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Cap 2

Il capitolo analizza il concetto di istituti e aziende, evidenziando come le persone si aggregano in istituti per soddisfare bisogni comuni e raggiungere obiettivi condivisi. Viene spiegata la transizione dall'istituto all'azienda, con un focus sull'attività economica e le diverse tipologie di istituti, come famiglie, imprese, istituti pubblici e no profit. Ogni tipo di istituto ha portatori di interessi economici e processi economici specifici, che variano in base alla loro natura e finalità.

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Cap 2

Il capitolo analizza il concetto di istituti e aziende, evidenziando come le persone si aggregano in istituti per soddisfare bisogni comuni e raggiungere obiettivi condivisi. Viene spiegata la transizione dall'istituto all'azienda, con un focus sull'attività economica e le diverse tipologie di istituti, come famiglie, imprese, istituti pubblici e no profit. Ogni tipo di istituto ha portatori di interessi economici e processi economici specifici, che variano in base alla loro natura e finalità.

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CAPITOLO 2.

GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA

L’attività economica essendo complessa viene svolta dalle persone, ma non come singole in quanto non sarebbe
possibile. Le persone tendono ad aggregarsi per facilitare il compito all’interno di entità chiamati istituti. Le persone
devono aggregarsi perché:
1. L’aggregazione è necessaria per soddisfare i bisogni di socialità. Le persone si aggregano per poter creare gruppi
sociali più o meno ampi, più o meno numerosi
2. Permette alle persone di ottenere risultati che altrimenti non sarebbero raggiungibili. I risultati che vengono
raggiunti congiuntamente sono più semplici da perseguire
Gli istituti sono aggregati di persone, sono società umane, comprendono anche al loro interno varie risorse (portate delle
persone), esse sono conoscenze, competenze delle persone, il denaro, i beni economici.
Non tutti gli aggregati di persone possono essere chiamati istituti, questi aggregati di persone per esser chiamati istituti
devono avere qualcosa di particolare (gli aggregati di persone devono essere stabili nel corso del tempo per perseguire
un fine comune, condiviso da tutti i componenti del gruppo, il perseguimento di un obiettivo è un requisito fondamentale,
devono esserci delle regole di comportamento, tutti devono rispettarle e condividerle).
Caratteristiche che deve avere un istituto normalmente:
1. Tensione ad un fine condiviso: obiettivo comune e condiviso tra i soggetti che formano l’istituto
2. L’ordine: l’istituto deve essere ordinato per definizione da regole di comportamento
3. Durabilità nel tempo: devono continuare ad esistere nel corso del tempo
4. Dinamicità: capacità dell’istituto di adattarsi al mutamento
5. Unitarietà: l’istituto è composto a persone che si aggregano, queste persone portano dentro delle risorse, mezzi
di varia natura, queste persone e queste risorse devono durare nel tempo ed essere coordinati tra loro per il
raggiungimento dell’obiettivo condiviso. Quindi con unitarietà si fa riferimento al coordinamento tra persone e
risorse
6. Autonomia: assenza di una dipendenza patologica da terzi

Le principali tipologie di istituti sono: le famiglie, le imprese, gli istituti pubblici territoriali e gli istituti non-profit.
Perché proprio questi istituti? Perché in tutti questi istituti si svolge l’attività economica (essa serve per produrre beni
con lo scopo di soddisfare i bisogni delle persone, i quali vengono fuori dal fatto che le persone, anche quando sono
aggregate in forma di istituto si pongono degli obiettivi da perseguire, quindi nell’ istituto si svolge sempre una qualche
misura di attività economica, perché nel momento in cui un istituto nasce per perseguire obiettivi, questi generano dei
bisogni che per essere soddisfatti richiedono un’attività).
Normalmente nelle scienze sociali le società umane, che qui denominiamo istituti, sono distinte in due insiemi:
-Le famiglie sono le società umani naturali
-Le organizzazioni sono le collettività orientate al raggiungimento di scopi relativamente specifici e dotate di regole di
comportamento rese esplicite
Quindi il termine istituti comprende sia le organizzazioni sia le famiglie

