. La traduzione fatta dal fabbricante o dal suo
mandatario stabilito nella Comunitá, oppure da chi introduce la macchina nella zona linguistica in questione. In deroga a
quanto sopra, le istruzioni per la manutenzione destinate ad essere applicate da un personale specializzato che dipende
dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunitá, possono essere redatte in una sola lingua comunitaria
compresa da detto personale.
c) Alle istruzioni per l'uso saranno allegati gli schemi della macchina necessari per la messa in funzione, la
manutenzione, l'ispezione, il controllo del buon funzionamento e, all'occorrenza, la riparazione della macchina ed ogni
altra avvertenza utile soprattutto in materia di sicurezza.
d) Qualsiasi la documentazione che presenta la macchina non deve contenere elementi in contrasto con quanto
specificato nelle istruzioni per l'uso per quanto concerne gli aspetti di sicurezza. La documentazione tecnica che
descrive la macchina deve fornire le informazioni concernenti l'emissione di rumore aereo di cui alla lettera f) e, per le
macchine portatili e/o a conduzione manuale, le informazioni concernenti le vibrazioni di cui al punto 2.2.
e) Se necessario, alle istruzioni per l'uso devono essere indicate le prescrizioni di montaggio volte a ridurre il rumore e
le vibrazioni prodotte (ad esempio: impiego di ammortizzatori, natura e massa del basamento, ecc.).
f) Le istruzioni per l'uso devono fornire le indicazioni seguenti sul rumore aereo prodotto dalla macchina, valore reale o
valore stabilito in base alla misurazione eseguita su una macchina identica:
- il livello di pressione acustica continuo equivalente ponderato A nei posti di lavoro se supera 70 dB (A); se tale livello
é inferiore o pari a 70 dB (A), deve essere indicato;
- il valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata C nei posti di lavoro se supera 63 Pa (130 dB
rispetto a 20 Pa);
- il livello di potenza acustica emessa dalla macchina se il livello di pressione acustica continuo equivalente ponderato
A nei posti di lavoro supera 85 dB (A).
Quando si tratta di una macchina di grandissime dimensioni l'indicazione del livello di potenza acustica é sostituito
dall'indicazione dei livelli di pressione acustica continui equivalenti in appositi punti intorno alla macchina.
Allorché non sono utilizzate le norme armonizzate, i dati acustici devono essere misurati utilizzando il codice di
misurazione piú appropriato adeguato alla macchina.
Il fabbricante deve indicare le condizioni di funzionamento della macchina durante la misurazione e i metodi di
misurazione seguiti.
Se il posto o i posti di lavoro non sono o non possono essere definiti, la misurazione del livello di pressione acustica
deve essere eseguita a 1 m dalla superficie della macchina e a 1,60 m di altezza dal suolo o dalla piattaforma di accesso.
Devono essere indicati la posizione e il valore della pressione acustica massima.
g) Se il fabbricante prevede l'utilizzazione in atmosfera esplosiva, le istruzioni per l'uso devono fornire tutte le
indicazioni necessarie.
h) In caso di macchine che possono anche essere destinate all'utilizzazione da parte di utilizzatori non professionali, la
redazione e la presentazione delle istruzioni per l'uso, nel rispetto delle altre esigenze essenziali di cui sopra, devono
tener conto del livello di formazione generale e della perspicacia che ci si puó ragionevolmente aspettare da questi
utilizzatori.
2. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI SALUTE PER TALUNE
CATEGORIE DI MACCHINE
2.1 Macchine agroalimentari
Se la macchina è destinata alla preparazione o al trattamento di prodotti alimentari (ad esempio: cottura, raffreddamento,
riporto a temperatura, lavaggio, manipolazione, condizionamento, stoccaggio, trasporto, distribuzione) deve essere
progettata e costruita in modo da evitare rischi di infezione, di malattia e di contagio e vanno osservate le seguenti
norme di igiene:
a) I materiali a contatto o che possono venire a contatto con prodotti alimentari devono essere conformi alle direttive
in materia. La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che detti materiali possano essere puliti prima
di ogni utilizzazione.
b) Tutte le superfici e gli elementi di raccordo devono essere lisci, senza rugosità né spazi in cui possano fermarsi
materie organiche.
c) I gruppi costituiti da più unità devono essere progettati in modo da ridurre al minimo le sporgenze, i bordi e gli
angoli. Essi sono realizzati preferibilmente mediante saldatura o incollatura continua.
d) Tutte le superfici a contatto con i prodotti alimentari devono poter essere facilmente pulite e disinfettate
eventualmente dopo aver tolto le parti facilmente smontabili. Gli angoli interni devono essere raccordati con raggi tali
da consentire una pulizia completa.
e) I liquidi provenienti da prodotti alimentari e i prodotti di pulizia, di disinfezione e di risciacquatura devono poter
defluire verso l'esterno della macchina senza incontrare ostacoli (eventualmente in una posizione «pulizia»).
f) La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale da evitare ogni infiltrazione di liquidi, ogni
accumulazione di materie organiche o penetrazione di esseri vivi, segnatamente insetti, nelle zone impossibili da pulire
(ad esempio: per una macchina non montata su piedi o su rotelle, installazione di una guarnizione a tenuta stagna tra
la macchina e lo zoccolo, uso di collegamenti stagni, ecc.).
g) La macchina deve essere progettata e costruita in modo che i prodotti ausiliari (ad esempio lubrificanti, ecc.) non
possano entrare in contatto con i prodotti alimentari. All'occorrenza la macchina deve essere progettata e costruita per
permettere di verificare regolarmente il rispetto di questo requisito.
Istruzioni per l'uso
Oltre alle indicazioni di cui al punto 1, le istruzioni per l'uso devono menzionare i prodotti ed i metodi di pulizia, di
disinfezione e di risciacquatura raccomandati (non soltanto per le parti facilmente accessibili, ma anche nel caso in cui
sia necessaria una pulizia sul posto per le parti il cui accesso è impossibile o sconsigliato, ad esempio le tubazioni).
2.2. Macchine portatili tenute e/o condotte a mano
Le macchine portatili tenute e/o condotte a mano devono rispondere ai seguenti requisiti essenziali di sicurezza e di
salute:
- a seconda del tipo di macchina, avere una superficie di appoggio sufficiente e disporre in numero sufficiente di mezzi
di presa e di mantenimento correttamente dimensionati e disposti in modo da garantire la stabilità della macchina
nelle condizioni di funzionamento previste dal fabbricante;
- tranne il caso in cui sia tecnicamente impossibile o quando esista un comando indipendente, se le impugnature non
possono essere abbandonate in tutta sicurezza, le macchine devono essere munite di organi di comando di avviamento
e/o di arresto disposti in modo tale che l'operatore non debba abbandonare i mezzi di presa per azionarli,
- essere progettate, costruite o equipaggiate in modo tale da sopprimere i rischi dovuti al loro avviamento intempestivo
e/o al loro mantenimento in funzione dopo che l'operatore ha abbandonato i mezzi di presa. Se questo requisito non è
tecnicamente realizzabile occorre prendere disposizioni compensative;
- la macchina portatile tenuta a mano deve essere progettata e costruita in modo tale da consentire, all'occorrenza, il
controllo a vista della penetrazione dell'utensile nel materiale lavorato.
Istruzioni per l'uso
Le istruzioni per l'uso devono fornire la seguente indicazione relativa alle vibrazioni emesse dalle macchine tenute e
condotte manualmente:
- il valore medio quadratico ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando
superi i 2,5 m/s2, definito secondo le norme di collaudo appropriate. Se l'accelerazione non supera 2,5 m/s2, occorre
segnalarlo.
In mancanza di norme di collaudo applicabili, il fabbricante deve indicare i procedimenti di misura applicati e le
condizioni nelle quali sono state eseguite delle misure.
2.3. Macchine per la lavorazione del legno e di materie assimilate
Le macchine per la lavorazione del legno e le macchine che lavorano materiali aventi caratteristiche fisiche e
tecnologiche simili a quelle del legno, come il sughero, l'osso, la gomma indurita, le materie plastiche dure ed altre
materie dure simili, devono rispondere ai seguenti requisiti essenziali per la sicurezza e la salute:
a) la macchina deve essere progettata, costruita o attrezzata in modo che il pezzo da lavorare possa essere presentato e
guidato in condizioni di sicurezza; quando il pezzo è tenuto manualmente su un banco di lavoro, quest'ultimo deve
garantire una stabilità sufficiente durante la lavorazione e non deve ostacolare lo spostamento del pezzo;
b) se la macchina può essere utilizzata in condizioni che comportano un rischio di proiezione dei pezzi di legno, essa
deve essere progettata, costruita o attrezzata in modo da evitare tale proiezione o quanto meno in modo che la
proiezione non produca danni per l'operatore e/o le persone esposte;
c) la macchina deve essere equipaggiata di freno automatico che arresti l'utensile in tempo sufficientemente breve in
caso di rischio di contatto con l'utensile in fase di rallentamento;
d) quando l'utensile è integrato in una macchina non completamente automatizzata, questa deve essere progettata e
costruita in modo tale da eliminare o ridurre la gravità degli infortuni alle persone, ad esempio utilizzando
portautensili a sezione circolare, limitando la profondità di passata, ecc.
3. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE
PER OVVIARE AI RISCHI PARTICOLARI DOVUTI ALLA MOBILITA' DELLE
MACCHINE
Per ovviare ai rischi particolari dovuti alla mobilità, le macchine devono essere progettate e costruite in modo da
rispondere ai requisiti che seguono.
I rischi dovuti alla mobilità esistono sempre per le macchine semoventi, trainate, spinte o portate da un'altra macchina o
da un trattore il cui lavoro è effettuato in aree di lavoro e richiede la mobilità durante il lavoro oppure uno spostamento
continuo o semicontinuo secondo una successione di stazioni di lavori fisse.
Inoltre, i rischi dovuti alla mobilità possono esistere nel caso di macchine il cui lavoro si effettua senza spostamenti ma
che possono essere munite di mezzi che consentano di spostarle più facilmente da un luogo all'altro (macchine munite di
ruote, rotelle, pattini, ecc., o collocate su supporti, carrelli, ecc.).
