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Francesco Petrarca, nato nel 1304 ad Arezzo, è un importante poeta del XIV secolo, noto per il suo amore per Laura e per la sua riflessione sul dissidio tra vita spirituale e passioni terrene. Le sue opere principali, come il 'Canzoniere' e il 'Secretum', esplorano temi di amore, tempo e religione, anticipando l'umanesimo attraverso l'analisi dell'io e dei conflitti interiori. Il confronto con Dante evidenzia le differenze nei temi e negli scopi letterari, con Petrarca che si concentra sulla fama poetica e sull'esperienza personale.

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Francesco Petrarca, nato nel 1304 ad Arezzo, è un importante poeta del XIV secolo, noto per il suo amore per Laura e per la sua riflessione sul dissidio tra vita spirituale e passioni terrene. Le sue opere principali, come il 'Canzoniere' e il 'Secretum', esplorano temi di amore, tempo e religione, anticipando l'umanesimo attraverso l'analisi dell'io e dei conflitti interiori. Il confronto con Dante evidenzia le differenze nei temi e negli scopi letterari, con Petrarca che si concentra sulla fama poetica e sull'esperienza personale.

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Italiano: Francesco Petrarca

La vita:
 1304: Petrarca nacque ad Arezzo, suo padre era un guelfo bianco, quindi fu esiliato dalla
città di Firenze.
 1307: Nacque Gherardo, fratello di Petrarca, molto vicino.
 1312: Petrarca e la sua famiglia si trasferiscono alla città d’Avignone in Provenza, dove suo
padre lavorò nella corte pontificale.
 1320: Iniziò gli studi di legge a Bologna.
 1326: Suo padre muore e Petrarca tornò ad Avignone.
 1327: Il venerdì 6 santo conobbe Laura, la donna che sarà la fonte d’ispirazione per
Francesco.
 1330: Prese gli ordini minore al servizio del cardinale Giovanni Colonna.
 1337: Si trasferì a Valchiusa, dove studiò e scrisse diverse cose.
 1341: Dopo aver sostenuto un esame per il re Roberto d’Angiò, venne incoronato con
l’alloro in Campidoglio a Roma.
 1348: Laura morì a causa della peste bubbonica.
 1350: Conobbe Giovanni Boccaccio a Firenze.
 1353-1361: Si trasferì a Milano
 1361-1370: Visse tra Padova e Venezia.
 1370: Si stabilì ad Arquà
 1374: Morì ad Arquà

Confronto tra Dante e Petrarca:


Dante Petrarca
Periodo Età dei comuni Età delle signorie
Tematiche Summa del pensiero del Letteratura, amore e morale
medioevo. (Scrisse di tutto)
Scopo Innalzare la figura dell’uomo, Fama poetica
insegnare e fare una
redenzione per l’umanità
Viaggi Esilio politico Ricerca di manoscritti classici
Simbolo della poesia Beatrice Laura
: tramite tra l’uomo e Dio : gloria poetica
Lingua Latino = Volgare Latino > Volgare
Volle raggiungere la nuova Scelse un pubblico raffinato e
borghesia in ascesa. colto.
Temi:
Tra mondo antico e cristianesimo: Petrarca può essere considerato il primo intellettuale moderno,
poiché fece l’analisi dell’io e dei suoi stati d’animo, oltre al suo amore per l’antichità classica. Egli
cercò i manoscritti classici, gli copiava e gli analizzava nel dettaglio. Insomma possiamo dire che
Petrarca anticipò l’umanesimo perché prese come punto di riferimento l’antichità e anche analizzò
sé stesso.

Una vita in dissidio: Petrarca fu incapace di risolvere il dissidio profondo tra vita spirituale e
passioni mondane, cioè tra religione e gloria. Questo dissidio è riflesso in molti testi di Petrarca,
egli non nasconde lo smarrimento di non riuscire a pacificare la propria interiorità. Insomma
possiamo dire che Petrarca vive un dissidio profondo, tra vita spirituale e religiosa, e passioni
mondane e beni materiali (gloria poetica).

L’amore; sentimento e peccato: Petrarca visse un complesso rapporto con l’amore. Per egli l’amore
è la cagione del proprio intimo rovello interiore. Laura per lui rappresenta le più eccellente virtù e
la ragione della sua infelicità e disgregazione morale. Lui non è capace d’allontanarsi di queste
passioni e desideri terreni, che gli impediscono di raggiungere la salvezza, perciò si rimprovera
costantemente. Insomma per Petrarca l’amore è sia piacere e volontà di vivere nel mondo, sia
senso di peccato e desiderio di condurre una vita pura, questo genera in sé un esame di coscienza
irrisolto che provoca tormento.

Opere:
Il Secretum:
Dati: È un trattato morale scritto da Petrarca. Egli lo compose tra il 1347 e il 1353. Il titolo originale
è De secreto conflictu curarum mearum, in altre parole “il segreto conflitto dei miei affanni”.

