BS200
BS200
BUDDISMO E SOCIETÀ
LO STUDIO DEL MESE
Maggio: Diversi corpi, stessa mente
Giugno: La Porta del Drago
(lezioni di Daisaku Ikeda)
IL BUDDISMO DEL SOLE PER ILLUMINARE IL MONDO
La festa del 3 maggio (lezione speciale di Daisaku Ikeda)
OBIETTIVO • Gongyo, pratica assidua
(Daisaku Ikeda)
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200
IN CASO DI MANCATO RECAPITO
INVIARE A FIRENZE CMP
PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE
PREVIO PAGAMENTO RESI
maggio - giugno 2020
200
2 000026 012009 Poste italiane spa - spedizione in abbonamento postale D.L. 353/03
conv. L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 2, DCB Firenze
La Soka Gakkai
La Soka Gakkai (fondata in Giappone dagli educatori Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda nel 1930) e
la Soka Gakkai Internazionale (Sgi, nata nel 1975 e presente attualmente in 192 paesi del mondo) sono
organizzazioni laiche i cui membri praticano e diffondono il Buddismo di Nichiren Daishonin. In Italia il
movimento della Sgi è rappresentato dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ente religioso fondato
nel 1998, la cui Intesa con lo Stato italiano è entrata in vigore nel luglio 2016.
La principale attività della Soka Gakkai in tutto il mondo consiste nel promuovere piccole riunioni infor-
mali di quartiere, aperte a tutti, in cui si dialoga della vita quotidiana e dei problemi della società alla
luce dell'insegnamento buddista.
Attuale presidente dell'Sgi è Daisaku Ikeda, che ha dedicato la vita alla diffusione della pace e dell’e-
mancipazione individuale su scala globale fondando scuole, università e istituzioni per promuovere
la cultura e gli scambi tra i popoli. Nel corso degli anni ha dialogato con rappresentanti autorevoli del
mondo della politica, dell’educazione e dell’arte di livello internazionale alla ricerca di risposte ai pro-
blemi globali, ha sostenuto le attività delle Nazioni Unite, ha scritto una vasta mole di lavori sui temi
della pace e della condizione umana.
Secondo Ikeda la chiave per una pace duratura a livello mondiale e per la felicità di tutti gli esseri umani
sta nella trasformazione personale, come scrive all'inizio del suo romanzo La rivoluzione umana: «La rivo-
luzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà
infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità».
4 nuovo secolo.
Nel messaggio inaugurale il presidente Ikeda ci scrisse:
LO STUDIO DEL MESE «I tempi procedono sempre più oscuri nella paura, nel
caos, nelle contraddizioni. Devo dire che in un'epoca
4 maggio come questa il vostro giornale è davvero uno strumen-
DIVERSI CORPI, STESSA MENTE to importante». E più recentemente, in occasione del
IL SENTIERO CHE CONDUCE trentennale, aveva sottolineato: «In accordo con il tito-
ALLA VITTORIA CERTA
lo attuale della testata, Buddismo e società non ha mai
lezione di Daisaku Ikeda
smesso di infondere in tutta la popolazione la luce della
15 giugno speranza basata sulla filosofia della sacralità della vita».
LA PORTA DEL DRAGO Con la decisione di migliorare sempre e confidando
«MIEI DISCEPOLI, nella vostra collaborazione e nel vostro sostegno, in
FORMULATE UN GRANDE VOTO!» questo momento difficile vogliamo continuare a infon-
lezione di Daisaku Ikeda dere speranza e coraggio in tutti i membri della Soka
Gakkai e nell'intera società italiana attraverso le parole
obiettivo del nostro maestro. Celebriamo quindi il numero 200
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(Greta Thunberg).
Il futuro che desideriamo sta tutto nel passo che com-
piamo ora.
IL BUDDISMO DEL SOLE
PER ILLUMINARE IL MONDO Lo studio mensile
Lezioni di Daisaku Ikeda sugli scritti di Nichiren Daishonin
studio Da maggio a dicembre, negli incontri mensili di
LA FESTA DEL 3 MAGGIO studio nelle case si approfondiranno alcune lezioni
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di Daisaku Ikeda relative a singoli Gosho, già uscite
su questa rivista negli anni 2008-2009 e che qui
riproponiamo. Le lezioni più recenti di Daisaku Ikeda
LA SAGGEZZA PER CREARE continueranno a essere pubblicate nella serie “Il
LA PACE E LA FELICITÀ Buddismo del sole per illuminare il mondo”.
brani scelti da scritti di Daisaku Ikeda, a cura della Sgi
Kosen rufu e la pace mondiale / 19
VERSO IL FUTURO. CONCLUSIONI
studio
›› MAGGIO
DIVERSI CORPI, STESSA MENTE
Il sentiero che conduce
alla vittoria certa
Pubblicato sul mensile Le canzoni della Gakkai per kosen-rufu uniscono i membri nelle attività di dif-
Daibyakurenge di settembre fusione degli ideali e dei princìpi del Buddismo di Nichiren Daishonin. Il presi-
2008 e su Buddismo e società dente Toda chiedeva spesso a noi giovani di alzarci in piedi e di cantare per lui,
n. 133, marzo-aprile 2009 invitandoci a interpretare le canzoni con energia e a passo di danza, secondo la
tradizione giapponese. Una volta lui stesso si alzò dal cuscino dov’era seduto e si
esibì in una solenne danza giapponese muovendosi a tempo di musica.
Quando andavo a trovare i membri, anch’io mi alzavo in piedi e chiedevo
loro di cantare insieme a me. A volte danzavo per loro con il desiderio di
incoraggiarli. Ho sintonizzato la mia vita con quella del mio maestro, e in
perfetta unità con i compagni di fede ho impresso un grande impulso al
movimento per la pace, la cultura e l’armonia.
Cenni storici: Questo Gosho è stato scritto il 6 agosto di un anno tra il 1275 e il 1280, quando il Daishonin risiedeva
sul Monte Minobu, ed è destinato al prete laico Takahashi Rokuro Hyoe, che viveva a Kajima nel distretto di Fuji
della provincia di Suruga. Sua moglie, una zia di Nikko, lo convertì agli insegnamenti di Nichiren. In una lettera il
Daishonin gli affida la responsabilità della propagazione nell’area in cui viveva; ciò indica che il prete laico godeva
della sua fiducia ed era una figura di rilievo tra i credenti laici del distretto di Fuji.
per vincere come suoi discepoli. Ho compreso che il futuro del nostro movi-
mento dipende dalla solida unione dei membri per la causa di kosen-rufu e dal
mettere in pratica i consigli del nostro maestro nella vita di tutti i giorni. Per
questa ragione ho creato un ritmo vincente basato sull’unità di persone diver-
se impegnate a realizzare uno scopo comune e sull’asse portante dell’unità di
maestro e discepolo.
Immaginiamo un motore con una potenza di dieci milioni di cavalli vapore:
se lo colleghiamo agli ingranaggi di una macchina, possiamo generare un’e-
nergia pari a dieci milioni di cavalli vapore. Allo stesso modo la formula per
la vittoria del nostro movimento è collegare il nostro cuore con quello del
maestro di kosen-rufu.
Proprio per questo è assolutamente cruciale prendere una posizione netta
nei confronti di chi cerca di minare l’unità di maestro e discepolo e l’unità
tra i membri. Toda dichiarava spesso che la Soka Gakkai era più importan-
te della sua vita e ci invitava ad allontanare tutti coloro che tramavano per
distruggere la purezza della nostra organizzazione.
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I princìpi di “non dualità fra maestro e discepolo” e di “diversi corpi, stessa
mente” sono inseparabili come le due ruote di un carro. Se non si condivide
il cuore o spirito del maestro che aspira a realizzare kosen-rufu non può es-
serci una vera unità di intenti fra compagni di fede così diversi fra loro. Se
non abbiamo a cuore l’armoniosa comunità dei praticanti e non ci sforziamo
costantemente di mantenere l’unità, non possiamo essere definiti veri disce-
poli che manifestano lo stesso spirito del maestro. Il Daishonin insegna ai
discepoli che, perseverando nella fede con il suo stesso spirito e unendosi
con una “stessa mente”, kosen-rufu sarà realizzato senza alcun dubbio.
La chiave per il successo di tutte le attività del nostro movimento sta nel
costruire un’organizzazione di persone animate dallo stesso spirito. Per
«HOKI-BO1, SADO-
BO2 E I CREDENTI DI
riaffermare questo punto importante studieremo il Gosho Diversi corpi,
ATSUHARA HANNO stessa mente con lo scopo di analizzarne i profondi princìpi, essenziali per
DIMOSTRATO LA diventare autentici leader buddisti e una guida sicura per adempiere la
FORZA DELLA LORO nostra missione e realizzare nuove vittorie.
DETERMINAZIONE.
Quando fra le persone
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
prevale lo spirito di “diversi
corpi, stessa mente”, esse
L’unità è la chiave per superare grandi ostacoli
realizzeranno tutti i loro
Non conosciamo con precisione la data di composizione di questo scritto né
scopi, mentre se hanno uno
“stesso corpo e diverse
il suo destinatario. Secondo il cinquantanovesimo patriarca Nichiko Hori
menti” non possono (1867-1957), che curò l’edizione della raccolta degli scritti del Daishonin,
ottenere niente di notevole. questo Gosho si compone di due lettere distinte che nel corso di successive
I più di tremila volumi della trascrizioni furono accorpate per errore in un unico testo. Nichiko Hori
letteratura confuciana giunse a questa conclusione sulla base del fatto che non c’è una reale con-
e taoista sono pieni di nessione fra l’argomento della prima parte della lettera (l’importanza dell’u-
esempi».
nità) e la seconda parte, che descrive l’eventualità di un’invasione mongola.
