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Cap 4

Il capitolo analizza gli assetti istituzionali delle aziende, evidenziando l'importanza dei soggetti primari e delle regole di gioco che governano le decisioni. Si discute dei portatori di interesse, dei contributi e delle ricompense attese, nonché delle relazioni tra le diverse categorie di soggetti coinvolti nell'azienda. Infine, si sottolinea la necessità di un governo unitario e di una gestione equilibrata degli interessi per garantire il successo e la sostenibilità dell'istituto.

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Cap 4

Il capitolo analizza gli assetti istituzionali delle aziende, evidenziando l'importanza dei soggetti primari e delle regole di gioco che governano le decisioni. Si discute dei portatori di interesse, dei contributi e delle ricompense attese, nonché delle relazioni tra le diverse categorie di soggetti coinvolti nell'azienda. Infine, si sottolinea la necessità di un governo unitario e di una gestione equilibrata degli interessi per garantire il successo e la sostenibilità dell'istituto.

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CAPITOLO 4.

GLI ASSETTI ISTITUZIONALI

Esso è l’insieme dei soggetti primari, delle persone importanti che compongono l’istituto, l’azienda, insieme a delle
regole di gioco. L’assetto istruzione è l’elemento sopra ordinato rispetto a tutti gli altri strumenti perché in esso fanno
parte i soggetti principali, primari, chi decide.
I soggetti primari sono quelle persone che all’interno dell’istituto o dell’azienda hanno potere decisionale (hanno il
diritto e il dovere di assumere delle decisioni che riguardano l’azienda).
Le regole del gioco sono fondamentali, sono principi, linee guida, norme, meccanismi che consentono l’esercizio del
potere decisionale.
Quando parliamo di assetto istituzionale andiamo ad osservare come esso sia formato, da una pluralità di elementi: 4
1. Insieme dei soggetti: Questi soggetti sono tutti soggetti che hanno un qualche tipo di interesse per l’istituto o
l’azienda, perché essi sono in una relazione di scambio (relazioni che esistono tra gli istituti, aziende tra loro,
relazioni di scambio). Sono in una relazione di scambio, sono interessati perché hanno apportato contributi,
risorse di varia natura (tangibili, intangibili, monetari, idee, …) utili allo svolgimento della vita dell’istituto,
dell’azienda. Questi soggetti sono anche definiti portatori di interesse
2. Contributi apportati dai soggetti primari (dai portatori di interesse): le relazioni tendono a classificarsi come
relazioni di scambio; quindi, se io portatore di interesse apporto un contributo allo svolgimento dell’attività
dell’azienda, mi aspetto in cambio qualcosa, ossia delle ricompense, dei benefici nella misura in cui queste
ricompense sono adeguate (attesi in cambio dei contributi). Questi elementi sono strettamente legati.
3. Ricompense attese: ricompense, benefici attesi in seguito ad un contributo apportato
4. Soggetto d’istituto, fini istituzionali e strutture di governo: insieme dei soggetti primari che prendono le
decisioni; le finalità e gli obiettivi a cui deve ispirarsi l'azione del soggetto d'istituto; gli organi e i meccanismi
di governo che consentono un'efficace azione dei soggetti deputati a governare.
In sostanza l’assetto istituzionale identifica i soggetti che prendono le decisioni, o comunque che interagiscono con
l’azienda.
All’interno dell’assetto istituzionale troviamo le strutte di governo, i fini istituzionali e il soggetto di istituto.
Per la vita duratura di ogni istituto è essenziale un governo unitario: i contributi di tutti i soggetti devono essere combinati
ed organizzati secondo un disegno unitario che assicuri l'efficace perseguimento del bene comune, occorre far sì che
ciascun portatore di interesse conosca il disegno unitario è la parte che può e deve svolgere nello stesso. Inoltre, ad un
solo organo deve essere attribuita la responsabilità delle decisioni (principio dell’unità del comando). In sostanza occorre
prendere decisioni unitarie.

Il sistema di interessi convergenti nell’impresa


Il punto di partenza di ogni analisi degli assetti istituzionali consiste nell'individuazione dei portatori di interessi. Occorre
poi evidenziare i contributi e le ricompense ricordando che ciascun soggetto fornisce pluralità i contributi e si aspetta
una pluralità di ricompense. Inoltre, può essere utile chiarire quali tipi di contratti regolano il rapporto tra l’istituto e
ciascuna categoria di portatori di interessi.
Attorno a ciascun istituto si configura sempre una vasta gamma di interessi di varia natura: economici, sociali, morali.
I vari insiemi di interessi sono parzialmente in competizione tra di loro, il pieno soddisfacimento degli uni può richiedere
il sacrificio degli altri. I contributi provenienti dai vari soggetti sono complementari. Alcune relazioni sono scambi tra
prestazioni reciproche, in altri casi c'è simmetria tra ciò che è soggetto da e ciò che è soggetto riceve (es. Ai destinatari
degli interventi di beneficenza). Le varie relazioni sono caratterizzate da rapporti di forza. Molte delle attese dei soggetti
in gioco sono attese implicite, ossia non dichiarate ma sottointese in base a consuetudini.

