Monografico 2
Monografico 2
studio approfondito dell’opera in francese antico, una delle lingue romanze per eccellenza.
Il Cavaliere del leone, lingua d’Oil (Francia del nord). Lingua principe della NARRATIVA MEDIOEVALE. Tutto
ciò che è della letteratura francese in generale nel medioevo ha grande prestigio. Il testimone verrà preso
dalle Tre Corone, modello imitato fino al rinascimento al di là dell’area nazionale. Modello francese è
modello ideologico e letterario: cortesia, cavalleria (corteggiamento=tradizione che continua fino all’epoca
borghese e post-moderna entrato nel nostro immaginario). Concezione d’amore della lirica dell XI secolo e
romanzieri XII invenzione provenzale: Amore come perfezionamento morale. L’amore fra uomo e donna in
senso profano si trasforma rispetto all’antichità classica prendendo una concezione centrale: in Ovidio
“Metamorfosi” è sentito come sentimento sensuale e non come perfezionamento (era più amicizia). Invece
in epoca provenzale ciò che porta ad un perfezionamento morale è amore “Al cor gentile rempaira sempre
amore” Guinizzelli. Cortesia ha le sue basi ideologiche e socio-ideologiche nella Francia del sud e poi diffuse
dal romanzo cortese- Arthuriano fino a giungere ai nostri letterati (Boccaccio-epico-cavallereschi),Importati
i diversi volgari francesi.
Chretièn de Troyes: legato alla corte di Champagne e poi alla corte di Fiandra. Per gli autori che assommano
in sé il prestigio letterario e politico la documentazione biografica è maggiore, come nel caso di GUGLIELMO
IX d’ACQUITANIA, primo dei trovatori di cui sono noti i testi. Duca d’Aquitania e conte di Fuartè, più
importante del re di Francia. Invece, la documentazione di autori grandissimi come Chretien de Troyes è
scarsissima come per Dante. VERSI DI OCTOSYLLABES, narrativa medioevale è in verso. Auerbach” dice che
è un verso di novenario (accento ritmico cade sull’ottava sillaba, in francese è OCTOSYLLAB perché non
contano la sillaba dove cade l’accento), si parla di COUPLET DI OCTOSYLLABES (o novenari) A RIMA BACIATA
= coppie di octosyllabes = novenari a rima baciata.
in Francese antico, lingua morta. Noi come italiani non cogliamo quella differenzialità che invece colgono gli
altri europei nella fruizione dei testi letterari (necessitano di traduzioni, mentre noi non cogliano tale
frattura per la storia della nostra lingua essa è lingua fiorentina della letteratura: lingua conservativa).
Apparentemente il nostro testo medioevale sembra più vicino anche se non lo è (vedere il valore semantico
che le parole avevano all’epoca “tanto gentile e tanto onesta” vocaboli diversi da come potremmo
banalmente interpretarli). Seconda metà XII secolo,intorno al 1177d.C. lingua morta, può sembrare
qualcosa d’utopico. Osservazione di Tzvetan Todorov studiamo la letteratura: il pubblico legge tali testi
perché parlano dell’oggi e di noi. Se Chretièn de Troyes e Dante non avessero una grande profondità
psicologica e penetrazione dei problemi umani sarebbe già inedito. Osservare la vivacità dell’opera.
Copista GUIOT, della Champagne (stesso ambito di Chretien de Troyes , Troyes è una città della
Champagne). L’edizione dell’Orso si fonda su questo manoscritto.
Tra i cinque romanzi di Chretien, unico che non possiede un vero e proprio prologo, contribuisce a rendere
l’ Originalità del romanzo. Ci sono parti iniziali che contribuiscono a orientare l’interpretazione e ricezione
del lettore: tentativo di captatio benevolentiae con il portare il lettore dalla propria parte.
Materia di Britannia (da origine celtica orale, ma non solo) con i MERAVIGLIOSO che porta. Alla corte di
Artù. [Il poema epico rientrava nella materia di Francia (medioevali consideravano legati ad un contenuto
storico veritiero mentre la materia bretone ha contenuto vano, leggero e piacevole, racconto fiabesco).
Motivi fatti propri dalla letteratura francese medioevale, innovativa perché deve attrarre un pubblico
diverso: laici non chierici, non solo d’elite ma più ampio: dame e donne.
Artù, presentato come esemplare dei valori cortesi. Almeno idealmente, mentre nel romanzo andrà
diversamente. Sottolineato lo sfarzo della festa di Pentecoste: diviene occasione di dispendiose spese: rima
inclusiva ricca: coste-Pentecoste
LAUDATIO TEMPORIS ACTIS: dai primi versi prposto esempio da seguire di prodezza e cortesia a cui si
aggiunge una LODE DEL TEMPO ANTICO. Rappresentata una situazione idillica e mostrato come i discepoli
del convento d’amore=coloro che fanno pratica della cortesia, sono eletti che allora “LORS” avv. di tempo
contrapposto fortemente all’avv. ORA. Luogo comune dei buoni tempi andati.
4 Marzo 2015
Si chiama il Cavaliere del leone Compagnonaggio del leone= a metà romanzo ci sarà un incontro con
questo animale e da li si autonomina in questo modo. La sua identità ha una maturazione e l’accompagnarsi
con il leone che l’ha salvato da una serpe che lancia fuoco ha un valore simbolico. Kark Uitti, studioso di
letterature romanze: interpretazione del rom anzo propostaa fin dall’origine dell’opera che non è un vero
prologo. Afferma che non si può avere un ottica critica o interpretativa sui testi se prima non si possiede
anche la trama narrativa. Ai fini del giudizio del senso complessivo e azioni dei personaggi e interpretazione
della vicenda, posserede la CONJOINTURE = INTRECCIO, nel romanzo di Chretyen “Erec et Enide” dice che
propone un “bellissimo intreccio” ai propri lettori, ed esso va in ottiva medioevale anche percepito al di
sotto della pura trama narrativa: non solo fictio narrativa ma anche il significato profondo: SEN.
