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Heidegger

Martin Heidegger, filosofo tedesco, esplora la verità filosofica come indimostrabile e legata all'essere, criticando l'illusione di una filosofia neutrale. Analizza il rapporto tra filosofia e poesia, affermando che la poesia rivela verità profonde, e distingue tra paura e angoscia, evidenziando l'angoscia come rivelatrice della insignificanza del mondo. La sua opera principale, 'Essere e tempo', segna un'importante svolta nel pensiero esistenziale.

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Heidegger

Martin Heidegger, filosofo tedesco, esplora la verità filosofica come indimostrabile e legata all'essere, criticando l'illusione di una filosofia neutrale. Analizza il rapporto tra filosofia e poesia, affermando che la poesia rivela verità profonde, e distingue tra paura e angoscia, evidenziando l'angoscia come rivelatrice della insignificanza del mondo. La sua opera principale, 'Essere e tempo', segna un'importante svolta nel pensiero esistenziale.

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MARTIN HEIDEGGER (1889-1976)

Contestualizzazione dell’autore
o Nasce da una famiglia cattolica (abbandonerà il cattolicesimo attorno agli anni 20)
o Studia, prima, a Marburgo, poi a Friburgo dove entrerà in contatto con Husserl (fondatore della
FENOMENOLOGIA = filosofia come analisi della coscienza nella sua intenzionalità e non di ciò
che appare)
o Hannah Arendt era una delle sue allieve
o 1933  diventa rettore all’università di Friburgo + Hitler diventa cancelliere della repubblica
di Weimar (rapidamente metterà fine alla repubblica assumendo i pieni poteri e arresterà tutti
gli oppositori politici  instaura una dittatura totalitaria che sfocerà nel Terzo Reich)
o Heidegger pronuncia un discorso intitolato “L’autoa ermazione dell’università tedesca” 
discorso apertamente filonazista
o Dopo pochi mesi, lascia l’incarico di rettore  alcuni la leggono come una critica al regime,
come se Heidegger avesse compreso la reale portata delle misure hitleriane e, per contrasti
con alcuni dirigenti del partito nazista, ha deciso di dimettersi
o Nel resto degli anni 30 e 40 Heidegger sceglie un profilo molto basso, continua a fare ricerca e
a insegnare all’università ma da posizione molto defilata
o Quando la guerra finisce (1945) il regime nazista crolla (i gerarchi nazisti scappano, si
suicidano o vengono processati) + all’interno dell’università tedesca scatta un processo di
“epurazione”  tutti gli intellettuali che si erano schierati apertamente a favore del regime
subiscono un processo da parte di commissioni formate da altri professori che valutano se
l’intellettuale in questione è adatto ancora a insegnare oppure è meglio che non insegni più
o Heidegger subisce un’inchiesta di questo tipo e la subisce in maniera negativa  viene
sospeso dall’insegnamento (Jaspers dà un parere contrario alla permanenza di Heidegger
nell’università)
o Viene reintegrato a partire dal 1949, grazie al cambio parere di Jaspers e al parere di Hannah
Arendt
o Nel 1936 “LA SVOLTA”  viene pubblicato l’articolo “Hölderlin e l’essenza della poesia” che
segna uno slittamento di interessi (prima di occupava dell’uomo in senso ontologico  poi si
occupa direttamente dell’essere)
o Opera cardine del primo periodo  “Essere e tempo” 1927
o Opera cardine della seconda fase  “Sentieri interrotti” 1950

“Verità filosofica”

Heidegger sostiene che la verità filosofica, fondamento dell'esistenza umana, non può essere
dimostrata empiricamente, dedotta logicamente o ridotta a credenza. A di erenza di verità
matematiche o fattuali (es. "2 + 1 = 3" o "il tempo è bello"), la verità filosofica (es. "l’uomo esiste nello
scorgere l’essere") trascende la dimostrabilità scientifica e logica. Questa indimostrabilità non è un
limite, ma una caratteristica essenziale: l'autentica verità filosofica emerge solo attraverso un
domandare radicale che coinvolge l'essere e il nulla, richiedendo una decisione e un atteggiamento
esistenziale.

Heidegger critica l'illusione di una filosofia "neutrale" o "oggettiva": filosofare autenticamente implica
assumere una posizione fondamentale, senza pretese di imparzialità. Tentare di filosofare senza un
punto di vista è ingenuo o mistificatorio. La verità filosofica, quindi, non si raggiunge con metodi
formali o passivi, ma attraverso un impegno esistenziale e una comprensione attiva dell'essere.
Punti chiave:

1. Verità filosofica: Non dimostrabile scientificamente né logicamente, legata all'essenza


dell'uomo e dell'essere.

2. Approccio esistenziale: Richiede una decisione fondamentale e un coinvolgimento attivo.

3. Critica alla neutralità: La filosofia autentica rifiuta l'oggettività illusoria, esigendo una presa di
posizione.

4. Azione vs. discussione: La verità filosofica si "fa", non si discute astrattamente.

“La filosofia e la poesia”

Heidegger esplora il rapporto tra filosofia e poesia, sottolineando che la poesia (qui rappresentata da
Hölderlin) non è un semplice ornamento estetico, ma un mezzo autentico di disvelamento della verità.
La bellezza, nella poesia, non è mero piacere sensibile, ma il manifestarsi dell’invisibile – il destino in
cui la verità si svela mentre si nasconde.

