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Arteee

Il documento esplora vari movimenti artistici, tra cui il Secessionismo e l'Art Nouveau, con un focus particolare su Gustav Klimt e le sue opere iconiche come 'Il Bacio' e 'Giuditta II'. Viene discusso anche il Fauvismo, con riferimento a Matisse e opere come 'Donna col cappello' e 'La danza', evidenziando l'uso innovativo del colore. Infine, il testo analizza l'Esprressionismo attraverso artisti come Munch e Kirchner, evidenziando le tematiche di angoscia e alienazione nelle loro opere.

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Arteee

Il documento esplora vari movimenti artistici, tra cui il Secessionismo e l'Art Nouveau, con un focus particolare su Gustav Klimt e le sue opere iconiche come 'Il Bacio' e 'Giuditta II'. Viene discusso anche il Fauvismo, con riferimento a Matisse e opere come 'Donna col cappello' e 'La danza', evidenziando l'uso innovativo del colore. Infine, il testo analizza l'Esprressionismo attraverso artisti come Munch e Kirchner, evidenziando le tematiche di angoscia e alienazione nelle loro opere.

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W morris,

art and crafts.

Secessioni.

Art nuveau

Klimt

Il bacio di klimt
Il Bacio è una delle opere più emblematiche di Gustav Klimt, realizzata nel periodo del suo
"periodo dorato". Il dipinto ritrae una coppia di amanti in un abbraccio appassionato, un bacio che
sembra sospeso nel tempo, incapsulato in una dimensione intima e mistica. La scelta di un
soggetto romantico e l'uso dell'oro evocano l'idea di un amore trascendentale, un amore che va
oltre la dimensione terrena. Klimt, noto per i suoi ritratti di donne e la sua capacità di trasmettere
sensualità, rappresenta l'amore come un'esperienza totale, avvolta da un'aura di mistero e bellezza
senza tempo.
L'oro è l'elemento predominante nel dipinto, con una ricca applicazione di foglia d'oro che
trasforma la scena in un'esperienza visivamente lussuosa e a􀆯ascinante. Le figure sono circondate
da un fondo dorato, che conferisce un senso di sacralità e eternità all'immagine. Le figure
dell'amante e della donna sono immerse in un'armonia di linee morbide e curve, dove il contorno
della loro forma è esaltato da tonalità dorate e gialle. Le vesti dei due amanti sono decorate con
motivi geometrici e floreali, che richiamano l'arte bizantina e medievale, aggiungendo un ulteriore
livello di simbolismo e raffinatezza. La scelta di colori caldi, come il giallo, l'oro e il marrone, rende
il dipinto accogliente e intimo, ma allo stesso tempo molto maestoso.
Klimt giuditta 1 e 2

“Giuditta II (Salomè)” – Gustav Klimt (1909)

La figura di Giuditta è ritratta intera, in posizione instabile e sinuosa, con il


corpo piegato e la testa inclinata, quasi in un movimento danzante. Tiene la
testa di Oloferne nella mano sinistra, più visibile rispetto alla prima versione,
con un’espressione più aggressiva e distante. Il volto è freddo, lo sguardo
tagliente, meno sensuale ma più minaccioso. Il significato vira verso una
rappresentazione della donna come potere oscuro e distruttivo, con toni più
violenti rispetto a Giuditta I. I colori sono meno dorati e più cupi: prevalgono il
nero, il blu e il rosso, che rafforzano la tensione drammatica e il senso di
pericolo.
Ma
Fregio di betthoven

Adele bloch Bauer, restituzione del dipinto

● trail 1905-09 fu il periodo d’oro. Essa è seduta nella poltrona di casa, con poggioli e
schienale. Vestita con tessuto di stoffa giapponese, con quadrati e spirali. Raffigura il
concetto della fammefatale e forse fu una sua amante. Appartenente all'alta società
viennese. Il volto con resa tridimensionale e corpo bidimensionale confuso e
smaterializzato. Il formato è quadrato non collocato al centro.

Fauves

Matisse (cenni)

MATISSE

Assegnato da un critico, I Fauves ( "bestie" o "selvaggi") sono un gruppo di pittori
che, all'inizio del XX secolo, hanno sviluppato uno stile innovativo e radicale, noto
come il Fauvismo. Questo movimento artistico, che ebbe una breve ma intensa
esistenza tra il 1905 e il 1910, è principalmente associato alla rivoluzione nell'uso
del colore, antinaturalistico.

studiò legge, ma a 20 anni si dedicò all'arte, a Parigi con scuola di belle arti e fu
influenzato da Cézanne.

si libera dalle costrizioni dello spazio accademico concepito.

Donna col cappello

1905 San francisco

L’opera ritrae Amelie, moglie dell’artista


Raffigura a mezzo busto, seduta e a ¾ con la testa girata. All’epoca, Amélie lavorava come modista,
e lo si può notare, dalla posa elegante con la quale è proposta.
È presentata con abito borghese e cappello sontuoso, un ventaglio, guanti, cappello con linea
sfrangiata nei contorni.

I colori utilizzati sono puri e primari, applicati in modo istintivo ed intuitivo, affiancati da colori
secondari che insieme modellano la figura della donna.
L’uso dei colori non è naturalistico/realistica, ad esempio, nella pelle della donna si trovano verde e
azzurro, divergendo dalla realtà, l’obbiettivo di Matisse è esprimere le emozioni attraverso il colore

Tavola imbandita

Stanza rossa
STANZA ROSSA 1908

● confronto: Entrambe le opere rappresentano una scena domestica, disegnata a 11 anni di


differenza da Matisse. La tavola imbandita presenta elementi realistici, con una composizione
prevalentemente tradizionale . Gli oggetti sono perfettamente riconoscibili: piatti, caffè, frutta, 2
sedie, una finestrea dalla quale entra la luce, e una tavola con tanto di prospettvia lineare, con
forte senso di profondità. Dall’altra parte la stanza rossa, da come può suggerire il nome, viene
dominata dal rosso. Esso infatti unifica l’intera composizione, diventando l’elemento princpale,
quasi piu importante del soggetto stesso. Manca totalmente una modellazione degli oggetti, i quali
sono rappresentati con linee scure e stilizzate.
Se nel 1897 Matisse prestava ancora attenzione ai dettaglii e alla continuazione dello spazio, nel
1908 abbiamo un tratto totalmente libero, fluido e decorativo. Spesso si trovano anche linee
ondulate, senza necessariamente una prospettiva tridimensionale, la finestra ad esempio, sembra
tagliare il muro, qusi si confonde con un quadro.
La prospettiva pone un'altra importante divergenza: dove nel 1897 si ha una prospettiva perssochè
realistica

