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BS200

Buddismo e societa

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Enrico Mele
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200

PER LA PACE, LA CULTURA E L'EDUCAZIONE

SPECIALE • Proposta di pace 2020


di Daisaku Ikeda (in allegato)

BUDDISMO E SOCIETÀ
LO STUDIO DEL MESE
Maggio: Diversi corpi, stessa mente
Giugno: La Porta del Drago
(lezioni di Daisaku Ikeda)
IL BUDDISMO DEL SOLE PER ILLUMINARE IL MONDO
La festa del 3 maggio (lezione speciale di Daisaku Ikeda)
OBIETTIVO • Gongyo, pratica assidua

PROPOSTA DI PACE (IN ALLEGATO)


Queste non sono “profezie”,
ma piuttosto determinazioni per il futuro
che scaturiscono dalla mia sincera preghiera
per la pace mondiale.

Kosen-rufu è un’impresa a lungo termine


che si spinge fino all’eterno futuro
dell’Ultimo giorno della Legge; perciò
la maniera corretta di procedere consiste il futuro comincia oggi
nello sfidarsi per vincere nel presente,

KOSEN-RUFU E LA PACE MONDIALE, DICIANNOVESIMA PUNTATA


mantenendo nel contempo la visione
lungimirante di ciò che sarà fra cinquanta
o cento anni.

Come sarà il futuro? Nessuno può saperlo.

Ma ciò che sappiamo è che gli effetti


che appariranno nel futuro sono contenuti
nelle cause che poniamo nel presente.
Perciò la cosa importante è alzarci in piedi con
un nobile intento nel cuore e non farci sviare
dalle circostanze immediate.

(Daisaku Ikeda)

37

PUBBLICAZIONE A STAMPA: ISSN 1591-9919


PUBBLICAZIONE ONLINE: ISSN 2465-1869

200
IN CASO DI MANCATO RECAPITO
INVIARE A FIRENZE CMP
PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE
PREVIO PAGAMENTO RESI
maggio - giugno 2020
200

2 000026 012009 Poste italiane spa - spedizione in abbonamento postale D.L. 353/03
conv. L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 2, DCB Firenze
La Soka Gakkai
La Soka Gakkai (fondata in Giappone dagli educatori Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda nel 1930) e
la Soka Gakkai Internazionale (Sgi, nata nel 1975 e presente attualmente in 192 paesi del mondo) sono
organizzazioni laiche i cui membri praticano e diffondono il Buddismo di Nichiren Daishonin. In Italia il
movimento della Sgi è rappresentato dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ente religioso fondato
nel 1998, la cui Intesa con lo Stato italiano è entrata in vigore nel luglio 2016.
La principale attività della Soka Gakkai in tutto il mondo consiste nel promuovere piccole riunioni infor-
mali di quartiere, aperte a tutti, in cui si dialoga della vita quotidiana e dei problemi della società alla
luce dell'insegnamento buddista.
Attuale presidente dell'Sgi è Daisaku Ikeda, che ha dedicato la vita alla diffusione della pace e dell’e-
mancipazione individuale su scala globale fondando scuole, università e istituzioni per promuovere
la cultura e gli scambi tra i popoli. Nel corso degli anni ha dialogato con rappresentanti autorevoli del
mondo della politica, dell’educazione e dell’arte di livello internazionale alla ricerca di risposte ai pro-
blemi globali, ha sostenuto le attività delle Nazioni Unite, ha scritto una vasta mole di lavori sui temi
della pace e della condizione umana.
Secondo Ikeda la chiave per una pace duratura a livello mondiale e per la felicità di tutti gli esseri umani
sta nella trasformazione personale, come scrive all'inizio del suo romanzo La rivoluzione umana: «La rivo-
luzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà
infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità».

Termini buddisti ricorrenti è un prefisso onorifico e sho è tradotto con scritti.


KOSEN-RUFU: (giapp.) dichiarare e diffondere estesamente.
BODHISATTVA: (sans.), una persona che aspira all’Illuminazione Questo termine compare nel ventitreesimo capitolo del Sutra
e svolge pratiche altruistiche. del Loto (vedi) e indica la propagazione del Buddismo a livello
BODHISATTVA DELLA TERRA: un’innumerevole schiera di bo- mondiale. Si riferisce al processo di assicurare una pace duratura
dhisattva che emergono dalla terra, ai quali il Budda (vedi) Sha- e la felicità di tutta l’umanità stabilendo nella società gli ideali
kyamuni affida la propagazione della Legge mistica dopo la sua umanistici del Buddismo.
morte, nell’Ultimo giorno della Legge. NAM-MYOHO-RENGE-KYO: legge o verità suprema dell’universo
BUDDA: dal sanscrito Buddha, “risvegliato”. Titolo dato a Gautama che permea tutti i fenomeni. Nichiren Daishonin (vedi) stabilì la
Siddharta Shakyamuni (il fondatore storico del Buddismo) dopo pratica della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo come il mez-
la sua Illuminazione. Il Budda non è una divinità e, specialmente zo per risvegliare la propria Buddità (vedi) innata. Myoho-renge-
nella tradizione mahayana, il Budda è l’essere umano stesso che, kyo è la lettura giapponese del titolo in cinese del Sutra del Loto
superate le illusioni, percepisce il “vero aspetto di tutti i fenomeni” (vedi), che Nichiren considerava l’essenza di questa scrittura, al
e conduce le persone a raggiungere la sua stessa Illuminazione. quale aggiunse il prefisso nam, una parola sanscrita che significa
Questo appellativo definisce dunque una persona che si è risve- “devozione” o “dedizione”. Myoho significa Legge mistica; renge
gliata alla Legge che regola tutti i fenomeni della vita. si riferisce al fiore di loto che produce simultaneamente i fiori e
BUDDITÀ: la condizione vitale del Budda (vedi), potenzialmente i semi, e indica la simultaneità di causa ed effetto; kyo significa
presente in tutti gli esseri viventi. Nel Buddismo è considerata la sutra.
più alta che si possa manifestare, ed è caratterizzata da una felici- NICHIREN DAISHONIN: (1222-1282) fondatore della tradizione
tà indistruttibile, un’infinita saggezza e un’illimitata compassione. che da lui prende il nome, è definito “Budda dell’Ultimo gior-
DAIMOKU: (giapp.) letteralmente significa “titolo”, in particolare si no della Legge”. È considerato il massimo esponente religioso
riferisce al titolo del Sutra del Loto (vedi), Myoho-renge-kyo. Il titolo del periodo storico giapponese chiamato “l’epoca della riforma
di un sutra ne rappresenta l’essenza. Nel Buddismo di Nichiren Dai- di Kamakura”. Stabilì la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo
shonin indica l’invocazione di Nam-myoho-renge-kyo (vedi). (vedi) come la pratica universale che consente a tutti di mani-
GOHONZON: (giapp.) oggetto di culto. La parola go è un pre- festare la Buddità (vedi) inerente alla propria vita e di ottenere
fisso onorifico e honzon significa oggetto di devozione. Nichiren la forza e la saggezza per superare ogni avversità. Materializzò
Daishonin (vedi) stabilì come oggetto di culto Nam-myoho-ren- questa Legge suprema in un mandala, il Gohonzon (vedi).
ge-kyo (vedi), la Legge dell’universo, e materializzò la sua vita il- SUTRA DEL LOTO: l’insegnamento che Shakyamuni predicò negli
luminata a questa Legge nella forma di un mandala, il Gohonzon, ultimi otto anni della sua vita, nel quale dichiara che tutte le per-
di fronte al quale ogni essere umano, recitando Nam-myoho- sone possono manifestare la condizione vitale del Budda (vedi), la
renge-kyo, può risvegliare la propria natura illuminata o Buddità Buddità (vedi), ossia conseguire l’Illuminazione. Nichiren Daisho-
(vedi). nin (vedi) considerò questo sutra la base del suo insegnamento.
GOSHO: (giapp.) i singoli scritti di Nichiren e anche la loro raccol- ZADANKAI: (giapp.) il termine è formato da tre ideogrammi, za
ta. Letteralmente significa "scritti degni di massimo rispetto": go sedersi, dan dialogare, kai riunirsi. Viene utilizzato per indicare le

riunioni in piccoli gruppi della Soka Gakkai.


speciale
sommario
|| buddismo e società | 200 MAGGIO GIUGNO 2020

in allegato Il futuro comincia oggi


Proposta di pace 2020 Cari lettori e care lettrici, oggi raggiungiamo insieme
VERSO UN FUTURO COMUNE: un traguardo importante, il numero 200 della nostra
COSTRUIRE UN'EPOCA rivista, in un momento in cui l'umanità intera si trova di

DI SOLIDARIETÀ UMANA fronte a scenari di portata epocale e dai risvolti tutt'o-


ra inimmaginabili. Sono passati 34 anni dall’autunno
di Daisaku Ikeda
del 1986, quando nasceva questo giornale, che si chia-
studio
mava DuemilaUno ed era pieno di speranze verso il

4 nuovo secolo.
Nel messaggio inaugurale il presidente Ikeda ci scrisse:

LO STUDIO DEL MESE «I tempi procedono sempre più oscuri nella paura, nel
caos, nelle contraddizioni. Devo dire che in un'epoca
4 maggio come questa il vostro giornale è davvero uno strumen-
DIVERSI CORPI, STESSA MENTE to importante». E più recentemente, in occasione del
IL SENTIERO CHE CONDUCE trentennale, aveva sottolineato: «In accordo con il tito-
ALLA VITTORIA CERTA
lo attuale della testata, Buddismo e società non ha mai
lezione di Daisaku Ikeda
smesso di infondere in tutta la popolazione la luce della
15 giugno speranza basata sulla filosofia della sacralità della vita».
LA PORTA DEL DRAGO Con la decisione di migliorare sempre e confidando
«MIEI DISCEPOLI, nella vostra collaborazione e nel vostro sostegno, in
FORMULATE UN GRANDE VOTO!» questo momento difficile vogliamo continuare a infon-
lezione di Daisaku Ikeda dere speranza e coraggio in tutti i membri della Soka
Gakkai e nell'intera società italiana attraverso le parole
obiettivo del nostro maestro. Celebriamo quindi il numero 200

GONGYO, PRATICA ASSIDUA


26 con la sua Proposta di pace 2020 (in allegato) e con
una rivista quasi interamente dedicata ai suoi scritti. In
queste pagine, secondo le parole di due grandi prota-
26 Tornare ogni giorno alla sorgente goniste che egli stesso riporta, emerge chiara la visio-
ne che «il futuro non esiste nel futuro. Nasce solo dalle
27 Alcune domande su Gongyo
nostre azioni nel presente» (Wangari Maathai) e che
serie «possiamo iniziare il cambiamento proprio adesso»

30
(Greta Thunberg).
Il futuro che desideriamo sta tutto nel passo che com-
piamo ora.
IL BUDDISMO DEL SOLE
PER ILLUMINARE IL MONDO Lo studio mensile
Lezioni di Daisaku Ikeda sugli scritti di Nichiren Daishonin
studio Da maggio a dicembre, negli incontri mensili di
LA FESTA DEL 3 MAGGIO studio nelle case si approfondiranno alcune lezioni

37
di Daisaku Ikeda relative a singoli Gosho, già uscite
su questa rivista negli anni 2008-2009 e che qui
riproponiamo. Le lezioni più recenti di Daisaku Ikeda
LA SAGGEZZA PER CREARE continueranno a essere pubblicate nella serie “Il
LA PACE E LA FELICITÀ Buddismo del sole per illuminare il mondo”.
brani scelti da scritti di Daisaku Ikeda, a cura della Sgi
Kosen rufu e la pace mondiale / 19
VERSO IL FUTURO. CONCLUSIONI
studio

LO STUDIO DEL MESE


Lezioni di DAISAKU IKEDA sugli scritti di Nichiren Daishonin

DALLA SERIE IMPARARE DAL GOSHO: “GLI INSEGNAMENTI DELLA SPERANZA”

›› MAGGIO
DIVERSI CORPI, STESSA MENTE
Il sentiero che conduce
alla vittoria certa
Pubblicato sul mensile Le canzoni della Gakkai per kosen-rufu uniscono i membri nelle attività di dif-
Daibyakurenge di settembre fusione degli ideali e dei princìpi del Buddismo di Nichiren Daishonin. Il presi-
2008 e su Buddismo e società dente Toda chiedeva spesso a noi giovani di alzarci in piedi e di cantare per lui,
n. 133, marzo-aprile 2009 invitandoci a interpretare le canzoni con energia e a passo di danza, secondo la
tradizione giapponese. Una volta lui stesso si alzò dal cuscino dov’era seduto e si
esibì in una solenne danza giapponese muovendosi a tempo di musica.
Quando andavo a trovare i membri, anch’io mi alzavo in piedi e chiedevo
loro di cantare insieme a me. A volte danzavo per loro con il desiderio di
incoraggiarli. Ho sintonizzato la mia vita con quella del mio maestro, e in
perfetta unità con i compagni di fede ho impresso un grande impulso al
movimento per la pace, la cultura e l’armonia.

Le due ruote di un carro


La Soka Gakkai ha dato sempre grande importanza alle canzoni e alla loro
capacità di unire le persone. L’unità fra maestro e discepolo – la non-dualità
di maestro e discepolo – e l’unità fra i compagni e le compagne di fede – lo
spirito di “diversi corpi, stessa mente” – rappresentano la formula immutabile
per realizzare kosen-rufu e vincere come praticanti del Buddismo di Nichiren
Daishonin. L’unità con il maestro e l’unità fra i discepoli sono essenziali per
approfondire la fede e far avanzare kosen-rufu. Non sarebbe esagerato affer-
mare che lo sviluppo del nostro movimento dipenderà dalla decisione di man-
tenere l’unità e trasmettere questo principio cardine alle generazioni future.
In ogni importante attività per kosen-rufu, come per esempio le campagne di
propagazione nei capitoli Ota e Bunkyo, nell’Hokkaido, a Osaka, nel Kansai
o nella prefettura di Yamaguchi, ho fatto tutto il possibile per condividere
con i membri la visione e l’insegnamento di Toda, esortandoli a unirsi a me

4 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di maggio


Dal Gosho

Diversi corpi, stessa mente


Hoki-bo, Sado-bo e i credenti di Atsuhara hanno dimostrato la forza della loro determinazione.
Quando fra le persone prevale lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”, esse realizzeranno tutti i
loro scopi, mentre se hanno uno “stesso corpo e diverse menti” non possono ottenere niente di no-
tevole. I più di tremila volumi della letteratura confuciana e taoista sono pieni di esempi. Il re Chou
di Yin guidò in battaglia settecentomila soldati contro il re Wu di Chou con i suoi ottocento uomini.
Tuttavia l’esercito del re Chou, a causa della disunità, fu sconfitto dagli uomini del re Wu grazie alla
loro perfetta unità.
Perfino una sola persona, se ha scopi contrastanti, finirà sicuramente per fallire. Ma cento o mille
persone possono senza dubbio realizzare il loro scopo se hanno un’unica mente. Benché numerose,
le persone del Giappone difficilmente realizzeranno qualunque cosa, poiché hanno uno stesso corpo
ma diversa mente. Al contrario, sebbene Nichiren e i suoi discepoli siano pochi di numero, poiché han-
no lo spirito di “diversi corpi, stessa mente” realizzeranno sicuramente la loro grande missione di pro-
pagare ampiamente il Sutra del Loto. Un solo scroscio di pioggia spegne molti fuochi ruggenti, e una
singola verità dissolve molte forze malvagie. Questo principio vale anche per Nichiren e i suoi seguaci.

(Brano scelto, testo integrale RSND, 1, 550-551)

Cenni storici: Questo Gosho è stato scritto il 6 agosto di un anno tra il 1275 e il 1280, quando il Daishonin risiedeva
sul Monte Minobu, ed è destinato al prete laico Takahashi Rokuro Hyoe, che viveva a Kajima nel distretto di Fuji
della provincia di Suruga. Sua moglie, una zia di Nikko, lo convertì agli insegnamenti di Nichiren. In una lettera il
Daishonin gli affida la responsabilità della propagazione nell’area in cui viveva; ciò indica che il prete laico godeva
della sua fiducia ed era una figura di rilievo tra i credenti laici del distretto di Fuji.

per vincere come suoi discepoli. Ho compreso che il futuro del nostro movi-
mento dipende dalla solida unione dei membri per la causa di kosen-rufu e dal
mettere in pratica i consigli del nostro maestro nella vita di tutti i giorni. Per
questa ragione ho creato un ritmo vincente basato sull’unità di persone diver-
se impegnate a realizzare uno scopo comune e sull’asse portante dell’unità di
maestro e discepolo.
Immaginiamo un motore con una potenza di dieci milioni di cavalli vapore:
se lo colleghiamo agli ingranaggi di una macchina, possiamo generare un’e-
nergia pari a dieci milioni di cavalli vapore. Allo stesso modo la formula per
la vittoria del nostro movimento è collegare il nostro cuore con quello del
maestro di kosen-rufu.
Proprio per questo è assolutamente cruciale prendere una posizione netta
nei confronti di chi cerca di minare l’unità di maestro e discepolo e l’unità
tra i membri. Toda dichiarava spesso che la Soka Gakkai era più importan-
te della sua vita e ci invitava ad allontanare tutti coloro che tramavano per
distruggere la purezza della nostra organizzazione.

5
I princìpi di “non dualità fra maestro e discepolo” e di “diversi corpi, stessa
mente” sono inseparabili come le due ruote di un carro. Se non si condivide
il cuore o spirito del maestro che aspira a realizzare kosen-rufu non può es-
serci una vera unità di intenti fra compagni di fede così diversi fra loro. Se
non abbiamo a cuore l’armoniosa comunità dei praticanti e non ci sforziamo
costantemente di mantenere l’unità, non possiamo essere definiti veri disce-
poli che manifestano lo stesso spirito del maestro. Il Daishonin insegna ai
discepoli che, perseverando nella fede con il suo stesso spirito e unendosi
con una “stessa mente”, kosen-rufu sarà realizzato senza alcun dubbio.
La chiave per il successo di tutte le attività del nostro movimento sta nel
costruire un’organizzazione di persone animate dallo stesso spirito. Per
«HOKI-BO1, SADO-
BO2 E I CREDENTI DI
riaffermare questo punto importante studieremo il Gosho Diversi corpi,
ATSUHARA HANNO stessa mente con lo scopo di analizzarne i profondi princìpi, essenziali per
DIMOSTRATO LA diventare autentici leader buddisti e una guida sicura per adempiere la
FORZA DELLA LORO nostra missione e realizzare nuove vittorie.
DETERMINAZIONE.
Quando fra le persone
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
prevale lo spirito di “diversi
corpi, stessa mente”, esse
L’unità è la chiave per superare grandi ostacoli
realizzeranno tutti i loro
Non conosciamo con precisione la data di composizione di questo scritto né
scopi, mentre se hanno uno
“stesso corpo e diverse
il suo destinatario. Secondo il cinquantanovesimo patriarca Nichiko Hori
menti” non possono (1867-1957), che curò l’edizione della raccolta degli scritti del Daishonin,
ottenere niente di notevole. questo Gosho si compone di due lettere distinte che nel corso di successive
I più di tremila volumi della trascrizioni furono accorpate per errore in un unico testo. Nichiko Hori
letteratura confuciana giunse a questa conclusione sulla base del fatto che non c’è una reale con-
e taoista sono pieni di nessione fra l’argomento della prima parte della lettera (l’importanza dell’u-
esempi».
nità) e la seconda parte, che descrive l’eventualità di un’invasione mongola.
In questa occasione vorrei prendere in esame la prima parte della lette-
ra, incentrata principalmente sul concetto dell’unità di intenti.
Per cominciare il Daishonin menziona Hoki-bo – l’altro nome con cui
era conosciuto Nikko Shonin, il discepolo che stava guidando le attività
di propagazione nella provincia di Suruga – e i credenti di Atsuhara.
Pare che il destinatario della lettera fosse il prete laico Takahashi Roku-
ro Hyoe, uno dei principali seguaci di quella provincia. Riguardo alla
data di stesura, la lettera potrebbe essere stata scritta tra la fine dell’era
Bun’ei (1264-75), quando erano cominciate le prime intimidazioni con-
tro i discepoli di Atsuhara, e l’era Kenji (1275-78).
In base a questa ricostruzione dei fatti, gli attacchi del governo contro i
discepoli erano già iniziati e avrebbero raggiunto l’apice durante la perse-
1) Hoki-bo (1246-1333): nome buddista che assunse Nikko Daishonin come suo successore.
Shonin quando divenne discepolo di Nichiren Daishonin nel 2) Sado-bo (1253-1314): altro nome di Niko, uno dei sei preti
1258. Era uno dei sei preti anziani e fu designato da Nichiren anziani.