Al fine di verificare che i motocoltivatori e le motozappatrici non presentino rischi inaccettabili per le persone esposte, il
fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità deve effettuare oppure fare effettuare le prove appropriate per
ogni tipo di macchina.
3.1. Generalità
3.1.1. Definizione
Per «conducente» si intende un operatore competente incaricato dello spostamento di una macchina. Il conducente può
essere trasportato dalla macchina oppure accompagnarla a piedi, o azionarla mediante telecomando (cavi, radio, ecc.).
3.1.2. llluminazione
Se il fabbricante prevede che le macchine semoventi vengano impiegate in luoghi bui, esse dovranno essere munite di un
dispositivo di illuminazione adeguato al lavoro da svolgere, ferme restando le altre normative eventualmente applicabili
(codice stradale, codice di navigazione, ecc.).
3.1.3. Progettazione della macchina ai fini della movimentazione
Durante lo spostamento della macchina e/o dei suoi elementi, non devono potersi verificare spostamenti intempestivi né
rischi dovuti all'instabilità se la macchina e/o i suoi elementi sono sottoposti a movimentazione secondo le istruzioni del
fabbricante.
3.2. Posto di lavoro
3.2.1. Posto di guida
Il posto di guida deve essere progettato tenendo conto dei principi dell'ergonomia. Possono essere previsti più posti di
manovra e, in questo caso, ciascun posto deve disporre di tutti gli organi di comando necessari. Quando vi sono vari
posti di manovra la macchina deve essere progettata in modo che l'impiego di uno di essi renda impossibile l'uso degli
altri, ad eccezione degli arresti di emergenza. La visibilità dal posto di guida deve essere tale da consentire al
conducente di far muovere la macchina e i suoi utensili nelle condizioni di impiego previste, in tutta sicurezza per se
stesso e per le persone esposte. In caso di necessità, adeguati dispositivi devono rimediare ai rischi dovuti alla deficienza
di visibilità diretta.
La macchina deve essere progettata e costruita affinché al posto di manovra non possano presentarsi rischi dovuti al
contatto improvviso con le ruote o con i cingoli per il conducente e per gli operatori a bordo.
Il posto di manovra deve essere progettato e costruito in modo da evitare rischi per la salute derivanti dai gas di scarico
e/o dalla mancanza di ossigeno.
Se le dimensioni lo consentono, il posto di manovra del conducente trasportato deve essere progettato e costruito in
modo da poter essere dotato di cabina. In questo caso deve comportare un luogo destinato alla sistemazione delle
istruzioni necessarie al conducente e/o agli operatori. Il posto di manovra deve essere dotato di cabina adeguata in caso
di rischio dovuto ad ambiente pericoloso.
Se la macchina è dotata di cabina, quest'ultima deve essere progettata, costruita e/o attrezzata in modo da assicurare che
il conducente lavori in buone condizioni e sia protetto dagli eventuali rischi (ad esempio: riscaldamento e aerazione
inadeguati, visibilità insufficiente, eccesso di rumore e vibrazioni, caduta di oggetti, penetrazione di oggetti,
ribaltamento, ecc.). L'uscita deve consentire un rapido abbandono della macchina. Si deve inoltre prevedere un'uscita di
sicurezza in una direzione diversa dall'uscita normale.
I materiali impiegati per la cabina e la sua sistemazione devono essere difficilmente infiammabili.
3.2.2. Sedili
Il sedile del conducente di qualsiasi macchina deve garantire la stabilità del conducente ed essere progettato tenendo
conto dei principi dell'ergonomia.
Il sedile deve essere progettato in modo da ridurre al livello più basso ragionevolmente possibile le vibrazioni trasmesse
al conducente. Il sedile deve essere ancorato in modo da resistere a tutte le sollecitazioni che può subire, soprattutto in
caso di ribaltamento. Se sotto i piedi del conducente non esiste alcun piano di appoggio, egli dovrà disporre di un
poggiapiedi antisdrucciolevole.
Qualora la macchina possa essere munita di una struttura di protezione in caso di ribaltamento, il sedile deve portare una
cintura di sicurezza o un dispositivo equivalente che mantenga il conducente sul suo sedile senza opporsi ai movimenti
necessari alla guida né agli eventuali movimenti della sospensione.
3.2.3. Altri posti
Se le condizioni di utilizzazione prevedono che oltre al conducente siano saltuariamente o regolarmente trasportati sulla
macchina o vi lavorino altri operatori, devono essere previsti posti adeguati affinché il loro trasporto o lavoro avvenga
senza rischi, in particolare di caduta.
Se le condizioni di lavoro lo consentono, questi posti di lavoro devono essere muniti di sedili.
Se il posto di manovra deve essere munito di cabina, anche gli altri posti devono essere protetti contro i rischi che hanno
giustificato la protezione del posto di manovra.
3.3. Comandi
3.3.1. Dispositivi di comando
Dal posto di guida il conducente deve poter azionare tutti i dispositivi di comando necessari al funzionamento della
macchina tranne per quanto riguarda le funzioni che possono essere esercitate in condizioni di sicurezza solo mediante
dispositivi di comando collocati al di fuori del posto di guida. Si tratta in particolare di posti di lavoro diversi dal posto
di guida di cui sono responsabili operatori diversi dal conducente o per i quali è necessario che il conducente lasci il
posto di guida per svolgere le manovre in condizioni di sicurezza.
I pedali eventuali devono essere progettati, costruiti e disposti in modo che possano essere azionati da un conducente in
modo sicuro con il minimo rischio di confusione; devono avere una superficie antisdrucciolevole ed essere facili da
pulire.
Quando il loro funzionamento può comportare rischi, in particolare movimenti pericolosi, i dispositivi di comando della
macchina, ad esclusione di quelli a posizioni predeterminate, devono ritornare in posizione neutra non appena
l'operatore li lascia liberi.
Nel caso di una macchina a ruote, il meccanismo di sterzo deve essere progettato e costruito in modo da ridurre la forza
dei movimenti bruschi del volante o della leva di sterzo, dovuti ai colpi subiti dalle ruote sterzanti.
Il comando di blocco del differenziale deve essere progettato e disposto in modo da permettere di sbloccare il
differenziale quando la macchina è in movimento.
L'ultima fase del punto 1.2.2. non si applica alla funzione della mobilità.
3.3.2. Avviamento/spostamento
Le macchine semoventi con conducente trasportato devono essere dotate di mezzi che scoraggino l'avviamento del
motore da parte di persone non autorizzate.
Qualsiasi spostamento comandato di una macchina semovente con conducente trasportato deve essere possibile soltanto
se il conducente si trova al posto di comando.
Quando, per il suo lavoro, una macchina deve essere attrezzata con dispositivi che superano la sua sagoma normale (ad
esempio: stabilizzatori, freccia, ecc.), è necessario che il conducente disponga di mezzi che gli consentano di verificare
facilmente, prima di spostare la macchina, che detti dispositivi siano in una posizione che consente uno spostamento
sicuro.
La stessa cosa deve verificarsi per la posizione di tutti gli altri elementi che, per consentire uno spostamento sicuro,
devono occupare una posizione definita, se necessario bloccata.
Quando ciò è tecnicamente ed economicamente realizzabile, lo spostamento della macchina deve essere subordinato alla
posizione sicura degli elementi sopra indicati.
Uno spostamento della macchina non deve essere possibile all'atto dell'avviamento del motore.
3.3.3. Arresto dello spostamento
Fatte salve le prescrizioni da rispettare per la circolazione stradale, le macchine semoventi e i loro rimorchi devono
rispettare i requisiti in materia di rallentamento, di arresto, di frenatura e di immobilizzazione che garantiscono la
sicurezza in tutte le condizioni di funzionamento, di carico, di velocità, di caratteristiche del suolo e di pendenza
previste dal fabbricante e corrispondenti a situazioni normalmente incontrate.
Il rallentamento e l'arresto della macchina semovente devono poter essere ottenuti dal conducente attraverso un
dispositivo principale. Se la sicurezza lo esige, in caso di guasto del dispositivo principale o in mancanza di energia per
azionare tale dispositivo, un dispositivo di emergenza con comandi interamente indipendenti e facilmente accessibili
deve consentire il rallentamento e l'arresto.
Se la sicurezza lo esige, l'immobilizzazione della macchina deve essere mantenuta con un dispositivo di sosta. Questo
dispositivo può essere combinato con uno dei dispositivi di cui al secondo comma, a condizione che sia ad azione
puramente meccanica.
La macchina comandata a distanza deve essere progettata e costruita in modo da fermarsi automaticamente se il
conducente ne ha perduto il controllo.
Il punto 1.2.4. non si applica alla funzione spostamento.
3.3.4. Spostamento delle macchine con conducente a piedi
Ogni spostamento di una macchina semovente con conducente a piedi deve essere possibile solo se quest'ultimo esercita
un'azione continua sull'organo di comando corrispondente. In particolare, nessun spostamento deve essere possibile
all'atto dell'avviamento del motore.
Il sistema di comando delle macchine con conducente a piedi deve essere progettato in modo da ridurre al minimo i
rischi connessi allo spostamento inopinato della macchina verso il conducente, in particolare per i rischi di:
a) schiacciamento,
b) lesioni provocate da utensili rotanti.
Inoltre, la velocità normale di spostamento della macchina deve essere compatibile con l'andatura del conducente.
Sulle macchine che possono essere munite di un utensile rotante, quest'ultimo non deve poter essere azionato quando il
comando di retromarcia è inserito, salvo che lo spostamento della macchina risulti dal movimento dell'utensile. In
quest'ultimo caso basterà che la velocità in retromarcia sia tale da non presentare rischi per il conducente.
3.3.5. Avaria del circuito di comando
In caso di avaria dell'alimentazione del servosterzo, la macchina deve poter essere guidata per arrestarla.