In questa occasione vorrei prendere in esame la prima parte della lette-
ra, incentrata principalmente sul concetto dell’unità di intenti.
Per cominciare il Daishonin menziona Hoki-bo – l’altro nome con cui
era conosciuto Nikko Shonin, il discepolo che stava guidando le attività
di propagazione nella provincia di Suruga – e i credenti di Atsuhara.
Pare che il destinatario della lettera fosse il prete laico Takahashi Roku-
ro Hyoe, uno dei principali seguaci di quella provincia. Riguardo alla
data di stesura, la lettera potrebbe essere stata scritta tra la fine dell’era
Bun’ei (1264-75), quando erano cominciate le prime intimidazioni con-
tro i discepoli di Atsuhara, e l’era Kenji (1275-78).
In base a questa ricostruzione dei fatti, gli attacchi del governo contro i
discepoli erano già iniziati e avrebbero raggiunto l’apice durante la perse-
1) Hoki-bo (1246-1333): nome buddista che assunse Nikko Daishonin come suo successore.
Shonin quando divenne discepolo di Nichiren Daishonin nel 2) Sado-bo (1253-1314): altro nome di Niko, uno dei sei preti
1258. Era uno dei sei preti anziani e fu designato da Nichiren anziani.
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tieri del male e della sofferenza. Lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”
non indica un tipo di unità che si raggiunge attraverso imposizioni esterne o
attraverso la sollecitazione a conformarsi a qualcosa, ma consiste in un’uni-
tà che è espressione della saggezza della natura di Budda e scaturisce da un
processo di liberazione che avviene al livello profondo della vita; è un’unità
basata sulla sintonia del nostro cuore con quello del Budda.
“Diversi corpi” è un concetto strettamente collegato al principio basila-
re del Buddismo secondo cui tutte le persone possiedono un potenziale
illimitato e sono in grado di condurre vite meravigliose.
Per porre l’accento sul fatto che lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”
è la chiave per vincere, il Daishonin afferma: «I più di tremila volumi
della letteratura confuciana e taoista sono pieni di esempi». Con ciò in-
«IL RE CHOU DI YIN tende dire che in Cina, un paese ricco di tradizioni culturali e filosofi-
GUIDÒ IN BATTAGLIA che, era opinione diffusa che l’unità fosse cruciale per il successo in ogni
SETTECENTOMILA impresa. Come esempio cita una famosa battaglia della storia cinese.
SOLDATI contro il re Wu
di Chou con i suoi ottocento
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
uomini. 3 Tuttavia l’esercito
del re Chou, a causa della
disunità, fu sconfitto dagli Diventare leader capaci di unire le persone
uomini del re Wu grazie alla Questa battaglia, documentata nelle Cronache dello storico di Ssu-ma
loro perfetta unità». Ch’ien (Sima Qian, circa 145-86 a.C.) e altrove, è nota come la guerra o
rivoluzione Yin-Chou. Probabilmente il Daishonin la scelse come esempio
perché offriva spunti di riflessione sull’importanza dell’unità di intenti.
La battaglia risale a più di tremila anni fa, all’XI secolo a.C. Il re Chou,
l’ultimo dei sovrani della dinastia Yin (conosciuta anche come dinastia
Shang), possedeva un ingente esercito di settecentomila uomini. Il re
Wu di Chou, uno Stato vassallo del regno di Yin, decise di ribellarsi al
tirannico re Chou nonostante potesse contare soltanto sull’appoggio di
ottocento signori feudali e dei loro soldati. Oggi è difficile determinare il
numero esatto delle forze in campo, ma secondo una fonte storica il suo
contingente arrivava a non più di quarantacinquemila uomini.
La schiacciante superiorità numerica dell’esercito del re di Yin sembrava
garantire un ampio margine di vantaggio sugli avversari, ma in realtà i suoi
soldati non avevano alcun desiderio di combattere. Si narra infatti che di
fronte alle schiere del re Wu essi abbassarono le armi e ruppero le righe,
permettendo così al nemico di aprirsi un varco. Il re di Yin fu sconfitto
perché con la sua condotta dispotica aveva alimentato il risentimento nel
cuore dei suoi soldati, che alla fine si rivoltarono contro di lui. Il Daishonin
commenta: «Il re Chou di Yin guidò in battaglia settecentomila soldati. [...]
3) Storia narrata in Cronache dello storico. Il Daishonin utilizza va di un esercito guidato da ottocento signori feudali, ciascuno
l’espressione “ottocento uomini”, ma per essere precisi si tratta- a capo dei propri soldati.
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responsabili centrali. Toda definiva nemici coloro che evitano di fare
resoconti su questioni di particolare importanza per la vita dell’or-
ganizzazione. Coloro che non hanno unità di intenti e si rifiutano
di sostenere le figure centrali sono come chi «distrugge il proprio
castello dall’interno» (cfr. L’eredità della Legge fondamentale della vita,
RSND, 1, 190), perché con le loro azioni finiscono per aiutare e favo-
rire i veri nemici. Incidiamo per sempre nella nostra vita queste paro-
le: «Vinciamo grazie a una perfetta unità». Con questa determinazione
continuiamo a costruire un’organizzazione unita grazie alla fede e agli
«PERFINO UNA SOLA sforzi congiunti, creando un ritmo di costanti vittorie.
PERSONA, SE HA SCOPI
CONTRASTANTI,4 finirà
sicuramente per fallire. Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
Ma cento o mille persone
La vera unità inizia dal cambiamento profondo
possono senza dubbio
realizzare il loro scopo se nel nostro atteggiamento o disposizione della mente
hanno un’unica mente». In questo passo il Daishonin sottolinea l’importanza di avere una “stes-
sa mente”, cioè di condividere lo stesso scopo o spirito.
Innanzitutto afferma: «Perfino una sola persona, se ha scopi contrastanti,
finirà sicuramente per fallire». Una persona in conflitto con se stessa (con
“due cuori”) e incerta sullo scopo da perseguire non potrà mai realizzare
niente di notevole. Se non riusciamo a prendere una decisione non possia-
mo sviluppare una forte determinazione; finiremo per essere influenzati
dal nostro ambiente e vagheremo senza una direzione: questa è la follia
degli esseri umani. Se siamo confusi e nutriamo dubbi sulla questione
fondamentale del conseguimento della Buddità non potremo raggiungere
la via del Budda e finiremo per imboccare il sentiero dell’infelicità.
Ciò che conta di più è il cuore. Una salda determinazione nel nostro cuo-
re ci permetterà di vincere. Tutto parte dal cambiamento del nostro at-
teggiamento o disposizione della mente, e ciò è altrettanto vero quando
si tratta di costruire una solida unità. Se i membri di un’organizzazione
non vanno d’accordo e passano il tempo a rimproverarsi e a criticarsi a
vicenda, non potranno mai costruire una vera unità.
Le organizzazioni sono formate da individui, e pertanto vi si incontrano
persone di vario tipo. A volte può capitare di incontrare persone con
cui sentiamo di non avere nulla a che fare. Per questa ragione dobbiamo
compiere la nostra rivoluzione umana, altrimenti non potremo creare
legami basati su uno scopo comune andando oltre le nostre differenze.
Ne L’eredità della Legge fondamentale della vita il Daishonin esorta i suoi
discepoli a essere uniti «con lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”,
senza distinzione fra loro,5 uniti come i pesci e l’acqua» (RSND, 1, 190).
5) Letteralmente: «Senza alcun pensiero di me o degli altri, 6) Riformulazione di un brano delle Annotazioni sul Sutra
di questo o di quello». Non si tratta di una negazione dell’in- del Nirvana di Chang-an: «Il corpo è insignificante mentre
dividualità, ma del superamento del divario tra le persone la Legge è suprema» (citato in Lettera ad Akimoto, RSND,
che sorge dall’egoismo e dalla sfiducia. 1, 907).
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no un obiettivo condiviso. Il cuore umano è volubile e influenzato dalle
circostanze mutevoli. È davvero una cosa straordinaria che le persone si
uniscano intorno a uno stesso obiettivo. È qualcosa che non si realizza
semplicemente con l’imposizione. Senza lo spirito di “diversi corpi, stessa
mente”, kosen-rufu non diverrà mai una realtà. Abbandonare questo spiri-
to significa voltare le spalle agli insegnamenti del Daishonin». Incidiamo
nel nostro cuore lo spirito di “diversi corpi, stessa mente” e ricordiamoci
sempre che la vera vittoria dipende dai nostri sforzi comuni.
