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RoadBook 22

Il documento è una rivista bimestrale dedicata al motociclismo, con articoli su esperienze di viaggio, recensioni di moto e interviste a piloti. In questo numero si parla del Garmin Montana 750i e si offrono spunti per pianificare viaggi in moto. L'editoriale invita i lettori a prepararsi per la nuova stagione motociclistica, superando le restrizioni legate alla pandemia.

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Simone Torretta
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Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
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RoadBook 22

Il documento è una rivista bimestrale dedicata al motociclismo, con articoli su esperienze di viaggio, recensioni di moto e interviste a piloti. In questo numero si parla del Garmin Montana 750i e si offrono spunti per pianificare viaggi in moto. L'editoriale invita i lettori a prepararsi per la nuova stagione motociclistica, superando le restrizioni legate alla pandemia.

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VENETO DAKAR STATI UNITI


Dalla laguna alle Alpi Interviste a Piolini e Picco Tra i giganti di pietra
EDITORIALE

IL LEONE E LA GAZZELLA
Ogni mattina alla Dakar, come Perdonate l’adattamento tra siano passati un paio di mesi così da riottenere la libertà di
sorge il sole, una giovane il serio e il faceto del celebre dal termine della competizione, spostamento necessaria per
gazzella si sveglia e sa che proverbio africano, ma ben si per concedervi una parentesi la nostra passione. Perché
dovrà navigare con la stessa presta a descrivere le imprese di di approfondimento qualitativo il motociclista è come uno
competenza del leone, oppure Lorenzo Piolini e Franco Picco, contro la marea montante squalo: dev’essere sempre in
arriverà tardi al bivacco, i due dakariani che abbiamo degli schermi e dello scrolling movimento.
riposerà poco e l’indomani intervistato in questo numero compulsivo e infinito. Il nostro auspicio è che per
la concentrazione non sarà di RoadBook: uno, sbarbatello, allora, leggendo RoadBook,
sufficiente per la prestazione irruento con l’entusiasmo Ma il bello della motocicletta vi facciate trovare preparati:
richiesta. Ogni mattina alla straripante, e l’altro un veterano è che a ciascuno di noi basta pianificate la prossima gita,
Dakar, come sorge il sole, un dal lungo pelo che sfida la legge saltare in sella per andare a fare organizzate il viaggio delle
attempato leone si sveglia del tempo che passa. la propria Dakar, anche dietro vacanze, assicuratevi di avere
e sa che dovrà saltare sulle Chi ha seguito le cronache della casa. Ecco quindi che il resto un progetto pronto per quando
dune con la stessa agilità gara in Arabia Saudita sa già della rivista tracima di spunti si riapriranno le serrande dei
della gazzella, oppure arriverà com’è andata a finire ma, come e idee per la bella stagione alle garage. Facciamo in modo che
troppo stanco al bivacco e sempre su queste pagine, ci porte. Speriamo che l’apocalisse questa attesa forzata sia la
l’indomani il suo fisico non interessano poco le classifiche Covid-19 – dal nome prosaico scossa per rimuovere l’inerzia
reggerà lo sforzo richiesto. e preferiamo indagare le sfide quanto una targa immortalata in che ci ha fatto rimandare troppe
Alla Dakar, come sorge il sole, umane. Entrambi hanno molto un autovelox – sia presto acqua volte il sogno nel cassetto.
non importa che tu sia leone da raccontare e vi invito a passata e che le necessarie
o gazzella, l’importante è che immergervi nella lettura dei forme di contenimento
cominci a darci dentro. due punti di vista, nonostante diventino meno stringenti, DARIO TORTORA

EDITORIALE 3
SOMMARIO

ESPERIENZE DI VITA 30
12 MOTO PRIMORDIALE India
24 DESTINAZIONE ŽELJAVA Croazia

48
PANORAMA
26 DURO E PURO Garmin Montana 750i

PANORAMI E SAPORI
30 PROSECCO E GRAPPA Veneto
42 DIVINO VINO Friuli-Venezia Giulia
48 LA VIA MAESTRA Calabria

TUTORIAL
60 CE L’HAI UNA CARTINA? Cartografia

RUBRICHE
3 Editoriale 26
9 Motocultura
IL PROSSIMO NUMERO SARÀ
10 In vetrina IN EDICOLA DAL 29 APRILE
90 Abbigliamento e accessori

90
112 In diretta dal mondo NOI RISPETTIAMO L’AMBIENTE: ROADBOOK VIENE
STAMPATO SU CARTA CERTIFICATA PEFC, PROVENIENTE
114 Cose che capitano DA PIANTUMAZIONI A RIFORESTAZIONE PROGRAMMATA
GESTITE IN MANIERA SOSTENIBILE

4 SOMMARIO
SOMMARIO
SOGNATORI E VIAGGIATORI

LORENZO PIOLINI 94 FRANCO PICCO 102


OLTRECONFINE
66 IL GHIACCIO E IL FUOCO Islanda
78 BIANCO ROSSO E BLU Stati Uniti

MOTO GUZZI, SULLA STRADA


DAL SITO

DA UN SECOLO
[Link]/moto-guzzi-sulla-

66
strada-da-un-secolo/

STRADA DELL’ASSIETTA IN MOTO:


UNA STERRATA A PIÙ DI 2.000 METRI
[Link]/colle-assietta-in-moto/

KTM 1290 SUPER ADVENTURE S


ALLA TERZA GENERAZIONE
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ROADBOOK È SU TELEGRAM:
ISCRIVITI AL CANALE

78
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telegram-iscriviti-al-canale/

6 SOMMARIO
IN QUESTO NUMERO

LISA MORRIS
E JASON SPAFFORD
EMILIO SALVATORI KLAUS NENNEWITZ
Un fotografo poliedrico e una
MASSIMO TAMBURELLI E CRISTINA ZOLI cantastorie emozionale che Giornalista freelance e grande
Proprio come due fiumi che, si definiscono cercatori di appassionato di agricoltura,
Scrive e fotografa dagli anni 80, mescolando le proprie acque esperienze. Dalla Gran Bretagna ha 25 anni di esperienza
ha toccato i cinque continenti per proseguire insieme verso il sulle strade del mondo, come meccanico, modellista,
su due ruote con particolare mare hanno a monte un proprio Lisa e Jason raccontano ingegnere progettista e dirigente
predilezione per Africa percorso, così noi abbiamo le loro avventure di viaggiatori nell’industria moto in Italia,
settentrionale e Nuovo Mondo. trovato nel viaggio in moto un di lungo corso. Spagna, Germania e Stati Uniti.
Già responsabile del turismo ulteriore intreccio che ci lega. Le prime gare di trial su Zündapp a
esperienziale per la FMI, è stato 13 anni, poi cross, enduro e ora i rally.
nominato componente della
Commissione Turistica e Tempo
Libero. La sua Itaca è l’alto DARIO
IN REDAZIONE

TORTORA
Oltrepò Pavese.

MAVERICK ANTONIO
GREISSING FEMIA DONATO
NICOLETTI

ELISABETTA
TESTA

FABIANO
MAGNANI
MARCO LUIGI FABRIZIO
Bimestrale - prezzo di copertina 6.00 € MANZONI DE SANTIS CEDRATI
[Link]
redazione@[Link]
ADVERTISING, SPECIAL PROJECTS FOREIGN RIGHTS Stampa: Arti Grafiche Boccia S.p.A.
Realizzazione editoriale a cura di: & EVENTS Gabriella Re: Tel: 02 92432262 - gabriellare@[Link] Via Tiberio Claudio Felice, 7, 84131 Salerno
MotoADVenture Marketing & Business Development: Fabiano Magnani Copyright : Sprea S.p.A.
Grafica: Elisabetta Testa Tel: 345 1475125 - fabianomagnani@[Link] SERVIZI CENTRALIZZATI Informativa su diritti e privacy
La Sprea S.p.A. è editore esclusivo della testata RoadBook e di tutti i diritti di pubbli-
Hanno collaborato: Serena Baroncini, Marino Segreteria: Emanuela Mapelli - Tel: 02 92432244 Art director: Silvia Taietti cazione e diffusione in Italia. L’utilizzo da parte di terzi di testi, fotografie e disegni,
- emanuelamapelli@[Link] Grafici: Marcella Gavinelli, Alessandro Bisquola, Nicolò anche parziale, è vietato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare - e se
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Graziano Cuogo, Lisa Morris, Klaus Nennewitz, cui non sia stato eventualmente possibile reperire la fonte. Informativa e Consenso in
SERVIZIO QUALITÀ EDICOLANTI E DL Coordinamento: Gabriella Re, Silvia Vitali , Roberta materia di trattamento dei dati personali (Codice Privacy [Link]. 196/03). Nel vigore del
Franco Picco, Lorenzo Piolini, Emilio Salvatori, Jason [Link] 196/03 il Titolare del trattamento dei dati personali, ex art. 28 [Link]. 196/03, è
Sonia Lancellotti, Virgilio Cofano: Tel: 02 92432295 Tempesta, Laura Galimberti, Michela Lampronti,
Spafford, Francesco Tamai, Massimo Tamburelli, distribuzione@[Link] - 351 5582739 Francesca Sigismondi, Tiziana Rosato, Milena Sacchi Sprea S.p.A. (di seguito anche “Sprea”), con sede legale in Via Torino, 51 Cernusco sul
Cristina Zoli Naviglio (MI). Per informazioni potete contattarci allo 02924321. La stessa La informa
Amministrazione: Erika Colombo (responsabile), che i Suoi dati, eventualmente da Lei trasmessi alla Sprea, verranno raccolti, trattati
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Irene Citino, Sara Palestra, Désirée Conti
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Fax: 02 56561221 - Tel: 02 87168197 Tribunale di Milano il 10/07/2017. ISSN: 2532-652X dagli artt. 7 e ss. del [Link]. 196/03 mediante comunicazione scritta alla Sprea e/o
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Alessandro Agnoli (Amministratore Delegato), Fax: 02 56561221 - Tel: 02 87168197 20092 Cinisello Balsamo (MI) Tel: 02 66030400 S.p.A.), in qualsiasi canale di vendita e Paese del mondo.
Maverick Greissing (Consigliere Delegato) orario 9:00-13:00/14:00-18:00 Fax: 02 66030269 - sies@[Link] - [Link] Il materiale inviato alla redazione non potrà essere restituito.

8 COLOPHON
LIBRI FRANCO PICCO THE LEGEND

MOTOCULTURA
«Il vero problema sta nel condensare i racconti
più entusiasmanti di tutte le avventure in un solo
libro», così raccontano Matteo Aramini e Massimo
Tamburelli, coautori del libro Franco Picco The
Legend che è in fase di ultimazione e sarà presentato
al prossimo Motor Bike Expo. Quarant’anni di storia
del motociclismo tassellato, dal motocross degli anni
70/80 in cui Picco ha conquistato un titolo Juniores
e un tricolore 500, alla lunga avventura dakariana
iniziata nel 1985 e che continua fino ai giorni nostri. Il
libro era già in cantiere da tempo, ma la recentissima
impresa alla Dakar dell’inossidabile pilota vicentino,
che raccontiamo su questo numero, ha accelerato la
realizzazione del lavoro.
«Per raccontare davvero tutto in modo enciclopedico
avremmo dovuto fare un tomo alto così», ci dicono gli
autori, «invece, d’accordo con Franco, abbiamo optato
per la narrazione di tanti aneddoti quasi tutti inediti,
concatenati nella storia di un grande campione e le sue
moto e avventure eccezionali». Sarà un libro da infilare
nello zaino e leggere in viaggio, magari sotto le stelle della
prossima avventura di ogni mototurista.

Motor Bike Expo

ZITAONTHEROAD
Un uomo, un prode bassotto e le loro passioni
incrociate: i viaggi, le moto e l’amore l’uno per
l’altro che li rende inseparabili. Così nascono le
avventure di Cosimo e della sua cagnolina Zita: un
motoviaggiatore che gira in lungo e in largo l’Italia e
l’Europa in sella alla sua due ruote, accompagnato
dalla cucciola allocata in una postazione ad hoc in
sella alla moto, in piena sicurezza.

Di pagina in pagina scorrono luoghi stupendi, strade polverose, divertenti


incontri, ma anche piccoli e grandi inconvenienti, tasselli inevitabili delle
misure e dell’accoglienza diversificata, riservate agli amici a quattro
zampe nei vari Paesi. Tutto questo si trasforma in un potente contrasto
alla terribile pratica dell’abbandono dei cani e con lo slogan “Il mio cane
viaggia con me” sono pian piano aumentate le visite dei due protagonisti
anche alle strutture che ospitano cani nelle varie mete dei loro viaggi.
In queste pagine queste avventure trovano spazio e sfumature, con lo
scopo di raccogliere fondi da destinare al mondo a quattro zampe,
in particolare al contrasto dell’abbandono e al ricovero.

Cosimo Pintore

MOTOCULTURA 9
IN VETRINA

Indossare, accessoriare,
bagagliare, partire

AIROH AVIATOR 3
ll casco top di gamma di Airoh dedicato all’off
road arriva alla sua terza evoluzione. Tra le
caratteristiche di rilievo in termini di sicurezza
troviamo il sistema AMS2 Plus che permette
di assecondare i movimenti in torsione
della testa all’interno del casco in caso di
urto. Completano la dotazione l’AEFR (Airoh
Emergency Fast Release) e l’AMLS (Airoh
GIVI E198 Magnetic Lining System), che ora include
Una luce di cortesia da applicare all’interno di top case e valigie in alluminio. Alimentata da una anche i guanciali magnetici, otto prese d’aria e
batteria al litio ricaricabile, l’E198 risulta utile sia durante gli spostamenti serali, sia in inverno gli spoiler con estrattori integrati.
e può essere rimossa e utilizzata anche come torcia in caso di emergenza. L’accensione Prezzi: da 569,99 euro per il modello Black
automatica è affidata a un giroscopio integrato e si attiva all’apertura del coperchio. Matt/White Gloss, a 899,99 euro per il
Mai più impacciati utilizzi della torcia dello smartphone! Primal Yellow Matt

SIDI ATOJO SRS


Se è vero che il nero va con tutto, la nuova
colorazione in bianco e nero dei Sidi Atojo
SRS si abbinerà con ogni tuta e ogni moto.
La nuova colorazione si propone di donare
un look più accattivante a questo stivale in
WUNDERLICH SUPPORTO GPS PER BMW
edizione limitata. Le caratteristiche tecniche
Il supporto per il navigatore originale BMW di Wunderlich colloca il dispositivo nel campo visivo rimangono invariate, la tomaia è prodotta
naturale, in posizione ottimale anche per i comandi, al di sopra del cruscotto TFT della moto. in Technomicro, un materiale resistente
In questo modo il conducente ha sempre bene in vista sia la carreggiata, sia il navigatore per all’acqua, ai graffi e ai tagli. Il meccanismo di
guidare in sicurezza. Realizzato in acciaio inox verniciato a polvere nera, si fissa direttamente chiusura è affidato a tre leve, la protezione è
sugli attacchi del cupolino. garantita da un pannello frontale in PU.
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10 IN VETRINA
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fiore con membrana Gore-Tex Performance
traspirante e waterproof, presenta un
interessante sistema di protezione della
caviglia che funge anche da collegamento
flessibile tra la parte superiore dello stivale
e l’area del piede per offrire una maggiore
sensibilità sulle pedane e un conseguente
miglioramento del controllo. Ne completano
la dotazione la protezione frontale in PU, la
protezione interna del polpaccio, le leve di
chiusura in alluminio, una fascia velcro e il
battistrada della suola a carrarmato che offre
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per il pubblico femminile. Il design sciancrato e le finiture curate consentono l’utilizzo di visivo. Gli interni sono estraibili ed è presente la
questo capo sia in moto, sia a passeggio anche nella mezza stagione. Quando invece il freddo predisposizione per il Pinlock. Colori: nero opaco
dovesse farsi sentire, è possibile azionare un circuito invisibile di piastre riscaldanti posizionato – bianco, nero opaco – rosso – bianco, nero
in specifiche zone del petto e della schiena, su tre livelli di temperatura. opaco – blu – bianco.
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IN VETRINA 11
ESPERIENZE DI VITA

12 ESPERIENZE DI VITA
INDIA
INDIA
MOTO PRIMORDIALE

Un viaggio iniziatico, verso una destinazione tanto suggestiva


quanto impegnativa per le condizioni climatiche e logistiche
da affrontare. Ritorno agli albori del motociclismo su strade impervie
e con mezzi primordiali, ma dal fascino senza tempo.

DI MASSIMO TAMBURELLI FOTO MOTORCYCLE EXPEDITIONS

ESPERIENZE DI VITA 13
ESPERIENZE DI VITA

S
ulla punta settentrionale del
caleidoscopio indiano c’è il Ladakh,
regione montuosa racchiusa nel
poderoso scrigno di montagne che
comprendono il massiccio dell’Himalaya e il
Karakorum, meta di viaggiatori mistici, viandanti
dai modi garbati e qualche volta dalla lunga
barba, e motociclisti. Un viaggio verso il tetto
del mondo che abbiamo già raccontato, ma che
per la sua magia torniamo a raccontarvi, questa
volta partendo da una narrazione di tarda
primavera, quando le potenti montagne sono
ancora ammantate e il cielo sembra ancora più
blu nel bagliore della neve.
La strada che porta sul tetto del mondo è
un tragitto di emozioni: stretta e tortuosa, a
tratti scompare nelle gole e tra le rocce, per
poi riapparire mentre si avvolge con sinuose
geometrie che serpeggiano in brulle steppe
dove senza troppa fatica si possono scorgere
branchi di cavalli liberi e qualche cammello,

IL MASSICCIO DELL’HIMALAYA E IL KARAKORUM:


META DI VIAGGIATORI MISTICI, VIANDANTI DAI
MODI GARBATI E QUALCHE VOLTA DALLA LUNGA
BARBA, E MOTOCICLISTI

14 ESPERIENZE DI VITA
INDIA
superstite di antiche e lunghissime carovane
che transitavano di qui nei secoli passati.
Siamo sulla rotta che porta al Khardung
La. Seppure molti cartelli lo indichino come
il passo carrozzabile più alto al mondo,
posto a una elevazione di 5.602 metri,
recenti e diverse misurazioni hanno tuttavia
riscontrato, e confermato, un’altezza effettiva
di 5.359 metri, inferiore di un metro al non
troppo lontano Chang La (5.360 metri) posto
sulla strada del lago Pangong.
Il valico segna la porta d’ingresso principale
verso la Nubra Valley e verso il remoto
ghiacciaio Siachen, che funge da linea
di confine – incerta e indefinita – con la
Repubblica Popolare Cinese.
Per questo motivo l’area è densamente
popolata di postazioni e basi dell’esercito
indiano, ed è necessario munirsi dei relativi
permessi se si vuole esplorare, parzialmente,
la zona.

L’accesso al Khardung La (‘La’ significa questo non ha tolto consistenza e spessore Dai 2.000 metri a salire
passo in lingua tibetana) è regolamentato al viaggio, tra l’incanto di sfumature regalate Manali è la base di partenza: 2.000 metri
con orari a senso alternato per salita e dal sole nell’aria frizzante. Il lungo percorso di altitudine, con una popolazione di poco
discesa: solitamente si sale la mattina che porta da Manali a Leh e poi il ritorno più di 8.000 abitanti, è conosciuta dai tanti
(da Leh) e si scende al pomeriggio. Ma toccando lo Tso Kar, un piccolo lago salato, backpacker, dai ciclisti e dai motociclisti
soprattutto è inibito quando la strada è consegna un bagaglio di emozioni e di che ogni anno partono per il viaggio verso il
innevata. Sapevamo già dalla partenza che esperienze capaci di fissarsi nei ricordi in Ladakh. Ci si può andare anche su quattro
non avremmo scalato la montagna, ma modo indelebile. ruote con pulmini organizzati, ma questo,

ESPERIENZE DI VITA 15
ESPERIENZE DI VITA
converrete, è un po’ meno romantico. È anche
una località amata dagli hippy, più o meno
nostalgici, che molti anni fa ne fecero una
meta desiderata da raggiungere, e qualche
volta luogo in cui vivere. La contaminazione
della controcultura giovanile è evidente a ogni
angolo del centro di Old Manali, dove piccoli
alberghi con i balconi dalle tinte pastello
si alternano a negozietti che propongono
giacche patchwork, larghe camicie e allegri
pantaloni colorati.
Nella discesa della viuzza principale, tra le
locande tipiche e qualche ristorante e bar di
tendenza allestito all’europea, occhieggiano
da vecchi garage i noleggiatori di Royal
Enfield: le moto si trovano a prezzi diversi,
offerte per gruppi o per viaggiatori solitari; a
fare la differenza sono la manutenzione – e
quindi la presunta affidabilità del mezzo – e
la loro vetustà. Per una partenza con una
maggiore tranquillità, teoricamente perché il
Ladakh è imprevedibile per tutto e per tutti,
può essere una buona scelta optare per un
viaggio in gruppo con la guida che provvede,
tra l’altro, alla richiesta dei permessi e dei
documenti che in alcuni casi potrebbero
essere richiesti.

