L a M us i ca n e l l a G ran d e G u e r ra
“Raccontare la guerra con le note di uno spartito e, in alcuni casi, usare le note di uno spar-
tito per fare la guerra. Come in tutte le cose invertendo i fattori il prodotto non cambia.
Il primo quarto del secolo ‘900 resta per molti versi un periodo tormentato sia in campo
musicale sia sul terreno dei rapporti tra i popoli.
Con questo mio lavoro voglio tentare di raccontare come la Guerra e la Musica (... e la vita)
possano interagire influenzandosi l’una con l’altra.
E il giovane Charles Sorley, appena ventenne, poco prima che una granata in terra di Fran-
cia mettesse fine alla sua vita terrena, ci lascia questa testimonianza di come la musica e il
campo di battaglia fossero un connubio inscindibile.....
ON, MARCHI NG
MEN. ON
TO TH E GATES
of death
with song.
a v a n t i
U OM I N I
I N marcia
a v a n t i
verso le porte
della morte
cantando.
(Charles H. Sorley 1895-1915)
1. La musica all’alba del XX secolo
1.1 La “guerra musicale” tra interventisti e pacifisti.
1.2 La musica nonostante tutto.
2. La musica al fronte
2.1 Sul Fronte dell’ovest europa
2.2 Fronte austro-ungharico
2.2 Dalla musica “colta” all’Operetta.
3. L’entrata in Guerra dell’Italia
3.1 L’Italia, la musica e la Guerra
3.2 Il Cartellone della Scala di Milano durante la Guerra
3.3 Cinema, colonna sonora e Grande Guerra
4. Una canzone... per vincere!
4.1 Il Piave mormorò...
4.2 Una “guerra” dopo la guerra
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
1.1 La “guerra musicale” tra interventisti e pacifisti.
All’alba del nuovo secolo, il novecento, vengono prodotti dei veri e propri capo-
lavori pianistici e cameristici, oltre che nuove sperimentazioni.
Debussy, Ravel, Schmidt, Schönberg , Richard Strauss, Roussel, Berg, solo
alcuni dei nomi che subirono dagli eventi bellici una forte influenza sulla loro
produzione artistica, positivamente in alcuni casi, negativamente in tanti altri.
Sonate pour violon et piano, composte da
Debussy tra il 1916 e il 1917, furono suonate
dall’autore in un concerto di beneficenza a
favore dei ciechi di guerra.
Fervente interventi-
La prima esecuzione nel
sta invece Maurice
1919 di Marguerite
Ravel, arruolatosi
Long, pianista, vedova di
volontario e destinato
uno dei soldati caduti.
come autista di am-
bulanza, dedicò una
Suite per pianoforte
composta in quegli
anni a tutti i suoi ami-
ci morti in guerra.
Ne risentì invece negativamente la produzione artistica di Schönberg,
costretto all’arruolamento a 42 anni; come pure il suo allievo Alban
Albert Roussel, anche Berg.
lui autista di ambulan-
za sul fronte occiden-
tale, terminò nel 1918
Padmâvatî Suite, un’o-
pera scritta anche sotto
l’influenza dell’anti-wa-
gneriano Stravinskij.
Per quanto riguarda l’Austria “manifestazioni musicali” di entusiasmo, allo scoppio
della guerra nel 1914 , furono fortemente pubblicizzate e si diffusero rapidamente
canzoni patriottiche di compositori come R. Stolz, R. Benatsky e E. Kalman.
Solo in K. Kraus si ritrovano cri-
tiche nei confronti di questa “eu-
foria” per la guerra.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
1.2 La musica nonostante tutto.
La musica nell’anteguerra stava producendo, come dicevamo, un notevole fermento di
innovazioni e sperimentazioni.
Sulla scia di questo fervore creativo, furono pensati anche festival o rassegne che
permettessero a queste avanguardie di raggiungere il grande pubblico.
Tra le tante iniziative, anche di piccole realtà, registriamo quella di Donaueschin-
gen, sud-ovest della Germania; attività stimolata, tra gli altri, dal nostro Ferruc-
cio Busoni, italiano ma residente a Berlino.
Il Donaueschingen Festival si concretizzerà,
sul finire della guerra, grazie anche alla colla-
borazione di artisti quali Joseph Haas o Hans
Pfitzner.
Lo stesso Pfitzner che è au-
tore dell’opera post-romantica
Palestrina, basata sulla vita
del nostro G. Pierluigi da
Palestrina.
Tra gli autori presenti nel con-
certo inaugurale troviamo Paul
Hindemith.
Alla Guerra hanno preso parte anche istituzioni più prestigiose come l’Opera di Vienna.