Autore sottile e ironico, i punti nodali della sua argomentazione vanno criticamente scoperti: FREQUENTI
ANAFORE, FRASI CHE TORNANO DA UN LUOGO ALL’ALTRO DEL ROMANZO aquasi come fossero formule.
Questi versi formula e parole chiave possono svelarci l’interesse dell’autore. Sottigliezza dell’autore che
trapassa dallo stile e forma curata. La forma è portatrice del significato.
varia tipologia di RIME RICCHE: ammiccamento iniziale stabilisce una sintonia con il pubblico. RIMA
EQUIVOCA (termini omografi ma non omonimi). RIME COMPOSTE, RIMA LEONINA (rima in cui la figura di
rima non prevede uguaglianza della parte finale di parola, ma inclusa nell’omoteleuto anche una o piu
consonanti che precedono la sillaba della rima). Forma che sottolinea il significato.
10 Marzo 2015
Prima parte: agganciarsi ad una sintonia con un pubblico al di là della notazione che di per sé non significa
nulla: rapporto individuale dell’autore con il pubblico di soggettività. Festa Pentecoste, momento solenne, i
romanzi arturiani erano tipici iniziare con una festa religiosa.
VERBO S’ATROPELER <sostantivo germanico THORP =villaggio (il verbo da l’idea del riunirsi) —> etimo
germanico franco lingua invasori germanici lascia prestiti alla lingua del francese del nord
verso 11: OU in doppione ma con etimo completamente diverso : congiunzione disgiuntiva dal latino < AUT
Uso di novelle con significato antico, il vero normalizzatore del genere letterario della novella è Boccaccio,
ma qui non ancora da intendere con significato di genere letterario.
COVANT<CONVENTUS
“ma ora sono molto pochi dei suoi, che quasi tutti l’hanno ormai abbandonata, perciò Amore è molto
passato (participio al femminile perché ha genere femminile nel francese).
VERSO 24) dopo inizio del testo sotto il segno della riunione, si sottolinei l’incipit v.18 MES OR =MA ORA che
troveremo come incipit al v. 29. Mes or del v.18 si contrappone al QUI LORS = allora LAUDATIO
TEMPORIS ACTIS è l’incipit, contrapposizione passato con il presente.
Termini chiave che si ripetono: V.22-23 CORTUES E PREU ripresa chiastica di ciò che troviamo all’inizio,
aggettivi che si riprendono dal verso 2-3 con scambio di posto = cortesi e prodi.
v. 24 ancora avv di tempo. Contrapposizione della morale cortese-cavalleresca del passato rivolto in
menzogna: FAVOLA FABLE , ripreso al 26 rafforzato con MENZOGNA.
dal verso 29) “ma ora parliamo di coloro che furono un tempo” dedicare la narrativa ad una storia che ha a
che fare con il meraviglioso mitico e i valori di cortesia e prodezza appena ricordati “ e lasciamo coloro che
ancora perdurano perché vale molto di più, così io la penso, un cortese morto che un villano vivo”
SENTENZA PROVERBIALE che si riallaccia in modo stretto al discorso precedente: cortesia e prodezza contro
avvilimento di tali valori umani. “per questo mi piace di raccontare cose” concetto del valore di quanto si
narra: concetto chiaro a Chretyen ripreso in variante al v. 139 . Volgare di Francia che raggiunge una
maturità artistica subitamente, perché sono lingue nuove: contemporaneamente alla produzione volgare si
produce parallelamente una produzione in latino. Lingue nuove con primi autori XI sec.
Non c’è un proemio, ed è anche questo che rende moderna l’opera. Mentre ci sarà un vero e proprio
prologo nel primo personaggio posto in scena: nell’avvio della narrazione che fa un cavaliere minore
davanti alla regina Ginevra ed altri cavalieri: Galvano, Cheu (astioso siniscalco che in quest’opera ricopre un
ruolo ancor maggiore di antagonista), Yven (di cui l’autore non ci dice nulla). Prologo con ripresa dei
Vangeli: importanza di saper ascoltare veramente con il cuore, una parola non intesa con il cuore passa
come non fosse udita Afferma questo attraverso le parole di questo secondo Cavaliere. Ma l’autore
dell’opera rimane ambiguo e non mostra chiaramente cosa afferma: (anche nell’uso del simbolo:
ACCOMPAGNAMENTO tra Yven e leone, uso simbolico) BINOMIO DEL CAVALIERE E LEONE, non sappiamo
cosa significa, ma è questa piena allusività che ne rende la densità del significato: il compagnonaggio del
leone ha il significato che possiamo ricavare da allusioni: SIGNIFICATO POLISEMICO.
Altro elemento non è svelato: FOLLIA DI YVEN che impazzisce ad un certo punto divenendo uomo selvaggio.
Follia che allude ad una vasta gamma di significati, ad esempio allude al lieve diaframma che divide la
civiltà dalla mancanza di civilizzazione. Precipita nella follia per non aver mantenuto la parola alla
coprotagonista femminile.
ACORT <ACORDER (francese antico) concezione dell’ACCORDARSI rimanda al concetto antico dell’armonia. I
linguisti non sono molto d’accordo sul significato del termine che rimanda ad armonia musicale: come
etimo di ACORDER Spitzer dice che c’è una duplice ipotesi : COR CORDIS = cuore : accordo di cuore oppure
da CHORDA, CORDAE (accordarsi musicale). Immagine della concordia e accordo rimanda a questo doppio
etimo.
leggenda della vita di Artù tornato dall’Isola di Avalon e destinato a non morire mai veramente: fama di
artù durerà sempre nell’accordo con i Bretoni.
