BS201
BS201
La Soka Gakkai
La Soka Gakkai (fondata in Giappone dagli educatori Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda nel 1930) e la Soka
Gakkai Internazionale (Sgi, nata nel 1975 e presente attualmente in 192 paesi del mondo) sono organizzazioni
laiche i cui membri praticano e diffondono il Buddismo di Nichiren Daishonin. In Italia il movimento della Sgi è
rappresentato dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ente religioso fondato nel 1998, la cui Intesa con lo
Stato italiano è entrata in vigore nel luglio 2016.
La principale attività della Soka Gakkai in tutto il mondo consiste nel promuovere piccole riunioni informali di
quartiere, aperte a tutti, in cui si dialoga della vita quotidiana e dei problemi della società alla luce dell'inse-
gnamento buddista.
Attuale presidente dell'Sgi è Daisaku Ikeda, che ha dedicato la vita alla diffusione della pace e dell’emanci-
pazione individuale su scala globale fondando scuole, università e istituzioni per promuovere la cultura e gli
scambi tra i popoli. Nel corso degli anni ha dialogato con rappresentanti autorevoli del mondo della politica,
dell’educazione e dell’arte di livello internazionale alla ricerca di risposte ai problemi globali, ha sostenuto le
attività delle Nazioni Unite, ha scritto una vasta mole di lavori sui temi della pace e della condizione umana.
Secondo Ikeda la chiave per una pace duratura a livello mondiale e per la felicità di tutti gli esseri umani sta nella
trasformazione personale, come scrive all'inizio del suo romanzo La rivoluzione umana: «La rivoluzione umana di
un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento
nel destino di tutta l’umanità».
A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 e umanitarie, in data 23 marzo 2020 ha destinato l’intera
del 15/07/2016 dell’Intesa che regola i rapporti tra l’Istituto somma, che riceverà dallo Stato per la prima volta il pros-
Buddista Italiano Soka Gakkai e lo Stato italiano – L. 130 del simo giugno, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
28/06/2016 – ricordiamo a tutti i membri che, a decorrere dal Nel nostro sito è presente il testo integrale dell’Intesa con i
1° gennaio 2016, è possibile portare in deduzione nella dichia- riferimenti di cui sopra per le erogazioni liberali e la desti-
razione dei redditi delle persone fisiche le offerte (erogazioni nazione dell’8x1000 dell’IRPEF.
liberali) fino a un massimo di € 1.032,91, secondo la normativa
vigente (art. 17 L. 130/2016). FAC-SIMILE DELL’AREA RISERVATA ALLA DESTINAZIONE DELL’8X1000
SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO PER MILLE DELL’IRPEF (in caso di scelta FIRMARE in UNO degli spazi sottostanti)
Nel nostro sito [Link], nello Spazio Aderenti sezio- STATO CHIESA CATTOLICA UNIONE CHIESE CRISTIANE AVVENTISTE ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA
DEL 7° GIORNO
ne Offerte, si può visualizzare e stampare il riepilogo delle
proprie offerte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
CHIESA EVANGELICA VALDESE CHIESA EVANGELICA LUTERANA UNIONE COMUNITA’ EBRAICHE SACRA ARCIDIOCESI
(Unione delle Chiese metodiste e Valdesi) IN ITALIA ITALIANE ORTODOSSA D’ITALIA ED ESARCATO
CHIESA APOSTOLICA IN ITALIA UNIONE CRISTIANA EVANGELICA UNIONE BUDDHISTA ITALIANA UNIONE INDUISTA ITALIANA
previsto dall’art. 18 L. 130/2016, con apposita sottoscrizione BATTISTA D’ITALIA
FOTO VIDEO AUDIO TESTO I simboli indicano la presenza di contenuti multimediali nell’edizione digitale
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
serie
per l'umanità
4
Care lettrici e cari lettori, ora che andiamo in stampa non
sappiamo come sarà la situazione quando vi arriverà
IL BUDDISMO DEL SOLE questo numero di Buddismo e società, ma di certo alcuni
PER ILLUMINARE IL MONDO temi saranno ancora in cima alla scala dei nostri interessi.
Lezioni di Daisaku Ikeda sugli scritti di Nichiren Daishonin Per questo in apertura pubblichiamo la prima di una
recente serie (settembre 2019) di quattro lezioni di
VERSO UN SECOLO DI SALUTE (PARTE PRIMA)
Daisaku Ikeda dal titolo "Verso un secolo di salute".
primo piano Seguono alcune pagine di racconti e immagini di
17
miliare nella storia del movimento di kosen-rufu,
la nomina di Daisaku Ikeda a terzo presidente
UN LEGAME AL DI LÀ della Soka Gakkai, e contiene una lunga intervista
DELLO SPAZIO E DEL TEMPO all’attuale presidente Minoru Harada sui viaggi per la
18 Tutto ebbe inizio da quella solenne promessa pace del nostro maestro nel mondo. Viene descritta
Intervista a Minoru Harada in particolare l’opera di diplomazia umana che il
26 Il Buddismo di Nichiren Daishonin è la religione presidente Ikeda ha svolto nelle relazioni tra Cina e
della lotta condivisa di maestro e discepolo Unione Sovietica e tra Cina e Giappone, che lui stesso
Dal corso di studio europeo 2020 racconta nel ritratto del Premier cinese Zhou Enlai
32 Un movimento di speranza pubblicato nella rubrica “Arcobaleni di speranza”.
per reinterpretare la nostra epoca
Intervista a Soichiro Tahara Con la consapevolezza di attraversare un momento
cruciale, vi lasciamo con queste sue parole della
studio fine del 2019, che assumono ora un significato quasi
36
profetico: «I dieci anni tra il novantesimo e il centesimo
anniversario della fondazione della Soka Gakkai
IL MOMENTO CRUCIALE
57 SCRITTO QUI SOTTO..
BUON DIVERTIMENTO!!
rubriche
64
Per i bambini e le bambine
ZHOU ENLAI
Arcobaleni di speranza, di Daisaku Ikeda
WWW..BUDDISMOESOCIETA..ORG
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
serie
Come sarà il XXI secolo? Quando incontrai Uno degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile
Linus Pauling (1901-1994), famoso chimico e dell’Onu è “assicurare la salute e il benessere a
premio Nobel per la pace, condivisi con lui la tutte le persone e a tutte le età”.
mia idea che il XXI sarebbe stato un secolo di Sono fermamente deciso a far sì che il XXI sia
vita. Ed egli rispose: «Suppongo che per “seco- un secolo di vita e anche un secolo di salute,
lo di vita” lei intenda un’epoca in cui si presterà nel quale ogni persona possa ergersi luminosa
maggiore attenzione agli esseri umani, alla loro come una nobile torre preziosa della vita.
felicità e alla loro salute. […] In questo senso Sin dagli albori del nostro movimento, la Soka
credo anch’io che sia una buona idea conside- Gakkai ha prestato la massima attenzione alla
rarlo come un secolo di vita».1 malattia, un problema umano fondamentale.
Naturalmente la medicina sta compiendo gran-
Un diritto umano fondamentale di passi avanti nella ricerca di sintomi e cure, e
Ogni persona merita di vivere in una società di certo le competenze mediche vanno rispetta-
pacifica e godere di felicità e buona salute. te e impiegate. La scienza medica e la fede nel
Anche le persone malate e disabili meritano Buddismo di Nichiren Daishonin non sono af-
di vivere dignitosamente e di essere solle- fatto in contraddizione.
vate dall’ansia e dal dolore provocato dalla Nel Giappone del dopoguerra, mentre la Soka
malattia. Tutti gli esseri umani hanno il di- Gakkai stava portando una luce di speranza
ritto di vivere senza sentirsi minacciati da e di rinnovamento nella società, venne derisa
un ambiente nocivo, dalla fame e dalle ma- come “un’accozzaglia di poveri e malati”. Ma il
lattie infettive. Nel mondo attuale la salute, mio maestro Josei Toda dichiarò con fierezza:
insieme alla pace, è un fattore essenziale dei «Che c’è di male nell’essere un gruppo di poveri
diritti umani fondamentali ed è diventata e malati? Una religione veramente efficace non
una questione della massima rilevanza per dovrebbe aiutare coloro che soffrono di più?».
la dignità della persona. Anche secondo la morale comune disprezza-
1) Linus Pauling e Daisaku Ikeda, A Lifelong Quest for Peace: A Dialogue, I. B. Tauris, Londra, 2009, p. 44.
«La malattia di tuo marito forse è dovuta al volere del Budda; infatti il Sutra di Vimalakirti e il Sutra del Nirvana
parlano di persone malate che raggiungono la Buddità, poiché la malattia stimola lo spirito di ricerca della Via»
(La buona medicina per tutti i mali, RSND, 1, 833).
