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RoadBook 48

Il documento presenta una rivista dedicata al motociclismo, con articoli su pneumatici, viaggi in moto e accessori. Include anche un editoriale che sottolinea l'importanza dei compagni di viaggio e della preparazione per le avventure in moto. Infine, offre un sommario delle sezioni e degli argomenti trattati, come eventi, recensioni di moto e storie di viaggiatori.

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Simone Torretta
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IT

ADBO OKMAG. EUROGRIP TRAILHOUND STR IN PROVA I NUOVI PNEUMATICI PER MAXIENDURO
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Profumo di Rajasthan Fuoristrada sui Pirenei A zonzo sull’Appennino
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gli stessi criteri delle valigie in alluminio:
massima qualità, impermeabilità, affidabilità
e resistenza senza nessun compromesso.
EDITORIALE

FRATELLI
DI POLVERE

Ci sono cose che si possono ci concentriamo su quanti arrancavano su una mulattiera dosare i comandi, a leggere
comprare con un clic: l’ultima cavalli ha il motore, quanto con più buche che terra, il terreno, a gestire la moto
giacca in Gore-Tex, una pesano le valigie, se la traccia il manubrio tra le mani e i con i bagagli come se fosse
torretta GPS da rally, le borse GPX è caricata correttamente. dubbi in testa, è bastata la un’estensione del proprio
morbide che fanno tanto Ma la verità, quella che si voce calma e familiare degli corpo, allora si smette di
avventuriero. Ci sono invece scopre solo dopo chilometri istruttori, sempre presenti: essere solo un passeggero del
altre cose che non si trovano e chilometri, è che il miglior «Peso dietro, gas costante caso e si diventa parte attiva
in nessun negozio, fisico o accessorio non ha un codice e la moto sale da sola». E, dell’avventura. È questa la
virtuale. Tipo un amico vero, prodotto: è il nostro compagno come per magia, le moto lezione più importante che ci
uno con cui condividere la di viaggio. sono salite tutte. Non è solo si porta a casa dalla RoadBook
strada, le risate e anche le Ho avuto la fortuna di questione di tecnica: è fiducia Academy, tra birilli, esercizi
rogne. ritrovarmi spesso in sella con e condivisione, è sapere che di frenata e preziose dritte
In questo mondo si parla persone così. Gente che non qualcuno ci guarda le spalle degli istruttori Di Traverso
sempre troppo poco si tira indietro quando c’è mentre cerchiamo di stare in Adventouring.
dell’importanza di chi ci sta da smontare una ruota, che equilibrio. Alla fine un viaggio è sempre
accanto. O meglio: dietro, condivide l’ultima barretta più grande della somma dei
di fianco, poco più avanti al cioccolato sotto un Ma attenzione all’inghippo: suoi chilometri. È fatto di
nel fango, a un bivio con la temporale, che rallenta per avere un buon compagno di incontri, di sguardi, di mani
cartina in mano o sotto la farti riprendere fiato e che non viaggio non basta, perché sporche e cuori ripuliti. Un
moto che non vuole saperne ti lascia mai solo se si spegne bisogna anche esserlo, quel buon compagno vale più di
di ripartire. Troppo spesso la moto all’improvviso. Non compagno. E per esserlo qualsiasi accessorio tecnico
si tratta solo di gentilezza; è serve prepararsi. Non si può e, quando lo si trova, bisogna
fratellanza, nel senso più puro partire verso l’ignoto contando ringraziare innanzi tutto sé
del termine. E sì, è anche una solo sull’improvvisazione stessi per aver avuto il buon
questione di sicurezza. e su qualche video visto al senso di prepararsi bene e il
volo sul telefonino. È una coraggio di fidarsi. Allora sì
I pionieri che hanno questione di rispetto per sé, che si può davvero andare
partecipato alla prima edizione per la moto, per chi viaggia lontano.
della RoadBook Academy con noi e per chi ci attende al
l’hanno capito bene. Mentre rientro. Quando si impara a DARIO TORTORA

EDITORIALE 3
SOMMARIO

IN COPERTINA

18
Moto Guzzi V85 TT Travel

17 PANORAMI E SAPORI
18 SICURO CHE TI DIVERTI Emilia-Romagna
28 L’ORO DELLE VISCERE Toscana
36 CASTELLI, CURVE E MEMORIA Emilia-Romagna

47 SU STRADA
48 NUOVAMENTE TÉNÉRÉ Yamaha Ténéré 700 2025
56 ABITO SPORTIVO Harley-Davidson Pan America 1250 ST
62 ROMAGNA RUGGENTE Malle Mutór
68
74
EQUINOZIO BITUMINOSO Bitume Rally
FIUTO PER LA STRADA Eurogrip Trailhound STR
48
RUBRICHE
3 Editoriale
8 Motocultura
10 RoadBook Academy
14 In vetrina
111 Cose che capitano
112 Dietro le quinte - Dal web 62
4 SOMMARIO
I caschi realizzati dalle mani esperte degli artigiani
Arai hanno dimostrato una Protezione superiore per
decenni.
I numerosi miglioramenti apportati generazione
dopo generazione e la ferrea volontà di massimizzare
il livello di Protezione che siamo in grado di offrire,
sono solo alcune delle caratteristiche che rendono
ogni Arai unico.

Dalla realizzazione del nostro primissimo casco a ad


oggi, la protezione del pilota rimane la nostra prima
Priorità, perché in Arai non dimentichiamo mai che
ciò che ci prefiggiamo di proteggere non ha prezzo.

Distributore Ufficiale in Italia


Via Emilia Ovest, 954 - 41123 - Modena (MO) - IT
+39 059 - 8831811 - info@[Link]
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SOMMARIO

78
77 OLTRECONFINE
78 DA UN MARE ALL’ALTRO Spagna
88 SULLE STRADE DEI RAJA India 88
99 STORIE E PERSONE
100 LA STRADA DI FLORIANO Francesca Gasperi

PENSIERI IN MOTO:
DAL SITO

UN LABORATORIO FILOSOFICO
[Link]/pensieri-in-moto-
un-laboratorio-filosofico

VIDEO: CORSO GRATUITO


SU UTILIZZO DI OSMAND
E NAVIGAZIONE GPX

100
[Link]

URBEX IN MOTO
SULLA SERRA
[Link]/urbex-sulla-serra

ROADBOOK È UNA RIVISTA A BASSO IMPATTO AMBIENTALE


VIDEO: KIRGHIZISTAN IN MOTO:
LE MONTAGNE DEI NOMADI
[Link]

6 SOMMARIO
BAGAGLIO
SICUREZZA
PROTEZIONE
ERGONOMIA
NAVIGAZIONE

Noi di SW-MOTECH lavoriamo al costante sviluppo di


prodotti dedicati a migliorare l’esperienza di guida del
motociclista.

Legend Gear la gamma completa di bagagli dal


design modern-classic.

Borsa posteriore Legend Gear LR4

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MOTOCULTURA

LONG WAY HOME:


TV
EWAN MCGREGOR
E CHARLEY BOORMAN
SU MOTO D’EPOCA
Poco più di vent’anni fa i due attori britannici Ewan McGregor
e Charley Boorman fecero il giro del mondo in moto e lo
documentarono con la serie TV Long Way Round, che
contribuì indubbiamente all’esplosione del fenomeno
dell’adventure touring e alla vendita di migliaia di BMW
R1150 GS. Pochi anni dopo replicarono con la meno riuscita
Long Way Down da John o’ Groats in Scozia fino a Città del
Capo in Sudafrica, per poi tornare nel 2020 con Long Way boxer da 745 cc, 50 cavalli e gli inconfondibili carburatori Bing.
Up, distribuito da Apple TV+. Si trattò di una scommessa Anche qui troviamo cardano e cambio a quattro marce, però
elettrica a bordo di due Harley-Davidson LiveWire alla ricerca all’anteriore i freni sono a tamburo.
di una presa di corrente ogni 200 km in America Meridionale. L’itinerario prevede l’attraversamento del Mare del Nord,
Un’esperienza logistica audace, che si è rivelata anche molto l’ascesa verso la Scandinavia e il circolo polare artico, per
frustrante. poi ridiscendere lungo i Paesi Baltici, attraversare l’Europa
Ora il dinamico duo torna sui nostri schermi con una nuova continentale e rientrare in Gran Bretagna passando per
avventura motociclistica. Long Way Home, disponibile in la Manica. Diciassette Paesi attraversati, nessuna fretta.
streaming su Apple TV+, offre una formula diversa dalle Nonostante l’assenza di tratti off road impegnativi, non si
precedenti: due motociclisti, due moto d’epoca degli anni tratta di una passeggiata, soprattutto considerata la natura
’70 e un viaggio di 10.000 miglia attraverso l’Europa. Meno dei veicoli utilizzati e le condizioni meteo avverse. Ma fa parte
tecnologia, più meccanica, niente ABS, niente ride-by-wire, alta del gioco: «Se non ti fermi per una perdita d’olio – commenta
probabilità di guasti. Boorman – non è un vero viaggio in moto d’epoca: abbiamo
Ewan McGregor rispolvera una Moto Guzzi Eldorado del 1974 voluto cercare una sfida diversa, qualcosa che ci costringesse
– proprio quella della polizia americana – con un bicilindrico a rallentare, a capire, a riparare». Non sarà il viaggio in moto
a V da 844 cc raffreddato ad aria. All’epoca dichiarava 64 più estremo che si possa vedere, ma promette un’esperienza
cavalli, oggi ne saranno rimasti meno, però sfoggiava già freni autentica, raccontata con la consueta ironia dei protagonisti e
a disco all’anteriore. Boorman risponde con una BMW R75/5, arricchito da un impianto visivo sempre molto curato.

ANNE-FRANCE DAUTHEVILLE
LIBRI

E HO SEGUITO IL VENTO
Viveva a Parigi e ha scoperto la Kawasaki GA5 100 cc a due tempi, con
moto grazie a uno sciopero della tanto di testimoni.
metropolitana: in quel momento Stiamo parlando degli anni Settanta,
Anne-France Dautheville non eppure la traduzione in italiano del libro
sapeva ancora che sarebbe stata che scrisse per l’occasione è uscita
la prima donna della storia a solo adesso grazie a una Casa editrice
fare il giro del mondo con quel spagnola specializzata in letteratura
veicolo. Ma scoprì che andare in motociclistica, La Mala Suerte.
moto era bellissimo, soprattutto Anne-France ha tutt’ora un grande
se tale mezzo veniva usato per senso dell’umorismo e la sensazione,
viaggiare. Finì così in un gruppo leggendo il libro, è che qualsiasi
che raggiunse il Pakistan, ma i cosa le capitasse veniva interpretata
maschilisti giornali dell’epoca ridendoci sopra. In particolare, la sua
scrissero che lei era lesbica, descrizione del Giappone maschilista
ninfomane e che aveva viaggiato degli anni ‘70 è esilarante.
quasi sempre a bordo di un
furgone. Dalla rabbia e dalla voglia La Mala Suerte Ediciones,
di rivalsa nacque il giro del mondo, 288 pagine
affrontato nel 1972 in sella a una ISBN-13: 978-8412498394

8 MOTOCULTURA
IN QUESTO NUMERO

PIER FRANCESCO VERLATO


Fondatore del magazine
DAVIDE CROSTA MICHAEL MINELLI online Rust and Glory, direttore
Viaggiatore per interesse, Cresce fotografando i rally di marketing e comunicazione,
motociclista per vocazione, FRANCESCA GASPERI
auto e ritrova nel viaggiare in uomo per tutte le stagioni:
naturalmente attratto da tutto Pilota di rally raid, fotografa
moto le stesse emozioni. Ama scrive, fotografa, fa di conto.
ciò che si muove grazie a un e giornalista. Da sempre
passare dagli asfalti veloci Va in moto da quando
motore. Tra una curva e l’altra nel mondo delle due ruote,
ama perdersi in luoghi più o insieme al suo compagno alle lente mulattiere, passando aveva quattordici anni.
meno noti, alla costante ricerca Maurizio Gerini scopre dagli sterrati che attraversano A trentaquattro, la svolta:
del nuovo e del diverso. e racconta il mondo tra paesaggi pittoreschi. Il suo solo classiche, ma con
competizioni e progetti obiettivo è vivere avventure carattere e una “patina” ai
di solidarietà. mai viste prima. limiti della legalità. Fanatico
dell’artigianalità, guarda con
sospetto qualsiasi moto priva
di kickstarter.

IN REDAZIONE

DARIO ANTONIO MARCO DONATO LUIGI ANDREA FABIANO


TORTORA FEMIA MANZONI NICOLETTI DE SANTIS CARPANI MAGNANI

EVENTI ADVENTOURING 2025


Una selezione dei migliori eventi adventouring e turistici dell’anno, con indicazione di quelli a cui saremo presenti ( )

RoadBook Evento Data inizio Data fine Località FMI Sito


НАТ Ponte di Legno Adventourfest 14-06-2025 15-06-2025 Ponte di Legno (BS) [Link]
1000 Curve 21-06-2025 22-06-2025 Sassocorvaro (PU) [Link]
MotoFestung & Lessinia AdvenTOUR 20-06-2025 22-06-2025 Pastrengo (VR) [Link]
Terre Lucane Adventure 20-06-2025 22-06-2025 Rionero in Vulture (PZ) [Link]
Way Point Rally - Alpi Lombarde 21-06-2025 22-06-2025 Bienno (BS) [Link]
НАТ Sestriere Adventourfest 28-06-2025 29-06-2025 Sestriere (TO) [Link]
Mototendata Che Figata! 05-07-2025 06-07-2025 San Clemente (BO)
The AlpineScramble 12-07-2025 13-07-2025 Bassano del Grappa (VI) [Link]
RoadBook Academy 18-07-2025 20-07-2025 Asiago (VI) [Link]/academy
EADV Adventure Festival 18-07-2025 20-07-2025 Limone Piemonte (CN) [Link]
HAT Sanremo-Sestriere 04-09-2025 07-09-2025 Sanremo (IM) [Link]
L’Imponente 06-09-2025 07-09-2025 Guastalla (RE) [Link]
Queen Trophy 11-09-2025 14-09-2025 Bevagna (PG) [Link]
Lamas Rally Monviso 11-09-2025 14-09-2025 Sampeyre (CN) [Link]
RoadBook Academy 12-09-2025 14-09-2025 Susa (TO) [Link]/academy
Tuscany Maxienduro Crete di Siena 19-09-2025 21-09-2025 Acquapendente (VT) [Link]
Audax 1000 19-09-2025 21-09-2025 Pavia [Link]
Swank Rally di Sardegna 23-09-2025 27-09-2025 Capriata d’Orba (AL) [Link]
Transitalia Marathon 26-09-2025 03-10-2025 Rimini [Link]
MotorPlay 26-09-2025 28-09-2025 Faenza (RA) [Link]
HAT Legend 04-10-2025 05-10-2025 Garessio (CN) [Link]
Rally dei Trabocchi 04-10-2025 05-10-2025 Torino di Sangro (CH) [Link]
Rally Delle Marche 17-10-2025 19-10-2025 Gabicce Monte (PU) [Link]
Malle Mutór 23-10-2025 26-10-2025 Rimini [Link]
Sardegna Legend Rally 24-10-2025 26-10-2025 Cardedu (NU) [Link]
Dune Rally Marocco 27-10-2025 31-10-2025 Merzouga (Marocco) [Link]

MOTOCULTURA 9
MOTOCULTURA
EVENTI
L’AVVENTURA
CONSAPEVOLE
A maggio si è svolta la prima data della RoadBook Academy
e per farcela raccontare abbiamo lasciato la parola a uno
dei partecipanti: due giorni per riscoprire il piacere di guidare
all’avventura, con la testa sulle ruote e il sorriso sulle labbra
Ci sono momenti in cui sei talmente immerso in ciò che sulle labbra, testa sulle ruote». Da quel momento, il
stai facendo che il mondo potrebbe crollarti intorno e monologo interiore ha lasciato spazio all’ascolto attento
nemmeno te ne accorgeresti. Quando il flusso è così degli istruttori, all’osservazione dei loro gesti precisi, al
naturale che la matita sembra disegnare da sola, le parole desiderio – quasi istintivo – di assorbirne l’esperienza e
si scrivono senza bisogno di toccare la tastiera. O la imitarne, per quanto possibile, la padronanza tecnica.
moto supera una salita senza che tu debba fare il minimo Il fine settimana è stato fondamentale per scrollarmi di
sforzo. È uno stato di meditazione e l’ho vissuto durante dosso i tanti chilometri di asfalto ben poco contemplativo
la prima edizione della RoadBook Academy, organizzata accumulati negli ultimi anni. Ho ritrovato la postura
in collaborazione con Di Traverso Adventouring. Dopo corretta, imparato a dosare la frenata e affrontato cunette
anni lontano da sterrati, guadi e single track, grazie ai con decisione, evitando di sollevare la ruota per non
consigli di Alessandro Pagani e Filippo Pandin, entrambi
istruttori federali, ho sostituito il dubbio «starò facendo la
cosa giusta?» con un semplice «lasciati andare, sorriso

DI PIER FRANCESCO VERLATO

FOTO MICHAEL MINELLI

10 MOTOCULTURA
direttamente nella realtà del percorso. Ogni terreno ha le
sue regole, e saper dosare il peso, gestire il gas e usare
correttamente i comandi fa la differenza tra affrontare un
ostacolo con sicurezza o lasciarsi sorprendere dall’imprevisto.
Una volta rientrati alla base, la lezione di navigazione GPS
a cura di Antonio Femia si è trasformata in un prezioso
approfondimento. Anche chi pensava di “saperla lunga” ha
scoperto funzionalità e trucchi che rendono ogni viaggio
più sicuro e consapevole. Si è spaziato dall’hardware ai
software desktop e mobile, dalla costruzione delle tracce GPX
all’attivazione delle procedure di emergenza.
La giornata si è chiusa con una cena che è stata un trionfo di
rischiare di dover offrire da bere all’intera comitiva, si intende sapori locali e racconti condivisi. L’euforia era palpabile: poche
una volta terminata la giornata. Dopo un’ora tra birilli e frenate ore prima certe sfide sembravano impossibili, ora erano solo
d’emergenza su terra, il severo (ma giusto) Alessandro mi ha storie da raccontare attorno a un tavolo.
dichiarato “abile e arruolato”.

Guida interiore
Il primo giorno ci ha portato ad affrontare un percorso di
settanta chilometri attraverso ogni tipo di fondo che un
viaggiatore adventouring possa incontrare: fango, erba alta,
pietre smosse, mulattiere. Il battesimo del guado, se non lo
affronti da tempo, mette sempre un po’ di tensione. Ma poi
scopri che i guadi non sono uno, ma cinque o sei: la ripetizione
aiuta ad acquisire sicurezza e a scacciare quella fastidiosa
sensazione di inadeguatezza.
La pausa pranzo, tra le mura suggestive di un vecchio mulino, è
stata un momento di ristoro non solo fisico ma anche mentale.
Il sole ci accompagnava, il torrente scorreva accanto e ognuno
fissava la memoria come poteva: chi con lo smartphone, chi –
come il sottoscritto – con la cara vecchia macchina fotografica.
Il pomeriggio è scivolato via tra nuove meraviglie dell’Appennino
Reggiano e soste dedicate alle spiegazioni tecniche, calate

MOTOCULTURA 11
MOTOCULTURA
EVENTI

12 MOTOCULTURA
Flusso senza sforzo
La domenica è partita nel fettucciato, perfetto per
rimettere in moto riflessi e tecnica, spingendo un po’
più in là i limiti del giorno prima. Ci si è divertiti, si è
presa confidenza, si è sperimentato.
Poi via verso una meta speciale: la Pietra di Bismantova,
spettacolare altopiano dell’Appennino reggiano con pareti poter viaggiare ovunque.
verticali, un eremo incastonato nella roccia e una biodiversità Al rientro, la giornata si è conclusa con una lezione tanto pratica
protetta. Per raggiungerla, però, ci attendevano guadi, pietraie, quanto spesso sottovalutata: la gestione del bagaglio in viaggio.
mulattiere e carrarecce immerse in faggete secolari. Le nostre Perché in moto ogni chilo conta, ogni ingombro influisce sulla
bicilindriche, vigorose ai bassi e frizzanti agli alti, ci hanno guida e ogni scelta – dai materiali al modo in cui si fissano
cavato d’impaccio anche nelle situazioni più critiche: bastava i carichi – può fare la differenza tra una tappa fluida e una
un filo di gas e una corretta distribuzione dei pesi tra anteriore e giornata da dimenticare. È lì che si impara a viaggiare davvero:
posteriore. quando capisci che saper dosare lo spazio e il peso è parte
La mattinata è stata un continuo alternarsi di asfalto, sterrato e integrante della sicurezza, dell’equilibrio e del piacere di guida. A
mulattiera, con paesaggi da cartolina che spaziavano dai borghi seguire, la consegna dei diplomi ha suggellato due giorni intensi,
in pietra ai colli pieni di castagni e tigli. 90-100 chilometri intensi, da portare via con orgoglio nel cuore… e nelle borse laterali.
impegnativi e allo stesso tempo gratificanti, coronati da una A quel punto, cuori e teste erano già altrove: su future tracce,
sosta con lasagne che, a quel punto del percorso, avevano il nuovi percorsi, magari un po’ più impegnativi, magari un po’ più
sapore delle grandi occasioni. lontani. Questa prima edizione della RoadBook Academy ha
È stato proprio dopo pranzo che è avvenuta la svolta. Ci siamo lasciato ai partecipanti molto più di nozioni tecniche e di qualche
infilati in una lunga sterrata, percorribile in auto ma segnata ora di applicazione pratica: ha acceso un modo diverso di stare
da insidiosi avvallamenti in cui si accumulava di tutto: fango, in moto, di leggere il terreno, di viaggiare. E da qui, si riparte.
pietre, ramaglie, acqua stagnante. L’energia del pasto è stata
progressivamente consumata da concentrazione e tecnica, ma
mai dalla tensione: ci si divertiva troppo per sentirne il peso.
Mi sono reso conto, quasi all’improvviso, di non fare più fatica.
La moto “navigava” fluida
LA SCUOLA
e io la guidavo più con le
ginocchia che con le braccia. DI MOTOVIAGGIO
Le spalle, al contrario delle
uscite in solitaria o con DI ROADBOOK
amici avari di consigli,
erano fresche. La Ténéré Realizzata in collaborazione con Di Traverso Adventouring, la
700 si faceva condurre con RoadBook Academy vuole essere un momento di formazione
naturalezza, permettendomi e aggregazione per prepararsi insieme ad altri appassionati a
persino qualche momento di vivere al meglio le proprie avventure. L’obiettivo principale è di
contemplazione nel paradiso permettere a chi non ha mai messo le ruote fuori dall’asfalto
silenzioso di querce, faggi di padroneggiare la propria moto sulle strade a fondo a
e castagni. Un’avanzata naturale. I prossimi appuntamenti saranno il 19-20 luglio
rispettosa, che non disturbava sull’Altopiano di Asiago (VI) e il 13-14 settembre sulle strade
gli abitanti del bosco, perché militari della Valle di Susa.
– se condotte con coscienza [Link]/academy
– anche le moto dovrebbero

