Felis Silvestris Catus: Etimologia
Felis Silvestris Catus: Etimologia
Il gatto domestico (Felis catus Linnaeus, 1758[1] o Felis silvestris catus Linnaeus, 1758) è un
piccolo mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei felidi.
È il felino col più vasto areale nel mondo e con la popolazione più numerosa, protagonista anche
di fenomeni d'inselvatichimento così ampi da determinarne l'inclusione nella lista delle cento
specie invasive più dannose da parte dell'Unione internazionale per la conservazione della
natura.[3]
Etimologia
Il nome italiano "gatto" deriva dal latino medievale gattus (VIII sec.), latino tardo cattus (IV sec.),
classico catta (Marziale, c. 75 d.C.)[4] di origine incerta, probabilmente dal proto-germanico
*kattuz[5][6], che soppiantò fēlēs in tutta la Romània (es: gato, fr: chat, oc: cat, pt: gato, lmo: gat;
ma non nel romeno,[7] dove si usa pisică, e nel sardo, dove insieme a battu è egualmente
utilizzato pisitu), e da questo deriva l'italiano gatto. Dal termine tardolatino derivano anche le
parole corrispondenti celtiche (cfr. irl. cat, gall. cath, bret. kaz) e slave (cfr. antico slavo
ecclesiastico котъка kotŭka, bulg. котка kotka, russo кот kot, croato mačak), nonché il lituano
kate e il finlandese katti[4] e il greco moderno γάτα.
Il sinonimo affettuoso "mìcio", usato soprattutto come richiamo (anche ripetendolo: "micio
micio..."), secondo Treccani sarebbe una voce onomatopeica derivata dal linguaggio infantile[8].
Invece secondo il Vocabolario etimologico della lingua italiana (oggi ritenuto poco attendibile)
deriva probabilmente dalla parola latina mus, "topo", del quale il gatto è cacciatore, e troverebbe
similitudini anche in altre lingue; dal latino musio, attraverso l'italiano antico mùcio, sarebbe poi
divenuto micio per assimilazione[9].
Anatomia Gatto domestico
Cranio
Rischio minimo
Superordine Laurasiatheria
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Felinae
Genere Felis
Specie F. catus
Nomenclatura binomiale
Felis catus
Artiglio
Linnaeus, 1758
La coda ha un ruolo molto importante nel mantenimento
Nomenclatura trinomiale
dell'equilibrio. Le zampe anteriori terminano con cinque
dita fornite di artigli protrattili, formati da cheratina, ma Felis silvestris catus
Linnaeus, 1758
solo quattro di essi toccano il suolo, visto che il quinto
dito, detto "sperone", resta di fianco. Esistono comunque Nomi comuni
Queste specifiche conferiscono all'animale una grande agilità e un'ampiezza quando salta: può
saltare a un'altezza cinque volte superiore alla sua statura. Nella corsa può raggiungere i
50 km/h e percorrere 100 m in sette secondi, ma non è un corridore di lunghe distanze e si
stanca molto velocemente.[10] Contrariamente a quello che generalmente si pensa, tutti i gatti
sanno nuotare molto bene, ma esitano a gettarsi in acqua, facendolo solo se costretti. Un gatto
pesa in media tra i 2,5 e i 4,5 kg e misura da 46 a 51 cm senza la coda, che misura dai 20 ai
25 cm.
Sistema digestivo
Organi interni
Come tutti i carnivori, l'ultimo premolare superiore e il primo molare inferiore formano i cosiddetti
"ferini". Questi permettono ai gatti di strappare il cibo, grazie ai potenti muscoli fissati alle pareti
laterali del suo cranio, inghiottendo senza masticare. La mandibola del gatto è fatta in modo che,
pur consentendo unicamente una masticazione verticale, ha il vantaggio di permettere un effetto
a forbice. L'osso ioide è ossificato internamente: ciò permette al gatto di fare le fusa, ma non di
ruggire. Contrariamente all'uomo, il gatto mastica poco e il processo di digestione comincia nello
stomaco e non in bocca.
Lo stomaco del gatto è piccolo (circa 300 ml), ma possiede un'acidità molto elevata che è utile
anche come mezzo di prevenzione delle infezioni digestive.[11] I suoi reni sono così efficienti da
consentirgli di sopravvivere a una dieta basata solo su carne, senza ulteriore acqua, o da
permettere di idratarsi anche bevendo acqua di mare.[12]
Il suo intestino piuttosto corto (circa un metro per l'intestino tenue e da 20 a 40 cm per il colon) è
tipico dei cacciatori di piccole prede. Queste dimensioni spiegano perché il gatto deve mangiare
frequentemente, ma in piccole quantità (tra i dieci e i sedici pasti).[13] Il sistema digestivo del
gatto è anche poco adatto alla varietà alimentare, che gli può causare diarree e vomiti. Infine, il
transito degli alimenti nel sistema digestivo dei gatti è rapido, tra le dodici e le quattordici ore.[11]
Il pelo
Probabilmente in origine il pelo era di colore grigio-marrone tigrato adatto alla mimetizzazione
durante la caccia.
La pelliccia del gatto è composta da peli lunghi che coprono la superficie esterna e da peli corti
sotto. Questo permette un buon isolamento termico. Il manto di un gatto è composto da più
colori che formano diversi motivi. Certi esemplari hanno delle grandi macchie mentre altri delle
striature o delle macchie più piccole. Il colore del pelo di un gatto può avere tre tinte (nero,
bianco, rosso), più o meno diluite o scure. Il maschio per delle ragioni genetiche può assumere
solo uno o due colori alla volta, salvo le rare eccezioni dei maschi calico e tartaruga,
geneticamente sterili. Di tali razze, quindi, solo le femmine possono portare tre colori.
