Religione: GIUGNO 2025
Religione: GIUGNO 2025
COLTIVIAMO
INSIEME
IL CAMBIAMENTO
POSITIVO
Il tuo 8x1000 all’Istituto Buddista Italiano
Soka Gakkai semina speranza per il futuro
Puoi destinare l’8x1000 dell’IRPEF all’Istituto i fondi dell’8x1000 al sostegno di attività so-
Buddista Italiano Soka Gakkai, come previ- ciali e umanitarie.
sto dalla Legge di Intesa con lo Stato italia- Secondo le linee guida per l’utilizzo dei
no (art. 18 L.130/2016). fondi, i nuovi progetti vengono implemen-
Basta firmare nell’apposita sezione della di- tati in quattro aree principali: Diritti Umani,
chiarazione dei redditi (Certificazione Unica, Educazione, Ambiente e Cultura.
Modello 730 o Modello Unico) e selezionare Proseguendo il sostegno a progetti già at-
la casella corrispondente. Non serve indica- tivi per la tutela dell’ambiente e il disarmo
re il codice fiscale. nucleare, nell'annualità 2025/2026 si raffor-
Ispirandosi ai valori dell’umanesimo buddista, zeranno ulteriormente gli interventi legati
la Soka Gakkai italiana ha scelto di destinare all’educazione e ai diritti umani.
Non viene
richiesto
il codice
fiscale del
destinatario.
sommario
B U DD I S MO E S O C I E TÀ | 2 57 G I U G N O 2 025
editoriale
4
Avanziamo insieme lungo il grande cammino
di maestro e discepolo
di Minoru Harada
primo piano
6
Un sostegno concreto alla dignità della vita
Nasce la Fondazione incontro con Daniela Di Capua, Chiara De Paoli
e Michela Pasi dell'Ufficio 8x1000
"Be the Hope" speciale
Risultato di un percorso lungo e coerente che ha radici
profonde nella storia e nella visione globale della Soka 11
Gakkai Internazionale, la Fondazione “Be the Hope” è RELIGIONE.
il nuovo ente del Terzo settore promosso dall'Istituto DOMANDE E RIFLESSIONI
Buddista Italiano Soka Gakkai con l’obiettivo di soste- 12 Ma il Buddismo è una religione?
nere iniziative nei campi della pace, della cultura e 14 Fede e comprensione
dell’educazione, nel solco del pensiero di Daisaku 16 Buddismo e felicità
18 Pensare il pluralismo, la differenza, il dialogo
Ikeda, maestro di pace.
intervista a Elisabetta Colagrossi,
Il nome “Be the Hope”, in italiano “Sii la speranza”, docente di Storia delle religioni
rubriche
42
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Il voto di proteggere il proprio maestro qualunque cosa accada racchiude lo spirito che garanti-
sce lo sviluppo eterno della Soka Gakkai. Questa è la missione dei discepoli, ed è la via diretta per
la rivoluzione umana e per la trasformazione profonda della propria condizione vitale. Protegge-
re il maestro inizia dal prendersi sinceramente cura di ogni persona, un esempio che il presidente
Ikeda ha costantemente dato con il proprio comportamento
Uno dei tratti distintivi della grandezza del presidente Ikeda è che, pur essendo stato il maestro
di innumerevoli altre persone, ha continuato a vivere come discepolo con la massima dedizione.
Ci sono persone che dimenticano gli insegnamenti del loro maestro e alla fine vengono so-
praffatte dall’arroganza. Al contrario Daisaku Ikeda, anche dopo essere diventato il terzo
presidente della Soka Gakkai, ha sempre continuato a dialogare nel cuore con il suo maestro
Josei Toda. Ha vissuto ogni giorno con uno spirito giovane e la determinazione di continuare
a migliorare per tutta la vita.
Il 3 maggio di cinquant’anni fa i giovani uomini e gli studenti della Soka Gakkai fondarono un
gruppo che il presidente Ikeda chiamò Shin’ichi-kai (gruppo Shin’ichi). Egli insegnò a noi di-
scepoli della generazione del gruppo Shin’ichi che, indipendentemente dagli ostacoli e dalle
funzioni demoniache che possono emergere in futuro, la missione dei discepoli è proteggere
il maestro. Adempiere a questa missione è il vero scopo dei giovani discepoli.
Nel 1980, l’anno dopo essersi dimesso dalla carica di presidente della Soka Gakkai, il maestro
Ikeda si unì ai compagni di fede delle regioni di Kyushu, Kansai e Chubu per guidare una
coraggiosa controffensiva nei confronti di ciò che minacciava l’organizzazione. Il primo mag-
gio, a Fukuoka, nel Kyushu, esortò con passione i presenti: «Non abbassate mai il vessillo di
kosen-rufu nel vostro cuore!». Il 3 maggio, a Osaka, espresse la sua incrollabile determinazio-
ne: «Continuiamo a scrivere nuove pagine di storia della nostra lotta sempre vittoriosa e della
nostra vita!». Il 9 maggio, nella prefettura di Aichi, dichiarò con orgoglio: «La Soka Gakkai
lotterà per sempre contro il male!».
L’8 maggio 2007, durante la sua prima visita a un Centro culturale nella prefettura di Saitama,
il presidente Ikeda rifletté sul periodo in cui lui e il suo maestro avevano viaggiato instancabil-
mente in tutta la regione, determinati a salvare le attività commerciali di Toda che versavano
in condizioni critiche.
Il voto di proteggere il proprio maestro qualunque cosa accada racchiude lo spirito che ga-
rantisce lo sviluppo eterno della Soka Gakkai. È la via diretta per la rivoluzione umana e per
la trasformazione profonda della propria condizione vitale. Proteggere il maestro inizia dal
prendersi sinceramente cura di ogni persona, un esempio che il presidente Ikeda ha costante-
mente dato con il proprio comportamento. Come scrive Nichiren Daishonin: «Coloro che si de-
finiscono miei discepoli e praticano il Sutra del Loto devono tutti praticare come me» (Istituire
i quattro bodhisattva come oggetto di culto, RSND, 1, 869).
Miei cari compagni e compagne di fede della Soka Gakkai, direttamente collegati al Daishonin,
ora è il momento di alzarci con orgoglio e fiducia e avanzare nello spirito di non dualità di
maestro e discepolo, determinando di impegnarci come il nostro maestro!
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primo piano
Cinquantasei progetti in corso (mentre andiamo Ed è proprio ciò che si nota guardando i progetti. Sia-
in stampa), suddivisi in quattro aree di intervento: mo presenti in realtà dove altri ancora non arrivano.
ambiente, cultura, diritti umani, educazione. Una Chiara: Forse ti riferisci in particolare a "Spazio Plus
galassia di iniziative a sottolineare la complessità Arcobaleno" e a "FR*cinema", progetti che tutelano i
del mondo reale? diritti umani delle persone LGBTQIA+. Anche se oggi
Daniela: Forse è un'ambizione un po’ alta, ma l'in- alcuni enti religiosi sostengono iniziative simili, resta
tenzione vorrebbe essere quella: quando parliamo di ancora poco usuale, nella percezione comune della
diritti umani, educazione, cultura e ambiente in realtà religione nella nostra cultura, vedere un istituto reli-
vogliamo parlare della vita ed essere il più possibile gioso impegnato in questo ambito.
presenti in tutto ciò che ha a che fare con la sua tutela. Daniela: Sì, succede spesso. Si manifesta curiosità
Chiara: Aggiungerei che questa impostazione riflette rispetto alle motivazioni che spingono un ente reli-
la natura dei fondi dell'8x1000, che provengono diret- gioso a finanziare azioni che sembrano distanti da
tamente dalle tasse dei cittadini italiani. Contribuendo quella che si pensa sia la funzione originaria di una
a una molteplicità di iniziative, si cerca di rispondere religione. Questo è molto gratificante: nonostante
alla pluralità di interessi ed esigenze delle persone. tanti anni di pratica e di attività nella Soka Gakkai,
Michela: Un aspetto interessante di questo strumen- ogni volta riscopro il legame senza soluzione di con-
to è quello di intrattenere rapporti molto stretti con tinuità che c'è tra il nostro Buddismo e la società,
le istituzioni. Infatti attraverso il meccanismo del- i cittadini, l'ambiente, l'arte, le questioni di genere,
l'8x1000 le confessioni religiose, utilizzando fondi i diritti umani, l'educazione. Una chiave di dialogo
pubblici per rispondere a esigenze molto diverse del- con gli altri ancora più forte, a prescindere dalle loro
la società, si affiancano al lavoro che di base svolge lo scelte religiose, spirituali o di altro genere. È come
Stato, che non è l'unico detentore di questo dovere, una porta che si apre, basata non su un dibattito
in virtù di un principio di sussidiarietà che riguarda teologico o etico ma sulla realtà, che le associazioni
anche il Terzo settore. conoscono meglio di noi perché stanno su quel ter-
L’impegno che portiamo avanti con l'8x1000 rispon- ritorio, sanno illustrarci le difficoltà o le sofferenze
de inoltre a una responsabilità che noi sentiamo delle persone che lo abitano e in che modo noi pos-
in primis a livello di fede, per il voto che abbiamo siamo aprire delle possibilità.