MOTOCULTURA 13
IN VETRINA
Indossare, accessoriare, BORSE MORBIDE IBRIDE TURKANA HIPPOHIPS
bagagliare, partire HippoHips è la linea di borse morbide universali di Turkana che possono
essere montate sia a bisaccia direttamente sulla sella che sui telai
portavaligie più diffusi. Disponibili con capacità di 20 e 30 litri, le borse
HippoHips sono composte da un involucro esterno da fissare alla moto
e una borsa interna impermeabile estraibile.
Le borse esterne sono idrorepellenti e resistenti alle abrasioni, e hanno
SENA PHANTOM chiusura con sistema roll-top e cinghie; per una maggiore protezione
Il casco Sena Phantom è stato progettato come un del contenuto l’involucro esterno ha una leggera imbottitura. Per una
unico sistema che integra i pulsanti a filo per l’interfono, maggiore robustezza e per mantenere la forma e l’aderenza al telaio, sul
antenne interne ottimizzate per fornire ampia portata alle lato interno è presente una piastra di protezione dagli urti in polietilene
comunicazioni, altoparlanti Sound by Harman Kardon di ad alta densità. Le piastre hanno un peso di 900 grammi ciascuna e
seconda generazione, installati in camere acustiche dedicate sono installabili sui telaietti portavaligie dei maggiori produttori.
e una batteria di grande capacità, alloggiata direttamente Prezzo singola: 159 euro per la versione da 20 litri e 169 euro
nella struttura per una autonomia prolungata. per quella da 30 litri.
La comunicazione è affidata al sistema Mesh Intercom 3.0.
La tecnologia Wave Intercom, inoltre, sfrutta le reti cellulari
per fornire connettività ininterrotta, ovunque ci sia campo.
La calotta è in fibra di vetro composita con certificazione ECE
22-06 e integra una luce LED anteriore e una di posizione e
stop posteriore per garantire una migliore visibilità in ogni
condizione.
Taglie: da S a 2XL
Prezzo: 519 euro

FARETTI KAPPA KS311


I faretti LED supplementari KAPPA KS311 sono certificati CE,
hanno una potenza nominale di 25 W (+/- 10%) ciascuno, e
forniscono un flusso luminoso fino a 6.000 lumen con una
portata dichiarata di 380 metri.
Il fascio luminoso è studiato in modo da non abbagliare chi
guida in direzione opposta e da ridurre al minimo i punti ciechi
e le aree sottoesposte.
ACERBIS GALIBIER Tramite una pulsantiera a tre posizioni è possibile scegliere
Acerbis ha presentato degli stivali da moto dedicati la modalità di illuminazione tra abbaglianti, anabbaglianti e
all’adventure touring che si distinguono per versatilità e abbaglianti + anabbaglianti.
robustezza. Sono costruiti in pelle bovina, con suola da off I KS311 possono essere fissati su qualsiasi tipo di moto
road resistente a oli e benzina. utilizzando come supporto barre tubolari da 20 a 26 mm di
La chiusura è affidata a tre ganci con regolazione diametro; grazie agli attacchi filettati e alla staffa ruotabile
micrometrica e al velcro nella parte superiore; sono dotati di i faretti sono posizionabili in quattro
una protezione tibiale robusta e modalità: in basso, in alto, a destra e a
possono essere indossati sia con i sinistra.
pantaloni all’esterno sia all’interno.
Il peso si attesta a 2,6 kg, sono
omologati EN 13634:2017 e
offrono una membrana interna
impermeabile e traspirante. Le
solette anatomiche removibili, le
protezioni per la leva del cambio e il
rivestimento paracalore sul lato
interno ne completano la
dotazione.
Prezzo: 249,95 euro

14
DUCATI EXPLORER
Ducati Explorer è la linea di abbigliamento tecnico per le lunghe
percorrenze, composta da giacca e pantalone dall’estetica rally e con
funzionalità da enduro touring. La giacca ha maniche staccabili per essere
utilizzata in diverse situazioni e condizioni meteorologiche. L’esterno in
Cordura ad alta tenacità e resistente all’abrasione ha un trattamento SISTEMI LED MYTECH
idrorepellente ed è abbinato a una membrana staccabile H2Out. Lo strato Mytech porta la luce fuori e dentro le sue valigie, con una
impermeabile laminato a tre strati è antivento e traspirante, e può essere striscia LED esterna che migliora la visibilità notturna e una
indossato anche sopra la giacca principale. La ventilazione è offerta dalle lampada interna che permette di vedere bene il contenuto
aperture regolabili su braccia e petto insieme al grande estrattore sulla anche di notte. Nato come richiesta specifica del mercato
schiena. Altri dettagli di comfort sono la regolazione del fondo giacca con americano, il LED esterno ha un design minimalista
coulisse, le tante tasche e i polsini in neoprene. I Pantaloni Ducati Explorer e discreto che si integra con l’estetica della valigia grazie
sono disponibili nella sola variante nero/rosso: realizzati anch’essi in a una struttura essenziale e resistente alle intemperie.
Cordura hanno uno strato interno staccabile con membrana impermeabile La luce LED interna si fissa mediante un sistema magnetico
e traspirante H2Out. Sono dotati di ventilazioni sulle cosce e il comfort è nel punto più congeniale alle proprie esigenze; può essere
garantito dalle regolazioni con triplo velcro sul fondo e dalla tasca laterale. staccata e ricaricata, fornendo un’illuminazione ottimale
Taglie: da S a 3XL all’interno della valigia. Una soluzione comoda sia durante i
Prezzi: Giacca 699 euro - Pantaloni 469 euro viaggi in condizioni di scarsa visibilità sia durante
gli spostamenti notturni in ambito urbano.
Prezzi: striscia esterna 71 euro;
luce interna 20 euro

DAINESE SMART AIR


Smart Air è l’ultima evoluzione del sistema airbag
di Dainese che può essere indossato sia sopra sia sotto
la giacca, con un design che punta
su protezione, leggerezza
ed ergonomia.
La protezione è affidata al
sistema D-air Road su
petto e schiena che si
avvale di un airbag
a tripla attivazione
HEIDENAU K60 RANGER del sacco e di un
Il K60 Ranger è uno pneumatico dotato di tasselli ben marcati gas generator
e mescola dura, destinato alle grandi potenze delle maxienduro. integrato che può
La Casa preannuncia percorrenze anche di 10.000 km, un’ottima tenuta essere facilmente
su asfalti e sterrati asciutti e buona aderenza su asfalto bagnato. sostituito
Rispetto ai concorrenti le Heidenau K60 Ranger offrono una vasta in autonomia.
gamma di misure. Non tanto per il cerchio anteriore da 21” È un airbag
dove troviamo solo il 90/90, quanto per i 19” e 17” anteriori certificato di Livello
e i 18” posteriori (con l’immancabile 150/70 della maggior parte 2 su petto e schiena
delle endurone pluricilindriche). con una batteria
Ad esempio troviamo il 170/60-17” per la BMW R 1300 GS e la Moto ricaricabile che raggiunge
Guzzi Stelvio, il 140/80-17” per la Royal Enfield Himalayan e pure la durata di 12 ore.
il fatidico 120/80-18 di Honda CRF300L e Suzuki DR-Z4S. Prezzo: 649 euro

IN VETRINA 15
PANORAMI
E SAPORI
PAG 18 SICURO CHE TI DIVERTI
PAG 28 L’ORO DELLE VISCERE
PAG 36 CASTELLI, CURVE E MEMORIA

PANORAMI E SAPORI 17
PANORAMI E SAPORI

SICURO
CHE TI DIVERTI

DI ANTONIO FEMIA

FOTO MARCO MANZONI

18 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
EMILIA-ROMAGNA

Realizzare la prova di un casco diventa il pretesto


per fare due curve su una strada legata alla storia dei motori.
Andiamo a fare un giro verso l’Abetone

PANORAMI E SAPORI 19
PANORAMI E SAPORI

Q
uando si viaggia l’itinerario in sé
è importante ma fino a un certo
punto. Quello che conta e fa dav-
vero l’esperienza sono le persone
incontrate o le situazioni vissute, quelle che
ti lasciano dentro un qualcosa che dimen-
tichi presto per ritornare in mente quando
meno te l’aspetti, facendoti comprende-
re l’epifania ricevuta. Stavolta l’incontro
è avvenuto subito, proprio alla partenza
dell’itinerario; anzi è più esatto dire che il
percorso inizia proprio con quest’incontro.
Lui è Francesco Bombarda e si occupa del
marketing di BER Racing, l’azienda che da
43 anni importa e distribuisce i caschi Arai;
l’ha fondata il padre Maurizio, ex-pilota di
cross e vincitore nel 1988 in Zaire del primo
Camel Marathon Bike, l’edizione motocicli-
stica del famoso Trophy a cui da bambini 1
tutti abbiamo sognato di partecipare.
Incontriamo Francesco nella sede di Mo-
dena, dove ci consegna direttamente dalle
sue mani un Arai Tour-X5, il casco premium
da (adven)touring della Casa giapponese,
spiegandocene le caratteristiche peculiari.
Con aneddoti ed esempi, piuttosto che con
schede tecniche e dati numerici, Bombar-
da ci fa entrare nella filosofia di Arai: no ai
caschi modulari, visierino parasole bandito,
solo cinturini con chiusura a doppio anello.
Francesco ha una parlantina lesta e varia,
fornisce tante informazioni e dettagli in
modo chiaro e semplice: è un piacere ascol-
tarlo e si capisce che la sua è passione vera
per le due ruote e ciò che vi ruota intorno.
Naturalmente conosce quelle zone come le
sue tasche ed è un attimo farsi consigliare
sul giro da fare per provare il casco. Siamo
2

nella terra dei motori a un tiro di schioppo


dall’Appennino: serve altro?

Viene giù dai monti


La SS12 è una di quelle strade che attraver-
sa mondi distanti, che a percorrerle lenta-
mente si capisce tanto della Provincia, che
è il volto vero del nostro Paese. La statale
in questione viene anche detta strada dell’A-
betone e del Brennero perché è proprio dal
valico di frontiera che ha inizio quest’antica
via di comunicazione che univa l’Austria alla
Toscana: dal Brennero segue il corso dell’I-

1 GLI STABILIMENTI FERRARI SONO


IL CUORE DI MARANELLO
2 LA PISTA DI FIORANO DOVE VENGONO
TESTATE LE AUTO DEL CAVALLINO
3 NELLA SEDE DI BER RACING
A MODENA 4 DAVANTI AL RISTORANTE
3 LA FONTANINA SFRECCIAVANO I BOLIDI

20 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
sarco per poi costeggiare l’Adige, prima di
perdersi nel dedalo di canali e rettilinei del-
la Pianura Padana, ricomparire a Modena
e arrampicarsi sull’Appennino emiliano. Il
tracciato odierno è stato realizzato in circa
un secolo e completato nel 1956, unendo
più sezioni di epoche diverse: ad esempio
quello tra Pisa e Modena risale al XII secolo
ed era utilizzato per il commercio di vino e
bestiame.
Potremmo imboccarla subito e arrampicar-
ci rapidamente sulle curve dell’Appennino
fino ai 1.388 metri del valico dell’Abetone,
ma finirebbe troppo presto e ci perderemmo
qualcosa di sfizioso. Perciò puntiamo dap-
prima a Formigine da cui prendiamo la SP3
che ci porta davanti agli stabilimenti Ferrari,
dopo un passaggio proprio davanti alla pista
di Fiorano dove la Casa del cavallino collau-
da i suoi bolidi. Uno squarcio tra gli alberi of-
fre un buon punto di vista per sbirciare i test,
e sono in tanti a fermarsi a dare un’occhia-
ta. Sulla strada aperta incrociamo diverse
Ferrari, qualcuna targata ma anche diversi
prototipi con vernici texturizzate o comple-
tamente coperti da un telo. Buona parte
dell’economia della cittadina ruota intorno
alla Ferrari: davanti allo stabilimento storico
c’è un bel viavai di gente con la tuta da lavo-
ro del Cavallino, hotel e negozi a tema, bus

PANORAMI E SAPORI 21
1 L’ORATORIO
DELLA MADONNA
DI PRATOLINO
AI PIEDI DI
MONTECUCCOLO
2 LA SS12 SI
ARRAMPICA
SULL’APPENNINO
CON GUSTOSI
1 TORNANTI

turistici impegnati nella visita della fabbrica correre in moto e addirittura alcuni piloti pro-
e del circuito. I più bacchettoni potrebbero vavano qui i loro mezzi in assetto da pista.
storcere il naso per tutto l’interesse intorno Il nome è dato dal ristorante dove la gente
a queste auto di lusso che bevono, inqui- si piazzava per ammirare i piloti sfrecciare
nano e sono appannaggio di pochi eletti al sulle due curve antistanti. Ovviamente era
mondo: che spreco, signora mia! In realtà le tutto illegale e, vivaddio, impensabile da fare
innovazioni tecnologiche introdotte dall’au- ai giorni nostri.
IL MECCANISMO DELLA VISIERA
tomotive di lusso e da competizione vengo- CONSENTE LA RAPIDA RIMOZIONE E
no poi industrializzate e utilizzate anche nei Pif-paf intorno al Cimone INSTALLAZIONE. ANCHE IL FRONTINO
veicoli più economici, tecnologie che spes- I nostalgici diranno che quelli sì che erano SI PUÒ RIMUOVERE VELOCEMENTE
so migliorano la sicurezza. Perciò lunga vita veri motociclisti che guidavano moto vere, CON LA SEMPLICE PRESSIONE DI UN
ai milionari che finanziano ricerca e svilup- ma a pensare a freni e pneumatici dell’e- TASTO E SI RIMONTA CON UN CLIC
po, mentre si godono i loro imprescindibili poca viene la pelle d’oca. Per non parlare
status symbol. del casco, che non usava quasi nessuno
Da Maranello fino a Serramazzoni la SP3 perché non previsto dalla legge. Quanti mu- Il Tour-X5 è il casco touring utilizzabile in
prende la toponomastica di via Giardini, ma gugni quando divenne obbligatorio, quante diverse configurazioni grazie al frontino
tra gli appassionati è nota come strada della scodelline usate al posto di caschi veri, fin e alla visiera rimovibili. La calotta
Fontanina. Su questo nastro d’asfalto, dagli quando non si è preso coscienza dell’impor- esterna in laminato di fibre composite
anni ’70 fino a metà degli anni ’90, si veniva a tanza di proteggere quella parte del corpo ha un rinforzo in fibra espansa sopra
l’apertura della visiera, più esposta agli
impatti. Questo permette di ridurre lo
2 spessore dell’EPS abbassando il peso
della calotta in sommità e di ampliare
l’apertura a favore di una migliore
visuale. La forma del casco è sferica
per favorirne lo scivolamento in caso
di impatto: niente nervature o linee
spigolose che potrebbero provocare
impuntamenti, ma una linea morbida e
continua che permette di distribuire gli
attriti su una superficie più ampia. Per lo
stesso motivo le prese d’aria superiori, lo
spoiler e il frontino si configurano come
sovrastrutture progettate per staccarsi
nell’impatto.
Il sistema di ventilazione è caratterizzato
da una buona modularità, con tre punti
di ingresso e cinque di estrazione
dell’aria. La presa d’aria sulla mentoniera
permette di orientare il flusso sulla
bocca o verso la visiera; la presa d’aria
superiore è regolabile in due posizioni
e, infine, il logo tridimensionale in rilievo

22 PANORAMI E SAPORI
IN VIAGGIO CON

EMILIA-ROMAGNA
ARAI TOUR-X5

LE PRESE D’ARIA SUPERIORI SONO


DUE E LAVORANO A VELOCITÀ
DIFFERENTI; SUL RETRO L’ESTRAZIONE
DELL’ARIA CALDA È CONTINUA
ATTRAVERSO LE DUE APERTURE
AD ALTEZZA NUCA

sulla fronte nasconde un’altra bocchetta il suo lavoro di riparare dal sole diretto.
che lavora alle basse velocità. L’estrazione Sia questo che la visiera si rimuovono
sul retro avviene mediante tre uscite rapidamente e senza attrezzi per avere la
regolabili in alto e due sempre aperte ad configurazione desiderata.
altezza nuca. L’Arai Tour-X5 convince da subito per il
La circolazione dell’aria all’interno è bilanciamento che lo fa sembrare molto
agevolata dallo spazio tra gli elementi più leggero dei 1.700 grammi reali e
dell’imbottitura removibili e lavabili, con appena indossato sembra di usarlo da
i guanciali completamente sfoderabili sempre. Anche dopo una giornata intera di
e dotati di linguette per la rimozione di utilizzo non si accusa stanchezza al collo
emergenza. Lo spoiler sottomento è di e alle spalle. Gli interni avvolgono la testa
dimensioni ridotte ma retrattile, pertanto si senza comprimerla, non irritano la pelle,
può scegliere di far entrare un po’ d’aria o sono morbidi ma non cedono, offrono
di estrarlo per una maggiore protezione. spazio per le orecchie anche in caso di
La visiera avvolgente offre una visuale auricolari Bluetooth per i quali sono già
molto ampia in altezza e di 180° in predisposti; anche inzuppati di sudore si
larghezza; è sagomata secondo la forma asciugano in una notte senza produrre LE PRESE D’ARIA SULLA MENTONIERA
della mentoniera e viene fornita di Pinlock cattivi odori. La mentoniera è posta a una PERMETTONO DI DEVIARE L’ARIA SULLA
120 che copre l’intera estensione della distanza ragionevole dalla bocca. VISIERA OPPURE DI CONVOGLIARLA
visiera. A limitare l’appannamento concorre L’aerodinamica è ottima: il frontino non va VERSO LA BOCCA
il paranaso che, inclinato verso l’interno, in risonanza, non innesca ondeggiamenti
non interferisce col campo visivo. né turbolenze dovute al flusso d’aria del
Come su tutti gi Arai manca il visierino parabrezza. Il comfort acustico è buono: differenza tra le varie posizioni delle prese
parasole, una scelta precisa per non si sente il rumore del vento ma è piuttosto d’aria.
sottrarre millimetri di polistirolo dove ovattato con le prese d’aria chiuse. È davvero difficile trovare qualcosa che
serve di più, imperativo categorico della Aprendole tutte si avverte un fruscio che non vada in questo casco: forse è il prezzo
Casa come il cinturino con chiusura ricorda quello delle audiocassette senza piuttosto alto, che però è assolutamente
esclusivamente a doppio anello. Il frontino Dolby; non ci sono fischi, sibili, rombi. adeguato alla qualità costruttiva e al
regolabile non è molto lungo ma svolge La ventilazione è efficace e si sente la comfort offerto.

PANORAMI E SAPORI 23
PANORAMI E SAPORI
che, come piace dire a Francesco, una volta
rotta non si ripara. Dai primi caschi, pesan-
ti e caldi, sono stati fatti passi da gigante e
anche le tecnologie legate ai dispositivi di si-
curezza individuale si sono democratizzate.
Mentre pennello le curve che abbracciano la
vetta del monte Cimone non posso fare a
meno di pensare alla Guzzi V85 TT che sto
guidando: le moto di Mandello rappresenta-
no nell’immaginario l’ortodossia motocicli-
stica, una roba da puristi che di quelle due
ruote scorgono l’anima, che suole manife-
starsi nel sussulto laterale a ogni sgasata.
Moto capricciose che danno soddisfazioni a
chi le sa coccolare, ricambiando il piacere di
guida con cure maniacali, dedizione ed etti
di olio buono ogni migliaio di chilometri.

1
2
Ecco, il tempo dell’inaffidabilità è finito an-
che per le Guzzi, che ora vantano fasatura
variabile, display con connettività, piattafor-
ma inerziale a sei assi, ABS cornering e tut-
te le diavolerie algoritimiche moderne che
salvano la vita e fanno consumare meno e
meglio. Basta con le seccature: della vec-
chia aquila lariana rimane solo il bello e la
goduria, quella buena vibra che scuote il
manubrio e la sella (e il cuore del pilota) a
ogni sgasata. Cinquant’anni fa chi avrebbe
mai detto che saremmo saliti all’Abetone

1 MAN MANO CHE


SI SALE DI QUOTA
LA VEGETAZIONE
SI FA FITTA E FRESCA
2 IL MONTE CIMONE
DOMINA LA VISTA OGNI
VOLTA CHE GLI ALBERI
SI DIRADANO

24 PANORAMI E SAPORI
IN VIAGGIO CON

EMILIA-ROMAGNA
MOTO GUZZI V85 TT TRAVEL

Con questa versione la tuttoterreno braccia ma in modalità Sport permette di L’elettronica di bordo è ora identica
di Mandello sembra aver raggiunto la dare gas con gusto e brio. a quella della Stelvio, con lo stesso
maturità definitiva. Presentata a fine Ciò che non è cambiato dalla prima blocchetto comandi a quattro vie sulla
2019, per quanto versatile e agile nella versione sono i consumi di oltre 25 km/l sinistra in luogo dell’astruso monotasto
ciclistica, la prima serie soffriva di poca a velocità di passeggio, raramente oltre i sulla destra delle versioni precedenti.
coppia ai bassi regimi e battito in testa 19 km/l anche quando si scanna, che si Per questo servizio abbiamo utilizzato
nei mesi caldi. traducono in circa 500 km di autonomia la versione Travel che, oltre alle valigie
La versione attuale, con omologazione grazie ai 23 litri di serbatoio. L’agilità nel in plastica e al parabrezza maggiorato,
Euro5+, vede un motore con fasatura misto, la bagaliabilità e il comfort di guida arriva con piattaforma multimediale e
variabile capace di 80 CV e 83 Nm messo la rendono una delle moto per viaggiare il riding mode Custom che permette
bene a punto per il turismo: vista la sua un po’ ovunque più abbordabili e facili sul di personalizzare i valori di potenza,
indole paciosa non strapperà mai le mercato. controllo di trazione e ABS.

TELAIO A SGANCIO RAPIDO MYTECH


Per chi volesse dotare la propria V85 TT di valigie diverse da quelle proposte da Moto Guzzi,
Mytech propone diverse soluzioni sia in alluminio sia in fibra di carbonio da utilizzare sui propri
telai, ora disponibili anche in versione a sgancio rapido. Sono pensati per chi ha a cuore le linea
pulita della cavalcatura, e si compongono dei semitelai su cui si agganciano le valigie e dei punti di
fissaggio alla moto. Questi sono fazzoletti in acciaio che vengono fissati alla moto e ospitano i fori
a cui agganciare i semitelai mediante viti a un quarto di giro. Queste hanno la testa esagonale e una
scanalatura in modo da essere ruotate mediante un cacciavite piatto o una chiave da 13 o ancora
una chiave a bussola della stessa misura. Basta inserire la vite nell’apposito foro, farle compiere
un quarto di giro ed è fatta, il contrario per rimuovere il semitelaio. Per evitare il furto è possibile
assicurare con dei lucchetti i fazzoletti che insistono sulle pedane passeggero.

I TELAI SI AGGANCIANO
AI FAZZOLETTI IN ACCIAIO
CHE RIMANGONO FISSI
SULLA MOTO

PANORAMI E SAPORI 25
PANORAMI E SAPORI

DOVE MANGIARE
E DORMIRE
1
RISTORANTE LA FONTANINA
Cucina tipica tra le campagne della
via Giardini, quello dove la gente si
dall’idea di essere al sicuro. È la consape-
appostava per veder sfrecciare i piloti. 2
volezza del rischio controllato, andare giù
Un posto epico anche per il ciclismo
una curva dopo l’altra, che fa divertire e che
come ricorda la targa a Fausto Coppi
rende emozionanti anche le cose che di bri-
all’esterno.
vido non ne danno: ammirare una piccola 1 NEGLI ULTIMI CHILOMETRI PRIMA
Via Giardini Nord, 2827
chiesetta a un crocicchio, fermarsi in un bar
41028 Serramazzoni (MO) DEL PASSO SI GODE DI UNA NATURA
qualunque per un caffè, origliando bonaria-
Tel. 0536950261 PITTORESCA 2 ALL’ABETONE SI VA
mente le conversazioni dei locali per sentirsi
un attimo parte di quelle vite che si incrocia- PER SCIARE E NOI CI GODIAMO
LAMA CAFÉ LA QUIETE DELLA BASSA STAGIONE
no per caso.
Un posto imperdibile per ogni 3 LE PIRAMIDI SEGNANO L’ANTICO
Da Lama Mocogno inizia l’ultima parte del
motociclista che passi da Lama
percorso, la più divertente con curve e con- CONFINE TRA IL GRANDUCATO DI
Mocogno, sia per la cucina e la
qualità del bere sia per il fervore
trocurve che si susseguono veloci infilan- TOSCANA E IL DUCATO DI MODENA
motociclistico del proprietario.
Con cinque camere a disposizione,
la struttura è un ottimo avamposto
per esplorare il Frignano.
Via P. Giardini, 261
41023 Lama Mocogno (MO)
Tel. 348 7203988
[Link]

a divertirci con una Guzzi con ruota da 19”?