6 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di maggio


Determinazione:
nel brano di Gosho
a p. 6 corrisponde
all’espressione
cuzione di Atsuhara. Probabilmente il Daishonin scrisse questa lettera per giapponese kokorozashi,
ricordare ai discepoli che l’unità, ovvero lo spirito di “diversi corpi, stessa che letteralmente
mente”, è la chiave per superare i grandi ostacoli. Poiché sussisteva il perico- significa “direzione del
lo concreto di una feroce repressione contro i credenti di Suruga, il Daisho- cuore” e quindi, per
nin spiegò loro che per avere la meglio sulle funzioni demoniache dovevano estensione, cuore che
essere assolutamente uniti nella fede. Secondo il Daishonin l’unità è il solo crede, cuore orientato
nella direzione corretta,
mezzo che abbiamo a disposizione per sventare i piani del Re demone del
determinazione, volontà,
sesto cielo, la funzione demoniaca fondamentale. (vedi box a p. 9)
sincerità, premura,
Vorrei ribadire brevemente il significato del concetto di “diversi corpi, sincera intenzione; sta
stessa mente”. “Diversi corpi” significa che tutti noi abbiamo personali- a indicare anche la
tà, caratteri e ruoli diversi. “Stessa mente”, oppure stesso cuore o spirito, sincerità dell’offerta
significa in generale condividere uno scopo o dei valori; significa anche e l’offerta stessa. Il
coltivare il desiderio di realizzare insieme un ideale o un nobile obiettivo. Daishonin usa spesso
Dal punto di vista buddista, “avere la stessa mente” indica fondamental- questa espressione come
mente nutrire una fede fondata sull’unità fra maestro e discepolo: ogni sinonimo di “fede”.

discepolo o discepola si assume il compito di far propri e tradurre in


realtà la volontà e il mandato del Budda di realizzare kosen-rufu. Impe-
gnarsi e vincere con lo stesso spirito del maestro costituisce l’essenza del
significato di “diversi corpi, stessa mente”. Persecuzione di
Il riconoscimento esplicito del fatto che benché “uniti nello spirito” sia- Atsuhara: minacce e atti
mo “diversi gli uni dagli altri” è estremamente importante. Il Daishonin di violenza ai danni dei
non parla di “stesso corpo, stesso spirito” – un’espressione che nella lin- seguaci del Daishonin del
gua giapponese indica l’unità fra persone simili – ma usa l’espressione villaggio di Atsuhara, nel
distretto di Fuji, provincia
“diversi corpi, stessa mente” per porre l’accento sull’unità nella diversi-
di Suruga. Ebbe inizio
tà. In altre parole ci sta dicendo che per realizzare un obiettivo comune
nel 1275 e si protrasse
non dobbiamo negare o sopprimere le nostre individualità. Se ci uniamo fino al 1283. Nel 1279
permettendo a ciascuno e ciascuna di noi di esprimere appieno, grazie al alcuni contadini furono
potere della Legge mistica, il suo potenziale unico, saremo in grado di ingiustamente arrestati e
manifestare la forza invincibile racchiusa nello spirito di “diversi corpi, condotti a Kamakura. Qui
stessa mente”. furono interrogati da Hei
Il Budda si illuminò alla Legge mistica, l’energia fondamentale che connette no Saemon, il vice capo
tutte le cose esistenti nell’universo. Comprese profondamente che tutte le dell’ufficio degli affari
militari e di polizia, il quale
persone hanno in loro il potenziale di manifestare il potere di questa Legge,
intimò loro di rinunciare
che il Buddismo definisce natura di Budda o natura del Dharma.
alla fede, ma essi non
Solo manifestando la saggezza che scaturisce dalla nostra natura illu- cedettero. Infine tre di
minata possiamo veramente realizzare l’unità tra individui diversi in- loro furono decapitati: i
segnata dal Buddismo del Daishonin. Superando l’attaccamento all’io, fratelli Jinshiro, Yagoro
rivelando la nostra individualità ed esprimendo il nostro straordinario e Yarokuro, da allora
potenziale, il sentiero di “diversi corpi, stessa mente” diverrà la strada noti come i martiri di
per la vittoria assoluta. Atsuhara.
Dobbiamo inoltre ricordare che manifestando la saggezza della natura di
Budda possiamo disperdere l’oscurità o ignoranza che ci intrappola nei sen-

7
tieri del male e della sofferenza. Lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”
non indica un tipo di unità che si raggiunge attraverso imposizioni esterne o
attraverso la sollecitazione a conformarsi a qualcosa, ma consiste in un’uni-
tà che è espressione della saggezza della natura di Budda e scaturisce da un
processo di liberazione che avviene al livello profondo della vita; è un’unità
basata sulla sintonia del nostro cuore con quello del Budda.
“Diversi corpi” è un concetto strettamente collegato al principio basila-
re del Buddismo secondo cui tutte le persone possiedono un potenziale
illimitato e sono in grado di condurre vite meravigliose.
Per porre l’accento sul fatto che lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”
è la chiave per vincere, il Daishonin afferma: «I più di tremila volumi
della letteratura confuciana e taoista sono pieni di esempi». Con ciò in-
«IL RE CHOU DI YIN tende dire che in Cina, un paese ricco di tradizioni culturali e filosofi-
GUIDÒ IN BATTAGLIA che, era opinione diffusa che l’unità fosse cruciale per il successo in ogni
SETTECENTOMILA impresa. Come esempio cita una famosa battaglia della storia cinese.
SOLDATI contro il re Wu
di Chou con i suoi ottocento
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
uomini. 3 Tuttavia l’esercito
del re Chou, a causa della
disunità, fu sconfitto dagli Diventare leader capaci di unire le persone
uomini del re Wu grazie alla Questa battaglia, documentata nelle Cronache dello storico di Ssu-ma
loro perfetta unità». Ch’ien (Sima Qian, circa 145-86 a.C.) e altrove, è nota come la guerra o
rivoluzione Yin-Chou. Probabilmente il Daishonin la scelse come esempio
perché offriva spunti di riflessione sull’importanza dell’unità di intenti.
La battaglia risale a più di tremila anni fa, all’XI secolo a.C. Il re Chou,
l’ultimo dei sovrani della dinastia Yin (conosciuta anche come dinastia
Shang), possedeva un ingente esercito di settecentomila uomini. Il re
Wu di Chou, uno Stato vassallo del regno di Yin, decise di ribellarsi al
tirannico re Chou nonostante potesse contare soltanto sull’appoggio di
ottocento signori feudali e dei loro soldati. Oggi è difficile determinare il
numero esatto delle forze in campo, ma secondo una fonte storica il suo
contingente arrivava a non più di quarantacinquemila uomini.
La schiacciante superiorità numerica dell’esercito del re di Yin sembrava
garantire un ampio margine di vantaggio sugli avversari, ma in realtà i suoi
soldati non avevano alcun desiderio di combattere. Si narra infatti che di
fronte alle schiere del re Wu essi abbassarono le armi e ruppero le righe,
permettendo così al nemico di aprirsi un varco. Il re di Yin fu sconfitto
perché con la sua condotta dispotica aveva alimentato il risentimento nel
cuore dei suoi soldati, che alla fine si rivoltarono contro di lui. Il Daishonin
commenta: «Il re Chou di Yin guidò in battaglia settecentomila soldati. [...]

3) Storia narrata in Cronache dello storico. Il Daishonin utilizza va di un esercito guidato da ottocento signori feudali, ciascuno
l’espressione “ottocento uomini”, ma per essere precisi si tratta- a capo dei propri soldati.

8 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di maggio


Tuttavia l’esercito del re Chou, a causa della disunità, fu sconfitto».
Benché avessero il compito di difendere il sovrano, i soldati del re di Yin
non condividevano il suo intento; un chiaro esempio di scopi contrastan-
ti o di “stesso corpo, diversa mente”.
Al contrario le forze del re Wu di Chou, saldamente unite dalla deter-
minazione di rovesciare il tiranno e far trionfare la giustizia, con il loro
comportamento dimostrarono lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”. Re demone del
All’interno di un’organizzazione, l’atteggiamento del leader è l’elemen- sesto cielo: detto anche
Re demone o demone
to chiave dell’unità. Può sembrare paradossale, ma l’unità si costruisce
celeste, è il re dei
intorno a una figura centrale che prende una decisione e invita gli altri
demoni che dimora nel
a unirsi a lei. Se un leader è serio e impegnato molti lo seguiranno, rea- più alto dei sei cieli del
lizzando così l’ideale di individui diversi che si uniscono per una causa mondo del desiderio.
comune. Se un leader è codardo e autoritario non sarà in grado di co- Chiamato anche “colui
struire una vera unità. La differenza di atteggiamento tra il re Chou di che gode liberamente
Yin e il re Wu di Chou ne è una chiara prova. delle creazioni illusorie
Riguardo alle nostre attività per kosen-rufu, tutto inizia con leader che degli altri”, è un re che
si assumono l’iniziativa di far crescere altre persone. Condividendo lo fa liberamente uso del
frutto degli sforzi altrui
stesso ideale, i membri si adoperano insieme per realizzarlo e, mossi da
per il proprio piacere.
una straordinaria unità d’intenti, si levano per combattere e sconfiggere
l’ingiustizia. Questa è la formula per realizzare la vittoria della gente
nell’ambito di kosen-rufu.

L’importanza di costruire un’organizzazione basata sull’unità


C’è una grandissima differenza fra leader che prendono l’iniziativa ani-
mati da uno spirito indipendente e chi si comporta da dittatore. A volte
leader dotati di senso di responsabilità e spirito autonomo devono pren-
dere decisioni coraggiose per il bene dell’organizzazione ma, a differenza
dei dittatori, ascolteranno umilmente le opinioni sincere di molte persone.
Specialmente nell’epoca attuale è importante che i responsabili di tut-
ti i livelli dell’organizzazione discutano liberamente tra loro delle varie
questioni. Un confronto franco e aperto fra persone che condividono lo
stesso senso di responsabilità, e gli sforzi mirati ad accrescere il senso
di solidarietà fra compagni e compagne di fede grazie alla forza del
dialogo, permetteranno alla Soka Gakkai di svilupparsi ulteriormente.
Di conseguenza i responsabili dovrebbero riflettere costantemente su quali
azioni intraprendere e di quali questioni discutere, affinché ogni persona
si senta motivata ad agire con convinzione e gioia. In questo modo tutta la
Gakkai continuerà a fare grandi progressi per kosen-rufu. Questo è il com-
pito dei responsabili di un’organizzazione unita, un’organizzazione in cui
prevale lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”.
Un altro elemento fondamentale per mantenere l’unità all’interno di
un’organizzazione è la trasmissione accurata delle informazioni ai

9
responsabili centrali. Toda definiva nemici coloro che evitano di fare
resoconti su questioni di particolare importanza per la vita dell’or-
ganizzazione. Coloro che non hanno unità di intenti e si rifiutano
di sostenere le figure centrali sono come chi «distrugge il proprio
castello dall’interno» (cfr. L’eredità della Legge fondamentale della vita,
RSND, 1, 190), perché con le loro azioni finiscono per aiutare e favo-
rire i veri nemici. Incidiamo per sempre nella nostra vita queste paro-
le: «Vinciamo grazie a una perfetta unità». Con questa determinazione
continuiamo a costruire un’organizzazione unita grazie alla fede e agli
«PERFINO UNA SOLA sforzi congiunti, creando un ritmo di costanti vittorie.
PERSONA, SE HA SCOPI
CONTRASTANTI,4 finirà
sicuramente per fallire. Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
Ma cento o mille persone
La vera unità inizia dal cambiamento profondo
possono senza dubbio
realizzare il loro scopo se nel nostro atteggiamento o disposizione della mente
hanno un’unica mente». In questo passo il Daishonin sottolinea l’importanza di avere una “stes-
sa mente”, cioè di condividere lo stesso scopo o spirito.
Innanzitutto afferma: «Perfino una sola persona, se ha scopi contrastanti,
finirà sicuramente per fallire». Una persona in conflitto con se stessa (con
“due cuori”) e incerta sullo scopo da perseguire non potrà mai realizzare
niente di notevole. Se non riusciamo a prendere una decisione non possia-
mo sviluppare una forte determinazione; finiremo per essere influenzati
dal nostro ambiente e vagheremo senza una direzione: questa è la follia
degli esseri umani. Se siamo confusi e nutriamo dubbi sulla questione
fondamentale del conseguimento della Buddità non potremo raggiungere
la via del Budda e finiremo per imboccare il sentiero dell’infelicità.
Ciò che conta di più è il cuore. Una salda determinazione nel nostro cuo-
re ci permetterà di vincere. Tutto parte dal cambiamento del nostro at-
teggiamento o disposizione della mente, e ciò è altrettanto vero quando
si tratta di costruire una solida unità. Se i membri di un’organizzazione
non vanno d’accordo e passano il tempo a rimproverarsi e a criticarsi a
vicenda, non potranno mai costruire una vera unità.
Le organizzazioni sono formate da individui, e pertanto vi si incontrano
persone di vario tipo. A volte può capitare di incontrare persone con
cui sentiamo di non avere nulla a che fare. Per questa ragione dobbiamo
compiere la nostra rivoluzione umana, altrimenti non potremo creare
legami basati su uno scopo comune andando oltre le nostre differenze.
Ne L’eredità della Legge fondamentale della vita il Daishonin esorta i suoi
discepoli a essere uniti «con lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”,
senza distinzione fra loro,5 uniti come i pesci e l’acqua» (RSND, 1, 190).

4) «Scopi contrastanti»: letteralmente “due cuori”.

10 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di maggio


È del tutto naturale che esistano individui con personalità e tempera-
menti differenti, ma ciò non significa che dobbiamo discriminare o ri-
fiutare chi è diverso da noi. L’importante è rispettarsi reciprocamente e
apprezzare le differenze sviluppando un cuore che abbraccia ogni cosa,
che non discrimina e non fa distinzioni.
La tendenza a discriminare e a fare distinzioni fra sé e gli altri conduce ai
sentieri del male e della sofferenza poiché nasce dall’isolamento e dall’attac-
camento all’io, considerato come assoluto. Questo atteggiamento discrimi-
natorio, strettamente legato alla personalità degli individui e alle circostan-
ze, si manifesta come disprezzo, odio, gelosia, risentimento, indignazione,
arroganza, cattiveria, astiosità, cupezza, ostinazione, impazienza, slealtà,
ingratitudine e così via. Chi supera l’attaccamento all’io e manifesta il po-
tere della Legge mistica si libera da questa tendenza vitale negativa che
confina gli esseri umani nei sentieri del male e della sofferenza.
Con l’invito a «essere uniti come i pesci e l’acqua» il Daishonin ci esor-
ta a un senso di affinità e amicizia verso chiunque si unisca a noi per
studiare e praticare il Buddismo e agire per kosen-rufu, e in verità verso
tutte le persone con cui entriamo in contatto.
Coloro che hanno smesso di dare importanza alle differenze sperimen-
tano il funzionamento della Legge mistica, che unisce e armonizza tutte
le cose dell’universo. A volte queste persone avranno un ruolo di spicco
e dovranno prendere l’iniziativa per le attività di kosen-rufu, altre volte
lavoreranno dietro le quinte a sostegno delle figure centrali. Qualunque
responsabilità ricoprano, la loro è una vita splendente grazie all’azione
della Legge mistica, l’energia fondamentale dell’universo.
Impegnandoci nella nostra rivoluzione umana e adoperandoci per for-
giare una solida unità di intenti possiamo sconfiggere l’attaccamento
all’io e stabilire una fede basata sullo spirito instancabile di «avere a
cuore la Legge più della nostra vita».6 Fare della Legge la base della
pratica è la vera essenza dello spirito di “diversi corpi, stessa mente”.
Poi il Daishonin afferma: «Ma cento o mille persone possono senza dub-
bio realizzare il loro scopo se hanno un’unica mente». Avere la stessa
mente significa essere «uniti come i pesci e l’acqua». L’essenza dello spi-
rito della Soka Gakkai consiste nel vincere per noi stessi e per gli altri
mentre lavoriamo insieme, in armonia, e uniti nella fede.
A questo proposito Toda affermava: «Se ci domandiamo quale tipo di uni-
tà abbia permesso alla Gakkai di diventare quella che è oggi, la risposta è:
nient’altro che l’unità nella fede, l’unità di individui diversi che perseguo-

5) Letteralmente: «Senza alcun pensiero di me o degli altri, 6) Riformulazione di un brano delle Annotazioni sul Sutra
di questo o di quello». Non si tratta di una negazione dell’in- del Nirvana di Chang-an: «Il corpo è insignificante mentre
dividualità, ma del superamento del divario tra le persone la Legge è suprema» (citato in Lettera ad Akimoto, RSND,
che sorge dall’egoismo e dalla sfiducia. 1, 907).