formulato, e che si traduce, grazie a questi fondi, in Chiara: Questo è successo anche con progetti pro-
azioni molto concrete e di vario tipo. mossi da enti di matrice cattolica, stupiti del fatto
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Progetto in supporto ai braccianti agricoli in Campania e Sicilia - Emergency Insegnare educazione alla cittadinanza
globale all’università - We World
zio di un gruppo di studenti di regia, oppure un’oc- sé, appaiono un ottimo approccio per indirizzare e
casione per parlare di Hiroshima e della memoria sostenere i giovani nell’ambito lavorativo.
specifica di quell'evento. Secondo me entrambi gli Daniela: È vero, anche perché è un ambito almeno
strumenti, e potenzialmente ce ne sono tantissimi in Italia totalmente trascurato. Purtroppo ora non c'è
altri, servono per educare a un modo di vedere il un luogo fisico in cui giovani artisti possano tentare
mondo in maniera diversa, per guardarsi indietro e di esprimere il proprio talento, e anche nell'ingresso
chiedersi ad esempio da dove originano le guerre, i ai musei, ai teatri, ai concerti c'è una fortissima sele-
conflitti, le discriminazioni di adesso. Lo stesso vale zione di tipo economico. Ciò impedisce di avviare
per l’ambiente e per tanti altri ambiti. percorsi che diventino anche professionali, quindi di
Michela: Mi piace molto questo riferimento all'Ap- vita, e automaticamente diventa una censura, perché
pello rispetto alle lezioni della storia. È stato bello l'arte ha bisogno di spazio e di visibilità per diventare
nel corso del tempo valorizzare progetti che effetti- fruibile da tutti.
vamente raccoglievano l’eredità delle lezioni di una Sì, abbiamo pensato di fare qualcosa anche sotto
storia sia più lontana, come può essere appunto questo aspetto, e affinché ci fosse una partecipa-
“Il libro delle ombre” su Hiroshima e Nagasaki, ma zione il più ampia possibile abbiamo utilizzato lo
anche recentissima, come “La memoria degli ogget- strumento del bando in modo che dati certi requisiti
ti”, una mostra dedicata agli oggetti delle persone ci potesse essere tanta risposta. Così è stato. Attra-
che hanno perso la vita nel naufragio del 3 ottobre verso una selezione sia qualitativa sia economica
2013, un progetto educativo dedicato a una memo- abbiamo scelto otto progetti in vari ambiti: la musica,
ria molto fresca ma già dimenticata, che metteva al il cinema, il documentario, la danza, la pittura, le per-
centro la dignità della vita, perché imparare dalle formances, le arti visive, il fumetto...
lezioni della storia vuol dire anche rimettere al cen- Chiara: Aggiungerei che nella nostra società persi-
tro le persone: i morti del 3 ottobre 2013 non erano ste un fenomeno ancora poco analizzato: la discri-
solo numeri ma individui con una loro storia. minazione per età. In particolare, le giovani donne
affrontano frequentemente difficoltà a vedersi rico-
I tanti progetti in corso nel campo dell’arte (vedi nosciute come portatrici di competenze nei contesti
"Milk (r)evolution", "Giovane danza italiana", "Lagu- professionali. Questo porta a una scarsa fiducia nei
na film lab", "Woyzeck", "Anfibia", "Città come pal- confronti delle nuove generazioni, con un impatto
coscenico", "A occhi aperti. Disegnare il contempo- negativo sulle loro opportunità di crescita. Investire
raneo"), oltre ad avere una valenza culturale di per sull’empowerment giovanile, anche a livello lavorati-
vo, è quindi di fondamentale importanza. Nel nostro E questo ha a che fare con il salvare vite umane.
caso, i destinatari dei progetti finanziati con i fondi Poi c'è il secondo passo, il "Community Matching" già
dell’8x1000 sono già per la grande maggioranza gio- più volte citato, in cui non solo è coinvolta un'agen-
vani. Con i progetti artistici siamo riusciti inoltre a far zia delle Nazioni Unite, l’UNHCR, ma l’ONU stessa in
sì che anche chi propone e realizza i progetti — gli quanto potenziale strumento di mediazione globale,
attuatori — fosse composto prevalentemente da gio- come Sensei ha sempre sostenuto. E questo ha a che
vani. La richiesta, contenuta nel nostro bando, di una fare con l'inclusione all'interno delle comunità.
significativa presenza di under 35 tra i partecipanti Poi abbiamo il sostegno al Comitato 3 ottobre, con
ci ha portati adesso a collaborare con associazioni un progetto educativo sul valore delle differenze che
formate da persone della generazione Z o al massimo coinvolge studenti e studentesse delle scuole supe-
da Millennials. Su questo aspetto penso che possiamo riori italiane ed europee e i loro docenti. I docenti poi
veramente fare la differenza, anche per la natura della restano nelle scuole e possono continuare a fare pro-
nostra organizzazione, che considera l'empowerment prio quell'obiettivo con le classi successive. Idealmen-
delle generazioni più giovani un valore fondante. te quindi c'è un percorso che ha una sua completezza.
Cito anche i tanti progetti sull'ambiente, ognuno
Quali sono secondo voi i progetti che hanno un diverso dall'altro proprio perché ciascuno si misura
impatto maggiore rispetto al contesto sociale e sto- con la propria realtà locale.
rico in cui stiamo vivendo? E gli interventi di tipo sanitario, tra cui un recente
Daniela: Per esempio il tema dei rifugiati, molto progetto in Afghanistan con Medici senza Frontiere
caro a Sensei, l'abbiamo fatto nostro fin dal primo legato alle gravissime limitazioni per le donne nell’ac-
anno, costruendo una filiera di progetti che rispetti cesso ai servizi educativi e sanitari. Sosteniamo anche
tutto il loro percorso umano. Come primo passo, un progetto di Emergency in Africa di chirurgia
da tre anni ne finanziamo uno gestito dall'Arci per i pediatrica, in rete con le istituzioni locali. E sempre
corridoi umanitari, grazie al quale alcune centinaia con Emergency, in Italia, si stanno facendo azioni che
di persone ogni anno possono essere portate via vanno dalla assistenza medica alla intercettazione di
in sicurezza con aerei dai luoghi di fuga – Afghani- lavoratori e lavoratrici sfruttate nei campi agricoli di
stan, Libia, Niger… – con la garanzia di un permesso Campania, Sicilia e Calabria, e parallelamente ci si
di soggiorno riconosciuto e di almeno un anno di adopera per la costruzione di sistemi di presa in cari-
accoglienza con strumenti di integrazione, appren- co di queste persone da parte dei Comuni, delle ASL,
dimento della lingua, riqualificazione professionale. cioè gli enti pubblici preposti a questo intervento.
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In&Aut - A lavoro per l'inclusione - Fondazione La Rotonda Spazi comuni
Community Matching - UNHCR
Ci sono infine progetti molto recenti di cui perce- zerà lo strumento che le si offre. Ma abbiamo deciso
piamo la grande vitalità: vedere giovani coinvolti che è un rischio che vale la pena correre.
concretamente nella possibilità di portare avanti i
loro obiettivi, i loro sogni professionali e personali è Con quali strumenti riuscite a controllare l’evolu-
bellissimo perché senti che ritrovano la speranza di zione del progetto e che i finanziamenti arrivino ai
realizzare le loro aspirazioni. diretti interessati?
Daniela: Abbiamo impostato la gestione dei progetti
Quali sono gli indirizzi per il 2025? in modo che non sia puramente amministrativa ma
Daniela: Abbiamo cercato di dare continuità agli indi- con un monitoraggio per tutta la durata delle attività,
rizzi generali già perseguiti lo scorso anno e l'anno incontrando le équipes, visitando i progetti sul cam-
precedente, una scelta voluta perché andare su obiet- po, intervistando i beneficiari, quindi accompagnan-
tivi troppo specifici nella programmazione ci impedi- do i progetti fino alla loro chiusura.
sce di mantenere un approccio aperto su ciò che in Michela: È una domanda che ricevo molto spesso, da
tempo reale si sta verificando e su come intervenire. membri e non, perché è un aspetto importante quan-
Abbiamo cominciato a vedere quali sono gli ambiti che do si tratta di gestire fondi pubblici, e sono sempre
non abbiamo ancora toccato, ad esempio le carceri. A felice che ci venga posta. Parte dell’approccio caratte-
breve vorremmo individuare delle realtà che portino ristico dell’8x1000 della Soka Gakkai riguarda il fatto di
avanti interventi per i minori e per i detenuti a fine pena, avere un atteggiamento non da semplice finanziatore,
che hanno un enorme tasso di recidiva perché non ma quasi da partner. Accompagniamo infatti la vita
usufruiscono di strumenti di reinserimento nella società. del progetto con tutta una serie di attente verifiche,
Al di là di interventi su emergenze, come le donne vit- sia qualitative sia amministrative, che ci permettono
time di violenza, i giovani LGBTQ+ cacciati di casa, le così di rispettare la fiducia che le cittadine e i cittadini
discariche abusive, abbiamo deciso di investire di più ci accordano quando decidono di devolvere a noi una
sull’educazione, tema centrale nella Soka Gakkai, uti- parte delle loro tasse. (a cura di Maria Lucia De Luca)
lizzandolo come veicolo di trasformazione del mondo.