Eppure…
In fondo cos’è poi il divertimento, se non
provocare il sistema endocrino per fargli
produrre scariche di dopamina e serotonina
che fanno pompare il cuore e sentire bene.
A noi piace farlo aprendo il gas in sicurez-
za, che sono passati da un pezzo i tempi
degli altri ormoni, quelli che ti fanno sentire
immortale. La chiacchierata con Bombar-
da davanti a un casco mi ha illuminato su
come sia progredita non solo la tecnologia
dei motori e dei dispositivi di sicurezza, ma
anche la mia personalissima percezione del
divertimento che non può più prescindere

26 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
Modena

[Link]/roadbook48-emilia-romagna
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS. Circuito
di Fiorano

La Fontanina

Lama Mocogno

Passo dell’Abetone

TOSCANA

dosi tra i boschi. Per chilometri la scena è


dominata dalla vetta imbiancata del monte
Cimone, silenzioso guardiano di questa che
un tempo fu terra di frontiera. Questo tratto
della strada venne realizzato nel 1766, e per
portare a compimento l’opera venne abbat-
tuto un abete così grande (da cui il nome
della località) che sei uomini non bastavano
per abbracciarlo: anche in questo caso altri
tempi, altre coscienze. Invece dell’albero, a
segnare il passo ci sono due piramidi in pie-
tra che rappresentano il ducato di Modena e
il granducato di Toscana, che qui avevano il
loro confine. Sull’Abetone si viene per scia-
re, ma a me sembra di tagliare un traguardo
quando ci passo in mezzo. Arrivato in cima
dopo l’ultima sequenza di curve, mi conce-
do un’occhiata al panorama mentre il sole
inizia a congedarsi. Ci aspettano ore di viag-
gio per rientrare a casa ed è bello sapere di
poterlo fare in sicurezza.

27
PANORAMI E SAPORI

L’ORO DELLE VISCERE

DI MICHELE BINI

28 PANORAMI E SAPORI
TOSCANA
TOSCANA

Non di solo Chianti, fiorentine e dolci colline


si vive in Toscana. C’è anche chi è andato alla scoperta
delle insospettabili ricchezze sotterranee
che questa terra nasconde

PANORAMI E SAPORI 29
PANORAMI E SAPORI

D
opo aver gustato un buon caffè
in Piazza Repubblica a Monteca-
tini Val di Cecina, borgo medie-
vale dominato dalla imponente
Torre Belforti, dirigiamo verso Campor-
ciano che nell’800 ospitava la più grande
miniera di rame d‘Europa. Fu qui che nel
XIX secolo nacque la società Montecatini,
la quale nel 1966 si fuse con la lombarda
Edison dando vita alla Montedison.

COSA VEDERE
MUSEO DELLE MINIERE
DI MONTECATINI VAL DI CECINA
Località La Miniera 2
56040 Montecatini Val di Cecina (PI)
Tel. 0588 31026
Oggi è possibile visitare il Museo delle stupiamo di come l‘uomo sia riuscito a
MUSEO DELLE SALINE LOCATELLI Miniere ripercorrendo le fasi più impor- sfruttare al massimo anche le risorse che
Via Moje Vecchie, 9 tanti dell‘estrazione mineraria calandosi si celano sotto le nostre ruote: nel sotto-
58048 Saline di Volterra (PI) nel claustrofobico ma affascinante labi- suolo si trovano infatti ricchezze portate
Tel. 0588 44325 rinto sommerso attraverso una parte del- in superficie da quella particolare perizia
[Link] la galleria principale. che noi italiani, con testa e cuore, siamo
Dopo la visita è tempo di riprendere la capaci di utilizzare.
MUSEO DELLA GEOTERMIA moto: la strada chiama e le morbide
Piazza Leopolda, località Larderello curve della SS439 scorrono veloci divin- Nella Valle del Diavolo
56045 Pomarance (PI) colandosi tra verdi colline e gialli terreni Inorgogliti dall’improvviso impeto patriot-
Tel. 0588 67724 freschi di trebbiatura. tico proseguiamo in direzione sud, lungo
[Link]/it/paesi/ Ci lasciamo alle spalle Saline di Volterra, i divertenti saliscendi della statale sino
europa/italia/luoghi-energia/museo- che deve il suo nome al prezioso mine- ad arrivare al centro di Pomarance, bor-
geotermia rale ivi estratto sin dal tempo degli Etru- go che può apparire meno caratteristico
schi, solo dopo aver visitato il Museo del- dei più rinomati centri storici toscani, ma
MUBIA, GEOMUSEO DELLE BIANCANE le Saline: qui si trova il primo birrificio al la cui posizione è dovuta alla forza della
Strada Provinciale Bagnolo mondo realizzato dentro una salina, dove natura che si sprigiona dalle viscere della
58025 Monterotondo Marittimo (GR) è possibile degustare birre artigianali rea- terra.
Tel. 335 1017368 lizzate sfruttando l‘energia del sale. Come nella dirimpettaia Larderello, ca-
[Link] Per quanto siano percorsi che abbia- pitale mondiale della geotermia e primo
mo già battuto in passato, ogni volta ci esempio di sfruttamento di questa risor-

30 PANORAMI E SAPORI
TOSCANA
3

1 UNA DELLE GALLERIE DELLA MINIERA


DI MONTECATINI VAL DI CECINA
2 L’ESTERNO DELLA MINIERA
3 ARRIVANDO A SASSO PISANO
4 IL PALAZZO DE LARDEREL
A LARDERELLO

ispirazione nell’immaginarsi addirittura


l’inferno – che da Larderello si estende
fino a Monterotondo Marittimo.
Il Museo della Geotermia di Larderello,
4 fondato alla fine degli anni Cinquanta,
accoglie ogni anno migliaia di persone e
racconta, in forme multimediali, la storia
CI STUPIAMO DI COME L‘UOMO SIA RIUSCITO della geotermia, delle tecniche di ricerca
e perforazione del suolo, ma anche gli
A SFRUTTARE ANCHE LE RISORSE CHE SI CELANO sviluppi industriali che hanno tratto origi-
SOTTO LE NOSTRE RUOTE ne da questa particolare forma di ener-
gia.
Musei interni e musei a cielo aperto sono
sa per scopi chimici ed energetici dove si nieri delle prime Salus per Acquam della sicuramente la caratteristica più rilevan-
apprezzano, con sempre maggiore fre- storia, gli odierni centri termali per inten- te di un’area sorprendente, insieme alla
quenza, le tipiche manifestazioni natura- derci. Siamo nella Valle del Diavolo, fulcro suggestione che offrono le belle curve di
listiche del fenomeno geotermico di cui dell’area geotermica toscana – qualcuno asfalto che si sviluppano intorno a que-
fecero tesoro già etruschi e romani pio- sostiene che Dante Alighieri qui trasse ste attrattive.

PANORAMI E SAPORI 31
PANORAMI E SAPORI
Le birre fumogene per dar vita ai propri pregiati malti. la parte alta del parco si lasciano le moto
Sasso Pisano, un antico borgo adagiato Vapori di Birra è un progetto che ha sa- nel parcheggio del MUBIA – il Geomuseo
su un macigno in prossimità delle sorgen- puto unire la passione per la birra all‘at- della Biancane – e si sale a piedi per as-
ti del fiume Cornia, fu la causa del famoso tenzione per l’ambiente e all’innovazio- sistere a uno spettacolo surreale: come
e tragico sacco di Volterra: qui fu infatti ne – impianti a risparmio energetico e a astronauti in erba ci troviamo catapultati
scoperta una cava di allume, prezioso per minimo impatto ambientale e processi di tra rocce bianche, avvolti da calde fuma-
la concia delle pelli e buon fissante per i produzione adattati alla particolare risor- role che offuscano l‘orizzonte dove fa ca-
tessuti, della quale i fiorentini decisero di sa che il territorio offre. polino il blu del mar Tirreno.
impossessarsi a tutti i costi, sottometten- Sosta imprescindibile per i motociclisti Mons Ritundus – così appellato nell’an-
do con questo pretesto la bellicosa Vol- buongustai, quest‘attività a gestione fa- tichità per la forma conica del colle sul
terra. miliare coniuga l‘arte della birra con quel- quale si trova – è al crocevia di ben tre
Sasso Pisano riserva interessanti attratti- la per il buon cibo, offrendo abbinamenti diverse province toscane: Pisa, Livorno
ve: l’area archeologica delle Terme Etru- semplici ma dal sapore unico. e Grosseto. Circondato dalla caratteristi-
sche del Bagnone, il percorso geotermico Solo pochi chilometri di curve ci dividono ca macchia mediterranea, Monterotondo
con fumarole e putizze e, rullo di tamburi, da un‘altra “diabolica” attrattiva: il pae- Marittimo è un’importante meta turistica
il primo birrificio artigianale al mondo che saggio lunare del Parco delle Biancane di legata ai fenomeni geotermici, nonché
ha saputo sfruttare il vapore geotermico Monterotondo Marittimo. Per raggiungere uno dei sette comuni che compongono

LE CURVE DELLA SS439 SCORRONO VELOCI


LE MINIERE DIVINCOLANDOSI TRA VERDI COLLINE E GIALLI TERRENI
DI MONTECATINI FRESCHI DI TREBBIATURA
VAL DI CECINA
Vi sono due tipologie di visite: una di 1
ora e 15 minuti, adatta a tutti, che porta
al principale pozzo di estrazione, alla
sottostante galleria e alle officine della
miniera. L’altra, più impegnativa, dura
circa due ore e va prenotata. Oltre alla
visita del Parco Minerario l’itinerario
prevede la discesa attraverso una
scalinata a circa 100 metri di profondità.
[Link]

32 PANORAMI E SAPORI
TOSCANA
i costi di produzione ed elimina dal ciclo
qualsivoglia immissione di anidride car-
bonica a vantaggio di prodotti unici e sani.
La scelta è vasta e di assoluto livello: dal
raveggiolo alla ricotta, dai fiocchi di latte
al primo sale ai pecorini di diversa stagio-
natura realizzati con lavorazioni particola-
ri come “il vellutato“, “il moro“ o il pecorino
alle vinacce. Così, i sapori del Podere Pa-
terno costituiscono la benzina degli ultimi
chilometri di questo percorso.
Un’avvolgente SR398 ci conduce alla de-
viazione per Lustignano, che raggiungia-
mo percorrendo l‘asfalto della SP49, nota
anche come Via dei Lagoni Rossi, attra-
verso il lago Boracifero e il Guado Belluc-
ci, là dove il fiume Cornia è quasi sempre
in secca.
Si passa dal caldo al fresco, dalle aree
geotermiche ai primi rilievi che fanno da
confine tra le Colline Metallifere e la Val
di Cornia: ci fermiamo lungo la SP329,
con le ruote in direzione nord per ammi-
rare in lontananza la “Tierra del Fuego”
nostrana con la stessa malinconia che
Ferdinando Magellano provò lasciando
2

3
il Parco Tecnologico Archeologico delle
Colline Metallifere Grossetane.
VAPORI DI BIRRA
I sapori della nostra “Tierra del Fuego” Le birre artigianali sono uniche nel loro
Mario Tanda è titolare insieme al fratello genere e meritano di essere assaporate
Giuseppe dell‘azienda a conduzione fami- da sole o abbinate ai piatti realizzati
liare Podere Paterno: dal 2005 i due con- dalla cucina: la Geyser (5% dal sapore
sanguinei, di origine sarda, portano avanti agrumato con sentore di citrico), la
l‘opera dei genitori che approdarono qui Sulfurea (4,8%, dal gusto acidulo con
nel 1966. sentori di chiodi di garofano), la Magma
Il loro allevamento consta di ottocento (7%, fruttata con note di caramello), la
pecore, le quali generano l‘eccellenza di Thera, (7%, ad alta fermentazione e dal
questa realtà casearia grazie allo sfrutta- gusto speziato e mielato), la Lokomotiv
mento del vapore geotermico che riduce (5%, con note floreali di arancio),
l‘Ipagea (6,5%, dal gusto morbido
con note speziate e rinfrescanti),
1 PANORAMA DI MONTEROTONDO
l‘Accademica (5%, con note maltate
MARITTIMO 2 DAVANTI ALL’INGRESSO e fruttate) e la Libera ( 5%, dal corpo
DEL MUSEO DELLE BIANCANE leggero con note di malto e mais).
3 COME SFRUTTARE L’ENERGIA [Link]
GEOTERMICA PER PRODURRE BIRRA

PANORAMI E SAPORI 33
PANORAMI E SAPORI
1

lo stretto che oggi porta il suo nome. Altri


venticinque chilometri immersi nel verde,
Museo sorvegliati a vista da piccoli borghi silen-
delle Miniere Saline
di Volterra ziosi che si rianimano nel periodo estivo
con l‘afflusso di turisti stranieri rapiti dalla
Casino quiete di questi luoghi.
di Terra I profili di Canneto e Sassa ci accompa-
gnano sino alla fine del nostro giro, che si
conclude in località Casino di Terra sulla fa-
Pomarance mosa SP68 – soprannominata la Salaiola
– l‘arteria nota ai motociclisti per le sue in-
vitanti curve, che collega il mare a Volterra.
Insomma, come dire: in Toscana la fine di
ogni viaggio è l‘inizio di altri cento.
Larderello

Castelnuovo
Val di Cecina

Monterotondo
Marittimo

[Link]/roadbook48-toscana
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

34 PANORAMI E SAPORI
TOSCANA
2
DOVE MANGIARE
3
E DORMIRE
1 IL PODERE PATERNO
3
DEI FRATELLI TANDA 2 LE AZIENDA AGRICOLA TANDA
CARATTERISTICHE TUBATURE GIUSEPPE E MARIO
NEI PRESSI DEL LAGO Podere Paterno
BORACIFERO 3 I DIVERSI 58025 Monterotondo Marittimo (GR)
TIPI DI STAGIONATURA Tel. 0566 917042
A CUI VENGONO SOTTOPOSTI
I FORMAGGI DI PECORA VAPORI DI BIRRA
4 TRA I PENNACCHI DI FUMO Lagoni del sasso
56041 Sasso Pisano (PI)
DEL PARCO DELLE BIANCANE
Tel. 0588 26156
[Link]
4
LA GABELLA
Strada Pr. dei Quattro Comuni, 23
56040 Sassa (PI)
Tel. 338 4237112

RELAIS GUADO AL SOLE


56044 Sant‘Ippolito (PI)
Tel. 0586 699066
[Link]

HOTEL DEI CONTI


Via Antonio Gramsci, 53
56041 Castelnuovo di Val di Cecina (PI)
Tel. 0588 23039
[Link]

AGRITURISMO “VILLA VIGNA DANTE”


Località Podere Vigna Dante
56045 Pomarance (PI)
Tel. 371 4391643
[Link]

35
PANORAMI E SAPORI

CASTELLI,
CURVE E MEMORIA

DI NADIA GIAMMARCO

FOTO AMEDEO ROMA

36 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
EMILIA-ROMAGNA

Un itinerario che intreccia le leggende canossiane,


i silenzi dei calanchi e le voci della Resistenza:
storie e motori tra Emilia e Toscana

PANORAMI E SAPORI 37
PANORAMI E SAPORI
1

SE SI VIAGGIA
LUNGO IL CRINALE
DI TOANO I CALANCHI
DELL‘APPENNINO
OFFRONO UN PAESAGGIO
STUPEFACENTE

M
atilde di Canossa è stata una
delle donne più potenti del Me-
dioevo. Di carattere indomito
e autoritario governava un
vasto feudo che dalla Lombardia arrivava
fino alle porte di Roma.
Il castello delle Carpinete, il preferito di
Matilde, sorge sul monte Antognano da
cui sovrasta l‘intera valle attraversata dal
fiume Secchia. Lasciamo la moto nel par-
cheggio e percorriamo un sentiero che ci
porta in cima in pochi minuti. La fortezza
era protetta da tre cinte di mura, di cui re-
sta oggi visibile solo la prima. La porta at-
traverso cui accediamo conduce a un‘area
mercatale dalla quale proseguiamo verso
il mastio, che si raggiunge salendo 90 gra-
dini e dal quale si gode di una vista incredi-
bile sulla valle e sugli Appennini.
Vicino al castello si trova la chiesa roma-
nica di Sant’Andrea, consacrata nel 1117.
Accessibile direttamente dalla facciata
principale, conserva al suo interno i resti

38 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
delle mura originali e ospita regolarmente
funzioni religiose. Un elemento notevole è
lo stemma dei Canossa, ancora distingui-
bile nonostante l‘usura.
Tornati al parcheggio saliamo in sella
e cominciamo a seguire la traccia che
abbiamo preparato. La discesa lungo la
SP76 offre alcuni tornanti e poi curve che
si fanno più dolci mentre ci avviciniamo al
Secchia. I calanchi che ammiriamo deriva-
no dall‘erosione degli strati superficiali del
terreno, particolarmente evidente su rocce
argillose con scarsa copertura vegetale.
Se si viaggia in moto lungo il crinale di To-
ano i calanchi dell‘Appennino Reggiano of-
frono un paesaggio mozzafiato, testimone
di milioni di anni di evoluzione naturale. A
Toano si può visitare la locale Pieve, rag-
giungibile tramite una piccola deviazione
dal percorso. Trovarla aperta è una gran
fortuna, ma vale la pena tentare. Prose-
guendo verso Cerredolo si raggiunge la
suggestiva confluenza dei fiumi Secchia e
Dolo, un luogo che unisce bellezze naturali
e patrimonio culturale.

Il passato bellico
Questo percorso combina la passione del
viaggio in moto con la scoperta di una na-
tura affascinante e di una storia millena-
ria. Ogni tratto svela un nuovo spettacolo
e ogni sosta ha qualcosa da raccontare.
La SP486R è un susseguirsi di curve emo-
zionanti che si snodano davanti a noi, e ci
stiamo godendo il viaggio pregustando le
prossime mete. Entrando a Montefiorino, e
nella provincia di Modena, le strade si fan-
no più strette e affascinanti, incorniciate

1 DAL CASTELLO LA VISTA SI PERDE


SULLA VALLE DEL SECCHIA
2 ALL’INTERNO DEL CASTELLO LA
MOSTRA È ARRICCHITA DA PANNELLI
ESPLICATIVI 3 IL SUGGESTIVO
COMPLESSO DEL CASTELLO DI
CARPINETI 4 IL CASTELLO DI CARPINETI

PANORAMI E SAPORI 39
PANORAMI E SAPORI
da antiche case in pietra e vicoli pittore- della Repubblica Partigiana e della Resi- del contesto storico e geografico della roc-
schi. stenza Italiana. I visitatori possono salire ca medievale e della zona liberata in cui si
La rocca medievale del borgo, che do- sulla torre restaurata per godere di una vi- trova.
mina le valli dei torrenti Dolo e Dragone, sta panoramica a 360 gradi sulle valli e le Questa narrazione riflette su un‘Italia divi-
durante la Seconda guerra mondiale fu cime dei monti Cimone e Cusna. Grazie a sa da conflitti interni, dalla contrapposizio-
il centro della Repubblica partigiana di un‘esposizione moderna il museo mantie- ne tra il Sud liberato e il Nord occupato, e
Montefiorino, oggi ospita invece il Museo ne un legame con la tradizione e l‘unicità dalle diverse esperienze tra i combattenti
della Repubblica Sociale e i partigiani.
Siamo di nuovo sulla SP486R che tante
1 volte abbiamo percorso per raggiungere il
passo delle Radici, ma che lasciamo all’al-
tezza del caseificio di Casola per prosegui-
re oltre. Ora è il panorama dell’Appennino
Modenese ad accompagnarci.
Lavacchio, incantevole borgo collinare vi-
cino a Pavullo, è noto per la sua posizione
ripida e la sua storia legata a quella della
famiglia Da Montegarullo.
Oggi il borgo affascina i visitatori con le

1 L’INTERNO DELLA ROCCA OFFRE


UN’ESAUSTIVA ESPOSIZIONE SULLA
STORIA DELLA REPUBBLICA PARTIGIANA DI
MONTEFIORINO 2 PASSIAMO IN RASSEGNA
ALCUNI DEI MURALES DI LAVACCHIO
3 L’ARRIVO ALLA ROCCA DI MONTEFIORINO
4 IL MONUMENTO AI CADUTI DELL’ESERCITO
BRASILIANO DURANTE LA SECONDA GUERRA
MONDIALE

40 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
4

LA SS486 È UN SUSSEGUIRSI DI CURVE CHE SI SNODANO DAVANTI A NOI,


FACENDOCI GODERE APPIENO IL VIAGGIO

sue case colorate e la Torre di Vedetta, collinare si sveli davanti a noi come un di-
unica nel suo genere in tutta la zona del pinto che prende vita.
Frignano: alta 15 metri e finemente re- Dirigendo verso Gaggio Montano, per ve-
staurata offre un magnifico panorama dere il faro più alto d’Italia, scorgiamo da
della regione. L‘Oratorio di Sant’Anna è un lontano due enormi semiellissi di marmo
esempio di architettura religiosa rurale dei bianco, decidendo al momento di cambia-
secoli XV e XVI, famoso per il suo campa- re meta. Scopriamo così che il monumento
nile a vela e la statua di Sant‘Anna con la di dimensioni imponenti è dedicato ai ca-
giovane Vergine Maria. duti brasiliani. La lapide commemorativa,
Pur zigzagando su stradine malandate ci eretta nel 1996 e completata nel 2001 gra-
godiamo ogni attimo di questo viaggio al zie al sostegno del Ministero della Cultura
rallentatore, lasciando che il paesaggio del Brasile e ai contributi di Petrobras e

PANORAMI E SAPORI 41
1 1 IL TECNIGRAFO DI
GIULIANO MAZZINI E SULLO
SFONDO IL SILURO, LA MOTO
DA RECORD DELLA DEMM
2 EMOZIONANTE VISITA
GUIDATA AL MUSEO DEMM
DI PORRETTA TERME
3 UNA PARTE DEI MEZZI
ESPOSTI A PORRETTA
TERME

DOVE MANGIARE
E DORMIRE Telebras, onora i soldati brasiliani caduti
qui durante la Seconda guerra mondiale.
RISTORANTE CASTELLO DI CARPINETI
I soldati della Força Expedicionária Bra-
Via Castello delle Carpinete, 26
42033 Carpineti (RE) sileira (FEB) affrontarono fortificazioni
Tel. 0522 1607930 tedesche sul Monte Castello in condizio-
[Link] ni difficili e subirono gravi perdite, inclusi
Di fianco al castello troverete la cucina errori di bombardamento dall‘artiglieria
emiliana fatta come si deve, con americana. 3
ingredienti locali e biologici. La FEB, composta da circa 25.000 uomini,
Tutto fresco, genuino e super gustoso. era guidata dal generale J.B. Mascarenhas
La location è suggestiva. de Morais. Integrati nel 4° Corpo della V
Armata americana, i brasiliani iniziarono
BAR TRATTORIA ALBERGO VEZZOSI la loro campagna militare nel settembre
42033 Colombaia Secchia (RE) 1944, concentrandosi sulla conquista di
Tel. 0522 618378 Monte Castello durante l‘operazione Enco-
La loro specialità sono i tortelli. Non si
trova un menu di decine di piatti, ma c’è
una cucina genuina, i prezzi sono buoni
e ci si sente come a casa. Si può anche
dormire, le camere sono semplici ma
pulite, e i gestori sono molto disponibili.

HOTEL RISTORANTE PIZZERIA PARCO


Via Aravecchia, 27
41046 Palagano (MO)
Tel. 333 5948124
[Link]
Struttura curata, accogliente e con
un’atmosfera famigliare, senza troppi
fronzoli. Ha anche un ampio centro
benessere, per potersi rilassare dopo
una giornata in sella. Il pezzo forte è
il ristorante, vero omaggio alla cucina
modenese, con piatti fatti con passione
e ingredienti di qualità. Ottima anche
la selezione di vini, a prezzi onesti.
Il locale è semplice, curato
e il servizio impeccabile.