La danza

LA DANZA 1909-10

Raffigurate 5 figure per mano tranne due, in un girotondo vorticoso. Le figure sono unite in cerchio
in un movimentato girotondo. Una delle figure, (donne?) sembra momentaneamente staccata dal
gruppo, ma allo stesso tempo lanciata nel tentativo di recuperare la mano della danzatrice accanto.
Questo rende la composizione piu dinamica e vitale. Le figure sembrano unite in un movimento
ciclico senza tempo.
I corpi sono deformati, stilizzati e lontani da qualsiasi idealizzazione essendo allungati, bilanciati, in
torsione ecc… questo è volutamente reso irrealistico, per lasciare spazio all’emotività piuttosto che
ad una visoone naturalistica
La scena si svolge su un fondale quasi monocromatico, diviso in due campi netti: un intenso blu per
il cielo, che fa anche da sfondo, e un verde piatto per il terreno. Il colore rosso delle figure porta un
forte contrasto con lo sfondo. I colori chiaramente non sono realistici, e sono utilizzati nel creare
ritmo e vitslità.

Espressionismo
Munch

MUNCH

fu un famoso pittore e incisore norvegese, La sua vita fu segnata da tragedie
personali, tra cui la morte precoce della madre e della sorella, che influenzarono
profondamente il suo lavoro, frequentò la scuola di Oslo. Precursore
dell’espressionismo (spingere fuori) con tendenza di avanguardie artistiche del 900. I
temi che esplorò furono il senso tragico e mistico della vita, futuro incerto, solitudine,
angoscia esistenziale, crisi dei valori, depressione, isolamento, malattia…

Urlo di munch

IL GRIDO INTERIORE/ URLO 1893



Paragone con l’impressionismo, con colori antinaturalistici, violenti e con toni acidi.
Forme sommarie, spigolose, scheletriche, linee spezzate e legame con l’arte gotica e
gauguin, ovvero non contaminata dal processo di industrializzazione rapida. 3
versioni a tempera e stampa litografica. Il Grido è uno dei dipinti più iconici di Edvard Munch e
rappresenta un grido universale di angoscia e disperazione, simbolo delle emozioni intense e
disturbanti dell’artista. Munch lo ha realizzato in un periodo di grande crisi esistenziale, in cui stava
vivendo il dolore della perdita e le sue paure interiori. Il dipinto ritrae una figura umana in preda al
terrore, con un paesaggio urbano e naturale sullo sfondo che sembra "vibrante" e distorto dalla
sofferenza psicologica. Il Grido è una rappresentazione simbolica del dolore umano, dell’ansia e
della solitudine. L’opera esprime un momento di crisi psicologica, dove l’individuo si percepisce
come intrappolato in un mondo alienante e dissonante. Il paesaggio
Il dipinto è caratterizzato da colori intensi, tra cui il rosso, l'arancione e il giallo, che dominano il
cielo e lo sfondo. Questi colori, combinati con il blu e il verde del paesaggio e dell’acqua, creano
un’atmosfera di allarme e di angoscia. Il tratto di Munch è fluido e denso, contribuendo all’idea di
instabilità e irrazionalità. L’uso dei colori caldi nel cielo enfatizza la drammaticità del momento
rappresentato

Fanciulla malata

FANCIULLA MALATA 1885-86 Museum Oslo

● L’opera rappresentwe una scienza particolarmente intima e dolorosa: una bambina, o fanciulla,
distesa sul letto in cattive condizioni fisiche, sorvegliate da una donna di età più avanzata,
ipotizzata la madre. La scena è autobiografica, rievoca la sua memoria della sua sorella persa,
Sophie, ancora quando lui era giovane. La ragazza, è pallida, e tiene la mano alla mane, are molto
fragile, in un possibile segno d’addio. (morì di tubercolosi a 15 anni, lui 14)
L’ambiente è spoglio e modesto, con un letto incastrato tra parete e comò, i quali contribuiscono a
dare un senso di solitudine
La madre è distrutta dal dolore, con volto chiaro e postura curva, suggerendo un anticipato lutto.
Il dolore non è gridato, ma tenuto. Dentro e sofferto, come se il lutto fosse vero in quanto lo fù
I colori sono freddi, spendi e dominati da toni grigi, bianchi e verdi, si nota in oltre il color rame dei
capelli della fanciulla, che amplificano la centralità della figura nell’opera. La luce pare arrivare
diretta nel volto della fanciulla, quasi richiamando un’aurea divina, che è pronta a portarla con se,
e allo stesso tempo centrandola nuovamente nel dipinto

Pubertà munch

PUBERTÀ 1894 Museum Oslo

● La figura rappresenta la figura di una ragazza nel mezzo dell’adolescienza nuda, seduta in una
stanza altrettanto spoglia. Il soggetto viene rappresentato nel momento di un passaggio delicato,
l’ingresso dell’età adulta. Anche riportabile alle tipiche tematiche riportate da munch.
L’atmosfera è carica di tensione, e l’ombra dietro la
ragazza è stata spesso interpretata come simbolo della paura del futuro, della repressione sessuale,
o addirittura della morte dell’anima.
è in oltre trasmesso dall’espressione rigida della figura, e dal corpo serrato, il disagio, la paura e la
vulnerabilità in contrasto. I contorni non netti e la posizione intimidita della figura rappresentano
l’imbarazzo e l’incertezza del momento.
I colori della scena sono scuri e spenti, in contrasto con la pelle chiara della figura femminile, posta
come soggetto pricnipale, i colori sono in oltre ridotti al minimo, per lasciare spazio
all’interpretazione significativa dell’opera

Marcella kirchner

MARCELLA 1910, Stoccolma

● Marcella ritrae una bambina nuda, sola, seduta su un divano o piano spoglio, senza profondità
prospettica. La figura appare imposta brutalmente al centro dello spazio, con il corpo raccolto e le
mani sul pube in un gesto istintivo di difesa o vergogna. Lo sguardo è fisso, gli occhi spalancati: uno
sguardo che comunica smarrimento, tensione, forse paura. Il soggetto è probabilmente ispirato alla
figura di Fränzi, una bambina spesso ritratta da Kirchner e altri espressionisti del gruppo Die
Brücke, la cui rappresentazione ha sollevato e solleva ancora oggi discussioni etiche e culturali.
è vulnerabile, esposta, quasi annullata nel suo ruolo di
soggetto. L’effetto finale è quello di una violazione dello sguardo, che diventa a sua volta parte del
problema. La nudità non ha nulla di erotico, ma è carica di tensione psicologica. Kirchner sembra
voler rappresentare la fragilità e l’esclusione della giovinezza nel mondo moderno, ma lo fa in
modo crudo e disturbante.
L’opera è costruita con pochi colori fondamentali: toni spenti, a volte fangosi, dominati da beige,
bianco e marrone. La resa è lontana da qualsiasi intento realistico: Kirchner non cerca bellezza, ma
forza espressiva. I colori piatti e opachi accentuano l’atmosfera dura e disturbante del dipinto. Non
c'è luce naturale né ambientazione definita: tutto è ridotto all’essenziale per concentrare
l’attenzione sul corpo e sul volto della
bambina.
5 donne per strada