Abbiamo quindi finanziato alcune borse di studio per
master e dottorati, e corsi di formazione sul tema del Tutte le notizie
dialogo interreligioso e dei diritti umani. Sono proget- le trovate su
[Link]
ti difficili da selezionare perché è tutto sulla carta: si
investe su una persona ma non si sa se e come utiliz-
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M A I L B U D D I S M O
È U N A R E L I G I O N E ?
Perché il Buddismo viene considerato una religione sebbene non abbia molte delle caratteri-
stiche che di solito si attribuiscono a un credo religioso? Perché nella pratica buddista si parla
di preghiera, fede, rito, oggetto di culto anche se è un percorso di risveglio interiore che in
definitiva riguarda solo esseri umani?
Dire che il Buddismo è una religione può su- l’esistenza di esseri o forze soprannaturali.
scitare perplessità o scetticismo in chi si av- Partendo dal presupposto che ogni religione
vicina a questo cammino spirituale, o perché è una costruzione umana, il Buddismo non
si è riluttanti a rinnegare un’altra confessione solo lo dichiara apertamente, ma ne fa un
a cui si sente di appartenere per cultura o na- elemento costitutivo della sua esistenza: per
scita, o perché ci si ritiene di fede atea e per- sua ammissione nasce allo scopo di risolvere
ciò non inclini ad abbracciare un qualsivoglia le sofferenze connaturate all’esistenza uma-
credo che implichi una rinuncia alle proprie na in virtù del risveglio di un essere umano
convinzioni. illuminato, il Budda, che poi mostrò a tutti gli
Non vi è dubbio che una delle caratteristiche esseri umani la strada per attraversare la sua
del Buddismo è che non comporta salti fidei- stessa esperienza.
stici a priori e si prospetta come un cammino Allora perché non si potrebbe assimilare a una
“sperimentale” e molto umano, eppure gran filosofia? O magari a un’espressione artistica?
parte della letteratura lo considera una del- Perché la filosofia si interroga sul reale e cer-
le grandi religioni mondiali. Se il cammino di ca risposte utilizzando, in linea di principio,
riforma interiore che prospetta il Buddismo la logica, il ragionamento. E anche quando il
sembra lontano da un’esperienza di tipo reli- suo oggetto di interesse (la natura dell’essere,
gioso, forse è sul concetto di religione che ci l’origine del mondo, la finalità dell’esistenza)
dovremo interrogare. appare inafferrabile attraverso quelle facoltà
Innanzitutto chiarendo che il Buddismo, a dif- conoscitive, ciò avviene sempre in virtù di un
ferenza dell’Ebraismo, dell’Islam e del Cristia- ragionamento. E neppure assomiglia all’arte,
nesimo non è una religione rivelata, cioè non dove entrano in campo l’emozione o l’intui-
esiste per volontà di un dio trascendente che zione – presenti anche nel processo della sco-
rivela se stesso mediante una figura profetica perta scientifica – facoltà che appartengono al
– o nel caso del Cristianesimo mediante il suo repertorio di capacità umane che si possono
stesso figlio – alle sue creature, le quali sono sperimentare ed evocare, più o meno facil-
chiamate alla fede e alla devozione. mente, nella vita comune.
Il Buddismo, in quanto religione atea (senza C’è dunque qualcosa che rende questo in-
un dio), ha una ragion d’essere terrena esplici- segnamento diverso da una filosofia, da una
tamente dichiarata e un fondatore umano che pratica psicologica per ritrovare se stessi o
non si pone mai su un piano diverso da que- da una forma estetica di interpretazione del
sto. Si presenta come un cammino spirituale mondo e, come per molte religioni, questo
che nasce da domande umane sull’esistenza, qualcosa è una forma di trascendenza.
alle quali fornisce risposte che non implicano E qui sta il punto.
N O N S O L O I N T E R N O , N O N S O L O E S T E R N O
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R E L I G I O N E F E D E E C O M P R E N S I O N E
Per rispondere ai bisogni del nostro tempo occorre, secondo Daisaku Ikeda, una nuova uni-
ficazione di fede e ragione che abbracci tutti gli aspetti dell’essere umano. Come dice il
Daishonin: «Al di fuori della fede non può esserci nessuna comprensione, e al di fuori della
comprensione non può esserci alcuna fede»
Il tema della fede porta l’essere umano a inter- Una fede che si accorda con la ragione
rogarsi su questioni cruciali, in particolare se L’insegnamento buddista considera fede e
essa possa o meno accordarsi con la ragione. ragione (comprensione) come due elementi
In un dialogo sul tema delle religioni del XXI reciprocamente funzionali.
secolo, Daisaku Ikeda e il teologo Lawrence E. Scrive Daisaku Ikeda: «Una religione elevata
Sullivan (direttore del Centro per lo studio del- non nega la razionalità e se non tiene conto del-
le religioni mondiali dell’Università di Harvard) la ragione non potrà mai guadagnarsi la fidu-
si pongono una domanda fondamentale: quali cia dell’umanità. Il Buddismo, la religione della
sono i criteri per valutare la validità di una reli- saggezza, è estremamente razionale, al punto
gione? (cfr. Daibyakurenge, maggio 1993). Per che molti occidentali si chiedono addirittura se
entrambi gli aspetti essenziali sono se essa sia possa essere classificato come religione poiché
in grado di rispondere ai bisogni delle perso- non insegna l’esistenza di un essere supremo
ne del proprio tempo e se le persone possono a immagine dell’essere umano» (SSDL, 1, 254).
scegliere la propria religione spontaneamente, Nichiren Daishonin dimostrò il valore del suo
sulla base di una riflessione autonoma che Ike- insegnamento attraverso un approccio razio-
da definisce “esercizio della saggezza”. nale. Decise di basarsi sulle scritture per cer-
Al contrario una “fede assoluta”, imposta, che care prove a sostegno delle sue convinzioni:
non lascia possibilità di scelta, non potrà radi- «Prendendo i testi dei sutra come mio unico
carsi nel sentimento popolare, decretando la maestro – scrive – avrei stabilito quale fra gli
morte della religione stessa. insegnamenti della vita del Budda fosse su-
Ogni religione o disciplina ha un suo fonda- periore e quale inferiore» (Ripagare i debiti di
tore, un maestro. Il discepolo segue l’inse- gratitudine, RSND, 1, 616).
gnamento del maestro e approfondisce la Nichiren non rifiutava i dubbi ma li considerava
propria fede quando manifesta spirito di ri- strumenti per arrivare alla verità. Ne L’apertura
cerca. Il primo presidente e fondatore della degli occhi afferma: «Questo dubbio è il punto
Soka Gakkai Tsunesaburo Makiguchi afferma- essenziale di questo scritto. E poiché è d’im-
va: «Noi impariamo a vivere imitando gli altri. portanza capitale per la mia vita, lo solleverò
Osserviamo ciò che fanno e copiamo quello più volte e lo approfondirò prima di provare a
che vediamo, fidandoci del loro esempio. […] rispondervi» (RSND, 1, 216).
Dapprima abbiamo fiducia nei nostri mae-
stri e facciamo ciò che ci dicono; poi, dopo La fede è la porta della saggezza
aver imparato a imitarli, possiamo comin- Il Sutra del Loto insiste particolarmente sull’im-
ciare a esprimere la nostra creatività. È così portanza della fede. Comprendere i sutra pre-
che si impara a vivere» [Makiguchi Tsunesa- cedenti e credervi è facile, perché sono predi-
buro Shingenshu (Raccolta delle massime di cati secondo la capacità degli ascoltatori. «Il
Tsunesaburo Makiguchi), ed. Takeshi Tsuji, Sutra del Loto – spiega il maestro Ikeda – è il
Daisan Bummeisha, Tokyo, 1979, pp. 16-17]. più difficile da credere e da comprendere per-
L E T R E P R O V E
«Per valutare le dottrine buddiste io, Nichiren, credo che i metodi migliori siano la ragione e la pro-
va documentaria. Ma ancora migliore di queste è la prova concreta» (RSND, 1, 532). Sono quindi
tre, secondo il Daishonin, le prove per giudicare la validità di un insegnamento buddista: docu-
mentaria, teorica e concreta. Per prova documentaria si intende l’accordo con i sutra. Per prova
teorica la compatibilità con la ragione e la logica. La prova concreta si ha quando il contenuto di
una dottrina, una volta messo in pratica, viene suffragato da risultati concreti.
