Per La Pace, La Cultura e L'educazione: APRILE 2025
Per La Pace, La Cultura e L'educazione: APRILE 2025
“Anno in cui volare ancora più in alto per una Soka Gakkai
giovane in tutto il mondo”.
editoriale
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Impegniamoci nel dialogo
«Il nostro movimento non tiene conto della posi-
zione sociale o della fama, dei titoli accademici o
pieni di coraggio e convinzione della reputazione. Noi dialoghiamo con gli altri ed
di Minoru Harada espandiamo i legami di amicizia come nobili persone
comuni, e così apriamo la strada a kosen-rufu». Il pre-
speciale
sidente della Soka Gakkai Minoru Harada sottolinea
Il nostro movimento non dà importanza alla fama o alla posizione sociale. L'impegno per realizzare
un profondo cambiamento nel genere umano affinché, come sosteneva lo storico Arnold J.
Toynbee, sia garantita la sua sopravvivenza, è portato avanti da persone comuni che sperimenta-
no e condividono la via della rivoluzione umana attraverso legami di rispetto e amicizia
Nichiren Daishonin dichiarò: «Myo significa rivitalizzare, rivitalizzare significa ritornare a vive-
re» (Il Daimoku del Sutra del Loto, RSND, 1, 132).
I membri della nostra famiglia Soka del Tohoku, che hanno affrontato con spirito resiliente la
devastazione del terremoto e dello tsunami di quattordici anni fa, sono davvero l’esemplifi-
cazione di queste parole del Daishonin, così come ogni compagno e compagna di fede che
continua ad andare avanti senza lasciarsi sconfiggere dalle avversità. La Legge mistica risve-
glia la forza illimitata insita negli esseri umani. I profondi insegnamenti del Budda prendono
vita attraverso coloro che ne incarnano l’essenza. Ecco perché i nostri preziosi amici Soka, che
praticano in accordo con gli insegnamenti del Budda, sono le persone più degne di rispetto.
Nella sua ultima lezione sui passi chiave da La raccolta degli insegnamenti orali, il presidente
Ikeda afferma con grande convinzione: «Il principio che “le persone comuni sono identiche al
più alto livello dell’essere” (BS, 110, 49) definisce la vera natura del Budda dell’Ultimo giorno
della Legge affermando che i Budda autentici non sono esseri sovrumani» (BS, 251).
Il dibattito di Otaru,1 di cui l’11 marzo ricorre il settantesimo anniversario, è uno dei risultati
storici che dimostrano questa verità: le persone comuni sono davvero estremamente nobili
e degne del massimo rispetto.
1) Dibattito di Otaru: dibattito pubblico tra i rappresentanti della Soka Gakkai e i sacerdoti della Nichiren Shu (la
scuola Minobu del Buddismo di Nichiren), tenutosi presso la sala civica Otaru nella città omonima, in Hokkaido, l’11
marzo 1955. Il dibattito fu vinto dalla Soka Gakkai, con il giovane Ikeda nel ruolo di moderatore.
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6 || buddismo e società | 255 || speciale || essere guerra essere pace |
Non è facile parlare di “pace”.
E anche la “guerra”, insieme a tutti i suoi corollari, assume oggi valenze sempre più complesse
e sconcertanti perché, per la prima volta nella storia recente, la sua logica prepotente si mostra
senza veli in tutta la sua violenta oscenità.
Le dinamiche geopolitiche che di settimana in settimana stanno ridisegnando spazi, confini,
intenzioni ed equilibri rendono confuso e difficilmente decifrabile il quadro del mondo e ci im-
pongono di rivolgere l’attenzione su altre “geografie”, più interne alle persone e alle società.
Come questi visi dipinti, che esprimono esterrefatti sulla propria pelle i moti contrastanti
dell’animo, ci ritroviamo a fare i conti con le nostre emozioni, convinzioni, paure, rilanci.
Negli articoli che seguono cerchiamo di tracciare una strada, tenendo saldi e affermando con rin-
novata chiarezza i punti di forza che ci ispira il Buddismo: il rispetto assoluto per la vita, la pratica
del dialogo, la fiducia incondizionata nelle potenzialità degli esseri umani.
Apriamo con un’intervista a Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa, ateneo che ha re-
centemente inserito nel suo Statuto il rifiuto di accettare qualsiasi progetto di ricerca legato
agli armamenti.
Segue una riflessione sulla dicotomia amico-nemico, di cui si alimenta la guerra, e sui possibili
antidoti che il Buddismo offre per ribaltare una simile dialettica autoritaria.
Abbiamo dato quindi spazio ad alcune testimonianze sul campo di chi, quotidianamente, si
trova a confrontarsi con la sfida di creare la pace in contesti di guerra e conflitti. Presentia-
mo infine un articolo sulla visione umanistica di Daisaku Ikeda, che considera determinante e
imprescindibile il ruolo delle persone comuni nella costruzione di una società pacifica, e una
recensione del celebre romanzo Guerra e pace di Lev Tolstoj, molto caro ai nostri maestri.
Lo speciale si conclude con una Dichiarazione del Comitato per le prospettive globali della Soka
Gakkai Internazionale del 15 gennaio 2025 dal titolo: “Impedire l’uso delle armi nucleari come
passo verso la pace mondiale”.
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UN IMPEGNO DICHIARATO
INTERVISTA A RICCARDO ZUCCHI,
RETTORE DELL'UNIVERSITÀ DI PISA
L'Università di Pisa «non sostiene e non partecipa ad alcuna attività finalizzata
alla produzione, allo sviluppo e al perfezionamento di armi e sistemi d’arma da
guerra». Con questa recentissima modifica al proprio Statuto, l'ateneo si pone
all’avanguardia nel panorama accademico italiano, ribadendo la propria missione
educativa e culturale e promuovendo una ricerca e un’innovazione al servizio del-
la società, rispettosa dei diritti umani e dell’ambiente. Ne parliamo con il rettore
Riccardo Zucchi.
Perché l’Università di Pisa, nonostante avesse la È una sorta di “dichiarazione di pace” in linea con
prassi consolidata di non accettare progetti di ricer- l’articolo 11 della Costituzione, secondo cui l'Italia
ca vòlti allo sviluppo di armamenti, proprio ora ha ripudia la guerra?
sancito nero su bianco il rifiuto alla collaborazione Certamente. Ed è in linea con il vero spirito e la vera
con ricerche in tale ambito? tradizione delle università, che nascono sulla base
È stata la conclusione di un processo cominciato l’an- della fiducia nella ragione come strumento per ana-
no scorso a seguito degli eventi tragici che tutti cono- lizzare e comprendere il mondo. E la ragione esiste
sciamo: la guerra in Ucraina e poi l’attacco di Hamas a incarnata nella persona umana. Fiducia nella ragione
Israele, la reazione israeliana, la strage a Gaza. Abbiamo vuol dire quindi attribuire un valore assoluto alla per-
innanzitutto chiarito l’impegno per la pace del nostro sona umana in quanto tale.
ateneo, unendo la nostra voce alle molte che in tutto
il mondo reclamavano il cessate il fuoco, la liberazione Su alcuni giornali vi hanno accusato di “pacifismo
degli ostaggi, un impegno verso una soluzione pacifica ideologico” e di togliere opportunità professiona-
delle controversie; abbiamo aperto corridoi umanitari li agli studenti, in un momento in cui le industrie
per studiosi e studenti palestinesi. Discutendo poi sui belliche stanno rifiorendo e molte università hanno
rapporti con le aziende implicate in qualche modo nello progetti di ricerca finanziati da tali aziende. Come
sviluppo di armamenti, abbiamo deciso di formalizza- hanno reagito gli studenti e le studentesse a questa
re la prassi di non accettare progetti di ricerca legati vostra presa di posizione?
agli armamenti, inserendo questo principio nello Statu- Prima di tutto chiariamo cosa si intende per pacifi-
to dell’Università. Perché la prassi in quanto tale si può smo ideologico. In genere il termine “ideologico” ha
cambiare facilmente, mentre per modificare lo Statuto una connotazione negativa, ma se con l'espressione
è richiesta una procedura complessa. pacifismo ideologico si intende che identifichiamo la
Abbiamo preso questa decisione per dare un mes- pace come una scelta di valore, allora non mi offendo
saggio politico e soprattutto culturale, a nostro avvi- ed è assolutamente vero! Riguardo alla perdita di op-
so particolarmente opportuno in questo tempo in cui portunità è un problema che non si pone, perché già
la dignità della vita umana sembra messa a rischio, prima della modifica dello Statuto non accettavamo
o quantomeno non sembra essere più riconosciuta ricerche legate ad applicazioni militari.