Argomento: In quest’opera Petrarca evidenzia la riflessione sul dissidio interiore tra passioni
terrene e spiritualità. Qui il poeta dialoga col filosofo Agostino di Ippona (un santo). I due
personaggi discutono con la presenza della Verità, un testimone. Agostino rappresenta la
spiritualità e la religiosità, mentre Francesco simboleggia la vita terrena, con le sue passioni e
tentazioni.

Struttura: Quest’opera è divisa in 3 libri:

 Primo Libro: Francesco lamenta la disperazione in cui si dibatte, e al tempo stesso, cerca di
trovare degli alibi per giustificare la propria scarsa attitudine a perseguire la virtù.
 Secondo Libro: Si analizzano al dettaglio i sette peccati capitali, con particolare attenzione
all’accidia, sentita da Petrarca come incapacità d’allontanarsi dalle tentazioni peccaminose.
 Terzo Libro: Francesco parla delle “catene di diamanti” cioè i legami che lo tengono
attaccato ai valori terreni, come la gloria e l’amore per Laura.

Testo:

Il male di vivere chiamato “accidia”


Dentro il Testo:
Argomento:

In questo testo, Agostino fa un esame impietoso a Petrarca, per mostrargli uno per uno tutti i
peccati di cui egli si è macchiato; tra questi c’è l’accidia, che è una vera malattia dello spirito, uno
stato che porta all’ozio e alla negligenza. Francesco descrive il proprio stato d’animo; è
insoddisfatto, triste, incapace di uscire da una condizione di mortale pessimismo. Seppure è
consapevole che nell’accidia tutto è aspro, doloroso e orrendo, non sa sottrassi, questo accentua la
sua debolezza, impedendogli di riemergere dall’apatia e di riavvicinarsi a Dio.

Stile:

Le cose dette da ognuno sono brevi e c’è un’alta frequenza di domande.

Canzoniere:
Titolo: Il titolo originale di quest’opera è Rerum vulgarium fragmenta, cioè “Frammenti di
componimenti in volgare”. Francesco scelse questo nome in maniera di elevare un po’, da un punto
di vista letterario la sua opera, ma il nome stesso sminuisce il valore dell’opera. È anche conosciuta
come Canzoniere, che vuol dire “raccolta di canzoni” o poesie. Però c’è anche un terzo nome Rime,
che deriva dal proemio.

Struttura: Il Canzoniere consta di 366 componimenti lirici, soprattutto sonetti. Il numero di


componimenti allude ai giorni dell’anno escludendo il sonetto proemiale. Questo simboleggia
un’opera di una vita, una vita di poesie. L’opera è divisa in due sezioni: “Rime in vita di madonna
Laura” e “Rime in morte di madonna Laura”.

Organizzazione: Petrarca concepisce l’insieme delle poesie come un’opera unitaria, una grande
autobiografia. Per farlo, ci sono volute 9 redazioni. Non si sa bene quando Petrarca cominciò la
composizione dell’opera.

Argomenti: L’opera tratta diversi argomenti, come ad esempio:

 Autobiografia: Petrarca fa un’autobiografia ideale, dove descrive la sua trasformazione, dai


valori terreni (come l’amore per Laura o la gloria poetica) a quelli religiosi e cristiani.
 Laura: Il personaggio cardine dell’opera è Laura, una donna che rappresenta sia una figura
idealizzata e fortemente simbolica (dal nome che allude alla “laurea”, cioè
all’incoronazione con l’alloro), che connotati di umanità e sensualità. Petrarca, siccome
visse nel Medioevo, non poté accettare quella visione dell’amore. Il poeta esplora diversi
moti e conflitti interiori, ricomporre un io diviso a causa della passione amorosa. Insomma,
per Petrarca Laura è una figura idealizzata e simbolica (gloria poetica), e al tempo stesso
reale, con connotati umani e sensuali, questo genera il conflitto interno del poeta.
 Religione: Il tema della religione è presente in pressoché tutta l’opera. Esso è presente
nella passione per Laura, che è un’azione peccaminosa. Nel Canzoniere Petrarca mostra
come egli non è capace di condannare in modo definitivo le passioni terrene. Tuttavia non
rinuncia a credere nella salvezza mediante la grazia e il pentimento, con la confessione e la
preghiera.
 Tempo, Memoria e Morte: Petrarca mostra una visione del tempo trascorso; come nella
scomparsa della donna amata, come i connotati di Laura spariscono, ecc. Nel Canzoniere
c’è una continua oscillazione tra il presente, il passato e il futuro: il passato rappresenta
l’errore e il peccato, il presente la consapevolezza e il pentimento, mentre il futuro la
speranza della soluzione dei conflitti. Inoltre, Petrarca dice che l’eternità non esiste e che il
tempo mostra che “quanto piace al mondo è breve sogno”. La memoria consente il poeta
di ricordare com’era Laura.
 Politica: ci sono alcuni sonetti o componimenti che parlano di politica.

Rappresentazione di Laura: Ella è rappresentata come una donna stilnovista, cioè con tutti i
connotati come: Capelli d’oro, begli occhi, angelico seno, dolce riso, bel fianco, mani bianche e
sottili, bel piè. Nonostante ciò, Laura invecchia.