15
B U D D I S M O E F E L I C I T À
Una religione che pone al centro la dignità della vita, che riconosce l'immenso potenziale di
cui tutti gli esseri umani sono dotati e il loro fondamentale desiderio di felicità. Una felicità
realizzabile nel momento presente, causa virtuosa del movimento di propagazione
«La religione è ciò che mira a insegnare qua- Per abbracciare il Buddismo di Nichiren non
li siano i fondamenti della vita e dell’universo dobbiamo cambiare chi siamo o rinchiudere
stesso. La religione è la prova decisiva della i nostri progetti e le nostre scelte dentro una
nostra condizione umana. […] Infatti gli esse- morale restrittiva e discriminatoria.
ri umani possiedono un innato e indistruttibi- Perché il nostro genere, i nostri amori, la no-
le “istinto di preghiera” e le religioni sono nate stra identità, le nostre origini, le nostre scelte,
proprio per dare una risposta completa a que- la nostra vita tutta così com’è, anche dopo un
sto tipo di bisogno: non è la preghiera a nasce- fallimento o un disdicevole sbaglio, è sempre
re dalle varie religioni, è piuttosto vero il con- meritevole e pronta per iniziare una nuova ri-
trario. […] Anche chi non si considera religioso voluzione umana.
prega spesso per qualcosa: la speranza che i Il Sutra del Loto, infatti, riconosce la natura
propri figli godano di buona salute o decidere di Budda in ogni persona, estremamente pre-
di migliorarsi sono preghiere, anche se non le ziosa e degna di rispetto. È un insegnamento
chiamiamo così» (Preghiera e azione, pp. 2-3). che incoraggia ad aver sempre cura, attraver-
Queste parole del maestro buddista Daisaku so le scelte quotidiane, della nostra vita e di
Ikeda ci invitano a riflettere sul senso autentico quella delle persone intorno a noi; per fare
della religione e sul suo legame profondo con i del XXI secolo, come ha spesso sottolineato
bisogni più intimi dell’essere umano. Non sem- il maestro Ikeda, un’epoca che pone il princi-
pre è semplice comprendere questo aspetto, pio della dignità della vita a fondamento del-
perché siamo abituati a immaginare un esteso la società. Una società fatta da persone dif-
divario tra la religione e la vita quotidiana. ferenti e ricca di preziose diversità, che non
Ma a cosa serve, in concreto, la religione? Se- riduce mai gli esseri umani a strumenti per
condo il Buddismo di Nichiren Daishonin a es- raggiungere altri scopi.
sere felici, oggi, qui. Perché in questo insegna- Per questo la religione non dovrebbe essere
mento la felicità viene considerata non come mai un fine, ma sempre un mezzo. Il fine sono
un lontano ideale a cui aspirare, ma un’espe- sempre le persone.
rienza viva, che si concretizza nel toccare con Questo importante aspetto è stato sottolinea-
mano la vita, nell’assaporarne ogni attimo; fa- to da Clark Strand, ex monaco zen, giornali-
cendo emergere una condizione di libertà inte- sta e scrittore statunitense, autore di un libro
riore in grado di trasformare anche le situazioni che analizza il nostro movimento religioso:
più difficili in occasioni, in benefici. Potremo «La Soka Gakkai – scrive – non ha codici di
così costruire la vita che intimamente e profon- abbigliamento, preti, monaci, né uno stile ar-
damente desideriamo, senza rimandare i sogni, chitettonico identificabile: ha preservato la
le risoluzioni, la felicità a un domani migliore, a sostanza della vita religiosa facendone ca-
un’esistenza più lieta dopo la morte. dere l’apparenza. Cosa rimane dopo l’elimi-
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PENSARE IL PLURALISMO,
LA DIFFERENZA,
IL DIALOGO
INTERVISTA A ELISABETTA COLAGROSSI
docente di Storia delle religioni e di Filosofia del dialogo
interreligioso presso l'Università di Genova
Una visione del mondo che trascende l'immediato, pratiche e rituali con-
divisi, norme etiche, una comunità di riferimento. Queste le caratteristiche
trasversali che Elisabetta Colagrossi individua nella varietà delle esperienze
religiose nelle diverse società, che rispondono tutte a una generale richie-
sta di senso della vita e del vivere insieme. Dove il dialogo tra le fedi può
configurarsi come un laboratorio concreto di pace, una testimonianza viva
della possibilità di convivere nella differenza
L A M I A F O R M A Z I O N E, I M I E I M A E S T R I
Se devo riassumere il mio percorso, direi che è stato vario, ma segnato da una direttrice co-
stante: il tentativo di pensare il pluralismo, la differenza, il dialogo. Mi sono formata all'interno
della scuola genovese ispirata ad Alberto Caracciolo e Giovanni Moretto, e ho avuto la fortuna
di incontrare presto il professor Gerardo Cunico, a cui devo le prime sollecitazioni decisive verso
la ricerca. È a lui che risale, tra l'altro, l'istituzione presso l'Università di Genova della cattedra di
Filosofia del dialogo interreligioso, disciplina di cui oggi tengo un modulo (in codocenza con
il prof. Roberto Celada Ballanti), mentre il mio insegnamento principale è Storia delle religioni.
I miei studi sono iniziati con la filosofia della religione, in particolare in Dostoevskij, e si sono
poi orientati in modo decisivo verso il pensiero di Jan Assmann, uno dei maggiori studiosi con-
temporanei del rapporto tra religione, memoria e violenza. A lui ho dedicato le tesi di laurea e
di dottorato in Filosofia, maturando attraverso il suo approccio storico-critico il passaggio alla
storia delle religioni e a una lettura comparativa delle dinamiche religiose.
Presso l'Università di Costanza ho lavorato a stretto contatto con Assmann, che ha seguito la
mia ricerca e mi ha coinvolta nella traduzione di alcuni suoi volumi. Accanto alle sue riflessio-
ni sulla violenza religiosa, il suo interesse per il dialogo interreligioso ha orientato anche una
parte del mio percorso successivo, portandomi a svolgere attività di ricerca in India, dove ho
approfondito alcuni modelli di inclusivismo e il pensiero di Gandhi. (E. C.)
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ramente ciò in cui credeva. Come affermò con terreligioso con la promozione della pace, dei
forza: «Se un cattivo sovrano volesse distrugge- diritti umani e della dignità della vita, conce-
re gli insegnamenti del Sutra del Loto, non biso- pendolo non come atto episodico, ma come
gnerebbe obbedirgli, anche a costo della pro- metodo permanente di relazione.
pria vita» (Lettera a Horen, Raccolta degli scritti Le numerose iniziative culturali e accademiche
di Nichiren Daishoinin, 1, p. 462). La sua scelta, che ha promosso — tra cui la fondazione del
pur nel contesto storico e dottrinale peculiare Boston Research Center for the 21st Century
del Giappone medievale, continua a richiamare e dell'Institute of Oriental Philosophy —, in-
l'importanza della coscienza individuale di fron- sieme ai dialoghi intrattenuti con esponenti
te ai tentativi di strumentalizzare il sacro. religiosi e culturali di tutto il mondo, restitui-
scono l'immagine di un dialogo vissuto come
Lei recentemente ha detto: «Ci troviamo in costruzione concreta di rapporti e come pra-
un'epoca di crisi radicale della coesistenza tra tica di riconoscimento reciproco.
diversi dove il dialogo sembra in declino su
molteplici livelli. Le tensioni politiche, econo- Qual è oggi, secondo lei, il rapporto delle
miche e culturali globali testimoniano come persone giovani con la religione?
la capacità di costruire ponti è messa in di- Il rapporto dei giovani con la religione è sem-
scussione ogni giorno», sottolineando quan- pre più variegato. Da un lato, almeno nel
to l’opera di Daisaku Ikeda «abbia offerto un contesto europeo, si osserva un progressivo
esempio concreto di come il dialogo possa es- allontanamento dalle istituzioni religiose tra-
sere praticato sia a livello personale che isti- dizionali; dall’altro, non viene meno il biso-
tuzionale». Qual è il contributo che il dialogo gno di spiritualità e di ricerca di significato.
interreligioso può dare in questa situazione? Le nuove generazioni mostrano interesse per
Il dialogo interreligioso dovrebbe offri- esperienze religiose percepite come autenti-
re oggi un modello relazionale che va oltre che, capaci di confrontarsi con le grandi sfide
la mera tolleranza. In un tempo segnato da etiche, sociali e ambientali del nostro tempo:
crisi globali e tensioni crescenti — culturali, dalla giustizia globale alla sostenibilità, fino
economiche, politiche — il dialogo tra le fedi alla questione del pluralismo.
può configurarsi come un laboratorio concre- Alcuni sociologi della religione hanno parla-
to di pace, una testimonianza viva della pos- to di una “uscita della religione dalle religio-
sibilità di convivere nella differenza. ni”, per descrivere quel fenomeno per cui la
Non si tratta soltanto di accettare l’altro e tol- dimensione spirituale non scompare, ma si
lerarlo nel senso latino di tolero, ma di intra- sposta fuori dagli schemi istituzionalizzati. In
prendere insieme un cammino, riconoscendo questa cornice si colloca anche la distinzio-
che il pluralismo non è un ostacolo alla verità, ne tra "religiosità senza religione" e forme più
ma una sua possibile espressione. Come af- tradizionali di appartenenza.
fermava il filosofo tedesco Gotthold Ephraim Non mancano percorsi giovanili che assumo-
Lessing in pieno Illuminismo europeo: “veritas no tonalità diverse: talvolta si esprimono in
sive varietas” — la verità si dà nella varietà. pratiche spirituali personali o sincretiche, tal-
In questa prospettiva, l'opera di Daisaku volta si manifestano come malessere esisten-
Ikeda offre a mio avviso un esempio concreto ziale, che può sfiorare il nichilismo, ma che a
di come il dialogo possa diventare un impe- mio avviso conserva comunque un nucleo re-
gno quotidiano e una dimensione istituziona- ligioso, nel senso di una domanda radicale sul
le. Ikeda ha saputo intrecciare il dialogo in- senso della vita e del vivere insieme.