5 DONNE PER STRADA 1913, Colonia



Utilizzo di pennellate veloci e oblique, colori del verde acido in contrasto con il nero,
forme appuntite spigoli e archi a sesto acuto, con riferimenti all’arte primitiva. Le
donne vestite con tacchi a spillo, pelliccia e cappello con labbra rosse. La strada
illuminata da lampioni e idea di donne che possano essere delle prostitute.
Collegamento della incomunicabilità tra persone e degenerazione della morale

““Cinque donne per strada” – Ernst Ludwig Kirchner (1913)

Cinque figure femminili, forse prostitute, sono raffigurate in una strada urbana.
I loro corpi allungati e spigolosi, i volti pallidi e inespressivi, e gli abiti eleganti
ma rigidi le rendono simili a maschere o uccelli rapaci.

Il dipinto esprime il disagio dell’uomo moderno e la solitudine nella metropoli.


Le donne, vicine ma isolate, sembrano ignare l’una dell’altra, rappresentando
l’alienazione urbana.

I colori acidi e stridenti, come il giallo e il blu scuro, creano un’atmosfera


disturbante. Le pennellate violente e le forme taglienti accentuano la tensione
emotiva e la critica alla società borghese.

L’opera è conservata al Museo Ludwig di Colonia.

Cubismo

CUBISMO
Avanguardia artistica tra il 1910-15, il termine deriva da un critico “sono tutti cubi”
. Nacque in
un clima generale di incertezza, spiccò la figura di Freud con lo studio della psicoanalisi,
Einstein con lo studio della relatività e filosofo Bergson con idea dello slancio vitale ed
intuizione.
-1909-11 cubismo analitico: colori enfatizzati e semplificazione delle forme con colori terrosi
e neutri
-1912-13 cubismo sintetico: oggetti semplificati, carte incollate( papierse), collage, restituita
la riconoscibilità dell’ oggetto con colori brillanti e antinaturalistici.

Picasso
PICASSO
Realizzò il ritratto di Vollard in confronto con quello di Cezanne. In quello di Picasso non
esiste un unico punto di vista ma angolazioni multiple e l’oggetto è un’insieme di atti
percettivi diversi resi in simultanea con diversi lati dove il soggetto veniva conosciuto.
(caleidoscopio) All’epoca non esistevano i mercanti d’arte ma le opere venivano presentate
dagli artisti e musei.
Nacque a Malaga e all’età di 19 anni si trasferì a Parigi.
PERIODI:
-
cubismo analitico (1909-1911)
-
rosa (1905-1906)
-
africano (1906)
-
azzurro( 1901-1904)
dopo il suicidio di un suo amico dipinse “poveri in riva al mare”(1903)
vita di stenti con sacra famiglia (dignità monumentale). Tre fasce orizzontale, aspetto misero,
volumi solidi, terra, acqua, aria.

Ritratto di vollard, picasso e cezanne

● Cezanne realizzerà il suo dipinto dopo 50 lunghe sedute di posa, raggiungendo un dipinto di
approccio rigoroso e riflessivo. Il soggetto è reso tramite una semplificazione delle forme, portando
volto con tratti rigidi, quasi astratti, anche le maniche sono semplificate con forme ovali e
cilindriche, senza dettagli realistici. La prospettiva e costruite tramite il colore piuttosto che con
una prospettiva lineare. Vollard appare pesante, quasi con una dimensione meditativa, rendendo
la figura enigmatica e [traente] [trasportante] al mondo interiore. Il suo intorno è neutro.

● Picasso, 10 annni dopo, affronterà lo stesso tema con lo stile del cubismo analitico. Il ritratto non
è piu costruito per posa, stavolta è stato fatto in studio per astrazione. Il volto, e ancoa di più il
busto sono scomposti in piani geometrici e frammentati, rendendo l’idea di essere viasti da più
punti di vista contemporaneamente., tanto ce il profilo e il frontale paiono sovrapposti. Il colore è
monocromatico, su toni terrosi privo di chiaroscuro, il quale è usato solo per evidenziare i volumi
spezzati.
La figura perde ogni riconoscibilità immediata, diventa struttura, architettura e volumi, si potrebbe
dire che è la capacità a scrogere punti di vista che da forma all’immagine

Entrambi i pittori rifiutano un punto di vista naturalistico, ma in modi diversi

Dora maar

● l’opera ritrae dora maar, una delle muse di picasso, per altro amante dell’artista, e spesso ritratta
nelle opere del famoso pittore. questo ritratto la ritraee con una rappresentazione particolarmente
frammenttata, riflettendo il rapporto tra i 2.
Il ritratto è diviso in piccoli aguzzi e segmentati, suggerendo il senso di fragilità e disintegrazione
psicologica. Il cubismo divide la figura in forme e piani, simboleggiando la complessità e il conflitto
interiore del soggetto. La rappresentazione è piu intima che naturalistica. Picasso una una pallette
di colori cupi con frammenti di verde blu e rosa, che accentuano l’aspetto tormentato e complesso
del tempo.
Demoiselles d’avignon

● Quest’opera segna l’inizio del cubismo. Ispirata ad un bordello di barcellna, situato nella carer
d’avignont, presenta 5 donne nude in pose “provocanti”. Picasso sceglie il tema della prostituzione
per una riflessione sull’erotismo, sulla femminilità e sulla sessualità, rappresentaqndo allo stesso
tempo una rottura radicale con la pittura tradizionale, eliminando ombre e volumetrie, ponendo
l’opera in un piano bidimensionale, rimandando all’arte africana, in particolare anche grazie all’uso
delle maschere tribali, dalle quali si ispira per creare le facce. Esse (le facce) hannonasi acuminati
(aguzziti). L’idea delle maschere nell’opera punta a rapresentare una nuova idea di bellezza e
sessualità, lontana da quelle tradizionali.
Il colore porfe un contrastp tra toni caldi e freddi,contribuendo un dinamismo per la scena. La
pallette di colori è ridotta, con lo scopo di inalzare il livello di energia/frenesia su tutta la scena.