Il cartellone dell’Opera di Vienna mise in sce-
na nel 1914 Notre Dame di Franz Schmidt.
Nel 1916 Ariadne auf Naxos (Arianna a Nasso), un’o-
pera lirica di Richard Strauss su libretto di Hugo von
Hofmannsthal. Il personaggio principale di Arianna fu
interpretato dalla Lotte Lehmann.
Nel 1918, la stessa Lotte Lehmann sarà l’inter-
prete di Jenůfa di Leoš Janáček.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
2.1 Sul Fronte dell’ovest europa
Sul fronte francese, come su tutti gli altri fronti, agli inizi la canzone diventa un modo per distrarre le truppe, ma quando
la guerra diventa “guerra di trincea” non basta più. Allora ritornano in auge canzoni tipo “La Madelon”, composta nel
1914 su testi di L. Bousquet e musica di C. Robert.
Ancor di più, nel 1916, quando in trincea diventa sempre più difficile lavarsi o radersi diventa molto famosa una
canzone dal titolo “Il grido del Peloso”, cioè di colui che non può radersi....
Francia- Busta in Franchigia Militare
Non mancò in quegli anni l’apporto inglese, sia militare che musicale. Frederick Delius scrisse, in onore dei giovani artisti
morti in guerra, un Requiem. Edward Elgar, tra il 1915 e il 1917 scrisse The spirit of England, per coro e orchestra, “in
memoria di tutti i nostri gloriosi soldati, con un pensiero speciale
ai Worcesters (suoi concittadini)”.
Ralph Vaughan Williams scrisse
nel 1914 A London Symphony, in
seguito partecipò agli eventi bellici
come volontario, anche lui autista di
ambulanza, e non scrisse più fino alla
fine della guerra.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
2.2 Fronte austroungarico
Dall’altra parte del filo spinato le cose non vanno meglio e infatti nel testo di Das Lied vom Schükengraben
“Canzone della trincea” , alcune strofe parlano di :
“Niente letti di piume, niente servizi igienici
Sono le necessità quotidiane dei soldati
Anche il pasto di mezzogiorno andrà spesso via,
Le cucine sono così lontane ...
Non c’è vita migliore che nelle trincee
Essere di fronte al nemico giorno e notte!”
Germania- Cartolina di Franchigia Militare - Feldpost N. 34
Spedita il 31.3.1915
Ma le note più struggenti sono quelle scritte in
onore dei compagni caduti...
“Li su quella tomba... Cantò un usignolo,
Cantò per lui in onore del suo coraggio,
Del suo coraggio.” Germania- Cartolina di Franchigia Militare - n.v.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
N. 222: Tregua al fronte: “Concerto in posizione di riposo”; in tutte le compagnie non era difficile
trovare soldati che “sapevano di musica” e i concerti organizzati dai comandi per “rilassare le truppe”
spesso erano fonte di ispirazione...
Germania
Cartolina di Franchigia
Militare
Feldpost n.l.-
Spedita 15.2.1917
.... Infatti il soldato A. Rothmŭnd su questa cartolina di Franchigia militare scrive
alla sua amata (tra l’altro molto particolarmente il messaggio è redatto in caratteri
stenografici!) e le dedica un breve brano musicale con parole in francese!...
Germania- Cartolina di Franchigia Militare - Feldpost K.B.1 - Spedita il 6.3.1915.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
2.2 Dalla musica “colta” all’Operetta.
Al fronte, per distrarre le
truppe, l’Alto Comando
organizza Bande e con-
certi. Ma quello che più
si canta in trincea sono
le parodie dell’operetta
Immer feste druff (1914)
di Walter Kollo, come
Das Hohelied von der
marmelade o Das
hohelied von hering.
Germania- Cartolina di Franchigia Militare - Feldpost 24 - Spedita il 22.5.1915
Germania- Cartolina di Franchigia Militare - Spedita il 1.10.1916 Germania- Cartolina di Franchigia Militare - Spedita il 24.10.1916
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
Ed è quindi l’operetta che, più di ogni altra distrazione , esercitò un certo fascino sulle truppe austo-ungariche poiché ciò che
la caratterizza è la vivacità musicale, l’immediata godibilità e, soprattutto, l’aspetto coreografico: infatti sono proprio le danze a
costituire il nucleo fondamentale dello spettacolo e si identifica soprattutto con un gusto ed una dimensione culturale, quella
della borghesia austriaca fin de siecle.
Paul Lincke è considerato il “padre” dell’Operetta a Berlino. La canzone più ascoltata in trincea,
“Berliner Luft”, è tratta proprio dalla sua opera più nota, Frau Luna.
Altri grandi operettisti,
molto attivi negli anni
della guerra furono: Leo
Fall con Die rose von
Stambul (1916) e Robert
Stolz con Lang, lang,
ist’s her (1917).