AMENTEU participio passato da < AMENTEVOIR<latino MENTEM HABERE
ESLEU<ESLIRE (francese antico)<*EX LEGERE (latino volgare, asterisco indica derivazione da latino volgare)
TRAVEILLIERENT<*TRIPALIARE =tormentare attraverso il tripalium, concetto del lavorare ha spesso questa
sfumatura di sofferenza. Si ha poi assimilazione perché da TRIPALIARE >TRAVAIL assimilazione di I
protonica.
16 Marzo 2015
PAROLE CHIAVE E SENTENZE PROVERBIALI-MORALI-DIDATTICHE : creano una complicità con i pubblico.
Stratagemmi di Chretyen (che non sono presenti negli altri libri per la presenza di prologhi) per creare una
distanza del pubblico rispetto a quanto narrato: PUBBLICO è immerso in questo tempo di esemplarità della
corte arturiana ma anche distanziato e assimilato alla propria visuale autoriale. Contemporaneamente
assimilato all’orizzonte narrativo ma chiamato a giudicare dell’azione dei personaggi.
Ultimi versi) richiamata la fama grande di Arhus, il suo nome durerà per sempre e per lui sono ricordati i
buoni cavalieri eletti. verso 42) PRONUNCIA X > US (tex> teus) l’ironia e sottigliezza di Chretyen: in questa
parte iniziale,gioca a sorprenderci: ha appena ricordato la fama di Artù e subito dice il contrario suscitando
sorpresa che genera un atteggiamento critico del pubblico, distanziamento ed EFFETTO DI REALISMO= ci si
distacca dal piano esemplare del mondo antico per catapultarsi in scena di vita quotidiana realistica. I
cavalieri non agiscono in modo esemplare ma litigano in modo non corrispondente ai caoni della cortesia.
ripresa del verso 42 inverso 49. “re che si alzò dal loro gruppo = di tra di loro” OT deriva da Habuit “ e ve ne
furono alcuni TEX>TALES a cui pesò molto grevà da verbo grever > gravare>gravis “ “ e che ne fecero
grande discussioneperchè assolutamente mai (Mes) lo videro entrare nella camera per dormire o
riposrare” etichetta di Artù è contraria agli usi in tale grandissima festa. “Ma quel giorno così gli avvenne:
che la regina lo trattenne e resto (si = cosi) cosi tanto di fianco a lei che si obliò di se stesso e si addormentò.
“ riferimento al piacere tra i due: atteggiamento anticortese ben noto ai lettori del primo romanzo “rec
de tenique” in cui uno degli ostacoli che erec deve superare è l’eccessivo attaccamento per moglie Enide
che lo fece sprofondare nell’ozio fondato sul piacere sensuale con la propria Sposa e Amante: eroe indicato
come “ recreant” ed incorre nel peccatto della “recreantis” altra parte romanzo è superamento di questa
colpa per troppo amore alla moglie.
Altri cavalieri entrano in scena di soppiatto: tra loro Yven stesso: rappresentato all’uscio della camera di
Artù.: quello menzionato per ultimo è il protagonista. sia Galvano che in tutti i racconti arturiani è il
rappresentante della galanteria mondana sia ivano sono cavalieri a cui è dato il titolo onorifico di MESSERE
secondo critica quasi a sottolineare la loro nobiltà ai fini della storia. “ che ha cominciato un racconto
non del suo amore ma della sua vergogna-> racconto della sua disavventura presso fontana magica che
suscita il desiderio dei cavalieri di recarsi in tal luogo: Yvano si precipita per affrontare questa volta vincenta
la stessa avventura che ha visto perdente Calogrenant. C’è un piccolo preambolo al racconto di
Calogrenant: screzi tra i cavalieri testimone di realismo psicologico. Racconto con funzione di anticipare il
romanzo stesso: avventura, meraviglioso. “ Mentre raccontava il suo racconto (conte contoit figura
etimologica)” sfumatura in cui vuole sorprenderci: l’avventura non rigurarda un fatto onorevole ma un
disonore, una disavventura: da un livello ideale si è precipitati in un livello reale.
18 Marzo 2015
La modernità di Yvain è la COMPRESENZA in Yvain come testo letterario di molti elementi diversi e
contradditori. In questo senso il libro, in quanto collezione dei temi rappresentabili, è estremamente
moderno: amore passionale e il cinismo, moralismo e realismo più basso, aspirazione ad un amore intenso
(Yvain e Laudin), amicizia, odio, struttura economica feudale e temi della “real politic”=mondo economia e
materialità. Tra le varie avventure c’è il suo combattimento in favore di una sorella minore diseredata dalla
maggiore—> disputa ereditaria in termini economici (feudi, diritti). Questa varietà di temi e argomenti è
resa interessante dalla sottile ironia e dal distacco dell’autore nel narrare dei temi.