3.4. Misure di protezione dai rischi meccanici
3.4.1. Rischi connessi con movimenti non comandati
Quando un elemento di una macchina è stato arrestato, la sua deriva dalla posizione di arresto, per qualsiasi causa che
non sia l'azionamento degli organi di comando, deve essere tale da non creare rischi per le persone esposte.
La macchina deve essere progettata, costruita ed eventualmente montata sul suo supporto mobile in modo che al
momento dello spostamento le oscillazioni incontrollate del suo baricentro non ne pregiudichino la stabilità né
comportino sforzi eccessivi per la sua struttura.
3.4.2. Rischio di rottura durante il funzionamento
Gli elementi di macchine rotanti ad alta velocità, per i quali, nonostante le precauzioni prese, rimane il rischio di rottura
o di disintegrazione, devono essere montati e protetti in modo che i loro eventuali frammenti vengano trattenuti o,
quando ciò non è possibile, non possano essere proiettati verso il posto di manovra e/o i posti di lavoro.
3.4.3. Rischi connessi con il ribaltamento
Quando per una macchina semovente con conducente ed eventualmente operatori trasportati esiste il rischio di
ribaltamento, essa deve essere progettata e munita di punti di ancoraggio che consentano di ricevere una struttura di
protezione contro tale rischio (ROPS).
Detta struttura deve essere tale che in caso di ribaltamento garantisca al conducente trasportato, ed eventualmente agli
operatori trasportati, un adeguato volume limite di deformazione (DLV).
Al fine di verificare che la struttura soddisfa il requisito di cui al secondo comma, il fabbricante o il suo mandatario
stabilito nella Comunità deve effettuare, o far effettuare, prove appropriate su ogni tipo di struttura.
Inoltre, le seguenti macchine per movimento terra di potenza superiore a 15 kW devono essere munite di una struttura di
protezione in caso di ribaltamento:
- pale caricatrici su cingoli o su ruote,
- caricatrici meccaniche,
- trattori su cingoli o su ruote,
- ruspe autocaricanti o meno,
- livellatrici,
- cassoni ribaltabili con parte anteriore articolata.
3.4.4. Rischi connessi con la caduta di oggetti
Quando per una macchina con conducente e eventualmente con operatori trasportati esistano rischi connessi con cadute
di oggetti e di materiali, essa deve essere progettata e munita, se le sue dimensioni lo consentono, di punti di ancoraggio
atti a ricevere una struttura di protezione contro tale rischio (FOPS).
Detta struttura deve essere tale che in caso di cadute di oggetti o di materiali, garantisca agli operatori trasportati un
adeguato volume limite di deformazione (DLV).
Al fine di verificare che la struttura soddisfa il requisito di cui al secondo comma, il fabbricante o il suo mandatario
stabilito nella Comunità deve effettuare, o far effettuare, prove appropriate per ciascun tipo di struttura.
3.4.5. Rischi connessi con la caduta dai mezzi di accesso
Mezzi di appoggio o di sostegno devono essere progettati, costruiti e disposti in modo che gli operatori li utilizzino
istintivamente e non ricorrano a tal fine agli organi di comando.
3.4.6. Rischi connessi con i dispositivi di traino
Ogni macchina utilizzata per trainare o destinata ad essere trainata deve essere munita di dispositivi di rimorchio o di
traino progettati, costruiti e disposti in modo da garantire che il collegamento e lo sganciamento possano essere
effettuati facilmente ed in modo sicuro e da impedire uno sganciamento accidentale durante l'utilizzazione.
Qualora il carico sul timone lo richieda, queste macchine devono essere munite di un supporto con una superficie
d'appoggio adatta al carico ed al terreno.
3.4.7. Rischi connessi con la trasmissione di potenza tra la macchina semovente (o il trattore) e la macchina
azionata
Gli alberi di trasmissione cardanici che collegano una macchina semovente (o un trattore) al primo supporto fisso di una
macchina azionata devono essere protetti sul lato della macchina semovente e sul lato della macchina azionata per tutta
la lunghezza dell'albero e dei giunti cardanici.
Sul lato della macchina semovente o del trattore, la presa di forza alla quale è collegato l'albero di trasmissione deve
essere protetta da uno schermo fissato sulla macchina semovente (o sul trattore) oppure da qualsiasi altro dispositivo che
garantisca una protezione equivalente.
Sul lato della macchina trainata, l'albero comandato deve essere chiuso in un carter di protezione fissato alla macchina.
La presenza di un limitatore di coppia o di una ruota libera è autorizzata per la trasmissione cardanica soltanto sul lato in
cui avviene il collegamento con la macchina azionata. In questo caso occorre indicare sull'albero di trasmissione
cardanico il senso del montaggio.
Ogni macchina trainata, il cui funzionamento implica la presenza di un albero di trasmissione che la colleghi ad una
macchina semovente o a un trattore, deve possedere un sistema di aggancio dell'albero di trasmissione tale che, quando
la macchina è staccata, l'albero di trasmissione ed il suo dispositivo di protezione non vengano danneggiati dal contatto
con il suolo o con un elemento della macchina.
Gli elementi esterni del dispositivo di protezione devono essere progettati, costruiti e disposti in modo da non poter
ruotare con l'albero di trasmissione. Il dispositivo di protezione deve coprire l'albero di trasmissione fino alle estremità
delle ganasce interne, nel caso di giunti cardanici semplici e almeno fino al centro del giunto o dei giunti esterni nel caso
di cardani detti a grandangolo.
Se sono previsti accessi ai posti di lavoro in prossimità dell'albero di trasmissione a cardano, il costruttore deve evitare
che i dispositivi di protezione degli alberi di trasmissione descritti al sesto comma possano servire da predellini, a meno
che non siano progettati e costruiti a tal fine.
3.4.8. Rischi dovuti agli elementi mobili di trasmissione
In deroga al punto 1.3.8.A, nel caso dei motori a combustione interna, le protezioni mobili che impediscono l'accesso
alle parti mobili del compartimento motore non possono essere provviste di dispositivi di blocco a condizione che la
loro apertura sia possibile soltanto con l'impiego di un utensile o di una chiave, oppure dopo aver azionato un comando
situato sul posto di guida, se quest'ultimo si trova in una cabina completamente chiusa con una serratura bloccabile.
3.5. Misure di protezione contro altri rischi
3.5.1. Rischi dovuti alla batteria d'accumulatori
L'alloggiamento della batteria deve essere costruito e situato e la batteria deve essere installata in modo da evitare al
massimo la possibililà di proiezione dell'elettrolita sull'operatore, anche in caso di ribaltamento e/o da evitare l'accumulo
di vapori vicino ai posti occupati dagli operatori.
La macchina mobile deve essere progettata e costruita in modo che la batteria possa essere disinserita con un dispositivo
facilmente accessibile previsto a tal fine.
3.5.2. Rischi di incendio
In funzione dei rischi previsti dal fabbricante durante l'uso, la macchina deve, qualora le dimensioni lo consentano:
- permettere l'installazione di estintori facilmente accessibili,
oppure
- essere munita di sistemi di estinzione che siano parte integrante della macchina.
3.5.3. Rischi dovuti alle emissioni di polveri, gas, ecc.
Quando esista tale rischio, la captazione di cui al punto 1.5.13 può essere sostituita con altri mezzi, come ad esempio
l'eliminazione con getto d'acqua polverizzata.
Il punto 1.5.13, secondo e terzo comma, si applicano soltanto quando la funzione principale della macchina è la
polverizzazione dei prodotti.
3.6. Indicazioni
3.6.1. Segnalazione - avvertimento
Le macchine devono essere provviste di mezzi di segnalazione e/o targhe con le istruzioni concernenti l'impiego, la
regolazione e la manutenzione necessaria per garantire la sicurezza e la tutela della salute delle persone esposte. Tali
mezzi devono essere scelti, progettati e realizzati in modo da essere chiaramente visibili e indelebili.
Ferme restando le condizioni da rispettare per la circolazione stradale, le macchine con conducente trasportato devono
essere dotate della seguente attrezzatura:
- un avvertitore acustico che consenta di avvertire le persone esposte;
- un sistema di segnalazione luminosa che tenga conto delle condizioni di impiego previste quali, ad esempio, le luci di
arresto, le luci di retromarcia, i girofari. Quest'ultima condizione non si applica alle macchine destinate
esclusivamente ai lavori sotterranei e sprovviste di alimentazione elettrica.
Le macchine telecomandate, le cui condizioni di impiego normali espongono le persone a rischi di urto o di
schiacciamento, devono essere munite di mezzi adeguati per segnalare i loro spostamenti o di mezzi per proteggere le
persone esposte contro tali rischi. Lo stesso applicasi alle macchine la cui utilizzazione implica la ripetizione sistematica
di avanzamento e arretramento lungo uno stesso asse e il cui conducente non ha visibilità posteriore diretta.
Il disinserimento involontario di tutti i dispositivi di avvertimento e di segnalazione deve essere reso impossibile in sede
di fabbricazione. Ogni volta che ciò sia indispensabile alla sicurezza, questi dispositivi devono essere muniti di mezzi di
controllo del buon funzionamento e un loro guasto deve essere reso apparente all'operatore.
Quando le macchine spostandosi o spostando i loro utensili possono creare un rischio particolare, dovrà essere prevista
un'iscrizione sulla macchina stessa che vieti di avvicinarsi alla macchina durante il lavoro; tale iscrizione deve essere
leggibile a sufficiente distanza per garantire la sicurezza delle persone che devono operare nei pressi delle macchine.
3.6.2. Marcatura
Le indicazioni minime richieste al punto 1.7.3 devono essere completate come segue:
- la potenza nominale espressa in kW;
- la massa, in kg, nella configurazione più usuale ed eventualmente:
- lo sforzo massimo di trazione previsto dal fabbricante al gancio di traino in N;
- lo sforzo verticale massimo previsto dal fabbricante sul gancio di traino in N.
