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Religione: GIUGNO 2025

Il documento promuove l'8x1000 all'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, evidenziando il suo impegno in progetti sociali e umanitari in quattro aree principali: Diritti Umani, Educazione, Ambiente e Cultura. Viene presentata la Fondazione 'Be the Hope', che sostiene iniziative per la pace e la dignità della vita, e si sottolinea l'importanza del legame tra il Buddismo e la società. Inoltre, il documento discute l'approccio della Soka Gakkai nell'affrontare temi contemporanei come i diritti umani e l'educazione, evidenziando il suo ruolo attivo e responsabile nella comunità.

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Enrico Mele
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Religione: GIUGNO 2025

Il documento promuove l'8x1000 all'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, evidenziando il suo impegno in progetti sociali e umanitari in quattro aree principali: Diritti Umani, Educazione, Ambiente e Cultura. Viene presentata la Fondazione 'Be the Hope', che sostiene iniziative per la pace e la dignità della vita, e si sottolinea l'importanza del legame tra il Buddismo e la società. Inoltre, il documento discute l'approccio della Soka Gakkai nell'affrontare temi contemporanei come i diritti umani e l'educazione, evidenziando il suo ruolo attivo e responsabile nella comunità.

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R E L I G I O N E

GIUGNO 2025 257


[Link]

COLTIVIAMO
INSIEME
IL CAMBIAMENTO
POSITIVO
Il tuo 8x1000 all’Istituto Buddista Italiano
Soka Gakkai semina speranza per il futuro
Puoi destinare l’8x1000 dell’IRPEF all’Istituto i fondi dell’8x1000 al sostegno di attività so-
Buddista Italiano Soka Gakkai, come previ- ciali e umanitarie.
sto dalla Legge di Intesa con lo Stato italia- Secondo le linee guida per l’utilizzo dei
no (art. 18 L.130/2016). fondi, i nuovi progetti vengono implemen-
Basta firmare nell’apposita sezione della di- tati in quattro aree principali: Diritti Umani,
chiarazione dei redditi (Certificazione Unica, Educazione, Ambiente e Cultura.
Modello 730 o Modello Unico) e selezionare Proseguendo il sostegno a progetti già at-
la casella corrispondente. Non serve indica- tivi per la tutela dell’ambiente e il disarmo
re il codice fiscale. nucleare, nell'annualità 2025/2026 si raffor-
Ispirandosi ai valori dell’umanesimo buddista, zeranno ulteriormente gli interventi legati
la Soka Gakkai italiana ha scelto di destinare all’educazione e ai diritti umani.

Scelta per la destinazione dell'otto per mille dell'IRPEF


Nella sezione
dedicata alla
scelta del
destinatario del
proprio 8x1000,
è sufficiente
selezionare
la casella
corrispondente.

Non viene
richiesto
il codice
fiscale del
destinatario.
sommario
B U DD I S MO E S O C I E TÀ | 2 57 G I U G N O 2 025

editoriale

4
Avanziamo insieme lungo il grande cammino
di maestro e discepolo
di Minoru Harada

primo piano

6
Un sostegno concreto alla dignità della vita
Nasce la Fondazione incontro con Daniela Di Capua, Chiara De Paoli
e Michela Pasi dell'Ufficio 8x1000
"Be the Hope" speciale
Risultato di un percorso lungo e coerente che ha radici
profonde nella storia e nella visione globale della Soka 11
Gakkai Internazionale, la Fondazione “Be the Hope” è RELIGIONE.
il nuovo ente del Terzo settore promosso dall'Istituto DOMANDE E RIFLESSIONI
Buddista Italiano Soka Gakkai con l’obiettivo di soste- 12 Ma il Buddismo è una religione?
nere iniziative nei campi della pace, della cultura e 14 Fede e comprensione
dell’educazione, nel solco del pensiero di Daisaku 16 Buddismo e felicità
18 Pensare il pluralismo, la differenza, il dialogo
Ikeda, maestro di pace.
intervista a Elisabetta Colagrossi,
Il nome “Be the Hope”, in italiano “Sii la speranza”, docente di Storia delle religioni

riflette la visione umanistica e internazionale che ani- 21 Il nutrimento dei popoli


invito alla lettura di La religione e i valori umani,
merà l’attività dell’ente. dialogo tra Bryan Wilson e Daisaku Ikeda
La fondazione opererà senza scopo di lucro, con fina- 24 La Soka Gakkai italiana oggi
intervista ad Alberto Aprea,
lità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Sosterrà presidente dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
i diritti umani, l’educazione, la tutela ambientale e la
rubriche
cittadinanza attiva, realizzando progetti in Italia e all’e-
stero anche in collaborazione con altri enti e istituzioni. 28
Tra i primi progetti già attivi affidati alla fondazione ci OMAGGIO A
Kant e la religione
sono "Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un
mondo libero da armi nucleari", e "Cambio io, cambia il rubriche
mondo", dedicato alla lotta contro la crisi climatica.
Sostenere la Fondazione "Be the Hope" è già possi-
30
CHIAVI DI (S)VOLTA
bile attraverso il 5x1000, indicando il codice fiscale Insieme, con la Natura
96619160581 nella dichiarazione dei redditi 2025.
studio
Con la nascita della Fondazione si rafforza l’impegno civi-
le, sociale e culturale ispirato alla dignità della vita, centra- 32
le nelle attività dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. LO STUDIO MENSILE | giugno
La strategia del Sutra del Loto
lezione di Daisaku Ikeda

rubriche

42
Scopri di più su [Link]

PER I BAMBINI E LE BAMBINE


LE AVVENTURE DI GOMMA E CARBONCINO
I sensi e il cuore del leone
storia ispirata alla lezione dello studio mensile
editoriale

AVANZIAMO INSIEME LUNGO


IL GRANDE CAMMINO
DI MAESTRO E DISCEPOLO

D I M I N O R U H A R A DA | presidente della Soka Gakkai Daibyakurenge | m a g g i o 2 0 2 5

Il voto di proteggere il proprio maestro qualunque cosa accada racchiude lo spirito che garanti-
sce lo sviluppo eterno della Soka Gakkai. Questa è la missione dei discepoli, ed è la via diretta per
la rivoluzione umana e per la trasformazione profonda della propria condizione vitale. Protegge-
re il maestro inizia dal prendersi sinceramente cura di ogni persona, un esempio che il presidente
Ikeda ha costantemente dato con il proprio comportamento

Uno dei tratti distintivi della grandezza del presidente Ikeda è che, pur essendo stato il maestro
di innumerevoli altre persone, ha continuato a vivere come discepolo con la massima dedizione.
Ci sono persone che dimenticano gli insegnamenti del loro maestro e alla fine vengono so-
praffatte dall’arroganza. Al contrario Daisaku Ikeda, anche dopo essere diventato il terzo
presidente della Soka Gakkai, ha sempre continuato a dialogare nel cuore con il suo maestro
Josei Toda. Ha vissuto ogni giorno con uno spirito giovane e la determinazione di continuare
a migliorare per tutta la vita.

Il 3 maggio di cinquant’anni fa i giovani uomini e gli studenti della Soka Gakkai fondarono un
gruppo che il presidente Ikeda chiamò Shin’ichi-kai (gruppo Shin’ichi). Egli insegnò a noi di-
scepoli della generazione del gruppo Shin’ichi che, indipendentemente dagli ostacoli e dalle
funzioni demoniache che possono emergere in futuro, la missione dei discepoli è proteggere
il maestro. Adempiere a questa missione è il vero scopo dei giovani discepoli.

Nel 1980, l’anno dopo essersi dimesso dalla carica di presidente della Soka Gakkai, il maestro
Ikeda si unì ai compagni di fede delle regioni di Kyushu, Kansai e Chubu per guidare una
coraggiosa controffensiva nei confronti di ciò che minacciava l’organizzazione. Il primo mag-
gio, a Fukuoka, nel Kyushu, esortò con passione i presenti: «Non abbassate mai il vessillo di
kosen-rufu nel vostro cuore!». Il 3 maggio, a Osaka, espresse la sua incrollabile determinazio-
ne: «Continuiamo a scrivere nuove pagine di storia della nostra lotta sempre vittoriosa e della
nostra vita!». Il 9 maggio, nella prefettura di Aichi, dichiarò con orgoglio: «La Soka Gakkai
lotterà per sempre contro il male!».

4 || buddismo e società | 257 || rubriche | editoriale


per l'iniziativa "Il vostro sguardo sul 2025"
foto di Clara Morreale
«Come Nichiren»
Il 3 maggio il presidente Ikeda scrisse questa dedica Nel volume viene descritta la scena toccante in cui
sul frontespizio del manoscritto del quarto volume Shin’ichi Yamamoto dedica la seguente poesia al pre-
del suo romanzo La rivoluzione umana: sidente Toda dopo che questi aveva dato le dimissioni
«Questo manoscritto de La rivoluzione umana dalla carica di direttore generale della Soka Gakkai:
racconta la vera storia della grande dedizione
del mio maestro Josei Toda a kosen-rufu, «Servo il mio maestro
riportata accuratamente dal per un antico legame
suo discepolo, Daisaku Ikeda. che ci unisce;
Non date credito a se anche le altre persone dovessero cambiare,
parole diffamatorie o subdole. io resterò sempre lo stesso» (RU, 4, 183).
Dedico quanto sopra ai miei discepoli,
con profonda gratitudine».

L’8 maggio 2007, durante la sua prima visita a un Centro culturale nella prefettura di Saitama,
il presidente Ikeda rifletté sul periodo in cui lui e il suo maestro avevano viaggiato instancabil-
mente in tutta la regione, determinati a salvare le attività commerciali di Toda che versavano
in condizioni critiche.
Il voto di proteggere il proprio maestro qualunque cosa accada racchiude lo spirito che ga-
rantisce lo sviluppo eterno della Soka Gakkai. È la via diretta per la rivoluzione umana e per
la trasformazione profonda della propria condizione vitale. Proteggere il maestro inizia dal
prendersi sinceramente cura di ogni persona, un esempio che il presidente Ikeda ha costante-
mente dato con il proprio comportamento. Come scrive Nichiren Daishonin: «Coloro che si de-
finiscono miei discepoli e praticano il Sutra del Loto devono tutti praticare come me» (Istituire
i quattro bodhisattva come oggetto di culto, RSND, 1, 869).
Miei cari compagni e compagne di fede della Soka Gakkai, direttamente collegati al Daishonin,
ora è il momento di alzarci con orgoglio e fiducia e avanzare nello spirito di non dualità di
maestro e discepolo, determinando di impegnarci come il nostro maestro!

5
primo piano

Da sinistra: Daniela Di Capua, Chiara De Paoli, Michela Pasi

UN SOSTEGNO CONCRETO ALLA DIGNITÀ


DELLA VITA. LA SOKA GAKKAI E L'8X1000
Incontro con Daniela di Capua, Chiara De Paoli, Michela Pasi
Tre rappresentanti dell'Ufficio 8x1000 raccontano in modo esauriente e appassionato gli attuali progetti
finanziati e il pensiero che li guida. Una visione lungimirante che costruisce futuro

Cinquantasei progetti in corso (mentre andiamo Ed è proprio ciò che si nota guardando i progetti. Sia-
in stampa), suddivisi in quattro aree di intervento: mo presenti in realtà dove altri ancora non arrivano.
ambiente, cultura, diritti umani, educazione. Una Chiara: Forse ti riferisci in particolare a "Spazio Plus
galassia di iniziative a sottolineare la complessità Arcobaleno" e a "FR*cinema", progetti che tutelano i
del mondo reale? diritti umani delle persone LGBTQIA+. Anche se oggi
Daniela: Forse è un'ambizione un po’ alta, ma l'in- alcuni enti religiosi sostengono iniziative simili, resta
tenzione vorrebbe essere quella: quando parliamo di ancora poco usuale, nella percezione comune della
diritti umani, educazione, cultura e ambiente in realtà religione nella nostra cultura, vedere un istituto reli-
vogliamo parlare della vita ed essere il più possibile gioso impegnato in questo ambito.
presenti in tutto ciò che ha a che fare con la sua tutela. Daniela: Sì, succede spesso. Si manifesta curiosità
Chiara: Aggiungerei che questa impostazione riflette rispetto alle motivazioni che spingono un ente reli-
la natura dei fondi dell'8x1000, che provengono diret- gioso a finanziare azioni che sembrano distanti da
tamente dalle tasse dei cittadini italiani. Contribuendo quella che si pensa sia la funzione originaria di una
a una molteplicità di iniziative, si cerca di rispondere religione. Questo è molto gratificante: nonostante
alla pluralità di interessi ed esigenze delle persone. tanti anni di pratica e di attività nella Soka Gakkai,
Michela: Un aspetto interessante di questo strumen- ogni volta riscopro il legame senza soluzione di con-
to è quello di intrattenere rapporti molto stretti con tinuità che c'è tra il nostro Buddismo e la società,
le istituzioni. Infatti attraverso il meccanismo del- i cittadini, l'ambiente, l'arte, le questioni di genere,
l'8x1000 le confessioni religiose, utilizzando fondi i diritti umani, l'educazione. Una chiave di dialogo
pubblici per rispondere a esigenze molto diverse del- con gli altri ancora più forte, a prescindere dalle loro
la società, si affiancano al lavoro che di base svolge lo scelte religiose, spirituali o di altro genere. È come
Stato, che non è l'unico detentore di questo dovere, una porta che si apre, basata non su un dibattito
in virtù di un principio di sussidiarietà che riguarda teologico o etico ma sulla realtà, che le associazioni
anche il Terzo settore. conoscono meglio di noi perché stanno su quel ter-
L’impegno che portiamo avanti con l'8x1000 rispon- ritorio, sanno illustrarci le difficoltà o le sofferenze
de inoltre a una responsabilità che noi sentiamo delle persone che lo abitano e in che modo noi pos-
in primis a livello di fede, per il voto che abbiamo siamo aprire delle possibilità.
formulato, e che si traduce, grazie a questi fondi, in Chiara: Questo è successo anche con progetti pro-
azioni molto concrete e di vario tipo. mossi da enti di matrice cattolica, stupiti del fatto

6 || buddismo e società | 257 || primo piano | l'8x1000 della soka gakkai


che un istituto buddista agisca in questo modo. Ma è l'ente attuatore insieme a CIAC onlus e Refugees
quando capiscono che il motivo per cui noi finanzia- Welcome, per inserire nelle proprie attività ordinarie
mo un progetto è legato alla tutela dei diritti umani l'azione del "Community Matching".
comprendono meglio anche il Buddismo.
Molti progetti, in modo trasversale in tutte le aree
Esaminando i progetti in modo trasversale si notano di intervento, puntano all’educazione e alla preven-
due direzioni: non assistenzialismo ma empower- zione (per esempio "Quarto anno liceale a Rondi-
ment; non paternalismo ma crescita reciproca (vedi ne", "Youth for love", "In&Aut", "Protect people not
il "Community Matching", per esempio). Potreste borders", alcuni progetti sulla violenza contro le
illustrare meglio tali aspetti, se questa lettura vi donne, tanti progetti sull’ambiente, ecc.) per lavo-
trova d’accordo? rare a monte, prima dell’insorgere dei problemi o
Daniela: Due obiettivi ci sono stati subito chiari: il comunque per evitare che si ripetano. È così?
primo è puntare soprattutto su interventi che abbia- Michela: L’intervento a monte penso sia un'altra carat-
no come finalità la costruzione, non semplicemente teristica peculiare dell’approccio all'8x1000 della Soka
la risoluzione del problema qui e ora. Non il pronto Gakkai, che ha l'obiettivo di generare un impatto nel
soccorso ma qualcosa che abbia uno sviluppo, una medio e nel lungo termine agendo alla radice, come
direzione di evoluzione e di trasformazione. Il secon- ci hanno insegnato i nostri maestri, intervenendo sulla
do obiettivo, legato al primo, è puntare su grandi fonte da cui si sviluppano le problematiche che oggi
investimenti, arrivando a fornire contributi fino a cin- caratterizzano la nostra società. Per esempio affron-
quecento, seicento mila euro per un anno di attività, tiamo la violenza di genere da punti di vista diversi. Ci
perché desideriamo che i nostri progetti implementi- sono progetti più specifici che riguardano l'apertura
no veri e propri percorsi. di case di accoglienza per donne vittime di violenza
Chiediamo ad esempio che venga previsto sempre e i loro figli, ma allo stesso tempo, con un progetto
un coinvolgimento attivo delle comunità locali, come come "Youth for Love" di ActionAid Italia, andiamo ad
nei progetti di riqualificazione del verde: se l’obiet- agire sull'educazione dei giovanissimi. Perché di fatto
tivo è ripulire una zona e piantare 500 alberi noi gli episodi violentissimi sono la punta dell'iceberg, ma
pretendiamo che sia indicato anche l'utilizzo che ne la loro radice sta nella matrice culturale educativa.
verrà fatto da chi vive in quel luogo, come aprire un Agire a questo livello ci permette di garantire un inter-
parco a ingresso libero, organizzare laboratori per vento a 360 gradi. Intervenire su più fronti rispetto a
le scuole, accogliere persone che su base volontaria un tema è veramente un aspetto virtuoso dell'approc-
vogliano partecipare a quel progetto. Qualcosa che cio all'8x1000 della Soka Gakkai.
abbia a che fare con il cambiamento di tutta la comu-
nità, non soltanto con l'implementazione del verde. Nell’Appello alla resilienza e alla speranza Daisaku
Questo aspetto è presente in tutti i progetti: "Com- Ikeda e Adolfo Pérez Esquivel esortano i giovani
munity Matching", che avete citato, è l'esempio più a non dimenticare le lezioni della storia. A tale
eclatante, dove l'obiettivo è l’inclusione dei rifugiati proposito sono interessanti due progetti: il portale
in Italia con un percorso basato però non solo su “Storia del pacifismo italiano” e il docufilm “Il libro
un'interazione continua tra il rifugiato e la persona delle ombre”.
che accoglie, ma anche su tutte le dinamiche che si Daniela: Il portale è stato già realizzato, adesso stia-
sviluppano a partire da questa relazione. Arrivando mo riconfermando il sostegno al progetto perché ne
poi all'obiettivo ideale del coinvolgimento delle isti- vengano divulgati i contenuti, assicurandone l'utiliz-
tuzioni, che si sta piano piano realizzando in un pro- zo nelle scuole o in situazioni pubbliche, altrimenti
cesso che parte dal basso, portando alcuni Comuni a diventa una scatola inutile. Lo stesso vale per il
firmare dei veri e propri protocolli con l’UNHCR, che docufilm, potrebbe essere semplicemente l'eserci-