come un valore fondante. La reazione degli studenti è stata positiva, anche
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NELLA DICOTOMIA
AMICO/NEMICO
SCELGO DI ESSERE PACE
«Dobbiamo fare una breccia nel tipo di relazione amico-contro-nemico... A tutti noi oggi si richiede
di prendere in considerazione le opinioni della controparte e di essere pronti a imparare da questa»
(Daisaku Ikeda)
Le criticità della situazione mondiale sono un per quella degli altri, come se la prima esclu-
fardello pesante con cui convivere: come non desse la seconda e viceversa.
sentire un senso di impotenza, tristezza, iso- La casistica è infinita, ma una cosa è certa:
lamento, paura? semplificazioni di questo tipo comportano ri-
In uno scenario globale di tensioni e incertez- schi e pericoli legati alla rigidità dello schema
za, uno dei pericoli maggiori è il diffonder- binario del tipo “io sono nel giusto, tu nel tor-
si crescente di una cultura della guerra. Ad to” e così via. Lo stesso schema che regna in
esempio nel dibattito pubblico, così come nel un mondo dominato dalla guerra, con la cri-
terreno di coltura e amplificazione dei social, minalizzazione del nemico, l’assuefazione alla
si avverte la presenza sempre più pervasiva violenza e all’autoritarismo.
di paradigmi che caratterizzano le dicotomie
di una logica bellicista. È questa, a mio pa- Personalità autoritaria e pensiero dicotomico
rere, un’insidiosa seduzione che comporta il Un importante studio sulla “personalità
rischio di arrivare a considerare “normale” il autoritaria” di Theodor Adorno (1903-1969)
ricorso alla guerra come mezzo per risolvere e dei suoi collaboratori Else Frenkel-Brunswik
le crisi internazionali. (1908-1958), Daniel Levinson (1920-1994) e
In questa società sempre più complessa le Nevitt Sanford (1909–1996), pubblicato nel
dicotomie del tipo amico-nemico, bianco- 1950 negli Stati Uniti, evidenzia una connes-
nero, buono-cattivo possono anche apparire sione fra alcuni tratti della personalità, come
rassicuranti, nella loro logica semplificatrice una forte aggressività inespressa, e i pregiudi-
che non prevede alcuna messa in discussione zi manifesti. Le indagini socio-psicologiche di
personale né l’attraversamento di conflitti, tal- Adorno e colleghi, effettuate negli Stati Uniti
volta dolorosi, nelle relazioni. tra il 1944 e il 1949, prendono in esame il pre-
Nel vivere quotidiano si è schiavi di un pensie- giudizio antisemita e quello più ampio e ge-
ro binario ogni volta che si rifiuta il dialogo, il neralizzato dell’etnocentrismo, che ha per og-
confronto, magari per la paura di un eventuale getto i neri e le minoranze in genere. C’è anche
contrasto o perché si potrebbero mettere in un’interessante analisi sul successo ottenuto
discussione comode certezze. Oppure quan- dalla propaganda di agitatori politici come il
do si erigono muri tra sé e gli altri, quando non nazista Joseph Goebbels o l’americano Gerald
si accetta o non si sopporta una o un gruppo K. Smith, fondatore negli anni ’40 dell'America
di persone, quando ci si lascia intrappolare nei First Party, partito di estrema destra naziona-
pregiudizi. E perfino quando ci si chiede se sia lista e antisemita. E la risposta, secondo Ador-
più importante pregare per la propria felicità o no, è che l’agitatore politico utilizza pregiudizi
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tica risiede in un dialogo personale cuore a credo nell’impotenza delle persone. La filoso-
cuore» (Proposta di pace 2005, BS, 110). fia che ho abbracciato parla della dimensione
Agisco per la pace quando unisco le persone. fondamentale, inerente alla vita stessa, per
«Credo fermamente – scrive ancora Ikeda – che cui ogni vita umana attinge all’illimitata for-
la base del dialogo di cui abbiamo bisogno nel za vitale del cosmo. Pertanto, la stessa forza
ventunesimo secolo debba essere l'umanesi- che muove l’universo esiste nella nostra vita.
mo, un umanesimo che vede il bene in tutto ciò Ciascun individuo ha un immenso potenziale
che ci avvicina e ci unisce e il male in ciò che ci e un grande cambiamento nella dimensione
divide e ci separa gli uni dagli altri» (Ibidem). interiore di un solo individuo ha il potere di
Ogni volta che mi sento impotente di fronte toccare la vita degli altri e di trasformare la
alla guerra rileggo questo pensiero di Ikeda, società. Ogni cosa parte da noi» (La speranza
che rivela la sua profonda convinzione nella è una scelta, Esperia).
potenzialità infinita del cambiamento: «Io non (Silvia Sperandio)
Cosa sono i Corpi Civili di Pace e qual è stata noi stiamo spalla a spalla. Le nostre attività
la tua esperienza? sono variegate, ma sostanzialmente si trat-
Si tratta di un vero e proprio “esperimen- ta di dare sostegno umano alle persone, un
to governativo”, così è stato definito, che di impegno che spesso significa fare da pon-
triennio in triennio prevede l'impiego di 500 te con le istituzioni, perché essere rifugiato
giovani civili per operare in zone di conflitto può significare non avere riconosciuti diritti
o post-conflitto sociopolitico e di emergenza che esistono sulla carta ma poi nella realtà si
ambientale. La prima esperienza sul campo scontrano con forti ostacoli a livello sociale
è stata avviata nel 2017 e io ho fatto parte di e istituzionale. Nello specifico i Corpi Civili di
questo primo grande gruppo. Eravamo circa Pace promuovono interventi, laboratori, per-
88 giovani, dai 18 ai 29 anni, impegnati come corsi di educazione alla pace. Si fa un lavoro
operatori di pace volontari in Italia, ma so- nella società, nelle scuole, nelle organizza-
prattutto all'estero. zioni internazionali, si diventa antenne nel
Ho vissuto un anno in Ecuador vicino alla territorio per tutto ciò che riguarda le viola-
frontiera con la Colombia, dove ero stata zioni dei diritti umani.
l’anno precedente a svolgere il servizio civile. Prima di tutto abbiamo ascoltato le loro storie,
Ho avuto quindi l'opportunità di vedere an- che può sembrare scontato, ma non lo è se
che l'altro lato del conflitto e dare assistenza quell'ascolto è privo di ogni tipo di giudizio.
a tutti coloro che cercavano rifugio in un altro E alla fine del nostro percorso abbiamo volu-
Paese dopo aver superato il confine spesso in to raccontare queste storie, perché ci siamo
modo illegale. resi conto che spesso tali situazioni vengo-
no ridotte a numeri, ma dietro ogni nume-
Qual è il vostro impegno sul campo? ro c'è un nome, una particolare esperienza,
Prima di tutto farsi presenza, farsi corpo. un'emozione.
Spesso nelle organizzazioni internaziona- A livello pratico poi facevamo un po’ di tut-
li esiste una forte divisione tra chi accom- to, anche regalare momenti di svago ai più
pagna e chi viene accompagnato, invece piccoli portandoli una giornata al mare, e alle
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loro mamme scambiando due chiacchiere da- ognuno ha i suoi lati oscuri da riconoscere.
vanti a un caffè. Questa è la mia sfida personale più grande,
Per riportare in Italia quello che abbiamo vis- la ricerca di coerenza tra quello che dico e
suto all’estero abbiamo creato un’associazione, quello che faccio, che poi è stato uno degli
Azione Comune di Pace, con l'obiettivo di pro- aspetti più affascinanti che mi ha avvicinata
muovere l'esperienza dei Corpi Civili di Pace e al Buddismo, perché mi sono riconosciuta in
farli conoscere, perché è una pagina bella della questa ricerca di coerenza tra pensieri, paro-
nostra politica e della nostra storia, e ci sono le e azioni.
ancora tante persone che non conoscono que-
sto modo di essere presenti nei conflitti. A proposito di parole giganti e di come sono
vissute, cosa pensano i rifugiati della pace?
Qual è l’aspetto più complesso che ti sei tro- È vista come un’utopia o un obiettivo da
vata ad affrontare come operatrice di pace? perseguire?
