IL VERBO
Il verbo indica :
o Un’azione che il soggetto compie o provoca
o Un’azione che al soggetto viene fatta da qualcuno/qualcosa
o L’esistenza o uno stato del soggetto
o Qualcosa che accade al soggetto
CLASSIFICAZIONE DEI VERBI:
1. Transitivi e intransitivi: se ammettono o no un complemento oggetto.
2. Personali e impersonali: se ammettono o no il soggetto.
3. Predicativi e copulativi: se esprimono da soli un senso compiuto o se
servono da collegamento.
Il tempo verbale colloca l’azione nel presente, nel passato o nel futuro
rispetto al momento in cui si parla o scrive.
o Il TEMPO PRESENTE dice che quanto viene detto dal verbo è
contemporaneo al momento in cui si parla o scrive.
o Il TEMPO PASSATO indica l’anteriorità ad esiste in tutti i modi tranne
che l’imperativo.
o Il TEMPO FUTURO indica la posteriorità ed esiste solo all’indicativo con
2 verbi: il futuro semplice e il futuro anteriore
VALORE DEI VERBI:
1. Assoluto, quando l’azione è collocata nel presente, nel passato, nel
futuro senza che essa sia posta in relazione con altre azioni verbali.
2. Relativo, quando l’azione di un verbo è posta in relazione con il tempo
di un altro verbo, stabilendo con esso un rapporto di cont, post, ant.
3. Semplici, cioè costituiti da una sola parola alla forma attiva.
4. Composti, costituiti alla forma attiva da due parole: un verbo ausiliare
e un
participio passato.
VERBI TRANSITIVI E INTRANSITIVI
I verbi transitivi sono i verbi che reggono il complemento oggetto, e può anche
essere sott’inteso.
I verbi intransitivi sono i verbi che non ammettono un complemento oggetto
per il fatto che l’azione si esaurisce nel soggetto.
LA FORMA ATTIVA, PASSIVA E RIFLESSIVA
1. ATTIVA: quando il soggetto compie l’azione, è possibile con verbi
transitivi e intransitivi.
2. PASSIVA: quando il soggetto subisce l’azione, è possibile solo con verbi
transitivi.
3. RIFLESSIVA: quando soggetto e oggetto coincidono.
COME SI PASSA DALLA FORMA ATTIVA A QUELLA PASSIVA?
Ci deve essere il complemento oggetto nella frase preceduto dal verbo
transitivo, perché manca l’elemento che si trasforma in soggetto nella passiva.
COME ESPRIMERE LA FROMA PASSIVA: Si costruisce con le diverse voci
dell’ausiliare essere seguite dal participio passato del verbo, ma ci sono anche
altre opzioni, usare il verbo venire, con il si passivante.
FORMA RIFLESSIVA
La principale forma pronominale è quella riflessiva: Il verbo è accompagnato da
un pronome atono e l’azione si riflette sul soggetto corrispondente.(IO MI LAVO
LE MANI).
I VERBI INTRANSITIVI PRONOMINALI
Ci sono verbi intransitivi nei quali il pronome atono non ha valore autonomo,
ma forma con il verbo un’unità inseparabile, i verbi intransitivi pronominali.
Altri presentano una doppia forma: una -senza pronome- che può essere
transitiva o intransitiva, l’altra -con pronome autonomo- che è intransitiva
pronominale.
VERBI PERSONALI E IMPERSONALI
Hanno un soggetto anche se è sott’inteso.
I verbi impersonali invece si usano solo alla 3 p singolare e NON hanno un
soggetto (VERBI ATMOSFERICI)
LE FUNZIONI DEL VERBO
Verbi predicativi: sono dotati di senso proprio e svolgono la funzione di
predicato verbale.
Verbi copulativi: collegano il soggetto a una parte nominale e svolgono la
funzione di copula.
VERBI CON FUNZIONI DI SERVIZIO
1. AUSILIARI- formano i tempi composti e le forme passive (ESSERE,
AVERE)
2. SERVILI - con l’infinito precisano il significato dell’infinito.
(POTERE, DOVERE, VOLERE, SAPERE, SOLERE)
3. FRASEOLOGICI- con l’infinito/gerundio precisano il modo in cui
l’azione si sviluppa nel tempo (STARE PER, FINIRE DI)
4. CAUSATIVI- con l’infinito indicano un’azione causata dal soggetto
ma non compiuta da esso. (FARE, LASCIARE)
Verbi difettivi: verbi di cui non usiamo l’intera coniugazione
Verbi sovrabbondanti: alcuni verbi formati con la stessa radice seguono
coniugazioni diverse (ADEMPIERE, ADEMPIRE).
IL NOME
NOMI COMUNI: I nomi comuni indicano in modo generico tutti gli individui
o gli elementi appartenenti a una stessa categoria o gruppo.