3.6.3. Istruzioni per l'uso
Le istruzioni per l'uso devono contenere, oltre alle indicazioni minime di cui al punto 1.7.4., le seguenti indicazioni:
a) per quanto riguarda le vibrazioni della macchina, il valore effettivo o un valore stabilito in base a misurazioni
effettuate su una macchina identica:
- il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui sono esposte le membra superiori
quando superi 2,5 m/s2; se tale livello è inferiore o pari a 2,5 m/s2, occorre indicarlo;
- il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui è esposto il corpo (piedi o parte
seduta) quando superi 0,5 m/s2; se tale livello è inferiore o pari a 0,5 m/s2, occorre indicarlo.
Allorché non sono applicate le norme armonizzate, i dati sulle vibrazioni devono essere misurati usando il codice di
misurazione più appropriato adeguato alla macchina.
Il fabbricante deve indicare le condizioni di funzionamento della macchina durante la misurazione ed i metodi usati per
le misurazioni;
b) nel caso di macchine che consentano vari usi a seconda dell'attrezzatura impiegata, il fabbricante della macchina di
base su cui possono essere fissate attrezzature intercambiabili e il fabbricante di queste ultime devono dare le
informazioni necessarie per consentire il montaggio e l'uso in condizioni di sicurezza.
4. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE
PER PREVENIRE I RISCHI PARTICOLARI DOVUTI AD UN'OPERAZIONE DI
SOLLEVAMENTO
Le macchine che rappresentano rischi dovuti alle operazioni di sollevamento, essenzialmente rischi di cadute del carico,
di urti del carico o di rovesciamento a causa della movimentazione del carico, devono essere progettate e costruite in
modo da conformarsi ai requisiti che seguono.
Detti rischi si presentano con le macchine la cui funzione consiste nello spostare un carico unitario con cambiamento di
livello durante lo spostamento. Il carico può essere costituito da oggetti, da materiali o da merci.
4.1. Considerazioni generali
4.1.1. Definizioni
a) «accessori di sollevamento»:
componenti o attrezzature non collegate alle macchine e disposte tra la macchina e il carico oppure sul carico per
consentirne la presa;
b) «accessori di imbracatura»:
accessori di sollevamento che servono alla realizzazione o all'impiego di una braca, quali ganci ad occhiello,
maniglie, anelli, golfari, ecc.;
c) «carico guidato»:
carico di cui l'intero spostamento avviene lungo guide materializzate, rigide o flessibili, la cui posizione nello
spazio è determinata da punti fissi;
d) «coefficiente di utilizzazione»:
rapporto aritmetico tra il carico garantito dal fabbricante fino al quale un'attrezzatura, un accessorio o una
macchina è in grado di trattenere tale carico, ed il carico massimo di esercizio marcato sull'attrezzatura,
sull'accessorio o sulla macchina rispettivamente;
e) «coefficiente di prova»:
rapporto aritmetico tra il carico utilizzato per effettuare le prove statiche o dinamiche di un'attrezzatura, un
accessorio o una macchina, ed il carico massimo di esercizio marcato sull'attrezzatura, sull'accessorio o sulla
macchina rispettivamente;
f) «prova statica»:
verifica che consiste nel controllare l'apparecchio o l'accessorio di sollevamento e nell'applicargli
successivamente una forza corrispondente al carico massimo di esercizio moltiplicato per un coefficiente di
prova statica appropriato, quindi, dopo aver soppresso il carico, nell'eseguire di nuovo un'ispezione della
macchina di sollevamento o dell'accessorio per controllare che non si sia verificato alcun danno;
g) «prova dinamica»:
prova che consiste nel far funzionare la macchina in tutte le possibili configurazioni al carico massimo di
esercizio, tenendo conto del comportamento dinamico della macchina onde verificare il buon funzionamento
della macchina e degli elementi di sicurezza.
4.1.2. Misure di protezione contro i rischi meccanici
[Link]. Rischi dovuti alla mancanza di stabilità
Le macchine devono essere progettate e costruite in modo che la stabilità prescritta al punto 1.3.1. sia garantita durante
il funzionamento e in posizione di arresto, durante tutte le fasi di trasporto, di montaggio e di smontaggio, in occasione
dei guasti prevedibili e anche nel corso delle prove quando esse siano effettuate conformemente alle istruzioni per l'uso.
A tal fine, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità deve utilizzare i mezzi di verifica appropriati; in
particolare, per i carrelli di movimentazione automotori di levata superiore a 1,80 m, il fabbricante o il suo mandatario
stabilito nella Comunità deve effettuare o far effettuare, per ciascun tipo di carrello, una prova di stabilità su piattaforma
o prova analoga.
[Link]. Guide e vie di scorrimento
Le macchine devono essere munite di dispositivi che agiscono sulle guide o vie di scorrimento in modo da evitare i
deragliamenti.
Tuttavia, in caso di deragliamento nonostante la presenza di simili dispositivi, o in caso di avaria di un organo di guida o
di scorrimento, si devono prevedere dispositivi che impediscono la caduta di attrezzature, di componenti o del carico,
nonché di ribaltamento della macchina.
[Link]. Resistenza meccanica
Le macchine, gli accessori di sollevamento e gli elementi amovibili, devono poter resistere alle sollecitazioni cui sono
soggetti durante il funzionamento e, se del caso, anche quando sono fuori servizio, nelle condizioni di installazione e di
esercizio previste dal fabbricante e in tutte le relative configurazioni, tenendo conto eventualmente degli effetti degli
agenti atmosferici e degli sforzi esercitati dalle persone anche durante il trasporto, il montaggio e lo smontaggio.
Le macchine e gli accessori di sollevamento devono essere progettati e costruiti in modo tale da evitare guasti dovuti
alla fatica o all'usura tenuto conto dell'uso previsto.
I materiali utilizzati devono essere scelti tenendo conto degli ambienti di esercizio previsti dal fabbricante soprattutto
per quanto riguarda la corrosione, l'abrasione, gli urti, la fragilità a freddo e l'invecchiamento.
Le macchine e gli accessori di sollevamento devono essere progettati e costruiti per sopportare i sovraccarichi applicati
nelle prove statiche senza presentare deformazioni permanenti né disfunzioni manifeste. Il calcolo deve tener conto dei
valori del coefficiente di prova statica che è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; in generale
questo coefficiente ha i seguenti valori:
a) macchine mosse dalla forza umana e accessori di sollevamento: 1,5;
b) altre macchine: 1,25.
Le macchine devono essere progettate e costruite per sopportare perfettamente le prove dinamiche effettuate con il
carico massimo di utilizzazione moltiplicato dal coefficiente di prova dinamica. Tale coefficiente di prova dinamica è
scelto in modo da garantire un adeguato livello di sicurezza e, in generale, è pari a 1,1.
Le prove dinamiche devono essere effettuate sulla macchina pronta ad essere messa in servizio in normali condizioni
d'utilizzazione e sono generalmente eseguite alle velocità nominali definite dal fabbricante. Qualora il circuito di
comando autorizzi più movimenti simultanei (per esempio, rotazione e spostamento del carico), le prove devono essere
effettuate nelle condizioni più sfavorevoli ossia, in generale, combinando i movimenti.
[Link]. Pulegge, tamburi, catene e funi
I diametri delle pulegge, dei tamburi e dei rulli devono essere compatibili con le dimensioni delle funi o delle catene di
cui possono essere muniti.
I tamburi ed i rulli devono essere progettati, costruiti ed installati in modo che le funi o le catene di cui sono muniti
possano avvolgersi senza lasciare lateralmente l’alloggiamento previsto.
Le funi utilizzate direttamente per il sollevamento o il supporto del carico non devono comportare alcuna impiombatura
a parte quelle alle loro estremità (le impiombature sono tollerate negli impianti destinati, sin dalla loro progettazione, ad
essere modificati regolarmente in funzione delle esigenze di utilizzazione).Il coefficiente di utilizzazione dell'insieme
fune e terminale è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo coefficiente è, in generale,
pari a 5.
Il coefficiente di utilizzazione delle catene di sollevamento è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di
sicurezza; questo coefficiente è, in generale, pari a 4.
Al fine di verificare che sia stato raggiunto il coefficiente di utilizzazione adeguato, il fabbricante o il suo mandatario
stabilito nella Comunità deve effettuare o fare effettuare le prove appropriate per ciascun tipo di catena e di cavo
utilizzato direttamente per il sollevamento del carico e per ciascun tipo di terminale di cavo.
[Link]. Accessori di imbracatura
Gli accessori di imbracatura devono essere dimensionati tenendo conto dei fenomeni di fatica e di invecchiamento per
un numero di cicli di funzionamento conforme alla durata di vita prevista alle condizioni di funzionamento specificate
per l'applicazione prevista.
Inoltre:
a) il coefficiente di utilizzazione dell'insieme cavo metallico e terminale è scelto in modo tale da garantire un livello
adeguato di sicurezza; questo coefficiente è, in generale, pari a 5. I cavi non devono comportare nessun intreccio o
anello diverso da quelli di estremità;
b) allorché sono utilizzate catene a maglie saldate, devono essere del tipo a maglie corte. Il coefficiente di utilizzazione
delle catene, a prescindere dal tipo, è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo
coefficiente è, in generale, pari a 4;
c) il coefficiente d'utilizzazione delle funi o cinghie di fibre tessili dipende dal materiale, dal processo di fabbricazione,
dalle dimensioni e dall'utilizzazione. Questo coefficiente è scelto in modo tale da garantire un livello di sicurezza
adeguato; esso è, in generale, pari a 7, a condizione che i materiali utilizzati siano di ottima qualità controllata e che il
processo di fabbricazione sia adeguato alle condizioni di utilizzazioni previste. In caso contrario, è in generale più
elevato per garantire un livello di sicurezza equivalente.