Dall’istituto all’azienda
Esistono finalità di natura sociale, di natura affettiva, economica, politica, religiosa, … In ogni istituto è probabile che
le persone condividano più di un obiettivo da raggiungere perché ci sono tanti obiettivi di natura diversa. Quindi
all’interno di un istituto abbiamo molteplici aspetti da dover gestire.
Quando passiamo dal concetto di istituto a quello di azienda (ciò che rimane dell’istituto (finalità, problemi, attività)
una volta che noi ci concentriamo solo sul problema economico (attività economica)).
L’azienda viene definita come l’ordine strettamente economico di un istituto, ossia l’azienda si riferisce a quel ruolo
chiave all’interno di ogni istituto in cui si concentrano i processi legati all’attività economica.
All’interno di un istituto c’è sempre la necessità di porre in essere l’attività di tipo economico, perché il perseguimento
di chi compone l’istituto di una serie di finalità, provoca una serie di bisogni per il cui soddisfacimento sono necessari
dei beni sopratutto di natura economica. L’azienda si focalizza all’interno dell’istituto solo sulle questioni delle
dinamiche, delle operazioni che hanno una connessione con l’attività economia.
L’azienda è l’ordine, la dimensione, l’entità prettamente economica di un istituto, ossia noi stiamo guardando l’istituto
ma mentre lo guardiamo ci concentriamo solo su ciò che si fa all’intero per soddisfare i bisogni delle persone (attività
economica).
L’azienda è una sorte di sottoinsieme dell’istituto, quindi anche l’azienda condivide le stesse caratteristiche che abbiamo
attribuito agli istituti. Tutte queste queste caratteristiche sono anche proprie dell’azienda perché essa è una parte
dell’istituto.
4 classi di istituto perché all’interno di essi l’attività economici ha un peso maggiore rispetto ad altri tipi di istituti. A
queste 4 classi di istituti corrispondono 4 tipi di azienda:
-all’ istituto della famiglia corrisponde l’azienda famigliare di consumo e gestione del patrimonio
-all’istituto dell’impresa corrisponde l’azienda di produzione
-agli istituti pubblici corrisponde l’azienda composta pubblica
-agli insulti no profit corrisponde l’azienda no profit
Quindi l’azienda ha la funzione economica di un istituto con un focus sulla dimensione economica.

-Chi sono i portatori degli interessi economici* istituzionali*? Le persone, i soggetti che hanno degli interessi, dei
bisogni da soddisfare, dei fini da perseguire.
*istituzionali: chi ha un interesse economico da perseguire, è membro di un istituto quindi di un’azienda
*aggettivo economici: interessi di natura economica di questi portatori di interessi. Questi interessi per essere soddisfatti
richiedono lo svolgimento di un'attività di tipo economico
-Chi sono i portatori di interessi economici non istituzionali? Il focus è sui soggetti che non sono membri di una azienda,
sono terzi rispetto ad un’azienda