16 ESPERIENZE DI VITA
INDIA
MANALI È LA BASE DI
PARTENZA: 2.000 METRI
DI ALTITUDINE, È BEN NOTA
AI TANTI VIAGGIATORI
SU DUE RUOTE

Arrivare a Manali è la prima cosa impegnativa


del viaggio: si può partire da Delhi col volo
interno verso l’aeroporto di Bhuntar, poco a
sud di Kullu, ma non è frequente e non sempre
garantito causa possibile maltempo che può
rendere assai difficile la manovra di atterraggio.
Dal piccolo aeroporto a Manali serve ancora
un’ora e mezza di viaggio su strada, per circa 50
chilometri, risparmiandone quindi 500: perché,
nel caso vogliate viaggiare via terra dalla
capitale Delhi alla piccola Manali i chilometri
da percorrere son infatti 540, abbastanza
noiosi e per buona parte su strade trafficate
da ogni mezzo. Si può optare per i pullman di
linea o i taxi, questi ultimi a prezzi abbordabili
se si divide la spesa tra i passeggeri, oppure
viaggiare in moto, ma, come scritto, a parte
alcuni attraversamenti e qualche valle, il tragitto
è stancante e richiederebbe comunque almeno
un’intera giornata, partendo all’alba. Non serve
a nulla però perdersi d’animo: il premio è pronto
dai 2.000 metri a salire.

Sulla strada…
Da Manali a Leh, il tragitto del nostro
racconto, sono circa 470 chilometri, ma per
percorrerli al ritmo giusto e godere di tanta
bellezza occorrerebbero quattro giorni. La
strada cambia più volte e rapidamente,
da asfaltata a fangosa e apparentemente
impercorribile anche per esperti fuoristradisti.
Si incontrano talvolta grossi mezzi di lavoro
che intervengono sulla carreggiata e caricano
massi su autocarri ancora più grossi; può
accadere di attendere che tutta la meticolosa
movimentazione giunga a termine prima di
ottenere il via libera per proseguire.
Non sono infrequenti le variazioni fantasiose
suggerite da questi lavori in corso: può
succedere di lasciare l’asfalto su indicazione
degli stessi operai e trovarsi su fangose
strade a strapiombo nel vuoto, dove
arrancano con scarsa trazione piccole
Mahindra spesso spinte dai passeggeri

ESPERIENZE DI VITA 17
ESPERIENZE DI VITA
sfilatisi prontamente dalla vettura per
evitare il peggio, o bus carichi a rischio di
ribaltamento o autocarri che chissà per
quale forza misteriosa riescono a spingersi
fino a qui.
Ogni curva può comunque riservare
meraviglie e sorprese; in questa bella
solitudine potrete all’improvviso trovare
i mezzi più disparati. Gli enormi camion
dei presidi militari situati lungo la strada
sono una costante nel periodo autunnale
e primaverile: portano riserve alimentari
e ogni altra cosa necessaria ai militari in
quelle basi che, durante l’inverno, rimarranno
completamente isolate; colonne di 30, 40
autocarri che, padroni della carreggiata,
sbuffano i fumi neri del gasolio combusto
nell’aria, ad altezza uomo. Royal Enfield
di tutte le epoche, cariche di mercanzia
varia, si muovono disinvolte guidate da
compassati uomini barbuti; qualche auto
e pulmini degli escursionisti. E ciclisti con
i bagagli ordinatamente appesi ovunque,
molti provenienti dal vicino Oriente, forse
coreani o giapponesi, arrancano sulle salite
attingendo energie dall’aria già rarefatta.
La notte è garantita in un letto più o meno
comodo in alberghetti puliti che affacciano
le loro finestre su una sorta di paradiso, ma
nessuno pare aver pensato al riscaldamento:

IL PERCORSO SI INFILA
NELLA VALLE DELL’INDO:
AI LATI DELLA STRADA
SI SCORGONO MONASTERI
IMPONENTI

18 ESPERIENZE DI VITA
INDIA
se non volete portarvi il pigiama pesante ospitalità alberghiera ai viaggiatori: i silenziosi … fino a Leh
garantitevi almeno la protezione di un buon monaci tibetani allestiscono le camere degli Leh, la punta estrema del viaggio, all’altro
sacco a pelo polare. ospiti con lo stesso loro rigore, e tra i tavoloni capo della rotta, è tutta un’altra cosa: centro
Il percorso da Manali verso nord si infila dopo di legno del refettorio nella semioscurità vi di scambi e capitale decaduta di un antico
una serie di valichi nella valle dell’Indo: ai lati capiterà di meditare su quanta bellezza e regno, come dimostra il suggestivo Palazzo
della strada si scorgono monasteri, talvolta spiritualità aleggi in questo rigore, così lontano Reale, si trova a 3.500 metri e conta una
davvero imponenti. Alcuni di questi offrono dalla nostra quotidianità europea. popolazione di oltre 30.000 abitanti.

ESPERIENZE DI VITA 19
ESPERIENZE DI VITA

Ogni curva può riservare


meraviglie e sorprese

20 ESPERIENZE DI VITA
INDIA

ESPERIENZE DI VITA 21
ESPERIENZE DI VITA

DA SAPERE PRIMA DI PARTIRE


Per l’India è necessario richiedere il visto ([Link])
mentre per guidare serve la patente internazionale ([Link])
ed è indispensabile l’assicurazione sanitaria.
Il viaggio è stato effettuato con le moto e l’organizzazione del tour
operator indiano Motorcycle Expeditions, che prossimamente aprirà
una sede anche in Italia. info@[Link]

22 ESPERIENZE DI VITA
INDIA
Ci sono alberghi di vario comfort (e di affittata da un noleggiatore locale, e avere abbigliamento non troppo moderno e
conseguenza a prezzi variabili) e negozi. l’apposito permesso. La città merita una tecnologico potrete mischiarvi abilmente
La città vecchia brulica di turisti e sosta di un giorno o più, poi si può fare con tutti gli altri motociclisti locali che
mercanzie. ritorno verso Manali dalla stessa strada, guidano la stessa moto. Con ritmo
C’è anche un aeroporto, quindi può oppure deviare temporaneamente verso il cadenzato dal mono vecchio stampo è
essere adottato come punto di arrivo o lago Tso Kar, percorrendo una parte ancor possibile gustare appieno lo splendore dei
di partenza per il viaggio. Da Leh si può più deserta del territorio. luoghi e non sarà difficile trovare anche nei
partire verso il Khardung La: occorre Sedetevi dunque su una Royal Enfield borghi più sperduti un meccanico tuttofare
però cambiare la propria moto con una e godetevi il viaggio: se adotterete un che sappia mettere mano al mezzo.
Con quale Royal Enfield viaggiare? Noi
abbiamo avuto a disposizione sia la Bullet
sia l’Himalayan, e abbiamo apprezzato
della prima il maggior tiro (poco di più ma
si sente), capace di dare qualcosa in più
nei tratti più scabrosi, e della seconda la
predisposizione fuoristradistica che risulta
ovviamente più comoda una volta lasciato
l’asfalto.

ESPERIENZE DI VITA 23
VADO E TORNO ESPERIENZE DI VITA

DESTINAZIONE ŽELJAVA DI MATTIA COLELLA

tre delle quali utilizzate da


aeromobili ad ala fissa.
Il complesso venne progettato
e costruito per resistere
all’esplosione di una bomba
nucleare da 20 chilotoni, come
quella sganciata su Nagasaki
per intenderci.
Gli hangar sono immersi
nell’oscurità e parzialmente
allagati, ma con una torcia si
possono visitare, anche se non
completamente. Al loro interno
si trovano veicoli abbandonati
crivellati di colpi e pareti
annerite dagli incendi appiccati
per rendere inutilizzabile
la base. Ma quello che fa
maggiormente impressione
sono i portoni interni degli
hangar, completamente divelti
dalle esplosioni.

A
mezza giornata di strada intravedo il cartello giallo,
dall’Italia, quantomeno ormai arrugginito, che indica la
quella del nord, è direzione per Željava. Trovare
possibile visitare ciò che la base non è difficile, basta
resta di uno dei siti strategici più cercare la posizione su Internet,
importanti della ex Jugoslavia, inserire le coordinate nel
la base aerea abbandonata navigatore e in men che non
di Željava, situata in territorio si dica ci si ritrova davanti ai
croato nei pressi del confine cancelli e di fianco all’iconico
con la Bosnia ed Erzegovina. Il Douglas C-47, l’aereo che
complesso era la più grande base presidia l’ingresso. Scambio
aerea del Paese e tra le più grandi due parole con un poliziotto che
d'Europa. Per raggiungerla è sta facendo un giro di ronda, il
sufficiente percorrere l’autostrada quale mi dice che si può girare
fino a Trieste, oltre la quale vi tranquillamente senza alcun
attendono i lussureggianti boschi problema e, dopo aver dato uno
sloveni e i maialini allo spiedo sguardo fugace alla moto, mi
messi a cuocere a bordo strada lascia campo libero e se ne va.
per attirare i viandanti. La E61 è La base è di considerevoli
la continuazione della SS14 che dimensioni: include infatti
in circa trenta chilometri conduce cinque piste, con la principale
alla frontiera croata. La strada è larga oltre quaranta metri, un
scorrevole e col manto curato, e complesso di tunnel sotterranei
il mare cristallino non ha niente a con una lunghezza totale di
che vedere con la nostra sponda 3,5 chilometri, e gli hangar [Link]/roadbook22-croazia
adriatica. che contenevano interi stormi
di caccia bombardieri e da A questo indirizzo è disponibile il percorso
L’arrivo a destinazione ricognizione. Il bunker aveva relativo all’articolo. È consultabile online e
Dopo aver percorso poco quattro ingressi protetti da porte scaricabile per il proprio navigatore satellitare
meno di seicento chilometri pressurizzate da 100 tonnellate, o dispositivo GPS.

24 ESPERIENZE DI VITA
CROAZIA
INTRAVEDO
IL CARTELLO GIALLO,
ORMAI ARRUGGINITO,
CHE INDICA
LA DIREZIONE
PER ZELJAVA

A ovest delle piste di decollo/ imboccando ogni stradina per


atterraggio ci sono i dormitori vedere dove porta. La cosa
comuni e il magazzino, separati mi permette di esplorarla
da un grande atrio a cielo aperto interamente, senza escludere
dove si trova quello che sembra nulla. Passo circa tre ore a
essere un vecchio pulmino zonzo per la base, facendo
adibito al trasporto delle truppe. attenzione a non lasciare mai
l’asfalto perché l’area è ancora
A zonzo per le piste oggi minata: ci sono cartelli
Il bello di questa base è che ci bianchi e rossi piazzati un po’
si può muovere in totale libertà, dappertutto a ricordarmelo.

Finita la visita mi pare doveroso Bihać. Gli abitanti dei villaggi


rispolverare la storia di Željava. del circondario affermarono
Terminata nel 1968, la base fu che, dopo l’esplosione, il fumo
utilizzata intensamente fino continuò a uscire dai tunnel per
al 1991. Durante il suo ritiro, diversi mesi.
l'Armata Popolare Iugoslava Il bilancio della distruzione
distrusse le piste minandole di edifici e attrezzature è
in vari punti. I militari, per incalcolabile, e ha causato gravi
impedire ogni possibile danni ambientali. Gli sforzi di
ulteriore utilizzo del complesso, ricostruzione sono limitati sia
completarono la distruzione dalla totale assenza di risorse
nel 1992, utilizzando oltre finanziarie, sia dal confine
cinquanta tonnellate di con la Bosnia ed Erzegovina
esplosivi. Il boato che ne seguì che divide in due la base, e
fu così potente che scosse dal fatto che l'intera zona è
la vicina città bosniaca di pesantemente minata.

ESPERIENZE DI VITA 25
PANORAMA
La massiccia batteria agli ioni
di litio da 3.100 mAh permette
di raggiungere le 18 ore di
autonomia in modalità GPS
con tracciamento e può essere
sostituita da 3 pile AA alloggiate
nell’apposito adattatore (da
acquistare separatamente).
La ricarica avviene tramite
porta micro USB (avremmo
preferito una USB-C) oppure
tramite l’alimentazione continua
del supporto a morsetto da
installare sulla moto, che tiene
saldamente il dispositivo e può
essere montato su tutte le staffe
aderenti allo standard AMPS. Il
kit per moto fornito da Garmin
è basato su attacchi a sfere
RAM e consente il montaggio al
manubrio o al cockpit.
La tozza antenna riceve segnali
dalle reti GPS, Galileo, GLONASS
e consente la comunicazione
satellitare Iridium mediante le
funzionalità inReach (bisogna
sottoscrivere un apposito
abbonamento), ovvero i servizi
di email e SMS via satellite, con
la possibilità di lanciare un SOS

DURO E PURO
che attiva la rete di soccorso
internazionale GEOS. Il dispositivo
può essere connesso via Bluetooth
a uno smartphone e, tramite
l’app Garmin Explore, è possibile
caricarvi e sincronizzare tracce,
punti e percorsi, oltre a condividerli

Un solido GPS per le attività outdoor con batteria con i compagni di scorribande.
Il Montana 750i si collega anche

ad alta capacità, nato per essere alloggiato alle reti Wi-Fi, da cui scarica
direttamente gli aggiornamenti di

su una moto. L’ultimo Garmin Montana sistema e le immagini satellitari


BirdsEye in riquadri di massimo

è per i motociclisti che amano uscire 15,5 km di lato. Le mappe vengono


invece aggiornate via computer

dalle strade battute ma non disdegnano con Garmin Express o il classico


BaseCamp.

di farsi portare a destinazione. La memoria interna di 16 GB è


in buona parte occupata dalle
mappe precaricate: le City
Navigator NT, quelle stradali, sono
DI ANTONIO FEMIA utilizzate dal sistema per il calcolo
delle rotte navigabili, mentre le
TopoActive sono destinate alle

I
attività outdoor o per seguire
l Montana è un dispositivo classificazione di impermeabilità capacitivo da 5” ha una risoluzione “a vista” una traccia. Entrambe
GPS di fascia alta per le attività IPX7 e la certificazione secondo lo di 800 x 480 pixel: pochi rispetto offrono copertura dell’intera
outdoor, pensato per essere standard militare MIL-STD-810 lo agli schermi a cui siamo ormai Europa. La memoria è espandibile
usato su moto e quad. Si rendono resistente a shock termici, abituati ma più che sufficienti per tramite scheda micro USB da
presenta massiccio e squadrato, polveri e sabbia, immersione fino visualizzare tracce e icone mentre massimo 32 GB, sulla quale è
con una scocca in gomma morbida a un metro, cadute da 1,3 metri si salvaguarda l’autonomia di un possibile caricare cartografia
i cui bordi intagliati favoriscono con temperature operative da apparecchio con cui si va anche aggiuntiva, tracce, punti e
una salda impugnatura. La -20° a 55°. Lo schermo touch per boschi. percorsi.

26 PANORAMA
GARMIN ZŪMO XT

GARMIN MONTANA 750I


LA SCHERMATA HOME METTE A DISPOSIZIONE TUTTE LE FUNZIONI DEL DISPOSITIVO, COMPRESE LE
IMPOSTAZIONI, LA RICERCA SATELLITI E LA MESSAGGISTICA INREACH. LA PAGINA “DOVE SI VA?” RACCOGLIE
TUTTE LE MODALITÀ DI COSTRUZIONE DI UN PERCORSO E LE POSSIBILI DESTINAZIONI, INCLUSE LE ATTRAZIONI
E I SERVIZI. SI PUÒ ANCHE NAVIGARE VERSO IL POSTO IN CUI È STATA SCATTATA UNA FOTO. ENTRAMBI I MENU
SONO PERSONALIZZABILI, DATO CHE LE ICONE POSSONO ESSERE AGGIUNTE O SPOSTATE A PIACERE.

Per finire, il Montana 750i è dotato La velocità di calcolo varia in coi punti intermedi per evitare
di fotocamera da 8 MP con flash funzione dei punti, della distanza snervanti attese per il ricalcolo.
(utilizzabile all’occorrenza come e delle impostazioni di percorso, L’utilizzo come GPS puro
torcia) con georeferenziazione perciò è bene spezzare i percorsi è il vero punto di forza del
degli scatti: uno strumento utile più lunghi e non esagerare Montana. Le tracce, intese come
per arricchire la registrazione delle
proprie esplorazioni con note visive
dei punti di interesse trovati.

Due anime in un corpo


Pur non essendo il suo forte,
il Montana può essere usato
come navigatore vero e proprio
che fornisce indicazioni per
raggiungere una destinazione,
direttamente o passando per un
massimo di 50 waypoint intermedi.
Rotte e waypoint possono
essere naturalmente caricati
dal computer via BaseCamp e
richiamati tramite il tasto “Dove si
va” nella barra dei preferiti. Si può
anche costruire un percorso da
zero, mettendo in sequenza i punti
scelti dal database della mappa,
ricercandoli tramite la tastiera
virtuale multilingua (utilissima
quando ci si trova in paesi con
alfabeto diverso da quello latino).
Se la mappa a disposizione non
comprende il toponimo o l’indirizzo
cercato, viene in aiuto l’app Garmin
Explore sullo smartphone (a patto
di avere una connessione dati):
LE CARTOGRAFIE PRECARICATE basta effettuare la ricerca, salvare
SONO DUE: CITYNAVIGATOR NT PER I il risultato come waypoint e questo
PERCORSI NAVIGABILI E TOPOACTIVE verrà trasferito al Montana che si
PER L’OUTDOOR. ENTRAMBI I LIVELLI occuperà del calcolo del percorso UTILIZZATO COME UN NAVIGATORE, IL MONTANA FORNISCE INDICAZIONI
SONO ATTIVABILI CON UN SEMPLICE secondo i parametri impostati DI SVOLTA DETTAGLIATE E ADEGUA IL LIVELLO DI ZOOM IN BASE
TOCCO DELLO SCHERMO COME LE e seguendo le strade disponibili ALLA VELOCITÀ E DISTANZA DAL PUNTO DI SVOLTA. SI POSSONO
IMMAGINI SATELLITARI BIRDSEYE sulla cartografia attiva. Allo stesso VISUALIZZARE CONTEMPORANEAMENTE ROTTE E TRACCE OPPURE
CHE AIUTANO A ORIENTARSI MEGLIO modo è possibile creare rotte con NAVIGARE CON LA BUSSOLA. IN TUTTI I CASI SI PUÒ ATTIVARE
NEL CASO DI ZONE POCO MAPPATE più waypoint. IL PANNELLO DATI CON LE INFORMAZIONI PREFERITE

PANORAMA 27
PANORAMA
GARMIN MONTANA 750i

corredandolo di foto.
L’unico vero punto debole del
Montana 750i è la macchinosità
dei menu e dell’interfaccia, che
costringe a salire e scendere,
entrare e uscire tra le voci di
menu, un’impostazione ormai
datata a cui gli smartphone ci
hanno fatto disabituare. Niente
che non si possa superare con
qualche giorno di utilizzo, ma
sarebbe bello se arrivasse un
aggiornamento firmware in
grado di snellire l’utilizzo di uno
strumento così potente e versatile.
Se vi serve un apparecchio su
cui scegliere la trattoria e che vi
IL DISPOSITIVO REGISTRA DI CONTINUO, RESTITUENDO ALLA FINE DELLA REGISTRAZIONE guidi fin lì, prendete uno zūmo XT,
TRE PANNELLI CHE MOSTRANO I DATI NUMERICI RELATIVI ALL’ATTIVITÀ, LA TRACCIA REGISTRATA per rimanere in casa Garmin, e
SULLA MAPPA E IL GRAFICO ALTIMETRICO. non rimarrete delusi. Il Montana
750i è un buon navigatore ma dà
il meglio di sé quando l’asfalto
finisce e c’è da seguire una traccia
tra i boschi o bisogna orientarsi
Qualunque sia la modalità, rapido ma è sempre bene calibrare nel nulla. È il dispositivo perfetto
vengono in aiuto utili strumenti il dettaglio della mappa in base per gli affezionati degli eventi
come l’avviso di prossimità del all’effettiva necessità per non adventouring e delle gare di
waypoint, un allarme acustico e affaticare inutilmente l’hardware, regolarità e navigazione, adatto alle
visivo che si attiva alla distanza che non è di certo quello di ricognizioni esplorative in provincia
impostata; oppure la dashboard uno smartphone di fascia alta. come al viaggione in terre
i cui campi dati, interamente La consultazione della mappa spopolate; è il GPS per il centauro
personalizzabili, variano in base sul campo risulta comunque che, arrivato sul passo, scende
all’attività svolta: bussola per la agevole e fluida anche quando dalla moto e imbocca a piedi i
navigazione libera oppure velocità, c’è abbondanza di curve di livello, sentieri del CAI. In due parole, il
quota e direzione per la guida o e ci si mette davvero un attimo a Garmin Montana è un GPS duro
ancora altimetro per le scalate e salvare il punto in cui ci si trova e puro.
così via. Non manca il computer
di bordo con tutti i dati del viaggio
in corso.

insieme di punti fissi sul suolo Utilizzo sul campo


terrestre, si possono caricare Le possibilità offerte dal
dal solito BaseCamp oppure via dispositivo sono tantissime, ma
smartphone con Garmin Explore una giornata di utilizzo basta a
o ancora tramite l’app Wikiloc prendere confidenza, a patto di
(di cui è necessario avere un avere almeno dato un’occhiata
account): in entrambi i casi basta al corposo manuale. La visibilità
caricare la traccia sull’app e sotto il sole diretto è eccezionale,
inviarla al dispositivo. La traccia anche migliore che all’ombra,
si naviga ovviamente a vista, grazie allo schermo transflettivo.
senza indicazioni di svolta, e la La sensibilità del touch è buona
precisione è eccezionale, con anche con i guanti (c’è l’opzione
scarti irrisori e nessun ritardo apposita) e la superficie oleofobica
anche tra le gole più strette. evita la formazione di fastidiose
Navigando in campo aperto e in ditate e l’accumulo di sporco.
assenza di sentieri mappati, come L’unico, prevedibile, fastidio
un altopiano o un deserto, si può riscontrato è che lo schermo tende
navigare con bussola: questa a impazzire se maneggiato sotto QUANDO COLLEGATO A UNO SMARTPHONE CON TRAFFICO DATI
indicherà la direzione del veicolo l’acqua, ma è il prezzo da pagare ATTIVO, IL MONTANA MOSTRA LE PREVISIONI METEO RELATIVE
e la freccia all’interno quella per avere il giusto rapporto tra ALLA PROPRIA POSIZIONE O A QUELLE DEI WAYPOINT, UN RADAR
del punto scelto, in modo da fruibilità della visione e portabilità METEO CON TEMPERATURE, COPERTURA NUVOLOSA E VENTI,
orientarsi durante l’aggiramento di su una moto. Con l’alimentazione VISUALIZZATI DIRETTAMENTE SULLA MAPPA.
ostacoli. continua il refresh dello schermo è

28 PANORAMA
PANORAMI E SAPORI

PROSECCO
E GRAPPA

Il famoso Nord-Est, dove si produce, si costruisce,


sempre in movimento, il lavoro, “ciapar schei”, frenesia,
cementificazione… Ma c’è anche altro: una regione
ricchissima di cultura, storia e sapori che spazia dalla
Laguna di Venezia fino alle cime delle Dolomiti.

