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Per La Pace, La Cultura e L'educazione: APRILE 2025

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Enrico Mele
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| per la pace, la cultura e l'educazione

APRILE 2025 255


IL VOSTRO SGUARDO SUL 2025 Foto di Luca Porcheri

“Anno in cui volare ancora più in alto per una Soka Gakkai
giovane in tutto il mondo”.

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sommario
In questo numero
BUDDISMO E SOC IETÀ | 25 5 A P R I L E 2 02 5

editoriale

4
Impegniamoci nel dialogo
«Il nostro movimento non tiene conto della posi-
zione sociale o della fama, dei titoli accademici o
pieni di coraggio e convinzione della reputazione. Noi dialoghiamo con gli altri ed
di Minoru Harada espandiamo i legami di amicizia come nobili persone
comuni, e così apriamo la strada a kosen-rufu». Il pre-
speciale
sidente della Soka Gakkai Minoru Harada sottolinea

6 con queste parole, nell’Editoriale, la peculiarità del


nostro impegno per la costruzione della pace.
ESSERE GUERRA Una modalità evidenziata ripetutamente nelle pagine
ESSERE PACE dello Speciale “Essere guerra essere pace”, che cer-
8 Un impegno dichiarato
intervista a Riccardo Zucchi, rettore dell'Università di Pisa ca di affrontare le mutevoli dinamiche geopolitiche
10 Nella dicotomia amico/nemico scelgo di essere pace attuali riaffermando con chiarezza i punti di forza
13 Per proteggere la speranza su cui fa leva il Buddismo: il rispetto per la vita, la
intervista a Gloria Volpe, operatrice dei Corpi Civili di Pace
pratica del dialogo, la fiducia nel potenziale illimitato
15 Sotto le bombe, incredibili legami umani
intervista ad Alessandro De Piaggi, degli esseri umani. Riportando testimonianze di per-
tecnico elettronico elicotterista dell'esercito italiano sone impegnate sul campo e l’Intervista a Riccardo
18 La sfida rivoluzionaria della gente comune Zucchi, rettore dell’Università di Pisa, il primo ateneo
20 La pace che entusiasma
in Italia a sancire nel suo Statuto il rifiuto di accettare
rileggendo Guerra e pace di Lev Tolstoj
22 Impedire l’uso delle armi nucleari progetti di ricerca vòlti allo sviluppo di armamenti.
come passo verso la pace mondiale Nella rubrica Chiavi di (s)volta si affronta il tema
Dichiarazione del Comitato per le prospettive globali
della paura attraverso brevi e incoraggianti scritti
della SGI, 15 gennaio 2025
di Daisaku Ikeda indirizzati ai giovani, mentre nello
rubriche Studio mensile si approfondisce il Gosho L’inverno si
trasforma sempre in primavera: «La chiave per vince-
28 re nella vita – spiega Sensei – sta nell’intensità con cui
CHIAVI DI (S)VOLTA combattiamo durante il nostro inverno, nella saggez-
Senza paura non c'è coraggio
za con cui affrontiamo quei momenti e nel significato
serie che sappiamo attribuire a ogni singolo giorno, vissu-

30 to nella certezza che la primavera alla fine arriverà».


E anche Gomma e Carboncino affrontano il gelido
LA VITA DI NICHIREN
undicesima puntata freddo invernale sciogliendo la neve e il ghiaccio con
Abbandonare il transitorio e rivelare l’originale un cuore caldo e coraggioso.
Ricordiamo infine agli abbonati e alle abbonate che
studio
a partire da questo numero Buddismo e società e NR
32 Selezione vengono spedite con il servizio “Premium”
LO STUDIO MENSILE di Poste Italiane.
aprile | L'inverno si trasforma sempre in primavera
lezione di Daisaku Ikeda
Legenda
RSND: Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin,
rubriche ed. Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
GZ: Nichiren Daishonin Gosho Zenshu, ed. Soka Gakkai (in giapponese)

42 SDLPE: Il Sutra del Loto, nuova edizione completa


di prologo ed epilogo, Esperia, 2014
PER I BAMBINI E LE BAMBINE MDG: D. Ikeda, Il mondo del Gosho, Esperia
LE AVVENTURE DI GOMMA E CARBONCINO SSDL: D. Ikeda, La saggezza del Sutra del Loto, Esperia
RU: D. Ikeda, La rivoluzione umana, Esperia
Il gelido inverno da attraversare
NRU: D. Ikeda, La nuova rivoluzione umana, Esperia
storia ispirata alla lezione dello studio mensile
BS: Buddismo e società
NR: Il Nuovo rinascimento
editoriale

IMPEGNIAMOCI NEL DIALOGO


PIENI DI CORAGGIO
E CONVINZIONE

D I M I N O R U H A R A DA | presidente della Soka Gakkai Daibyakurenge | m a r z o 2 0 2 5

Il nostro movimento non dà importanza alla fama o alla posizione sociale. L'impegno per realizzare
un profondo cambiamento nel genere umano affinché, come sosteneva lo storico Arnold J.
Toynbee, sia garantita la sua sopravvivenza, è portato avanti da persone comuni che sperimenta-
no e condividono la via della rivoluzione umana attraverso legami di rispetto e amicizia

Nichiren Daishonin dichiarò: «Myo significa rivitalizzare, rivitalizzare significa ritornare a vive-
re» (Il Daimoku del Sutra del Loto, RSND, 1, 132).
I membri della nostra famiglia Soka del Tohoku, che hanno affrontato con spirito resiliente la
devastazione del terremoto e dello tsunami di quattordici anni fa, sono davvero l’esemplifi-
cazione di queste parole del Daishonin, così come ogni compagno e compagna di fede che
continua ad andare avanti senza lasciarsi sconfiggere dalle avversità. La Legge mistica risve-
glia la forza illimitata insita negli esseri umani. I profondi insegnamenti del Budda prendono
vita attraverso coloro che ne incarnano l’essenza. Ecco perché i nostri preziosi amici Soka, che
praticano in accordo con gli insegnamenti del Budda, sono le persone più degne di rispetto.
Nella sua ultima lezione sui passi chiave da La raccolta degli insegnamenti orali, il presidente
Ikeda afferma con grande convinzione: «Il principio che “le persone comuni sono identiche al
più alto livello dell’essere” (BS, 110, 49) definisce la vera natura del Budda dell’Ultimo giorno
della Legge affermando che i Budda autentici non sono esseri sovrumani» (BS, 251).
Il dibattito di Otaru,1 di cui l’11 marzo ricorre il settantesimo anniversario, è uno dei risultati
storici che dimostrano questa verità: le persone comuni sono davvero estremamente nobili
e degne del massimo rispetto.

Le nobili e preziose persone comuni


Una compagna di fede del Gruppo donne della Soka Gakkai aveva sfidato senza paura i
preti arroganti della Nichiren Shu (la scuola Minobu del Buddismo di Nichiren) sostenendo
la giustizia e difendendo il corretto insegnamento del Buddismo. Ciò alla fine aveva portato
al dibattito di Otaru. Una volta ho avuto l’opportunità di incontrare questa compagna di fede.

4 || buddismo e società | 255 || rubriche | editoriale


Proveniva da un umile villaggio di pescatori, nella prefettura di Aomori, ed era una persona
semplice e modesta.
Il presidente Toda aveva affidato interamente il dibattito al Gruppo giovani guidato da Daisaku
Ikeda. Sul fronte opposto, a rappresentare la Nichiren Shu vi erano professori universitari che
erano anche preti ufficialmente registrati. Al contrario i rappresentanti della Soka Gakkai non
avevano alcun titolo.
Tuttavia la dichiarazione di apertura piena di convinzione e risolutezza di Ikeda Sensei, che
faceva da moderatore per conto della Soka Gakkai, determinò fin dall’inizio le sorti del dibat-
tito, che si concluse con una clamorosa vittoria per la Soka Gakkai. Da quel momento i nostri
membri dell’Hokkaido hanno realizzato una crescita notevole.
Come dimostra il dibattito di Otaru, la storia della Soka Gakkai è una magnifica e spettaco-
lare cronaca di rinascita e di vittoria delle persone comuni. Il nostro movimento non tiene
conto della posizione sociale o della fama, dei titoli accademici o della reputazione. Noi dia-
loghiamo con gli altri ed espandiamo i legami di amicizia come nobili persone comuni, e così
apriamo la strada a kosen-rufu. Questo spirito rispecchia l’approccio del presidente Ikeda al
dialogo. Anche quando si rivolgeva a pensatori e leader mondiali non si comportava mai in
modo altezzoso né troppo formale. Al contrario, trasmetteva lo spirito del Buddismo come
parte del flusso naturale della conversazione.
Nella prefazione al loro dialogo, pubblicato cinquant’anni fa, l’eminente storico britannico
Arnold J. Toynbee (1889-1975) spiegò chiaramente che sia lui sia il presidente Ikeda credeva-
no che l’umanità dovesse fare profondi cambiamenti al fine di garantire la propria sopravvi-
venza. I dialoghi portati avanti dai membri della Soka Gakkai di tutto il mondo costituiscono
la strada diretta verso la rivoluzione umana per sé e per gli altri. Facendo ardere nel nostro
cuore coraggio e convinzione, anche oggi impegniamoci attivamente nel dialogo.

1) Dibattito di Otaru: dibattito pubblico tra i rappresentanti della Soka Gakkai e i sacerdoti della Nichiren Shu (la
scuola Minobu del Buddismo di Nichiren), tenutosi presso la sala civica Otaru nella città omonima, in Hokkaido, l’11
marzo 1955. Il dibattito fu vinto dalla Soka Gakkai, con il giovane Ikeda nel ruolo di moderatore.

5
6 || buddismo e società | 255 || speciale || essere guerra essere pace |
Non è facile parlare di “pace”.
E anche la “guerra”, insieme a tutti i suoi corollari, assume oggi valenze sempre più complesse
e sconcertanti perché, per la prima volta nella storia recente, la sua logica prepotente si mostra
senza veli in tutta la sua violenta oscenità.
Le dinamiche geopolitiche che di settimana in settimana stanno ridisegnando spazi, confini,
intenzioni ed equilibri rendono confuso e difficilmente decifrabile il quadro del mondo e ci im-
pongono di rivolgere l’attenzione su altre “geografie”, più interne alle persone e alle società.
Come questi visi dipinti, che esprimono esterrefatti sulla propria pelle i moti contrastanti
dell’animo, ci ritroviamo a fare i conti con le nostre emozioni, convinzioni, paure, rilanci.
Negli articoli che seguono cerchiamo di tracciare una strada, tenendo saldi e affermando con rin-
novata chiarezza i punti di forza che ci ispira il Buddismo: il rispetto assoluto per la vita, la pratica
del dialogo, la fiducia incondizionata nelle potenzialità degli esseri umani.

Apriamo con un’intervista a Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa, ateneo che ha re-
centemente inserito nel suo Statuto il rifiuto di accettare qualsiasi progetto di ricerca legato
agli armamenti.
Segue una riflessione sulla dicotomia amico-nemico, di cui si alimenta la guerra, e sui possibili
antidoti che il Buddismo offre per ribaltare una simile dialettica autoritaria.
Abbiamo dato quindi spazio ad alcune testimonianze sul campo di chi, quotidianamente, si
trova a confrontarsi con la sfida di creare la pace in contesti di guerra e conflitti. Presentia-
mo infine un articolo sulla visione umanistica di Daisaku Ikeda, che considera determinante e
imprescindibile il ruolo delle persone comuni nella costruzione di una società pacifica, e una
recensione del celebre romanzo Guerra e pace di Lev Tolstoj, molto caro ai nostri maestri.
Lo speciale si conclude con una Dichiarazione del Comitato per le prospettive globali della Soka
Gakkai Internazionale del 15 gennaio 2025 dal titolo: “Impedire l’uso delle armi nucleari come
passo verso la pace mondiale”.

7
UN IMPEGNO DICHIARATO
INTERVISTA A RICCARDO ZUCCHI,
RETTORE DELL'UNIVERSITÀ DI PISA
L'Università di Pisa «non sostiene e non partecipa ad alcuna attività finalizzata
alla produzione, allo sviluppo e al perfezionamento di armi e sistemi d’arma da
guerra». Con questa recentissima modifica al proprio Statuto, l'ateneo si pone
all’avanguardia nel panorama accademico italiano, ribadendo la propria missione
educativa e culturale e promuovendo una ricerca e un’innovazione al servizio del-
la società, rispettosa dei diritti umani e dell’ambiente. Ne parliamo con il rettore
Riccardo Zucchi.

Perché l’Università di Pisa, nonostante avesse la È una sorta di “dichiarazione di pace” in linea con
prassi consolidata di non accettare progetti di ricer- l’articolo 11 della Costituzione, secondo cui l'Italia
ca vòlti allo sviluppo di armamenti, proprio ora ha ripudia la guerra?
sancito nero su bianco il rifiuto alla collaborazione Certamente. Ed è in linea con il vero spirito e la vera
con ricerche in tale ambito? tradizione delle università, che nascono sulla base
È stata la conclusione di un processo cominciato l’an- della fiducia nella ragione come strumento per ana-
no scorso a seguito degli eventi tragici che tutti cono- lizzare e comprendere il mondo. E la ragione esiste
sciamo: la guerra in Ucraina e poi l’attacco di Hamas a incarnata nella persona umana. Fiducia nella ragione
Israele, la reazione israeliana, la strage a Gaza. Abbiamo vuol dire quindi attribuire un valore assoluto alla per-
innanzitutto chiarito l’impegno per la pace del nostro sona umana in quanto tale.
ateneo, unendo la nostra voce alle molte che in tutto
il mondo reclamavano il cessate il fuoco, la liberazione Su alcuni giornali vi hanno accusato di “pacifismo
degli ostaggi, un impegno verso una soluzione pacifica ideologico” e di togliere opportunità professiona-
delle controversie; abbiamo aperto corridoi umanitari li agli studenti, in un momento in cui le industrie
per studiosi e studenti palestinesi. Discutendo poi sui belliche stanno rifiorendo e molte università hanno
rapporti con le aziende implicate in qualche modo nello progetti di ricerca finanziati da tali aziende. Come
sviluppo di armamenti, abbiamo deciso di formalizza- hanno reagito gli studenti e le studentesse a questa
re la prassi di non accettare progetti di ricerca legati vostra presa di posizione?
agli armamenti, inserendo questo principio nello Statu- Prima di tutto chiariamo cosa si intende per pacifi-
to dell’Università. Perché la prassi in quanto tale si può smo ideologico. In genere il termine “ideologico” ha
cambiare facilmente, mentre per modificare lo Statuto una connotazione negativa, ma se con l'espressione
è richiesta una procedura complessa. pacifismo ideologico si intende che identifichiamo la
Abbiamo preso questa decisione per dare un mes- pace come una scelta di valore, allora non mi offendo
saggio politico e soprattutto culturale, a nostro avvi- ed è assolutamente vero! Riguardo alla perdita di op-
so particolarmente opportuno in questo tempo in cui portunità è un problema che non si pone, perché già
la dignità della vita umana sembra messa a rischio, prima della modifica dello Statuto non accettavamo
o quantomeno non sembra essere più riconosciuta ricerche legate ad applicazioni militari.
come un valore fondante. La reazione degli studenti è stata positiva, anche

