Grafica ed Interattività
Domande e risposte varie
Dare una descrizione del concetto di visione stereoscopica ed elencare i
principali metodi di visualizzazione stereoscopica evidenziando pro e contro
di ognuno.
Risposta
La visione stereoscopica è una caratteristica del sistema visivo di alcune specie
viventi, tra cui l’uomo. Essa consiste nell’utilizzo di entrambi gli occhi, sovrapponendo
le immagini monoculari percepite da ognuno di essi, per creare un’unica immagine, e
quindi un flusso di informazioni più complesso, ed ha come effetto principale la
percezione della profondità. Tale caratteristica, tuttavia, si perde osservando immagini
in uno schermo. La stereoscopia, dunque, ha come scopo la realizzazione di immagini,
disegni, fotografie e filmati atti a trasmettere l’illusione di tridimensionalità propria del
sistema visivo umano. Studi di stereoscopia risalgono fin nell’ottocento.
Sostanzialmente, la tecnica fondamentale della stereoscopia consiste nel creare due
immagini, prese da due angolazioni diverse, che poi verranno presentate agli occhi in
maniera separata in modo che ogni occhio veda solo l’immagine di competenza. Il
cervello, poi, applicherà un processo di fusione delle due immagini elaborate dalla
vista dell’osservatore che darà un’illusione di tridimensionalità. Oggi esistono due
macro-categorie di stereoscopia: attiva e passiva. Tra queste, a cambiare è la maniera
con cui tali immagini vengono mandate in maniera distinta all’osservatore. In
contrapposizione alla stereoscopia attiva, nella passiva due immagini vengono
proiettate contemporaneamente sullo stesso schermo. L’osservatore indossa dei
particolari occhiali che filtrano lo stream video in modo che ogni occhio osservi solo
una delle due immagini. Gli occhiali variano a seconda del tipo di stereoscopia passiva
utilizzata, pertanto si distinguono stereoscopie passive basate su: anaglifi, luce
polarizzata e larghezza della banda di colore. Un anaglifo è una immagine speciale
ottenuta per sovrapposizione di due fotogrammi di uno stereogramma che subiscono
un processo di colorazione distinto. In particolare, si usa il Rosso per l’immagine
sinistra e il Ciano per l’immagine di destra. Il vantaggio è che è estremamente
economica e facilmente fruibile, ma di contro si ha che la predominanza di rosso/ciano
impatta sulla resa cromatica dell’immagine risultante. Nella tecnica a luce polarizzata,
si utilizza un doppio proiettore le cui lenti sono dotate di filtri polarizzatori, orientati
ortogonalmente uno rispetto all'altro, così da proiettare due immagini polarizzate in
modo differente l'una dall'altra. Lo spettatore viene dotato di un paio di occhiali
montanti anch'essi due lenti polarizzate, in modo tale che ogni occhio visualizzi
solamente l'immagine ad esso destinata. Il vantaggio è che non occorrono costose
schede grafiche per la sua realizzazione, e ci sono costi contenuti per l’hardware di
proiezione. Lo svantaggio è che occorre uno schermo dotato di particolare materiale
polarizzante e che può essere usato in ambienti in cui non occorrono molti movimenti
della testa, come ad esempio, un cinema. Nella tecnica a gamma di colore, infine, si
usa una ruota di colori alternati integrata nel proiettore. Questa ruota contiene un set
di filtri rossi, verdi e blu, in più rispetto ad una ruota tipica. Questo set aggiuntivo è in
grado di trasmettere la luce a lunghezze d’onda differenti. Le lenti degli occhialini
filtrano alternativamente l’uno o l’altro set di filtri, trasmettendo all’occhio l’immagine
giusta. I vantaggi e gli svantaggi sono vari: se da un lato si hanno scarsi fenomeni di
ghosting, l’indipendenza dalla rotazione della testa, una migliore separazione delle
immagini e la possibilità di usare qualunque superficie come schermo, dall’altro lato i
costi sono molto elevati e si ha la necessità di correggere via software l’alterazione
cromatica che subiscono le immagini.
Fornire una classificazione dei sistemi di tracking.