DI KLAUS NENNEWITZ FOTO KLAUS NENNEWITZ E GRAZIANO CUOGO

30 PANORAMI E SAPORI
VENETO
VENETO

PANORAMI E SAPORI 31
PANORAMI E SAPORI

U
n mondo di contrasti che si
scoprono bene in sella a una
moto, ancora meglio se piccola e
con le ruote tassellate su percorsi
poco conosciuti dagli smanettoni locali.
Partiamo dalla piazza della “Rotonda”
di villa Badoer in provincia di Treviso,
formata da una grandiosa barchessa
in forma semicircolare con quarantuno
arcate della fine del Seicento. Sull’angolo
troviamo la Cantina Mediterranea, un
ristorante-enoteca che conserva intatto il
fascino dell’epoca offrendo oggi dei piatti
ricercati basati sulla tradizione culinaria
veneta. Paola, la padrona del locale,
segue le nostre avventure in moto da più
di vent’anni e ci congeda per il viaggio di
esplorazione della durata di due giorni.
Attraversiamo la Marca Trevigiana su
strette strade di campagna in direzione
di Quarto d’Altino. Appena superata
l’autostrada siamo pronti per entrare

32 PANORAMI E SAPORI
VENETO
in un altro mondo, dove si sente già il
profumo del mare. Affianchiamo il fiume
Sile sull’argine verso il mare; sul lungo
rettilineo dopo Portegrandi la vista si
allarga sulla Laguna di Venezia, con i suoi
canali tortuosi e le case perse su qualche
lingua di terra immersa nell’acqua. Sulla
sinistra, dopo pochi chilometri appare
l’enorme idrovora Lanzoni, che permette
agli abitanti di Millepertiche di stare con
i piedi a secco. La stagione migliore per
scoprire la Laguna di Venezia è la fine
dell’estate: il calore diventa sopportabile,
c’è più pace anche nella natura, le acque
sono calme, c’è meno gente. E poi c’è
questa foschia leggerissima nell’aria, come
il filtro “soft” di una macchina fotografica
che ammanta tutto. L’aria umida si
vaporizza sulla pelle del viwso rilasciando
una piacevole sensazione di freschezza.
Presenti, come sempre nella bella stagione
anche se in quantità minore, i “mussàti”, le
leggendarie zanzare lagunari…

A zonzo per la laguna


A Caposile il ponte delle barche ci
traghetta sul lato destro del fiume Sile,
quello meno trafficato dove ci possiamo
già godere qualche bella piega prima di
arrivare a Torre del Caigo. Proseguendo
sulla strada sterrata via Lio Maggiore

PANORAMI E SAPORI 33
PANORAMI E SAPORI

MUSEO DELLO verso l’agriturismo La Barena, dopo 7,5 un’altra volta nel cuore della laguna, a
km arriveremo in un posto sperduto di pochi passi in linea d’aria dall’agriturismo
SCARPONE DI calma assoluta in mezzo alla laguna. Vale
senz’altro la pena fermare la moto una
La Barena dove siamo stati prima. A Lio
Piccolo si ha l’imbarazzo della scelta fra
MONTEBELLUNA mezz’oretta per raccogliere le sensazioni
offerte da questa oasi naturale. Formatasi
tre agriturismi per gustare le prelibatezze
della cucina veneta. Ogni oste saprà offrivi
intorno al 4.000 a.C. dai depositi dei baccalà mantecato, sarde in saor, scampi in
Montebelluna e i dintorni fiumi affluenti dell’Adriatico, la Laguna busera, fegato alla veneziana…
sono il centro di competenza Veneta copre una superficie di circa 550 Per il caffè invece torniamo all’antica dogana
mondiale per gli scarponi da km², di cui il 9% sono isole e il 10% sono al traghetto di Treporti per goderci la vista
sci fin dagli anni ‘40. Tutti i permanentemente coperti dall’acqua. Il resto sulle isole Sant’Erasmo, Burano e Torcello.
marchi leader sviluppano i loro sono paludi, pianure fangose e zone di pesca. Su quest’ultima, nella cosiddetta “laguna
prodotti in quella zona mentre Ritornando sullo stesso sterrato arriviamo morta” dove le maree ormai sono appena
la produzione si è spostata finalmente a Jesolo puntando in direzione percettibili, ci sono stati i primi insediamenti
in Asia. Il museo delle scarpe di Cavallino e quando il Sile ha finalmente nella laguna nel VII secolo d.C. anche se
sportive e degli stivali ne deciso di buttarsi in mare proseguiamo recenti scoperte hanno rilevato tracce
spiega la storia e la tecnologia. sulla strada interna lungo il muro verso umane risalenti al I secolo d.C. Con un poco
Importanti produttori di Treporti. I colori sono magnifici: l’azzurro di fortuna il quadro può diventare grandioso
abbigliamento motociclistico del cielo si unisce a quello del mare di con la vista che arriva a spaziare fino alle
come Alpinestars, AXO, Gaerne, autunno, in netto contrasto con il colore cime delle Dolomiti.
Spidi, Dainese, TCX sono di bianco delle barche e dei gabbiani. Ci A Punta Sabbioni si apre una specie di
casa nelle province di Vicenza fermiamo alla Pescheria al Ponte di “infinity beach”, una spiaggia enorme che
e Treviso e hanno fissato Maurizio per fare due chiacchiere: è sempre si fonde senza interruzione col mare. Tanta
nuovi standard di sicurezza pronto a scherzare, la bellezza della merce voglia di lanciarsi sulla sabbia con la moto
e stile nell’abbigliamento esposta è straordinaria, ma purtroppo non come facevano i “dakariani” veneti negli
motociclistico negli ultimi ci possiamo portare via dei pesci in moto. anni Ottanta prima di partire per l’Africa,
quattro decenni. Passato il ponte di Treporti le indicazioni ma oggi ci dobbiamo accontentare di una
[Link] ci portano verso Lio Piccolo su una strada passeggiata sulla banchina che porta verso
strettissima sempre sull’argine. Arriviamo la torre del faro.

34 PANORAMI E SAPORI
VENETO
I COLORI SONO MAGNIFICI:
L’AZZURRO DEL CIELO SI
UNISCE A QUELLO DEL MARE
DI AUTUNNO

Come salmoni lungo il Piave


Lasciamo la Serenissima col cuore pieno
di estate per procedere in direzione delle
montagne lungo il Piave. Il corso inferiore
del “Fiume sacro alla Patria” è stato un
fattore decisivo per la fine della Prima
Guerra Mondiale come linea del fronte tra
l’esercito austro-ungarico e quello italiano.
La sconfitta delle truppe alleate nella
battaglia di Vittorio Veneto dell’ottobre
1918 si concluse con un disastro
dovuto alle inondazioni e alla scarsità di
rifornimenti, e portò infine all’armistizio di
Villa Giusti vicino a Padova il 4 novembre
1918.
Salendo il fiume si trovano diversi luoghi
per fare il bagno fino a Nervesa della
Battaglia, dove imbocchiamo la dorsale
del Montello in direzione Montebelluna.
A Crocetta del Montello attraversiamo
finalmente il Piave per raggiungere

PANORAMI E SAPORI 35
PANORAMI E SAPORI
Valdobbiadene, dove la viticoltura ha
una lunga tradizione. Il nome Prosecco
del vino bianco spumante risale però al
piccolo paese omonimo vicino a Trieste,
dove già ai tempi dell’Impero Romano si
produceva un vino bianco “Vinum Pucinum”.
La denominazione Prosecco risale al
XVII secolo, mentre nel 2009 ottiene la
denominazione di origine controllata. La
posizione particolare, fra 100 e 500 metri
sul livello del mare, l’esposizione a sud, la
temperatura media annua di 12,3° C e la
ventilazione costante sono gli ingredienti
perfetti per la produzione; dal luglio 2019
la zona è stata dichiarata dall’UNESCO
patrimonio dell’umanità.
Lasciato il capoluogo ci dondoliamo sulla
strada tortuosa fra piccoli appezzamenti

SUL GRAPPA
COL CAMBIO BLOCCATO

A inizio 1994 ero approdato all’ufficio tecnico dell’Aprilia di Noale come progettista, incaricato
di portare in produzione la versione catalizzata della stradale sportiva “Reggiani Replica” RS
250 col motore due tempi bicilindrico a V della Suzuki. A quei tempi progettisti e capiprogetto
potevano ancora provare le moto in fase di sviluppo, e ogni venerdì pomeriggio c’era la
lotta per le poche targhe prova a disposizione. Si puntava ad aggiungere almeno 1.000 km
sui contachilometri delle moto in prova in un fine settimana. Sfruttai ogni occasione per
accaparrarmi una moto e girai l’Italia del nord in lungo e in largo, non importavano la stagione
o le temperature. Quell’inverno vedevo la cima del monte Grappa spesso innevata ed ero
ossessionato dall’idea di vedere Venezia e la laguna da lassù in un giorno terso. Finalmente
a metà dicembre arrivò la giornata giusta e mi avventurai su per la strada piena di curve
da Romano d’Ezzelino. Dal ponte di San Lorenzo la strada era coperta di un manto di neve
compatta, sul quale la RS 250 si guidava discretamente a passo d’uomo, perlomeno finché
il motore non entrava in coppia. Giunto in cima, finalmente la vista su Venezia e sulla laguna,
con un tramonto spettacolare e un freddo bestiale… che fece gelare il cambio della due tempi
stradale, forse? Fatto sta che il cambio si bloccò in prima marcia e feci ritorno a Noale per i 70
chilometri tutto in prima marcia a manetta, raggiungendo anche gli 80 km/h e lasciando una
scia acustica come una moto da Gran Premio.

36 PANORAMI E SAPORI
VENETO
di vigneto e strette terrazze erbose, tutto
abbinato a boschi, pascoli, torri e borghi
storici, fino all’osteria-albergo Biss Badaliss
a Combai. Qui Roby e Fulvio ci accolgono
con una cena favolosa ricca di prodotti locali
e piatti tradizionali per la sosta notturna.
La seconda giornata di viaggio ci porta
in montagna. Dopo Folina saliamo sul
passo San Boldo che collega in 17 km la
Valmareno con la Valbelluna. La strada è
stata costruita dal genio militare dell’esercito
austro-ungarico tra febbraio e giugno 1918
in soli tre mesi e non si dimenticheranno
facilmente i cinque tornanti in galleria
collegati da sei ponti! Appena scavalcato
il passo, a 706 metri di altitudine, si apre
un altopiano di bellissime praterie fiorite
con una vista spettacolare sulle cime
delle Dolomiti. Da questo balcone naturale
si scende verso il Piave seguendo poi la
strada verso Feltre. A Busche c’è la fermata
obbligatoria alla latteria per godersi uno
dei migliori gelati del Veneto, prima di
salire sulla “pista” del passo Croce d’Aune.
Lungo quasi 10 km, sale con una serie di
curve molto belle per arrivare in cima a
1.015 metri sul livello del mare; si svolgono
regolarmente delle gare in salita e la buona
qualità dell’asfalto e le pendenze fino a 12%
hanno fatto sì che fino ai primi anni 2000
Aprilia lo scegliesse per collaudare gli
impianti frenati delle moto in sviluppo.

CI DONDOLIAMO SULLA STRADA


TORTUOSA FRA APPEZZAMENTI
DI VIGNETO E TERRAZZE ERBOSE

PANORAMI E SAPORI 37
PANORAMI E SAPORI
Pedavena

Combai
Cima Grappa

Montebelluna

VENETO

Caposile

Lio Maggiore
Lio Minore

Punta Sabbioni
[Link]/roadbook22-veneto
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo all’articolo.
È consultabile online e scaricabile per il proprio navigatore
satellitare o dispositivo GPS.

38 PANORAMI E SAPORI
VENETO
La vista sulla pianura
è da mozzare il fiato

Chiudere l’anello
Scendendo nella valle verso Fonzaso
si risale dall’altra parte a Seren del
Grappa seguendo la provinciale SP148
Cadorna. Purtroppo sembra che la strada
sia abbandonata a se stessa, con la
vegetazione che la stringe sempre di più
rendendola ormai in molti passaggi più
adatta alle moto da enduro. Dopo il rifugio
Scarpon giriamo a sinistra per gli ultimi
chilometri che ci portano in cima al monte
Grappa. Con i suoi 1.775 metri, il Grappa è
la vetta più alta delle Prealpi meridionali.
Durante la Prima Guerra Mondiale la linea
del fronte tra le truppe dell’esercito austro-
ungharico e quello italiano ci passava
proprio in cima. Migliaia di soldati vi
persero la vita durante le battaglie del Piave
e nell’Ossario sulla vetta riposano le spoglie
di oltre 12.000 soldati italiani e alleati. Il
monumento, eretto negli anni Trenta del
Novecento, colpisce per la sua enorme area
pavimentata, che sembra la rampa di lancio
di una portaerei svettante sulla Pianura
Padana. La vista da lassù è impressionante
e se il cielo è limpido si possono vedere il
mare Adriatico e Venezia.
Per la discesa scegliamo il fianco meridionale
del massiccio con la via delle malghe in

PANORAMI E SAPORI 39
PANORAMI E SAPORI
direzione Monte Colombera per poi deviare
a destra verso Campo Croce e il prato di
decollo Stella Alpina. Anche qui la vista sulla
pianura è mozzafiato; una serie di tornanti
fra file di cipressi ci porta a fondovalle
dove giriamo a sinistra per trovare l’amico
Maurizio Bavaresco, noto personaggio del
motociclismo veneto nonché fondatore del
Motoclub Pompone e oste dell’omonimo
“motoristorante”. Ci godiamo due salsicce,
polenta e verdure (tutto deliziosissimo)
in un ambiente pervaso di moto. Dopo
quattro chiacchiere sulle ultime novità è
ora di ripartire per fare due scatti al tempio
Canoviano di Possagno. Questo edificio
neoclassico fu progettato da Antonio Canova
e modellato sul pantheon romano; è alto 28

DOVE MANGIARE
E DORMIRE

CANTINA MEDITERRANEO
Piazza Indipendenza, 31 – 31050 Badoere (TV)
Tel. 0422837276- [Link]

AGRITURISMO LE SALINE
Via della Sparesera, 4 – 30013 Lio Piccolo (VE)
Tel. 3296031651 - [Link]

LE MANCIANE
Via Di Lio Piccolo, 29 – 30013 Cavallino - Treporti (VE)
Tel. 041658977 - [Link]

MOTORISTORANTE POMPONE
Via San Liberale, 5 – 31017 Pieve del Grappa (TV)
Tel. 0423 53250 - [Link]

BIS BADALISS
Via Madean, 45 – 31050 Miane (TV)
Tel. 0438 960133 - [Link]

40 PANORAMI E SAPORI
VENETO
metri con un diametro di 35 e fu completato
nel 1830.
Nel centro storico di Asolo ci sta un
ultimo caffè prima di sfrecciare sul
lato settentrionale delle colline verso
Montebelluna. Potremmo anche fare un salto
al museo della scarpa prima di procedere
verso Istrana e finalmente raggiungere
la Rotonda di Badoere, dove Paola ci
aspetta con una cena deliziosa alla Cantina
Mediterraneo. Degna conclusione di un
viaggio intenso fra sapori, paesaggi e storia
spazzolando dal mare di Venezia alle cime
delle Prealpi venete.

PANORAMI E SAPORI 41
VADO E TORNO PANORAMI E SAPORI

DIVINO VINO DI FRANCESCO TAMAI

P
arlando del Friuli- fluviale, dove le navi di allora Un percorso in cui godere della
Venezia Giulia non si può attraccavano durante la risalita piatta campagna, ricoperta
tralasciare il vino che si di un fiume che ora non esiste dai vitigni sul cui sfondo si
produce sulle sue colline. più, per scaricare le merci in intravedono le colline che
Vogliamo quindi proporre due magazzini e botteghe di cui nascondono il confine con la
itinerari alla scoperta dei diversi ancora si vedono le fondamenta. Slovenia. Su queste strade non
vitigni che rendono grande il È facile immaginare i commerci sono rari gli incolonnamenti
paesaggio di una delle regioni e la vitalità di questa regione che dovuti ai trattori che trasportano
tra le più piccole dello Stivale. metteva in comunicazione Roma uva: sicuramente una bella
Sebbene la vite vi si coltivasse con le province nordorientali. Di seccatura nel periodo della
da molto tempo prima, furono qui passavano anche anfore di vendemmia, ma basta pensare
i Romani a diffondere l’uso del quel pregiato vino il cui erede è che il frutto di questo disagio
vino nella regione. Partiamo sicuramente il Tocai Friulano. sarà l’ottimo vino del Collio per
perciò da Aquileia e dal suo sito Proseguiamo verso Gorizia e la piazzarsi dietro al trattore e
archeologico, la cui atmosfera zona di produzione del Collio, godere del dolce profumo d’uva
è resa magica dai resti che passando da Gradisca d’Isonzo che si spande tutt’intorno. Allo
compaiono in ogni dove, alcuni per visitare una delle sue cantine stesso modo non è raro trovare
ben visibili e altri protetti da e il centro ben conservato, lungo delle viti nei giardini delle case,
teli impermeabili. È d’obbligo la strada che attraversa Villa usate come piante ornamentali
una fermata all’antico porto Vicentina, Villesse e Sagrado. e pergolati: viti spesso vecchie

42 PANORAMI E SAPORI
FRIULI-VENEZIA GIULIA
L'ATMOSFERA
È RESA MAGICA
DAI RESTI CHE
COMPAIONO
IN OGNI DOVE

più degli abitanti stessi, a cammino verso Capriva del


testimonianza di un connubio Friuli dove si erge il Castello
uomo-vino che, detta così, può di Spessa, una tenuta
far sorridere ma che è parte nobiliare che è anche cantina
della cultura friulana. e agriturismo. Il castello è
Lasciata Farra d’Isonzo, circondato da un campo da
dopo aver visitato una delle golf e da colline ricoperte di
numerose aziende agricole, vigneti di Pinot (bianco, grigio e denominata “strada del Sui Colli Orientali
raggiungo Gorizia salendo nero) di proprietà non solo del vino”: un vero paradiso per i Entro nella regione dei Colli
direttamente al castello che castello, ma anche di numerose motociclisti, che qui possono Orientali in Provincia di Udine
merita sicuramente una visita. altre aziende tra cui è difficile godere di una strada poco e, casomai non me ne fossi
Ne approfitto anche per una scegliere qualora si volesse fare trafficata e ricca di curve dolci accorto, il paese di Prepotto ce
pausa pranzo a base di crostini incetta della divina bevanda. che attraversa il panorama di lo ricorda con un bel cartello
ben conditi annaffiati da un Da Capriva dirigo verso il ordinate e geometriche vigne, che indica come questa sia
fruttato Malvasia Istrana. vicino abitato di Russiz di fino a raggiungere Dolegna la terra dello Schioppettino,
Smaltito l’alcol, riprendo il Sotto imboccando la SR409, del Collio. un vitigno autoctono anche
chiamato Ribolla Nera. Nell’area
si coltivano anche altri preziosi
vitigni autoctoni, come Ribolla
Gialla e Picolit. Siamo immersi
tra le colline, vicinissimi al
confine sloveno che più indietro,
a Plešivo, abbiamo quasi
attraversato sulla strada del vino.
Correndo sempre lungo i
Colli Orientali, ci dirigiamo
più all’interno verso Cividale
del Friuli, che ben conserva i
resti del suo passato. Non è
l’architettura il nostro obiettivo
bensì l’agriturismo Al Moràr,
che produce una Ribolla Gialla
spumantizzata che nulla ha
da invidiare al più famoso e
internazionale Prosecco. Questa
cantina produce e vende anche
altri vini autoctoni, protagonisti
del nostro giro, come Refosco
dal Peduncolo Rosso e Verduzzo.