7
Progetto in supporto ai braccianti agricoli in Campania e Sicilia - Emergency Insegnare educazione alla cittadinanza
globale all’università - We World

zio di un gruppo di studenti di regia, oppure un’oc- sé, appaiono un ottimo approccio per indirizzare e
casione per parlare di Hiroshima e della memoria sostenere i giovani nell’ambito lavorativo.
specifica di quell'evento. Secondo me entrambi gli Daniela: È vero, anche perché è un ambito almeno
strumenti, e potenzialmente ce ne sono tantissimi in Italia totalmente trascurato. Purtroppo ora non c'è
altri, servono per educare a un modo di vedere il un luogo fisico in cui giovani artisti possano tentare
mondo in maniera diversa, per guardarsi indietro e di esprimere il proprio talento, e anche nell'ingresso
chiedersi ad esempio da dove originano le guerre, i ai musei, ai teatri, ai concerti c'è una fortissima sele-
conflitti, le discriminazioni di adesso. Lo stesso vale zione di tipo economico. Ciò impedisce di avviare
per l’ambiente e per tanti altri ambiti. percorsi che diventino anche professionali, quindi di
Michela: Mi piace molto questo riferimento all'Ap- vita, e automaticamente diventa una censura, perché
pello rispetto alle lezioni della storia. È stato bello l'arte ha bisogno di spazio e di visibilità per diventare
nel corso del tempo valorizzare progetti che effetti- fruibile da tutti.
vamente raccoglievano l’eredità delle lezioni di una Sì, abbiamo pensato di fare qualcosa anche sotto
storia sia più lontana, come può essere appunto questo aspetto, e affinché ci fosse una partecipa-
“Il libro delle ombre” su Hiroshima e Nagasaki, ma zione il più ampia possibile abbiamo utilizzato lo
anche recentissima, come “La memoria degli ogget- strumento del bando in modo che dati certi requisiti
ti”, una mostra dedicata agli oggetti delle persone ci potesse essere tanta risposta. Così è stato. Attra-
che hanno perso la vita nel naufragio del 3 ottobre verso una selezione sia qualitativa sia economica
2013, un progetto educativo dedicato a una memo- abbiamo scelto otto progetti in vari ambiti: la musica,
ria molto fresca ma già dimenticata, che metteva al il cinema, il documentario, la danza, la pittura, le per-
centro la dignità della vita, perché imparare dalle formances, le arti visive, il fumetto...
lezioni della storia vuol dire anche rimettere al cen- Chiara: Aggiungerei che nella nostra società persi-
tro le persone: i morti del 3 ottobre 2013 non erano ste un fenomeno ancora poco analizzato: la discri-
solo numeri ma individui con una loro storia. minazione per età. In particolare, le giovani donne
affrontano frequentemente difficoltà a vedersi rico-
I tanti progetti in corso nel campo dell’arte (vedi nosciute come portatrici di competenze nei contesti
"Milk (r)evolution", "Giovane danza italiana", "Lagu- professionali. Questo porta a una scarsa fiducia nei
na film lab", "Woyzeck", "Anfibia", "Città come pal- confronti delle nuove generazioni, con un impatto
coscenico", "A occhi aperti. Disegnare il contempo- negativo sulle loro opportunità di crescita. Investire
raneo"), oltre ad avere una valenza culturale di per sull’empowerment giovanile, anche a livello lavorati-

8 || buddismo e società | 257 || primo piano | l'8x1000 della soka gakkai


Leggere Strutture Art Factory - Anfibia

vo, è quindi di fondamentale importanza. Nel nostro E questo ha a che fare con il salvare vite umane.
caso, i destinatari dei progetti finanziati con i fondi Poi c'è il secondo passo, il "Community Matching" già
dell’8x1000 sono già per la grande maggioranza gio- più volte citato, in cui non solo è coinvolta un'agen-
vani. Con i progetti artistici siamo riusciti inoltre a far zia delle Nazioni Unite, l’UNHCR, ma l’ONU stessa in
sì che anche chi propone e realizza i progetti — gli quanto potenziale strumento di mediazione globale,
attuatori — fosse composto prevalentemente da gio- come Sensei ha sempre sostenuto. E questo ha a che
vani. La richiesta, contenuta nel nostro bando, di una fare con l'inclusione all'interno delle comunità.
significativa presenza di under 35 tra i partecipanti Poi abbiamo il sostegno al Comitato 3 ottobre, con
ci ha portati adesso a collaborare con associazioni un progetto educativo sul valore delle differenze che
formate da persone della generazione Z o al massimo coinvolge studenti e studentesse delle scuole supe-
da Millennials. Su questo aspetto penso che possiamo riori italiane ed europee e i loro docenti. I docenti poi
veramente fare la differenza, anche per la natura della restano nelle scuole e possono continuare a fare pro-
nostra organizzazione, che considera l'empowerment prio quell'obiettivo con le classi successive. Idealmen-
delle generazioni più giovani un valore fondante. te quindi c'è un percorso che ha una sua completezza.
Cito anche i tanti progetti sull'ambiente, ognuno
Quali sono secondo voi i progetti che hanno un diverso dall'altro proprio perché ciascuno si misura
impatto maggiore rispetto al contesto sociale e sto- con la propria realtà locale.
rico in cui stiamo vivendo? E gli interventi di tipo sanitario, tra cui un recente
Daniela: Per esempio il tema dei rifugiati, molto progetto in Afghanistan con Medici senza Frontiere
caro a Sensei, l'abbiamo fatto nostro fin dal primo legato alle gravissime limitazioni per le donne nell’ac-
anno, costruendo una filiera di progetti che rispetti cesso ai servizi educativi e sanitari. Sosteniamo anche
tutto il loro percorso umano. Come primo passo, un progetto di Emergency in Africa di chirurgia
da tre anni ne finanziamo uno gestito dall'Arci per i pediatrica, in rete con le istituzioni locali. E sempre
corridoi umanitari, grazie al quale alcune centinaia con Emergency, in Italia, si stanno facendo azioni che
di persone ogni anno possono essere portate via vanno dalla assistenza medica alla intercettazione di
in sicurezza con aerei dai luoghi di fuga – Afghani- lavoratori e lavoratrici sfruttate nei campi agricoli di
stan, Libia, Niger… – con la garanzia di un permesso Campania, Sicilia e Calabria, e parallelamente ci si
di soggiorno riconosciuto e di almeno un anno di adopera per la costruzione di sistemi di presa in cari-
accoglienza con strumenti di integrazione, appren- co di queste persone da parte dei Comuni, delle ASL,
dimento della lingua, riqualificazione professionale. cioè gli enti pubblici preposti a questo intervento.

9
In&Aut - A lavoro per l'inclusione - Fondazione La Rotonda Spazi comuni
Community Matching - UNHCR

Ci sono infine progetti molto recenti di cui perce- zerà lo strumento che le si offre. Ma abbiamo deciso
piamo la grande vitalità: vedere giovani coinvolti che è un rischio che vale la pena correre.
concretamente nella possibilità di portare avanti i
loro obiettivi, i loro sogni professionali e personali è Con quali strumenti riuscite a controllare l’evolu-
bellissimo perché senti che ritrovano la speranza di zione del progetto e che i finanziamenti arrivino ai
realizzare le loro aspirazioni. diretti interessati?
Daniela: Abbiamo impostato la gestione dei progetti
Quali sono gli indirizzi per il 2025? in modo che non sia puramente amministrativa ma
Daniela: Abbiamo cercato di dare continuità agli indi- con un monitoraggio per tutta la durata delle attività,
rizzi generali già perseguiti lo scorso anno e l'anno incontrando le équipes, visitando i progetti sul cam-
precedente, una scelta voluta perché andare su obiet- po, intervistando i beneficiari, quindi accompagnan-
tivi troppo specifici nella programmazione ci impedi- do i progetti fino alla loro chiusura.
sce di mantenere un approccio aperto su ciò che in Michela: È una domanda che ricevo molto spesso, da
tempo reale si sta verificando e su come intervenire. membri e non, perché è un aspetto importante quan-
Abbiamo cominciato a vedere quali sono gli ambiti che do si tratta di gestire fondi pubblici, e sono sempre
non abbiamo ancora toccato, ad esempio le carceri. A felice che ci venga posta. Parte dell’approccio caratte-
breve vorremmo individuare delle realtà che portino ristico dell’8x1000 della Soka Gakkai riguarda il fatto di
avanti interventi per i minori e per i detenuti a fine pena, avere un atteggiamento non da semplice finanziatore,
che hanno un enorme tasso di recidiva perché non ma quasi da partner. Accompagniamo infatti la vita
usufruiscono di strumenti di reinserimento nella società. del progetto con tutta una serie di attente verifiche,
Al di là di interventi su emergenze, come le donne vit- sia qualitative sia amministrative, che ci permettono
time di violenza, i giovani LGBTQ+ cacciati di casa, le così di rispettare la fiducia che le cittadine e i cittadini
discariche abusive, abbiamo deciso di investire di più ci accordano quando decidono di devolvere a noi una
sull’educazione, tema centrale nella Soka Gakkai, uti- parte delle loro tasse. (a cura di Maria Lucia De Luca)
lizzandolo come veicolo di trasformazione del mondo.
Abbiamo quindi finanziato alcune borse di studio per
master e dottorati, e corsi di formazione sul tema del Tutte le notizie
dialogo interreligioso e dei diritti umani. Sono proget- le trovate su
[Link]
ti difficili da selezionare perché è tutto sulla carta: si
investe su una persona ma non si sa se e come utiliz-

10 || buddismo e società | 257 || primo piano | l'8x1000 della soka gakkai


Una parola capace di suscitare una folla di sen-
timenti, pensieri e giudizi anche contrastanti:
diffidenza, avversione, passione, appartenen-
za. Tentare di risalire al cuore della sua funzione
esistenziale e sociale ci consente di provare a re-
stituire al termine la sua giusta valenza.

R E L I G I O N E Il significato del termine “religione” varia sensibil-


mente a seconda del contesto storico e culturale.
In gran parte del mondo occidentale, così come
in America Latina, Russia e nei paesi slavi, la pa-
rola deriva dal latino. Si può ricondurre alla radi-
ce re-ligare, “legare di nuovo”, suggerendo l’idea
di ristabilire un legame con il divino o in generale
con ciò che è essenziale; oppure si può far risali-
re a re-legĕre, “rileggere” o “ripassare con cura”,
evocando l’idea di attenzione verso certi doveri o
riti. È interessante osservare come nella lingua in-
glese il termine religion venga spesso contrapposto
a spirituality, il primo associato a una dimensione
DOMANDE E RIFLESIONI

istituzionale e dogmatica, il secondo riferito a un'e-


sperienza diretta, personale, non necessariamente
legata a un sistema organizzato.
In altre lingue la parola che indica "religione" racchiu-
de sfumature diverse. In arabo il termine dīn (‫ )نيد‬si
riferisce a un vero e proprio modo di vivere secondo
una legge divina, che comprende anche etica, diritto
e spiritualità. In cinese zōngjiào (宗教) rimanda a un
sistema istituzionalizzato di credenze e tradizioni. In
hindi il termine dharma (धर्म) ha un significato filo-
sofico e spirituale: indica il dovere cosmico, la legge
morale, l’ordine dell’universo. In giapponese, la paro-
la shūkyō (宗教) si riferisce agli insegnamenti che si
pongono alla base della propria vita.

L’intento che ci ha guidato nell’affrontare questo


argomento è stato il desiderio di situare la tradi-
zione del Buddismo della Soka Gakkai, e la nostra
esperienza religiosa, all’interno di un panorama
variegato, tratteggiato da riflessioni, approfondi-
menti e chiarimenti, per liberare la “religione” da
pregiudizi e interpretazioni frettolose.

11
M A I L B U D D I S M O
È U N A R E L I G I O N E ?

Perché il Buddismo viene considerato una religione sebbene non abbia molte delle caratteri-
stiche che di solito si attribuiscono a un credo religioso? Perché nella pratica buddista si parla
di preghiera, fede, rito, oggetto di culto anche se è un percorso di risveglio interiore che in
definitiva riguarda solo esseri umani?

Dire che il Buddismo è una religione può su- l’esistenza di esseri o forze soprannaturali.
scitare perplessità o scetticismo in chi si av- Partendo dal presupposto che ogni religione
vicina a questo cammino spirituale, o perché è una costruzione umana, il Buddismo non
si è riluttanti a rinnegare un’altra confessione solo lo dichiara apertamente, ma ne fa un
a cui si sente di appartenere per cultura o na- elemento costitutivo della sua esistenza: per
scita, o perché ci si ritiene di fede atea e per- sua ammissione nasce allo scopo di risolvere
ciò non inclini ad abbracciare un qualsivoglia le sofferenze connaturate all’esistenza uma-
credo che implichi una rinuncia alle proprie na in virtù del risveglio di un essere umano
convinzioni. illuminato, il Budda, che poi mostrò a tutti gli
Non vi è dubbio che una delle caratteristiche esseri umani la strada per attraversare la sua
del Buddismo è che non comporta salti fidei- stessa esperienza.
stici a priori e si prospetta come un cammino Allora perché non si potrebbe assimilare a una
“sperimentale” e molto umano, eppure gran filosofia? O magari a un’espressione artistica?
parte della letteratura lo considera una del- Perché la filosofia si interroga sul reale e cer-
le grandi religioni mondiali. Se il cammino di ca risposte utilizzando, in linea di principio,
riforma interiore che prospetta il Buddismo la logica, il ragionamento. E anche quando il
sembra lontano da un’esperienza di tipo reli- suo oggetto di interesse (la natura dell’essere,
gioso, forse è sul concetto di religione che ci l’origine del mondo, la finalità dell’esistenza)
dovremo interrogare. appare inafferrabile attraverso quelle facoltà
Innanzitutto chiarendo che il Buddismo, a dif- conoscitive, ciò avviene sempre in virtù di un
ferenza dell’Ebraismo, dell’Islam e del Cristia- ragionamento. E neppure assomiglia all’arte,
nesimo non è una religione rivelata, cioè non dove entrano in campo l’emozione o l’intui-
esiste per volontà di un dio trascendente che zione – presenti anche nel processo della sco-
rivela se stesso mediante una figura profetica perta scientifica – facoltà che appartengono al
– o nel caso del Cristianesimo mediante il suo repertorio di capacità umane che si possono
stesso figlio – alle sue creature, le quali sono sperimentare ed evocare, più o meno facil-
chiamate alla fede e alla devozione. mente, nella vita comune.
Il Buddismo, in quanto religione atea (senza C’è dunque qualcosa che rende questo in-
un dio), ha una ragion d’essere terrena esplici- segnamento diverso da una filosofia, da una
tamente dichiarata e un fondatore umano che pratica psicologica per ritrovare se stessi o
non si pone mai su un piano diverso da que- da una forma estetica di interpretazione del
sto. Si presenta come un cammino spirituale mondo e, come per molte religioni, questo
che nasce da domande umane sull’esistenza, qualcosa è una forma di trascendenza.
alle quali fornisce risposte che non implicano E qui sta il punto.