Dialogo e scambio di battute ispirato ad ELEMENTI ANTICORTESI tra Ginevra, Kex, Calogrenant.
v. 104 in cui Kex dice alla regina “signora se non ci guadagniamo in vostra compagnia state attenta almeno
che noi non ci perdiamo”
ETIMI:
- v.92 “ se non ci guadagniamo” I<IVI = ci
gaeignons(=guadagnare)<etimo germanico waidanjan (W>GU in italianoguadagnare), verbo che
inizialmente significava “procacciare del bottino” e in senso lato “guadagnare
Non si hanno lingue nazionali nel medioevo, lingua che è FRANCESE DELLA CHAMPAIGNE (città di Troies),
ma ci sono diverse sfumature del francese antico, perché non si è ancora pervenuti all’unificazione politico
e quindi linguistica che avviene con unificazione carolingia: predominia della lingua dell’”ille de france”
(Parigi). Ma ne XII secolo sta ancora affermandosi il predominio del francese e quindi nei dizionari del
francese antico possiamo trovare rappresentati vari verbi e sostantivi con diverse varianti grafiche. Non c’è
uniformità nella rappresentazione grafica. es. gaegnons / gaagnier/gaignier (varianti grafiche del francese
antico). < waidanjan
- v. 90 “siete odioso e villano” enuieus < * (latino volgare) inodiare<odium (latino classico) en
preposizione
Kex dice a Ginevra di lasciare continuare Kalogrenant, che stava raccontando non a proposito del suo onore
ma di un’avventura di 7 anni prima.
v. 106“a queste parole intervenne Calogrenant e così rispose”RIMA RICCA LEONINA= uguaglianza tra le due
rime è spinta oltre la vocale tonica, fonema e-s-p uguali al di là della rima solita.
“signora, della questione non mi preoccupo molto” sospetier<suspicere. Non me ne importo e ne stimo
molto poco. Se kex ha mancato verso di me io non ne avrò affatto danno” [Link] che rafforza la
negazione o affermazione JA
domage<damnum
v.118 La testimonianza dei manoscritti è divergente. MANOSCRITTO H = MANOSCRITTO DI GUIOT Notato
dalla critica che questo copista Guiot interviene sul testo, ma ritenuto un testo particolarmente autorevole
e quando non è del tutto errato non viene cambiato. Però c’è un caso di “DIFFRAZIONE DI VARIANTE” =
nello stesso luogo diversi manoscritti danno lezioni differenti. VFr variante. Studioso che ha proposto un
emendamento che non solo si sposa con il contesto in cui si trova ma viene a risolvere un problema
morfologico: FELONS propriamente non corrisponde al caso soggetto di fellone che è FEL e caso obliquo è
FELON il FELONS con S è parola non appropriata usata nel caso di soggetto. Lo studioso suggerisce che
invece di FELONS leggere FRELONS = la vespa. Omissione di R nel manoscritto avviene frequentemente:
la vibrante riportata con un titulus (segno sovrascritto a vocale omesso dai copisti per svista).
23 Marzo 2015
rappresentazione di scene di vita quotidiana: dialoghi a cui partecipa anche la regina Ginevra. Si distacca
dalla tonalità anticortese l’intervento di Yvain che afferma di non aversene a male degli insulti poco cortesi
di Kex. Tonalità meno scortese attribuitagli per dargli la simpatica del pubblico. Presentazione implicita del
personaggio. La vicenda narrativa probabilmente è già acquisita dal pubblico: ma curiosi di vedere come
Chretie sarebbe arrivto ad introdurre il suo protagonista.
V. 123 poi riprendere a leggere dal 149 INZIO DEL RACCONTO DI CALOGRENANT: pregato da Gnevra
dopo aver detto che preferiva non raccontare la storia che ha come soggetto il suo disonore, ma perché la
regina lo vuole egli la racconta. è singolare: la vicenda da lui raccontata è avvenuta 7 anni prima. La vicenda
di Calogrenant ha importanza fondamentale dal punto di vista della struttura del romanzo: RACCONTO
NEL RACCONTO: si fa narratore di un piccolo romanzo. Gli studiosi hanno parlato di “MISE EN ABYME”=
messa in prospettiva del meccanismo romanzesco stesso nella sua totalità, cioè il racconto pone le
premesse ideologiche narrative per permettere all’alscoltatore di chetien di impadronirsi di meccanismi
che ritrova riproposti nel romanzo. Mentre singolarmente il romanzo non ha un proprio prologo (VS altre
sue opere: prologo con importanza fondamentale=interpretazione della vicenda da parte del
narratore+elementi informativi sul narratore stesso, che sull’opera, modalità interpretative. Prologhi come
contenitori di poetica). esso ci viene fornito con questo racconto nel racconto “messa in prospettiva
(riproposizione in piccolo del meccanismo che si svilupperà nnella vicenda) della struttura romanzesca”:ha
un prologo con dichiarazione dell’autore.
v. 152concetto della ricezione del messaggio attraverso il cuore andamento sentenzioso con figure di
allitterazione. Insistenza sui suoni e concetti. Ripresa dal Vangelo di Matteo.
Appello alla responsabilità del pubblico nell’interpretazione delle vicende: si richiama ad un livello
interpretativo (come per Marie de France “Lais” in anglonormandia), andare oltre aspetto letterale,
cogliere la CONJOINTURE=intreccio per comprendere il SEN (Erec et Enide).--> giudicare con il cuore come
anche Marie de France, sua contemporanea, dice nel prologo dei Lais “GLOSER LA LETRE” =interpretare la
lettera, attività interpretativa dei posteri rinnova il suo testo: riattualizzazione del testo.
v.168 concetto fondamentale perché ripeturo anaforicamente: materia arturiana de bretagna è una
materia meravigliosa, leggendaria e mitica ma con l’insistenza sul fatto che non si sta parlando di qualcosa
di meraviglioso si vuole alludere al VALORE ALLEGORICO DEL NARRATO= VERITà PIU PROFNDA DA
COGLIERE CON IL CUORE. Anche la fictio immaginaria può avere l’utilità.
v.173 racconto con prologo poetico, ma pone condizioni fondamentali che situano la narrazione
romanzesca come struttura: TEMPO e LUOGO= passati 7 anni nella foresta di Broceliande con soggetto la
ricerca di avventure. Tematiche topiche della QUESTE, QUETE = ricerca (querant=ricercando) elemento
essenziale del romanzo cortese-arthuriano: cavaliere rappresentato come alla ricerca.