8 || buddismo e società | 255 || speciale || essere guerra essere pace |


perché era una richiesta venuta da una larghissima ti, oltre a un’imprescindibile scelta etica servono an-
maggioranza di loro. Credo che apprezzino il fatto che competenze tecniche: bisogna saper individuare
che non solo siamo tra le poche università in Italia i punti di contrasto, trovare il possibile compromesso,
che adottano la parola “pace” nel proprio Statuto, ma sapere come presentarsi alle parti in conflitto.
siamo i primi ad aver inserito l’impegno a non fare Le università hanno anche un ruolo più generale di na-
ricerca legata ad applicazioni militari. tura culturale. Spesso ci gloriamo dei progressi senza
precedenti della nostra civiltà, ma se guardiamo alcuni
Diversi studi evidenziano che tagliando anche solo dati, come il numero dei morti in guerra, il XX secolo è
il 10% delle spese militari globali si potrebbe rea- quello che ha visto di gran lunga più stragi rispetto al
lizzare uno degli obiettivi dell’Agenda 2030, come resto della storia dell’umanità. E non sembra che il XXI
sconfiggere la povertà in tutto il mondo. Quali sono sia cominciato con un miglioramento.
le ragioni per cui ciò non accade? Finanziare gli ar-
mamenti garantisce anche un ritorno economico? Viene da chiedersi il perché.
Ringrazio per la domanda perché mi dà modo di ri- Le ragioni sono tante. Tra tutte ce n’è una che secon-
badire un messaggio: ci siamo assuefatti al dato che do me rappresenta la questione culturale e filosofica
il nostro Stato, da lungo tempo, riserva all’università centrale del nostro tempo: la perdita di oggettività
e alla ricerca finanziamenti che rappresentano una dei valori etici. Mi spiego meglio. Tutte le grandi ci-
quota del PIL nettamente al di sotto della media eu- viltà, le religioni e filosofie che hanno permesso reali
ropea e di molti paesi extra europei. Questa è la fonte progressi all’umanità si basano su valori etici e morali
principale dei problemi dell’università, nonché della fondamentali e oggettivi, che non sono messi in di-
fuga dei cervelli. scussione. Alcune li associano a un Dio trascendente,
Il finanziamento sproporzionato delle spese militari è altre a una divinità intesa in modo diverso, in ogni
una questione prima di tutto culturale, perché secon- caso tutte danno un valore oggettivo all’etica, alla
do una certa impostazione del mondo la forza milita- morale, e quindi anche alla pace e alla dignità umana.
re è sinonimo di potenza e sicurezza. Potrebbe anche Una caratteristica della modernità, ritenuta da qual-
essere vero che esista un ritorno economico, ma cre- cuno una conseguenza dello sviluppo scientifico, è
do che non ci possa essere un guadagno che giusti- l’affermazione di una tesi di tipo riduzionista secon-
fichi una vita spezzata qui, a Gaza o in Ruanda. Se do la quale l'essere umano e il mondo non sono altro
diamo valore supremo alla vita umana lo facciamo a che un insieme di atomi e molecole. Seguendo questa
prescindere dagli aspetti economici. In ogni caso, se tesi, dove si collocano i valori morali? Il bene e il male
la nostra società fosse ben organizzata, rinunciando sono solo convenzioni? Credo che il vero problema
alle spese militari non avremmo neanche svantaggi culturale dei nostri tempi sia trovare nella concezio-
dal punto di vista economico. ne moderna del mondo basata sulla scienza un ruolo
centrale per i valori etici, oggettivi e indiscutibili, che
L’impegno per la pace è un aspetto centrale per si basano sul rispetto della dignità umana. Questo è
il vostro ateneo. Quale ruolo possono svolgere le un tema che le università, in quanto “comunità di chi
università nell’orientare verso la pace? studia”, non possono non affrontare. Ci è richiesto di
Possono svolgere sia un ruolo specifico sia un ruolo sviluppare un approccio olistico che vada al di là della
culturale. Per ruolo specifico mi riferisco in particolare settorialità delle competenze dei vari campi del sa-
al primo corso di Scienze per la Pace attivato in Italia pere. Impegnarsi per arrivare a una visione completa
dall’Università di Pisa, che peraltro coordina la Rete della persona umana e del mondo: questa è la missio-
italiana delle Università per la pace. Se vogliamo im- ne delle università.
pegnarci per la pace e la risoluzione dei conflitti, infat- (Maria Lucia De Luca e Mirko Lugli)

9
NELLA DICOTOMIA
AMICO/NEMICO
SCELGO DI ESSERE PACE
«Dobbiamo fare una breccia nel tipo di relazione amico-contro-nemico... A tutti noi oggi si richiede
di prendere in considerazione le opinioni della controparte e di essere pronti a imparare da questa»
(Daisaku Ikeda)

Le criticità della situazione mondiale sono un per quella degli altri, come se la prima esclu-
fardello pesante con cui convivere: come non desse la seconda e viceversa.
sentire un senso di impotenza, tristezza, iso- La casistica è infinita, ma una cosa è certa:
lamento, paura? semplificazioni di questo tipo comportano ri-
In uno scenario globale di tensioni e incertez- schi e pericoli legati alla rigidità dello schema
za, uno dei pericoli maggiori è il diffonder- binario del tipo “io sono nel giusto, tu nel tor-
si crescente di una cultura della guerra. Ad to” e così via. Lo stesso schema che regna in
esempio nel dibattito pubblico, così come nel un mondo dominato dalla guerra, con la cri-
terreno di coltura e amplificazione dei social, minalizzazione del nemico, l’assuefazione alla
si avverte la presenza sempre più pervasiva violenza e all’autoritarismo.
di paradigmi che caratterizzano le dicotomie
di una logica bellicista. È questa, a mio pa- Personalità autoritaria e pensiero dicotomico
rere, un’insidiosa seduzione che comporta il Un importante studio sulla “personalità
rischio di arrivare a considerare “normale” il autoritaria” di Theodor Adorno (1903-1969)
ricorso alla guerra come mezzo per risolvere e dei suoi collaboratori Else Frenkel-Brunswik
le crisi internazionali. (1908-1958), Daniel Levinson (1920-1994) e
In questa società sempre più complessa le Nevitt Sanford (1909–1996), pubblicato nel
dicotomie del tipo amico-nemico, bianco- 1950 negli Stati Uniti, evidenzia una connes-
nero, buono-cattivo possono anche apparire sione fra alcuni tratti della personalità, come
rassicuranti, nella loro logica semplificatrice una forte aggressività inespressa, e i pregiudi-
che non prevede alcuna messa in discussione zi manifesti. Le indagini socio-psicologiche di
personale né l’attraversamento di conflitti, tal- Adorno e colleghi, effettuate negli Stati Uniti
volta dolorosi, nelle relazioni. tra il 1944 e il 1949, prendono in esame il pre-
Nel vivere quotidiano si è schiavi di un pensie- giudizio antisemita e quello più ampio e ge-
ro binario ogni volta che si rifiuta il dialogo, il neralizzato dell’etnocentrismo, che ha per og-
confronto, magari per la paura di un eventuale getto i neri e le minoranze in genere. C’è anche
contrasto o perché si potrebbero mettere in un’interessante analisi sul successo ottenuto
discussione comode certezze. Oppure quan- dalla propaganda di agitatori politici come il
do si erigono muri tra sé e gli altri, quando non nazista Joseph Goebbels o l’americano Gerald
si accetta o non si sopporta una o un gruppo K. Smith, fondatore negli anni ’40 dell'America
di persone, quando ci si lascia intrappolare nei First Party, partito di estrema destra naziona-
pregiudizi. E perfino quando ci si chiede se sia lista e antisemita. E la risposta, secondo Ador-
più importante pregare per la propria felicità o no, è che l’agitatore politico utilizza pregiudizi

10 || buddismo e società | 255 || speciale || essere guerra essere pace |


già esistenti nella società per acquisire con- pluralismo e tutto ciò che tende a restituire la
sensi, formulare proclami e azioni. complessità delle dinamiche sociali e politiche.
In generale, dunque, il pensiero della persona In altre parole, nel mio mondo non può esiste-
autoritaria tende a essere dicotomico e rigido, re solo l’opzione tra il bianco o il nero: scelgo
seguendo schemi del tipo “o con me o contro di vivere a colori, meglio se vivaci.
di me”, “quello che dico e penso è l'unica veri- Scelgo di “essere la pace” quando adotto il
tà, il resto sono falsità o sciocchezze». dialogo come metodo per costruire relazioni.
Anche lo studioso di psicologia Atkushi «Tutto ha inizio quando un solo essere umano
Oshio, dell’università di Tokyo, ha analizzato parla con un altro; di solito si pensa al collo-
l’intima relazione tra autoritarismo e il “pen- quio tra civiltà, ma il punto di partenza è il rap-
sare in bianco e nero”, giungendo alla conclu- porto interpersonale. […] Dobbiamo fare una
sione che il pensiero binario è comune nelle breccia nel tipo di relazione amico-contro-
persone narcisiste con bassa autostima e con nemico e discutere in modo aperto e onesto
un comportamento autoritario. Persone che sul terreno comune dell’umanità. A tutti noi
non tollerano l’ambiguità, hanno bisogno di oggi si richiede di prendere in considerazio-
avere tutto sotto controllo e tendono a svalu- ne le convinzioni della controparte e di esse-
tare chi pensa diversamente. re pronti a imparare da questa» (D. Ikeda, M.
Infine, secondo lo psichiatra statunitense Aaron Tehranian, Civiltà globale, Sperling&Kupfer,
Temkin Beck (1921-2021) il pensiero dicotomi- 2004, pp. 14-15).
co è una delle possibili distorsioni dell’idea che Affermo la pace quando mi sforzo di per-
induce a valutazioni estreme (buono-cattivo, cepire l’umanità nelle altre persone. Nel-
bianco-nero, tutto-niente, ecc.). Ragionare in la Proposta di pace 2009 (BS, 134) Daisaku
bianco e nero porta a pensare che le cose pos- Ikeda riporta il pensiero del filosofo france-
sono essere solo giuste o sbagliate e si può se Gabriel Marcel (1889-1973) secondo cui
essere solo a favore o contro. «si può fare la guerra solo se prima si nega il
Ed è esattamente ciò che accade nello scena- carattere umano dell'avversario e lo si riduce
rio infernale della guerra, distruttivo al punto a un concetto astratto, come “il fascista”, “il
da comportare l’annientamento del nemico e comunista”, “il sionista”, “il fondamentalista
del più naturale desiderio degli esseri umani: islamico”. […] Senza questo tipo di riduzione
la pace. sarebbe impossibile giustificare o trovare un
senso nella partecipazione alla guerra».
Io sono la pace Sono la pace quando mi rifiuto di pensare in
Come disinnescare, dunque, semplificazio- termini di “ragione-torto”, “io contro di te”,
ni dicotomiche del tipo “amico-nemico” che ma adotto uno schema di pensiero critico e
portano all’autoritarismo e alla violenza? flessibile.
In un clima sociale e politico che tende a nor- Incarno la pace quando scelgo di non essere
malizzare questa visione scelgo di procedere dogmatica. «Ripensando ai miei sforzi per ali-
nella direzione opposta: non voglio assuefar- mentare questo tipo di dialogo – scrive Ikeda
mi, non intendo criminalizzare alcun “nemico”, – ho acquisito un rinnovato senso di quanto
né quello affermato dalla logica binaria della sia urgente il bisogno di reindirizzare le ener-
guerra, né chi dissente da tale logica. Temo gie del dogmatismo e del fanatismo, causa di
infatti che questo pensiero dicotomico possa così tanti conflitti mortali, verso una prospet-
mettere in crisi valori come la democrazia, il tiva più umanistica, la cui vera essenza e pra-

11
tica risiede in un dialogo personale cuore a credo nell’impotenza delle persone. La filoso-
cuore» (Proposta di pace 2005, BS, 110). fia che ho abbracciato parla della dimensione
Agisco per la pace quando unisco le persone. fondamentale, inerente alla vita stessa, per
«Credo fermamente – scrive ancora Ikeda – che cui ogni vita umana attinge all’illimitata for-
la base del dialogo di cui abbiamo bisogno nel za vitale del cosmo. Pertanto, la stessa forza
ventunesimo secolo debba essere l'umanesi- che muove l’universo esiste nella nostra vita.
mo, un umanesimo che vede il bene in tutto ciò Ciascun individuo ha un immenso potenziale
che ci avvicina e ci unisce e il male in ciò che ci e un grande cambiamento nella dimensione
divide e ci separa gli uni dagli altri» (Ibidem). interiore di un solo individuo ha il potere di
Ogni volta che mi sento impotente di fronte toccare la vita degli altri e di trasformare la
alla guerra rileggo questo pensiero di Ikeda, società. Ogni cosa parte da noi» (La speranza
che rivela la sua profonda convinzione nella è una scelta, Esperia).
potenzialità infinita del cambiamento: «Io non (Silvia Sperandio)

Guerra parlata, dipinta, cantata... vittorie militari, mentre i vincitori in battaglia


«Per scrivere questo libro ho studiato un eser- dominavano la vita pubblica e oggi vivono tra
cito di réclame, […] una quantità enorme di strade e piazze dedicate a carnefici, sanguinari
foto insopportabili, discorsi volgari e disumani, e tiranni. […] Eppure più le persone comuni
ipocrisie di ogni tipo. Mi ha turbato, mi ha fatto hanno potuto prendere la parola, più è stata
paura. Perché ho visto il modo in cui prolifera, criticata la guerra. Questa è la storia» (p. 438).
cambia volto, cerca di rinascere e […] quanto ci E a chiudere una considerazione sul metodo:
ha educato: mi pare che di tutti i prodotti della «Nel discorso pacifista non viene mai meno
cultura umana, la guerra sia il più resistente. Ci la concezione positiva di una platea in ascol-
ha persino convinto di essere natura. to, la possibilità di rivolgerle un messaggio
La guerra è un’aggressione delle élite con- privo di obliquità, consistente e rispettoso.
fermati
tro il popolo. In questo libro si parla […] dei Ciò che emerge è […] un costante tentativo
a leggere messaggi inviati dai media e della platea che di affrancarsi dalla condizione mediatica del
li riceve: una relazione sbilanciata, fatta di potere, quella ex-cathedra e paternalista,
menzogne e tragedie, di strategie difensive e visione deteriore della cittadinanza alla qua-
speranze di pace» (p. 5). le la predicazione della pace non si è mai
Seguono più di 500 pagine di immagini e accompagnata» (p. 513-4).
ricostruzioni che restituiscono l’ampiezza del
Giuseppe Mazza, Campagne di guerra. 150
“discorso di guerra” suddivise in 7 capitoli:
anni di comunicazioni, pubblicità, propaganda,
dall’indifferenza dei media nei confronti dei
Prospero editore, Milano, 2023, pp. 532
conflitti, alle campagne di arruolamento, alle
nuove forme che la guerra tenta di assumere
nel nostro tempo. L’ultimo racconta della pace.
Un «flebile racconto, isolato da sempre, oggi
Inquadra il QR code
descritto come una velleità puerile e minorita- per leggere un'intervista all'autore
rio anche nella nostra tradizione iconografica. su [Link]
Per secoli la cultura e l’arte hanno cantato le

12 || buddismo e società | 255 || speciale || essere guerra essere pace |


PER PROTEGGERE
LA SPERANZA
INTERVISTA A GLORIA VOLPE, OPERATRICE DEI CORPI
CIVILI DI PACE

Un nuovo modo di essere presente nei conflitti, di creare la pace, facendo


tesoro della storia di ogni persona e sostenendo la vita negli aspetti più veri
ed essenziali. Gloria Volpe ci racconta il suo impegno in Ecuador nei Corpi
Civili di Pace.

Cosa sono i Corpi Civili di Pace e qual è stata noi stiamo spalla a spalla. Le nostre attività
la tua esperienza? sono variegate, ma sostanzialmente si trat-
Si tratta di un vero e proprio “esperimen- ta di dare sostegno umano alle persone, un
to governativo”, così è stato definito, che di impegno che spesso significa fare da pon-
triennio in triennio prevede l'impiego di 500 te con le istituzioni, perché essere rifugiato
giovani civili per operare in zone di conflitto può significare non avere riconosciuti diritti
o post-conflitto sociopolitico e di emergenza che esistono sulla carta ma poi nella realtà si
ambientale. La prima esperienza sul campo scontrano con forti ostacoli a livello sociale
è stata avviata nel 2017 e io ho fatto parte di e istituzionale. Nello specifico i Corpi Civili di
questo primo grande gruppo. Eravamo circa Pace promuovono interventi, laboratori, per-
88 giovani, dai 18 ai 29 anni, impegnati come corsi di educazione alla pace. Si fa un lavoro
operatori di pace volontari in Italia, ma so- nella società, nelle scuole, nelle organizza-
prattutto all'estero. zioni internazionali, si diventa antenne nel
Ho vissuto un anno in Ecuador vicino alla territorio per tutto ciò che riguarda le viola-
frontiera con la Colombia, dove ero stata zioni dei diritti umani.
l’anno precedente a svolgere il servizio civile. Prima di tutto abbiamo ascoltato le loro storie,
Ho avuto quindi l'opportunità di vedere an- che può sembrare scontato, ma non lo è se
che l'altro lato del conflitto e dare assistenza quell'ascolto è privo di ogni tipo di giudizio.
a tutti coloro che cercavano rifugio in un altro E alla fine del nostro percorso abbiamo volu-
Paese dopo aver superato il confine spesso in to raccontare queste storie, perché ci siamo
modo illegale. resi conto che spesso tali situazioni vengo-
no ridotte a numeri, ma dietro ogni nume-
Qual è il vostro impegno sul campo? ro c'è un nome, una particolare esperienza,
Prima di tutto farsi presenza, farsi corpo. un'emozione.
Spesso nelle organizzazioni internaziona- A livello pratico poi facevamo un po’ di tut-
li esiste una forte divisione tra chi accom- to, anche regalare momenti di svago ai più
pagna e chi viene accompagnato, invece piccoli portandoli una giornata al mare, e alle