L’azienda di produzione, l’impresa ha a che fare, interagisce con i prestatori di lavoro, con gli offerenti di capitale di
rischio (capitale proprio), con i fornitori, con i clienti, gli istituti di creditori gli istituti pubblici territoriali, le
assicurazioni, gli alleati istituzionali, i concorrenti, …
I prestatori di lavoro, i conferenti di capitale di rischio e di prestito apportano i due fattori primari della produzione ma
si aspettano anche delle ricompense. I conferenti di capitale di prestito apportano ricchezza e si aspettano interessi attivi
i conferenti di capitale di rischio si aspettano remunerazione e rimborso.
I fornitori, il contributo che danno sono le materie prime, i servizi. Attendono invece di essere pagati (remunerazione)
per i beni forniti, essa deve essere corrisposta alla scadenza (devono rispettare delle tempistiche).
Ci sono due tipologie di portatori di interessi: prestatori di lavoro e i conferenti di capitale di rischio. Ci soffermeremo
su questi perché nei confronti dell’impresa sono due categorie che apportano fattori di particolare rilevanza. Questi due
sono soggetti primari, soggetti di cui si compone l’istituto imprese. Quando abbiamo parlato dell’impresa, sottolineando
le condizioni primarie di produzione (fattori primari di produzione), abbiamo detto che ce ne sono in particolare 2:
lavoro e risparmio.
Prestatori di lavoro:
- contributo principale che apportano: lavoro, che consiste in manodopera (intesa come energie finisca applicata
all’interno di un certo contesto economico e capacità intellettuali). Il lavoro si concretizza quindi in manodopera.
Al concetto di lavoro si agganciano tutta una serie di altre sfaccettature (come la disponibilità di rendere fruibile
un insieme di conoscenze, competenze e capacità personali; il tempo; l’energia; imprenditorialità; l’impegno).
I prestatori di lavoro conferiscono il loro lavoro qualificabile in tempo dedicato all'impresa; competenze
possedute messe a disposizione dell'impresa; impegno ed energia nell'attività lavorativa; imprenditorialità e
creatività; risultati conseguiti.
- le attese di ricompensa che i prestatori hanno in cambio a questi contributi, a queste risorse di varie nature che
apportano all’istituto: retribuzione periodica e differita coerente con le remunerazioni offerte da altre imprese
per mansioni; riconoscimento di tutta una serie di diritti (es. permessi sul lavoro ferie, …); orari di lavoro e
mansioni adeguati (ossia in linea con norme o in base alle esigenze); tutta una serie di beni aggiuntivi oltre alla
retribuzione di base, questi beni sono concordati con il contratto (es. convenzioni, …); avere condizioni di
lavoro che prevedono la tutela della salute e della sicurezza, stimoli e carriera, possibilità di influire sulle scelte
aziendali (possibilità per i prestatori di lavoro di partecipare al processo decisionale); stimoli e iniziative di
sviluppo delle competenze professionali; concrete prospettive di progressione di carriera; stabilità del rapporto
di lavoro; la possibilità di svolgere mansioni ricche di occasioni di apprendimento. I prestatori di lavoro in
qualsisia azienda hanno un ruolo che si potrebbe definire strategico, in quanto sono i prestatori di uno dei due
fattori primari di produzione, sono una figura importante e centrale nell’azienda. È per questo hanno attese
legittime, come quella ti partecipare alle scelte, ai processi decisionali dell’azienda. L’azienda deve produrre
debiti capaci di remunerare in modo adeguato i prestatori di lavoro e i conferenti di capitale di rischio in quanto
sono i soggetti primari all’interno dell’istituto imprese e quindi dell’azienda di produzione, si aspettano quindi
di partecipare ai processi decisionali.
- le attese da parte dell’impresa nei confronti dei prestatori di lavoro: capacità di assumersi responsabilità, qualità
del lavoro svolto, lealtà, obbedienza, puntualità, impegno flessibilità (cioè attesa da parte dell’impresa che, se
dovesse presentarsi la necessità di fare ed esempio lavoro straordinario, che ci sia la disponibilità da parte dei
prestatori di lavoro di tenersi un’ora in più sul lavoro), socialità (capacità di relazionarsi con i colleghi, con gli
altri prestatori di lavoro con i quali è necessario entrare in sintonia), rispetto delle leggi e delle norme interne.
- Contratti che regolano i rapporti di lavoro: Il prestatore di lavoro gode di diritti ampi e ben tutelati, ma è sempre
soggetto al rischio di perdere il posto di lavoro quando le performance aziendali sono negative; la retribuzione
è legata al contenuto della mansione, alle competenze possedute e alla performance realizzata; il prestatore di
lavoro riconosce l'impresa il diritto di assegnargli compiti ed obiettivi variabili. I rapporti di lavoro sono regolati
da vari insiemi di norme di legge, regolamenti e contratti. Tali contratti regolano aspetti del rapporto di lavoro
(Modalità di assunzione, di remunerazione, di assicurazione, le modalità di dimissione e di licenziamento).
Rientrano nei patti impliciti le attese reciproche in merito all'intensità dell'impegno nel lavoro, ai tempi di
carriera, …