ADVENTURA= participio futuro sostantivato come “cose che devono avvenire”. Il cavaliere medioevale
SCOPRE LA SUA IDENTITA’ ATTRAVERSO LA SUA AVVENTURA, RICERCA, AZIONI. Serve da contraltrare al
personaggio e storia di Yvein: il primo sconfitto, il secondo lo supera e avviene una maturazione
personale al contrario del primo.
CHRETYEN DE TROYS
Benchè sia autore molto studiato, sappiamo poco più del nome. La maggior parte delle informazioni su di
lui le sappiamo dai prologhi dei suoi 5 romanzi + testimonianza di letterati a lui successivi della sua fama.
Nome ricordato nella sua interezza al v.9 del prologo del suo 1° romanzo Erec et Enide (1170). Conosciamo
identità dei suoi principali patroni aristocratici: MARIA CONTESSA DI CHAMPAGNE che Chretyen cita nel
prologo del “Lancillotto” o “cavaliere della Carretta” dedica squisita ricordando che lei che gli ha fornito sia
argomento che il significato del so romanzo e lui ha provveduto a mettere insieme le vicende. Le si rivolge
come “sua dame de champagne” dicendo che lui è interamente suo facendo propria un’espressione che
usa per definirsi “il cavaliere Lancillotto=migliore dei cavalieri nei confronti della regina amata”.
FILIPPO D’ALSAZIA CONTE DI FIANDRA: dedicatario dell’ultimo romanzo non concluso “racconto del Graal”
o “Perseval”.
Identià di questi due patroni serve a datare e situare in luoghi culturali e fisici l’attività letteraria di
chretyen: 1164 data del matrimonio tra MARIA DI CHAMPAGNIA ED ENRICO IL LIBERALE CONTE DI
CHAMPAGNE. Marie de Champagne era figlia del re di rancia Luigi VII e di Eleonora d’Aquitania,
personaggio culturalmente rilevante perché nipote di Guglielmo IX: primo tra gli autori della lirica
occitanica e potente feudatario. Non conosciamo i rapporti intellettuali tra Maria e madre Eleonora ma
chiaro è l’esistenza di un influsso culturale: Eleonora sposata in seconde nozze con Il Plantageneto re
d’Inghilterra, è attestato che diffonde nel nord della francia e po in Inghilterra la lirica occitanica e ideali
erotici. Maria a sua volte trasforma la corte di Champagne in una corte letteraria negli anni successivi al
1164, qui Chretyen svolse suo apprendistato culturale. esercizio letteraio di Chretyen raccontato nel
“Chliges” 2° romanzo: ha realizzato diverse traduzioni (volgarizzamenti) da latino a francese, in particolare
ha tradotto ars amandi e remedia amoris di ovidio+ 2 racconti dal libro delle metamorfosi. Storia tra il re
marco e Isotta la bionda, spiccata originalità dell’autore: da rilievo alla coppia matrimoniale e non agli
amanti Isotta e Tristano. Di tutte queste opere a parte Erec et Enide ci è giunta solo la traduzione di
Filomela, tereo e Progne, all’interno di Ovid Moralize del 14° secolo. Il genere del volgarizzamente era
popolare grazie al successo dei ROMANZI ANTICHI (1160) “roman de Teb” (materia tebana)“Eneas” 1165
(materia troiana dell’eneide) si collocano prima della diffusione dei romanzi bretoni e di Chretyien.
Filippo d’Alsazia 1191 data della morte di Filippo presso l’assedio ad Acri in palestina (crociata).
25 Marzo 2015
Yvain si autonomina CAVALIERE DEL LEONE prendendo i caratteri di forza e coraggio dell’animale insieme
alla nobiltà. (vv.3337). Elementi di MERAVIGLIOSO poco inseribili in un contesto razionale che servono per
canalizzare significati determinati e far riflette il pubblico su una profonda lettura. Elementi ripresi dal
repertorio celtico della storia “Owen et Lunet” è un- mabinogi celtico-. Owen corrisponde a Ivano, Lunet è
la damigella della fontana. Anche in questa storia celtica, che non è la fonte del testo, ma presuppone una
fonte comune: nel romanzo di Chretyen viene data RILEVANZA SIMBOLICA al tema del leone (presente
anche nella storia celtica).
15 giorni dopo la coppia ritorna ad incontrare la fortana di Broceliant (o Barenton).
VAI E VIENI ALLA FONTANA IN TUTTO IL ROMANZO. Preso dal dolore profondo, ricordandosi della mancaza
verso laudin del patto, ma scopre che poco discostante dalla fontana c’è una cappella dove è tenuta
prigioniera Lunete: damigella di Laudine che era stata accusata come causa origine dello svolgersi degli
eventi (accusata dalla propria signora, dal siniscalco e cerchia di cavalieri invidiosi del potere di Lunete sulla
propria signora) motivi legati al potere: sorta di potere femminile rappresentato da Laudine e da Lunete.
Yvain la trova prigioniera: le erano stati concessi 40 giorni di tempo prima che fosse condannata a morte:
resta solo 1 giorno e poi arsa su un rogo se non trovasse un cavaliere che prendesse sua difesa contro 3
cavalieri da sfidare. Yvain le promette di tornare ed affrontare il combattimento. Intanto sono ospitati in un
castello, sotto minaccia di un crudele gigante: Harpin de la Montagne. Castello della sorella di Galvano, ora
è altrove. Il gigante chiede che i due genitori donino la figlia (nipote di Galvano) che lui avrebbe destinato
alla prostituzione dandola a dei servi. la minaccia che incombe sulla dimora: se non concedono la figlia egli
sterminava la loro discendenza uccidendo i 3 figli maschi. Yvain s’impegna a portare il suo soccorso
chiedendo di avere tempo per tornare in aiuto di Lunete: sconfigge uccidendolo il gigante, e si fa
riconoscere come il cavaliere del leone dai due genitori. Poi sconfigge i 3 cavalieri liberando Lunete.