A partire da una cena a Tokyo nel 1979, il sociologo della religione Bryan Wilson e il presidente della SGI
Daisaku Ikeda hanno intrapreso un dialogo che è proseguito per anni, anche in forma epistolare, fino a
condensarsi in questo libro importante. Muovendo da sponde diverse si avventurano nel mare della reli-
gione tentando di scandagliarne insieme i fondali. Parlano “lingue” diverse, ma imparano ad armonizzarle
riguardo a temi di grande valore per tutte e tutti noi. L’organizzazione religiosa deve restare un mezzo,
anche quando quel mezzo sembra – per una sorta d’intrinseca forza d’inerzia – inesorabilmente divenire
un fine. Dietro quel che può apparire un meccanismo impersonale, ci sono sempre scelte di umani che
devono sviluppare autonomia nella collaborazione, scartando così dipendenze passive e impulsi autoritari.
L’esperienza comunitaria è necessaria – specialmente entro le società moderne che non possono più esse-
re eticamente omogenee – e non va vissuta come antitetica alla “vera fede”. Il fine – l’unico – cui deve mi-
rare lo strumento organizzativo-comunitario è per Wilson “la diffusione di un’etica”; per Ikeda “l’emergere
della natura buddica”, che d’altronde si traduce in saggezza e compassione (cuore di ogni etica). Diverse
comunità religiose possono riuscire a comprendersi e a collaborare se riferiscono le rispettive particolari-
tà, considerate come preziosi mezzi, a quell’unico fine. La ricerca razionale può e dovrebbe spingersi fino
a dove glielo consente la sua natura, indicando il modo corretto di rapportarsi a quel nucleo mistico che i
suoi strumenti non potranno mai interamente cogliere. Senza dimenticare la “prova concreta”, la verifica
empirica della validità di una fede.
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sulla base della fede. (pp. 76-77) […] Nello sce- re accuratamente quali effetti la fede in quella
gliere e nell’attenersi a un insieme di dottrine religione può avere sulla sua esperienza con-
religiose, l’individuo deve sempre […] esamina- creta. (p. 88)
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LA SOKA GAKKAI
ITALIANA OGGI
INTERVISTA AD ALBERTO APREA, PRESIDENTE
DELL'ISTITUTO BUDDISTA ITALIANO SOKA GAKKAI
Dall'Intesa con lo Stato italiano al dialogo interreligioso, fino alla nuovis-
sima Fondazione "Be the Hope": Alberto Aprea ci prende per mano in un
ampio e particolareggiato racconto di alcune tappe fondamentali della sto-
ria più recente della Soka Gakkai italiana, mettendo in evidenza il legame
indissolubile che il maestro Daisaku Ikeda ha costruito con il nostro Paese
fin dalla sua prima visita nel 1961. E sottolinea quanto i progressi compiuti
da allora siano il frutto dell’impegno condiviso del maestro e dei discepoli
per gettare le basi di un’epoca di pace
Sono passati quasi dieci anni dalla firma visione della rivoluzione umana e del rispetto
dell’Intesa con lo stato italiano. Cosa è cam- della dignità della vita sia arrivata a permeare
biato da allora e come si stanno sviluppan- la società italiana. Tutti i progressi compiu-
do le attività religiose e sociali della Soka ti nei sessantaquattro anni trascorsi da allo-
Gakkai nel nostro paese? ra sono il frutto dell’impegno condiviso da
Prima di rispondere a questa domanda vorrei maestro e discepoli per gettare solide basi
esprimere la mia più profonda gratitudine nei per un’epoca di pace.
confronti del maestro Ikeda, perché tutto ciò In particolare l’Intesa con lo Stato italiano, ot-
che abbiamo realizzato in Italia fino a oggi è tenuta nel 2016, rappresenta una pietra milia-
stato grazie ai suoi incoraggiamenti, alle sue re che ha consolidato non solo il nostro sta-
visite e alla sua dedizione instancabile per tus giuridico, ma anche il nostro contributo
aprire un'epoca di pace. culturale e civile alla società italiana, e oggi
Quest'anno segna il 65esimo anniversario del- la Soka Gakkai si presenta come una realtà
la sua nomina a terzo presidente della Soka profondamente integrata nel tessuto sociale
Gakkai e dell'inizio dei suoi viaggi intorno al del paese.
mondo «per tracciare il corso di un grande fiu- Nel settembre del 2018 il maestro Ikeda ha dedi-
me di pace e felicità», come lui stesso afferma cato una guida fondamentale a tutti noi italiani
nella prefazione al romanzo La nuova rivoluzio- nella quale, riferendosi al traguardo dell'Intesa,
ne umana (NRU, Prefazione V). affermava: «La vostra missione e responsabilità
Oggi più che mai sentiamo quanto siamo for- sta divenendo sempre più grande riguardo alla
tunati ad aver potuto trascorrere questo tempo realizzazione della pace e alla prosperità della
prezioso insieme a lui, e quanta cura Sensei ci ha nazione in quanto organizzazione che agisce
dedicato, in ogni momento e in ogni situazione. insieme allo Stato italiano» (NR, 636).
La scomparsa del maestro Ikeda ha suscitato E ci esortava a sviluppare una fede sempre
in noi una profonda riflessione sul legame in- più forte mirando a diventare persone sagge
dissolubile che egli ha costruito con il nostro che manifestano il principio di "fede uguale
Paese, a partire dalla sua prima visita in Italia, vita quotidiana" nel luogo di lavoro, nel quar-
nel 1961, e su quanto profondamente la sua tiere e nella comunità in cui viviamo, creando
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sulle altre e diventare sempre più una religione presenti. Questo gesto simbolico mi ha pro-
dedicata alla felicità del genere umano. Inoltre, fondamente commosso perché ha rivelato
continuando a percorrere questo cammino di fino a che punto la sua figura in quanto leader
dialogo e reciproco miglioramento, ogni fede religioso e uomo di pace fosse apprezzata dai
potrà manifestare il proprio valore intrinseco, rappresentanti delle diverse confessioni.
contribuendo alla creazione di un sodalizio di Un momento di importanza fondamentale
“religioni per l’essere umano” in grado di tra- nel contesto del dialogo interreligioso è stato
sformarsi nella forza più grande per la realiz- l’udienza privata tra il presidente della Soka
zazione della pace nel mondo. Questo è il mio Gakkai Minoru Harada e Papa Francesco, nel
desiderio» (RSND, 1, XI). 2024. Questo incontro ha rafforzato i nostri le-
Facendo tesoro di queste indicazioni del gami con la Chiesa Cattolica e ha dimostrato
maestro Ikeda, il nostro impegno come Istitu- che la collaborazione tra religioni è non solo
to è rivolto a coltivare il dialogo interreligio- possibile ma necessaria per affrontare le sfi-
so con la consapevolezza che, se vissuto con de globali che l’umanità si trova ad affrontare,
sincerità e rispetto reciproco, esso costituisce come il disarmo e la tutela dei diritti umani e
uno strumento potente per costruire una so- dell’ambiente. L'impatto di questo evento è sta-
cietà più umana e pacifica. Per questo da anni to notevole, poiché ha rafforzato la stima e la
la Soka Gakkai italiana partecipa attivamen- fiducia tra la Chiesa Cattolica e la nostra orga-
te a numerosi incontri interreligiosi, come ad nizzazione. Un importante passo avanti che ha
esempio quelli promossi dalla CEI (Conferen- coronato decenni di impegno nel costruire rela-
za Episcopale Italiana), o agli incontri interna- zioni di amicizia e fiducia seguendo l'esempio
zionali annuali di preghiera per la pace delle di Ikeda Sensei, che ha sempre fatto del dialogo
religioni mondiali organizzati dalla Comunità lo strumento principale per creare la pace.
di Sant’Egidio. Sono convinto che il patrimonio di dialoghi e
La scomparsa del maestro Ikeda ha suscita- profondi legami umani costruiti dal maestro
to molte reazioni in numerose istituzioni e Ikeda e da noi ereditati continueranno a dare
confessioni religiose in Italia che hanno avuto i loro frutti ancora nel futuro, senza esaurirsi
modo di conoscere la sua opera e i suoi in- mai. Come discepoli, da parte nostra ci impe-
segnamenti nel corso degli anni. È stato un gneremo al massimo per portare avanti la sua
momento in cui abbiamo compreso ancora opera per la pace nel mondo e la felicità di
più profondamente quanto la sua figura sia tutte le persone.
radicata nel nostro Paese e quanto i legami Nei romanzi La rivoluzione umana e La nuova
da lui costruiti sin dalla prima visita in Italia, rivoluzione umana Sensei ci ha lasciato tutte le
nel 1961, siano diventati indissolubili. Questi indicazioni necessarie per farlo.
legami hanno creato il terreno per la diffusio-
ne del Buddismo nella società italiana. Puoi parlarci della Fondazione “Be the Hope”?