Quali sono i processi in cui si concretizza l’attività economica tipica in ognuna di queste 4 tipologie di aziende?
1. L’ISTITUTO FAMIGLIA E L’AZIENDA FAMILIARE
-finalità dominanti (fini generali): le persone si aggregano in modo stabile, con regole condivise per tante finalità: di
natura sociale, etica, religiose, politica, economica (nella misura in cui ci sono dei bisogni dei membri della famiglia da
soddisfare), educativa, affettiva, …
All’interno di essa si svolge anche attività di tipo economico (produzione e consumo): azienda familiare di consumo e
di gestione del patrimonio
Tutte le persone all’interno delle famiglie hanno dei bisogni da soddisfare, per il soddisfacimento di essi c’è la necessità
di attività economica (diventa centrale all’interno della famiglia)
-fini economici immediati dell’azienda familiare: appagamento immediato dei bisogni dei membri della famiglia
(bisogni che richiedono l’utilizzo di beni di tipo economico, mediante processi di produzione e di consumo di beni
economici)
-chi sono all’interno dell’azienda familiare i portatori di interessi economici istituzionali: tutti i membri della famiglia
(genitori, figli, zii, …). Sono portatori di interessi istituzionali di tipo economico (perché tutti i membri della famiglia
hanno dei bisogni, che per essere soddisfatti, richiedono la produzione/consumo di beni economici).
-chi sono i portori di interessi economici non istituzionali: sono soggetti terzi rispetto alla famiglia, all’azienda
famigliare, ma sono fortemente interessati che questa azienda, questi processi di produzione e consumo si svolgano in
modo efficace ed efficiente. Sono tante figure: altre famiglie, altre aziende familiari legate con rapporti di parentela alla
famiglia che stiamo considerando (famiglia dei nonni, degli zii, dei cugini, …). Questi soggetti terzi hanno interessi di
natura economica perché per esempio spesso i nonni erogano un servizio inizialmente necessario ai membri di una
famiglia (si prendono cura dei nipoti). Questo servizio ha natura economica perché è un bene che soddisfa il requisito
della scarsità rispetto al bisogno. Un altro esempio sono i prestatori di lavoro domestico (giardinieri, badanti, signore
delle pulizie, …). Varie tipologie di servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni dell’azienda familiare. Altro esempio:
fornitori di servizi (idraulico, elettricista, …).
Altri soggetti che possono essere altri portatori di interessi economici non istituzionali rispetto all’azienda famigliare:
lo Stato che eroga servizi, che si qualificano come beni pubblici (es. istruzione, difesa, giustizia, sanità, ambiente). In
cambio pretende l’erogazione di un corrispettivo adeguato che passa sotto il nome di tributo.
-processi economici tipici dell’azienda familiare di consumo e di gestione del patrimonio: l’attività economica si
contraddistingue, si caratterizza sempre da una combinazione di processi di produzione e di consumo di beni economici
per il soddisfacimento dei bisogni delle persone.
Nel caso della famiglia, dell’azienda famigliare questi processi di attività economica (produzione e consumo) hanno lo
stesso peso? No, ha più peso il consumo.
I bisogni delle famiglie vengono soddisfatti attraverso processi di produzione o di consumo di beni economici?
Prevalentemente di consumo (ma ci sono anche processi di produzione ma quelli di consumo pesano di più, sono più
prevalenti). Si parla quindi di azienda familiare di consumo.
Si parla invece di gestione del patrimonio in quanto è importante il risparmio all’interno delle famiglie perché con questi
risparmi, risorse posso fare investimenti (es. uso il denaro risparmiato per comprare un fabbricato da dare in affitto,
comprare terreni, investire le nostre risorse monetarie in eccesso nei titoli di Stato, in obbligazioni, …). Questi beni di
risparmio a titolo di investimento formano il patrimonio dell’azienda familiare, il quale va gestito. Quindi una grande
parte delle energie del lavoro che si fa all’interno di un’azienda familiare può andare anche nella gestione del patrimonio,
ma ciò non vale per tutte le famiglie. I processi di consumo valgono per tutti, quelle di gestione per patrimonio sono
comuni, ma ciò non significa che valgono per tutti.

2. L’ ISTITUTO IMPRESA E L’AZIENDA DI PRODUZIONE


-finalità generali dell’istituto: economiche, l'impresa è l'istituto fondamentale per la produzione dei beni economici
privati
-fini economici immediati: produzione di redditi capaci di remunerare in modo adeguato queste categorie di soggetti
(prestatori di lavoro e conferenti di capitale di rischio) che sono quelli che apportano le condizioni e i fattori primari di
produzione.
-portatori di interessi economici istituzionali: prestatori di lavoro e conferenti di capitale di rischio (membri che
costituiscono l’azienda e quindi l’istituto). I prestatori di lavoro hanno interessi di natura economica perché si aspettano
una ricompensa adeguata a ciò che offrono. I conferenti di capitale di rischio hanno interessi di natura economica nei
confronti dell’azienda in cui portano i mezzi monetari.
-portatori di interessi economici non istituzionali: fornitori (attuiamo processi di negoziazione, scambio), clienti (a cui
vendiamo i beni), conferenti di capitale di prestito (es. banca, istituti di credito che prestano i mezzi monetari (quel
denaro resta di proprietà dell’istituto di credito), stato, …)
-processi economici tipici dell’azienda di produzione: l’attività economica è un’attività di produzione economica, ossia
se mettiamo sulla bilancia processi di consumo e di produzione, peserà di più la produzione, anche se non sono assenti
i processi di produzione. L’attività economica, i processi di produzione si concretizzano attraverso trasformazioni
tecniche di vario tipo, negoziazioni di beni, …