11
no un obiettivo condiviso. Il cuore umano è volubile e influenzato dalle
circostanze mutevoli. È davvero una cosa straordinaria che le persone si
uniscano intorno a uno stesso obiettivo. È qualcosa che non si realizza
semplicemente con l’imposizione. Senza lo spirito di “diversi corpi, stessa
mente”, kosen-rufu non diverrà mai una realtà. Abbandonare questo spiri-
to significa voltare le spalle agli insegnamenti del Daishonin». Incidiamo
nel nostro cuore lo spirito di “diversi corpi, stessa mente” e ricordiamoci
sempre che la vera vittoria dipende dai nostri sforzi comuni.
«BENCHÉ NUMEROSE,
LE PERSONE DEL
GIAPPONE difficilmente Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
realizzeranno qualunque
cosa, poiché hanno uno La nostra unità nella diversità è la prova della vittoria di kosen-rufu
stesso corpo ma diversa Riguardo alle difficoltà che stava affrontando insieme ai discepoli, il
mente. Al contrario, sebbene Daishonin spiega chiaramente che per far vincere il bene era assoluta-
Nichiren e i suoi discepoli mente cruciale mantenere lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”.
siano pochi di numero, In quel periodo lui e i suoi seguaci erano trattati con ostilità e venivano
poiché hanno lo spirito di attaccati dalla popolazione giapponese. In questo passo Nichiren sotto-
“diversi corpi, stessa mente”
linea che la vittoria o la sconfitta di kosen-rufu non dipendono dal nume-
realizzeranno sicuramente
ro di persone coinvolte nella realizzazione di questo obiettivo; dice in-
la loro grande missione di
propagare ampiamente
fatti ai discepoli che, sebbene fossero pochi di numero, rimanendo uniti
il Sutra del Loto. Un solo nello spirito avrebbero sicuramente realizzato kosen-rufu.
scroscio di pioggia spegne Il Daishonin osserva: «Benché numerose, le persone del Giappone dif-
molti fuochi ruggenti, e una ficilmente realizzeranno qualunque cosa poiché hanno uno stesso corpo
singola verità dissolve molte ma diversa mente». L’espressione «le persone del Giappone» indica i giap-
forze malvagie.7 Questo ponesi che erano ostili al Daishonin e ai suoi seguaci e si opponevano alla
principio vale anche per loro attività di diffusione degli ideali del Sutra del Loto, cioè la propria e
Nichiren e i suoi seguaci».
l’altrui felicità (l’ottenimento universale dell’Illuminazione) e l’adozione
dell’insegnamento corretto per la pace del paese (la creazione della terra
del Budda). La popolazione, priva di una propria visione su come miglio-
rare la società, non volle apprezzare i nobili ideali espressi nel Sutra del
Loto e vi si oppose con veemenza attaccando il Daishonin e i suoi seguaci.
La maggior parte dei giapponesi dell’epoca aderiva alle scuole buddiste
tradizionali: la Pura Terra (Nembutsu), che invitava i fedeli a disprez-
zare e rifiutare il mondo reale considerato impuro; la scuola Zen, che
insegnava a cercare rifugio nell’Illuminazione e a rinunciare alla vita
secolare; le scuole della Vera Parola e Tendai, che per lo più spingeva-
no i seguaci a offrire preghiere per la sconfitta dei nemici mongoli. In
definitiva questi insegnamenti non facevano altro che acuire i conflitti
esistenti, destino inevitabile del governo militare dell’epoca.

7) Letteralmente: «I mali sono tanti, ma non riusciranno mai a vincere un bene, così come basta un getto d’acqua a spegnere
un gruppo di numerosi fuochi».

12 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di maggio


Le autorità, prive di una sana filosofia o di una religione di riferimento,
avevano poche speranze di realizzare una società prospera e felice. Non
a caso il Daishonin dice: «Benché numerose, le persone del Giappone
difficilmente realizzeranno qualunque cosa, poiché hanno uno stesso
corpo ma diversa mente». I giapponesi ostili al Daishonin e ai suoi se-
guaci possono essere descritti come “uno stesso corpo”, poiché andavano
tutti contro il Sutra del Loto, ma essendo divisi negli scopi e mancando
di un ideale particolare erano “diversi nella mente” e di conseguenza
incapaci di realizzare qualcosa di significativo.
«Al contrario – dice il Daishonin – sebbene Nichiren e i suoi discepoli
siano pochi di numero, poiché hanno lo spirito di “diversi corpi, stessa
mente” realizzeranno sicuramente la loro grande missione di propagare
ampiamente il Sutra del Loto». In base a questa dichiarazione lui e i
suoi discepoli, sebbene pochi, avrebbero sicuramente vinto e realizzato
kosen-rufu grazie alla loro compattezza.
I discepoli di Atsuhara avevano fatto proprio questo insegnamento del
maestro. Rifiutando con coraggio di arrendersi alle persecuzioni dei po-
tenti ottennero la prova concreta della fede e un’incredibile vittoria spi-
rituale. Il loro forte spirito, che nessuna autorità era riuscita a domare, è
diventato un punto di riferimento per il Buddismo della gente insegnato
dal Daishonin, e ancora oggi rimane una fonte di ispirazione per le no-
stre attività volte alla realizzazione di kosen-rufu in tutto il mondo.
Ne Il vero aspetto di tutti i fenomeni il Daishonin scrive: «Dapprima solo Ni-
chiren recitò Nam-myoho-renge-kyo ma poi due, tre, cento lo seguirono,
recitando e insegnando agli altri. La propagazione si svilupperà così anche
in futuro. Non vuol dire ciò “emergere dalla terra”? Infine, al tempo in
cui la Legge si diffonderà ampiamente, l’intero paese del Giappone reciterà
Nam-myoho-renge-kyo; questo è certo come una freccia che, puntata verso
terra, non può mancare il bersaglio» (RSND, 1, 341). Qui si afferma che
kosen-rufu potrà divenire una realtà soltanto se continueranno a emergere
Bodhisattva della Terra che, proseguendo la via indicata dal Daishonin – il
maestro che per primo recitò Nam-myoho-renge-kyo – si uniranno a lui e ai
compagni e alle compagne di fede recitando e insegnando agli altri.
I molti esempi di forte unità dimostrata durante le nostre attività testimo-
niano chiaramente il successo del movimento di kosen-rufu e rivelano l’es-
senza della sua crescita ed espansione. In altre parole, l’unità di intenti nel
regno della fede non è soltanto la chiave per la vittoria ma ne rappresen-
ta anche la prova concreta. Chi si sta impegnando attivamente con questo
spirito di unità ha già superato lo spirito di chi opera discriminazioni tra
sé e gli altri, un atteggiamento che intrappola nei sentieri del male e della
sofferenza. Non può esistere una vittoria più grande di questa. Quando ci
uniamo agli altri con lo spirito di “diversi corpi, stessa mente” diamo prova

13
di essere persone vittoriose o, come dice il Sutra del Loto, diventiamo “fiori
umani” sbocciati grazie al potere intrinseco della Legge mistica. Unirsi con
questo spirito ci porta a vincere in tutti gli ambiti della nostra vita.

La singola verità della Legge mistica


Il Daishonin e i suoi discepoli, manifestando il potere della Legge mi-
stica, combattendo contro l’offesa e le persecuzioni e promuovendo la
causa di kosen-rufu, rappresentano “una singola verità”. Possono essere
definiti così perché la Legge mistica rappresenta la singola verità o bene
fondamentale che armonizza tutte le cose e sconfigge il male. In altri
termini la divisione è il male mentre l’unità è il bene.
Lo stato vitale della Buddità ci permette di vivere nella società con la
bussola della saggezza illuminata in grado di comprendere il vero aspetto
dell’universo e tutte le interrelazioni presenti in esso. Chi si dedica alla
creazione di valore è un Budda. In un mondo lacerato dalle divisioni e
tormentato dall’infelicità, un Budda compie ogni sforzo possibile per uni-
re le persone e realizzare l’ideale di una società pacifica, mirando così a
raggiungere l’obiettivo supremo della pace per tutta l’umanità.
Per questo il Daishonin dice: «Una singola verità dissolve molte forze
malvagie». Quando sorge il sole di questa verità, l’oscurità del male svani-
sce in un istante, per quanto possa essere profonda. Il Daishonin e i suoi
discepoli incarnano questa “singola verità”, come dimostra il loro fermo
proposito di propagare il bene fondamentale della Legge mistica senza
esitare di fronte agli attacchi delle funzioni malvagie e degli ostacoli.
Come odierni praticanti della filosofia del Daishonin noi dedichiamo la
vita a kosen-rufu, cioè alla realizzazione degli ideali descritti nel Sutra
del Loto. Nessuno ha lavorato sodo e con spirito altruistico quanto i
membri della Soka Gakkai, che incuranti delle critiche e dei soprusi
hanno perseverato nei loro sforzi per far emergere il potere delle perso-
ne e costruire l’epoca della gente. Questa è una delle ragioni per cui il
nostro movimento riscuote consensi in tutto il mondo.
Il dialogo fra le civiltà e le religioni si sta rivelando indispensabile per lo svi-
luppo del genere umano. Forse l’umanità sta iniziando a ricercare un’unità
di spirito simile a quella che caratterizza il nostro movimento, e molti leader
hanno riconosciuto l’importanza del dialogo come mezzo per superare le
differenze culturali e far emergere la fondamentale bontà degli esseri uma-
ni. Sono convinto che noi della Gakkai siamo in prima linea in quest’azione.
Il mondo si aspetta che i nostri sforzi comuni creino un movimento sempre
più ampio di persone dedite alla causa del bene. Avanziamo con orgoglio e
fiducia, con la certezza di scrivere una storia costellata di brillanti successi.

(Traduzione di Marialuisa Cellerino)

14 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di maggio


›› GIUGNO

LA PORTA DEL DRAGO


«Miei discepoli, formulate un grande
voto!». L’esortazione del Daishonin
per la felicità di tutta l’umanità
I giovani sono il “pilastro” su cui poggerà la pace mondiale. I giovani Pubblicato sul mensile
sono gli “occhi” che apriranno il futuro dell’umanità. I giovani sono il Daibyakurenge di marzo 2008
“grande vascello” che guiderà tutte le persone alla felicità.1 Mai come e su Buddismo e società n. 130,
in questo momento la nostra società ha avuto tanto bisogno di giovani settembre-ottobre 2008
coraggiosi che agiscano in nome della pace e della giustizia.
I giovani sono la speranza del domani e hanno la capacità di costruire
una nuova epoca. Se i giovani nutrono passione ed entusiasmo e colti-
vano ideali nobili, l’umanità avrà un futuro luminoso davanti a sé. Per
tutte queste ragioni, come buddisti abbiamo la responsabilità di far cre-
scere giovani in grado di assumersi questo compito.
Per noi membri della Soka Gakkai è assolutamente cruciale creare un
flusso costante di giovani successori capaci di percepire chiaramente
le difficoltà e le sofferenze che stanno segnando la nostra società e in
grado di aprire la strada verso una nuova era. Questo è il solo modo che
abbiamo per realizzare la nobile impresa di kosen-rufu. I veri leader di
kosen-rufu si prendono cura delle persone giovani e affidano tutto a loro.
Noi stessi dobbiamo mantenere uno spirito giovane e collaborare con i
giovani; dobbiamo averne cura e affidare loro il nostro futuro. Coloro
che lavorano costantemente insieme ai giovani per realizzare uno scopo
condiviso sono persone che vincono dotate di uno spirito nobile. Al con-
trario, coloro che usano o sfruttano i giovani sono dittatori arroganti e
prepotenti, o codardi incompetenti e pigri.
Il tema centrale del Sutra del Loto è costituito dalla trasmissione della
Legge da parte di Shakyamuni ai suoi autentici successori e dall’affida-
mento della missione di propagarla ampiamente dopo la sua morte. Nel

1) Nell’utilizzare queste espressioni il presidente Ikeda sta Giappone. Io sarò gli occhi del Giappone. Io sarò il grande
facendo riferimento alla dichiarazione di Nichiren Daisho- vascello del Giappone. Questo è il mio voto e non lo rom-
nin contenuta ne L’apertura degli occhi: «Io sarò il pilastro del però mai!» (RSND, 1, 254).

15
Dal Gosho

La Porta del Drago


In Cina c’è una cascata chiamata la Porta del Drago. Le sue acque precipitano da un’altezza di cento
piedi, più rapide di una freccia scagliata da un forte arciere. Si dice che un gran numero di carpe si
raccolgano nel bacino sottostante sperando di risalire la cascata e che quella che riuscirà nell’im-
presa si tramuterà in un drago. Tuttavia, non una sola carpa su cento, su mille o anche su diecimila
riesce a risalire la cascata, nemmeno dopo dieci o venti anni. Alcune sono trascinate via dalle forti
correnti, altre cadono preda di aquile, falchi, nibbi e civette, e altre ancora vengono pescate con le
reti, con i cesti e a volte perfino con i dardi, dagli uomini che si allineano su entrambe le rive della
cascata larga dieci cho. Tale è la difficoltà per una carpa di diventare un drago.
[…] Conseguire la Buddità non è più facile che per gli uomini di basso rango accedere ai circoli di
corte o per una carpa risalire la Porta del Drago.
Shariputra, per esempio, praticò le austerità del bodhisattva per sessanta kalpa allo scopo di con-
seguire la Buddità, ma alla fine non riuscì a perseverare ulteriormente e ricadde nei sentieri dei due
veicoli. Perfino coloro che stabilirono legami col Sutra del Loto al tempo del Budda Grande Sag-
gezza Universale sprofondarono nelle sofferenze di nascita e morte per tanti kalpa quanti i granelli
di polvere di un sistema maggiore di mondi. Altri, che avevano ricevuto i semi della Buddità in un
passato ancora più remoto, [quando egli ottenne l’Illuminazione per la prima volta], soffrirono per
tanti kalpa quanti i granelli di polvere di innumerevoli sistemi maggiori di mondi. Tutte queste per-
sone praticarono il Sutra del Loto, ma quando furono perseguitate in vari modi dal Re demone del
sesto cielo che possedette i loro sovrani e altre autorità, rinnegarono la loro fede e così vagarono
nei sei sentieri per innumerevoli kalpa.
Fino a poco tempo fa sembrava che questi eventi non ci riguardassero, ma adesso ci troviamo di
fronte allo stesso tipo di persecuzioni. Miei discepoli, formulate un grande voto! Siamo molto fortu-
nati a essere sopravvissuti alla diffusa epidemia dello scorso anno e dell’anno precedente. Adesso,
tuttavia, con l’incombente invasione mongola, può darsi che saranno in pochi a sopravvivere.
Alla fine, nessuno può sfuggire alla morte. Le sofferenze di quel momento saranno esattamente
uguali a quelle che stiamo affrontando adesso. Poiché la morte è la stessa in entrambi i casi, do-
vresti essere disposto a offrire la tua vita per il Sutra del Loto. Pensa a questa offerta come a una
goccia di rugiada che si unisce di nuovo al grande mare, o come a un granello di polvere che ritorna
alla terra. Un passo del terzo volume del Sutra del Loto dice: «Ci auguriamo che i meriti ottenuti
grazie a questi doni possano estendersi in lungo e in largo a tutti, così che noi e gli altri esseri viventi
possiamo conseguire tutti insieme la via del Budda» (SDLPE, 192).
Con profondo rispetto, Nichiren
Il sesto giorno dell’undicesimo mese
Risposta al Saggio di Ueno
Scrivo questa lettera con profonda gratitudine per la tua dedizione durante le vicende di Atsuhara.
(Brani scelti, testo integrale RSND, 1, 890-891)

Cenni storici: questo Gosho è stato scritto il 6 novembre 1279 ed è indirizzato a Nanjo Tokimitsu (1259-1332),
un fedele discepolo del Daishonin e signore del villaggio di Ueno, nel distretto di Fuji della provincia di Suruga.
Durante la persecuzione di Atsuhara si avvalse della sua influenza per proteggere i compagni praticanti, offrendo
rifugio nella sua casa ad alcuni di loro.

16 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di giugno


Gosho Nichiren prega intensamente per «la persona che può ereditare
lo spirito del Sutra del Loto» (L’eroe del mondo, RSND, 1, 746), motiva-
to dal sincero desiderio che i suoi discepoli godano di salute, vittoria,
sicurezza, longevità, successo e crescita. Gli scritti del Daishonin sono
pieni di insegnamenti e parole di incoraggiamento per i suoi successori.
Il mese di marzo di quest’anno (2008) è profondamente significativo
poiché ricorre il cinquantesimo anniversario del 16 marzo, il giorno di
kosen-rufu,2 cioè il giorno che segna il passaggio del testimone dal ma-
estro ai suoi discepoli. In questa occasione vorrei studiare con voi La
Porta del Drago, per analizzare il profondo significato di questa trasmis-
sione vita a vita. È uno scritto di grande intensità che il Daishonin in-
dirizzò a Nanjo Tokimitsu, il giovane discepolo, allora ventunenne, che
stava lottando coraggiosamente per proteggere i suoi compagni di fede
dai violenti attacchi durante la persecuzione di Atsuhara.3
In questa lettera il Daishonin proclama: «Miei discepoli, formulate un
grande voto!». Questo “grande voto” è il voto del Budda, o il grande
voto per kosen-rufu, come egli stesso spiega nella Raccolta degli insegna-
menti orali: «Il “grande voto” si riferisce alla propagazione del Sutra del
Loto» (BS, 113, 48).
Ed è anche il nobile voto espresso dal Daishonin ne L’apertura degli oc-
chi: «Qui io faccio un grande voto. [...] Io sarò il pilastro del Giappone.
Io sarò gli occhi del Giappone. Io sarò il grande vascello del Giappone.
Questo è il mio voto, e non lo romperò mai!» (RSND, 1, 254).
Quando ero giovane, come discepolo leale di Toda ho preso l’iniziativa
e ho fatto tutto il possibile per sostenerlo e aiutarlo. Nel corso di quelle
battaglie ho ereditato questo grande voto direttamente dal mio maestro.
Il grande voto per kosen-rufu si eredita soltanto attraverso le battaglie
comuni di maestro e discepolo.
Lo spirito di combattere accanto al mio maestro mi ha guidato fino a
oggi. Mai per un giorno Toda è stato assente dal mio cuore. In questi ul-
timi cinquanta anni ho vissuto con il voto e la determinazione che ogni
giorno fosse come il 16 marzo.
Oggi il mio più grande desiderio, e l’obiettivo per cui mi sto sfidando
al massimo, è mettere in grado le persone, e in modo particolare i gio-
vani, di assaporare la gioia profonda e duratura che nasce dal dedicare
la propria vita al grande voto di kosen-rufu, e grazie a questa gioia far
risplendere la nostra esistenza. Auguro questo soprattutto ai giovani,
poiché è a loro che dovremo affidare il nostro futuro.