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loro mamme scambiando due chiacchiere da- ognuno ha i suoi lati oscuri da riconoscere.
vanti a un caffè. Questa è la mia sfida personale più grande,
Per riportare in Italia quello che abbiamo vis- la ricerca di coerenza tra quello che dico e
suto all’estero abbiamo creato un’associazione, quello che faccio, che poi è stato uno degli
Azione Comune di Pace, con l'obiettivo di pro- aspetti più affascinanti che mi ha avvicinata
muovere l'esperienza dei Corpi Civili di Pace e al Buddismo, perché mi sono riconosciuta in
farli conoscere, perché è una pagina bella della questa ricerca di coerenza tra pensieri, paro-
nostra politica e della nostra storia, e ci sono le e azioni.
ancora tante persone che non conoscono que-
sto modo di essere presenti nei conflitti. A proposito di parole giganti e di come sono
vissute, cosa pensano i rifugiati della pace?
Qual è l’aspetto più complesso che ti sei tro- È vista come un’utopia o un obiettivo da
vata ad affrontare come operatrice di pace? perseguire?
Una grande sfida è stata quella di essere fedele La categoria che noi chiamiamo rifugiati è co-
al principio di terzietà: guardare tutte le parti stituita da tanti individui distinti, con caratte-
in causa dalla stessa distanza. Perché andando ristiche personali e culturali proprie, e ognuno
più vicino a una determinata situazione si nota di loro vede la pace in modo molto diverso.
che le differenze tra le definizioni di “vittima” Tantissime persone erano arrabbiate e non
e “carnefice” fanno fatica a essere distinte così disposte a perdonare, quindi non erano di-
nettamente. Mi spiego, abbiamo avuto l'op- sponibili ad alcun processo di pace. Altre, che
portunità di intervistare donne e uomini che avevano fatto un lavoro su se stesse, perché
sono stati coinvolti per tutta la vita nelle forze avevano possibilità sociali ed economiche mi-
guerrigliere della Colombia, in particolare nel- gliori, dicevano: «Io non perdonerò ma sono
le FARC (le Forze Armate Rivoluzionarie della d'accordo con il processo di pace perché è
Colombia). Per me l'incontro con loro è stato più importante di quello che ho vissuto su di
rivelatorio. Alcune donne ci hanno racconta- me», facendo un’astrazione importante. Altri
to che quando hanno deciso di abbracciare le ancora pensavano che la pace non sarebbe
armi erano ragazzine, bambine che avevano mai potuta accadere, che la pace “non è per
perso tutto e che per questo si sono trasfor- quel Paese, non è per quel popolo”. Questo
mate da vittime in carnefici, infliggendo a loro forse è stato l’aspetto più frustrante.
volta violenze agli altri. È successa però una cosa sorprendente. Per
Penso che sospendere il giudizio sia la cosa una ricerca accademica abbiamo fatto alcu-
più difficile, ma anche la più importante, che ne interviste strutturate con questionari di ri-
ho acquisito da questa esperienza, insie- cerca, chiedendo alle persone quale fosse il
me alla ricerca della coerenza. Ritengo che sentimento che in quel momento era predo-
chiunque si dedichi a un lavoro di tipo so- minante in loro. Su 175 intervistati più del 70%
ciale debba essere seriamente impegnato ha risposto: la speranza. È stato incredibile.
con se stesso nella ricerca della coerenza, Pensare a quante volte noi siamo a terra e
perché nel nostro lessico usiamo parole gi- perdiamo la speranza nelle nostre piccole
ganti come “pace”, “ascolto attivo”, “ascol- cose, mentre invece per quelle persone, in si-
to dei bisogni”, “nonviolenza”... però di fat- tuazioni così grandi e difficili da trasformare,
to siamo esseri umani. E dobbiamo renderci il sentimento più forte era proprio la speran-
conto che non siamo migliori di altri, ma che za, mi ha fatto sentire piccola.

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Mi ha preoccupato vedere recentemente un poter portare valore alla società e alla comu-
video in cui i bambini di Gaza dicevano che nità in senso globale.
avevano perso la speranza. E se un bambino, E questa continua a essere la mia bussola.
che ha il futuro davanti a sé, perde la speran- Anche ora che ho iniziato un dottorato di ri-
za, una dimensione temporale non del qui e cerca su questi temi, per me una difficile sfi-
ora ma del domani, si tratta di una realtà su da, pensare che con questo percorso posso
cui dovremmo interrogarci tutti. portare alla società un ulteriore contributo
per la pace mi dà tantissima forza.
Quale valore ha aggiunto il Buddismo alla Penso che sia importantissimo raccontare
tua attività per gli altri? chi siamo e quello che facciamo, perché così
Quando ancora non conoscevo il Buddismo possiamo trasmettere un grande coraggio.
avevo fatto una promessa a me stessa: avrei Grazie al Buddismo ho capito che ho una re-
fatto della pace e dell’esperienza dei Corpi Ci- sponsabilità in questo e voglio prendermela,
vili di Pace la mia missione. cercando di rimanere sempre con una postu-
Praticando il Buddismo poi ho capito che ra aderente al cuore e mai all’ego.
questo mio desiderio era proprio kosen-rufu, (Rossella Maci)

SOTTO LE BOMBE,
INCREDIBILI
LEGAMI UMANI
INTERVISTA AD ALESSANDRO DE PIAGGI, TECNICO
ELETTRONICO ELICOTTERISTA DELL'ESERCITO ITALIANO

Buddista, militare, di ritorno da una recente missione in Libano per conto


dell'UNIFIL (la Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite), si è
trovato per la prima volta in un vero teatro di guerra. Dentro il disastro e
la distruzione dei giorni più duri dell'attacco israeliano contro il gruppo
armato libanese Hezbollah, ci racconta una grande esperienza di fede e di
profonda umanità.

Sei militare e sei buddista. Come riesci a elicotterista. Ovviamente nacque in me una
conciliare le due anime? contraddizione, ma nel romanzo La rivolu-
Mi parlarono della pratica un anno e mezzo zione umana lessi la storia di Satoru Izumi, un
dopo essere partito per la prima volta come pioniere della Soka Gakkai giapponese, che

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dovendo partire per la guerra determinò, e lanciare bombe sui civili? Sparare col canno-
fu in grado, di non impugnare mai un'arma ne e continuare a farlo sapendo che si ucci-
contro nessuno. Capii che avrei voluto fare dono bambini e si distruggono le vite delle
come lui, cioè creare un mondo di pace co- persone? Nasceva in me il giudizio, e anche
munque e sempre intorno a me, ovunque e una buona dose di odio.
chiunque fossi stato. Anche perché parlare Davanti al Gohonzon ho cominciato a prati-
di pace in mezzo ai militari penso sia una care con questa rabbia, ma a un certo punto
cosa molto utile. ho percepito di non essere diverso da quel
pilota, perché stavo giudicando nella stessa
Come militare hai fatto molte esperienze sul maniera. E lì è scattato qualcosa: anche quel
campo. Tutte missioni di pace? pilota o quel carrista, che fosse hezbollah,
Nel ‘92 sarei dovuto andare in Somalia, ma israeliano, ucraino o russo, in quel momen-
non era una missione di pace e alla fine non to stava vivendo il dramma della follia della
partii. Nel 2005 fui chiamato per una missio- guerra.
ne in Afghanistan, non come elicotterista ma E allora ho capito che se ero lì forse un senso
perché conoscendo l’inglese sarei dovuto an- c'era, c'era qualcosa che potevo fare. Così ho
dare in giro con le truppe afgane; una cosa incominciato a stare più vicino ai colleghi e
molto operativa, e pericolosissima, tanto che a creare legami sempre più profondi con le
chi stava davanti a me aveva rifiutato. persone di lì. Piano piano, parlando con loro
Così insieme a mia moglie ci mettemmo da- per far capire che non c’è solo bianco o nero,
vanti al Gohonzon a recitare Daimoku for- la ragione o il torto, si creano legami incre-
temente. Sarei dovuto partire quattro mesi dibili.
dopo e invece fui mandato negli Emirati Arabi
a fare l'addetto al controllo passaporti delle Secondo te questo tipo di legami può avere
truppe italiane che passavano di lì per anda- un'influenza sulla follia della guerra?
re in Afghanistan e in Iraq. Insomma, stavo in Sì, senza dubbio. Parlando per esempio
borghese a fare accoglienza a questi ragazzi, con Ali e Rasha, due libanesi che erano filo
senza armi e senza divisa. hezbollah e consideravano Israele il nemico
Invece quest'ultima volta in Libano è stato numero uno, a forza di dialogare alla fine sia-
ben diverso, perché lì ho visto l'orrore della mo arrivati a dire che la guerra è una follia.
guerra, cosa che non mi era mai capitata. E quando l'ultimo giorno ci siamo salutati,
Rasha mi ha regalato una candela da portare
Dunque la guerra l’hai vista e vissuta, a dif- a mia moglie, lei che non aveva letteralmente
ferenza della maggior parte di noi. Cosa ci più niente, dicendomi che di tutta questa tra-
puoi dire? gedia quello che le rimaneva nel cuore erano
Sentendo le bombe che ti cadono vicino, i i nostri dialoghi.
carri armati che sparano, la vita ti cambia. In- Ho incontrato anche libanesi filo-israeliani di
credibilmente non avevo la minima paura (e religione cristiana che all’inizio dicevano che
non c’è altra spiegazione se non il Daimoku); Israele faceva bene ad agire così. Poi veden-
la mia preoccupazione, il mio dolore, era ve- do che proprio in quanto cristiani le loro case
dere il disastro che c'era intorno. E tuttora me venivano distrutte, saccheggiate e deturpate
lo porto dentro. dagli israeliani, si sono resi conto della follia
All'inizio si tende a giudicare: come si può della guerra e che non c'è il giusto da una

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parte e lo sbagliato dall’altra, c'è solo odio, vedendo l’accelerazione della sopraffazione
assurdità. nel mondo?
Non è facile. In Libano la prima cosa che mi
Costruire la pace lì, costruire la pace qui: c’è veniva in mente era frenare il giudizio. Anche
differenza? qui la lotta che cerco di fare di più è evitare
Forse in Libano era più facile: lì cadono le di giudicare.
bombe e tu non hai altra chance che andare
davanti al Gohonzon. Riuscivo magari a fare A prescindere dal fatto di non voler guarda-
mezz'ora al giorno perché poi dovevo corre- re il mondo come un agone tra cattivi e buo-
re nel bunker, ma quella mezz'ora la facevo ni, recentemente assistiamo a dinamiche
come se fosse l’ultimo mio Daimoku. negli equilibri globali che richiedono una
Qui è più difficile ritrovare la stessa energia: noi nuova chiarezza di giudizio, interpretazio-
usciamo di casa e viviamo un’apparente tran- ne, comprensione.
quillità, un’apparente pace, ma ogni cosa parte Condivido pienamente. a livello politico si
da ora, da noi qui, da come guidiamo la mac- parla di guerre giuste e di guerre necessarie
china, da come ci comportiamo in famiglia… per giustificare altri interessi, ma i politici
sono un'espressione della società, nostro.
Come fate a sopportare tutto il dolore che Più riusciamo a dialogare tra noi e con le
vedete, vivete? Sentite la necessità di una persone comuni, più persone comuni co-
“strategia di sopravvivenza emotiva” come minciano a ragionare così, più ci sarà una
un medico che per operare deve sviluppare speranza di cambiamento e questa speran-
un certo grado di distacco? za crescerà.
Io tutte le mattine mi sveglio alle 05:30 per
fare un’ora di Daimoku. Tutti sanno che prati- Questo è molto in linea con il cuore di que-
co, sono sempre me stesso, non posso finge- sto speciale e si lega bene all'ultima doman-
re o mettermi una maschera. Anche all'estero, da. In un’occasione hai detto: «È sicuramen-
questa volta in Libano, sono sempre io con la te possibile cambiare il mondo in guerra,
mia sensibilità, assorbendo il dolore di chi mi per farlo basta essere profondamente felici
sta intorno, e forse questa è la cosa più bella e poi aprirsi totalmente al cuore degli altri».
perché poi riesco a parlare davvero con chi Ce la spieghi?
è disperato, perché sento il suo dolore sulla Una volta Sensei disse che dovremmo recita-
mia pelle. Ci siamo trovati con un gruppetto re un Daimoku disperato, come quando non
di colleghi a dover sentire veramente il dolore hai altre chance e decidi veramente. Recitan-
che c'era, altrimenti come avremmo potuto do un Daimoku così viene naturale essere un
aiutare? Il Gohonzon ti dà la forza di non es- ricettore: apri veramente la tua vita, nel bene
sere schiacciato, sopraffatto da questo dolo- e nel male, e arrivi a sentire sofferenze incre-
re, che diventa un'altra cosa, un nuovo punto dibili. Ma solo così puoi arrivare al cuore di chi
di partenza, diventa empatia. soffre, e vedendo i suoi occhi che cambiano
provi qualcosa di impagabile.
Hai mai perso la fiducia di fronte agli orro- Mi emoziono a dirtelo. È un tesoro.
ri di cui sei stato testimone o, tornando qui, (Marina Marrazzi)

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LA SFIDA RIVOLUZIONARIA
DELLA GENTE COMUNE
Il Preambolo alla Costituzione dell’UNESCO dichiara: «Poiché le guerre hanno origine nelle
menti degli esseri umani, è nelle menti degli esseri umani che le parole in difesa della pace
devono essere costruite»

A partire dall’insegnamento del Daishonin, in in larga misura dalle decisioni concrete prese
particolare dal trattato Adottare l’insegnamen- dalle élite ma anche, e in misura crescente, dal-
to corretto per la pace nel paese, Daisaku Ikeda la gente che porta avanti le proprie politiche di
ha sempre sostenuto la necessità di promuo- pace: al microlivello dell’interiorità individuale e
vere un movimento della gente comune per della famiglia (dove c’è sempre molto da fare);
invertire l’attuale tendenza mondiale verso la al livello intermedio della società; al macrolivel-
crescente militarizzazione, l’utilizzo dei conflitti lo dei conflitti fra le società e le regioni. A tut-
armati al posto delle diplomazie e per allentare ti questi livelli c’è spazio per la politica intesa
le pericolose tensioni internazionali. Nell’ottica come condotta politica verso la pace».
di una pace globale è imprescindibile e deter-
minante il ruolo delle persone comuni. Imparare il riconoscimento dell’“altro”
Noi umani siamo animali “culturali” e il nostro
Agire nel proprio ambiente comportamento è largamente determinato
L’intuizione di Ikeda è che sia necessario risve- da valori, norme e istituzioni, dalla cultura in
gliare l’energia di tutte le persone che deside- senso lato, sedimentata nel subconscio col-
rano fortemente la pace affinché si impegnino lettivo. Possiamo imparare a essere violenti
nel proprio ambiente più prossimo, in modo da oppure possiamo imparare altri metodi di re-
formare tanti piccoli segmenti di ambienti vir- lazione e di risoluzione dei conflitti.
tuosi, “pacificati”, che si colleghino tra loro, fino Non mancano gli esempi, gli stimoli e gli stru-
a raggiungere ogni angolo della Terra. La forza menti per fare ciò, principalmente l’uso del
rivoluzionaria di questa idea sta nel generare dialogo che presuppone il riconoscimento
un cambiamento globale attraverso la ricostru- “dell’altro” come punto d’origine per avere
zione del tessuto relazionale della società civile consapevolezza della propria umanità. Nel
per opera degli stessi abitanti. pensiero buddista l’io non può essere conce-
La tendenza distruttiva alla guerra deve esse- pito e definito senza la relazione con l’altro
re affrontata a partire da un’azione quotidiana da sé. «È riconoscendo ciò che è esterno e
rivolta ai propri “vicini di vita”, con i quali adot- diverso da noi, percependo la resistenza che
tare mezzi pacifici di fronte a divergenze o con- offre, che siamo ispirati a esercitare l’auto-
trasti e creare legami di amicizia. controllo che permette alla nostra umanità di
«La politica di pace è una politica gentile realizzarsi» (Proposta di pace 2004, BS, 103).
– scrive Johan Galtung in Pace con mezzi Nonostante le straordinarie conquiste avvenu-
pacifici, Esperia, Milano, 2000) – che dipende te nel corso dell’evoluzione della nostra specie,