42 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
LA PROSSIMA META È IL MUSEO DEMM A PORRETTA TERME
DOVE CI ATTENDE MOSÈ, LA NOSTRA GUIDA

Castello
re. Il 21 febbraio 1945 la FEB riuscì a pren- di Carpineti
dere il controllo di Monte Castello, una
posizione strategica nella Linea Gotica,
contribuendo in modo cruciale alla vittoria Ponte Secchia
contro le truppe del Terzo Reich.
Siamo di fronte alla lapide quando un grup-
po di persone ci chiede se possiamo scat-
tare loro una foto. Carlos è venuto qui dal Montefiorino
Brasile con la moglie e i suoi due figli per Lavacchio
far vedere loro il monumento che comme-
mora suo padre, morto in battaglia sulla Li-
nea Gotica. Con grande ammirazione li sa- Pavullo
nel Frignano
lutiamo augurando loro buon viaggio, che
proseguirà verso Bologna e poi Firenze.

Un museo per le due ruote


La nostra prossima meta è invece il Mu- Gaggio
seo DEMM a Porretta Terme, dove abbia- Montano
mo appuntamento con Mosè che ci farà
da guida. Il museo, aperto a marzo 2005, Porretta
si trova negli spazi della Graziano Trasmis- Terme
sioni, che ha acquisito gli impianti storici
della ex azienda motociclistica. Giuliano
Mazzini, che ha lavorato tutta la vita alla
DEMM, ha creato il museo insieme al figlio [Link]/roadbook48-appennino Campo
Mosè raccogliendo e restaurando docu- Tizzoro
menti, prototipi e modelli dei motocicli e A questo indirizzo è disponibile il percorso
ciclomotori dell‘azienda. Il museo espone relativo all’articolo. È consultabile online
anche il tecnigrafo di Mazzini e innovazio- e scaricabile per il proprio navigatore
ni come il motore a cilindro orizzontale satellitare o dispositivo GPS.

PANORAMI E SAPORI 43
PANORAMI E SAPORI

dei modelli Smily, Ping-Pong, Brio e Quick


2, oltre a strumenti di precisione degli anni
‘40 e una Motrice Pia del 1882, il primo
motore a scoppio creato da Enrico Bernar-
di. Nel corso degli anni la collezione si è
arricchita di oltre cinquanta nuovi pezzi,
inclusi veicoli da competizione e da record
come il Siluro, che ha stabilito 24 record
mondiali, i quali riflettono l‘eccellenza tec-
nologica della DEMM.
Mosè Mazzini, figlio di Giuliano, ha ideato
il museo per onorare il lavoro del padre e
contribuire al restauro e alla valorizzazio-
ne di molti motori esposti. La collezione
copre la produzione dal 1950 al 1987 con
quattro linee produttive: utensili, macchine
utensili, strumenti di misura e veicoli come
ciclomotori e motocarri. Il museo è aper-
to ai visitatori e Mosè è sempre pronto a
ospitarli per una visita gratuita – previo
contatto telefonico: sarà come fare un tuf-
fo nella narrazione di un marchio che ha
contribuito a scrivere la storia della produ-
zione motociclistica, e non solo.
Risaliamo di nuovo in moto. La SP632 se-
ATTRAVERSIAMO BORGHI RURALI, DOVE gue il fiume Reno segnando il confine tra
LE PERSONE ANZIANE CHIACCHIERANO Emilia-Romagna e Toscana. Il paesaggio
è un susseguirsi di colline verdi e boschi
TRA LORO SULL’USCIO DI CASA fitti, mentre a tratti scorgiamo il fiume che

44 PANORAMI E SAPORI
EMILIA-ROMAGNA
1 IL MUSEO DELLA SOCIETÀ brilla sotto il sole: l‘aria ora si è fatta più Storia di una metallurgia perduta
METALLURGICA ITALIANA fresca. Quasi senza accorgercene siamo giun-
2 LAVACCHIO E LA SUA TORRE Attraversiamo piccoli borghi rurali, quelli ti alla tappa finale di questo viaggio: San
DI VEDETTA ALTA 15 METRI dove si incontrano spesso le persone an- Marcello Pistoiese. Ci troviamo infatti al
3 LA CHIESA DEL CASTELLO ziane che chiacchierano tra loro sull’uscio Museo della Società Metallurgica Italiana,
di casa. Ognuno con la sua sedia: chi puli- abbreviato in S.M.I. Il museo, istituito nel
DELLE CARPINETE
sce la verdura, chi lavora a maglia e chi ac- 2010, racconta un secolo di storia della
carezza il gatto. Noi ci divertiamo a strom- produzione industriale italiana, con un fo-
bazzare e salutare, e loro ricambiano con cus speciale sullo stabilimento di Campo
ampi sorrisi e gesti della mano. Tizzoro, dove ci troviamo, e su altri im-
pianti del gruppo come quelli a Livorno,
Ferriere di Mammiano, Limestre, Firenze,
Fornaci di Barga e Brescia. Una peculiari-
tà unica del museo è quella di celare il più
grande rifugio antiaereo d‘Europa, che si
estende per oltre due chilometri sotto l‘a-
rea di Campo Tizzoro.
Organizzato in sale tematiche e in conti-
nua espansione, il museo documenta la
storia del munizionamento italiano legge-
ro e pesante dal 1860 al 2000. La fabbrica,
fondata dalla famiglia Orlando di Palermo
e inizialmente specializzata nella lavora-
zione del rame, si è evoluta fino a diventa-
re una delle principali industrie italiane per
la lavorazione di laminati in bronzo, ottone
e alluminio.

3
PANORAMI E SAPORI

Lo stabilimento venne completato in soli mando Campo Tizzoro in una comunità S.M.I. produsse munizioni per i tedeschi
sei mesi nel 1910, e la produzione di pro- strettamente legata alla fabbrica, con stanziati sulla Linea Gotica. Tutto que-
iettili prese il via l’anno seguente. case per gli operai, scuole per i loro figli e sto resterà purtroppo un ricordo, perché
Per soddisfare la crescente domanda di un istituto tecnico superiore specializzato a causa di problemi finanziari il museo è
manodopera diversi operai si trasferirono in metallurgia. stato costretto a chiudere i battenti, nono-
qui da altre parti della Toscana, trasfor- Durante la Seconda guerra mondiale la stante gli appelli del curatore alla regione
Toscana per cercare di salvare l’ingente
patrimonio espositivo che rischia di anda-
re perduto per sempre.
Comunque, è sempre bella la nostra Italia:
in pochi chilometri ci ha regalato un viag-
gio nel tempo, dal medioevo alla Seconda
guerra mondiale, attraverso paesaggi me-
ravigliosi, borghi da cartolina ed eccellenze
produttive. Ogni tappa ci ha sorpreso: dai
musei ricchi di storia che abbiamo visita-
to, al castello imponente che ci ha lasciato
senza parole. E poi, i sorrisi delle persone
che abbiamo incontrato per strada, caloro-
si e genuini, hanno reso tutto ancora più
speciale. Abbiamo davvero assaporato la
bellezza e la cultura del nostro Paese, sen-
tendoci parte di una storia affascinante.
Tornare a casa con il cuore pieno di ricor-
di è il miglior regalo che questo viaggio in
moto potesse darci.

1 L’ACCESSO AL BUNKER DEL MUSEO


SMI A SAN MARCELLO PISTOIESE
2 CIMELI STORICI CHE FANNO PARTE
2 DEL NOSTRO PASSATO

46 PANORAMI E SAPORI
SU STRADA

PAG 48 NUOVAMENTE TÉNÉRÉ


PAG 56 ABITO SPORTIVO
PAG 62 ROMAGNA RUGGENTE
PAG 68 EQUINOZIO BITUMINOSO
PAG 74 FIUTO PER LA STRADA

SU STRADA 47
SU STRADA

NUOVAMENTE
TÉNÉRÉ
Si è svolta nel deserto e sulle montagne a sud di Marrakech
la prova delle nuove Yamaha Ténéré 700 2025. Ci siamo stati
per assaporarne la guida e raccontarvi come si comportano
in situazioni di viaggio-avventura e guida “endurosa”

DI MARCO MANZONI

Q
uando fu presentato a EICMA il pro- sizionato per ottimizzare il bilanciamento dei link progressivo che aumenta la corsa della
totipo della T7 ciò che colpì, ancor pesi) e la sella che da questa versione è un sospensione di 7 mm, senza però variare l’e-
prima delle sue doti dinamiche, fu pezzo unico con seduta a 875 mm da terra e scursione finale della ruota che rimane di 200
l’estetica: una linea azzeccata con una forma più lineare per favorire i movimenti mm. Una soluzione che consente all’ammor-
evidenti richiami al mondo dei rally e delle av- longitudinali. La triangolazione pedane-sel- tizzatore di operare in maniera più accurata
venture in giro per il mondo. la-manubrio, però, rimane invariata. grazie a una lunghezza superiore a parità di
Proprio per questo abbiamo apprezzato mol- Sempre con l’intento di ottimizzare l’ergono- corsa della ruota. Segnaliamo anche la pre-
to il fatto che a colpo d’occhio la Ténéré 700 mia, il carter della frizione e il leveraggio di senza dell’utile pomello per la regolazione
2025 sembra pressoché invariata rispetto alla attivazione della stessa sono stati ruotati in manuale del precarico. La luce a terra della
versione precedente. Nulla di più sbagliato. avanti di 35° e assottigliati, così da sporgere versione standard si attesta a 240 mm.
meno e non essere d’intralcio alle gambe. Il motore della Yamaha Ténéré 700 2025 è
Cosa è cambiato Sono state montate anche delle pedane più un’evoluzione del CP2 che diventa Euro 5+ ed
Gli aggiornamenti tecnici, estetici e dinamici larghe di 10 mm e più lunghe di 12,5 mm. Il eroga 73,4 CV a 9.000 giri e 68 Nm a 6.500
sono molti di più di quanto ci si potrebbe im- risultato è una base di appoggio del piede am- giri, con una curva di coppia più ampia, grazie
maginare guardandola velocemente. pliata del 36%. anche a un condotto di aspirazione più corto.
Partendo dall’estetica troviamo un fronta- Si rinnova anche la forcella a steli rovesciati È stato possibile raggiungere l’omologazione
le che riprende il classico look in stile “rally da 43 mm con escursione da 210 mm com- Euro 5+ anche grazie all’introduzione del si-
tower” della Ténéré, che ora ospita un nuovo pletamente regolabile in estensione, com- stema ride-by-wire che, a sua volta, consente
gruppo ottico frontale con quattro unità lu- pressione e precarico e fissata a nuove pia- l’esordio sulla Ténéré 700 delle mappature
minose a LED incastonate in una struttura in stre di sterzo. Peccato solo che per la regola- del motore regolabili tramite il computer di
alluminio a forma di Y. Anche il plexiglas del zione servano gli attrezzi e non possa essere bordo: Sport ed Explorer.
cupolino è stato ridisegnato, così come le pla- fatta in maniera rapida a mano. La Sport ha un carattere più reattivo, mentre
stiche di tutte le carenature per accogliere il Al posteriore troviamo un mono con un le- la Explorer restituisce un attacco del gas de-
nuovo serbatoio da 16 litri (modificato e ripo- veraggio ridisegnato che ora propone un licato e un’erogazione più lineare. A livello

48 SU STRADA
SU STRADA
49
YAMAHA TÉNÉRÉ 700 2025
SU STRADA
meccanico è stata modificata an-
che la dentatura dei rapporti.
Il computer di bordo ora consente
di regolare anche l’ABS su tre livel-
li – acceso, disattivato sulla ruota
posteriore o spento su entrambe
– e il controllo di trazione (acceso
o spento). Una volta spento il qua-
dro, però, per questioni di sicurezza
l’ABS e il controllo di trazione si riat-
tivano all’accensione. Per questo è
presente un pulsante fisico accanto
al cruscotto che, con una pressio-
ne prolungata, offre la possibilità di
ripristinare l’ultima configurazione
utilizzata prima dello spegnimen-
to. In pratica: se ad esempio volete
disattivare il controllo di trazione
e l’ABS solo sulla ruota posteriore,
sarà necessario farlo solamente la
prima volta tramite il computer di
bordo, poi per tutti i successivi riav- 1
vi, basterà premere il “pulsantone”
per tre secondi e il gioco è fatto.
Nuovi anche il cruscotto TFT a colori da 6,3″
con due temi per la visualizzazione delle infor-
mazioni – Street ed Explorer – e i blocchetti
dei comandi che ora propongono un tasto
Mode sulla destra per la selezione delle map-
pe motore e un comodo joystick a 5 direzioni
sulla sinistra per spostarsi nel menu e selezio-
nare le voci. La nuova strumentazione integra
anche la connettività con l’app MyRide per ge-
stire chiamate, musica, navigazione turn-by-
turn, e-mail (solo l’anteprima) e le previsioni
meteo. Utile la presenza di una porta USB-C 2
sulla destra del cruscotto.

Ténéré 700 Rally, cosa aggiunge


alla standard
La versione Rally eredita tutti gli aggiorna-
menti tecnici applicati alla Ténéré 700 2025,
ma aggiunge una serie di accessori e accor-
gimenti tecnici per darle un’attitudine ancora
più fuoristradistica.
A livello macroscopico troviamo la colorazio-
ne azzurra e la presenza del parafango alto.
Riguardo la ciclistica, troviamo un’escursio-
ne delle sospensioni maggiorata di 20 mm:
la forcella della versione Rally è una Kayaba
con 230 mm di escursione, mentre il mono

1 LE SOSPENSIONI LAVORANO BENE


E SI HA SEMPRE MOLTA TRAZIONE
2 CON LA STANDARD SU UNA BELLA
STERRATA TRA LE MONTAGNE
3 ANCHE CON GOMME SEMI-STRADALI,
LA CONFIDENZA È MOLTA 4 NUOVI
IL DISPLAY E LA GRAFICA
5 LA SOSPENSIONE POSTERIORE
HA IL POMELLO PER LA REGOLAZIONE
DEL PRECARICO

50 SU STRADA
YAMAHA TÉNÉRÉ 700 2025
offre 220 mm di escursione della ruota. Que- Un viaggio in un giorno
sto rende la moto più alta nel suo complesso, Seguendo lo slogan della campagna 2025
infatti la luce a terra è ora di 255 mm. La Rally “Next Horizon”, Yamaha ha preso un cospicuo
ha anche una sella dedicata con seduta a 910 gruppo di giornalisti di diverse nazionalità –
mm da terra. noi compresi – e li ha catapultati in Marocco,
Le pedane sono realizzate in titanio e presen- nel deserto a sud di Agafay. L’idea di Yamaha
tano dei denti più appuntiti rispetto a quelle per dimostrare la versatilità e le doti avventu-
della standard, ma la forma e le dimensioni rose della sua nuova creatura è stata quella
restano le medesime. Questo consente l’e- di comprimere in un solo giorno le esperien-
ventuale utilizzo dei gommini della standard ze che si possono vivere in una settimana di
per aumentare il comfort durante i viaggi. La viaggio. Seguendo il briefing serale scopriamo
Rally propone poi un paramotore in alluminio che la prova è divisa in due parti: la mattina
rinforzato da 4 mm di spessore e un terzo due gruppi guideranno le Ténéré standard
tema per il cruscotto chiamato Raid, che pro- su un percorso 60% off road, 40% asfalto di
pone due grandi trip per supportare il pilota circa 100 km mentre altri due gruppi saranno
nella navigazione con il road book. in sella alle Ténéré Rally su un percorso leg-

GLI AGGIORNAMENTI
SONO MOLTI DI PIÙ
DI QUANTO CI SI POTREBBE
IMMAGINARE AL PRIMO
SGUARDO

4 5

SU STRADA 51
SU STRADA

1 A QUOTA 1.300 METRI, SCENDIAMO


VERSO IL RISTORO 2 LA STANDARD
È MOLTO FACILE E INTUITIVA
3 IL PULSANTE PER LA DISATTIVAZIONE
RAPIDA DELL’ABS 4 IL NUOVO
LEVERAGGIO DEL MONO 5 NEI
TORNANTI IL RIDE-BY-WIRE È
UN BELL’AIUTO

trarmi sulla moto e sulle sensazioni che que-


sta trasmette, piuttosto che lasciarmi andare
e farmi rapire dal panorama che ci circonda.
Nonostante stia guidando la standard con
gomme pressoché stradali, la Ténéré viag-
gia che è una meraviglia, con una grintosa
trazione anche sulle salite più ripide e ottime
risposte della ciclistica e delle sospensioni
sugli avvallamenti e sulle sconnessioni.
La standard è veramente piacevole per la
sua capacità di far divertire il pilota senza
troppo impegno o fatica. Agile, facile, velo-
ce e, appunto, divertente. Trovo che anche
la taratura delle sospensioni sia azzeccata:
ha un attacco morbido che asseconda egre-
giamente rocce e sconnessioni tanto che,
volendo, posso starmene tranquillamente
seduto anche nei tratti di pista ghiaiosa nel
deserto e sul tôle ondulée, senza avvertire

germente più lungo e impegnativo, quasi to-


talmente su fondo naturale. Poi, in occasione
della pausa pranzo i gruppi si scambieranno
moto e percorsi per il ritorno.
Per questa prova sulle Ténéré standard sono
stati mantenuti gli pneumatici di serie, ovvero
i versatili Pirelli Scorpion Rally STR, mentre le
Ténéré Rally (che di serie montano le stesse
coperture) sono state equipaggiate con delle
Michelin Anakee wild, per adattarsi meglio al
percorso più difficile.
Gli apripista di questa avventura camuffata
da test, sono stati alcuni membri del Rally
Team ufficiale di Yamaha e due campioni dei
rally come Alessandro Botturi e Stéphane Pe-
terhansel. Io parto con la standard. Appena
lasciato il villaggio ci troviamo tra le sinuosità
del deserto, su piste che salgono e scendono
dai ripidi rilievi o ne percorrono le lunghe cre-
ste.
Mi devo sforzare immensamente per concen-

52 SU STRADA
YAMAHA TÉNÉRÉ 700 2025
Villaggio
Le Bedouin

Lago di
Lalla Takerkoust

Agdour
Asni

4 Ristorante
Ksar Shama

[Link]/roadbook48-marocco
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

5
grandi fastidi.
Solo ad andature sostenute e su fondi ro-
vinati sono riuscito a mettere un po’ in crisi
l’impianto della standard, ma durante questo
breve viaggio abbiamo raggiunto livelli di ve-
locità e difficoltà del percorso che solitamen-
te questa versione non si trova ad affrontare.
Per viaggiare e per l’off road “normale” hanno
una taratura corretta e comunicativa.
Terminato il deserto imbocchiamo una
strada asfaltata guidata che inizia a risalire
le montagne. Incredibilmente il panorama
cambia e in pochi tornanti passiamo da un
ambiente arido e spoglio a prati verdeggianti
punteggiati da fiori colorati e circondati da
vette innevate.
Su asfalto, la Ténéré 700 sembra quasi una
crossover dal piglio frizzante e un bel mor-

SU STRADA
SU STRADA
1

dente sul freno anteriore per ingressi in curva la Téneré 700 che, anche in versione stan- Rally, di nome e di fatto
fulminei. Ma l’asfalto dura poco e ci ributtia- dard, in un attimo passa da un off road deci- A pranzo nasce un interessante confronto
mo fuoristrada su un fondo terroso di un bel- samente impegnativo alla guida sportiva su con gli altri giornalisti sull’introduzione del
lissimo rosso intenso per affrontare l’ultimo asfalto senza cambiare né mappa motore, né ride-by-wire che pare essere un elemento
passo prima di scendere a valle dove ci atten- taratura delle sospensioni o pneumatici. divisivo. I colleghi più avvezzi all’enduro e i
de il ristorante per la pausa pranzo. Due aspetti negativi per noi viaggiatori pos- crossisti puri sostengono che ora l’attacco
Trovo sempre stupefacente la versatilità del- sono essere la mancanza del quick shifter del gas sia troppo gentile e che manchi quel
di serie (è presente come optional e lavora “brap brap” subito oltre il minimo, tanto utile
sia in innesto che in scalata) e la mancanza in fuoristrada.
1 TRA LE ROVINE CON LA VERSIONE
del cruise control. Due accessori marginali Altri, soprattutto i colleghi del Nord Europa
RALLY 2 LE TÉNÉRÉ SCHIERATE PRIMA rispetto all’economia generale del mezzo, ma dall’indole più turistica, reputano sia una bella
DELLA PARTENZA 3 GLI INCREDIBILI utili per chi viaggia molto perché consento- evoluzione perché ora non è più necessario
SCENARI DEL DESERTO MAROCCHINO no di risparmiare energie durante l’arco della lavorare con la frizione nei tornanti per mante-
4 QUANDO IL RITMO SALE, LA RALLY giornata e arrivare a sera meno affaticati e nere la fluidità in percorrenza, ma che la moto
DIVENTA UNA LAMA quindi anche più in sicurezza. sia più lineare e rotonda ai bassi regimi.

IN SINTESI
PRO
• Ciclistica
• Erogazione motore
• Versatilità

CONTRO
• Mancanza del cruise control
• Quickshifter non di serie
• Protezione aerodinamica

STANDARD: 10.999 EURO RALLY: 12.199 EURO


COLORAZIONI: ICON BLUE, FROZEN TITANIUM COLORAZIONE: SKY BLUE
ACCESSORI ACCESSORI
• ADVENTURE PACK – 2.097 EURO • SPORT PACK – 1.862 EURO
SET DI BORSE LATERALI MORBIDE DA 44 LITRI TOTALI, PIASTRA PARAMOTORE MAGGIORATA, SCARICO AKRAPOVIČ,
BARRE DI PROTEZIONE LATERALE, GUIDA PER CATENA, ADESIVI ANTISCIVOLO PER LE GAMBE QUICK SHIFTER,
• EXPLORER PACK – 1.996 EURO COPRIRADIATORE,
BORSE LATERALI IN METALLO DA 74 LITRI TOTALI, CAVALLETTO CENTRALE, BARRE PARAMOTORE COPRICATENA,
• SPORT PACK – 1.862 EURO PORTATARGA
SCARICO AKRAPOVIČ, QUICK SHIFTER, COPRIRADIATORE, COPRICATENA, PORTATARGA

54 SU STRADA
YAMAHA TÉNÉRÉ 700 2025
strattata in questa maniera. Cambio moto e le paraboliche… divertentissimo. Raggiunto il
ripartiamo sul tratto di strada sportiveggiante villaggio spegniamo i motori per trarre le con-
che dal ristorante porta verso nord. clusioni di questa giornata.
Si avverte subito che la Rally è più alta: ha L’impressione generale è che, per fortuna, la
un’inerzia superiore nei cambi di direzione e Ténéré 700 sia rimasta la Ténéré 700 che già
la combo gomma tassellata più sospensioni conoscevamo: una moto ben riuscita, che nel
a corsa lunga la rende decisamente più bal- tempo ha perfezionato quegli aspetti che pre-
lerina e meno piantata tra le curve rispetto sentavano margini di miglioramento, ma che
alla standard. Risaliamo in quota per riper- continua a gratificare nella guida.
correre lo stesso altopiano dell’andata, ma La standard e la Rally hanno due posiziona-
su un percorso sterrato abbastanza nervoso menti ben distinti e coprono le esigenze degli
che tra salti, rocce e sassi smossi ci riporta appassionati di viaggi avventura e quelle degli
verso il deserto. Anche sulla Rally la taratura amanti dell’off road più tosto. Abbiamo trova-
delle sospensioni è decisamente azzeccata e to la standard sicuramente più facile, diver-
questa Kayaba consente davvero tantissimo tente e intuitiva rispetto alla Rally. È la moto
al pilota. che sceglieremmo per viaggiare e per l’utiliz-
Affrontiamo dei bellissimi pistoni veloci da zo di tutti i giorni o dei fine settimana. Il suo
100/120 km/h, poi alcuni canyon affascinan- limite arriva quando si inizia a forzare parec-
ti, dei single track tra gli arbusti e pure la parte chio in fuoristrada chiedendole cose che una
in secca del lago di Lalla Takerkoust prima moto “standard” non dovrebbe fare. È proprio
di riprendere la via nel deserto. Con la Rally a quel punto che entra in gioco la Rally che
percorriamo una traccia più lunga e abbiamo è esattamente complementare alla standard.
Io trovo che abbiano ragione entrambi, ma modo di vedere diverse facce di questo de- A basse velocità o nell’uso turistico, infatti, la
credo che per il 99% dei proprietari di Ténéré serto dai panorami incredibili: ci sono alcuni Rally risulta più impegnativa e meno diverten-
700 – dato anche l’utilizzo comune di questa tratti che ricordano i calanchi, in altri punti ci te dell’altra. Appare un po’ burbera e sembra
moto – sia più utile avere rotondità e un ri- si trova all’interno di lunghi canyon, talvolta non abbia voglia di star lì a perdere tempo con
dotto effetto on-off. A maggior ragione sulla sulla cresta dei rilievi del deserto e a tratti su te che vuoi guardare il panorama. Lei deve an-
versione standard che raramente viene bi- sentieri che sembrano piste di downhill con dare… forte.
Ed è proprio quando il ritmo sale che tutte le
sue qualità esplodono in un tripudio di gusto,
3 adrenalina e precisione.
Alla fine, come spesso accade, la scelta tra
le due va fatta pensando a quello che ci vuoi
fare, ma in entrambi i casi con la Ténéré 700
2025 non si sbaglia.