Il Daishonin scrisse queste calorose parole di malattia non dovremmo guardarla con avver-
incoraggiamento alla monaca laica Myoshin sione, ma considerarla parte integrante della
che stava prendendosi cura del marito mala- preziosa esperienza dell’essere in vita, un pas-
to, il prete laico Takahashi. so indispensabile nel viaggio verso il conse-
Tsunesaburo Makiguchi, il fondatore della guimento della Buddità in questa esistenza e
Soka Gakkai, considerava questo passo mol- per godere della felicità eterna. Potremo rico-
to importante e lo citava spesso quando inco- noscere allora tale condizione come un “mo-
raggiava i membri. mento cruciale” in cui risvegliare una fede più
Le condizioni del prete laico Takahashi erano forte che mai. Con questo spirito riusciremo a
piuttosto gravi e senza dubbio la moglie dove- superare sicuramente le prove della malattia e
va essere molto preoccupata. In questa lettera a sviluppare un più profondo apprezzamento
il Daishonin abbraccia la coppia con affetto per la vita, realizzando al contempo una enor-
dicendo loro che «i cinque caratteri di Myoho- me crescita personale.
renge-kyo» sono «la buona medicina per i mali
della gente di Jambudvipa» (SDLPE, 394) e «Nascita e morte sono originariamente in-
aggiunge: «La malattia di tuo marito forse è trinseche nella vita»
dovuta al volere del Budda». Sono sicuro che Il sutra Vimalakirti narra dell’incontro fra un
la sua grande compassione abbia alleviato la credente laico di nome Vimalakirti, che pratica-
loro angoscia e dato pace e conforto. va la via del bodhisattva e si trovava a letto ma-
Il Daishonin intende dire che quando siamo lato, e il Bodhisattva Manjushri, uno dei prin-
inaspettatamente colpiti dalla sofferenza della cipali discepoli del Budda. Quando Manjushri
5
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
chiede a Vimalakirti perché si sia ammalato, che conta è il nostro atteggiamento, il modo
questi risponde: «Poiché tutti gli esseri viventi con cui la affrontiamo.
sono malati, io sono malato».2 E prosegue af-
fermando: «La malattia del bodhisattva sorge Il nobile spirito di ricercare la Via del Budda
dalla sua grande compassione».3 In sostanza sta Il Daishonin insegna che «la malattia stimola lo
dicendo che lo spirito del bodhisattva consiste spirito di ricerca della Via», l’intenzione di per-
nell’assumere su di sé la malattia per condivide- correre il cammino per conseguire la Buddità.
re le sofferenze di tutti gli esseri viventi, e che Recitando Daimoku e affrontando la malattia
ciò fa parte della pratica del bodhisattva. con la determinazione di non farci sconfigge-
Nel Sutra del Nirvana, inoltre, il Budda pren- re, possiamo espandere la nostra condizione
de le sembianze di un ammalato; secondo il interiore di Buddità e condurre una vita più
Daishonin ciò dimostra che «le persone mala- profonda, più forte e più nobile. Sperimentia-
te raggiungono la Buddità». E anche il Sutra mo così il beneficio di vedere la malattia, l’in-
del Loto dice che il Budda ha qualche malattia vecchiamento e la morte per quelle che sono
e preoccupazione (cfr. SDLPE, 297). I Budda e affrontarle senza paura. Toda diceva che la
e i bodhisattva, proprio come tutte le persone, malattia ha un significato profondo nella no-
incarnano il principio del “mutuo possesso dei stra vita: a proposito dell’affermazione che
dieci mondi” e quindi non possono evitare le anche il Budda ha malattie e preoccupazio-
quattro sofferenze di nascita, invecchiamento, ni, spiegava che se il Budda non si fosse am-
malattia e morte. Come insegna il Daishonin, malato, non avrebbe permesso a coloro che
«nascita e morte sono originariamente intrin- soffrivano di malattie di riconoscersi in lui e,
seche nella vita» (cfr. Raccolta degli insegnamen- di conseguenza, non avrebbe potuto condurli
ti orali, BS, 117, 45). La malattia è una parte all’Illuminazione.4
naturale dell’esistenza.
Non c’è nulla di cui vergognarsi se ci si am- Impariamo ad apprezzare profondamente
mala, non è in alcun modo l’effetto di qualche la nostra vita e la nostra missione
nostro errore. Tuttavia possono nascere dubbi Lo scrittore russo Lev Tolstoj (1828-1910)
e ci si può chiedere come ciò sia successo, pur ebbe in varie occasioni seri problemi di salu-
praticando il Buddismo di Nichiren, o rimpro- te e osservò saggiamente che «la malattia an-
verarsi di essersi ammalati proprio in un dato drebbe considerata una condizione naturale
momento. Per questo è importante vedere le della vita». Sosteneva che «nessuna malattia
cose dalla prospettiva della fede, secondo cui può impedire a una persona di fare ciò che
la malattia è il «volere del Budda». Poiché ab- deve fare»5 e che «si può realizzare il proprio
bracciamo il grande insegnamento di Nam- scopo nella vita sia quando si è malati sia
myoho-renge-kyo non vi sono sofferenze kar- quando si è sani».6 Quando consideriamo la
miche che non possiamo superare. Non è il malattia come una delle sofferenze connatu-
caso di preoccuparsi o temere la malattia, ciò rate alla vita possiamo apprezzare la vera ric-
2) The Vimalakirti Sutra, trad. di Burton Watson, Columbia University Press, New York, 1997, p. 65.
3) Ibidem, p. 66.
4) Cfr. Josei Toda, Toda Josei Zenshu (Opere complete di Josei Toda), vol. 2, Shimbunsha, Tokyo, 1982, p. 335.
5) Lev Tolstoj, A Calendar of Wisdom, trad. di Peter Sekirin, Scribner, New York, 1997, p. 292. Edizione italiana: Lev Tol-
stoj, Pensieri per ogni giorno. Un calendario di saggezza, Piano B, 2016.
6) Ibidem, p. 132
«Nam-myoho-renge-kyo è come il ruggito di un leone. Quale malattia può quindi essere un ostacolo?»
(Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365).7
Tantissimi membri della Soka Gakkai hanno no in medicina e a trasformare il nostro karma.
combattuto e vinto il demone della malattia Nulla può competere con il potere del ruggito
ispirandosi a questo passo di Risposta a Kyo’o. del leone di Nam-myoho-renge-kyo recitato
Nella lettera, poco prima di questa frase, il Dai- dai maestri e dai discepoli Soka.
shonin dice che sta pregando «ogni momento
del giorno» (RSND, 1, 365) per la guarigione Malattia e demone della malattia
della piccola Kyo’o. E incoraggia i suoi genito- Desidero ribadire che esiste una differenza
ri, due discepoli laici, affermando che nessuna fra malattia e demone della malattia.
malattia può nuocere a coloro che recitano il La malattia è una sofferenza universale a cui
ruggito del leone di Nam-myoho-renge-kyo, nessuno può sfuggire. Può farci sprofonda-
perché saranno in grado di “domare” la malat- re nella disperazione, perdere la fiducia nel-
tia così come il ruggito del leone incute terrore la vita e la forza di andare avanti. Per via di
agli altri animali. questa sua funzione di “ladra di vita”, che
I membri di tutto il mondo, condividendo la prosciuga la vitalità delle persone, il Buddi-
missione di Bodhisattva della Terra, hanno smo la considera un “demone”.
sempre risvegliato il coraggio e la determi- Occorre riconoscere questo aspetto demo-
nazione di non farsi sconfiggere dal demone niaco della malattia e combatterlo attraverso
della malattia, come insegna il Daishonin. il potere della fede e della pratica. Dobbiamo
Non esistono tempeste di ostacoli o funzio- decidere di non farci sconfiggere. Combatten-
ni demoniache capaci di bloccare il sentiero dolo e trionfando su di esso possiamo rivelare
diretto per il conseguimento della Buddità, il la nostra Buddità.
grande cammino della felicità e della vittoria Da giovane soffrivo di tubercolosi e avevo
di kosen-rufu e della vita. Non dobbiamo per- una costituzione debole; secondo i medici
mettere a nulla di fermarci. non sarei arrivato a trent’anni. Mentre com-
Finché continueremo a recitare il ruggito del battevo in prima linea per kosen-rufu come di-
leone di Nam-myoho-renge-kyo, in accordo scepolo di Toda e mi adoperavo senza sosta
con le parole del Daishonin «le sfortune si tra- per conseguire nuove vittorie, ero afflitto co-
sformeranno in fortuna» (RSND, 1, 366) riu- stantemente da una febbriciattola e da dolori
sciremo senza alcun dubbio a cambiare il vele- cronici.