Il gatto impiega molto tempo nella pulizia del suo pelo perché questo è molto importante per
regolare la sua temperatura corporea. La sua lingua è coperta da piccole papille che la rendono
molto ruvida, e gli permettono di snodare il pelo durante la sua toelettatura (salvo casi particolari,
i gatti si puliscono ogni giorno). Avendo un elevato rapporto fra superficie epidermica e peso, il
rischio di dispersione termica è grande. Se il pelo fosse in disordine o sporco, le caratteristiche
isolanti sarebbero meno efficaci. Inoltre in estate, il fatto di bagnare la pelliccia provoca un
raffreddamento grazie all'evaporazione della saliva. I gatti perdono il pelo all'inizio della stagione
estiva per effetto della muta.
I sensi
Predatore crepuscolare, il gatto possiede dei sensi molto sviluppati, in particolare l'udito e
l'olfatto. Percepisce il mondo diversamente dagli esseri umani; è forse per questo che gli
vengono associati "poteri soprannaturali". Esistono diverse storie che raccontano come dei gatti
abbiano percepito in anticipo terremoti o altre catastrofi, scappando prima del fenomeno. La
spiegazione è probabilmente legata alla percezione di frequenze che non sono udibili dagli esseri
umani; è infatti in grado di percepire sia gli infrasuoni che gli ultrasuoni. Non è tuttora chiaro
attraverso quali meccanismi i gatti riescano a ritrovare la strada di casa dopo essere stati posti
in luoghi sconosciuti distanti centinaia di chilometri[15].
Vista
Il gatto riesce a vedere in condizione di scarsissima luminosità grazie al tapetum lucidum. Come
l'uomo, il gatto ha una visione binoculare che consente di percepire le distanze. Tuttavia, di
giorno la sua vista è meno efficiente, anche se il gatto coglie comunque bene i movimenti,
distinguendo, al contrario, con difficoltà i dettagli degli oggetti. L'acuità visiva di un gatto si
attesta da 6/30 a 6/60, ovvero un gatto vede un oggetto a 6 metri di distanza come un occhio
umano può vederlo a 30-60 metri. Sembra che i gatti siano miopi, il che significa che non
possono vedere oggetti molto distanti da loro.
È stata per lungo tempo controversa la capacità da parte del gatto di percepire i colori, ma
recenti studi hanno dimostrato la capacità cromatica dell'occhio felino. Tuttavia, in alcuni casi
emergerebbe un certo daltonismo, per cui diversi gatti confonderebbero il bianco col giallo,
nonché il rosso col verde.[16] Pare però che riescano a vedere gli ultravioletti.[17]
Udito
Orecchio
Come molti predatori anche il gatto ha un udito molto fine grazie alla capacità di orientare i
padiglioni auricolari che isolano la fonte sonora interessata dai rumori ambientali rendendo
possibile l'individuazione della sorgente.
Tra i mammiferi, l'ampiezza dell'audiogramma del gatto è notevole e arriva fino ai 50 000 Hz
(mentre l'orecchio umano è limitato a 20 000)[18]. La maggiore sensibilità alle alte frequenze lo
favorisce nella caccia ai roditori che emettono tipiche alte frequenze.[19]
La maggioranza dei gatti bianchi (più del 60%) è sorda da una o da entrambe le orecchie. È stato
dimostrato che l'allele W, all'origine del colore del pelo, è direttamente responsabile di una
degenerazione dell'orecchio interno che provoca la sordità[20]. Il gatto nasce normale, ma dopo
una settimana il suo orecchio, invece di svilupparsi, subisce delle alterazioni progressive. La
degenerazione si completa dopo tre settimane.
Olfatto
Il naso
Il gatto possiede 200 milioni di terminazioni olfattive, molte di più rispetto al cane, che ne ha da
ottanta a cento milioni a seconda della razza, e all'essere umano, che ne ha cinque milioni. Esse
sono specializzate nell'individuazione del cibo; in effetti, ha una sensibilità a vari composti
azotati, consentendo all'animale di stabilire, con grande sensibilità, se il pasto è rancido e andato
a male. Mentre il cane azzanna il boccone che gli viene dato, il gatto lo ispeziona annusandolo.
L'organo di Jacobson è in grado di rilevare sensazioni sia olfattive sia gustative: esso ha lo
specifico scopo di trasmettere gli stimoli sensitivi ai centri sessuali del cervello. L'olfatto è
importante anche nella vita sessuale: il maschio riesce a percepire l'odore della femmina a
centinaia di metri di distanza.
Gusto
La lingua
Ha un senso del gusto molto sviluppato grazie al quale può percepire una minima variazione nel
sapore dell'acqua. Il gatto percepisce poco i sapori dolci.[21] Analogamente al cane, il gatto ha la
maggior parte delle papille gustative sulla punta e sui bordi della lingua;[22] questo gli permette di
ingurgitare direttamente i bocconi. Le papille gustative del gatto hanno la forma di microscopici
uncini (rivolti verso l'interno) che facilitano le pulizia del pelo.[23]
Tatto
I cuscinetti plantari
Anche il suo senso del tatto è ben sviluppato. I suoi baffi, chiamati vibrisse, gli permettono di
percepire piccole variazioni nella pressione dell'aria e ostacoli. È anche grazie a essi che riesce a
orientarsi nel buio più assoluto e a percepire le dimensioni dei piccoli spazi. Possiede delle
vibrisse anche sotto le zampe, sotto al mento e alle sopracciglia. I cuscinetti sotto le zampe
(detti anche "gommini") sono molto sensibili alle vibrazioni e la sua pelle è coperta di cellule
tattili estremamente sensibili.