A questo proposito, desidero condividere Il 13 febbraio 2025 è nata la Fondazione “Be
un’esperienza. Pochi giorni dopo la scompar- the Hope”, costituita dall’Istituto Buddista Ita-
sa del maestro Ikeda, durante un incontro con liano Soka Gakkai. Il suo nome – “Sii la speran-
tutte le confessioni religiose presenti in Italia, za” – riflette lo spirito con cui è stata creata:
la Commissione per il Dialogo Interreligioso portare speranza concreta nella società, attra-
della CEI ha voluto osservare un minuto di verso iniziative civiche, culturali ed educative
silenzio in sua memoria, seguito dalle parole ispirate ai valori dell’umanesimo buddista.
di cordoglio espresse da tutti leader religiosi La fondazione è un ente autonomo, senza fini
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omaggio
UN'INTERVISTA IMPOSSIBILE
KANT E LA RELIGIONE
Cosa avrebbe detto Immanuel Kant sulla funzione delle religioni nella società di oggi? Se lo chiede Donato Ferdori, stu-
dioso e insegnante di filosofia nonché praticante nella SGI dal 1991, immaginando di interrogare il grande filosofo tede-
sco sul tema del ruolo sociale della religione, anche in rapporto al Buddismo, seguendo l’ormai consolidata tradizione
semiseria delle “interviste impossibili”
Buongiorno professore, come sta? ogni chiesa – e con questo inten- farne emergere la verità; la quale a
Tutto bene. Lei? do qualsiasi comunità religiosa i cui sua volta è tutt’uno con una rinno-
Anch’io… Anche se qui nel mondo membri condividano una prospetti- vata spinta ad agire per il bene, che
fenomenico le cose continuano a va comune sul bene e sul male, sul l’interprete riceve.
essere complicate, più ancora che senso della vita e sulla felicità – ha Questo significa che chiunque,
nella sua epoca. inevitabilmente alcuni aspetti di na- purché sia determinato a usare
Lo so, il Novecento è stato un secolo tura storica: un fondatore, i suoi scrit- ciò che legge per migliorarsi, può
terribile, in effetti. E pure adesso vi ti, certi elementi legati al culto e alle comprendere lo spirito di un testo
vedo parecchio nei guai. Ma non do- ritualità, una struttura più o meno sacro, al di là del suo aspetto let-
vete smettere di sperare nel sommo gerarchica dell’organizzazione. D’al- terale?
bene. tra parte, ognuna delle grandi religio- Esatto. Ed è qui che devono entrare
Con “sommo bene” intende la con- ni include anche un aspetto razionale in gioco gli eruditi, che hanno stu-
vergenza di virtù e felicità? E, sul – o se preferisce spirituale – che mira diato a fondo la lingua e l’epoca in
piano sociale, la realizzazione di a rendere gli umani migliori, a farli cui quei testi furono scritti, e sono
una società giusta e pacifica? progredire sul piano morale e in ter- quindi in grado di decodificarli a
Certo. Vedo che ha letto i miei testi, mini di piena realizzazione di sé. Ora, vantaggio dell’interpretazione spi-
mi fa piacere. il bivio che ogni religione e ogni chie- rituale, aperta a tutti. Se una chie-
Pensi che il fondatore della nostra sa si trova di fronte è il seguente: può sa agisce in questo modo, vuol dire
comunità buddista, Tsunesaburo scegliere di trattare gli aspetti storici che ha scelto bene al bivio di cui
Makiguchi, continuò a leggere i come semplici e mutevoli mezzi per parlavamo. Ma spesso accade che
suoi libri fino a poco prima di mo- diffondere gli scopi spirituali, oppu- gli studiosi ecclesiastici pretenda-
rire di stenti nel carcere dove il go- re può ridursi a considerare quegli no di essere gli unici interpreti au-
verno giapponese lo aveva rinchiu- aspetti storici come rigidi, dogmatici torizzati dei libri sacri, e che – lungi
so per le sue idee. e immutabili fini in sé. dal rendere accessibili a tutti quei
È un onore per me apprenderlo. In questo secondo caso, possiamo testi attualizzandoli – si limitino a
Professore, nella sua opera La dire che la religione è stata intacca- “custodirne” la sacralità letterale im-
religione nei limiti della semplice ta dal “male radicale” che lei ritie- ponendo ai laici, come condizione di
ragione lei delinea tra l’altro alcuni ne insidi costantemente l’umanità? salvezza, la fede in tale incompren-
criteri per distinguere se una reli- Ci può fare un esempio? sibile lettera, legata a un tempo e a
gione è al servizio della realizzazio- Si può considerare intanto l’inter- una cultura remoti. In tal modo, si
ne del sommo bene o se invece as- pretazione dei testi sacri. Nel vo- impedisce l’accesso universale allo
servisce gli umani che ne divengono lume che ha avuto la gentilezza di spirito dei testi e si asserviscono i
fedeli. Ricordo che parla di “fede citare, scrissi che l’interprete supre- credenti, per fini di potere.
beatificante” contrapposta alla mo dei testi sacri è la nostra stessa Professore, so che ha avuto modo
“fede servile”.1 Può spiegarci me- coscienza morale. È l’attitudine pra- di leggere qualche libro della Soka
glio in cosa consistono quei criteri? tica, volta all’azione virtuosa, di chi Gakkai. Cosa ne pensa?
È una domanda importante. Vede, si accosta al testo sacro che può In base a quel che ho letto posso
1) Le concezioni attribuite a Kant in questa intervista sono tutte essenzialmente riscontrabili nella seguente opera: I. Kant, La reli-
gione nei limiti della semplice ragione, trad. it. a cura di P. Chiodi, Milano 1997. E le opinioni che il Kant qui "intervistato" esprime sul
Buddismo della SGI o su altri argomenti a noi contemporanei sono coerenti con le idee che il Kant storico espose nei suoi scritti.
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CI SONO PAROLE COSÌ IMPORTANTI DA RAPPRESENTARE CHIAVI DI VOLTA DELLA NOSTRA VITA E COSÌ
DECISIVE DA INCORAGGIARCI AD ATTUARE UNA SVOLTA. QUESTA RUBRICA, CURATA DA GIOVANI E
BASATA SU INCORAGGIAMENTI DI DAISAKU IKEDA, VUOLE PROPORRE ALCUNI SPUNTI CHE POSSANO
ESSERE DELLE VERE E PROPRIE “CHIAVI DI (S)VOLTA”. OGNI PUNTATA È DEDICATA A UN TEMA CARO AL
PERIODO DELLA GIOVENTÙ, MA CHE IN REALTÀ È FONDAMENTALE IN TUTTE LE FASI DELLA VITA
In queste pagine il maestro Daisaku Ikeda ci ricorda che ognuno e ognuna di noi è parte della natura, e che per
questo più ci allontaniamo da essa più perdiamo il nostro equilibrio. Ci incoraggia dunque a proteggerla e ad
amarla come se fosse la nostra stessa madre; madre terra, madre mare
NON GETTIAMO VIA LA NOSTRA UMANITÀ IN ARMONIA CON LA VITA SULLA TERRA
Soltanto chi vive nello stato egoistico dell’Anima- Se l’essere umano intende realmente sopravvive-
lità può gettare rifiuti e lattine per terra. Si tratta re su questo pianeta, dovrà modificare in misura
di puro egoismo da parte di persone che non si determinante il proprio costume di vita e la pro-
curano minimamente degli altri. È un modo di vive- pria visione della natura. Dovrà smettere di vede-
re innaturale. Una persona che ama la natura sem- re in quest’ultima un’entità che egli ha il diritto di
plicemente non può sporcare, buttare i rifiuti dove distruggere e di conquistare a proprio esclusivo
capita e quindi buttare via la propria umanità. vantaggio, e al contrario comprendere una volta
Chi ama la natura sa anche amare gli altri esseri per tutte che per lui esiste soltanto una possibilità
umani e apprezzare la pace, sarà inoltre una per- di sopravvivere sulla superficie della Terra: capire
sona con un carattere positivo che non si lascia che condivide la vita con tutte le altre creature. […]
influenzare da calcoli di interesse personale. Gli Gli individui manifestano la marcata tendenza a di-
egoisti invece, avranno un’esistenza molto limitata, menticare che la loro essenza si basa sull’armonia
in quanto il loro valore personale verrà calcolato e sull’ordine della materia presenti nel mondo na-
sulla base degli stessi parametri. Anche se potreb- turale, e che le loro funzioni mentali rispecchiano
be sembrare allettante seguire la legge di perdita e l’armonia e i ritmi di quello stesso ordine. Quan-
profitto in termini personali, dal punto di vista della do essi compromettono gravemente la natura o la
natura, che è molto più vasto, questo non sareb- ricreano a loro piacimento, di fatto esercitano un
be altro che un espediente di ben poco valore. Le potere distruttivo sul proprio corpo e sulla propria
persone che vivono in questo modo non farebbero mente. (Daisaku Ikeda, Campanello d’allarme per il
altro che danneggiare se stesse. XXI secolo, Esperia, p. 185)
(Ibidem, pp-76-77)
Questo mese studiamo La strategia del Sutra del Loto, uno scritto in cui il
Daishonin insegna gli elementi fondamentali necessari per avere una fede
che conduce alla vittoria assoluta. Dedichiamoci con impegno ad apprende-
re questi insegnamenti e incidiamoli nella nostra vita.