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ancora si concepisce “conveniente” l’uso della penti in seno alla collettività portano rispetti-
guerra. Ma l’odierna potenza di armi e tecnolo- vamente alla guerra, alla perdita generale della
gie collaterali dovrebbe far comprendere a ogni salute fisica e mentale e alle crisi economiche.
individuo pensante la pericolosità dei conflitti
armati che in un mondo globalizzato si riper- «Tutto inizia dalle persone»
cuotono su tutti e su larga scala, anche su colo- Con questa affermazione Ikeda getta luce sulla
ro che non ne sono coinvolti direttamente. risorsa fondamentale per cambiare le cose: «Tut-
to inizia dalle persone. Se le persone non si sfor-
Coltivare l’istinto pacifista zano di cambiare, non ci possono essere felicità
Perché sono ancora in atto allora i meccanismi personale, prosperità sociale e pace mondiale.
che determinano la guerra? Così come l’essere La rivoluzione umana è di per sé la forza trainan-
umano ha dovuto imparare a controllare il fuo- te che apre le porte a un nuovo secolo di uma-
co per poterlo utilizzare e per proteggersi dai nità». Parlando poi del ruolo della Soka Gakkai
suoi effetti distruttivi, allo stesso modo oggi è nella società afferma: «La missione fondamen-
cruciale che gli umani imparino velocemente tale di una religione, in un momento di grandi
a controllare gli impulsi distruttivi e predatori cambiamenti e turbolenze, è quella di fornire a
nei confronti di altri esseri umani e della natura ciascun individuo una fonte di vitalità interiore e
per proteggersi dagli effetti degenerativi che risvegliare in ogni persona la capacità di contri-
ne scaturirebbero. Questo dovrebbe essere il buire a riportare la società su un percorso stabi-
ruolo fondamentale dell’educazione, che spes- le, solido e positivo» (NRU, 22, 282-283).
so però risulta inadeguata a promuovere un’in-
telligente educazione alla pace. Il potere spirituale di ogni individuo
È necessaria una autoeducazione permanen- Nella Soka Gakkai ogni individuo è qualificato
te, quella che noi chiamiamo rivoluzione uma- per svolgere questa azione di pace con le per-
na, per vincere l’ignoranza fondamentale sul- sone intorno, nella famiglia, nel condominio, nel
la natura profonda della vita e sulle relazioni posto di lavoro o di socialità e nella comunità
che intercorrono tra tutti i fenomeni. Occorre buddista locale. È qui che insieme agli altri pra-
una rivoluzione che manifesti il potenziale del ticanti ci si può allenare a creare un modello di
bene e della creatività inerenti a ciascuno/a, relazioni armoniose, facendo esperienza della
le vere risorse per debellare l’uso incontrollato più ricca interazione possibile con gli altri, per
dell’aggressività e degli altri impulsi distrutti- farne un modello da estendere all’esterno.
vi, coltivando un sano “istinto alla pace”. Nella Soka Gakkai non si è meri ingranaggi
Il Buddismo non rifiuta le tendenze negative di un’organizzazione che proclama la pace
nella natura umana, ma pone l’accento sulla in teoria, si è parte integrante di «un’organiz-
loro pericolosità, sia per se stessi sia per gli altri, zazione umanistica basata sull’unità nella di-
quando assumono il connotato di veri e propri versità che si sforza di permettere a ciascun
“veleni” che inquinano le facoltà di ragiona- individuo di realizzare il suo pieno potenziale
mento e di saggezza. Prive di una filosofia di e la propria personalità» (Ibidem, 284). Per
vita onnicomprensiva che guardi anche all’inte- quanto questi possano sembrare piccoli passi
riorità, le persone hanno difficoltà a controllarle nella direzione della convivenza pacifica, rap-
e a trasformarle in energia positiva. presentano un progresso incalcolabile nella
Sono identificati come “veleni” la collera, la grandiosa impresa di ridefinire il corso e la di-
stupidità e l’avidità, che nelle loro forme dirom- rezione della civiltà. (Marta Bonomo)

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RILEGGENDO GUERRA E PACE

LA PACE CHE ENTUSIASMA


Un libro che sa raccontare come pochi il morire, l'innamoramento, ma soprattutto la pace,
dove il quotidiano è vita interessante e degnissima di essere narrata

Ci si può innamorare del personaggio di un ro- come quando Andrej sta finendo a causa
manzo? A me successe con Nataša Rostova, la della guerra e Nataša è con lui sul pavimento
contessina di cui s’innamorano anche i due alter scosso dai topi – i due non si vedono da anni,
ego di Tolstoj in Guerra e pace: Andrej e Pierre. lei ha rotto il fidanzamento, non ha saputo
Tenni vicino al letto per mesi i quattro volumi aspettarlo, e ora lo assiste con amore e sog-
dell’edizione Garzanti del romanzo, imbevendo- gezione – e lui perde gradualmente contat-
mi di quella storia sera dopo sera. to con le emozioni, cose di questo mondo. Il
Nel Giappone degli anni Cinquanta poteva ac- romanziere sa raccontare come pochi anche
cadere al giovane Daisaku Ikeda che il suo ma- l’innamoramento, come quando Pierre si sen-
estro gli chiedesse all’improvviso, mentre si tirà dire da Nataša che «può sperare», e ogni
spostavano in treno: «Cosa stai leggendo oggi cosa sul suo cammino verso casa diventa
di Tolstoj?».1 Daisaku amava gli scritti di quel luce, ogni persona diventa bella e simpatica.
russo e li sfogliava “avidamente”, come ricorda Ma uno dei più grandi meriti di questo libro è
più volte:2 un modo meraviglioso di impiegare il saper raccontare la pace. Nel film Il cielo so-
“mondo di avidità”. pra Berlino di Wim Wenders, il vecchio narra-
Durante il conflitto russo-giapponese del 1904- tore Homer – sfogliando lento un librone nella
1905, un Tolstoj settantaseienne definì la guerra biblioteca frequentata dagli angeli inquieti –
un «assassinio», le armi «strumenti del delitto» pensa: «Ma ancora nessuno è riuscito a cantare
e le installazioni militari «basi d’appoggio per un epos di pace […] Cosa c’è nella pace che, alla
l’opera omicida»3: gli ci volle molto coraggio lunga, non entusiasma e che non si presta al
per lanciarsi con le parole contro la compatta racconto?». E in effetti è un luogo comune che,
propaganda violenta del proprio paese. di solito, quando finiscono i guai finisce anche
Ma se è bello per noi leggere queste sue affer- il romanzo, il dramma, il film.
mazioni, meraviglioso è nutrirsi per mesi della Tolstoj invece riesce a farci entrare per molte
loro incarnazione in un racconto di 1817 pagine. pagine in quel posto dove “vissero felici e con-
Ikeda Sensei parla anche del rapporto tra tenti”: tutto è finito e le coppie (quelle soprav-
Tolstoj e Gandhi come di un legame maestro- vissute) vivono insieme, vita quotidiana, an-
discepolo, citando il loro prezioso carteggio che con battibecchi e piccole incomprensioni
iniziato ai tempi delle prime lotte gandhiane – pure coi migliori amici non ci si capisce mai
in Sudafrica.4 E che una linfa vitale scorra tra del tutto – ma vita interessante, degnissima di
Gandhi, King (che fu a sua volta ispirato da essere narrata. Fino a quel passo incredibile in
quest’ultimo) e il “Budda Soka Gakkai” è am- cui Pierre torna da un viaggio di lavoro e con
piamente testimoniato da discepoli diretti del Nataša si ritrovano in camera, parlano in modo
maestro indiano e di quello afroamericano.5 convulso, si guardano felici, e lei chiede una
Siamo più uniti a Guerra e pace di quanto forse cosa e lui ne risponde un’altra che non c’entra
pensiamo. niente. E Tolstoj commenta che proprio questo
Tolstoj sa raccontare come pochi il morire, dimostra che si stavano capendo benissimo!

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Cosa c’è nella pace che in genere non entu- La “rivoluzione umana”, il romanzo che ognu-
siasma? C’è che, a differenza dei contesti di na e ognuno di noi può scrivere, può sfociare
pericolo costante, non costringe a vivere nel finalmente in un epos di pace. Dove il gioioso
presente. Tende a farci adagiare nella fanta- conflitto interno manterrà il male nello stato di
sticheria, a farci rifugiare nel passato e nel fu- mera potenzialità, come – ricordando un’imma-
turo, come se ci fosse il tempo per perdere gine cara a Sensei – il cigno che scivola regale
tempo a farlo. Ma non abbiamo bisogno di ri- sul lago perché le sue zampe si muovono vigo-
schiare di morire per imparare a vivere. Il Sutra rose e incessanti sott’acqua. La pace è infatti
del Loto di Shakyamuni, quello di Nichiren, in lotta: lo dice bene anche Fabrizio De André
quello di Ikeda… ci dicono che nel quotidia- quando descrive (in Korakhané) come i rom
no c’è la più grande avventura; che possiamo vengano coinvolti, loro malgrado, nell’ennesima
arrivare a guardare fuori da una finestra quo- guerra: «Finché un uomo t’incontra e non si ri-
tidiana e respirare profondamente per quello conosce/ e ogni terra si accende e si arrende
che vediamo, con lo stesso stupore e la stessa la pace».
gioia di quelli che avremmo se fosse appena (Donato Ferdori)
finita la guerra, se fossimo appena guariti da
un tumore. Pierre e Nataša, alla fine del ro- Note
manzo, sembrano aver imparato a gioire della 1) NR 341, 15 dicembre 2005.
normalità, di quella “originalità nella ripetizio- 2) NR 284, 15 giugno 2003; NR 389, 15 gen-
ne” in cui il filosofo danese Søren Kierkegaard naio 2008.
faceva consistere la serietà nel senso più bello 3) NR 284, 15 giugno 2003.
della parola, il fiorire del grande io. 4) NR 538, 1 luglio 2014.
Quel che non entusiasma nella pace, quel che 5) Cfr. N. Radhakrishnan, Ikeda Sensei: the
fa desiderare la guerra, è l’aridità e l’accidia di Triumph of Mentor-Disciple Spirit, Gandhi Media
un io che non riconosce la propria sorgente, Center 1998; L. E. Carter, Il maestro buddista di
che non sa ricreare costantemente il mondo. un pastore battista, Esperia, Milano, 2020.

Guerra e pace, il romanzo umani. I personaggi umani – si tratti di Nataša,


Sullo sfondo della crisi europea degli inizi di Pierre, del principe Andrej, o anche dei più
dell’Ottocento, in particolare la Campagna di insignificanti – amano, soffrono, sbagliano, si
Russia di Napoleone Bonaparte, si intrecciano ricredono, cioè in una parola, vivono; mentre
le vicende dei membri di due famiglie dell’alta gli altri sono condannati a recitare una parte
nobiltà russa, i Bolkonskij e i Rostov, fra i quali che non è scritta da loro, anche se tutti s’im-
emergono le figure di Nataša Rostova, Andrej maginano di improvvisarla. Guerra è il mondo
Bolkonskij e Pierre Bezuchov. Tolstoj accom- storico, pace il mondo umano. Il mondo uma-
pagna i tre protagonisti, simboli dell’armonia no interessa e attrae particolarmente Tolstoj
del mondo, attraverso balli, battaglie, matri- soprattutto perché egli è convinto che ogni
moni, morti, partecipando direttamente alle uomo – di ieri, di oggi, di domani – valga un
loro inquietudini e dando voce ai moti interiori altro uomo». fermati
del cuore. «È fondamentale in Guerra e pace
a leggere
– scrive Leone Ginzburg nella prefazione – la Lev Tolstoj, Guerra e pace, Einaudi, 2019,
differenza fra personaggi storici e personaggi 2 volumi, pp. 1574

21
s

Dichiarazione del Comitato per le prospettive globali della SGI, 15 gennaio 2025

IMPEDIRE L’USO
DELLE ARMI NUCLEARI
COME PASSO VERSO
LA PACE MONDIALE
Preambolo
Tra il 1983 e il 2022 il presidente della Soka Gakkai Internazionale (SGI) Daisaku Ikeda ha presenta-
to Proposte di pace annuali in cui affrontava importanti temi mondiali come il disarmo, l’ambiente,
i diritti umani, il ruolo delle donne e delle Nazioni Unite. Tali documenti venivano pubblicati il 26
gennaio di ogni anno, in occasione dell’anniversario della fondazione della SGI nel 1975.
Dopo la scomparsa del presidente Ikeda, nel 2023, la SGI ha deciso di portare avanti l’impegno del
maestro rilasciando periodicamente dichiarazioni su questioni fondamentali allo scopo di accre-
scere la consapevolezza dell’opinione pubblica e costruire un consenso globale mirato ad azioni
concrete. A tal fine si è costituito il Comitato per le prospettive globali della SGI, formato dai
leader della SGI impegnati nelle attività per la pace in tutto il mondo – nella regione Asia-Pacifico,
in Europa, Africa, Nord America e America Latina –, che periodicamente rilascerà dichiarazioni
allo scopo di delineare possibili strade per risolvere i numerosi problemi che la comunità mondia-
le ha di fronte. La prima, dal titolo “Impedire l’uso delle armi nucleari come passo verso la pace
mondiale”, si concentra sulle proposte relative all’impegno di Non Primo Uso delle armi nucleari
e all’istituzione di un centro per la prevenzione di una guerra nucleare, due temi trattati dal presi-
dente Ikeda nelle sue Proposte di pace. Tale dichiarazione è stata resa pubblica prima del cinquan-
tesimo anniversario della fondazione della SGI.

Dichiarazione iniziative diplomatiche affinché ciò accada e


Sono ormai trascorsi ottant’anni dalla fine a far sì che tutti i paesi cooperino nel fornire
della seconda guerra mondiale. Oggi il pro- assistenza umanitaria e sostegno per rico-
trarsi della crisi in Ucraina ha accresciuto no- struire le comunità e la vita delle persone. In
tevolmente le tensioni legate a un possibile aggiunta a questi e ad altri conflitti in atto
uso delle armi nucleari e l’impiego di forze ar- si stanno anche aggravando diversi problemi
mate in Medio Oriente, in particolare a Gaza, globali, come la crisi climatica, la povertà e la
sta proseguendo senza tregua, mentre le sof- distruzione ambientale, gettando un’ombra
ferenze e le morti dei civili aumentano al peg- oscura sul nostro futuro.
giorare delle condizioni umanitarie. Tuttavia non dobbiamo lasciarci sopraffare
Insieme a un forte appello per l’immediata dal pessimismo. Nella sua ultima Proposta di
cessazione delle ostilità, desideriamo invita- pace, del gennaio 2022, il presidente della SGI
re la comunità internazionale a rafforzare le Daisaku Ikeda dichiarò energicamente che le

22 || buddismo e società | 255 || speciale || essere guerra essere pace |


persone possiedono la capacità innata di dis- genza. La prima è sollecitare gli Stati a impe-
solvere l’oscurità apparentemente impene- gnarsi di non essere mai i primi a utilizzare gli
trabile che incombe sul mondo e illuminare armamenti nucleari (Non Primo Uso). La se-
la strada per un futuro pieno di speranza. Noi conda prevede l’istituzione di un centro dedi-
membri della SGI condividiamo questo spiri- cato alla prevenzione di una guerra nucleare.
to e questa convinzione.
Quest’anno cade il cinquantesimo anniversa- L’impegno di “Non Primo Uso”
rio della fondazione della Soka Gakkai Inter- Il Trattato per la proibizione delle armi nucleari
nazionale, fondata il 26 gennaio 1975 sull’iso- (TPNW), che noi sosteniamo con forza, affer-
la di Guam. A partire dal 1983, l’anno in cui ma in maniera inequivocabile che l’eliminazio-
la SGI è stata registrata come organizzazione ne completa delle armi nucleari è l’unico modo
non governativa (ONG) presso il Consiglio per garantire che queste non vengano mai
economico e sociale della Nazioni Unite, il usate, in nessuna circostanza. A partire da tale
presidente Ikeda ha pubblicato un totale di premessa chiediamo ai cinque Stati nucleari
quaranta Proposte di pace per commemorare firmatari del Trattato di non proliferazione nu-
la data del 26 gennaio. Adesso che ci accin- cleare (NPT) – Stati Uniti, Russia, Regno Unito,
giamo ad affrontare i prossimi cinquant’anni, Francia e Cina – di avviare un dialogo volto al
la SGI continuerà a presentare dichiarazioni raggiungimento di un accordo sull’impegno di
su temi di importanza planetaria, portando “Non Primo Uso” come primo passo per por-
avanti la sfida intrapresa dal nostro maestro, re limiti espliciti alle armi nucleari, definendole
per costruire un’era di rispetto della dignità armi che non devono mai essere impiegate.
della vita. In questa occasione desideriamo Il presidente Ikeda dichiarò, nella sua propo-
affrontare la questione delle armi nucleari, un sta presentata alla Seconda sessione speciale
tema centrale che ha sempre accompagnato sul disarmo (SSOD-II) dell’Assemblea generale
le Proposte di pace del presidente Ikeda. dell’ONU del giugno 1982, l’anno prima di ini-
Quest’anno, che segna l’ottantesimo anniver- ziare la stesura annuale delle sue Proposte di
sario dei bombardamenti atomici di Hiroshima pace: «Adesso la situazione è critica. Se non
e Nagasaki, si terranno presso la sede del- affrontiamo la possibilità dello scoppio di una
le Nazioni Unite a New York le seguenti ini- guerra nucleare, la sopravvivenza dell’umanità
ziative: a marzo la Terza riunione degli Stati potrebbe essere gravemente minacciata. […]
Parti del Trattato sulla proibizione delle armi Poiché riteniamo le armi nucleari un male asso-
nucleari (TPNW), e ad aprile e maggio la ter- luto, abbiamo l’obbligo di lavorare con l’obiet-
za sessione del Comitato preparatorio per la tivo a lunga scadenza della loro abolizione, ma
Conferenza di revisione delle parti (che si ter- basterebbe che una persona premesse il pul-
rà nel 2026) sul Trattato di non proliferazione sante nucleare per porre fine a tutto ben prima
nucleare (NPT). Questi due incontri offrono che tale abolizione possa essere realizzata».
un’opportunità cruciale per approfondire la Un momento che ci ricorda la situazione at-
riflessione sulla minaccia dell’uso di armi nu- tuale. Il mondo era stato profondamente scos-
cleari e sulla loro natura inumana. so dalla crescente apprensione riguardo al ri-
Il rischio che le armi nucleari possano essere corso alle armi nucleari, a causa dell’invasione
effettivamente impiegate è maggiore oggi di sovietica dell’Afghanistan nel dicembre 1979,
quanto lo sia mai stato dalla fine della guerra che aveva riacceso le tensioni della guerra
fredda. A tale proposito desideriamo avanzare fredda, e per la dichiarazione del presidente
due proposte concrete da realizzare con ur- statunitense Ronald Reagan che, nell’ottobre