2) Il 16 marzo del 1958 il secondo presidente della Soka commemorata ogni anno come “Giorno di kosen-rufu”.
Gakkai Josei Toda affidò il futuro di kosen-rufu al presiden- 3) Vedi box a p. 7.
te Ikeda e ai membri del Gruppo giovani. Questa data viene

17
Ne La Porta del Drago il Daishonin esorta ardentemente il suo giovane
discepolo a risvegliare dentro di sé il grande voto per kosen-rufu e a
portare avanti la propria lotta. Studiamo gli insegnamenti racchiusi in
questo scritto, che rappresenta una fonte di ispirazione per lo spirito del
16 marzo, Giorno di kosen-rufu.
«IN CINA C’È UNA
CASCATA CHIAMATA LA Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
PORTA DEL DRAGO. Le
sue acque precipitano da La Buddità si consegue attraverso il superamento delle difficoltà
un’altezza di cento piedi, Nanjo Tokimitsu si impegnò coraggiosamente per fronteggiare la dura
più rapide di una freccia oppressione rivolta ai discepoli del Daishonin al tempo della persecuzio-
scagliata da un forte arciere. ne di Atsuhara. La Porta del Drago è il titolo della lettera che il Daisho-
Si dice che un gran numero nin, all’età di 58 anni, gli scrisse il 6 novembre del 1279.
di carpe si raccolgano nel
Tokimitsu era un giovane seguace che aveva iniziato a praticare il Bud-
bacino sottostante sperando
dismo di Nichiren da bambino. Sin dalla sua adolescenza considerò
di risalire la cascata e
che quella che riuscirà
Nikko, il principale discepolo del Daishonin, come un fratello maggiore,
nell’impresa si tramuterà e si rivolse a lui per avere consigli e istruzioni. Nel corso della sua vita
in un drago. Tuttavia, non Tokimitsu lavorò senza tregua per la propagazione della Legge mistica.
una sola carpa su cento, su Questa lettera fu scritta nel momento più critico della persecuzione di
mille o anche su diecimila Atsuhara. Tokimitsu, che allora aveva ventun anni, senza curarsi dei
riesce a risalire la cascata, gravi rischi a cui andava incontro protesse coraggiosamente i compagni
nemmeno dopo dieci o venti di fede, offrendo la sua casa come rifugio a molti di loro. Queste azioni
anni. Alcune sono trascinate
non incontrarono l’approvazione delle autorità, che poco tempo dopo gli
via dalle forti correnti, altre
imposero tasse esorbitanti. A un certo punto si trovò in difficoltà tali
cadono preda di aquile,
falchi, nibbi e civette, e altre
da non potersi permettere nemmeno un cavallo, né comprare vestiti per
ancora vengono pescate la moglie e i figli. In questa lettera il Daishonin conferisce a Tokimitsu
con le reti, con i cesti e a (che era anche conosciuto con il nome del villaggio dove viveva) l’ap-
volte perfino con i dardi, pellativo di “Ueno il valoroso”, in onore della sua coraggiosa lotta per la
dagli uomini che si allineano giustizia contro tutti gli ostacoli.
su entrambe le rive della Nel poscritto di questa lettera il Daishonin esprime la sua gratitudine
cascata larga dieci cho.4 Tale e la sua ammirazione. L’espressione giapponese originale è incerta, ed
è la difficoltà per una carpa
è difficile coglierne il vero significato. Da una parte la frase può es-
di diventare un drago. […]
sere interpretata in questo modo: «Scrivo questa lettera con profonda
Conseguire la Buddità non è
più facile che per gli uomini
gratitudine per la tua dedizione verso coloro che sono coinvolti nella
di basso rango accedere ai persecuzione di Atsuhara». In sostanza il Daishonin elogia Tokimitsu
circoli di corte o per una per i suoi sforzi durante la persecuzione di Atsuhara e lo ringrazia per
carpa risalire la Porta del la sua dedizione. Ma la frase potrebbe anche significare: «Scrivo que-
Drago». sta lettera con una profonda ammirazione per ciò che sta accadendo ad
Atsuhara». Secondo questa seconda interpretazione, il Daishonin espri-

4) Un cho equivale a 109 metri.

18 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di giugno


me la sua ammirazione e la sua meraviglia nei confronti di quei semplici
contadini di Atsuhara che erano pronti a sacrificare la vita per la fede,
dimostrando così di possedere lo stesso spirito del loro maestro. In tal
senso la lettera potrebbe essere intesa come una risposta a tutti i seguaci
che avevano manifestato una fede tanto profonda, indirizzata a Tokimi-
tsu in veste di loro rappresentante.
In ogni caso il Daishonin loda l’impegno altruistico dei suoi successori e
insegna che il grande voto o impegno condiviso fra maestro e discepolo
è incarnato in questo modo di praticare.

La leggenda della Porta del Drago


Il Daishonin evidenzia come l’impresa di conseguire la Buddità richie-
da il superamento di molti ostacoli e difficoltà. Per spiegare questo pun-
to ricorre ad alcune analogie, narrando la leggenda cinese della cascata
chiamata Porta del Drago e le vicende del clan giapponese Taira. Cita
anche un esempio contenuto nelle scritture buddiste a proposito della
difficoltà di ottenere la Buddità e racconta la storia di uno dei dieci mag-
giori discepoli di Shakyamuni, Shariputra, il quale in una precedente
esistenza regredì nella pratica buddista. Cinque impurità:
La Porta del Drago è una cascata leggendaria che si trova in Cina. Se- impurità dell’epoca,
condo alcune fonti era situata sul tratto centrale o settentrionale del fiu- degli esseri viventi, del
me Giallo. Si diceva che le carpe che fossero riuscite a risalire la cascata desiderio, del pensiero
e della durata della vita.
si sarebbero tramutate in draghi. Comunque sia, si narra che le correnti
Sono menzionate nel
fossero così impetuose che tutti i tentativi delle carpe di risalire la ca-
secondo capitolo del
scata risultavano vani. Inoltre gli uccelli rapaci e i pescatori rimanevano Sutra del Loto, intitolato
in agguato per catturarle. Solo una carpa che fosse riuscita a superare Espedienti.
tali ostacoli e a risalire in cima alla cascata poteva trasformarsi in un
drago dotato del potere di controllare la pioggia e i tuoni.
Questa storia è narrata nel classico cinese chiamato Il libro del tardo Han.
In molti paesi orientali l’espressione “risalire la Porta del Drago” viene
utilizzata per indicare il superamento di ostacoli e grandi prove per po-
tersi affermare nella società o nella propria professione.
Attraverso questo esempio il Daishonin spiega a Tokimitsu che rimanere
saldi nella pratica buddista fino alla fine comporta innumerevoli difficoltà,
pari a quelle incontrate dalla carpa per risalire la Porta del Drago e trasfor-
marsi in drago. Le forti correnti che respingono questi pesci sono parago-
nabili alle circostanze che si incontrano in un’epoca malvagia contaminata
dalle cinque impurità descritte nel Sutra del Loto; gli uccelli da preda e i
pescatori sono come i tre ostacoli e i quattro demoni e i tre potenti nemici
che ostacolano le persone nel conseguimento della Buddità.
Perseverare nella fede durante l’epoca malvagia dell’Ultimo giorno della
Legge è come nuotare nella direzione contraria a una forte corrente. Di

19
per sé è già abbastanza difficile resistere alle insidie delle illusioni, dei
desideri e dell’oscurità fondamentale.
Shakyamuni paragonava queste forze a una forte corrente o alla piena
Illusioni e desideri
di un fiume.5 Il Daishonin spiega che ciò è ancora più vero per l’Ultimo
(giapp. bonno): termine
generico per indicare
giorno della Legge, un’epoca in cui anche la più considerevole saggez-
tutti i processi della za umana, così come l’abilità o le conoscenze tecniche, possono essere
vita, inclusi i desideri travolte dalla marea inesorabile degli impulsi illusori dei tre veleni di
e le illusioni in senso avidità, collera e stupidità, una marea crescente che agisce come forza
generale, che sono del male e causa distruzione.6 Proprio perché è molto difficile portare
causa di sofferenze avanti la fede nella Legge mistica in una tale epoca, il legame buddista
spirituali o fisiche e che
fra maestro e discepolo assume un’importanza decisiva. Altrettanto ne-
ostacolano la ricerca
cessaria è l’esistenza di un’armoniosa comunità di compagni praticanti
dell’Illuminazione.
che siano solidamente uniti nei loro scopi, cioè possiedano quello che il
Daishonin definisce lo spirito di “diversi corpi, stessa mente” (itai do-
shin). Nella Soka Gakkai esiste un forte legame tra maestro e discepolo
che le permette di superare qualunque avversità. I suoi membri sono
persone nobili che si impegnano a lucidare la vita attraverso la fede, con
la stessa dedizione del maestro e in solida unità. Inoltre molti e molte di
loro, paragonabili a magnifici draghi che sono riusciti a risalire la ca-
Oscurità o ignoranza
fondamentale:
scata, stanno conducendo una vita di profonda dignità e sicurezza for-
l’illusione innata più giandosi attraverso sfide continue nella fede e nello sviluppo personale.
profondamente radicata
nella vita, che si dice Il presidente Makiguchi era sempre impegnato
generi tutte le altre nell’incoraggiamento personale
illusioni. È l’incapacità Nel 1939 Makiguchi visitò per la prima volta la città di Yame nella pre-
di vedere o riconoscere
fettura di Fukuoka, nel Kyushu (l’isola più a sud delle quattro maggiori
la verità, in particolare
isole giapponesi), allo scopo di diffondere il Buddismo di Nichiren Dai-
la vera natura della
propria vita.
shonin. Durante quel viaggio parlò del Gosho Risalire la Porta del Dra-
go. Conversando con una donna che aveva deciso di seguire il marito
aderendo alla Soka Gakkai, Makiguchi le disse: «Dovrai superare varie
avversità e diventare una persona splendida e capace. Non abbandona-
re la fede per nessun motivo». E il giorno dopo disse: «Non perdiamo

5) A questo proposito il Budda afferma che coloro che rinun- dità con la medicina della meditazione sulla viltà del corpo,
ciano a provare forte bramosia e hanno un cuore non corrotto guarisse la collera con la meditazione sulla compassione per
possono essere definiti individui che hanno attraversato la for- tutti gli esseri e curasse la stupidità con la meditazione sulla
te corrente o l’alluvione dei desideri e delle illusioni [vedi The dodecupla catena della causalità, insegnare queste dottrine
Group of Discourses (Sutta-nipata), traduzione di K. R. Norman, adesso non fa che rendere peggiori le persone e aumentarne
The Pali Text Society, Oxford, 1995, vol. 2, p. 122 (No. 1082)]. l’avidità, la collera e la stupidità. Per spiegare, il fuoco si
6) Scrive il Daishonin: «Allo stesso modo, la sagacia di avi- spegne con l’acqua e il male viene sconfitto dal bene; se però
dità, collera e stupidità nel cuore degli uomini nel mondo im- su di un fuoco scaturito dall’acqua si getta dell’acqua, agirà
puro dell’ultima epoca è difficile da controllare per qualsiasi come olio, producendo un incendio ancora più grande» (Il
saggio o santo. Per questo, sebbene il Budda curasse l’avi- kalpa della diminuzione, RSND, 1, 994).

20 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di giugno


tempo e passiamo subito ai fatti»; portò con sé la coppia in visita presso
un conoscente che viveva nell’area di Unzen, nella vicina prefettura di
Nagasaki, per mostrare loro personalmente come introdurre gli altri al
Buddismo. Makiguchi era solito affermare: «La propagazione è l’essen-
za della religione e dedicare la propria vita a recare beneficio agli altri
rappresenta il grande bene».
In quel periodo il viaggio in treno da Tokyo a Yame durava più di ven-
tiquattro ore, e nonostante ciò Makiguchi vi fece ritorno l’anno suc-
cessivo per tenere alcuni zadankai. Avrebbe viaggiato ovunque pur di
aiutare anche una sola persona.
Una volta si recò da solo nella città di Koriyama, nella prefettura di
Fukushima, che si trova nella regione nord-orientale dell’isola di Hon-
shu. Qui fece visita ai genitori di un giovane uomo che aveva aderito
alla fede a Tokyo e parlò loro del Buddismo del Daishonin. Perseverò
in queste azioni nonostante la crescente pressione delle autorità militari.
Dopo aver visitato una località, proseguiva verso una nuova destinazio-
ne per consentire alle persone di formare un legame con il Buddismo e
per trovare persone capaci per kosen-rufu.
Il grande voto buddista si attua concretamente agendo costantemente
nella società e cercando di fare con serietà tutto il possibile per ispirare
e incoraggiare chiunque incontriamo, senza lasciare nulla di intentato.
Makiguchi e Toda davano grande importanza al dialogo da persona a
persona e agli zadankai. La via che porta a tener fede al grande voto di
kosen-rufu consiste nel dialogare con la persona che abbiamo di fronte,
trasmettendole con la nostra vita e il nostro spirito la grandezza della
Legge mistica, che è la chiave della vera felicità.

La costruzione richiede un impegno tenace,


mentre per la distruzione basta un solo istante
Portando avanti la pratica buddista si incontrano innumerevoli ostacoli.
Per la distruzione basta un solo istante, mentre la costruzione richiede
una lotta a tutto campo. Questo principio vale sia per un’organizza-
zione sia per i singoli individui. Quando si perde lo spirito tenace della
costruzione, inizia il declino che conduce alla rovina, e ciò avviene in
un solo istante.
La Soka Gakkai non deve mai dimenticare lo spirito della costruzione.
Non dobbiamo mai perdere di vista lo spirito fondamentale di impe-
gnarci per la felicità delle persone e aprire la strada ai giovani. Seguire
il sentiero Soka di maestro e discepolo significa incidere profondamente
questo spirito nella nostra vita e farlo risplendere fino all’eterno futuro.
L’arroganza, l’ingratitudine e l’eccesso di burocrazia portano al declino.
Il solo modo che i discepoli hanno per combattere questi ostacoli è fare

21
«SHARIPUTRA, PER
ESEMPIO, PRATICÒ
LE AUSTERITÀ DEL
proprio il cuore del maestro e buttarsi a capofitto in questa sfida.
BODHISATTVA per
sessanta kalpa allo scopo
Poiché in quel periodo le autorità stavano sottoponendo i suoi discepoli
di conseguire la Buddità, a pesanti persecuzioni che potevano costare loro la vita, il Daishonin
ma alla fine non riuscì a insegna a Tokimitsu l’atteggiamento risoluto nella fede necessario per
perseverare ulteriormente affrontare quei momenti. Con parole chiare spiega quanto sia impegna-
e ricadde nei sentieri dei tivo e arduo il sentiero del conseguimento della Buddità. La severità
due veicoli. Perfino coloro delle sue parole potrebbe essere un segno delle grandi aspettative e della
che stabilirono legami col profonda fiducia che egli nutriva nei confronti del giovane discepolo.
Sutra del Loto al tempo del
Budda Grande Saggezza
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
Universale sprofondarono
nelle sofferenze di nascita e
morte per tanti kalpa quanti Occorre guardarsi dalle influenze negative o “cattivi amici”
i granelli di polvere di un Citando alcuni esempi tratti dai sutra, il Daishonin spiega quanto sia dif-
sistema maggiore di mondi. ficile portare avanti la pratica buddista e mette in evidenza quanto siano
Altri, che avevano ricevuto temibili le influenze negative che il Buddismo chiama “cattivi amici”.
i semi della Buddità in un In una precedente esistenza Shariputra, che si trovava nello stadio avan-
passato ancora più remoto,
zato della pratica, dopo aver sopportato innumerevoli difficoltà regredì
soffrirono per tanti kalpa
nella fede poiché si fece sviare dall’influenza negativa di un bramano, il
quanti i granelli di polvere
di innumerevoli sistemi
quale lo implorò di dargli un occhio e subito dopo lo calpestò. Vedendo
maggiori di mondi. Tutte ciò, Shariputra si convinse che fosse troppo difficile salvare questo tipo di
queste persone praticarono persone e rinunciò al desiderio di seguire la via del bodhisattva. Queste
il Sutra del Loto, ma quando influenze negative sono essenzialmente le funzioni attraverso cui agisce il
furono perseguitate in vari Re demone del sesto cielo, la cui realtà è l’oscurità fondamentale inerente
modi dal Re demone del alla nostra vita e a quella degli altri.
sesto cielo che possedette i In questo episodio il Re demone si manifesta sotto forma di bramano, che
loro sovrani e altre autorità,
chiedendo di ricevere un occhio riesce a fuorviare la mente di Shariputra.
rinnegarono la loro fede e
Il Daishonin afferma poi che il Re demone si impossessa dei governanti e
così vagarono nei sei sentieri
per innumerevoli kalpa».
delle autorità inducendo i praticanti del Sutra del Loto ad abbandonare
la fede. Perfino coloro che avevano formato un legame diretto con il
Sutra del Loto e Shakyamuni nel remoto passato sprofondarono nelle
sofferenze di nascita e morte per la durata incredibilmente lunga di un
numero di kalpa pari ai granelli di un sistema maggiore di mondi, o
addirittura per la durata di un numero di kalpa equivalente ai granelli
di polvere di innumerevoli sistemi maggiori di mondi, perché si erano
fatti fuorviare da questo demone.
Il Daishonin aveva già da tempo messo in guardia Tokimitsu sulla pe-
ricolosità delle influenze negative. Gli aveva spiegato che i cattivi amici
possono presentarsi sotto forma di persone alleate e pertanto lo istruì a
raccogliere una forte fede nel momento in cui si fossero manifestati. In
questo modo – dice il Daishonin – le divinità celesti, o funzioni positive
dell’universo, non avrebbero fatto mancare la loro protezione.7
I draghi hanno il compito di provocare la pioggia: questo compito può di-

22 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di giugno


«FINO A POCO TEMPO
FA SEMBRAVA CHE
QUESTI EVENTI NON CI
ventare un fardello o una missione a seconda di come lo si guarda. Il dif-
RIGUARDASSERO, ma
ferente modo o atteggiamento con cui affrontiamo le cose determinerà se adesso ci troviamo di fronte
saremo sconfitti a causa delle influenze negative, cioè i cattivi amici, op- allo stesso tipo di persecuzioni.
pure se otterremo la Buddità. Infatti, come dice il Daishonin, «è il cuore Miei discepoli, formulate un
che è importante» (La strategia del Sutra del Loto, RSND, 1, 889). Questa grande voto! Siamo molto
differenza nell’orientamento del nostro cuore, o del nostro spirito, dipende fortunati a essere sopravvissuti
dall’aver fatto proprio il grande voto menzionato in questa lettera. alla diffusa epidemia dello
Portare a compimento la pratica del Sutra del Loto, cioè la Legge mistica, scorso anno e dell’anno
precedente. Adesso, tuttavia,
significa che dobbiamo abbracciare con desiderio e gioia la missione di
con l’incombente invasione
farci carico della sofferenza di un numero sempre più elevato di persone
mongola, può darsi che saranno
e sfidare difficoltà sempre maggiori in nome della nostra causa per la feli- in pochi a sopravvivere. Alla
cità e la pace dell’umanità. Il Daishonin ci esorta a ricercare attivamente fine, nessuno può sfuggire alla
questo modo di vivere, a risalire con coraggio la Porta del Drago della morte. Le sofferenze di quel
fede, e conseguire immancabilmente la Buddità. Per noi praticanti della momento saranno esattamente
Legge mistica questo è ciò che significa vivere basandosi sul grande voto. uguali a quelle che stiamo
affrontando adesso. Poiché la
morte è la stessa in entrambi i
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
casi, dovresti essere disposto
a offrire la tua vita per il Sutra
In un’epoca di confusione, il grande voto
del Loto. Pensa a questa
costituisce il nostro fondamento offerta come a una goccia di
Scrive il Daishonin: «Fino a poco tempo fa sembrava che questi eventi rugiada che si unisce di nuovo
non ci riguardassero, ma adesso ci troviamo di fronte allo stesso tipo di al grande mare, o come a un
persecuzioni». L’espressione «questi eventi» si riferisce al fatto che Sha- granello di polvere che ritorna
riputra e coloro che avevano ricevuto il seme della Buddità nel remoto alla terra. Un passo del terzo
passato erano regrediti nella fede per un periodo di tempo incredibil- volume del Sutra del Loto dice:
“Ci auguriamo che i meriti
mente lungo. Il Daishonin evidenzia che i suoi discepoli stavano andan-
ottenuti grazie a questi doni
do incontro a un pericolo simile, ed è inutile dire che stesse alludendo
possano estendersi in lungo e
alla persecuzione di Atsuhara. in largo a tutti, così che noi e
Il solo modo per respingere il feroce attacco del Re demone consiste nel gli altri esseri viventi possiamo
basare la propria vita su un grande voto. Non possiamo far emergere la conseguire tutti insieme la via
forza per resistere a grandi avversità o persecuzioni per la causa del Sutra del Budda” (SDLPE, 192)».
del Loto se non facciamo dell’ottenimento della Buddità lo scopo fondamen-
tale di questa esistenza e non dedichiamo la nostra vita al grande voto del
Budda per la realizzazione di kosen-rufu. Perciò il Daishonin proclama dal
profondo del suo essere: «Miei discepoli, formulate un grande voto!». Una
vita basata su un grande voto è veramente profonda e incrollabile.
Poi il Daishonin afferma: «Nessuno può sfuggire alla morte». Tra il 1277
e il 1278, cioè nei due anni prima che fosse scritta questa lettera, il paese