ANDAMENTO STRUTTURALE: ENTRELACEMENT = intreccio delle vicende. Modalità per tenere alta
l’attenzione degli ascoltatori. Nello stesso giorno sconfigge il gigante e i 3 cavalieri. Laudin ringrazia Yvain
senza sapere che è il marito e il cavaliere con il leone si allontanano e le ferite curate da un castellano
accogliente. UN INTRECCIO ESISTE NON SOLO NELLE VICENDE NARRATIVE MA ANCHE UN INTRECCIO CON
ROMANZO “Lancillotto” composto contemporaneamente: Galvano è presente fino al verso 2800 nel
cavaliere del leone poi a chi lo ricerca viene detto che è altrove perché recatosi a cercare la regina Ginevra
rapita da un cavaliere e riportarla a corte vicenda raccontata nel Lancillotto.
Morto nel frattempo signore della nera Spina lasciando 2 figlie: la maggiore vule diseredare la minore
impadronendosi di ogni ricchezza. Avviene un duello giudiziario: la sorella maggiore va da Artu e ingaggia
Galvano come suo campione, la minore ha un lasso di tempo di 40 giorni per cercare un difensore: parte in
ricerca di Yvain, si ammala, la sostituisce una damigella che trova Yvain che promette il suo aiuto. Si
dirigono alla corte di Artù ma avviene una sospensione della trama con effetto di entrelacement:
Arrivano al castello della “pesme aventure”=pessima avventura dove vi era in uso un costume=elementi
tradizionali+meraviglioso (sono negative o positive) secondo cui vi erano 2 mostri chiamati “Netuns” figli
di un diavolo (elemento meraviglioso) tengono prigioniere 300 fanciulle dedite al lavoro tessile notte e
giorno per un salario derisorio. Sia il leone che Yvain sconfiggono la coppia diabolica, e libera le fanciulle
prigioniere del castello critica sul valore di denuncia sociale di questo episodio.
Torna dalla figlia minore: combattimento con Galvano: sottolineato da Chretien quasi quanto l’incontro con
il leone. Combattimento che si svolge in incognito e non si riconoscono. Si battono fino al cadere del giorno
senza che nessuno dei due abbia il sopravvento, rimangono colpiti dal valore dell’altro avversario.
CONSIDERAZIONE DELL’AUTORE SUL CONTRASTO AMORE-ODIO: elemento sorprendete che si stiano dando
morte due personaggi che si amano profondamente e si interroga su questa realtà: natura di amore e odio
se in questo momento sono amici e legati da un rapporto profondo o nemici mortali. Riflessione che appare
anche all’inzio nell’innamoramento verso Laudin, e Laudin stessa verso il protettore della fonte.
Presi dal reciproco valore, i due rivelano la propria identità, si abbracciano e rimettono il giudizio sul
vincitore ad Artù: che con uno stratagemma inganna l’avida sorella maggiore facendola cadere in un
tranello: si rivolge ai propri cortigiani e dice “chi è quella dama che voleva ingannare la sorella ingannandola
dei suoi diritti?” La sorella maggiore accore e Artù mantiene la giustizia della decisione finale: convince la
maggiore a dividere in due l’eredità. Yvain pensa di nuovo alla signora, e decide di tornare alla fontana:
intercessione di Lunete che inganna la sua signora facendole dare la sua parola e far riunire i due sposi.
Dopo una MATURAZIONE INTERIORE avviene lo svolgimento positivo che ripropone la prima conclusione
positiva della 1° parte del romanzo in seguito alle nozze tra Laudin ed Yvein.
v. 180 incontro con mandriano, elemento discordante all’ambito sfarzoso della corte.
v. 273 fantasia nella rappresentazione naturale: orsi, tori, leopardi. L’ambiente di Champagne ha a che fare
con contatti internazionali legati a dimensione orientale quindi le nozioni non sono solo libresche ma nelle
corti lussuose si possono avere tali contatti culturali (e tali animali)
Semantica germanica legata strettamente all’ambito della guerra, violenza e struttura feudale. Yvain
rivestito di un corto mantello foderato di pelliccia e blu scuro, e assiste al combattimento di bestie selvagge,
si trae indietro dalla loro violenza. S’imbatte nel personaggio descritto come spesso nella letteratura
scortese è rappresentato (ma anche nella lett. dei chierici vaganti= studenti colti compongono satira) con
tratti meravigliosi il VILLANO. Tratto interessante studiato da studiosi (Auerbach, Koheler) come la
letteratura cortese di tal genere risponde alle aspettative dei cavalieri e della piccola aristocrazia che trova
un suo appagamento nella proposta fatta per mezzo degli autori di UN ETICA DEL COMPORTAMENTO
FEUDALE (ETICA DELLA CORTESIA: misura, generosità, lealtà, magnanimità,amore) ma attraverso tale etica
la piccola cavalleria (aristocrazia dei cavalieri non casati, gli Iuvenes) trova una sua equiparazione almeno ad
un livello ideale e fantastico con la grande aristocrazia detentrice del potere TESI
DELL’INTERPRETAZIONE SOCIALOLOGICA DEL ROMANZO CAVALLERESCO.