12 || buddismo e società | 257 || speciale || religione. domande e riflessioni |


Perché nel caso del Buddismo non si tratta il potere della verità eterna e immutabile, che
di trascendere l’ambito umano per accede- trascende i nostri sé limitati e finiti, che possia-
re a un’entità divina o sovrannaturale, quan- mo pienamente attivare il nostro potere».
to piuttosto di trascendere le facoltà umane «Negli insegnamenti del Sutra del Loto –
dell’intelletto e della ragione (che portano alla scrive Nichiren – le persone certamente sono
filosofia e che appartengono al mondo di Ap- determinate da se stesse e tuttavia non lo
prendimento), dell’emozione e dell’intuizione sono. [...] Inoltre [...] le persone sono certa-
(che portano all’arte, alla scoperta e che ap- mente determinate dall’altro e tuttavia non
partengono al mondo di Illuminazione parzia- lo sono» (vedi box). Solo se non ci basiamo
le), per accedere a una realtà che è allo stesso esclusivamente su un potere esterno, e nep-
tempo umana e universale, contingente alla pure soltanto sul nostro potere individuale,
nostra singola vita e illimitata, interna ed ester- commenta Ikeda, possiamo manifestare il po-
na a noi (che chiamiamo mondo di Buddità). tere trascendente che esiste dentro di noi. E
Per percepire questa realtà abbiamo bisogno pregare, recitare Nam-myoho-renge-kyo, ci
di mezzi diversi da quelli normalmente a nostra permette di farlo.
disposizione, strumenti che ci facciano fare Sperimentare questa trascendenza è un’e-
un salto durante il quale la logica e il giudizio sperienza mistica, ovvero al di là della logica
momentaneamente tacciono per far posto ad e difficilmente comunicabile. Perciò per farla
altre facoltà. E atterrare in un luogo altrimenti serve la preghiera. E serve la fede. Perché non
inaccessibile (la Buddità appunto, condizione si tratta di comprendere o condividere un ra-
inerente a ogni nostro stato vitale) che è allo gionamento o una visione del mondo, ma di
stesso tempo qualità fondamentale del nostro predisporsi a un’esperienza profonda, e per
essere umani e dell’intero universo. questo potenzialmente universale. L’espe-
Il Buddismo di Nichiren, fa notare il presidente rienza della Buddità. Che deve essere attra-
Ikeda (cfr. Buddismo e società, n. 119, p. 34), versata concretamente per essere compresa
insegna a non fare affidamento in maniera senza lasciare dubbi, e si realizza attraverso
unilaterale ed esclusiva né sul proprio potere l’attivazione di facoltà che hanno l’universali-
individuale né su qualche potere esterno. E tà e la trascendenza proprie di una religione.
aggiunge: «È solo pregando e fondendoci con (Marina Marrazzi)

N O N S O L O I N T E R N O , N O N S O L O E S T E R N O

«Ora, negli insegnamenti


insegnamenti del del Sutra
Sutra del
delLoto,
Loto lelepersone
personetraggono
certamente la propria
sono determinate
forza dall’interno,
da se
e tuttavia
stesse e tuttavia
non la non
traggono
lo [Link]’interno.
Questo perchéQuesto
il proprio
perchésé,il nostro
o vita, possiede
sé, la nostraallovita,
stesso
possiede
tempo la al
tempo di
natura stesso
tutti gli
la natura
esseri viventi
di tuttidei
glidieci
esseri
mondi.
viventiPerciò
dei dieci
questo mondi.
sé possiede
Perciò insinnoi,
dall’inizio
sin dall’inizio,
il proprioè
contenuto
regno di Buddità
il nostroe mondo
i regni didiBuddità
Buddità posseduti
e anche il damondo
tutti di
gliBuddità
altri esseri
di tutti
viventi.
gli altri
Perciò
esseri
quando
viventi.
si
Di conseguenza,
consegue la Buddità
quandonon siuna
assume
personaqualche
consegue
nuovalaoBuddità
“altra” identità
non assume
di Budda.
un’identità
Inoltre nuova
[...] le per-
o di
qualcun
sone sono altro.
certamente
Inoltre [...]
determinate
le personedall’altro
traggono e tuttavia
la loro forza
non lo dall’esterno,
sono. I Budda,e tuttavia
che sono nonconside-
la trag-
gono
rati separati
dall’esterno.
da noi,I in
Budda,
realtàche
sono consideriamo
contenuti nelseparati
nostro stesso
da noi,sé,in ovvero
realtà sono
nelle dentro
vite di noi
di noi,
persone
nella
nostra vita
comuni. Questi
di persone
Budda comuni.
manifestano
Queii Budda
regni dimanifestano
Buddità di tutti
come glinoi
esseri
i mondi
viventi
di Buddità
nello stesso
di tutti
modogli
esseri
in cui lo
viventi»
facciamo (Nichiren
noi» (IlDaishonin,
significatoGZ,
dei 403).
sacri insegnamenti della vita del Budda, RSND, 2, 63).

13
R E L I G I O N E F E D E E C O M P R E N S I O N E

Per rispondere ai bisogni del nostro tempo occorre, secondo Daisaku Ikeda, una nuova uni-
ficazione di fede e ragione che abbracci tutti gli aspetti dell’essere umano. Come dice il
Daishonin: «Al di fuori della fede non può esserci nessuna comprensione, e al di fuori della
comprensione non può esserci alcuna fede»

Il tema della fede porta l’essere umano a inter- Una fede che si accorda con la ragione
rogarsi su questioni cruciali, in particolare se L’insegnamento buddista considera fede e
essa possa o meno accordarsi con la ragione. ragione (comprensione) come due elementi
In un dialogo sul tema delle religioni del XXI reciprocamente funzionali.
secolo, Daisaku Ikeda e il teologo Lawrence E. Scrive Daisaku Ikeda: «Una religione elevata
Sullivan (direttore del Centro per lo studio del- non nega la razionalità e se non tiene conto del-
le religioni mondiali dell’Università di Harvard) la ragione non potrà mai guadagnarsi la fidu-
si pongono una domanda fondamentale: quali cia dell’umanità. Il Buddismo, la religione della
sono i criteri per valutare la validità di una reli- saggezza, è estremamente razionale, al punto
gione? (cfr. Daibyakurenge, maggio 1993). Per che molti occidentali si chiedono addirittura se
entrambi gli aspetti essenziali sono se essa sia possa essere classificato come religione poiché
in grado di rispondere ai bisogni delle perso- non insegna l’esistenza di un essere supremo
ne del proprio tempo e se le persone possono a immagine dell’essere umano» (SSDL, 1, 254).
scegliere la propria religione spontaneamente, Nichiren Daishonin dimostrò il valore del suo
sulla base di una riflessione autonoma che Ike- insegnamento attraverso un approccio razio-
da definisce “esercizio della saggezza”. nale. Decise di basarsi sulle scritture per cer-
Al contrario una “fede assoluta”, imposta, che care prove a sostegno delle sue convinzioni:
non lascia possibilità di scelta, non potrà radi- «Prendendo i testi dei sutra come mio unico
carsi nel sentimento popolare, decretando la maestro – scrive – avrei stabilito quale fra gli
morte della religione stessa. insegnamenti della vita del Budda fosse su-
Ogni religione o disciplina ha un suo fonda- periore e quale inferiore» (Ripagare i debiti di
tore, un maestro. Il discepolo segue l’inse- gratitudine, RSND, 1, 616).
gnamento del maestro e approfondisce la Nichiren non rifiutava i dubbi ma li considerava
propria fede quando manifesta spirito di ri- strumenti per arrivare alla verità. Ne L’apertura
cerca. Il primo presidente e fondatore della degli occhi afferma: «Questo dubbio è il punto
Soka Gakkai Tsunesaburo Makiguchi afferma- essenziale di questo scritto. E poiché è d’im-
va: «Noi impariamo a vivere imitando gli altri. portanza capitale per la mia vita, lo solleverò
Osserviamo ciò che fanno e copiamo quello più volte e lo approfondirò prima di provare a
che vediamo, fidandoci del loro esempio. […] rispondervi» (RSND, 1, 216).
Dapprima abbiamo fiducia nei nostri mae-
stri e facciamo ciò che ci dicono; poi, dopo La fede è la porta della saggezza
aver imparato a imitarli, possiamo comin- Il Sutra del Loto insiste particolarmente sull’im-
ciare a esprimere la nostra creatività. È così portanza della fede. Comprendere i sutra pre-
che si impara a vivere» [Makiguchi Tsunesa- cedenti e credervi è facile, perché sono predi-
buro Shingenshu (Raccolta delle massime di cati secondo la capacità degli ascoltatori. «Il
Tsunesaburo Makiguchi), ed. Takeshi Tsuji, Sutra del Loto – spiega il maestro Ikeda – è il
Daisan Bummeisha, Tokyo, 1979, pp. 16-17]. più difficile da credere e da comprendere per-

14 || buddismo e società | 257 || speciale || religione. domande e riflessioni |


ché è un insegnamento in cui il Budda rivelò to, attività intellettuali comprese, dipende dal
direttamente ciò che aveva conseguito. Il sutra nostro sistema di credenze» (Ideas y Creencias,
predicato secondo l’intento del Budda va oltre Alianza Editorial, Madrid, 1986, p. 26).
le capacità intellettuali delle persone ordinarie. Dal momento che non possiamo eliminare
Solo tramite la fede e la comprensione possia- le credenze, che sono il nostro fondamento,
mo accedervi» (SSDL, 1, 268). possiamo però scegliere in che cosa credere.
Nel Sutra del Loto la comprensione è inte- Il maestro Ikeda afferma: «Tutte le credenze
sa come saggezza ed è già contenuta nella dovrebbero essere rispettate ma, se non ven-
fede. Nichiren scrive, commentando il capito- gono provate dalla ragione e dalla realtà dei
lo Fede e comprensione: «“Comprensione” è fatti, rimarranno credenze personali, sogget-
un altro termine per saggezza. [...] Al di fuori tive, prive di universalità. Il fatto che la fede
della fede non può esserci nessuna compren- di cui si parla nel Sutra del Loto sia associata
sione, e al di fuori della comprensione non alla comprensione indica che non si tratta di
può esserci alcuna fede» (La raccolta degli una credenza personale» (SSDL, 1, 259).
insegnamenti orali, BS, 111). Quando la Legge mistica si manifesta nella no-
La saggezza è un’intuizione che emerge dalla stra vita, la nostra esistenza si accorda con essa,
natura mistica della vita e porta al miglioramen- manifestando una saggezza che funziona in ac-
to di se stessi e di ciò che ci circonda. Il maestro cordo con le circostanze mutevoli attraverso un
Ikeda afferma: «La funzione della Legge misti- movimento bidirezionale: dalla fede alla com-
ca, la funzione di una vera religione, è favorire prensione e dalla comprensione alla fede, che
la tendenza naturale della vita a migliorarsi e la viene ulteriormente rafforzata dalla compren-
fede è la chiave per aprire il potenziale della vita sione. Un movimento che si ripete incessante-
e sviluppare la saggezza. Kumarajiva traduce mente portandoci verso un progresso illimitato.
questa continua ricerca di automiglioramento Come dovrebbe essere, quindi, una religione
con "fede e comprensione"» (SSDL, 1, 242). che risponde ai bisogni del nostro tempo?
Ikeda lo spiega così: «Ciò di cui si sente il bi-
Convinzioni e credenze sogno oggi è una nuova unificazione di fede
Anche chi sostiene di non avere fede in una reli- e ragione che abbracci tutti gli aspetti dell’es-
gione basa comunque la sua vita su convinzioni sere umano e della società e che includa le
che originano da credenze, derivanti da espe- acquisizioni della scienza moderna. È la gran-
rienze e idee che influenzano il nostro modo de sfida che la moderna civiltà deve affronta-
di pensare e agire. Il filosofo spagnolo José re: un tentativo di restaurare l’integrità della
Ortega y Gasset (1883-1956) sosteneva che le società umana che è stata frantumata da una
nostre credenze «costituiscono la base della ragione senza fede da una parte e da un fa-
nostra esistenza, il terreno sul quale si dispiega natismo irrazionale dall’altra» (SSDL, 1, 271).
la vita umana. [...] Tutto il nostro comportamen- (a cura del Comitato nazionale di studio)

L E T R E P R O V E

«Per valutare le dottrine buddiste io, Nichiren, credo che i metodi migliori siano la ragione e la pro-
va documentaria. Ma ancora migliore di queste è la prova concreta» (RSND, 1, 532). Sono quindi
tre, secondo il Daishonin, le prove per giudicare la validità di un insegnamento buddista: docu-
mentaria, teorica e concreta. Per prova documentaria si intende l’accordo con i sutra. Per prova
teorica la compatibilità con la ragione e la logica. La prova concreta si ha quando il contenuto di
una dottrina, una volta messo in pratica, viene suffragato da risultati concreti.
15
B U D D I S M O E F E L I C I T À

Una religione che pone al centro la dignità della vita, che riconosce l'immenso potenziale di
cui tutti gli esseri umani sono dotati e il loro fondamentale desiderio di felicità. Una felicità
realizzabile nel momento presente, causa virtuosa del movimento di propagazione

«La religione è ciò che mira a insegnare qua- Per abbracciare il Buddismo di Nichiren non
li siano i fondamenti della vita e dell’universo dobbiamo cambiare chi siamo o rinchiudere
stesso. La religione è la prova decisiva della i nostri progetti e le nostre scelte dentro una
nostra condizione umana. […] Infatti gli esse- morale restrittiva e discriminatoria.
ri umani possiedono un innato e indistruttibi- Perché il nostro genere, i nostri amori, la no-
le “istinto di preghiera” e le religioni sono nate stra identità, le nostre origini, le nostre scelte,
proprio per dare una risposta completa a que- la nostra vita tutta così com’è, anche dopo un
sto tipo di bisogno: non è la preghiera a nasce- fallimento o un disdicevole sbaglio, è sempre
re dalle varie religioni, è piuttosto vero il con- meritevole e pronta per iniziare una nuova ri-
trario. […] Anche chi non si considera religioso voluzione umana.
prega spesso per qualcosa: la speranza che i Il Sutra del Loto, infatti, riconosce la natura
propri figli godano di buona salute o decidere di Budda in ogni persona, estremamente pre-
di migliorarsi sono preghiere, anche se non le ziosa e degna di rispetto. È un insegnamento
chiamiamo così» (Preghiera e azione, pp. 2-3). che incoraggia ad aver sempre cura, attraver-
Queste parole del maestro buddista Daisaku so le scelte quotidiane, della nostra vita e di
Ikeda ci invitano a riflettere sul senso autentico quella delle persone intorno a noi; per fare
della religione e sul suo legame profondo con i del XXI secolo, come ha spesso sottolineato
bisogni più intimi dell’essere umano. Non sem- il maestro Ikeda, un’epoca che pone il princi-
pre è semplice comprendere questo aspetto, pio della dignità della vita a fondamento del-
perché siamo abituati a immaginare un esteso la società. Una società fatta da persone dif-
divario tra la religione e la vita quotidiana. ferenti e ricca di preziose diversità, che non
Ma a cosa serve, in concreto, la religione? Se- riduce mai gli esseri umani a strumenti per
condo il Buddismo di Nichiren Daishonin a es- raggiungere altri scopi.
sere felici, oggi, qui. Perché in questo insegna- Per questo la religione non dovrebbe essere
mento la felicità viene considerata non come mai un fine, ma sempre un mezzo. Il fine sono
un lontano ideale a cui aspirare, ma un’espe- sempre le persone.
rienza viva, che si concretizza nel toccare con Questo importante aspetto è stato sottolinea-
mano la vita, nell’assaporarne ogni attimo; fa- to da Clark Strand, ex monaco zen, giornali-
cendo emergere una condizione di libertà inte- sta e scrittore statunitense, autore di un libro
riore in grado di trasformare anche le situazioni che analizza il nostro movimento religioso:
più difficili in occasioni, in benefici. Potremo «La Soka Gakkai – scrive – non ha codici di
così costruire la vita che intimamente e profon- abbigliamento, preti, monaci, né uno stile ar-
damente desideriamo, senza rimandare i sogni, chitettonico identificabile: ha preservato la
le risoluzioni, la felicità a un domani migliore, a sostanza della vita religiosa facendone ca-
un’esistenza più lieta dopo la morte. dere l’apparenza. Cosa rimane dopo l’elimi-

16 || buddismo e società | 257 || speciale || religione. domande e riflessioni |


nazione delle formalità e delle convenzioni di il Buddismo: il rispetto di ogni forma di vita in
un culto religioso? Credo che la risposta sia quanto tale.
davvero molto semplice: l’interesse per i va- Il maestro Ikeda ha più volte sottolineato il
lori umani basilari, quei valori fondamentali significato del nostro impegno nella propa-
(come la pace, la felicità e la sicurezza; buoni gazione del Buddismo: «Parlare alle persone
amici, buon cibo, buona acqua) comuni a tutti degli insegnamenti del Daishonin, ovvero ren-
gli esseri umani e a tutte le tradizioni religio- derle capaci di trasformare le loro sofferenze
se di ogni paese del mondo» (Il risveglio del al livello più profondo, mostrando loro i mezzi
Budda, p. 36). per raggiungere uno stato di felicità indistrut-
Diffondere questi valori fondamentali è il de- tibile, è una pratica che prevede estrema com-
siderio che sta alla base della condivisione del passione. È la cosa più nobile e suprema che
Buddismo con le altre persone, per risvegliarle possiamo fare per il bene degli altri. Ci consen-
alla natura eterna della vita e al loro potenziale te di stringere rapporti di amicizia autentica e
che non ha confini. di forgiare legami forti quanto quelli che uni-
scono i membri di una famiglia» (NRU, 25, 13).
Il desiderio di condividere l'insegnamento In questo contesto può essere utile soffer-
La propagazione, un aspetto nobile, essenzia- marci su un ideale che riveste una grande
le del Buddismo, può essere definita come la importanza per i praticanti della Soka Gakkai,
“pratica di rispettare gli altri” (vedi Il mondo del ossia “adottare l’insegnamento corretto per
Gosho, Esperia, p. 501). la pace nel paese”. Tale ideale, sottolinea il
Ed è naturale desiderare che un’altra persona maestro Ikeda, «richiede che ci si risvegli al
– specialmente se a noi cara – possa sperimen- bene fondamentale dentro di noi, si stabi-
tare quella felicità che noi stessi stiamo viven- liscano nel cuore i princìpi di rispetto per la
do. Questo desiderio, quando autentico, non dignità umana e per la vita insegnati nel Sutra
può che sposarsi con il rispetto della libertà e del Loto e si faccia di essi il nucleo della no-
della volontà degli altri. stra visione del mondo. […] E poiché l’essenza
In generale, la condivisione di un insegnamen- di “adottare l’insegnamento corretto” consi-
to religioso si basa sulla convinzione di quanto ste nel costruire un solido fondamento spi-
esso sia corretto e benefico. Ed è auspicabile rituale per la pace nella società, è ovvio che
che una dottrina come il Buddismo, basata sul dovremmo unirci alle persone e alle organiz-
rispetto della dignità della vita e che ha come zazioni che condividono questo tipo di visio-
scopo fondamentale la costruzione della pace, ne per lavorare insieme allo scopo di proteg-
si diffonda ampiamente nella società. gere la dignità della vita e realizzare la pace
D'altra parte, quando si parla di propagazione mondiale. La causa per cui ci battiamo non è
di un insegnamento religioso può sorgere una una nostra prerogativa esclusiva» (Lezione su
qualche forma di resistenza o scetticismo, de- Adottare l’insegnamento corretto per la pace
rivanti dall’idea che si tratti di un tentativo di nel paese, Esperia, p. 76).
convincere qualcun altro ad aderire a una cer- Il beneficio di una pratica religiosa non dipende
ta religione, spinti, in ultima analisi, dal mero solamente dal portarla avanti, ma dall’atteggia-
desiderio di aumentarne il numero dei seguaci. mento con cui lo facciamo e dallo scopo a cui
Tuttavia, se la propagazione fosse basata su miriamo. Come scrive Nichiren, «è il cuore che è
questo tipo di interesse strumentale, verreb- importante» (RSND, 1, 889).
be meno il fondamento stesso su cui si basa (Mirko Lugli e Rossella Maci)