NOMI PROPRI: Indicano un solo e particolare individuo o elemento.
NOMI INDIVIDUALI: Indicano al singolare un’entità singola e al plurale più
individui.
NOMI COLLETTIVI: Indicano, già al singolare, un insieme omogeneo
(FOLLA, SCIAME, GREGGE).
NOMI CONCRETI: Indicano persone, animali e cose che hanno consistenza
materiale e sono percettibili con i sensi.
NOMI ASTRATTI: indicano concetti teorici, che non identificano esseri o
cose ma riassumono idee, sentimenti, esperienze e qualità.
LA STRUTTURA DEI NOMI
1. NOMI PRIMITIVI - Non derivano da altre parole e sono costituiti solo
dalla radice e dalla desinenza.
2. NOMI DERIVATI- Hanno origine da una parola già esistente alla quale si
aggiungono un prefisso o un suffisso, la parola che ne nasce avrà un
significato diverso.
3. NOMI ALTERATI- Sono parole con l’aggiunta di particolari suffissi (-ino, -
one, -etto, -accio, -astro, -otto), alternano degli aspetti del significato ma
non il significa to di base:
I NOMI IN BASE AL NUMERO
1. VARIABILI- formano il plurale cambiando desinenza.
2. INVARIABILI- non cambiano forma dal singolare al plurale, per capirne
la differenza bisogna osservare l’articolo.
SONO INVARIABILI: I nomi che terminano in consonante, i nomi monosillabi
terminanti in vocale, i nomi che terminano in vocale accentata, i nomi in -i,
pochi nomi maschili in -a.
NOMI COMPOSTI
Formano il plurale in modo diverso
L’AGGETTIVO
I TIPI DI AGGETTIVO
o QUALIFICATIVO: Attribuiscono al nome una qualità o una specifica
caratteristica, come un tratto caratteriale, l’aspetto o il colore.
o DETERMINATIVI O PRONOMINALI: Gli aggettivi determinativi precisano il
nome, indicandone per esempio l’appartenenza (IL MIO ZAINO), la
posizione nello spazio (QUESTA CASA), la quantità (DUE RAGAZZE). Sono
quindi aggettivi determinativi i POSSESSIVI, DIMOSTRATIVI,
INTERROGATIVI, NUMERALI, INTERROGATIVI, INDEFINITI, ESCLAMATIVI.
ATTENZIONE!! I determinativi oltre che aggettivi possono anche essere
pronomi, per questo si definiscono aggettivi pronominali.
LA FUNZIONE DEGLI AGGETTIVI
- FUNZIONE ATTRIBUTIVA: si collega direttamente al nome
- FUNZIONE PREDICATIVA: si collega al nome per mezzo del verbo
- FUNZIONE DI SOSTANTIVO: l’aggettivo sostituisce un nome ed è
preceduto dall’articolo determinativo (MI PIACE IL DOLCE)
- FUNZIONE DI AVVERBIO: l’aggettivo si trova dopo il verbo e ne modifica il
significato (I TIFOSI URLANO FORTE)
!!gli aggettivi assumono la funzione di nome quando sono preceduti da un
articolo!!
LA FORMA DELL’AGGETTIVO
o Gli aggettivi variabili- distinguiamo 3 gruppi, in base alla desinenza del
maschile singolare:
1. PRIMO GRUPPO: aggettivi a 4 desinenze (maschile singolare in -o)
2. SECONDO GRUPPO: aggettivi a 2 desinenze (maschile singolare in -e)
3. TERZO GRUPPO: aggettivi a 3 desinenze (maschile singolare in -a)
!!ATTENZIONE!! Gli aggettivi composti formano il plurale modificano solo il
secondo elemento.
AGGETTIVI INVARIABILI
Sono gli aggettivi che non cambiano forma né al femminile né al plurale
LA STRUTTURA DEGLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI
o AGGETTIVI PRIMITIVI: non derivano da altre parole (CATTIVO, GIALLO)
o AGGETTIVI DERIVATI: si formano a partire da altre parole, perlopiù verbi o
nomi, con l’aggiunta di suffissi alla radice. Sono anche quelli che hanno
origine da altri aggettivi con l’aggiunta di prefissi (IN-COERENTE, A-
MORALE).
o AGGETTIVI ALTERATI: si formano mediante particolari suffissi che
attenuano o rafforzano il significato di base e si distinguono in:
- Diminutivi, vezzeggiativi, accrescitivi, peggiorativi/dispregiativi,
attenuativi.
o AGGETTIVI COMPOSTI: risultano dall’unione di 2 aggettivi, formano il
plurale modificando solo il secondo elemento.