7) Ne La sorgente della fortuna di Aniruddha il Daishonin scri- tri adempiranno senza alcun dubbio il loro voto, e rafforzare
ve: «Quando le persone che tu ritieni importanti cercano di la tua fede più che mai. […] Se qualcuno cerca di ostacolare
impedirti di mantenere la fede o quando ti trovi di fronte la tua fede, in cuor tuo ne dovresti gioire» (RSND, 2, 534).
grandi ostacoli, devi essere convinto che il re Brahma e gli al-

23
fu colpito da epidemie. Nel tentativo di bloccarle, fu cambiato il nome
dell’era Kenji in era Koan (nel 1278), ma ciò non sortì alcun effetto.8 In
un altro scritto il Daishonin descrive il terribile prezzo di quelle epidemie:
«Le persone muoiono come alberi abbattuti da un forte vento o piante
stese al suolo da un’intensa nevicata» (Sulle tre calamità, RSND, 2, 753).
Inoltre la popolazione giapponese era in preda alla paura e all’ansia
che i mongoli tentassero una nuova invasione. La prima era avvenuta
nell’ottobre del 1274, cinque anni prima della stesura di questa lettera. I
mongoli tentarono poi una nuova invasione nell’aprile del 1281. La fero-
cia della prima invasione aveva terrorizzato la popolazione, che ora era
atterrita dall’idea che il Giappone potesse essere annientato nel caso in
cui non fosse riuscito a respingere il nuovo attacco.
La realtà inesorabile della morte doveva essere profondamente incisa
nella mente delle persone dell’epoca, perciò il Daishonin scrive: «Alla
fine, nessuno può sfuggire alla morte. Le sofferenze di quel momen-
to saranno esattamente uguali a quelle che stiamo affrontando adesso.
Poiché la morte è la stessa in entrambi i casi, dovresti essere disposto a
offrire la tua vita per il Sutra del Loto».
La persecuzione di Atsuhara culminò con la decapitazione di tre con-
tadini discepoli del Daishonin, conosciuti come “i martiri di Atsuhara”.
Sono state avanzate due ipotesi sulla data della loro esecuzione. Secondo
la prima furono decapitati il 15 ottobre 1279 (poco prima della stesura
di questa lettera), mentre secondo l’altra ipotesi la loro decapitazione fu
eseguita nell’aprile dell’anno seguente. Se ci basiamo sulla prima ipotesi,
l’affermazione: «Poiché la morte è la stessa in entrambi i casi, dovresti es-
sere disposto a offrire la tua vita per il Sutra del Loto» indica che la loro
morte aveva avuto un profondo significato alla luce del Buddismo e che il
Daishonin intendeva lodare le loro battaglie giuste e coraggiose. Natural-
mente non è intenzione del Daishonin glorificare la morte, ma il suo scopo
è lodare la forte fede che non vacilla neanche di fronte alla morte.
Perché allora non dovrebbe essere motivo di rimpianto sacrificare la vita
per il Sutra del Loto? A questo proposito il Daishonin dice: «Pensa a que-
sta offerta come a una goccia di rugiada che si unisce di nuovo all’oceano,
o come a un granello di polvere che ritorna alla terra». Dal punto di vista
dell’eternità la nostra esistenza è effimera come la rugiada, e rispetto alla
straordinaria vastità dell’universo la vita è minuscola come un granello
di polvere. Tuttavia, basandoci sulla Legge mistica – che è vasta come
l’oceano e solida come la terra – possiamo stabilire uno stato di vita indi-

8) Si cambiava il nome di un’era in occasione della salita al caso si riteneva che assegnare un nome più fausto avrebbe
trono di un nuovo imperatore oppure quando si verificava cambiato in meglio il destino di una particolare era.
un disastro naturale di gravi proporzioni. In questo secondo

24 || buddismo e società | 200 || studio | lo studio di giugno


struttibile e immenso che è una sola cosa con la Legge onnicomprensiva.
Questo è il messaggio del Daishonin.
In un altro scritto il Daishonin afferma: «Come la rugiada che si unisce al
grande mare o il terriccio che si aggiunge alla grande terra, [il beneficio di
questa veste] rimarrà, vita dopo vita, e non cesserà mai, esistenza dopo esi-
stenza» (Dono di una veste da parte di una madre, RSND, 2, 502). La rugiada
che si unisce all’oceano e la polvere che ritorna alla terra esisteranno eterna-
mente. Così la nostra vita dedicata alla realizzazione di kosen-rufu si fonderà
con la Buddità dell’universo e ripeterà il ciclo di nascita e morte in questa
condizione vitale indistruttibile. Inoltre sceglieremo sempre le circostanze e
il luogo dove rinascere per compiere la suprema missione di kosen-rufu. In
questa prospettiva l’esortazione del Daishonin a formulare un grande voto
equivale a entrare in una condizione eterna e insuperabile dell’essere.

Vivere per la propria e l’altrui felicità


Il Daishonin conclude dicendo: «Un passo del terzo volume del Sutra del
Loto dice: “Ci auguriamo che i meriti ottenuti grazie a questi doni pos-
sano estendersi in lungo e in largo a tutti, così che noi e gli altri esseri vi-
venti possiamo conseguire tutti insieme la via del Budda” (SDLPE, 192)».
Questo passo si trova nel settimo capitolo del Sutra del Loto, La parabola
della città fantasma, che è contenuto nel terzo volume. Il brano compare
nella sezione in cui i re Brahma offrono i loro palazzi al Budda con l’au-
gurio che i benefici che derivano da questa azione si estendano a tutte le
persone, così che loro e gli altri possano conseguire la via del Budda.
Come indica la frase «tutti insieme», è importante desiderare la felicità
degli altri come si desidera la propria. Questo grande voto di impegnarsi
nella realizzazione della felicità nostra e degli altri – sia in questa vita
sia nel corso di tutte le future esistenze e per tutta l’eternità – è l’essenza
del Buddismo mahayana.
Dal nostro punto di vista di praticanti del Buddismo di Nichiren, il gran-
de voto significa dedicare la vita a kosen-rufu. Un maestro o mentore
espone questo nobile modo di vivere e lo realizza concretamente con la
propria vita, mentre i veri discepoli emulano il suo esempio.
Siamo entrati in un’epoca in cui i Bodhisattva della Terra che si sono ri-
svegliati al Buddismo del Daishonin stanno prendendo l’iniziativa in ogni
parte del mondo e si stanno adoperando per kosen-rufu con una solida uni-
tà di intenti. Il nostro movimento costituisce un’alleanza di Bodhisattva
della Terra che condividono lo stesso grande voto. Ovunque nel mondo si
sono alzati giovani che assumeranno la responsabilità del secondo atto di
kosen-rufu. Affido tutto a voi. Il futuro è nelle vostre mani!

(Traduzione di Marialuisa Cellerino)

25
obiettivo

Per mettere a fuoco un aspetto del Buddismo

GONGYO,
PRATICA
ASSIDUA
Quando un essere umano celebra questa cerimonia solenne spalanca le porte al tesoro nascosto
nella sua interiorità, rivelando la fonte di un'inesauribile energia vitale che fa emergere saggezza,
compassione e coraggio. Anche senza capire esattamente il significato delle parole, la voce attra-
verso il tempo e lo spazio raggiunge tutti i Budda

Tornare ogni giorno


alla sorgente
Gongyo significa “pratica assidua”.
«PRIMA DI
E consiste nella recitazione di due capitoli del Sutra del Loto e del Daimoku.
PREOCCUPARSI O In quel momento lo spazio in cui siamo, che sia vasto e prezioso o minuscolo e
DI DUBITARE, UNA angusto, diventa il luogo che trascende ogni luogo. Il tempo si sospende, si dilata,
PERSONA DI VERA si allarga a dismisura e potenzialmente diventiamo una cosa sola con l’universo.
Siamo nella Cerimonia nell’aria. E lì possiamo rivelare uno stato vitale nel quale
FEDE RECITA GONGYO. osservare l’universo intero dal punto in cui ci troviamo. Ecco la bellezza: qua-
RICORDATE CHE lunque punto è il punto giusto per noi. Non ce n’è uno migliore per spostarsi e
QUESTA È LA STRADA cambiare e aiutare gli altri e le altre a farlo.
DA PERCORRERE, LA Lì, in quel momento, quella scrittura vive.
Vive attraverso la nostra voce, vive attraverso la postura del corpo, vive con la
RADICE DI TUTTE LE nostra attenzione a quello che sta accadendo.
SOLUZIONI» Gongyo è l’attenzione alla vita, scandita in ideogrammi.
(Daisaku Ikeda, Un giorno, un anno, È il nostro personale dialogo con l’universo.
Edizioni Il Nuovo Rinascimento, Il nostro “a tu per tu” con l’infinito.
1988, p. 171). «Durante Gongyo celebriamo una cerimonia di lode al Gohonzon e alla grande
Legge di Nam-myoho-renge-kyo. Si potrebbe dire che Gongyo è un inno alla
Legge fondamentale dell’universo e al Budda. Allo stesso tempo lodiamo anche
la vita eterna dell’universo e il mondo di Buddità inerente alla nostra vita» (Dai-
saku Ikeda, I capitoli Hoben e Juryo, Esperia, 2018, p. 12).

26 || buddismo e società | 200 || rubriche | obiettivo | Gongyo, pratica assidua


La recitazione di Gongyo e Daimoku è il cuore pulsan- Un vuoto che si può riempire di rinascite.
te della nostra pratica buddista. Cuore pulsante perché «Per capirci meglio: quando, ancor oggi, gli esseri umani
parte tutto da lì, da quel gesto spontaneo e rivoluziona- si trovano di fronte a un improvviso disastro naturale,
rio di una vita che celebra la vita e si rinnova. Una vita si sentono minacciati o si trovano nella più disperata e
che ogni giorno torna al punto di partenza, alla sorgen- terribile delle situazioni, istintivamente desiderano pro-
te, e ricomincia da capo. tezione per sé e per i propri cari. Quando un simile de-
«Recitare Gongyo e Daimoku è il segreto per ritornare siderio è molto concentrato diventa una preghiera, un
ogni giorno al mondo di kuon ganjo e ripartire da questo atto fuori dalla logica o dalla razionalità, che anzi tra-
eterno punto originale» (Ibidem, p. 224). scende questa dimensione. La preghiera è un momento
Un’azione ripetuta eppure sempre nuova. È l’accensione nel quale si esprimono i desideri e le speranze più forti e
del “motore principale”, per usare le parole del maestro. pressanti che vivono in noi e si desidera con forza la loro
Cambia la percezione delle cose, le illumina al loro vero realizzazione» (Preghiera e azione, Esperia, 2019, p. 3).
significato. «Gongyo è un’azione quotidiana con la quale rendiamo
Ci sono circostanze estreme in cui chiunque, anche se non i nostri cuori e le nostre menti puri e pronti a qualunque
crede in alcunché, vorrebbe pregare. Quando accadono cosa la vita ci presenti» (Ibidem, p. 6).
cose che lasciano senza fiato o quando abbiamo paura. Certe volte è un sussurro gentile all’universo, altre una
Ricordo una volta una passeggiata lungo la via Vandelli, voce tonante che afferma. Ma sempre, sempre, dob-
sulle Alpi Apuane, passeggiata molto impegnativa che biamo ricordarci che mentre facciamo Gongyo stiamo
apriva però poi lo sguardo a un paesaggio mozzafiato. esprimendo una cerimonia di lode alla vita.
Su una cima che spalancava da una parte a una piana e Noi siamo parte dell’universo eppure non ce ne accor-
dall’altra al mare. Lì un amico disse: «Ecco, ora proprio giamo. Non ci accorgiamo neppure del filo infinito e
ora, mi piacerebbe credere in qualcosa per poter prega- continuo che ci lega a ogni fenomeno. E che ogni feno-
re. Pregare e ringraziare». meno è parte di qualcosa di più grande.
Bene noi abbiamo l’opportunità di andare lì sempre. Per comprenderlo serve qualcosa. Serve la fede.
Ogni giorno. «Fede vuol dire avere eterna speranza, è il segreto di
Nella vita che scorre liscia ma anche quando qualcosa una realizzazione personale senza limiti, il vero principio
ci si para davanti inattesa. Come sta accadendo ora per fondamentale dello sviluppo umano» (Ibidem, p. 1).
l’emergenza sanitaria del coronavirus. Che interrompe Serve la fiducia incrollabile e, per questo commovente,
un flusso che credevamo infinito. Spaventa e spacca. che la cerimonia che celebriamo ogni mattina e ogni sera
Rompe le attese. di fronte al Gohonzon è la chiave della felicità autentica.
Sospensione dei ritmi quotidiani, paure improvvise, dolore, Quella che non si ferma a noi.
scenari mutati in un tempo che non si sa definire. Il vuoto. Ma oltrepassa, attraversa, incanta e illumina.
La pienezza del vuoto. (Gianna Mazzini)

Alcune domande su Gongyo


Perché nella cerimonia di Gongyo recitiamo sia due brani
del Sutra del Loto sia il Daimoku?
La recitazione del Daimoku, Nam-myoho-renge-kyo, è la “pratica primaria” «Mattina dopo mattina ci
mentre la lettura dei capitoli Espedienti (giapp. Hoben) e Durata della vita svegliamo con il Budda, sera
(giapp. Juryo) è la “pratica di supporto”. Il ventiseiesimo patriarca Nichikan dopo sera andiamo a dormire
spiega la relazione tra la pratica primaria e quella di supporto paragonandole con il Budda» (Nichiren
rispettivamente al cibo e al condimento. Il Daimoku è il riso, fonte primaria Daishonin, Raccolta degli
del nutrimento, e Gongyo è il condimento che ne esalta il sapore. Il vantaggio insegnamenti orali, BS, 113, 48)

27
che deriva dalla pratica primaria è immenso. La pratica Perché dobbiamo recitare mattina e sera?
di supporto ha la funzione di accrescere e di accelerare il Gongyo è un’azione quotidiana con la quale ci prepa-
potere benefico della pratica primaria. riamo per affrontare la giornata. Il Daishonin spiega che
Anche all’epoca del Daishonin i suoi seguaci leggeva- ogni carattere, ogni ideogramma di Gongyo è un Budda.
no e recitavano questi due brani. In un Gosho egli scri- Recitando con questa consapevolezza possiamo dare
ve: «Fra tutti i ventotto capitoli, i capitoli Espedienti grande solennità a questa cerimonia, possiamo davvero
e Durata della vita sono particolarmente importanti. decidere come andrà l’intera giornata.
Tutti gli altri sono come loro rami e foglie. Ti consiglio Uno degli aspetti fondamentali della pratica di Gongyo è
quindi nella tua pratica giornaliera di leggere le parti la costanza. La traduzione letterale della parola Gongyo
in prosa dei capitoli Espedienti e Durata della vita» (La chiarisce bene questo aspetto. Gon significa “impegnarsi
recitazione dei capitoli “Espedienti” e “Durata della con costanza", e gyo “pratica”. Potremmo tradurre l’inte-
vita”, RSND, 1, 63). ra espressione con “pratica assidua”. Alla luce di questo
In un altro famoso scritto Nichiren afferma: «Sia che tu significato, espressioni come «faccio Gongyo ogni tan-
invochi il nome del Budda, che reciti il sutra o sempli- to» risultano totalmente contraddittorie.
cemente offra fiori e incenso, tutte le tue azioni virtuo-
se metteranno nella tua vita buone radici e benefici» Che senso ha fare Gongyo
(Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, se non si capisce il significato
RSND, 1, 4). Commentando questo passo, Ikeda scri- delle parole che recitiamo?
ve: «“Invocare il nome del Budda” significa recitare il «Un neonato che succhia il latte dalla propria madre
Daimoku di Nam-myoho-renge-kyo, il nome del Budda ne riceve dei benefici – scrive al proposito il presidente
originale Nichiren Daishonin. “Recitare il sutra” signifi- Ikeda –, e questo succede senza conoscere nulla della
ca fare Gongyo, cioè leggere i capitoli Hoben e Juryo composizione del latte. Lo stesso principio è valido per
del Sutra del Loto, che incarna l’essenza di tutti gli in- quanto riguarda la recitazione del Daimoku e la cerimo-
segnamenti buddisti. Non solo Gongyo e Daimoku, ma nia di Gongyo. Naturalmente è meglio arrivare a capir-
tutte le nostre azioni per la causa del Buddismo e di ne il significato, ma solo perché questo ci può aiutare a
kosen-rufu, per quanto possano sembrare insignifican- rafforzare la nostra fiducia nella Legge mistica; tuttavia,
ti, si imprimono come buone cause nella nostra vita» se questa comprensione non si accompagna alla pratica,
(Buddismo oggi, Esperia, 1991, vol. 1, p. 139). rimane senza valore: è difficile abbracciare pienamente il
significato profondo della Legge mistica esclusivamen-
Come si dovrebbe recitare Gongyo? te attraverso un percorso razionale. […] Quindi, anche
Scrive il presidente Ikeda in Preghiera e azione (Esperia, se non si capisce appieno il significato letterale di ciò
2019): «Per godere di buona salute e realizzare giorno che si sta dicendo, le voci, attraverso il tempo e lo spa-
dopo giorno un grande progresso dovete fare Gongyo zio, raggiungono tutti i Budda, i bodhisattva e le divini-
vigorosamente, mattina e sera […] con attenzione e tà buddiste, cioè le funzioni protettive intrinseche nella
senza fretta» (pp. 15-17). «Per vivere una giornata gioio- vita e nell’universo e, benché in maniera invisibile, l’inte-
sa con il vostro obiettivo chiaro in mente, al mattino fate ro universo si attiva per realizzare le nostre preghiere»
Gongyo con profonda concentrazione» (p. 33). (Ibidem, pp. 12-13).
Bisognerebbe inoltre considerare la recitazione di
Gongyo come una cerimonia preziosa e importante, da Se siamo troppo stanchi o malati
svolgere con grande solennità. dobbiamo comunque fare Gongyo?
«Gongyo è una cerimonia solenne. Quando un essere «Quando siete ammalati – spiega Ikeda – non è neces-
umano celebra questa cerimonia è come se spalancasse sario sforzarsi di fare a tutti i costi un Gongyo completo.
le porte al tesoro nascosto nella sua interiorità, rivelando Se questo sforzo irragionevole dovesse far peggiorare
la fonte dell’energia vitale, altrimenti sopita nei più re- le vostre condizioni, anziché produrre un beneficio po-
conditi recessi dell’essere. In questo modo è possibile far trebbe arrecare un danno e annullare la gioia della fede.
sgorgare un’inesauribile fonte di saggezza, compassione In alcuni casi va bene limitarsi a recitare solo Daimoku.
e coraggio» (Ibidem, p. 11). Il Buddismo è ragione: perciò ogni persona dovrà giudi-