(lirica dei trovatori assolve alla equiparazione dei diritti dei cavalieri meno abienti con i grandi feudatari:
almeno nel servizio amoroso secondo i valori della lirica cortese nel SERVITIUM AMORIS= sottomissione
che ricalca il modello feudale che l’amante deve dare alla propria domina non importa la posizione sociale.
Tutti amanti devono seguire un medesimo valore. “De amore” Cappellan dice che non è l’origine nobiliare
che da nobiltà ma il comportamento nobile.
Interessante perché da Aurbach dice che nel romanzo cortese è messa in scena la SOLA CLASSE DELLA
NOBILTA’ FEUDALE DEI CAVALIERI E DELLE DAME. Questo è vero moderatamente: c’è chi ha sostenuto che
la rappresentazione del laboratorio delle 300 fanciulle tessale di cui si dice anche il salario è una
rappresentazione realistica dei laboratori tessili, una protesta sociale e operaia. è sicuro che il punto di vista
di Chretyen è QUELLO DELLA CLASSE CAVALLERESCA ma essendo Chretyen un grande autore, trovandosi a
vivere a Troyes, ricca città commerciale nella Champagne, non è cieco alla realtà del suo tempo, ma vedere
tali rappresentazioni come né completamente realistiche né di fantasia: sia per l’officina tessile sia per il
villano dobbiamo calcolare che sono compresenti i due elementi: nella rappresentazione del villano entrano
in scena elementi topici: tratti accentuati di mostruosità realistica contrari all’estetica cortese dell’armonia.
C’è anche elemento parodico che appariva anche nella poesia dei chierici vaganti: composizioni goliardiche
mediolatine in cui troviamo il personaggio del VILLANO, rappresentato in modo grottesco. (Dialogo di
Salomone e Marcolfo, Opera goliardica mediolatina, ultimo personaggio ha grande fortuna: Marcolfo si
opponeva al re Salomone, il rappresentante della saggezza. Ma il villano con tali tratti grotteschi in realtà ha
la funzione di ROVESCIARE la visione della realtà ingessata e falsa rappresentata dal potere e dal sapere
ufficiale. Il villano topicamente non è sprovvisto di una sua dignità e saggezza profonda radicata nel REALE e
NELLE COSE REALI. tratti di questa saggezza del villano sono presenti anche nell’opera di Chretyen, nel
romanzo di Chretyen ci sono diversi elementi: RAPPRESENTAZIONE PARODICA (attraverso ottica cortese dei
valori dell’autore non può che non essere così in quanto realtà altera rispetto alla sua) ma FUNZIONE
REALISTICA (anche nella rappresentazione distorta filtra un certo quantitativo di realismo) che fa da
necessario contrasto per la realtà lossuosa e composta della corte. DIGNITA’ NELLE PAROLE, richiamarsi alle
cose concrete: sfera di valori per cui dice “io non so null dell’avventura” aderente ad altri valori rispetto al
meraviglioso cortese arturiano. Indirizza Calogrenant verso una fontana ma è singolare nei particolari che
quello che agli occhi di Yvain e C. appare come splendida fontana, sarà descritta in modo diverso dal villano
che non vede una pietra meravigliosa di smeraldo e rubini ma un masso. Yvein gli chiede “che creatura
sei?”Il villano risponde “io sono un uomo” facendo emergere una voce umana nella sua umiltà da cui
emerge la consapevolezza dell’autore che scrostata la patina di grtottesco che racchiude il villano in modo
topico c’è anche qualcos’altro. Serve a far risaltare la volontà fanfaronesca di avventura di Calogrenant, per
il confronto con la semplicità del mandriano.
31 Marzo 2015
SAGGIO DI PUARYON
affronta la figura di Chretyien, contestualizzazione della sua opera, non c’entrato esclusivamente su Yvain.
Ipotesi che Chretyien, per il nome di battesimo e per la cultura che si intravede nelle sue opere è un EBREO
CONVERTITO: primi insegnamenti delle scuole ebraiche: attenzione per il simbolo e l’ermeneutica.
L’appartenenza alla corte di Champaigne non si limita ad una regione ma famiglia con relazioni
internazionaliapertura a livello internazionale. Legato alla corte di Champaigne Andrea Cappellano che
scrisse trattato latino “de Amore”, dettami d’amor cortese, manuale di seduzione.
Contemporaneo e legato al suo ambiente è il romanziere Gautier D’Arras che scrive “Eracle” e “Ille et
Galeron”.
Filippo d’Alsazia conte di Fiandra, alla morte del marito di Marie de Champagne cerca di proporle il
matrimonio.
Corte di Maria: corte ricca, florida, competitiva nelle imprese cavalleresche, prestigio letterario e di sfarzo.
Nel momento in cui fiorisce l’opera letteraria di Chretyien quello che è l’auctor è legato al concetto di
AUCOTIRITAS , auctor= colui che garantisce il sapere. Attività letteraria praticata prima solo dai chierici ma
nel XII i letterati partecipano di un rinnovamento che ha fatto parlare di “Rinascenza del XII secolo”. Questi
chierici intellettuali, che hanno privilegio della cultura scritta entrano in competizione nella loro funzione di
intrattenitori con figure di formazione diversa: Intrattenitori legati a tradizione orale. Come dice Chretyien
l’auctor tende a distanziarsi dai giullari: questi sono da lui identificati come coloro che “fanno a pezzi e
corrompono le antiche storie” “depecier e corrompre” VS “Conjointure”, mentre quelle storie sono
organizzabili in un ricco intreccio di significato da parte dell’auctor. Estuide<studium è necessario per
opera narrativa degna di essere tramandata. Percepiamo la cultura dell’autore attraverso le sue storie:
con incoronazione di Erec et Enide, e Erec ricoperto con veste raffigurante le 4 arti del quadrivium
(astronomia, geometria, aritmetica e musica come coronamento del sapere) per mostrare che nel
sovrano devono assomarsi la chevalerie e clergie = sapere e potere. In altri luoghi dei romanzi fa
riferimento ai libri incerti se si tratti di riferimento topico (libro come fonte dell’auctoritas) o riferimento
a fonti effettive. (libro come ispiratore della descrizione della veste di Erec, altro come fonte del romanzo
del Clijez: trovato nella libreria di una cattedrale, per il “Graal” dice che Filippo d’Alsazia gli consegna un
libro per narrare quella storia). Egli trae ispirazione contemporaneamente dai RACCONTI CELTICI= LAIS
CELTICI (legati al meraviglioso e origine mitica) facenti parte del repertorio dell’oralità bretone, e di
CRONIKè DELL’EPOCA SUA cioè racconti epico-romanzeschi spesso redatti per la corte d’Inghilterra.