Alimentazione
Il gatto è essenzialmente carnivoro. Il suo organismo necessita della taurina, un derivato degli
amminoacidi che non sintetizza autonomamente, ma che ritrova nella carne. Un gatto che non
assimila una dose sufficiente di taurina svilupperà sintomi di disturbi oculari e cardiaci, un deficit
immunitario e nelle femmine dei problemi riproduttivi.[26] I gatti si nutrono anche di erba,[27][28]
principalmente perché li aiuta nella digestione.[29] Precisamente, l'assunzione della Nepeta
cataria è tanto caratteristica da averle fatto meritare il nome comune di "erba gatta", datole in
realtà dal Mattioli (herba gattaria).[30] In passato anche il camedrio maro era ritenuto "erba da
gatti".[30] Fra le erbe di possibile assunzione, c'è anche l'erba d'orzo.[31].
Molte erbe, tuttavia, provocano il vomito, con il quale l'animale si libera (rumorosamente) di
eventuali boli costituiti dal pelo che ingerisce involontariamente quando si lecca durante le
operazioni di pettinatura.[32] Altre erbe di comune assunzione comprendono l'Arctium, la
Calendula, il Carum carvi, l'Anethum graveolens, l'Echinacea, l'Euphrasia, il prezzemolo, il
rosmarino e la valeriana.[33]
Il cioccolato è tossico per i gatti, poiché contiene la teobromina, che non può essere
metabolizzata dal loro organismo (come pure da quello dei cani). Sono intolleranti al lattosio, per
cui è difficile per loro digerire gli zuccheri nel latte, risultando in possibili diarree, e l'aglio e le
cipolle sono tossici per loro. Come per i cani, l'uva e le uvette causano insufficienza renale anche
ai gatti,[34] rendendole tra i cibi più tossici per loro.
La maggior parte dei gatti domestici viene alimentata con cibi industriali, ad esempio croccantini
o scatolette di umido, mentre alla restante parte viene somministrata una dieta casalinga cotta o
a crudo, ad esempio la dieta BARF.
Tecniche di caccia
Già nei primi mesi di vita si possono osservare dei giochi di caccia nei gattini, talvolta utilizzando
la coda della madre. Anche il gatto utilizza le classiche tecniche di caccia dei felidi, basate
sull'appostamento e l'agguato. Tali tecniche vengono trasmesse dalla madre nell'infanzia
dell'animale (primi cinque-sei mesi di vita) tramite il gioco.[35][36]
Per uccidere la preda il gatto la morde generalmente alla nuca, rompendo così la colonna
vertebrale. Le prede più cacciate sono i piccoli roditori come i topi, ma possono anche essere
lucertole, piccoli uccelli, pesci e insetti. Altre volte può anche attaccare ricci, conigli e serpenti.
Non esita, in caso di bisogno, a nutrirsi anche di scarti.
I gatti domestici che hanno l'opportunità di cacciare fin da giovani divorano generalmente la loro
preda. In genere, prima di ucciderla, giocano con essa prima di divorarla. Alle volte la portano al
proprio compagno umano, un'ipotesi è che considerino questi un genitore adottivo poco abile
nella caccia.[37]
Avvicinamento Gatto che mangia Gatto con un picchio Gatto con un topo in
catturato bocca
Riproduzione
Maturità sessuale
Il maschio comincia a sviluppare le funzioni riproduttive verso i tre mesi con l'aumento della
produzione di testosterone e verso i sei mesi appaiono delle spine sul suo pene.[38] A quest'età
può cominciare a riprodursi e sovente marca il territorio spruzzando dei piccoli getti di urina
dall'odore molto marcato.
La femmina diventa pubere al suo primo estro, periodo chiamato comunemente "calore" o
"fregola", che sopraggiunge in media tra i sette e dieci mesi.[39] A partire dal primo estro, che dura
da uno a cinque giorni, la gatta è in grado di riprodursi. In seguito avrà numerosi periodi di
fertilità, generalmente da primavera ad autunno. È possibile che una gatta sia nuovamente
fecondata due settimane dopo il parto.[38]
Accoppiamento
Durante l'accoppiamento, che dura tra cinque e quindici secondi, il maschio sale sulla schiena
della femmina, le morde il collo e le controlla il torace agendo con le zampe sulla groppa per
migliorare il controllo della postura e di conseguenza la penetrazione. Durante il coito la femmina
tende a gemere e a innervosirsi; questo perché le piccole spine presenti sul pene del maschio,
orientate all'indietro, raschiano le pareti della vagina. Questa stimolazione della vagina è
necessaria per attivare l'ovulazione.[40] L'annidamento degli ovuli fecondati avviene uno o due
giorni dopo l'accoppiamento e i gattini nati in uno stesso parto possono essere figli di padri
differenti.
Quando i gatti vivono in gruppo, avviene una sincronizzazione tra l'estro delle femmine del
gruppo. Questo favorisce la sincronizzazione delle nascite e permette un allevamento in comune
dei giovani. L'allevamento comunitario è importante dato che, in caso di scomparsa di una delle
madri, i gattini orfani vengono allevati dalle altre femmine.
Gravidanza e parto
La gestazione dura circa due mesi. In media da due a otto gattini, di meno nelle primipare. Il
numero medio di una cucciolata è di quattro-cinque gattini, due in casi rari e otto gattini in casi
molto rari.
Il ventre della gatta comincia a gonfiarsi verso le quattro settimane di gestazione. Dopo circa
trentacinque giorni le mammelle della femmina ingrossano e si arrossano. Dopo sette settimane
comincerà a cercare un posto calmo, adatto a partorire.[41] Circa venti minuti dopo le prime
contrazioni, la gatta partorisce il suo primo gattino, poi, in generale, gli altri gattini arrivano ogni
quindici minuti.