23
1981, accennava alla possibilità di una “guer- Terra debba mai patire gli orrori provocati
ra nucleare limitata” europea [cioè una guerra dalle armi nucleari, la SGI ha pubblicato una
nucleare che, grazie a studi di perfezionamen- raccolta di esperienze e video testimonian-
to del controllo e della precisione delle armi ze di sopravvissuti alle bombe atomiche di
nucleari fosse controllabile, di cui però presto Hiroshima e Nagasaki, e come gruppo di
venne dimostrata l’insostenibilità, n.d.r.]. persone impegnate nella società civile ha
Senji Yamaguchi, copresidente della Nihon continuato a richiedere incessantemente la
Hidankyo (la Confederazione giapponese delle proibizione e l’abolizione delle armi nucleari.
organizzazioni delle vittime delle bombe ato- Il punto di partenza di queste attività fu la
miche e all’idrogeno), fu il primo sopravvissu- Dichiarazione per l’abolizione delle armi nu-
to al bombardamento atomico che parlò alle cleari pronunciata nel settembre 1957 da Josei
Nazioni Unite e in occasione del SSOD-II lanciò Toda, il secondo presidente della Soka Gakkai.
un potente appello: «Mai più Hiroshima, mai più In un tempo in cui l’intensificarsi della corsa agli
Nagasaki, mai più guerra, mai più hibakusha». armamenti nucleari aveva condotto allo svilup-
Nello spirito dell’appello di Yamaguchi, gli po di missili balistici intercontinentali (ICBM),
hibakusha di Hiroshima e Nagasaki hanno con- rendendo possibile un attacco nucleare in
tinuato a raccontare al mondo le conseguen- qualsiasi parte del globo, il presidente Toda af-
ze dei bombardamenti atomici. Anche gra- fermò che le armi nucleari, che minacciano il
zie ai loro sforzi – insieme a quelli degli altri diritto alla vita delle persone di tutto il mondo,
hibakusha di tutto il mondo colpiti dagli effetti sono un male assoluto e respinse con forza l’i-
dello sviluppo e dei test delle armi nucleari – dea che fossero un male necessario che poteva
e di numerosi gruppi della società civile, non essere impiegato a seconda delle circostanze.
solo nel luglio 2017 è stato adottato il TPNW Basandoci su tale dichiarazione ci siamo ado-
ma è stato anche scongiurato fino a oggi qual- perati a sensibilizzare l’opinione pubblica at-
siasi ulteriore uso di armi nucleari in situazioni traverso iniziative come l’organizzazione di
di guerra. mostre in cui si chiede la proibizione delle
Purtroppo il rischio dell’utilizzo di tali ordi- armi nucleari e si dimostra la natura inumana
gni persiste e in effetti vi sono serie preoc- e la minaccia che tali ordigni rappresentano.
cupazioni che essi vengano ridefiniti “armi Queste attività si sono svolte nel corso di una
utilizzabili”, come si evince dalla ventilata sempre più approfondita collaborazione con
ipotesi di un loro possibile uso nei conflitti in numerose organizzazioni della società civile,
corso negli ultimi anni. fra cui le Conferenze Pugwash sulla scienza e
La Nihon Hidankyo, impegnata a dare testimo- gli affari mondiali e l’International Physicians
nianze personali dirette del reale impatto dei for the Prevention of Nuclear War (IPPNW,
bombardamenti atomici, ha ricevuto il premio una federazione internazionale di organizza-
Nobel per la pace nel dicembre 2024. Ciò di- zioni di medici e operatori sanitari per la pre-
mostra la grande stima della comunità interna- venzione della guerra nucleare).
zionale nei confronti di tale organizzazione per In seguito alla proposta del presidente Ikeda
ciò che i suoi membri hanno realizzato in de- sul rafforzamento delle Nazioni Unite, presen-
cenni di impegno instancabile, ma allo stesso tata nel 2006 (vedi BS 239), la SGI ha lanciato
tempo esprime una forte preoccupazione per nel 2007 una campagna internazionale chia-
la crescente minaccia dell’uso di armi nucleari. mata People’s Decade for Nuclear Abolition
Condividendo la determinazione degli (Decennio delle persone per l’abolizione delle
hibakusha secondo cui nessun altro sulla armi nucleari) e in collaborazione con ICAN

24 || buddismo e società | 255 || speciale || essere guerra essere pace |


Per gli Stati nucleari l’impegno a rispettare il principio di “Non Primo Uso” e l’istituzione
di un centro per la prevenzione di una guerra nucleare richiederebbero una revisione si-
gnificativa dei protocolli di sicurezza nazionale. Gli Stati non nucleari, dal canto loro, po-
trebbero considerare queste tappe intermedie ancora troppo distanti dallo scopo finale
dell’abolizione delle armi nucleari. Tuttavia, alla luce dei conflitti globali in corso e del
persistere delle tensioni, compiere questi passi è urgente e necessario se vogliamo evita-
re di mettere ulteriormente a rischio il nostro futuro. E tali azioni potrebbero costituire un
progresso significativo verso la costruzione di una società globale di pace e valori umani.

(Campagna internazionale per l’abolizione del- preparatorio per la Conferenza di revisione


le armi nucleari) ha lavorato all’obiettivo di re- nel 2026 dell’NPT. Nel dicembre 2024, duran-
alizzare un trattato che mettesse fuori legge le te la settimana del Nobel, l’Università di Oslo,
armi nucleari. Dopo l’adozione del Trattato sul- Peacebook e la SGI hanno organizzato con-
la proibizione delle armi nucleari (TPNW) nel giuntamente un panel di alto livello sul “Non
2017, abbiamo lanciato una seconda People’s Primo Uso” presso l’Università di Oslo.
Decade for Nuclear Abolition nel 2018 come Sfortunatamente ci sono ancora forti esitazio-
iniziativa della società civile per accrescere il ni rispetto all’assunzione dell’impegno di “Non
sostegno internazionale al Trattato e universa- Primo Uso”, non solo fra gli Stati nucleari ma
lizzarne i princìpi. anche fra quelli dipendenti dal nucleare, che
Le riunioni degli Stati Parti del TPNW e dell’NPT, vivono sotto “l’ombrello” degli alleati posses-
previste nella prima metà dell’anno, devono far sori di armi nucleari. Ciò è dovuto al fatto che
rivivere il “tabù nucleare” – la consapevolezza non è facile dissipare la preoccupazione che,
condivisa che le armi nucleari non devono mai anche se uno Stato mantiene il suo impegno,
essere utilizzate – che vigeva all’interno della un altro possa improvvisamente rinnegarlo.
comunità internazionale nei decenni successivi In effetti potrebbe non essere mai possibile
al 1945. Tali incontri devono essere sede di de- risolvere completamente i dubbi e le incer-
cisioni costruttive su misure per prevenire l’uso tezze riguardanti l’operato di altre nazioni.
delle armi nucleari, mettendo ancora una volta Tuttavia va sottolineato che tali impegni ri-
in risalto la loro natura inumana. durrebbero significativamente i livelli di ansia
In particolare, invitiamo il Comitato prepara- attualmente presenti.
torio del NPT a sviluppare un ulteriore dibat- Nella sua Proposta di pace del gennaio 2017,
tito sull’impiego del principio di “Non Primo presentata sei mesi prima dell’adozione del
Uso”, scambiando attivamente opinioni sulle TPNW, il presidente Ikeda a proposito della
difficoltà che occorre superare e sulle garan- teoria della deterrenza nucleare fece riferi-
zie istituzionali necessarie. mento a un’intuizione profonda contenuta ne-
L’Istituto Toda per la pace, fondato dal pre- gli insegnamenti buddisti: «Vorrei citare alcune
sidente Ikeda nel 1996, ha lavorato per pro- parole attribuite a Shakyamuni mentre faceva
muovere e catalizzare la riflessione su questo da mediatore in un conflitto fra due tribù che
argomento. Nel 2023 la SGI ha organizzato reclamavamo i loro diritti sull’acqua: “Guarda-
un evento collaterale dal titolo “Non Primo te quelli che combattono, pronti a uccidere! La
Uso come via verso il disarmo nucleare” in paura sorge dal prendere le armi e prepararsi
occasione della prima sessione del Comitato a colpire”. È interessante come Shakyamuni

25
osservi il funzionamento del cuore di coloro nazionale. Di conseguenza sarà essenziale svi-
che si preparano alle ostilità. Non si armano luppare sistemi e misure per attenuare i timori e
per timore dell’avversario, ma si impauriscono le preoccupazioni di questi paesi. Tra le possibili
quando prendono le armi. Semmai provano misure, vorremmo suggerire l’idea di un centro
rabbia, non paura, verso l’avversario che cerca per la prevenzione della guerra nucleare, che
di prendere la loro acqua. Ma nel momento in già il presidente Ikeda aveva proposto nella sua
cui si ritrovano armati e pronti a sferrare colpi prima Proposta di pace del 1983, insieme alla
mortali agli avversari, il loro cuore si riempie di richiesta di porre fine alla corsa agli armamenti
terrore» (BS, 182). nucleari e di convocare rapidamente un vertice
I tempi in cui viviamo possono essere diversi, fra i capi degli Stati Uniti e dell’Unione Sovieti-
ma di certo la mente umana non è cambiata ca. Descrisse così i ruoli specifici di tale centro:
così tanto. Se consideriamo la sfida di cam- «Il centro dovrebbe essere composto dai più
biare le politiche sulle armi nucleari attraverso qualificati esperti militari, politici, economici e
la lente della riflessione di Shakyamuni appa- di altri settori rilevanti e dovrebbe raccogliere
re chiaro che, pur se non è possibile eliminare e analizzare un’ampia gamma di informazioni
immediatamente queste armi letali, se i Paesi attraverso computer all’avanguardia e reti di
smettessero di scontrarsi con le armi in mano, comunicazione satellitari per individuare rapi-
per così dire pronte all’uso in ogni momento, damente le situazioni critiche e prendere misu-
potrebbero iniziare a liberarsi dall’attuale sta- re per evitare che degenerino».
to di costante minaccia reciproca. Un simile meccanismo per prevenire qualsiasi
Anche se dovesse risultare difficile accordar- impiego di armi nucleari è esattamente ciò di
si immediatamente per un impegno duraturo cui ha bisogno il mondo in cui viviamo. C’è un
a rispettare il principio di “Non Primo Uso”, precedente nella storia: il tentativo di creare
gli Stati potrebbero sicuramente iniziare con- un centro di questo tipo da parte di Stati Uni-
cordando una moratoria di un anno. ti e Russia. Nel 1998 i presidenti Bill Clinton
Se si riuscisse a fare questo primo passo e e Boris Eltsin si accordarono per condividere
se tale impegno potesse essere rinnovato di le informazioni relative al lancio di missili ba-
anno in anno, le giustificazioni addotte per listici. Questa fu la base di un memorandum
proseguire la corsa infinita agli armamenti di accordo firmato poi dai presidenti Clinton
nucleari perderebbero gradualmente forza e Vladimir Putin nel 2000, che portò all’avvio
e si aprirebbe la strada a una riduzione della del primo progetto congiunto che coinvolge-
minaccia alla quale queste armi espongono va esperti militari dei due Paesi.
non solo gli stati nucleari e quelli dipendenti Il progetto in seguito fu sospeso, a causa di
dal nucleare, ma tutta l’umanità. cambiamenti in ambito politico, ma il piano
originale prevedeva che esperti di entram-
Un centro per la prevenzione della guerra bi i paesi stazionassero ventiquattro ore al
nucleare giorno, sette giorni su sette, in un centro da
La nostra seconda proposta riguarda l’isti- istituire a Mosca, con lo scopo di condividere
tuzione di un centro internazionale dedicato informazioni riguardanti i rispettivi sistemi di
alla prevenzione della guerra nucleare. allerta per il lancio di missili.
L’impegno ad aderire al principio di “Non Primo Il progetto si basava su una precedente espe-
Uso” richiederebbe inevitabilmente agli Stati rienza in cui esperti militari di entrambi i Paesi
nucleari e dipendenti dal nucleare di riconside- furono dislocati in un centro temporaneo al-
rare radicalmente le loro politiche di sicurezza lestito in Colorado per affrontare la preoccu-

26 || buddismo e società | 255 || speciale || essere guerra essere pace |


pazione che possibili malfunzionamenti dei l’impegno a rispettare il principio di “Non Primo
computer – il cosiddetto problema dell’anno Uso” e l’istituzione di un centro per la preven-
2000 (Y2K) – potessero estendersi in ambito zione di una guerra nucleare richiederebbero
militare e provocare lanci accidentali di mis- una revisione significativa dei protocolli di sicu-
sili. I funzionari di entrambi i Paesi valutarono rezza nazionale. Gli Stati non nucleari, dal can-
positivamente l’esperienza, a dimostrazione to loro, potrebbero considerare queste tappe
di quanto sia importante che gli esperti degli intermedie ancora troppo distanti dallo scopo
Stati nucleari condividano lo stesso spazio e finale dell’abolizione delle armi nucleari. Tutta-
comunichino di persona allo scopo di ridurre i via, alla luce dei conflitti globali in corso e del
rischi di una guerra nucleare. persistere delle tensioni, compiere questi passi
In questa prospettiva, l’obiettivo di un centro è urgente e necessario se vogliamo evitare di
per la prevenzione della guerra nucleare non mettere ulteriormente a rischio il nostro futu-
sarebbe solo quello di evitare lanci di missi- ro. E tali azioni potrebbero di fatto costituire un
li causati da false informazioni: consentendo progresso significativo verso la costruzione di
una comunicazione regolare faccia a faccia, una società globale di pace e valori umani.
esso potrebbe servire anche da piattaforma L’8 settembre 2009, anniversario della Dichia-
per promuovere la fiducia reciproca fra i Pa- razione per l’abolizione delle armi nucleari del
esi coinvolti e approfondire la comune com- presidente Toda, il presidente Ikeda pubblicò
prensione che la guerra nucleare, in qualsiasi una proposta incentrata specificamente sulle
forma, deve essere evitata. sfide del disarmo nucleare. L’appello che for-
Tre anni fa, nel gennaio 2022, i leader di Stati mulò alla fine della proposta esprime l’incrol-
Uniti, Russia, Regno unito, Francia e Cina ri- labile determinazione e l’impegno della SGI
lasciarono una dichiarazione congiunta in cui ad affrontare la questione degli armamenti
chiarivano che «nessuna delle nostre armi nu- nucleari, che incarnano i mali della società
cleari è puntata verso un altro di noi e nem- moderna: «Basandomi sull’orgogliosa deter-
meno verso qualsiasi altro Stato». Sulla base minazione di rendere la lotta per l’abolizione
dello spirito che anima questa dichiarazione delle armi nucleari il fondamento di un mon-
congiunta invitiamo gli Stati nucleari ad av- do senza guerra, e convinto che la parteci-
viare un dibattito sull’istituzione di tale cen- pazione a questa impresa senza precedenti
tro per la prevenzione della guerra nucleare. sia il dono più prezioso che possiamo offrire
Anche se può essere difficile che tutti i cinque al futuro, invito tutte le persone di buona vo-
Stati agiscano contemporaneamente, quegli lontà a lavorare insieme per la realizzazione
Stati che riconoscono maggiormente la forte di un mondo finalmente libero dalla minaccia
necessità di misure atte a prevenire esiti im- nucleare» (BS, 138).
previsti potrebbero come primo passo riunirsi Abbracciando questo spirito e mettendo al
per implementare alcune delle sue funzioni. centro le giovani generazioni protagoniste
Per quanto riguarda l’ubicazione di tale cen- del futuro continueremo a promuovere il dia-
tro, una possibilità potrebbe essere quella logo e la cooperazione con persone di diversi
di stabilirlo in uno Stato chiave parte di una contesti culturali e religiosi. Ci impegniamo
delle cinque zone libere dalle armi nucleari a costruire una grande rete di solidarietà di
(NWFZ): America Latina e Caraibi, Pacifico cittadini e cittadine comuni che si dedicano a
meridionale, Sudest asiatico, Africa e Asia realizzare «il dono più prezioso che possiamo
centrale, con il supporto delle Nazioni Unite. offrire al futuro»: un mondo libero dal flagello
Per gli Stati nucleari e dipendenti dal nucleare delle armi nucleari.