(valorizzato il mito Arthuriano come fondatore della propria tradizione) Tra di essi nella prima metà XII sec.
“De Antiquitate Glastoniae Ecclesiae” (1129-1135) Guglielmo di Malmesbury. “Historia regum Britanniae”
Goffredo di Monmouth (1138). in francese antico storia epico romanzesca sull’epopea arturiana come
racconto epico-storico di Brut di Wace 1155. Il sostrato letterario viene dalla FORMAZIONE CLASSICA:
OVIDIO E VIRGILIO
Formazione classica di Chretyen che riguarda il trivium =insegnamento grammaticale-retorica + quadrivium.
>Visione del mondo articolata che si realizza in una ESTETICA DELLA NATURA che fa riferimento all’armonia
musicale e alla riflessione matematica. formazione classica permette di spiegare le modalità narrative di
un’opera di tale maturità: grado di trasformazione applicato ai racconti che da semplici racconti orali o
cronaca epico romanzesca da un intero romanzo. La cultura francese prima di Chretyen aveva visto un
inizio con i romanzi di tradizione antica come il “Roman de Tebe “ e “roman de Eneas”.
Prologo del “Clegies” situato il topos dei romanzieri: TRASLATIO STUDII ET IMPERI, consapevolezza di una
novità ma anche di una continuità nella tradizione.
La singolarità di Chretyen è l’aver creato qualcosa di nuovo amalgamando perfettamente l’ELEMENTO
CORTESE + ELEMENTO CLASSICO creando una cultura cortese e classica, riflesso della “rinascenza del XII”
. Due componenti legate in modo intimo e questa Conjeinture delle 2 componenti è evidente fin dal
primo romanzo e sonorità dei nomi: Erec (sonorità celtiche) et Enide (richiama eneide classica).
Base culturale di Chretyen: LIRICA DEI TROVATORI E DEI TROVIERI con l’etica amor cortese
2 canzoni cortesi di Chretyen che significano l’epica della cortesia e amore cortese: allusione al filtro bevuto
da Tristano/tematica della “misure”=equilibrio che deve mantenere l’amante, “merci”=pietà, “cuore” e
“amore” concetti base del FINE AMORE = AMORE PERFETTO E RAFFINATO rimandando all’idea del metallo
e oro che si affina.
Le tematiche dell’amor cortese nel romanzo si articolano intorno all’equilibrio tra ARMI E AMORE, sono
svolte adattandole ad un quadro sociale più ampio rispetto alle realizzazioni liriche: adattazione elemento
cortese all’ambiente della corte, con condizioni sociali specifiche che condizionano armonia coppia e
incontro amanti.
L’avventura di cui parla Chretyen si realizza su PIANO INDIVIDUALE E PIANO COLLETTIVO: in armonia con
ambiente sociale. Elemento non del tutto assente nel trobatori, avendo una dimensione esemplare tende
ad essere paidea pur parlando di sé stesso. Nel romanzo la tematica dell’avventura si inserisce nel MITO
ARTHURIANO CHE SI REALIZZA COME MITO DI UN’AZIONE CIVILIZZATRICE (secondo puaryon), cioè
vediamo nei romanzi Chretyen una azione civilizzatrice nei confronti di un mondo non mosso da ideali di
cortesia, coraggio, prodezza come sono tematizzati nei suoi romanzi. L’autore con il mito arturiano del
meraviglioso cerca di realizzare un’azione civilizzatrice sui costumi della società contemporanea. Auerbach
“Mimesis”nel saggio “la partenza del cavaliere”: in riferimento all’ Avventura di Calogrenant , spiega che è
una visione idealizzata della realtà ai fini del mostrare la nobiltà cavalleresca.
L’eroe fa avanzare la narrazione nei romanzi di Chretien in direzione di una legge più giusta che si
sostituisce a costumi pieni di circostanza arbitriae, irrazionali, violenti (costumes). SFUMATURA DI
RAZIONALISMO. Perfezionamento che si riscontra a tutti i livelli (combattimenti tra i cavalieri,
comportamento amoroso: passaggio da violenta sessualità ad amore puro e raffinato). Chretyen porta
contributo a cambiamenti sociali in atto nel XII sec. e ambiente di corte. Le stesse classi aristocratiche
non sentono esigenza di una formazione culturale precedentemente, mentre da Chretyen inizia l’unione
tra Clergie e Chevalerie =saggezza e potere, e classi aristocratiche sentiranno esigenza di formazione
culturale.
v.768 inoltrarsi di Yvain nello spazio naturale che lo fa avvicinare nella fontana meravigliosa. Desiderio di
Yvain di ripercorrere quanto anticipato da Calogrenan: avviatosi su un percorso fatto di montagne e vallate.
Presso la fontana vince con il protettore.
saltare al v. 860 fine combattimento con Esclasdores