Gattina a 10 giorni.
I gattini vengono al mondo avvolti nella sacca amniotica. Sarà la gatta stessa ad aprirla, a
recidere il cordone ombelicale e a lavare i suoi cuccioli, con dei colpi di lingua, per stimolare la
prima inspirazione. Poi mangerà la placenta, che è molto nutriente. Non sono tuttavia inconsueti
parti multipli che durano anche parecchie ore.
I gattini nei primi dieci giorni di vita mangiano ogni tre ore di giorno e ogni due ore di notte.
Il gattino nasce cieco (con gli occhi chiusi) e sordo. Pesa da 100 a 110 grammi;[39] quando apre
gli occhi, intorno agli otto-dodici giorni, questi hanno un colore blu, fino al cambiamento definitivo
verso i due mesi.[42] Tutti i gatti nascono con delle striature "fantasma" che spariscono
lentamente con la crescita del pelo.[43]
La gatta insegna ai gattini a lavarsi e a nutrirsi. A quattro settimane porta loro la prima preda
viva, poi a cinque settimane insegna i rudimenti della caccia.[43]
Due esemplari di gatto soriano,
rispettivamente di uno e cinque mesi.
Sterilizzazione e castrazione
In Italia i gatti che vivono in libertà devono essere obbligatoriamente sterilizzati a cura
dell'autorità sanitaria municipale competente, come indicato all'articolo 2 comma 8 della legge
14 agosto 1991, n. 281, Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del
randagismo.[46]
Comportamento
Un gatto addormentato
Gatto in dormiveglia
Gatto europeo a pelo nero, con chiazze
bianche nell'addome, che dispone il proprio
corpo a pancia in su. È una delle varie
dimostrazioni comunicative di fiducia e
apertura verso gli esseri umani di
riferimento, ai quali spesso richiede
un'interazione.
Il gatto è un animale territoriale. Il territorio del gatto ha un raggio attorno alla sua dimora di
almeno cinque chilometri.[47] Il territorio viene delimitato emettendo feromoni, principalmente
felinina. L'interazione con gli altri gatti viene centrata sulla relazione con il territorio. La memoria
del territorio viene costruita additivamente, impara quanto viene "aggiunto" al territorio, ma non si
accorge di quanto viene tolto. Ad esempio, un gatto ritornerà continuamente a controllare la tana
di un topo che ha catturato, anche se sa che questa è vuota.[48]
Il gatto non è un animale unicamente solitario: a seconda dello spazio e delle risorse disponibili, i
gatti possono formare delle strutture sociali che vanno dal gatto solitario in ambiente rurale, a
dei larghi e densi gruppi in ambiente urbano.
Comunicazione
Le ghiandole contenenti i feromoni si trovano in numerosi punti sul corpo: ghiandole anali, tra i
cuscinetti sulle zampe, attorno alla coda, nel solco intermammario, attorno alla bocca e sulle
guance. Nei primi due casi si tratta generalmente di feromoni di allarme, che stimolano l'animale
a evitare la zona quando non addirittura alla fuga. I feromoni si depositano anche sulla saliva, nel
materiale fecale e nell'urina. Hanno il vantaggio di durare nel tempo, anche in assenza del gatto.
Possono essere deposti volontariamente per marcare il territorio, come, ad esempio, i feromoni
emessi dalle ghiandole interdigitali durante le graffiature, per stabilire dei contatti sociali
(tipicamente dalle ghiandole caudali) e quando il gatto si pulisce, oppure involontariamente, per
stress[50] (feromoni di allarme), attaccamento della madre ai suoi piccoli (dal solco
intermammario, sono denominate anche C.A.P., Cat Appeasing Pheromone), con i feromoni
sessuali (sempre dalla zona anale/caudale). Con l'eccezione dei feromoni di allarme e sessuali,
in generale l'effetto chimico agisce principalmente sullo stesso gatto che li ha emessi.[49]
Dalle secrezioni facciali sono stati evidenziati almeno cinque messaggi chimici mediati dai
feromoni (F1-F5), di tre dei quali si è riconosciuto il significato:[49]
F2 è una marcatura di tipo prettamente sessuale e viene emessa dal maschio in calore.
F3 viene deposta sugli oggetti e nell'ambiente di cui fa parte il territorio del gatto. Ha una
funzione tranquillizzante e inibisce lo stimolo alla marcatura urinaria. Esistono in commercio,
per l'appunto, versioni sintetiche di queste secrezioni per i problemi di eccessiva marcatura
urinaria dei gatti maschi negli ambienti domestici (Feliway). Tali feromoni sono anche detti
"facciali", in quanto vengono emessi da ghiandole poste sul muso dell'animale, mediante
sfregamento della parte laterale del viso, dalla commessura labiale fino alla zona posta al di
sotto delle orecchie. In pratica, lo "strusciare la guancia" del gatto è in realtà un'azione di
marcatura feromonale F3.
F4 viene secreto per l'allomarcatura, ovvero la marcatura chimica dei conspecifici o dei
familiari, incluso l'uomo. Uno degli effetti del feromone F4 è la riduzione dell'aggressività nel
felino stesso.