PANORAMI E SAPORI 43
VADO E TORNO PANORAMI E SAPORI

A PREPOTTO
UN BEL CARTELLO MI
RICORDA CHE SONO
NELLA TERRA DELLO
SCHIOPPETTINO

Concludiamo così questo primo da dove vengano tutte queste


itinerario che copre le regioni piante, perciò dirigo senza
enologiche del Collio e dei Colli esitazioni il becco della V-Strom
Orientali, in cui ogni area ha verso quella che potremmo
il suo vitigno: dal Friulano di definire la nursery dei vitigni
Aquileia fino a Cividale con i suoi friulani.
Verduzzo e Picolit, passando per Rauscedo è la culla delle
Malvasia, Pinot e Schioppettino. barbatelle, ovvero le piccole
Tante le occasioni per perdersi talee innestate che, crescendo,
intorno, come la città ideale di diventeranno piante di vite.
Palmanova, il sacrario militare Questo piccolo comune è
di Redipuglia e altre bellezze diventato il centro mondiale di
architettoniche che meritano produzione ed esportazione delle
lunghe tappe contemplative. barbatelle, il cui prezioso succo
Ma c’è un altro itinerario che arriverà sulle tavole di tutto
permette di gustare il paesaggio il mondo. Andrea ci racconta
e i sapori del Friuli. che la cooperativa Vitis, per cui

Un giorno sarai grande


Guardando dall’alto la confluenza
dei torrenti Cellina e Meduna,
si vede protendersi verso le
Alpi una specie di bianca lingua
biforcuta di sassi e pietre con
qualche rigagnolo d’acqua: un
paesaggio quasi lunare che, a
guardar meglio, ospita al suo
interno vaste distese di viti. Per
gli enologi, questa a cavallo tra
le province di Pordenone e Udine
è la zona del Friuli Grave DOC,
dove si producono importanti
vini apprezzati in tutto il mondo:
Chardonnay, Pinot, Riesling,
Verduzzo, Tocai, Sauvignon,
Cabernet, Merlot e Refosco dal
Peduncolo Rosso sono solo
alcuni di essi. Viene da chiedersi

44 PANORAMI E SAPORI
FRIULI-VENEZIA GIULIA
Spilimbergo Cividale
del Friuli

Tùmbare Prepotto

Castions
Porcìa Pordenone
Gorizia
Casarsa
della Delizia FRIULI-VENEZIA GIULIA
Gradisca
d'Isonzo

lavora, è la seconda produttrice


di barbatelle in Italia e, con i Aquileia
suoi 13 soci, riesce a innestare
[Link]/roadbook22-friuli-venezia-giulia
la bellezza di otto milioni di
barbatelle all’anno. La più grande A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
cooperativa di Rauscedo invece, all’articolo. È consultabile online e scaricabile
forte dei suoi 250 soci, arriva a per il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.
produrne ben 100 milioni.
Vale la pena di esplorare questa
campagna pressoché piatta
che si estende tra strani fiumi di fiume Tagliamento. Oltre che per dirigermi verso Mereto di della Delizia dove ha sede la
sassi e che ravviva l’attenzione, per l’importante rievocazione Tomba a dare un’occhiata a un più grande Cantina Cooperativa
tra campi coltivati e curiosità a storica della Macia, la cittadina manufatto storico risalente a del Friuli-Venezia Giulia. Vini
volte dimenticate. Da Rauscedo è oggi nota soprattutto per la più di 3.000 anni fa: la Tùmbare, La Delizia conta 450 viticoltori
mi dirigo verso Spilimbergo – sua internazionale Scuola di un tumulo funerario poco associati che ogni anno
fondata dai conti Spengenberg, Mosaico. conosciuto e custodito, guarda riempiono e distribuiscono
vassalli del Patriarca di Aquileia Lasciato il presidio di un po’, dentro a una vigna. nei cinque continenti circa 20
e originari della Carinzia Spilimbergo, punto il becco Solcando la piatta campagna milioni di bottiglie di vino. Tra i
– che fu importante nodo verso il Tagliamento, tappezzata di vitigni e campi vitigni più particolari troviamo il
commerciale sulle rive del impegnando il ponte di Dignano di mais raggiungo Casarsa Glera e il Moscato.

PANORAMI E SAPORI 45
VADO E TORNO PANORAMI E SAPORI
LA PREMIATA DISTILLERIA PAGURA
È LA PIÙ ANTICA DELLA REGIONE,
CON I SUOI 141 ANNI DI STORIA

IN GIRO PER CANTINE


L’offerta di aziende vinicole della regione è pressoché sterminata.
I servizi offerti vanno dalla semplice degustazione al soggiorno
completo. Di seguito alcune delle aziende toccate dal nostro
itinerario.

CASTELLO DI SPESSA
Il castello domina le vigne della tenuta e dispone di tre ristoranti e
campo da golf. Vi si organizzano degustazioni di vino con visite alle
cantine. È possibile soggiornare nelle camere del castello e nelle
dependance immerse tra le vigne.
Via Spessa 1 ‒ 34070 Capriva del Friuli (GO)
Tel. 0481 808124 ‒ [Link]

VITICOLTORI FRIULANI LA DELIZIA


L’azienda associa oltre 500 viticoltori con 2.000 ettari di vigneti
che si estendono all’interno delle rinomate aree DOC “Friuli Grave”
e “Prosecco”. Non manca lo spaccio in cui degustare gli ottimi
prodotti.
Viale Udine 24 ‒ 33072 Casarsa della Delizia (PN)
Tel. 0434 869564 ‒ [Link]

DISTILLERIA PAGURA 1879


La più antica distilleria della regione apre le proprie porte a curiosi e
appassionati della grappa. Le visite mostrano il percorso attraverso
il quale viene distillata la grappa e propongono assaggi di alcune
tra le specialità prodotte.
Via V. Favetti 25 ‒ 33080 Castions di Zoppola (PN)
Tel. 0434 97021 ‒ [Link]

CANTINA DI PORCÌA
I vini della famiglia Porcìa fanno parte della cultura e della storia
della regione da otto secoli. La cantina storica del castello è aperta
al pubblico tutto l’anno e ospita attività di cultura e promozione
enogastronomica
Via Castello 1 ‒ 33080 Porcìa (PN)
Tel. 0434 921408 ‒ [Link]

46 PANORAMI E SAPORI
FRIULI-VENEZIA GIULIA
anni di storia e un alambicco
altrettanto antico, ancora in uso.
Ereditata l’antica “sgnaperie” dai
Campagna, che la fondarono
nel 1879, i Pagura l’hanno fatta
crescere fino ai giorni nostri con
una produzione di grappe da uve
scelte, invecchiate anche dieci
anni in botti di rovere e frassino.
Gli ultimi chilometri del nostro
itinerario ci portano al castello
dei conti di Porcìa, sede
dell’omonima cantina che, tra
le sue memorie, annovera il
soggiorno di re Carlo V nel 1532
e che oggi vanta una moderna
tenuta ecologica ad Azzano
Decimo. A gestire l’azienda sono
il principe Gueccello e il conte
Paolo, eredi di questa famiglia
che si dedica alla viticoltura
da ben otto secoli. Verduzzo,
Merlot e Malbech sono alcuni tra
i vini che l’azienda produce da
Vino e nobiltà agricoltura sostenibile.
Sarebbe però un errore parlare Gli itinerari proposti non sono
di uva associandola soltanto al particolarmente lunghi, ma se si
vino, ma è necessario allargare vuole assaporare del buon vino
il campo a un piccolo paese, è opportuno conciliare i tempi
dove una famiglia ha portato delle degustazioni con quelli della
all’eccellenza uno dei prodotti guida.
di scarto della vinificazione: la Vale perciò la pena prendersi
grappa. A Castions, in provincia un intero fine settimana per
di Pordenone, c’è la premiata assaporare con lentezza i
distilleria Pagura, la più antica paesaggi e i sapori di questa
di questa regione con i suoi 141 piccola grande regione.

PANORAMI E SAPORI 47
PANORAMI E SAPORI

LA VIA MAESTRA

Alla scoperta della Calabria da nord a sud lungo la via Popilia,


tra i rilievi dell’entroterra e la costa tirrenica
alla ricerca di storia e tradizioni.

DI EMILIO SALVATORI E CRISTINA ZOLI

48 PANORAMI E SAPORI
CALABRIA
CALABRIA

PANORAMI E SAPORI 49
PANORAMI E SAPORI

A
bbandoniamo la comodità della
Salerno-Reggio Calabria a Laino
Borgo, alle pendici del Pollino, per
imboccare quella via Popilia che,
come un filo d’Arianna, ci condurrà alla
scoperta della Calabria, regione tanto bella
quanto poco battuta dal mototurismo. Da qui
ha inizio il nostro viaggio, seguendo la strada
consolare tracciata nel 132 a.C. dal console
Publio Popilio Lenate per collegare la Sicilia
a Roma. È la lapide rinvenuta a San Pietro di
Polla, nel salernitano, a raccontarne la storia e
a tracciarne l’itinerario. Del resto, non è forse
vero che “tutte le strade portano a Roma?”
La via Popilia non è da meno e non è un caso
che anche le più moderne arterie, la strada
statale 19 delle Calabrie prima e l’autostrada
poi, ricalchino molte delle scelte topografiche e
dei tracciati che i costruttori romani fecero per
raggiungere la Sicilia, all’epoca granaio
di Roma.

IL TRACCIATO VENNE COSTRUITO


DAI ROMANI PER RAGGIUNGERE LA SICILIA,
ALL’EPOCA GRANAIO DI ROMA

50 PANORAMI E SAPORI
CALABRIA
Attraversato il fiume Lao prendiamo la SP134
in direzione Mormanno. Mentre i primi tornanti
aggiungono piacere alla guida compaiono
le ampie campate del Viadotto Italia, fino al
2004 il più alto d’Europa, che con i suoi oltre
mille metri di lunghezza e oltre 260 di altezza
contribuisce a rendere veloce e sicura la
Salerno-Reggio Calabria.
Laino Castello domina la valle del Lao: il
borgo, dopo essere stato abbandonato agli
inizi degli anni ‘80 a causa di un terremoto, è
oggi oggetto di iniziative per il suo recupero.
La strada diventa gustosa: sia per la guida,
ora briosa, che per il paesaggio intorno a
noi. Siamo a Mormanno, nel cuore del parco
nazionale del Pollino. Le case sono strette

PANORAMI E SAPORI 51
PANORAMI E SAPORI
IL PROFILO IMPONENTE DEL
POLLINO GIOCA A NASCONDINO
TRA LE NUBI, ORA CELANDO,
ORA MOSTRANDO LA VETTA

l’una all’altra, su fino alla sommità della collina.


Uno spettacolo che si rinnova dopo una
ventina di chilometri di fronte alla suggestiva
visione di Morano Calabro, la romana
Muranum, una tra le più importanti stazioni
della via Popilia. Ci arriviamo grazie a quella
che un tempo era la SS 19 delle Calabrie, la
quale lambisce il borgo dove svetta il castello
normanno-svevo, mentre sullo sfondo il profilo
imponente del Pollino gioca a nascondino tra
le nubi, ora celando, ora mostrando la vetta.

Terra di diaspora

52 PANORAMI E SAPORI
CALABRIA
A seguire Castrovillari, che già nel nome
denuncia l’antico retaggio romano. La strada
si fa via via sempre più pianeggiante fino
a incontrare Spezzano Albanese, centro
della comunità arbëreshë giunta qui, come
in numerose altre parti della Calabria, nel
XV secolo per sfuggire alle persecuzioni
dei Turchi ottomani che ne avevano invaso
la terra d’origine. Poco oltre ecco Tarsia,
sotto la quale si stende il lago artificiale
alimentato dalle acque del fiume Crati, con
la sua riserva naturale di grande bellezza.
Un fiume importante il Crati, non solo per
essere il più lungo della regione ma anche per
aver costituito nei secoli la principale via di
trasporto degli alberi che dalla Sila giungevano
fino alla piana di Sibari e poi al mare. Alberi,
come gli splendidi pini della Sila capaci di
rendere il paesaggio bello e maestoso, e la
famosa “pece bruzia” che fece grande la flotta

PANORAMI E SAPORI 53
PANORAMI E SAPORI
greca e quella romana.
Ma al Crati, e al cuore di Cosenza, è legata
anche l’affascinante leggenda di Alarico, il re

DOVE MANGIARE
dei Goti. Il sovrano, passato alla storia per il
“sacco di Roma”, venne qui colto da morte
immatura. I Goti, piangendo per il grave lutto,

E DORMIRE deviarono dal suo corso il fiume Busento e


costrinsero una schiera di prigionieri a scavare
il luogo di sepoltura in mezzo all’alveo, nel
B&B CALATA DELLA CORDA grembo del quale seppellirono Alarico con
Completamente rimesso a nuovo in molte ricchezze. A tumulazione avvenuta
un antico palazzo del ‘700, il B&B è ricondussero le acque nel loro alveo perché
situato nel cuore del centro storico e il punto non fosse riconosciuto da nessuno
si trova a 200 metri dalla cattedrale di e uccisero tutti gli scavatori. Una bellissima
Cosenza. Stanze al terzo piano ma il storia ricordata dalla “Statua del re dei Goti” di
tutto dal grande fascino. Paolo Grassino, posizionata alla confluenza
Via Liceo, 14, 87010 Cosenza dei fiumi Crati e Busento nel luogo in cui,
Tel 320 947 7592

OLD WELL HOTEL


Fuori stagione è una sistemazione da
sogno, affacciata com’è sulle scogliere
della spiaggia di Riaci, a poco più di
due chilometri da Tropea.
Baia di Riaci - 89861 Tropea (VV)
Tel 0963 669477 – [Link]

OSTERIA SUL LAGO


Cucina tipica del posto sotto la
direzione di mamma Maria, che si
occupa di tutta la preparazione di
qualità. Ortaggi sottolio, salumi,
formaggi freschi e stagionati ma anche,
quando è stagione, la ferula, un fungo
commestibile noto fin dall’antichità e
preparato in svariati modi.
Contrada Marinetto - 87040 Tarsia (CS)
Tel. 377 1404185

PIZZERIA VECCHIO FORNO


È un luogo della tradizione tropeana,
un antico forno, all’angolo di Via
Caivano, che si è trasformato nel
tempo da forno per il pane e per i dolci
a pizzeria, ma sempre con la famiglia
De Vita a gestire questa suggestiva e
antica icona della trupianità.
Via Caivano, 20 – 89861 Tropea (VV)
Tel. 340 297 4085

PALIA’S HOTEL
È immerso nel cuore del Parco
Nazionale del Pollino, a pochi
chilometri dallo svincolo autostradale
di Laino Borgo. Alla possibilità di
trovare una camera associa un ottimo
ristorante con specialità tipiche come i
pipi cruschi (peperoni rossi essiccati e
fritti) col baccalà.
Via Tommaso Campanella, 1 – 87014
Laino Borgo (CS)
Tel. 0981 82695 – [Link]

54 PANORAMI E SAPORI
CALABRIA

secondo la leggenda, fu sepolto il sovrano. comune che nasconde nel suo territorio
Cosenza è una città strana, densa di un ponte romano del II secolo a.C. il quale
contraddizioni ma dal grande fascino, visto scavalca il corso del Savuto con una singola
che è la terza città con più presenze turistiche arcata di 21 metri. Una meta raggiungibile
in regione grazie al suo centro storico, il quale con una discesa impegnativa, a piedi, ma da
denuncia, in alcuni casi, un certo livello di non perdere per bellezza e perché rappresenta
degrado architettonico. l’importanza della via Popilia, che da qui
transitava. Sono luoghi capaci di raccontare
La brigantessa anche storie di grande suggestione, magari
Ci lasciamo Cosenza alle spalle e seguiamo la legate al passaggio di Garibaldi – a Rogliano
SP241 lungo le pendici della Sila. Tocchiamo Garibaldi emanò i famosi Decreti con cui
prima Rogliano e poi Scigliano, un piccolo ridusse il prezzo del sale e abolì la tassa

PANORAMI E SAPORI 55
PANORAMI E SAPORI

COME SI FA A RESISTERE AL RICHIAMO DI UN TERRITORIO


CHE SI CHIAMA “COSTA DEGLI DEI”?

sul macinato per le granaglie – ma anche


al ricordo di briganti o brigantesse terribili
come Ciccilla, al secolo Maria Oliverio, la
quale uccise, con 48 colpi d’accetta, la sorella
Teresa per il sospetto di una relazione con
il marito Pietro, il capobanda che venne in
seguito assassinato perché tradito dai suoi
luogotenenti.
È ora di scendere verso il mare, del resto come
si fa a resistere al richiamo di un territorio
che si chiama “Costa degli Dei”? Pizzo, e più
oltre Tropea, sono speroni di roccia sul mare
d’un azzurro così intenso d’ammaliare cuore
e anima, e giustificano la digressione dal
percorso storico della consolare romana che
stiamo fedelmente seguendo. Un’altra cosa
a cui non sappiamo resistere è il richiamo del

56 PANORAMI E SAPORI
Laino Borgo

CALABRIA
Tartufo Nero, la specialità di Pizzo Calabro da
gustare in piazza Della Repubblica di fronte
al castello aragonese in cui trascorse gli
ultimi giorni Gioacchino Murat, re di Napoli
e maresciallo dell’impero con Napoleone Spezzano
Bonaparte. Albanese
Se Pizzo affascina Tropea incanta, protesa
com’è con le sue terrazze che si affacciano
sul mare, coi suoi palazzi e la seducente
bellezza dei suoi vicoli e piazzette. Lasciamo
a malincuore il borgo, che leggenda vuole
Cosenza
fondato da Ercole, per tornare sulla via Popilia
dopo aver costeggiato il promontorio di Capo
Vaticano. Dalla bellezza della “Costa degli
Dei” alla magnificenza della “Costa Viola” che CALABRIA
deve fin dall’antichità il nome alla colorazione
così intensa che il mare assume in particolari
condizioni di luce. È uno spettacolo che
prende avvio a Palmi, per poi toccare Bagnara
e finalmente Scilla, che dall’alto del suo
promontorio continua a fronteggiare la siciliana
Cariddi, l’odierno Capo Peloro che sembra a uno
Tropea
sputo, tanto appare vicino.

Lo stretto mitologico
Scilla, Cariddi, nomi mitici legati a Omero che
ancor oggi esercitano il proprio fascino sulle
migliaia di turisti che ogni anno vengono qui
per godere del clima, e della magnificenza Scilla
della natura. Siamo così giunti tra i vicoli di [Link]/roadbook22-calabria
Chianalea, il borgo storico dei pescatori di Scilla
dove le case si ergono fronteggiando il mare A questo indirizzo è disponibile il percorso Reggio
relativo all’articolo. Calabria
e le barche si “parcheggiano” nelle cantine,
mentre aggrappato alla rupe l’antico castello È consultabile online e scaricabile per il proprio
continua da tempo immemore a sorvegliare il navigatore satellitare o dispositivo GPS.

PANORAMI E SAPORI 57
PANORAMI E SAPORI
BRONZI DI RIACE
Scoperte nell’agosto
del 1972 da Stefano
Mariottini a Riace (RC),
le due magnifiche
statue in bronzo
furono recuperate
e trasportate al
Museo Archeologico
Nazionale di Reggio
Calabria, dove furono
sottoposte a un primo
intervento di restauro.
Sono seguiti poi nuovi
restauri a Firenze,
ancora a Reggio e
ora finalmente sono
in esposizione. Atleti, eroi o divinità che
fossero, sono magnifiche per eleganza,
armonia e bellezza. I dettagli anatomici
sono resi con estrema accuratezza e la
muscolatura possente trasuda fisicità
e forza, come veri e propri capolavori
patrimonio dell’umanità.
Museo Archeologico Nazionale
di Reggio Calabria
Piazza De Nava, 26 – 89123 Reggio Calabria
Tel. 0965 613988
[Link]

LA VIA POPILIA
Le strade consolari romane erano
opere d’ingegneria su cui transitavano
speditamente e in sicurezza merci
ed eserciti e determinarono, al pari
delle legioni, la grandezza di Roma.
L’itinerario storico della via Popilia,
grazie al profondo lavoro di ricerca
dell’associazione “Via Popilia” impegnata
nel recupero e valorizzazione dell’antica
strada romana, è stato il nostro filo
d’Arianna per scoprire in una maniera
originale e unica la regione.
Associazione “La Via Popilia”
Contrada Lecco – Rende (CS)
[Link]

RAFTING, CANYONING
SUL FIUME LAO
Difficile resistere al richiamo di questo
fiume che nasce dal Pollino, per cui
sostituita tuta e caschi con quelli messi a
disposizione, eccoci pronti ad avventurarci
nella discesa emozionante lungo le rapide
del fiume Lao.
Corso Umberto I – 87014 Laino Borgo (CS)
Tel. 0981 85644
[Link]

58 PANORAMI E SAPORI
CALABRIA
traffico sullo stretto che ci separa dalla Sicilia.
Oggi per fortuna è contingentata, ma in queste
acque continua quella che qui chiamano
“caccia” al pesce spada. Un pesce bellissimo
che la mitologia vuole generato dalla pietà
di Teti, dea dei mari e madre d’Achille, verso
i Mirmidoni, i terribili guerrieri della Tessaglia
che per seguire la sorte del proprio re-eroe
ucciso da Paride, si gettarono in mare con
armatura e spada per condividerne il destino
prima di essere tramutati per l’eternità in pesci.
Storie meravigliose, affascinanti e bellissime
proprio come, con una luce di bellezza
incomparabile, ci appaiono i bronzi di Riace
nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio
Calabria. Nel cuore della rappresentazione
del mito non vi è luogo più giusto in cui
concludere il nostro viaggio nella terra che,
accanto agli autoctoni Bruzi, vide fiorire
l’incanto altissimo della Magna Grecia prima
e della civiltà romana poi, di cui abbiamo
toccato con mano lo splendore lungo la via
Popilia, ab Capua ad Regium.