Una grande sfida è stata quella di essere fedele La categoria che noi chiamiamo rifugiati è co-
al principio di terzietà: guardare tutte le parti stituita da tanti individui distinti, con caratte-
in causa dalla stessa distanza. Perché andando ristiche personali e culturali proprie, e ognuno
più vicino a una determinata situazione si nota di loro vede la pace in modo molto diverso.
che le differenze tra le definizioni di “vittima” Tantissime persone erano arrabbiate e non
e “carnefice” fanno fatica a essere distinte così disposte a perdonare, quindi non erano di-
nettamente. Mi spiego, abbiamo avuto l'op- sponibili ad alcun processo di pace. Altre, che
portunità di intervistare donne e uomini che avevano fatto un lavoro su se stesse, perché
sono stati coinvolti per tutta la vita nelle forze avevano possibilità sociali ed economiche mi-
guerrigliere della Colombia, in particolare nel- gliori, dicevano: «Io non perdonerò ma sono
le FARC (le Forze Armate Rivoluzionarie della d'accordo con il processo di pace perché è
Colombia). Per me l'incontro con loro è stato più importante di quello che ho vissuto su di
rivelatorio. Alcune donne ci hanno racconta- me», facendo un’astrazione importante. Altri
to che quando hanno deciso di abbracciare le ancora pensavano che la pace non sarebbe
armi erano ragazzine, bambine che avevano mai potuta accadere, che la pace “non è per
perso tutto e che per questo si sono trasfor- quel Paese, non è per quel popolo”. Questo
mate da vittime in carnefici, infliggendo a loro forse è stato l’aspetto più frustrante.
volta violenze agli altri. È successa però una cosa sorprendente. Per
Penso che sospendere il giudizio sia la cosa una ricerca accademica abbiamo fatto alcu-
più difficile, ma anche la più importante, che ne interviste strutturate con questionari di ri-
ho acquisito da questa esperienza, insie- cerca, chiedendo alle persone quale fosse il
me alla ricerca della coerenza. Ritengo che sentimento che in quel momento era predo-
chiunque si dedichi a un lavoro di tipo so- minante in loro. Su 175 intervistati più del 70%
ciale debba essere seriamente impegnato ha risposto: la speranza. È stato incredibile.
con se stesso nella ricerca della coerenza, Pensare a quante volte noi siamo a terra e
perché nel nostro lessico usiamo parole gi- perdiamo la speranza nelle nostre piccole
ganti come “pace”, “ascolto attivo”, “ascol- cose, mentre invece per quelle persone, in si-
to dei bisogni”, “nonviolenza”... però di fat- tuazioni così grandi e difficili da trasformare,
to siamo esseri umani. E dobbiamo renderci il sentimento più forte era proprio la speran-
conto che non siamo migliori di altri, ma che za, mi ha fatto sentire piccola.
SOTTO LE BOMBE,
INCREDIBILI
LEGAMI UMANI
INTERVISTA AD ALESSANDRO DE PIAGGI, TECNICO
ELETTRONICO ELICOTTERISTA DELL'ESERCITO ITALIANO
Sei militare e sei buddista. Come riesci a elicotterista. Ovviamente nacque in me una
conciliare le due anime? contraddizione, ma nel romanzo La rivolu-
Mi parlarono della pratica un anno e mezzo zione umana lessi la storia di Satoru Izumi, un
dopo essere partito per la prima volta come pioniere della Soka Gakkai giapponese, che
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dovendo partire per la guerra determinò, e lanciare bombe sui civili? Sparare col canno-
fu in grado, di non impugnare mai un'arma ne e continuare a farlo sapendo che si ucci-
contro nessuno. Capii che avrei voluto fare dono bambini e si distruggono le vite delle
come lui, cioè creare un mondo di pace co- persone? Nasceva in me il giudizio, e anche
munque e sempre intorno a me, ovunque e una buona dose di odio.
chiunque fossi stato. Anche perché parlare Davanti al Gohonzon ho cominciato a prati-
di pace in mezzo ai militari penso sia una care con questa rabbia, ma a un certo punto
cosa molto utile. ho percepito di non essere diverso da quel
pilota, perché stavo giudicando nella stessa
Come militare hai fatto molte esperienze sul maniera. E lì è scattato qualcosa: anche quel
campo. Tutte missioni di pace? pilota o quel carrista, che fosse hezbollah,
Nel ‘92 sarei dovuto andare in Somalia, ma israeliano, ucraino o russo, in quel momen-
non era una missione di pace e alla fine non to stava vivendo il dramma della follia della
partii. Nel 2005 fui chiamato per una missio- guerra.
ne in Afghanistan, non come elicotterista ma E allora ho capito che se ero lì forse un senso
perché conoscendo l’inglese sarei dovuto an- c'era, c'era qualcosa che potevo fare. Così ho
dare in giro con le truppe afgane; una cosa incominciato a stare più vicino ai colleghi e
molto operativa, e pericolosissima, tanto che a creare legami sempre più profondi con le
chi stava davanti a me aveva rifiutato. persone di lì. Piano piano, parlando con loro
Così insieme a mia moglie ci mettemmo da- per far capire che non c’è solo bianco o nero,
vanti al Gohonzon a recitare Daimoku for- la ragione o il torto, si creano legami incre-
temente. Sarei dovuto partire quattro mesi dibili.
dopo e invece fui mandato negli Emirati Arabi
a fare l'addetto al controllo passaporti delle Secondo te questo tipo di legami può avere
truppe italiane che passavano di lì per anda- un'influenza sulla follia della guerra?
re in Afghanistan e in Iraq. Insomma, stavo in Sì, senza dubbio. Parlando per esempio
borghese a fare accoglienza a questi ragazzi, con Ali e Rasha, due libanesi che erano filo
senza armi e senza divisa. hezbollah e consideravano Israele il nemico
Invece quest'ultima volta in Libano è stato numero uno, a forza di dialogare alla fine sia-
ben diverso, perché lì ho visto l'orrore della mo arrivati a dire che la guerra è una follia.
guerra, cosa che non mi era mai capitata. E quando l'ultimo giorno ci siamo salutati,
Rasha mi ha regalato una candela da portare
Dunque la guerra l’hai vista e vissuta, a dif- a mia moglie, lei che non aveva letteralmente
ferenza della maggior parte di noi. Cosa ci più niente, dicendomi che di tutta questa tra-
puoi dire? gedia quello che le rimaneva nel cuore erano
Sentendo le bombe che ti cadono vicino, i i nostri dialoghi.
carri armati che sparano, la vita ti cambia. In- Ho incontrato anche libanesi filo-israeliani di
credibilmente non avevo la minima paura (e religione cristiana che all’inizio dicevano che
non c’è altra spiegazione se non il Daimoku); Israele faceva bene ad agire così. Poi veden-
la mia preoccupazione, il mio dolore, era ve- do che proprio in quanto cristiani le loro case
dere il disastro che c'era intorno. E tuttora me venivano distrutte, saccheggiate e deturpate
lo porto dentro. dagli israeliani, si sono resi conto della follia
All'inizio si tende a giudicare: come si può della guerra e che non c'è il giusto da una
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LA SFIDA RIVOLUZIONARIA
DELLA GENTE COMUNE
Il Preambolo alla Costituzione dell’UNESCO dichiara: «Poiché le guerre hanno origine nelle
menti degli esseri umani, è nelle menti degli esseri umani che le parole in difesa della pace
devono essere costruite»
A partire dall’insegnamento del Daishonin, in in larga misura dalle decisioni concrete prese
particolare dal trattato Adottare l’insegnamen- dalle élite ma anche, e in misura crescente, dal-
to corretto per la pace nel paese, Daisaku Ikeda la gente che porta avanti le proprie politiche di
ha sempre sostenuto la necessità di promuo- pace: al microlivello dell’interiorità individuale e
vere un movimento della gente comune per della famiglia (dove c’è sempre molto da fare);
invertire l’attuale tendenza mondiale verso la al livello intermedio della società; al macrolivel-
crescente militarizzazione, l’utilizzo dei conflitti lo dei conflitti fra le società e le regioni. A tut-
armati al posto delle diplomazie e per allentare ti questi livelli c’è spazio per la politica intesa
le pericolose tensioni internazionali. Nell’ottica come condotta politica verso la pace».