Posizioni corporali
In natura il gatto miagola durante l'accoppiamento, e in questo caso i miagolii sono emessi
dapprima dalle femmine, all'inizio dell'estro, poi da entrambi i sessi durante tutta la durata
dell'accoppiamento, con numerose variazioni possibili.[54] Più raramente il gatto emette un basso
miagolio quando vede una preda fuori portata. Questi miagolii sono sovente accompagnati dallo
scatto delle mandibole, una sorta di "battere i denti", alle volte da vivi movimenti della coda.[38]
Ringhi
Il gatto in posizione di attacco o di difesa è anche capace di ringhiare e soffiare per intimorire e
avvisare l'avversario. Secondo alcuni ricercatori, il soffio imita il comportamento del serpente.[37]
Quando è aggressivo, specialmente in rapporto con altri suoi simili, il gatto può emettere un
ringhio di tonalità molto bassa e profonda, che è considerato l'ultimo avviso prima dell'attacco.
Fusa
Il meccanismo dell'emissione delle fusa dei gatti non è ancora conosciuto. I felini non sembrano
possedere un organo dedicato alle fusa. Una prima ipotesi suppone una contrazione molto
rapida dei muscoli della laringe, che comprimerebbe e dilaterebbe la glottide facendo vibrare
l'aria che passa. Un'ipotesi più antica evoca una vibrazione della vena cava, amplificata dai
bronchi, dalla trachea e dalle cavità nasali. Queste vibrazioni sonore si ritrovano nella maggior
parte dei felini, ma il loro meccanismo e la loro utilità non sono ancora spiegati completamente. I
gatti sono gli unici felini che riescono a fare le fusa sia durante l'inspirazione che l'espirazione,
senza "interrompere" il tipico suono.
Le fusa cominciano all'età di due giorni: durante l'allattamento i piccoli rassicurano in questo
modo la madre che tutto va bene e questa non deve continuamente sorvegliarli. Le fusa della
madre, a loro volta, rassicurano i piccoli che sono al sicuro. L'emissione delle fusa avviene anche
durante la pulitura dei piccoli, ma può avvenire anche quando il gatto è malato, ferito o morente.
In questi ultimi casi è probabile che le fusa servano all'animale per rassicurarsi e farsi coraggio, o
per richiedere un aiuto.
Sonno
Il gatto necessita tra 12 e 16 ore di sonno, ma in generale dorme di più: dalle quindici alle diciotto
ore al giorno. Resta così sveglio circa dalle sei alle nove ore, una parte delle quali durante la notte
per cacciare. Il sonno del gatto comprende una grande proporzione di fasi di sonno paradosso
durante le quali sogna; la durata quotidiana di questa fase dura da 180 a 200 minuti, mentre per
l'uomo si attesta sui 100 minuti[55]. Per questa ragione il gatto viene utilizzato spesso per
esperimenti nel quadro dei cicli del sonno.
Durante le fasi del sonno paradosso l'attività elettrica del cervello, degli occhi e dei muscoli è
molto importante[56]. Si assiste al movimento delle vibrisse, a sussulti delle zampe o della coda,
il pelo può rizzarsi e il gatto può cambiare posizione.
Il gatto effettua almeno due volte al giorno un sonno persistente, che occupa circa sei ore. Quindi
la giornata di un gatto è di circa dodici ore e durante la notte dormono all'incirca sei ore. Ciò
significa che dormono altre sei ore durante il giorno.
Graffi
La crescita degli artigli del gatto è continua e compensa l'usura naturale. Il gatto può aggiustare
la lunghezza e affilare i suoi artigli strofinandoli contro delle superfici rugose. I graffi sono dei
marchi visuali e olfattivi. Questo comportamento è per comunicare agli altri gatti l'appartenenza
del territorio. In alcuni paesi, come in Canada e negli Stati Uniti, per limitare i graffi è diffusa la
pratica dell'onicectomia che consiste nella rimozione chirurgica degli artigli[57].
Pulizia
Durante la pulizia, i gatti ingeriscono molti peli che poi si accumulano nello stomaco, formando
delle palle di pelo chiamate bezoari. Questi perturberebbero il transito intestinale e vengono
dunque vomitate per evitare l'occlusione intestinale. La pulizia reciproca tra gatti è riservata a
quelli che si conoscono intimamente. Si leccano per scambiarsi l'odore e per depositare sull'altro
dei feromoni calmanti.[38]
Escrementi
I gatti in natura scelgono dei luoghi con terra molle per depositare i loro escrementi. Li coprono
in seguito con della terra, grattando con le loro zampe anteriori. L'odore degli escrementi innesca
il loro interramento; ciò permetteva al gatto allo stato selvatico di non far individuare il proprio
odore dai predatori e di diminuire i rischi di infezioni da parassiti.[58]
Il gatto produce escrementi una o due volte al giorno[58] e urina fino a cinque volte al giorno,[59]
senza contare le attività di marcatura urinaria del territorio. Quest'ultimo comportamento è
riconoscibile perché il gatto alza la coda e rivolge la schiena verso l'oggetto che intende marcare.
Anche la defecazione è utilizzata come marcatura del territorio quando gli escrementi vengono
depositati ben in vista nei luoghi di passaggio dei gatti (per esempio sopra un ceppo).[58] Con
l'invecchiamento dell'animale il volume dell'urina può crescere a causa di frequenti problemi
benigni di ipertiroidismo.[60][61]
Le feci dei gatti possono essere veicolo di trasmissione all'uomo della toxoplasmosi attraverso
ingestione delle ovocisti sporulate.
Intelligenza
Dagli esperimenti sui gatti domestici, si può dedurre che la loro memoria di lavoro per la
permanenza degli oggetti, uno dei fattori essenziali dell'intelligenza, è di circa 16 ore.[62]
Ulteriori ricerche hanno dimostrato che i gatti hanno consapevolezza degli oggetti non
direttamente visibili, e un'intelligenza senso-motoria paragonabile a quella di un bambino di due
anni.[63] In condizioni sperimentali, la memoria di un gatto è stata dimostrata come avente la
capacità di ritenere e richiamare informazioni fino a 10 anni.[64]
Il gatto può inoltre manifestare il proprio affetto verso il padrone facendo le fusa e allungando le
zampe. In tali momenti resta con gli occhi chiusi e il padrone, in una forma di imprinting,
rappresenta per lui la vera madre.