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CI SONO PAROLE COSÌ IMPORTANTI DA RAPPRESENTARE CHIAVI DI VOLTA DELLA NOSTRA VITA E COSÌ
DECISIVE DA INCORAGGIARCI AD ATTUARE UNA SVOLTA. QUESTA RUBRICA, CURATA DA GIOVANI E
BASATA SU INCORAGGIAMENTI DI DAISAKU IKEDA, VUOLE PROPORRE ALCUNI SPUNTI CHE POSSANO
ESSERE DELLE VERE E PROPRIE “CHIAVI DI (S)VOLTA”. OGNI PUNTATA È DEDICATA A UN TEMA CARO AL
PERIODO DELLA GIOVENTÙ, MA CHE IN REALTÀ È FONDAMENTALE IN TUTTE LE FASI DELLA VITA

ANCHE SOLO UN PICCOLO PASSO IN AVANTI È DECISIVO


Ciò che è importante è fare il primo passo: se superiamo una paura – anche piccola – avremo il coraggio di fare
il passo successivo. Mettetevi degli obiettivi e, grandi o piccoli che siano, impegnatevi seriamente per realiz-
zarli: se li prendete sotto gamba, non arriverete da nessuna parte. Uno spirito sincero e devoto brilla come un
diamante. (Personalità e carattere, Esperia, p. 10)

UN ASPETTO IMPORTANTE PER SUPERARE SENZA di influenze negative, è praticamente impossibile por-
PAURA LE DIFFICOLTÀ tare avanti la nostra pratica buddista con successo da
Perché pratichiamo il Buddismo del Daishonin? Per soli. […] Avere dei buoni amici che ci sostengono è
costruire un io incrollabile come una montagna impo- essenziale per mantenere il corretto atteggiamento
nente, affinché possiamo superare senza paura qua- nella fede fino alla fine e condurre una vita di autenti-
lunque lotta e difficoltà. Questo è ciò che significa che vittorie. La Soka Gakkai è il regno dei buoni amici
conseguire la Buddità in questa esistenza. descritto dal Daishonin.
Tuttavia nell’Ultimo giorno della Legge, che è colmo (I giovani e gli scritti di Nichiren Daishonin, pp. 156-157)

28 || buddismo e società | 255 rubriche || chiavi di (s)volta | s e n z a pa u r a n o n c ' è c o r a g g i o


TRASFORMARE IL VELENO IN MEDICINA NON ESISTE UNA SITUAZIONE CHE NON
Non abbiate mai paura, per quanto il problema sembri POSSIAMO TRASFORMARE
scoraggiante. Semplicemente, dite a voi stessi che la Alla luce del principio secondo cui “la fra-
vostra fede viene messa alla prova e alzatevi per af- granza interna otterrà protezione esterna”
frontare le difficoltà coraggiosamente. Così facendo, possiamo assolutamente trasformare qualsi-
trasformerete definitivamente il veleno in medicina in- asi situazione modificando la nostra disposi-
nalzando il vostro stato vitale. zione mentale di fondo e rivelando la nostra
(I giovani e gli scritti di Nichiren Daishonin, p. 132) natura di Budda. Tutte le paure svaniscono
nel momento in cui ciascuno di noi crede con
tutto il cuore: «Solo io posso scrivere il ro-
manzo della mia vita».
(BS, 140; Gli insegnamenti della vittoria,
PER COLTIVARE LA NOSTRA FORZA INTERIORE
Esperia, vol. 1, pp. 253-254)
Una vera vittoria non si ottiene se si vacilla continua-
mente fra la speranza e la paura per ciò che ci atten-
de in futuro. Il Buddismo è ragione. Solo se affron-
tiamo la vita con uno stato mentale sereno e limpido
– forgiato coltivando la nostra forza interiore e pu-
rificando la nostra fede – possiamo far emergere da
dentro di noi le meravigliose funzioni della vita che
ci indirizzano verso la vittoria. Purificare e rafforzare
costantemente noi stessi attraverso la fede: questo
cammino di crescita personale interiore basato sul-
la Legge mistica è la via diretta verso un’autentica
vittoria nella vita. Per noi della SGI oggi ciò significa
una pratica regolare di Gongyo mattina e sera e lo
svolgimento delle attività per kosen-rufu. È attraver-
so questi sforzi ripetuti e il progresso nella nostra ri-
voluzione umana che apriamo la porta alla vittoria.
(BS, 146; L’eroe del mondo, Esperia, pp. 24-25)

DIVENTARE MAESTRI DELLA PROPRIA MENTE


Tutte le volte che Shin’ichi pensava al suo maestro, sen-
tiva sgorgare dal suo essere un coraggio e un’energia
enormi, e sapeva che avrebbe potuto affrontare qua-
lunque difficoltà.
Per quanto possiamo essere decisi a vivere in accordo Per continuare a riflettere sul tema della
con gli ideali più elevati, è facile essere sconfitti dalla puntata, ogni mese proponiamo un suggerimen-
paura o dal dubbio, dall’autocompiacimento o dall’ar- to in ambito culturale. Godetevi la visione del
roganza che sorgono nella nostra mente. Per questo
cortometraggio “Piper”, che racconta la storia
Nichiren Daishonin ci ammonisce: «Si deve diventare
di un piccolo piovanello che combatte contro le
maestri della propria mente e non lasciare che la mente
sia la nostra maestra» (RSND, 1, 447). Ma fin quando
proprie paure per superarle e scoprire nuove
riusciamo a mantenere vivo nel nostro cuore l’esempio meravigliose prospettive. Il corto è stato pre-
del nostro maestro, possiamo trionfare sulle nostre de- miato alla 89a edizione dei premi Oscar come
bolezze personali. (NRU, 16, 5) “Miglior cortometraggio d’animazione”.
serie
Questa serie si basa sulla nuova edizione giapponese del Nichiren
Daishōnin gosho zenshū. Oltre a raccogliere informazioni da quest’opera,
sono stati consultati documenti storici e riesaminate tradizioni secolari.

LA VITA DI Per ripercorrere la vita di Nichiren, che i membri della Soka Gakkai riveri-
scono come il Budda dell’Ultimo giorno della Legge, si trarrà inoltre ispi-

NICHIREN razione e insegnamento da alcune lezioni di Daisaku Ikeda il quale, citando


il suo maestro Josei Toda, disse: «A meno che non leggiate gli scritti del
Dalla serie: Daishonin con uno stato vitale vasto come l’Oceano Pacifico, non riusci-
Nichiren Daishonin. rete a coglierne veramente lo spirito e l’intento. Sarebbe un grave errore
Un grande voto cercare di comprenderli solo con l’intelletto».
compassionevole
Pur se alcuni aspetti della vita di Nichiren potranno rimanerci oscuri, co-
per la felicità
dell’umanità noscendo uno dopo l’altro i fatti che la scandiscono saremo sempre più
capaci di cogliere il suo cuore e la sua vera intenzione.

UNDICESIMA PUNTATA
Abbandonare il transitorio e rivelare l’originale
Pubblicata sul mensile Daibyakurenge di febbraio 2023

Dopo che il Daishōnin1 sopravvisse al tentativo di deca- secondo mese dell’anno seguente, in mezzo alla neve,
pitazione a Tatsunokuchi, i soldati lo portarono a Echi, scrive per i suoi discepoli più stretti» (L’apertura degli
nella provincia di Sagami. A quell’epoca aveva cin- occhi, RSND, 1, 243). Intendeva dire che il suo io prece-
quant’anni. La persecuzione di Tatsunokuchi fu per dente si era esaurito a Tatsunokuchi ed egli era giunto
lui un evento cruciale. Fino a quel momento aveva a Sado con una nuova consapevolezza e convinzione.3
mostrato la sua identità transitoria o superficiale di Daisaku Ikeda spiega: «In parole più semplici, pur rima-
persona comune afflitta dal karma e dalle sofferen- nendo una persona comune egli manifestò il Tathagata
ze, ma dopo aver superato questa persecuzione “ab- eterno che è una sola cosa con la Legge mistica, la
bandonò” tale identità e, pur rimanendo una perso- legge fondamentale dell’universo. […] Manifestò la vita
na comune, dischiuse e rivelò pienamente la sua vera del Budda eterno all’interno della vita di una persona
identità innata di Budda di saggezza e compassione comune». E prosegue, applicando questo principio a
illimitate. Questo processo viene chiamato “abban- ognuno di noi: «Quando ci dedichiamo a kosen-rufu,
donare il transitorio e rivelare l’originale”. 2 superando dolorose sofferenze e perseverando nella
In seguito, mentre era in esilio a Sado, Nichiren scrisse: fede, anche noi possiamo concretizzare il principio di
«Nel dodicesimo giorno del nono mese dello scorso “abbandonare il transitorio e rivelare l’originale”, cioè
anno [1271], tra le ore del topo e del bue [dalle ventitré da persone comuni possiamo manifestare la stessa vita
alle tre], questa persona chiamata Nichiren fu decapi- del Budda, come fece il Daishōnin» (MDG, 300-301).
tata. La sua anima è arrivata in quest’isola di Sado e nel Dopo aver rivelato la sua identità originale, le azioni di

1) In questi nuovi testi elaborati dalla Soka Gakkai viene adottata una traslitterazione dei nomi propri cinesi e giapponesi diversa
dalla consueta forma con cui li scriviamo sulle nostre riviste.
2) Originariamente Tiantai impiegò questa espressione per spiegare come Shakyamuni avesse rivelato la sua vera condizione di Budda
nel capitolo Durata della vita del Sutra del Loto, scartando l’identità provvisoria di Budda che aveva ottenuto l’Illuminazione per la prima
volta in India nella sua esistenza presente e rivelando l’Illuminazione ottenuta in un passato lontano tanti kalpa quanti i granelli di polvere
di innumerevoli sistemi maggiori di mondi. Il carattere cinese per “abbandonare” significa anche “aprire”. Nel caso di Nichiren questo
principio significa che egli, rimanendo una persona comune, fu in grado di dischiudere la vera identità di Budda libero da ogni illusione.
3) In seguito il Daishōnin affermò: «Quanto ai miei insegnamenti, considerate quelli anteriori al mio esilio nella provincia di Sado come
i sutra predicati dal Budda prima del Sutra del Loto» (Lettera a Misawa, RSND, 1, 794-795), classificando i suoi insegnamenti in maniera
simile a quella con cui sono suddivisi quelli di Shakyamuni: precedenti al Sutra del Loto con valore di espedienti e veri insegnamenti.

30 || buddismo e società | 255 || la vita di nichiren | undicesima puntata: abbandonare il provvisorio e rivelare l’originale
Nichiren divennero quelle del Budda dell’Ultimo giorno su che abbiamo praticato così a lungo» (Le azioni del
della Legge ed egli iscrisse per la prima volta il Gohon- devoto del Sutra del Loto, RSND, 1, 682). Dopo la par-
zon, l’oggetto di culto che tutte le persone possono tenza dei soldati, gli uomini di Shigetsura li sostituirono
rispettare e sul quale possono basare la loro pratica. e anche Shijō Kingo se ne andò.
Quella sera, intorno alle otto, giunse un messaggero
Il soggiorno a Echi dello shogunato con un ordine scritto dal reggente. Il
Dopo il fallito tentativo di decapitazione, lo shogunato vice di Shigetsura raccontò a Nichiren l’accaduto: «Il
impiegò pressoché tutto il mese successivo a discutere messaggero ha detto che, poiché il signore di Musashi
su cosa fare di Nichiren e dei suoi discepoli. [Hōjō Nobutoki] era partito stamattina all’ora della le-
Intorno a mezzogiorno del tredicesimo giorno del pre [dalle cinque alle sette] diretto alla sorgente terma-
nono mese del 1271 Nichiren giunse a Echi presso la re- le di Atami, egli ha dovuto cavalcare quattro ore per
sidenza di Homma Rokurō Saemon-no-jō Shigetsura, il venire qui al più presto nel timore che ti succedesse
vice governatore militare della provincia di Sado.4 Qui qualcosa. Il messaggero è ripartito immediatamente
ordinò del sakè per i soldati che lo avevano scortato, gli per portare notizie al signore ad Atami entro questa
stessi che precedentemente avevano tentato di deca- sera» (Ibidem). Nella lettera che accompagnava l’ordi-
pitarlo; adesso Nichiren li ringraziava, a indicare il suo ne era scritto: «Questa persona non è realmente col-
stato vitale vasto e magnanimo. Prima di andare via pevole. Sarà presto graziata. Se la giustiziate, avrete di
alcuni di loro giunsero le mani e dissero con riverenza: che pentirvene» (Ibidem). Non si sa chi avesse deciso
«Ti odiavamo perché ci era stato detto che calunniavi il di decapitare segretamente Nichiren, ma è probabile
Budda Amida che noi veneriamo. Ma ora che abbiamo che Hōjō Nobutoki avesse tacitamente dato il suo con-
visto con i nostri occhi ciò che ti è accaduto e capito senso a portarlo a Tatsunokuchi e poi si fosse tirato
che persona degna tu sia, abbandoneremo il Nembut- indietro per evitare ogni responsabilità.

LA SOKA GAKKAI “ABBANDONA IL TRANSITORIO E RIVELA L’ORIGINALE”


Poco dopo la nomina a secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda scrisse un saggio dal titolo “La sto-
ria e le convinzioni della Soka Gakkai” in cui ricordava le parole del fondatore e primo presidente, Tsunesaburo
Makiguchi: «[La Soka Gakkai] deve abbandonare il transitorio e rivelare l’originale».5 Durante la seconda guerra
mondiale il governo militare aveva imprigionato entrambi con le accuse di lesa maestà e violazione di una dispo-
sizione repressiva chiamata Legge per la preservazione della pace.6 Dal giorno del suo rilascio, nel luglio 1945,
Toda affermò che nel suo cuore poteva dire al suo maestro, morto in carcere: «Adesso sono consapevole che
siamo apparsi in questo mondo con la grande missione di propagare Nam-myoho-renge-kyo, il Sutra del Loto
di sette caratteri, nell’Ultimo giorno della Legge. In base a questa convinzione, direi che siamo tutti Bodhisattva
della Terra». E aggiunse: «Noi siamo Bodhisattva della Terra e, per quanto riguarda la nostra fede e la nostra
pratica, siamo seguaci e discepoli di Nichiren Daishonin. […] Questa convinzione è l’assunto centrale della Soka
Gakkai e sta iniziando a diffondersi fra i suoi membri. È davvero “abbandonare il transitorio e rivelare l’origina-
le”». La maggior parte dei membri a quel tempo soffriva di malattie o difficoltà finanziarie, ma fece proprio
il voto del maestro giungendo a nutrire la sua stessa convinzione di essere un Bodhisattva della Terra e un
discepolo diretto di Nichiren apparso per realizzare kosen-rufu. Il presidente Toda dichiarò che questa era la
dimostrazione che la Soka Gakkai aveva abbandonato il transitorio e rivelato la propria vera identità.

4) La carica di vice governatore militare comprendeva la gestione degli affari politici e militari del feudo del governatore militare
per conto di quest’ultimo.
5) Josei Toda, Toda Jōsei zenshū (Opere complete di Josei Toda), vol. 3, Tokyo, Seikyo Shimbun-sha, 1989, pp. 119-120.
6) Una legge emanata nel 1925 e riscritta nel 1941 che fu utilizzata dal governo giapponese per reprimere la libertà di pensiero e
di parola di chi si opponeva alle sue politiche belliche. Prevedeva pene severe per i trasgressori, fra cui anche la pena di morte.