Risposta
I sistemi di motion tracking sono utilizzati nell’ambito della realtà aumentata per
tracciare i movimenti dell’utente in maniera tale che immagini reali e immagini virtuali
siano co-registrati tra loro. I dispositivi di motion tracking sono classificati in base alla
tecnologia utilizzata per la misurazione. Essi quindi sono detti: meccanici,
elettromagnetici, ottici, acustici e inerziali. Per ciascuno i parametri di riferimento
sono: volume di lavoro (regione di spazio in cui il sistema funziona correttamente),
frequenza di campionamento (frequenza con cui il calcolatore rileva e aggiorna le
variabili), risoluzione (più piccola variazione di posizione rilevata), latenza (rapidità
della risposta), precisione.
I sistemi meccanici sono sistemi a bracci che sfruttano un potenziometro per misurare
la rotazione dei perni nel vincolo: noti, infatti, gli angoli di ciascun giunto e la
lunghezza delle aste della catena cinematica, è facile poter calcolare la posizione. La
semplicità costruttiva e l’assenza di dispositivi di trasmissione-ricezione ne riducono il
costo e la latenza. Inoltre, sono meno sensibili ad interferenze dell’ambiente, come ad
esempio, in campi elettromagnetici. Di contro, peccano in volume di lavoro e sono
soggetti ad usura. In più, l’utente è vincolato nei movimenti.
I sistemi elettromagnetici sono costituiti da un trasmettitore e da un ricevitore. Il
trasmettitore genera un campo magnetico fluttuante mediante tre spire tra loro
ortogonali, che è rilevato da tre simili spire nel ricevitore. La variazione del segnale è
tradotta in una variazione di posizione e di orientazione a 6 DOF (degree of freedom).
Sono dispositivi molto comodi grazie alla piccola dimensione dell’apparato
trasmettitore-ricevitore, dunque il volume di lavoro è molto grande ed espandibile, se
si combinano più sistemi tra loro. Tuttavia, tali sistemi sono molto sensibili alle
interferenze ambientali, soprattutto di tipo elettromagnetico, che ne possono
compromettere la precisione. Inoltre, la latenza è molto elevata (circa 100 ms).
I sistemi acustici prevedono due componenti: l’emettitore e il microfono. L’emettitore
genera un segnale sonoro e un microfono lo raccoglie misurando il tempo impiegato
dal suono per percorrere il cammino (chiamato tempo di volo o TOF). Un elaboratore
raccoglie i dati di più dispositivi (ne servono tre coppie per misurare sei gradi di
libertà) e calcola la posizione e l’orientamento. Hanno il vantaggio di essere molto
economici e reperibili, tuttavia, la velocità varia a seconda delle condizioni ambientali
(umidità, pressione atmosferica, ecc.). Tali sistemi, tra l’altro, non possono essere
utilizzati in ambienti che riflettono le onde sonore, poiché altrimenti genererebbero
immagini fantasma.
I sistemi inerziali, nati nei sistemi di guida di missili e aerei utilizzano i giroscopi per
misurare cambiamenti di rotazione attorno a uno o più assi. Non sono necessari
sistemi di trasmissione-ricezione, tuttavia, il costo, la necessità di ricalibrazione e la
sensibilità alla temperatura sono svantaggi da non sottovalutare.
I sistemi di tracciamento ottici sono caratterizzati da un’elevata accuratezza, ma
anche da notevole complessità e costo. Il sistema è costituito da sorgenti luminose
disposte sull’oggetto da tracciare e da telecamere che ne rilevano la posizione.
Solitamente si utilizzano sorgenti a infrarossi perché sono invisibili e quindi non creano
confusione all’utente. Recentemente questo tipo di sistemi si sta diffondendo grazie
ad un favorevole rapporto precisione/costo. Sono capaci di gestire un’area di lavoro
molto grande (fino a 100m con il laser) e altissime precisioni. Tuttavia, richiedono che
sia mantenuta la continuità del cammino ottico tra proiettore e sensore.
Dare una definizione di “Interazione Aptica” e descrivere i 2 livelli attraverso
i quali il senso del tatto fornisce informazioni.
Risposta
L’interazione aptica è il processo di riconoscimento degli oggetti attraverso il senso del
tatto. Essa è data dalla combinazione di due livelli di percezione del senso del tatto: la
percezione cinestetica e la percezione tattile. La percezione cinestetica consiste nel
riconoscimento della posizione e del movimento delle parti del corpo in relazione alle
forze esercitate da un oggetto. Tale percezione è delegata alla muscolatura e ai
tendini. La percezione tattile, invece, consiste nella percezione delle proprietà fisiche
degli oggetti e sul tipo di contatto. Tale percezione è legata ai recettori cutanei.