Conferenti di capitale di rischio o capitale proprio:


- contributo che apportano all’interno di un’azienda i capitali di rischio o capitale proprio: apportano mezzi
monetari (essi sono il contributo principale che viene apportato dai conferenti di capitale di rischio, ma non
l’unico), apportano inoltre beni, contributi di natura non monetaria (es. In una società un socio può portare i
mezzi monetari e un altro i beni sotto forma di terreno, automezzo, fabbricato, competenza, conoscenza, …).
- in cambio coloro che hanno apportato il capitale di rischio o capitale proprio attendono: remunerazione di tipo
monetario che si possono qualificare in 2 categorie diverse:
1. I dividendi: si aspettano la possibilità di partecipare alla distribuzione dell’utile esercizio (reddito positivo:
prodotto dell’impresa quando dall’attività economica si sono prodotti più ricavi che costi) e del momento in
cui esso è stato prodotto anche dei mezzi monetari portati di conferenti di capitale di rischio ci si aspetta la
partecipazione e la ripartizione
2. I guadagni in conto capitale: dopo aver acquisito delle azioni ci si aspetta che, col tempo, il valore di
quest’azione si mantenga (si conserva il valore dell’investimento effettuato) oppure che aumenti il valore delle
quote investite (nel momento in cui abbiamo la possibilità, necessità di dismettere questo investimento che
abbiamo effettuato e rientrate in possesso dei mezzi monetari che avevamo portato, ci aspettiamo che il valore
sia aumentato).
Inoltre, richiedono adeguata liquidabilità (attesa di ricompensa), conservazione del valore (conservazione dei
mezzi monetari investiti) e influenza sulle scelte.
Rischi nella liquidità dell’investimento: quando il valore dell’azienda ha dimostrato un andamento decrescente
(ossia l’azienda non sta producendo risultati adeguati e soddisfacenti), la quota iniziale si è ridotta; oppure
quando il valore delle quote aumenta in modo molto forte (ho difficoltà a cedere la mia quota di partecipazione
al capitale di rischio perché costa troppo). I conferenti di capitale di rischio hanno l’esigenza che la loro quota
di partecipazione mantenga un livello di liquidabiàita adeguato perché nel momento in cui ha bisogno di
riprendere in forma monetaria questi investimenti lo possono fare.
- attese dell’impresa da parte dei conferenti di capitale di rischio: quella che ci sia un numero adeguato di soggetti
disposti a investire nel suo capitale.

Fornitori:
- Contributi che apportano: Apportano condizioni di produzione di varia natura (Impianti, materie prime, servizi)
secondo una pluralità di condizioni di scambio (La qualità dei beni, i volumi, i prezzi, i tempi e i modi di
consegna, i tempi e i modi di pagamento). A volte il rapporto si esaurisce in un singolo scambio o in pochi, più
spesso si svolgono scambi ripetuti e frequenti nel tempo e si instaurano le relazioni stabili. Le relazioni stabili
tendono a produrre alti livelli di conoscenza reciproca e di fiducia tra le parti e si riducono i costi di transazione.
- Le attese dell'impresa fornitrice: La variabilità della quantità, dei tempi e dei volumi dei beni, continuità del
rapporto di fornitura.
- Le attese dell'impresa cliente: Qualità del bene corrispondente alle proprie esigenze e stabile, prezzo contenuto
e tempi di pagamento non troppo brevi, consegna tempestiva.

Conferenti di capitale di prestito:


- Contributi che apportano: Apportano mezzi monetari che sono messi a disposizione dell'impresa per un dato
periodo di tempo a fronte dell'impegno di rimborso del capitale e di pagamento di interessi. I conferenti di
capitale di prestito possono essere banche, famiglie, imprese.
- Le attese dell'impresa che ricorre al capitale di prestito: Condizioni generali favorevoli, varietà e flessibilità
delle modalità di finanziamento, disponibilità da parte dei finanziatori ad una relazione duratura e di sostegno.
- Le attese dei conferenti di capitale di prestito: Le differenti categorie di conferenti di capitale di prestito hanno
attese differenti ma sono interessate alla trasparenza dell'impresa finanziata, alla sua solidità patrimoniale, …