31
studio
LEZIONI DI DAISAKU IKEDA
LO STUDIO MENSILE SUGLI SCRITTI DI NICHIREN DAISHONIN

›› APRILE 2025 L’INVERNO SI TRASFORMA


SEMPRE IN PRIMAVERA
Testo integrale su Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1, p. 476
e al link [Link]

Manifestare il grande potere


della fede, la forza ispiratrice
della immensa convinzione
di Nichiren Daishonin
Lezione di Daisaku Ikeda pubblicata sul mensile Daibyakurenge
di febbraio 2008 e su Buddismo e società n. 130 (2008)

Una volta l’ex sottosegretaria del Ministero austriaco dell’educazione, dell’ar-


te e dello sport Jutta Unkart-Seifert, con la quale io e mia moglie abbiamo
avuto una lunga amicizia, ha detto sorridendo: «Ho sentito parlare di una
meravigliosa espressione buddista» e ha citato la frase di Nichiren Daisho-
nin: «L’inverno si trasforma sempre in primavera». Poi ha spiegato che in
Austria esistono modi di dire simili, come ad esempio: «Dopo la pioggia
ritorna il sole», e ha raccontato che i suoi genitori, entrambi non vedenti, le
hanno insegnato a vivere con uno spirito solare e positivo per dare speranza
agli altri.
Le parole del Daishonin continuano a incoraggiare tante persone in tutto
il mondo le quali, ispirate dalla sua traboccante compassione e dalla sua
Cinque scritti maggiori: indistruttibile convinzione, rinnovano il loro slancio e vivono con vigore e
i cinque scritti più importanti determinazione.
di Nichiren Daishonin secondo Durante le sue lezioni sul Sutra del Loto, il secondo presidente della Soka
la classificazione elaborata da
Gakkai Josei Toda era solito affermare che, se si mette in pratica anche una
Nikko Shonin, il suo discepolo
sola frase o un brano dei ventotto capitoli del sutra, si può arrivare a com-
e successore diretto. Sono:
Adottare l’insegnamento
prendere il sutra nella sua interezza. Allo stesso modo chi mette in pratica
corretto per la pace nel paese, anche una singola frase o un brano degli scritti del Daishonin, nutrendo una
L’apertura degli occhi, L’oggetto profonda convinzione nel suo significato e dimostrando la prova concreta,
di culto per l’osservazione della diventerà una persona forte.
mente, La scelta del tempo e È importante imparare a conoscere i trattati e le lettere del Daishonin – in
Ripagare i debiti di gratitudine. particolare i suoi cinque scritti maggiori – e studiarne le profonde dottrine.
Spero che i giovani risveglino il loro spirito di ricerca e si impegnino nello
studio degli scritti di Nichiren.

32 || buddismo e società | 255 || studio | lo studio mensile | aprile 2025


È bene cercare ispirazione da qualunque brano del Gosho incidendone le
parole nel nostro cuore, recitando Daimoku per comprenderle al meglio e
cercando di metterle in pratica mentre siamo alla prese con i problemi della
vita e lottiamo contro le avversità. In ciò consiste la vera essenza dello stu-
dio buddista nella Soka Gakkai, uno studio strettamente collegato alla vita
quotidiana.
Le parole d’oro del Daishonin sono fonte di infinito incoraggiamento e di
ispirazione per i membri della SGI di tutto il mondo, spronano a trasfor-
mare la vita e a conquistare una solida vittoria. In questo scritto si trova la
famosa frase: «Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno,
ma l’inverno si trasforma sempre in primavera». Non è esagerato dire che in
queste parole è concentrata tutta la filosofia della speranza che è l’essenza del
Buddismo di Nichiren Daishonin.
Studiamo insieme il Gosho L’inverno si trasforma sempre in primavera con lo
scopo di acquisire una comprensione più profonda del cuore del Daishonin.

PRIMO BRANO | DA L’INVERNO SI TRASFORMA SEMPRE IN PRIMAVERA

«Il tuo defunto marito aveva una figlia e un figlio malato. Non posso fare a meno di pensare a quanto dolore
deve aver provato: se fosse morto e fosse stato costretto a lasciarli, sua moglie, anziana e fragile come un
ramoscello secco, sarebbe rimasta da sola e con una grande tristezza nel cuore per questi due figli. Inoltre
deve essere stato in grande apprensione per le sorti di Nichiren. Dato che le parole del Budda non sono in
alcun modo false, il Sutra del Loto si diffonderà sicuramente. Sapendo questo, tuo marito deve aver sentito
che sarebbe accaduto qualcosa di meraviglioso e che un giorno questo prete sarebbe stato molto rispettato.
Quando fui esiliato contro ogni sua previsione, deve essersi chiesto perché il Sutra del Loto e le dieci fanciul-
le demoni avessero potuto permettere che ciò accadesse. Come sarebbe felice di vedere Nichiren perdonato
se fosse ancora in vita! Come sarebbe lieto di veder realizzate le mie predizioni, ora che l’impero mongolo ha
attaccato il Giappone e il paese è in crisi! Tali sono i sentimenti dei comuni mortali».

Il Buddismo è il principale alleato delle persone che soffrono


Questo Gosho fu scritto a Minobu nel maggio 1275, circa un anno dopo
il ritorno di Nichiren dall’esilio di Sado, ed è indirizzato alla monaca laica
Myoichi che viveva nella città di Kamakura.
Meno di quattro anni prima, nel 1271, il Daishonin aveva subito la persecu-
zione di Tatsunokuchi ed era stato esiliato a Sado, dove era rimasto per due
anni e mezzo, fino a marzo del 1274. A questi eventi era seguito un violento
attacco contro i suoi seguaci di Kamakura, tra i quali vi erano anche Myoichi
e il marito. I due coniugi subirono la confisca dei loro possedimenti, ma
mantennero una salda fede nel Sutra del Loto rivelandosi discepoli autentici,

33
capaci di lottare con tutto il cuore per essere solidali con il Daishonin.
Purtroppo il marito morì prima che Nichiren ottenesse il perdono. Così Myoichi,
afflitta da una salute cagionevole e priva di sostegno, rimase sola ad allevare i due
figli, uno dei quali era malato. Nonostante le difficili circostanze Myoichi con-
tinuò a sostenere con sincerità il Daishonin, inviandogli un servo per aiutarlo e
assisterlo sia durante la permanenza a Sado sia dopo il trasferimento a Minobu.
Il Daishonin scrisse questa lettera per ringraziarla del dono di un abito.
Il Buddismo è il principale alleato delle persone che soffrono ed esiste per
aiutare chi affronta grandi avversità a conquistare la suprema felicità. I leader
buddisti hanno la responsabilità di offrire il massimo sostegno alle persone
nel realizzare questo scopo.
L’inverno si trasforma sempre in primavera è una lettera colma di un incoraggia-
mento che viene dal cuore. Non c’è dubbio che in quei momenti difficili
Myoichi stesse perseverando coraggiosamente nella pratica buddista. Mentre
tanti discepoli e la società in generale erano disorientati a causa dell’esilio del
Daishonin a Sado e per l’invasione mongola (avvenuta nell’ottobre del 1274),
questa lettera testimonia che la monaca laica non aveva vacillato nella fede e
aveva continuato a praticare con un cuore puro accanto al suo maestro.
Le difficoltà affrontate da Myoichi possono essere paragonate all’inverno, e
si può intuire che il Daishonin abbia voluto scriverle questa lettera di inco-
raggiamento motivato dal profondo desiderio che la sua discepola potesse
diventare felice e conseguire la Buddità, cercando di dissolvere in lei ogni
traccia di afflizione e angoscia.
Il Daishonin afferma: «È il cuore che è importante» (I tre tipi di tesori, RSND,
1, 889). Myoichi aveva mantenuto la fede fino a quel momento ed era impor-
tante che perseverasse con uno spirito fresco e proteso al futuro. Nichiren,
con le sue parole, voleva accendere la fiamma inesauribile della fede nella
profondità della vita di Myoichi affinché potesse superare le illusioni e anda-
re avanti con fiducia, priva di dubbi o esitazione di fronte agli ostacoli.
L’inverno si trasforma sempre in primavera è uno scritto ricco di compassione e
ogni sua parola riflette l’ardente desiderio del Daishonin di incoraggiare la
sua discepola.

L’ultimo desiderio di Shakyamuni: guidare Ajatashatru all’Illuminazione


All’inizio della lettera il Daishonin riflette su quanto il marito di Myoichi,
avvicinandosi al momento della morte, potesse essere preoccupato per la
famiglia che stava lasciando. I suoi pensieri – immagina il Daishonin –
erano sicuramente rivolti alla giovane figlia, al figlio malato e alla moglie che
sarebbe rimasta da sola ad allevarli sotto il peso di tante difficoltà. Descri-
vendo lo stato d’animo del marito di Myoichi il Daishonin sta cercando di
esprimere i sentimenti e le preoccupazioni della donna.
Nel Buddismo non c’è traccia di sentimentalismo o di pessimismo. Le pa-

34 || buddismo e società | 255 || studio | lo studio mensile | aprile 2025


role del Daishonin sul marito defunto rasserenarono Myoichi, le diedero la Re Ajatashatru:
certezza che il suo maestro aveva compreso le sue difficoltà e stava veglian- re di Magadha, in India,
do con calore su di lei e sulla sua famiglia. all’epoca di Shakyamuni.
Istigato da Devadatta salì
Nella prima parte della lettera (che qui non viene riportata) il Daishonin rac-
al trono dopo aver ucciso il
conta come Shakyamuni, nei suoi ultimi giorni di vita, avesse il cuore pieno
proprio padre, il re Bimbisara,
di angoscia e apprensione per il destino del re Ajatashatru. Il Budda era molto seguace di Shakyamuni.
preoccupato perché Ajatashatru era stato fuorviato da Devadatta e ora stava Sempre su istigazione di
soffrendo di una terribile agonia come retribuzione per le sue gravi offese alla Devadatta, Ajatashatru tentò
Legge. Il Budda si preoccupa in modo imparziale e senza distinzioni di tutti di uccidere il Budda e i suoi
gli esseri viventi, tuttavia il suo pensiero è sempre rivolto alle persone destinate discepoli aizzando contro
a cadere nei cattivi sentieri, proprio come i genitori si preoccupano sempre del di loro un elefante ubriaco.
loro figlio malato, pur amando in egual modo ciascuno dei figli. Il Daishonin Successivamente, tormentato
dal rimorso per aver ucciso
cita l’esempio di Shakyamuni per spiegare come il marito di Myoichi, prima di
il padre, fu afflitto da piaghe
morire, fosse in apprensione per le sorti della propria famiglia.
virulente che gli ricoprirono
Il Daishonin si riferisce a Myoichi definendola una donna anziana e fragile come tutto il corpo. Seguendo il
un ramoscello secco, tuttavia non dobbiamo intendere queste parole in senso consiglio del suo medico e
letterale. Possiamo supporre che il Daishonin intendesse descrivere lo stato d’a- ministro Jivaka, chiese aiuto
nimo del marito di Myoichi, preoccupato del fatto che sua moglie sarebbe rima- a Shakyamuni, che gli espose
sta sola, oppure volesse dare voce ai sentimenti di ansia e sfiducia della donna. la dottrina del Sutra del
Poi, riguardo al fatto che il marito di Myoichi fosse morto prima che Nichiren Nirvana. Ajatashatru grazie a

ottenesse il perdono, scrive: «Dato che le parole del Budda non sono in alcun quell’insegnamento riuscì a
sradicare il cattivo karma e a
modo false, il Sutra del Loto si diffonderà sicuramente. Sapendo questo, tuo
prolungare la propria vita.
marito deve aver sentito che sarebbe accaduto qualcosa di meraviglioso e che
un giorno questo prete sarebbe stato molto rispettato. Quando fui esiliato con-
tro ogni sua aspettativa, deve essersi chiesto perché il Sutra del Loto e le dieci
fanciulle demoni avessero potuto permettere che ciò accadesse. Come sarebbe
felice di vedere Nichiren perdonato se fosse ancora in vita! Come sarebbe lieto
di veder realizzate le mie predizioni, ora che l’impero mongolo ha attaccato il
Giappone e il paese è in crisi! Tali sono i sentimenti dei comuni mortali».
Il Daishonin era deciso a toccare in profondità il cuore di Myoichi e per
questo motivo si impegnò con tutto se stesso per trasmetterle un grande
incoraggiamento. Questo gesto testimonia la lotta seria e compassionevole
del Daishonin nel voler risvegliare lo spirito di Myoichi e fare breccia nella
sua oscurità e nelle sue illusioni dissolvendo ogni suo dubbio.
In questo passo il Daishonin parla dei «sentimenti dei comuni mortali» dicendo
che il marito di Myoichi, addolorato per l’esilio di Nichiren, avrebbe certamente
gioito alla notizia del compimento della sua profezia sull’invasione mongola.
Secondo Nichiren è naturale provare questi sentimenti, perché il cuore degli
esseri umani è influenzato dalle circostanze esterne e tende a oscillare tra gioia e
dolore. Tuttavia, la vita e i sentimenti del marito di Myoichi erano permeati dalla
grande Legge mistica: il suo era il cuore che pulsa per kosen-rufu, che gioisce per
la diffusione del Sutra del Loto, ed era il cuore leale del discepolo che condivide

35
lo stesso impegno del maestro, il devoto del Sutra del Loto.
Se i «sentimenti dei comuni mortali» – in questo caso provare gioia o dolersi
per le sorti del proprio maestro – vengono analizzati con gli occhi del Budda,
appare chiaro come il marito di Myoichi avesse combattuto coraggiosamen-
te al fianco del proprio maestro fino alla fine, concludendo la propria vita in
modo vittorioso e senza rimpianti.
Subito dopo il Daishonin afferma che l’inverno si trasforma sempre in primave-
ra per chiarire che il marito di Myoichi aveva sicuramente conseguito la Buddità.
Parlando dei sentimenti dei comuni mortali, il Daishonin intendeva lodare
la fede dimostrata dal discepolo defunto, una fede capace di permeare la
vita e i sentimenti degli esseri umani; inoltre cerca di rassicurare Myoichi
riguardo all’ottenimento della Buddità del defunto marito.
Il cuore umano è estremamente mutevole. È probabile che Myoichi fosse triste
perché suo marito non era vissuto abbastanza per vedere Nichiren perdonato.
Nutrire inquietudine e tristezza è naturale, tuttavia tali sentimenti possono far
nascere dubbi e illusioni. Per questo motivo il Daishonin rassicura Myoichi
dicendole che suo marito, avendo mantenuto la fede fino alla fine, ha conse-
guito senza dubbio la Buddità. Voleva essere certo che Myoichi non perdesse
lo spirito vibrante della fede necessario per continuare a vivere con speranza.
Il rimorso, la lamentela e il malcontento possono far ristagnare la fede; per
andare avanti è essenziale mantenere uno spirito puro e coraggioso. Affer-
ma il Daishonin: «La potente spada del Sutra del Loto deve essere brandita
da un coraggioso nella fede» (Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365).
Se raccogliamo la sfida della nostra rivoluzione umana convinti che otter-
remo la vittoria finale nella nostra vita, potremo espandere enormemente la
nostra condizione e saremo capaci di conseguire uno stato vitale di infinita
libertà che ci porterà ad abbracciare tutte le avversità e i dispiaceri come
se fossero un grande oceano. Verrà il momento in cui ci apparirà chiaro il
significato di tutte le nostre esperienze.
Per questa ragione è vitale progredire basandoci sulla recitazione del
Daimoku, sia nei momenti di sofferenza sia nei momenti di gioia. Quando
stiamo soffrendo possiamo far emergere la saggezza per cambiare il vele-
no in medicina, e quando stiamo bene possiamo addirittura diventare più
felici. Diventeremo “persone comuni” dotate di un’alta condizione vitale
e capaci di dimostrare concretamente le parole del Daishonin: «Quando
c’è da soffrire, soffri; quando c’è da gioire, gioisci» (Felicità in questo mondo,
RSND, 1, 607).

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SECONDO BRANO | DA L’INVERNO SI TRASFORMA SEMPRE IN PRIMAVERA

«Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno, ma l’inverno si trasforma sempre in primavera. Sin
dai tempi antichi, non si è mai visto né udito di un inverno che si sia trasformato in autunno, né abbiamo mai
sentito di un credente del Sutra del Loto che sia rimasto un comune mortale non illuminato. Il sutra afferma:
“Fra coloro che ascoltano questa Legge, nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità!” (SDLPE, 85)».