3. GLI ISTITUTI PUBBLICI* TERRITORIALI* E L’AZIENDA COMPOSTA PUBBLICA


*istituti pubblici: istituti che funzionano in base ad un insieme di regole codificate dal diritto pubblico, regolati dalle
norme del diritto pubblico
*istituti territoriali: operano nell’interesse di un territorio di riferimento (es. Stato italiano, regioni, enti locali)
Dal punto di vista aziendale agli istituti pubblici territoriali corrisponde l’azienda composta pubblica
-finalità generali dell’istituto: sociali, politiche, etiche, economiche (cura il perseguimento del bene comune della
comunità nazionale e promuove anche il progresso morale e sociale della comunità internazionale)
-fine economico immediato: è duplice: da un lato la produzione e il consumo di beni economici (pubblici), soprattutto
servizi, per soddisfare i bisogni della collettività territoriale e dall’altro lato l’adeguata remunerazione dei prestatori di
lavoro.
-portatori di interessi economici istituzionali: membri della collettività territoriale e prestatori di lavoro
-portatori di interessi economici non istituzionali: tutti coloro che collaborano con l’azienda composta pubblica, ossia
fornitori, conferenti di capitale di prestito, altri istituti pubblici, …
-processi economici tipici dell’azienda composta pubblica: produzione (di servizi prodotti dello Stato) e consumo di
beni pubblici (ossia i beni che produce, e beni prodotti da altre aziende composte), consumo di beni privati (attrezzature,
…), raccolta di tributi

4. GLI ISTITUTI NO PROFIT E L’AZIENDA NO PROFIT


-finalità generali dell’istituto: di natura sociale, a cui si possono aggiungere quelle di natura morale, politica, economica,
culturale
-fine economico immediato: appagamento dei bisogni di chi compone questa azienda no profit (chiamati associati:
termine usato per comodità, in realtà si possono usare anche altri termini, ma dipende dall’istituto, azienda no profit che
stiamo considerando (soci fondatori, …)) e remunerazione del lavoro dei prestatori di lavoro
-portatori di interessi economici istituzionali: associati, donatori (parte fondamentale dei portatori di interessi economici
istituzionali, figura centrale perché essi possono essere equiparati ai conferenti di capitali di rischio, ma non si aspettano
un ritorno economico), stato, prestatori di lavoro
-portatori di interessi economici non istituzionali: fornitori, conferenti di capitale di prestito, stato, clienti, …
-processi economici tipici dell’azienda no profit: produzione di beni privati e di consumo di beni privati e pubblici

