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Feuerbach

Il documento analizza la frattura tra destra e sinistra hegeliana, evidenziando come i discepoli più anziani di Hegel si concentrino sulla conservazione della religione, mentre quelli più giovani, come Feuerbach e Marx, la criticano e la superano. Feuerbach sostiene che l'uomo crea Dio come proiezione delle proprie qualità e propone un ateismo positivo che recupera queste qualità nell'uomo stesso. La sua critica alla filosofia di Hegel si basa sull'idea che l'uomo deve essere al centro della filosofia, spostando l'attenzione dalla trascendenza divina all'immanenza umana.

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Feuerbach

Il documento analizza la frattura tra destra e sinistra hegeliana, evidenziando come i discepoli più anziani di Hegel si concentrino sulla conservazione della religione, mentre quelli più giovani, come Feuerbach e Marx, la criticano e la superano. Feuerbach sostiene che l'uomo crea Dio come proiezione delle proprie qualità e propone un ateismo positivo che recupera queste qualità nell'uomo stesso. La sua critica alla filosofia di Hegel si basa sull'idea che l'uomo deve essere al centro della filosofia, spostando l'attenzione dalla trascendenza divina all'immanenza umana.

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FILOSOFIA

LUDWIG ANDREAS
FEUERBACH (1804-1872)
DESTRA E SINISTRA HEGELIANA

DESTRA E SINISTRA HEGELIANA


Appartengono alla destra hegeliana i discepoli più anziani di Hegel; alla sinistra quelli più giovani, nati dopo
il 1800. A determinare la frattura della scuola, resa possibile dall’equivocità del concetto di sintesi o
“superamento dialettico”, che può essere interpretato in senso conservatore (destra) o rivoluzionario
(sinistra: Feuerbach e Marx), fu l’atteggiamento assunto dai discepoli di fronte alla religione e alla politica.
LA RELIGIONE
DESTRA HEGELIANA SINISTRA HEGELIANA
Si sofferma sull’identità di contenuto (Assoluto) Si sofferma sulla diversità di forma tra religione
tra religione (rappresentazione) e filosofia (rappresentazione) e filosofia (concetto), vale a dire
(concetto), in quanto espressioni di una stessa sull’inadeguatezza della prima e sull’adeguatezza del
verità secondo ad esprimere la verità
La filosofia è la conservazione della religione (la La filosofia è la distruzione della religione (la
supera, ma non la annulla) supera e la annulla)

LA POLITICA
DESTRA HEGELIANA SINISTRA HEGELIANA
Sostiene che la Ragione si manifesta
progressivamente nella storia, che è così chiamata a
Sostiene l’identità ontologica tra realtà e ragione
farsi razionale (non tutto ciò che esiste è di fatto
(essere e dover essere coincidono, dal momento
razionale e “reale”, ma lo diventa attraverso un
che la realtà presente ha una sua razionalità)
progetto di trasformazione rivoluzionaria delle
istituzioni politiche contemporanee.
Assume un atteggiamento giustificazionistico e
Assume un atteggiamento dinamico e rivoluzionario
conservatore
La filosofia si pone come critica nei confronti della
La filosofia deve giustificare e cogliere la
realtà presente (per Marx, ad esempio, il mondo non
razionalità di ogni epoca storica
va solo compreso, ma trasformato)

LUDWIG FEUERBACH

ROVESCIAMENTO DEI RAPPORTI DI PREDICAZIONE


Inizialmente discepolo di Hegel, Feuerbach si schiera in un secondo momento dalla
parte della sinistra hegeliana, criticando l’interpretazione della realtà operata sia dalla
religione che dall’idealismo (hanno invertito il reale rapporto tra soggetto e predicato):
per loro, infatti, il soggetto è l’astratto (l’Assoluto, Dio, lo Spirito, l’Infinito…) e il
predicato o conseguenza è il concreto (la natura, l’uomo, l’essere, il finito). Feuerbach
si propone quindi di rovesciare ciò che la religione e l’idealismo hanno capovolto.