SU STRADA 55
SU STRADA

56 SU STRADA
HARLEY-DAVIDSON PAN AMERICA 1250 ST
ABITO SPORTIVO

DI DARIO TORTORA

Con una cura dimagrante e le giuste modifiche


la maxienduro americana si trasforma da adventure
tuttofare a sport touring mangiacurve

SU STRADA 57
SU STRADA

D
a sempre Harley-Davidson è sino- dichiarazione d’intenti: Harley-Davidson è 36). Ora, a quattro anni di distanza, arriva la
nimo di custom, chopper, barbe seriamente intenzionata a presidiare il seg- “ST”, un modello con una genesi molto par-
lunghe, birre fresche e chilometri mento adventure touring con una strategia ticolare: Bas Leek, proprietario del conces-
dritti sotto il sole del deserto. Ma di lungo corso, visto che, come ricordano sionario West Coast Motors nei Paesi Bassi,
anche i dogmi più sacri prima o poi devono loro stessi, vale il 45% del mercato moto. Noi, ha modificato la sua Pan America personale
fare i conti con l’evoluzione e così, tra lo scet- da par nostro, l’abbiamo messa alla prova in per farne una tourer da strada cattiva ma
ticismo generale e qualche naso arricciato, due occasioni: in giro per stradine infide e confortevole, eliminando tutto il superfluo e
nel 2021 è arrivata la Pan America, la prima sterrate sopra il Lago d’Iseo (RoadBook 28) e rinunciando a qualsiasi velleità fuoristradisti-
maxienduro firmata Milwaukee. Forse un’e- addirittura nelle sabbie tunisine per sfatare il ca. Ci ha lavorato quattro mesi e il risultato è
resia, sicuramente un rischio, ma anche una falso mito della pista di Rommel (RoadBook piaciuto a tal punto che la Casa ha deciso di
metterla in produzione.
La sigla sta quindi per Sport Touring, ma po-
tremmo anche leggerla come “Stravolgiamo
Tutto” perché quella che era nata per divora-
re sterrati e avventure ora punta dritto all’a-
sfalto, con i gomiti larghi e l’idea di divertirsi
tra le curve. La Harley-Davidson Pan America
1250 ST è quindi un capitolo completamente
nuovo di questa storia fuori dagli schemi, e
pure uno dei migliori.

Cambio ruota, cambia tutto


Rispetto alla Pan America con anteriore da
19”, la ST cambia apparentemente poco…
ma quel poco cambia tutto. Il cerchio ante-
riore passa a 17” e quei due pollici sembrano
pochi finché non butti giù la moto tra le cur-
ve. Le ruote sono ora in lega e arrivano an-
che sospensioni con corsa ridotta: 170 mm
di escursione contro i 190 della sorella più
1 alta. Sempre Showa, sempre regolabili, però

58 SU STRADA
HARLEY-DAVIDSON PAN AMERICA 1250 ST
manuali (scordiamoci le semiattive della
versione Special) perché qui si parla di pre-
cisione chirurgica, non di comfort tuttoter-
reno. Le geometrie seguono il cambio ruota:
il cannotto si chiude e quindi l’avancorsa si
riduce. Tradotto: l’avantreno diventa più svel-
to, più diretto, più sportivo. Meno esploratore
delle strade del mondo, più attaccabrighe da
passo alpino.
Per rendere la ST una vera sport touring e
non solo una Pan America con le ruote di-
verse, è stata messa a dura dieta. Via i para-
mani, via le barre di protezione laterali, via il
paramotore. Il parabrezza è più basso, fisso,
nessuna regolazione e tutti i moscerini in
faccia. La sella è ribassata, il manubrio è più
stretto, il codino ridotto all’osso. Risultato?
12 chili in meno rispetto alla Pan America
Special e ora la ST pesa 246 kg in ordine di
marcia. Lo scarico cambia (altri kg in meno),
ma il cuore no: rimane il bicilindrico Revo-
lution Max 1252 cc da 150 CV e 127 Nm,
sempre raffreddato a liquido. Addio anche ai
riding mode Offroad: da 7 si passa a 5 (Road,
Sport, Rain e due personalizzabili).
Cambia anche la posizione in sella: 825 mm
da terra, 10 mm in meno rispetto a prima,
e quindi chiunque riuscirà a toccare bene
con entrambi i piedi; viceversa chi supera
il metro e ottanta lamenterà le ginocchia
troppo piegate e va notato che la sella è in
posizione fissa.

La ST balla tra le curve


All’avvio il suono del Revolution Max non è
il classico ruggito H-D, ma in movimento fa
vedere di cosa è capace, soprattutto ai regi-
mi medi e alti. Il motore sale liscio, progres-
sivo, ma insistendo con la rotazione della
manopola spinge veramente tanto, soprat-
tutto nella mappa Sport. La gestione della
risposta dell’acceleratore è migliorabile

1 IMMUTATO IL GODURIOSO
BICILINDRICO REVOLUTION MAX
1252 CC DA 150 CV E 127 NM
2 TOGLIENDO DIVERSE
SOVRASTRUTTURE LA PAN AMERICA
1250 ST HA PERSO BEN 12 KG;
SPICCA L’ANTERIORE DA 17”

59
SU STRADA

IN SINTESI
HARLEY-DAVIDSON PAN AMERICA 1250 ST
PREZZO A PARTIRE DA 20.500 EURO

Livree: Billiard Gray, Vivid Black, Brilliant Red

PRO
• Motore entusiasmante
• Ciclistica appropriata
• Ergonomia

CONTRO
• Poca protezione aerodinamica
• La forcella affonda subito
nelle frenate brusche
• Il motore scalda molto

1 2

(ogni tanto in rilascio è un po’ brusco) men-


tre è di serie l’ottimo quickshifter Screamin’
Eagle, incerto solo a basso numero di giri.
La vera magia è però nella ciclistica. La ST
cambia completamente faccia rispetto alla
Pan America Special: quest’ultima è una
maxienduro (molto maxi) che si difende
sull’asfalto, mentre la nuova è una stradale
vera, con reazioni da fun bike. La ruota da
17” fa miracoli nei cambi di direzione, rive-
landosi rapida, precisa, naturale. Nello stret-
to è istintiva, nei curvoni veloci è incollata
a terra e il merito va anche agli pneumatici
Michelin Scorcher Sport (120/70 davan-
ti, 180/55 dietro), molto più efficaci delle
gomme tuttoterreno della sorella maggio-
re. Impeccabile l’impianto frenante firmato
da Brembo, con dischi da 280 mm e pinze
radiali.
La conclusione è che la moto sembra pe-
sare meno di quanto dice la bilancia e si
comporta più come una naked sportiva che
come una crossover da turismo.

60 SU STRADA
1 IL PARABREZZA

HARLEY-DAVIDSON PAN AMERICA 1250 ST


Più sport, meno enduro
È PIÙ PICCOLO In fin dei conti questa Pan America ST fa
E NON REGOLABILE esattamente quello che promette. Dice
IN ALTEZZA Sport Touring, e sport touring è. Non vuole
2 FRA I RIDING MODE più uscire dall’asfalto, ma permette di en-
NON C’È PIÙ LA MAPPA trare in curva col sorriso. È più agile, più
coinvolgente, più leggera. Eppure resta
OFFROAD
comoda, perfetta per il turismo e fra gli ac-
3 L’EFFICACE
cessori ci sono anche le valigie. Il motore
IMPIANTO FRENANTE vibra poco, la sella è comoda, le manopole
FIRMATO DA BREMBO riscaldate sono di serie e il cupolino pro-
4 SNELLITI ANCHE tegge il minimo indispensabile.
LO SCARICO È una Harley-Davidson diversa, certo, ma
E IL CODINO perché gioca a ribaltare le aspettative.
Pensateci: sono gli stessi che si sono in-
3 ventati la corsa in pista King of the Bag-
gers e che hanno portato una Pan America
4 di serie all’Africa Eco Race con Joan Pe-
drero. Cosa volete che sia prendere una
maxienduro e metterla in piega a 45°? Ben
venga allora questa ST: meno enduro, più
goduria, e con un DNA che alla fine è sem-
pre Harley-Davidson.

[Link]/roadbook48-piemonte
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

SU STRADA 61
SU STRADA

ROMAGNA RUGGENTE

DI DAVIDE CROSTA

FOTO MARIO CIACCIA

62 SU STRADA
MALLE MUTÓR

L’anima selvaggia del fuoristrada, secondo Malle Mutór,


si palesa nell’entroterra riminese tra colline, borghi senza
tempo e percorsi coinvolgenti per gli amanti del tassello

SU STRADA 63
SU STRADA

L
a Malle Mutór è una manifestazione del 1
panorama maxi-enduro alla quale par-
tecipano motociclisti con un’età media
inferiore ai 45 anni. Se a ciò aggiungia-
mo il fatto che anche gli organizzatori sono al
di sotto di questa soglia anagrafica, e che il
tutto si svolge nella frizzante riviera romagno-
la, il risultato non può che essere una pozione
esplosiva di fuoristrada, risate, ospitalità e buo-
na cucina: insomma, una vera goduria.
Le opzioni di percorso sono due, con diver-
si livelli di difficoltà: la “Patacata” è quella più
scorrevole e semplice, mentre la “Sburona” è
più complessa e a tratti estrema. Noi sceglia-
mo la versione difficile del percorso: d’altronde,
siamo attrezzati con gomme più che ad hoc,
per cui cosa mai potrà succedere? Inoltre, è
possibile navigare il percorso seguendo la trac-
cia GPX oppure con il road book digitale fornito
dall’organizzazione. E, visto che siamo qui per
conto di RoadBook, noi cosa scegliamo?
2
La partenza: sabbia, sabbia e ancora sabbia
L’evento si articola su tre giorni e ci farà cono-
scere Rimini e il suo entroterra. La partenza e
l’arrivo di entrambi i percorsi avviene nel parco
chiuso allestito al porto canale: sette chilome-
tri di spiaggia in cui affondare i tasselli e far ro-
teare braccia e gambe viste le cadute. Per for-
tuna la sabbia morbida e le velocità contenute
fanno sì che le scivolate siano quasi innocue.
Se l’inizio è comune per tutte e tre le tappe, il
resto del percorso si snoda in direzioni diver-
se per fare poi ritorno al parco chiuso. Il pri-
mo giorno ci avventuriamo nell’esplorazione
dell’entroterra romagnolo danzando rapida-

3
mente tra colline e crinali: questo è quello
che crediamo, dato che arriviamo al punto
di ristoro dopo le 14:00. Accade infatti che
la solidarietà motociclistica ci ha imposto di
aiutare un ex dakariano come Alex Zanotti: c’è
sempre da imparare nel vedere i professioni-
sti all’opera, anche per una foratura.
In piena digestione riprendiamo il percor-
so, decisi a completare la traccia. Tuttavia il
percorso post-prandiale si trasforma in sin-
gle-track scoscese e carrarecce scassate,
fin quando scorgiamo un gruppetto fermo e
titubante: una salita a gradoni taglia una ri-
pida collina, tanto da mettere in crisi anche i
più smaliziati. Per fortuna la compagnia della
spinta appiana qualunque problema, perché
in fuoristrada se non riesci a salire, qualcuno
ti aiuterà.
E dei panorami ne vogliamo parlare? I prati
sono più verdi dello sfondo di Windows, dopo
la pioggia intensa che ha flagellato questa
zona, e il cielo è blu cobalto come le case a

64 SU STRADA
1 LA PARTENZA DELLA PRIMA TAPPA

MALLE MUTÓR
DAL PORTO CANALE DI RIMINI
2 GUADO SALATO SULLA SPIAGGIA
3 LA COMPAGNIA DELLA SPINTA HA
SEMPRE LA MEGLIO 4 FERMI A POGGIO
BAIUCCO PER AIUTARE ALEX ZANOTTI
5 QUANDO IL TASSELLO DIVENTA
UN CHIODO FISSO 6 SULLA SABBIA
COL MONO È PIÙ FACILE

LA COMPAGNIA DELLA SPINTA APPIANA OGNI PROBLEMA:


SE NON RIESCI A SALIRE, QUALCUNO TI AIUTERÀ
Chefchaouen. Poi, quando cala la sera, tutto Per un pugno di pastiglie frenanti
scompare come in un vortice che dissolve col- La rivoluzione digitale ha preso il sopravvento
line, colori e contorni in un silenzio senza vol- anche nel mondo dei road book: se alla Dakar
to. In questo turbinio di emozioni rientriamo al stanno cercando di risolvere i problemi di visi-
parco chiuso, dolcemente cullati dai pendii ap- bilità sotto il sole del deserto, noi ci acconten-
penninici. È tempo di mettere le gambe sotto tiamo di un telefono rugged e una pulsantiera
al tavolo, perché ci attende un ristoro degno di bluetooth sul manubrio per giocare a perderci
nota: andare in moto è divertente, ma con la leggendo le note. Vuoi per questo, vuoi per il
5 pancia piena si gode ancora di più. simpatico contest 7Solid – i partecipanti

6
SU STRADA

GIOVANI
E SPORCHI
Malle Mutór è organizzata da DRAM
Adv Off, un collettivo di giovani
appassionati di motociclismo in
fuoristrada, nato nella “terra de
Mutòr” il cui intento è promuovere
e condividere il territorio romagnolo
attraverso escursioni in moto off-road.
Il nome gioca con la categoria
“Malle Moto” della Dakar, decisamente
1
la categoria più dura e sanguigna,
in cui i piloti corrono senza
2
assistenza alcuna.

1 IL FANGO DI SANTA MARIA DEL


PIANO NON È DI QUELLO CHE FA BENE
ALLA PELLE 2 COME SFRUTTARE LA
DISPONIBLITÀ ALTRUI PER SOSTIRUIRE
LE PASTIGLIE FRENO 3 LA APP MRA
TRASFORMA LO SMARTPHONE IN UN
ROAD BOOK ELETTRONICO 4 OTTAVIO
MISSONI JR SULLE AFFILATISSIME
DUNE DEL MONTE DELLO ZOPPO
5 PER ANDARE DOVE DOBBIAMO
ANDARE, PER DOVE DOBBIAMO ANDARE?

scattano foto a determinati waypoint e le bisogno di qualcosa è matematico che Mur-


condividono sui social – o per l’attesa del phy e la sua perfida legge non ti faranno tro-
gruppo Kove sulle dune grigie di Mercatello vare nulla a portata di mano. Nel nostro caso,
sul Metauro, fatto sta che ci ritroviamo im- dopo aver cotto il freno posteriore a seguito
mersi nell’oscurità del bosco tra Novafeltria delle impervie discese della seconda tappa,
e la rocca di San Leo, a oltre 40 chilometri vaghiamo per il paddock alla disperata ricer-
dall’arrivo. Però, che spettacolo ammirare le ca di pastiglie freno, ma c’è un problema: sia-
stelle splendere sopra le nostre teste senza mo arrivati tardi e gli stand sono tutti chiusi.
l’inquinamento luminoso generato dalle gran- Inoltre, Mario paventa un’ulteriore questione:
di città. Per un momento giochiamo alle om- è la prima volta che deve sostituirle personal- si dica, si palesano prima uno, poi due e infine
bre cinesi con la collina adiacente, persi nel mente su questa moto e siamo chiaramente un gruppetto di interessati alla meccanica fai
tempo e nello spazio circostante. due incapaci. Per fortuna fratellanza e came- da te: «Prima spurga il liquido», «No, prima si
Il bello dei percorsi a margherita è la possibi- ratismo non mancano mai a questi eventi, cambiano le pastiglie», «Ma sei sicuro di do-
lità di viaggiare leggeri rientrando ogni sera quindi mettiamo in atto uno stratagemma de- ver smontare il cerchio per togliere la pinza
alla base; noi però partiamo sempre con chili e gno di Rommel: lo convinco a piazzare moto freno?». Basta dare il La ai curiosi e, come se
chili di paccottiglia legata alle moto. Ogni tanto e attrezzi vicino ai tavoli del ristoro, in bella fossimo miele, veniamo circondati da uno
capita di soccorrere qualcuno, a volte siamo mostra sotto alle luci del paddock. Iniziamo sciame operoso che trasforma il nostro goffo
noi ad aver bisogno d’aiuto. Ecco, quando hai a trafficare con gli attrezzi e, in men che non tentativo in un’armonia meccanica perfetta.

66 SU STRADA
MALLE MUTÓR
4

Fango e camere d’aria bucate ri portatili e gonfia e ripara


La Malle Mutòr è un evento in continuo muta- inefficienti. Arriviamo al
mento: si passa infatti dalle sterrate panora- circuito giusto in tempo per
miche di Macerata Feltria alle single-track di ammirare funamboli come
Monte dello Zoppo, dalle creste argillose della Marco Iob, che deliziano
Bocca Trabaria alle fangaie di Santa Maria del i presenti con acrobazie
Piano. Ed è proprio il fango a essere protago- circensi. Perché le maxi-adventure altro non Pennabilli, risulta a tutti gli effetti parte della
nista dell’ultimo giorno, in un crescendo espo- sono che i calabroni del motociclismo: non regione Toscana. Si tratta della exclave di Ca’
nenziale di scivolosissime stradine immerse sono state concepite per volare, ma loro non Raffaello, località amministrata politicamen-
nella campagna riminese. Montescudo, Frat- lo sanno e volano lo stesso. te dalla provincia di Arezzo ma inglobata nel
te e Monte Cerignone sono solo alcuni dei Se è vero che a noi piace attraversare confini, territorio della provincia di Rimini fin dal XVII
borghi arroccati dal sapore medievale, tipici scorrendo la traccia percorsa sulla mappa, a secolo, quando il granduca di Toscana Ferdi-
di questo bucolico spicchio d’Italia. L’obiettivo un certo punto accade un fatto curioso: scon- nando I la acquisì come tentativo di sbocco
della giornata sarebbe il crossodromo Bal- finiamo in un’altra regione, senza però uscire sul Mar Adriatico. Questo testimonia ancora
dasserona a San Marino tuttavia, forse per geograficamente dall’Emilia-Romagna. Come una volta come i confini siano mere linee trac-
fortuna, buchiamo a metà del giro e ci trovia- è possibile? Studiando la cartografia digitale ciate dall’uomo nel corso della storia, e per-
mo costretti a tagliare su asfalto, fermandoci appare evidente l’inghippo: una minuscola ché il piacere della scoperta possa essere tale
ogni dieci minuti in un calvario di compresso- porzione di territorio riminese, nei pressi di anche dietro casa.

SU STRADA 67
SU STRADA

EQUINOZIO
BITUMINOSO
Il Bitume Rally è una vera e propria caccia al tesoro,
trasformata in prova di regolarità motociclistica alla scoperta
di un territorio su strade normalmente aperte al traffico

DI DAVIDE CROSTA

FOTO MICHAEL MINELLI

68 SU STRADA
L

BITUME RALLY
a formula, particolarmente interes-
sante, lascia libertà totale ai par-
tecipanti di creare in autonomia il
proprio tracciato, ma attenzione: è
fondamentale transitare attraverso determi-
nati way point, imposti dall’organizzazione,
a determinati orari. Ogni way point deter-
mina un punteggio in base alla difficoltà di
raggiungimento e alla categoria di appar-
tenenza. Si parte da dove si vuole, ma non
quando si vuole: l’evento comincia infatti
alle 8.00 del sabato e si ha tempo fino alle
19.00 per completare il proprio piano di bat-
taglia. Vince chi guadagna più punti: sempli-
ce e chiaro, no?
Invece l’abilità sta proprio nello studio del
territorio da attraversare, nella pianificazio-
ne e definizione del percorso per guada-
gnare quanti più punti possibili e scalare la
classifica. Ai partecipanti viene fornito sola-
mente il road book con la lista di way point,
alcuni con coordinate GPS, altri da scovare
su mappa grazie a indovinelli e descrizioni.
Sta quindi al singolo saper leggere tra le ri-
ghe e costruire il proprio percorso, seguen-
do l’istinto e la strategia personale.
In aggiunta, l’organizzazione ha sviluppato
una applicazione per tracciare i partecipan-
ti, vuoi per sicurezza, vuoi per verificare in
diretta il raggiungimento dei way point se-
gnalati.
Quindi anche noi ci armiamo di cartina e pa-
zienza, al fine di studiare un percorso ad hoc
per provare a guadagnare quanti più punti
possibili, giocando tra le varie categorie di
way point e scoprendo paesaggi e paeselli
dimenticati nelle valli appenniniche. Così
nei giorni antecedenti all’evento pianifichia-
mo 500 chilometri di stradine e viottoli da
percorrere in meno di 12 ore: perlomeno è
quello che vogliamo provare a fare. La trac-
cia che abbiamo creato abbraccia la dorsale
appenninica a cavallo tra Lombardia, Emilia
e Liguria, fino alla Toscana.

Da soli per strada


Data l’intensità e la lunghezza del percorso,
e il primo punto da raggiungere distante ol-
tre cento chilometri, la sveglia suona ben
prima dell’alba. La città dorme ancora men-
tre scivoliamo verso sud alla volta di Castel
San Giovanni, accompagnati da una frizzan-
te brezza mattutina tipica delle giornate di
primavera. Poi ci muoviamo verso le prime
colline delle valli piacentine, attraversandole
diagonalmente anziché seguire il corso dei
fiumi che le hanno create. Cominciamo con
la val Tidone, salendo fino agli 871 metri
del Passo della Crocetta, scollinando poi in
val Trebbia fino a Bobbio, dove ci fermiamo
per una sostanziosa colazione, scaldando
animi e palati al sole del mattino. A seguire
risaliamo il versante opposto della vallata

SU STRADA 69
SU STRADA
fino al borgo di Coli, dove un way point na-
scosto ci fa dannare perché il punto è stato
inserito all’interno di un campo da tennis.
Allora scendiamo dalle moto e lo conqui-
stiamo a piedi: anche questo è Bitume Rally.
Proseguiamo su e giù per viottoli e stradine
secondarie, quelle che tanto ci piacciono
perché spesso finiamo a chiederci il motivo
per cui siano state costruite. Lembi di asfal-
to talmente arzigogolato da tessere trame
fittissime tra boschi, colline e paesaggi ru-
rali. Il nostro itinerario prosegue alla volta
della selvaggia Sella dei Generali, del passo
di Santa Barbara e scende a Ferriere, vero
e proprio crocevia nel cuore della val Nure.
La strategia che abbiamo ideato per parte-
cipare all’evento è molto semplice: al per-
corso scenografico incastonato tra le valli
abbiamo aggiunto il giusto mix di strade
scorrevoli da smanettoni e viuzze da affron-
tare in completa modalità esplorativa. Così
facendo riusciamo a ritagliarci una interes-
sante giornata di mototurismo sulla dorsale
appenninica di sud-est. Chiaramente fati-
chiamo a competere con i primi della classi-
fica, vuoi perché ci lasciamo distrarre da tut-
to ciò che troviamo sul percorso – come la
nave di Tarsogno – vuoi perché decidiamo
di fermarci per un lauto ristoro a Bedonia.