L’inverno si trasforma sempre in primavera significa che conseguiremo Tre ostacoli e quattro demoni:
senza alcun dubbio la Buddità vari ostacoli e impedimenti che
Il Daishonin afferma: «Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come sorgono nella nostra pratica
buddista. I tre ostacoli sono:
l’inverno». Prima di poter dare il benvenuto alla primavera, dobbiamo pas-
l’ostacolo di illusioni e desideri,
sare attraverso l’inverno. Per ottenere la Buddità in questa esistenza è in-
l’ostacolo del karma e l’ostacolo
dispensabile intraprendere una dura lotta per cambiare il nostro karma e della retribuzione. I quattro
respingere gli attacchi che sorgono dai tre ostacoli e quattro demoni e dai demoni sono: l’impedimento
tre potenti nemici. Le prove dell’inverno sono inevitabili se vogliamo andare delle cinque componenti;
incontro a una brillante primavera basandoci sulla fede. l’impedimento di illusioni e
«Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno»: sono parole desideri; l’impedimento della
ricche di compassione pronunciate da un padre severo che ci invita a seguire morte e l’impedimento del Re
il sentiero certo dell’ottenimento della Buddità, che consiste nel lottare per il demone del sesto cielo.

superamento degli impedimenti karmici. Il modo per ottenere la Buddità è


racchiuso nelle parole «l’inverno si trasforma sempre in primavera».
Tre potenti nemici:
L’inverno si trasforma in primavera e non in autunno: questa è una legge tre tipi di persone arroganti
immutabile della natura. Allo stesso modo, secondo il Daishonin, coloro che perseguitano coloro che
che sostengono la Legge mistica – il grande insegnamento per l’ottenimento propagano il Sutra del Loto
della Buddità – non mancheranno di diventare Budda e non rimarranno nell’epoca malvagia successiva
nella condizione di illusione delle persone comuni non illuminate. Come alla morte del Budda. Sono
promesso dal Budda nel Sutra del Loto, coloro che ascoltano e abbracciano descritti nella sezione in versi
la Legge mistica otterranno tutti, senza eccezione, la Buddità (SDLPE, 85). del tredicesimo capitolo del
Sutra del Loto, Esortazione
Questo è un principio universale della vita.
alla devozione. Il Gran Maestro
Dalla prospettiva del Budda ogni persona ha il diritto di essere felice. Ciascu-
cinese Miao-lo li definisce laici
no possiede il potenziale di condurre una vita traboccante di gioia. Inoltre, arroganti, preti arroganti e falsi
noi che abbracciamo il Buddismo di Nichiren Daishonin sappiamo come santi arroganti.
attingere al potere della Legge mistica nella nostra vita e per questo motivo
non solo abbiamo il diritto di essere felici noi, ma abbiamo anche l’impor-
tante missione di aiutare gli altri a conquistare la vera felicità nella loro vita.
«L’inverno si trasforma sempre in primavera»: i comuni mortali che supe-
rano le sfide che si presentano nel corso della pratica buddista diverranno
senza dubbio dei Budda. Con parole simili al potente ruggito del leone, il
Daishonin proclama che i suoi discepoli che dedicano la vita ad aiutare gli
altri a risvegliare e manifestare la Buddità inerente alla loro vita, non man-
cheranno di ottenere la Buddità.

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Le prove dell’inverno fanno sbocciare i fiori della vittoria
È importante comprendere questo punto: proviamo gioia per l’arrivo della
primavera grazie all’inverno che l’ha preceduta. Soltanto se si superano le
prove dell’inverno grazie al potere della fede è possibile assaporare la prima-
vera della vittoria.
Prendiamo l’esempio degli alberi di ciliegio che fioriscono in primavera: le
gemme si formano in estate ed entrano in una fase di dormienza in autun-
no. Poi devono affrontare i rigori dell’inverno – cioè attraversano una fase
chiamata interruzione della fase di dormienza – e quindi cominciano a svi-
lupparsi fino alla piena fioritura. Le gemme si sviluppano grazie al freddo
dell’inverno. Una volta risvegliatesi dalla condizione di dormienza iniziano
a crescere sotto l’influsso delle temperature più miti fino a sbocciare.
L’inverno ha la funzione di risvegliare il potere intrinseco e il potenziale latente:
questo è un principio che si applica sia alla vita sia alla pratica buddista. Tutti gli
esseri viventi possiedono il seme della Buddità, o natura di Budda. Questo seme
contiene un potenziale vasto e illimitato quanto l’universo stesso. La fede nel Su-
tra del Loto, grazie alla quale siamo capaci di superare le prove dell’inverno, ha il
potere di risvegliare questo seme dalla fase di latenza e portarlo a produrre i suoi
frutti. In altre parole, i frutti si raccolgono attraverso la lotta contro gli ostacoli
che sorgono nel corso della nostra pratica buddista, cioè attraverso la lotta con-
tro i tre ostacoli e quattro demoni e i tre potenti nemici. Possiamo far sbocciare
nella nostra vita i fiori brillanti della vittoria quando resistiamo alle difficoltà
dell’inverno e trionfiamo su di esse basandoci sulla pratica della Legge mistica.
Ma se nel mezzo dell’inverno della vita esitiamo nel progredire nella fede, dubi-
tiamo del suo potere intrinseco e riduciamo i nostri sforzi nella pratica, finiremo
per non ottenere alcun risultato. Si dice che se l’inverno non è freddo abbastanza
per interrompere la fase di dormienza, la fioritura delle gemme sarà ritardata e
i fiori non sbocceranno come dovrebbero. La chiave per vincere nella vita sta
nell’intensità con cui combattiamo durante il nostro inverno, nella saggezza con
cui affrontiamo quei momenti e nel significato che sappiamo attribuire a ogni
singolo giorno vissuto nella certezza che la primavera alla fine arriverà.
Avere fede nel Sutra del Loto significa farsi strada coraggiosamente attraverso
l’inverno delle nostre avversità. Assumendoci l’arduo compito di cambiare il
nostro karma potremo dare il benvenuto alla primavera e costruire felicità e
buona fortuna. Per questo motivo non dobbiamo evitare le prove dell’inverno,
ma affrontarle con coraggio per poter avanzare senza limiti verso la meravi-
gliosa primavera dell’ottenimento della Buddità e realizzare kosen-rufu.
Il Sutra del Loto insegna l’importanza di trionfare sull’inverno della vita e il
Daishonin ci assicura che l’inverno si trasforma sempre in primavera. I nostri
continui sforzi volti a trasformare l’inverno in primavera rappresentano il sen-
tiero fondamentale per ottenere il pieno appagamento e il progresso nella vita.
Se avanziamo con forza su questo sentiero apriremo la via dell’ottenimento

38 || buddismo e società | 255 || studio | lo studio mensile | aprile 2025


della Buddità in questa esistenza e godremo di una condizione vitale gloriosa
e simile alla primavera, uno stato vitale che brilla di incommensurabile buona
fortuna e benefici attraverso le tre esistenze di passato, presente e futuro.

TERZO BRANO | DA L’INVERNO SI TRASFORMA SEMPRE IN PRIMAVERA

«Tuo marito ha dato la vita per il Sutra del Loto. Il suo intero sostentamento dipendeva da un piccolo feudo che
gli fu confiscato a causa della sua fede. Sicuramente ciò equivale a dare la vita per il Sutra del Loto. Il ragazzo
delle Montagne Nevose fu capace di offrire il suo corpo per conoscere la metà di un insegnamento buddista e
il bodhisattva Re della Medicina fu capace di bruciarsi i gomiti come offerta al Budda; poiché entrambi erano
saggi, per loro queste azioni furono come versare acqua sul fuoco. Ma tuo marito era un comune mortale, e le
persecuzioni subite furono come gettare carta nel fuoco. Perciò i benefici che riceverà saranno sicuramente
grandi quanto i loro. È possibile che egli stia osservando giorno e notte sua moglie e i suoi figli negli specchi
celesti del sole e della luna. Dal momento che tu e i tuoi figli siete comuni mortali non potete né vederlo né
sentirlo, così come un sordo non può udire il fragore del tuono né un cieco vedere la luce del sole. Siate certi
che egli vi è vicino e vi protegge».

Le persone comuni che si basano sempre sulla fede e sulla pratica


con lo spirito di non risparmiare la propria vita sono persone nobili
In questo brano del Gosho il Daishonin mette a confronto gli sforzi del ra-
gazzo delle Montagne Nevose con quelli dei comuni mortali. Per un saggio
come il ragazzo delle Montagne Nevose non era stato difficile offrire la vita
per cercare la verità eterna, ma per una persona comune è veramente arduo
portare avanti una pratica altruistica e sacrificare qualcosa di grande valore,
come successe al marito di Myoichi che dovette rinunciare al suo feudo, per
lui prezioso come la sua stessa vita. Il Daishonin afferma che non c’è alcuna
differenza fra i benefici acquisiti dal ragazzo delle Montagne Nevose che ave-
va offerto la sua vita per la Legge e i benefici del marito di Myoichi che aveva
perseverato nella fede senza lesinare la propria vita.
Toda era solito usare l’espressione “un comune mortale illuminato sin dal
tempo senza inizio”. Le persone comuni che dedicano la loro vita alla Legge
mistica sono capaci di entrare nel “regno del tempo senza inizio”, la condi-
zione eterna della Buddità.
Il marito di Myoichi mantenne una salda fede nonostante avesse perso il feudo
da cui dipendeva il sostentamento della sua famiglia. L’incommensurabile bene-
ficio che ottenne grazie alla sua fede altruistica fu che al momento della morte
la sua vita poté fondersi con il mondo di Buddità dell’universo – un mondo
che il Daishonin nei suoi scritti definisce spesso come “la pura Terra del Picco
dell’Aquila” – e acquisire uno stato vitale vasto e infinito. Alla luce degli scritti
di Nichiren Daishonin tutto ciò è perfettamente chiaro. Il Daishonin dice anche

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che il marito di Myoichi, dalla dimensione eterna della Buddità, avrebbe sempre
vegliato sulla moglie e i figli proteggendoli come il sole e la luna nel cielo.
Il marito di Myoichi aveva ottenuto senza alcun dubbio la Buddità e pertanto
le preoccupazioni del Daishonin erano tutte rivolte alla moglie rimasta sola
a crescere un figlio malato in circostanze tanto difficili. Si rivolge a lei con
calore, dicendole che non deve preoccuparsi di nulla e che suo marito sta
vegliando su di lei dalla pura Terra del Picco dell’Aquila. In queste parole
possiamo percepire la premura sincera del Daishonin che avvolge Myoichi e
i suoi figli come una dolce brezza primaverile. Nichiren rassicura la monaca
laica dicendole che non deve nutrire alcun dubbio.
Sono certo di non essere il solo a essere profondamente toccato dall’intensa
compassione del Daishonin racchiusa in queste parole così incoraggianti. Egli
desiderava ardentemente portare felicità alle madri e ai loro figli e a tutti coloro
che stavano soffrendo. Il suo calore compassionevole è veramente come il sole
primaverile che scioglie la neve dell’inverno.
Il Daishonin voleva lodare la fede devota dei due coniugi e sostenere la ve-
dova Myoichi e la sua famiglia. Desiderava che questi seguaci, che avevano
condiviso i suoi sforzi, avanzassero con speranza e orgoglio fino alla fine,
conseguendo uno stato vitale di grande vittoria e apprezzamento per la pra-
tica buddista. Animato da questo spirito, continuò a offrire incoraggiamenti
pieni di compassione e convinzione.

QUARTO BRANO | DA L’INVERNO SI TRASFORMA SEMPRE IN PRIMAVERA

«Proprio mentre stavo pensando di fare il possibile per venirti a trovare, tu mi hai spedito un abito. La tua pre-
mura era del tutto inattesa. Considerato che il Sutra del Loto è il più nobile di tutti i sutra, è ancora possibile
che io guadagni prestigio nel corso di questa vita. In tal caso sii certa che avrò cura dei tuoi figli, sia che tu viva
ancora o no. Hai mandato il tuo servitore in mio aiuto quando ero a Sado e anche durante la mia permanenza
qui a Minobu. In quale esistenza potrei mai dimenticare ciò che hai fatto per me? Ripagherò questo debito di
gratitudine servendoti nella prossima esistenza».

Il legame fra maestro e discepolo è eterno


I veri discepoli si impegnano per tutta la vita per ripagare il debito di gratitu-
dine verso il loro maestro. Io ho speso tutta la mia vita per ripagare i debiti
di gratitudine verso il mio maestro Toda.
Myoichi, come si accenna in questo scritto, inviò al Daishonin un servitore
per assisterlo e gli fece dono di un vestito. In risposta a questa madre che
aveva dedicato la vita a kosen-rufu rimanendo al suo fianco nonostante le
grandi difficoltà, il Daishonin dice che ripagherà il suo debito di gratitudine
verso di lei non solo in questa esistenza ma anche nella prossima e che ve-
glierà sui suoi giovani figli nel caso in cui le dovesse accadere qualcosa. Le
parole del Daishonin abbracciano con calore l’intera famiglia di Myoichi.

40 || buddismo e società | 255 || studio | lo studio mensile | aprile 2025


Non c’è fortuna più grande che avere un maestro. Non esiste un modo di
comunicare più sincero di quello condiviso dal maestro e dal discepolo e dai
compagni praticanti che si dedicano alla Legge mistica. Il legame fra maestro
e discepolo continua nell’arco delle tre esistenze, è un legame eterno costru-
ito dai discepoli che si impegnano insieme al maestro per affrontare grandi
ostacoli e per realizzare kosen-rufu, lottando per superare i rigori dell’inverno.
Nel febbraio del 1951 Toda stava attraversando il momento più critico della sua
vita lavorativa. Un giorno, fermando il suo sguardo su alcuni germogli spun-
tati dal terreno in un angolo del minuscolo giardino di fronte al suo modesto
ufficio, disse: «La primavera è arrivata, finalmente. Quando arriva la primave-
ra, emerge una fresca forza vitale. L’inverno si trasforma sempre in primavera.
La fede nel Sutra del Loto è come l’inverno che annuncia la primavera».
In quello stesso periodo io scrissi nel mio diario: «La primavera arriverà presto,
risplendente di speranza. La mia passione e la mia grande convinzione cresce-
ranno come l’erba e gli alberi... Giovani, alzatevi!/ Giovani, avanzate!/ Gio-
vani, muovetevi!/ Avanti, sempre avanti!/ Senza paura degli abissi profondi
e delle onde impetuose… Adesso il signor Toda e la Gakkai sono oggetto di
offese e maldicenze. Ma nel profondo del mio cuore nasce una grande emozio-
ne: vedranno fra dieci o venti anni, quando saremo cresciuti!».1
Animato da quello spirito ho costruito la Soka Gakkai facendola diventare
l’organizzazione che è oggi. Ho vissuto la mia vita basandomi sullo spirito di
unicità di maestro e discepolo e ora, insieme al signor Toda che è dentro il mio
cuore, posso dare il benvenuto alla primavera di kosen-rufu mondiale. Oggi le
persone in tutto il mondo elogiano i nostri sforzi e nutrono grandi aspettative.
Noi abbiamo trionfato su tutto. La Soka Gakkai Internazionale sta godendo
di una gloriosa primavera di benefici, con tante persone capaci che stanno
sbocciando orgogliosamente nelle loro comunità in tutto il mondo.
Adesso, all’inizio della seconda fase di kosen-rufu, figure di spicco di tutti gli
ambiti guardano con entusiasmo al nostro movimento che preannuncia la
partenza di una nuova primavera dell’umanità. Tutti ripongono grandi spe-
ranze nei nostri sforzi e li considerano come una brillante forza di cambia-
mento capace di salvare l’umanità dall’inverno della guerra e della miseria e
di guidarla verso la primavera della felicità e della pace.
Con fiducia e allegria, con gioia e vitalità, parliamo agli altri di questa grande
filosofia della speranza riassunta nelle parole: «L’inverno si trasforma sempre
in primavera». Illuminiamo l’umanità con la luce della compassione e della Lo studio del prossimo mese
saggezza del Buddismo di Nichiren Daishonin, ed entriamo nella primavera (testo e audio) sarà pubblicato
online sul sito [Link]
della pace, della cultura e della nuova epoca dell’umanesimo. e sulla app SGI Italia a partire dal 15
Intorno alla terra,/ sorge il sole splendente/ la Legge mistica/ la chiave per aprile.
ottenere/ una luminosa felicità.

1) Daisaku Ikeda, Diario giovanile, Esperia, Milano, 2001, pp. 121-122.

41
GOMMA, CARBONCINO
E IL GELIDO INVERNO DA ATTRAVERSARE
Gomma e Carboncino sono
sulle montagne nevose. Facciamo un thè
BRRR, BRRR, allora io faccio finta di
non ho mai sentito ho chiesto in giro prendere un thè. Almeno
un freddo così a tutti gli anziani... mi illudo...
Nessuno ricorda un
inverno così rigido

Carboncino,
non abbiamo gas, legna
o elettricità. Non si può
scaldare l'acqua

l'acqua si è congelata!
Gomma, io, tu,
La tazza di carboncino si spacca moriremo... Gomma lancia per terra
perché l'acqua si è congelata. la tazza ghiacciata.

Come faremo?
Per vedere la primavera
dobbiamo attraversare l'inverno.
Tanto per cominciare, Dobbiamo uscire.
basta illusioni

mumble mumble cuore...


SEI PAZZA?!? Mumble mumble fiamma...
c'è scritto nel grande ho capito!
libro del saggio! Ma Dobbiamo crederci non basta...
non ho capito come si fa. Ci ho già provato
Leggi tu

Oh... allora
proviamo con...
VOGLIAMO
CREDERCI!

Gomma e Carboncino vogliono crederci... ciao, benvenuti...


I loro cuori diventano di fuoco e il vi stavo aspettando!
ghiaccio si scioglie al loro passaggio.
Così attraversano il gelido inverno e
Siiiiii!!!!
vanno incontro alla Primavera.

Questa storia è ispirata allo studio del mese (vedi pp. 32-41).

42 || buddismo e società | 255 || rubriche | per i bambini e le bambine


B U D D I S M O E S O C I E TÀ
| per la pace, la cultura e l'educazione

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