Successivamente all'interno delle imprese troviamo le imprese di assicurazione che coprono rischi particolari (Furti,
incendi, …) delle imprese clienti a fronte di premi. Possiamo avere rischi standard o rischi speciali, per i quali è
particolarmente difficile sia prevedere la probabilità del verificarsi del sinistro sia valutare l'entità economica dello
stesso.
I clienti invece sono coloro che acquistano i beni prodotti dall'impresa e gestiscono il loro rapporto secondo le condizioni
dello scambio.
Gli alleati istituzionali sono le imprese partner, i gruppi di imprese, i consorzi, … I flussi di contributi di ricompense
sono vani in relazione al tipo di alleanza.
I concorrenti attuali solo le imprese che offrono prodotti analoghi a quelli della nostra impresa in mercati nei quali essa
opera. Ciascuna impresa deve gestire attentamente le relazioni con le imprese e concorrenti tenendo presente che
interessi di tutti i concorrenti che la competizione sia leale e sono rari i casi in cui ai concorrenti conviene allearsi per
realizzare specifici obiettivi. Inoltre, in particolare i settori opportuno che la concorrenza sia a temperata per
salvaguardare i clienti e la collettività da possibili effetti indesiderati della concorrenza, spesso è lo stato che interviene
per regolamentare il settore.
Lo stato è sempre legato alle imprese da una molteplicità di rapporti. un primo rapporto è quello che vede lo stato come
produttore ed erogatore di beni pubblici e come percettore di tributi. Le imprese si attendono beni pubblici di alta qualità,
apparati statali efficienti, equità e correttezza del sistema fiscale. Lo stato si aspetta che le imprese non adottino pratiche
di evasione e di elusione fiscale. Un secondo rapporto è quello che deriva dal ruolo dello Stato quale regolatore del
comportamento delle imprese mediante l'emanazione di norme. Le imprese ricercano ampi gradi di libertà, norme chiare
ed applicate uniformemente. Lo stato si attende il rispetto delle norme. Un terzo rapporto tra stato e imprese si manifesta
quando lo stato fungerà dispensatore di incentivi finanziari fiscali. Lo stato offre tali incentivi per realizzare manovre di
politica economica e si attende che siano utilizzati in tale direzione.
Le collettività locali hanno un ruolo economico molto rilevante. Questo può essere il caso di un'impresa che dà lavoro
ad una quota rilevante degli abitanti di una certa area geografica. La collettività si attende benessere, l'impresa si attende
livelli elevati di impegno e di fedeltà delle persone che vi lavorano.

Il sistema di interessi convergenti nelle famiglie


I primari portatori di interesse in una famiglia sono i membri della famiglia stessa. Le attese economiche consistono
nell'attuazione di consumi di beni privati e pubblici secondo intensità, tempi e modalità giudicati soddisfacenti dai
membri della famiglia. I consumi attuati in un certo tempo sono soddisfacenti se percepiti come progresso rispetto
all'esperienza del tempo passato. Il fine immediato dei consumi soddisfacenti è direttamente connesso a quello del
conseguimento di redditi di lavoro e di gestione patrimoniale atte a coprire i consumi ed i tributi dell'esercizio e tali da
consentire un risparmio da destinare alla conservazione e all'incremento del patrimonio.
La formazione di risparmio e indicatore significativo di adeguato soddisfacimento dei bisogni economici. Se risparmio
e la gestione patrimoniale si configurino in dimensioni soddisfacenti le possibilità e le attese di risparmio variano
significativamente a seconda che la famiglia sia stata costituita recentemente oppure da molti anni, o a seconda delle
dimensioni del patrimonio disponibile al momento della sua formazione o acquisto successivamente per eredità o
donazioni.
Spesso sono rilevanti le relazioni derivanti da rapporti di parentela. Speciali relazioni tra istituti si danno nel caso in cui
i membri di una stessa famiglia siano i prestatori di lavoro e di conferenti di capitale di un'azienda di produzione (Impresa
familiare), le strutture e le scelte delle due aziende sono congiunte. Tra più famiglie possono costituirsi anche
associazioni di varia natura. Di grande importanza sono le relazioni tra le famiglie e le imprese, o altri istituti, presso i
quali i membri della famiglia prestano lavoro, così come quelle con lo stato e con le imprese alle quali la famiglia si
rivolge per ottenere beni privati e capitale di prestito per coprire i rischi particolari.
Molte famiglie ricorrono alla collaborazione di prestatori di lavoro per lo svolgimento di lavori domestici, ma anche per
attività di assistenza ed educazione dei membri della famiglia.