PANORAMI E SAPORI 59
TUTORIAL

CE L’HAI UNA CARTINA?


Soppiantata nel tempo dai sistemi di tracciatura e navigazione satellitare,
la cara vecchia cartina conserva, oltre all’innegabile fascino,
alcune peculiarità che la rendono irrinunciabile nella pianificazione
di un viaggio, che sia di più giorni come di qualche ora.

DI MARINO BOLOGNA

60 ESPERIENZE DI VITA
CARTOGRAFIA
L
a cartina permette una tipo di tour che intendiamo e quantità di informazioni o percorsi su mulattiere,
visione d’insieme che, impostare. riportate. carrarecce o tratturi aperti
a meno che il nostro Le tipologie di cartografia Altra forbice importante è al traffico. In questo caso
GPS non abbia uno che ci interessano sono quella della scala: per un tour si dimostrano insostituibili
schermo da 40 pollici, risulta essenzialmente due: la che si svolga principalmente le carte escursionistiche in
imbattibile; il che, unito alla corografica (scale da su asfalto, lungo le grandi scala 1:25.000; qui la quantità
quantità di dati riportati ci sarà 1:1.000.000 a 1:200.000) e medie arterie, una scala di informazioni è davvero
di grande aiuto nel delineare e la topografica (scale da intorno a 1:200.000 sarà notevole: curve di livello, punti
il percorso. Ovviamente 1:500.000 a 1:1.000), ma ci più che sufficiente a fornirci trigonometrici dove magari
sarà necessario reperire concentreremo sulle carte le informazioni utili, ma tarare l’altimetro del nostro
una cartografia adeguata al topografiche per la tipologia volendo un inquadramento GPS, interdizione segnalata dei
più specifico, saranno più percorsi, pendenze, ostacoli,
utili carte in scala intorno a guadi e quant’altro sia utile a
1:100.000, formato spesso comprendere se la nostra due
utilizzato per carte provinciali ruote avrà modo di transitare
o comunali. in modo agevole (anche se
Ovviamente il discorso cambia “poco agevole” spesso si
se vorremo inserire tratti traduce in divertente… ).

È IMPORTANTE SCEGLIERE UNA SCALA ADEGUATA PERCHÉ


A MAGGIORE INGRANDIMENTO CORRISPONDE MAGGIORE
DETTAGLIO E QUINDI PIÙ INFORMAZIONI UTILI.
NELLE IMMAGINI LA STESSA ZONA (ASIAGO E IL GRAPPA)
IN SCALA 1:25.000 IN ALTO E 1:200.000 IN BASSO

ESPERIENZE DI VITA 61
TUTORIAL

Vediamo quindi quali sono le aggiornatissime. A nostro CARTE TABACCO riguarda la scala 1:25.000.
cartografie più interessanti per giudizio poco pratiche su Fra le nostre preferite, per La copertura è più vasta
il nostro utilizzo. strada in quanto gran parte chiarezza, completezza ma non omogenea, spesso
della cornice mappa è e leggibilità, reperibili in una scala 1:50.000,
CARTE IGM (ISTITUTO occupata da un volume di ovviamente online, oltre peraltro sicuramente non
GEOGRAFICO MILITARE) dati sicuramente utili per uso che in librerie e negozi di disprezzabile.
Sono praticamente la base tecnico, ma che riducono materiale escursionistico.
sulla quale si è evoluta la l’area di stampa topografica. Unico gap: per quanto CARTE CAI
cartografia di aziende private, l’area di copertura si vada (CLUB ALPINO ITALIANO)
come Tabacco e Kompass, o CARTE TCI espandendo, a oggi copre Allo stesso livello di Tabacco
di associazioni, come TCI e (TOURING CLUB ITALIANO) principalmente l’area nord- e Kompass, sono reperibili
CAI. Ovviamente la copertura Associazione che non ha nord-est del Paese. anche queste online o nelle
è completa, su varie scale, per bisogno di presentazione, librerie
tutto il territorio nazionale; di propone ottimi prodotti per CARTE KOMPASS
non sempre facile reperibilità, uso prettamente stradale, Simili alle Tabacco, la
acquistabili online o presso in alcuni casi stampati su produzione è incentrata
esercizi convenzionati, sono pratici materiali antistrappo e soprattutto su Trentino
precise anche se non sempre antiacqua. e Alto Adige per quanto

TRE ESEMPI DI CARTOGRAFIE


IN SCALA 1:25.000, LA PIÙ INDICATA
PER LA PIANIFICAZIONE DELLE
ESPLORAZIONI IN MOTO.
QUELLE TABACCO COPRONO UN’AREA
LIMITATA MA RIPORTANO EVENTUALI
DIVIETI DI ACCESSO PER I VEICOLI
MOTORIZZATI SULLE STRADE BIANCHE

62 ESPERIENZE DI VITA
CARTOGRAFIA
A SCUOLA DI LETTURA chissà che altro, anche poco considerato: le isoipse, o ogni 25 metri di quota le
Reperita la cartografia a noi per la loro complessità curve di livello, sono rapportate seconde, con tratto più sottile.
più congeniale, dovremo ora di utilizzo una volta per alla scala della carta (per Sulla carta 1:25.000 troveremo
imparare a leggerla; come strada, ma sicuramente esempio 1:25.000=25 metri) quindi intercalate tre
già detto, infatti, la quantità la corretta interpretazione e sempre equidistanti fra loro. direttrici ogni due intermedie.
di informazioni riportate delle simbologie grafiche Stampate solitamente in colore In sostanza è come se
è elevatissima e bisogna ci permetterà tanto una bistro per differenziarle dalle tagliassimo una montagna
imparare a isolare quelle che pianificazione più puntuale e tracce di strade e sentieri, a fette tutte dello stesso
ci possono tornare utili. Non precisa a tavolino, quanto una si dividono in “direttrici” e spessore e le proiettassimo
ci addentreremo in argomenti più corretta interpretazione del “intermedie”, rispettivamente su un piano: i profili che ne
come coordinatometri, territorio durante il viaggio. ogni 100 metri di quota le risultano sono appunto le
scalimetri, curvimetri o Un esempio su tutti, spesso prime, con tratto più spesso; isoipse, che traducono il

FIGURA 5

LE ISOIPSE, O CURVE DI LIVELLO, CONSENTONO DI LEGGERE LE PENDENZE DEL TERRITORIO COSÌ DA SAPERE
SE CI ASPETTERANNO SALITE E DISCESE BRUSCHE O BLANDE, UTILE SOPRATTUTTO IN FUORISTRADA

ESPERIENZE DI VITA 63
TUTORIAL

terreno come se lo vedessimo


CARTOGRAFIA

dall’alto; nella rappresentazione


grafica quindi, più sono vicine,
più la pendenza sarà elevata,
più sono lontane più il pendio
sarà dolce; una isoipsa che
si chiude su se stessa potrà
essere, a seconda che le quote
riportate siano crescenti o
decrescenti, un dosso o un
avvallamento.

Il tutto si può riassumere a


grandi linee con lo schema
seguente:
- Pendio a debole pendenza: UNA PARTE DELLE CARTINE
curve di livello distanti;
CHE VIENE REGOLARMENTE
- Pendio ripido: curve
SNOBBATA È LA LEGENDA.
ravvicinate;
- Rilievo: curve chiuse, l’una
PECCATO PERCHÉ
dentro l’altra; È SEMPRE RICCA
- Passo o sella: due insiemi di DI INFORMAZIONI
curve, racchiuse da una terza E AIUTA A LEGGERE
curva che si restringe fra di essi; MEGLIO LA MAPPA, COSÌ
- Promontorio, costone: le curve DA PIANIFICARE MEGLIO
rivolgono la convessità verso le LE PROPRIE ESPLORAZIONI
quote minori; IN SELLA, AD ESEMPIO
- Avvallamento: le curve EVITANDO LE STRADE
rivolgono la convessità verso le
DI COLLEGAMENTO
quote maggiori.
(PROBABILMENTE
Ecco quindi che le curve di
TRAFFICATE E CON MOLTI
livello diventano essenziali MEZZI PESANTI)
per valutare le pendenze di E AGGIRANDO PER QUANTO
un percorso; se la traccia POSSIBILE I CENTRI URBANI
corre parallela alla isoipsa E LE ZONE INDUSTRIALI
il percorso sarà in piano,
mentre la pendenza sarà
tanto maggiore quanto più il
percorso taglierà le isoipse
stesse; questo, unito alla
lumeggiatura, ossia la tecnica segnalazione di interdizione al po’ la legenda della carta, altro per muoverci in sicurezza.
di utilizzo del chiaroscuro transito dove prevista; punti di importante e spesso trascurato GPS sì, dunque, ma meglio
dei colori per simulare appoggio e loro apertura; punti tassello nella sua corretta se sempre unito a una buona
graficamente i rilievi, ci fornirà di interesse storici, culturali comprensione. cartina. Poi curiosità, voglia
un chiaro quadro su fattibilità o naturali sono facilmente Ora che abbiamo imparato a di scoprire, intraprendenza
e difficoltà del percorso. identificabili; senza dimenticare comprendere il linguaggio della faranno il resto. Non
i punti trigonometrici, carta, con i dati che potremo dimentichiamo infine
NON SOLO PENDENZE identificati da un triangolino desumere dalla sua lettura sarà l’accessorio più importante:
Ma le informazioni deducibili (per esempio sulla cima di più facile e preciso stimare la la testa sulle spalle. Non ci
non si limitano a questo: le un monte): grazie a essi sarà nostra posizione, magari con sono sentieri tanto conosciuti,
aree urbane scendono al possibile tarare con precisione l’aiuto di un buon GPS, dato esperienza tanto approfondita,
dettaglio dei singoli edifici, l’altimetro del nostro GPS, utilissimo nel caso ci fossimo capacità tanto grande da non
classificandoli per tipologia; riducendo così ulteriormente il avventurati, per esempio, in poter essere messi in crisi da
i tracciati stradali sono margine di errore. un tratto in fuoristrada a noi un imprevisto. Quindi apriamo
aderenti alla realtà curva per Insomma, quello che ci serve lo sconosciuto: in questo caso la cartina, accendiamo il GPS
curva, scendendo al dettaglio troviamo, ma ovviamente non l’interazione fra strumento e e attiviamo anche il sensore di
dei sentieri, spesso con la senza aver prima studiato un carta si rivelerà fondamentale buonsenso.

64 ESPERIENZE DI VITA
OLTRECONFINE

66 OLTRECONFINE
ISLANDA
ISLANDA
IL GHIACCIO
E IL FUOCO

Un’isola di fuoco e ghiaccio in cui assaporare la vera solitudine,


con una moto e una tenda tra gli elementi della natura.
Pensavamo di essere preparati all’Islanda ma, ancora una volta,
il viaggio ha stravolto programmi e convinzioni.

DI FRANCESCO CICCARELLO FOTO SERENA BARONCINI

OLTRECONFINE 67
OLTRECONFINE

Q
uando la Norröna fa cantare le Ci sistemiamo nel campeggio, un semplice
sue sirene nelle placide acque del campo dotato di un container al cui interno
Seyðisfjörður, ci svegliamo dal si trovano docce calde e servizi igienici. La
torpore dei tre giorni di navigazione cittadina sembra in letargo e ci sentiamo degli
che ci separano dalla costa danese. Salutato alieni quando, coperti di terra rossa, entriamo
il piccolo porto, imbocchiamo la strada 93 nel piccolo supermercato. Durante la notte,
inoltrandoci nella nebbia che diventa nevischio il vento è talmente forte che temiamo possa
sui 600 metri del passo. Il freddo pungente e il sollevare la tenda e strappare il prezioso telo
paesaggio invernale sono i titoli di apertura del antipioggia.
nostro viaggio. Al risveglio, trovando tutto ancora in piedi,
Egilsstaðir e il lago Lagarfljót rappresentano tiriamo un sospiro di sollievo e partiamo
un paesaggio unico in questa terra, poiché all’esplorazione della penisola di Langanes.
vi si trova la più vasta foresta di quest’isola Proviamo a percorrere la sterrata che conduce
pressoché priva di alberi. Certo non si tratta al faro ma facciamo dietrofront per le proibitive
di giganti verdi se, come recita un adagio condizioni meteo e stradali, rifugiandoci in
islandese, per non perdersi in questo dedalo di una stazione di servizio mentre la tempesta
betulle nane basta alzare la testa. Il sole si fa imperversa sulla penisola di Rauðanes, l’altro
intravedere lungo il cammino verso la cascata lembo di terra che vorremmo visitare. Poco
Hengifoss, col suo roboante salto nella gola di al largo, archi di roccia e faraglioni sono il
rocce brune e rossastre. Ma è un sole crudele perfetto rifugio per i puffin, che osserviamo
e illusorio, dato che avanziamo sulla statale 85 emozionati mentre volano portando nel becco
sotto la pioggia battente fino a Þórshöfn. il loro pescato. Un senso di solitudine e pace

68 OLTRECONFINE
ISLANDA
IL CAMPEGGIO È UN SEMPLICE CAMPO DOTATO
DI UN CONTAINER AL CUI INTERNO SI TROVANO
DOCCE CALDE E SERVIZI IGIENICI

ci avvolge mentre ascoltiamo le onde del mare


frangersi nelle grotte scavate lungo la costa.

In balia dei venti


Sfioriamo il circolo polare artico e, vicino a
Kópasker, ci sediamo sulla sabbia nera per
ammirare l’oceano, premiati nella scelta da
una piccola balena che decide di danzare a
poche centinaia di metri da noi. All’inizio della
penisola di Tjörnes proseguiamo incuranti
del cartello che indica raffiche di vento a 23
m/s, scoprendo subito l’importanza di non
sottovalutare la natura. Le raffiche sono
così violente da spostare la moto carica:
impossibile fermarsi o tornare indietro. Per
la prima volta ci sentiamo avvolti dalla paura
mentre procediamo inclinati, facendoci
coraggio nell’interfono. Superata un’alta XXXXXXXX XXXXXX XXXXXXX
collina giungiamo a Húsavík con la sensazione
di approdare in un porto sicuro dopo aver
XXXXXX XXXXX XXXXXX
navigato nel mare tempestoso. Quando XXXXXXX XXXXXX XXXXX

OLTRECONFINE 69
OLTRECONFINE

ed estremamente calda. A Hverir troviamo un


paesaggio lunare di color ocra punteggiato di
pozze di fango ribollenti, soffioni e fumarole.

Di aringhe e latitanti
Proseguendo sulla statale 1 si incontra
Goðafoss. Si narra che l’oratore delle leggi
del parlamento islandese, intorno all’anno
1000, dopo aver adottato la religione cristiana,
di ritorno dal parlamento abbia gettato i
simulacri delle divinità pagane nei flutti
vorticosi alla base della cascata.
Akureyri è l’unica vera città nel nord
dell’isola, nonché la seconda per numero
finalmente mettiamo i piedi a terra, saltiamo PILASTRI DI LAVA di abitanti. Il suo campeggio attrezzato si
come due matti tra gli sguardi attoniti degli
abitanti.
EMERGONO DALL’ACQUA rivela provvidenziale per superare due giorni
di diluvio biblico e il giro della penisola di
Il lago Mývatn si trova ad angolo retto rispetto IN SUGGESTIVI GRUPPI Tröllaskagi. Le statali 82 e 76 aggirano le
alla dorsale medio-atlantica ed è soggetto
a un’instabilità geologica che ha generato
scenari multicolori e variegati, ma molto
diversi che nel resto del Paese. Il bacino
è circondato nella parte meridionale da
montagne dalla cima piatta e da pseudocrateri
formati dalle esplosioni di vapore causate dalla
lava fluita nel lago durante ripetute eruzioni.
Risaliamo a piedi la vetta del Vindbelgjarfjall
per godere della loro vista dall’alto.
Höfði, un piccolo promontorio coperto di
vegetazione e ammantato di fiori, betulle e
abeti rossi, è il paradiso degli uccelli acquatici.
Pilastri di lava emergono dall’acqua in
suggestivi gruppi tra cui fanno slalom anatre
di ogni specie. Percorriamo la breve sterrata
che conduce al cratere Hverfell e camminiamo
tra le formazioni laviche della “fortezza oscura”
di Dimmuborgir.
Arrivando nella zona di Krafla si ha
l’impressione di atterrare in un altro pianeta
fatto di bocche fumanti, crateri e laghi dalle
acque turchesi. Leirhnjúkur è uno dei campi di
lava più grande e più recente d’Islanda; si può
camminare tra rocce e fessure ancora fumanti
facendo attenzione a non allontanarsi mai dai
percorsi segnati, dato che la superficie è sottile

70 OLTRECONFINE
ISLANDA
montagne scoscese, permettendo di allungare
lo sguardo sulle ripide vallate che fanno da
sfondo ai piccoli villaggi. Conquistiamo il
grande faro arancione immortalato su tante
cartoline, entrando anche noi a far parte del
più tipico dei paesaggi islandesi.
Due lunghi tunnel permettono di raggiungere
Siglufjörður, la cittadina che meglio racconta
uno dei capitoli più importanti della storia del
Paese: la pesca dell’aringa. I capannoni che
ospitavano i centri di lavorazione del pesce
sono oggi la sede di un museo nazionale che
racconta la vita di migliaia di persone che
ogni estate si trasferivano qui per pescare e
trasformare le aringhe in olio e farina o per
conservarle tramite salatura o affumicatura.
Purtroppo lo sfruttamento incontrollato
provocò la scomparsa della specie da queste
coste all’inizio degli anni Sessanta, segnando
il declino di Siglufjörður, rinata solo negli
ultimi anni grazie al turismo.
La F35 ci guida all’esplorazione dello
spettacolare territorio interno: soli, in
uno dei pochi deserti freddi al mondo,
seguiamo la stretta striscia di terra battuta
delimitata da grosse pietre, pervasi da un
misto di eccitazione e preoccupazione.
Non un’indicazione né un segnale che
faccia capire dove ci troviamo esattamente.

OLTRECONFINE 71
OLTRECONFINE

Seguiamo la striscia
di terra battuta, pervasi da un misto
di eccitazione e preoccupazione

72 OLTRECONFINE
Langanes

ISLANDA
Krossneslaug

Goðafoss

Seyðisfjörður
Stykkishólmur
Snæfellsbær
Hveravellir
ISLANDA

Reykjavík Skaftafell

[Link]/roadbook22-islanda
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo all’articolo.
È consultabile online e scaricabile per il prorio navigatore
satellitare o dispositivo GPS.

OLTRECONFINE 73
OLTRECONFINE
Attraversiamo tratti di pietre smosse mentre la
povera Transalp cerca di convincersi di essere

DA SAPERE PRIMA DI PARTIRE adatta al fuoristrada prima di giungere all’area


termale di Hveravellir, un’oasi nel deserto di
rocce grigie dotata di servizi lungo la pista.
Questo è uno dei luoghi segnati dal mito di
Fjalla-Eyvindur, incorreggibile fuorilegge del
XVIII secolo che proprio in questa regione
si rifugiò, garantendosi l’unica libertà di
guadagnarsi la sopravvivenza. Quando
immergiamo i nostri corpi indolenziti nella
pozza di acqua termale siamo invasi da una
piacevole sensazione di torpore e di ristoro,
comprendendo perché sia questa l’attività
preferita dai discendenti dei vichinghi.
Il Circolo d’Oro, il circuito turistico più
visitato d’Islanda, comprende la cascata
Gullfoss, i meravigliosi spruzzi d’acqua
di Geysir e Þingvellir che, secondo alcuni
storici, fu sede del primo parlamento
democratico al mondo. Tutto fantastico,
ma mai quanto l’idea di avere un tetto
sopra le nostre teste: approfittiamo infatti
dell’invito di cari amici che vivono da lungo

Per raggiungere l’Islanda con la propria VIABILITÀ


moto bisogna arrivare a Hirtshals, in Se i locali vi dicono che l’unica
Danimarca, da dove parte il traghetto vera strada asfaltata dell’isola è la
Norröna. La navigazione dura circa tre Hringvegur, non commettete l’errore
giorni. Se si ha la fortuna di avere un di affidarvi a cartine e navigatore ma
po’ di tempo in più si possono visitare credetegli senza indugio. Le strade
anche le Isole Fær Øer con una fermata secondarie possono essere asfaltate,
senza sovrapprezzo. L’alternativa è sterrate o catalogate come piste
prendere un aereo per Reykjavík e (contrassegnate dalla lettera F).
noleggiare una moto in loco. Prima di percorrerle è sempre
[Link] caldamente consigliato informarsi sulle
loro condizioni e sul meteo visitando
DORMIRE E MANGIARE l’aggiornatissimo sito dell’IRCA, l’ente
Campeggiare in Islanda può per la viabilità. La benzina costa
essere un’alternativa alle più care circa 1,5 euro al litro ed è facilmente
sistemazioni in hotel e B&B, che reperibile sulle strade principali.
permette di vivere a pieno contatto con Per esplorare le piste interne bisogna
la natura. Per farlo basta acquistare la garantirsi almeno 300 km di autonomia.
tessera Campingcard (circa 160 euro) [Link]
che offre la possibilità di pernottare
in coppia per 28 notti nei campeggi MONETA E TELEFONO
convenzionati, dotati tutti di servizi I pagamenti elettronici con carta e
igienici e docce calde, a volte di cucina telefono sono accettati pressoché
e spazi comuni. In ogni città si trovano ovunque e per qualsiasi bene, quindi
supermercati e, nei centri maggiori, non è indispensabile prelevare o tempo nella capitale più settentrionale
sono presenti i Vínbúðin, gli spacci cambiare contante. Può essere del globo, dirigendoci velocemente verso
statali per la rivendita di alcolici. utilizzata la scheda SIM con contratto Reykjavik. Dopo tanti giorni di statali prive di
Per un pranzo veloce, le stazioni di italiano per il roaming internazionale incolonnamenti, siamo quasi in difficoltà a
servizio sono dotate di ogni sorta di fino al limite previsto dal proprio muoverci nell’educatissimo traffico cittadino.
genere alimentare o piatto espresso. operatore. La connettività è ottima Soprattutto, possiamo finalmente assaporare
[Link] anche nelle zone più remote. un’ottima cena calda senza preoccuparci
che il vento ci porti via il piatto, per poi
sprofondare nel tepore di un vero letto.

