LE CARTE
Se dite a qualcuno “Facciamo un giro a carte", è chiaro di cosa state parlando e tutti
capiscono che avete voglia di giocare seduti attorno a un tavolo. In Italia le carte fanno
parte di una secolare tradizione di gioco. Fin dal 1200 mercanti, soldati e avventurieri le
hanno portate con sé da viaggi e imprese in luoghi lontani: inizialmente erano un
passatempo stravagante di nobili e ricchi, poi le carte si sono diffuse in tutte le classi
sociali.
Spesso sono state proibite per lungo tempo, come del resto molti altri giochi, ma si
sa che il proibito ha un suo fascino particolare e nessun divieto ha mai impedito ad
alcuno di imparare a giocare a scopa o a tressette, a sette e mezzo o a zecchinetta.
Le carte da gioco sono divise in semi e in base a questi e al modo in cui sono raffigurati
si differenziano tra loro. In occidente la serie di semi più antica è quella mediterranea,
in particolare italiana e spagnola. Coppe, denari, bastoni e spade sono i quattro semi
tradizionali, raffigurati con simboli propri dell’epoca tardo-medievale. Secondo alcuni, i
semi si riferiscono agli ordini sociali classici dell'epoca medievale: coppe per il clero,
denari per i mercanti, spade per i nobili, bastoni per i contadini. Secondo altri, invece, il
riferimento è alle quattro stagioni. Da questa serie si sviluppano i semi delle carte
francesi: le coppe si trasformano in cuori, i denari in quadri, i bastoni in fiori (trifogli) e le
spade in picche.
I mazzi di carte oggi più diffusi nel mondo sono quelli anglofrancesi di 54 carte (con 2
jolly o joker). Un’altra particolarità delle carte sono le figure: inizialmente sono disegni
a figura intera. Soltanto dopo molto tempo diventano doppie, leggibili da una parte e
dall'altra. Ogni figura ha una sigla, nei mazzi anglosassoni le sigle delle figure sono le
seguenti:
A (Ace = Asso); K (King = Re) Q (Queen = Regina); J (Jack = Fante)