Il sistema di interessi convergenti nello stato


Nel caso dello Stato i portatori primari di attese sono i cittadini, i quali si aspettano di poter disporre di beni pubblici
(Difesa, giustizia, istruzione, sanità, …) atti a soddisfare i loro bisogni. Lo stato si aspetta che tutti i cittadini
contribuiscano alla copertura dei costi di produzione dei beni pubblici. Varie categorie di soggetti si attendono dallo
stato anche sussidi e incentivi oltre che l'emanazione di leggi.
La gestione da parte dello Stato di questi sistemi di attese e problematica poiché differenti categorie di cittadini hanno
differenti attese, i vari servizi pubblici sono in competizione tra loro, la propensione dei cittadini all’elusione e
all'evasione fiscale molto diffusa.
Tutte le amministrazioni statali fanno ampio ricorso al debito pubblico per coprire i propri deficit e rilevanti quote dei
risparmi dei cittadini sono investite in forma di conferimenti allo stato di capitale di prestito.
Tutti gli Stati impiegano numerosi prestatori di lavoro.
Un sistema di attese molto speciale e molto critico è quello che Lega lo stato all'entità parziali locali nelle quali esso si
articola e alle organizzazioni politiche sovranazionali (ONU, UE, …). Tali relazioni sono intense e critiche per almeno
due ragioni: Tra tutti questi enti si muovono ingenti flussi di mezzi monetari, tutti gli interventi pubblici si possono
realizzare solo con il consenso e il contributo di numerosi soggetti pubblici.
Gli Stati possono decidere di produrre anche beni privati attraverso imprese delle quali detengono la totalità o la
maggioranza del capitale di rischio: le imprese pubbliche. Lo stato si attende che le imprese pubbliche operino secondo
efficienza ed economicità. Le imprese si aspettano adeguati volumi di capitale di rischio.

Il sistema di interessi convergenti negli istituti non profit


L'istituto non profit è impegnato nella valorizzazione del patrimonio ambientale e artistico. I soci fondatori i principali
finanziatori sentono con particolare intensità il bisogno di tutelare certe parti del patrimonio artistico e ambientale, per
soddisfare tale bisogno sono disposti a conferire mezzi monetari energie personali.
La collettività in generale valuta positivamente gli interventi realizzati e programmati dall'Istituto non profit. Lo stato
fornisce contributi in forme varie: Finanziamenti, autorizzazioni, … La collettività e lo stato si aspettano che le risorse
fornite siano utilizzate per le finalità dichiarate e con la massima efficienza e trasparenza. Insiemi più o meno ampi di
cittadini si sentono particolarmente vicini alle finalità dell'istituto non profit e decidono di fornire i propri contributi
sotto forma di mezzi monetari, altri offrono il proprio lavoro in forma di volontariato. Lo stato e cittadini che si sono
affiancati ai fondatori possono diventare progressivamente i principali fornitori di contributi alla vita dell'istituto non
profit. Lo stato e i cittadini in oggetto possono chiedere di partecipare al governo dell'istituto.
Tutti i soggetti condividono un'attesa, ossia che nessuno possa appropriarsi dei risultati reddituali dell'istituto o disporre
a proprio vantaggio del suo patrimonio.
Anche gli istituti non profit hanno i loro concorrenti, si tratta di tutti gli istituti (Stato, imprese, altri istituti non profit,
…) che svolgono attività analoghe. Gli istituti non profit possono formare alleanze e associazioni.