di una pace globale è imprescindibile e deter-
minante il ruolo delle persone comuni. Imparare il riconoscimento dell’“altro”
Noi umani siamo animali “culturali” e il nostro
Agire nel proprio ambiente comportamento è largamente determinato
L’intuizione di Ikeda è che sia necessario risve- da valori, norme e istituzioni, dalla cultura in
gliare l’energia di tutte le persone che deside- senso lato, sedimentata nel subconscio col-
rano fortemente la pace affinché si impegnino lettivo. Possiamo imparare a essere violenti
nel proprio ambiente più prossimo, in modo da oppure possiamo imparare altri metodi di re-
formare tanti piccoli segmenti di ambienti vir- lazione e di risoluzione dei conflitti.
tuosi, “pacificati”, che si colleghino tra loro, fino Non mancano gli esempi, gli stimoli e gli stru-
a raggiungere ogni angolo della Terra. La forza menti per fare ciò, principalmente l’uso del
rivoluzionaria di questa idea sta nel generare dialogo che presuppone il riconoscimento
un cambiamento globale attraverso la ricostru- “dell’altro” come punto d’origine per avere
zione del tessuto relazionale della società civile consapevolezza della propria umanità. Nel
per opera degli stessi abitanti. pensiero buddista l’io non può essere conce-
La tendenza distruttiva alla guerra deve esse- pito e definito senza la relazione con l’altro
re affrontata a partire da un’azione quotidiana da sé. «È riconoscendo ciò che è esterno e
rivolta ai propri “vicini di vita”, con i quali adot- diverso da noi, percependo la resistenza che
tare mezzi pacifici di fronte a divergenze o con- offre, che siamo ispirati a esercitare l’auto-
trasti e creare legami di amicizia. controllo che permette alla nostra umanità di
«La politica di pace è una politica gentile realizzarsi» (Proposta di pace 2004, BS, 103).
– scrive Johan Galtung in Pace con mezzi Nonostante le straordinarie conquiste avvenu-
pacifici, Esperia, Milano, 2000) – che dipende te nel corso dell’evoluzione della nostra specie,
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RILEGGENDO GUERRA E PACE
Ci si può innamorare del personaggio di un ro- come quando Andrej sta finendo a causa
manzo? A me successe con Nataša Rostova, la della guerra e Nataša è con lui sul pavimento
contessina di cui s’innamorano anche i due alter scosso dai topi – i due non si vedono da anni,
ego di Tolstoj in Guerra e pace: Andrej e Pierre. lei ha rotto il fidanzamento, non ha saputo
Tenni vicino al letto per mesi i quattro volumi aspettarlo, e ora lo assiste con amore e sog-
dell’edizione Garzanti del romanzo, imbevendo- gezione – e lui perde gradualmente contat-
mi di quella storia sera dopo sera. to con le emozioni, cose di questo mondo. Il
Nel Giappone degli anni Cinquanta poteva ac- romanziere sa raccontare come pochi anche
cadere al giovane Daisaku Ikeda che il suo ma- l’innamoramento, come quando Pierre si sen-
estro gli chiedesse all’improvviso, mentre si tirà dire da Nataša che «può sperare», e ogni
spostavano in treno: «Cosa stai leggendo oggi cosa sul suo cammino verso casa diventa
di Tolstoj?».1 Daisaku amava gli scritti di quel luce, ogni persona diventa bella e simpatica.
russo e li sfogliava “avidamente”, come ricorda Ma uno dei più grandi meriti di questo libro è
più volte:2 un modo meraviglioso di impiegare il saper raccontare la pace. Nel film Il cielo so-
“mondo di avidità”. pra Berlino di Wim Wenders, il vecchio narra-
Durante il conflitto russo-giapponese del 1904- tore Homer – sfogliando lento un librone nella
1905, un Tolstoj settantaseienne definì la guerra biblioteca frequentata dagli angeli inquieti –
un «assassinio», le armi «strumenti del delitto» pensa: «Ma ancora nessuno è riuscito a cantare
e le installazioni militari «basi d’appoggio per un epos di pace […] Cosa c’è nella pace che, alla
l’opera omicida»3: gli ci volle molto coraggio lunga, non entusiasma e che non si presta al
per lanciarsi con le parole contro la compatta racconto?». E in effetti è un luogo comune che,
propaganda violenta del proprio paese. di solito, quando finiscono i guai finisce anche
Ma se è bello per noi leggere queste sue affer- il romanzo, il dramma, il film.
mazioni, meraviglioso è nutrirsi per mesi della Tolstoj invece riesce a farci entrare per molte
loro incarnazione in un racconto di 1817 pagine. pagine in quel posto dove “vissero felici e con-
Ikeda Sensei parla anche del rapporto tra tenti”: tutto è finito e le coppie (quelle soprav-
Tolstoj e Gandhi come di un legame maestro- vissute) vivono insieme, vita quotidiana, an-
discepolo, citando il loro prezioso carteggio che con battibecchi e piccole incomprensioni
iniziato ai tempi delle prime lotte gandhiane – pure coi migliori amici non ci si capisce mai
in Sudafrica.4 E che una linfa vitale scorra tra del tutto – ma vita interessante, degnissima di
Gandhi, King (che fu a sua volta ispirato da essere narrata. Fino a quel passo incredibile in
quest’ultimo) e il “Budda Soka Gakkai” è am- cui Pierre torna da un viaggio di lavoro e con
piamente testimoniato da discepoli diretti del Nataša si ritrovano in camera, parlano in modo
maestro indiano e di quello afroamericano.5 convulso, si guardano felici, e lei chiede una
Siamo più uniti a Guerra e pace di quanto forse cosa e lui ne risponde un’altra che non c’entra
pensiamo. niente. E Tolstoj commenta che proprio questo
Tolstoj sa raccontare come pochi il morire, dimostra che si stavano capendo benissimo!
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s
Dichiarazione del Comitato per le prospettive globali della SGI, 15 gennaio 2025
IMPEDIRE L’USO
DELLE ARMI NUCLEARI
COME PASSO VERSO
LA PACE MONDIALE
Preambolo
Tra il 1983 e il 2022 il presidente della Soka Gakkai Internazionale (SGI) Daisaku Ikeda ha presenta-
to Proposte di pace annuali in cui affrontava importanti temi mondiali come il disarmo, l’ambiente,
i diritti umani, il ruolo delle donne e delle Nazioni Unite. Tali documenti venivano pubblicati il 26
gennaio di ogni anno, in occasione dell’anniversario della fondazione della SGI nel 1975.
Dopo la scomparsa del presidente Ikeda, nel 2023, la SGI ha deciso di portare avanti l’impegno del
maestro rilasciando periodicamente dichiarazioni su questioni fondamentali allo scopo di accre-
scere la consapevolezza dell’opinione pubblica e costruire un consenso globale mirato ad azioni
concrete. A tal fine si è costituito il Comitato per le prospettive globali della SGI, formato dai
leader della SGI impegnati nelle attività per la pace in tutto il mondo – nella regione Asia-Pacifico,
in Europa, Africa, Nord America e America Latina –, che periodicamente rilascerà dichiarazioni
allo scopo di delineare possibili strade per risolvere i numerosi problemi che la comunità mondia-
le ha di fronte. La prima, dal titolo “Impedire l’uso delle armi nucleari come passo verso la pace
mondiale”, si concentra sulle proposte relative all’impegno di Non Primo Uso delle armi nucleari
e all’istituzione di un centro per la prevenzione di una guerra nucleare, due temi trattati dal presi-
dente Ikeda nelle sue Proposte di pace. Tale dichiarazione è stata resa pubblica prima del cinquan-
tesimo anniversario della fondazione della SGI.