La differenziazione degli istituti: modelli economici alternativi


L'attività economica si svolge in una grandissima varietà di contesti. per comprendere la natura degli istituti nei quali
si svolge l'attività economica è necessario riflettere attorno ad alcune questioni fondamentali:
1. Perché l'attività economica non è totalmente svolta all'interno delle famiglie? Perché gran parte delle persone
si specializza nello svolgimento di piccole sezioni di attività economica anziché dedicarsi a produrre tutti i beni
che occorrono per soddisfare i propri bisogni?
- Gran parte dell'attività economica di produzione non si svolge all'interno delle famiglie per via del fenomeno
delle economie di specializzazione. Infatti, le persone specializzate in particolari produzioni sono più efficienti
rispetto ad unità non specializzate. Inoltre, volumi di produzione ottenibili da unità produttive specializzate sono
molto superiori. Di conseguenza è più conveniente per tutti che le singole persone producano grandi volumi di
uno stesso bene da cedere ad altri piuttosto che produrre in piccoli volumi e soltanto i beni per l'autoconsumo.
2. Come mai le singole persone specializzate nello svolgimento di piccole sezioni in attività economica tendono
ad aggregarsi in istituti anziché operare indipendentemente secondo le regole del mercato?
- Le singole persone possono operare come entità autonome scambiandosi gli input e gli output secondo i
meccanismi del mercato. Ma non sempre i meccanismi nel mercato sono particolarmente efficienti, in quanto
l'integrazione attraverso il mercato comporta costi di transazione. Tali costi diventano particolarmente elevati
quando la razionalità limitata delle persone deve confrontarsi con elevati gradi di incertezza e di complessità, e
quando le minacce di comportamenti opportunistici sono elevate. Entrando a far parte di uno stesso istituto i cui
costi di integrazione (costi di gestione delle transazioni interne ad uno stesso istituto) sono più bassi rispetto a
quelli del mercato (costi di gestione delle transazioni svolte nel mercato).
3. Perché l'intera attività economica non si svolge nell'ambito di una sola grande organizzazione che suddivida,
pianifichi e coordini l'attività di tutti i soggetti?
- Nei tentativi di attuazione di tali modelli economici si disperdono enormi volumi di conoscenze e di capacità
individuali e sociali, si diffonde il senso di iniquità e svanisce la motivazione al lavoro. È evidente che la
concentrazione di potere può facilmente dare luogo a comportamenti iniqui.
4. Perché i vari istituti esterni alle famiglie si differenziano in macro-classi quali le imprese, gli istituti pubblici e
gli istituti nonprofit?
- Il formarsi di tre macro-classi di istituti è dovuto principalmente a diversi fattori: L'opportunità di sfruttare
l'efficienza e l'innovatività tipiche delle imprese che operano nei mercati; La necessità di interventi dello Stato
quando l'azione è solo privata produrrebbe inefficienza o iniquità; L'opportunità di dare spazio alle attività
organizzate ispirate anche da motivazioni altruistiche, di solidarietà (è questo il campo di azione degli istituti
nonprofit)
5. Come mai all'interno di ciascuna macro-classe si trovano realtà molto diverse tra loro?
- La grande varietà di forma all'interno di una stessa macro-classe è spiegata da una pluralità di fattori
concomitanti. Sulle imprese possiamo distinguere tra fattori che spingono verso la varietà ed altri che spingono
verso l'uniformità. Spingono verso l'adozione di forme differenti le differenti caratteristiche dei prodotti e dei
mercati, la ricerca di vantaggi competitivi da parte di ciascuna impresa, l'innovazione che per periodi più o meno
lunghi dà luogo a forme speciali di impresa, le differenze di competenze e di propensioni di singole persone e
di gruppi di persone. I principali fattori che promuovono l'uniformità sono limitazione delle forme distintive o
innovative adottate da altre imprese di successo, l’'adattamento a modelli di impresa giudicati normali, affidabili
e corretti, l'uniformità e l'omogeneizzazione nel tempo e nello spazio delle regole formali, l'integrazione tecnica
dei mercati mediante lo sviluppo delle fonti di energia, dei sistemi di comunicazione e di trasporto, dei mercati
finanziari regolamentati
La specializzazione economica
Alcune aziende si dedicano prevalentemente al processo di consumo, altre si occupano dei processi di produzione.
Essere specialisti significa avere un certo grado di specializzazione in un determinato ambito, settore. La
specializzazione economica si ha quando ci sono diversi operatori (persone o aziende) che svolgono parti specifiche
dell’attività economica usando competenze e capacità distintive. Quindi il fenomeno della specializzazione economica
è quel fenomeno per effetto del quale l’attività economica viene contemporaneamente svolta da diversi soggetti, persone
o aziende, come se fosse divisa in parti, e dove ogni uno si occupa della propria parte, di quello che gli riesce meglio.
Quindi troviamo una pluralità di operatori, ogni uno dei quali si occupa di una parte specifica dell’attività economica in
base a quelle che sono le sue conoscenze, competenze e risorse.
In realtà le 4 tipologie di aziende che abbiamo osservato svolgono un’attività economica in modo specializzato. E
quando parliamo di specializzazione economica dobbiamo strutturare il nostro ragionamento in 3 livelli (dal più generale
al più specifico):
1. Livello più generale, specializzazione tra le macro-classi di istituti
Quale parte dell’attività economica svolgono le famiglie e quindi le aziende familiari, quale viene svolta
dalle imprese e quindi delle aziende di produzione, quale parte dell’attività economica viene svolta dagli
istituti pubblici territoriali e quindi dall’azienda composta pubblica, quale viene svolta dagli istituti no profit
e quindi dalle aziende no profit? In realtà le famiglie e le aziende familiari di consumo e di gestione del
patrimonio svolgono una certa parte dell’attività economica (specializzata nei processi di consumo), che è
diversa da quella delle imprese e dalle aziende di produzione (specializzata nell’attività economica di
produzione), che è ancora diversa da quella svolta dagli istituti pubblici territoriali e dalle aziende composte
pubbliche (specializzata nei processi di produzione e di consumo), e diversa da quella degli istituti no profit
e dalle aziende no profit (specializzata nei processi di produzione).