Un altro modo di riconoscere l'umano come una "mamma" è quello di grattare il torace o un'altra
parte del corpo del compagno umano con le zampe anteriori. Questo comportamento è detto
"danza del latte" (o "fare la pasta"), in quanto le zampe si muovono come le braccia di un uomo
quando impasta la farina, ed è un'azione tipica dei gattini sotto allattamento che in questo modo
stimolano la lattazione dalle mammelle materne.[70] Non è sempre un comportamento gradito
agli umani, in quanto eseguito con le unghie sfoderate, ma va considerato comunque una
dimostrazione di affetto in quanto viene appunto proiettata sul padrone la figura materna. Può
talvolta essere eseguito su oggetti, ad esempio vestiario, appartenenti al padrone oppure sulla
base di appoggio quando riceve coccole particolarmente gradite.
Le carezze vanno effettuate con moderazione perché il pelo dei gatti è ricco di terminazioni
nervose ultrasensibili alle manipolazioni. I miagolii rivolti al compagno umano sono di diversi tipi:
quello lungo e lamentoso per segnalare un corteggiamento, quello breve caratteristico del saluto
e infine quello prolungato per una richiesta.
Diversi studi hanno evidenziato come la compagnia di un gatto possa aiutare le persone con
problemi psichici e le persone sole o stressate, abbassandone la tensione. Esistono persino
tecniche di "gattoterapia", ossia di pet therapy con i gatti.[71] Le principali razze per la pet therapy
sono il Ragdoll, il gatto sacro di Birmania, il Maine Coon e Scottish Fold, ma principalmente il
Ragdoll.[72]
Cura e accessori
Erba gatta
Poche cose sono assolutamente indispensabili per un gatto che non sia libero di muoversi
all'aperto: due ciotole per acqua e cibo, e una lettiera per i bisogni, da pulire ogni giorno e aerare
il più possibile; l'erba gatta, che si vende anche in comodissime ciotole a cui aggiungere solo
acqua, può favorire l'eliminazione di eventuale accumulo di peli che si forma nello stomaco.
Esistono anche crocchette che svolgono un'azione simile all'erba gatta. È importante anche un
tiragraffi, dove il gatto possa consumare le unghie. Esistono diverse tipologie: cartone ondulato,
blocco di sughero e legno. In genere il tiragraffi dà anche modo al gatto di arrampicarsi e
sostare. Tiragraffi alti, dotati di diverse piazzole possono essere quindi preferiti in quanto i gatti
tendenzialmente amano riposare in alto, al sicuro da ogni pericolo. Tuttavia l'integrità di oggetti
particolarmente fragili e delle stoffe non può essere garantita con un gatto (specie i più vivaci,
che amano issarsi sulle superfici morbide usando le unghie come arpioni), è importante che ogni
individuo possa limare e affilare i propri artigli in un posto sicuro. In assenza di un tiragraffi
apposito infatti il gatto tende a trovarsene uno da solo e quindi rovinare porte, mobili o tappeti.
Il gatto non ha bisogno di una cuccia, poiché è perfettamente in grado di trovare un giaciglio che
sia di suo gradimento: lo si può trovare a dormire ovunque, di solito negli angoli più caldi, più
asciutti o più ventilati della casa, a seconda della stagione.
In generale, ogni alterazione ingiustificata dei comportamenti del gatto, animale abitudinario per
eccellenza, deve far sospettare un possibile problema di salute. Tra i principali sintomi ci sono
l'inattività, l'inappetenza e la tendenza a nascondersi (una misura istintiva di autoconservazione
dai predatori).
Specialmente nei gatti in età avanzata possono sorgere patologie a carico dei reni, i cui sintomi
sono inizialmente una tendenza a bere più del normale, alitosi e prostrazione, poi con l'aggravarsi
della patologia, l'ammoniaca diviene ematica, col risultato di un forte odore della stessa che
viene emesso dal pelo. Le patologie renali, quando non sono curate per tempo, sono solitamente
fatali.
Malattie infettive
Leucemia felina: oggi sono stati identificati due virus responsabili della malattia: il primo e il
più diffuso è il FeLV ed è stato scoperto dal professor Jarret un quarto di secolo fa, in Gran
Bretagna. La vaccinazione protegge, anche se in modo incompleto, il felino da questo virus; la
protezione è dimostrata solo negli animali che sono stati infettati dal virus e sono dunque
sieronegativi. Il secondo è il FIV, identificato recentemente negli Stati Uniti e poi in Francia. Sia
il FeLV che il FIV provocano un indebolimento dei meccanismi di difesa immunitaria, e i gatti
colpiti diventano sensibili alle altre infezioni. Questi virus sono responsabili di uno stato
tumorale del gatto (sono oncogeni). Nessun gatto è al sicuro da questo pericolo. La
vaccinazione per la leucemia necessita di un richiamo annuale. Non si è ancora trovata una
cura definitiva contro questa malattia provocata dal virus FeLV, anche se sono stati ottenuti
risultati incoraggianti dall'utilizzo di interferone o dall'acemannano, un principio attivo estratto
dall'aloe vera.[74]
Rabbia: come il cane, anche il gatto è colpito da questa malattia, che è anche una zoonosi.
Questa tipologia di vaccinazioni viene regolamentata e scadenzata per legge, per cui è
obbligatorio rispettare le date indicate sui certificati. In Italia è obbligatoria per tutti i gatti che
debbano essere condotti all'estero e i cui proprietari debbono richiedere il passaporto. Non è
obbligatoria per i gatti che non viaggiano.