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1981, accennava alla possibilità di una “guer- Terra debba mai patire gli orrori provocati
ra nucleare limitata” europea [cioè una guerra dalle armi nucleari, la SGI ha pubblicato una
nucleare che, grazie a studi di perfezionamen- raccolta di esperienze e video testimonian-
to del controllo e della precisione delle armi ze di sopravvissuti alle bombe atomiche di
nucleari fosse controllabile, di cui però presto Hiroshima e Nagasaki, e come gruppo di
venne dimostrata l’insostenibilità, n.d.r.]. persone impegnate nella società civile ha
Senji Yamaguchi, copresidente della Nihon continuato a richiedere incessantemente la
Hidankyo (la Confederazione giapponese delle proibizione e l’abolizione delle armi nucleari.
organizzazioni delle vittime delle bombe ato- Il punto di partenza di queste attività fu la
miche e all’idrogeno), fu il primo sopravvissu- Dichiarazione per l’abolizione delle armi nu-
to al bombardamento atomico che parlò alle cleari pronunciata nel settembre 1957 da Josei
Nazioni Unite e in occasione del SSOD-II lanciò Toda, il secondo presidente della Soka Gakkai.
un potente appello: «Mai più Hiroshima, mai più In un tempo in cui l’intensificarsi della corsa agli
Nagasaki, mai più guerra, mai più hibakusha». armamenti nucleari aveva condotto allo svilup-
Nello spirito dell’appello di Yamaguchi, gli po di missili balistici intercontinentali (ICBM),
hibakusha di Hiroshima e Nagasaki hanno con- rendendo possibile un attacco nucleare in
tinuato a raccontare al mondo le conseguen- qualsiasi parte del globo, il presidente Toda af-
ze dei bombardamenti atomici. Anche gra- fermò che le armi nucleari, che minacciano il
zie ai loro sforzi – insieme a quelli degli altri diritto alla vita delle persone di tutto il mondo,
hibakusha di tutto il mondo colpiti dagli effetti sono un male assoluto e respinse con forza l’i-
dello sviluppo e dei test delle armi nucleari – dea che fossero un male necessario che poteva
e di numerosi gruppi della società civile, non essere impiegato a seconda delle circostanze.
solo nel luglio 2017 è stato adottato il TPNW Basandoci su tale dichiarazione ci siamo ado-
ma è stato anche scongiurato fino a oggi qual- perati a sensibilizzare l’opinione pubblica at-
siasi ulteriore uso di armi nucleari in situazioni traverso iniziative come l’organizzazione di
di guerra. mostre in cui si chiede la proibizione delle
Purtroppo il rischio dell’utilizzo di tali ordi- armi nucleari e si dimostra la natura inumana
gni persiste e in effetti vi sono serie preoc- e la minaccia che tali ordigni rappresentano.
cupazioni che essi vengano ridefiniti “armi Queste attività si sono svolte nel corso di una
utilizzabili”, come si evince dalla ventilata sempre più approfondita collaborazione con
ipotesi di un loro possibile uso nei conflitti in numerose organizzazioni della società civile,
corso negli ultimi anni. fra cui le Conferenze Pugwash sulla scienza e
La Nihon Hidankyo, impegnata a dare testimo- gli affari mondiali e l’International Physicians
nianze personali dirette del reale impatto dei for the Prevention of Nuclear War (IPPNW,
bombardamenti atomici, ha ricevuto il premio una federazione internazionale di organizza-
Nobel per la pace nel dicembre 2024. Ciò di- zioni di medici e operatori sanitari per la pre-
mostra la grande stima della comunità interna- venzione della guerra nucleare).
zionale nei confronti di tale organizzazione per In seguito alla proposta del presidente Ikeda
ciò che i suoi membri hanno realizzato in de- sul rafforzamento delle Nazioni Unite, presen-
cenni di impegno instancabile, ma allo stesso tata nel 2006 (vedi BS 239), la SGI ha lanciato
tempo esprime una forte preoccupazione per nel 2007 una campagna internazionale chia-
la crescente minaccia dell’uso di armi nucleari. mata People’s Decade for Nuclear Abolition
Condividendo la determinazione degli (Decennio delle persone per l’abolizione delle
hibakusha secondo cui nessun altro sulla armi nucleari) e in collaborazione con ICAN
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osservi il funzionamento del cuore di coloro nazionale. Di conseguenza sarà essenziale svi-
che si preparano alle ostilità. Non si armano luppare sistemi e misure per attenuare i timori e
per timore dell’avversario, ma si impauriscono le preoccupazioni di questi paesi. Tra le possibili
quando prendono le armi. Semmai provano misure, vorremmo suggerire l’idea di un centro
rabbia, non paura, verso l’avversario che cerca per la prevenzione della guerra nucleare, che
di prendere la loro acqua. Ma nel momento in già il presidente Ikeda aveva proposto nella sua
cui si ritrovano armati e pronti a sferrare colpi prima Proposta di pace del 1983, insieme alla
mortali agli avversari, il loro cuore si riempie di richiesta di porre fine alla corsa agli armamenti
terrore» (BS, 182). nucleari e di convocare rapidamente un vertice
I tempi in cui viviamo possono essere diversi, fra i capi degli Stati Uniti e dell’Unione Sovieti-
ma di certo la mente umana non è cambiata ca. Descrisse così i ruoli specifici di tale centro:
così tanto. Se consideriamo la sfida di cam- «Il centro dovrebbe essere composto dai più
biare le politiche sulle armi nucleari attraverso qualificati esperti militari, politici, economici e
la lente della riflessione di Shakyamuni appa- di altri settori rilevanti e dovrebbe raccogliere
re chiaro che, pur se non è possibile eliminare e analizzare un’ampia gamma di informazioni
immediatamente queste armi letali, se i Paesi attraverso computer all’avanguardia e reti di
smettessero di scontrarsi con le armi in mano, comunicazione satellitari per individuare rapi-
per così dire pronte all’uso in ogni momento, damente le situazioni critiche e prendere misu-
potrebbero iniziare a liberarsi dall’attuale sta- re per evitare che degenerino».
to di costante minaccia reciproca. Un simile meccanismo per prevenire qualsiasi
Anche se dovesse risultare difficile accordar- impiego di armi nucleari è esattamente ciò di
si immediatamente per un impegno duraturo cui ha bisogno il mondo in cui viviamo. C’è un
a rispettare il principio di “Non Primo Uso”, precedente nella storia: il tentativo di creare
gli Stati potrebbero sicuramente iniziare con- un centro di questo tipo da parte di Stati Uni-
cordando una moratoria di un anno. ti e Russia. Nel 1998 i presidenti Bill Clinton
Se si riuscisse a fare questo primo passo e e Boris Eltsin si accordarono per condividere
se tale impegno potesse essere rinnovato di le informazioni relative al lancio di missili ba-
anno in anno, le giustificazioni addotte per listici. Questa fu la base di un memorandum
proseguire la corsa infinita agli armamenti di accordo firmato poi dai presidenti Clinton
nucleari perderebbero gradualmente forza e Vladimir Putin nel 2000, che portò all’avvio
e si aprirebbe la strada a una riduzione della del primo progetto congiunto che coinvolge-
minaccia alla quale queste armi espongono va esperti militari dei due Paesi.
non solo gli stati nucleari e quelli dipendenti Il progetto in seguito fu sospeso, a causa di
dal nucleare, ma tutta l’umanità. cambiamenti in ambito politico, ma il piano
originale prevedeva che esperti di entram-
Un centro per la prevenzione della guerra bi i paesi stazionassero ventiquattro ore al
nucleare giorno, sette giorni su sette, in un centro da
La nostra seconda proposta riguarda l’isti- istituire a Mosca, con lo scopo di condividere
tuzione di un centro internazionale dedicato informazioni riguardanti i rispettivi sistemi di
alla prevenzione della guerra nucleare. allerta per il lancio di missili.
L’impegno ad aderire al principio di “Non Primo Il progetto si basava su una precedente espe-
Uso” richiederebbe inevitabilmente agli Stati rienza in cui esperti militari di entrambi i Paesi
nucleari e dipendenti dal nucleare di riconside- furono dislocati in un centro temporaneo al-
rare radicalmente le loro politiche di sicurezza lestito in Colorado per affrontare la preoccu-
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CI SONO PAROLE COSÌ IMPORTANTI DA RAPPRESENTARE CHIAVI DI VOLTA DELLA NOSTRA VITA E COSÌ
DECISIVE DA INCORAGGIARCI AD ATTUARE UNA SVOLTA. QUESTA RUBRICA, CURATA DA GIOVANI E
BASATA SU INCORAGGIAMENTI DI DAISAKU IKEDA, VUOLE PROPORRE ALCUNI SPUNTI CHE POSSANO
ESSERE DELLE VERE E PROPRIE “CHIAVI DI (S)VOLTA”. OGNI PUNTATA È DEDICATA A UN TEMA CARO AL
PERIODO DELLA GIOVENTÙ, MA CHE IN REALTÀ È FONDAMENTALE IN TUTTE LE FASI DELLA VITA
UN ASPETTO IMPORTANTE PER SUPERARE SENZA di influenze negative, è praticamente impossibile por-
PAURA LE DIFFICOLTÀ tare avanti la nostra pratica buddista con successo da
Perché pratichiamo il Buddismo del Daishonin? Per soli. […] Avere dei buoni amici che ci sostengono è
costruire un io incrollabile come una montagna impo- essenziale per mantenere il corretto atteggiamento
nente, affinché possiamo superare senza paura qua- nella fede fino alla fine e condurre una vita di autenti-
lunque lotta e difficoltà. Questo è ciò che significa che vittorie. La Soka Gakkai è il regno dei buoni amici
conseguire la Buddità in questa esistenza. descritto dal Daishonin.