«BENCHÉ NUMEROSE,
LE PERSONE DEL
GIAPPONE difficilmente Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
realizzeranno qualunque
cosa, poiché hanno uno La nostra unità nella diversità è la prova della vittoria di kosen-rufu
stesso corpo ma diversa Riguardo alle difficoltà che stava affrontando insieme ai discepoli, il
mente. Al contrario, sebbene Daishonin spiega chiaramente che per far vincere il bene era assoluta-
Nichiren e i suoi discepoli mente cruciale mantenere lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”.
siano pochi di numero, In quel periodo lui e i suoi seguaci erano trattati con ostilità e venivano
poiché hanno lo spirito di attaccati dalla popolazione giapponese. In questo passo Nichiren sotto-
“diversi corpi, stessa mente”
linea che la vittoria o la sconfitta di kosen-rufu non dipendono dal nume-
realizzeranno sicuramente
ro di persone coinvolte nella realizzazione di questo obiettivo; dice in-
la loro grande missione di
propagare ampiamente
fatti ai discepoli che, sebbene fossero pochi di numero, rimanendo uniti
il Sutra del Loto. Un solo nello spirito avrebbero sicuramente realizzato kosen-rufu.
scroscio di pioggia spegne Il Daishonin osserva: «Benché numerose, le persone del Giappone dif-
molti fuochi ruggenti, e una ficilmente realizzeranno qualunque cosa poiché hanno uno stesso corpo
singola verità dissolve molte ma diversa mente». L’espressione «le persone del Giappone» indica i giap-
forze malvagie.7 Questo ponesi che erano ostili al Daishonin e ai suoi seguaci e si opponevano alla
principio vale anche per loro attività di diffusione degli ideali del Sutra del Loto, cioè la propria e
Nichiren e i suoi seguaci».
l’altrui felicità (l’ottenimento universale dell’Illuminazione) e l’adozione
dell’insegnamento corretto per la pace del paese (la creazione della terra
del Budda). La popolazione, priva di una propria visione su come miglio-
rare la società, non volle apprezzare i nobili ideali espressi nel Sutra del
Loto e vi si oppose con veemenza attaccando il Daishonin e i suoi seguaci.
La maggior parte dei giapponesi dell’epoca aderiva alle scuole buddiste
tradizionali: la Pura Terra (Nembutsu), che invitava i fedeli a disprez-
zare e rifiutare il mondo reale considerato impuro; la scuola Zen, che
insegnava a cercare rifugio nell’Illuminazione e a rinunciare alla vita
secolare; le scuole della Vera Parola e Tendai, che per lo più spingeva-
no i seguaci a offrire preghiere per la sconfitta dei nemici mongoli. In
definitiva questi insegnamenti non facevano altro che acuire i conflitti
esistenti, destino inevitabile del governo militare dell’epoca.
7) Letteralmente: «I mali sono tanti, ma non riusciranno mai a vincere un bene, così come basta un getto d’acqua a spegnere
un gruppo di numerosi fuochi».
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di essere persone vittoriose o, come dice il Sutra del Loto, diventiamo “fiori
umani” sbocciati grazie al potere intrinseco della Legge mistica. Unirsi con
questo spirito ci porta a vincere in tutti gli ambiti della nostra vita.
1) Nell’utilizzare queste espressioni il presidente Ikeda sta Giappone. Io sarò gli occhi del Giappone. Io sarò il grande
facendo riferimento alla dichiarazione di Nichiren Daisho- vascello del Giappone. Questo è il mio voto e non lo rom-
nin contenuta ne L’apertura degli occhi: «Io sarò il pilastro del però mai!» (RSND, 1, 254).
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Dal Gosho
Cenni storici: questo Gosho è stato scritto il 6 novembre 1279 ed è indirizzato a Nanjo Tokimitsu (1259-1332),
un fedele discepolo del Daishonin e signore del villaggio di Ueno, nel distretto di Fuji della provincia di Suruga.
Durante la persecuzione di Atsuhara si avvalse della sua influenza per proteggere i compagni praticanti, offrendo
rifugio nella sua casa ad alcuni di loro.
2) Il 16 marzo del 1958 il secondo presidente della Soka commemorata ogni anno come “Giorno di kosen-rufu”.
Gakkai Josei Toda affidò il futuro di kosen-rufu al presiden- 3) Vedi box a p. 7.
te Ikeda e ai membri del Gruppo giovani. Questa data viene
17
Ne La Porta del Drago il Daishonin esorta ardentemente il suo giovane
discepolo a risvegliare dentro di sé il grande voto per kosen-rufu e a
portare avanti la propria lotta. Studiamo gli insegnamenti racchiusi in
questo scritto, che rappresenta una fonte di ispirazione per lo spirito del
16 marzo, Giorno di kosen-rufu.
«IN CINA C’È UNA
CASCATA CHIAMATA LA Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
PORTA DEL DRAGO. Le
sue acque precipitano da La Buddità si consegue attraverso il superamento delle difficoltà
un’altezza di cento piedi, Nanjo Tokimitsu si impegnò coraggiosamente per fronteggiare la dura
più rapide di una freccia oppressione rivolta ai discepoli del Daishonin al tempo della persecuzio-
scagliata da un forte arciere. ne di Atsuhara. La Porta del Drago è il titolo della lettera che il Daisho-
Si dice che un gran numero nin, all’età di 58 anni, gli scrisse il 6 novembre del 1279.
di carpe si raccolgano nel
Tokimitsu era un giovane seguace che aveva iniziato a praticare il Bud-
bacino sottostante sperando
dismo di Nichiren da bambino. Sin dalla sua adolescenza considerò
di risalire la cascata e
che quella che riuscirà
Nikko, il principale discepolo del Daishonin, come un fratello maggiore,
nell’impresa si tramuterà e si rivolse a lui per avere consigli e istruzioni. Nel corso della sua vita
in un drago. Tuttavia, non Tokimitsu lavorò senza tregua per la propagazione della Legge mistica.
una sola carpa su cento, su Questa lettera fu scritta nel momento più critico della persecuzione di
mille o anche su diecimila Atsuhara. Tokimitsu, che allora aveva ventun anni, senza curarsi dei
riesce a risalire la cascata, gravi rischi a cui andava incontro protesse coraggiosamente i compagni
nemmeno dopo dieci o venti di fede, offrendo la sua casa come rifugio a molti di loro. Queste azioni
anni. Alcune sono trascinate
non incontrarono l’approvazione delle autorità, che poco tempo dopo gli
via dalle forti correnti, altre
imposero tasse esorbitanti. A un certo punto si trovò in difficoltà tali
cadono preda di aquile,
falchi, nibbi e civette, e altre
da non potersi permettere nemmeno un cavallo, né comprare vestiti per
ancora vengono pescate la moglie e i figli. In questa lettera il Daishonin conferisce a Tokimitsu
con le reti, con i cesti e a (che era anche conosciuto con il nome del villaggio dove viveva) l’ap-
volte perfino con i dardi, pellativo di “Ueno il valoroso”, in onore della sua coraggiosa lotta per la
dagli uomini che si allineano giustizia contro tutti gli ostacoli.
su entrambe le rive della Nel poscritto di questa lettera il Daishonin esprime la sua gratitudine
cascata larga dieci cho.4 Tale e la sua ammirazione. L’espressione giapponese originale è incerta, ed
è la difficoltà per una carpa
è difficile coglierne il vero significato. Da una parte la frase può es-
di diventare un drago. […]
sere interpretata in questo modo: «Scrivo questa lettera con profonda
Conseguire la Buddità non è
più facile che per gli uomini
gratitudine per la tua dedizione verso coloro che sono coinvolti nella
di basso rango accedere ai persecuzione di Atsuhara». In sostanza il Daishonin elogia Tokimitsu
circoli di corte o per una per i suoi sforzi durante la persecuzione di Atsuhara e lo ringrazia per
carpa risalire la Porta del la sua dedizione. Ma la frase potrebbe anche significare: «Scrivo que-
Drago». sta lettera con una profonda ammirazione per ciò che sta accadendo ad
Atsuhara». Secondo questa seconda interpretazione, il Daishonin espri-
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per sé è già abbastanza difficile resistere alle insidie delle illusioni, dei
desideri e dell’oscurità fondamentale.
Shakyamuni paragonava queste forze a una forte corrente o alla piena
Illusioni e desideri
di un fiume.5 Il Daishonin spiega che ciò è ancora più vero per l’Ultimo
(giapp. bonno): termine
generico per indicare
giorno della Legge, un’epoca in cui anche la più considerevole saggez-
tutti i processi della za umana, così come l’abilità o le conoscenze tecniche, possono essere
vita, inclusi i desideri travolte dalla marea inesorabile degli impulsi illusori dei tre veleni di
e le illusioni in senso avidità, collera e stupidità, una marea crescente che agisce come forza
generale, che sono del male e causa distruzione.6 Proprio perché è molto difficile portare
causa di sofferenze avanti la fede nella Legge mistica in una tale epoca, il legame buddista
spirituali o fisiche e che
fra maestro e discepolo assume un’importanza decisiva. Altrettanto ne-
ostacolano la ricerca
cessaria è l’esistenza di un’armoniosa comunità di compagni praticanti
dell’Illuminazione.
che siano solidamente uniti nei loro scopi, cioè possiedano quello che il
Daishonin definisce lo spirito di “diversi corpi, stessa mente” (itai do-
shin). Nella Soka Gakkai esiste un forte legame tra maestro e discepolo
che le permette di superare qualunque avversità. I suoi membri sono
persone nobili che si impegnano a lucidare la vita attraverso la fede, con
la stessa dedizione del maestro e in solida unità. Inoltre molti e molte di
loro, paragonabili a magnifici draghi che sono riusciti a risalire la ca-
Oscurità o ignoranza
fondamentale:
scata, stanno conducendo una vita di profonda dignità e sicurezza for-
l’illusione innata più giandosi attraverso sfide continue nella fede e nello sviluppo personale.
