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Nietzsche

il pensiero di Friedrich Nietzsche, un filosofo complesso e controverso. La sua opera si


muove inizialmente tra filologia e filosofia, ma progressivamente si dedica sempre di più alla
filosofia pura.

Breve biografia
La prima opera importante di Nietzsche è La nascita della tragedia, un testo ancora sospeso
tra filologia e filosofia. Dopo quest’opera, che non ebbe subito grande successo, Nietzsche
inizia a dedicarsi completamente alla filosofia, scrivendo testi come Considerazioni inattuali,
Umano, troppo umano, La gaia scienza, fino ad arrivare all’opera principale Così parlò
Zarathustra.

Negli anni ’80 dell’Ottocento, Nietzsche subisce un tracollo psicofisico: nel 1889, mentre si
trova a Torino, ha un crollo mentale. La famosa scena del cavallo — in cui si getta
piangendo al collo di un cavallo frustato — segna l’inizio della sua malattia mentale
definitiva. Da quel momento, viene internato e non uscirà più dal manicomio fino alla sua
morte, avvenuta nel 1900.

Dopo la sua pazzia, le opere di Nietzsche iniziano a ricevere attenzione e a essere


pubblicate in modo sistematico anche grazie alla sorella Elisabeth, la quale, però,
manipolerà alcuni suoi appunti, favorendo successivamente interpretazioni vicine al
nazismo. Oggi gli studiosi concordano che ridurre Nietzsche a un anticipatore del nazismo
sia profondamente riduttivo: il suo pensiero è ben più ampio e sfaccettato.

Lo stile di Nietzsche
Lo stile di Nietzsche è particolare e ha consentito interpretazioni molto diverse: è stato
studiato tanto da filosofi di destra quanto di sinistra, proprio per la sua natura ambigua e
aperta a molteplici letture.

Nei suoi primi scritti (La nascita della tragedia, Considerazioni inattuali) usa ancora uno stile
più tradizionale, ma con La gaia scienza e soprattutto Così parlò Zarathustra adotta uno stile
aforistico, profetico, turbolento. Dice di sé stesso:

“Io sono una dinamite”.


Questa frase rappresenta la sua volontà di distruggere i fondamenti della
cultura occidentale. Il suo stile è dunque sferzante, fulmineo, spesso
alternato a momenti di dolcezza e poesia. Utilizza l’aforisma per
costringere il lettore a un lavoro personale di interpretazione.

Le tre fasi del pensiero di Nietzsche


1. Periodo Schopenhaueriano e Wagneriano

In questa fase Nietzsche è influenzato da Schopenhauer e Wagner. L’opera principale è La


nascita della tragedia, che analizza la tragedia greca individuando due spiriti:

●​ Lo spirito apollineo (ordine, misura, razionalità);​

●​ Lo spirito dionisiaco (caos, ebbrezza, vitalità).​

La tragedia attica nasce dalla fusione di questi due spiriti. Tuttavia, con l’avvento di Socrate
ed Euripide, lo spirito apollineo prende il sopravvento, soffocando quello dionisiaco.

2. Periodo illuministico

Deluso da Schopenhauer e Wagner, Nietzsche elabora un nuovo metodo,


storico-genealogico, per indagare l’origine dei valori morali e culturali. Critica la storia così
come era intesa dai suoi contemporanei (Hegel, Marx, positivismo), proponendo tre tipi di
storia:

●​ Monumentale: celebra il passato come modello;​

●​ Antiquaria: conserva il passato in modo sterile;​

●​ Critica: distrugge il passato per liberarsene.​

Il giusto approccio, per Nietzsche, è un equilibrio tra questi tre atteggiamenti.

3. Periodo del superamento e del “meriggio”

Qui Nietzsche affronta i temi centrali della sua filosofia: morte di Dio, superuomo, eterno
ritorno, volontà di potenza e nichilismo.

La morte di Dio
La famosa parabola del folle che va al mercato con la lanterna rappresenta il cuore del
nichilismo nietzschiano. “Dio è morto”, dice Nietzsche: non nel senso letterale, ma perché
l’uomo moderno ha ormai perso la fede nei valori assoluti, nelle illusioni metafisiche, nei
dogmi religiosi.

Il problema è che, eliminato Dio, l’uomo cerca spesso nuovi surrogati (scienza, ideologie
politiche, ecc.), ma anche questi sono illusioni.

Le tre metamorfosi dello spirito


Nietzsche descrive tre fasi evolutive:
●​ Il cammello: l’uomo che sopporta il peso della tradizione.​

●​ Il leone: colui che distrugge i vecchi valori.​

●​ Il fanciullo: colui che, libero dal passato, crea nuovi valori.​

Il superuomo
Il superuomo è colui che:

●​ Accetta pienamente la vita e il dolore;​

●​ Non cerca consolazioni ultraterrene;​

●​ Crea nuovi valori tramite la volontà di potenza;​

●​ Accetta l’eterno ritorno: l’idea che la vita si ripeta eternamente identica e quindi va
vissuta pienamente.​

La genealogia della morale


Nietzsche individua due tipi di morale:

●​ La morale dei signori (antica, aristocratica, vitalistica);​

●​ La morale degli schiavi (cristiana, che esalta umiltà, povertà, astinenza).​

La morale attuale, per Nietzsche, è frutto di un rovesciamento storico imposto dalle classi
deboli per vendetta contro i forti.

Il nichilismo
Nietzsche distingue vari tipi di nichilismo:

●​ Nichilismo passivo: chi accetta la morte di Dio ma rimane paralizzato.​

●​ Nichilismo attivo: chi, distrutti i vecchi valori, ha il coraggio di creare nuovi valori e
diventare superuomo, chi abbatte i vecchi valori, ma non ha il coraggio di scriverne di
nuovi rimane nel nichilismo passivo.​

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