Teoria della preferenza per la liquidità e i tassi di interesse internazionali
Teoria della preferenza per la liquidità di Keynes:
Secondo Keynes, la domanda di moneta deriva da tre motivi principali:
1. Transazionale: La necessità di moneta come mezzo di scambio per effettuare transazioni
quotidiane.
2. Precauzionale: La necessità di moneta per fronteggiare spese impreviste.
3. Speculativo: La moneta è considerata una riserva di valore e viene mantenuta in attesa di condizioni
più favorevoli sui mercati finanziari.
La componente speculativa è strettamente collegata al tasso di interesse:
Se il tasso di interesse è basso, il costo opportunità di detenere moneta (e non investire in titoli) è
ridotto, quindi aumenta la domanda di moneta per motivi speculativi.
Se il tasso di interesse è alto, il rendimento dei titoli è maggiore e la domanda di moneta diminuisce
poiché gli investitori preferiscono detenere titoli.
Relazione con i tassi di interesse internazionali:
I tassi di interesse internazionali sono influenzati da vari fattori, tra cui le decisioni delle banche centrali, il
rischio di cambio e i movimenti di capitali. La teoria della preferenza per la liquidità gioca un ruolo cruciale
nel determinare l'equilibrio nel mercato della moneta:
Offerta e domanda di moneta: Nei mercati finanziari globali, la preferenza per la liquidità influenza i
flussi di capitale, determinando i tassi di interesse internazionali.
Tassi di cambio e arbitraggi: Quando i tassi di interesse variano tra paesi, si creano opportunità di
arbitraggio che spingono gli investitori a spostare capitali da un paese all'altro, influenzando i tassi
di interesse e i tassi di cambio
Conclusione: La teoria della preferenza per la liquidità di Keynes spiega come il comportamento degli
investitori riguardo alla detenzione di moneta o titoli sia strettamente legato al livello dei tassi di interesse.
In un contesto internazionale, questo principio si estende al mercato dei capitali globali, dove il movimento
di liquidità e le aspettative sul tasso di interesse influenzano sia le politiche monetarie dei paesi sia le
fluttuazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse internazionali.
Meccanismo di aggiustamento del gold standard
Il meccanismo di aggiustamento del Gold Standard si basa su regole automatiche che governano la bilancia
dei pagamenti e il rapporto tra moneta e oro, garantendo l’equilibrio economico internazionale. I punti
principali del funzionamento di questo sistema sono:
1. Proporzionalità tra moneta e oro: Ogni valuta nazionale era convertibile in
oro secondo un tasso -fisso. La quantità di moneta in circolazione doveva essere
proporzionale alle riserve auree di un paese. Questo rapporto veniva mantenuto
per evitare squilibri monetari e inflazione. 2 Bilancia dei pagamenti e flussi di
oro: In caso di disavanzo della bilancia dei pagamenti (importazioni superiori
alle esportazioni), un paese perdeva oro, riducendo così l'offerta di moneta.
Questo causava una deflazione, un aumento dei tassi di interesse e una
maggiore competitività delle esportazioni. Al contrario, un avanzo comportava
un aumento dell'offerta di moneta e dell'inflazione, riducendo la competitività
delle esportazioni. Il sistema tendeva così a riequilibrarsi.
2. Tassi di interesse e flussi di capitale: I paesi leader, come la Gran Bretagna,
potevano intervenire sui tassi di interesse per attrarre capitali esteri e
compensare disavanzi nella bilancia dei pagamenti, sfruttando il loro ruolo di
centri finanziari internazionali. Paesi più deboli, invece, erano costretti a subire
recessioni per ripristinare l'equilibrio.
3. Assenza di protezionismo: Per funzionare, il Gold Standard richiedeva un
contesto di libero scambio senza restrizioni tariffarie, affinché i movimenti di
merci e capitali avvenissero senza ostacoli. Il protezionismo avrebbe impedito il
corretto funzionamento del sistema.
4. Teoria quantitativa della moneta: Il sistema era basato sull'assunzione che le
variazioni nella quantità di moneta influenzassero direttamente i prezzi,
mantenendo così la stabilità economica nel lungo periodo.
In sintesi, il Gold Standard operava attraverso una serie di aggiustamenti automatici
che collegavano l'andamento della bilancia dei pagamenti, i flussi di oro, e la quantità
di moneta, garantendo stabilità economica e cambi fissi. Tuttavia, questi meccanismi
erano rigidi e spesso favorivano le economie più forti a scapito di quelle periferiche.
Discutere le componenti del moltiplicatore keynesiano di un open economy
Il moltiplicatore keynesiano in un'economia aperta riflette la relazione tra le variazioni nella spesa
autonoma e il conseguente cambiamento del reddito nazionale, tenendo conto delle interazioni con il
commercio internazionale. Le componenti principali del moltiplicatore keynesiano in un'economia aperta
includono:
1. Propensione marginale al consumo (c):Questa misura quanto del reddito aggiuntivo viene destinato ai
consumi. È un parametro cruciale, poiché un'elevata propensione marginale al consumo amplifica il valore
del moltiplicatore, incrementando il reddito totale generato da un aumento iniziale della domanda
autonoma.
2. Propensione marginale all'importazione (m): In un'economia aperta, una parte del reddito aggiuntivo
viene spesa in beni importati, riducendo l'effetto moltiplicativo interno. Maggiore è la propensione
marginale all'importazione, minore è il valore del moltiplicatore, poiché una frazione significativa della
spesa aggiuntiva esce dall'economia nazionale.
3. Componenti autonome della domanda aggregata: Queste includono: Consumi autonomi (c₀): Spese di
consumo indipendenti dal reddito. Investimenti autonomi (I₀): Spese per capitale non influenzate
direttamente dal livello di reddito corrente. Spesa pubblica (G): Investimenti governativi diretti. Esportazioni
nette: Influenzate dal reddito mondiale e dal tasso di cambio.
4. Reddito mondiale (Y):Il reddito mondiale determina la domanda di esportazioni di un paese. Un aumento
del reddito mondiale amplifica la domanda estera, incrementando il moltiplicatore e il reddito interno.
5. Tasso di cambio (E): Il tasso di cambio influisce sulla competitività dei prodotti di un paese. Una
svalutazione favorisce le esportazioni nette, aumentando l'effetto moltiplicativo del reddito derivante dalla
spesa autonoma.
Formula del moltiplicatore: m=1/ 1 - c + m Dove: c è la propensione marginale al consumo, m è la
propensione marginale all'importazione.
Conclusione: Il moltiplicatore keynesiano in un'economia aperta è influenzato dall'interazione tra domanda
interna ed esterna. Un'elevata propensione all'importazione o un basso reddito mondiale possono ridurre
l'effetto moltiplicativo, mentre politiche che stimolano le esportazioni o aumentano la spesa autonoma
possono accrescere il reddito complessivo.