Nome: Laura venne nominata solo 3 volte nell’intero libro. Molte volte Petrarca usa il nome della
donna come simbolo d’altre passioni, come:

 Lauro: desiderio di poesia;


 Laura: desiderio della fama poetica;
 L’aura: desiderio della patria;

Volgare: Petrarca nel Canzoniere scelse un lessico selezionato e ristretto, aspira alla perfezione
formale del latino.

Un sonetto:
È un componimento poetico che consta di:
 Due Quartine e due Terzine
 Versi endecasillabi
 Rima, può essere incatenata o alternata nelle quartine, mentre nelle terzine può essere
alternata, ripetuta, invertita o incatenata.
Testi:
Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
È il sonetto introduttivo del Canzoniere. Qui il poeta riconosce l’amore per Laura come un errore
della giovinezza.

Metrica del Sonetto: ABBA ABBA CDE CDE

Dentro il Testo:

Argomento:

Petrarca definisce il proprio amore per Laura come un errore (v.3 “errore”) della giovinezza, quindi
egli offre un giudizio negativo dell’esperienza amorosa. La causa del valore negativo attribuito
all’amore per Laura, è che è una passione esclusivamente terrena e quindi peccaminosa.

Petrarca confessa il proprio giovanile attaccamento alle cose terrene. Tuttavia pare che Petrarca
non ha completamente superato quella passione (v.4 “in parte”). Poi dice che il dolore non
conduce a un mutamento effettivo e la stessa speranza di una vita diversa appare illusoria.

Con questo sonetto, Petrarca mostra la propria vita interiore di sofferenza e problematiche.

I destinatari dell’opera sono “Chi […] intenda amore” (Stilnovo). La vara nobiltà si trova nel cuore
gentile. Amore e cuore gentile coesistono insieme: la natura non crea prima l’uno né l’altro. Con
questa teoria si giustifica l’inevitabilità dell’amore, quindi si giustifica anche l’amore terreno, che
nessun cuore gentile può rifiutare.

Stilo:

Nel sonetto c’è una forte contrapposizione tra presente e passato, con l’uso di verbi passati e
presenti. Ad esempio: il passato è l’errore giovanile, invece il presente è la vergogna e
ravvedimento. È un dialogo tra due poli, cioè passione e pentimento. E come dice dopo, ancora
non lascia d’essere quell’uomo di prima.
Solo et pensoso i più deserti campi
In questo sonetto il poeta cerca di fuggire dalle persone, cercando luoghi deserti, ma ovunque vada
l’Amore lo perseguita.

Metrica del sonetto: ABBA ABBA CDE CDE

Dentro il Testo:

Argomento:

In questo sonetto Petrarca cerca di fuggire dalle persone per non mostrare il proprio stato d’animo,
poiché se la gente lo guardasse capirebbe subito che egli è innamorato. Lui vuole vivere il proprio
tormento in solitudine, in posti deserti. Anche cerca questa solitudine per potersi abbandonare alla
sua passione. Quando il poeta è in un posto remoto, Amore lo perseguiti e lui gli parla.

Stile:

In questo sonetto, Petrarca usa spesso l’enjambement, ovvero, un ricorso letterario che consegna
fluidità alla frase, poiché è la continuazione di un’idea un pensiero nel verso seguente.
Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
In questo sonetto il poeta mostra come Laura aveva molti connotati di una donna stilnovista ma
ora invecchia.

Metrica del sonetto: ABBA ABBA CDE DCE

Dentro il Testo:
Argomento:

Petrarca rievoca una visione del passato. Descrive Laura come una creatura angelica, il suo passo e
la sua voce hanno parvenze celesti. Egli la paragona con uno spirito paradisiaco e a un sole
splendente. A lui non importa che col passare del tempo la bellezza di Laura abbia sfiorato. Egli
dice che la ferita provocata dalla freccia d’amore rimarrà aperta per sempre.

Petrarca introduce il trascorrere del tempo, contrario agli Stilnovisti. Petrarca per esprimere
questo, utilizza verbi all’imperfetto, come: erano, avolgea, ardea, parea, avea, ecc. La descrizione di
Laura avviene attraverso della soggettività del ricordo. Il poeta ci mostra le cose che sono sfiorite:
gli occhi, i capelli, ecc. Laura per Petrarca è reale, umana, invecchia come tutte.

Con questo sonetto Petrarca mostra la caducità della bellezza e la fragilità delle cose umane, che si
collega con l’ultimo verso del primo sonetto “quanto piace al mondo è breve sogno”.

Stile:

Nell’intero sonetto ci sono metafore per descrivere com’erano gli connotati di Laura. Inoltre,
l’espressione “l’aura” richiama chiaramente un senhal, lo pseudonimo utilizzato dagli provenzali
per non dire il vero nome della donna amata. La descrizione della donna rimane soltanto alla
dimensione soggettiva della memoria, pochi dettagli significativi. In questo caso si utilizza la
sineddoche coi capelli, poi la lice degli occhi e infine il colore del viso e soprattutto la chioma
bionda.

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