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Il documento esplora il metodo dialettico di Platone, evidenziando la sua universalità e la connessione tra metodo e realtà. Si sottolinea come la dialettica consenta di comprendere la struttura uno-molteplice del reale, facilitando l'accesso al Principio Supremo, l'unità. Inoltre, si discute l'importanza delle 'dottrine non scritte' nel contesto della filosofia platonica e del processo conoscitivo.

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Il documento esplora il metodo dialettico di Platone, evidenziando la sua universalità e la connessione tra metodo e realtà. Si sottolinea come la dialettica consenta di comprendere la struttura uno-molteplice del reale, facilitando l'accesso al Principio Supremo, l'unità. Inoltre, si discute l'importanza delle 'dottrine non scritte' nel contesto della filosofia platonica e del processo conoscitivo.

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º INTRODUCCIONE

La Dialettica è universale prechè il tipo di afermazione che fa non ammete limite e se applica a tutti gli
oggetti, come ci dice Migliori1, anche prechè l'identità fra metodo e realtà, tra essere e conoscere, che per una parte
sse presenta come una operazione logica, che consente di verificare la validità di una sttrutura cosnoscitiva, nel
comtempo, questa sttrutura concerne a reale a tutti i livelli.
Come la dialettica è il passaggio indicato come astrazione (àfaíresis) dall'esere al principio, pertento
nell'ambito delle "dottrine non scritte", che è il nostro scopo in questo lavoro, allora il metodo dialettico non è
orientato solo alla Piramide2 dei generi, ma può essere compreso anche come analisi degli elementi, cioè questo
metodo è il processo che consente la comprensione del tutto e quindi di ciscuno3.
Il procedimento dialettico perciò evidenzia, e risolve, la struttura uno-molteplice del reale perchè questa è
stabilita dalla dipendenza di tutta la realtà da due principi, limite ed illimitato, e del loro agire e patire, se può dire
seguendo questa stessa linea qche il reale è un "misto" uni-molteplice, che si presenta come la determinazione
dell'indeterminato4.
Propio perchè in questa sttrutura "bipolare" sorge tutta la realtà, posiamo dire con Merlan 5 che tuto ciò che
è, è ultimamente ridicibile ai contrari; tutti i contrari sono ultimamente riducibile alla apposizione, meglio ancora,
tutti le copie di contrarie se riducono ultimamente all'antitesi Uno-molteplice; se capisce perchè soltanto il metodo
dialettico è aadeguanto allla stessa realtà ed è l'unico che può arrivare allo scopo di questa stessa realtà, pero mezzo
dei suoi processi ascensivo e discensivo.
In fine, diremo che è il metodo dialettico, cosí visto alla luce delle "dottrine non scritte" che permette di
conscere il culmine della realtá, che é la unione con l'uno stesso, perció é il metodo dialettico il piú appropiato alla
conoscenza della realtá che é nei suoi Principi primi dialettica.

IL METODO DIALETTICO DI PLATONE ALLA LUCE


DELLE DOTTRINE NON SCRITTE

Se si cerca di vedere l'intero corso del movimiento nel suo compleso, se vedrá che il imprescindibile valore
del contenuto della tradizione indiretta con relazione al metodo dialettico, perché solo a sosttrato deglli scritti non se
raggiungge la compiutezza della propia espozicione orale, dato che esse metodo era usato da Platone nell'ambito del
discorso orale, allora il metodo é impresindibile perché possa riconstruire il quadro generale della realtá di cui questo
metodo é inserito a spiegare, principalmente quando sse asumme un significato in rapporto alla filosofia platonica.
Cona questa premesa posiamo aggiungere che il molteplice sensibile se spiega con le idee che sono unitá, ma che la
loro unitá insieme formano una molteplicitá inteligibile 6, allora queste idee in quanto "molteplice" richiede di salire a
"un secondo nivello"come esigenzia della loro spiegazione, qui entra in effetti il ruolo del metodo dialettico, cioé da

1
- Cfr. Migliore, L'uomo..., pp. 102-3; cit. completa dell'opera nella
?

bibliografia.
2
- Kramer, Dialettica...
?

3
- Filebo, 63.
?

4
- Migliore, L'uomo..., [Link]. p. 436.
?

5
- Merlan p., Dal platonismo al Neoplatonismo. Vita e pensiero, Milano,
?