28 || buddismo e società | 200 || rubriche | obiettivo | Gongyo, pratica assidua


DAL DIARIO DEL GIOVANE IKEDA
Talvolta leggendo le esperienze dal nostro maestro, cessivo lo ribadisce: «Sono giunto alla conclusione che
Daisaku Ikeda, può capitare di pensare che le abbia l’unica cosa che posso fare è […] non trascurare mai la
realizzate per una sua specifica peculiarità, che noi non pratica di Gongyo perché è la forza trainante per tut-
abbiamo. Eppure studiando la sua vita comprendiamo te le attività della nostra vita». Le sue condizioni fisiche
che le nostre fragilità le ha vissute anche lui. Anche lui non accennano a migliorare e allora rilancia: «Devo fare
ha faticato a praticare correttamente, a essere costante. Gongyo mattina e Gongyo sera in modo completo e cor-
Anche lui ha impiegato tempo a imparare Gongyo. Lo retto, perché è solo così che posso comprendere chia-
racconta nel Diario giovanile (Esperia, 2019). È il 1949 ramente la causa del mio problema». Ogni avvenimento
quando inizia a scriverlo. Ha ventun anni ed è trascorso della sua vita lo riconduce alla pratica. Anche quando
un anno e mezzo dall’incontro con il suo maestro Josei sogna: «Un incubo mi ha svegliato. Un sogno di mor-
Toda. Da allora, per 11 anni, fino al 1960 il giovane Daisaku te. […] Sto riflettendo seriamente sulla mia incapacità di
annota i suoi pensieri. «Le mie condizioni fisiche sono fare un Gongyo perfetto». I primi benefici si manifesta-
piuttosto malandate. La salute prima di tutto. Gongyo è no: «Mi sembra – scrive – di essere in salute e di buon
l’unico mezzo per migliorarla», scrive il 4 dicembre del umore […] Non devo trascurare Gongyo». Nonostante gli
1949 mentre la tubercolosi lo tormenta. L’anno successi- costi fatica, non retrocede: «Gongyo mattina è veramen-
vo va a vivere da solo e racconta: «La signora che abita te un momento cruciale perché determina la vittoria o la
accanto a me mi ha ripreso perché ho fatto Gongyo tardi sconfitta della giornata, se questo nostro giorno di vita
la notte disturbando le altre persone che dormivano». sarà un giorno di prosperità o di declino». Nel frattempo
La guerra è finita da poco. Uragani e nubifragi si abbat- muoiono il suo maestro e il suo papà. Pochi giorni prima
tono sul Giappone. L’economia è in crisi e il cibo scar- della nomina a terzo presidente della Soka Gakkai, tra
seggia. Ma Ikeda non molla. A gennaio del 1951 affina i le sue ultime determinazioni annota: «Baserò tutto su
suoi obiettivi e tra questi c’è: «Portare avanti una pratica Gongyo». Da allora il Buddismo è fiorito in 192 paesi del
costante di Gongyo mattina e Gongyo sera». Il mese suc- mondo. Grazie Sensei! (Maria Cristina Fraddosio)

care con saggezza cosa è meglio fare affinché il Gongyo Cosa succede se saltiamo Gongyo?
sia sempre una pratica gioiosa» (I capitoli Hoben e Juryo, «Se si coltiva la fede nel Gohonzon non ci sarà alcun ge-
Esperia, 2018, p. 9). nere di punizione o conseguenza negativa per un motivo
«La cosa essenziale è abbracciare il Gohonzon con tutta di questo genere, quindi vi prego di stare tranquilli. Il Dai-
la propria vita e non abbandonarlo mai. […]. È buona shonin ha affermato che anche un solo Daimoku contiene
cosa sfidarsi in piccoli ma continui miglioramenti: è im- benefici infiniti. […] La pratica non è un obbligo, ma un di-
portante sviluppare una “fede come l’acqua che scor- ritto. Il Gohonzon non vi chiederà mai di recitare ma, più vi
re”, senza sosta e tranquillamente, come un fiume che sforzate nella fede, facendo Gongyo e recitando Daimoku,
diventa pian piano sempre più grande fino a quando si più potrete ottenere dalla vita. […] Il Buddismo è nato per
ricongiunge all’immenso oceano» (Preghiera e azione, p. liberare le persone, non per obbligarle» (Ibidem).
14 e seguenti). (a cura di Lodovico Prola)

29
serie

IL BUDDISMO DEL SOLE Lezioni di Daisaku Ikeda


sugli scritti di Nichiren Daishonin
P E R I L LU M I N A R E I L M O N D O

LA FESTA DEL 3 MAGGIO


Un castello di persone comuni
con la missione di Bodhisattva della Terra
Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di maggio 2019

Nel 1993 incontrai il fisico e astronomo verso. La sua descrizione di un numero in-
americano Robert Jastrow (1925-2008), finito di sistemi maggiori di mondi1 ricorda
capo della sezione teorica della Nasa, una l’attuale immagine della Via Lattea, del siste-
figura importante nel programma di allu- ma solare e di tutti gli innumerevoli sistemi
naggio Apollo. Mi fece vedere una gran- simili sparsi in tutto l’universo. Fra questi c’è
de fotografia a colori e mi spiegò che era il nostro pianeta, che nei sutra buddisti viene
un’immagine della Terra presa dall’Apollo chiamato mondo di saha o Jambudvipa.2
11 mentre la navicella era in viaggio verso I Bodhisattva della Terra promisero di pro-
la luna. Scattata cinquant’anni fa da uno pagare il Sutra del Loto in tutto Jambudvi-
degli astronauti, raffigura il nostro piane- pa, cioè nel mondo intero. E oggi i membri
ta luminoso che galleggia nel buio dello della Soka Gakkai, Bodhisattva della Terra
spazio con i suoi oceani azzurri e le nuvole che vivono insieme sulla Madre Terra, la
bianche scintillanti. nostra casa comune, tengono alto il vessil-
lo dell’umanesimo buddista e si sforzano di
Vista dallo spazio non ha confini condividere la Legge mistica con gli altri.
Quando osserviamo la Terra dallo spazio non Kosen-rufu sta progredendo a livello mon-
vediamo alcun confine nazionale. Quest’im- diale e la filosofia umanistica del Buddismo
magine del nostro bel pianeta, un’oasi bru- di Nichiren si è ampiamente diffusa al di là
licante di vita, ci fa riflettere sulla follia dei dei confini e delle differenze etniche, cultu-
conflitti fra individui, gruppi etnici e nazioni, rali e linguistiche.
e rafforza il nostro desiderio di pace. Sono sicuro che il mio maestro Josei Toda,
Il Buddismo ha una visione ampia dell’uni- sostenitore dell’idea di cittadinanza globale,

1) Sistema maggiore di mondi: detto anche sistema di migliaia di milioni di mondi. Uno dei sistemi di mondi secondo l’antica
cosmologia indiana. Un mondo è costituito da un monte Sumeru circondato da mari e monti, un sole, una luna e altri corpi
celesti. Mille mondi formano un sistema minore di mondi; mille sistemi minori di mondi danno origine a un sistema intermedio
di mondi che, una volta raggiunto il numero di mille, sono definiti un sistema maggiore di mondi.
2) Jambudvipa: nell’antica cosmologia indiana indica il mondo intero.

30 || buddismo e società | 200 || il buddismo del sole per illuminare il mondo


sarebbe lieto di vedere quanto è cresciuta la
ribadire che la nostra organizzazione è un
nostra rete di Bodhisattva della Terra che
gruppo di Bodhisattva della Terra, una rete
adesso abbraccia l’intero pianeta. Nel 1944,
globale di persone unite dal voto comune di
mentre era incarcerato dalle autorità mili-
realizzare kosen-rufu.
tariste in tempo di guerra, si risvegliò alla
Il punto di partenza della Soka Gakkai è
sua identità di Bodhisattva della Terra e alla
stare sempre al fianco della gente. L’attuale
missione profonda che la Soka Gakkai pos-comparsa di persone comuni che praticano
siede sin dal remoto passato. Da allora sono
la via del bodhisattva, che consiste nell’ap-
passati settantacinque anni. prezzamento e nella valorizzazione del po-
tenziale di ogni essere umano, corrisponde
Un movimento popolare globale alla magnifica e dinamica apparizione dei
Mentre festeggiamo ancora una volta il 3 Bodhisattva della Terra nella Cerimonia
maggio, Giorno della Soka Gakkai, vorrei nell’Aria descritta nel Sutra del Loto.

«Così possiamo dire che i bodhisattva che emergono dalla terra sono i bodhisattva dell’insegnamento originale.3
La parola “originale” rappresenta i meriti trasmessi da un passato lontano un numero di kalpa pari alle parti-
celle di polvere di innumerevoli sistemi maggiori di mondi, i meriti che sono senza inizio e senza fine. Questi
bodhisattva possiedono la Legge originale. La Legge originale è Nam-myoho-renge-kyo. […] Accettare e so-
stenere questa Legge originale è espresso con la sola parola “convinzione” o “fede”. La sola parola “fede” è la
spada affilata con cui si affronta e si vince l’oscurità fondamentale o ignoranza fondamentale. Il commentario [di
T’ien-t’ai, Parole e frasi del sutra del Loto] dice: “Fede significa non avere dubbi”. Dovreste riflettere su questo»
(Raccolta degli insegnamenti orali, cfr. BS, 116, 61).

I possessori della Legge originale stica è un Bodhisattva della Terra, uno dei
sin dal remoto passato bodhisattva indissolubilmente uniti al Bud-
Nella Raccolta degli insegnamenti orali (ca- da eterno le cui vite traboccano di «meriti
pitolo quindicesimo, Emergere dalla terra) il che sono senza inizio e senza fine».
Daishonin afferma: «Nichiren e i suoi se- In questo passo si afferma che i Bodhisattva
guaci, che ora recitano Nam-myoho-renge- della Terra «possiedono la Legge origina-
kyo, sono tutti seguaci di questi bodhisattva le», sono i “veri discepoli”4 che hanno ab-
che emersero dalla terra» (Ibidem). Questo bracciato la legge originale di Nam-myoho-
passo è l’importante prova documentaria renge-kyo e hanno fatto voto di dedicare la
che tutti i membri della Soka Gakkai sono vita a propagarla in questo mondo di saha
Bodhisattva della Terra con una suprema pieno di dispute e conflitti.
missione. I Bodhisattva della Terra si sono esercitati
Chiunque decide di diffondere la Legge mi- con diligenza e hanno forgiato la loro deter-

3) L’insegnamento esposto da Shakyamuni dalla prospettiva della sua vera identità di Budda che ottenne l’Illuminazione in
un passato lontano innumerevoli kalpa. Consiste degli ultimi quattordici capitoli del Sutra del Loto, da Emergere dalla terra
(quindicesimo) a Virtù Universale (ventottesimo).
4) In Risposta a Niiama il Daishonin scrive: «Il Budda dichiarò: “[…] Ci sono i miei veri discepoli che ho tenuto nascosti nella pro-
fondità della terra per tanti kalpa quanti i granelli di polvere di innumerevoli sistemi maggiori di mondi. Affiderò [la propagazione]
a loro”. Così dicendo, il Budda nel capitolo Emergere dalla terra convocò il Bodhisattva Pratiche Superiori e gli altri bodhisattva e
affidò loro i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, il cuore dell’insegnamento originale del Sutra del Loto» (RSND, 1, 414).

31
minazione nella pratica buddista sin dal re- alla radice e dona loro una forza illimitata.
moto passato.5 Perciò scelgono volontaria- I Bodhisattva della Terra sorgono energica-
mente di apparire in questo mondo corrotto mente da questo fondamento di tutte le cose,
di saha, vivendo con grande forza interiore in emergono come «esseri maestosi e nobili»
un’epoca in cui predominano i tre veleni. Non (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 227).
vengono contaminati dal fango dell’oscurità Il Daishonin afferma: «“Emergere” [nell’e-
fondamentale o ignoranza, proprio come «il spressione “emergere dalla terra”] significa
fiore di loto nell’acqua» (SDLPE, 306). che al tempo di kosen-rufu gli esseri viventi
In che modo i Bodhisattva della Terra so- di tutto Jambudvipa [il mondo intero] sa-
stengono la Legge originale di Nam-myoho- ranno praticanti del Sutra del Loto» (GZ,
renge-kyo? Lo fanno attraverso la loro fede. 834).7 E misticamente, in questo momento,
Abbracciano fermamente la Legge mistica in tutto il globo stanno apparendo simul-
con una fede libera da dubbi, una fede sem- taneamente praticanti che si dedicano alla
pre al centro della loro vita. «La sola parola grande missione di kosen-rufu: sono i maestri
“fede” è la spada affilata con cui si affronta e e i discepoli della Soka Gakkai.
si vince l’oscurità fondamentale o ignoranza
fondamentale». Incidiamo profondamente La grande nave della Legge mistica
queste parole nella nostra vita. La “spada che solca i mari in tempesta
affilata” della fede è il mezzo che ci permet- Lo scopo della Soka Gakkai è far sì che
te di trionfare in ogni battaglia contro i tre il nostro movimento diventi un “pilastro”
ostacoli e i quattro demoni e i tre potenti ne- della pace mondiale, un “occhio” in grado
mici, e di costruire nel mondo di saha una di vedere il futuro e creare la speranza, una
solida rete di persone dedite a diffondere la “grande nave” compassionevole che accol-
Legge mistica, il grande insegnamento che ga a bordo tutti gli esseri viventi unendo
predica il rispetto della dignità della vita. il mondo, attraversando i mari agitati dei
nostri tempi e scrivendo una nuova pagina
Emergere dal regno della verità di felicità e pace per l’umanità.
fondamentale della vita Con la convinzione di essere «sulla rotta giu-
Il Daishonin osserva che, prima di emergere, sta verso una storica realizzazione»,8 la no-
i Bodhisattva della Terra dimoravano nella stra nave ha intrapreso con entusiasmo il suo
“regione inferiore”, che rappresenta la veri- viaggio pieno di speranza per diffondere gli
tà fondamentale della vita descritta come «le insegnamenti del Daishonin in tutto il globo
profondità della natura del Dharma, l’estrema con «l’albero dell’unico vero insegnamento
regione della sorgente profonda»6 (BS, 116, della Via di mezzo»9 ben saldo al centro.
61). Essa simboleggia un mondo di grande Questa similitudine ha un significato profon-
abbondanza situato “sotto la terra”, che dà do. Se riusciamo a cavalcare i mari in tempe-
vita a tutte le cose e le alimenta, le sostiene sta, alla fine le acque torneranno nuovamen-

5) In Il Generale Tigre di Pietra il Daishonin scrive: «Il Budda Shakyamuni [affidò la missione della propagazione] ai Bodhisattva
della Terra perché questi avevano temprato perfettamente la propria fede» (RSND, 1, 846).
6) T’ien-t’ai, Parole e frasi del Sutra del Loto, vol. 9.
7) Oko Kikigaki (Lezioni trascritte), non compreso in RSND 1 e RSND 2.
8) Un verso della canzone della Soka Gakkai Kofu ni Hashire (Avanti verso kosen-rufu).

32 || buddismo e società | 200 || il buddismo del sole per illuminare il mondo


te calme. Nelle onde turbolente della storia za e minoranza, il sé e gli altri, e così via.
abbiamo constatato il coraggio e la capacità Quando ci attacchiamo a queste dicotomie
dell’umanità di superare le difficoltà. Di fron- tendiamo a preferirne una e rifiutare l’altra.
te ai conflitti e ai disastri naturali sappiamo Ma la visione buddista della Via di mezzo è
ricostruire solidamente la nostra vita. Questa totalmente diversa. Non rifiuta né una cosa
è la resilienza, la forza interiore della gente né l’altra perché entrambe riguardano gli es-
comune. Finché «l’albero dell’unico vero in- seri umani. Il Buddismo autentico è un inse-
segnamento della Via di mezzo» rimarrà sal- gnamento onnicomprensivo, che abbraccia
do, potremo continuare a solcare il mare. tutto. Percorrere il grande cammino della
Via di mezzo significa fare buon uso di qual-
La Soka Gakkai segue il cammino siasi cosa per creare sempre nuovo valore.
della Via di mezzo
La Soka Gakkai seguirà sempre il grande Ciò che conta è il benessere delle persone
cammino della Via di mezzo, perché questa Quando Toda divenne il secondo presi-
è l’essenza del Buddismo. dente della Soka Gakkai, il 3 maggio 1951,
Raccontando il processo con cui aveva otte- infuriava la guerra di Corea. Addolorato
nuto l’Illuminazione, Shakyamuni disse di es- dalle sofferenze che quel conflitto stava
sersi risvegliato alla Via di mezzo che trascen- creando, scrisse per il Daibyakurenge, il
de gli estremi dell’edonismo e dell’ascetismo. mensile di studio della Soka Gakkai, un ar-
In Il conseguimento della Buddità in questa esi- ticolo dal titolo “Kosen-rufu e la guerra di
stenza il Daishonin spiega il vero significato Corea” in cui esprimeva la sua solidarietà
della Via di mezzo: «[La mente o vita] è una alle persone che avevano avuto la vita di-
realtà inafferrabile che trascende sia le paro- strutta dalla guerra. Scriveva: «Mi addolo-
le sia i concetti di esistenza e di non esisten- ra pensare che la guerra abbia provocato a
za. Non è né esistenza né non esistenza, e innumerevoli persone la perdita del marito
tuttavia manifesta le proprietà di entrambe. o della moglie, e che tante di loro siano alla
È la mistica entità della Via di mezzo che è disperata ricerca dei figli o dei congiunti di-
l’unica vera realtà. Myo è il nome dato alla spersi». Invece di argomentare su i pro e i
misteriosa natura della vita» (RSND, 1, 4). contro delle ideologie contrapposte in quel
La Via di mezzo non è uno stato passivo conflitto, la sua unica preoccupazione era
o neutro e nemmeno una condizione inter- la sofferenza degli esseri umani costretti a
media fra due estremi, bensì è il processo di vivere quella tragica situazione.
raggiungimento della Via in accordo con la Toda pronunciò la sua storica Dichiarazione
verità e la ragione. Consiste nel vivere con per l’abolizione delle armi nucleari allo sta-
una visione completa e olistica della vita. dio Mitsuzawa di Yokohama l’8 settembre
Nel nostro mondo vi sono molte dualità: 1957. Anche questa dichiarazione, che con-
esistenza e non esistenza, bene e male, ma- tiene le sue ultime e più importanti istruzio-
terialismo e spiritualismo, capitalismo e ni al Gruppo giovani, rispecchia la saggezza
comunismo, nativi e stranieri, maggioran- della Via di mezzo. Era il tempo della guerra

9) In Una nave per attraversare il mare della sofferenza il Daishonin paragona il Sutra del Loto a una nave che traghetta tutti gli esseri
viventi attraverso il mare delle sofferenze di nascita e morte (cfr. RSND, 1, 30).