I GRADI DELL’AGGETTIVO QUALIFICATIVO
o GRADO POSITIVO: esprime una qualità senza precisarne l’intensità
(RAFFINATA)
o GRADO COMPARATIVO: esprime un confronto tra 2 elementi rispetto alla
qualità espressa dall’aggettivo (ANNA E’ PIU’ RAFFINATA DI CLAUDIA).
o GRADO SUPERLATIVO: la gradazione della qualità viene espressa al
massimo livello (CLAUDIA E’ SIMPATICISSIMA):
[Link] COMPARATIVO
Esiste il comparativo di maggioranza che indica che una qualità è più presente
nel primo termine che nel secondo. IL secondo termine di paragone è introdotto
dalla preposizione “di”. (SEI PIU’ ALTO DI TUO FRATELLO)
Il comparativo di minoranza indica che una certa quantità è presente meno nel
primo termine di paragone che nel secondo. (SAN FRANCISCO E’ MENO VICINO
ALL’ITALIA DI NEW YORK)
infine il comparativo di uguaglianza indica che una certa qualità è presente in
misura uguale nei due termini di paragone (CLAUDIA E’ SIMPATICA QUANTO
ANNA)
[Link] SUPERLATIVO ASSOLUTO
attribuisce a qualcuno o qualcosa una qualità espressa al massimo livello in
modo assoluto senza alcun termine di riferimento.
[Link] RELATIVO
attribuisce a qualcosa o qualcuno una qualità al massimo o al minimo grado
rispetto al gruppo di cui fa parte. (LA PIU’ DIFFUSA)
[Link] E SUPERLATIVI SINTETICI
- BUONO (grado positivo), IL MIGLIORE (superlativo relativo), OTTIMO
(superlativo assoluto)
- CATTIVO (grado positivo), PEGGIORE (comparativo di maggioranza), IL
PEGGIORE (superlativo relativo), PESSIMO (superlativo assoluto)
- GRANDE (grado positivo), MAGGIORE (comparativo di maggioranza), IL
MAGGIORE (superlativo relativo), MASSIMO (superlativo assoluto)
- PICCOLO (grado positivo), MINORE (comparativo di maggioranza), IL
MINORE (superlativo relativo), MINIMO (superlativo assoluto)
IL PRONOME
FUNZIONI
Gli aggettivi accompagnano un nome aggiungendo particolari determinazioni, i
pronomi invece sostituiscono il nome.
PRONOME PERSONALE
Indicano gli attori della comunicazione, si dividono in 2 categorie:
1. PRONOMI PERSONALI SOGGETTO- io,tu,egli,noi,voi,essi
2. PRONOMI PERSONALI COMPLEMENTO- forme toniche e atone.
Le forme toniche si usano in funzione di complemento oggetto non precedute
da preposizioni (CERCAVI ME).
In funzione di complemento indiretto precedute da preposizioni (ESCO CON TE).
!!ATTENZIONE!! esso non è mai usato come complemento oggetto, ma solo
come complemento indiretto.
“Sé è la forma riflessiva del pronome di 3 p singolare e plurale, maschile e
femminile e si usa solo come complemento riferito al soggetto della frase.
Le forme atone poggiano sulla parola vicina e sono detti enclitici se si
appoggiano sulla parola che precede (NON DIRMI) o proclitici se si appoggiano
su quella che segue (NON MI DIRE).
Possono svolgere la funzione di complemento oggetto o di complemento di
termine.
PRONOME PERSONALE RIFLESSIVO
I complementi atoni, mi, ti, si, ci, vi hanno funzione riflessiva quando sono
riferiti al soggetto o ai soggetti della frase. Possono esprimere o un
complemento oggetto o uno di termine.
-PRONOMI ATONI A COPPIE: GLIELA, ME LA, CE NE
PRONOMI RELATIVI
Richiamano un nome che li precede collegando 2 frasi con un unico periodo
(HO PARLATO CON MARTA. MARTA CI HA INVITATO A CENA- HO PARLATO CON
MARTA CHE CI HA INVITATI A CENA).
PRONOMI INVARIABILI
o CHE, ha funzione di soggetto e di complemento oggetto (CONOSCO UNA
RAGAZZA CHE GIOCA A TENNIS)
o CUI, è sempre preceduto da preposizioni (DI cui) e forma tutti i
complementi indiretti (QUESTA E’ LA CASA IN CUI SONO NATO-
complemento di luogo)
!!ATTENZIONE!! nel caso del complemento di termine la preposizione può
mancare.
PRONOMI RELATIVI VARIABILI
IL QUALE può essere soggetto o complemento indiretto a seconda delle
preposizioni articolate (HO SCRITTO AL DIRETTORE DEL GIORNALE, IL QUALE MI
HA RISPOSTO VELOCEMENTE).