1990.
6
- Reale, Per una nuova..., op. cit., p 216.
?
una ragione esplicativa di ttutti gli elementi particolari, le sue relazione con l'intelligibile e da esse arrivare al
Principio Supremo, l'unitá, ossia il Bene-uno.
Le idee ed i sensibili hanno un rapporto reale, ma allo stesso tempo, logico, di implicazione, no di
causazione, perció sono risultate essere immobile, senza pasaggio nel tempo e nel spazio, da questo si chiarisce che
le sfere della realtá devono derivare le une delle altre, altrimenti nell'essere non sarebbe nesuna unitá, che implica la
necesitá sia dell'uno sia della molteplicitá delle sfere, é percorrendo tutte queste idee che si perviene l'idea di bene,
poiché il metodo vale per tutte le cose, vale anche per l'idea di Bene.
Quando nella "Repubblica", 534, Platone dice que "dialettico" é che sa rendere ragione dell'essenza di
ciascuna cosa, capiamo che é la dialettica che dimostra come le idee o genere partecipano reciprocamente alla
comunaza che si istaura fra il molteplice delle idee, cioé come ciascun genere possa comunicare; il metodo
diallettico in questa linea é quel procedimento che attraverso le idee giunge all'idea suprema, il que presupone infatti
le "dottrine non scritte", altrimenti si rimane al piano delle idee -Idea.
Platone ammette il metodo dialettico per risolvere il problema della stessa realtá, perché solamente un
metoso capace di raggiungere in se dialettica sarebbe adeguato per la sua conoscenza totale; cosí il metodo dialettico
viene in rapporto con la conoscenza massima, cioé il Bene di cui é lo scopo culminante di tutta la realtá. Perció il
ambito di applicazione della dialettica comprende l'indagine, aprendimento e l'insegnamento che no si distongono
sostanzialmente, giaché la dialettica non é funcionali a giochi logico-linguistici fine a se stessi, ma per una diairetica 7
che presta atenzione a tutte le molteplice possibilitá insite nel reale stesso.
Per via da questo metodo se avrá una visione articolato del reale e una conoscenza que cresce davvero,
pertanto, é l'unico indicato alla compresione di una realtá che é, come giá abiamo detto o diremo di piú, per sua
stessa natura, uno-molteplice. Se non se conosce le uni-moltep[licitá di ogni datto rale, in effetti diviene imposibile
qualche svolgimento argomentativo e qualunche argomentazione8, perche il livello di penetrazione del metodo é in
grado di spiegare, vede, prevedere le somiglianze e le dissomiglianze tra i generi, e anche cogliere le affinitá e non
meno per scoprire il genere intermedio fra due generi dati, cioé il metodo dialettico é il procedimento che riguarda
ogni possibile specie, ogni comprensione del esistente, que dimostra la partecipazione reciproca di essere e non-
essere nella stessa realtá.
Ogni singola cosa, come ogni singolo genere oppongono una propia resistenza alla comprensione, alla
argomentazione dialettica, perche la polaritá fondamentale, uno-molteplice, appaigono indissolubilmente legate in
tuta la realtá, allora, "l'indagine della realtá rimanda invariablemte a un Principio -initá - di carattere
metempirico"9, che en ogni caso l'unitá resta il constitutivo ontologico fondamentale nel principio opposto 10,
propio in quanto Uno, cioé misura essatissima, ció non implica soltanto la coesistenza dis aspetti diversi nella stessa
realtá, ma la reciproca partezipazione delle idee; come queste é il punto fondamentale e culminante della Paidea
dell'Academia, doveva esser riservata alla dimensione della "oralitá", delle dottrine non scritte 11, a quale é risolta
solo con il metodo dialettico, e per raggiungere tal scopo il metodo é profilato in due ambite: ascensivo e discensivo,
o meglio, generalizante ed elemetarizzante.
Per portare la dialettica platonica del genere fino alle ultime sonseguenze, dove ciascun genre é legato alla
esperienza e che la propia "ha come suo compito esenziale non tanto quello di"dominare" le idee, ma quello di
"discorrere" su di esse, di analizzare le condizione di possibilitá e il darsi effetivo dell'accordo e dell'esclusione dei
generi, dalla loro comunicazione e "divisione"12, questo riferimento correlativo fra principio primo e essere é il modo
per cui l'unitá se rapporta con il mondo, cioé tramite la misura lo stesso Bene-Uno se fa presente nelle cose.
7
- La diairesis [sinosi] non é un gioco consistente nel dividere in due o piú
?

parti di un concetto, ma implica l'intreccio di cose diverse. Il momento


diairettico e sinnottico sono elementidi un piú vasto compleso ed é questa
complesitá che Platone pone l'evidenzione, fino ad arrivare una unitá
stabilita tra diverse componenti ben mescolato fra loro.
8
- Cfr. Milgliore, op. cit. p. 428
?

9
- Trabattoni, F., Una nuova interpretazione del Parmenide di Platone, in
?

"elenchos" 1993, fasc. 1. (Il cursivo é nostro).


10
- Reale, per una nuova..., op. cit., p. 257.
?

11
- Cfr. Kramer, Platone..., [Link], p.196.
?

12
- Cfr. Movia, op. cit., p. 476.
?

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