7) Il Daishonin scrisse questa breve lettera nel 1273, mentre si trovava a Ichinosawa sull’isola di Sado. Lo scritto era indi-
rizzato a una coppia di discepoli che lo avevano informato della grave malattia della loro bambina.
7
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
Mi sentivo amareggiato e frustrato, perché chiunque sentiva non si stesse assumendo la re-
avrei voluto essere sano e forte. sponsabilità della propria situazione o mostras-
Ricordo che Toda un giorno mi rimproverò, se segni di rassegnazione o dubbio.
mentre lavoravo freneticamente per risolvere Molte persone quando si ammalano si sentono
le difficoltà finanziarie che le sue aziende sta- estremamente vulnerabili. Recitare il ruggito
vano attraversando nella recessione del dopo- del leone di Nam-myoho-renge-kyo è l’unico
guerra. Avendo forse notato il mio pallore e la modo per sconfiggere le funzioni demoniache
mia stanchezza, esclamò: «Daisaku! Tu non che minano la fiducia in noi stessi. Quando
hai un grammo di forza vitale. Se la tua forza nella vita riecheggia il potente ruggito del leo-
vitale è debole sarai sconfitto». ne non abbiamo niente da temere.
Mi portò davanti al Gohonzon, si sedette In Risposta a Kyo’o il Daishonin afferma anche:
con me e recitò Nam-myoho-renge-kyo con «Ovunque tua figlia possa saltare e giocare, non
una forza che sembrava letteralmente voler le accadrà niente di male; potrà andare in giro
costringere il demone della malattia a sotto- senza paura come il re leone» (RSND, 1, 365).
mettersi. La sua recitazione era davvero il Se continuiamo a recitare il ruggito del leone
ruggito di un leone. Ispirato dal suo amore se- di Nam-myoho-renge-kyo, qualsiasi sia la ma-
vero, sentii sorgere in me un nuovo coraggio lattia, la difficoltà o la disgrazia che stiamo af-
e chiamai a raccolta la forza senza limiti di un frontando, potremo «andare in giro senza paura
leone all’attacco. Fu così che il mio maestro come il re leone». Proveremo uno stato di com-
mi permise di sconfiggere il demone della ma- pleta felicità e libertà, in accordo con il passo del
lattia e forgiare una vita di salute e longevità Sutra del Loto che dice: «Gli esseri viventi sono
per adempiere la mia missione per kosen-rufu. felici e a proprio agio» (SDLPE, 318).
Gliene sarò eternamente grato. Recitare così poteva essere difficile per una
Nella Raccolta degli insegnamenti orali il Dai- bambina piccola come Kyo’o. Perfino per gli
shonin spiega così il termine “ruggito del leo- adulti è difficile fare Gongyo e recitare Dai-
ne”: «Il “ruggito” è il suono del maestro e dei moku quando sono in ospedale o hanno una
discepoli che recitano all’unisono» (BS, 116, malattia grave. A volte l’unica possibilità è pra-
55). La Soka Gakkai ha superato ogni avver- ticare in silenzio nel proprio cuore. Ma il ruggi-
sità grazie alle preghiere unite dei maestri e to del leone di Nam-myoho-renge-kyo recitato
dei discepoli che recitano il ruggito del leone dai familiari e dai compagni di fede raggiungerà
di Nam-myoho-renge-kyo. e permeerà sicuramente la vita di chi è malato.
«Quale malattia può quindi essere un ostaco-
Uno stato di completa felicità e libertà lo?» scrive il Daishonin. Dobbiamo essere pro-
Toda era sempre in prima linea nel dare con- fondamente convinti delle sue parole!
sigli personali ai membri, e quando lo faceva Nei suoi scritti il Daishonin incoraggia molti
affrontava senza mezzi termini il problema che discepoli – uomini, donne, giovani e vecchi –
stavano vivendo. Teneva regolarmente sessioni nella lotta contro la malattia.
di domande e risposte per ascoltare le preoc- Alla monaca laica Toki, che si era scoraggiata
cupazioni delle singole persone, che spesso ri- a causa del protrarsi della sua malattia, scrive:
guardavano la malattia. Percepiva con acutezza «Poiché sei una devota del Sutra del Loto, non
se chi stava ponendo la domanda era davvero andrai incontro a una morte prematura. […]
determinato a sconfiggere il demone della ma- Puoi contare sul potere del Sutra del Loto [per
lattia attraverso la fede, e dava guide severe a curare la tua malattia]» (cfr. L’arco e la freccia,
RSND, 1, 585). E continua: «Sii profondamen- fino all’ultimo istante, diede a un numero in-
te convinta che la tua malattia non può durare finito di persone il coraggio di continuare a
e che non è possibile che la tua vita non venga lottare. Questo è il comportamento naturale
prolungata! Prenditi cura di te e non affliggere del Budda dell’Ultimo giorno della Legge.
la tua mente» (Ibidem). La incoraggia ad anda- In un certo senso possiamo dire che la storia
re avanti con la ferma convinzione di riuscire a dell’umanità sia stata una battaglia incessante
sconfiggere il demone della malattia. fra gli esseri umani e la malattia.
Quando Nanjo Tokimitsu si ammalò grave- Nel campo della salute e della longevità sono
mente il Daishonin, che pure era malato, rim- stati fatti enormi passi avanti, e molte malattie
proverò severamente le funzioni demoniache una volta incurabili ora possono essere tratta-
che stavano colpendo il suo discepolo dicen- te con successo. La dichiarazione con cui nel
do: «Voi, demoni, facendo soffrire quest’uo- 1980 l’Organizzazione mondiale della sanità
mo, state cercando di ingoiare una spada dalla asserì di aver debellato il vaiolo è un luminoso
punta, o di abbracciare un gran fuoco, o di di- esempio di uno dei grandi successi della cono-
ventare acerrimi nemici dei Budda delle dieci scenza e dell’ingegno umano.
direzioni e delle tre esistenze?» (La conferma Ma poiché le sofferenze di nascita, invecchia-
del Sutra del Loto, RSND, 1, 984). Tokimitsu, mento, malattia e morte sono inevitabili, la no-
incoraggiato dal fiero ruggito del leone del stra battaglia contro la malattia persiste. Molti
Daishonin, riuscì a sconfiggere del tutto il membri della Soka Gakkai hanno continuato a
demone della malattia e visse una vita lunga, lottare senza farsi sconfiggere dal demone del-
dedicata alla propria missione per kosen-rufu. la malattia e hanno vinto. Hanno dimostrato la
Indipendentemente dalle difficoltà e dalle dignità e il potere della loro vita accumulando
sfide che la malattia ci pone, dobbiamo aver tantissime preziose esperienze di vittoria.
fede nel nostro potenziale e vivere appieno Questo modo di vivere basato sul Buddismo di
fino all’ultimo istante. Questa forza e questa Nichiren è sicuramente un faro di speranza per
resilienza sono la prova concreta della vitto- i nostri tempi. Adesso più che mai le persone
ria nel campo della salute. cercano, al livello più profondo, una luce di sag-
gezza riguardo alla salute, una filosofia per con-
Il comportamento naturale di un Budda durre una vita sana nel vero senso della parola.
dell’Ultimo giorno della Legge Facciamo emergere dal nostro essere la forza,
Verso gli ultimi anni di vita, una primavera in la saggezza e la tenacia per continuare a vive-
cui era gravemente malato il Daishonin rice- re, mostrando allo stesso tempo compassione,
vette un’offerta di alghe wakame e altri doni da coraggio e creatività. Continuiamo a progre-
un discepolo che era andato a trovarlo. Nella dire tenacemente da ora in poi, un passo dopo
lettera che gli scrive per esprimere la sua ri- l’altro, dedicando la vita a realizzare la nostra
conoscenza, egli afferma che quella visita e le felicità e quella degli altri.
wakame lo avevano fatto sentire così forte da Mia moglie Kaneko e io stiamo continuando a
poter andare a caccia di tigri e cavalcare un pregare ardentemente ogni giorno affinché tutti
leone (cfr. Le tre stuoie, RSND, 2, 929). i nostri compagni Bodhisattva della Terra, sen-
«Grazie a te mi sento molto meglio». Immagino za eccezioni, diventino saggi campioni di salute,
quanto il ringraziamento sincero del Daishonin fortuna e felicità e godano al massimo della vita.
abbia commosso e ispirato il suo discepolo.