Poveri in riva al mare

● Poveri in riva al mare è un’opera dle periodo blu di Picasso, un momento in cui il pittore si
concentrava sui temi di povertà, di sofferenza e di solitudine.
L’opera raffigura 3 figure sulla riva del mare, un mare irrealistico dove tutto, anche la sabbia è blu,
quasi come se fluttuassero su un pezzo di ghiaccio. La scena e il colore pare quasi porre un legame
tra i soggetti e il paesaggio, come se il mare percepisse le sofferenze che la famiglia sta passando.
L’oera, come tipicamente nel periodo blu di Picasso trova interesse nei temi sociali, in particolare la
povertà e l’esclusione. Il blu trasmette un’atmosfera trise e desolata, evidenziando il lato
pessimistico della vita. Le te figure sono 2 genitori di figura slanciati, insieme al loro figlio piccolo.
Tutti sono vestiti con vestiti da “poveri”, e rappresentati con teste basse ed espressione
melanconiche.
Gertrude stein

Natura morta con sedia impagliata

● A rappresentare una delle opere più celebri di Picasso nell’epoca cubista. In questo dipitno
Picasso prova la tecnica del collage, ossia l’uso di materiali diversi come tela cerata, carta o altri
frammenti. Il quadro per se rappresenta elementi di uso quotidiano, quali una sedia impagliata, un
bicchiere, un vaso, esposti in tal modo che pur essendo riconoscibili, abbiamo una forma astratta,
lasciando comprendere gli oggetti tramite l’abilità del cervello di saper completare le immagini.
L’opera rappresenta poi il Cubismo sintetico con materiali diversi, richiamando oggetti reali.
Troviamo fetta di
limone, ostrica, pipa. Toni del bruno con finta paglia (sedia) con pezzo di tela cerata.
Ironia fra la realtà e rappresentazione, la cornice resa con la fune, forma ellittica con
forme scomposte. Journal con quotidiano francese.

Guernica

GUERNIKA 1937 expo, museo reina sofia


783x351 formato orizzontale.

● Guernica è probabilmente la più celebre opera di Picasso. L’opera fu creata su commissione per
l’esposizione universale di Parigi. Per la maggior parte del Tempo Picasso non ebbe nessuna idea,
fino a che non lesse del bombardamento di Guernica, in spagna esattamente dalla città da cui
prese il nome. Il bomardamento avvenne il 26 aprile 1937, quando durante la guerra civile
spagnola la città di guenica fu bombardata dall’aviazione tedesca e italiana, sotto il comando di
Franco, quando giunse la notizia, picasso prese l’ispirazione per denunciare la tragedia sotto forma
di opera d’arte.
L’opera è un fortissimo grido contro la violenza, ogni figura nel dipinto è carica di significato
simbolico []
Picasso utilizza un tratto deciso e angolare, con linee spigolose, usate per conferire il sentimento di
urgenza e taglio violento. La compoasizione è composta su piani scomposti, dando il senso di
disorientemtno. La pallette è chiaramente in bianco e nero, amplificatore del drammatico
dell’opera, togliendo l’attenzione dalla possibile bellezza dell’opera,e centrando l’attenzione
sull’evento che essa rappresenta.
[museo]
braque nudo di schiena

risposta a demoiselle d’avignon di picasso



corpo sproporzionato con gambe corte, piede grande, snodata e postura innaturale.
Distesa in un fianco e i piani angolari si intersecano. Testa e volto sintetico con arte
primitiva. Pennellate una affianco all’altra e inclinate. Figura tornita e linea di contorno

Case all’estaque
criticato definito con “sono tutti cubi ”
L’opera è legata al movimento secondo il quale vari pittori, come Constable e Cezanne,
scomponevano le figure inf orme tramite semplificazione. Braque però esagera, egli rappresenta le
case in maniera stilizzata, sopra il paesaggio montano di Saint Victor (Francia, Marsiglia), senza
alcun tipo di dettaglio realistico, concentrandosi più sulla scomposizione delle forme.
. Alberi sui toni verdi, semplificati e cade giallo
ocra. Luogo di ispirazione come per Cezanne (rifatto tutto a memoria). Le case sono
riconoscibili con utilizzo della retina e studi impressionisti con volumi squadrati e
tozzi. Assenza di prospettiva è rappresentata la quarta dimensione (tempo) con resa
in contemporanea, tutto è riempito.
L’opera presenta volumi semplificati, non rispettando la prospettiva tradizionale, suggerendo
piuttosto una visione “in tempo reale” del paesaggio.
I colori dominanti sono le tonalità terrose, come il verde, il marrone e l’ocra, contributorei ad un
senso di solidità e di naturalezza del paesaggio.
cubismo sintetico

Futurismo

Il futurismo è un movimento artistico databile dal 1909 al 1944. Fondatore più accreditato è
Tommaso
Marinetti, che nel 1909 all’interno della rivista francese ‘Le Figarò’ pubblica ‘Il manifesto del
futurismo’.
Crea così un modello che abbandona l’accademia e il passato.
Dinamismo, velocità, lotta, distruzione dei musei e delle biblioteche, inno alla civiltà industriale,
sono tutti
caratteri del movimento. La loro volontà di distruggere lo status quo approfittando
dell’avanguardia
scientifica. Marinetti pubblica così nel 1914 ‘Zang Tum Tum’ , libro dal titolo onomatopeico, che
riprendeva
il suono delle fabbriche, per spiegare il senso di ‘ battaglia’. Il testo è scritto con la tecnica delle
‘parole in
libertà’, ossia, un nuovo modo di scrivere, in cui le parole non hanno nessun legame sintattico e si
usano segni
matematici.
Rappresentanti di questo movimento sono, Boccioni, Carrà, Balla e Severini
FUTURISMO

Marinetti 1909 in francese nel giornale le "Figaro" parigino, pubblica il manifesto del
futurismo. Verso libero dalla metrica alla rima. Contro la cultura accademica con
rottura con il passato.

Velocità, dinamismo, guerra, militarismo, disprezzo per la donna, distruzione musei e
biblioteca. Parte dell’estetica moderna con mito della macchina con disprezzo della
tradizione.

Civiltà industriale con automobile, luce elettrica, realtà urbana con un progresso delle
metropoli (cantieri, stazioni, aerei, treni).

Serate futuriste svolte con comizi e spettacoli teatrali.