Le funi o cinghie di fibre tessili non devono presentare alcun nodo, impiombatura o collegamento, a parte quelli
dell'estremità dell'imbracatura o della chiusura di un'imbracatura senza estremità;
d) il coefficiente d'utilizzazione di tutti i componenti metallici di una braca o utilizzati con una braca è scelto in modo
da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo coefficiente è, in generale, pari a 4;
e) la portata massima di utilizzazione di una braca a trefoli è stabilita tenendo conto della portata massima di
utilizzazione del trefolo più debole, del numero dei trefoli e di un fattore di riduzione che dipende dal tipo di
imbracatura;
f) al fine di verificare che sia stato raggiunto il coefficiente di utilizzazione adeguato, il fabbricante o il suo mandatario
stabilito nella Comunità deve effettuare o fare effettuare le prove appropriate per ciascun tipo di componente di cui
alle lettere a), b), c) e d).
[Link]. Controllo dei movimenti
I dispositivi di controllo dei movimenti devono agire in modo da conservare in condizioni di sicurezza la macchina su
cui sono installati.
a) Le macchine devono essere progettate ed attrezzate con dispositivi che mantengono l'ampiezza dei movimenti dei
loro elementi entro limiti previsti. L'attività di questi dispositivi deve essere preceduta eventualmente da un segnale.
b) Se piú macchine fisse o traslanti su rotaie possono compiere evoluzioni simultanee con rischio di urti, dette
macchine devono essere progettate e costruite per poter essere equipaggiate di sistemi che consentano di evitare tali
rischi.
c) I meccanismi delle macchine devono essere progettati e costruiti in modo che i carichi non possano derivare
pericolosamente o cadere improvvisamente in caduta libera anche in caso di interruzione parziale o totale di energia
oppure quando cessa l'azione dell'operatore.
d) Tranne che per le macchine il cui lavoro richiede una siffatta applicazione, nelle normali condizioni di esercizio non
deve essere possibile abbassare il carico soltanto sotto il controllo di un freno a frizione.
e) Gli organi di presa devono essere progettati e costruiti in modo da evitare la caduta improvvisa dei carichi.
[Link]. Rischi dovuti ai carichi manipolati
La posizione del posto di guida delle macchine deve consentire di sorvegliare perfettamente le traiettorie degli elementi
in movimento, per evitare la possibilità di urtare persone o materiali o altre macchine che possono funzionare
simultaneamente e presentare quindi un pericolo.
Le macchine a carico guidato, installate fisse, devono essere progettate e costruite in modo da impedire alle persone
esposte di essere urtate dal carico o dai contrappesi.
[Link]. Rischi dovuti al fulmine
Le macchine esposte al fulmine durante l'uso devono essere equipaggiate in modo da scaricare al suolo le eventuali
scariche elettriche.
4.2. Requisiti particolari per gli apparecchi mossi da energia diversa da quella umana
4.2.1. Comandi
[Link]. Posto di guida
I requisiti di cui al punto 3.2.1. si applicano anche alle macchine non mobili.
[Link]. Sedile
I requisiti di cui al punto 3.2.2., primo e secondo comma e al punto 3.2.3. si applicano anche alle macchine non mobili.
[Link]. Organi di comando dei movimenti
Gli organi di comando dei movimenti della macchina o delle sue attrezzature devono ritornare in posizione neutra non
appena cessa l'azionamento da parte dell'operatore. Per i movimenti, parziali o totali, per i quali non si corre il rischio di
urto da parte del carico o della macchina, si possono sostituire detti organi con organi di comando, che consentono
movimenti con arresti automatici a livelli preselezionati senza dover mantenere l'azionamento da parte dell'operatore.
[Link]. Controllo delle sollecitazioni
Le macchine con un carico massimo di utilizzazione pari almeno a 1.000 kg o il cui momento di rovesciamento è pari
almeno a 40.000 Nm, devono essere dotate di dispositivi che avvertano il conducente e impediscano i movimenti
pericolosi del carico in caso:
- di sovraccarico delle macchine:
- sia per eccesso di carico massimo di utilizzazione;
- sia per superamento dei momenti dovuti a tali carichi;
- di superamento dei momenti che tendono al rovesciamento dovuti in particolare al carico sollevato.
4.2.2. Installazione guidata da funi
Le funi portanti, traenti o portanti e traenti devono essere tese da contrappesi o da un dispositivo che consente di
controllare in permanenza la tensione.
4.2.3. Rischi dovuti alla caduta degli operatori. Mezzi di accesso al posto di lavoro o ai punti di intervento
Le macchine a carico guidato e le macchine per le quali i supporti del carico seguono un determinato percorso devono
essere dotate di dispositivi che impediscano i rischi di caduta delle persone esposte.
4.2.4. Idoneità all'impiego
Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità si accerta, all'atto dell'immissione sul mercato o della prima
messa in servizio, con adeguate misure che egli prende o fa prendere, che gli accessori di sollevamento e le macchine
pronti ad essere utilizzati, a operazione manuale o a operazione motorizzata, possano compiere le funzioni previste in
tutta sicurezza. Le misure suddette debbono tener conto delle caratteristiche statiche e dinamiche delle macchine.
Se le macchine non possono essere montate nei locali del fabbricante, o del suo mandatario stabilito nella Comunità, le
misure adeguate devono essere prese sul luogo dell'utilizzazione. In caso contrario, esse possono essere prese tanto nei
locali del fabbricante quanto sul luogo dell'utilizzazione.
4.3. Marcatura
4.3.1. Catene e funi
Ogni lunghezza di catena, fune o cinghia di sollevamento che non faccia parte di un insieme deve recare un marchio
oppure, se la marcatura è materialmente impossibile, una targa o un anello inamovibile con i riferimenti del fabbricante
o del suo mandatario stabilito nella Comunità e l'identificazione della relativa attestazione.
L'attestazione deve contenere le indicazioni prescritte dalle norme armonizzate oppure, in mancanza di queste, le
seguenti indicazioni minime:
- il nome del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità;
- l'indirizzo nella Comunità del fabbricante o mandatario, a seconda dei casi;
- una descrizione della catena o della fune comprendente:
- le sue dimensioni nominali;
- la sua costruzione;
- il materiale di fabbricazione;
- qualsiasi trattamento metallurgico speciale subito dal materiale;
- in caso di prova, l'indicazione della norma impiegata;
- il carico massimo durante il funzionamento, che deve essere sopportato dalla catena o dalla fune. Una forcella di
valori può essere indicata in funzione delle applicazioni previste.
4.3.2. Accessori di sollevamento
Ogni accessorio di sollevamento deve recare i seguenti marchi:
- identificazione del fabbricante;
- identificazione del materiale (ad esempio: classe internazionale) quando questa informazione è necessaria per la
compatibilità dimensionale;
- identificazione del carico massimo di utilizzazione;
- marcatura CE.
Per gli accessori di imbracatura che comprendono componenti quali funi e cordami sui quali la marcatura è
materialmente impossibile, le indicazioni di cui al primo comma devono essere apposte su una targa o con altri mezzi
solidamente fissata all'accessorio.
Dette indicazioni debbono essere leggibili e disposte in un punto tale da non rischiare di scomparire in seguito alla
lavorazione, all'usura, ecc., e da non compromettere la resistenza dell'accessorio.
4.3.3. Macchine
Ogni macchina deve recare, in modo leggibile ed indelebile, oltre alle indicazioni minime di cui al punto 1.7.3., le
indicazioni concernenti il carico nominale:
i) indicato in modo chiaro e ben visibile sull'apparecchio nel caso delle macchine per le quali è previsto un unico
valore;
ii) se il carico nominale dipende dalla configurazione della macchina, ogni posto di guida sarà munito di una targa dei
carichi che indichi sotto forma di tabelle o di diagrammi i carichi nominali per ogni singola configurazione.
Le macchine munite di un piano di carico le cui dimensioni consentono l'accesso alle persone e la cui corsa origina un
rischio di caduta, devono recare un'indicazione chiara ed indelebile che vieti il sollevamento di persone. Detta
indicazione deve essere visibile da ciascun posto che consente l'accesso.
4.4 Istruzioni per l'uso
4.4.1. Accessori di sollevamento
Ogni accessorio di sollevamento o ciascuna partita di accessori di sollevamento commercialmente indivisibile deve
essere accompagnato da istruzioni per l'uso che forniscano almeno le seguenti indicazioni:
- le condizioni normali di esercizio;
- le prescrizioni per l'uso, il montaggio e la manutenzione;
- i limiti di utilizzazione, in particolare per gli accessori che non possono soddisfare le disposizioni del punto [Link].
e).
4.4.2. Macchine
In aggiunta al punto 1.7.4. le istruzioni per l'uso dovranno comprendere le informazioni relative:
a) alle caratteristiche tecniche, in particolare:
- eventualmente un richiamo alle tabelle dei carichi di cui al punto 4.3.3. ii);
- le reazioni sugli appoggi o sugli incastri e le caratteristiche delle guide;
- eventualmente la definizione ed i mezzi di installazione delle zavorre;
b) al contenuto del registro di controllo della macchina se non è fornito insieme a quest'ultima;
c) alle raccomandazioni per l'uso, in particolare per ovviare alle insufficienze della visione diretta del carico da parte
dell'operatore;
d) alle istruzioni necessarie per effettuare le prove prima della messa in funzione di macchine che non sono montate,
presso il fabbricante, nella loro configurazione di utilizzazione.
5. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI SALUTE PER LE MACCHINE
DESTINATE AD ESSERE UTILIZZATE NEI LAVORI SOTTERRANEI
Le macchine destinate ad essere utilizzate esclusivamente nei lavori sotterranei devono essere progettate e costruite in
modo da soddisfare i requisiti seguenti.
5.1. Rischi dovuti alla mancanza di stabilitá
Le armature semoventi devono essere progettate e costruite in modo da permettere un adeguato orientamento, quando
vengono spostate, e non devono ribaltarsi prima e durante la messa sotto pressione e dopo la decompressione. Devono
disporre di ancoraggi per la piastra di testa dei raccordi idraulici individuali.
5.2. Circolazione
Le armature semoventi devono permettere alle persone esposte di circolare senza intralci.
5.3. Illuminazione
I requisiti di cui al terzo comma del punto 1.1.4. non sono applicabili.
