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Foscolo

L'età napoleonica (1796-1815) segna la fine di molti regni e l'introduzione della cultura illuministica in Italia, con un'emergente classe imprenditoriale nel nord. Intellettuali come Ugo Foscolo e Vincenzo Monti si schierano su posizioni diverse riguardo a Napoleone, con Foscolo che celebra la bellezza e la gloria attraverso la poesia, mentre Monti cerca il profitto personale. La figura di Foscolo rappresenta un punto di riferimento per la nascita dell'identità nazionale italiana, con il suo legame con il neoclassicismo e il preromanticismo.

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Foscolo

L'età napoleonica (1796-1815) segna la fine di molti regni e l'introduzione della cultura illuministica in Italia, con un'emergente classe imprenditoriale nel nord. Intellettuali come Ugo Foscolo e Vincenzo Monti si schierano su posizioni diverse riguardo a Napoleone, con Foscolo che celebra la bellezza e la gloria attraverso la poesia, mentre Monti cerca il profitto personale. La figura di Foscolo rappresenta un punto di riferimento per la nascita dell'identità nazionale italiana, con il suo legame con il neoclassicismo e il preromanticismo.

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Età napoleonica. 1796-1815 (congresso di vienna).

L’avvento di napoleone porta alla fine e


alla modifica di numerosi regni. L’esercito napoleonico porta in italia la cultura illuministica
e la laicizzazione del sistema educativo (inizio della fioritura delle scienze e delle arti
politiche). Dal punto di vista economico sboccia una classe imprenditoriale nel nord italia
che porterà allo sviluppo del triangolo MI-TO-GE. Le repubbliche sorelle avranno sì dei
vantaggi, ma rimarranno comunque stati fantocci della francia napoleonica. Tra il 1796 e il
99 fiorisce tra gli intellettuali un senso di patriottismo. La corrente non è unica: ci sono i
rivoluzionari democratici, che mirano ad abbattere il sistema, e dei riformisti filo-francesi.
La plebe però è ancora conservatrice, legata ai destini delle famiglie reali e non
comprendono l’importanza di allontanare dall’italia “lo straniero invasore”. Iniziano però a
porsi le basi per la nascita dell’identità nazionale. Gli autori e le opere iniziano ad essere
celebrati per gli intellettuali patriottici (figura del “vate”, in contrasto con l’intellettuale
cortigiano, non impegnato politicamente). Il vate per eccellenza fu ugo foscolo, il
cortigiano vincenzo monti.
Foscolo accolse volentieri napoleone, visto come liberatore nella sua Ode. Il baratto di
venezia in cambio di territori del nord europa, sancito nel trattato di campoformio, portò al
malcontento di Foscolo (il quale si vide censurata un’opera teatrale, l’aiace, che conteneva
critiche, se pur velate, a bonaparte). Preferirà anche, seguendo le orme di Dante, essere
esiliato e cacciato dalla sua amata Zacinto piuttosto che piegare la testa. Monti fu invece,
molto più scaltro: Usò infatti la sua letteratura per profitto personale.
Grazie all’archeologo Winkelmann (?) vengono fatte scoperte importanti dell’antichità (è
anche il periodo in cui si riscoprono ercolano e pompei). Nasce il concetto del “bello
ideale” che porterà alla nascita del neoclassicismo e del preromanticismo (poesia
sepolcrale in inghilterra, gray, sturm-und-drang, goethe).
Foscolo nasce a zacinto, da padre medico italiano e madre greca. Dovranno poi spostarsi
per il lavoro del padre. La sua prematura morte porta sul lastrico la famiglia. Foscolo però
rimane un uomo fiero, povero economicamente e ricco spiritualmente. Sui colli euganei
scrive “le ultime...”. Tornato a venezia nel periodo dell’avvento di napoleone, scrive l’Ode.
Dopo il trattato di campoformio si trasferisce in varie città d’italia, tra cui Milano, dove
conosce monti e parini. Quest’ultimo gli farà da maestro della poesia civile e sarà celebrato
nel carme dei sepolcri, lamentando il fatto che le ossa di questo intellettuale siano fuori
dalle mura urbane e senza lapide. Foscolo otterrà la cattedra di eloquenza a pavia ma la
facoltà verrà soppressa poco dopo, portandolo ad un nuovo girovagare. Il rapporto con
Rousseau gli infonderà una nuova cultura della natura, come “stato naturale libero”. Dopo
la sconfitta di napoleone, foscolo si trasferì prima in svizzera e poi a londra, dove morì nel
1827. Le sue ossa sono state fortunatamente portate in italia, alla chiesa di Santa Croce,
esaltata come mausoleo degli intellettuali d’italia.
I valori che foscolo celebra nelle sue opere sono essenzialmente 3: poesia, bellezza e
gloria. La bellezza è contenuta nelle arti che esprimono il concetto di equilibrio e di
armonia (spirito in armonia con sé). L’arte ha il compito di riuscire a rendere gli uomini
civili (che altrimenti sarebbero legati al loro spirito primitivo). La gloria deriva invece dalla
necessità di emulazione delle antiche gesta che hanno fatto grandi gli avi. Ecco dunque
l’eternità di foscolo, intesa non in senso cattolico (eternità metafisica) ma come eternità
che deriva dalla continua emulazione delle loro gesta. La poesia celebrativa è dunque il
mezzo che rende eterne le gesta eroiche. In foscolo convivono neoclassicismo (per il rigore
della forma), illuminismo e preromanticismo.

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