1914 Zang tumb tumb (descrizione della battaglia) onomatopea sintassi e scrittura
visiva con tavola parolibera.

1909-1944 marinetti era un interventista e la loro arte definita poi degenerata.
Bocconi teorico della pittura, manifesti della pittura e dei pittori. Balla e Severini.
Studia a Roma e frequenta accademia a Milano e Venezia, conosce Marinetti e
frequenta lo studio Balla.

Marinetti

Manifesto (cenni)

Da qua ho gli appunti

Bocconi la città che sale


saleOpera datata 1910 è un dipinto rappresentante vari animali e altrettanti
uomini. La tecnica deriva dal postimpressionismo, i colori sono violenti.
Si notano in lontananza delle impalcature, di una probabile città distrutta o
ricostruita dall’avvento di questo cavallo imbizzarrito. Gli uomini che tentano
di domarlo vengono sovrastati, come le impalcature che vengono sostituite
dalle ciminiere. Emblema del progresso inarrestabile supportato dai futuristi.
BOCCIONI
CITTA CHE SALE 1910 MOMA

Movimento,velocità e mito del progresso con sogno di una nuova città. Tecnica dello
studio postimpressionismo e visivo con colori tratti e filamenti, tecnica suddivisa per il
dinamismo con colori puri e violenti. Sembra un frammento cinematografico con 6
animali e 5 uomini. Il cavallo funesto (morirà) andava alle corse per studiare.
Coinvolge lo spettatore e sfondo con palazzi con impalcature. Attività febbrile.

Materia

L’opera datata 1912 rappresenta la madre dell’artista Cecilia Forlani. Essa è seduta
sul balcone della sua casa in quartiere Porta Milano.
Rppresenta, destrutturando la figura, un cavallo rosso a sinistra unito al movimento
vorticoso del quadro, incarnando il senso proteso caotico di un futuro.
Fasci di luce, ciminiere e il movimento dinamico, rappresentano gli ideali del
futurismo.
MATERIA 1912 museo milano del 900

titolo inteso come madre, Cecilia Forlani, seduta nel balcone (ringhiere,
corrimano)con mani giunte. Nello sfondo case ed edifici del quartiere Porta Milano.
Impressione visiva proveniente dall’esterno con riflessi vetri della finestra aperta,linee
bianche. Ciminiere a sinistra e persona che cammina per strada più cavallo.

Forme uniche della continutà nello spazio


Scultura in bronzo rappresenta un corpo umano misto ad una macchina.
Le varie forme scomposte si espandono, come i tendini delle gambe.
La figura si avvita su se stessa, procedendo avanti con grandi passi dando senso di
dinamicità e movimento.
Il movimento come un ingranaggio
Se si osserva la figura a tutto tondo, essa rivela spazi cavi, chiari scuri e movimenti
contrastanti. Se osservata di fronte il movimento sembra all’indietro, data la
torsione del busto.
L’originale è in gesso che sembra sottolineare in maniera più decisa le forme stondate e
allo stesso tempo taglienti dell’opera; il bronzo è postumo.
FORME UNICHE DELLA CONTINUITÀ NELLO SPAZIO 1913 museo 900 milano

Bronzo con sintesi della visione ottica e mentale. Corpo macchina e gambe parti
concave e convesse. Forme scomposte che si espandono nello spazio, si avvita e
dilata. Si percepisce la forma con movimento, dinamicità e forma umana incede agrandi passi.
Verosimiglianza non c’è senza braccia. Le linee frammentate fluttuano
nello spazio.
L'opera di Boccioni è una delle espressioni più significative del movimento futurista, che cercava di
catturare il dinamismo e la modernità in un'epoca di cambiamento rapido, segnato dalla crescita
industriale e dalla tecnologia. Forme Uniche della Continuità nello Spazio rappresenta un corpo
umano
in movimento, scolpito in forme frammentate e distorte, ma sempre fluide, che suggeriscono il
concetto di velocità e di energia. L'uso di linee e forme per rendere il movimento era una delle
preoccupazioni principali di Boccioni, che voleva rappresentare non solo l'oggetto fisico, ma anche
la
sua energia vitale.

1913 milano museo del 900


Bronzo
Figura umana
Sintesi di una visione ottica e mentake
Corpo richiama un amacchina
Muscoli sono concavi e convessi
Le forme sembrano scomposte e si espandono nello spazio
Figura che si dilata
Si percepisce il movimento
Senso di dinamicità
Dadaismo

Il dadaismo nasce a Zurigo nel 1916 e si pone in netto contrasto con la cultura tradizionale, i loro
obbiettivi:
scandalizzare e dissacrare . La loro ricerca dell’arte elementare, il ‘no-sense’ e altre caratteristiche
del
movimento vengono descritte poi nel 1918 da Tzara all’interno de ‘Il manifesto del futurismo’.
Il dadaismo non è propriamente un movimento, ma una ‘tendenza’, anche di breve durata, in
quanto ha
trovato la sua fine nel 1923. Gli artisti propri di questa tendenza diventano poi surrealisti o
astrattisti.
Spiazzano decontestualizzando e rivedono l’idea di arte vedendo l’idea più importante dell’oggetto,
portando
alla nascita dell’arte concettuale.

L’estetica passa in secondo piano, la critica a coloro che la vedono come principale criterio di
valutazione ( e
vedono il bello in maniera a-valutativa) artistica è aperta.

Dal dizionario tedesco significa “tutto e nulla”


In Svizzera Cabaret Volteirra, serate eccentriche con Hugo Ball, Tzara, Ansarp e
gruppo variegato di artisti.
Contrari alla guerra e alla tradizione dell’accademia. Un arte elementare capace di
salvare l’umanità dalla guerra
Musica e poesie con modi anticonformisti e nonsense con ironia
1918 “manifesto del dadaismo” Tzara, l’opera d’arte non deve rappresentare la
bellezza, gioia ma tendenza che brucia in pochi anni
Dada muore 1922-23 alcuni artisti diventeranno astrattisti o surrealisti
Influenza pop art, povera e concettuale
Associazioni stranianti, giochi linguistici e stimolare l’immaginazione in senso critico
effetto spaziamento e decontestualizzazione, idea ha più valore rispetto all’oggetto e
riproducibilità con unicità (valore simbolico)
legge del caso senza riconoscibilità dei soggetti e realtà