«Ho letto con grande attenzione la lettera nella quale mi descrivi il tuo recente scontro con potenti avversari.
Così, infine, ti hanno attaccato! È stata una gioia per me sapere che la tua consueta prudenza e il tuo corag-
gio, così come la tua salda fede nel Sutra del Loto, ti hanno permesso di uscirne illeso».
2) Nel Gosho Nove pensieri per una parola il Daishonin dà a Shijo Kingo questi consigli: «Quando il tuo signo-
re ti manda a chiamare, prima devi inviare un servo a palazzo per accertarti che sia stato proprio lui a convo-
carti. Poi serra bene l’armatura sul petto, indossa l’elmo e assicurati di avere con te uomini di scorta, davanti,
dietro, a sinistra e a destra, e solo allora avventurati fuori. Ti dovresti togliere l’armatura per presentarti al
tuo signore quando sei giunto alla casa di qualcuno che vive nei pressi e del quale ti puoi fidare, oppure
quando sei nella stanza a te assegnata all’interno del palazzo. Quando torni a casa, prima di entrare, manda
avanti qualcuno a ispezionare gli ingressi, le zone sotto i ponti, dietro le stalle, gli appartamenti superiori e
qualsiasi altro luogo buio, e soltanto allora arrischiati a farlo» (RSND, 2, 687).
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la prova concreta della fede ottenendo nuovi possedimenti dal suo signore,
il Daishonin continuò ad ammonirlo perché prestasse sempre la massima
attenzione. Questo è un punto importante da tenere a mente.
Scrive il Daishonin: «Un nemico cerca di farti dimenticare il pericolo per
poterti attaccare» (Il generale Tigre di Pietra, RSND, 1, 845) e chiarisce che «la
protezione degli dèi dipende dalla forza della fede di una persona» (Ibidem,
846). Proprio quando stiamo avanzando con forza dobbiamo stare attenti
a non diventare negligenti e tendere all’autocompiacimento. L’arroganza e
la noncuranza ci inducono a perdere il controllo. Il Daishonin lancia un se-
rio ammonimento: «Devi essere cento, mille, diecimila, milioni di volte più
prudente di prima» (L’eroe del mondo, RSND, 1, 746).
La fede è una lotta tra il Budda e le funzioni demoniache. Se abbassiamo la
guardia e diventiamo meno vigili rischiamo di essere travolti e sconfitti dal-
le forze negative. Ecco perché è cruciale avere una forte fede e continuare a
rafforzarla senza sosta. Agire con saggezza basandosi su questo tipo di fede
rappresenta la chiave per la vittoria.
Il Daishonin raccomanda sempre ai discepoli l’importanza di lottare contro
i tre ostacoli e i quattro demoni facendo leva sulla fede, una fede capace di
combattere anche tutti gli ostacoli e le funzioni demoniache. Questo tipo di
fede è il requisito per conquistare la vittoria.
«Quando una persona ha esaurito la propria fortuna, qualsiasi strategia sarà inutile. Quando avrà esaurito le
proprie ricompense karmiche, neanche i suoi uomini la seguiranno più. Tu sei sopravvissuto perché possiedi
ancora sia fortuna che ricompense. Inoltre, nel capitolo Affidamento3 gli dèi celesti e le divinità benevolenti
promisero di proteggere i devoti del Sutra del Loto. Fra tutti gli dèi guardiani in cielo, quelli del sole e della
luna ci proteggono visibilmente. Come possiamo dubitare della loro protezione? In particolare la divinità ce-
leste Marichi sta di fronte al dio del sole, al suo servizio. Se il dio del sole protegge i devoti del Sutra del Loto,
come potrebbe abbandonarli l’onorato del cielo Marichi, che è il suo vassallo? Nel capitolo Introduzione del
sutra si legge: “Vi erano anche i figli del cielo Luna Rara, Fragranza Diffusa, Preziosa Luce, e i quattro grandi
re celesti, insieme ai loro seguaci, diecimila figli del cielo” (SDLPE, 42)».
3) Potrebbe essere un riferimento al passo che recita: «Porteremo rispettosamente a compimento tutte
queste cose, secondo l’ordine dell’Onorato dal Mondo» (SDLPE, 382).
«Marichi doveva essere tra i trentamila figli del cielo presenti alla cerimonia, altrimenti potrebbe solo di-
morare nell’inferno. Sei sfuggito alla morte grazie alla protezione di questa divinità. Essa ti ha reso abile
nell’arte della spada, mentre Nichiren ti ha donato i cinque caratteri del titolo del Sutra del Loto. Senza dub-
bio Marichi protegge coloro che abbracciano il Sutra del Loto. Anche Marichi abbraccia il Sutra del Loto e
aiuta tutti gli esseri viventi. Anche la frase “quelli che partecipano alla battaglia sono tutti schierati in prima
linea”4 è in accordo con il Sutra del Loto che afferma: “Se capitasse loro di esporre qualche testo del mondo
secolare o di parlare di questioni di governo o legate al sostentamento della vita, saranno sempre in accordo
con la Legge corretta” (SDLPE, 358).
Perciò devi raccogliere più che mai il potere della tua fede. Non rimproverare gli dèi celesti se esaurisci la tua
fortuna e perdi la loro protezione».
4) Citazione dal classico taoista del quarto secolo Pao-p’u Tzu. I soldati cinesi credevano che recitare
questa frase mentre tracciavano nell’aria con le dita quattro linee verticali e cinque orizzontali li avrebbe
protetti dalle ferite. Questa pratica si diffuse in seguito in Giappone e fu ampiamente usata dai samurai
del periodo Kamakura (1185-1333). Con questa frase il Daishonin spiega che gli dèi celesti e le divinità
benevolenti si dispongono schierati a proteggere i devoti del Sutra del Loto in ogni loro attività.
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La purificazione La Legge mistica è la fonte di ogni saggezza
dei sei organi di senso: Il Daishonin prosegue spiegando il principio per cui “gli affari di questo mondo
si riferisce alla purificazione di sono Buddismo”5 allo scopo di chiarire che la fede nel Sutra del Loto può servi-
occhi, orecchie, naso, lingua,
re come fonte per la creazione di valore in tutti i campi dell’attività umana. Porta
corpo e mente, che permette
come esempio il famoso mantra di nove caratteri che i guerrieri dell’epoca recita-
la corretta percezione di tutte
le cose. Nel diciannovesimo
vano come formula magica per ottenere protezione e rimanere illesi dalle ferite
capitolo del Sutra del Loto durante la battaglia: «Coloro che partecipano alla battaglia sono tutti schierati
I benefici del maestro della in prima linea» (giapp. Rin pyo to ja kai jin retsu zai zen). Si riteneva che questa
Legge si spiega che coloro che formula derivasse dagli insegnamenti taoisti e all’epoca del Daishonin, durante
abbracciano e praticano il sutra l’era Kamakura, era ampiamente diffusa fra i membri della classe dei guerrieri.
acquisiranno vari benefici che Il Daishonin asserisce che anche questa frase deriva dal Sutra del Loto e per
affineranno e purificheranno i dimostrarlo cita il seguente brano tratto dal diciannovesimo capitolo, I bene-
loro sei organi di senso.
fici del maestro della Legge: «Se capitasse loro [coloro che sostengono il Sutra del
Loto] di esporre qualche testo del mondo secolare o di parlare di questioni
di governo o di occupazioni che sostengono la vita, saranno sempre in ac-
cordo con la Legge corretta».