Integrazione dinamica dei contributi


I soggetti con i quali l’azienda entra in relazione sono molteplici, e i vari soggetti hanno anche diversi gradi di importanza
(alcuni soggetti possono essere primari: soggetti portatori di capitale di rischio e i prestatori di lavoro, altri sono
secondari).
Coloro che governano gli istituti e le aziende hanno un problema legato al coordinamento unitario dei contributi, delle
risorse apportate. Le risorse e i contributi devengono essere coordinati tra di loro, questo vale per tutte le aziende, per
tutti gli istituti. Nel senso che se per esempio chiedo dei soldi in banca, devo farlo alla luce di quanti soldi mi mancano
e alla luce dei fattori di produzione che ho deciso di acquisire, i quali dipendono dalla domanda dei clienti (produco
entità in base alla domanda), da quanta è la forza lavoro su cui possono contare, e dai capitali che i miei azionisti sono
disposti a raggiungere. Questo concetto di integrazione dei contributi è importante, devono essere coordinati. Questo
concetto è legato al problema dell’unitarietà. Questa integrazione dei contributi deve essere fatta in modo unitario perché
così sarà durevole nel tempo, inoltre deve essere anche dinamica.
Il coordinamento di questi vari soggetti portatori di interesse e di queste varie risorse da essi apportate deve essere
dinamico, mutevole nel tempo in relazione al contesto, all’ambiente e al momento storico in cui si trova l’azienda in
quel momento (perché l’azienda deve essere in grado di adattarsi ad un contesto mutevole in cui si trova). Inoltre, deve
essere mutevole perché il soggetto che governa l’azienda non può non pensarci più in quanto il contesto in cui opera
l’azienda e mutevole.
Queste risorse e questi soggetti hanno spesso obiettivi diversi, quindi si creano degli ostacoli che rendono complesso
riuscire a coordinare soggetti e risorse, questi ostacoli derivano principalmente dal fatto che questi soggetti hanno degli
interessi che spesso possono essere configgenti tra di loro (es. impresa: conferenti di capitale di rischio e portatori di
lavoro (dal momento che entrambi sono membri, dovrebbero avere elementi comuni da raggiungere ma in realtà ne
hanno molti configgenti). Il reddito che viene prodotto deve andare a remunerare entrambe le categorie. È chiaro che i
portatori di lavoro devono essere remunerati il più possibile ma quanto più remunero i prestatori di lavoro quanto meno
rimane per remunerare ii conferenti di capitale di rischio e viceversa, abbiamo quindi un conflitto di interessi).
Se pensiamo ad un'impresa nella quale tra tutti i soggetti si sono instaurate relazioni trasparenti di fiducia e di
cooperazione, tutti i soggetti condividono l'obiettivo della vita duratura economica dell'impresa e confidano nel fatto
che i risultati ottenuti saranno ripartiti in relazione ai contributi forniti, ma soprattutto non si manifestano comportamenti
opportunistici. Tale relazione presenterebbe grandi vantaggi anche sul piano economico, infatti si ridurrebbero i costi
aziendali e ci sarebbero solide basi per lo sviluppo futuro. Invece un assetto di alta integrazione produce bassi costi di
transazione con i soggetti esterni, bassi costi di coordinamento interno, bassi prezzi-costo degli input, migliori qualità
degli input, elevato impegno di tutti i soggetti, maggior soddisfazione dei bisogni di società delle persone e conseguente
maggior motivazione, processi di apprendimento collettivo all'interno dell'azienda.
Per realizzare un buon livello di integrazione occorre superare i vari ostacoli. La problematicità dell'equilibrio deriva
dai seguenti fenomeni:
- Il fenomeno della specializzazione economica fa sì che gli istituti operino con il contributo di una pluralità di
soggetti. Ma i vari soggetti hanno obiettivi differenti e quindi occorre che i vari soggetti diano la loro adesione
al disegno complessivo
- Le attese di remunerazione dei soggetti sottostanno al vincolo delle risorse limitate. I vari soggetti sono in
competizione nell'ottenimento delle remunerazioni
- Si opera in condizioni di informazione incompleta e di incertezza circa il futuro
- Gran parte dei risultati ottenuti da un istituto derivano dal lavoro di squadra; quindi, non è possibile determinare
il valore dei contributi dei singoli soggetti e le retribuzioni eque
- La natura di lavoro di gruppo e l'incertezza producono risultati residuali (Risultati positivi o negativi che
residuano dopo aver rimunerato adeguatamente tutti i contributi) ed è sempre problematico decidere quali
soggetti, e in quali forme debbano godere o patire di tali risultati
- I vari soggetti che partecipano alla vita dell'istituto hanno differenti propensioni al rischio e sopportano
differenti tipi e livelli di rischio
Per cercare di realizzare l'obiettivo dell'integrazione si agisce su vari insiemi di leve che sono comuni a tutti gli istituti:
- L'assegnazione del diritto-dovere di governo dell'istituto ad un'insieme di soggetti che eserciteranno tale ruolo
in prima persona o mediante loro delegati. Si formano così gli organi massimi di governo che fissano le linee
guida, prendono le decisioni guidano il comportamento delle persone e risolvono gli eventuali conflitti tra le
parti
- L'assegnazione ad un'insieme di soggetti del diritto-dovere di percepire i risultati residuali dell'istituto positivi
o negativi. Di regola è opportuno che i soggetti che si assumono il rischio del risultato residuale siano gli stessi
che compiono le scelte di fondo dell'istituto. Quindi chi decide deve assumere le responsabilità degli esiti delle
decisioni
- La progettazione e l'attuazione dell'assetto organizzativo per guidare il comportamento delle persone interne
all'istituto, soprattutto dei prestatori di lavoro. La progettazione e l'attuazione dell'assetto organizzativo si basa
sul:
1. definire e condividere i fini, le strategie e le politiche dell'istituto
2. progettare la struttura organizzativa, definire i compiti assegnati a ciascuna persona
3. mettere in atto un sistema retributivo
4. favorire mediante interventi la socializzazione delle persone che lavorano nell'istituto
5. impostare le strutture ai meccanismi di rappresentanza dei prestatori di lavoro
6. la scelta l'ha messa in atto nei meccanismi di integrazione con i soggetti esterni all'istituto
7. Contratti
8. sistemi di comunicazione esterna destinati a rendere noto, trasparente e credibile l'istituto agli occhi degli
interlocutori esterni
9. sistemi di controllo da parte dell'istituto nei confronti dei soggetti esterni
10. stipulazione di alleanze
11. la formazione di meccanismi di struttura attraverso i quali soggetti esterni possono influenzare controllare
il completamento degli organi di governo dell'istituto