Dada era contro l’arte e la cultura tradizionle, il suo obbiettivo è cercare un’arte elementare capace
di lvare l’umnità dalla guerra. Nel 1918 uscirà il manifesto dada. Dada morirà nel 22/23. Gli autori
del movimento diventerannopoi surrealisti e astrattisti.
Il movimento ha una enorme influenza.
Il dadaismo è portato a stimolare fantasia, immaginazione e senso critico, lascia un effetto
spiazamento all’osservatore. Si considera l’arte l’idea
Douchamp
Marcelle Duchamp nasce nel Luglio del 1887 in una cittadina del nord di Parigi.
Egli è il principale esponente dell’arte concettuale dadaista.
Nel 1913 sperimenta le prime composizioni con i ‘ready made’ ossia, oggetti della vita quotidiana
prefabbricati, i quali vengono poi promossi ad opere d’arte.
La decontestualizzazione è il metodo con cui l’oggetto diventa mezzo di critica prima e opera d’arte
poi.
DUCHAMP

“Rose est la vie”

oggetti prefabbricati e pronti all’uso, prodotti realizzati in serie li promuove da oggetti
a opere d’arte (dignità artistica) cambiando il significato

atto concettuale più importante dell’idea e utilizzo oggetti quotidiani con livello
interpretativo che varia

Ruota di bicicletta

La Ruota di Bicicletta è uno dei più celebri esempi di ready-made di Marcel Duchamp, un oggetto
quotidiano, in questo caso una ruota di bicicletta montata su uno sgabello, trasformato in arte
semplicemente attraverso la scelta dell’artista
Opera datata 1913 è considerata il primo ‘ready made’ della storia artistica.
La composizione prevede uno sgabello da cucina con una ruota in metallo di una vecchia bicicletta.
Lo sgabello è presente ma non mi posso sedere, la bicicletta c’è ma in parte, non posso andarci.
Insomma, non posso né sedermi né usare la ruota della bicicletta.
L’opera porta alla perdita di riferimenti nella realtà.
Se prima l’artista era solamente un abilissimo tecnico estetico con Duchamp questa idea crolla.
L’opera diventa l’idea che la costituisce e non le categorie di ‘bello’ e tantomeno il ‘gusto’.
RUOTA DI BICICLETTA 1913
Sgabello in cui non posso sedermi, li ha scelti oggetti che rappresentano la quiete e il
movimento. Il contesto mi disorienta e perdo punti di riferimento a ciò che è tradizionale.
Dagli impressionisti nuovo concetto di opera d’arte (metà 800). Crollo della verosimiglianza
con scopo comunicativo dell’opera

2 oggetti comuni, ci disorienta, oerdo i punti di riferimento dell’arte

Fontana

L’opera originale datata 1916 è un semplice orinatoio maschile comprato dall’artista in un


negozio newyorkese.
L’orinatoio, esposto in anonimato nel 1917 con l’acronimo di R. Mutt.
L’orinatoio che inizialmente doveva essere esposto capovolto venne scartato dalla mostra e
l’artista in incognito a sua volta difendere Mutt (se stesso) spiegando come, attraverso la
decontestualizzazione, sia possibile creare un nuovo modo di vedere l’oggetto stesso.
Buttata e scambiata per un vero orinatoio verrà poi ricreata dall’artista stesso nel 64’.
LA FONTANA (ORINATOIO MASCHILE ROVESCIATO)
Porcellana, 1917 originale e replica del 1950 a Philadelphia poiché originale disperso in un
trasloco e seconda nel 1964 nel tet museum londra.
Autografato con pseudonimo mutt ( forma accogliente l'utero materno) postdatato. Creò
scandalo, non è importante che mutt l’abbia fatto con le sue mani ma la scelta. Il significato
d’uso scomparso con decontestualizzazione (decade concetto di bellezza).
La mostra svincolata dalle istituzioni con invio opere ed esaminate dalla commissione ma
Duchamp stesso giudice, venne rifiutato e raccontato nella rivista definito volgare.

L’oggetto di base è un ready mad. È un orinatoio maschie al contrario, autografato con uno
pseudonimo MUTT
L’opera originale rislae al 1917, la replics oggi conosciuta è del 1964 conservata al tate museum di
londra

LHOOQ

Opera datata 1919 è anch’essa un ‘ready made’. I baffi disegnati sull’opera di Leonardo non
vogliono essere una mancanza di rispetto verso i capolavoro ma anzi, vogliono criticare lo status
dell’opera in quanto considerata bella in quanto bella. La dissacrante ridicolizzazione è rivolta al
pubblico che sacralizza un opera d’arte secondo l’estetica.
Il climax si raggiunge con la scritta L.H.O.O.Q, ossia un rebus volgare che tradotto significa ‘lei
ha caldo al c*lo’. I significati dati sono vari, dai riferimenti all’androginia della Gioconda (vista dai
critici come un autoritratto di Leonardo) alla più semplice critica nei confronti del pubblico che
idolatra l’opera.
GIOCONDA CON BAFFI (L.H.O.O.Q si concede facilmente) 1919
Riproduzione di una cartolina stampata disegnando dei baffi e una barba. Sfida l’arte
tradizionale con possibilità di rovesciare il significato e immagini canoniche.

La Gioconda coi ba􀆯i è una critica ironica e dissacrante all'arte tradizionale e alla sua venerazione.
Duchamp, con il suo intervento, sfida l'idea che l'arte debba essere rispettata o mantenuta
immutata.
L'atto di "rovinare" un'opera così riconosciuta e rispettata come la Gioconda diventa una
provocazione
contro l'arte classica e il suo status di oggetto di culto. Con questo gesto, Duchamp non solo mette
in
ridicolo il concetto di "capolavoro", ma anche il mondo dell'establishment artistico, facendo luce
sulla
questione del valore dell'arte e del suo contesto. Inoltre, il nome stesso, "L.H.O.O.Q." (acronimo
che
può essere interpretato come un gioco di parole volgare in francese), enfatizza la natura irriverente
e
satirica dell'opera.

Astrattismo

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ASTRATTISMO
Deriva da non figurativo, ovvero non imita forme reali della natura (il cervello non
riesce ad abbinare).
1912 fondazione del gruppo DBR (acronimo tedesco) =il cavaliere azzurro.
Insieme a Franz Marc l’arte deve liberarsi, riscoprendo lato spirituale. Pittura deve
abbandonare mimesi.
Forme non riconoscibili svincolare dall’oggetto fisico prescinde dal mondo concreto
per forme pure.