5.4. Dispositivi di comando
I dispositivi di comando dell'acceleratore e dei freni che consentono di spostare le macchine che scorrono su rotaia
devono essere azionati a mano. Tuttavia il dispositivo di uomo-morto può essere a pedale.
I dispositivi di comando delle armature semoventi devono essere progettati e disposti in modo da permettere che,
durante l'operazione di avanzamento, gli operatori siano protetti da un'armatura fissa. Gli organi di comando devono
essere protetti da qualsiasi azionamento involontario.
5.5. Arresto dello spostamento
Le locomotive destinate ad essere impiegate nei lavori sotterranei devono essere munite di un dispositivo «uomo-morto»
che agisca sul circuito di comando dello spostamento della macchina.
5.6. Rischi di incendio
Il secondo trattino del punto 3.5.2. è obbligatorio per le macchine comprendenti parti ad alto rischio di infiammabilità.
Il sistema di frenatura deve essere progettato e costruito in modo da non produrre scintille o essere causa di incendio.
Le macchine a motore termico devono essere dotate esclusivamente di motore a combustione interna, che utilizzi un
combustibile a bassa tensione di vapore che escluda qualsiasi scintilla di origine elettrica.
5.7. Rischi dovuti alle emissioni di polveri, gas, ecc.
I gas di scarico di motori a combustione interna non devono essere evacuati verso l'alto.
6. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI SALUTE PER EVITARE I
RISCHI PARTICOLARI CONNESSI AL SOLLEVAMENTO E ALLO
SPOSTAMENTO DELLE PERSONE
Le macchine che presentano rischi dovuti al sollevamento o allo spostamento delle persone devono essere progettate e
costruite in modo da rispondere ai requisiti che seguono.
6.1. Considerazioni generali
6.1.1. Definizione
Ai fini del presente capitolo, si intende per "abitacolo", l'area sulla quale prendono posto le persone che devono essere
sollevate, abbassate o spostare in virtù del suo movimento.
6.1.2. Resistenza meccanica
I coefficienti di utilizzazione definiti nel punto 4 non sono sufficienti per le macchine destinate al sollevamento o allo
spostamento delle persone e devono, come regola generale, essere raddoppiati. Il pavimento dell'abitacolo deve essere
progettato e costruito in modo da offrire lo spazio e la resistenza corrispondenti al numero massimo di persone e al
carico massimo di esercizio stabiliti dal costruttore.
6.1.3. Controllo delle sollecitazioni per gli apparecchi mossi da un'energia diversa dalla forza umana
I requisiti del punto [Link] si applicano indipendentemente dal valore del carico massimo di esercizio. Questo requisito
non si applica alle macchine per le quali il fabbricante può dimostrate che non esistono rischi di sovraccarico e/o di
capovolgimento.
6.2. Dispositivi di comando
Qualora i requisiti di sicurezza non impongano altre soluzioni:
6.2.1. L'abitacolo deve, come regola generale, essere progettato e costruito in modo che le persone che vi si trovano
dispongano di dispositivi di comando dei movimenti relativi di salita e discesa e, se del caso, di spostamento
dell'abitacolo rispetto alla macchina.
Tali dispositivi di comando devono avere la precedenza sugli altri dispositivi di comando dello stesso movimento, salvo
sui dispositivi di arresto di emergenza.
I dispositivi di comando di tali movimenti devono essere del tipo a comando mantenuto, salvo per le macchine che
collegano livelli definiti.
6.2.2. Se una macchina per il sollevamento o lo spostamento di persone è spostabile con l'abitacolo in posizione diversa
da quella di riposo, la macchina deve essere progettata e costruita in modo che la o le persone situate nell'abitacolo
dispongano di mezzi che consentano di evitare i rischi eventualmente provocati dagli spostamenti della macchina.
6.2.3. Le macchine per il sollevamento o lo spostamento di persone devono essere progettate, costruite o attrezzate in
modo che una eccessiva velocità del movimento dell'abitacolo non crei rischi.
6.3. Rischi di caduta delle persone al di fuori dell'abitacolo
6.3.1. Se le misure previste al punto 1.5.15 non sono sufficienti, gli abitacoli devono essere muniti di punti di
ancoraggio in numero adeguato al numero delle persone che possono trovarsi nell'abitacolo e sufficientemente resistenti
per appendervi le atttezzature per la protezione individuale contro le cadute.
[Link] esiste una botola nel pavimento o nel soffitto, o un portello laterale, l’apertura deve avvenire in senso contrario
al rischio di caduta in caso di apertura inopinata.
6.3.3. La macchina di sollevamento o di spostamento deve essere progettata e costruita in modo che il pavimento
dell'abitacolo non si inclini tanto da comportare in rischio di caduta per i suoi occupanti, anche durante i movimenti.
Il pavimento dell'abitacolo deve essere antisdrucciolo.
6.4. Rischi di caduta o di capovolgimento dell'abitacolo
6.4.1. La macchina per il sollevamento o lo spostamento di persone deve essere progettata e costruita in modo che non si
verifichi la caduta o il capovolgimento dell'abitacolo.
6.4.2. Le accelerazioni e le frenate dell'abitacolo o del veicolo portante, azionate dagli operatori o da un dispositivo di
sicurezza nelle condizioni di carico e di velocità massima previste dal fabbricante, non devono causare rischi per le
persone esposte.
6.5. Indicazioni
Allorché ciò sia necessario per garantire la sicurezza, nell'abitacolo devono figurare le indicazioni pertinenti
indispensabili.
ALLEGATO II
(previsto all'art.2, comma 2, lettera a)
A. Contenuto della dichiarazione CE di conformità (1)
La dichiarazione CE di conformitá deve contenere i seguenti elementi:
- nome e indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità (2),
- descrizione della macchina (3),
- tutte le disposizioni pertinenti alle quali la macchina è conforme,
- eventualmente nome e indirizzo dell'organismo notificato e il numero dell'attestato di certificazione CE,
- eventualmente nome e indirizzo dell'organismo notificato cui è stato trasmesso il fascicolo conformemente all'articolo
8, paragrafo 2, lettera c), primo trattino,
- eventualmente, nome e indirizzo dell'organismo notificato che ha effettuato la verifica di cui all'articolo 8, paragrafo
2, lettera c), secondo trattino,
- eventualmente il riferimento alle norme armonizzate,
- eventualmente, norme e specificazioni tecniche nazionali applicate,
- identificazione del firmatario che ha la delega del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità.
B. Contenuto della dichiarazione del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità (articolo 4,
paragrafo 2)
La dichiarazione del fabbricante di cui al paragrafo 2 dell'articolo 4 deve contenere i seguenti elementi:
- nome e indirizzo del fabbricante o del mandatario stabilito nella Comunitá,
- descrizione della macchina o delle parti di macchine,
- all'occorrenza, nome e indirizzo dell'organismo notificato e numero dell'attestato di certificazione CE,
- all'occorrenza, nome e indirizzo dell'organismo notificato al quale è stato comunicato il fascicolo conformemente
all'articolo 8, paragrafo 2, lettera c), primo trattino,
- all'occorrenza, nome e indirizzo dell'organismo notificato che ha proceduto alla verifica di cui all'articolo 8,
paragrafo 2, lettera c), secondo trattino,
- all'occorrenza, il riferimento alle norme armonizzate,
- menzione del divieto di messa in servizio prima che la macchina in cui sarà incorporata sia stata dichiarata conforme
alle disposizioni della direttiva,
- identificazione del firmatario.
C. Contenuto della dichiarazione "CE" di conformità per i componenti di sicurezza immessi sul mercato
separatamente (1)
La dichiarazione "CE" di conformità deve contenere gli elementi seguenti:
- nome indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità (2),
- descrizione del componente di sicurezza (4)
- funzione di sicurezza svolta dal componente di sicurezza, se non è desumibile in modo evidente dalla descrizione,
- eventualmente, nome e indirizzo dell'organismo notificato e numero dell'attestato di certificazione "CE" del tipo,
- eventualmente, nome e indirizzo dell'organismo notificato cui è stato trasmesso il fascicolo conformemente
all'articolo 8, paragrafo 2, lettera c), primo trattino,
- eventualmente, nome e indirizzo dell'organismo notificato che ha effettuato la verifica di cui all'articolo 8, paragrafo
2, lettera c), secondo trattino,
- eventualmente, il riferimento a norme armonizzate,
- eventualmente, il riferimento alle norme e specifiche tecniche nazionali applicate,
- identificazione del firmatario che ha ricevuto la delega del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità.
(1) Questa dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua delle istruzioni per l'uso originali [vedi allegato I, punto 1.7.4, lettera
b)], a macchina o in stampatello. Essa deve essere accompagnata da una traduzione in una delle lingue del paese di utilizzazione.
Detta traduzione è eseguita nelle stesse condizioni valide per le istruzioni per l'uso.
(2) Ragione sociale e indirizzo completo; se si tratta del mandatario, indicare anche la ragione sociale e l'indirizzo del fabbricante.
(3) Descrizione della macchina (marca, tipo, numero di serie, ecc.).
(4) Descrizione del componente di sicurezza (marca di fabbrica, tipo, numero di serie se esiste, ecc.)
ALLEGATO III
(previsto all'art.5, comma 1)
LA MARCATURA CE DI CONFORMITA'
La marcatura CE di conformitá è costituita dalle iniziali "CE" secondo il simbolo grafico che segue:
- In caso di riduzione o di ingrandimento della marcatura CE, devono essere rispettate le proporzioni indicate per il
simbolo di cui sopra.
- I diversi elementi della marcatura CE devono avere sostanzialmente la stessa dimensione verticale che non puó essere
inferiore a 5 mm. Per le macchine di piccole dimensioni si puó derogare a detta dimensione minima.
ALLEGATO IV
(previsto all'art.4, comma 1, lettera a)
TIPI DI MACCHINE E DI COMPONENTI DI SICUREZZA PER LE QUALI
OCCORRE APPLICARE A PROCEDURA DI CUI ALL'ARTICOLO 4,
PARAGRAFO 1, LETTERE b) e c)
A. Macchine
1. Seghe circolari (monolama e multilama) per la lavorazione del legno e di materie assimilate o per la lavorazione
della carne e di materie assimilate:
1.1 Seghe a utensile in posizione fissa nel corso della lavorazione, a tavola fissa con avanzamento manuale del pezzo o
con dispositivo di trascinamento amovibile.