Clamidiosi: la clamidiosi felina (provocata dalla Chlamydia psittaci) è una malattia delle vie
respiratorie caratterizzata da congiuntivite e secrezione nasale; è estremamente contagiosa e
anche l'uomo può contrarla. Nel gatto i sintomi della malattia sono simili a quelli della coriza,
ma la congiuntivite è più marcata. Nel gattino esistono forme più gravi, con disidratazione e
anoressia che possono provocarne la morte. Da qualche anno il vaccino utilizzato in Francia e
negli Stati Uniti è disponibile anche in Italia.
Razze
Vi sono diverse razze di gatti domestici. Il gatto di razza meticcia viene di solito denominato
soriano o tabby. Le altre razze più note sono:
American Shorthair
American Wirehair
Ashera
Bengala, o Bengal
Blu di Russia
Bobtail americano
Bobtail Giapponese
Bombay
British Shorthair
Burmese
Burmilla
Certosino
Chausie
Cornish Rex
Cymric
Exotic Shorthair
Gatto egeo
Gatto di Ceylon
German Rex
Havana Brown
Korat
Lykoi
Manx
Mau Egiziano
LaPerm
Ocicat
Orientale
Pixie bob
Scottish Fold
Seychellois, il pelo può essere sia corto che semilungo
Singapura
Snowshoe
Sokoke
Toyger
Tonchinese
Sphynx Canadian: totalmente nudo con gene recessivo, esistente in tre versioni di nudità
tattile; Wax (pelle effetto cera calda), Rubber (pelle effetto gomma morbida) e Peach
(pelle effetto pesca)
Angora Turco
British Longhair
Cymric
Kurilian Bobtail
Maine Coon: sono i gatti di taglia più grossa, arrivano a pesare fino a 12 kg
Nebelung
Norvegese
Ragdoll
Siberiano
Turco Van
Gatti ipoallergenici
Abissino
Balinese
Cornish Rex
Devon rex
Foreign white
Gatto siberiano
Gatto siamese
Origini e storia
Si chiama domesticazione il lungo processo svolto dall'uomo, sin dall'antichità, per ottenere, da
una specie selvatica, un animale domestico.
Gatto soriano dal pelo arancione
Le prime scoperte paleontologiche situavano i primi siti della domesticazione del gatto in Egitto,
verso il 2000 a.C., ma la scoperta nel 2004 di resti di gatto vicino a quelli di uomini in una
sepoltura a Cipro porta l'inizio di questa relazione tra i 7500 e i 7000 anni prima di Cristo. Ciò
renderebbe il gatto il secondo animale, dopo il cane, allevato dall'uomo anche o esclusivamente
a fini di compagnia.[76] Il gatto scoperto presenta una morfologia molto simile a quella del gatto
selvatico africano, senza le modifiche dello scheletro dovute alla domesticazione: si tratta di un
gatto addomesticato piuttosto che domestico. La coabitazione dei gatti con gli uomini è
probabilmente cominciata con l'inizio dell'agricoltura: la creazione di un surplus agricolo e il
conseguente immagazzinamento del grano attirò topi e ratti nei depositi, che a loro volta
attirarono i gatti, loro predatori naturali. I primi agricoltori iniziarono perciò a addomesticare i
gatti per tenere sotto controllo la proliferazione dei roditori. Lo studio condotto da Carlos Driscoll
su 979 gatti ha permesso di definire la probabile origine del gatto domestico nella regione della
Mezzaluna Fertile in Mesopotamia.[77]
Sebbene gran parte degli etologi concordi nel definire il gatto domestico discendente del gatto
selvatico africano (Felis silvestris lybica), alcuni esemplari di Felis chaus, un piccolo felino
africano parente stretto del gatto, sono stati ritrovati mummificati nelle tombe egiziane,
presumibilmente domesticati. Questo, oltre alla similitudine morfologica del cranio, ha portato
alcuni studiosi a formulare l'ipotesi che il gatto domestico discenda dal Felis chaus e non dal
Felis lybica; altri ancora sostengono che siano avvenute ibridazioni.
Il gatto domestico non è la sola specie tra le Felinae utilizzate come animale da compagnia.
Anche il gatto selvatico[78] e il jaguarondi[79] sono stati addomesticati per cacciare topi e ratti.
Antichità
Gli egiziani dell'Antichità hanno divinizzato i tratti del gatto nella dea protettrice Bastet, simbolo
di fecondità e dell'amore materno. Il suo culto si situava principalmente nella città di Bubasti. Gli
archeologi hanno scoperto numerose mummie di gatto che mostrano la venerazione degli
Egiziani per questo felino. Anche la sorella di Bastet, Sekhmet, era un felino (anche se una
leonessa) e lei aveva come animale sacro il gatto.
Per molto tempo la Grecia antica conoscerà solo i mustelidi (furetti e donnole) come cacciatori
di roditori. I primi esemplari saranno venduti loro dai Fenici, che li avevano rubati agli Egiziani.
Aristofane cita addirittura la presenza di un mercato dei gatti ad Atene che veniva chiamato
ailouros ("che muove la coda"). Poi, a partire dal secondo secolo prima di Cristo, katoikidios
(domestico).