profondamente radicata
nella vita, che si dice Il presidente Makiguchi era sempre impegnato
generi tutte le altre nell’incoraggiamento personale
illusioni. È l’incapacità Nel 1939 Makiguchi visitò per la prima volta la città di Yame nella pre-
di vedere o riconoscere
fettura di Fukuoka, nel Kyushu (l’isola più a sud delle quattro maggiori
la verità, in particolare
isole giapponesi), allo scopo di diffondere il Buddismo di Nichiren Dai-
la vera natura della
propria vita.
shonin. Durante quel viaggio parlò del Gosho Risalire la Porta del Dra-
go. Conversando con una donna che aveva deciso di seguire il marito
aderendo alla Soka Gakkai, Makiguchi le disse: «Dovrai superare varie
avversità e diventare una persona splendida e capace. Non abbandona-
re la fede per nessun motivo». E il giorno dopo disse: «Non perdiamo
5) A questo proposito il Budda afferma che coloro che rinun- dità con la medicina della meditazione sulla viltà del corpo,
ciano a provare forte bramosia e hanno un cuore non corrotto guarisse la collera con la meditazione sulla compassione per
possono essere definiti individui che hanno attraversato la for- tutti gli esseri e curasse la stupidità con la meditazione sulla
te corrente o l’alluvione dei desideri e delle illusioni [vedi The dodecupla catena della causalità, insegnare queste dottrine
Group of Discourses (Sutta-nipata), traduzione di K. R. Norman, adesso non fa che rendere peggiori le persone e aumentarne
The Pali Text Society, Oxford, 1995, vol. 2, p. 122 (No. 1082)]. l’avidità, la collera e la stupidità. Per spiegare, il fuoco si
6) Scrive il Daishonin: «Allo stesso modo, la sagacia di avi- spegne con l’acqua e il male viene sconfitto dal bene; se però
dità, collera e stupidità nel cuore degli uomini nel mondo im- su di un fuoco scaturito dall’acqua si getta dell’acqua, agirà
puro dell’ultima epoca è difficile da controllare per qualsiasi come olio, producendo un incendio ancora più grande» (Il
saggio o santo. Per questo, sebbene il Budda curasse l’avi- kalpa della diminuzione, RSND, 1, 994).
21
«SHARIPUTRA, PER
ESEMPIO, PRATICÒ
LE AUSTERITÀ DEL
proprio il cuore del maestro e buttarsi a capofitto in questa sfida.
BODHISATTVA per
sessanta kalpa allo scopo
Poiché in quel periodo le autorità stavano sottoponendo i suoi discepoli
di conseguire la Buddità, a pesanti persecuzioni che potevano costare loro la vita, il Daishonin
ma alla fine non riuscì a insegna a Tokimitsu l’atteggiamento risoluto nella fede necessario per
perseverare ulteriormente affrontare quei momenti. Con parole chiare spiega quanto sia impegna-
e ricadde nei sentieri dei tivo e arduo il sentiero del conseguimento della Buddità. La severità
due veicoli. Perfino coloro delle sue parole potrebbe essere un segno delle grandi aspettative e della
che stabilirono legami col profonda fiducia che egli nutriva nei confronti del giovane discepolo.
Sutra del Loto al tempo del
Budda Grande Saggezza
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
Universale sprofondarono
nelle sofferenze di nascita e
morte per tanti kalpa quanti Occorre guardarsi dalle influenze negative o “cattivi amici”
i granelli di polvere di un Citando alcuni esempi tratti dai sutra, il Daishonin spiega quanto sia dif-
sistema maggiore di mondi. ficile portare avanti la pratica buddista e mette in evidenza quanto siano
Altri, che avevano ricevuto temibili le influenze negative che il Buddismo chiama “cattivi amici”.
i semi della Buddità in un In una precedente esistenza Shariputra, che si trovava nello stadio avan-
passato ancora più remoto,
zato della pratica, dopo aver sopportato innumerevoli difficoltà regredì
soffrirono per tanti kalpa
nella fede poiché si fece sviare dall’influenza negativa di un bramano, il
quanti i granelli di polvere
di innumerevoli sistemi
quale lo implorò di dargli un occhio e subito dopo lo calpestò. Vedendo
maggiori di mondi. Tutte ciò, Shariputra si convinse che fosse troppo difficile salvare questo tipo di
queste persone praticarono persone e rinunciò al desiderio di seguire la via del bodhisattva. Queste
il Sutra del Loto, ma quando influenze negative sono essenzialmente le funzioni attraverso cui agisce il
furono perseguitate in vari Re demone del sesto cielo, la cui realtà è l’oscurità fondamentale inerente
modi dal Re demone del alla nostra vita e a quella degli altri.
sesto cielo che possedette i In questo episodio il Re demone si manifesta sotto forma di bramano, che
loro sovrani e altre autorità,
chiedendo di ricevere un occhio riesce a fuorviare la mente di Shariputra.
rinnegarono la loro fede e
Il Daishonin afferma poi che il Re demone si impossessa dei governanti e
così vagarono nei sei sentieri
per innumerevoli kalpa».
delle autorità inducendo i praticanti del Sutra del Loto ad abbandonare
la fede. Perfino coloro che avevano formato un legame diretto con il
Sutra del Loto e Shakyamuni nel remoto passato sprofondarono nelle
sofferenze di nascita e morte per la durata incredibilmente lunga di un
numero di kalpa pari ai granelli di un sistema maggiore di mondi, o
addirittura per la durata di un numero di kalpa equivalente ai granelli
di polvere di innumerevoli sistemi maggiori di mondi, perché si erano
fatti fuorviare da questo demone.
Il Daishonin aveva già da tempo messo in guardia Tokimitsu sulla pe-
ricolosità delle influenze negative. Gli aveva spiegato che i cattivi amici
possono presentarsi sotto forma di persone alleate e pertanto lo istruì a
raccogliere una forte fede nel momento in cui si fossero manifestati. In
questo modo – dice il Daishonin – le divinità celesti, o funzioni positive
dell’universo, non avrebbero fatto mancare la loro protezione.7
I draghi hanno il compito di provocare la pioggia: questo compito può di-
7) Ne La sorgente della fortuna di Aniruddha il Daishonin scri- tri adempiranno senza alcun dubbio il loro voto, e rafforzare
ve: «Quando le persone che tu ritieni importanti cercano di la tua fede più che mai. […] Se qualcuno cerca di ostacolare
impedirti di mantenere la fede o quando ti trovi di fronte la tua fede, in cuor tuo ne dovresti gioire» (RSND, 2, 534).
grandi ostacoli, devi essere convinto che il re Brahma e gli al-
23
fu colpito da epidemie. Nel tentativo di bloccarle, fu cambiato il nome
dell’era Kenji in era Koan (nel 1278), ma ciò non sortì alcun effetto.8 In
un altro scritto il Daishonin descrive il terribile prezzo di quelle epidemie:
«Le persone muoiono come alberi abbattuti da un forte vento o piante
stese al suolo da un’intensa nevicata» (Sulle tre calamità, RSND, 2, 753).
Inoltre la popolazione giapponese era in preda alla paura e all’ansia
che i mongoli tentassero una nuova invasione. La prima era avvenuta
nell’ottobre del 1274, cinque anni prima della stesura di questa lettera. I
mongoli tentarono poi una nuova invasione nell’aprile del 1281. La fero-
cia della prima invasione aveva terrorizzato la popolazione, che ora era
atterrita dall’idea che il Giappone potesse essere annientato nel caso in
cui non fosse riuscito a respingere il nuovo attacco.
La realtà inesorabile della morte doveva essere profondamente incisa
nella mente delle persone dell’epoca, perciò il Daishonin scrive: «Alla
fine, nessuno può sfuggire alla morte. Le sofferenze di quel momen-
to saranno esattamente uguali a quelle che stiamo affrontando adesso.
Poiché la morte è la stessa in entrambi i casi, dovresti essere disposto a
offrire la tua vita per il Sutra del Loto».
La persecuzione di Atsuhara culminò con la decapitazione di tre con-
tadini discepoli del Daishonin, conosciuti come “i martiri di Atsuhara”.
Sono state avanzate due ipotesi sulla data della loro esecuzione. Secondo
la prima furono decapitati il 15 ottobre 1279 (poco prima della stesura
di questa lettera), mentre secondo l’altra ipotesi la loro decapitazione fu
eseguita nell’aprile dell’anno seguente. Se ci basiamo sulla prima ipotesi,
l’affermazione: «Poiché la morte è la stessa in entrambi i casi, dovresti es-
sere disposto a offrire la tua vita per il Sutra del Loto» indica che la loro
morte aveva avuto un profondo significato alla luce del Buddismo e che il
Daishonin intendeva lodare le loro battaglie giuste e coraggiose. Natural-
mente non è intenzione del Daishonin glorificare la morte, ma il suo scopo
è lodare la forte fede che non vacilla neanche di fronte alla morte.