2. Specializzazione tra i singoli istituti di ciascuna macro-classe


All’interno di una determinata categoria le varie entità fanno cose diverse tranne nelle famiglie (aziende
familiari di consumo e gestione del patrimonio), che tendono a fare la stessa cosa perché sono composte da
persone che hanno gli stessi bisogni. Ha più senso applicare questo contesto (varie entità che fanno cose
diverse) alle altre tre categorie di aziende, in particolare alle aziende di produzione, perché ci rendiamo
conto che all’interno di essa ci sono negoziazioni, trasformazioni tecniche, …
Ogni una di queste aziende di produzione svolge soltanto una parte dell’attività di produzione di beni
economici al fine di produrre redditi per remunerare i prestatori di lavoro.
Es. casa automobilistica (azienda di produzione), per mettere quel modello di autovetture sul mercato ogni
uno usa le proprie conoscenze, abilità e competenze

3. Specializzazioni delle persone all’interno di ciascun istituto


Le persone che operano all’interno di una specifica azienda (es. casa automobilistica), alcune lavorano
nell’amministrazione (si occupano contabilità, contratti, bilancio), alcune si occupano di negoziazione
(acquisti, vendite, marketing), alcuni sono operai, alcuni prendono decisioni, ogni uno si occupa di qualcosa
in base alle loro competenze e abilità.

Il fatto che l’attività economica sia un’attività specializzata fa sì che ogni realtà aziendale, di qualunque tipo essa sia,
sia inserita al centro di una rete di relazioni. Questa rete di relazioni, che si crea soprattutto per l’effetto della
specializzazione dell’attività economica, si va poi ad impattare su alcune caratteristiche dell’istituto e quindi
dell’azienda, ossia l’autonomia, la dinamicità (essa è la capacità dell’azienda di adattarsi a questo contesto caratterizzato
da cambiamenti, fatto anche di relazioni che si possono modificare).
Da quello che abbiamo visto, la specializzazione economica ha dei vantaggi, dei punti di forza, ma anche di debolezza.
- i punti di forza: la specializzazione economica è associata al miglioramento dell’attività svolta (es. possibilità
di fare tutta una serie di investimenti per es. nell’attività di ricerca e sviluppo). Essere specializzato comporta,
per una persona, il fatto che le proprie competenze possano essere richieste dal mercato, posso avere quindi
l’opportunità di una occupazione, un impiego che richiede la mia competenza. Inoltre, più sono specializzato,
più posso fare carriera e più guadagno. Questi vantaggi, quindi, direttamente o indirettamente si traducono in
una maggiore efficienza, rapidità, qualità, … Più uno è capace, specializzato, più è attraente come figura
professionale.
Essere specializzato in qualcosa significa ripetere nel tempo sempre lo stesso compito, la stessa mansione;
quindi, acquisisco qualità nel ruolo che sto ricoprendo.
- i punti di debolezza: tanto più sono specializzato, tanto più mi occupo di una parte ridotta dell’attività
economica, ed è tanto più evidente che devo dipendere da altri soggetti. Quindi mi trovo ad essere in relazione,
quindi dipendere, anche se non in modo patologico, da una molteplicità di soggetti (tersi rispetto a me (altre
aziende o altre persone)). Tanto più ci sono soggetti a cui devo dipendere, tanto meno ho la situazione sotto il
mio controllo. La specializzazione economica quando è particolarmente accentuata potrebbe portare a fenomeni
conosciuti con il termine di “alienazione”, perché tanto più una persona è specializzata, tanto più è chiamata a
svolgere compiti che sono in realtà ripetitivi. Il rischio della specializzazione economica è che le persone, i
prestatori di lavoro, o quantomeno alcuni di essi, possono sentirsi ad un certo punto non soddisfati perché
chiamati a svolgere compiti ripetitivi, e non sono quindi più motivati. Ciò impatta sulla produttività del lavoro.
La specializzazione economica inoltre comporta il sostenimento, sia se parliamo della persona che dell’azienda,
di una serie di costi, oneri (es. attrezzature dedicate ad una certa parte dell’attività economica, costi di
formazione del personale, macchinari, impianti). Ciò conferisce alle aziende o alle persone molto specializzate
un forte elemento di rigidità, ossia avendo delle competenze, capacità, risorse specifiche che si possono spendere
in un certo ambito, contesto dell’attività economica e non in altri, fa sì che se per caso il contesto di riferimento
si modifica (succede spesso in quanto come caratteristica hanno la dinamicità) queste aziende fanno più fatica
ed essere dinamiche perché hanno sostenuto dei costi, fatto investimenti che non si possono applicare altrove.
Un altro svantaggio è la necessità di coordinare i soggetti.
Gli svantaggi si modificano anche in base al periodo storico, posizione geografica, … e gli svantaggi si
condizionano a vicenda.

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