Il capitolo I benefici del maestro della Legge descrive il beneficio della
“purificazione dei sei sensi” che ottengono i praticanti che sostengono e
predicano l’insegnamento corretto dopo l’estinzione del Budda. Ciò signifi-
ca che noi possiamo purificare i sei organi di senso – gli occhi, le orecchie,
il naso, la lingua, il corpo e la mente – e manifestare il nostro immenso
potenziale per creare valore. Attraverso il potere della Legge mistica pos-
siamo superare tutti gli impedimenti dell’ignoranza e dell’illusione e creare
il maggior valore possibile nella nostra vita. Questo è ciò che si intende per
beneficio della purificazione dei sei sensi.
Il brano del sutra citato dal Daishonin si riferisce in particolare al beneficio
che si accumula grazie alla purificazione della mente. Attraverso l’azione di
sostenere il Sutra del Loto le funzioni della nostra mente vengono purificate
e così anche quando parliamo di questioni che riguardano il mondo secolare
le nostre parole saranno corrette e in accordo con il Buddismo.
Perfino il mantra dei guerrieri: «Coloro che partecipano alla battaglia sono
tutti schierati in prima linea», se è recitato da un praticante della Legge
mistica manifesta il valore che possedeva in origine, cioè quello di protegge-
re coloro che lo recitano. Questo accade perché il potere protettivo di questo
mantra è in definitiva una funzione della Legge mistica.
In sostanza, la più grande saggezza e le migliori tradizioni culturali che
l’umanità ha sviluppato per promuovere la felicità umana, la sicurezza e la
prosperità non sono in alcun modo contrarie alla Legge mistica.
5) Il Daishonin cita un’affermazione del Gran Maestro cinese T’ien-t’ai: «Nel Sutra della Luce dorata si dice
che “tutti i buoni insegnamenti esistenti nel mondo derivano da questo sutra. Avere una profonda cono-
scenza di questo mondo è di per sé Buddismo”» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 194-195).
«Masakado era conosciuto come un coraggioso generale esperto nell’arte della guerra, tuttavia fu sconfitto
dalle truppe comandate dall’imperatore. Anche Fan K’uai e Chang Liang ebbero i loro fallimenti. È il cuore
che è importante. Non importa quanto forte Nichiren possa pregare per te, se manchi di fede sarà come
tentare di accendere il fuoco con un’esca bagnata. Sforzati di raccogliere il potere della fede. Considera
prodigiosa la tua sopravvivenza. Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra. Allora “riuscirai [...] a
sconfiggere tutti gli altri nemici”.6 Queste auree parole non saranno mai contraddette. L’essenza della stra-
tegia e dell’arte della spada derivano dalla Legge mistica. Abbi profondamente fede in questo. Un codardo
non potrà mai ottenere risposta a nessuna delle sue preghiere».
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costituiscono un’unica entità» (L’entità della Legge mistica, RSND, 1, 371).
Perciò l’entità di «una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall’oscurità
innata» può arrivare a splendere come un brillante gioiello che riflette «la
natura essenziale dei fenomeni e il vero aspetto della realtà».7 Noi abbiamo
il potere di trasformare l’ignoranza in Illuminazione e cambiare il veleno in
medicina. Per questo motivo la Legge è considerata mistica o prodigiosa.
La mente di una persona che ha spezzato le catene dell’ignoranza è vasta
come il cielo e libera come un’aquila che si leva in alto; è nobile e maestosa
come l’imponente Torre preziosa del Sutra del Loto, gioisce liberamente del-
la Legge e trabocca di una pace assoluta della mente. È colma della saggezza
del Budda, capace di elevarsi al di sopra di tutte le sfortune e di tutti i mali
e di trionfare su di essi.
Il potere della mente è veramente difficile da sondare. Un sottile
cambiamento della nostra mente può cambiare tutto. La pratica che
ci permette di far emergere il potere della mente è la recitazione di
Nam-myoho-renge-kyo per noi stessi e per gli altri. Scrive il Daishonin:
«Questa mente che è al di là della comprensione costituisce l’insegna-
mento centrale dei sutra e dei trattati. E chi si risveglia a essa e la com-
prende è chiamato Tathagata» (La dichiarazione unanime dei Budda delle tre
esistenze, RSND, 2, 794). Utilizzare appieno questo potere della mente è
la chiave per ottenere la vittoria sia a livello della nostra quotidianità sia
nei termini della nostra vita intera. Tutto questo non è altro che usare “la
strategia del Sutra del Loto”.
7) Il Daishonin scrive: «Una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall’oscurità innata è come uno
specchio appannato che però, una volta lucidato, sicuramente diverrà limpido e rifletterà la natura
essenziale dei fenomeni e il vero aspetto della realtà. Risveglia in te una profonda fede e lucida con
cura il tuo specchio notte e giorno. Come dovresti lucidarlo? Solo recitando Nam-myoho-renge-kyo»
(Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 4).
8) Nichikan Shonin, Totaigi Sho Mondan (Commentario su L’entità della Legge mistica).
9) Nichikan Shonin, Kanjin no Honzon Sho Mondan (Commentario su L’oggetto di devozione per osservare
la mente).
10) In giapponese la parola “fede” consiste di due caratteri cinesi.
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La strategia del Sutra del Loto consiste nella fede
che conduce alla vittoria assoluta
Nella sua accezione originale il termine “strategia” si riferisce alle tat-
tiche usate per la battaglia, alla scienza della guerra o alle arti marziali.
In senso più generale può indicare il metodo utilizzato per raggiungere
i risultati migliori in tutti i campi e per condurre una vita vittoriosa e
capace di creare valore.
Per “strategia del Sutra del Loto” si intende la fede nel Gohonzon. È la fede
che combatte l’ignoranza e l’illusione, sconfigge il karma negativo e conduce
alla vittoria attraverso una preghiera piena di convinzione e grazie all’infini-
to coraggio e alla saggezza che scaturiscono da tale preghiera.
Indipendentemente dalla situazione in cui siamo, se ci basiamo sulla
Legge mistica, la Legge fondamentale dell’universo, non ci troveremo
mai a un punto morto. Il potere incomparabile della Legge mistica ci
permette di vincere su tutti gli ostacoli e avere la meglio su tutti i ne-
mici che ci impediscono di percorrere il sentiero dell’ottenimento del-
la Buddità: «Allora sei riuscito [...] a sconfiggere tutti gli altri nemici»
(SDLPE, 394). Queste parole sono un esempio dell’immensa fortuna
che deriva dall’abbracciare e propagare il Sutra del Loto. Il potere della
“strategia del Sutra del Loto” consiste nella capacità di sconfiggere tutti
gli ostacoli e le forze negative attraverso la fede nella Legge mistica.
Il Daishonin spiega che “la strategia del Sutra del Loto” è in effetti
l’essenza della strategia e dell’arte della spada che ha permesso a Shijo
Kingo di uscire indenne e vittorioso dallo scontro con i suoi nemici.
Il fondamento di tutti i nostri sforzi, delle nostre attività e delle nostre sfi-
de – che si tratti di stare in buona salute, di condurre una vita appagante
e di mostrare la prova concreta guadagnando la fiducia della nostra co-
munità e della società – è la strategia del Sutra del Loto o in altre parole
una forte fede.
Alla fine della lettera il Daishonin scrive: «Abbi profondamente fede in
questo. Un codardo non potrà mai ottenere risposta a nessuna delle sue
preghiere». «La codardia ci chiude gli occhi»,11 questa era la visione di
Ralph Waldo Emerson (1803-82), il filosofo del Rinascimento america-
no. La codardia ci impedisce di vedere la verità e le cose per quelle che
sono. Può farci vedere una piccola difficoltà come un ostacolo gigante-
sco e insormontabile e addirittura far apparire la strada verso la solu-
zione di un problema come un muro spesso che si erge davanti a noi. Il
coraggio è quindi cruciale.
Emerson fa un’affermazione molto interessante: «È chiaro che non esi-
11) Ralph Waldo Emerson, Society and Solitude (Società e solitudine), Houghton, Mifflin and Company,
Boston, 1870, p. 244.
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GOMMA, CARBONCINO
Sì, lo vedo.
Anche io sto
come te.
non ce la
FARAI MAI
antipatica
SAPUTELLA
Il muro ancora " Ho saputo che state
cercando di scavalcare
è qui.
Già. sembra pure un muro altissimo.
più alto di prima.
è troppo Volete un po’ del mio
sei pure BRUTTO
DIFFICILE E un leone si sta
dirigendo verso di noi!!!!
cuore?
"
Questa storia è ispirata allo studio del mese (vedi pp. 32-41).
SPECIALE
Religione
Domande e riflessioni
STUDIO MENSILE
La strategia del Sutra del Loto
(Lezione di Daisaku Ikeda)