Perché allora non dovrebbe essere motivo di rimpianto sacrificare la vita
per il Sutra del Loto? A questo proposito il Daishonin dice: «Pensa a que-
sta offerta come a una goccia di rugiada che si unisce di nuovo all’oceano,
o come a un granello di polvere che ritorna alla terra». Dal punto di vista
dell’eternità la nostra esistenza è effimera come la rugiada, e rispetto alla
straordinaria vastità dell’universo la vita è minuscola come un granello
di polvere. Tuttavia, basandoci sulla Legge mistica – che è vasta come
l’oceano e solida come la terra – possiamo stabilire uno stato di vita indi-
8) Si cambiava il nome di un’era in occasione della salita al caso si riteneva che assegnare un nome più fausto avrebbe
trono di un nuovo imperatore oppure quando si verificava cambiato in meglio il destino di una particolare era.
un disastro naturale di gravi proporzioni. In questo secondo
25
obiettivo
GONGYO,
PRATICA
ASSIDUA
Quando un essere umano celebra questa cerimonia solenne spalanca le porte al tesoro nascosto
nella sua interiorità, rivelando la fonte di un'inesauribile energia vitale che fa emergere saggezza,
compassione e coraggio. Anche senza capire esattamente il significato delle parole, la voce attra-
verso il tempo e lo spazio raggiunge tutti i Budda
27
che deriva dalla pratica primaria è immenso. La pratica Perché dobbiamo recitare mattina e sera?
di supporto ha la funzione di accrescere e di accelerare il Gongyo è un’azione quotidiana con la quale ci prepa-
potere benefico della pratica primaria. riamo per affrontare la giornata. Il Daishonin spiega che
Anche all’epoca del Daishonin i suoi seguaci leggeva- ogni carattere, ogni ideogramma di Gongyo è un Budda.
no e recitavano questi due brani. In un Gosho egli scri- Recitando con questa consapevolezza possiamo dare
ve: «Fra tutti i ventotto capitoli, i capitoli Espedienti grande solennità a questa cerimonia, possiamo davvero
e Durata della vita sono particolarmente importanti. decidere come andrà l’intera giornata.
Tutti gli altri sono come loro rami e foglie. Ti consiglio Uno degli aspetti fondamentali della pratica di Gongyo è
quindi nella tua pratica giornaliera di leggere le parti la costanza. La traduzione letterale della parola Gongyo
in prosa dei capitoli Espedienti e Durata della vita» (La chiarisce bene questo aspetto. Gon significa “impegnarsi
recitazione dei capitoli “Espedienti” e “Durata della con costanza", e gyo “pratica”. Potremmo tradurre l’inte-
vita”, RSND, 1, 63). ra espressione con “pratica assidua”. Alla luce di questo
In un altro famoso scritto Nichiren afferma: «Sia che tu significato, espressioni come «faccio Gongyo ogni tan-
invochi il nome del Budda, che reciti il sutra o sempli- to» risultano totalmente contraddittorie.
cemente offra fiori e incenso, tutte le tue azioni virtuo-
se metteranno nella tua vita buone radici e benefici» Che senso ha fare Gongyo
(Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, se non si capisce il significato
RSND, 1, 4). Commentando questo passo, Ikeda scri- delle parole che recitiamo?
ve: «“Invocare il nome del Budda” significa recitare il «Un neonato che succhia il latte dalla propria madre
Daimoku di Nam-myoho-renge-kyo, il nome del Budda ne riceve dei benefici – scrive al proposito il presidente
originale Nichiren Daishonin. “Recitare il sutra” signifi- Ikeda –, e questo succede senza conoscere nulla della
ca fare Gongyo, cioè leggere i capitoli Hoben e Juryo composizione del latte. Lo stesso principio è valido per
del Sutra del Loto, che incarna l’essenza di tutti gli in- quanto riguarda la recitazione del Daimoku e la cerimo-
segnamenti buddisti. Non solo Gongyo e Daimoku, ma nia di Gongyo. Naturalmente è meglio arrivare a capir-
tutte le nostre azioni per la causa del Buddismo e di ne il significato, ma solo perché questo ci può aiutare a
kosen-rufu, per quanto possano sembrare insignifican- rafforzare la nostra fiducia nella Legge mistica; tuttavia,
ti, si imprimono come buone cause nella nostra vita» se questa comprensione non si accompagna alla pratica,
(Buddismo oggi, Esperia, 1991, vol. 1, p. 139). rimane senza valore: è difficile abbracciare pienamente il
significato profondo della Legge mistica esclusivamen-
Come si dovrebbe recitare Gongyo? te attraverso un percorso razionale. […] Quindi, anche
Scrive il presidente Ikeda in Preghiera e azione (Esperia, se non si capisce appieno il significato letterale di ciò
2019): «Per godere di buona salute e realizzare giorno che si sta dicendo, le voci, attraverso il tempo e lo spa-
dopo giorno un grande progresso dovete fare Gongyo zio, raggiungono tutti i Budda, i bodhisattva e le divini-
vigorosamente, mattina e sera […] con attenzione e tà buddiste, cioè le funzioni protettive intrinseche nella
senza fretta» (pp. 15-17). «Per vivere una giornata gioio- vita e nell’universo e, benché in maniera invisibile, l’inte-
sa con il vostro obiettivo chiaro in mente, al mattino fate ro universo si attiva per realizzare le nostre preghiere»
Gongyo con profonda concentrazione» (p. 33). (Ibidem, pp. 12-13).
Bisognerebbe inoltre considerare la recitazione di
Gongyo come una cerimonia preziosa e importante, da Se siamo troppo stanchi o malati
svolgere con grande solennità. dobbiamo comunque fare Gongyo?
«Gongyo è una cerimonia solenne. Quando un essere «Quando siete ammalati – spiega Ikeda – non è neces-
umano celebra questa cerimonia è come se spalancasse sario sforzarsi di fare a tutti i costi un Gongyo completo.
le porte al tesoro nascosto nella sua interiorità, rivelando Se questo sforzo irragionevole dovesse far peggiorare
la fonte dell’energia vitale, altrimenti sopita nei più re- le vostre condizioni, anziché produrre un beneficio po-
conditi recessi dell’essere. In questo modo è possibile far trebbe arrecare un danno e annullare la gioia della fede.
sgorgare un’inesauribile fonte di saggezza, compassione In alcuni casi va bene limitarsi a recitare solo Daimoku.
e coraggio» (Ibidem, p. 11). Il Buddismo è ragione: perciò ogni persona dovrà giudi-
care con saggezza cosa è meglio fare affinché il Gongyo Cosa succede se saltiamo Gongyo?
sia sempre una pratica gioiosa» (I capitoli Hoben e Juryo, «Se si coltiva la fede nel Gohonzon non ci sarà alcun ge-
Esperia, 2018, p. 9). nere di punizione o conseguenza negativa per un motivo
«La cosa essenziale è abbracciare il Gohonzon con tutta di questo genere, quindi vi prego di stare tranquilli. Il Dai-
la propria vita e non abbandonarlo mai. […]. È buona shonin ha affermato che anche un solo Daimoku contiene
cosa sfidarsi in piccoli ma continui miglioramenti: è im- benefici infiniti. […] La pratica non è un obbligo, ma un di-
portante sviluppare una “fede come l’acqua che scor- ritto. Il Gohonzon non vi chiederà mai di recitare ma, più vi
re”, senza sosta e tranquillamente, come un fiume che sforzate nella fede, facendo Gongyo e recitando Daimoku,
diventa pian piano sempre più grande fino a quando si più potrete ottenere dalla vita. […] Il Buddismo è nato per
ricongiunge all’immenso oceano» (Preghiera e azione, p. liberare le persone, non per obbligarle» (Ibidem).
14 e seguenti). (a cura di Lodovico Prola)
29
serie
Nel 1993 incontrai il fisico e astronomo verso. La sua descrizione di un numero in-
americano Robert Jastrow (1925-2008), finito di sistemi maggiori di mondi1 ricorda
capo della sezione teorica della Nasa, una l’attuale immagine della Via Lattea, del siste-
figura importante nel programma di allu- ma solare e di tutti gli innumerevoli sistemi
naggio Apollo. Mi fece vedere una gran- simili sparsi in tutto l’universo. Fra questi c’è
de fotografia a colori e mi spiegò che era il nostro pianeta, che nei sutra buddisti viene
un’immagine della Terra presa dall’Apollo chiamato mondo di saha o Jambudvipa.2
11 mentre la navicella era in viaggio verso I Bodhisattva della Terra promisero di pro-
la luna. Scattata cinquant’anni fa da uno pagare il Sutra del Loto in tutto Jambudvi-
degli astronauti, raffigura il nostro piane- pa, cioè nel mondo intero. E oggi i membri
ta luminoso che galleggia nel buio dello della Soka Gakkai, Bodhisattva della Terra
spazio con i suoi oceani azzurri e le nuvole che vivono insieme sulla Madre Terra, la
bianche scintillanti. nostra casa comune, tengono alto il vessil-
lo dell’umanesimo buddista e si sforzano di
Vista dallo spazio non ha confini condividere la Legge mistica con gli altri.
Quando osserviamo la Terra dallo spazio non Kosen-rufu sta progredendo a livello mon-
vediamo alcun confine nazionale. Quest’im- diale e la filosofia umanistica del Buddismo
magine del nostro bel pianeta, un’oasi bru- di Nichiren si è ampiamente diffusa al di là
licante di vita, ci fa riflettere sulla follia dei dei confini e delle differenze etniche, cultu-
conflitti fra individui, gruppi etnici e nazioni, rali e linguistiche.
e rafforza il nostro desiderio di pace. Sono sicuro che il mio maestro Josei Toda,
Il Buddismo ha una visione ampia dell’uni- sostenitore dell’idea di cittadinanza globale,
1) Sistema maggiore di mondi: detto anche sistema di migliaia di milioni di mondi. Uno dei sistemi di mondi secondo l’antica
cosmologia indiana. Un mondo è costituito da un monte Sumeru circondato da mari e monti, un sole, una luna e altri corpi
celesti. Mille mondi formano un sistema minore di mondi; mille sistemi minori di mondi danno origine a un sistema intermedio
di mondi che, una volta raggiunto il numero di mille, sono definiti un sistema maggiore di mondi.