Tuttavia nell’Ultimo giorno della Legge, che è colmo (I giovani e gli scritti di Nichiren Daishonin, pp. 156-157)
LA VITA DI Per ripercorrere la vita di Nichiren, che i membri della Soka Gakkai riveri-
scono come il Budda dell’Ultimo giorno della Legge, si trarrà inoltre ispi-
UNDICESIMA PUNTATA
Abbandonare il transitorio e rivelare l’originale
Pubblicata sul mensile Daibyakurenge di febbraio 2023
Dopo che il Daishōnin1 sopravvisse al tentativo di deca- secondo mese dell’anno seguente, in mezzo alla neve,
pitazione a Tatsunokuchi, i soldati lo portarono a Echi, scrive per i suoi discepoli più stretti» (L’apertura degli
nella provincia di Sagami. A quell’epoca aveva cin- occhi, RSND, 1, 243). Intendeva dire che il suo io prece-
quant’anni. La persecuzione di Tatsunokuchi fu per dente si era esaurito a Tatsunokuchi ed egli era giunto
lui un evento cruciale. Fino a quel momento aveva a Sado con una nuova consapevolezza e convinzione.3
mostrato la sua identità transitoria o superficiale di Daisaku Ikeda spiega: «In parole più semplici, pur rima-
persona comune afflitta dal karma e dalle sofferen- nendo una persona comune egli manifestò il Tathagata
ze, ma dopo aver superato questa persecuzione “ab- eterno che è una sola cosa con la Legge mistica, la
bandonò” tale identità e, pur rimanendo una perso- legge fondamentale dell’universo. […] Manifestò la vita
na comune, dischiuse e rivelò pienamente la sua vera del Budda eterno all’interno della vita di una persona
identità innata di Budda di saggezza e compassione comune». E prosegue, applicando questo principio a
illimitate. Questo processo viene chiamato “abban- ognuno di noi: «Quando ci dedichiamo a kosen-rufu,
donare il transitorio e rivelare l’originale”. 2 superando dolorose sofferenze e perseverando nella
In seguito, mentre era in esilio a Sado, Nichiren scrisse: fede, anche noi possiamo concretizzare il principio di
«Nel dodicesimo giorno del nono mese dello scorso “abbandonare il transitorio e rivelare l’originale”, cioè
anno [1271], tra le ore del topo e del bue [dalle ventitré da persone comuni possiamo manifestare la stessa vita
alle tre], questa persona chiamata Nichiren fu decapi- del Budda, come fece il Daishōnin» (MDG, 300-301).
tata. La sua anima è arrivata in quest’isola di Sado e nel Dopo aver rivelato la sua identità originale, le azioni di
1) In questi nuovi testi elaborati dalla Soka Gakkai viene adottata una traslitterazione dei nomi propri cinesi e giapponesi diversa
dalla consueta forma con cui li scriviamo sulle nostre riviste.
2) Originariamente Tiantai impiegò questa espressione per spiegare come Shakyamuni avesse rivelato la sua vera condizione di Budda
nel capitolo Durata della vita del Sutra del Loto, scartando l’identità provvisoria di Budda che aveva ottenuto l’Illuminazione per la prima
volta in India nella sua esistenza presente e rivelando l’Illuminazione ottenuta in un passato lontano tanti kalpa quanti i granelli di polvere
di innumerevoli sistemi maggiori di mondi. Il carattere cinese per “abbandonare” significa anche “aprire”. Nel caso di Nichiren questo
principio significa che egli, rimanendo una persona comune, fu in grado di dischiudere la vera identità di Budda libero da ogni illusione.
3) In seguito il Daishōnin affermò: «Quanto ai miei insegnamenti, considerate quelli anteriori al mio esilio nella provincia di Sado come
i sutra predicati dal Budda prima del Sutra del Loto» (Lettera a Misawa, RSND, 1, 794-795), classificando i suoi insegnamenti in maniera
simile a quella con cui sono suddivisi quelli di Shakyamuni: precedenti al Sutra del Loto con valore di espedienti e veri insegnamenti.
30 || buddismo e società | 255 || la vita di nichiren | undicesima puntata: abbandonare il provvisorio e rivelare l’originale
Nichiren divennero quelle del Budda dell’Ultimo giorno su che abbiamo praticato così a lungo» (Le azioni del
della Legge ed egli iscrisse per la prima volta il Gohon- devoto del Sutra del Loto, RSND, 1, 682). Dopo la par-
zon, l’oggetto di culto che tutte le persone possono tenza dei soldati, gli uomini di Shigetsura li sostituirono
rispettare e sul quale possono basare la loro pratica. e anche Shijō Kingo se ne andò.
Quella sera, intorno alle otto, giunse un messaggero
Il soggiorno a Echi dello shogunato con un ordine scritto dal reggente. Il
Dopo il fallito tentativo di decapitazione, lo shogunato vice di Shigetsura raccontò a Nichiren l’accaduto: «Il
impiegò pressoché tutto il mese successivo a discutere messaggero ha detto che, poiché il signore di Musashi
su cosa fare di Nichiren e dei suoi discepoli. [Hōjō Nobutoki] era partito stamattina all’ora della le-
Intorno a mezzogiorno del tredicesimo giorno del pre [dalle cinque alle sette] diretto alla sorgente terma-
nono mese del 1271 Nichiren giunse a Echi presso la re- le di Atami, egli ha dovuto cavalcare quattro ore per
sidenza di Homma Rokurō Saemon-no-jō Shigetsura, il venire qui al più presto nel timore che ti succedesse
vice governatore militare della provincia di Sado.4 Qui qualcosa. Il messaggero è ripartito immediatamente
ordinò del sakè per i soldati che lo avevano scortato, gli per portare notizie al signore ad Atami entro questa
stessi che precedentemente avevano tentato di deca- sera» (Ibidem). Nella lettera che accompagnava l’ordi-
pitarlo; adesso Nichiren li ringraziava, a indicare il suo ne era scritto: «Questa persona non è realmente col-
stato vitale vasto e magnanimo. Prima di andare via pevole. Sarà presto graziata. Se la giustiziate, avrete di
alcuni di loro giunsero le mani e dissero con riverenza: che pentirvene» (Ibidem). Non si sa chi avesse deciso
«Ti odiavamo perché ci era stato detto che calunniavi il di decapitare segretamente Nichiren, ma è probabile
Budda Amida che noi veneriamo. Ma ora che abbiamo che Hōjō Nobutoki avesse tacitamente dato il suo con-
visto con i nostri occhi ciò che ti è accaduto e capito senso a portarlo a Tatsunokuchi e poi si fosse tirato
che persona degna tu sia, abbandoneremo il Nembut- indietro per evitare ogni responsabilità.
4) La carica di vice governatore militare comprendeva la gestione degli affari politici e militari del feudo del governatore militare
per conto di quest’ultimo.
5) Josei Toda, Toda Jōsei zenshū (Opere complete di Josei Toda), vol. 3, Tokyo, Seikyo Shimbun-sha, 1989, pp. 119-120.
6) Una legge emanata nel 1925 e riscritta nel 1941 che fu utilizzata dal governo giapponese per reprimere la libertà di pensiero e
di parola di chi si opponeva alle sue politiche belliche. Prevedeva pene severe per i trasgressori, fra cui anche la pena di morte.
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studio
LEZIONI DI DAISAKU IKEDA
LO STUDIO MENSILE SUGLI SCRITTI DI NICHIREN DAISHONIN
«Il tuo defunto marito aveva una figlia e un figlio malato. Non posso fare a meno di pensare a quanto dolore
deve aver provato: se fosse morto e fosse stato costretto a lasciarli, sua moglie, anziana e fragile come un
ramoscello secco, sarebbe rimasta da sola e con una grande tristezza nel cuore per questi due figli. Inoltre
deve essere stato in grande apprensione per le sorti di Nichiren. Dato che le parole del Budda non sono in
alcun modo false, il Sutra del Loto si diffonderà sicuramente. Sapendo questo, tuo marito deve aver sentito
che sarebbe accaduto qualcosa di meraviglioso e che un giorno questo prete sarebbe stato molto rispettato.
Quando fui esiliato contro ogni sua previsione, deve essersi chiesto perché il Sutra del Loto e le dieci fanciul-
le demoni avessero potuto permettere che ciò accadesse. Come sarebbe felice di vedere Nichiren perdonato
se fosse ancora in vita! Come sarebbe lieto di veder realizzate le mie predizioni, ora che l’impero mongolo ha
attaccato il Giappone e il paese è in crisi! Tali sono i sentimenti dei comuni mortali».
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capaci di lottare con tutto il cuore per essere solidali con il Daishonin.
Purtroppo il marito morì prima che Nichiren ottenesse il perdono. Così Myoichi,
afflitta da una salute cagionevole e priva di sostegno, rimase sola ad allevare i due
figli, uno dei quali era malato. Nonostante le difficili circostanze Myoichi con-
tinuò a sostenere con sincerità il Daishonin, inviandogli un servo per aiutarlo e
assisterlo sia durante la permanenza a Sado sia dopo il trasferimento a Minobu.
Il Daishonin scrisse questa lettera per ringraziarla del dono di un abito.
Il Buddismo è il principale alleato delle persone che soffrono ed esiste per
aiutare chi affronta grandi avversità a conquistare la suprema felicità. I leader
buddisti hanno la responsabilità di offrire il massimo sostegno alle persone
nel realizzare questo scopo.
L’inverno si trasforma sempre in primavera è una lettera colma di un incoraggia-
mento che viene dal cuore. Non c’è dubbio che in quei momenti difficili
Myoichi stesse perseverando coraggiosamente nella pratica buddista. Mentre
tanti discepoli e la società in generale erano disorientati a causa dell’esilio del
Daishonin a Sado e per l’invasione mongola (avvenuta nell’ottobre del 1274),
questa lettera testimonia che la monaca laica non aveva vacillato nella fede e
aveva continuato a praticare con un cuore puro accanto al suo maestro.
Le difficoltà affrontate da Myoichi possono essere paragonate all’inverno, e
si può intuire che il Daishonin abbia voluto scriverle questa lettera di inco-
raggiamento motivato dal profondo desiderio che la sua discepola potesse
diventare felice e conseguire la Buddità, cercando di dissolvere in lei ogni
traccia di afflizione e angoscia.
Il Daishonin afferma: «È il cuore che è importante» (I tre tipi di tesori, RSND,
1, 889). Myoichi aveva mantenuto la fede fino a quel momento ed era impor-
tante che perseverasse con uno spirito fresco e proteso al futuro. Nichiren,
con le sue parole, voleva accendere la fiamma inesauribile della fede nella
profondità della vita di Myoichi affinché potesse superare le illusioni e anda-
re avanti con fiducia, priva di dubbi o esitazione di fronte agli ostacoli.
L’inverno si trasforma sempre in primavera è uno scritto ricco di compassione e
ogni sua parola riflette l’ardente desiderio del Daishonin di incoraggiare la
sua discepola.
ottenesse il perdono, scrive: «Dato che le parole del Budda non sono in alcun quell’insegnamento riuscì a
sradicare il cattivo karma e a
modo false, il Sutra del Loto si diffonderà sicuramente. Sapendo questo, tuo
prolungare la propria vita.
marito deve aver sentito che sarebbe accaduto qualcosa di meraviglioso e che
un giorno questo prete sarebbe stato molto rispettato. Quando fui esiliato con-
tro ogni sua aspettativa, deve essersi chiesto perché il Sutra del Loto e le dieci
fanciulle demoni avessero potuto permettere che ciò accadesse. Come sarebbe
felice di vedere Nichiren perdonato se fosse ancora in vita! Come sarebbe lieto
di veder realizzate le mie predizioni, ora che l’impero mongolo ha attaccato il
Giappone e il paese è in crisi! Tali sono i sentimenti dei comuni mortali».
Il Daishonin era deciso a toccare in profondità il cuore di Myoichi e per
questo motivo si impegnò con tutto se stesso per trasmetterle un grande
incoraggiamento. Questo gesto testimonia la lotta seria e compassionevole
del Daishonin nel voler risvegliare lo spirito di Myoichi e fare breccia nella
sua oscurità e nelle sue illusioni dissolvendo ogni suo dubbio.
In questo passo il Daishonin parla dei «sentimenti dei comuni mortali» dicendo
che il marito di Myoichi, addolorato per l’esilio di Nichiren, avrebbe certamente
gioito alla notizia del compimento della sua profezia sull’invasione mongola.
Secondo Nichiren è naturale provare questi sentimenti, perché il cuore degli
esseri umani è influenzato dalle circostanze esterne e tende a oscillare tra gioia e
dolore. Tuttavia, la vita e i sentimenti del marito di Myoichi erano permeati dalla
grande Legge mistica: il suo era il cuore che pulsa per kosen-rufu, che gioisce per
la diffusione del Sutra del Loto, ed era il cuore leale del discepolo che condivide
35
lo stesso impegno del maestro, il devoto del Sutra del Loto.
Se i «sentimenti dei comuni mortali» – in questo caso provare gioia o dolersi
per le sorti del proprio maestro – vengono analizzati con gli occhi del Budda,
appare chiaro come il marito di Myoichi avesse combattuto coraggiosamen-
te al fianco del proprio maestro fino alla fine, concludendo la propria vita in
modo vittorioso e senza rimpianti.
Subito dopo il Daishonin afferma che l’inverno si trasforma sempre in primave-
ra per chiarire che il marito di Myoichi aveva sicuramente conseguito la Buddità.
Parlando dei sentimenti dei comuni mortali, il Daishonin intendeva lodare
la fede dimostrata dal discepolo defunto, una fede capace di permeare la
vita e i sentimenti degli esseri umani; inoltre cerca di rassicurare Myoichi
riguardo all’ottenimento della Buddità del defunto marito.
Il cuore umano è estremamente mutevole. È probabile che Myoichi fosse triste
perché suo marito non era vissuto abbastanza per vedere Nichiren perdonato.
Nutrire inquietudine e tristezza è naturale, tuttavia tali sentimenti possono far
nascere dubbi e illusioni. Per questo motivo il Daishonin rassicura Myoichi
dicendole che suo marito, avendo mantenuto la fede fino alla fine, ha conse-
guito senza dubbio la Buddità. Voleva essere certo che Myoichi non perdesse
lo spirito vibrante della fede necessario per continuare a vivere con speranza.
Il rimorso, la lamentela e il malcontento possono far ristagnare la fede; per
andare avanti è essenziale mantenere uno spirito puro e coraggioso. Affer-
ma il Daishonin: «La potente spada del Sutra del Loto deve essere brandita
da un coraggioso nella fede» (Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365).
Se raccogliamo la sfida della nostra rivoluzione umana convinti che otter-
remo la vittoria finale nella nostra vita, potremo espandere enormemente la
nostra condizione e saremo capaci di conseguire uno stato vitale di infinita
libertà che ci porterà ad abbracciare tutte le avversità e i dispiaceri come
se fossero un grande oceano. Verrà il momento in cui ci apparirà chiaro il
significato di tutte le nostre esperienze.
Per questa ragione è vitale progredire basandoci sulla recitazione del
Daimoku, sia nei momenti di sofferenza sia nei momenti di gioia. Quando
stiamo soffrendo possiamo far emergere la saggezza per cambiare il vele-
no in medicina, e quando stiamo bene possiamo addirittura diventare più
felici. Diventeremo “persone comuni” dotate di un’alta condizione vitale
e capaci di dimostrare concretamente le parole del Daishonin: «Quando
c’è da soffrire, soffri; quando c’è da gioire, gioisci» (Felicità in questo mondo,
RSND, 1, 607).
«Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno, ma l’inverno si trasforma sempre in primavera. Sin
dai tempi antichi, non si è mai visto né udito di un inverno che si sia trasformato in autunno, né abbiamo mai
sentito di un credente del Sutra del Loto che sia rimasto un comune mortale non illuminato. Il sutra afferma:
“Fra coloro che ascoltano questa Legge, nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità!” (SDLPE, 85)».
L’inverno si trasforma sempre in primavera significa che conseguiremo Tre ostacoli e quattro demoni:
senza alcun dubbio la Buddità vari ostacoli e impedimenti che
Il Daishonin afferma: «Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come sorgono nella nostra pratica
buddista. I tre ostacoli sono:
l’inverno». Prima di poter dare il benvenuto alla primavera, dobbiamo pas-
l’ostacolo di illusioni e desideri,
sare attraverso l’inverno. Per ottenere la Buddità in questa esistenza è in-
l’ostacolo del karma e l’ostacolo
dispensabile intraprendere una dura lotta per cambiare il nostro karma e della retribuzione. I quattro
respingere gli attacchi che sorgono dai tre ostacoli e quattro demoni e dai demoni sono: l’impedimento
tre potenti nemici. Le prove dell’inverno sono inevitabili se vogliamo andare delle cinque componenti;
incontro a una brillante primavera basandoci sulla fede. l’impedimento di illusioni e
«Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno»: sono parole desideri; l’impedimento della
ricche di compassione pronunciate da un padre severo che ci invita a seguire morte e l’impedimento del Re
il sentiero certo dell’ottenimento della Buddità, che consiste nel lottare per il demone del sesto cielo.
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Le prove dell’inverno fanno sbocciare i fiori della vittoria
È importante comprendere questo punto: proviamo gioia per l’arrivo della
primavera grazie all’inverno che l’ha preceduta. Soltanto se si superano le
prove dell’inverno grazie al potere della fede è possibile assaporare la prima-
vera della vittoria.
Prendiamo l’esempio degli alberi di ciliegio che fioriscono in primavera: le
gemme si formano in estate ed entrano in una fase di dormienza in autun-
no. Poi devono affrontare i rigori dell’inverno – cioè attraversano una fase
chiamata interruzione della fase di dormienza – e quindi cominciano a svi-
lupparsi fino alla piena fioritura. Le gemme si sviluppano grazie al freddo
dell’inverno. Una volta risvegliatesi dalla condizione di dormienza iniziano
a crescere sotto l’influsso delle temperature più miti fino a sbocciare.
L’inverno ha la funzione di risvegliare il potere intrinseco e il potenziale latente:
questo è un principio che si applica sia alla vita sia alla pratica buddista. Tutti gli
esseri viventi possiedono il seme della Buddità, o natura di Budda. Questo seme
contiene un potenziale vasto e illimitato quanto l’universo stesso. La fede nel Su-
tra del Loto, grazie alla quale siamo capaci di superare le prove dell’inverno, ha il
potere di risvegliare questo seme dalla fase di latenza e portarlo a produrre i suoi
frutti. In altre parole, i frutti si raccolgono attraverso la lotta contro gli ostacoli
che sorgono nel corso della nostra pratica buddista, cioè attraverso la lotta con-
tro i tre ostacoli e quattro demoni e i tre potenti nemici. Possiamo far sbocciare
nella nostra vita i fiori brillanti della vittoria quando resistiamo alle difficoltà
dell’inverno e trionfiamo su di esse basandoci sulla pratica della Legge mistica.
Ma se nel mezzo dell’inverno della vita esitiamo nel progredire nella fede, dubi-
tiamo del suo potere intrinseco e riduciamo i nostri sforzi nella pratica, finiremo
per non ottenere alcun risultato. Si dice che se l’inverno non è freddo abbastanza
per interrompere la fase di dormienza, la fioritura delle gemme sarà ritardata e
i fiori non sbocceranno come dovrebbero. La chiave per vincere nella vita sta
nell’intensità con cui combattiamo durante il nostro inverno, nella saggezza con
cui affrontiamo quei momenti e nel significato che sappiamo attribuire a ogni
singolo giorno vissuto nella certezza che la primavera alla fine arriverà.
Avere fede nel Sutra del Loto significa farsi strada coraggiosamente attraverso
l’inverno delle nostre avversità. Assumendoci l’arduo compito di cambiare il
nostro karma potremo dare il benvenuto alla primavera e costruire felicità e
buona fortuna. Per questo motivo non dobbiamo evitare le prove dell’inverno,
ma affrontarle con coraggio per poter avanzare senza limiti verso la meravi-
gliosa primavera dell’ottenimento della Buddità e realizzare kosen-rufu.
Il Sutra del Loto insegna l’importanza di trionfare sull’inverno della vita e il
Daishonin ci assicura che l’inverno si trasforma sempre in primavera. I nostri
continui sforzi volti a trasformare l’inverno in primavera rappresentano il sen-
tiero fondamentale per ottenere il pieno appagamento e il progresso nella vita.
Se avanziamo con forza su questo sentiero apriremo la via dell’ottenimento
«Tuo marito ha dato la vita per il Sutra del Loto. Il suo intero sostentamento dipendeva da un piccolo feudo che
gli fu confiscato a causa della sua fede. Sicuramente ciò equivale a dare la vita per il Sutra del Loto. Il ragazzo
delle Montagne Nevose fu capace di offrire il suo corpo per conoscere la metà di un insegnamento buddista e
il bodhisattva Re della Medicina fu capace di bruciarsi i gomiti come offerta al Budda; poiché entrambi erano
saggi, per loro queste azioni furono come versare acqua sul fuoco. Ma tuo marito era un comune mortale, e le
persecuzioni subite furono come gettare carta nel fuoco. Perciò i benefici che riceverà saranno sicuramente
grandi quanto i loro. È possibile che egli stia osservando giorno e notte sua moglie e i suoi figli negli specchi
celesti del sole e della luna. Dal momento che tu e i tuoi figli siete comuni mortali non potete né vederlo né
sentirlo, così come un sordo non può udire il fragore del tuono né un cieco vedere la luce del sole. Siate certi
che egli vi è vicino e vi protegge».
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che il marito di Myoichi, dalla dimensione eterna della Buddità, avrebbe sempre
vegliato sulla moglie e i figli proteggendoli come il sole e la luna nel cielo.
Il marito di Myoichi aveva ottenuto senza alcun dubbio la Buddità e pertanto
le preoccupazioni del Daishonin erano tutte rivolte alla moglie rimasta sola
a crescere un figlio malato in circostanze tanto difficili. Si rivolge a lei con
calore, dicendole che non deve preoccuparsi di nulla e che suo marito sta
vegliando su di lei dalla pura Terra del Picco dell’Aquila. In queste parole
possiamo percepire la premura sincera del Daishonin che avvolge Myoichi e
i suoi figli come una dolce brezza primaverile. Nichiren rassicura la monaca
laica dicendole che non deve nutrire alcun dubbio.
Sono certo di non essere il solo a essere profondamente toccato dall’intensa
compassione del Daishonin racchiusa in queste parole così incoraggianti. Egli
desiderava ardentemente portare felicità alle madri e ai loro figli e a tutti coloro
che stavano soffrendo. Il suo calore compassionevole è veramente come il sole
primaverile che scioglie la neve dell’inverno.
Il Daishonin voleva lodare la fede devota dei due coniugi e sostenere la ve-
dova Myoichi e la sua famiglia. Desiderava che questi seguaci, che avevano
condiviso i suoi sforzi, avanzassero con speranza e orgoglio fino alla fine,
conseguendo uno stato vitale di grande vittoria e apprezzamento per la pra-
tica buddista. Animato da questo spirito, continuò a offrire incoraggiamenti
pieni di compassione e convinzione.
«Proprio mentre stavo pensando di fare il possibile per venirti a trovare, tu mi hai spedito un abito. La tua pre-
mura era del tutto inattesa. Considerato che il Sutra del Loto è il più nobile di tutti i sutra, è ancora possibile
che io guadagni prestigio nel corso di questa vita. In tal caso sii certa che avrò cura dei tuoi figli, sia che tu viva
ancora o no. Hai mandato il tuo servitore in mio aiuto quando ero a Sado e anche durante la mia permanenza
qui a Minobu. In quale esistenza potrei mai dimenticare ciò che hai fatto per me? Ripagherò questo debito di
gratitudine servendoti nella prossima esistenza».
41
GOMMA, CARBONCINO
E IL GELIDO INVERNO DA ATTRAVERSARE
Gomma e Carboncino sono
sulle montagne nevose. Facciamo un thè
BRRR, BRRR, allora io faccio finta di
non ho mai sentito ho chiesto in giro prendere un thè. Almeno
un freddo così a tutti gli anziani... mi illudo...
Nessuno ricorda un
inverno così rigido
Carboncino,
non abbiamo gas, legna
o elettricità. Non si può
scaldare l'acqua
l'acqua si è congelata!
Gomma, io, tu,
La tazza di carboncino si spacca moriremo... Gomma lancia per terra
perché l'acqua si è congelata. la tazza ghiacciata.
Come faremo?
Per vedere la primavera
dobbiamo attraversare l'inverno.
Tanto per cominciare, Dobbiamo uscire.
basta illusioni
Oh... allora
proviamo con...
VOGLIAMO
CREDERCI!
Questa storia è ispirata allo studio del mese (vedi pp. 32-41).
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