L’esempio del Daishonin, che visse impavido (Traduzione di Marialuisa Cellerino)
9
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
primopiano
COVID19
STORIES
RIFLESSIONI
AI TEMPI
DELLA QUARANTENA
20 marzo 2020, Buddismo e società n. 200 è andato in stampa da qualche giorno. Solitamente è il
momento per progettare il numero successivo e convocare la riunione di redazione. Nell’impossibilità
di un incontro dal vivo, ecco cosa è successo in quegli ultimi dieci giorni di marzo…
In queste pagine, come in un fermo immagine di quel periodo, riportiamo frammenti di riflessioni di
alcune persone della redazione (per ragioni di spazio non di tutte). Le foto sono state realizzate scattando
un'istantanea dello schermo del computer durante una videochiamata.
| |
MARIA LUCIA
20 MARZO 2020 DE LUCA
direttrice responsabile
Carissimi e carissime,
come state? Come state vivendo questo momento mai immaginato prima?
Sarei felice di conoscere cosa vi passa nel cuore, le vo- Quasimodo), sto telefonando a tante persone, amiche e
stre emozioni e le vostre riflessioni. amici con cui sento il bisogno di rinsaldare una relazione
Intanto vi dico le mie. Penso che questa situazione dure- vita a vita. Ci ascoltiamo e ci parliamo, di tutto. E in que-
rà a lungo e niente sarà come prima. Sento la necessità sta apertura di umanità la vita si amplia, come sottolinea
di far emergere dalla mia vita una fede mai avuta fino a Nichiren Daishonin: «Se si accende un fuoco per gli altri,
ora e sto cercando di aprirmi la strada in una lotta soli- si illuminerà anche la propria strada».
taria davanti al Gohonzon, con i binari del Gosho e degli Vi faccio una proposta: se scrivete a me le vostre rifles-
scritti di Sensei. sioni posso raccoglierle e inviarle a ognuno e ognuna di
E pur non trovando – ancora – le parole per esprimere voi. Che ne dite?
quello che ho nel cuore («Alle fronde degli salici, per Colgo l’occasione per ringraziarvi e per dirvi che siete
voto, le nostre cetre erano appese» scriveva Salvatore sempre nel mio cuore.
| |
VALERIA
22 MARZO 2020 GASPARRINI
illustratrice
| |
ARNALDO
20 MARZO 2020 ALBERTONI
fotografo
| |
CARLA
20 MARZO 2020 CELANI
rilettura e correzione di bozze
| |
ROBERTA
20 MARZO 2020 CALANDRA
redattrice
| |
CRISTINA
20 MARZO 2020 CANESTRELLI
grafica
| |
ILARIA
20 MARZO 2020 VARRIANO
redattrice
| |
ANTONIO
22 MARZO 2020 ANDRONICO
rilettura e correzione di bozze
| |
MATILDE
22 MARZO 2020 CATALANO
illustratrice
| |
ALESSANDRA
29 MARZO 2020 SCIFO
rilettura e correzione di bozze
| |
LUCREZIA
23 MARZO 2020 PETRUCCI
redattrice
| |
MANUELA
22 MARZO 2020 VIGORITA
redattrice
| |
SILVIA
30 MARZO 2020 SPERANDIO
redattrice
| |
LORENZO
21 MARZO 2020 DI NARDI
redattore
| |
GIOVANNA
22 MARZO 2020 GOBATTONI
redattrice
Siamo nelle nostre case e il tempo si dilata e si restringe prendendo forme inedite,
accendi il notiziario e la serenità conquistata si sbriciola, le conflittualità e gli aggiustamenti della politica. Però è
il mio cuore ora, più che mai, è soggetto a mutare. Allora una bella sensazione che sento anch’io nell’attività bud-
aumento il Daimoku e creiamo con le compagne di fede dista e che riporto nel lavoro. Con le colleghe dobbiamo
una sfida quotidiana di recitazione. Mio figlio, riferendosi escogitare strategie creative perché i nostri alunni sono
all’Italia, mi dice: «Però quando tutto sarà finito non di- molto piccoli e allora inventiamo filastrocche, video… in-
mentichiamoci di quanto siamo stati uniti»; è la sensazio- somma un bel movimento per stare nel cuore di un ciclo-
ne di un ragazzo adolescente, che per fortuna non vede ne ancora purtroppo sconosciuto.
| |
EVA
21 MARZO 2020 TOMEI
fotografa
| |
FRANCESCA
23 MARZO 2020 PROIETTI SORBINI
illustratrice
| |
DANIELE
22 MARZO 2020 NOVARINI
grafico
| |
DONATO
23 MARZO 2020 FERDORI
redattore
speciale
un Le ame
al di là dello spazio
e del tempo
A SESSANT'ANNI DALLA NOMINA DI DAISAKU IKEDA A TERZO PRESIDENTE
DELLA SOKA GAKKAI, UNO SPECIALE DEDICATO ALLA CENTRALITÀ DELLA
RELAZIONE MAESTRO-DISCEPOLO NELLO SVILUPPO DEL MOVIMENTO DI
KOSEN-RUFU DAGLI ALBORI AI NOSTRI GIORNI.
NELLE PAGINE CHE SEGUONO:
17
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
1 I N T E RV I STA A
Seikyo Shimbun, 23 e 26 marzo 2020
MINORU HARADA
PARTE PRIMA
Nishikata: Nell’estate del 1954, durante una visita ad Atsuta, il suo villaggio natale nell’isola di
Hokkaido, il presidente Toda disse al giovane Ikeda: «Io costruirò una base solida per kosen-
rufu in Giappone, ma sarai tu ad aprire la strada di kosen-rufu in tutto il mondo» (NRU, vol.
21, cap. 1, p. 21). Poco prima di morire, inoltre, gli disse: «Ieri ho sognato di essere in Messico.
Mi stavano aspettando» (NRU, vol. 10, cap. 2, p. 107). Credo che kosen-rufu mondiale abbia
rappresentato per il presidente Ikeda la sfida della sua vita per realizzare concretamente la
visione del suo maestro.
Harada: Kosen-rufu mondiale è l’intento e il volere di Nichiren Daishonin, nonché la missione
della Soka Gakkai, l’organizzazione a lui direttamente collegata. Ora, per la prima volta nella
storia del Buddismo, è una realtà concreta proprio grazie alla strenua lotta dei tre presidenti
fondatori, in particolare del maestro Ikeda.
A gennaio del 1952, l’anno seguente alla sua nomina a secondo presidente, Josei Toda compose
questa poesia waka: «Con cuore intrepido e valoroso, mettiamoci in viaggio/ per diffondere la
Legge mistica/ fino ai confini dell’India» (NR, 669, 10). Il mese successivo, durante un semina-
rio di studio, condivise con i giovani la sua visione lungimirante della “cittadinanza globale”.
Già allora, quando la Soka Gakkai era composta da pochi membri giapponesi, il maestro Toda
rifletteva intensamente sulla realizzazione di kosen-rufu mondiale e della pace nel mondo. La
sua visione traeva ispirazione da quanto gli era stato trasmesso dal suo maestro, Tsunesaburo
Makiguchi, il quale durante l’oppressione del governo militarista giapponese scrisse sulla rivi-
sta Creazione di valore: «La Legge mistica è la legge per vivere nel modo più nobile, ciò a cui
aspira l’intera umanità, è la legge per conseguire Quello fu il primo passo verso lo sviluppo di una
la Buddità. Attraverso le nostre esperienze con- religione universale, in cui si prese lo slancio per
crete siamo in grado di dimostrare il suo grande la realizzazione di kosen-rufu mondiale. Come è
potere e far sì che gli altri possano comprenderlo scritto anche ne La nuova rivoluzione umana, in
più facilmente. Continuiamo ad avanzare fino a ogni paese che visitò, a cominciare dalle Hawaii,
quando saremo avvolti dai benefici della Legge il maestro Ikeda pregò come se dovesse impre-
e avremo aiutato tutte le persone a realizzare la gnare di Daimoku quella terra.
massima felicità». In occasione della sua visita in Italia del 1961
ROMA
Il 18 novembre del 1953, in occasione del deci- compose una poesia ammirando i resti dell’anti-
mo anniversario della scomparsa di Makiguchi, ca Roma: «In piedi/ tra le rovine di Roma,/ sento
fu ristampata la sua opera La teoria del valore la certezza che/ la Terra della mistica Legge/ non
(giapp. Kachiron). Toda disse di voler inviare il perirà mai» (NRU, vol. 5, cap. 3, p. 108). Queste
libro – che riportava la nota tipografica "autore: parole esprimevano la sua determinazione, che
Tsunesaburo Makiguchi; revisione a cura del suo stava diventando sempre più profonda, con cui
discepolo Josei Toda" – alle università e agli isti- portava avanti la sua lotta: «La Roma imperia-
tuti di ricerca di tutto il mondo. I preparativi del- le, che tutti avevano pensato immortale, finì per
la spedizione furono portati avanti da Daisaku decadere; noi, invece, costruiremo la terra della
Ikeda; alla fine il testo fu inviato a 422 università Legge mistica che non perirà mai».
e istituti di ricerca in circa 50 paesi del mondo. Kabasawa: Può raccontarci di quando ha ac-
Il maestro Ikeda, più di chiunque altro, fece pro- compagnato per la prima volta il presidente
pria la visione di kosen-rufu mondiale del suo Ikeda all’estero? Quali guide ha ricevuto da lui
maestro e promise fermamente di realizzarla. in quell’occasione?