PER PARTECIPARE CI VUOLE TANTA PAZIENZA,


UN BRICIOLO DI RESISTENZA FISICA
E UNA SPOLVERATA DI MALIZIA

70 SU STRADA
BITUME RALLY
1 TRANSITANDO NEI PRESSI DELLA
ROCCA D’OLGISIO 2 NONOSTANTE SIA
PRIMAVERA, ALCUNI SCORCI AGRESTI
RIPORTANO ALL’INVERNO 3 LA NOSTRA
“LUCE GUIDA” PER IL BITUME RALLY
4 OGNI ANGOLO È UNA SCOPERTA
DI VITA IMMUTATA

3
4

cate, a due passi da casa.


Per partecipare al Bitume Rally ci vuole tan-
ta pazienza, un briciolo di resistenza fisica e
una spolverata di malizia, perché le strade
dei nostri Appennini di sicuro non spiccano
per qualità del manto stradale. Ecco quindi
l’antropologia del rallista bituminoso, uno
scioglilingua di rara natura: autentico mo-
tociclista appassionato dei dettagli. Tra un
chiaroscuro di luci e colori ci addentriamo
La nave tra i monti nel bosco adiacente il passo di Centocroci
La nave di Tarsogno è un singolare edificio (1.055 metri) e cambiamo provincia: siamo
piantato sul crinale di una collina immersa infatti persi tra le colline dell’Appennino par-
nel verde, lontano decine di chilometri dal- mense, più dolci delle valli spigolose dell’en-
la costa ligure. La sua storia risale ai primi troterra ligure.
anni Ottanta, quando un sognatore di Sestri Il percorso originale ci porterebbe nuova-
Levante decise di creare una discoteca co- mente in territorio ligure raggiungendo la
struendogli intorno una nave di cemento. Il valle del fiume Vara, sconfinando in Tosca-
luogo è ora in stato di abbandono, ma il sin- na fino a Pontremoli per poi affrontare il
golare colpo d’occhio è davvero spiazzante. passo di Cirone (1.266 metri) e il Passo del
Questo interpreta appieno lo spirito dell’e- Silara (1.197 metri) risalendo a Corniglio e
vento: scoprire gemme perdute e dimenti- incrociando la SS62 della Cisa, troppo traf-

SU STRADA 71
SU STRADA
1 E ALLA FINE SIAMO IL PERCORSO, DEFINITO
ARRIVATI AL TRAGUARDO
2 IL BITUME RALLY VISTO DAI NUMEROSI WAY
DALLA POSTAZIONE POINT STABILITI
DEL FOTOGRAFO
3 NON SEMPRE PERDERSI DALL’ORGANIZZAZIONE,
IN UN BOSCO È UNA COSA ATTRAE MOTOCICLISTI
NEGATIVA 4 UN MOMENTO
DELLE PREMIAZIONI FINALI PARTICOLARI

Milano

LOMBARDIA 1
Castel
San Giovanni
ficata per i nostri standard. Allora deviamo
subito alla volta della Val di Taro attraverso
un ghirigoro di curve e tornanti veramente
incredibile. Il tempo però è tiranno e date le
numerose soste per ammirare il panorama
decidiamo di ricongiungerci alla pianura
Bobbio
prendendo la direzione di Campogalliano,
EMILIA-ROMAGNA Campogalliano
punto di arrivo per tutti i partecipanti di que-
sta folle giornata.
Durante la discesa verso la Pianura Padana
veniamo accompagnati da un sole vivo e co-
Borgo Scandiano
Val di Taro cente, anche se la temperatura non supera i
Castelnuovo
30°: è la giornata perfetta per un evento di
né Monti
LIGURIA questo tipo.

Pontremoli
2

[Link]/roadbook48-bitumerally
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

72 SU STRADA
BITUME RALLY
3

3 A ruote ferme guarda l’aggregazione e il senso di parteci-


È tempo di chiacchiere e bilan- pazione a un evento motociclistico: in que-
ci di questo Bitume Rally: trat- sto caso è come una gara contro sé stessi.
tandosi della prima edizione ci Questa manifestazione deve inoltre trovare
sono sicuramente ampi margini il proprio posto nel fittissimo panorama di
di miglioramento, sia a livello di eventi del motociclismo italiano.
comunicazione e tecnologia di Il percorso, da costruire all’interno di un
tracciamento, sia per quanto ri- territorio definito dai numerosi way point
stabiliti dall’organizzazione, attrae motoci-
clisti particolari e non certo la moltitudine
di smanettoni che si incrociano sui passi
alpini. Questa particolarità potrebbe con-
4 traddistinguersi come proprio marchio di
fabbrica grazie a una convivialità circo-
scritta, che riflette la stessa dimensione dei
borghi attraversati, lontani anni luce dalla
stressante e veloce vita moderna.
A fine giornata, mentre rientriamo verso
casa in autostrada, la mente corre più ve-
loce della moto ripercorrendo ogni curva,
ogni stradina nascosta, ogni borgo attra-
versato. In meno di 24 ore abbiamo toc-
cato con mano un’Italia autentica, fatta di
silenzi, volti schietti e panorami che non si
trovano sulle cartoline. Il Bitume Rally non
è solo una prova di regolarità: è un viaggio
dentro sé stessi, un gioco di strategia, re-
sistenza e improvvisazione. È la dimostra-
zione che per perdersi davvero non serve
andare lontano. Basta una moto, una map-
pa, qualche indizio da seguire e la voglia di
farsi sorprendere. Perché a volte, è proprio
nei luoghi più assurdi – come su una nave
a mille metri d’altitudine – che si ritrova il
senso di partire. E di tornare.

SU STRADA 73
SU STRADA

DI DONATO NICOLETTI

FOTO DARIO TORTORA

FIUTO PER LA STRADA


Abbiamo testato i Trailhound STR, gli pneumatici
di Eurogrip concepiti per le maxienduro destinate a macinare
chilometri sia sull’asfalto sia sulle strade a fondo naturale

D
opo aver presentato ai lettori il garantisce un livello ottimale di manegge- con il mezzo. I Trailhound STR – tutti ri-
mondo di Eurogrip siamo passa- volezza, agilità e controllo a qualsiasi ve- gorosamente tubeless – vengono prodot-
ti dalle parole ai fatti andando a locità. ti in quattro differenti misure, vale a dire
provare sulle strade del Piemon- La specifica tecnologia multimescola Qua- quelle più utilizzate dalle motociclette del
te, tra la valle del Ticino e il lago d’Orta, i drazone applicata agli pneumatici poste- segmento a cui si riferiscono: gli pneuma-
Trailhound STR, pneumatici concepiti e riori consente loro di offrire un’aderenza tici anteriori sono disponibili per cerchi da
sviluppati per equipaggiare le moderne migliorata e una maggiore longevità, an- 19” 120/70 e da 21” 90/90, mentre per il
maxienduro e consentire loro un utilizzo che se utilizzati su motociclette particolar- retrotreno abbiamo quello da 17” 170/60 e
ottimale sia sull’asfalto che sulle strade a mente potenti. infine quello da 18” 150/70.
fondo naturale. Il disegno del battistrada coadiuva effica-
I tecnici del reparto ricerca e sviluppo di cemente il drenaggio dell’acqua, consente Come vanno su strada
Eurogrip, che fanno capo alla filiale italiana una trazione ottimale sulle strade a fondo Come accennato in apertura, per conosce-
situata a nord di Milano, hanno messo a naturale e presenta un’usura uniforme. La re le caratteristiche dinamiche e valutare le
punto un prodotto in grado di soddisfare le mescola ad alto contenuto di silice aumen- qualità dei Trailhound STR abbiamo scelto
molteplici esigenze dell’utilizzatore finale. ta l’aderenza sui fondi bagnati e alle bas- l’area medio collinare che dalla valle del
I Trailhound STR sono infatti pneumatici a se temperature, e la struttura del profilo Ticino sale fino all’Alto Vergante e al lago
struttura radiale con cintura in acciaio che migliora la precisione di guida e il feeling d’Orta. Il perché è presto spiegato: aveva-

74 SU STRADA
EUROGRIP TRAILHOUND STR
mo bisogno di strade con caratteristiche
differenti per morfologia e tipologia di cur-
ve, che offrissero rapidi cambi di traietto-
rie, pendenze, semplici sterrati e, perché
no, anche gradevoli scorci panoramici che
rendessero il nostro lavoro ancora più pia-
cevole e gratificante. curve ad angolo ridotto. La sostanza non festano una qualche perdita di stabilità è
Quello che colpisce lo scrivente fin dai cambia nemmeno nei curvoni ad ampio sulle giunture longitudinali dell’asfalto, in
primi chilometri percorsi è il feeling che i raggio, tanto da rendere la piega piacevo- special modo quelle con una sporgenza
Trailhound STR trasmettono al motocicli- le mentre la moto percorre la traiettoria pronunciata. A nostro avviso il fenome-
sta: la guida risulta morbida e assoluta- ideale senza palesare incertezze o inde- no si innesca per il profilo del battistrada,
mente confidenziale, come se si avesse siderati rollii. Quando il fondo della strada per nulla scolpito e molto vicino a quello
già maturato una conoscenza pregressa si presenta accidentato, con toppe o pic- di una gomma prestazionale. In effetti, a
delle gomme e delle sue qualità intrinse- cole mancanze dello strato superficiale di essere sinceri, fino a qui le prestazioni i
che. Sembra quasi di traslarsi sul velluto asfalto, i Trailhound STR consentono di Trailhound STR le hanno offerte egregia-
tanto i Trailhound STR risultano facili da mantenere un’andatura sufficientemente mente, sorprendendoci per la qualità della
gestire sull’asfalto: leggeri nello scorrere confortevole e senza eccessive deviazioni resa dinamica in ogni contesto in cui le ab-
sul bitume e nei cambi di traiettoria dalla linearità di marcia. biamo utilizzate.
quanto saldi al suolo nella per- Dove invece questi
correnza di rotonde e pneumatici mani-

SU STRADA 75
SU STRADA

MISURE DISPONIBILI
ANTERIORE
120/70 R19 60V TL
90/90 21 54V TL
percorrenza di curve ad angolo retto, dove
gli infidi sassolini sono usi mettere in diffi-
POSTERIORE
coltà trazione e tenuta di strada.
Per concludere la nostra gita di lavoro sia- 170/60 R17 72V TL
mo entrati nella A26 ad Arona con desti-
nazione Milano: in questo modo abbiamo 150/70 R18 70V TL
avuto la possibilità di saggiare i Trailhound
STR anche ad alta velocità, cercando di Gli pneumatici Trailhound STR
non farci intercettare dai tutor. Anche qui sono già disponibili. Sul sito
nessuna sorpresa, perché le gomme fanno Eurogrip potete trovare anche
il loro lavoro senza apparente sforzo o ce- l’elenco dei distributori locali.
dimento, dimostrandosi ancora una volta
all’altezza del compito per cui sono state
progettate: offrire qualità, sicurezza e pre-
stazioni a un’utenza esigente e attenta alla
convenienza complessiva di una compo-
nente fondamentale come gli pneumatici.
Ci è mancata solo l’opportunità di testare
i Trailhound STR sotto la pioggia, al fred-
E su sterrato do, e di saggiarne la resa chilometrica, ma
Arrivati dalle parti di Mezzomerico – tra noi confidiamo nella buona impressione
Oleggio e Borgomanero – ci siamo infila- generale che abbiamo ricavato da questa
ti tra i filari dei vigneti in cerca di strade prima presa di contatto con gli pneumatici
bianche per scoprire il comportamento dei di Eurogrip.
Trailhound STR lontano dall’asfalto. Anche Per il test di durata si vedrà: magari ci co-
in questo contesto gli pneumatici svilup- stringeranno a partire per una destinazio-
pati in Italia e prodotti in India si rivelano ne esotica con l’obbligo di consumare le
all’altezza della situazione digerendo sen- gomme fino alla tela per sincerarsi che la
za problemi sterrato, buche, avvallamenti qualità di cui si parla non resti sulle pagine
e abbondante ghiaietto sparso anche nella della vostra rivista preferita.

76 SU STRADA
OLTRECONFINE

PAG 78 DA UN MARE ALL’ALTRO


PAG 88 SULLE STRADE DEI RAJA

OLTRECONFINE 77
OLTRECONFINE

DA UN MARE
ALL’ALTRO

L’attraversamento dei Pirenei dal Mediterraneo


all’Atlantico è un classico sempreverde
del motociclismo d’avventura. C’è chi predilige
l’asfalto e chi invece devia decisamente verso l’off

78 OLTRECONFINE
SPAGNA

DI AMEDEO ROMA

OLTRECONFINE 79
OLTRECONFINE
1 PER FORTUNA CI SONO ANCHE
STERRATI SCORREVOLI
2 UN BUCOLICO MOMENTO DI PAUSA
3 SULLE STRADE PIRENAICHE
SI POSSONO TROVARE STRANE
INSTALLAZIONI

I
l ritrovo del gruppo, siamo in otto, è ad
Albinea, un piccolo comune in provincia
di Reggio Emilia. Dopo il caffè e le foto
di rito ci mettiamo in viaggio: attraver-
siamo l’Appennino, evitiamo con cura l’au-
tostrada e ci concediamo qualche tratto in
fuoristrada per scaldarci, prima di raggiun-
gere Genova e imbarcarci sulla nave per
Barcellona. Salpiamo con tre ore di ritardo
e una sola cabina quadrupla disponibile a
causa del sovraffollamento.
Sbarchiamo a Barcellona il giorno se-
guente, dopo circa venti ore 1
di navigazione. La moto a mia
disposizione, una BMW F 900
GS Adventure, manifesta qual-
che incertezza nell’erogazione
della potenza per cui decido di
raggiungere, insieme all’amico
Luigi, l’officina BMW per far con-
trollare il mezzo. Vengo pronta-
mente assistito e dopo un ap-
profondito controllo si decide di
tenere la moto sotto osservazio-
ne. Quindi per il viaggio mi viene
invece affidata la più specialisti-
ca F 900 GS.

DOVE MANGIARE
E DORMIRE
HOTEL PANORAMA
Carretera de l’Obac, 64
AD700 Escalades-Engordany (AND)
Tel. 376 873400
[Link]

HOTEL TUCA
Carretera Baqueira, 2525539 Vielha (E)
Tel. +34 973 640700
[Link]

HOTEL CONDE AZNAR Da Barcellona ad Andorra tratto di sterrato. Siamo circondati dal
Paseo de la Constitution, 3 – 22700 Jaca (E) Così dopo pranzo ci mettiamo in viaggio, verde, la natura domina su ogni cosa e
Tel. +34 974 361050 saltando parte della prima tappa per rag- non sembrano esserci segni di presenza
[Link] giungere il resto del gruppo a Planoles. dell’uomo.
Ripartiamo immediatamente seguendo la Ci fermiamo per scattare qualche foto; sia-
IPARRA TXIKI BERRI GIV-4015, una strada piena di curve con mo entusiasti, perché ci troviamo in una
Garaiar Kalea, 11 – 20305 Irun (E) asfalto perfetto e pochissimo traffico. sorta di paradiso per gli amanti dei viaggi
Tel. +34 688 728554 Attraversiamo piccoli paesi e, finalmente, “wild” in moto. Siamo a circa 1.500 metri di
dopo l’abitato di Alp affrontiamo il primo altitudine e sono le 20:00, ma non ne abbia-

80 OLTRECONFINE
SPAGNA
Hondarribia

Saint-Jean-Pied-de-Port
FRANCIA
Ochagavìa

Asqués Vielha

Jaca Andorra
la Vella Llançà
Puigcerdà

SPAGNA Planoles

[Link]/roadbook48-spagna
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile
per il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

Contrabandistas, l’antica e restiamo per lo più in silenzio, ammaliati


via utilizzata dai contrab- da cotanta natura incontaminata, una bel-
bandieri di tabacco per lezza a cui non siamo abituati. Rimettiamo
sfuggire ai controlli della le ruote sull’asfalto dopo 25 chilometri, ri-
polizia. La percorriamo prendendo la nostra rotta all’altezza di La
quasi interamente. Il pri- Bana. Attraversiamo il borgo di Caregue e
mo tratto è asfaltato e imbocchiamo nuovamente una sterrata.
ci fermiamo dopo pochi Salendo non incontriamo grossi problemi,
mo ancora abbastanza, quindi decidiamo chilometri ad ammirare il panorama a Coll anche se le pendenze a volte sono impe-
di proseguire: alterniamo tratti di sterrato de Cabús dove si potrebbe restare per ore. gnative e i sassi smossi mettono alla prova
all’asfalto, attraversiamo Montellà e, all’al- Da qui inizia un lungo tratto sterrato facile le nostre abilità.
tezza di El Pont de Bar, ci infiliamo in un e tranquillo da affrontare con calma, dato Arrivati nei pressi di una stalla – le mucche
altro tratto di off. che la strada è aperta al traffico e il limite di pascolano intorno a noi – ci fermiamo per
Saliamo ulteriormente, fino a raggiungere velocità è di 10 km/h. In realtà incontriamo un panino: Luca intanto tira fuori la moka
quota 1.950. Qui col calare della sera le solo qualche auto e alcuni pastori, niente di dalla borsa per prepararci un caffè, che sor-
temperature possono subire sbalzi notevo- più. Attraversiamo torrenti senza difficoltà biamo a 2.050 metri di altitudine. Dopo
li, cosa a cui dobbiamo sempre prestare at-
tenzione. Saliamo lungo un sentiero scon-
nesso, ma niente che metta in difficoltà le 3
nostre capacità di guida o le moto.
Raggiungiamo il Refugi de Roca de Pimes.
Siamo soli a 2.160 metri, avvolti dal buio
e da una leggera nebbia. Poi affrontiamo
un tratto in discesa, una single track impe-
gnativa per le nostre maxi-enduro, ma ne
usciamo incolumi. Arriviamo ad Andorra
intorno alle 22:00. Mangiamo una pizza ve-
loce e poi tutti a letto in camera. La prima
giornata di viaggio si chiude con ben 350
chilometri percorsi, forse troppi, ma a dire il
vero non ce ne siamo quasi accorti.

Andorra la Vella – Betren


Dopo colazione facciamo rifornimento alle
moto e ci rimettiamo in viaggio. Decidia-
mo di seguire la traccia della Ruta de los

OLTRECONFINE 81
OLTRECONFINE
mezz’ora ripartiamo e ci troviamo ad af-
frontare un tratto fangoso: con le moto pe-
santi e i bagagli non è il massimo, ma con
fatica riusciamo a proseguire. Viaggiamo
ad alta quota, toccando anche i 2.300 me-
tri: sulla sinistra la parete della montagna,
sulla destra un profondo dirupo, mentre il
cielo azzurro e il sole splendente esaltano
i colori della natura.
Costeggiando il fiume Noguera Pallaresa
ritroviamo l’asfalto dopo 30 chilometri. La
strada è così vicina al fiume che a tratti
sentiamo le gocce d’acqua vaporizzarsi
su di noi. Scendiamo e risaliamo ancora,
affrontando un altro tratto fuoristrada,
fino a raggiungere i 2.100 metri del Còth
de Varradós, una zona ricca di piccoli laghi
montani. Alle 19.00 arriviamo finalmente
al nostro hotel di Betrén.

1
2

3
4

CI FERMIAMO PER UN PANINO:


LUCA TIRA FUORI LA MOKA
PER PREPARARCI UN CAFFÈ,
CHE SORBIAMO A 2.050 METRI

82 OLTRECONFINE
SPAGNA
Da Betren a Jaca apre con decisione il gas. ristorante e anche un piccolo market.
Al terzo giorno di viaggio il gruppo è or- Affrontiamo Il primo tratto in off tra boschi, Riprendiamo a salire di quota e lo scena-
mai coeso e alle 9.00 siamo già in sella. radure e qualche tratto fangoso non troppo rio cambia radicalmente: i pendii si fanno
La BMW F 900 GS che ho in uso non è difficile. Poi proseguiamo sulla incantevole rossi e argillosi, parzialmente coperti dal-
solo bella esteticamente ma anche molto N 230, costeggiando l’Embalse de Baser- la vegetazione. Attraversiamo l’ennesimo
efficace nella guida in off, grazie a sospen- ca e attraversando numerose gallerie fino bosco, e gli onnipresenti corsi d’acqua, e
sioni di qualità e a un motore progressivo a raggiungere Vilaller, uno dei pochi centri la vegetazione si dirada. A San Martín de
nell’erogazione e aggressivo quando si abitati attraversati, con l’immancabile bar, il Veri affrontiamo con troppa disinvoltura
una discesa particolarmente impegnati-
va: ripida, con tratti fangosi e tornanti in
contropendenza. Roberto cade urtando
un grosso sasso, mentre io impatto con la
protezione inferiore della coppa, forando-
la. Roberto si rialza con qualche ammac-
catura, mentre il foro sulla F 900 GS viene
riparato sul posto con pasta bicomponen-
te. Fortuna che il gruppo è sempre pronto
ad affrontare ogni imprevisto.
Proseguiamo tra salite, discese e vallate,

1 UN PICCOLO BORGO ISOLATO


PUÒ RIVELARSI PREZIOSO PER
FARE UNA PAUSA 2 I GUADI SONO
SEMPRE ECCITANTI DA AFFRONTARE,
SPECIE SE NON SI È DA SOLI
3 TRANSITARE NEI BORGHI MONTANI
PER SCOPRIRE REALTÀ SCONOSCIUTE
4 DOPO L’IMPATTO CON LA ROCCIA
PROVVEDIAMO A RIPARARE
IL PARAMOTORE
OLTRECONFINE
alternando asfalto perfetto a sterrati impe- 1 QUANDO SI INCONTRANO 1
gnativi o scorrevoli dove possiamo apprez- DELLE SIGNORE PER
zare appieno il panorama, proprio come da STRADA BISOGNA SEMPRE
Castejón de Sos a Plan: una strada bianca CEDERE LORO IL PASSO
battuta, con una carreggiata larga, che ci 2 CERTI PASSAGGI SONO
consente di guidare con leggerezza e go- TANTO TECNICI QUANTO
dere del paesaggio. Raggiungiamo prima
PAESAGGISTICAMENTE
Senegüé, a 820 metri, poi attraversiamo il
STUPENDI 3 SALIRE E
letto del Rio Aurin non senza difficoltà, e in-
fine arriviamo verso le 19.00 a Jaca.
SCENDERE LUNGO I VERSANTI
Una volta in hotel facciamo una doccia ve- PIRENAICI CI FA SCOPRIRE
loce e, per una volta, riusciamo a visitare NUOVI PAESAGGI 4 NON È
qualcosa. Jaca è probabilmente il centro UN PONTE TIBETANO, MA È
più grande attraversato durante questo UGUALMENTE AFFASCINANTE
viaggio. Si trova nella comunità autonoma DA ATTRAVERSARE

affrontando la salita con determinazione.


Incrociamo un gregge di pecore: in attesa
che transiti ammiriamo il panorama della
vallata, mentre sopra di noi volteggiano
grossi rapaci. Pochi chilometri dopo il mio
drone viene abbattuto da uno di questi: la
natura vince e il mio minuscolo velivolo non
volerà più, ridotto a un ammasso di compo-
nenti elettronici inutilizzabili.
Superiamo senza problemi ancora qual-
che tratto di sterrato e arriviamo al Mira-

dell’Aragona, conta oltre 13.000 abitanti ed


è attraversato dal Cammino aragonese di
Santiago. Il centro è vivace, con numerosi
locali pieni di giovani. Da non perdere una
visita alla Catedral de San Pedro, situata
nel cuore della città, resa ancora più sug-
gestiva dall’illuminazione serale.