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
Carl Heinrich Maria Orff , autore della famosa opera Car-
mina Burana, come molti altri suoi coetanei musicisti fu
arruolato nell’esercito germanico e rimase seriamente ferito
per il crollo della trincea a causa di una bomba scoppiata
nelle immediate vicinanze.
Nell’immediato dopoguerra collaborò attivamente alla ge-
stione dell’Opera House di Mannheim.
Opera House di Mannheim che ebbe negli anni della guer-
ra, dal 1915 al 1920, come Direttore Wilhelm Furtwan-
gler, in seguito impegnato anche con la prestigiosa Berliner
Philharmonisches Orchester.
Le operette forse più eseguite
negli anni 1914-1918 restano
quelle di Edmund Eysler:
Frühling am Rhein, Die – oder
Keine! e Der dunkle Schatz.
Particolari favori riscossero le
opere di Carl Michael Ziehrer.
Maestro di banda militare, gra-
zie alla sua fama Gustav Theodor (von)
divenne direttore Holst, di origini ger-
dei balli imperiali maniche nato in In-
di corte. ghilterra, di spitiro
Nel 1914 compose antitedesco tentò di
l’operetta Das dum- arruolarsi ma fu rifiu-
me herz e diresse tato, ma la sua musica
l’ultimo ballo di fu osannata come “in-
corte. glese” e patriottica.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
3.1 L’Italia, la musica e la Guerra
Anche in Italia allo scoppiar delle ostilità, molti musicisti si sono impegnati a render testimoniannza, con
la propria arte, dei sentimenti individuali e sociali che la guerra può suscitare.
Esempi di riflessione musicale sono pre-
senti nell’opera di Gian Francesco Mali-
piero, che insieme a Ottorino Respighi
e Franco Alfano
proponevano un
superamento della
poetica verista.
Il fatto che il mon-
do austro-germanico Lo stesso Puccini ,
fosse responsabile del nell’ottobre del 1913
conflitto determina, mentre era in viaggio
quindi, una sempre tra Germania e Austria per promuovere La fanciulla, fece conoscen-
più diffusa insofferen- za con gli impresari del Carltheater di Vienna che gli proposero di
za nei confronti del musicare un testo di Alfred Willne, progetto che non si attuò proprio
romanticismo wa- per lo scoppio delle ostilità.
gneriano. Nel novembre del 1916, a Roma, è
in programma un concerto diretto
da Arturo Toscanini all’ Augusteo, organizzato dal
Conte Enrico di San Martino, presidente dell’Acca-
demia di Santa Cecilia.
Per l’occasione il Maestro propose un programma
esclusivamente wagneriano, ma nel corso del con-
certo si verificarono interruzioni ed accese contesta-
zioni antiwagneriane.
Naturalmente tutto
questo non aveva nes-
suna risonanza tra gli
uomini che ogni giorno
erano costretti alla dura
vita di trincea.
Germania-
Cartolina di Franchigia Militare
n.v.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
3.2 Il Cartellone della Scala di Milano durante la Guerra
La guerra, dicevamo, si è combattuta anche nei teatri e nei “templi” della musica concertistica.
Se a Vienna, alla Wiener Philarmoni-
ker , non erano in cartellone musiche
di autori italiani o francesi, di contro
alla Scala di Milano dopo il 1914, che
registra la presenza di Richard Wa-
gner con L’ oro del Reno, non
avremo più in cartellone opere
di autori austro-ungarici
Nel 1915 , il 26 dicembre, si
rappresenta per la prima volta
Il principe Igor di Alexander
Porfievic Borodin.
Dal 1916 il cartellone diventa tutto ita-
liano, ad eccezione dell’opera Mignon di
Ambroise Thomas, si mettono in scena
l’ Aida e La battaglia di Legnano di
Giuseppe Verdi.
Fernando Cortez o la conqui-
sta del Messico di Gaspare
Spontini.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
... e per finire la stagione concertistica del 1916 registriamo la Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai..
Nel cartellone dei primi mesi del
1917 vengono inserite 4 opere di
autori secondari e solo a settembre
del 1918, forse presagio della im-
minente fine delle ostilità vennero
messe in scena il Mosé di Gioacchi-
no Rossini,
La nave di Monte-
mezzi e Mefistofele
di Arrigo Boito,
diretto da Arturo
Toscanini e con
Beniamino Gigli
nei panni di Faust.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
3.3 Cinema “muto”, colonna sonora e Grande Guerra
Contestualmente allo sviluppo della cinematografia anche la musica che ancora accompagna dal vivo i primi film del
muto comincia a trasferirsi sulle prime pellicole sonore.