74 OLTRECONFINE
ISLANDA
ATTRAVERSIAMO
TRATTI DI PIETRE
SMOSSE MENTRE
LA POVERA TRANSALP
CERCA DI CONVINCERSI
DI ESSERE ADATTA
AL FUORISTRADA

Profondo Ovest baia di Breiðafjörður che, dice la leggenda, I fiordi occidentali riassumono l’essenza
Jules Verne non avrebbe potuto scegliere un ospita l’altra cosa al mondo impossibile da selvaggia dell’isola. Da Hólmavík seguiamo
luogo più bello della penisola di Snæfellsnes contare oltre alle stelle del cielo, ovvero le la costa di Strandir lungo la sterrata che
per ambientare il prologo del suo romanzo isole situate nel suo largo canale. Il cielo costeggia le spiagge ricoperte di tronchi che
“Viaggio al centro della terra”. Vette vulcaniche, plumbeo e la strada bagnata esaltano i colori la corrente trascina qui dalle coste siberiane,
spiagge dorate e campi di lava fanno di dell’arcobaleno che attraversiamo mentre fino alla fabbrica abbondonata di Djupavik
questo lembo di terra un concentrato di salutiamo il Kirkjufell, particolare formazione che si erge davanti a una cascata che scende
tutto quello che l’Islanda può offrire. Il rocciosa che ricorda la cupola di una chiesa, e dalle pareti verticali del promontorio. La
villaggio di Stykkishólmur si affaccia sulla l’omonima cascata ai suoi piedi. strada avanza tra i fiordi e le dolci colline

OLTRECONFINE 75
OLTRECONFINE

[Link]/islanda-in-moto-transalp-700
Seguendo il link è possibile guardare il video relativo a questo articolo

ondulate prima di interrompersi bruscamente Dynjandi ci appare da lontano, aprendosi in


a Krossneslaug, dove scoviamo una vasca un ampio ventaglio dalla scarpata rocciosa
termale con vista oceano a cui è impossibile alta più di 100 metri. Con gli occhi pieni di
resistere. tanta bellezza non diamo peso al cartello che
Percorriamo l’intero periplo dell’Ísafjarðardjúp definisce “mountain gravel road” l’unica strada
seguendo il sottile nastro di asfalto che sfiora che abbiamo di fronte. Ci ritroviamo in un
le acque su cui si riflettono le vette innevate. Le gelido inferno: come se non bastassero i ripidi
insenature sono talmente piccole che sembra tornanti e il fondo scivoloso, siamo avvolti dalla
di seguire i denti di un pettine molto sottile. A nebbia che ostruisce la vista dei paletti che
Litlibær ci fermiamo a guardare le foche che si segnano la scarpata, mentre le raffiche di vento
crogiolano sugli scogli a pochi metri da noi. impediscono qualunque tentativo di guida sulle
Passata Ísafjörður, unico vero centro abitato pedane. Sotto secchiate d’acqua raggiungiamo
della zona, una sterrata si stacca dalla costa per la scogliera di Látrabjarg, che precipita in mare
oltrepassare i monti della penisola di Þingeyri. con un salto di 400 metri. È il luogo ideale per i
puffin, talmente a loro agio da farsi fotografare
a distanza ravvicinata. Malgrado le difficoltà
della strada, scendiamo anche sulla spiaggia di
Rauðisandur, ammaliati dalla sua sabbia ricca di
sfumature dal rosso al rosa.

Cambi di programma
Spinti dalla noia per essere rimasti bloccati
per due giorni tra tenda e spazi comuni
del piccolo campeggio di Patreksfjörður,
tentiamo di riprendere il nostro cammino
malgrado l’allerta meteo per il vento.
Paghiamo la decisione con un grosso
spavento nei pressi di Borganes dove le
raffiche, abbondantemente sopra i 100 km/h
spingono di continuo la moto fino al limite
della strada.
Col morale a pezzi, torniamo a casa dei
nostri amici a Reykjavík per poi esplorare
la penisola di Reykjanes, scrigno di tesori
spesso ignorati dai turisti. I fari di Garður

76 OLTRECONFINE
ISLANDA
Viaggiare in moto in due ci ha permesso negli nera e i faraglioni di Vik fanno da contraltare
anni di ricoprire ruoli e compiti precisi: posso al bianco dei ghiacciai del parco di Skaftafell.
guidare per giorni interi senza battere ciglio, ma Cammino per immortalare la cascata
se avessi bisogno di un calzino sarei in grado di Svartifoss che cade dalle colonne di basalto
smontare la moto senza trovarlo. Due settimane nero e sudo per piazzare la moto di fronte alla
in solitaria mi fanno capire tutto il lavoro che lingua di ghiaccio dello Svínafellsjökull.
Serena svolge ogni mattina prima della partenza Gli iceberg mi rapiscono il cuore nella laguna
e, soprattutto, di quanto nel nostro caso “la glaciale di Jökulsárlón e nella meno nota
e la scogliera di Valahnúkamöl varranno il felicità è reale solo se condivisa”, come scrisse Fjallsárlón: alcuni scorrono verso l’oceano
nostro breve soggiorno. Di fronte, sull’isola Christopher McCandless nei suoi diari. aperto, altri si fermano su quella che, non a
di Eldey, nel XIX secolo è stato avvistato (ed Immerso in questi pensieri, percorro la F26 caso, viene chiamata Diamond Beach. Lascio
eliminato) l’ultimo esemplare di alca impenne, e poi la F208 diretto al magico mondo delle scorrere gli ultimi tratti di Hringvegur lungo
l’unica specie di pinguino dell’emisfero che montagne colorate di Landmannalaugar. i fiordi dell’est prima di ritrovarmi a chiudere
ha resistito all’ultima glaciazione ma non Di tanto in tanto mi fermo a immortalare l’anello a Egilsstaðir dopo circa 4.000 km e un
all’uomo, che oggi lo ricorda con una statua. la povera Transalp che annaspa sui fondi mese di viaggio. Percorro a ritroso il passo che
A sera, una telefonata dall’Italia ci costringe sabbiosi di questo ennesimo deserto grigio. mi riporta a Seyðisfjörður, salutando questa
a cambiare bruscamente i nostri programmi Mi accompagnano cieli limpidi e una luce che terra dove ancora l’uomo può sentirsi indifeso
di viaggio. Serena tornerà in Italia perché lì c’è esalta l’arcobaleno e i prati da cui scendono di fronte alle forze della natura. Per noi il ricordo
bisogno di lei, mentre io continuerò da solo. le vorticose acque di Skógafoss. La spiaggia più bello di quest’isola.

OLTRECONFINE 77
OLTRECONFINE

78 OLTRECONFINE
STATI UNITI
STATI UNITI
BIANCO,
ROSSO E BLU
Non sono i colori della bandiera ma la neve,
le rocce e il cielo delle bellezze che hanno segnato
l’iconografia del girovagare in libertà.
Momenti di estasi naturalistica nei territori
degli Stati Uniti sudoccidentali.

DI LISA MORRIS FOTO JASON SPAFFORD

OLTRECONFINE 79
OLTRECONFINE

E
ntrare negli Stati Uniti dal confine ha viaggiato parecchio. Un mix eclettico che
di Tecate è stato più un’esperienza ci mostra la varietà del mondo, stravolgendo
da drive-thru di McDonald’s che non il solito ordine delle cose. Ripartiamo
la solita cacofonia di code caotiche ringraziando i nostri ospiti che ci hanno
che circonda le “fronteras” più gettonate, un calorosamente semplificato la conoscenza di
modo più morbido di lasciare l’ormai familiare questo fantomatico primo mondo.
approssimazione messicana per entrare nella
vita comoda e organizzata da primo mondo. Un giro da un milione di dollari
Un funzionario dell’immigrazione statunitense L’Arizona è il primo posto che visitiamo a
ci saluta formalmente alla barriera d’ingresso rivelarsi esattamente come lo immaginavamo:
con tanti educati “per favore” e “grazie” ma un paesaggio ampio e giallo costellato di
senza quei calorosi convenevoli a cui ci cactus. Mentre guidiamo lungo un nastro
siamo ormai abituati. Quando chiedo dove d’asfalto nel deserto roccioso, la luce del sole
siano gli uffici per l’importazione temporanea risplende obliqua su una distesa infinita di
delle moto, l’ufficiale mi guarda dritto negli nuvole bianche e soffici. Ci immergiamo senza
occhi dicendomi in tono rassicurante: «Non esitazione nelle bellezze del pietroso deserto di
si preoccupi signora, adesso è al sicuro». Sonora, non lontano dalla Gold Nugget Road
Dopo mesi di colorati contrasti, sana e salva subito fuori Quartzsite: imperdibile per gli
e tutt’altro che intimidita dalla vastità del amanti delle rocce e una mecca per i girovaghi
Messico, non riesco a capire il senso di queste in camper. Lasciamo le moto cariche dei nostri
parole. pochi averi insieme agli uccelli migratori a
In ogni caso, ci concediamo un breve assaggio quattro ruote e ci allontaniamo per godere in
di vita californiana, ospiti di una famiglia la gloriosa solitudine del sole che inizia la sua
cui cerchia di amici comprende una coppia discesa colorata. È un posto ricco di sorprese,
di coltivatori di marijuana terapeutica, l’Arizona, e una la troviamo quasi casualmente
un’olimpionica di windsurf e un francese che sulla nostra strada verso il Colorado: un

80 OLTRECONFINE
STATI UNITI
enorme buco di quasi due chilometri in mezzo
al deserto settentrionale. Meteor Crater merita
una visita improvvisata, a maggior ragione se
diventa una caccia al tesoro alla ricerca delle
piste fuoristrada che portano gratuitamente
alla voragine. Ciliegina sulla torta, un paio di
baracche diroccate che aggiungono fascino
all’esplorazione.
L’antipasto ci ha fatto venire appetito, così
non riusciamo a resistere al richiamo del
Colorado che ci chiama come api al miele.
Attraversiamo foreste di pioppi dense di foglie
color dello zolfo e, seguendo la Highway 550,
raggiungiamo in un attimo le aree più fredde,
dirigendoci nel paesaggio innevato verso
Silverton.
Come dei pivelli abbiamo lasciato
l’abbigliamento termico in Arizona e ora
siamo presi alla sprovvista da questo freddo
che ci morde le ossa. A ogni respiro, l’alito
mulinella indeciso per poi condensarsi sulla
visiera, appannandola sotto un sole che brilla
anemico e ingannevole attraverso un velo di
nuvole. Inizia a cadere neve leggera, poco più
densa dell’aria stessa, che presto si coagula in
grossi candidi fiocchi. In preda ai brividi, non
mi resta che accostare e riscaldare le mani
sul motore della F650 GS. Un buon momento
per osservare la vastità del paesaggio e
le montagne vestite di alberi e ricoperte di
neve che rendono la Million Dollar Highway
uno spettacolo di colori. Un raro momento

OLTRECONFINE 81
OLTRECONFINE

di bellezza spopolata che subito attenua la


morsa del freddo.
Riusciamo ad acclimatarci il giorno dopo, tra
gli alti pini ricoperti da uno spesso manto di
neve scintillante al sole. La vista dal passo
Monarch sulle Montagne Rocciose è una
sorpresa inaspettata: siamo in ottobre ma,
da qualunque parte si guardi, le montagne
sono ricoperte fino a metà da soffici fasce
bianche che proseguono sui sempreverdi. La
vita rallenta nei climi più freddi, trasformandoli
in una sorta di paese delle meraviglie capace
di togliere il fiato. Proprio ciò di cui l’anima ha
bisogno di tanto in tanto. Anche se a vederla
non sembra, Pearl — la mia piccola BMW —
infonde sicurezza su questa strada a tratti
gelata, con un portamento fermo e stabile che
mi infervora al punto tale da cucire traiettorie
precise sui tornanti del passo senza alcuna
tensione.

Giro di boa
Da Denver inizia il ritorno verso ovest lungo
la I-70, il cui asfalto impeccabile ci permette
di percorrere in un baleno i 580 km che ci
separano da Moab. Già che ci troviamo,
sarebbe un sacrilegio non approfittare delle

82 OLTRECONFINE
STATI UNITI
bellezze dello Utah. Il Delicate Arch è solo uno
dei tanti archi di pietra nell’est della nazione
ma, camminando fino a questa meraviglia di
roccia rossa, il batticuore è inevitabile e non
solo per la lunga camminata in salita.
L’Arches National Park, a soli sette chilometri
da Moab, è uno strano mondo di rocce
giganti dove riempire gli occhi e il cuore
di pietroni in bilico, pinnacoli e crepe che
creano un ambiente di forme bizzarre quanto
sorprendenti, i cui rossi radiosi, ruggine
e ocra si stagliano netti contro il cielo blu
incontaminato. In alcuni punti le faglie
mettono in mostra milioni di anni di storia della
Terra, dando corpo a uno straordinario libro di
geologia dal vero. Ma non c’è solo roccia qui:
quando il cuore ritorna a ritmi più normali ed
entriamo in modalità meditativa, intravediamo

OLTRECONFINE 83
OLTRECONFINE

DA QUALUNQUE PARTE SI GUARDI, LE MONTAGNE


SONO RICOPERTE FINO A METÀ DA SOFFICI FASCE BIANCHE
CHE PROSEGUONO SUI SEMPREVERDI

84 OLTRECONFINE
Denver

STATI UNITI
Arches
National
Canyonlands Park
National Park Passo Monarch
Million
Monument Dollar
Valley Tribal Park Highway
Visitor Center

Meteor Crater

Joshua Tree
National
Park
STATI UNITI
Quartzsite

Tecate

[Link]/roadbook22-stati-uniti
A questo indirizzo è disponibile il percorso relativo
all’articolo. È consultabile online e scaricabile per
il proprio navigatore satellitare o dispositivo GPS.

OLTRECONFINE 85
OLTRECONFINE

uno scoiattolo delle rocce che, disturbato da


alcuni visitatori, sgattaiola via scomparendo
in un baleno. Un altro, con agilità da ninja,
si catapulta appallottolandosi da un albero
all’altro per scomparire anche lui.
Non sazi di paesaggi ipnotici scolpiti
nell’arenaria finiamo al Canyonlands National
Park, nel sudest dello Utah, dove veniamo
ancora una volta catturati dalle forme
intriganti delle rocce. Il parco conserva
innumerevoli canyon, altipiani e colline
attraversati e scolpiti dal fiume Colorado e dai
suoi affluenti. Seduta sul bordo di una conca
a picco sul baratro non mi resta che rimanere
a bocca aperta, godendomi la sensazione di
stare sulle pagine di National Geographic.
A ogni angolo del Canyonland si aprono
panorami impressionanti in cui i giganteschi
archi naturali in pietra custodiscono e
nascondono petroglifi tracciati dagli
antichi nativi. E la vista si fa ancora più
impressionante se ammirata dal margine
di pareti alte quasi 600 metri. Tra i tanti
percorsi sterrati, il più conosciuto è lo Shafer
Trail, una pista di trenta chilometri capace di
ridimensionare anche gli ego più esuberanti.
Naturalmente non potevamo perdercela,
stringendo con una certa preoccupazione
le ginocchia al serbatoio. Nonostante le

86 OLTRECONFINE
STATI UNITI
numerose scodate siamo riusciti a non
ribaltarci sul suo fondo sciolto che impone
una guida attenta e rispettosa dei propri limiti.
Tremante di fatica — e anche per la paura
— ringrazio l’adrenalina che mi tiene reattiva
mentre raduno le ultime forze per arrivare alla
fine della pista.
Nonostante il pomeriggio mite, il vento
soffia forte quando il sole inizia a scendere,
martellando con la sua luce dorata le pareti
rocciose che scivolano in un mare di oscurità
violacea. Danziamo in estasi in cima al
sentiero, nel vuoto lasciato dai turisti andati
via, immersi nella luce accesa e senza calore
del tardo pomeriggio.

Se Giove guarda Venere


Al confine tra Utah e Arizona troviamo un altro
gruppo di imponenti contrafforti e guglie di
arenaria, anch’esso parte dell’altopiano del

OLTRECONFINE 87
OLTRECONFINE

DA SAPERE
PRIMA DI
PARTIRE
DOCUMENTI
Passaporto con almeno sei mesi
di validità residua, autorizzazione
elettronica ESTA per turismo
(validità due anni, consente ingressi
multipli della durata massima
di 90 giorni). La patente italiana
è riconosciuta per guidare e
noleggiare veicoli, ma è consigliabile
munirsi di patente internazionale
conforme alla Convenzione di
Ginevra del 1949.

DORMIRE
È possibile pernottare nei parchi
nazionali americani previa
prenotazione. In particolare nei
mesi estivi, si consiglia di prenotare
con largo anticipo perché i posti
sono limitati e si esauriscono
rapidamente. Negli stati interessati
dall’articolo, sono presenti aree di
campeggio libero gratuite, facilmente
rintracciabili sul sito iOverlander.
com e con l’omonima app per
smartphone. Per informazioni,
prenotazioni e attività all’interno dei
parchi nazionali visitare il sito web
ufficiale del National Park Service.
[Link]

NORME DI COMPORTAMENTO
Nei negozi al prezzo di vendita
esposto sulla merce vengono
aggiunte le imposte al momento
del pagamento. Nei ristoranti
è uso comune lasciare una mancia
dal 10% al 20%.

88 OLTRECONFINE
STATI UNITI
Colorado. La Monument Valley è perfetta per
chi ha brama di divorare coi propri tasselli la
sabbia rossa del deserto. Questo parco dalla
bellezza iconica fa parte della Navajo Nation
Reservation e perciò ospita al suo interno
una tribù di nativi americani. Incantati dalla
maestosità delle mesa, le grandi torri di roccia
rossastra circondate alla base da detriti,
osserviamo il cielo mutevole del tramonto
lasciare il posto a una notte più nera del nero,
illuminata squisitamente da Giove che guarda
Venere.
Concludiamo nel parco nazionale di Joshua
Tree il nostro giro, decisamente improntato
alla geologia, degli Stati Uniti sudoccidentali.
Il parco, definito da cumuli di massi impilati
e imponenti pareti di granito, nasce dalla
convergenza tra l’altopiano del Colorado
e il deserto del Mojave, che si fondono in
un paesaggio adornato di flora spinosa e
popolato da una fauna resistente e varia.
Queste meraviglie del deserto continuano a
fare semplicemente il loro lavoro, adattandosi
al sole implacabile e alla poca acqua che
fanno oscillare le temperature da -18 a oltre 50
gradi. Da non abitante del deserto mi chiedo
come facciano gli umani a sopravvivere in
questo territorio così estremo: conosceranno
di certo l’esatta posizione di ogni sorgente,
forse si rifugiano sottoterra quando il sole è a
picco. Qualunque cosa facciano per garantirsi
la sopravvivenza, a me basta sapere che la
mia anima si nutre della bellezza di posti così
singolari.

OLTRECONFINE 89
ABBIGLIAMENTO & ACCESSORI

PALLONI GONFIATI
Quelli tra noi più avanti con gli anni, ricorderanno bene che fino a una trentina di anni fa il casco non era obbligatorio e
anche l’abbigliamento tecnico da moto era poco diffuso e utilizzato. Niente paraschiena e poche protezioni specifiche.
A ripensarci ora vengono i brividi, nessuno si sognerebbe di viaggiare in moto così esposto ai rischi della strada.
Secondo lo stesso principio, è probabile che tra qualche anno l’idea di andare in moto senza indossare un airbag possa
sembrare una vera pazzia (magari diventerà anche illegale). L’ultima edizione della Dakar da poco conclusa, ad esempio,
è stata la prima ad introdurre l’obbligo di utilizzo di questo dispositivo di sicurezza da regolamento.
Tra quelli presenti sul mercato, possiamo distinguere due principali tipologie: gli airbag a cavo, che utilizzano un’attivazione
meccanica, e quelli elettronici, il cui azionamento è governato da una centralina che tramite un algoritmo complesso
interpreta i dati di giroscopi, accelerometri e GPS.
Un dato interessante da tenere in considerazione è il confronto con i classici paraschiena: mentre questi ultimi
sfruttano la distribuzione della forza di impatto per proteggerci, il sistema airbag assorbe questa forza,
smorzandola e riuscendo in definitiva a proteggere anche fino a venti volte di più.
Sul mercato ci sono già diversi produttori che offrono degli ottimi sistemi airbag.
Di seguito vi proponiamo una selezione che potrà aiutarvi
nella scelta di questo accessorio.