Jaca – Hondarribia
Da quando siamo partiti abbiamo percorso
quasi 1.000 chilometri, eppure non siamo
stanchi né sazi di questo viaggio: ora man-
ca solo l’ultima tappa da completare per
arrivare a Hondarribia. Lasciamo Jaca e
all’altezza di Guasillo ci infiliamo in un trat-
to di off piuttosto impegnativo: solchi pro-
fondi, sassi smossi e fango, in alcuni pun-
ti molto insidioso. Avanziamo compatti,

84 OLTRECONFINE
SPAGNA
3

dor del Pirineo, a 1.150 metri, poi prose-


guiamo su strada. La tentazione di piegare
è forte: l’asfalto è bellissimo, le curve am-
pie e con ottima visibilità. Tuttavia i nostri
pneumatici tassellati ci riducono a più miti
consigli, quindi viaggiamo con un ritmo
tranquillo e spensierato. 4

OLTRECONFINE 85
OLTRECONFINE
Dopo Igal imbocchiamo una nuova strada
bianca, lunga e immersa nel bosco: 20 chi-
lometri di pura bellezza in mezzo alla natu-
ra incontaminata. A Ochagavia ritroviamo
l’asfalto e seguiamo la NA-2030 fino a rag-
giungere la Fábrica de Orbaitzeta. Siamo
a cinque chilometri dal confine francese
e ci fermiamo per ammirare i ruderi del-
la fabbrica voluta nel 1784 da Carlo III di
Spagna per produrre armamenti, dove
fino al 1884 vissero 150 lavoratori con le
rispettive famiglie.
Continuiamo a salire e raggiungiamo uno
dei luoghi più sorprendenti ed emozionan-
ti del nostro viaggio: il Refugio de Azpegi.
Siamo con la gamba destra in Spagna e
la sinistra in Francia. C’è una fitta nebbia
1 1 LA NATURA E LA MANO
e silenzio tutto intorno; l’umidità entra nel
casco e appanna la visiera. Luca si ferma,
DELL’UOMO INSIEME POSSONO
mette il cavalletto e scende. Facciamo tutti REGALARE SPLENDIDE CARTOLINE
la stessa cosa, seguendolo con lo sguardo. 2 TUTTI SODDISFATTI ALLA META
Poi capiamo il motivo: decine di cavalli pa- 3 LA BELLEZZA DELLA SEMPLICITÀ
scolano liberi, bellissimi e per nulla intimo- AGRESTE 4 UNA FOTO FATTA TUTTI
riti dalla nostra presenza. Siamo loro ospiti INSIEME È SEMPRE UN BEL RICORDO
e sembrano quasi felici di vederci; solo i pu-
1

NOTA BENE
La traccia ha una lunghezza di circa
1.100 chilometri. Durante la nostra
percorrenza non abbiamo mai trovato
divieti o attraversato parchi con
limitazioni. Però può succedere, come
a noi, di trovarsi davanti a deviazioni 2
obbligate: in questo caso, non resta
che trovare una valida alternativa per
poi ritornare sulla traccia originaria.
Il viaggio presenta un certo livello
di impegno, per cui bisogna avere
dimestichezza con la guida in
fuoristrada, con la meccanica in
caso di bisogno ed è bene affrontarlo
almeno in tre persone.

86 OLTRECONFINE
SPAGNA
ledri si allontanano quando ci avviciniamo.
C’è chi rimane senza parole, con gli occhi
lucidi per l’emozione. Restiamo fermi per
un’ora abbondante immersi in una pace
indescrivibile, tanto che ripartiamo a mo-
tore spento, sfruttando la discesa che por-
ta a valle. Entrati in Francia raggiungiamo
Saint-Jean-Pied-de-Port, dove facciamo
pausa visitando il centro, tutto molto ordi-
nato, pulito e caratteristico. Da questa cit-
tadina parte il Camino Francés di Santiago,
che abbiamo incrociato più volte durante il
nostro viaggio pirenaico.
L’ultimo tratto ci porta a Hondarribia at-
traversando foreste e vigneti. Finalmente
arriviamo sulla costa del Golfo di Biscaglia
e tocchiamo con mano le sue acque tiepi-
de. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo:
quattro indimenticabili giorni di viaggio,
che resteranno a lungo nella nostra memo-
ria, perché abbiamo vissuto di avventura e
risate in sella alle nostre moto.

SIAMO CON UNA GAMBA IN SPAGNA E L’ALTRA IN FRANCIA.


C’È UNA FITTA NEBBIA E SILENZIO TUTTO INTORNO

OLTRECONFINE 87
OLTRECONFINE

88 OLTRECONFINE
SULLE STRADE
DEI RAJA

INDIA
FOTO MICHAEL MINELLI

Come approfittare dell’invito alle nozze di un’amica


indiana per fare un viaggio alla scoperta del
Rajasthan, l’icona turistica per antonomasia dell’India

OLTRECONFINE 89
OLTRECONFINE

A
Nuova Dehli lascio bagagli e abiti
da turista e, grazie a BMW Motor-
rad India, salgo in sella a una BMW
R1300 GS mettendomi in strada
alle sei del pomeriggio, violando così una del-
le regole base di chi viaggia in moto: mai gui-
dare col buio in un Paese che non conosci.
La mia prima destinazione è Agra, la quale
dista solo 210 chilometri dalla capitale: se
fossimo in Europa calcolerei circa tre ore
per raggiungerla, ma siccome siamo in India
e il sole sta inesorabilmente calando credo
che ci arriverò a sera inoltrata. E così acca-
de, schivando ogni cosa che si muove sulla
strada, con o senza luci, a propulsione endo-
termica o animale, nel mio stesso senso di
marcia o contromano.
1
Il Taj Mahal e le strade indiane
La sveglia suona presto perché voglio as-
solutamente fotografare il Taj Mahal, fatto a visitare il monumento prima di tornare
erigere nel 1632 da Shah Jahan in memoria sconsolato in hotel.
della moglie prediletta Mumtaz Mahal, mor- Carico la moto e parto per Jaipur, la città rosa.
ta prematuramente di parto. Il mausoleo, La strada che percorro ha due corsie per sen-
circondato da curatissimi giardini, si trova so di marcia, però ognuno le utilizza in base
sulla sponda meridionale dello Yamuna, il alle sue esigenze: c’è chi viaggia controma-
fiume che attraversa Agra. La nebbia però no, chi decide di fermarsi in un punto qualsia-
scombussola i miei piani, per cui mi limito si, chi attraversa senza guardare. Chilometro

90 OLTRECONFINE
INDIA
dopo chilometro comincio a comprendere le
regole d’ingaggio: fare attenzione a tutto ciò
che si muove – a cominciare dai camion – e
usare il clacson per ogni evenienza.
Proprio tra i giganti della strada decido di fare
una sosta, scoprendo officine improvvisa-
te dove alcuni uomini stanno sostituendo il
cuscinetto di una ruota ingrassando il tutto
a mani nude.
Man a mano che mi avvicino a Jaipur il traf-
fico aumenta, fino a trovarmi bloccato una
volta entrato in città: sono circondato tanto
da non potermi muovere, e ogni centimetro
guadagnato è una piccola conquista. Impie-
go mezz’ora per coprire pochi chilometri e
quando arrivo quasi a destinazione scopro
che l’hotel si trova tra gli stretti vicoli della cit-
tà vecchia. Nonostante la stanchezza e i 33°
di temperatura decido di trovarmi una siste-
mazione più comoda.

Jaipur e i monti Aravalli


Jaipur, la capitale del Rajasthan, è famosa
per i suoi edifici storici come la Hawa Mahal,
il City Palace, il Tripolia Bazar o il fiabesco Am-
ber Palace. Qui saluto l’amico Kripal di BMW
Motorrad, il quale mi accoglie come solo gli
indiani sanno fare, mi fa conoscere le delizie
della cucina locale e mi consiglia su quali stra-
de percorrere e quali luoghi visitare.
Lasciata Jaipur mi infilo nel Dumping Yard

1 IN INDIA SONO I CAMION


I VERI PADRONI DELLA STRADA
2 NEI PARCHEGGI PER CAMIONISTI
LA R 1300 GS FA SEMPRE LA SUA PORCA
FIGURA 3 IL SUONATORE DI FLAUTO
TENTA DI INCANTARE LA BMW DAVANTI
AL FORTE AMBER 4 LE RIPARAZIONI IN
INDIA SI FANNO DOVE CAPITA 4

OLTRECONFINE 91
OLTRECONFINE
di Kishangarh, un’abbacinante discarica di 1
polvere di marmo: sembra neve, ma non lo è.
Durante la cena in riva al lago sacro di Pu-
shkar conosco Raul, un ragazzo spagnolo
che fa la guida qui in Rajasthan. Anche lui si
prodiga nei miei confronti, consigliandomi
di attraversare i monti Aravalli che reputa
imperdibili. Negli Aravalli il tempo sembra
essersi fermato: lungo le strade, spesso ster-
rate, incontro mucche, capre e piccoli villaggi
dove la gente vive di sussistenza.

La maratona del deserto


Attraversando gli Aravalli mi imbatto prima in
un branco di scimmie e poi nella mancanza
di connessione, la quale causa problemi di
navigazione. Arrivo comunque a Udaipur nel
tardo pomeriggio: visito la città al tramonto e
ci resto fino a sera inoltrata, incantato dalla
luce che l’avvolge. Le rive del lago acquistano
colori fantastici che contrastano con le nere
sagome degli edifici e dei templi. Il giorno se-
guente mi alzo presto perché devo affronta-
re la tappa più lunga del viaggio: Jaisamler
– nel deserto del Thar – dista 500 chilometri
e almeno dodici ore di guida. Udaipur è ma-
gicamente vuota e con una bella luce, ragion
per cui ne approfitto per qualche scatto.
Lungo la strada decido di fermarmi in un
dhaba, la tipica trattoria indiana: piazzale di
terra, cucina a vista e brande dove i camio-
nisti mangiano e riposano. Il menù offre pe-
peroncini, verdure, zuppa di lenticchie, pane
e il classico yogurt, utile per alleviare il fuoco
dei cibi piccanti.

VISITO UDAIPUR AL TRAMONTO E CI RESTO FINO A SERA 2


INOLTRATA, INCANTATO DALLA LUCE CHE L’AVVOLGE

92 OLTRECONFINE
INDIA
4 La giornata fila via sin troppo liscia, così deci-
do di farmi uno sgambetto da solo cercando
di salire su una duna che costeggia la strada,
ma mi insabbio praticamente subito e impie-
go più di mezz’ora per riportare la moto sull’a-
sfalto. Raggiungo Jaisalmer al tramonto, ma
ho ancora quaranta minuti di strada per arriva-
re al campo tendato dove ho deciso di passa-
re la notte, e dove vengo accolto da Manthan,
il proprietario, che mi fa accomodare in un’am-
pia tenda con bagno in muratura: finalmente
un po’ di relax, e a seguire aperitivo e cena con
danzatrici e musici locali.
Dopo il meritato riposo mi godo la magia
dell’alba nel deserto e poi inforco la moto per
divertirmi esplorando le piste della zona. Ter-
minate le energie e con gli avambracci diven-
tati di legno per lo sforzo, mi sposto a Jaisal-
mer per ammirare il meraviglioso forte che do-
mina la città. Una guida del posto mi assicura
che posso entrare nel forte con la moto, ma
preferisco visitarlo a piedi e con più tranquil-
lità. Da non perdere anche la visita alla Patwa
Haveli, una casa museo dell’800 che racconta
come vivevano i ricchi mercanti di Jaisalmer
e i cenotafi di Bada Bagh creati con la stessa
arenaria gialla del forte. Poi, il mattino seguen-
te mi concedo un’escursione a dorso di cam-
mello sulle dune mentre spunta il sole in un
meraviglioso spettacolo di colori.

1 VOLEVO FARE IL BRILLANTE


SULLA SABBIA 2 LE STRADE
DEI MONTI ARAVALLI SONO PICCOLE
MA INVITANTI 3 AREA RELAX
PER CAMIONISTI 4 PER I VICOLI
DI JAISALMER 5 INCONTRI
RAVVICINATI DI TIPO MOTOCICLISTICO

93
OLTRECONFINE

DOVE MANGIARE
E DORMIRE
La cucina indiana è prettamente
vegetariana. La si può gustare
nei banchetti per strada oppure al
ristorante. La samosa è una sfoglia
fritta ripiena di verdure, il naan un pane
piatto aromatizzato all’aglio, al burro o
al formaggio. Il dahl è la classica zuppa
di lenticchie speziata, la Raita è uno
yogurt servito per mediare il piccante
degli altri piatti e il paneer un formaggio
che viene servito caldo in salsa di 1
pomodoro piccante. Il tutto può essere
servito nel classico thali, una portata 2
unica di queste pietanze. Per dormire house che offrono bellissimi ristoranti terraz-
mi sono sempre affidato ai servizi zati dove poter consumare un buon thali, am-
online di ricerca, anche se gli standard mirando al contempo il panorama della città.
di qualità e pulizia non sono quelli a cui Saluto la città blu facendo rotta verso Jai-
siamo abituati. Mi sento di menzionare pur. Lungo la strada decido che è tempo di
il Ghanerao Royal Castle, nella cittadina dare una lavata alla bicilindrica bavarese, la
omonima, e il Tripli Hotels stay Inn quale ha cominciato ad accumulare polvere
Resort di Jaisalmer dell’amico Manthan, e incrostazioni durante i chilometri percorsi.
che mi ha accolto come un fratello. Trovare un autolavaggio da queste parti non
La struttura è un campo tendato nel è un problema; basta cercare un piazzale di
deserto con pavimenti e bagni in
muratura a due passi dalle dune del
1 CON LA MOTO SUI GHAT DEL LAGO
Thar dove poter fare escursioni.
SACRO DI PUSHKAR 2 I TEMPLI
INDUISTI SPICCANO PER LA LORO
Sulla via del ritorno POLICROMIA 3 ACCURATO LAVAGGIO
Oggi si cambia rotta e si punta verso est, A MANO 4 SEMPRE SORRIDENTI,
verso quella Delhi che dista oltre 800 chi- ANCHE NELL’INDIGENZA 5 UNA SOBRIA
lometri, ma prima di rientrare nella capi- CERIMONIA NUZIALE 6 DAVANTI
tale ho in programma di fare tappa a Jo- AI CENOTAFI DI BADA BAGH
dhpur. Lungo la strada tutto scorre come
nei giorni precedenti, tra animali in mezzo 3
alla carreggiata e cittadine che interrompono
il ritmo del viaggio con i loro incroci intasati.
Poi scopro un bellissimo lago con una strada
che vi si immerge. Decido di curiosare, e arri-
vato sulla sponda un gruppo di ragazzini mi
corre incontro attraversando l’acqua bassa:
è un’immagine meravigliosa, che catturo in
fretta con la fotocamera che da giorni appen-
do al collo proprio per immortalare momenti
come questo, che solo l’India sa regalare. I
ragazzini si prestano volentieri per qualche
scatto, a parte una bambina terrorizzata dal
cupolino elettrico che si abbassa da solo.
Anche a Jodhpur – la città blu – ci arrivo all’o-
ra del tramonto, quando la luce rende tutto
fotograficamente magico. I vicoli della città
vecchia ospitano decine di laboratori dove
quasi tutto quello che non c’è può essere
creato. Sorprendentemente, e nonostante
gli spazi angusti, il traffico è alquanto scarso,
tanto da farmi rimpiangere di non aver scel-
to di pernottare in una delle numerose guest

94 OLTRECONFINE
Delhi

INDIA
PAKISTAN

Jaisalmer Jaipur Agra

Pushkar
Jodhpur
4

Ghanerao

[Link]/roadbook48-india
A questo indirizzo è disponibile
il percorso relativo all’articolo.
Udaipur
È consultabile online e scaricabile
per il proprio navigatore satellitare
o dispositivo GPS.

5 Gli ultimi chilometri


Uno dei suggerimenti dell’amico Kripal era
quello di visitare il Sambhar Lake, un lago
salino parzialmente prosciugato che dista
circa cento chilometri da Jaipur. La devia-
zione mi riporta nella ruralità del Rajasthan,
dove i villaggi dalle strade sporche contra-
stano con i templi dai colori brillanti. Il caldo
genera riverbero sulla sabbia asciutta del
Sambhar Lake, dove posso divertirmi libera-
mente senza pericoli e sfruttare tutti i cavalli
della BMW R1300 GS che lancio a piena ve-
locità in un mix di traversi e accelerazioni.
In questo immenso parco giochi il tempo
passa veloce così come i litri di benzina
consumati. Nella mia testa da fotografo si

6
fango umido o un ugello che spara acqua
verso il cielo e il gioco è fatto. Mi fermo al
primo libero, spengo il motore e affido il GS
alla squadra di addetti che si prenderà cura
del mio destriero, non prima di aver risposto
alle domande di rito sulla mia persona e sul
mezzo.
A lavoro finito vengo invitato a prendere un tè,
mentre il proprietario del lavaggio chiede di
poter salire sulla moto per farsi fotografare.
Gli indiani sono tanto ospitali quanto intra-
prendenti, per cui senza chiedere permesso
alcuno manovrano la moto a piacimento
chiedendomi anche di prestare loro il casco
per rendere più realistico il ricordo iconografi-
co: va bene tutto, ma il casco no.
OLTRECONFINE
1 OGNI MEZZO È BUONO PER fa largo l’idea di rimanere fino al tramonto
TRASPORTARE QUALSIASI COSA per sfruttare la luce più bella, ma complice
2 VAGANDO PER JAIPUR ALL’ALBA la spia della riserva e il dover trascorrere
tre ore ad aspettare che il sole cali, punto
3 NON È LA PARTENZA DI UNA GARA
al primo distributore e poi allo stesso hotel
DI CROSS, MA UN PASSAGGIO A LIVELLO di Jaipur dove ho pernottato in precedenza.
4 SULLA SUPERFICIE ASCIUTTA Il tempo di posare i bagagli in camera e un
DELLO SHAMBARH LAKE nubifragio si abbatte sulla città con una in-
tensità non indifferente: quando si dice fare
1 la scelta giusta al momento giusto.
La sveglia dell’ultimo giorno suona prima
dell’alba per fare colazione come i locali in-
sieme a Kripal: tè in bicchiere di terracotta e
samosa appena sfornate con salsine. L’ora-
rio è funzionale anche per scattare le ultime
foto in una città che dorme ancora, ma è già
illuminata da una luce meravigliosa, per cui
io e Kripal – anche lui appassionato di fo-
tografia – approfittiamo della splendida oc-
casione. Dopo i doverosi saluti, e ringrazia-
menti, comincio il rientro verso Delhi dove
riconsegnerò la moto.
Lungo la strada l’India continua a regalarmi

scene divertenti, come l’attraversamento


di un passaggio a livello ferroviario. Qui
sembra di essere sulla griglia di partenza
di una gara di motocross: ogni spazio buo-
no è occupato in entrambi i sensi di marcia
e quando le sbarre si alzano si scatena il
caos. Non potendo percorrere l’autostrada
– vietata alla due ruote – sono costretto a
guidare su strade ordinarie, dove i camion
dominano indisturbati facendo il bello e il
cattivo tempo superando in ogni situazio-
ne, invadendo la corsia opposta e costrin-
gendo spesso gli altri utenti della strada a

96 OLTRECONFINE
INDIA
3

I CAMION DOMINANO INDISTURBATI


FACENDO IL BELLO E IL CATTIVO TEMPO,
SUPERANDO IN OGNI SITUAZIONE

uscire dalla carreggiata asfaltata.


Percorrendo gli ultimi chilometri in sella
alla BMW R1300 GS i ricordi di questa av-
ventura pervadono il mio corpo: penso alle
strade inaspettate dei Monti Aravalli, al traf-
fico tanto pazzo quanto divertente, ai ca-
mion colorati e prepotenti, ma soprattutto
alla gente sempre sorridente, accogliente e
con la voglia di interagire con chi viene da
lontano.
Tutte queste emozioni mi fanno luccicare
gli occhi, mentre un incontenibile sorriso
sbuca da sotto il casco. 4

OLTRECONFINE 97
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STORIE E PERSONE
I sogni hanno il difetto di essere contagiosi e non esiste al mondo
un rimedio efficace: quando un portatore sano di grandi speranze
incontra due piloti sensibili alle sfide della solidarietà, il virus deve
fare il suo corso.
È così che Francesca Gasperi e Maurizio Gerini hanno intrapreso
un viaggio in moto verso il Madagascar per aiutare a realizzare il
sogno di chi, da decenni, opera per migliorare la vita degli ultimi
del mondo.

STORIE E PERSONE 99
STORIE E PERSONE

LA STRADA
DI FLORIANO
Un viaggio dall’Italia attraverso il Medio Oriente
per raggiungere un villaggio sperduto del Madagascar.
Lo scopo è raccogliere fondi per sistemare la strada che lo collega
al resto del mondo e all’ospedale più vicino

DI FRANCESCA GASPERI

100 STORIE E PERSONE


T

FRANCESCA GASPERI
utto ha avuto inizio poco prima del mo sentiti in dovere di aiutarlo con i pochi
Natale 2023 quando, insieme a mezzi che abbiamo: le nostre moto e la
Maurizio Gerini, ho incontrato pa- nostra passione per l’avventura. Era come
dre Floriano Strappazzon. Si tratta se tra noi si fosse creato un legame invi-
di un missionario ligure di ottantanove anni, sibile che ci invitava a condividere il suo
di cui gli ultimi sessanta vissuti nella regio- sogno e a lottare insieme per un obiettivo
ne di Ihorombe, nel sud-est del Madagascar, più grande.
dove sessantamila persone vivono isolate e Abbiamo avviato una campagna di raccolta
senza accesso ai servizi fondamentali. fondi sulla piattaforma GoFundMe per so-
In tutti questi anni ha contribuito alla costru- stenere il progetto di padre Floriano: l’abbia-
zione di scuole, chiese e persino di un im- mo chiamata Road of Hope e siamo partiti
pianto idroelettrico, ma ora la sua missione alla volta di Begogo in sella a due Honda
più importante e ambiziosa è il rifacimento Transalp 750. Per dare visibilità alla cam-
della strada dissestata che collega lo sper- pagna abbiamo quotidianamente condiviso
duto villaggio di Begogo alla cittadina di Ia- sui social media il racconto di quest’avven-
kora, dove si trova l’ospedale più vicino. tura durante la quale non sono mancati gli
Mentre ci parlava di questo progetto, ci sen- imprevisti.
tivamo rapiti da un’immensa empatia nei
confronti di questo straordinario missiona- L’importante è andare
rio, e in un attimo il suo sogno è diventato Dovendo attraversare tante frontiere spes-
anche il nostro. I racconti di padre Floriano so difficoltose, la parte più difficile da orga- 1
ci hanno fatto venire la pelle d’oca, dandoci nizzare prima della partenza è stata quella
un’idea di questa sua vita dedicata a chi ha burocratica. Man mano che si avvicinava la 1 IL SORRISO CONTAGIOSO DI PADRE
poco o nulla, spesso affrontando solitudine partenza ci ripetevamo sempre più spesso FLORIANO 2 UN PO' DI OFF ROAD SUL
e drammatiche difficoltà, sempre spinto da che «o la va o la spacca». E infatti, con una LAGO SALATO DI URMIA IN IRAN
una grinta invidiabile. La passione con cui mano sull’acceleratore e l’altra sul cuore,
parla dei suoi progetti e delle persone che siamo partiti l’11 maggio 2024 da Imperia
aiuta è contagiosa quanto emblematica per attraversare i Balcani, la Turchia, il Kur- Abbiamo incontrato le maggiori difficoltà
di un uomo sempre pronto a combattere distan iracheno, l’Iran, l’Iraq, il Kuwait e l’Ara- pratiche nella prima parte del viaggio, con
per gli altri. E noi, che siamo così fortunati bia Saudita per raggiungere l’Africa e infine forte vento e pioggia battente fino in Kur-
a vivere una vita piena di comodità, ci sia- il Madagascar. distan iracheno. Non smetteva mai: solo in
Turchia abbiamo avuto una giornata di tre-
gua ma ormai, che piovesse o meno, non ci
2 importava più nulla.