1.2 Seghe a utensile in posizione fissa nel corso della lavorazione, a tavola-cavalletto o carrello a movimento
alternato, a spostamento manuale.
1.3 Seghe a utensile in posizione fissa nel corso della lavorazione, dotate di un dispositivo di trascinamento meccanico
dei pezzi da segare, a carico e/o scarico manuale.
1.4. Seghe a utensile mobile nel corso della lavorazione, a spostamento meccanico, a carico e/o scarico manuale.
2. Spianatrici a avanzamento manuale per la lavorazione del legno.
3. Piallatrici su una faccia a carico e/o scarico manuale per la lavorazione del legno.
4. Seghe a nastro, a tavola o carrello mobile, e seghe a nastro a carrello mobile, a carico e/o scarico manuale, per la
lavorazione del legno e di materie assimilate o per la lavorazione della carne e di materie assimilate.
5. Macchine combinate dei tipi di cui ai punti da 1 a 4 e al punto 7 e per la lavorazione del legno e di materie
assimilate.
6. Tenonatrici a mandrini multipli ad avanzamento manuale per la lavorazione del legno.
7. Fresatrici ad asse verticale, ad avanzamento manuale per la lavorazione del legno e di materie assimilate.
8. Seghe a catena portatili da legno.
9. Presse, comprese le piegatrici, per la lavorazione a freddo dei metalli, a carico e/o scarico manuale, i cui elementi
mobili di lavoro possono avere una corsa superiore a 6 mm e una velocità superiore a 30 mm/s.
10. Formatrici delle materie plastiche per iniezione e compressione a carico o scarico manuale.
11. Formatrici della gomma a iniezione o compressione, a carico o scarico manuale.
12. Macchine per lavori sotterranei dei seguenti tipi:
- macchine mobili su rotaia; locomotive e benne di frenatura,
- armarura semovente idraulica,
- con motore a combustione interna destinati ad equipaggiare macchine per lavori sotterranei.
13. Benne di raccolta di rifiuti domestici a carico manuale dotate di un meccanismo di compressione.
14. Dispositivi di protezione e alberi cardanici di trasmissione amovibili descritti al punto 3.4.7.
15. Ponti elevatori per veicoli.
16. Apparecchi di sollevamento di persone con un rischio di caduta verticale superiore a 3 metri.
17. Macchine per la fabbricazione di articoli pirotecnici.
B. Componenti di sicurezza
1. Dispositivi elettrosensibili progettati per il rilevamento delle persone (barriere immateriali, tappeti sensibili,
rilevatori elettromagnetici).
2. Blocchi logici con funzioni di sicurezza per dispositivo di comando che richiedono l'uso delle due mani.
3. Schermi mobili automatici per la protezione delle macchine di cui al punto A 9, 10 e 11.
4. Strutture di protezione contro il rischio di capovolgimento (ROPS).
5. Strutture di protezione contro il rischio di cadute di oggetti (FOPS).
ALLEGATO V
(previsto all'art.4, comma 1, lettera a)
DICHIARAZIONE CE DI CONFORMITA'
Ai fini del presente allegato, il termine "macchina" designa sia la "macchina" sia il "componente di sicurezza" quali
definita all'articolo 1.
1. La dichiarazione CE di conformità è la procedura mediante la quale il fabbricante o il mandatario stabilito nella
Comunità dichiara che la macchina messa in commercio rispetta tutti i requisiti essenziali di sicurezza e sanitari che la
concernono.
2. La firma della dichiarazione CE di conformità autorizza il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità ad
apporre sulla macchina la marcatura CE.
3. Prima di poter redigere la dichiarazione CE di conformità, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nelle Comunità,
deve essersi accertato e poter garantire che la documentazione definita in appresso è e resterà disponibile nei suoi locali
ai fini di un eventuale controllo:
a) un fascicolo tecnico della costruzione composto:
- da un disegno complessivo della macchina e dagli schemi dei circuiti di comando;
- dai disegni dettagliati e completi, eventualmente accompagnati da note di calcolo, risultati di prove, ecc., che
consentano la verifica della conformità della macchina ai requisiti essenziali di sicurezza e sanitari;
- dall'elenco:
- dei requisiti essenziali della presente direttiva,
- delle norme e
- delle altre specifiche tecniche applicate nella progettazione della macchina;
- dalla descrizione delle soluzioni adottate per prevenire i rischi presentati dalla macchina;
- se lo desidera, qualsiasi relazione tecnica o certificato ottenuti da un organismo o un laboratorio (1) competente;
- se dichiara la conformitá ad una norma armonizzata che lo prevede, qualsiasi relazione tecnica che fornisca i
risultati delle prove svolte, a sua scelta, da lui stesso o da un organismo o laboratorio (1) competente;
- da un esemplare delle istruzioni per l'uso della macchina;
b) nel caso di fabbricazione in serie, le disposizioni interne che saranno applicate per mantenere la conformità delle
macchine alle disposizioni della direttiva.
Il fabbricante deve effettuare le ricerche e le prove necessarie sui componenti e sugli accessori o sull'intera macchina per
stabilire se essa, in conseguenza della sua progettazione e costruzione, possa essere montata e messa in servizio in
condizioni di sicurezza.
La mancata presentazione della documentazione, in seguito a una domanda debitamente motivata delle autorità nazionali
competenti può costituire un motivo sufficiente per dubitare della presunzione di conformità alle disposizioni della
direttiva.
4.
a) Non è necessario che la documentazione di cui al punto 3 esista materialmente in permanenza; tuttavia essa deve
poter essere riunita e resa disponibile entro un periodo di tempo compatibile con la sua importanza;
essa non deve comprendere i progetti dettagliati ed altre informazioni precise concernenti i sottoinsiemi utilizzati per
la fabbricazione delle macchine, salvo se la loro conoscenza sia indispensabile o necessaria alla verifica della
conformità ai requisiti essenziali di sicurezza;
b) la documentazione di cui al punto 3 è conservata e tenuta a disposizione delle autorità nazionali competenti per
almeno dieci anni a decorrere dalla data di fabbricazione della macchina o dell'ultimo esemplare della macchina se si
tratta di fabbricazione in serie;
c) la documentazione di cui al punto 3 deve essere redatta in una lingua ufficiale della Comunità, fatta eccezione per le
istruzioni per l'uso della macchina.
(1) Si presume competente l'organo o il laboratorio che soddisfi i criteri di valutazione previsti nelle relative norme armonizzate.
ALLEGATO VI
(previsto all'art.4, comma 1, lettera b)
ESAME PER LA CERTIFICAZIONE CE
Ai fini del presente allegato, il termine "macchina" designa sia la "macchina" sia il "componente di sicurezza" quali
definita all'articolo 1.
1. L'esame per la certificazione CE è la procedura mediante la quale un organismo notificato stabilisce e certifica che il
modello di una macchina soddisfa ai requisiti della presente direttiva che la riguardano.
2. La domanda d'esame per la certificazione CE è presentata dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella
Comunità per un modello di macchina, ad un solo organismo notificato.
La domanda contiene:
- il nome e l'indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità, nonché il luogo di fabbricazione
delle macchine;
- un fascicolo tecnico della costruzione comprendente almeno:
- un disegno complessivo della macchina e gli schemi dei circuiti di comando;
- disegni dettagliati e completi, eventualmente accompagnati da note di calcolo, risultati di prove, ecc., che
consentono la verifica della conformità della macchina ai requisiti essenziali di sicurezza e sanitari;
- la descrizione delle soluzioni adottate per prevenire i rischi presentati dalla macchina nonché l'elenco delle
norme utilizzate;
- un esemplare delle istruzione per l'uso della macchina;
- nel caso di fabbricazione in serie, le disposizioni interne che saranno applicate per mantenere la conformità
delle macchine alle disposizioni della direttiva.
Essa è accompagnata da una macchina rappresentativa della produzione prevista oppure, eventualmente, dell'indicazione
del luogo in cui la macchina può essere esaminata.
Questa documentazione non deve comprendere i disegni dettagliati ed altre informazioni previste concernenti i
sottoinsiemi utilizzati per la fabbricazione delle macchine, salvo se la loro conoscenza sia indispensabile o necessaria
alla verifica della conformità ai requisiti essenziali di sicurezza.
3. L'organismo notificato procede all'esame per la certificazione CE secondo le seguenti modalità:
- effettua l'esame del fascicolo tecnico della costruzione, per verificarne l'adeguatezza, e l'esame della macchina
presentata o messa a disposizione;
- nell'esame della macchina, l'organismo:
a) si accerta che essa sia stata fabbricata conformemente al fascicolo tecnico di costruzione e possa essere
utilizzata in sicurezza nelle condizioni di servizio previste;
b) verifica che le norme eventualmente utilizzate siano state applicate correttamente;
c) effettua gli esami e le prove appropriate per verificare la conformità della macchina ai requisiti essenziali di
sicurezza e sanitari che la riguardano.
- Per i soli componenti di sicurezza, l'organismo notificato ne verifica l'idoneità a svolgere le funzioni di sicurezza
dichiarate dal costruttore.
4. Se il modello soddisfa alle disposizioni che lo riguardano, l'organismo redige una certificazione CE che è notificata al
richiedente. Questa certificazione specifica i risultati dell'esame, indica le condizioni cui essa eventualmente è
subordinata e comprende le descrizioni e i disegni necessari per identificare il modello approvato.
La Commissione, gli Stati membri e gli altri organismi designati possono ottenere una copia della certificazione e, con
richiesta motivata, una copia del fascicolo tecnico e del verbale degli esami e delle prove effettuate.
5. Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità deve informare l'organismo notificato di tutte le modifiche,
sia pure di scarsa importanza, che ha apportato o che intende apportare alla macchina che forma oggetto del modello.