2) Jambudvipa: nell’antica cosmologia indiana indica il mondo intero.
«Così possiamo dire che i bodhisattva che emergono dalla terra sono i bodhisattva dell’insegnamento originale.3
La parola “originale” rappresenta i meriti trasmessi da un passato lontano un numero di kalpa pari alle parti-
celle di polvere di innumerevoli sistemi maggiori di mondi, i meriti che sono senza inizio e senza fine. Questi
bodhisattva possiedono la Legge originale. La Legge originale è Nam-myoho-renge-kyo. […] Accettare e so-
stenere questa Legge originale è espresso con la sola parola “convinzione” o “fede”. La sola parola “fede” è la
spada affilata con cui si affronta e si vince l’oscurità fondamentale o ignoranza fondamentale. Il commentario [di
T’ien-t’ai, Parole e frasi del sutra del Loto] dice: “Fede significa non avere dubbi”. Dovreste riflettere su questo»
(Raccolta degli insegnamenti orali, cfr. BS, 116, 61).
I possessori della Legge originale stica è un Bodhisattva della Terra, uno dei
sin dal remoto passato bodhisattva indissolubilmente uniti al Bud-
Nella Raccolta degli insegnamenti orali (ca- da eterno le cui vite traboccano di «meriti
pitolo quindicesimo, Emergere dalla terra) il che sono senza inizio e senza fine».
Daishonin afferma: «Nichiren e i suoi se- In questo passo si afferma che i Bodhisattva
guaci, che ora recitano Nam-myoho-renge- della Terra «possiedono la Legge origina-
kyo, sono tutti seguaci di questi bodhisattva le», sono i “veri discepoli”4 che hanno ab-
che emersero dalla terra» (Ibidem). Questo bracciato la legge originale di Nam-myoho-
passo è l’importante prova documentaria renge-kyo e hanno fatto voto di dedicare la
che tutti i membri della Soka Gakkai sono vita a propagarla in questo mondo di saha
Bodhisattva della Terra con una suprema pieno di dispute e conflitti.
missione. I Bodhisattva della Terra si sono esercitati
Chiunque decide di diffondere la Legge mi- con diligenza e hanno forgiato la loro deter-
3) L’insegnamento esposto da Shakyamuni dalla prospettiva della sua vera identità di Budda che ottenne l’Illuminazione in
un passato lontano innumerevoli kalpa. Consiste degli ultimi quattordici capitoli del Sutra del Loto, da Emergere dalla terra
(quindicesimo) a Virtù Universale (ventottesimo).
4) In Risposta a Niiama il Daishonin scrive: «Il Budda dichiarò: “[…] Ci sono i miei veri discepoli che ho tenuto nascosti nella pro-
fondità della terra per tanti kalpa quanti i granelli di polvere di innumerevoli sistemi maggiori di mondi. Affiderò [la propagazione]
a loro”. Così dicendo, il Budda nel capitolo Emergere dalla terra convocò il Bodhisattva Pratiche Superiori e gli altri bodhisattva e
affidò loro i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, il cuore dell’insegnamento originale del Sutra del Loto» (RSND, 1, 414).
31
minazione nella pratica buddista sin dal re- alla radice e dona loro una forza illimitata.
moto passato.5 Perciò scelgono volontaria- I Bodhisattva della Terra sorgono energica-
mente di apparire in questo mondo corrotto mente da questo fondamento di tutte le cose,
di saha, vivendo con grande forza interiore in emergono come «esseri maestosi e nobili»
un’epoca in cui predominano i tre veleni. Non (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 227).
vengono contaminati dal fango dell’oscurità Il Daishonin afferma: «“Emergere” [nell’e-
fondamentale o ignoranza, proprio come «il spressione “emergere dalla terra”] significa
fiore di loto nell’acqua» (SDLPE, 306). che al tempo di kosen-rufu gli esseri viventi
In che modo i Bodhisattva della Terra so- di tutto Jambudvipa [il mondo intero] sa-
stengono la Legge originale di Nam-myoho- ranno praticanti del Sutra del Loto» (GZ,
renge-kyo? Lo fanno attraverso la loro fede. 834).7 E misticamente, in questo momento,
Abbracciano fermamente la Legge mistica in tutto il globo stanno apparendo simul-
con una fede libera da dubbi, una fede sem- taneamente praticanti che si dedicano alla
pre al centro della loro vita. «La sola parola grande missione di kosen-rufu: sono i maestri
“fede” è la spada affilata con cui si affronta e e i discepoli della Soka Gakkai.
si vince l’oscurità fondamentale o ignoranza
fondamentale». Incidiamo profondamente La grande nave della Legge mistica
queste parole nella nostra vita. La “spada che solca i mari in tempesta
affilata” della fede è il mezzo che ci permet- Lo scopo della Soka Gakkai è far sì che
te di trionfare in ogni battaglia contro i tre il nostro movimento diventi un “pilastro”
ostacoli e i quattro demoni e i tre potenti ne- della pace mondiale, un “occhio” in grado
mici, e di costruire nel mondo di saha una di vedere il futuro e creare la speranza, una
solida rete di persone dedite a diffondere la “grande nave” compassionevole che accol-
Legge mistica, il grande insegnamento che ga a bordo tutti gli esseri viventi unendo
predica il rispetto della dignità della vita. il mondo, attraversando i mari agitati dei
nostri tempi e scrivendo una nuova pagina
Emergere dal regno della verità di felicità e pace per l’umanità.
fondamentale della vita Con la convinzione di essere «sulla rotta giu-
Il Daishonin osserva che, prima di emergere, sta verso una storica realizzazione»,8 la no-
i Bodhisattva della Terra dimoravano nella stra nave ha intrapreso con entusiasmo il suo
“regione inferiore”, che rappresenta la veri- viaggio pieno di speranza per diffondere gli
tà fondamentale della vita descritta come «le insegnamenti del Daishonin in tutto il globo
profondità della natura del Dharma, l’estrema con «l’albero dell’unico vero insegnamento
regione della sorgente profonda»6 (BS, 116, della Via di mezzo»9 ben saldo al centro.
61). Essa simboleggia un mondo di grande Questa similitudine ha un significato profon-
abbondanza situato “sotto la terra”, che dà do. Se riusciamo a cavalcare i mari in tempe-
vita a tutte le cose e le alimenta, le sostiene sta, alla fine le acque torneranno nuovamen-
5) In Il Generale Tigre di Pietra il Daishonin scrive: «Il Budda Shakyamuni [affidò la missione della propagazione] ai Bodhisattva
della Terra perché questi avevano temprato perfettamente la propria fede» (RSND, 1, 846).
6) T’ien-t’ai, Parole e frasi del Sutra del Loto, vol. 9.
7) Oko Kikigaki (Lezioni trascritte), non compreso in RSND 1 e RSND 2.
8) Un verso della canzone della Soka Gakkai Kofu ni Hashire (Avanti verso kosen-rufu).
9) In Una nave per attraversare il mare della sofferenza il Daishonin paragona il Sutra del Loto a una nave che traghetta tutti gli esseri
viventi attraverso il mare delle sofferenze di nascita e morte (cfr. RSND, 1, 30).
33
fredda e ognuno dei due schieramenti giusti- saggezza, è una strada grande e onorevole
ficava con distacco la necessità di possedere che percorrono i campioni e le campionesse
arsenali nucleari. dello spirito. Questa saggezza nasce dal vive-
Toda centrò il cuore della questione – la re secondo il principio di lavorare sempre con
natura demoniaca del potere che minaccia- la gente, tra la gente e per la gente.
va la sopravvivenza della specie umana – e La Via di mezzo è un modo di vivere basato
denunciò come un male assoluto sia le armi sulla convinzione incrollabile della dignità
nucleari sia qualsiasi ragionamento che cer- di tutti e tutte, sull’apprezzamento di ogni
casse di giustificarne l’uso. Constatò anche individuo, sul rimanere sempre saldamen-
come l’unico modo di risolvere radicalmen- te ancorati alla terra delle persone comuni.
te il problema fosse la costruzione di una Perciò è essenzialmente pacifista, rifiuta
solidarietà sempre maggiore fra le persone ogni estremismo violento animato dall’im-
che chiedevano a gran voce la pace. pazienza a favore di un gradualismo tenace
La Via di mezzo non è facile da seguire. È che rispetti la nobiltà degli esseri umani e
cammino arduo che richiede un’immensa un modo di pensare veramente umanistico.
«Il sutra afferma: “Come la luce del sole e della luna può fugare oscurità e tenebre, così questa persona, mentre
passa nel mondo, può liberare gli esseri viventi dall’oscurità” (SDLPE, 377). Considera esattamente ciò che que-
sto passo rivela. “Questa persona, mentre passa nel mondo” significa che i primi cinquecento anni dell’Ultimo
giorno della Legge saranno testimoni dell’avvento del Bodhisattva Pratiche Superiori, che illuminerà l’oscurità
dell’ignoranza umana, delle illusioni e dei desideri con la luce dei cinque caratteri di Nam-myoho-renge-kyo. In
accordo con questo passo, Nichiren, come inviato di tale bodhisattva, ha esortato il popolo del Giappone ad ac-
cettare e sostenere il Sutra del Loto» (Lettera a Jakunichi-bo, RSND, 1, 882).10
10) Lettera a Jakunichi-bo, datata 1279, era probabilmente indirizzata a un discepolo del Daishonin che risiedeva nella provincia
di Awa al quale venne inviata tramite un altro discepolo di nome Jakunichi-bo.