Proprio per questo, sul palco allestito in occa- Harada: Fu nell’aprile del 1972, non dimentiche-
sione della cerimonia per la sua nomina a terzo rò mai quel momento. Sensei mi disse: «Ti affido
presidente della Soka Gakkai, fu esposto uno interamente il progetto del viaggio»; ero molto
striscione su cui era scritta la poesia waka di teso, ma mi impegnai con tutte le forze nel pia-
Toda: «Con cuore intrepido e valoroso, mettia- nificare il percorso e occuparmi dei preparativi.
moci in viaggio...». Per cinque anni, a partire dalla metà del 1967,
I sessant’anni di presidenza di Daisaku Ikeda Sensei aveva viaggiato in tutto il Giappone per
sono iniziati dalla promessa solenne di rendere completare le fondamenta di kosen-rufu nel
kosen-rufu mondiale – l’intento del Daishonin e paese in vista del 1972, anno in cui si sarebbe
l’ardente desiderio dei due presidenti fondatori concluso il sesto dei sette periodi di sviluppo
– la sua personale missione. – le cosiddette “sette campane” – dalla fonda-
Kabasawa: Ne La nuova rivoluzione umana si zione della Soka Gakkai. Proprio in quell'anno
legge: «Dal giorno in cui Toda gli aveva affidato visitò l’Inghilterra, dove dialogò con il famoso
la missione di realizzare kosen-rufu nel mondo, storico Arnold J. Toynbee, per poi recarsi in
Shin’ichi aveva vagliato i diversi problemi con cui Francia e successivamente in America.
si sarebbe dovuto confrontare al di fuori del Giap- Ricordo che eravamo sull’aereo che dall’aeropor-
pone, soppesandoli attentamente uno per uno. to di Haneda di Tokyo era diretto a Mosca, dove
Nel suo cuore aveva già dipinta a colori sgargianti avremmo fatto scalo. Il maestro Ikeda mi disse:
una visione vasta ed elaborata di kosen-rufu nel «La prima volta che sono partito per un viaggio
mondo di là da venire» (NRU, vol. 1, cap. 1, p. 30). di pace all’estero ho portato con me una fotogra-
Harada: A partire dall’ottobre del 1960 Sensei fia di Toda, che custodivo nella tasca interna del
si recò all’estero per tredici volte in sette anni. soprabito». Compresi profondamente che in ogni
Visitò per prime l’America settentrionale e meri- momento, ovunque andasse, era sempre con il
dionale per poi recarsi in Asia, Europa e Oceania. suo maestro. È un ricordo per me indelebile.
19
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
Il valore della diplomazia umana Harada: A gennaio del 1975 il maestro Ikeda in-
contrò l’allora consigliere per la sicurezza nazio-
Hayashi: Da quell’aprile del 1972 fino al luglio del nale degli Stati Uniti Henry Kissinger. Sempre a
1975 Sensei si recò all’estero dodici volte. Duran- gennaio, inoltre, fu fondata la Soka Gakkai Inter-
te uno di questi viaggi fu fondata la Soka Gakkai nazionale. Ad aprile dello stesso anno visitò la
Internazionale (26 gennaio 1975, n.d.t.), che con- Cina per la terza volta, mentre a maggio si recò
tinua ancora oggi a espandersi in tutto il mondo in Francia dove incontrò il fondatore del Club di
per realizzare la pace mondiale. Può condividere Roma Aurelio Peccei e lo storico dell’arte René
con noi un episodio di quel periodo? Huyghe. In questi 3 anni [dal '72 al '75] si può
Harada: Nel 1970, in seguito a un problema di dire che, a tutti gli effetti, si sia alzato il sipario
presunte violazioni della libertà di parola e di su kosen-rufu mondiale, segnando un periodo
stampa da parte della Soka Gakkai (cfr. NRU, in cui la diplomazia umana di Daisaku Ikeda si è
INGHILTERRA
Kosygin rispose: «La prego di farlo» (cfr. NRU, Come si evince dall’analisi di Kong Fanfeng, il
vol. 16, cap. 2, p. 162). contributo del presidente Ikeda fu estremamen-
Quando tre mesi dopo Sensei visitò la Cina per te importante. Osservando il corso della storia
la seconda volta, riferì le parole di Kosygin al cinese, dalle “quattro modernizzazioni” ai per-
premier cinese. Alla fine della sua visita, inoltre, corsi di apertura e riforma, fino ad arrivare al
incontrò anche Zhou Enlai, che era gravemen- l'attuale grande sviluppo del paese, credo non
te malato. Nonostante la forte opposizione dei sia esagerato affermare che il “ponte” tra Cina
medici, Zhou Enlai desiderava ardentemente e Unione Sovietica creato da Sensei rappresenti
incontrare il maestro Ikeda, che gli fece visita un grande esempio del valore della diplomazia
insieme a sua moglie nell’ospedale dove era ri- umana, in grado di far muovere gli ingranaggi
coverato. Il loro dialogo suggellò la promessa di della storia.
un’eterna amicizia tra Giappone e Cina.
Nishikata: Kong Fanfeng, direttore del Centro «Sono io quel discepolo!»
di ricerca Zhou Enlai dell’Università Nankai, ha
affermato: «Il primo ministro Zhou Enlai era a Ogushi: A settembre dello scorso anno ho avuto
conoscenza dell’operato di Ikeda, e lo apprezza- l’onore di far parte della delegazione che ha vi-
va molto. In quel periodo di turbolenza politica, sitato l’India insieme al presidente Harada. Sono
Zhou Enlai stava concentrando le sue energie stata profondamente colpita e commossa dallo
INDIA
sulle “quattro modernizzazioni”, un piano di rifor- slancio con cui la Soka Gakkai indiana ha realizza-
me mirato alla modernizzazione dell’agricoltura, to la sua grande espansione, guidata dai giovani.
dell’industria, della difesa nazionale, della scienza Inoltre sono rimasta sbalordita dall’imponenza del
e tecnologia. Per poter realizzare questo progetto Soka Bodhi Tree Garden e della nuova sede cen-
era indispensabile conoscere la situazione inter- trale della Soka Gakkai indiana a Nuova Delhi, di
nazionale correttamente e dettagliatamente. Gra- dimensioni inimmaginabili per noi giapponesi.
zie alla comprensione della posizione sovietica at- Harada: Lo sviluppo della Soka Gakkai indiana è
traverso le parole del presidente Ikeda, il premier davvero stupefacente. Attualmente i membri sono
Zhou si convinse ulteriormente del fatto che non più di duecentotrentamila, ma quando il maestro
sarebbe scoppiata una guerra tra la Cina e l’Unio- Ikeda visitò il paese per la prima volta, a gennaio
ne Sovietica e fu pertanto in grado di promuovere del 1961, non vi era nemmeno un praticante. No-
i piani di modernizzazione della Cina» (cfr. NRU, nostante ciò Sensei si recò in India profondamen-
vol. 20, cap. 3, p. 266). te determinato a concretizzare la profezia del
Harada: In effetti, dai resoconti annuali dell’al- Daishonin secondo cui il Buddismo avrebbe fatto
lora vice premier Deng Xiaoping sappiamo che ritorno a occidente, e a mantenere la promessa
a metà dicembre del 1974, poco dopo aver in- fatta a Toda di realizzare kosen-rufu in Asia, cosa
contrato Ikeda (il 5 dicembre, n.d.t.), Deng fece che il suo maestro aveva desiderato ardentemen-
visita a Zhou Enlai in ospedale e intrattenne con te. Auspicando che apparissero discepoli pronti a
lui un dialogo informale. vivere con la sua stessa determinazione, esclamò
A gennaio dell’anno successivo fu convocata in nel suo cuore: «Emergete!».