17
PENSARE IL PLURALISMO,
LA DIFFERENZA,
IL DIALOGO
INTERVISTA A ELISABETTA COLAGROSSI
docente di Storia delle religioni e di Filosofia del dialogo
interreligioso presso l'Università di Genova
Una visione del mondo che trascende l'immediato, pratiche e rituali con-
divisi, norme etiche, una comunità di riferimento. Queste le caratteristiche
trasversali che Elisabetta Colagrossi individua nella varietà delle esperienze
religiose nelle diverse società, che rispondono tutte a una generale richie-
sta di senso della vita e del vivere insieme. Dove il dialogo tra le fedi può
configurarsi come un laboratorio concreto di pace, una testimonianza viva
della possibilità di convivere nella differenza

In occidente spesso il Buddismo e altre fedi Conflitto violento e convivenza pacifica: la


in cui non ci sono divinità di riferimento non religione può dividere (spesso nella storia
vengono considerate religioni vere e pro- è stato così), la religione può unire. Quali
prie ma una sorta di filosofie di vita. C’è un sono le caratteristiche principali, secondo
significato univoco di religione, uno o più lei, di queste due tendenze?
elementi che la definiscono come tale a pre- La religione, come ogni fenomeno umano,
scindere dalle culture e tradizioni? manifesta una profonda ambivalenza: può
Dobbiamo tenere presente che il concetto essere forza di divisione o di coesione a se-
di "religione" è storicamente e culturalmente conda di come viene interpretata e vissuta.
situato. Formulato all'interno della tradizio- Negli ultimi decenni, numerosi studi si sono
ne latina per indicare un fenomeno specifico, interrogati sulla possibilità che esista un nes-
quello della religio romana, si è evoluto nel so necessario tra religione e violenza. Le cro-
tempo, mantenendo tuttavia una matrice oc- nache contemporanee tendono a enfatizzare
cidentale che inevitabilmente ne condiziona l'aspetto perturbante del fenomeno religioso,
l'uso e l'applicazione. "Religione" resta così riportandone soprattutto gli esiti conflittua-
un'etichetta costruita all'interno di una pro- li, specialmente quando si intreccia a logiche
spettiva culturale specifica, non sempre ade- identitarie e politiche.
guata a descrivere la varietà delle esperienze Di certo, la religione può dividere, quando
spirituali nelle diverse società. viene utilizzata per rafforzare appartenenze
Non esiste una definizione univoca. Tuttavia, si esclusive o giustificare un qualche dominio.
possono individuare alcune caratteristiche tra- Si parla meno, invece, della sua capacità di
sversali: una visione del mondo che trascende generare dinamiche di riconoscimento reci-
l'immediato, una serie di pratiche e rituali con- proco, di apertura, di nonviolenza e di costru-
divisi, norme etiche, e una comunità di riferi- zione della solidarietà. Eppure, anche questa
mento. Anche tradizioni che non postulano ne- dimensione attraversa la storia delle religioni
cessariamente una divinità personale, possono e testimonia la possibilità di un diverso rap-
configurarsi come religioni nella misura in cui porto tra fede, alterità e convivenza.
rispondono a queste dimensioni fondamentali. Distinguere criticamente e con equilibrio

18 || buddismo e società | 257 || speciale || religione. domande e riflessioni |


tra questi due possibili esiti — esclusione o gione come strumento per la propria politica.
incontro — è fondamentale per comprendere Venendo all’attuale scenario mondiale, ritie-
il ruolo della religione nello spazio pubblico. ne che oggi stiano emergendo nuovi rischi di
un utilizzo strumentale della religione?
Nel corso della storia della nostra scuola Sì, il rischio di un utilizzo strumentale della re-
buddista, a partire dal suo fondatore, ci si è ligione da parte del potere politico non è af-
più volte confrontati con il tema dell’utilizzo fatto superato. In diverse aree del mondo assi-
strumentale della religione da parte del po- stiamo al riemergere di forme di nazionalismo
tere politico. Ciò sicuramente ai tempi di Ni- religioso, in cui il riferimento al sacro viene as-
chiren, nel 1200, perseguitato proprio perché servito a finalità identitarie ed esclusive. Que-
promuoveva un insegnamento che si basava sto accade quando la religione viene ridotta
sul rispetto di ogni persona; ma anche duran- a strumento di potere, tradendo quella voca-
te la seconda guerra mondiale, quando i fon- zione alla promozione della dignità della vita e
datori della Soka Gakkai, per aver difeso la della pace su cui insisteva Daisaku Ikeda.
libertà di religione, furono imprigionati dalle Da sempre, la tensione tra fede e potere costi-
autorità, che avevano imposto lo shintoismo tuisce una costante nella storia delle religioni.
come religione di Stato; e più volte Daisaku Guardando alla figura di Nichiren Daishonin,
Ikeda ha sottolineato i rischi che si corrono colpisce la coerenza con cui affrontò le perse-
quando un governo autoritario sfrutta la reli- cuzioni, rivendicando il diritto di professare libe-

L A M I A F O R M A Z I O N E, I M I E I M A E S T R I

Se devo riassumere il mio percorso, direi che è stato vario, ma segnato da una direttrice co-
stante: il tentativo di pensare il pluralismo, la differenza, il dialogo. Mi sono formata all'interno
della scuola genovese ispirata ad Alberto Caracciolo e Giovanni Moretto, e ho avuto la fortuna
di incontrare presto il professor Gerardo Cunico, a cui devo le prime sollecitazioni decisive verso
la ricerca. È a lui che risale, tra l'altro, l'istituzione presso l'Università di Genova della cattedra di
Filosofia del dialogo interreligioso, disciplina di cui oggi tengo un modulo (in codocenza con
il prof. Roberto Celada Ballanti), mentre il mio insegnamento principale è Storia delle religioni.
I miei studi sono iniziati con la filosofia della religione, in particolare in Dostoevskij, e si sono
poi orientati in modo decisivo verso il pensiero di Jan Assmann, uno dei maggiori studiosi con-
temporanei del rapporto tra religione, memoria e violenza. A lui ho dedicato le tesi di laurea e
di dottorato in Filosofia, maturando attraverso il suo approccio storico-critico il passaggio alla
storia delle religioni e a una lettura comparativa delle dinamiche religiose.
Presso l'Università di Costanza ho lavorato a stretto contatto con Assmann, che ha seguito la
mia ricerca e mi ha coinvolta nella traduzione di alcuni suoi volumi. Accanto alle sue riflessio-
ni sulla violenza religiosa, il suo interesse per il dialogo interreligioso ha orientato anche una
parte del mio percorso successivo, portandomi a svolgere attività di ricerca in India, dove ho
approfondito alcuni modelli di inclusivismo e il pensiero di Gandhi. (E. C.)

19
ramente ciò in cui credeva. Come affermò con terreligioso con la promozione della pace, dei
forza: «Se un cattivo sovrano volesse distrugge- diritti umani e della dignità della vita, conce-
re gli insegnamenti del Sutra del Loto, non biso- pendolo non come atto episodico, ma come
gnerebbe obbedirgli, anche a costo della pro- metodo permanente di relazione.
pria vita» (Lettera a Horen, Raccolta degli scritti Le numerose iniziative culturali e accademiche
di Nichiren Daishoinin, 1, p. 462). La sua scelta, che ha promosso — tra cui la fondazione del
pur nel contesto storico e dottrinale peculiare Boston Research Center for the 21st Century
del Giappone medievale, continua a richiamare e dell'Institute of Oriental Philosophy —, in-
l'importanza della coscienza individuale di fron- sieme ai dialoghi intrattenuti con esponenti
te ai tentativi di strumentalizzare il sacro. religiosi e culturali di tutto il mondo, restitui-
scono l'immagine di un dialogo vissuto come
Lei recentemente ha detto: «Ci troviamo in costruzione concreta di rapporti e come pra-
un'epoca di crisi radicale della coesistenza tra tica di riconoscimento reciproco.
diversi dove il dialogo sembra in declino su
molteplici livelli. Le tensioni politiche, econo- Qual è oggi, secondo lei, il rapporto delle
miche e culturali globali testimoniano come persone giovani con la religione?
la capacità di costruire ponti è messa in di- Il rapporto dei giovani con la religione è sem-
scussione ogni giorno», sottolineando quan- pre più variegato. Da un lato, almeno nel
to l’opera di Daisaku Ikeda «abbia offerto un contesto europeo, si osserva un progressivo
esempio concreto di come il dialogo possa es- allontanamento dalle istituzioni religiose tra-
sere praticato sia a livello personale che isti- dizionali; dall’altro, non viene meno il biso-
tuzionale». Qual è il contributo che il dialogo gno di spiritualità e di ricerca di significato.
interreligioso può dare in questa situazione? Le nuove generazioni mostrano interesse per
Il dialogo interreligioso dovrebbe offri- esperienze religiose percepite come autenti-
re oggi un modello relazionale che va oltre che, capaci di confrontarsi con le grandi sfide
la mera tolleranza. In un tempo segnato da etiche, sociali e ambientali del nostro tempo:
crisi globali e tensioni crescenti — culturali, dalla giustizia globale alla sostenibilità, fino
economiche, politiche — il dialogo tra le fedi alla questione del pluralismo.
può configurarsi come un laboratorio concre- Alcuni sociologi della religione hanno parla-
to di pace, una testimonianza viva della pos- to di una “uscita della religione dalle religio-
sibilità di convivere nella differenza. ni”, per descrivere quel fenomeno per cui la
Non si tratta soltanto di accettare l’altro e tol- dimensione spirituale non scompare, ma si
lerarlo nel senso latino di tolero, ma di intra- sposta fuori dagli schemi istituzionalizzati. In
prendere insieme un cammino, riconoscendo questa cornice si colloca anche la distinzio-
che il pluralismo non è un ostacolo alla verità, ne tra "religiosità senza religione" e forme più
ma una sua possibile espressione. Come af- tradizionali di appartenenza.
fermava il filosofo tedesco Gotthold Ephraim Non mancano percorsi giovanili che assumo-
Lessing in pieno Illuminismo europeo: “veritas no tonalità diverse: talvolta si esprimono in
sive varietas” — la verità si dà nella varietà. pratiche spirituali personali o sincretiche, tal-
In questa prospettiva, l'opera di Daisaku volta si manifestano come malessere esisten-
Ikeda offre a mio avviso un esempio concreto ziale, che può sfiorare il nichilismo, ma che a
di come il dialogo possa diventare un impe- mio avviso conserva comunque un nucleo re-
gno quotidiano e una dimensione istituziona- ligioso, nel senso di una domanda radicale sul
le. Ikeda ha saputo intrecciare il dialogo in- senso della vita e del vivere insieme.

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I N V I T O A L L A L E T T U R A dei dialoghi di Daisaku Ikeda
Una rubrica per presentare la vastissima collezione di dialoghi che il nostro maestro
ha scritto con alcune tra le personalità più varie e interessanti del mondo contemporaneo

IL NUTRIMENTO DEI POPOLI


La religione come ingrediente decisivo dello sviluppo sociale

B. Wilson e D. Ikeda, La religione e i valori umani, Esperia 2005-2025

A partire da una cena a Tokyo nel 1979, il sociologo della religione Bryan Wilson e il presidente della SGI
Daisaku Ikeda hanno intrapreso un dialogo che è proseguito per anni, anche in forma epistolare, fino a
condensarsi in questo libro importante. Muovendo da sponde diverse si avventurano nel mare della reli-
gione tentando di scandagliarne insieme i fondali. Parlano “lingue” diverse, ma imparano ad armonizzarle
riguardo a temi di grande valore per tutte e tutti noi. L’organizzazione religiosa deve restare un mezzo,
anche quando quel mezzo sembra – per una sorta d’intrinseca forza d’inerzia – inesorabilmente divenire
un fine. Dietro quel che può apparire un meccanismo impersonale, ci sono sempre scelte di umani che
devono sviluppare autonomia nella collaborazione, scartando così dipendenze passive e impulsi autoritari.
L’esperienza comunitaria è necessaria – specialmente entro le società moderne che non possono più esse-
re eticamente omogenee – e non va vissuta come antitetica alla “vera fede”. Il fine – l’unico – cui deve mi-
rare lo strumento organizzativo-comunitario è per Wilson “la diffusione di un’etica”; per Ikeda “l’emergere
della natura buddica”, che d’altronde si traduce in saggezza e compassione (cuore di ogni etica). Diverse
comunità religiose possono riuscire a comprendersi e a collaborare se riferiscono le rispettive particolari-
tà, considerate come preziosi mezzi, a quell’unico fine. La ricerca razionale può e dovrebbe spingersi fino
a dove glielo consente la sua natura, indicando il modo corretto di rapportarsi a quel nucleo mistico che i
suoi strumenti non potranno mai interamente cogliere. Senza dimenticare la “prova concreta”, la verifica
empirica della validità di una fede.

Misticismo, razionalità e verifica empirica


Ikeda: In una qualche misura, tutte le religioni inclu- a valori ed emozioni oltre che alla realtà empirica, ri-
dono elementi mistici che resistono a ogni spiegazio- fiuta l’analisi sistematica e la logica formale. Il prodi-
ne teorica. In effetti, ciò che può essere definito “mi- gio, dunque, non è un evento per cui sia richiesta una
stico” è proprio quello che differenzia la religione dal- specifica valutazione scientifica. (p. 75)
la filosofia non religiosa. Ma gli elementi mistici non Ikeda: Sono d’accordo con lei [riguardo ai prodigi]. […]
sempre hanno effetti benefici. [...] Sopravvalutare il Benché l’attrattiva spirituale delle religioni dipenda da
misticismo priva la religione della sua concretezza, elementi intrinseci che resistono a una spiegazione ra-
mentre sottostimarlo elimina il senso del mistero che zionale, nelle attività missionarie è importante rendere
genera la fede. (p. 18) le dottrine più chiare possibile, così che i non iniziati
Wilson: Il linguaggio religioso è sempre, da una pro- possano afferrarne il significato. In questo campo però
spettiva rigorosamente razionale, elusivo, evanescen- si arriva a un punto oltre il quale la ragione non può
te e poetico nella sua multiformità. Poiché si riferisce andare e le dottrine religiose devono essere accettate

21
sulla base della fede. (pp. 76-77) […] Nello sce- re accuratamente quali effetti la fede in quella
gliere e nell’attenersi a un insieme di dottrine religione può avere sulla sua esperienza con-
religiose, l’individuo deve sempre […] esamina- creta. (p. 88)

La religione può generare una nuova diffusione di valori


Wilson: In generale, non sono ottimista sulla ti della civiltà mondiale e delle culture di tutta
capacità umana di controllare le forze nocive l’umanità dall’altro. (p. 95)
che sono all’opera nel mondo contemporaneo. Ikeda: Sospetto che la civiltà e gli stili di vita
Ammesso che si possa fare qualcosa, proba- dei nostri giorni contribuiscano grandemente
bilmente può essere fatto solo tramite una alla riduzione di ciò che lei chiama “inclinazio-
nuova diffusione di valori profondamente sen- ni umanitarie”. Inoltre, credo che la religione
titi e seriamente meditati che possano essere abbia proprio il ruolo di rafforzare, migliorare
accettati da milioni di esseri umani. La difficol- e approfondire queste inclinazioni. I migliora-
tà di una tale prospettiva è che, per essere ef- menti necessari non possono essere ottenuti
ficace, il movimento di diffusione di quei valori soltanto attraverso misure sociali, scientifi-
dovrà essere internazionale e operare in molte che o economiche, ma, come lei suggerisce,
culture differenti. Perché questo avvenga, i va- richiedono la riforma della consapevolezza
lori dovranno essere espressi a un livello estre- a livello individuale, quella riforma che Josei
mamente generale, dato che dovranno essere Toda, il secondo presidente della Soka Gakkai,
applicati in contesti culturali molto diversi e in definì “rivoluzione umana”. Poiché io vedo le
condizioni sociali ampiamente divergenti.[…] cose in questa prospettiva, sono completa-
Non è facile per gli esseri umani comprendere mente d’accordo con lei quando dice che la
che i loro bisogni individuali […] sono collega- religione è l’unica fonte che permette di mo-
ti alle questioni […] globali che l’umanità ha di bilitare le inclinazioni umanitarie. Sicuramente
fronte. […] Forse solo la religione può essere è un dovere delle persone religiose colmare il
in grado di far capire questo collegamento e divario tra i numerosi e differenti interessi lo-
di colmare il divario da un lato tra i differenti cali e gli obiettivi generali della civiltà umana
interessi locali e gli obiettivi globali dominan- globale. (p. 96)

L’organizzazione religiosa: mezzo o fine?