11) Tsunesaburo Makiguchi, Soka Kyoikugaku Taikei (Il sistema educativo per la creazione di valore, parzialmente tradotto
in italiano come L’educazione creativa) in Makiguchi Tsunesaburo Zenshu (Opere complete di Tsunesaburo Makiguchi), Dai-
sanbunmei-sha, Tokyo, 1982, vol. 5, p. 356.
12) Publio Afro Terenzio, Adelphoe-Heautontimorumenos (Il punitore di se stesso), Mondadori, 2016.
13) Arnold J. Toynbee, Civilization on Trial, Oxford University Press, New York, 1948, p. 213. Ed italiana: A. J. Toynbee,
Civiltà al paragone, Bompiani.
35
io perseguivo era la strada migliore da per- go ha una relazione con me. Basandomi su
correre. Citai queste sue parole alla riunione questa convinzione sono stato in grado di
di fondazione della Sgi a Guam. Mi chiese fare amicizia e di costruire fiducia fra i miei
anche di dare l’avvio a un’ondata di dialogo concittadini globali al di là delle differenze
in tutto il mondo, ed esprimendo la convin- nazionali e politiche, i diversi sistemi di valori
zione che il dialogo svolge un ruolo estrema- e le convinzioni religiose. Adesso dobbiamo
mente importante nel promuovere l’armonia far risplendere ancora di più la Madre Terra
fra le civiltà, le persone e le religioni, mi esor- con il tesoro spirituale del rispetto per la vita
tò, visto che ero ancora giovane, a continuare e per gli esseri umani. Creiamo un pianeta
a impegnarmi per incontrare persone di vari dove tutti gli esseri viventi possano coesistere
paesi, fra cui l’Unione sovietica, gli Stati Uni- in armonia, dove ogni persona sia apprezzata
ti e la Cina. e rispettata e possa godere di pace e felicità.
Toynbee mi affidò il compito di avviare un
vortice di dialogo attraverso la saggezza del- Andiamo dagli amici in difficoltà
la Via di mezzo e aprire così una strada ver- La Soka Gakkai è un castello di persone co-
so l’armonia e la coesistenza. muni, ognuna delle quali ha formulato il voto
E io risposi con le azioni. Non era trascor- di essere una luce di speranza. È una rete di
so molto tempo dalla fine del nostro dialogo individui che lavorano insieme convinti di
che mi recai in rapida successione negli Stati poter creare felicità per sé e per gli altri grazie
Uniti, in Cina e poi in Unione Sovietica. Una alla propria rivoluzione umana. In Lettera a
barriera glaciale e impenetrabile di divisio- Jakunichi-bo il Daishonin scrive: «Coloro che
ni e sfiducia separava questi paesi durante diventano discepoli di Nichiren e credenti
la guerra fredda, e l’antagonismo fra Cina e laici devono rendersi conto della profonda
Unione Sovietica era particolarmente acceso. relazione karmica che condividono con lui e
Quando partii per la Cina dissi a chi mi ave- propagare il Sutra del Loto con il suo stesso
va accompagnato: «Sono arrivato fin qui in- atteggiamento» (RSND, 1, 883).
sieme a persone che erano state disprezzate Superiamo ogni ostacolo o differenza per
come “povere e malate”, senza contare sul andare a trovare un amico o un’amica in
potere o sui soldi». La Soka Gakkai è una difficoltà. Con la gioia che scaturisce da
organizzazione di persone comuni. Ero con- una profonda consapevolezza del legame
vinto che fin quando avessimo mantenuto karmico fra maestro e discepolo, diffondia-
questa solida base, avremmo potuto costrui- mo il Buddismo del sole di Nichiren Dai-
re ponti di amicizia con gli altri, al di là delle shonin fra le persone.
ideologie e dei sistemi politici. Cari amici e care amiche Bodhisattva della
Prima di partire per l’Unione Sovietica, a Terra del XXI secolo, ammirevoli compagni
chi mi chiedeva come mai il leader di un’or- e compagne di fede! È suonata la campana
ganizzazione buddista andasse a visitare un che chiama a un nuovo viaggio per realizzare
paese che rifiutava la religione rispondevo kosen-rufu mondiale e la pace in tutto il globo.
senza esitazione che là c’erano persone e Lavorando insieme in unità, incoraggiamo-
che io desideravo incontrarle. ci a vicenda e progrediamo insieme!
Ovunque vi siano persone, ovunque esse
vivano sul nostro pianeta comune, quel luo- (Traduzione di Marialuisa Cellerino)
Siamo ripartiti con energia verso il 2030, in cui cadrà il centenario della Soka Gakkai, Da un messaggio
a una conferenza
e ci siamo incamminati verso una nuova serie di Sette campane. Continuiamo la nostra nazionale dei
energica avanzata facendo sì che ognuna di - 3 maggio 2015, fine della seconda campana. responsabili
di prefettura, Tokyo,
queste sette campane e ogni decennio diventi - 3 maggio 2020, novantesimo anniversario 26 aprile 2001
una grande pietra miliare di vittoria e di spe- della Soka Gakkai.
ranza. Prima di tutto miriamo a celebrare con - 3 maggio 2022, fine della terza campana.
successo le tappe da qui al 2030. - 3 maggio 2029 fine della quarta campana.
- 3 maggio 2008, fine della prima campana. - 3 maggio 2030, centesimo anniversario della
- 3 maggio 2010, ottantesimo anniversario Soka Gakkai.
della Soka Gakkai. Il 2050 sarà una doppia pietra miliare in
1) Sette campane: la prima serie di Sette campane indica sette periodi consecutivi, di sette anni ciascuno, di sviluppo della Soka
Gakkai, dal 1930 al 1979. Il 3 maggio 1958, poco dopo la morte del presidente Toda (2 aprile), il presidente Ikeda, allora re-
sponsabile di staff del Gruppo giovani, introdusse questo concetto e annunciò gli obiettivi per i successivi periodi di sette anni.
Il 3 maggio 1966 il presidente Ikeda parlò di una nuova serie di Sette campane che prevedeva si sarebbe svolta nel XXI secolo.
Poi, nel 1978, poco prima della fine della prima serie di Sette campane, parlò ulteriormente di questa seconda serie affermando
che avrebbe avuto inizio il 3 maggio 2001 e sarebbe proseguita fino al 2050. Annunciò anche quattro scopi quinquennali per lo
sviluppo dell’organizzazione nei vent’anni dal 1980 al 2000.
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quanto celebreremo sia il 120° anniversario Loto e gli scritti di Nichiren Daishonin si
della Soka Gakkai, sia la fine della seconda sarebbero rivelati falsi.
serie di Sette campane. A quel tempo i mem- L’inizio di ogni periodo di settecento anni è
bri della prima classe della Soka University sempre stato un momento in cui proteggere
d’America [inaugurata nel maggio 2001] e gli la linfa vitale dell’insegnamento corretto del
attuali membri dei Gruppi studenti e futuro Buddismo, un compito che si può realizza-
avranno circa l’età che ho io adesso. Far cre- re solo con una battaglia di fede colossale.
scere i giovani significa creare un futuro nuo- Il Daishonin cita un passo del Sutra del
vo. Attendo con impazienza di vedere i vivaci Nirvana nel quale si afferma che settecen-
contributi che i giovani uomini e le giovani to anni dopo la morte di Shakyamuni il Re
donne forniranno in ogni campo della società. demone assumerà la forma di un sant’uomo
In Ripagare i debiti di gratitudine il Daishonin o di un Budda e cercherà di distruggere gli
scrive: «Se la compassione di Nichiren è insegnamenti buddisti corretti.2
veramente grande e omnicomprensiva, Per lo stesso principio, settecento anni dopo
Nam-myoho-renge-kyo si diffonderà per la morte del Daishonin i preti corrotti con i
diecimila anni e più, per tutta l’eternità» loro complotti hanno svolto la funzione del
(RSND, 1, 658). Tutti avete la nobile mis- Re demone per distruggere l’insegnamento
sione di essere la fonte dalla quale kosen-rufu corretto del Buddismo. Ma la Soka Gakkai si
scorrerà fino al lontano futuro. è battuta contro di loro e ha vinto.
Nichiren Daishonin apparve nel mondo circa Con un’unità di intenti ancora più forte,
settecento anni dopo l’arrivo del Buddismo in che tutti considerano un modello, ora all’i-
Giappone dalla Corea, ed erano passati an- nizio del XXI secolo suoniamo con fiducia
che settecento anni dall’epoca del Gran Mae- una nuova serie di Sette campane.
stro T’ien-t’ai in Cina. Scrive: «Adesso, più di La Soka Gakkai ha concluso con grande
settecento anni dopo che il Buddismo è stato successo la prima serie di Sette campa-
introdotto in Giappone, […] la grande Legge ne che ha avuto inizio con la fondazione
mai udita nelle ere precedenti si sta propa- dell’organizzazione nel 1930. E l’anno scor-
gando in questo paese e tutte le persone, an- so, nel 2000, abbiamo celebrato il suo 70°
che quelle dell’India, della Cina e dell’intero anniversario. In tutta onestà possiamo dire
paese di Jambudvipa, potranno conseguire la che in questi settant’anni di lotte vittoriose
Buddità! È meraviglioso!» (L’insegnamento, la si sono condensati settecento anni di storia.
pratica, la prova, RSND, 1, 429). Il Daimoku che i nostri membri hanno re-
La Soka Gakkai fu fondata circa settecento citato in questi sette decenni, il numero di
anni dopo l’inizio della lotta intrapresa dal persone che hanno aiutato a formare un
Daishonin per propagare la Legge mistica legame con il Buddismo di Nichiren e la
e adesso sta realizzando concretamente la fortuna che hanno accumulato sono vera-
sua profezia di kosen-rufu mondiale. Se non mente astronomici.
fosse stato per la Soka Gakkai, il Sutra del Oggi nella Soka Gakkai, colma di un’ener-
2) In Ripagare i debiti di gratitudine il Daishonin cita un passo del Sutra del Nirvana: «Il Budda annunciò a Kashyapa: “Dopo che
sarò entrato nel nirvana […] questo re demone […] cercherà col tempo di distruggere il mio corretto insegnamento […]. Egli
assumerà l’aspetto di un arhat o di un Budda. Il Re demone, sebbene sia ancora soggetto all’illusione, assumerà le sembianze di
un uomo che si è liberato dall’illusione e cercherà di distruggere il mio corretto insegnamento”» (RSND, 1, 649).