Cina la quarta Assemblea nazionale a cui parte- Accompagnai il presidente Ikeda nella sua terza
cipò anche Zhou Enlai, nonostante le precarie visita in India, a febbraio del 1979. Fummo ac-
condizioni di salute. Durante l’assemblea Zhou colti da una quarantina di membri provenienti
propose le “quattro modernizzazioni”, che co- da tutto il paese. Sensei li incoraggiò calorosa-
stituirono la fase preliminare di quelli che sa- mente: «Anche l’eterna corrente del maestoso
rebbero stati i successivi percorsi di apertura e fiume Gange ha origine da una singola goccia.
riforma della Repubblica popolare cinese realiz- Allo stesso modo ciascuno di voi rappresenta
zati nel 1978 da Deng Xiaoping. una goccia di quel flusso originario che diverrà il
21
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
possente fiume di kosen-rufu in India. Avanzate presidente Ikeda a essere come la singola goccia
dunque credendo in questo avvenire luminoso» da cui ha origine il fiume Gange; oggi, allo stesso
(NRU, vol. 29, cap. 4, puntata 29). modo, ogni appartenente al Gruppo giovani sta
Ciascuno di loro ha fatto proprie le guide del avanzando al ritmo degli slogan “Io sono Shin’ichi
maestro e, risvegliandosi alla propria missione, Yamamoto” e “Sono io quel discepolo”.
si è impegnato per contribuire al flusso di que- Il punto essenziale è sempre l’unità di maestro
sto fiume possente. Questo spirito è stato eredi- e discepolo, senza la quale non esistono né la
tato dai giovani successori. fede né kosen-rufu. Questo è ciò che ha dimo-
La chiave essenziale del grande sviluppo della strato il grande sviluppo dei compagni e delle
Soka Gakkai indiana è la determinazione formu- compagne di fede dell’India. Anche noi, come
lata da ogni suo membro: «Sarò io, in quanto di- loro, percorriamo fino in fondo, per tutta la vita,
scepolo di Sensei, a realizzare kosen-rufu!». Qua- la via di maestro e discepolo determinando:
rantuno anni fa i pionieri furono incoraggiati dal “Sono io quel discepolo!”.
PARTE SECONDA
Nishikata: Il maestro Ikeda, inoltre, intrattenne Durante la sua prima visita in Cina Sensei aveva
profondi e proficui scambi con quattro genera- detto a Liao Chengzhi, il presidente dell’Associa-
zioni di leader cinesi: il primo ministro Zhou En- zione per l’amicizia tra Cina e Giappone: «Se il
lai, il vice primo ministro Deng Xiaoping, il pre- suo paese dovesse trovarsi in difficoltà, la prego
sidente Jiang Zemin e il presidente Hu Jintao. di chiedere aiuto alla Soka Gakkai, senza alcuna
C’è un episodio che le è rimasto particolarmen- esitazione. Accorreremo sempre in vostro so-
te impresso? stegno, fosse anche tra mille o diecimila anni».
Harada: Sì, la prima visita in Giappone del futu- E ha mantenuto la sua promessa. In occasione
ro presidente Hu Jintao con una delegazione di di quella visita del 1990 la moglie di Zhou En-
giovani cinesi, nel marzo 1985. Hu Jintao era il lai, Deng Yingchao, regalò al presidente Ikeda un
capo delegazione, mentre Li Keqiang, l’attuale tagliacarte d’avorio appartenuto all’ex premier e
primo ministro, era il suo vice. Dalla fine di febbra- un portapenne di giada, oggetti a lei particolar-
io il presidente Ikeda si trovava nella regione del mente cari, pregandolo di accettarli. Senza dub-
Kyushu per incoraggiare i membri; tuttavia non bio Deng Yingchao riponeva in lui una profonda
appena venne a sapere della visita in Giappone di fiducia.
leader così importanti per il futuro, modificò i suoi Sensei ha sempre agito in modo sincero nei con-
programmi e tornò a Tokyo per incontrarli. fronti delle persone e si è comportato in modo
Quando Hu Jintao e gli altri membri della dele- leale in ogni circostanza. Inoltre, per il bene del
futuro, ha sempre avuto a cuore lo scambio con
CUBA
gazione vennero a conoscenza di ciò, ne rima-
sero profondamente colpiti. Parlarono di questo i giovani. Proprio per questo è stato in grado
episodio anche in occasione dei loro successivi di creare legami di amicizia indistruttibili. Sento
incontri del 1998, quando Hu Jintao era appe- fortemente che la fiducia che nutre la Cina nei
na stato nominato vice presidente, e del 2008, confronti della Soka Gakkai è la fiducia che ripo-
quando venne in Giappone in veste di presi- ne nel maestro Ikeda stesso.
dente. Nel 2018, quando ho incontrato il primo Hayashi: Sono rimasta profondamente colpita
ministro Li Keqiang, in visita in Giappone, gli ho anche dall’incontro di Sensei con il leader cuba-
consegnato una poesia in stile cinese classico no Fidel Castro.
composta dal maestro Ikeda. Il primo ministro è Harada: In quell’occasione (giugno 1996) il pre-
stato molto contento di ricevere questo dono e sidente Castro, che solitamente indossava l’uni-
ha inviato a sua volta una poesia (nella cultura ci- forme militare, accolse il maestro Ikeda in giac-
nese è usanza rispondere a una poesia con un’al- ca e cravatta.
tra poesia, n.d.t.) in cui affermava che il ponte Fu un evento eccezionale che meravigliò tutti: i
dorato dell’amicizia tra Cina e Giappone rimarrà mass media riportarono infatti che quella era «la
per sempre saldo e indistruttibile, e che la perso- prima volta dalla rivoluzione in cui Castro non
nalità del presidente Ikeda risplenderà in eterno. appariva in uniforme militare durante una ceri-
Dopo la normalizzazione dei rapporti diploma- monia ufficiale sul suolo cubano».
tici, l’Università Soka fu la prima in Giappone ad La conversazione tra i due si fece sempre più
accogliere alcuni studenti cinesi che avevano appassionata e l’incontro, che sarebbe dovuto
aderito al primo programma di scambio finan- durare circa mezz’ora, si prolungò per un’ora e
ziato dal governo (1975); in quell’occasione il mezza. Affrontarono gli argomenti più svariati,
presidente Ikeda fece loro da garante. tra cui la crescita dei successori. Sensei affer-
E quando la Cina nel 1990 stava attraversando mò che sono fondamentali la seconda e, ancora
un periodo di forte isolamento internazionale a di più, la terza generazione; se un movimento
seguito degli incidenti di piazza Tienanmen e di si consolida fino alla terza generazione, sarà in
altre vicende, il presidente Ikeda visitò il paese grado di durare in eterno.
con una delegazione di quasi trecento persone. Dopo l’incontro ufficiale ci spostammo in un’altra
23
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
sala dove era stato allestito un rinfresco; Fidel Ca- scherato da organizzazione religiosa, [...] alleato
stro e il presidente Ikeda si sedettero in un angolo dei comunisti e [...] un’organizzazione estrema-
della sala continuando a dialogare in un’atmosfe- mente pericolosa» (NRU, vol. 11, cap. 1, p. 5).
ra di amicizia e cordialità. Nel 1974 la situazione non era cambiata: alla vigi-
In seguito alla visita del maestro Ikeda, a Cuba si lia del viaggio il visto per l’entrata del presidente
tenne la mostra I tesori dell’arte giapponese, in Ikeda in Brasile non era ancora stato rilasciato, pur
cui vennero esposte le opere del Tokyo Fuji Art essendo stato richiesto da parecchio tempo.
Museum. Dopo averla visitata, Castro inviò un Nonostante ciò, Sensei partì per gli Stati Uniti, la
messaggio al presidente Ikeda in cui affermava: prima tappa del suo viaggio di pace, con la forte
«Io sono un rivoluzionario. Fino all’ultimo istan- determinazione di riuscire a ottenere il visto per
te della mia vita continuerò a lottare per la di- il Brasile, che però alla fine non venne rilasciato;
gnità del popolo cubano e per la sovranità della con enorme dispiacere, quindi, si trovò costret-
Repubblica di Cuba. [...] Anche lei è un rivolu- to ad annullare la visita.
zionario, che a prescindere da quali avversità Questo episodio è descritto anche ne La nuova ri-
possa incontrare continua a lottare ogni giorno voluzione umana. In realtà il personaggio che nel
per la dignità della gente». romanzo è chiamato Kaoru Tahara sono io: fui io
Sono trascorsi vent’anni da quell’incontro. Oggi a chiamare dagli Stati Uniti, dove mi trovavo in-
i membri di Cuba si stanno impegnando attiva- sieme al presidente Ikeda, l’allora direttore gene-
mente, con allegria e vigore, per il progresso del rale della Soka Gakkai brasiliana Saito per infor-
movimento della Soka Gakkai per la pace, la cul- marlo che il viaggio era stato annullato. Appena
tura e l’educazione. terminai di spiegargli la situazione, Sensei prese
la cornetta e disse: «Posso immaginare quanto
Non vi è giorno in cui non parli debba sentirsi deluso e frustrato, ma quello che
del maestro Toda
BRASILE
A febbraio di quest’anno cinque organizzazio- quattro anni. L’ho aspettato per tutto questo
ni giapponesi in Brasile hanno organizzato ce- tempo. Rimanere qui per un’altra ora o due è
lebrazioni per il compleanno dell’imperatore cosa da nulla» (NRU, vol. 30, cap. 6, puntata 91).