Wilson: C’è una costante e irrisolvibile ten- che impediscono di fare ciò che essi ritengo-
sione sulla giusta misura in cui la religione no meglio per l’organizzazione. L’equilibrio
può essere organizzata. Ovviamente, questa è spesso delicato. Come lei correttamente
tensione è percepita differentemente dai di- ha detto, le organizzazioni possono arrivare
versi gruppi all’interno di un movimento reli- a sovvertire gli scopi del sistema spirituale
gioso. Ci saranno sempre quelli che sono in- che sono nate per servire. I sociologi chiama-
dotti dalle loro specifiche attività a rimarcare no un tale processo “spostamento dei fini”:
con la più grande forza la qualità intrinseca gli originari scopi religiosi vengono oscurati
dell’esperienza spirituale. Altri sentiranno che dalla preoccupazione di mantenere l’organiz-
la spiritualità viene talvolta espressa in modi zazione adeguatamente funzionante, e dalla

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focalizzazione sulle tecniche, le procedure e Ikeda: In troppe organizzazioni religiose i
l’efficacia. Queste preoccupazioni puramente mezzi – e specificamente i mezzi per sostenere
procedurali possono essere imposte con tale la propria posizione di potere e di influenza –
forza che la qualità incontaminata della veri- sono diventati predominanti. […] Dicendo che
tà religiosa non viene più riconosciuta come un movimento religioso richiede costante vigi-
il fine per cui l’organizzazione è stata creata. lanza per assicurare che i mezzi non sovverta-
L’organizzazione può allora arrivare a vivere no i fini, lei ha individuato una verità che tutti i
interamente per se stessa […]. Chiaramente, leader religiosi dovrebbero costantemente te-
le moderne tecniche organizzative e il co- nere a mente. (pp. 140-141) Un’organizzazione
ordinamento razionale degli sforzi divengo- deve permettere a ogni suo membro di parte-
no indispensabili per i movimenti religiosi, cipare a tutte le fasi della propria attività con
come per tutte le altre imprese che cercano completa indipendenza, garantendo allo stes-
di mantenere una presenza sociale o inter- so tempo un nucleo di autorevolezza capace di
nazionale nel mondo moderno. [Tuttavia] gli presentare le dottrine della fede in una forma
esperti dei mezzi talvolta perdono di vista il non distorta, che i membri possano accettare
fine per cui quei mezzi sono impiegati. […] senza difficoltà. (p. 156)

Autoritarismo e autorità in ambito religioso


Ikeda: L’organizzazione automaticamente come un’azienda […] dal momento che si oc-
implica il potere, che a sua volta genera il cupa della qualità intrinseca della vita, che
desiderio di vantaggi e di fama. A dispetto resta al di là della misurazione quantitativa.
del tentativo di assicurare che solo i più no- [...] Purtroppo, però, diventando più estese e
bili e i più saggi possano accedervi, i ruoli di più centralizzate, le organizzazioni arrivano
maggiore autorità sono spesso ricoperti da a considerare gli individui non più che ingra-
individui la cui sola motivazione è il desiderio naggi di un meccanismo […] e perciò tendo-
di potere o di gloria. […] Visto che grandi co- no a ignorare o a eliminare gli aspetti indivi-
munità di credenti non possono né esistere duali che non sono direttamente pertinenti
né svilupparsi a meno che non vengano or- ai ruoli organizzativi. (pp. 150-151)
ganizzate, è di primaria importanza educare Per questa ragione, nella Soka Gakkai io cer-
i fedeli e i ministri del culto al più alto spirito co di ridurre al minimo la centralizzazione
di moralità e devozione. (p. 138) dell’autorità dando il massimo potere ai nu-
L’autoritarismo non è solo imposto dall’alto, clei organizzativi locali. (p. 153)
ma anche sostenuto e forse perfino gene- Wilson: Questi problemi dell’organizzazio-
rato dal basso, grazie a ciò che lei definisce ne religiosa sono intrinseci, sorgono dalla
“il bisogno di chiare certezze e la richiesta natura difforme tra i fini religiosi necessa-
di pronunciamenti autoritativi”. […] Di con- riamente non razionali e l’utilizzo di mezzi
seguenza, credo che dobbiamo insegnare crescentemente razionali. Come si può im-
ai membri delle organizzazioni religiose ad pedire che mezzi organizzativi efficienti in-
avere uno sguardo critico, a comprendere quinino i fini spirituali? Forse la risposta sta
che asservirsi di buon grado alla volontà al- nel coltivare, a tutti i livelli, la consapevolez-
trui non porta al proprio bene. (pp. 158-159) za delle tensioni e dei pericoli dell’organiz-
[Inoltre] la religione non può essere gestita zazione. (p. 150)

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LA SOKA GAKKAI
ITALIANA OGGI
INTERVISTA AD ALBERTO APREA, PRESIDENTE
DELL'ISTITUTO BUDDISTA ITALIANO SOKA GAKKAI
Dall'Intesa con lo Stato italiano al dialogo interreligioso, fino alla nuovis-
sima Fondazione "Be the Hope": Alberto Aprea ci prende per mano in un
ampio e particolareggiato racconto di alcune tappe fondamentali della sto-
ria più recente della Soka Gakkai italiana, mettendo in evidenza il legame
indissolubile che il maestro Daisaku Ikeda ha costruito con il nostro Paese
fin dalla sua prima visita nel 1961. E sottolinea quanto i progressi compiuti
da allora siano il frutto dell’impegno condiviso del maestro e dei discepoli
per gettare le basi di un’epoca di pace

Sono passati quasi dieci anni dalla firma visione della rivoluzione umana e del rispetto
dell’Intesa con lo stato italiano. Cosa è cam- della dignità della vita sia arrivata a permeare
biato da allora e come si stanno sviluppan- la società italiana. Tutti i progressi compiu-
do le attività religiose e sociali della Soka ti nei sessantaquattro anni trascorsi da allo-
Gakkai nel nostro paese? ra sono il frutto dell’impegno condiviso da
Prima di rispondere a questa domanda vorrei maestro e discepoli per gettare solide basi
esprimere la mia più profonda gratitudine nei per un’epoca di pace.
confronti del maestro Ikeda, perché tutto ciò In particolare l’Intesa con lo Stato italiano, ot-
che abbiamo realizzato in Italia fino a oggi è tenuta nel 2016, rappresenta una pietra milia-
stato grazie ai suoi incoraggiamenti, alle sue re che ha consolidato non solo il nostro sta-
visite e alla sua dedizione instancabile per tus giuridico, ma anche il nostro contributo
aprire un'epoca di pace. culturale e civile alla società italiana, e oggi
Quest'anno segna il 65esimo anniversario del- la Soka Gakkai si presenta come una realtà
la sua nomina a terzo presidente della Soka profondamente integrata nel tessuto sociale
Gakkai e dell'inizio dei suoi viaggi intorno al del paese.
mondo «per tracciare il corso di un grande fiu- Nel settembre del 2018 il maestro Ikeda ha dedi-
me di pace e felicità», come lui stesso afferma cato una guida fondamentale a tutti noi italiani
nella prefazione al romanzo La nuova rivoluzio- nella quale, riferendosi al traguardo dell'Intesa,
ne umana (NRU, Prefazione V). affermava: «La vostra missione e responsabilità
Oggi più che mai sentiamo quanto siamo for- sta divenendo sempre più grande riguardo alla
tunati ad aver potuto trascorrere questo tempo realizzazione della pace e alla prosperità della
prezioso insieme a lui, e quanta cura Sensei ci ha nazione in quanto organizzazione che agisce
dedicato, in ogni momento e in ogni situazione. insieme allo Stato italiano» (NR, 636).
La scomparsa del maestro Ikeda ha suscitato E ci esortava a sviluppare una fede sempre
in noi una profonda riflessione sul legame in- più forte mirando a diventare persone sagge
dissolubile che egli ha costruito con il nostro che manifestano il principio di "fede uguale
Paese, a partire dalla sua prima visita in Italia, vita quotidiana" nel luogo di lavoro, nel quar-
nel 1961, e su quanto profondamente la sua tiere e nella comunità in cui viviamo, creando

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valore e ampliando sempre di più la nostra e "secolare", il maestro Ikeda utilizza la me-
rete di amicizia e fiducia. Questa visione tro- tafora di un fiume le cui acque irrigano il ter-
va espressione nelle nostre attività quotidia- reno, fecondando il suolo e permettendo la
ne per diffondere nella società i valori dell’u- crescita di alberi e piante rigogliosi. L'uma-
manesimo buddista, come la compassione, il nesimo buddista è come un grande fiume e
rispetto per la dignità della vita e l’inclusione. le persone comuni sono il terreno in cui scor-
I nostri sforzi in questa direzione non si limi- rono le sue acque. Gli alberi, l’erba e le pian-
tano alla sfera religiosa: grazie anche all’ac- te corrispondono al fiorire della pace e della
cesso ai fondi derivanti dall’8x1000, stiamo cultura. Ikeda Sensei ha sempre sottolineato
sostenendo numerosi progetti e iniziative su l’importanza di un approccio umanistico alla
temi come la convivenza e la cittadinanza religione, in cui la spiritualità non è separata
globale, il rispetto per l’ambiente, l’abolizione dalla vita quotidiana, ma la abbraccia perme-
delle armi nucleari, i diritti umani e la ricerca andone ogni aspetto.
scientifica. Grazie a questo impegno, la Soka Questo nostro impegno concreto si esprime
Gakkai sta consolidando legami di fiducia anche nelle riunioni di zadankai, che costitui-
nelle realtà locali e un dialogo costante con scono il cuore delle attività della Soka Gakkai,
le istituzioni. Questo ci permette di venire ri- incontri di dialogo che accolgono persone di
conosciuti non solo come comunità religiosa, ogni provenienza e di ogni età, dove si co-
ma anche come forza attiva che collabora per struisce una comunità inclusiva e si esplora
il bene comune, promuovendo in modo tan- insieme come affrontare le difficoltà della vita
gibile la costruzione di una società migliore. attraverso la pratica buddista. Sono luoghi di
ascolto reciproco, di crescita e condivisione
Come si declina l’impegno della Soka Gakkai che rafforzano i legami sociali e favoriscono la
italiana per la pace, la cultura e l’educazio- coesione, la pace e il rispetto della diversità.
ne? Qual è la sua radice nell’insegnamento
buddista? Come si attua la relazione con le altre fedi,
Il Buddismo insegna che la trasformazione il dialogo interreligioso da parte dell’IBISG?
sociale nasce dalla rivoluzione umana, cioè Il dialogo interreligioso costituisce uno stru-
dalla trasformazione interiore degli indivi- mento imprescindibile per costruire la pace, la
dui, che sono in definitiva i responsabili del- comprensione reciproca e la coesione sociale.
lo sviluppo della società. Nichiren scrive: «Se Secondo l’insegnamento del maestro Ikeda, le
la mente degli esseri viventi è impura, anche religioni dovrebbero valorizzare le rispettive
la loro terra è impura, ma se la loro mente è differenze e anche riconoscere la loro saggezza
pura, lo è anche la loro terra; non ci sono ter- comune, collaborando per il bene dell’umanità.
re pure e terre impure di per sé: la differenza Nella Prefazione all'edizione italiana del libro
sta unicamente nella bontà o malvagità della del Gosho, Sensei afferma con chiarezza: «Nel
nostra mente» (RSND, 1, 4). contesto del dialogo interreligioso moderno
“Terra” qui si riferisce all’ambiente sociale e è necessario quindi accettare e valorizzare le
naturale in cui viviamo. Secondo il Daishonin, molteplici caratteristiche di ogni singolo cre-
la chiave per il cambiamento sociale è un pro- do e, allo stesso tempo, afferrare la profonda
fondo cambiamento interiore, una rivoluzione verità e sapienza presente nelle sue dottrine.
del nostro cuore. Non vi è dubbio che, così facendo, ogni reli-
Riguardo alla relazione tra impegno religioso gione potrà esercitare un’influenza positiva

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sulle altre e diventare sempre più una religione presenti. Questo gesto simbolico mi ha pro-
dedicata alla felicità del genere umano. Inoltre, fondamente commosso perché ha rivelato
continuando a percorrere questo cammino di fino a che punto la sua figura in quanto leader
dialogo e reciproco miglioramento, ogni fede religioso e uomo di pace fosse apprezzata dai
potrà manifestare il proprio valore intrinseco, rappresentanti delle diverse confessioni.
contribuendo alla creazione di un sodalizio di Un momento di importanza fondamentale
“religioni per l’essere umano” in grado di tra- nel contesto del dialogo interreligioso è stato
sformarsi nella forza più grande per la realiz- l’udienza privata tra il presidente della Soka
zazione della pace nel mondo. Questo è il mio Gakkai Minoru Harada e Papa Francesco, nel
desiderio» (RSND, 1, XI). 2024. Questo incontro ha rafforzato i nostri le-
Facendo tesoro di queste indicazioni del gami con la Chiesa Cattolica e ha dimostrato
maestro Ikeda, il nostro impegno come Istitu- che la collaborazione tra religioni è non solo
to è rivolto a coltivare il dialogo interreligio- possibile ma necessaria per affrontare le sfi-
so con la consapevolezza che, se vissuto con de globali che l’umanità si trova ad affrontare,
sincerità e rispetto reciproco, esso costituisce come il disarmo e la tutela dei diritti umani e
uno strumento potente per costruire una so- dell’ambiente. L'impatto di questo evento è sta-
cietà più umana e pacifica. Per questo da anni to notevole, poiché ha rafforzato la stima e la
la Soka Gakkai italiana partecipa attivamen- fiducia tra la Chiesa Cattolica e la nostra orga-
te a numerosi incontri interreligiosi, come ad nizzazione. Un importante passo avanti che ha
esempio quelli promossi dalla CEI (Conferen- coronato decenni di impegno nel costruire rela-
za Episcopale Italiana), o agli incontri interna- zioni di amicizia e fiducia seguendo l'esempio
zionali annuali di preghiera per la pace delle di Ikeda Sensei, che ha sempre fatto del dialogo
religioni mondiali organizzati dalla Comunità lo strumento principale per creare la pace.
di Sant’Egidio. Sono convinto che il patrimonio di dialoghi e
La scomparsa del maestro Ikeda ha suscita- profondi legami umani costruiti dal maestro
to molte reazioni in numerose istituzioni e Ikeda e da noi ereditati continueranno a dare
confessioni religiose in Italia che hanno avuto i loro frutti ancora nel futuro, senza esaurirsi
modo di conoscere la sua opera e i suoi in- mai. Come discepoli, da parte nostra ci impe-
segnamenti nel corso degli anni. È stato un gneremo al massimo per portare avanti la sua
momento in cui abbiamo compreso ancora opera per la pace nel mondo e la felicità di
più profondamente quanto la sua figura sia tutte le persone.
radicata nel nostro Paese e quanto i legami Nei romanzi La rivoluzione umana e La nuova
da lui costruiti sin dalla prima visita in Italia, rivoluzione umana Sensei ci ha lasciato tutte le
nel 1961, siano diventati indissolubili. Questi indicazioni necessarie per farlo.
legami hanno creato il terreno per la diffusio-
ne del Buddismo nella società italiana. Puoi parlarci della Fondazione “Be the Hope”?
A questo proposito, desidero condividere Il 13 febbraio 2025 è nata la Fondazione “Be
un’esperienza. Pochi giorni dopo la scompar- the Hope”, costituita dall’Istituto Buddista Ita-
sa del maestro Ikeda, durante un incontro con liano Soka Gakkai. Il suo nome – “Sii la speran-
tutte le confessioni religiose presenti in Italia, za” – riflette lo spirito con cui è stata creata:
la Commissione per il Dialogo Interreligioso portare speranza concreta nella società, attra-
della CEI ha voluto osservare un minuto di verso iniziative civiche, culturali ed educative
silenzio in sua memoria, seguito dalle parole ispirate ai valori dell’umanesimo buddista.
di cordoglio espresse da tutti leader religiosi La fondazione è un ente autonomo, senza fini