Classificazione degli interessi


L’ultimo elemento dell’assetto istituzionale: soggetto di istituto
Questi portatori di interessi possono essere istituzionali o non istituzionali, economici o non economici (ci si riferisce
alle finalità che hanno i portatori di interesse. Non hanno solo finalità di natura economica).
Sono soggetti interni all’istituto, che danno vita all’istituto stesso.
Ci sono membri dell’istituto (portatori di interessi istituzionali) e non membri dell’istituto (non portatori di interessi
istituzionali). E l’interesse può essere di 2 tipi: di natura economica o di altri tipi (non economica).
Quindi ci sono alcune persone che sono membri dell’istituto e hanno interessi di tipo economico (interessi istituzionali
economici), ci sono persone che sono membri dell’istituto ma che hanno anche o solo interessi di altra natura (interessi
istituzionali non economici). Soggetti terzi (non membri dell’istituto) che possono avere verso l’istituto degli interessi
di natura economica oppure di altro tipo (non istituzionali, economici).
L’istituto è formato dall’insieme dei portatori di interessi istituzionali (membri dell’istituto) sia di tipo economico sia di
tipo non economico (a prescindere quindi dal tipo di fine che hanno). Ci concentriamo su quelli che sono membri
dell’istituto (portatori di interessi istituzionali), non ci interessa se questi interessi sono di tipo economico o no.
Quindi il soggetto di istituto è formato da tutti coloro che sono membri dell’istituto a prescindere dagli interessi (di
natura economica oppure no) l’importante è che siano portatori di interessi istituzionali, che siano membri dell’istituto.
In tutte e 4 le tipologie di istituto si forma il soggetto di istituto (portatori di interessi istituzionali economici e non):
-nella famiglia il soggetto di istituto è formato da tutti i famigliari, i membri della famiglia
-nell’istituto impresa il soggetto di istituto è formato dai prestatori di lavoro e dai conferenti di capitale di rischio/capitale
proprio
-nell’istituto pubblico territoriale il soggetto di istituto è formato dalla collettività territoriale di riferimento e dai
prestatori di lavoro
-negli istituti no profit il soggetto di istituto dipende dal tipo di istituto no profit; quindi, possono essere gli associati o i
prestatori di lavoro
Il soggetto di istituto all’interno dell’istituto stesso ha l’incarico di governarlo (prendere le decisioni fondamentali che
riguardano la vita dell’istituto) e beneficiare di quelli che sono i risultati positivi e farsi carico anche di quelli negativi.
I soggetti di istituto hanno il diritto e il dovere di governare, cioè prendere decisioni fondamentali all’interno di un
istituto.
Soggetti deputati ad esercitare il potere decisionale all’interno dell’azienda. Se il soggetto di istituto ha questo diritto e
dovere, dall’altra parte ci deve essere un altro soggetto che ha il diritto e il dovere di governare l’azienda, quindi parliamo
del soggetto economico. All’interno dell’azienda si concentra tutta l’attività economica che viene svolta all’interno di
un istituto, in quanto l’azienda è l’ordine strettamente economico di un istituto.
Le persone che compongono il soggetto economico sono tutte le persone che sono membri dell’istituto a monte. Il
soggetto economico, a pari del soggetto di istituto, è formato dai portatori di interessi istituzionali, ma gli interessi in
questo caso saranno solo quelli di natura economica. Quindi il soggetto economico è quella parte del soggetto
dell’istituto che è formato dai produttori di interessi istituzionali ma solo di tipo economico.
Delle 4 classi di istituto/azienda il soggetto di istituto e quello economico coincidono, perché nelle 4 categorie prendiamo
in considerazione le persone che sono membri di istituto, ma esse hanno comunque esigenze di tipo economico (es. Il
soggetto economico dell’azienda familiare di consumo e gestione del patrimonio sarà formato dei membri della famiglia;
nell’azienda di produzione sarà formato dai prestatori di lavoro e dei conferenti di capitale di rischio).
Il diritto/dovere che compete al soggetto economico è quello di governare l’azienda e ottenere i benefici e i risultati
positivi dell’attività economica e farsi carico degli aspetti negativi.
Al soggetto economico competono le prerogative di governo economico d’azienda (decisioni). La prima decisone che
deve essere presa, in tutte le aziende, è la sua formazione, composizione.