Kandinskij
Wassili Kandinsky nasce a Mosca nel 1866.
Nella prima parte della sua produzione artistica vediamo un forte attaccamento al realismo russo,
abbandonato poi negli anni 1908-1910 con un approccio distaccato.
Crea infatti dal 1910 al 1913 la sua serie di acquerelli astratti.
Nella tela assimila le emozioni senza però descrivere la realtà.
L’arte diventa un mezzo per esprimere gli impulsi e liberarsi dal vincolo della rappresentazione
realistica.
Studia così linee, forme e colori cercando quelle che più rappresentano il suo interiore.
KANDINSKIJ
Si trasferì a Mosca per studiare, giurisprudenza, antropologia ed etnografia. Nel 1896
abbandonò ed ebbe una carriera forense. A Monaco studiò pittura.
Sì allontanò dalla rappresentazione di soggetti reali e nel 1909 abbandonò il dato di realtà
mettendo insieme linee e forme per evocare stati d’animo.
-
1910 testo fondamentale “lo spirituale nell’arte” (1912) assimilando l’arte alla musica
che trasmette emozioni senza descrivere realisticamente la realtà, vedeva colori
(rosso suona meglio, azzurro quiete e giallo)
-
scrisse “punto linea superficie” elementi pittorici

Primo acquerelllo astratto

Opera datata 1910 è un dipinto a matita, inchiostro e tempera.


In questa rappresentazione l’artista vuole mostrare la brevità e la rapidità della
realtà, che come le macchie, fluttua in maniera casuale.
La spontaneità infantile del disegno presuppone la mancanza di un disegno
preparatorio, il disegno prende così una forma ancora più ‘di getto’.
Il senso di movimento dato con la china e le onde date con i pennelli riprendono il
fluttuare causale degli eventi.
PRIMO ACQUERELLO ASTRATTO 1910 retro adatta
-
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-
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enuncia la rappresentazione della realtà, macchie (rosse,blu) che fluttuano senza
punti di riferimento e segue un proprio principio laconico.
Non segue nessun schema con impulso creativo, velature e tocchi veloci
senso di movimento con matita, china
spontaneità di un disegno di un bambino (infantile)
primo esempio pittorico non figurativo dell’arte occidentale

DBR cavarielle azzurro

Olio su tela datato 1912 è una rappresentazione simbolica della contrarietà


dell’artista alla società capitalistica. Il suo disagio ha bisogno di essere esternato come
un cavallo imbizzarrito che viene rinchiuso.
L’obbiettivo diventa quello di arricchire spiritualmente l’osservatore per migliorarne
la vita.
Il titolo riprende il nome tedesco del movimento artistico ‘Der Blaue Reiter’ di cui
facevano parte anche Kandinsky e Marc, che promosse l’affermazione dell’arte
astratta.
CAVALLO AZZURRO= 1912, insieme a Marc. Artista che afferma una nuova arte, pubblica
un solo annuario con una serie di immagini di stampe russe popolari, incisioni medievali
tedesche, giapponesi, disegni infantili, mosaici veneziani e sculture gotiche.
-
contro la società materialista e poco spirituale, esternalizzazione violenta e disagio
emozioni (espressionismo lirico)
-
obiettivo nobile, ovvero affidare all'arte la crescita spirituale dell’osservatore e
arricchirlo.
-
1909 a Monaco associazioni di artisti che nel 1911 si div

Mondrian
Nato in Olanda nel 1871 e frequenta l’Accademia di Amsterdam.
Affascinato dai cubisti si sposta poi nell’ambito delle teorie teosofiche (conoscenza del divino come
via per la
liberazione).
MONDRIAN
-
essenzialità
-
Nasce in Olanda e frequenta l’accademia di Belle Arti ad Amsterdam. A Parigi
affascinato dai cubisti.
-
Con Teo fonda la rivista “Lo Stile”
-
Segue le teorie Teosofiche= la conoscenza delle cose divine,con unica verità è
conosciuta solo da alcuni grandi iniziali.
-
Tema albero allude alla condizione esistenziale

albero rosso, grigio (argentato) e melo in fiore

Opera datata 1910 è un olio su tela. La semplificazione delle forme, i


rami
cadenti e allo stesso tempo l’anti-naturalismo spostano l’attenzione dall’albero
alla sua morfologia e ai rapporti che intercorrono tra i suoi rami.

Opera datata 1911 è la rappresentazione dell’evoluzione artistica di


Mondrian.
L’albero comincia a perdere la sua forma e le sue linee intrecciate e marcate, sui toni del
grigio, presumono un albero che sta perdendo la linfa vitale.
Opera datata 1912 è rappresentazione dell’astrattismo di Mondrian.
Le forme diventano irriconoscibili, i rami diventano segmenti e le ombreggiature scure
contornano quello che sembra essere il fusto, ormai scomposto, del melo.

ALBERO ROSSO (1909-1910)


-
semplificazione della forma, comprensibile con risoluzione
-
colori prima del rosso e blu, anti naturalistici
-
influenzato da Cezanne e cubisti
ALBERO ARGENTATO (1911-1912)
-
linee si intrecciano con diminuzione realismo
-
forma ancora più dissoluta
MELO IN FIORE (1912)
-
albero non esiste, tante linee
-
linguaggio essenziale (rami curvi)

Bauhaus

BAUHAUS (dessau) 1919-1933 casa del costruire


-
scuola, laboratorio e bottega artistica
-
artigianato e industria fusi assieme
-
vivevano e lavoravano lì
-
metodo pragmatico (pratico) con architettura, scultura, tessitura, cartelloni
pubblicitari, design industriale, urbanismo
-
teoria razionalismo (anni 20) forma edificio, angoli retti e contro decorativismo e
materiali moderni
-
kandiskij

Metafisica

de chirico

Nato in Grecia nel 1888 e poi trasferitosi a Roma Giorgio de Chirico è considerato il pittore
metafisico per
eccellenza. Visto come precursore dei surrealisti dai surrealisti stessi de Chirico con la sua arte
vuole
rappresentare una realtà misteriosa coperta dalla banalità del quotidiano.
Le sue opere sono così piene di simboli da decriptare.
Si definisce pittore classico