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gia infinita, brillano tantissime persone ca- Quando ognuno e ognuna di noi si risve-
paci. Cominciamo adesso una nuova serie glierà profondamente a questa missione
di Sette campane con lo sguardo puntato al suoneranno le campane della pace. Se per-
2050. Sarà un tempo in cui espandere ulte- severiamo nella nostra sincera battaglia
riormente il nostro movimento di cittadini spirituale, le campane che proclamano la
globali e costruire fondamenta incrollabili vittoria della giustizia faranno udire i loro
per la pace in Asia e in tutto il mondo. rintocchi in lungo e in largo.
Il futuro dell’umanità è ancora in pericolo. L’unico e vero modo per aprire un varco Da un discorso
a una riunione
nell’oscurità è che siano gli esseri umani stessi a cambiare. Con la nostra grandiosa dei responsabili di
visione del XXI secolo suoniamo con co- l’unione tra persone al di là dei pregiudizi e Centro della Soka
stanza e determinazione, una dopo l’altra, delle differenze nazionali ed etniche, come Gakkai, Tokyo,
11 ottobre 2001
le campane della pace eterna e di kosen-rufu! avviene nella Sgi, è davvero un esempio di
Un mondo pacifico in cui tutta l’umanità viva un ideale del genere. Guardate anche solo la
insieme in armonia è il sogno del XXI seco- riunione internazionale che stiamo tenendo
lo. Il passo più certo verso la realizzazione di qui oggi, con così tanti amici e amiche di
questo scopo è che gli esseri umani inizino a paesi diversi. Non dobbiamo fare altro che
dialogare fra loro, al di là di ogni differenza. espandere questo processo promuovendo
Nel trattato del Daishonin Adottare l’insegna- dialoghi per la pace in tutto il mondo, co-
mento corretto per la pace nel paese c’è una frase municando, come stiamo facendo, con per-
chiave: «Ora che voi siete qui possiamo […] sone di culture e tradizioni diverse.
discutere a fondo questi problemi» (RSND, Personalmente ho svolto più di 1.500 dia-
1, 7). Il padrone di casa sta invitando l’ospite loghi con importanti studiosi di vari paesi
a dialogare con lui. Il Daishonin ha sempre del mondo, a partire da quello con lo stori-
attribuito un immenso valore alla comunica- co britannico Arnold J. Toynbee. Inoltre,
zione diretta e il trattato stesso è strutturato i miei dialoghi con circa 40 di queste per-
sotto forma di dialogo fra il padrone di casa sone sono stati già pubblicati o stanno per
e il suo ospite. esserlo, con l’obiettivo di alimentare un’in-
Questo scritto è il punto di partenza per la tesa a livello internazionale.
pace. Si dice che il Buddismo di Nichiren ini- Il movimento per la pace della Soka Gakkai
zi e finisca con quest’opera così importante, si sta impegnando per affermare, attraverso il
di cui il dialogo è la spina dorsale. È attra- dialogo, la filosofia del rispetto della dignità
verso il dialogo da persona a persona che gli della vita come base spirituale del XXI se-
individui creano legami di autentica fiducia. colo. I dialoghi che conduciamo ogni giorno
Nella forza militare o nella coercizione po- sono importanti. Spero che continuiate a por-
litica non si trova alcuna soluzione, mentre tarli avanti con orgoglio e la massima fiducia.
Dalla serie Imparare Ho avuto varie occasioni di dialogare con il grande storico britannico Arnold Toynbee
dal Gosho, pubbli-
cata in giapponese
nella sua casa di Londra, tra il 1972 e il 1973. All’inizio della nostra conversazione il suo
nel marzo 2015 sguardo gentile si illuminò improvvisamen- Quando ci incontrammo, Toynbee aveva 84
te ed egli esclamò con entusiasmo: «Signor anni e io 45. Conducemmo un dialogo franco
Ikeda, era tanto tempo che aspettavo questa e sincero su come superare l’egocentrismo, i
occasione. Sono molto preoccupato, come lei, limiti del nazionalismo e molte altre questioni
di ciò che accadrà molto tempo dopo che lei, importanti che l’umanità deve affrontare.
e certamente io, non saremo più al mondo!». Verso la fine del nostro dialogo, nel 1973,
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gli chiesi se avesse qualche consiglio da Adesso sono trascorsi più di dieci anni dall’i-
dare a me personalmente. Dopo aver pre- nizio del XXI secolo e le sue parole rivestono
messo che sarebbe stato piuttosto “imperti- un peso ancora maggiore. Più i tempi si fanno
nente” da parte sua dare suggerimenti a me confusi, più urgente è la necessità della Via di
perché lui era un accademico e io un uomo mezzo, in cui non si perde mai di vista ciò che
d’azione, proseguì: «Penso che siamo d’ac- è davvero fondamentale e importante.
cordo su ciò che un essere umano dovrebbe Umanesimo buddista significa stare sem-
fare della vita. Come lei stesso ha afferma- pre dalla parte della gente. Questo è il vero
to, la strada da seguire è la Via di mezzo». cammino del Buddismo di Nichiren.
La Via di mezzo è la via dell’umanesimo Adoperarsi per la felicità degli altri e dare
basato sul principio buddista del rispetto sinceramente valore alla persona che ab-
della dignità della vita. Significa assume- biamo di fronte richiede una fede senza
re un approccio graduale andando sempre limiti nel supremo potenziale positivo che
avanti con la gente e per la gente. esiste in ogni individuo. Questa fede e que-
Toynbee continuò: «Sono certo che la Soka sta convinzione sono le forze trainanti per
Gakkai sta guardando molto avanti. Ed è costruire una rete di speranza e aprire la
qualcosa che tutti dovremmo fare». strada a un futuro più luminoso.
Per mancanza di spazio abbiamo qui omesso il paragrafo “Per sempre uniti dal grande voto di kosen-rufu”, mes-
saggio per la cerimonia di Gongyo in occasione del Giorno della Soka Gakkai il 18 novembre 2013, già pubblicato
su Il Nuovo Rinascimento n. 527 del 15 gennaio 2014. Il brano sarà comunque presente sul sito della rivista e
accessibile a tutti gli abbonati.
Il primo e il secondo presidente della Soka Gakkai furono imprigionati per la loro oppo- Da un messaggio
per la “Domenica del
sizione al governo fascista durante la seconda guerra mondiale. Complici di tale azione millennio: un incontro
repressiva furono i preti corrotti che tradiro- il mondo dall’infelicità. Per tutta la vita fu di consapevolezza
spirituale”,
no lo spirito del Buddismo. A causa di questa il più grande alleato dei poveri e dei malati. presso la Cappella
internazionale
persecuzione il nostro primo presidente morì Durante la guerra fredda, caratterizzata da Martin Luther King Jr.,
in carcere; il secondo ne uscì dopo aver resi- aspre divisioni, sostenne l’ideale della citta- Morehouse College,
Atlanta, Georgia,
stito per due anni e diede inizio a un movi- dinanza globale e dell’abolizione delle armi 2 aprile 2000
mento mirato a sviluppare la coscienza spiri- nucleari. Nei quarantadue anni dalla sua
tuale del popolo giapponese nel dopoguerra. morte ho dedicato la mia vita a far sì che il
Oggi, 2 aprile, è l’anniversario della morte suo sogno diventasse realtà.
del mio maestro, il nostro secondo presiden- La relazione umana fondamentale, e la più
te. Il mio maestro aveva un sogno: liberare nobile, è quella che unisce i successori di
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Bimestrale dell’Istituto Buddista
Italiano Soka Gakkai
numero 200 - maggio/giugno 2020
Redattori
Roberto Carvelli, Alessandra Fornasiero,
Mirko Lugli, Gianna Mazzini, Monica Piccini,
Lodovico Prola, Manuela Vigorita
Correzione di bozze
Carla Celani, Federica Tagliani,
Letizia Vitagliani
Fotografi
Arnaldo Albertoni, Fulvia Bernacca,
Simona Caleo, Raffaela Conti, Fabrizio
Farese, Jessica Guidi, Omar Kheiraoui,
Rosapaola Lucibelli, Mauro Petito,
Andrea Sabatello, Eva Tomei
Illustrazioni
Valeria Gasparrini
Foto
Copertina: Arnaldo Albertoni
Euro 3,50
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(Daisaku Ikeda)
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