LA CRITICA ALLA RELIGIONE


Per Feuerbach, non è Dio (soggetto) ad aver creato l’uomo (conseguenza), ma è l’uomo ad aver creato Dio.
→ Dio non è altro che una proiezione illusoria delle migliori qualità dell’uomo (ragione, volontà e amore),
che vengono personificate in una realtà illusoria alla quale l’uomo si sottomette. La religione, perciò, è
un’antropologia capovolta, dal momento che sostituisce Dio all’uomo (l’uomo, che dovrebbe essere il
soggetto, diventa predicato o conseguenza; Dio, che dovrebbe essere la conseguenza, diventa il soggetto).
→ L’idea di Dio nasce anche dal percepire un’opposizione tra volere e potere. Questa percezione porta
l’uomo a costruirsi l’immagine di un Dio in cui tutti i suoi desideri sono realizzati.
→ L’idea di Dio nasce anche dal sentimento di dipendenza dell’uomo di fronte alla natura. Questa percezione
ha spinto l’uomo ad adorare e a considerare come divinità tutte quelle realtà da cui dipende e senza le
quali non potrebbe esistere (l’acqua, il Sole, il Nilo).
→ Cartesio si chiedeva “da dove deriva l’idea di Dio se non da dio stesso?”
L’ATEISMO POSITIVO
Per descrivere la scissione che porta l’uomo a proiettare fuori di sé la sua parte migliore, Feuerbach parla di
alienazione (tanto più pone in Dio, tanto più toglie a se stesso). Di conseguenza, l’ateismo si rivela un dovere
morale (l’uomo deve recuperare in sé tutte quelle qualità positive che ha proiettato fuori di sé, vale a dire
nella realtà illusoria che è Dio). Dunque, non si deve affermare che Dio (soggetto) è sapienza, volontà e
amore (predicato), ma bisogna dire che sapienza, volontà e amore (soggetto) sono divini (predicato). Il
compito della vera filosofia non è quindi (come per Hegel) porre o risolvere il finito (l’uomo) nell’Infinito
(Dio), ma porre o risolvere l’Infinito (Dio) nel finito (uomo). L’ateismo di Feuerbach non ha un carattere
negativo, bensì positivo (individua nell’uomo una nuova divinità).

CRITICA ALLA FILOSOFIA DI HEGEL


Mentre la religione viene definita “antropologia capovolta” (sostituisce Dio all’uomo come soggetto), la
filosofia di Hegel viene definita “teologia mascherata”. Lo Spirito di Hegel (proprio come il Dio della Bibbia)
non è altro che una nostra proiezione, frutto di un’astrazione alienante. Alla vecchia filosofia teologizzante
(a carattere religioso) di Hegel, Feuerbach contrappone una filosofia di stampo umanistico (uomo, che è il
soggetto, è al centro) – naturalistico (l’unica realtà esistente – monismo – non è lo spirito come per Hegel,
ma la natura, di cui l’uomo fa parte). L’uomo, che non è Spirito (come diceva Hegel), viene così rappresentato
come una realtà di “carne e sangue”:
→ è un essere che vive, soffre, gioisce;
→ ha dei bisogni che provengono dal corpo, dai quali si sente dipendente;
→ è un essere che ama e che prova passioni (queste lo portano a relazionarsi con gli altri);
→ ha un’essenza sociale, che lo porta a vivere con gli altri. L’io, infatti, “non può stare senza il tu” o l’altro,
dal momento che ha bisogno dei suoi simili, sia dal punto di vista biologico (altrimenti l’umanità
cesserebbe di esistere) che dal punto di vista culturale (le idee scaturiscono dall’incontro, dal dialogo e
dalla comunicazione fra uomini).
LA SOCIALITÀ DELL’UOMO
FEUERBACH ARISTOTELE HOBBES
L’uomo ha un’essenza sociale “l’uomo è un essere sociale” “homo homini lupus”

Con Feuerbach si passa dunque dall’amore per Dio (trascendenza) all’amore per l’uomo (immanenza).
Questo è l’esito dell’ateismo positivo.

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