Proprio nell’immediato periodo dell’anteguerra si registrano i primi incontri
tra grandi musicisti e la pellicola cinematografica, e con l’abbandono della di-
dascalia si trasferisce al musicista quella collaborazione che prima si chiedeva
a scrittori e letterati.
Una delle pellicole che
sicuramente è antesigna-
na non solo in Italia ma a
livello mondiale è il film
Cabiria del 1914, di Gio-
vanni Pastrone. Didascalie di Gabriele D’Annunzio e musiche di
Ildebrando Pizzetti, con la celebre Sinfonia del fuoco.
Nel 1915 invece registriamo la collaborazione di Pietro
Mascagni con Nino Oxilia per il film Rapsodia Satanica.
E saranno proprio un film e la sua colonna sonora a raccontarci nel
1959 La grande guerra. Il film omonimo diretto da Mario Monicelli,
interpretato da Alberto Sordi e Vit-
torio Gassman troverà nelle note
del Maestro Nino Rota un accom-
pagnamento musicale che ne farà
uno dei capolavori della storia del
cinema.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
4.1 I canti “militari” e le “canzonette”
Come per le altre nazioni belligeranti anche sul fronte italiano c’è un fiorire di musica e canti
da trincea.
“Sul Ponte di Bassano noi ci darem la mano… ed un bacin d’amor!”.
Così inizia la canzone Sul Ponte di Bassano, scritta nel 1916 e di cui non si conosce l’auto-
re, diventata nel tempo un inno degli Alpini.
Un’altra canzone molto diffusa tra le truppe al fronte è stata Le campane di San Giusto, che
venne composta nel 1915 a Torino da Giovanni Drovetti e musicata da Colombino Arona.
La sua popolarità toccò il culmine
il 5 novembre 1918, ovvero due
giorni dopo l’armistizio di Villa
Giusti, con il quale l’Impero au-
stroungarico si arrendeva all’I-
talia, consentendo alle truppe
del Regio Esercito di entrare
vittoriose a Trento e a Trieste.
Nel corso degli anni è
entrata nel repertorio
di famosi interpreti,
tra cui Caruso, Villa e
Pavarotti.
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
Molti autori, anche di musica leggera, scrivono canzoni per “non pen-
sare” alla Guerra, o che da essa traggono melanconia e struggimento....
‘O surdato ‘nnammurato, scrit-
ta nel 1915 da Aniello Califano,
racconta di un soldato al fronte
che soffre della lontananza del-
la sua innammorata; è stata una
delle canzoni più cantata nelle
trincee italiane. Una bellissima
interpretazione ci è stata regalata
da Anna Magnani nel film La
sciantosa.
Quel mazzolin di fiori, nonostante non
avesse alcuna relazione con la guerra, fu la
Come pioveva, (1915) scritta e interpretata da
più cantata dagli alpini durante la prima
Armando Gill, pseudonimo di Michele Testa.
guerra mondiale.
Ma il canto della vittoria, quello che sicuramente
più di tutti rappresenta la GRANDE GUERRA nella
storia e nel cuore degli italiani resta: “La leggenda
del Piave”.
I fatti storici che ispirarono l’autore, Ermete Ales-
sandro Mario, pseudonimo di Ermete Giovanni
Gaeta, risal-
gono al giu-
gno del 1918,
quando l’Im-
pero austro-
ungarico
decise di sfer-
rare un gran-
de attacco sul
fronte del fiu-
me Piave per
piegare defi-
nit ivamente
l’esercito ita-
LA MUSICA NELLA GRANDE GUERRA
4.2 Una “Guerra” dopo la Guerra
E.G. Gaeta fu un prolifico e amato autore di canzoni napoletane che
spaziarono dalle canzonette alle canzoni militari, ma....
... durante la seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’8
settembre 1943, il governo italiano adottò La leggenda del Piave,
provvisoriamente, come inno nazionale. Si pensò, infatti, fosse giu-
sto sostituire la Marcia Reale con un canto che ricordasse la vittoria
dell’Italia nel primo conflitto mondiale.
Ma nell’ ottobre 1946, fu sostituita da
Il Canto degli Italiani , meglio nota
come Fratelli d’Italia, di Goffredo Ma-
meli e Michele Novaro.
Scelta fortemente influenzata dal Presi-
dente del Consiglio Alcide De Gasperi
perché offeso da Gaeta che si rifiutò di
comporre l’inno ufficiale della Democra-
zia Cristiana.
Inno ufficiale che fu poi musicato da Lo-
renzo Perosi su testo di Giovan Battista
Valente, direttore del giornale IL POPOLO.
Italia- Cartolina in Franchigia Militare - n.v.