del Giappone, per le quali hanno chiesto all’or- Essendo arrivato in anticipo per occuparmi della
chestra sinfonica “Ikeda Humanism” della Soka parte organizzativa del viaggio, anch’io mi tro-
Gakkai brasiliana di esibirsi in un concerto. Ho vavo in aeroporto ad aspettare l’arrivo di Sensei
potuto ammirare la loro esibizione in un com- e sentii quelle parole con le mie stesse orecchie.
movente video realizzato dal Seikyo Shimbun. All’epoca il dottor de Athayde teneva una rubri-
Il luogo in cui si è tenuto questo concerto (il Teatro ca su un famoso quotidiano brasiliano, che fu
municipale di San Paolo, n.d.t.), è lo stesso in cui pubblicata ogni giorno anche durante il nostro
nel 1966 fu organizzato il festival culturale del Sud soggiorno a Rio. Scrisse: «Ho avuto il piacere di
America sotto la sorveglianza del governo milita- accogliere Daisaku Ikeda, una delle persone da
rista, durante il quale il presidente Ikeda incorag- cui dipenderà il destino dell’umanità». E ancora:
giò calorosamente i compagni di fede del Brasile. «Ikeda è stato in grado di trasformare il potere
Sono trascorsi più di cinquant’anni. Attualmente militare in dialogo, insegnandoci che la com-
la Soka Gakkai brasiliana ha conquistato un'im- prensione reciproca e il potere della solidarietà
mensa fiducia in ogni ambito, divenendo una pre- trionfano su qualsiasi minaccia del male». Si im-
senza indispensabile per la società. pegnò poi a fondo nel pubblicare la raccolta dei
Kabasawa: In occasione della sua quarta visita suoi dialoghi con il presidente Ikeda, dal titolo
in Brasile, a febbraio del 1973, il presidente Ikeda Dialoghi sui diritti umani nel XXI secolo.
incontrò Austregésilo de Athayde, presidente Durante i due giorni di permanenza a Rio, Sensei
dell’Accademia brasiliana delle lettere, che ave- affermò: «Nella mia mente è come se fossi venuto
va svolto un ruolo fondamentale nella stesura qui insieme al mio maestro». L’11 febbraio, anniver-
della Dichiarazione universale dei diritti umani; sario della nascita di Toda, il presidente Ikeda par-
fu un incontro storico. tecipò alla cerimonia per la laurea honoris causa
Harada: Ho imparato l’autentica non dualità di conferitagli dall’Università Federale di Rio de Ja-
maestro e discepolo dal legame di Sensei con neiro. Nel suo discorso di ringraziamento affermò:
Toda. Anche durante quella visita in Brasile affer- «È per me un onore ricevere questo prestigioso
mò: «La mia mente e il mio corpo sono comple- titolo, che vorrei dedicare al mio maestro».
tamente intrisi delle guide del mio maestro Toda. Quello stesso giorno venne completata sul
Non vi è giorno dell’anno in cui non parli di lui con Seikyo Shimbun la pubblicazione a puntate de
mia moglie. Nella mia mente, i ricordi di quando La rivoluzione umana, il romanzo in dodici volu-
era in vita appaiono nitidi come le immagini ripro- mi in cui è descritta la vita di Toda a partire dalla
dotte da un proiettore». E subito dopo aver in- sua scarcerazione. Per l’occasione Sensei scris-
contrato il dottor de Athayde, che era venuto fino se l’epilogo, in cui si legge: «La mia missione di
all’aeroporto di Rio de Janeiro per accoglierci, mi discepolo era far conoscere al mondo le grandi
disse: «Sono rimasto profondamente colpito da imprese compiute dal mio mentore» (RU, vol.
lui; mi sembra di essere stato accolto dal maestro 12, p. 373), e: «Mentre avanzo sul nobile sentiero
Toda in persona». In effetti erano quasi coetanei: Soka, il presidente Toda continua a vivere nel
avevano solo un anno di differenza. mio cuore» (Ibidem, p. 378).
Nonostante fosse molto anziano, Austregésilo In qualsiasi circostanza il presidente Ikeda ha
de Athayde attese il nostro arrivo all’aeropor- sempre pensato al maestro Toda. Con il mede-
to per due ore. E quando i membri dello staff simo spirito viviamo insieme al nostro maestro,
dell’accoglienza, preoccupati per la sua salute, con il pensiero continuamente rivolto a lui.
gli suggerirono di riposarsi un po' rispose: «Ho
atteso il presidente Yamamoto per novanta- (Traduzione dal giapponese di Chiara Pantaleo)
25
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
2 C O R S O D I S T U D I O
“RIVOLUZIONE UMANA”, “LOTTA CONDIVISA DI MAESTRO E DISCEPOLO”, “VOTO DEI BODHISATTVA DELLA
TERRA”: ECCO LE PAROLE CHIAVE DI QUESTA LEZIONE, NELLA QUALE QUESTI CONCETTI CARDINE VENGONO
APPROFONDITI METTENDO IN EVIDENZA LE MOLTEPLICI RELAZIONI CHE LI LEGANO
Questa lezione fa riferimento alla serie “La religione della rivoluzione umana” che il presidente
Ikeda ha scritto recentemente. «La situazione mondiale è sempre più travagliata – afferma – e nubi
oscure si profilano all’orizzonte. […] I problemi che il mondo ha di fronte non si possono risolvere
unicamente operando cambiamenti esterni a livello politico o economico, attraverso riforme istitu-
zionali o innovazioni organizzative. Qualsiasi tentativo di trasformazione che non tenga conto del
bene della gente, che non rispetti la dignità della vita, creerà solo più problemi e alla fine fallirà.
Dobbiamo ricordare che l’obiettivo fondamentale è la felicità delle persone. Rimaniamo in contatto
AMORE, con la gente! Risvegliamoci alla dignità e alla preziosità della vita! Il cambiamento deve partire dalle
FIDUCIA persone stesse! È tempo che l’umanità ritorni a questi tre assunti fondamentali» (BS, 186, 55).
E RISPETTO Alla base della visione del presidente Ikeda vi sono amore, fiducia e rispetto illimitati nei confronti
ILLIMITATI NEI del genere umano.
CONFRONTI Scrive ancora: «A vent’anni partecipai a una lezione di Toda sul Sutra del Loto e le sue idee mi colpirono
DEL GENERE profondamente, tanto che scrissi questo appunto: “Rivoluzione religiosa equivale a rivoluzione umana,
UMANO la quale a sua volta porta a una rivoluzione educativa ed economica e diventerà anche una vera e pro-
pria rivoluzione politica”. In seguito, come discepolo di Toda che condivideva totalmente il suo intento,
scrissi il romanzo La rivoluzione umana per raccontare la sua nobile vita. Ne riassunsi l’argomento con
queste parole: “Una grande rivoluzione umana nella vita di una singola persona condurrà a un cambia-
mento del destino di una nazione e infine al cambiamento del destino di tutta l’umanità”. Questa è stata
anche la visione che ha sempre guidato i maestri e i discepoli Soka nella realizzazione del grande voto
di kosen-rufu e della pace mondiale» (BS, 186, 56).
La filosofia della rivoluzione umana di Daisaku Ikeda è la cristallizzazione dello spirito di non dualità
di maestro e discepolo che egli ha appreso direttamente dal maestro Toda.