Punti chiave:

1. Poesia come verità: La parola poetica ha una verità propria, legata alla bellezza, intesa come
svelamento dell’essenza nascosta delle cose.

2. Bellezza filosofica: Non è ciò che piace superficialmente, ma l’apparire di ciò che
normalmente rimane invisibile (l’essere).

3. Pensiero e poesia: Il filosofare deve rispettare la verità della poesia, senza ridurla a
decorazione. Pensare la poesia significa includerla nel percorso di comprensione dell’essere.

Heidegger rifiuta l’uso strumentale della poesia a fini retorici: poesia e pensiero sono intrecciati nel
compito di rivelare la verità.

“Dalla paura al terrore”

Heidegger analizza la paura come emozione fondamentale dell’Esserci (Dasein), esaminandone le


diverse gradazioni (spavento, orrore, terrore) e il legame con la condizione esistenziale dell’uomo.

Punti chiave:

1. Gerarchia della paura:

o Spavento: Scaturisce dall’improvviso avvicinarsi di una minaccia nota ("per ora no, ma
potrebbe accadere").

o Orrore: Nasce quando la minaccia è totalmente estranea e sconosciuta.

o Terrorе: Combina l’orrore (carattere mostruoso) con la subitaneità dello spavento.

o Altre forme includono timore, inquietudine e stupore.

2. Fondamento esistenziale:

o La paura non è un semplice stato psicologico, ma una possibilità essenziale


dell’Esserci, legata alla sua gettatezza (essere gettati nel mondo).
o L’uomo è costitutivamente "spaurito" perché il mondo gli si presenta come un luogo di
minaccia e imprevedibilità.

3. Fenomenologia delle emozioni:

o Heidegger distingue tra modalità d’incontro con la minaccia (es. gradualità vs.
subitaneità) e natura della minaccia (familiare vs. estranea).

o Lo stupore è incluso tra le forme di paura, poiché deriva dall’impatto con l’ignoto.

4. Critica alla visione "ontica":

o La paura non va ridotta a semplice reazione contingente, ma è un fenomeno


ontologico che rivela la vulnerabilità dell’esistenza.

Domanda guida:

Heidegger sostiene che l’Esserci è strutturalmente "spaurito". Questa tesi è condivisibile?

 Sì, perché l’essere umano, in quanto gettato in un mondo che non controlla, sperimenta
inevitabilmente la paura come risposta all’alterità e alla finitezza.

 No, se si interpreta la paura come una tra molte possibilità emotive (es. la speranza o la fiducia
potrebbero avere pari peso esistenziale).

“La paura e l’angoscia”

Heidegger distingue tra paura e angoscia, due sentimenti fondamentali nell’analisi esistenziale
dell’Esserci (Dasein). Mentre la paura è diretta verso un oggetto specifico nel mondo, l’angoscia rivela
la natura più profonda dell’essere-nel-mondo, mostrando l’insignificanza del mondo stesso e
il nulla che lo caratterizza.

1. Di erenze tra paura e angoscia

 Paura:

o Provocata da un ente intramondano (oggetto, situazione o minaccia concreta).

o Esempio: aver paura di un cane che ringhia.

o L’Esserci fugge da qualcosa di determinato.

 Angoscia:

o Non ha un oggetto specifico; il suo "davanti-a-che" è completamente indeterminato.

o Rivela il mondo come tale nella sua insignificanza e nel suo confronto con il nulla.

o L’Esserci fugge dal mondo stesso, cercando rifugio negli enti intramondani per distrarsi
(fenomeno della diversione).

2. Caratteristiche dell’angoscia

 Indeterminatezza:

o Non è legata a una minaccia concreta, ma all’esperienza dell’essere-nel-mondo.

o Heidegger descrive il suo oggetto come "nulla e in-nessun-luogo".


 Rivelazione del mondo:

o L’angoscia mostra la totalità del mondo come priva di significato, evidenziando


la gettatezza dell’Esserci.

o Dopo l’angoscia, il discorso quotidiano dice: "era nulla", ma questo "nulla" non è
assoluto, bensì legato alla condizione originaria dell’esistenza.

 Fondamento della paura:

o L’angoscia rende possibile la paura, poiché solo un Esserci già spaurito (angosciato)
può reagire con paura a enti specifici.

3. Conclusioni filosofiche

 L’angoscia è un fenomeno ontologico che svela la struttura dell’essere-nel-mondo.

 Mentre la paura è ontica (legata a oggetti concreti), l’angoscia è ontologica (rivela la natura
dell’esistenza).

 La diversione (rifugio negli enti mondani) è un tentativo di fuggire dall’angoscia, ma fallisce


perché l’angoscia è costitutiva dell’Esserci.

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