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di lucro, e rappresenta un passo significativo priva di vita. Non è una religione nel vero sen-
per poter sviluppare ulteriormente l’impegno so della parola, non lo è per la gente. [...] Una
della Soka Gakkai nella società italiana con persona che prega per una società pacifica e
iniziative anche a livello sociale e istituziona- ha considerazione per gli altri, diverrà natural-
le. Potrà accedere al 5x1000, stipulare part- mente conscia della necessità di contribuire
nership e sostenere progetti già noti, come attivamente alla società e agirà sulla base di
"Senzatomica" e "Cambio io, cambia il mon- questa consapevolezza» (NRU, 2, 201).
do", oltre a promuovere e sviluppare nuove Inoltre, vorrei sottolineare che la Fondazione
iniziative a livello nazionale e internazionale. è stata concepita fin dall’inizio con la parteci-
Sebbene giuridicamente autonoma, "Be the pazione attiva dei giovani, che costituiscono
Hope" è espressione diretta dell’Istituto Bud- il cuore pulsante della sua missione. I giova-
dista Italiano Soka Gakkai, suo ente fondato- ni hanno entusiasmo, creatività, intuizione.
re, che ne garantisce la coerenza spirituale e Sono in grado di affrontare con coraggio le
valoriale. sfide del presente e di costruire una società
A questo proposito, qualche tempo fa un grup- nuova. Kosen-rufu è un ideale che guarda a
po di giovani domandò al maestro Ikeda quale diecimila anni nel futuro. Ogni passo che i
fosse il punto cruciale da non perdere di vista giovani compiono oggi, ogni impegno che
nel portare avanti le nostre attività per il bene si assumono contribuisce ad aprire la strada
della società. E il maestro Ikeda rispose: «La per l’umanità intera. Per questo sostenere la
fede viene prima di tutto. È la forza centripeta crescita dei giovani equivale ad alimentare la
che crea unità e armonia. Quindi bisogna par- speranza per il mondo.
tire dalla forza centripeta rappresentata dalla Sempre nella guida del 2018, punto di rife-
fede, e basandoci sulla fede dedicarci alle atti- rimento imprescindibile per tutti noi italiani,
vità nella società (forza centrifuga) per contri- anche per il futuro, Ikeda Sensei scrive: «Il
buire come buoni cittadini. Ma non dobbiamo maestro Toda affermava spesso: “I giovani
mai perdere di vista la fede, il filo conduttore, il rappresentano la grande nave della gente co-
punto di origine di tutto» (cfr. NR 905). mune”. È responsabilità dei giovani prendere
Ed è proprio su questo principio che si fon- il timone per superare le onde furiose dell'e-
da "Be the Hope": un’energia che nasce dalla poca e guidare le persone comuni verso la
fede e si espande nella società, per contribui- pace, verso la felicità. Il movimento di kosen-
re alla costruzione di un futuro di pace, rispet- rufu in Italia nell'epoca pionieristica venne
to e dignità. Se si vuole davvero preservare la aperto dai giovani. Essi si risvegliarono al po-
propria sicurezza, bisogna anzitutto avere a tenziale inerente alla vita che permette di vin-
cuore la stabilità e la pace dell’intera società. cere su qualsiasi karma, si risvegliarono alla
A questo proposito il maestro Ikeda afferma: gioia di agire per il bene delle persone e della
«Le persone autenticamente religiose non società, e si alzarono prendendo l'iniziativa.
hanno a cuore soltanto il loro interesse per- Da ora in poi incoraggiando i giovani, facen-
sonale, non si sentono appagate nel ristret- do crescere i giovani, per favore continuate
to ambito della loro sfera individuale. Esse- ad avanzare insieme ai giovani. Tutti hanno un
re autenticamente umani significa pregare e cuore giovane. Costruite una Soka Gakkai ita-
operare per trovare soluzione ai problemi che liana giovane, in cui tutti ardono di passione
affliggono tutti i nostri simili. Non esiste Bud- giovanile, e continuate ad avanzare in allegria
dismo al di fuori della società umana. Una re- costruendo un grandioso futuro» (NR, 636).
ligione alienata dalla società, è una religione (a cura di Alessandra Fornasiero)

27
omaggio

UN'INTERVISTA IMPOSSIBILE
KANT E LA RELIGIONE
Cosa avrebbe detto Immanuel Kant sulla funzione delle religioni nella società di oggi? Se lo chiede Donato Ferdori, stu-
dioso e insegnante di filosofia nonché praticante nella SGI dal 1991, immaginando di interrogare il grande filosofo tede-
sco sul tema del ruolo sociale della religione, anche in rapporto al Buddismo, seguendo l’ormai consolidata tradizione
semiseria delle “interviste impossibili”

Buongiorno professore, come sta? ogni chiesa – e con questo inten- farne emergere la verità; la quale a
Tutto bene. Lei? do qualsiasi comunità religiosa i cui sua volta è tutt’uno con una rinno-
Anch’io… Anche se qui nel mondo membri condividano una prospetti- vata spinta ad agire per il bene, che
fenomenico le cose continuano a va comune sul bene e sul male, sul l’interprete riceve.
essere complicate, più ancora che senso della vita e sulla felicità – ha Questo significa che chiunque,
nella sua epoca. inevitabilmente alcuni aspetti di na- purché sia determinato a usare
Lo so, il Novecento è stato un secolo tura storica: un fondatore, i suoi scrit- ciò che legge per migliorarsi, può
terribile, in effetti. E pure adesso vi ti, certi elementi legati al culto e alle comprendere lo spirito di un testo
vedo parecchio nei guai. Ma non do- ritualità, una struttura più o meno sacro, al di là del suo aspetto let-
vete smettere di sperare nel sommo gerarchica dell’organizzazione. D’al- terale?
bene. tra parte, ognuna delle grandi religio- Esatto. Ed è qui che devono entrare
Con “sommo bene” intende la con- ni include anche un aspetto razionale in gioco gli eruditi, che hanno stu-
vergenza di virtù e felicità? E, sul – o se preferisce spirituale – che mira diato a fondo la lingua e l’epoca in
piano sociale, la realizzazione di a rendere gli umani migliori, a farli cui quei testi furono scritti, e sono
una società giusta e pacifica? progredire sul piano morale e in ter- quindi in grado di decodificarli a
Certo. Vedo che ha letto i miei testi, mini di piena realizzazione di sé. Ora, vantaggio dell’interpretazione spi-
mi fa piacere. il bivio che ogni religione e ogni chie- rituale, aperta a tutti. Se una chie-
Pensi che il fondatore della nostra sa si trova di fronte è il seguente: può sa agisce in questo modo, vuol dire
comunità buddista, Tsunesaburo scegliere di trattare gli aspetti storici che ha scelto bene al bivio di cui
Makiguchi, continuò a leggere i come semplici e mutevoli mezzi per parlavamo. Ma spesso accade che
suoi libri fino a poco prima di mo- diffondere gli scopi spirituali, oppu- gli studiosi ecclesiastici pretenda-
rire di stenti nel carcere dove il go- re può ridursi a considerare quegli no di essere gli unici interpreti au-
verno giapponese lo aveva rinchiu- aspetti storici come rigidi, dogmatici torizzati dei libri sacri, e che – lungi
so per le sue idee. e immutabili fini in sé. dal rendere accessibili a tutti quei
È un onore per me apprenderlo. In questo secondo caso, possiamo testi attualizzandoli – si limitino a
Professore, nella sua opera La dire che la religione è stata intacca- “custodirne” la sacralità letterale im-
religione nei limiti della semplice ta dal “male radicale” che lei ritie- ponendo ai laici, come condizione di
ragione lei delinea tra l’altro alcuni ne insidi costantemente l’umanità? salvezza, la fede in tale incompren-
criteri per distinguere se una reli- Ci può fare un esempio? sibile lettera, legata a un tempo e a
gione è al servizio della realizzazio- Si può considerare intanto l’inter- una cultura remoti. In tal modo, si
ne del sommo bene o se invece as- pretazione dei testi sacri. Nel vo- impedisce l’accesso universale allo
servisce gli umani che ne divengono lume che ha avuto la gentilezza di spirito dei testi e si asserviscono i
fedeli. Ricordo che parla di “fede citare, scrissi che l’interprete supre- credenti, per fini di potere.
beatificante” contrapposta alla mo dei testi sacri è la nostra stessa Professore, so che ha avuto modo
“fede servile”.1 Può spiegarci me- coscienza morale. È l’attitudine pra- di leggere qualche libro della Soka
glio in cosa consistono quei criteri? tica, volta all’azione virtuosa, di chi Gakkai. Cosa ne pensa?
È una domanda importante. Vede, si accosta al testo sacro che può In base a quel che ho letto posso

28 || buddismo e società | 257 || omaggio | KANT E LA RELIGIONE


dire che come comunità – al netto di razione passiva e alla superstizione Restando per un attimo in un am-
qualche inevitabile scivolone – sie- piuttosto che all’azione morale. bito più politico che religioso, lei
te sulla strada giusta, avete scelto Intende dire che i maestri spiri- è noto anche per il suo scritto Per
bene al bivio! Credo si possa an- tuali sono importanti, ma non de- la pace perpetua, in cui delinea la
che dire che siete stati tra i primi ad vono essere divinizzati? Perché in necessità di giungere, sul piano del
averlo fatto in modo tanto deciso ed tal caso li si potrebbe ammirare, diritto internazionale, a una fede-
esplicito. ma non costituirebbero una prova razione di liberi Stati repubblicani.
Ha riscontrato qualche analogia tra la della realizzabilità da parte nostra Spesso si dice che quella sua ope-
sua dottrina etico-religiosa e quella dell’ideale del bene e un incorag- ra ha prefigurato l’Organizzazione
del Buddismo di Nichiren, propagata giamento a perseguirlo? delle Nazioni Unite.
e attualizzata dalla Soka Gakkai? Anche questo, sì. E nei vostri scritti Non mi ci faccia pensare! Mi fa male
Parecchie analogie, devo dire. E la ho trovato una visione molto simile. sapere che la mia Königsberg oggi
cosa in fondo non mi stupisce, nel- Ad esempio, quando Ikeda afferma è colma di missili nucleari – come la
la misura in cui la medesima scelta che – aspetti, me lo sono segnato – chiamano? Kaliningrad? – È dura…
formale di fondo riguardante il rap- «se il Budda cessa di essere un uomo Comunque fate bene, voi buddisti,
porto tra aspetti storici e spirituali e diventa un dio, la strada di maestro a continuare a puntare sull’ONU,
(la scelta al famoso bivio) può cer- e discepolo non può più esistere». nonostante tutto. È una delle strade
tamente favorire una convergenza Oppure, quando Nichiren Daishonin da percorrere per muovere nella di-
anche sul piano di alcuni contenuti chiarisce più volte, nelle sue lettere, rezione che indicai anche in quello
essenziali della fede. E questo mi che ogni persona è un Budda; e che scritto. Bisogna continuare a lavora-
conforta nella mia speranza che le i maestri, gli umani riconosciuti dal- re per la pace. E i progressi sul pia-
religioni evolute, cioè divenute con- la tradizione come Budda, possono no del diritto, sia all’interno di ogni
sapevoli del proprio ruolo di mezzo solo fungere da stimoli esterni per Stato sia sul piano internazionale,
al servizio dell’umanità, possano un far scaturire l’Illuminazione dal no- sono cruciali. Eppure…
giorno riunirsi sotto quello che ho stro interno. Eppure?
chiamato il “vessillo della virtù”. In- Insomma, se ho ben inteso, quel- Eppure le trasformazioni giuridi-
somma, collaborare strettamente. lo che nella nostra tradizione si co-politiche da sole non sono in
È anche la nostra speranza! Potreb- può definire il “Budda eterno che grado di cambiare l’essenziale, che
be citare una delle analogie che ha è in noi” e quello che lei definisce è la condizione interiore delle per-
riscontrato? il “figlio di Dio interiore” sono due sone; e d’altra parte la rivoluzione
Innanzitutto, prendendo come modi per indicare l’unico ogget- dell’intenzione non si può fare da
esempio il Cristianesimo (ma lo to possibile di attiva venerazione, soli, o almeno non la si può mantene-
stesso discorso è applicabile a tut- giusto? Mentre gli individui storica- re e portare avanti da soli o a gruppi
te le religioni), scrissi che la fede mente esistiti, per quanto possano famigliari o di amici: può fiorire solo
beatificante coglie come suo ogget- aver meravigliosamente incarnato nelle vere comunità etico-religiose.
to il modello ideale del Cristo insito quell’entità eterna, non devono es- È chiaro che il piano politico e quel-
nella nostra ragione. Nella fede ser- sere venerati perché ciò porterebbe lo religioso, pur distinti, sono inter-
vile, invece, l’elemento storico divie- a cercare inutilmente la salvezza in connessi, e i rispettivi progressi si
ne un fine. La differenza è abissale: qualcosa di esterno a noi, qualcosa alimenteranno a vicenda. Ma la lotta
se l’oggetto di fede è storico, se è che, privandoci della nostra più profonda e decisiva avviene en-
qualcosa di accaduto una volta per autonomia e rendendoci dipenden- tro le comunità come la vostra. Ave-
tutte, esso verrà inevitabilmente in- ti, ci impedirebbe di raggiungere lo te un grande compito davanti a voi.
teso come esterno al soggetto, ed è scopo per cui ogni religione è nata. Oserei dire il più importante.
chiaro come ciò conduca all’ammi- Esattamente, buona sintesi. (Donato Ferdori)

1) Le concezioni attribuite a Kant in questa intervista sono tutte essenzialmente riscontrabili nella seguente opera: I. Kant, La reli-
gione nei limiti della semplice ragione, trad. it. a cura di P. Chiodi, Milano 1997. E le opinioni che il Kant qui "intervistato" esprime sul
Buddismo della SGI o su altri argomenti a noi contemporanei sono coerenti con le idee che il Kant storico espose nei suoi scritti.

29
CI SONO PAROLE COSÌ IMPORTANTI DA RAPPRESENTARE CHIAVI DI VOLTA DELLA NOSTRA VITA E COSÌ
DECISIVE DA INCORAGGIARCI AD ATTUARE UNA SVOLTA. QUESTA RUBRICA, CURATA DA GIOVANI E
BASATA SU INCORAGGIAMENTI DI DAISAKU IKEDA, VUOLE PROPORRE ALCUNI SPUNTI CHE POSSANO
ESSERE DELLE VERE E PROPRIE “CHIAVI DI (S)VOLTA”. OGNI PUNTATA È DEDICATA A UN TEMA CARO AL
PERIODO DELLA GIOVENTÙ, MA CHE IN REALTÀ È FONDAMENTALE IN TUTTE LE FASI DELLA VITA

In queste pagine il maestro Daisaku Ikeda ci ricorda che ognuno e ognuna di noi è parte della natura, e che per
questo più ci allontaniamo da essa più perdiamo il nostro equilibrio. Ci incoraggia dunque a proteggerla e ad
amarla come se fosse la nostra stessa madre; madre terra, madre mare

LA NOSTRA CASA COME UN GIRASOLE


Distruggere la natura significa distruggere l’u- Tutti noi vogliamo godere di buona salute, vo-
manità. La natura è la nostra casa. Tutta la vita gliamo respirare aria pulita, vedere fiori e pra-
del pianeta, compresa quella umana, dipende ti verdi e per questo ci rivolgiamo alla natura,
dall’ambiente. Non dobbiamo la nostra esistenza come un girasole che volge la sua corolla verso
alle macchine o alla scienza. Siamo prodotti della il sole. Dobbiamo riconoscere che ogni azione
natura e la vita del pianeta non è stata creata arti- che neghi questa inclinazione spontanea è un
ficialmente. […] È proprio per questo motivo che, terribile errore. Tutto il denaro del mondo non
più ci allontaniamo dalla natura, più perdiamo il potrà comprare un cielo azzurro. Il sole e l’aria
nostro equilibrio. Il futuro della nostra specie sarà appartengono a tutti. Gli esseri umani possono
distruggere la natura oppure vivere in armonia
molto funesto se non ci affrettiamo a riconosce-
con essa. Non dobbiamo mai dimenticare che
re questa verità. (D. Ikeda, Cultura, arte e natura,
facciamo parte della natura. (Ibidem, p.72)
Esperia, pp.71-72)

30 || buddismo e società | 257 rubriche || chiavi di (s)volta | i n s i e m e , c o n l a n at u r a


MADRE TERRA, MADRE MARE
La vita è una catena. Tutto è legato. Quando un anello della catena si deteriora, anche tutti gli altri ne saranno
influenzati. Dovremmo considerare l’ambiente come la nostra madre, la madre terra, la madre mare, e non c’è
crimine peggiore che far del male alla propria madre. […] Noi dipendiamo dalla Terra e non viceversa, ma con la
nostra arroganza l’abbiamo dimenticato. […] L’insegnamento essenziale del Buddismo è che la vita del Budda
risiede in ogni pianta e in ogni albero, anche nella più piccola particella di polvere. (Ibidem, pp. 75-76)

NON GETTIAMO VIA LA NOSTRA UMANITÀ IN ARMONIA CON LA VITA SULLA TERRA
Soltanto chi vive nello stato egoistico dell’Anima- Se l’essere umano intende realmente sopravvive-
lità può gettare rifiuti e lattine per terra. Si tratta re su questo pianeta, dovrà modificare in misura
di puro egoismo da parte di persone che non si determinante il proprio costume di vita e la pro-
curano minimamente degli altri. È un modo di vive- pria visione della natura. Dovrà smettere di vede-
re innaturale. Una persona che ama la natura sem- re in quest’ultima un’entità che egli ha il diritto di
plicemente non può sporcare, buttare i rifiuti dove distruggere e di conquistare a proprio esclusivo
capita e quindi buttare via la propria umanità. vantaggio, e al contrario comprendere una volta
Chi ama la natura sa anche amare gli altri esseri per tutte che per lui esiste soltanto una possibilità
umani e apprezzare la pace, sarà inoltre una per- di sopravvivere sulla superficie della Terra: capire
sona con un carattere positivo che non si lascia che condivide la vita con tutte le altre creature. […]
influenzare da calcoli di interesse personale. Gli Gli individui manifestano la marcata tendenza a di-
egoisti invece, avranno un’esistenza molto limitata, menticare che la loro essenza si basa sull’armonia
in quanto il loro valore personale verrà calcolato e sull’ordine della materia presenti nel mondo na-
sulla base degli stessi parametri. Anche se potreb- turale, e che le loro funzioni mentali rispecchiano
be sembrare allettante seguire la legge di perdita e l’armonia e i ritmi di quello stesso ordine. Quan-
profitto in termini personali, dal punto di vista della do essi compromettono gravemente la natura o la
natura, che è molto più vasto, questo non sareb- ricreano a loro piacimento, di fatto esercitano un
be altro che un espediente di ben poco valore. Le potere distruttivo sul proprio corpo e sulla propria
persone che vivono in questo modo non farebbero mente. (Daisaku Ikeda, Campanello d’allarme per il
altro che danneggiare se stesse. XXI secolo, Esperia, p. 185)
(Ibidem, pp-76-77)

Per continuare a riflettere sul tema della puntata,


ogni mese proponiamo un suggerimento in ambito culturale.
Scansiona il QR CODE per ascoltare l’episodio 2
de “Gli inventori della Natura”, una serie podcast
dedicata alle personalità che hanno cambiato
e rivoluzionato le conoscenze del mondo marino
e terrestre e trasformato il nostro modo
di vedere la Natura
studio
LEZIONI DI DAISAKU IKEDA
LO STUDIO MENSILE SUGLI SCRITTI DI NICHIREN DAISHONIN

›› GIUGNO 2025 LA STRATEGIA DEL SUTRA


DEL LOTO
Testo integrale su Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1, p. 888
e al link [Link]

Una fede che conduce


alla vittoria assoluta
Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di aprile 2008
e su Buddismo e società n. 131 (2008) e 201 (2020)

Questo mese studiamo La strategia del Sutra del Loto, uno scritto in cui il
Daishonin insegna gli elementi fondamentali necessari per avere una fede
che conduce alla vittoria assoluta. Dedichiamoci con impegno ad apprende-
re questi insegnamenti e incidiamoli nella nostra vita.