ALPINESTARS TECH-AIR 5
Un gilet airbag sottile e autonomo che può essere indossato sotto
DAINESE SMART JACKET
qualsiasi giacca in tessuto o qualsiasi giacca di pelle che abbia
Il giubbino con sistema airbag di Dainese può essere indossato sopra o almeno 4 cm di spazio intorno alla circonferenza del petto.
sotto qualsiasi giacca e outfit e non richiede un collegamento meccanico Offre protezione alla parte superiore del corpo coprendo le spalle,
alla moto per l’attivazione. Sviluppato in oltre 25 anni di ricerca e test il petto, le costole e tutta la schiena del pilota.
su strada e in pista, l’algoritmo di Smart Jacket monitora 1.000 volte È dotato di un sistema elettronico attivo con sei sensori integrati
al secondo i dati di accelerometro, giroscopio e GPS per capire cosa (tre giroscopi e tre accelerometri) e un algoritmo, sviluppato in anni di
succede intorno al motociclista e si attiva solo quando necessario: ricerca, sfrutta l’intelligenza artificiale per monitorare accuratamente
in caso di scivolata, disarcionamento, impatto con un oggetto o altro quando dispiegare l’airbag in caso di incidente. Il tutto in un tempo
veicolo e tamponamento. È realizzato in due versioni specifiche massimo di gonfiaggio da 20 a 40 ms a seconda della taglia.
per uomo e per donna ed è disponibile nelle taglie da XS a 2XL. È disponibile nelle taglie da XS a 4XL.
Prezzo: 599,95 euro Prezzo: 649,95 euro

90 ABBIGLIAMENTO & ACCESSORI


AIRBAG
SPIDI AIR DPS MOTOAIRBAG MAB V3
Il gilet ad attivazione tramite cavo collegato alla moto di Spidi, Gilet completo di due sistemi airbag (uno anteriore e uno posteriore)
garantisce l’apertura dell’airbag in qualsiasi situazione di caduta sincronizzati. In base al tipo d’impatto, viene anticipata l’attivazione del
con allontanamento dal mezzo. Un cuscino da 26 litri avvolge sistema airbag che deve intervenire per primo. Il sistema meccanico
il busto e il collo del pilota, proteggendo schiena, fianchi, torace e, Fast Lock in dotazione, riconosce in meno di 5 millisecondi la necessità
in particolar modo, l’area cervicale. Il sistema DPS pesa solamente di attivazione del sistema che gonfia un airbag da 25 litri
1,070 kg e può essere indossato su qualsiasi tipo in 80 millisecondi. Lateralmente è dotato di una cerniera per passare
di giacca. È disponibile nelle taglie M, L e XL. da una taglia all’altra e di regolazioni per adattarsi alle diverse giacche.
Prezzo: 599,90 euro Il MAB v3 è disponibile nelle taglie S/M, L/XL E 2XL/3XL.
Prezzo: 599 euro

HELD AIR VEST II IXON IX-AIRBAG U03


Il sistema Airbag di Held, integrato in un gilet, sfrutta l’attivazione Da indossare sotto qualsiasi giacca da moto che consenta
meccanica per proteggere schiena, nuca, costole, petto, clavicole lo spazio per il gonfiaggio, l’airbag di IXON protegge il torace,
e coccige. È realizzato in tessuto elastico, altamente traspirante, l’addome, la colonna vertebrale, le vertebre cervicali e le
con colletto morbido e dorso amovibile per essere indossato clavicole. L’attivazione è elettronica, gestita da un algoritmo
anche sopra le tute in pelle con la gobba. Si apre completamente collaudato negli anni anche da piloti di MotoGP, non richiede
entro 0,1 secondi e dopo la sua attivazione, basterà sostituire la né cavi né sensori sulla moto, e avviene in 33 ms, mentre
capsula ad aria compressa per ripristinare il sistema. il gonfiaggio richiede 22 ms. Il peso complessivo è di 1,3 kg
È disponibile nelle taglie da S a XL e nelle taglie forti B-L, B-XL. ed è disponibile nelle taglie dalla XS alla 2XL.
Prezzo: 649,95 euro Prezzo: 399,99 euro

ABBIGLIAMENTO & ACCESSORI 91


SOGNATORI E VIAGGIATORI

STORIE DALLA DAKAR

92 SOGNATORI E VIAGGIATORI
DAKAR
IL DESERTO È L’IDEA CHE CE NE FACCIAMO.
LO SOGNIAMO, LO PENSIAMO, LO DESIDERIAMO, LO ABBELLIAMO E UN GIORNO
FINALMENTE LO SCOPRIAMO E NON SAPPIAMO PIÙ COSA PENSARE NÉ DIRE.
CI INTIMIDISCE, OBBLIGANDOCI AL SILENZIO, A UNA GRANDE UMILTÀ.
TAHAR BEN JELLOUN

SOGNATORI E VIAGGIATORI 93
SOGNATORI E VIAGGIATORI

CONTUSO E FELICE
Alla Dakar si partecipa per arrivare alla fine, ma anche concludere con
un ritiro può considerarsi un successo, soprattutto se si è alla prima volta.
La nostra intervista a Lorenzo Piolini: acciaccato, soddisfatto
e neanche lontanamente sazio di avventura.

DI ANTONIO FEMIA

94 SOGNATORI E VIAGGIATORI
LORENZO PIOLINI
LORENZO PIOLINI
P
iolini appartiene alla categoria
non ufficiale dei cosiddetti rookie,
ovvero coloro che per la prima
volta affrontano una sfida. È un
novizio che ci sta a cuore per la
sua particolarità: da motoviaggiatore ramingo,
Lorenzo scopre di avere una propensione alla
velocità e di poter realizzare il suo sogno, che
non è fare il pilota ma partecipare alla Dakar.
Dopo una preparazione di circa tre anni, il
sogno si concretizza: alla partenza dell’edizione
2021 c’è anche lui col numero 93. Una brutta
caduta durante la quinta tappa lo ha costretto
al ritiro ma non ha fiaccato il suo stoicismo da
viaggiatore avvezzo agli imprevisti. Gli abbiamo
chiesto com’è andata e quali sono i suoi
programmi per il futuro.

Prima della partenza ci dicevi di non sapere


cosa aspettarti. Iniziamo con un domandone a
bruciapelo: cos’è che hai trovato alla Dakar?
Potrei parlare per ore della bellezza di far parte
del bivacco più importante e meglio organizzato vivere serenamente la gara. E ringrazio anche punto di vista di procedure e burocrazia varia.
al mondo, dell’emozione di trovarsi all’alba tutta la banda degli italiani che, in quanto a Il fatto di essere un rookie incide stranamente
sulla linea di partenza insieme ai propri idoli, valore umano, non si smentiscono mai: Tiziano poco, forse perché non ci sono inesperti o
protagonista di scene viste solo in televisione. Internò, Maurizio Gerini, Francesca Gasperi e debuttanti in senso letterale. I partecipanti
Tutto ciò passa in secondo piano davanti alla Francesco Catanese in particolare mi hanno conoscono bene le dinamiche di un rally di
sensazione di far parte della famiglia dei rallisti, sopportato più di tutti. livello mondiale: che sia la tua prima Dakar o
in generale e ancor più dei dakariani: piloti, la seconda non interessa a nessuno se non ai
meccanici, amici con cui ho condiviso ogni Immaginiamo che avere a che fare con diretti interessati.
secondo di quei giorni. Si dice che non è mai la crema dei piloti da rally, in buona parte Spesso infatti sia io che Tiziano (l’altro rookie
bene conoscere i propri eroi, ma in questo caso veterani, possa mettere un po’ di soggezione, italiano) sottolineavamo il fatto che fosse la
ho avuto la calda sensazione di trovarmi nella ma in premio c’è l’eccitazione della prima volta. nostra prima partecipazione. Come dire: «Oh
mia dimensione. In una parola: una famiglia. Come ci si sente a partecipare da rookie? raga, siamo alla Dakar, vi rendete conto?»
Ci tengo perciò a ringraziare particolarmente la La sensazione di far parte di questo grande circo Se essere rookie cambia poco la vita quotidiana
mia assistenza del Team Pedrega che, oltre al è unica e impagabile, soprattutto per il fatto di rispetto ai veterani, altro discorso vale per i
servizio tecnico ineccepibile, mi ha permesso di essere trattato da pilota vero sia in gara sia dal piloti ufficiali che, scesi dalla moto, spariscono

SOGNATORI E VIAGGIATORI 95
SOGNATORI E VIAGGIATORI
nei meandri dei loro camper fino alla partenza
successiva.

Il racconto popolare vuole che tra i


partecipanti ci sia uno spirito di solidarietà più
forte della competizione. È così o si tratta di
una leggenda romantica? Com’è stato il tuo
rapporto con gli altri concorrenti?
È tutto vero. Lo spirito che accomuna i piloti
della Dakar è unico e, non mi stancherò mai
di dirlo, è un vero e proprio stile di vita. Basti

confusione, soprattutto all’inizio. Continuavo


a chiedermi se stessi viaggiando oppure
correndo. Scegliere tra “testa bassa e gas a
martello” oppure “ma che bel panorama, sto
vivendo il sogno“ è stato l’interrogativo più
difficile e la più grande lezione di cui tenere
conto per la prossima edizione.
Nella seconda tappa, cioè appena vista la
sabbia, la mia parte “pilotesca” ha preso il
sopravvento: d’altronde sei alla Dakar, su una
vera moto da rally, in mezzo alle dune adorate.
Che fai, dosi il gas? Io non ci sono riuscito. Ho
dato tutto nei primi cento chilometri, stavo alla
grande e non mi sembrava vero. Così, dopo il
rifornimento, altri cento e rotti chilometri a testa
pensare che è l’unica gara di livello mondiale italiani sono diversi e si vede sempre, quindi bassa in cui iniziavo a vedere piloti con numeri
dove il 90% dei partecipanti non corre per anche alla Dakar. A parte questo, noi latini davvero bassi. Tutto benissimo ma iniziavo a
vincere ma per viverla. Con queste premesse, (più che italiani) abbiamo un modo di fare e di sentire la stanchezza e, dopo altri cinquanta
è chiaro che lo spirito è di pura fratellanza e prendere le cose che poco ha a che vedere con chilometri a cannone, avevo quasi il fiatone.
condivisione come avviene in tutto il mondo dei gli altri popoli europei. Una cosa che si nota Fatti due conti mi sono reso conto di essere a
rally raid. Però è una bella sensazione trovare chiaramente al bivacco quando, scesi dalla metà della speciale ovvero, includendo l’infinito
la stessa fortissima solidarietà anche nel non- moto, si chiacchiera condividendo fatiche e trasferimento finale, a un terzo della tappa. Ho
plus-ultra dei rally. gioie della giornata. mollato parecchio il gas per trascinarmi alla fine,
Ho avuto uno splendido rapporto con tutti i Come piloti in senso stretto non ci sono soffrendo non poco. Troppo per essere solo al
piloti – naturalmente gli italiani per primi – e differenze: una volta allacciato il casco, non secondo giorno.
avrò fatto amicizia con gente di almeno una esistono più nazionalità o culture perché il Alla terza tappa ho trovato il mio ritmo, ovvero
ventina di Paesi diversi. Avendo poi un team denominatore comune è quella pulsione umana partire al 70% del mio potenziale e mantenendo
di assistenza spagnolo, particolarmente che ci spinge a superare i limiti e sfidare sé lo stesso passo fino alla fine, incluso qualche
festaiolo e ben voluto, ho approfittato di varie stessi. tirone dove sapevo di potermi esprimere senza
conoscenze e scambi culturali inaspettati, troppa fatica, cioè sulle dune. Così la tappa
in particolare durante le cene sotto il nostro Da viaggiatore sognavi di fare la Dakar, più che è passata molto più velocemente, mi sono
tendalino, che hanno sempre riscosso un certo il pilota. Mentre eri lì a mediare tra manetta divertito per tutto il percorso, non ne sono
successo. aperta e indicazioni del road book, sei riuscito uscito fresco ma, almeno, non ero finito. Così mi
a sentire lo spirito dei luoghi che attraversavi sono anche goduto di più i luoghi attraversati
Hai notato differenze di atteggiamento o di o il pilota ha avuto la meglio sul ramingo? Ti ma, in ogni caso, dietro a un road book rimane
attitudine tra i piloti italiani e quelli di altre immaginiamo a masticare sabbia, rapito in poco del “ramingo”. È sicuramente fantastico
nazionalità? una sorta di trance veloce… correre in terre affascinanti ma rimane una gara
Certo che sì. Da viaggiatore rispondo che gli In effetti ho avuto parecchi momenti di e lo spirito è completamente diverso.

96 SOGNATORI E VIAGGIATORI
LORENZO PIOLINI

Devi capire come gestire l’emotività


e la strategia. Infatti è il ritmo tenuto
quotidianamente a sancire la quantità di ore di
riposo: prima arrivi al bivacco, più tempo hai per
dormire e sistemare la moto, più fresco parti
il giorno dopo; al contrario, se arrivi tardi sarai
meno spossato dalla giornata, ma difficilmente
recupererai bene prima della tappa successiva.
Un aspetto da pianificare attentamente in base
alla difficoltà e alla lunghezza delle tappe.

SOGNATORI E VIAGGIATORI 97
SOGNATORI E VIAGGIATORI

Bisogna capire
come gestire l’emotività
e la strategia

Uno dei tuoi timori era legato al tuo peso


piuma e al fatto di non avere “riserve di
energia”. Com’è andata da questo punto di
vista? Ha a che fare con l’incidente che ti è
costato il ritiro?
Sì, visto il mio possente fisico, temevo di avere
problemi con lo scarso apporto energetico,
dato che se non mangio ogni due ore svengo
e di pause pranzo non ne ho viste. Contro ogni
pronostico, da quel punto di vista è andata bene
essendomi allenato meglio di quanto pensassi,
cosa di cui ringrazio Oscar Polli. Tant’è vero che
il problema è diventato un altro. L’idea iniziale
era di cercare di finire la gara, arrivando ore e ore
dopo l’ultimo e arrancare fischiettando fino al Riguardo all’incidente, il fisico non c’entra. entro a capofitto nel letto roccioso di un fiume
traguardo. Tra tutte le cause di abbandono che potevo mentre la polvere alzata dagli altri si fa sempre
Il mio fisico era più che sufficiente a quello immaginare quella maledetta roccia non era più fitta, tanto da non vedere neanche più il
scopo e, anzi, mi son trovato così a mio agio proprio prevista. road book. Forte delle mie presunte abilità
che ho iniziato a divertirmi e a dare un pelino enduristiche e delle prestazioni del mio mezzo,
di gas, alzando pian piano l’asticella. La dura Raccontaci com’è andata. Cos’hai pensato apro il gas per uscire velocemente dal caos
realtà è che a quei ritmi il giochino cambia e il e provato sul momento e quando ti hanno cieco e… sbadabam!
peso piuma a quel punto non basta più perché, riportato al bivacco? Un botto pazzesco, mi sento letteralmente
arrivato a metà speciale, dovevo mollare e Avendo il giorno prima saltato un waypoint esplodere. Ricordo solo uno strattone, poi il
subire fino alla fine. È parecchio frustrante. Mi per la stanchezza, alla partenza della quinta dubbio di non essere più sulla moto e di aver
piacerebbe allenarmi di più fisicamente in vista speciale mi sono ritrovato una ventina di pensato «No, veramente?» Ho solo tre flash:
dell’anno prossimo, in modo da poter guidare posizioni indietro. Per recuperare, ho fatto i primo, dalla nube emerge una pietraia e io ci
come piace a me non solo per le prime tre ore. primi dieci chilometri a martello perché sapevo finisco di faccia; secondo: una centrifuga di
Sono contento di come sia andata dal punto di che sarebbero arrivate le dune: volevo liberarmi sassi e cielo che finisce col numero 93 del
vista atletico: diciamo che ho perlomeno capito del gruppetto per poi giocare sulla sabbia. Con serbatoio posteriore in faccia; poi la calma più
di potercela fare, ma non ancora come vorrei. davanti l’ultimo trenino di moto da superare, terrificante e irreale mai provata in vita mia.

98 SOGNATORI E VIAGGIATORI
LORENZO PIOLINI
Sdraiato nel silenzio totale, sento bruciare
dappertutto, chiedendomi se davvero ho fatto
il botto alla Dakar: possibile, proprio io?
Dopo un tempo indefinito per trovare il
coraggio, inizio piano piano a muovere gli arti
partendo dai piedi. Tutto sembra funzionare
e mi sento tornare in vita. Non ho ancora
capito bene cosa sia successo, ma mi sento
rincuorato dallo stare in piedi. Poi mi ricordo
del mio cavallo bianco, atterrato a una decina
di metri da me e, mentre mi avvicino, si fa
strada l’orribile dubbio che sia finita.
La moto non è intera ma può andare avanti.
Quando la rialzo, arriva il primo brutto segnale: un
crac all’altezza delle spalle e un dolore lancinante
nel rialzarla, qualcosa che sporge dalle parti della
clavicola. Fa male ovunque ma, d’istinto, mi tiro
due pugni sul petto che per assurdo sembrano
funzionare (scopriremo poi che quel pugno ha
ridotto la lussazione della clavicola sinistra).
Dolore a parte, la moto non gira a destra, il
manubrio a sinistra è piegato di circa 90 gradi
e guidarla sbilenca proprio dal lato della caduta
non è affatto comodo, ma non mi arrendo.
Non avendo più alcuna strumentazione, mi
infilo in un trenino di moto e trascorro una
mezz’ora in cui mi illudo di non stare poi così
male, abituandomi alla moto storta e pensando
seriamente di poter finire la speciale. La vera
preoccupazione è la distanza: sono caduto al
km 13 della tappa più lunga della gara. Cerco
di non pensare a questo tarlo, che zittisco con
una gran quantità di imprecazioni. Continuo
per una cinquantina di chilometri al ritmo dei
piloti a fondo classifica, che è sufficiente per

SOGNATORI E VIAGGIATORI 99
SOGNATORI E VIAGGIATORI

SULLA STRADA PER LA DAKAR

Citando l’adagio, le vie per arrivare alla Dakar sono infinite. Nel caso di Piolini l’illuminazione
è giunta per le vie del mondo, come ci aveva raccontato nell’intervista che abbiamo
pubblicato prima della partenza per l’Arabia Saudita. Potete leggerla al
link di seguito per saperne di più sulla storia di Lorenzo e sulla lunga
preparazione per affrontare la sua prima Dakar.

[Link]/lorenzo-piolini-un-ramingo-in-moto-alla-dakar-2021

soffrire su ogni sasso e dover stringere spesso


i muscoli ma non tanto da distrarmi per la
concentrazione.
Manca tantissimo e il dolore aumenta man
mano che mi raffreddo e l’adrenalina cala:
è chiaro c’è qualcosa di rotto e anche la
mano non riesce a tenere il gas. L’ombra
nera del ritiro si fa strada nei pensieri: posto
di riuscire a non cadere di nuovo, arriverei
a notte fonda con le ossa rotte e la moto
distrutta. Non sono arrabbiato o deluso da
me stesso, ma scoppio a piangere nel casco
e decido: la mia Dakar è finita.
Rimane da capire che fare: nel nulla,
senza strumenti e a 50 chilometri dalla
neutralizzazione della tappa, l’orgoglio mi
impedisce di azionare il tasto che nessuno
vorrebbe schiacciare e che sancisce
l’abbandono ufficiale. Ci riprovo ancora,
trotterellando e perdendomi fin quando non
arrivano le auto che inizio a seguire, arrancando
fino a neutralizzare il km 120. Vedendomi
arrivare, il personale medico mi fa segno di
accostare chiedendomi di scendere e togliere
il casco. Sono preoccupati e non fanno altro

100 SOGNATORI E VIAGGIATORI


LORENZO PIOLINI
a posto con la coscienza. Mi avrebbe senza
dubbio fatto piacere finire la gara, ma sono
contentissimo ugualmente. Ho trovato quello
UN ISTANTE A CUI DEDICHI LA VITA, che cercavo e provato emozioni insperate,
senza contare le decine di flash indelebili che
PER CUI VALE TUTTO E IL RESTO NON CONTA mi porto nella memoria: guidare a stecca in un
plateau in sesta piena col culo sul parafango
posteriore; attraversare canyon che nemmeno
Willy il Coyote, facendo tuonare i limitatori
che ancora mi rimbombano nei sogni.
Per non parlare di quella duna che ti viene
particolarmente bene, salti e senti un fuori
giri che solo tu, “Toby” e altri 150 malandrini
al mondo hanno sentito e… mi fermo qui
altrimenti mi surriscaldo!
È veramente difficile spiegare quei momenti,
ma è tutto lì! Vivo per quel preciso brivido, che
quasi non esiste, eppure è tutto. Un istante a
cui dedichi la vita, per cui vale tutto e il resto

che chiedermi che giorno è, come mi chiamo,


se mi ricordo tutto. Brutto segno che mi dà la
conferma definitiva che per me è finita. Vengo
visitato, medicato, imbottito di antidolorifici e
piazzato sul camion di emergenza. Quando gli
antidolorifici fanno effetto, provo a rialzarmi
convinto di poter continuare ma svengo per il
dolore. Non sono in condizioni di viaggiare su dakariana” che mi aspetta con ansia. non conta. È ciò che ti può uccidere e l’unica
strada perciò, in meno di dieci minuti, arriva Sono quasi stupito di aver preso il ritiro con cosa per cui morire, un istante capace di
l’elicottero che mi porta in una base dove filosofia, ma sto bene e ho dato il massimo scuoterti l’anima e cambiarti la vita. Morale:
vengo accolto da una schiera di militari in alta che potevo: il mio sogno l’ho realizzato il 2 sì, tornerò di certo. Ho trovato il mio mondo,
uniforme e dai medici dell’organizzazione, su gennaio salendo sul podio della Dakar, la più la mia gente e non ci rinuncerò. Sto cercando
una pista con jet-ambulanza pronto al decollo. I forte emozione della mia vita. C’ero e me la di recuperare al più presto e riprendere gli
medici, di grande professionalità e umanità, mi sono goduta. Può andare bene o male, durare allenamenti più deciso di prima. Ho imparato
comunicano che non ho subito danni alla testa tre giorni o dodici. Quest’anno sono stati cinque molto nel poco tempo che è durata, ma farò
né agli organi, ma di aver vinto tre costole rotte, giorni, il prossimo saranno dodici. Poco importa. tesoro di ogni lezione per l’edizione 2022. Non
una clavicola lussata e i legamenti della mano L’ho già detto che per me la Dakar non è una voglio nemmeno pensare alla mole di lavoro
destra lacerati. Non c’è fretta, perciò vengo gara ma uno stile di vita? che dovrò affrontare per rimettere in piedi il
sedato con oppiacei pesantissimi e dormo progetto, ma non mi scoraggio.
per qualche ora prima di essere caricato in Premesso che, per noi, il solo fatto di aver Se non doveste più sentir parlare di me,
aereo e portato al bivacco successivo. Qui altri partecipato equivale a una vittoria, qual è il tuo vorrà dire che gli sponsor mi hanno tagliato
controlli, radiografie, ecografie, una seduta bilancio di questa prima volta? Parteciperai i fondi, Caravanserraglio è ancora chiuso
di fisioterapia e la consegna dei farmaci ancora? e che la conseguente rapina in banca è
per i giorni successivi. Alle otto della sera Immodestamente, dico che sono d’accordo. andata male. In caso contrario, ci vediamo
posso finalmente tornare alla mia “famiglia Ovviamente scherzo, ma mi sento davvero alla Dakar 2022.