STORIE E PERSONE 101


STORIE E PERSONE

In Cappadocia ci è capitato di rifugiarci a


notte inoltrata in una grotta che profuma-
va di capra, svegliandoci l’indomani sotto
un cielo pieno di mongolfiere. È qui che
abbiamo iniziato a sentirci lontani da casa:
mandavamo le foto a padre Floriano come
fosse già un vecchio amico che, preoccu-
pato per noi, ci mandava a sua volta mes-
saggi d’incoraggiamento mentre aspettava
il nostro arrivo. Il legame tra noi e questo
simpatico missionario si faceva sempre più
forte.
Il viaggio era ancora lungo e gli imprevisti
in arrivo. Attraversato il Kurdistan iracheno,
abbiamo incontrato una nuova difficoltà
squisitamente burocratica: il visto di ingres-
so per il Kurdistan iracheno non è valido per
l’Iraq federale.
Al posto di blocco in direzione Bagdad sia-
mo stati duramente invitati a fare dietro-
front e non è stato piacevole, soprattutto Nuovi amici con i curdi non sono proprio idilliaci. Con
per il senso di impotenza provato. Dopo Quando ci siamo imbattuti nell’ennesimo un brivido sulla schiena abbiamo fatto in-
aver considerato diverse opzioni abbiamo posto di blocco, che da queste parti sono versione di marcia per andarcene verso le
deciso di cambiare rotta e attraversare l’I- una costante, i militari si sono dimostrati montagne, in silenzio con i nostri pensieri.
ran: per ottenere i visti ci sono voluti cinque da subito piuttosto aggressivi nel chieder- Qui siamo stati accolti dalla gente più bella
giorni, probabilmente i più sorprendenti di ci cosa diavolo ci facessimo in moto da incontrata in questo viaggio, ovvero i pa-
tutto il viaggio. Questo perché non ci siamo quelle parti, per poi ammorbidirsi un po’ stori e i militari curdi. In due giorni abbiamo
fermati ad aspettare ad Arbil – la capitale quando hanno capito che siamo soltanto bevuto litri di latte cagliato: ogni pastore
del Kurdistan iracheno, considerata il nu- due avventurieri. Il motivo di tanta rudezza incontrato ce ne offriva un bicchiere, come
cleo abitativo più antico al mondo – ma ci è presto spiegato: il giorno prima un uomo potevamo dire di no? Sorrisi e braccia aper-
siamo avventurati alla scoperta di nuovi pa- ha perso la vita a fucilate. Siamo prossi- te ci hanno fatto sentire parte di una comu-
esaggi sulle montagne nei dintorni. mi al confine con la Turchia i cui rapporti nità; una sera, appena trovata la grotta

102 STORIE E PERSONE


FRANCESCA GASPERI
2

3
1 LA LAGUNA DI CHOGHAKHOR IN IRAN 2 L'OSPITALITÀ
DI UNA FAMIGLIA CURDA 3 RIFUGIO NOTTURNO IN UNA
GROTTA IN CAPPADOCIA 4 CHECKPOINT CURDO CON
INVITO A CENA

STORIE E PERSONE 103


STORIE E PERSONE

2
nostra regola per accamparci era di trovare
sempre un punto un po’ nascosto prima del
calar del sole, ma quella sera ci siamo do-
vuti fermare in una piazzola lungo un fiume
con un sacco di gente.
Ero convinta che sarebbe accaduta chissà
quale tragedia, e questo rendeva tesissima
l’aria con il mio povero compagno di viag-
gio. Ma non avevo scelta perciò, parcheg-
giate le moto, Maurizio mi lascia sola per
accordarsi col custode del posto. Potete
immaginare il suo sgomento quando, al
ritorno, non mi trova più: un attimo di pa-
nico che dura un’eternità, fin quando non

dove ripararci per la notte, ecco arrivare


un militare (con tanto di vasetto di latte
acido di benvenuto) che ci invita a cenare
insieme a loro. Tutti seduti per terra con un
grande piatto in mezzo a noi da cui pren-
dere il cibo con le mani: la cena più buona
di sempre. Qualcuno pregava in un angolo
della stanza, tutti gentili e con tanta curio-
sità e pazienza nel cercare di capire i nostri
racconti a gesti. Noi non parlavamo la loro
lingua e viceversa ma, nonostante questo,
siamo andati a dormire con due manciate
di amici in più che ancora oggi sentiamo
via Facebook, attraverso i loro bambini che
iniziano a parlare in inglese. Ci è tanto di-
spiaciuto salutarli ma già la sera seguente
ci aspettava un’altra avventura ai confini
con il ridicolo.
Eravamo prossimi al confine iraniano e
ammetto di aver avuto un po’ di strizza a
dormire in tenda vicino ai centri abitati. La

104 STORIE E PERSONE


FRANCESCA GASPERI
SORRISI E BRACCIA APERTE CI HANNO FATTO
SENTIRE PARTE DI UNA COMUNITÀ
4

QUEL POCO
CHE FA TANTO
3
Un viaggio come questo non finisce
una volta rientrati a casa ma continua
mi vede ballare a poche decine di metri con la raccolta fondi da cui tutto è 4
insieme ad alcune famiglie curde, già col iniziato. Nonostante il governatore della
bicchiere in mano e pronti a trascorrere regione abbia offerto il suo supporto
1 A 70 KM DAL CONFINE una serata fantastica. Questi momenti per per la realizzazione della strada, i fondi
CON L'ARABIA SAUDITA noi sono indimenticabili: storie di uomini e stanziati restano insufficienti a coprirne
2 SELFIE RICORDO ALLA culture diverse che si incontrano creando interamente i costi.
subito una connessione di meravigliosa La campagna avviata da Francesca e
FRONTIERA IRAN-IRAQ
umanità. Maurizio ha finora raccolto un totale di
3 TIPICO MEZZO DI TRASPORTO
45.000 euro, ma per realizzare la strada
MALGASCIO PER INFANTI Contraddizioni persiane ne servono almeno 50.000.
4 BIVACCO NEI PRESSI
Anche l’Iran e la sua gente meravigliosa ci È possibile contribuire al progetto
DEL LAGO SALATO NAMAK sono rimasti nel cuore. In tanti ci avevano tramite bonifico bancario all’IBAN
5 UN PONTE IN TRONCHI DI LEGNO È allertati di stare molto attenti ai pericoli più IT84 E030 6909 6061 0000 0112 122,
L'UNICO COLLEGAMENTO COL MONDO disparati, invece siamo stati accolti ca- intestato a AINA Onlus su Banca Intesa
S. Paolo, causale donazione PADRE
FLORIANO strada Madagascar.
5 È inoltre ancora possibile dare il
proprio contributo al progetto “Padre
Floriano and The Road of Hope” sulla
piattaforma gofundme.
[Link]/f/the-route-of-hope

STORIE E PERSONE 105


STORIE E PERSONE
lorosamente, ricevendo cibo e ospitalità. Appena siamo rimaste sole, lontane dagli scondere una parte così autentica di sé.
In alcuni casi ci hanno persino pagato la occhi dei suoi concittadini, mi ha guardata Abbiamo parlato un po’, condividendo la no-
benzina perché ospiti nel loro Paese. Quan- con il volto illuminato da un sorriso radio- stra passione; quando le ho regalato il mio
do abbiamo attraversato il confine, un’e- so mostrandomi, con un gesto furtivo, una adesivo personale, che mi rappresenta con
sperienza indimenticabile ci ha colpiti nel foto sul suo telefono che la ritrae in sella tanto di casco e stivali, sembrava una bam-
profondo. Un’ufficiale doganale, una donna a una moto. Quasi sussurrando mi ha con- bina che riceve delle caramelle. L’ufficiale
apparentemente severa, ci ha fatti uscire fessato: «Anch’io sono motociclista, ma di doganale duro e imperturbabile si era tra-
dall’ufficio per controllare i numeri di telaio nascosto». Quella frase mi ha spezzato in sformato nell’immagine di pura gioia infan-
delle moto. due perché non è giusto che si debba na- tile che contraddistingue noi motociclisti.
In quel momento ho capito che la nostra
connessione andava oltre le differenze cul-
turali; eravamo unite dalla stessa passione,
dalla stessa voglia di libertà.
Abbiamo attraversato rapidamente il
Kuwait dopo aver trovato sull’app iOverlan-
der un valico di frontiera in cui rilasciano il
visto senza bisogno di richiederlo prelimi-

ACCANTO A FLORIANO NON PUÒ


ACCADERCI NULLA PERCHÉ LA
SUA PACE È CONTAGIOSA
1

1 PADRE FLORIANO DURANTE LA CELEBRAZIONE DI


UN BATTESIMO 2 GERINI SCHERZA CON I BIMBI DEL
VILLAGGIO 3 SOSTA PRANZO IN UN ACCOGLIENTE
AUTOGRILL LOCALE 4 FLORIANO CAPITANO DELLA
CANOA PER RAGGIUNGERE UNO DEI TANTI VILLAGGI
SENZA STRADA 5 SOTTO UN MAESTOSO BAOBAB

106 STORIE E PERSONE


FRANCESCA GASPERI
3

narmente per via telematica. Dopo


aver superato diversi ostacoli, l’A-
rabia Saudita ci abbracciava con i
suoi 50 gradi, una temperatura per
noi assurda che ci ha obbligato a 4
ripararci per un paio d’ore dentro
un tunnel lungo la strada deserta.
A farci compagnia c’erano i nostri pen- ni e finalmente l’11 giugno, a un mese esat-
sieri e preoccupazioni: avevamo appena to dalla partenza, riusciamo a raggiungere
scoperto che le frontiere del Sudan erano Begogo, il villaggio di Padre Floriano, per-
chiuse, situazione che ci ha poi costretto correndo una strada temuta per la presen-
ad accettare mal volentieri l’unica soluzio- za di predoni. «Siete pazzi, avete bisogno
ne possibile. Abbiamo quindi lasciato le di una scorta» ci dicevano tutti. Quando
Transalp a Jeddah e preso un volo per An- abbracciamo Floriano, lui scoppia a ridere
tananarivo, Madagascar. Tutto sembrava ascoltando le mie paure che svaniscono
complicarsi ancora. come neve al sole: sento che accanto a lui
non può accaderci nulla perché la sua pace
Finalmente a Begogo è contagiosa.
Arrivati sull’isola siamo riusciti ad avere Siamo definitivamente entrati in un nuovo
un’Africa Twin del 1990 in perfette condizio- mondo. Profumi e sguardi intensi, una

STORIE E PERSONE 107


STORIE E PERSONE
natura soverchiante e una marea di bam- con un sorriso, nonostante sia probabil- no un altro significato. Appena sistemata
bini che a ogni sosta ci assalgono festanti mente l’oggetto più prezioso che possiede. l’auto, partiamo per andare a prendere una
per avere qualcosa. Nasi sporchi e vestiti Cominciamo a capire che qui i valori sono donna molto malata a un’ora di distanza
stracciati, bimbi con magliette fino ai piedi altri e ci spogliamo di tutti i pensieri per re- per darle un po’ di cure e portarla dalle suo-
spesso nudi. È una dimensione diversa, una spirare le scene di vita vera che quest’an- re che la ospiteranno. Veloma, così si chia-
realtà che vorremmo tutti voi poteste vivere golo di mondo ci sta regalando. Con la sua ma, lascia la sua casa con tutti i suoi averi,
anche solo per un attimo. energia infinita padre Floriano si occupa di pochi stracci in un sacchetto di plastica. Il
Nonostante la povertà, nel villaggio abbia- tutti e di tutto, sostenuto da una comunità tumore al seno la sta divorando e non tor-
mo trovato dignità e speranza. Un bimbo si che lo ama e rispetta. Appena arrivati Mau- nerà più nella sua dimora fatta di sterco e
avvicina a Maurizio mostrandogli con orgo- rizio ha tirato fuori le sue doti da meccanico fango. Non potremo mai dimenticare i suoi
glio un vecchio orologio rotto che indossa per sistemare il semiasse rotto del Toyota occhi pieni di paura e devozione.
insieme ai suoi vestiti sporchi; poche ore di Floriano. Laggiù si fa tutto con quel che Padre Floriano ha voluto che percorressimo
dopo ci viene a cercare e per donarglielo si trova, anche perché le distanze assumo- assieme la strada della speranza, in moto:
è davvero disastrata, sembra quasi un per-
corso da enduro. Nonostante la sua età il
1 missionario non si tira indietro e sale sulla
Transalp di Maurizio, io li seguo con un 125
prestato dal parroco di un vicino villaggio.
Riesco a fare soltanto una cinquantina di
chilometri prima di rimanere senza frizione.
Così dormiamo in tenda, sotto il cielo stel-
lato insieme a Floriano e ai suoi racconti di
una vita ai confini del mondo. Una notte sul-
la la strada dei banditi, che per noi è ora più
che mai la Strada della Speranza.

UNA REALTÀ CHE VORREMMO


TUTTI VOI POTESTE VIVERE
ANCHE SOLO PER UN ATTIMO
2

1 FLORIANO IN VISITA
ALLA SCUOLA DI UN
VILLAGGIO
2 IN GITA ALLO
SPETTACOLARE PARCO
ISALO WINDOW

108 STORIE E PERSONE


Non collezionare buchi
nella TUA COLLEZIONE!

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N. 42 giugno/luglio N. 43 agosto/settembre N. 44 ottobre

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PER CHI USA UNO SMARTPHONE CON APP TIPO OSMAND,
GURU MAPS, LOCUS MAP

COME USARE LE NOSTRE Inquadrate il QR

TRACCE GPX
Code con un
lettore di codici
del telefono (basta

L
usare la fotocamera
e tracce GPX sono insiemi di punti che disegnano un su iOS e sulla
itinerario nello spazio; non sono navigabili con indicazioni maggior parte dei
di svolta come quando ci facciamo portare verso una telefoni Android)
destinazione (ad esempio quando si usa Google Maps, e confermate
che infatti per il GPX non va bene). È compito del pilota seguirle l’apertura
verificando che la propria posizione indicata da un dispositivo dell’indirizzo.
GPS (navigatore o smartphone) rimanga sulla traccia indicata. Si apre la pagina dell’itinerario.
Non è strettamente necessaria ma è ovviamente utile avere una In alto c’è l’anteprima del percorso con il profilo altimetrico;
in basso si trovano i pulsanti per scaricare i file; scegliete GPX.
cartografia raffigurata sotto la nostra posizione e la traccia.
Noi forniamo le tracce in formato GPX (il formato universale utilizzato Nella cartella download dello smartphone toccate sul file GPX
per scambiare punti con coordinate geografiche tra software e della traccia per aprirla e scegliete l’app che preferite. A titolo di
dispositivi diversi) e KMZ (il formato nativo di Google Earth e Google esempio riportiamo le schermate di OsmAnd, Guru Maps e Locus
MyMaps che contiene le stesse informazioni del GPX). Map, ma va bene qualsiasi app che trovate sugli store in grado di
visualizzare file GPX.
PER CHI USA UN NAVIGATORE GPS TIPO GARMIN O TOMTOM
Ricordate che
Dal browser del computer digitate l’indirizzo web a corredo della gli smartphone
mappa nell’articolo. Si apre la pagina dell’itinerario. In alto c’è moderni dotati
l’anteprima del percorso con il profilo altimetrico; in basso si di fotocamera
trovano i pulsanti per scaricare i file; scegliete GPX. stabilizzata si
danneggiano con
le vibrazioni, per
cui è utile usare un
supporto adeguato
o dotarsi di un
apposito terminale,
magari rugged.

MODIFICARE LE TRACCE DI ROADBOOK


Le nostre tracce possono essere seguite così come sono,
oppure modificate a piacere per costruire il proprio itinerario.
Per fare questo serve avere sul computer un editor di file GPX
(come Garmin BaseCamp, GPX Editor ecc.) oppure si possono
usare servizi online come GPX Studio e Calimoto.
Una volta scaricato, il file GPX può essere caricato sul navigatore
GPS utilizzando i sistemi previsti dal produttore: può essere
un’applicazione tramite cavo USB (come Garmin BaseCamp)
o un servizio cloud come Garmin Explore e TomTom MyDrive.

Se

E il file KMZ? Serve per essere usato con Google Earth nel
caso si voglia verificare la traccia in 3D e l’orografia del terreno;
consente inoltre di individuare al volo i punti di interesse grazie
alle icone
specifiche e
di verificare
potenzialmente
invece preferite scaricare le tracce GPX di RoadBook con uno ogni tratto di
smartphone, seguite le indicazioni a lato per scaricare il file strada coperto
e poi utilizzate l’app del produttore del navigatore GPS per il da Street View.
caricamento del file GPX sul suo servizio cloud (come Garmin
Explore e TomTom MyDrive).

110
cose
che
capitano
SICUREZZA INFORMATICA

P
rima di partire per il Marocco la appoggio sul tavolo mentre smonto i gancio meccanico di emergenza per aprirla
per la prova delle nuove Yamaha bagagli, per non rischiare di smarrirla nel subito» e lei «Non lo so».
Ténéré 700 di cui vi ho parlato marasma. Butto giù il telefono e chiedo a Gemini che
su questo numero, mi procuro Poi penso: «A breve torneranno le bimbe mi dà errore. In che senso errore? L’AI non
una eSIM in modo da avere il traffico dati (piccole), meglio metterla al sicuro prima ha mai dato errore in vita sua. Cosa vuol
necessario per raccontare lo svolgimento che la prendano e inizino a giocarci». dire “errore”?
della prova anche in tempo reale tramite le Così ripongo la preziosa memoria nel Riavvio l’applicazione tre volte prima che
storie di Instagram. taschino dei Jeans. «Qui non la perdo di riparta, ma non ottengo comunque una
All’arrivo a Marrakech attivo la eSIM sicuro!» soluzione diversa da un «Devi guardare il
e inizio a utilizzare internet con una Nel frattempo le bimbe rientrano insieme manuale». Lo so, cavolo, lo so; ma non ho
banda considerevole. Il villaggio dove alla mia compagna e inizio a raccontare tempo e non so dove sia!
saremo ospitati, però, non si trova nella loro del viaggio, del deserto e dei dromedari Intanto, accanto al filtro trovo un tubicino
periferia di una metropoli, ma nel bel che avevo visto. di gomma con un tappino. Prendo
mezzo di un deserto dove la connessione Dopo una mezz’ora Viviana deve uscire per una bacinella e lo apro. È lo scarico di
sorprendentemente c’è, ma risulta molto alcune commissioni, lasciandomi a casa emergenza dell’acqua, ma è largo quanto
lenta. Considerate che per caricare le storie con le bimbe, ma prima di salutarci mi dice: una piccola cannuccia e il flusso è di una
che trovate salvate sul nostro profilo mi ci «Sto facendo partire una lavatrice, vuoi lentezza che non riesco a descrivere.
sono voluti mediamente quaranta minuti darmi i Jeans?»; «Uh, sì grazie, ottima idea!» Mentre l’acqua defluisce con la flemma
ciascuna. La lavatrice parte e lei esce. Passano di un pensionato in coda alle poste,
Dovete sapere che quando le Case una decina di minuti, le bimbe stanno desolato e affranto guardo fisso i miei
organizzano questi viaggi stampa per guardando un cartone animato e io prendo jeans perdendomi nel buio dell’oblò per i
la presentazione dei nuovi modelli, il computer per iniziare a scaricare i video successivi sette minuti.
ingaggiano dei service per la produzione dalle action cam e dalla chiavetta. Accendo Nel frattempo le bimbe hanno abbandonato
di materiale foto-video personalizzato per il PC, attacco la prima action e mentre la TV e sono alle mie spalle tipo gufo:
ogni giornalista. Durante le prove ci sono guardo il trasferimento dei file che si avvia, «Cos’è successo papà?», «Cosa stai
infatti dei momenti dedicati agli shooting in mi si blocca il respiro di colpo. facendo?», «Perché sei arrabbiato?», «Cosa
azione e altri in cui registrare i commenti e LA CHIAVETTA! c’è nella lavatrice?», «Perché non si apre?»,
le impressioni di guida accanto alle moto Corro in bagno a duecento all’ora e con un «Cos’è successo papà?», «Quanta acqua!»,
presentate. tuffo in stile Max Payne spengo la lavatrice. «Possiamo giocarci?».
I ragazzi del service lavorano poi fino a Peccato sia da poco iniziato il lavaggio e Assorto in uno stato di trance causato dalla
tarda notte per catalogare e dividere tutte il cestello sia per metà pieno d’acqua. Lo combo di nervosismo e desolazione sento
le foto e i video in modo che la mattina sportello ovviamente non si apre e guardo un “clak” che mi risveglia. La lavatrice si è
successiva, prima della partenza, a impanicato i miei jeans che galleggiano svuotata e lo sportello si è sbloccato.
ogni giornalista venga fornito il proprio immobili con il resto della biancheria. Lo apro, prendo al volo i jeans, tiro fuori la
materiale, utile a produrre un articolo e il Provo ad aprire l’oblò, ma niente, il sistema chiavetta, la scuoto forte e inizio subito ad
video per il canale YouTube. di sicurezza lo impedisce. Apro quindi lo asciugarla: dapprima con l’asciugamano e
Spesso il tutto viene condiviso tramite un sportellino in basso per cercare l’apertura poi con l’asciugacapelli.
cloud, ma data la scarsa connessione di meccanica ma nulla, trovo solo il filtro. Poi la riporto sul tavolo accanto al PC e la
cui sopra, stavolta ci viene consegnata una Allora prendo il telefono e chiamo la mia lascio lì. Non ho il coraggio di controllare se
chiavetta USB personale. La mia conteneva compagna: «Dov’è l’apertura di emergenza funziona ancora.
circa 33 GB di preziosissimo e fighissimo della lavatrice?» e lei «Devi spegnerla e Hai presente che figura se non va più?
materiale. aspettare due minuti». «Pronto Yamaha, avete mica modo di
La prendo in custodia con la stessa Mentre il mio cervello inizia a visualizzare recuperare il mio materiale del Marocco
attenzione che si riserverebbe a una tutti gli scenari peggiori per la mia che ho messo la chiavetta in lavatrice?»
reliquia sacra e la conservo con cura per preziosissima chiavetta, cerco di
tutto il viaggio fino a casa. Appena rientrato mantenere la calma: «Lo so, ma mi serve il MARCO MANZONI

A questo indirizzo potete vedere il video sopravvissuto al lavaggio


[Link]

COSE CHE CAPITANO 111


DIE TRO LE QUINTE
(IL DURO LAVORO
CHE QUALCUNO DEVE PUR FARE) DAL WEB

DALLA GALLERIA

TOTÒ DURANTE LA PROVA


DEI TELAIETTI MYTECH
Le facce di Totò nelle anteprime
della galleria del telefono sono il motivo
per cui non cancelleremo mai questi video! Un viaggio dalla Germania all’Asia con quattro moto, per lo
più in fuoristrada, durato quattro settimane
e quasi 10.000 km.
Un’avventura emozionante, raccontata in
questo video YouTube, con un montaggio
avvincente e coinvolgente.
[Link]

ADVENTOURING? A quanto pare, i nostri canali


social sono spesso fonte di
DARIO ALLA PROVA ispirazione per menti creative,
HARLEY-DAVIDSON le quali riescono a strapparci
Oh, lo stile c’è. Secondo noi Dario sarebbe grandi risate grazie alla
pronto per abbandonare il mondo del turismo giusta dose di ironia.
avventuroso e abbracciare lo stile H-D. Questa volta è stato il turno
di Dario che ci ha divertito
con un mix perfetto
di onestà e creatività.
[Link]
share/p/1Exsm8J355/

COME IL MEME “NOT BAD”

MARCO ALLA PROVA YAMAHA


La faccia di chi ha appena guidato
una moto nel deserto marocchino per
la prima volta parla da sola.

112 VIAGGI E AVVENTURE IN MOTO


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VIAGGI E AVVENTURE IN MOTO 113


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