PRONOMI RELATIVI DOPPI O MISTI
CHI e QUANTO si chiamano pronomi relativi doppi o misti, perché sono la
somma di due pronomi distinti:
-dimostrativo+relativo
-indefinito+relativo
PRONOMI E AGGETTIVI
POSSESSIVI
I possessivi indicano a chi appartiene qualcuno o qualcosa.
PROPRIO E ALTRUI
Possono essere sia aggettivi che pronomi.
o PROPRIO può essere usato al posto delle forme suo e loro con valore
riflessivo (quando è riferito al soggetto della frase) - l’uomo presentò il
PROPRIO passaporto
o ALTRUI è invariabile e indica un possessore imprecisato- il lavoro
ALTRUI= né mio, né tuo…
I PRONOMI DIMOSTRATIVI
QUESTO, indica qualcuno o qualcosa vicino a chi parla o scrive
QUELLO, indica qualcuno o qualcosa lontano da chi parla o scrive.
Quando sono usati come aggettivi precedono il nome e concordano con esso in
genere e numero.
COLUI, COLEI,COLORO, COSTUI, COSTEI, COSTORO sono solo pronomi e si
riferiscono a persone.
CODESTO è sia aggettivo che pronome e indica qualcosa di lontano da
chi parla e vicino a chi ascolta.
TALE è solo aggettivo
I PRONOMI DIMOSTRATIVI D’IDENTITA’
STESSO e MEDESIMO sono usati come aggettivi e pronomi e hanno 2 funzioni
1. FUNZIONE IDENTIFICATIVA: una persona o una cosa già vista
2. FUNZIONE RAFFORZATIVA: sono collocati dopo il nome e lo mettono in
rilievo significando “in persona” “proprio” “addirittura” “perfino”.
PRONOMI E AGGETTIVI INDEFINITI
Indicano in modo generico la quantità, la qualità o l’identità del nome che
sostituiscono o accompagnano.
1. QUALCHE, è solo aggettivo e accompagna solo i nomi singolari.
2. QUALCUNO/QUALCUNA, è solo pronome e corrisponde all’aggettivo
qualche.
3. QUALCOSA è solo pronome e indica una cosa non precisata
4. UNO è pronome riferito solo a persona ed è spesso usato in frasi
impersonali o seguito da un partitivo- UNO non dovrebbe mai fare
pettegolezzi.
5. ALCUNO, sia aggettivo che pronome.
6. CERTO al singolare è aggettivo e ha valore indefinito –qualche/un po'—
se sta prima del nome mentre significa “sicuro” se dopo il nome
7. TALE è sia aggettivo che pronome
L’AVVERBIO
L’avverbio ha la funzione di modificare o precisare il significato dell’elemento al
quale si riferisce.
o AVVERBI SEMPLICI: non derivano da altre parole, sono avverbi semplici
anche gli aggettivi qualificativi usati in funzione di avverbio.
o AVVERBI COMPOSTI: sono la fusione di due o più parole
o AVVERBI DERIVATI: hanno origine da un’altra parola trasformata in
avverbio tramite l’aggiunta di un suffisso.
AVVERBI E LOCUZIONI DI MODO
Precisano il modo in cui si svolge un’azione: ci sono molti avverbi in -mente e
pochi in -oni
o Gli avverbi che si ottengono dal maschile singolare di un aggettivo
qualificativo (parlare FORTE= a voce alta)
o Alcuni avverbi semplici come bene, male, volentieri, insieme, comunque,
come, così.
o Sono locuzioni di modo: in fretta, per bene, in un batter d’occhio, a più
non posso ecc.
AVVERBI E LOCUZIONI DI TEMPO
Precisano il momento o la durata dell’azione espressa dal verbo: ora, adesso,
sempre, mai, finora, ancora, già, ormai.
AVVERBI E LOCUZIONI DI LUOGO
Precisano il luogo in cui avviene ciò di cui si parla:
Ci, vi, ne
Lì, là
Qui, qua
AVVERBI E LOCUZIONI DI QUANTITA’
Indicano una quantità in modo indefinito senza precisarne la misura.
o TANTO e QUANTO sono usati spesso insieme come correlativi
o ABBASTANZA significa “a sufficienza”
o Sono locuzioni di quantità: press’a poco, all’incirca, né più né meno, fin
troppo.
AVVERBI E LOCUZIONI DI GIUDIZIO
Servono per affermare, negare o mettere in dubbio ciò che si dice.
AVVERBI DI AFFERMAZIONE: certo, certamente, sicuro, sicuramente,
esattamente, proprio, appunto, indubbiamente
Alcuni sono aggettivi trasformati in avverbio (sicuro), altri sono avverbi in
-mente ricavati da questi stessi aggettivi (sicuramente)
AVVERBI DI DUBBIO: forse
AVVERBI DI NEGAZIONE: neanche, nemmeno, neppure, non
AVVERBIO PRESENTATIVO: ecco