SOGNATORI E VIAGGIATORI 101


SOGNATORI E VIAGGIATORI

LE MILLE
E UNA DAKAR
Il freddo: pungente e fastidioso
tanto da sfiancare il fisico nei trasferimenti
più lunghi, nel buio della sera, a fine speciale.
Di tutte le difficoltà ben pochi avrebbero
immaginato che questa poteva essere
la più sofferta dal pilota che, con certezza
quasi assoluta, vanta il più ampio e longevo
curriculum agonistico della Dakar.

P
resente a 26 edizioni della maratona volte secondo nell’88 e 89 sempre sul mono
del deserto, debuttante 36 anni fa dei tre diapason, quattordici volte al via della
tra le dune del Ténéré, Franco Picco gara in sella a una moto, una volta in quad,
di partenze all’alba e arrivi illuminati oltre a dodici presenze tra auto e camion,
dai fari ne ha visti davvero tanti, ma questa Picco ha corso la gara nei tre continenti
volta ha patito particolarmente le basse affrontando la sfida dai tempi dei pionieri
temperature, mentre sembra davvero essersi lungo le piste africane quando era pilota
giostrato in tutto il resto con tranquillità e ufficiale ad altissimo livello, passando poi alla
saggezza da vero senatore in quella sfida Dakar sudamericana da privato degli anni più
chiamata Dakar, che dal 3 al 15 gennaio recenti, e oggi in Arabia Saudita.
scorso ha scelto ancora l’Arabia Saudita Quest’ultima però è stata indubbiamente
come teatro per la sua quarantatreesima un suo capolavoro di esperienza e tenacia,
edizione. percepito e raccontato dai suoi numerosi
È stata un’impresa epica per il dakariano di fan e dai media con grande calore e
Sovizzo che, con questa sua partecipazione partecipazione. A casa, suo fratello Riccardo
a 65 anni compiuti il 4 ottobre scorso, scrive che abita con la famiglia nella porta accanto,
un altro capitolo indimenticabile della “sua” racconta che per ricordare tanta popolarità,
Dakar: terzo al debutto nel lontano 1985 in con gli amici che telefonavano la sera per
sella al monocilindrico Yamaha che fu padre sapere notizie e piazzamenti, bisogna risalire
dei migliaia di Ténéré 600 che hanno circolato alle prime gare degli anni Ottanta.
per le nostre strade (e ancora circolano), due Insomma, Picco The Legend ce l’ha fatta!

102 SOGNATORI E VIAGGIATORI


FRANCO PICCO
FRANCO PICCO

SOGNATORI E VIAGGIATORI 103


SOGNATORI E VIAGGIATORI

NON È STATO NECESSARIO INSISTERE


PIÙ DI TANTO, PERÒ, PER AVERE
IL NULLA OSTA AL VIA E QUELLA TABELLA 65
CHE GLI RICORDAVA E CELEBRAVA
PROPRIO L’ETÀ ANAGRAFICA

104 SOGNATORI E VIAGGIATORI


FRANCO PICCO
E dire che alla prima richiesta di iscrizione
gli organizzatori avevano manifestato
qualche dubbio a causa dell’età… Non è stato
necessario insistere più di tanto, però, per
avere il nulla osta al via e quella tabella 65
che gli ricordava e celebrava proprio l’età
anagrafica.
«Ho sofferto davvero il freddo, e un po’
di stanchezza a metà gara – ci racconta
sorridendo soddisfatto in questa intervista
che ci aveva promesso già prima del via
– ma tutto sommato è andata bene! Alla
fine dell’ultima speciale mi sono lasciato
andare in un pianto liberatorio: è stato
bello, emozionante e, sì, un po’ faticoso. Il
problema del freddo c’era principalmente
la sera: anche la partenza del mattino era
gelida, quasi sempre in ore antelucane, ma si
andava via dal bivacco con addosso gli strati
termici dell’abbigliamento e i guanti pesanti.
Ovviamente dopo l’alba il sole scaldava
molto e, a inizio speciale, lasciavamo gli
strati della giacca nelle apposite sacche
che l’organizzazione metteva a disposizione
per ciascun concorrente della malle moto.
Il problema era che quelle sacche venivano
caricate sul veicolo di assistenza che partiva
dritto verso il bivacco, così a fine speciale,
con i vestiti bagnati di sudore e con il sole che
tramontava, dovevi affrontare il trasferimento

finale battendo i denti. Comunque la gara a cosa è dovuta questa scelta?


mi è piaciuta: c’erano dune, deserto, sabbia Avevo già corso nella Malle Moto nel 2017
e navigazione. Per lunghi tratti di pista in Sud America; questa volta la scelta deriva
abbiamo trovato pietre grandi come palle da una serie di fattori anche dell’ultima ora.
da bowling, dove bisognava stare attenti a Per questo 2021 avevo programmato di
non picchiare la moto, e la guida era un po’ partecipare alla Africa Eco Race; sarebbe
faticosa; su questo terreno non ho rischiato stata la mia quarta volta nella gara
più di tanto anche a costo di perdere qualche organizzata da Schlesser e avevamo già
posizione. Ho concluso la gara 43° e direi che approntato, io e altri piloti, un’assistenza che
mi soddisfa anche perché il primo obiettivo ci potesse seguire: se condividi meccanici
era arrivare in fondo, e il piazzamento a metà e veicolo d’assistenza tra più partecipanti il
classifica è un bel valore aggiunto!» costo di meccanici, iscrizione e veicolo viene
ripartito e hai supporto garantito per tutta la
Impresa nell’impresa hai scelto di correre gara senza spendere eccessivamente.
nella categoria “malle moto” Original by Poi a metà ottobre l’Africa Eco Race è stata
Motul, dove il pilota deve fare tutto da solo: annullata causa pandemia e, avendo già

SOGNATORI E VIAGGIATORI 105


SOGNATORI E VIAGGIATORI

I RETROSCENA DI UNA SCELTA la moto pronta e i contratti firmati con gli


sponsor, ho girato la bussola verso la Dakar.
A quel punto però non disponevo di nessuna
A questo link potete leggere l’intervista a Franco Picco che abbiamo pubblicato assistenza organizzata e nessun pilota con
sul sito prima dell’inizio della Dakar 2021. Il pilota vicentino ci cui condividerla: ho chiesto a vari team e i
racconta diversi aneddoti curiosi e inediti, e le circostanze che
costi medi che ho trovato per un servizio ben
lo hanno portato a scegliere di tornare alla gara che lo ha visto
fatto arrivavano a circa ventimila euro, che mi
debuttare nel 1985.
sembravano tanti!
[Link]/franco-picco-torna-alla-dakar-a-65-anni/ Ho chiesto allora se c’erano ancora posti
per l’iscrizione alla malle moto e mi hanno
detto di sì: io me la sono sempre cavata a
fare la manutenzione alla moto e a smontare
il motore se necessario, meglio forse di un
meccanico al seguito che non conosce la
tua moto, così è arrivata la scelta di farla in
questo modo.

L’opzione della malle moto Original by Motul


comporta anche una diversa filosofia di
gara: quali sono le differenze?
Sì, è un modo molto diverso di vivere la gara,
comporta una serie di condizioni cui ci si
deve attenere secondo regolamento per
rispettare la filosofia della partecipazione in
questa speciale categoria che fu pensata
dal compianto Hubert Auriol. La Original by

106 SOGNATORI E VIAGGIATORI


FRANCO PICCO
Motul prevede che tutto ciò che non è gara in
sella, ovvero speciale e trasferimento, debba
avvenire in una zona delimitata dove si vive il
bivacco insieme, moto e piloti: finita la tappa
entri nell’area e non devi più uscire né tu né
la moto se non per fare rifornimento e altre
necessità, comunque sempre comunicandolo
ai commissari di gara. Il pilota deve dormire
in tenda in quella zona e le moto devono
rimanere lì; la manutenzione può essere
effettuata unicamente dal pilota stesso,
aiutato eventualmente da altri concorrenti
sempre iscritti nella categoria.
C’è una grossa organizzazione attorno a
tutto ciò: l’area viene allestita tutte le sere
con tre banchi di lavoro a disposizione dei
concorrenti: compressore, ferri, prese di
elettricità per ogni necessità, compreso la
ricarica del telefonino e del circuito dell’airbag.
In più vengono forniti ai partecipanti i liquidi
freni e forcelle e olio motore. Ci sono due bilici
al seguito, che viaggiano su strada asfaltata
ME LA SONO SEMPRE CAVATA CON LE RIPARAZIONI,
e arrivano molto prima dei concorrenti, FORSE MEGLIO DI UN MECCANICO AL SEGUITO CHE NON
dove viene caricata la cassa con il tuo
materiale, le gomme e ruote, un bagaglio;
CONOSCE LA TUA MOTO, COSÌ È ARRIVATA LA SCELTA
poi l’organizzazione ti fornisce il sacco a pelo, DI PARTECIPARE NELLA CATEGORIA MALLE MOTO

SOGNATORI E VIAGGIATORI 107


SOGNATORI E VIAGGIATORI

la tenda e il tappeto per il fondo, il tappeto


e il telo coprimoto, una sedia pieghevole, e
il famoso sacchetto dove metti la giacca
pesante. Anche le casse in ferro sono fornite
dall’organizzatore: sono state consegnate a
Marsiglia all’imbarco della moto. Abbiamo
messo il materiale e sono state spedite
subito.
Per quanto riguarda le ruote di ricambio,
lo spazio a disposizione sul camion
dell’organizzazione è per due ruote complete

108 SOGNATORI E VIAGGIATORI


Tutte le sere ci sono tre banchi

FRANCO PICCO
di lavoro a disposizione
dei concorrenti, completi di tutto

attenzione per non picchiare la moto (o il


pilota) sui tratti brutti e su quelle piste con
quei sassi di cui ho già accennato. Non
ho avuto problemi grossi, ho dovuto fare
regolare manutenzione la sera: cambio
gomme quando necessario, olio motore
tutte le sere e filtro ogni due cambi, pulizia
e olio al filtro aria tutti i giorni. Nella decima
tappa, a causa di un piccolo errore di
navigazione ho scaldato troppo la mousse
posteriore per l’andatura veloce sull’asfalto:
sono partito in speciale convinto che
avrebbe ceduto, pensavo di dovermi ritirare;
invece, pur rompendosi, la mousse mi ha
portato in fondo anche in quella giornata.
Nelle prime tappe, in un salto, ho rotto il trip
montate, una davanti e una dietro, e altri due Il fatto di correre in questa categoria ha con il frontino del casco e a fine tappa l’ho
pneumatici con mousse; ne puoi portare altre condizionato la tua strategia di gara? Il comprato presso l’assistenza.
(anche ricambi in più) ma l’esubero lo devi pensiero di fare manutenzione la sera ti ha
affidare a team amici o altri trasporti. Solo indotto a risparmiare la moto? La gara si è corsa in periodo di pandemia:
i piloti Élite e Prioritari hanno un numero di No, non ha condizionato molto la mia gara: la situazione particolare ha condizionato la
gomme contingentate e punzonate – per l’Husqvarna si è rivelata molto affidabile e vita al bivacco e in generale lo svolgimento
esempio Gerini aveva il limite di sei gomme non ha richiesto interventi di manutenzione di questa edizione?
dietro – per gli altri non c’è questo limite: impegnativi. Avevo già in programma di L’organizzazione della Dakar, la ASO Amaury
io ho usato in tutta la gara quattro Anlas correre con una strategia ben precisa: gas Sport Organisation, è la stessa del Tour
Capra X Rally posteriori e tre anteriori e otto aperto, sempre ragionando, sulla sabbia de France: con la corsa ciclistica hanno
mousse, quattro davanti e quattro dietro. dove era scorrevole e veloce, e molta già sperimentato questa cosiddetta “bolla”

SOGNATORI E VIAGGIATORI 109


SOGNATORI E VIAGGIATORI
La tranquillità e la serenità con cui hai
raccontato la tua corsa sui social ha fatto
crescere, se ancora ce n’era bisogno, la tua
celebrità presso gli appassionati: la tua gara
è stata vissuta praticamente in diretta da
casa. È vero che solo una volta rientrato ti
sei accorto di tutto questo?
Ho iniziato a fare questi videoselfie nel 2020
all’Africa Eco Race: ho sofferto un problema
tecnico causa la perdita di un tappo dell’olio,
e, essendo molto indietro in classifica, ho
deciso di procedere con calma dedicandomi
al racconto della gara realizzando video col
telefonino che poi ho inviato via WhatsApp
per essere diffusi su maxischermo al
Motor Bike Expo (in contemporanea alle
ultime tappe). La cosa è piaciuta molto e
quest’anno, con l’aiuto da casa dell’amico
giornalista Massimo Tamburelli, ho deciso
di continuare l’esperienza pubblicando i
miei resoconti fatti col telefonino. Da laggiù
controllavo il traffico su Facebook e vedevo
numeri importanti, poi una volta a casa ho
toccato con mano il calore degli appassionati
e degli amici. Nel periodo della Dakar il mio
profilo Facebook ha totalizzato un milione
e trecentomila contatti e i video sono stati
visti quasi novecentomila volte. Anche le
televisioni e i giornali mi hanno dedicato
molto spazio, e di questo devo ringraziare
tutti!
Quanto alla serenità posso dire che sono
partito convinto di fare una gara al ritmo
giusto, in crescendo, puntando sempre a
portare la moto al traguardo. Solo tra la
ottava e decima tappa ho sofferto momenti

dove tutta la carovana dell’evento si isola e


si tutela il più possibile da ogni intervento
esterno. Prima di partire abbiamo dovuto
fare un tampone, e un altro lo abbiamo fatto
all’arrivo dopo due giorni di isolamento in
albergo. Poi al bivacco era obbligatoria la
mascherina, e questo ha condizionato un
po’ la convivialità. Durante le tappe ogni
operazione, come il rifornimento o altro, era
svolta sempre stando a distanza da ogni
possibile contatto esterno.

110 SOGNATORI E VIAGGIATORI


FRANCO PICCO
difficili: la stanchezza e qualche problema
mi hanno quasi portato a meditare il ritiro,
ma poi ho pensato che non potevo tradire
la fiducia degli amici e degli sponsor, loro
mi volevano al traguardo! Quindi ho tirato
avanti e ce l’ho fatta!

Questo far tutto da soli della malle moto


ti riporta qualche ricordo ai bivacchi della
Dakar degli anni ’80 e ’90?
No, la situazione è davvero cambiata molto:
al tempo eri completamente all’avventura;
i piloti privati in alcuni casi si arrangiavano
completamente da soli, portandosi a volte il
materiale addosso o in condizioni di fortuna
e dormendo nel sacco a pelo se andava bene. cose sopra. Alla Dakar di oggi gli ufficiali non In questo momento non ho ancora fatto
Anche per gli ufficiali il bivacco era davvero si vedono, sono subito in albergo o in camper programmi: Africa Eco Race o Dakar, in
una forma di miraggio: arrivavi dopo una dopo le interviste, e i veicoli di assistenza si gara o con un team, si vedrà più avanti.
speciale a manetta e ti infilavi, tutti insieme, muovono su strada asfaltata; arrivano molto Intanto sto preparando mio figlio
tutti i team, sotto una tettoia di fortuna presto e preparano tutto prima dell’arrivo dei Tommaso, che ha 17 anni e sta iniziando
ad aspettare il camion di assistenza che piloti. Sempre bello, duro e affascinate, ma ad appassionarsi alla moto: ogni tanto
arrivava spesso a tarda notte. Qualche volta un altro sistema. andiamo sul campo da cross a girare
arrivava un po’ più presto l’assistenza veloce, insieme e lo vedo ben impostato… chissà
una vettura fuoristrada che poteva viaggiare La Dakar 2021 è stata un’impresa epica: che magari non voglia seguire le orme del
più spedita di un camion, ma aveva poche per il futuro cosa stai preparando? padre.

SOGNATORI E VIAGGIATORI 111


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112 VIAGGI E SCOPERTE IN MOTO


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VIAGGI E SCOPERTE IN MOTO 113


cose
che
capitano
UNO SCAMBIO EQUO

Q
ualche tempo fa mi è capitato La riparazione si dimostra più che dignitosa, e ci sono le nuvole basse. È anche ora di
di appoggiare la moto a terra, reggendo il compito per qualche mese, finché pranzo e il parcheggio è praticamente deserto,
praticamente da fermo. Stavo un giorno, percorrendo il passo Baremone, c’è solo un’altra moto fuori dal rifugio con
percorrendo una stradina nascosta sovrappensiero mi appoggio al paramano in una coppia intenta a parlare. Mi avvicino
tra i boschi collinari dell’alta Brianza, talmente cerca di una posizione rilassata e trac, lo ritrovo abbastanza timidamente, mi presento e
piccola che non ricordo nemmeno bene come nuovamente a penzoloni. chiedo se per caso avessero del nastro
abbia fatto a trovarla. Aveva quel bel fondo in Dopo diversi auto-insulti e qualche chilometro adesivo per la riparazione. In men che non si
cemento grezzo che viene utilizzato quando la arrivo al passo del Maniva. È un lunedì uggioso dica Davide tira fuori dal bauletto un arsenale
strada è un livello appena sopra la mulattiera, di fine ottobre, tira un po’ di vento, pioviggina di attrezzi che nemmeno in un’officina
per favorire i proprietari dei vari capanni sparsi specializzata e mi sistema il danno in modo
per il bosco, che la utilizzano per andare a fare provvisorio, ma ben saldo.
la legna. Iniziamo quindi a chiacchierare e li invito a
Arrivo a un tornantino stretto, da prima pranzare insieme, ci raccontiamo le solite
marcia, in salita. Sto guidando in piedi, ma cose da motociclisti: i viaggi, le moto, le
ingenuamente (e un po’ per pigrizia) non ho gomme e decidiamo di proseguire insieme
le due dita puntate sulla frizione. La velocità il giro nel pomeriggio all’esplorazione di una
è troppo bassa, la curva troppo stretta e pfff, strada a fondo naturale trovata guardando le
la moto si spegne facendomi cadere verso mappe da satellite.
l’interno. Fortunatamente resto totalmente illeso, Per farla breve, percorriamo questo sterrato
così come la moto se non per il paramani in molto divertente, andata e ritorno, ma io buco
plastica che si spezza sotto il peso del mezzo. e mi ritrovo al tramonto, bloccato in cima al
Si tratta di un’unica crepa netta che divide passo di Crocedomini, senza copertura della
la plastica perfettamente e che decido, per rete cellulare e con la temperatura in rapido
questioni economiche, di riparare con della calo. Ai tempi non avevo mai aggiustato una
colla e due giri di nastro isolante nero una volta gomma né avevo idea di come si facesse. Ero
arrivato a casa. semplicemente provvisto del kit di riparazione
fornitomi in dotazione con la moto, mai
nemmeno aperto. Anche stavolta Davide,
nonostante l’ora tarda, senza nemmeno
pensarci e con una disponibilità disarmante,
fa scendere la compagna dalla sua moto,
parcheggia e prende in mano la situazione.
In una mezz’ora scarsa mi ripara la foratura
insegnandomi anche tutti i passaggi e le
malizie, utilizzando diverse bombolette di aria
compressa della sua scorta. Eravamo perfetti
sconosciuti fino a poche ore prima.
Oggi sono passati alcuni anni, sono arrivati
anche dei figli, abbiamo cambiato le moto,
ma da quel giorno, grazie a un paio di piccole
disavventure, siamo diventati buoni amici e
continuiamo a vederci di tanto in tanto. Col
senno di poi, è valsa la pena di sacrificare un
paramano appoggiando la moto a terra in quel
tornantino.

MARCO MANZONI

114 COSE CHE CAPITANO


Quello che conta
è il percorso del
viaggio e non
l‘arrivo
LIQUI MOLY. Compagni
di viaggio per la vostra
sicurezza.

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