Strutture di governo (economico)


Soggetti economici numerosi: dipende dalla tipologia di azienda che andiamo a considerare. Essi possono portare
criticità nel processo decisionale. L’ideale sarebbe che i processi decisionali coinvolgessero un numero ristretto di
persone, il che dipende dal caso specifico, in base alle scelte che il soggetto economico fa. Così facendo i processi
decisionali saranno più efficienti ed efficaci. Questi organi formati da un numero minore di persone vengono chiamati
“strutture di governo (economico)”, perché il focus di quello che stiamo facendo è di tipo economico.
Esse sono strutture e meccanismi di funzionamento che hanno due elementi distintivi:
1. Rappresentano adeguatamente l’interesse di tutti i membri del soggetto economico
2. Danno luogo a processi decisori efficienti
Queste strutture di governo sono basate sul meccanismo della rappresentatività, ossia le persone che compongono queste
strutture di governo devono di fatto rappresentare gli interessi dell’intero soggetto economico (di tutti i membri del
soggetto economico). Quindi a questo numero ristretto di persone viene poi demandato il compito di decidere, di
esercitare le prerogative di dovere economico (decisioni che vanno prese). Si eleggono quindi, sulla base di qualche
meccanismo (elezione, nomina), questi rappresentanti per avere un processo decisone più efficace e efficiente.
L’obiettivo di questi rappresentai è di far da portavoce delle idee della comunità di maggioranza.
L’assemblea dei conferenti di capitale di rischio e l’assemblea dei prestatori di lavoro sono gli organi rappresentativi dei
conferenti di capitale o di rischio e dei prestatori di lavoro. Dal punto di vista pratico non sono di solito queste due
assemblee prendere le decisioni perché sono formate da tante persone. Quindi queste due assemblee attraverso specifici
meccanismi vanno ad eleggere, nominare quello che è l’organo rappresentativo tanto dei conferenti di capitale di rischio
tanto dei prestatori di lavoro, per ridurre la numerosità di persone che devono decidere nei fatti.
Questi meccanismi sono pensati proprio per rendere efficienti i meccanismi decisionali quando l’organo è numeroso,
sono meccanismi pensati appositamente per rendere più facili le decisioni, funzionano sulla logica del meccanismo di
rappresentanza. Alla fine, quindi quelli che decidono sono pochi.
Ci sono dei casi in cui chi di fatto prende le decisioni fondamentali, che riguardano la vita dell’azienda in generale, non
è chi di diritto dovrebbe farlo. Di diritto, ad esempio, in un’azienda di produzione chi deve decidere sono i conferenti di
capitale di rischio e i prestatori di lavoro. Ma nel caso del soggetto economico improprio chi prende le decisioni non è
chi di diritto dovrebbe farlo; infatti, in realtà molte volte possiamo osservare come all’interno dell'azienda ad assumere
le decisioni non siano i membri che compongono il soggetto economico, ma qualcun altro: 2 casi:
1. Quando l’azienda viene governata da persone che non rappresentano l’intero soggetto economico (chi decide
non è chi dovrebbe). Sono solo una parte del soggetto economico (es. azienda di produzione: decidono solo gli
azionisti di maggioranza, essi sono parte del soggetto economico perché si configurano, nell’azienda di
produzione, come conferenti del capitale di rischio, ma comunque non sono tutti conferenti di capitale di rischio,
solo chi possiede la maggioranza di mezzi monetari acquistati. Essi prendono le decisioni. Non sono compresi
in questi soggetti gli azionisti di minoranza e i prestatori di lavoro. In questo caso però il rischio è che le decisioni
vengano prese negli interessi solo di questi soggetti).
2. Quando a decidere per l’azienda siano persone terze (non portatori di interessi istituzioni ma persone che non
fanno parte del soggetto economico). Questi casi sono molto più frequenti nelle aziende di produzione, quando
l’attività di produzione si trova in una situazione di crisi tale a condurrà alla cessazione dell’attività. Il soggetto
terzo viene quindi incaricato di gestire l’attività che si trova in difficoltà. In questi casi ci troviamo di fronte ad
una situazione in cui chi decide per l’azienda non è nessuno di quelli che di diritto potrebbero farlo.
Per svolgere la sua attività economica un’azienda ha necessità di mezzi terzi (monetari) e per ottenerli le
alternative sono o che l’azienda riesce ad autofinanziarsi oppure deve chiede a qualcuno (conferenti di capitale
di rischio o di prestito) addebitandosi con le banche (perché l’istituto di credito ha la necessità di salvaguardare
la sua possibilità di riavere i soldi che ha prestato all’azienda).
Il soggetto economico, quello di diritto ma anche quello improprio, ha il diritto di prendere decisioni che riguardano
l’azienda, ma dovrebbe essere guidato da due principi fondamentali:
1. Principio di economicità
2. Principio di contemperamento degli interessi (principio sulla base del quale è necessario fare una sorta di
coordinamento: il soggetto economico dovrebbe operare realizzando un coordinamento degli interessi delle
varie persone che formano il soggetto economico. Questo coordinamento viene facilitato adottando dei
meccanismi di tipo passivo: tanto più io riesco a fare in modo che le persone che compongono il soggetto
economico partecipino tutte insieme, tanto più riesco a coordinare quelli che sono gli interessi specifici di
ciascuna di queste persone).

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