Esilio a Sado: Prudenza, coraggio e una fede salda


dopo aver fallito il tentativo di Dopo che il Daishonin ebbe ottenuto il perdono e poté fare ritorno dall’esilio
decapitarlo a Tatsunokuchi a Sado nel 1274, Shijo Kingo, uno dei suoi principali discepoli, sentì che era
nel settembre 1271,
arrivato il momento di chiedere al suo signore, Ema, di abbracciare la fede
il mese seguente le autorità
nel Sutra del Loto. Tuttavia Ema era un seguace di Ryokan, il prete capo
condannarono il Daishonin
all’esilio sull’isola di Sado.
del tempio Gokuraku della scuola dei Precetti-Vera Parola, e questa azione
Due anni e mezzo dopo fece gradualmente perdere a Kingo la stima del suo signore. Alcuni suoi
egli ottenne il perdono colleghi samurai, approfittando della situazione, misero in giro calunnie per
e nel febbraio del 1274 poté screditarlo ulteriormente agli occhi di Ema. Fu così che ebbero inizio le
ritornare a Kamakura. persecuzioni contro lui.
Ema diede a Kingo un ultimatum con cui gli ingiungeva di abbandonare la
fede, altrimenti avrebbe dovuto lasciare il servizio presso il suo clan. Duran-
te questo periodo difficile, grazie all’incoraggiamento del Daishonin Shijo
Kingo perseverò nella pratica buddista con forte fede e si dedicò con serietà
a servire il suo signore. Così nel 1278 riuscì a riconquistare la fiducia di Ema,
il quale gli concesse proprietà tre volte più vaste di quelle che già possedeva.1
Nonostante il mutamento della situazione a favore di Kingo, alcuni suoi
colleghi gelosi e pieni di rancore tentarono di ucciderlo. Prevedendo ciò, il
Daishonin aveva già da molto tempo messo in guardia il suo discepolo, sug-
gerendogli di stare attento e di prendere precauzioni. Questo fu uno dei mo-
tivi per i quali Kingo riuscì ad avere la meglio sui suoi nemici e poté uscire
1) Nel 1277 Ema si ammalò e dovette chiedere a Shijo Kingo, che era un medico esperto, di curarlo. Guarì
grazie alle sue cure e così tornò ad avere fiducia in lui, assegnandogli un feudo tre volte più grande del
precedente.

32 || buddismo e società | 257 || studio | lo studio mensile | giugno 2025


illeso dall’attacco ordito contro di lui. Evidentemente deve aver raccontato
al suo maestro quanto era accaduto e La strategia del Sutra del Loto è la lettera
che il Daishonin gli inviò in risposta.

PRIMO BRANO | DA LA STRATEGIA DEL SUTRA DEL LOTO

«Ho letto con grande attenzione la lettera nella quale mi descrivi il tuo recente scontro con potenti avversari.
Così, infine, ti hanno attaccato! È stata una gioia per me sapere che la tua consueta prudenza e il tuo corag-
gio, così come la tua salda fede nel Sutra del Loto, ti hanno permesso di uscirne illeso».

Questa lettera fu scritta nell’ottobre 1279, quando la persecuzione di


Atsuhara aveva raggiunto il suo apice e l’intera comunità dei credenti del
Daishonin era impegnata in una lotta contro terribili ostacoli.
Il Daishonin descrive le tre ragioni per cui Shijo Kingo era uscito vitto-
rioso nel suo recente scontro con i suoi nemici. La prima è la “consueta
prudenza”, che consiste nello stare in guardia, nel prendere le opportune
precauzioni, nel prestare attenzione a tutto ciò che accade intorno e nel
mantenere sempre questo atteggiamento vigile. La seconda ragione per cui
Kingo era riuscito a vincere è il “coraggio”, il coraggio di affrontare con
calma qualsiasi situazione di crisi, grazie anche alla saggezza che scaturisce
da tale coraggio. La terza ragione è una “salda fede nel Sutra del Loto”, cioè
il fermo proposito di mantenere la fede nella Legge mistica qualunque cosa
accada, poiché la fede è la base di tutto e in definitiva anche la prudenza e il
coraggio derivano dalla fede.
Naturalmente è un errore pensare che in qualche modo tutto andrà bene per
il semplice fatto che pratichiamo il Buddismo di Nichiren Daishonin. Anzi,
proprio perché pratichiamo è assolutamente necessario essere determinati a
prevenire a tutti i costi qualunque incidente e a impedire che le forze demo-
niache possano prendere il sopravvento.
Quando i venti delle avversità si abbatterono su Shijo Kingo, il Daishonin
diede al discepolo consigli precisi sia sul comportamento da tenere nei con-
fronti del suo signore, sia su come declinare gli inviti dei suoi colleghi ad
andare a bere fuori casa dopo il tramonto.2 E anche quando Kingo mostrò

2) Nel Gosho Nove pensieri per una parola il Daishonin dà a Shijo Kingo questi consigli: «Quando il tuo signo-
re ti manda a chiamare, prima devi inviare un servo a palazzo per accertarti che sia stato proprio lui a convo-
carti. Poi serra bene l’armatura sul petto, indossa l’elmo e assicurati di avere con te uomini di scorta, davanti,
dietro, a sinistra e a destra, e solo allora avventurati fuori. Ti dovresti togliere l’armatura per presentarti al
tuo signore quando sei giunto alla casa di qualcuno che vive nei pressi e del quale ti puoi fidare, oppure
quando sei nella stanza a te assegnata all’interno del palazzo. Quando torni a casa, prima di entrare, manda
avanti qualcuno a ispezionare gli ingressi, le zone sotto i ponti, dietro le stalle, gli appartamenti superiori e
qualsiasi altro luogo buio, e soltanto allora arrischiati a farlo» (RSND, 2, 687).

33
la prova concreta della fede ottenendo nuovi possedimenti dal suo signore,
il Daishonin continuò ad ammonirlo perché prestasse sempre la massima
attenzione. Questo è un punto importante da tenere a mente.
Scrive il Daishonin: «Un nemico cerca di farti dimenticare il pericolo per
poterti attaccare» (Il generale Tigre di Pietra, RSND, 1, 845) e chiarisce che «la
protezione degli dèi dipende dalla forza della fede di una persona» (Ibidem,
846). Proprio quando stiamo avanzando con forza dobbiamo stare attenti
a non diventare negligenti e tendere all’autocompiacimento. L’arroganza e
la noncuranza ci inducono a perdere il controllo. Il Daishonin lancia un se-
rio ammonimento: «Devi essere cento, mille, diecimila, milioni di volte più
prudente di prima» (L’eroe del mondo, RSND, 1, 746).
La fede è una lotta tra il Budda e le funzioni demoniache. Se abbassiamo la
guardia e diventiamo meno vigili rischiamo di essere travolti e sconfitti dal-
le forze negative. Ecco perché è cruciale avere una forte fede e continuare a
rafforzarla senza sosta. Agire con saggezza basandosi su questo tipo di fede
rappresenta la chiave per la vittoria.
Il Daishonin raccomanda sempre ai discepoli l’importanza di lottare contro
i tre ostacoli e i quattro demoni facendo leva sulla fede, una fede capace di
combattere anche tutti gli ostacoli e le funzioni demoniache. Questo tipo di
fede è il requisito per conquistare la vittoria.

SECONDO BRANO | DA LA STRATEGIA DEL SUTRA DEL LOTO

«Quando una persona ha esaurito la propria fortuna, qualsiasi strategia sarà inutile. Quando avrà esaurito le
proprie ricompense karmiche, neanche i suoi uomini la seguiranno più. Tu sei sopravvissuto perché possiedi
ancora sia fortuna che ricompense. Inoltre, nel capitolo Affidamento3 gli dèi celesti e le divinità benevolenti
promisero di proteggere i devoti del Sutra del Loto. Fra tutti gli dèi guardiani in cielo, quelli del sole e della
luna ci proteggono visibilmente. Come possiamo dubitare della loro protezione? In particolare la divinità ce-
leste Marichi sta di fronte al dio del sole, al suo servizio. Se il dio del sole protegge i devoti del Sutra del Loto,
come potrebbe abbandonarli l’onorato del cielo Marichi, che è il suo vassallo? Nel capitolo Introduzione del
sutra si legge: “Vi erano anche i figli del cielo Luna Rara, Fragranza Diffusa, Preziosa Luce, e i quattro grandi
re celesti, insieme ai loro seguaci, diecimila figli del cielo” (SDLPE, 42)».

La fede è in grado di attivare le funzioni delle divinità celesti


Il Daishonin afferma che Shijo Kingo è sopravvissuto all’attacco sferrato
contro di lui perché possiede «ancora sia fortuna che ricompense». “Fortu-
na” è da intendersi come il godere di buone circostanze, mentre “ricompen-
se” si riferisce ai benefici che si sono ricevuti per aver compiuto azioni vir-

3) Potrebbe essere un riferimento al passo che recita: «Porteremo rispettosamente a compimento tutte
queste cose, secondo l’ordine dell’Onorato dal Mondo» (SDLPE, 382).

34 || buddismo e società | 257 || studio | lo studio mensile | giugno 2025


tuose. Secondo la profonda visione buddista la fortuna non è legata al caso Marichi:
o alle coincidenze, ma è il risultato dei benefici che abbiamo accumulato nel il dio della luce e dei miraggi.
corso della vita. Tocca a noi accrescere la nostra fortuna – le nostre buone Si riteneva che precedesse il sole
nel suo percorso nel cielo e che
circostanze – e aumentare i nostri benefici o ricompense karmiche.
nessuno potesse vedere il suo
Il Daishonin prosegue spiegando il principio della protezione delle divinità
vero aspetto, catturarlo o ferirlo.
celesti – le funzioni benevolenti dell’universo – allo scopo di chiarire che la Per queste ragioni all’epoca del
fede nel Sutra del Loto è la fonte della “fortuna” e delle “ricompense” che Daishonin era venerato come
hanno salvato Shijo Kingo dal pericolo. divinità protettrice dai guerrieri.
Nel Sutra del Loto le divinità celesti promettono di proteggere i devoti del Il Daishonin annovera Marichi fra
sutra. Il Daishonin dice che in particolare gli dèi del sole e della luna svolgo- i seguaci degli dèi del sole, della
no la funzione di proteggere il mondo di saha. Afferma inoltre che la divinità luna e delle stelle, i cosiddetti tre
celeste Marichi, un vassallo del dio del sole, ha senza dubbio protetto Shijo dèi celesti della luce che erano
presenti all’assemblea dove
Kingo quando è stato attaccato.
Shakyamuni predicò il Sutra del
La protezione da parte delle divinità celesti funziona in base al principio per
Loto, e lo considera una divinità
cui «la fragranza interna otterrà protezione esterna» (I tre tipi di tesori, RSND, che protegge coloro che credono
1, 752). In altre parole, quando crediamo nel Sutra del Loto e recitiamo nel Sutra del Loto.
Nam-myoho-renge-kyo manifestiamo la nostra natura di Budda che attiva
la natura di Budda di tutti gli esseri viventi, i quali svolgono la funzione
di assicurarci protezione dall’esterno. Questo è il modo in cui funzionano
e operano le divinità celesti. Quindi il Daishonin dichiara che coloro che
mantengono salda la fede in Nam-myoho-renge-kyo, l’essenza del Sutra del
Loto, saranno sicuramente difesi da queste forze protettive.

TERZO BRANO | DA LA STRATEGIA DEL SUTRA DEL LOTO

«Marichi doveva essere tra i trentamila figli del cielo presenti alla cerimonia, altrimenti potrebbe solo di-
morare nell’inferno. Sei sfuggito alla morte grazie alla protezione di questa divinità. Essa ti ha reso abile
nell’arte della spada, mentre Nichiren ti ha donato i cinque caratteri del titolo del Sutra del Loto. Senza dub-
bio Marichi protegge coloro che abbracciano il Sutra del Loto. Anche Marichi abbraccia il Sutra del Loto e
aiuta tutti gli esseri viventi. Anche la frase “quelli che partecipano alla battaglia sono tutti schierati in prima
linea”4 è in accordo con il Sutra del Loto che afferma: “Se capitasse loro di esporre qualche testo del mondo
secolare o di parlare di questioni di governo o legate al sostentamento della vita, saranno sempre in accordo
con la Legge corretta” (SDLPE, 358).
Perciò devi raccogliere più che mai il potere della tua fede. Non rimproverare gli dèi celesti se esaurisci la tua
fortuna e perdi la loro protezione».

4) Citazione dal classico taoista del quarto secolo Pao-p’u Tzu. I soldati cinesi credevano che recitare
questa frase mentre tracciavano nell’aria con le dita quattro linee verticali e cinque orizzontali li avrebbe
protetti dalle ferite. Questa pratica si diffuse in seguito in Giappone e fu ampiamente usata dai samurai
del periodo Kamakura (1185-1333). Con questa frase il Daishonin spiega che gli dèi celesti e le divinità
benevolenti si dispongono schierati a proteggere i devoti del Sutra del Loto in ogni loro attività.

35
La purificazione La Legge mistica è la fonte di ogni saggezza
dei sei organi di senso: Il Daishonin prosegue spiegando il principio per cui “gli affari di questo mondo
si riferisce alla purificazione di sono Buddismo”5 allo scopo di chiarire che la fede nel Sutra del Loto può servi-
occhi, orecchie, naso, lingua,
re come fonte per la creazione di valore in tutti i campi dell’attività umana. Porta
corpo e mente, che permette
come esempio il famoso mantra di nove caratteri che i guerrieri dell’epoca recita-
la corretta percezione di tutte
le cose. Nel diciannovesimo
vano come formula magica per ottenere protezione e rimanere illesi dalle ferite
capitolo del Sutra del Loto durante la battaglia: «Coloro che partecipano alla battaglia sono tutti schierati
I benefici del maestro della in prima linea» (giapp. Rin pyo to ja kai jin retsu zai zen). Si riteneva che questa
Legge si spiega che coloro che formula derivasse dagli insegnamenti taoisti e all’epoca del Daishonin, durante
abbracciano e praticano il sutra l’era Kamakura, era ampiamente diffusa fra i membri della classe dei guerrieri.
acquisiranno vari benefici che Il Daishonin asserisce che anche questa frase deriva dal Sutra del Loto e per
affineranno e purificheranno i dimostrarlo cita il seguente brano tratto dal diciannovesimo capitolo, I bene-
loro sei organi di senso.
fici del maestro della Legge: «Se capitasse loro [coloro che sostengono il Sutra del
Loto] di esporre qualche testo del mondo secolare o di parlare di questioni
di governo o di occupazioni che sostengono la vita, saranno sempre in ac-
cordo con la Legge corretta».
Il capitolo I benefici del maestro della Legge descrive il beneficio della
“purificazione dei sei sensi” che ottengono i praticanti che sostengono e
predicano l’insegnamento corretto dopo l’estinzione del Budda. Ciò signifi-
ca che noi possiamo purificare i sei organi di senso – gli occhi, le orecchie,
il naso, la lingua, il corpo e la mente – e manifestare il nostro immenso
potenziale per creare valore. Attraverso il potere della Legge mistica pos-
siamo superare tutti gli impedimenti dell’ignoranza e dell’illusione e creare
il maggior valore possibile nella nostra vita. Questo è ciò che si intende per
beneficio della purificazione dei sei sensi.
Il brano del sutra citato dal Daishonin si riferisce in particolare al beneficio
che si accumula grazie alla purificazione della mente. Attraverso l’azione di
sostenere il Sutra del Loto le funzioni della nostra mente vengono purificate
e così anche quando parliamo di questioni che riguardano il mondo secolare
le nostre parole saranno corrette e in accordo con il Buddismo.
Perfino il mantra dei guerrieri: «Coloro che partecipano alla battaglia sono
tutti schierati in prima linea», se è recitato da un praticante della Legge
mistica manifesta il valore che possedeva in origine, cioè quello di protegge-
re coloro che lo recitano. Questo accade perché il potere protettivo di questo
mantra è in definitiva una funzione della Legge mistica.
In sostanza, la più grande saggezza e le migliori tradizioni culturali che
l’umanità ha sviluppato per promuovere la felicità umana, la sicurezza e la
prosperità non sono in alcun modo contrarie alla Legge mistica.

5) Il Daishonin cita un’affermazione del Gran Maestro cinese T’ien-t’ai: «Nel Sutra della Luce dorata si dice
che “tutti i buoni insegnamenti esistenti nel mondo derivano da questo sutra. Avere una profonda cono-
scenza di questo mondo è di per sé Buddismo”» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 194-195).