Le muse inqueietanti

Opera datata 1917 è una delle rappresentazioni metafisiche più note dell’artista.
Le piazza in cui sono inserite le tre figure è fatta di assi di legno che sottolineano la
prospettiva.
La visione porta in lontananza a scorgere il castello estense e una fabbrica con delle
ciminiere da cui non esce il fumo. Il castello, rappresentante la nobiltà, è in contrasto con le
attività del quotidiano delle fabbriche (antico-moderno).
Le statue, la prima fusa con una colonna dorica e un manichino da sarto, la seconda seduta
e la terza che ricorda una scultura classica sono immobili, enigmatiche.
La bandiera del castello sventola, la presenza del vento sottolinea questa atmosfera desolata
e misteriosa. Il tempo sembra essersi fermato e l’angoscia provata di fronte a queste statue,
miste alla presenza di una fabbrica che non produce e un castello abbandonato
simboleggiano inquietudine.
MUSE INQUIETANTI (Milano, collezione De Chirico)
-
precursore surrealismo no surrealista
-
Metafisica= spiegazione che va oltre la realtà fisica, natura. raggiungibile solo con gli
occhi della mente (no retina)
-
temi surrealismo, ricorso al sogno e inconscio che esula intento di De Chirico
-
Opposizione al futurismo (scomposizione forme), divisionismo, impressionismo
(retina diversa dall’occhio della mente)
Il colore è decisivo nell'opera: il tono è in gran parte dominato da colori intensi e decisi, con una
palette
di gialli, rossi e marroni che evocano una sensazione di staticità e malinconia. Il contrasto tra
l'ombra e
la luce crea un'atmosfera enigmatica e sospesa, ra􀆯orzando l'inquietudine che pervade l'intera
composizione. La scelta di un colore che sembra "fermo" suggerisce una visione immobile della
realtà,
lontana da ogni dinamismo e dalla vivacità della vita quotidiana, Cruse Inquietanti si inserisce nel
contesto della metafisica, un movimento che indaga il mistero e
l'inconscio attraverso la rappresentazione di spazi apparentemente vuoti, ma carichi di simbolismo.
Le
statue e gli oggetti in questa composizione appaiono immobili, come se fossero sospesi nel tempo
e
nello spazio, riflettendo un mondo che non segue le leggi della realtà quotidiana. L'atmosfera di
malinconia è accentuata dalla presenza di elementi senza relazione tra loro, un mondo privo di
legami
significativi. La "mancanza di legami" tra gli oggetti è un tema ricorrente nella metafisica, che invita
lo
spettatore a riflettere sul significato del tempo, della memoria e della realtà.
Cruse Inquietanti si inserisce nel contesto della metafisica, un movimento che indaga il mistero e
l'inconscio attraverso la rappresentazione di spazi apparentemente vuoti, ma carichi di simbolismo.
Le
statue e gli oggetti in questa composizione appaiono immobili, come se fossero sospesi nel tempo
e
nello spazio, riflettendo un mondo che non segue le leggi della realtà quotidiana. L'atmosfera di
malinconia è accentuata dalla presenza di elementi senza relazione tra loro, un mondo privo di
legami
significativi. La "mancanza di legami" tra gli oggetti è un tema ricorrente nella metafisica, che invita
lo
spettatore a riflettere sul significato del tempo, della memoria e della realtà.
“Le Muse inquietanti” – Giorgio de Chirico (1916, versione definitiva
1918)

La scena si svolge in una piazza deserta e silenziosa, dominata da due


manichini femminili immobili, simili a statue, che rappresentano le muse. Una è
seduta, l’altra in piedi, senza volto, con corpi rigidi e innaturali. Sullo sfondo si
intravedono edifici industriali, torri e arcate, immersi in una luce irreale. Ai
piedi delle muse compaiono oggetti enigmatici come una maschera teatrale e
frammenti architettonici.

Il significato ruota attorno al mistero dell’esistenza, al senso di sospensione e


straniamento tipico della pittura metafisica. Le muse, simboli dell’ispirazione
artistica, sono qui rese inquietanti, fredde e distaccate, come se la bellezza
fosse diventata incomprensibile.

I colori sono spenti, dominati da toni ocra, grigi, verdi e rossi terrosi. Le ombre
lunghe e le luci taglienti contribuiscono a creare un’atmosfera di immobilità
irreale e silenzio sospeso.

Surrealismo

I surrealisti danno vita ad un mondo fantastico sovvertendo i rapporti tra le cose evocando il sogno
e facend
dei riferimenti alla realtà inconscia.
Nato dalle ceneri del dadaismo si muove attraverso una rappresentazione spontanea della mente,
un
‘automatismo’, la ragione perde così il controllo.
Oltre alle tecniche classiche il surrealismo si trova anche con le forme di collage e frottage.

Arte che porta ad una iflession


Magritte

Opera datata 1929, con il secondo titolo ‘Il tradimento delle immagini’ è un
opera surrealista di Magritte.
La contraddizione è palese, io vedo una pipa, come fa a non essere una pipa?
Le immagini ci tradiscono, ci distaccano dal reale, la posso prendere in mano la
pipa? La posso toccare? La posso fumare?
Non posso fare nessuna di queste cose quindi questa non è una pipa, o meglio
non del tutto. Il fatto che io veda una pipa non significa che ciò che vedo abbia
le caratteristiche intrinseche della pipa (per esempio il fatto di poterla fumare).
Magritte così rovescia il rapporto con la pittura, l’immagine rappresentata che
sta nel reale non ha nulla a che fare con il reale in quanto è sempre un immagine.

Dalì

Personaggio imprevedibile
A parigi incontrerà picasso
Andra negli usa durante l’occupazione nazista

Persistenza della memoria

Uscito a cena con la mgolie, lasciò il forgmazzio fuori dal frigo. Quando tornò il formaggio era
sciolto, e da quello si ispirò
A spiaggia rappresenta la località di mare dove lui è nato
Gli orologi segnano il tempo
tempo soggettivo
esso persiste nella memoria
dipinto nel 1931
ambientato in spagna, dove lui ha abitato
riflette una percezione del tempo soggettivo

“La persistenza della memoria” – Salvador Dalí (1931)

Il dipinto mostra un paesaggio desertico e surreale, con orologi molli che si


sciolgono su superfici improbabili: uno su un ramo d’albero secco, uno su un
tavolo, uno su una figura informe al centro. In lontananza si vedono scogli e un
mare immobile, mentre l’atmosfera è immobile e silenziosa. La figura centrale,
simile a un volto deforme, richiama vagamente il profilo dell’artista. Il
significato dell’opera è legato alla percezione del tempo, che non è più stabile
e lineare ma molle, soggettivo, distorto dai sogni e dall’inconscio. Dalí
rappresenta visivamente la teoria della relatività, ma anche la fragilità della
memoria e il disfacimento della realtà. I colori sono caldi e freddi insieme:
l’ocra e il marrone del suolo contrastano con l’azzurro freddo del cielo e del
mare. Le ombre nette e allungate, insieme alla luce limpida e irreale, creano
un’atmosfera onirica, sospesa, tipica del Surrealismo.

venere a cassetti, reintepretazione della venere di milo

telefono aragosta

Peggy guggenheim

pollok

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