33
fredda e ognuno dei due schieramenti giusti- saggezza, è una strada grande e onorevole
ficava con distacco la necessità di possedere che percorrono i campioni e le campionesse
arsenali nucleari. dello spirito. Questa saggezza nasce dal vive-
Toda centrò il cuore della questione – la re secondo il principio di lavorare sempre con
natura demoniaca del potere che minaccia- la gente, tra la gente e per la gente.
va la sopravvivenza della specie umana – e La Via di mezzo è un modo di vivere basato
denunciò come un male assoluto sia le armi sulla convinzione incrollabile della dignità
nucleari sia qualsiasi ragionamento che cer- di tutti e tutte, sull’apprezzamento di ogni
casse di giustificarne l’uso. Constatò anche individuo, sul rimanere sempre saldamen-
come l’unico modo di risolvere radicalmen- te ancorati alla terra delle persone comuni.
te il problema fosse la costruzione di una Perciò è essenzialmente pacifista, rifiuta
solidarietà sempre maggiore fra le persone ogni estremismo violento animato dall’im-
che chiedevano a gran voce la pace. pazienza a favore di un gradualismo tenace
La Via di mezzo non è facile da seguire. È che rispetti la nobiltà degli esseri umani e
cammino arduo che richiede un’immensa un modo di pensare veramente umanistico.

«Il sutra afferma: “Come la luce del sole e della luna può fugare oscurità e tenebre, così questa persona, mentre
passa nel mondo, può liberare gli esseri viventi dall’oscurità” (SDLPE, 377). Considera esattamente ciò che que-
sto passo rivela. “Questa persona, mentre passa nel mondo” significa che i primi cinquecento anni dell’Ultimo
giorno della Legge saranno testimoni dell’avvento del Bodhisattva Pratiche Superiori, che illuminerà l’oscurità
dell’ignoranza umana, delle illusioni e dei desideri con la luce dei cinque caratteri di Nam-myoho-renge-kyo. In
accordo con questo passo, Nichiren, come inviato di tale bodhisattva, ha esortato il popolo del Giappone ad ac-
cettare e sostenere il Sutra del Loto» (Lettera a Jakunichi-bo, RSND, 1, 882).10

Il mondo è il palcoscenico sul quale segnamento che trascende la sfera secolare,


agiscono i Bodhisattva della Terra perché parla di liberarsi da un mondo colmo
Il Daishonin cita un passo del capitolo del di sofferenza e avvolto dall’oscurità dell’i-
Sutra del Loto Poteri sovrannaturali del Tatha- gnoranza, delle illusioni e dei desideri. Ma
gata come prova documentaria del fatto che il Bodhisattva Pratiche Superiori, lungi dal
la sua è la missione del Bodhisattva Pratiche separarsi dalla vita reale, «passa nel mondo»,
Superiori. Particolarmente degna di nota è cioè svolge la sua pratica buddista in mezzo
la frase: «Questa persona, mentre passa nel alle realtà di questo mondo.
mondo, può liberare gli esseri viventi dall’o-
scurità». In altre parole i Bodhisattva della Mettiamo in pratica la fede nella vita
Terra svolgono le loro attività nel mondo quotidiana e il Buddismo nella società
reale e non in qualche regno lontano. Ne Il kalpa della diminuzione il Daishonin scri-
Mentre lo interrogavano in carcere, duran- ve: «Saggio non è chi pratica il Buddismo pre-
te la seconda guerra mondiale, Tsunesaburo scindendo dalle questioni mondane, ma chi
Makiguchi citò questo capitolo del Sutra del comprende perfettamente i princìpi che gover-
Loto e proclamò coraggiosamente la corret- nano il mondo» (RSND, 1, 995), un passo che
tezza del Buddismo di Nichiren. Lo si può Makiguchi aveva sottolineato nella sua copia
trovare scritto nei verbali degli interrogatori. degli scritti del Daishonin. Negli insegnamenti
In genere il Buddismo è considerato un in- e nella pratica del Buddismo troviamo la sag-

34 || buddismo e società | 200 || il buddismo del sole per illuminare il mondo


gezza per guidare le persone alla felicità. Con- re il mondo?».11 Che dichiarazione potente!
siderare il Buddismo e le questioni mondane Nelle nostre lezioni in quella che io chiamo
come due aspetti separati e dare più valore “Università Toda”, spesso il mio maestro af-
all’uno che alle altre non è la Via di mezzo. fermava che era giunto il momento di con-
Noi recitiamo assiduamente davanti al siderare tutte le cose non solo dal punto di
Gohonzon per i problemi che affrontiamo vista del benessere della società ma anche
nella vita e ci impegniamo a fondo per risol- del destino del mondo intero.
verli facendo ricorso a tutto il nostro ingegno.
Quando svolgiamo la pratica buddista con L’incoraggiamento di Toynbee all’azione
tenacia in mezzo alle dure realtà del mondo Nel 1969 ricevetti una lettera in cui l’eminente
e dedichiamo la vita a kosen-rufu, sicuramente storico britannico Arnold J. Toynbee (1889-
la saggezza del Budda sorgerà dentro di noi. 1975) mi chiedeva di partecipare a un dialogo
Coloro che affrontano con coerenza le pro- con lui. Il dialogo, che durò più di quaranta
prie sfide sono persone veramente sagge, che ore e si svolse nell’arco di due anni, fu pub-
vivono in accordo con la Via di mezzo met- blicato in lingua inglese con il titolo Choose
tendo in pratica la fede nella vita quotidiana e Life [Il titolo italiano è Dialoghi. L’uomo deve
il Buddismo in azione nella società. scegliere, n.d.t.]. Sono certo che Toynbee sa-
Il punto focale della frase: «Questa per- rebbe stato lieto di vedere la grande risonan-
sona, mentre passa nel mondo» è il verbo za che quest’opera ha avuto in tutto il mondo.
“passare”, che significa praticare o agire. Un giorno mi citò queste parole del comme-
La pratica di Myoho-renge-kyo, di recitare diografo latino Terenzio: «Uomo sono. Nulla
e diffondere la Legge mistica, si svolge nel di ciò che è umano mi è estraneo».12 Toyn-
mondo reale. Tutto nella vita ha significato e bee considerava l’esperienza di ogni persona
fa parte della pratica buddista per la realizza- come se fosse la propria, non percepiva alcun
zione della nostra rivoluzione umana. individuo come un estraneo e perciò non ri-
«Il Buddismo è un insegnamento per la vita fiutava né ignorava nessuno. Per questo era
quotidiana» diceva Makiguchi, cercando riuscito ad andare oltre la visione eurocen-
di portare la pace spirituale della religione trica della storia e ad adottare una prospet-
nella sua vita personale e nelle sue attività tiva più ampia e senza preconcetti sull’ascesa
sociali. Egli scrisse: «Qual è la ragion d’es- e il declino delle civiltà, scoprendo l’enorme
sere della religione, se non servire alla felici- potere delle persone e delle idee, ciò che egli
tà dell’umanità e rendere il mondo un posto chiamava «i movimenti lenti e profondi che,
migliore? Non c’è forse un valore benefico alla fine, fanno la storia».13 Mentre il nostro
nell’aiutare le persone a diventare felici? dialogo volgeva al termine, mi incoraggiò di-
Non c’è forse un valore morale nel migliora- cendo che la Via di mezzo del Buddismo che

10) Lettera a Jakunichi-bo, datata 1279, era probabilmente indirizzata a un discepolo del Daishonin che risiedeva nella provincia
di Awa al quale venne inviata tramite un altro discepolo di nome Jakunichi-bo.
11) Tsunesaburo Makiguchi, Soka Kyoikugaku Taikei (Il sistema educativo per la creazione di valore, parzialmente tradotto
in italiano come L’educazione creativa) in Makiguchi Tsunesaburo Zenshu (Opere complete di Tsunesaburo Makiguchi), Dai-
sanbunmei-sha, Tokyo, 1982, vol. 5, p. 356.
12) Publio Afro Terenzio, Adelphoe-Heautontimorumenos (Il punitore di se stesso), Mondadori, 2016.
13) Arnold J. Toynbee, Civilization on Trial, Oxford University Press, New York, 1948, p. 213. Ed italiana: A. J. Toynbee,
Civiltà al paragone, Bompiani.

35
io perseguivo era la strada migliore da per- go ha una relazione con me. Basandomi su
correre. Citai queste sue parole alla riunione questa convinzione sono stato in grado di
di fondazione della Sgi a Guam. Mi chiese fare amicizia e di costruire fiducia fra i miei
anche di dare l’avvio a un’ondata di dialogo concittadini globali al di là delle differenze
in tutto il mondo, ed esprimendo la convin- nazionali e politiche, i diversi sistemi di valori
zione che il dialogo svolge un ruolo estrema- e le convinzioni religiose. Adesso dobbiamo
mente importante nel promuovere l’armonia far risplendere ancora di più la Madre Terra
fra le civiltà, le persone e le religioni, mi esor- con il tesoro spirituale del rispetto per la vita
tò, visto che ero ancora giovane, a continuare e per gli esseri umani. Creiamo un pianeta
a impegnarmi per incontrare persone di vari dove tutti gli esseri viventi possano coesistere
paesi, fra cui l’Unione sovietica, gli Stati Uni- in armonia, dove ogni persona sia apprezzata
ti e la Cina. e rispettata e possa godere di pace e felicità.
Toynbee mi affidò il compito di avviare un
vortice di dialogo attraverso la saggezza del- Andiamo dagli amici in difficoltà
la Via di mezzo e aprire così una strada ver- La Soka Gakkai è un castello di persone co-
so l’armonia e la coesistenza. muni, ognuna delle quali ha formulato il voto
E io risposi con le azioni. Non era trascor- di essere una luce di speranza. È una rete di
so molto tempo dalla fine del nostro dialogo individui che lavorano insieme convinti di
che mi recai in rapida successione negli Stati poter creare felicità per sé e per gli altri grazie
Uniti, in Cina e poi in Unione Sovietica. Una alla propria rivoluzione umana. In Lettera a
barriera glaciale e impenetrabile di divisio- Jakunichi-bo il Daishonin scrive: «Coloro che
ni e sfiducia separava questi paesi durante diventano discepoli di Nichiren e credenti
la guerra fredda, e l’antagonismo fra Cina e laici devono rendersi conto della profonda
Unione Sovietica era particolarmente acceso. relazione karmica che condividono con lui e
Quando partii per la Cina dissi a chi mi ave- propagare il Sutra del Loto con il suo stesso
va accompagnato: «Sono arrivato fin qui in- atteggiamento» (RSND, 1, 883).
sieme a persone che erano state disprezzate Superiamo ogni ostacolo o differenza per
come “povere e malate”, senza contare sul andare a trovare un amico o un’amica in
potere o sui soldi». La Soka Gakkai è una difficoltà. Con la gioia che scaturisce da
organizzazione di persone comuni. Ero con- una profonda consapevolezza del legame
vinto che fin quando avessimo mantenuto karmico fra maestro e discepolo, diffondia-
questa solida base, avremmo potuto costrui- mo il Buddismo del sole di Nichiren Dai-
re ponti di amicizia con gli altri, al di là delle shonin fra le persone.
ideologie e dei sistemi politici. Cari amici e care amiche Bodhisattva della
Prima di partire per l’Unione Sovietica, a Terra del XXI secolo, ammirevoli compagni
chi mi chiedeva come mai il leader di un’or- e compagne di fede! È suonata la campana
ganizzazione buddista andasse a visitare un che chiama a un nuovo viaggio per realizzare
paese che rifiutava la religione rispondevo kosen-rufu mondiale e la pace in tutto il globo.
senza esitazione che là c’erano persone e Lavorando insieme in unità, incoraggiamo-
che io desideravo incontrarle. ci a vicenda e progrediamo insieme!
Ovunque vi siano persone, ovunque esse
vivano sul nostro pianeta comune, quel luo- (Traduzione di Marialuisa Cellerino)

36 || buddismo e società | 200 || il buddismo del sole per illuminare il mondo


serie
LA SAGGEZZA Terza parte Brani scelti da testi di Daisaku Ikeda
PER CREARE
LA PACE Kosen-rufu e la pace mondiale selezione e adattamenti a cura della Sgi
E LA FELICITÀ Diciannovesima puntata

Verso il futuro. Conclusioni


Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di dicembre 2017

Questa è la puntata conclusiva della serie La saggezza per creare la pace e


la felicità. Seguono due puntate supplementari, uscite sui numeri di gennaio
e febbraio 2018 di Daibyakurenge, sul Gruppo futuro e sullo studio del Bud-
dismo di Nichiren Daishonin, che saranno pubblicate nella versione online di
questo numero della rivista, accessibile a tutti gli abbonati.

Una nuova serie di Sette campane verso il 2050


Nel 2001 la Soka Gakkai lanciò la seconda serie di Sette campane1, che riguarda sette fasi di sviluppo del movimen-
to di kosen-rufu fino al 2050. In questo messaggio del 2001 per celebrare il 3 maggio, Giorno della Soka Gakkai,
il presidente Ikeda parla del significato delle Sette campane e ribadisce il suo impegno a espandere la rete di cit-
tadini globali della Soka Gakkai e a gettare fondamenta incrollabili per la pace mondiale in questi cinque decenni.

Siamo ripartiti con energia verso il 2030, in cui cadrà il centenario della Soka Gakkai, Da un messaggio
a una conferenza
e ci siamo incamminati verso una nuova serie di Sette campane. Continuiamo la nostra nazionale dei
energica avanzata facendo sì che ognuna di - 3 maggio 2015, fine della seconda campana. responsabili
di prefettura, Tokyo,
queste sette campane e ogni decennio diventi - 3 maggio 2020, novantesimo anniversario 26 aprile 2001
una grande pietra miliare di vittoria e di spe- della Soka Gakkai.
ranza. Prima di tutto miriamo a celebrare con - 3 maggio 2022, fine della terza campana.
successo le tappe da qui al 2030. - 3 maggio 2029 fine della quarta campana.
- 3 maggio 2008, fine della prima campana. - 3 maggio 2030, centesimo anniversario della
- 3 maggio 2010, ottantesimo anniversario Soka Gakkai.
della Soka Gakkai. Il 2050 sarà una doppia pietra miliare in

1) Sette campane: la prima serie di Sette campane indica sette periodi consecutivi, di sette anni ciascuno, di sviluppo della Soka
Gakkai, dal 1930 al 1979. Il 3 maggio 1958, poco dopo la morte del presidente Toda (2 aprile), il presidente Ikeda, allora re-
sponsabile di staff del Gruppo giovani, introdusse questo concetto e annunciò gli obiettivi per i successivi periodi di sette anni.
Il 3 maggio 1966 il presidente Ikeda parlò di una nuova serie di Sette campane che prevedeva si sarebbe svolta nel XXI secolo.
Poi, nel 1978, poco prima della fine della prima serie di Sette campane, parlò ulteriormente di questa seconda serie affermando
che avrebbe avuto inizio il 3 maggio 2001 e sarebbe proseguita fino al 2050. Annunciò anche quattro scopi quinquennali per lo
sviluppo dell’organizzazione nei vent’anni dal 1980 al 2000.

37
quanto celebreremo sia il 120° anniversario Loto e gli scritti di Nichiren Daishonin si
della Soka Gakkai, sia la fine della seconda sarebbero rivelati falsi.
serie di Sette campane. A quel tempo i mem- L’inizio di ogni periodo di settecento anni è
bri della prima classe della Soka University sempre stato un momento in cui proteggere
d’America [inaugurata nel maggio 2001] e gli la linfa vitale dell’insegnamento corretto del
attuali membri dei Gruppi studenti e futuro Buddismo, un compito che si può realizza-
avranno circa l’età che ho io adesso. Far cre- re solo con una battaglia di fede colossale.
scere i giovani significa creare un futuro nuo- Il Daishonin cita un passo del Sutra del
vo. Attendo con impazienza di vedere i vivaci Nirvana nel quale si afferma che settecen-
contributi che i giovani uomini e le giovani to anni dopo la morte di Shakyamuni il Re
donne forniranno in ogni campo della società. demone assumerà la forma di un sant’uomo
In Ripagare i debiti di gratitudine il Daishonin o di un Budda e cercherà di distruggere gli
scrive: «Se la compassione di Nichiren è insegnamenti buddisti corretti.2
veramente grande e omnicomprensiva, Per lo stesso principio, settecento anni dopo
Nam-myoho-renge-kyo si diffonderà per la morte del Daishonin i preti corrotti con i
diecimila anni e più, per tutta l’eternità» loro complotti hanno svolto la funzione del
(RSND, 1, 658). Tutti avete la nobile mis- Re demone per distruggere l’insegnamento
sione di essere la fonte dalla quale kosen-rufu corretto del Buddismo. Ma la Soka Gakkai si
scorrerà fino al lontano futuro. è battuta contro di loro e ha vinto.
Nichiren Daishonin apparve nel mondo circa Con un’unità di intenti ancora più forte,
settecento anni dopo l’arrivo del Buddismo in che tutti considerano un modello, ora all’i-
Giappone dalla Corea, ed erano passati an- nizio del XXI secolo suoniamo con fiducia
che settecento anni dall’epoca del Gran Mae- una nuova serie di Sette campane.
stro T’ien-t’ai in Cina. Scrive: «Adesso, più di La Soka Gakkai ha concluso con grande
settecento anni dopo che il Buddismo è stato successo la prima serie di Sette campa-
introdotto in Giappone, […] la grande Legge ne che ha avuto inizio con la fondazione
mai udita nelle ere precedenti si sta propa- dell’organizzazione nel 1930. E l’anno scor-
gando in questo paese e tutte le persone, an- so, nel 2000, abbiamo celebrato il suo 70°
che quelle dell’India, della Cina e dell’intero anniversario. In tutta onestà possiamo dire
paese di Jambudvipa, potranno conseguire la che in questi settant’anni di lotte vittoriose
Buddità! È meraviglioso!» (L’insegnamento, la si sono condensati settecento anni di storia.
pratica, la prova, RSND, 1, 429). Il Daimoku che i nostri membri hanno re-
La Soka Gakkai fu fondata circa settecento citato in questi sette decenni, il numero di
anni dopo l’inizio della lotta intrapresa dal persone che hanno aiutato a formare un
Daishonin per propagare la Legge mistica legame con il Buddismo di Nichiren e la
e adesso sta realizzando concretamente la fortuna che hanno accumulato sono vera-
sua profezia di kosen-rufu mondiale. Se non mente astronomici.
fosse stato per la Soka Gakkai, il Sutra del Oggi nella Soka Gakkai, colma di un’ener-

2) In Ripagare i debiti di gratitudine il Daishonin cita un passo del Sutra del Nirvana: «Il Budda annunciò a Kashyapa: “Dopo che
sarò entrato nel nirvana […] questo re demone […] cercherà col tempo di distruggere il mio corretto insegnamento […]. Egli
assumerà l’aspetto di un arhat o di un Budda. Il Re demone, sebbene sia ancora soggetto all’illusione, assumerà le sembianze di
un uomo che si è liberato dall’illusione e cercherà di distruggere il mio corretto insegnamento”» (RSND, 1, 649).