L'organismo notificato esamina tali modifiche e in- forma il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità se
la certificazione CE rimane valida.
6. L'organismo che rifiuta di rilasciare una certificazione CE ne informa gli altri organismi notificati. L'organismo che
revoca una certificazione CE ne informa lo Stato membro che lo ha notificato. Quest'ultimo informa gli altri Stati
membri e la Commissione, illustrando i motivi di tale decisione.
7. I fascicoli e la corrispondenza riguardanti le procedure di certificazione CE sono redatti in una lingua ufficiale dello
Stato membro in cui è stabilito l'organismo notificato o in una lingua accettata da quest'ultimo.
ALLEGATO VII
(previsto all'art.8, comma 2)
CRITERI MINIMI CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI DAGLI STATI
MEMBRI PER LA NOTIFICA DEGLI ORGANISMI
Ai fini del presente allegato, il termine "macchina" designa sia la "macchina" sia il "componente di sicurezza" quali
definita all'articolo 1.
1. L'organismo, il suo direttore ed il personale incaricato dello svolgimento delle operazioni di verifica non possono
essere né il progettista, né il costruttore, né il fornitore, né l'installatore delle macchine oggetto del controllo, né il
mandatario di una di queste persone. Essi non possono intervenire né direttamente né in veste di mandatari della
progettazione, costruzione, commercializzazione o manutenzione di tali macchine. Ciò non esclude la possibilitá di uno
scambio di informazioni tecniche fra il costruttore e l'organismo di controllo.
2. L'organismo e il personale incaricato del controllo devono eseguire le operazioni di verifica con la massima integrità
professionale e la massima competenza tecnica e devono essere liberi da qualsiasi pressione e incitamento, soprattutto di
natura finanziaria, che possono influenzare il loro giudizio o i risultati del controllo, in particolare se provenienti da
persone o gruppi di persone interessati ai risultati delle verifiche.
3. L'organismo deve disporre del personale e possedere i mezzi necessari per svolgere adeguatamente le funzioni
tecniche ed amministrative connesse all'esecuzione delle verifiche; esso deve poter anche disporre del materiale
necessario per le verifiche eccezionali.
4. Il personale incaricato dei controlli deve possedere:
- una buona formazione tecnica e professionale;
- una conoscenza soddisfacente delle prescrizioni relative ai controlli che esso effettua ed una pratica sufficiente di tali
controlli;
- le capacità necessarie per redigere le certificazioni, i verbali e le relazioni nei quali si concretizzano i controlli
effettuati.
5. L'indipendenza del personale incaricato del controllo deve essere garantita. La retribuzione di ciascun addetto non
deve essere commisurata né al numero dei controlli effettuati, né ai risultati di tali controlli.
6. L'organismo deve stipulare un'assicurazione di responsabilità civile salvo quando tale responsabilità sia direttamente
coperta dallo Stato in base alle leggi nazionali o quando i controlli siano effettuati direttamente dallo Stato membro.
7. Il personale dell'organismo è vincolato al segreto professionale in ordine a tutto ciò di cui venga a conoscenza
nell'esercizio delle sue funzioni (salvo che nei confronti delle autorità amministrative competenti dello Stato in cui
esercita la sua attività) nel quadro della presente direttiva o di qualsiasi disposizione di esecuzione di diritto interno.
NOTE
AVVERTENZA:
Il testo delle note qui pubblicato é stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali
della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui
trascritti.
Note alle premesse:
- L'art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e
di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
- La legge 22 febbraio 1994, n. 146, concerne le disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza
dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 1993. L'art. 4 della suddetta legge così recita:
«Art. 4 (Attuazione di direttive comunitarie in via regolamentare). -
1. Il Governo è autorizzato ad attuare in via regolamentare, a norma degli articoli 3, comma 1, lettera c), e 4 della legge
9 marzo 1989, n. 86, le direttive comprese nell'elenco di cui all'allegato C, applicando anche il disposto dell'art. 5,
comma 1, della medesima legge n. 86 del 1989.
2. Gli schemi di regolamento per l'attuazione delle direttive comprese nell'elenco di cui all'allegato D sono sottoposti al
parete delle competenti Commissioni parlamentari ai sensi dell'art. 4, comma 4, della legge 9 marzo 1989, n. 86, come
sostituito dall'art. 3 della presente legge».
- La direttiva 89/392/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 183 del 29 giugno 1989.
- La direttiva 91/368/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 198 del 22 luglio 1991.
- La direttiva 93/44/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 175 del 19 luglio 1993.
- La direttiva 93/68/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 220 del 30 agosto 1993.
- Il testo dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri), come modificato dall'art. 74 del [Link]. 3 febbraio 1993, n. 29, é il seguente:
Art 17 (Regolamenti) - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri,
sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati
i regolamenti per disciplinare:
a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi;
b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a
materie riservate alla competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di
materie comunque riservate alla legge;
d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge;
e) (soppressa).
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di
Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla
Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo,
determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto
dell'entrata in vigore delle norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità
sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di
competenza di più Ministri, possono essere adottati, con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a
quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri
prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione
di regolamento, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei
conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale »
Note all'art. 1:
- La direttiva 74/150/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 84 del 28 marzo 1974.
- La direttiva 86/297/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 186 del 8 luglio 1986.
- La legge 16 aprile 1987, n. 183, concerne il coordinamento delle politiche riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle
Comunità europee ed adeguamento dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari. L'art. 20 della suddetta
legge così recita:
«Art. 20 (Adempimenti tecnici). - 1. Con decreti dei Ministri interessati sarà data attuazione alle direttive che saranno
emanate dalla Comunità economica europea per le parti in cui modifichino modalità esecutive e caratteristiche di ordine
tecnico di altre direttive della Comunità economica europea già recepite nell'ordinamento nazionale.
2. I Ministri interessati danno immediata comunicazione dei provvedimenti adottati ai sensi del comma 1 al Ministro per
il coordinamento delle politiche comunitarie, al Ministro degli affari esteri ed al Parlamento».
- La legge 18 ottobre 1977, n. 791, concerne attuazione della direttiva del Consiglio delle Comunità europee (n.
72/23/CEE) relativa alle garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato
entro alcuni limiti di tensione.
-- La direttiva 73/23/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 77 del 26 marzo 1973.
-- La legge 21 giugno 1986, n. 317, concerne attuazione della direttiva n. 83/189/CEE relativa alla procedura
d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche.
Nota all'art. 6:
- Per quanto concerne la direttiva 89/392/CEE vedi nota alle premesse.
Note all'art. 8:
-- Il D.M. 22 marzo 1993 concerne la determinazione dei requisiti che devono essere posseduti dagli organismi di
controllo dei dispositivi di protezione individuale.
-- Il [Link]. 4 dicembre 1992, n. 475, concerne attuazione della direttiva 89/686/CEE del Consiglio del 21 dicembre
1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale.
Nota all'art. 10:
- La legge 6 febbraio 1986, n. 52, riguarda le disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza
dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 1994. L'art. 47 della suddetta legge così recita:
«Art. 47 (Procedure di certificazione e di attestazione finalizzate alla marcatura CE). - 1. Le spese relative alle
procedure di certificazione e/o attestazione per l'apposizione della marcatura CE, previste dalla normativa comunitaria,
sono a carico del fabbricante o del suo rappresentante stabilito nell'Unione europea.
2. Le spese relative all'autorizzazione degli organismi ad effettuare le procedure di cui al comma 1 sono a carico dei
richiedenti. Le spese relative ai successivi controlli sugli organismi autorizzati sono a carico di tutti gli organismi
autorizzati per la medesima tipologia dei prodotti. I controlli possono avvenire anche mediante l'esame a campione dei
prodotti certificati.
3. I proventi derivanti dalle attività di cui al comma 1, se effettuate da organi dell'amministrazione centrale o periferica
dello Stato, e dall'attività di cui al comma 2, sono versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere successivamente
riassettanti, con decreto del Ministro del tesoro, agli stati di previsione dei Ministeri interessati sui capitoli destinati al
funzionamento dei servizi preposti, per lo svolgimento delle attività di cui ai citati commi e per l'effettuazione dei
controlli successivi sul mercato che possono essere effettuati dalle autorità competenti mediante l'acquisizione
temporanea a titolo gratuito dei prodotti presso i produttori, i distributori ed i rivenditori.
4. Con uno o più decreti dei Ministeri competenti per materia, di concerto con il Ministro del tesoro, sono determinate
ed aggiornate, almeno ogni due anni, le tariffe per le attività autorizzate di cui al comma 2 e per le attività di cui al
comma 1 se effettuate da organi dell'amministrazione centrale o periferica dello stato, sulla base dei costi effettivi dei
servizi resi, nonché le modalità di riscossione delle tariffe stesse e dei proventi a copertura delle spese relative ai
controlli di cui al comma 2. Con gli stessi decreti sono altresì determinate le modalità di erogazione dei compensi
dovuti, in base alla vigente normativa, al personale dell'amministrazione centrale o periferica dello Stato addetto alle
attività di cui ai medesimi commi 1 e 2, nonché le modalità per l'acquisizione a titolo gratuito e la successiva eventuale
restituzione dei prodotti ai fini dei controlli sul mercato effettuati dalle amministrazioni vigilanti nell'ambito dei poteri
attribuiti dalla normativa vigente. L'effettuazione dei controlli dei prodotti sul mercato, come disciplinati dal presente
comma, non deve comportare ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato.
5. Con l'entrata in vigore dei decreti applicativi del presente articolo, sono abrogate le disposizioni incompatibili
emanate in attuazione di direttive comunitarie in materia di certificazione CE.
6. In sede di prima applicazione, il decreto di cui al comma 4 è emanato entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge.».
Nota all'art. 11:
Il D.M. 12 settembre 1959, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 299 dell'11 dicembre 1959,
concerne attribuzione dei compiti e determinazione delle modalità e delle documentazioni relative all'esercizio delle
verifiche dei controlli previste dalle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro.