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4 Parte

Il documento esplora il processo di illuminazione interiore dello spirito, che inizia in un tempo eterno e si sviluppa attraverso segnali intuitivi. Questo processo porta alla consapevolezza dell'individualità, ma lo spirito non può retrocedere nel tempo per analizzare la propria origine. La difficoltà di comprendere questo processo è legata alla sua natura autonoma e alla relazione con il divino.

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Il documento esplora il processo di illuminazione interiore dello spirito, che inizia in un tempo eterno e si sviluppa attraverso segnali intuitivi. Questo processo porta alla consapevolezza dell'individualità, ma lo spirito non può retrocedere nel tempo per analizzare la propria origine. La difficoltà di comprendere questo processo è legata alla sua natura autonoma e alla relazione con il divino.

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Venirne fuori, spostando tutto se stesso per darsi uno slan- Ora questo procedimento « comincia » in un « tempo » lon-

cio (4). tano, tanto lontano che è un tempo eterno.


Bene questa struttura avverte il bisogno di uno slancio , 0:1esto è ~n punto osc~ro p~r voi, sempre controverso, ma
interior;, quasi per respirare una boccata d'aria, ché è po! e. cosi. Perche, ~edete,. noi parliamo parliamo ma, alfine, tor-
il bisogno, il desiderio « inconscio » e anche inconsulto d1 mamo a questa imbastitura generale dell'universo; cioè non si
avere uria illuminazione. È in questo momento che lo spirito sfugge ~Ila_ regola .generale dell'universo, non si sfugge a que-
riceve una serie enorme di segnali, alcuni dei quali lo raggiun- sto, e c1 ricolleghiamo sempre ai principi che ci salvano in
gono e che egli crede di conoscere perchè entrano in sintonia tutto.
con la sua struttura e risvegliano alcune intuitive e « istintive » Tutto è cominciato in un tempo lontano « eterno » e di-
conoscenze elementari, che egli non interpreta ancora come venta cosci~nte in u_n tempo, badate bene, che è sempre « eter-
conoscenza, ma, appunto, come segnali con un certo senso
logico, o, perlomeno, segnali sfruttabili ai fini di quello slancio l
-•,
ne! »: Perche non"es1ste un calendario dalle nostre parti. Quin-
di, e vero che ce un momento in cui sembra che lo spirito
che lo spirito sta tentando di darsi. sia un essere indivjdualizzato, però è un momento convenzio-
Ed ecco che, quando questa sommatoria diventa più o nale che stabilite voi. In realtà, egli proviene dall'eternità e
meno consistente, egli cerca di dipanare questa matassa at- nasce nell'eternità. Non è che nasce in un « altro» tempo nasce
nell'eternità! '
traverso l'intelligenza generale che è della struttura e che,
sotto uno sforzo opportuno, diventa improvvisa illuminazione Q~i1;1di, ecco che tutto questo rimane un mistero, perchè
di sè o del Sè. Avvenuta questa illuminazione, c'è come uno lo spinto anche quando ha acquistato tutta l'individualità
scrostamento di questa specie di fangaia che è sopra di lui, ~he_vogli?mo, n._07: riesce a gu_ardare indietro, perchè guardare
e questo scrostamento lo porta alfine, co~~ suol dir~i, ~ ti- indietro e possibile solo a chi ha la conoscenza totale. Lo spi-
rare un lungo respiro di benessere: lo spinto ha cosi risve- rito n<?n potrà _averla mai perchè è proiettato nell'infinito,
gliato in sè la coscienza della propria individualità; ed. è in davanti e non dietro a se stesso, sebbene, questo « dietro » e
grado, da quel momento, di poter affermare: io sono. questo « avanti» siano convenzionali anche per lo spirito.
Però è _una convenzionalità che lo spirito può accettare nella
Questo processo avviene in un tempo che può essere lungo; sua logica. Esclude tempo e spazio, ma può accettarla. ,È come
tale lunghezza non interessa l'univer~o, e non è rappo~tab~le una retrodatazione degli eventi; una analisi « al contrario»
al vostro tempo. Perchè lungo? Perche questo lavoro, chiamia- lo spirito non è capace di farla, perchè, a un certo punto, come
molo così, questo immane sforzo,. ~ cominci'ato g~à in pio, è logico, incontra Dio: incontra cioè il se stesso nel momento
questo è il punto. E quando lo spinto avverte la liberazione in cui non era ancora se stesso; e non essendo allora ancora se
è già fuori dall'unità di Dio. Questo distacco è quasi una g~- stesso, egli non è più in grado di andare indietro con l'analisi,
stazione di Dio ma diversamente che nella donna, non ri- perchè là egli non c'era come elemento individuale e cosciente.
guarda Dio, ma ~iguarda questa forza. È una gestazione che fa
lo spirito e non Dio; è chiaro che la fa in virtù di un principio Ecco che, dunque, questa è una difficoltà eterna; non la
divino, ma è un'autonascita. potremo risolvere mai. Si potrebbe forse risolvere. soltanto
concependo, così, in sede teorica, l'eternità svincolata dal pro-
cesso creativo. Allora, forse ci sarebbe qualche possibilità di
approccio.
(4) Questo dà ulteriormente ragione delle difficoltà «iniziali» che
anche lo spirito incontra e che lo possono erroneamente far defimre
come « basso » o « inevoluto ».

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