38 || buddismo e società | 200 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte: kosen-rufu e la pace mondiale | diciannovesima puntata
gia infinita, brillano tantissime persone ca- Quando ognuno e ognuna di noi si risve-
paci. Cominciamo adesso una nuova serie glierà profondamente a questa missione
di Sette campane con lo sguardo puntato al suoneranno le campane della pace. Se per-
2050. Sarà un tempo in cui espandere ulte- severiamo nella nostra sincera battaglia
riormente il nostro movimento di cittadini spirituale, le campane che proclamano la
globali e costruire fondamenta incrollabili vittoria della giustizia faranno udire i loro
per la pace in Asia e in tutto il mondo. rintocchi in lungo e in largo.

Fare del rispetto della dignità della vita la tendenza


dominante del XXI secolo
Un mese dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001, Ikeda sottolinea che il dialogo è l’unica strada sicura
per far sì che il rispetto della dignità della vita si affermi come tendenza dominante del XXI secolo.

Il futuro dell’umanità è ancora in pericolo. L’unico e vero modo per aprire un varco Da un discorso
a una riunione
nell’oscurità è che siano gli esseri umani stessi a cambiare. Con la nostra grandiosa dei responsabili di
visione del XXI secolo suoniamo con co- l’unione tra persone al di là dei pregiudizi e Centro della Soka
stanza e determinazione, una dopo l’altra, delle differenze nazionali ed etniche, come Gakkai, Tokyo,
11 ottobre 2001
le campane della pace eterna e di kosen-rufu! avviene nella Sgi, è davvero un esempio di
Un mondo pacifico in cui tutta l’umanità viva un ideale del genere. Guardate anche solo la
insieme in armonia è il sogno del XXI seco- riunione internazionale che stiamo tenendo
lo. Il passo più certo verso la realizzazione di qui oggi, con così tanti amici e amiche di
questo scopo è che gli esseri umani inizino a paesi diversi. Non dobbiamo fare altro che
dialogare fra loro, al di là di ogni differenza. espandere questo processo promuovendo
Nel trattato del Daishonin Adottare l’insegna- dialoghi per la pace in tutto il mondo, co-
mento corretto per la pace nel paese c’è una frase municando, come stiamo facendo, con per-
chiave: «Ora che voi siete qui possiamo […] sone di culture e tradizioni diverse.
discutere a fondo questi problemi» (RSND, Personalmente ho svolto più di 1.500 dia-
1, 7). Il padrone di casa sta invitando l’ospite loghi con importanti studiosi di vari paesi
a dialogare con lui. Il Daishonin ha sempre del mondo, a partire da quello con lo stori-
attribuito un immenso valore alla comunica- co britannico Arnold J. Toynbee. Inoltre,
zione diretta e il trattato stesso è strutturato i miei dialoghi con circa 40 di queste per-
sotto forma di dialogo fra il padrone di casa sone sono stati già pubblicati o stanno per
e il suo ospite. esserlo, con l’obiettivo di alimentare un’in-
Questo scritto è il punto di partenza per la tesa a livello internazionale.
pace. Si dice che il Buddismo di Nichiren ini- Il movimento per la pace della Soka Gakkai
zi e finisca con quest’opera così importante, si sta impegnando per affermare, attraverso il
di cui il dialogo è la spina dorsale. È attra- dialogo, la filosofia del rispetto della dignità
verso il dialogo da persona a persona che gli della vita come base spirituale del XXI se-
individui creano legami di autentica fiducia. colo. I dialoghi che conduciamo ogni giorno
Nella forza militare o nella coercizione po- sono importanti. Spero che continuiate a por-
litica non si trova alcuna soluzione, mentre tarli avanti con orgoglio e la massima fiducia.

verso il futuro . conclusioni | 39


Determinazioni per il futuro fino al XXIII secolo
Il presidente Ikeda esprime le sue speranze e la sua visione riguardo allo sviluppo del movimento di kosen-rufu
dal XXI secolo in poi, fino al XXII e al XXIII secolo. E spiega che non si tratta di “profezie” ma di determinazioni
personali per la realizzazione di un mondo in cui prevalgano il rispetto per la dignità della vita e una pace duratura.
Da un discorso Il nostro sguardo è puntato sul XXI, XXII, XXIII secolo e sull’eterno futuro dell’Ulti-
a una conferenza
di rappresentanti del
mo giorno della Legge. La prima metà del XXI secolo sarà caratterizzata dalla seconda
Kansai, Osaka, serie di Sette campane. Immagino che sarà scaturiscono dalla mia sincera preghiera per
17 maggio 1997
un tempo in cui consolidare le basi della pace la pace mondiale. Kosen-rufu è un’impresa a
in Asia e in tutto il mondo. Guardando oltre, lungo termine che si spinge fino all’eterno
alla seconda metà del XXI secolo, con lo sco- futuro dell’Ultimo giorno della Legge; per-
po di farne un “secolo della vita”, confido che ciò la maniera corretta di procedere consiste
il rispetto per la dignità della vita diverrà lo nello sfidarsi per vincere nel presente, man-
spirito fondamentale dell’epoca e del mondo. tenendo nel contempo la visione lungimiran-
A questo punto, avendo un’idea abbastan- te di ciò che sarà fra cinquanta o cento anni.
za chiara di come kosen-rufu si svilupperà nel Attualmente sto compiendo vari passi mi-
XXI secolo, vorrei rivolgere la mia attenzio- rati al futuro lontano. Come sarà il futuro?
ne al XXII. Durante la prima metà di que- Nessuno può saperlo. Ma ciò che sappiamo
sto secolo mi aspetto che vengano gettate è che gli effetti che appariranno nel futuro
fondamenta indistruttibili per una durevo- sono contenuti nelle cause che poniamo nel
le pace mondiale. E su queste basi prevedo presente. Perciò è importante alzarci in pie-
che nella seconda metà del secolo ci sarà una di con un nobile intento nel cuore e non farci
brillante fioritura di cultura umana. sviare dalle circostanze immediate.
Nella metà del XXIII secolo saranno trascor- Impegnandoci per kosen-rufu con convinzio-
si mille anni dalla fondazione del Buddismo ne incrollabile in realtà noi tutti stiamo già
di Nichiren (1253) e penso che inizierà una costruendo il XXI, il XXII e il XXIII secolo.
nuova brillante fase del nostro movimento. Stiamo incidendo nella nostra vita le cause
Ovviamente queste non sono “profezie”, ma che in quel tempo futuro ci permetteranno
piuttosto determinazioni per il futuro che di unirci nuovamente alla lotta per kosen-rufu.

Stare sempre dalla parte della gente


Parlando della loro visione del futuro, il presidente Ikeda e lo storico britannico Arnold J. Toynbee concordano
sul fatto che l’umanità dovrebbe seguire la strada della Via di Mezzo.

Dalla serie Imparare Ho avuto varie occasioni di dialogare con il grande storico britannico Arnold Toynbee
dal Gosho, pubbli-
cata in giapponese
nella sua casa di Londra, tra il 1972 e il 1973. All’inizio della nostra conversazione il suo
nel marzo 2015 sguardo gentile si illuminò improvvisamen- Quando ci incontrammo, Toynbee aveva 84
te ed egli esclamò con entusiasmo: «Signor anni e io 45. Conducemmo un dialogo franco
Ikeda, era tanto tempo che aspettavo questa e sincero su come superare l’egocentrismo, i
occasione. Sono molto preoccupato, come lei, limiti del nazionalismo e molte altre questioni
di ciò che accadrà molto tempo dopo che lei, importanti che l’umanità deve affrontare.
e certamente io, non saremo più al mondo!». Verso la fine del nostro dialogo, nel 1973,

40 || buddismo e società | 200 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte: kosen-rufu e la pace mondiale | diciannovesima puntata
gli chiesi se avesse qualche consiglio da Adesso sono trascorsi più di dieci anni dall’i-
dare a me personalmente. Dopo aver pre- nizio del XXI secolo e le sue parole rivestono
messo che sarebbe stato piuttosto “imperti- un peso ancora maggiore. Più i tempi si fanno
nente” da parte sua dare suggerimenti a me confusi, più urgente è la necessità della Via di
perché lui era un accademico e io un uomo mezzo, in cui non si perde mai di vista ciò che
d’azione, proseguì: «Penso che siamo d’ac- è davvero fondamentale e importante.
cordo su ciò che un essere umano dovrebbe Umanesimo buddista significa stare sem-
fare della vita. Come lei stesso ha afferma- pre dalla parte della gente. Questo è il vero
to, la strada da seguire è la Via di mezzo». cammino del Buddismo di Nichiren.
La Via di mezzo è la via dell’umanesimo Adoperarsi per la felicità degli altri e dare
basato sul principio buddista del rispetto sinceramente valore alla persona che ab-
della dignità della vita. Significa assume- biamo di fronte richiede una fede senza
re un approccio graduale andando sempre limiti nel supremo potenziale positivo che
avanti con la gente e per la gente. esiste in ogni individuo. Questa fede e que-
Toynbee continuò: «Sono certo che la Soka sta convinzione sono le forze trainanti per
Gakkai sta guardando molto avanti. Ed è costruire una rete di speranza e aprire la
qualcosa che tutti dovremmo fare». strada a un futuro più luminoso.

Per mancanza di spazio abbiamo qui omesso il paragrafo “Per sempre uniti dal grande voto di kosen-rufu”, mes-
saggio per la cerimonia di Gongyo in occasione del Giorno della Soka Gakkai il 18 novembre 2013, già pubblicato
su Il Nuovo Rinascimento n. 527 del 15 gennaio 2014. Il brano sarà comunque presente sul sito della rivista e
accessibile a tutti gli abbonati.

Fate della vostra vita un faro


Nel messaggio inviato per un simposio in onore dell’eredità spirituale di Martin Luther King e di Gandhi presso il Mo-
rehouse College di Atlanta, una scuola riservata ai neri in cui King si laureò, il presidente Ikeda, riferendosi al famoso
discorso di King «Io ho un sogno», affida il principio del rispetto della dignità della vita alle generazioni future.

Il primo e il secondo presidente della Soka Gakkai furono imprigionati per la loro oppo- Da un messaggio
per la “Domenica del
sizione al governo fascista durante la seconda guerra mondiale. Complici di tale azione millennio: un incontro
repressiva furono i preti corrotti che tradiro- il mondo dall’infelicità. Per tutta la vita fu di consapevolezza
spirituale”,
no lo spirito del Buddismo. A causa di questa il più grande alleato dei poveri e dei malati. presso la Cappella
internazionale
persecuzione il nostro primo presidente morì Durante la guerra fredda, caratterizzata da Martin Luther King Jr.,
in carcere; il secondo ne uscì dopo aver resi- aspre divisioni, sostenne l’ideale della citta- Morehouse College,
Atlanta, Georgia,
stito per due anni e diede inizio a un movi- dinanza globale e dell’abolizione delle armi 2 aprile 2000
mento mirato a sviluppare la coscienza spiri- nucleari. Nei quarantadue anni dalla sua
tuale del popolo giapponese nel dopoguerra. morte ho dedicato la mia vita a far sì che il
Oggi, 2 aprile, è l’anniversario della morte suo sogno diventasse realtà.
del mio maestro, il nostro secondo presiden- La relazione umana fondamentale, e la più
te. Il mio maestro aveva un sogno: liberare nobile, è quella che unisce i successori di

verso il futuro . conclusioni | 41


una nobile tradizione spirituale. Anche gli della vigliaccheria e intraprendete qualcosa
animali hanno relazioni simili alle nostre fra di nuovo. Solo nell’azione c’è crescita spiri-
genitori e figli, fratelli e sorelle, marito e mo- tuale. Solo nella crescita spirituale si trova
glie, alleati o amici. Ma la relazione fra mae- la felicità. La felicità non si può comprare».
stro e discepolo, fra successori spirituali, esi- Diciamo loro: «Non dovete mai dimentica-
ste solo tra esseri umani. re! Non dimenticate mai le persone che vi
È con questo in mente che vi chiedo di hanno preceduto, che hanno tenuto alta la
unirvi a me nel trasmettere un messaggio ai fiaccola della speranza durante la notte più
nostri successori, ai bambini e alle bambi- buia e sono cadute lungo la strada. Non
ne: «Io ho un sogno! Se avete un sogno, un dimenticate che le generazioni precedenti
giorno lo realizzerete!». hanno lottato a beneficio di coloro che han-
Diciamo ai nostri bambini: «Superate ogni no sofferto prima di loro e anche per il vo-
ostacolo e andate avanti! Voi avete l’energia stro bene, per i loro figli, nipoti e per tutti
e la missione per fare del mondo un posto mi- quelli che sarebbero venuti nel futuro».
gliore. Quando ve ne renderete conto tutte le Diciamo ai nostri bambini: «Ciò che rende-
vostre qualità sbocceranno completamente e rebbe maggiormente felici i vostri predeces-
sarete sorpresi di quanto siete diventati forti». sori è che voi portiate avanti la loro battaglia,
Diciamo loro: «Resistete e opponetevi al lottando per la felicità delle generazioni futu-
male. Dite no alle droghe, alla violenza e alle re come hanno fatto loro, prendendovi cura
tentazioni distruttive. Solo quando rispettate e agendo per coloro che stanno soffrendo.
e amate voi stessi otterrete il rispetto degli al- Quando farete ciò capirete perché i vostri
tri. Solo quando vi prendete cura di voi pote- predecessori sono riusciti comunque a vive-
te prendervi cura degli altri». re con fierezza anche in mezzo a crudeltà e
I bambini e le bambine sono gli inviati del menzogne. Capirete perché non hanno mai
futuro. Parlare con i bambini significa par- rinunciato ai loro sogni, nonostante siano sta-
lare con il futuro. I loro problemi saranno ti traditi. Inizierete a capire perché sono ri-
diversi da quelli della nostra generazione, masti in piedi e hanno proseguito la loro mar-
forse non riusciamo nemmeno a immagi- cia incuranti delle pietre e delle fucilate. Era
narceli. Perciò sosteniamoli e diamo loro per potervi offrire un futuro meraviglioso!».
una mano in modo che possano alzarsi in E infine diciamo ai nostri bambini: «Ama-
piedi e camminare con coraggio. te la gente! Abbiate una vita splendida!
Diciamo loro: «Rimanere in silenzio davan- Fate della vostra vita un faro che illumini
ti al male significa esserne complici. E non l’oscurità davanti a voi. Siate una guida
fare il bene produce lo stesso risultato che che indica la strada alle generazioni futu-
fare il male. Ogni volta che vedete il male re. Lavorate insieme per creare il mondo
e fate finta di niente permettete a un’altra del XXI secolo, un mondo senza omicidi
erbaccia di mettere radici. Escludere gli e stragi, una società in cui nessuno venga
altri è violenza. Anche essere indifferenti trascurato o lasciato indietro. Costruite un
davanti alle ingiustizie è violenza». monumento di realizzazione che risplenda
Diciamo loro: «Non vi adagiate! Esprimete della luce della fratellanza umana».
l’empatia e l’umanità di cui siete dotati. Agi-
te! Liberatevi dalle catene della pigrizia e (Traduzione di Marialuisa Cellerino)

42 || buddismo e società | 200 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte: kosen-rufu e la pace mondiale | diciannovesima puntata
Bimestrale dell’Istituto Buddista
Italiano Soka Gakkai
numero 200 - maggio/giugno 2020

Direttore Alberto Aprea


Direttrice editoriale Anna Conti
Direttrice responsabile Maria Lucia De Luca
In redazione Marina Marrazzi

Redattori
Roberto Carvelli, Alessandra Fornasiero,
Mirko Lugli, Gianna Mazzini, Monica Piccini,
Lodovico Prola, Manuela Vigorita

Progetto grafico e impaginazione


Cristina Canestrelli, Francesca Dalle Mulle,
Daniele Novarini, Sabrina Taddei

Correzione di bozze
Carla Celani, Federica Tagliani,
Letizia Vitagliani

Fotografi
Arnaldo Albertoni, Fulvia Bernacca,
Simona Caleo, Raffaela Conti, Fabrizio
Farese, Jessica Guidi, Omar Kheiraoui,
Rosapaola Lucibelli, Mauro Petito,
Andrea Sabatello, Eva Tomei

Hanno collaborato a questo numero


Arianna Albertoni, Marialuisa Cellerino,
Maria Cristina Fraddosio, Paolo Napoli

Progetto grafico e copertina


Sabrina Taddei

Illustrazioni
Valeria Gasparrini

Foto
Copertina: Arnaldo Albertoni

Redazione: Via Tiburtina 1321


00131 Roma tel. 06.872861
Finito di stampare
nel mese di marzo 2020
presso la tipografia TMB Stampa s.r.l.,
[Link] Alexandre Gustave Eiffel 100,
00148 Roma
Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione
Iscritto al n. 3506 dei registri della stampa
del tribunale di Firenze l’8-10-1986

Euro 3,50
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Informativa sulla riservatezza ai sensi del D. [Link] 196/2003.


L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, proprietario
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I dati verranno com unicati esclusivamente nell’ambito
dell’Istituto per le sole finalità di abbonamento e
distribuzione della rivista. Gli abbonati che hanno conferito
i propri dati potranno esercitare i diritti di cui all’art. 7 del
D. [Link] 196/2003.
Queste non sono “profezie”,
ma piuttosto determinazioni per il futuro
che scaturiscono dalla mia sincera preghiera
per la pace mondiale.

Kosen-rufu è un’impresa a lungo termine


che si spinge fino all’eterno futuro
dell’Ultimo giorno della Legge; perciò
la maniera corretta di procedere consiste
nello sfidarsi per vincere nel presente,
mantenendo nel contempo la visione
lungimirante di ciò che sarà fra cinquanta
o cento anni.

Come sarà il futuro? Nessuno può saperlo.

Ma ciò che sappiamo è che gli effetti


che appariranno nel futuro sono contenuti
nelle cause che poniamo nel presente.
Perciò la cosa importante è alzarci in piedi
con un nobile intento nel cuore e non farci
sviare dalle circostanze immediate.

(Daisaku Ikeda)

pubblicazione a stampa: ISSN 1591-9919


pubblicazione online: ISSN 2465-1869

IN CASO DI MANCATO RECAPITO


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2 000026 012009 Poste italiane spa - spedizione in abbonamento postale D.L. 353/03

conv. L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 2, DCB Firenze

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