36 || buddismo e società | 257 || studio | lo studio mensile | giugno 2025


Scrive il Daishonin: «Se il cielo è sereno, la terra è illuminata. Similmente,
se si conosce il Sutra del Loto si può comprendere il significato degli affari
di questo mondo» (L’oggetto di culto per l’osservazione della mente, RSND, 1, 336).
Se “conosciamo il Sutra del Loto”, cioè crediamo nella Legge mistica,
“comprenderemo il significato degli affari di questo mondo”, ovvero po-
tremo far emergere la vera saggezza riguardo agli affari della società, come
per esempio il lavoro e la vita quotidiana, e vivere correttamente. Al tempo
stesso dobbiamo fare ogni sforzo possibile per sviluppare questa capacità di
comprensione. La fede non deve portarci a sentirci appagati, ma a sforzarci
di fare del nostro meglio e a dedicarci con saggezza, impegno ed energia in
ogni ambito della nostra vita, nel lavoro, nello studio, nella crescita dei figli
o nella creazione di legami di amicizia nella comunità dove viviamo.

QUARTO BRANO | DA LA STRATEGIA DEL SUTRA DEL LOTO

«Masakado era conosciuto come un coraggioso generale esperto nell’arte della guerra, tuttavia fu sconfitto
dalle truppe comandate dall’imperatore. Anche Fan K’uai e Chang Liang ebbero i loro fallimenti. È il cuore
che è importante. Non importa quanto forte Nichiren possa pregare per te, se manchi di fede sarà come
tentare di accendere il fuoco con un’esca bagnata. Sforzati di raccogliere il potere della fede. Considera
prodigiosa la tua sopravvivenza. Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra. Allora “riuscirai [...] a
sconfiggere tutti gli altri nemici”.6 Queste auree parole non saranno mai contraddette. L’essenza della stra-
tegia e dell’arte della spada derivano dalla Legge mistica. Abbi profondamente fede in questo. Un codardo
non potrà mai ottenere risposta a nessuna delle sue preghiere».

L’essenza del Buddismo: il cuore è la cosa più importante


«È il cuore che è importante». Questa è la conclusione definitiva del
Daishonin. La felicità non è determinata dal grado di istruzione, dai titoli,
dallo status sociale, dalla posizione che si ricopre in un’organizzazione o
dall’età. Tutto dipende dal nostro cuore o mente. Il cuore di una persona
può essere ottenebrato dall’oscurità oppure risplendere libero dall’ignoranza
come entità della Legge mistica. Una mente in preda all’illusione è intrap-
polata in un ciclo discendente di negatività e miseria in cui le sofferenze
di nascita e morte diventano sempre più acute. Una mente illuminata che
risplende come entità della Legge mistica è in grado di costruire un sentiero
ascendente di ottimismo e speranza poiché possiede il potere di trasformare
ciò che è negativo in qualcosa di positivo. Il potenziale per manifestare que-
sti due stati della mente esiste nella nostra vita: «Ignoranza e Illuminazione
6) Nel Sutra del Loto la frase che il Daishonin cita usando il verbo al futuro è in realtà al tempo
passato: «Ora sei riuscito a distruggere tutti i demoni e i ladri, ad annientare l’armata della nascita e
della morte e a sconfiggere tutti gli altri nemici» (SDLPE, 394).

37
costituiscono un’unica entità» (L’entità della Legge mistica, RSND, 1, 371).
Perciò l’entità di «una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall’oscurità
innata» può arrivare a splendere come un brillante gioiello che riflette «la
natura essenziale dei fenomeni e il vero aspetto della realtà».7 Noi abbiamo
il potere di trasformare l’ignoranza in Illuminazione e cambiare il veleno in
medicina. Per questo motivo la Legge è considerata mistica o prodigiosa.
La mente di una persona che ha spezzato le catene dell’ignoranza è vasta
come il cielo e libera come un’aquila che si leva in alto; è nobile e maestosa
come l’imponente Torre preziosa del Sutra del Loto, gioisce liberamente del-
la Legge e trabocca di una pace assoluta della mente. È colma della saggezza
del Budda, capace di elevarsi al di sopra di tutte le sfortune e di tutti i mali
e di trionfare su di essi.
Il potere della mente è veramente difficile da sondare. Un sottile
cambiamento della nostra mente può cambiare tutto. La pratica che
ci permette di far emergere il potere della mente è la recitazione di
Nam-myoho-renge-kyo per noi stessi e per gli altri. Scrive il Daishonin:
«Questa mente che è al di là della comprensione costituisce l’insegna-
mento centrale dei sutra e dei trattati. E chi si risveglia a essa e la com-
prende è chiamato Tathagata» (La dichiarazione unanime dei Budda delle tre
esistenze, RSND, 2, 794). Utilizzare appieno questo potere della mente è
la chiave per ottenere la vittoria sia a livello della nostra quotidianità sia
nei termini della nostra vita intera. Tutto questo non è altro che usare “la
strategia del Sutra del Loto”.

Condividere l’impegno del maestro


Nichiren Daishonin ha realizzato nella sua vita questo autentico potenziale
fondamentale della mente e ha iscritto il Gohonzon, l’oggetto di culto, come
espressione diretta del vasto e infinito stato vitale che aveva conseguito.
Pertanto, recitare Nam-myoho-renge-kyo con “un’unica mente” e con fede
nel Gohonzon è come stare di fronte a uno specchio e vedere il nostro
universo interiore, cioè il maestoso stato vitale della Buddità chiaramente
riflesso verso di noi. Possiamo manifestare nella nostra vita lo stesso stato
vitale coraggioso del re leone proprio come ha fatto il Daishonin.
Nichikan Shonin (1665-1726), conosciuto come un grande restauratore
del Buddismo di Nichiren, scrive: «Attraverso il potere della Legge mi-
stica manifestiamo in noi stessi la vita di Nichiren Daishonin».8 Afferma

7) Il Daishonin scrive: «Una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall’oscurità innata è come uno
specchio appannato che però, una volta lucidato, sicuramente diverrà limpido e rifletterà la natura
essenziale dei fenomeni e il vero aspetto della realtà. Risveglia in te una profonda fede e lucida con
cura il tuo specchio notte e giorno. Come dovresti lucidarlo? Solo recitando Nam-myoho-renge-kyo»
(Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 4).
8) Nichikan Shonin, Totaigi Sho Mondan (Commentario su L’entità della Legge mistica).

38 || buddismo e società | 257 || studio | lo studio mensile | giugno 2025


inoltre: «Quando crediamo nell’oggetto di devozione con tutto il nostro
cuore, l’oggetto di devozione stesso diventa il nostro cuore. Perciò il mon-
do di Buddità rappresenta esso stesso i nove mondi. Quando recitiamo
Nam-myoho-renge-kyo con un’unica mente, la nostra vita nella sua interez-
za diventa l’oggetto di devozione».9
Il Daishonin dichiara: «Il Gohonzon inoltre si trova solo nei due ca-
ratteri che significano fede»10 (Il reale aspetto del Gohonzon, RSND, 1, 739).
Nell’espressione «è il cuore che è importante», “cuore” può essere interpre-
tato come “fede”. Un cuore che nutre una fede vera e genuina costituisce un
tesoro ineguagliabile poiché contiene in sé tutti i tesori dell’universo.
Ne La strategia del Sutra del Loto, come in altri scritti, il Daishonin sottolinea
un punto importante riguardo al nostro atteggiamento nella fede: pregare e
impegnarsi con lo stesso spirito del maestro. Questo insegnamento si trova
nel seguente passo: «Non importa quanto forte Nichiren possa pregare per
te, se manchi di fede sarà come tentare di accendere il fuoco con un’esca
bagnata». In un’altra lettera a Shijo Kingo il Daishonin ammonisce: «Se
i credenti laici e il loro maestro non pregano con la stessa mente, le loro
preghiere saranno inutili come voler accendere un fuoco sull’acqua» (Gli otto
venti, RSND, 1, 706).
Inoltre, in una lettera inviata da Minobu alla monaca laica Sennichi che
viveva sull’isola di Sado, il Daishonin loda il costante spirito di ricerca
della donna verso i suoi insegnamenti nonostante la distanza che la sepa-
rava da lui: «Benché tu sia rimasta a Sado, il tuo cuore è giunto in questa
provincia. [...] È solamente il cuore che conta» (Il tamburo alla Porta del
Tuono, RSND, 1, 844). La incoraggia con calore dicendole che condivi-
dono un profondo legame e che sebbene lei sia distante il suo cuore lo
ha raggiunto. E la rassicura sottolineando che la sincerità del cuore è la
cosa più importante.
Nel passo «è il cuore che è importante», “cuore” può anche essere interpreta-
to come “lo spirito di condividere lo stesso cuore del maestro”. Il Daishonin
scrive: «Chi ha un cuore di leone conseguirà sicuramente la Buddità. Così ha
fatto Nichiren» (Lettera da Sado, RSND, 1, 267).
Il cuore della fede per propagare attivamente la Legge mistica, il cuore del
discepolo che sostiene attivamente il maestro e il cuore del re leone che parla
apertamente per la verità e la giustizia sono le armi e le strategie più potenti
che abbiamo a disposizione per raggiungere la pace e assicurarci la felicità
per le tre esistenze di passato, presente e futuro. Tutto questo, come afferma
il Daishonin, è la “strategia del Sutra del Loto”.

9) Nichikan Shonin, Kanjin no Honzon Sho Mondan (Commentario su L’oggetto di devozione per osservare
la mente).
10) In giapponese la parola “fede” consiste di due caratteri cinesi.

39
La strategia del Sutra del Loto consiste nella fede
che conduce alla vittoria assoluta
Nella sua accezione originale il termine “strategia” si riferisce alle tat-
tiche usate per la battaglia, alla scienza della guerra o alle arti marziali.
In senso più generale può indicare il metodo utilizzato per raggiungere
i risultati migliori in tutti i campi e per condurre una vita vittoriosa e
capace di creare valore.
Per “strategia del Sutra del Loto” si intende la fede nel Gohonzon. È la fede
che combatte l’ignoranza e l’illusione, sconfigge il karma negativo e conduce
alla vittoria attraverso una preghiera piena di convinzione e grazie all’infini-
to coraggio e alla saggezza che scaturiscono da tale preghiera.
Indipendentemente dalla situazione in cui siamo, se ci basiamo sulla
Legge mistica, la Legge fondamentale dell’universo, non ci troveremo
mai a un punto morto. Il potere incomparabile della Legge mistica ci
permette di vincere su tutti gli ostacoli e avere la meglio su tutti i ne-
mici che ci impediscono di percorrere il sentiero dell’ottenimento del-
la Buddità: «Allora sei riuscito [...] a sconfiggere tutti gli altri nemici»
(SDLPE, 394). Queste parole sono un esempio dell’immensa fortuna
che deriva dall’abbracciare e propagare il Sutra del Loto. Il potere della
“strategia del Sutra del Loto” consiste nella capacità di sconfiggere tutti
gli ostacoli e le forze negative attraverso la fede nella Legge mistica.
Il Daishonin spiega che “la strategia del Sutra del Loto” è in effetti
l’essenza della strategia e dell’arte della spada che ha permesso a Shijo
Kingo di uscire indenne e vittorioso dallo scontro con i suoi nemici.
Il fondamento di tutti i nostri sforzi, delle nostre attività e delle nostre sfi-
de – che si tratti di stare in buona salute, di condurre una vita appagante
e di mostrare la prova concreta guadagnando la fiducia della nostra co-
munità e della società – è la strategia del Sutra del Loto o in altre parole
una forte fede.
Alla fine della lettera il Daishonin scrive: «Abbi profondamente fede in
questo. Un codardo non potrà mai ottenere risposta a nessuna delle sue
preghiere». «La codardia ci chiude gli occhi»,11 questa era la visione di
Ralph Waldo Emerson (1803-82), il filosofo del Rinascimento america-
no. La codardia ci impedisce di vedere la verità e le cose per quelle che
sono. Può farci vedere una piccola difficoltà come un ostacolo gigante-
sco e insormontabile e addirittura far apparire la strada verso la solu-
zione di un problema come un muro spesso che si erge davanti a noi. Il
coraggio è quindi cruciale.
Emerson fa un’affermazione molto interessante: «È chiaro che non esi-

11) Ralph Waldo Emerson, Society and Solitude (Società e solitudine), Houghton, Mifflin and Company,
Boston, 1870, p. 244.

40 || buddismo e società | 257 || studio | lo studio mensile | giugno 2025


ste un’essenza separata chiamata coraggio; non esistono cellule o speciali
contenitori nel cervello né vasi del cuore che contengono gocce o atomi
che producono o forniscono questa virtù. Piuttosto il coraggio è la giusta
e sana condizione di ogni essere umano quando è libero di fare ciò che
gli è connaturato fare. È naturalezza, la realizzazione immediata di ciò
che egli ritiene giusto fare».12 Nei termini del Buddismo il coraggio indi-
ca lo spirito più solido e robusto che deriva dalla nostra intrinseca natura
di Budda, la quale potrebbe essere descritta come la nostra “condizione
più sana”; rappresenta lo spirito combattivo di vincere l’oscurità fonda-
mentale e rivelare istantaneamente la natura illuminata del Dharma.
Per noi avere coraggio significa sfidare le situazioni che affrontiamo nel-
la vita reale così come siamo, con la convinzione che noi stessi siamo
entità della Legge mistica. Questo è il modo per utilizzare la strategia del
Sutra del Loto e costruire una storia indistruttibile di vittoria e gloria.
Quando ero giovane e lavoravo sotto la direzione di Toda ho affrontato
varie avversità. Ogni qualvolta mi trovavo in un vicolo cieco recitavo
Daimoku per uscirne. Recitavo Daimoku e mi sfidavo nuovamente. Ero
determinato a vincere per il mio maestro e per kosen-rufu e ogni giorno
mi misuravo con forza con un ostacolo dietro l’altro. Alla fine ho trion-
fato su ogni sorta di avversità.
Per il mio maestro. Per kosen-rufu.
Se i giovani si impegnano con questo stesso forte proposito di rispon-
dere al loro maestro e di contribuire a kosen-rufu possono far emergere il
loro autentico e pieno potenziale e le loro capacità. Secondo la mia espe-
rienza personale è in ciò che consiste la “strategia del Sutra del Loto”.
Per tradurre in realtà la visione di Toda mi sono impegnato in prima li-
nea in tante dure battaglie e grazie a queste sono arrivato a comprendere
il vero significato della fede che conduce alla vittoria assoluta.
Durante gli undici anni in cui sono stato a fianco del mio maestro ho
dimostrato la prova inequivocabile della vittoria sulla base della strategia
del Sutra del Loto. Questa è stata per lui una fonte di grande gioia.
È giunto il tempo per me di affidare ai miei autentici discepoli questa
filosofia pratica che porta alla vittoria certa. Lo studio del prossimo mese
Proprio come fece Toda cinquantacinque anni fa, io ora vorrei chiedere (testo e audio) sarà pubblicato
online sul sito [Link]
a tutti i giovani che sono i miei veri successori: «Miei giovani amici, mie e sulla app SGI Italia
giovani amiche, come realizzerete kosen-rufu? Quali sfide sono di fronte a partire dal 15 giugno.
a voi? Dove e come combatterete e vincerete?».

12) Ibidem, p. 251.

41
GOMMA, CARBONCINO

I SENSI E IL CUORE DEL LEONE


Ciao Carboncino,
come stai? Che si fa? Gomma e Carboncino si
Ho letto sul grande lavano le orecchie per
Insomma. libro che bisogna pulire l’udito, le mani per il
Non ho voglia di fare granché. i sensi.
tatto, la bocca per il
Vorrei fare tante cose,
ma vedi questo muro gusto, soffiano il naso per
alto alto che blocca l’olfatto e …
il passaggio?

HO CAPITO! Gomma Ecco fatto.


fai come me.

Sì, lo vedo.
Anche io sto
come te.

non ce la
FARAI MAI
antipatica
SAPUTELLA
Il muro ancora " Ho saputo che state
cercando di scavalcare
è qui.
Già. sembra pure un muro altissimo.
più alto di prima.
è troppo Volete un po’ del mio
sei pure BRUTTO
DIFFICILE E un leone si sta
dirigendo verso di noi!!!!
cuore?
"

Gomma e Carboncino assumono il


cuore del leone e spuntano loro delle
ali di falco. Il muro è diventato
piccolissimo Gomma è bellissimo!
Grazie per essere stata
EVVIVA! con me in questa battaglia.
Sbattiamo le ali e spazziamo
via le nuvole.

Questa storia è ispirata allo studio del mese (vedi pp. 32-41).

42 || buddismo e società | 257 || rubriche | per i bambini e le bambine


B U D D I S M O E S O C I E TÀ
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di maestro e discepolo
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La strategia del Sutra del Loto
(Lezione di Daisaku Ikeda)

«La religione non può essere


gestita come un’azienda
dal momento che si occupa della
qualità intrinseca della vita,
che resta al di là della misurazione
quantitativa. Purtroppo, però, diventando
più estese e più centralizzate,
le organizzazioni religiose arrivano
a considerare gli individui
non più che ingranaggi di un meccanismo
e perciò tendono a ignorare o a eliminare
gli aspetti individuali che non sono
direttamente pertinenti ai ruoli organizzativi.
Per questa ragione, nella Soka Gakkai
io cerco di ridurre al minimo
la centralizzazione dando il massimo
potere ai nuclei locali».
(Daisaku Ikeda)
2 000026 012573

pubblicazione a stampa: ISSN 1591-9919 | pubblicazione online: ISSN 2465-1869


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