Un mosaico di Pompei
I Romani avevano una vera passione per i gatti: dapprima erano riservati alle classi agiate, in
seguito l'uso di possedere un gatto si propagò in tutto l'impero e in tutti gli strati della
popolazione, assicurando così la propagazione dell'animale in tutta l'Europa.[80]
Medioevo e rinascimento
L'immagine del gatto nell'Islam è principalmente positiva, grazie all'affetto che portava loro
Maometto, dopo essere stato salvato da un morso di serpente da una gatta soriana, Muezza, che
poi venne adottata e amata dal Profeta.[81] Per l'affetto e l'amore che nutriva nei confronti della
sua gatta, secondo la leggenda, Maometto regalò ai felini la capacità di cadere sempre su
quattro zampe, nonché la presunta facoltà di poter osservare contemporaneamente il mondo
terreno e la dimensione ultraterrena. Nei Paesi di cultura araba il gatto è solitamente l'unico
animale al quale è permesso di passeggiare liberamente nelle moschee.
Al contrario, il gatto fu demonizzato in Europa durante la maggior parte del Medioevo, a causa
dell'adorazione di cui era stato l'oggetto in passato da parte dei pagani.[83] Nella simbologia
medievale il gatto era associato alla sfortuna e al male, soprattutto quando era nero e anche
all'essere sornioni e alla femminilità. Era considerato un animale del diavolo e delle streghe. Gli si
attribuivano dei poteri soprannaturali, tra cui la facoltà di possedere nove (o sette per alcuni
Paesi, tra cui l'Italia, in cui la religione lo considera un numero sacro) vite. Nella notte di San
Giovanni, nelle piazze, venivano bruciati vivi centinaia di gatti rinchiusi in ceste assieme alle
donne accusate di stregoneria. Le differenti epidemie di peste, dovute alla proliferazione dei ratti,
potrebbero essere una conseguenza della diminuzione del numero dei gatti.[84]
Nel Rinascimento il gatto venne rivalorizzato, soprattutto a causa dell'azione preventiva contro i
roditori, divoratori dei raccolti.
Il cardinale Richelieu riservava ai gatti addirittura alcuni luminosi locali del suo appartamento e
quando morì, nel 1642, lasciò nel testamento del denaro perché i suoi beniamini potessero
continuare a vivere in dignità.[85]
Periodo moderno e contemporaneo
Malgrado delle nobili eccezioni come i cistercensi o il persiano bianco di re Luigi XV di Francia, il
gatto non conobbe un vero ritorno di immagine fino al Romanticismo. In questo periodo divenne
l'animale romantico per eccellenza, misterioso e indipendente. Sempre nel XIX secolo, diventò il
simbolo del movimento anarchico.[86] Nel XX secolo, si è mantenuta questa visione romantica,
con un interesse anche scientifico verso il gatto.
Specie invasiva
Secondo uno studio del 2017 in Australia, dove felini autoctoni non esistono, e quelli esistenti
sono stati introdotti dall'uomo, i gatti randagi uccidono ogni anno 377 milioni di uccelli (oltre 1
milione al giorno) appartenenti a più di 330 specie native (circa la metà di quelle che risiedono
abitualmente in Australia) e 649 milioni di rettili;[89] molte specie autoctone di uccelli e rettili sono
a rischio a causa dei gatti[89][90] tanto che il governo australiano aveva ipotizzato di uccidere 2
milioni di felini randagi con salsicce e pasti avvelenati entro il 2020.[89]
Negli Stati Uniti d'America i ricercatori dello Smithsonian Conservation Biology Institute e
dell'U.S. Fish and Wildlife Service hanno analizzato i dati di una serie di studi locali e progetti
pilota per stimare il numero di animali catturati dai gatti domestici e selvatici degli Stati Uniti:
ogni anno sarebbero uccisi dai gatti 3,7 miliardi di uccelli e 20,7 miliardi di piccoli mammiferi
(soprattutto topi, conigli e toporagni); lo studio è stato pubblicato su Nature
Communications[91].[92] Questa attività dei gatti è probabilmente tra le principali minacce non
umane (ma legate all'uomo) per la fauna selvatica del Nord America, dove sarebbe stimato che
muoiono più animali catturati dai gatti che a causa di incidenti con auto, collisioni con strutture
create dall'uomo e agenti chimici.[92]
Secondo altri ricercatori l'allarme sollevato contro la presenza di gatti, liberi di muoversi
nell'ambiente naturale, visti come minaccia ambientale è ritenuto eccessivo e sovrastimato,
essendo guidato emozionalmente dalla tematica dello sfruttamento della natura da parte
dell'uomo[94]. Viceversa la valutazione sulla presenza dei gatti deve essere analizzata in funzione
dell'ambiente, essendo differente se trattasi di ambiente urbano, piccole isole o aree desertiche
in quanto il gatto svolge diversi ruoli predatori nei diversi ambienti naturali e aree antropizzate e
non si possono generalizzare le problematiche riscontrate in alcune aree naturali ignorandone lo
specifico contesto ecologico[95]
Fin dalla sua domesticazione nell'antico Egitto, il gatto è stato oggetto di interesse e di
rappresentazione nella cultura umana. Gli antichi egizi adoravano ad esempio Bastet, una dea
con le sembianze di un gatto. Da allora il gatto è stato protagonista di innumerevoli
rappresentazioni nell'arte, nella letteratura, nel cinema e nei fumetti. Degni di nota sono Il gatto
con gli stivali, protagonista di una popolare fiaba europea, il gatto del Cheshire, personaggio
creato da Lewis Carroll, il romanzo di Luis Sepúlveda Storia di una gabbianella e del gatto che le
insegnò a volare e, nei fumetti e nell'animazione, i personaggi di Tom il gatto, Fritz the cat e
Garfield. Nel Borneo malese esiste una città, Kuching, il cui nome significa "gatto", e la città si
caratterizza per le molte statue dedicate al felino e per un festival annuale dedicato ai gatti.
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Bibliografia
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Voci correlate
Gattaiola (porta)
Gatto polidattile
Gatto nero
Gatto calico
Riflesso verticale
Carne di gatto
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