La religione della rivoluzione umana umana vissuta dai membri della Soka Gakkai è
Possiamo affermare che il concetto di rivoluzio- commovente ed emozionante. In ogni caso, lo
ne umana è un’espressione moderna del princi- splendore della rivoluzione umana è racchiuso
pio buddista di trasformazione definito ichinen in un modo di vivere onesto e sincero.
sanzen (“tremila regni in un singolo istante di L’insegnamento originale del Sutra del Loto, la
vita”). Trasformare il nostro ichinen, ovvero la no- cui diffusione è affidata ai Bodhisattva della Ter-
stra determinazione più profonda, ci permette di ra, espone il conseguimento della Buddità per
trasformare la nostra vita; il nostro cambiamento tutti gli esseri, e per questo motivo è lo strumen-
fa sì che altri intorno a noi cambino, fino ad arri- to che permette a ogni persona di trasformare la
vare a trasformare la società intera e a creare un propria vita. Alla radice della rivoluzione umana
mondo di pace e felicità. compiuta dai membri della Gakkai non vi è al-
Molte religioni mirano a un mondo ideale rag- tro che la consapevolezza di avere la missione di
giungibile solo dopo la morte, e insegnano che Bodhisattva della Terra.
quello in cui viviamo è un mondo di incessante Grazie alla recitazione del Daimoku riusciamo a
sofferenza. Ma sottolineare costantemente la manifestare il mondo di Buddità e a dedicare la
ricerca di un altrove meraviglioso e aborrire la nostra vita a kosen-rufu con gioia e coraggio.
realtà in cui si vive ha come conseguenze la ras- Approfondendo questa “pratica per sé e per gli
segnazione, l’allontanamento dal mondo, il non altri” possiamo quindi divenire persone che agi-
voler più rinascere. I membri della Soka Gakkai, scono come bodhisattva e che possiedono inte-
invece, non odiano né negano il mondo reale, riormente la condizione vitale del Budda.
perché sono convinti di poterlo cambiare. Ed è Tramite il processo della rivoluzione umana
molto interessante vedere come, quando arriva emergono nel mondo reale persone comuni che
il momento di lasciare questa esistenza, essi de- manifestano nella loro vita il mondo di Bodhi-
siderino rinascere al più presto per impegnarsi sattva e il mondo di Buddità. Questo processo
di nuovo nella realizzazione di kosen-rufu. trasforma il terreno spirituale su cui si basa la
Il messaggio fondamentale del Sutra del Loto è la società e di conseguenza si eleva la condizione
trasformazione del mondo di saha nella Terra della vitale del genere umano. Siamo entrati in un’e- UN PROCESSO
Luce Eternamente Tranquilla. La Soka Gakkai ha poca in cui la gente desidera fortemente incon- CHE TRASFORMA
stabilito come suo principio di base questa tra- trare e abbracciare la religione della rivoluzione IL TERRENO
sformazione del mondo reale: in ciò consiste il di- umana che noi pratichiamo. SPIRITUALE
namismo della religione della rivoluzione umana. DELLA SOCIETÀ
La religione della rivoluzione umana ha come Trasformare il karma in missione
obiettivo la trasformazione non solo della vita Cosa significa “trasformare il karma in missione”?
presente, ma anche di quella futura, per l’eterni- Questa espressione è un’altra definizione del
tà, e mira a sviluppare una condizione vitale in principio di “assumere volontariamente il karma
cui si prova gioia nella vita e gioia nella morte. appropriato”, il voto che formulano i bodhisattva
Compiere la rivoluzione umana significa tra- mahayana quando rinascono nel mondo malva-
sformare il circolo vizioso basato sulla sofferen- gio dell’Ultimo giorno della Legge per condurre
za nel circolo virtuoso basato sulla felicità. Per le persone alla felicità. Senza la determinazione
esempio una persona malvagia, senza compas- di lottare per adempiere a questo voto non ri-
sione, può diventare una persona nobile come usciamo a comprendere che possiamo trasfor-
un bodhisattva; o una persona dotata di grandi mare, con gioia e coraggio, le durezze del karma
capacità intellettuali ma imprigionata dall’egoi- nella nostra missione.
smo può diventare una persona di azione che Scrive il presidente Ikeda nell’epilogo de La nuova
guida le persone verso la felicità con saggez- rivoluzione umana: «In altre parole, karma e mis-
za compassionevole. Ogni storia di rivoluzione sione sono le due facce di una stessa medaglia
27
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
e il karma di una persona, così com’è, diventa la cui vivono, delle società, degli Stati. Odio e fi-
sua missione, unica e preziosa. Perciò, quando ducia, disprezzo e rispetto, guerra e pace, tut-
ci dedichiamo a kosen-rufu senza risparmiare la to nasce da un singolo istante della loro men-
nostra vita, non ci sarà nel modo più assoluto un te (ichinen). Perciò senza la rivoluzione umana
karma che non si possa trasformare. Siamo tutti non possono esistere né la felicità individuale né
Bodhisattva della Terra e abbiamo tutti il diritto di la prosperità della società, e neppure la pace nel
essere felici. Il Buddismo non insegna una visione mondo» (NR, 644, 33-34).
fissa o statica dei fenomeni, chiarisce piuttosto il Il fatto stesso che numerose persone comuni
dinamismo della vita secondo cui ogni cosa cam- vogliano sperimentare con orgoglio una con-
bia continuamente. Ciò viene espresso da princìpi dizione vitale in grado di affrontare con gioia
quali “le illusioni e i desideri sono Illuminazione”, il proprio karma e trasformarlo in missione è la
“le sofferenze di nascita e morte sono nirvana” e prova di una grande rivoluzione della gente. La
IL BUDDISMO “trasformare il veleno in medicina”. nostra religione della rivoluzione umana è un
CHIARISCE Inoltre il Buddismo riconosce nelle profondi- movimento in grado di sviluppare persone ec-
IL DINAMISMO tà della vita di ogni persona il potenziale del- cellenti, di spiritualità elevata.
DELLA VITA la Buddità e indica la strada per risvegliarlo e
manifestarlo; tale condizione vitale può essere Il ruggito del leone è la lotta contro le funzioni
definita come il potenziale positivo supremo, la demoniache
creatività, l’indipendenza. È esattamente que- Nella Raccolta degli insegnamenti orali viene
sto processo di cambiamento, di trasformazio- spiegato il significato del “ruggito del leone”,
ne interiore della nostra vita, che viene indicato la Legge mistica che il maestro e i discepoli re-
con il termine “rivoluzione umana”. citano all’unisono e diffondono. Scrive Nichiren
Gli esseri umani sono gli artefici del mondo in Daishonin:
«[Riguardo alla frase “emettere il ruggito del leone” (giapp. sa shishi ku)]: il ruggito del leone (shishi ku) è la pre-
dicazione del Budda. La predicazione della Legge significa la predicazione del Sutra del Loto o in particolare la
predicazione di Nam-myoho-renge-kyo. Il primo shi (che significa “maestro”), della parola shishi o leone, è la Legge
meravigliosa che è trasmessa dal maestro. Il secondo shi (che significa “figlio”) è la Legge meravigliosa ricevuta dai
discepoli. Il “ruggito” è il suono del maestro e dei discepoli che recitano all’unisono. Il verbo sa, “emettere” o “rug-
gire”, va interpretato con il significato di dare inizio o presentare. Si riferisce al dare inizio a Nam-myoho-renge-kyo
nell’Ultimo giorno della Legge» (Raccolta degli insegnamenti orali (cfr. BS, 116, 55).
Il ruggito del leone è la lotta contro le funzioni principio del mutuo possesso dei dieci mondi, se-
demoniache. Questo è il primo punto della lotta condo cui ciascun individuo possiede sia la con-
condivisa di maestro e discepolo. dizione vitale di Buddità sia quella del mondo
Non è possibile parlare dell’essenza del Buddi- d’Inferno. Osservando le cose da questo punto
smo del Daishonin senza includere la prospettiva di vista, la nostra sfida costante è mantenere l’o-
della lotta eterna tra la natura di Budda e quella scurità fondamentale inerente alla nostra vita in
demoniaca. Fin dalle origini il Budda era definito uno stato di latenza, facendo emergere la natura
come “colui che continua a lottare contro le fun- fondamentale dell’Illuminazione.
zioni demoniache”. In termini dottrinali si tratta Quando un essere comune si lascia sconfiggere
della lotta tra la natura fondamentale dell’Illumi- dall’ambiente esterno, non riesce a impedire che
nazione e l’oscurità o ignoranza fondamentale, l’oscurità fondamentale prenda il sopravvento.
che non sono distinte e separate ma esistono Per questo motivo, portando avanti fino in fon-
nella vita di ogni essere umano. Ciò fa parte del do la pratica della recitazione di Nam-myoho-
29
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
«Si dice che se il maestro ha un buon discepolo, tutti e due otterranno il frutto della Buddità, ma se il maestro
alleva un cattivo discepolo, entrambi cadranno nell’inferno. Se maestro e discepolo non hanno la stessa mente,
non realizzeranno nulla. […] Dovreste sempre conversare insieme per liberarvi dalle sofferenze di nascita e morte
e raggiungere la pura terra del Picco dell’Aquila dove potrete annuire l’uno all’altro e parlare con un’unica mente»
(Fiori e frutti, RSND, 1, 808).
Scrive il presidente Ikeda: «Da giovane impressi no udito la Legge dimorano in varie terre del
questo passo nel mio cuore e mi dedicai alla via Budda, rinascendo di continuo insieme ai loro
del discepolo, agendo con la convinzione che la maestri» (SDLPE, 203). Finché continueremo a
vittoria del discepolo è la vittoria del maestro e considerare i tre presidenti fondatori come eter-
che tutto dipende dal discepolo. Josei Toda dis- ni maestri, lo spirito di maestro e discepolo della
se: “Dedicate semplicemente la vita alla strada Soka Gakkai continuerà per sempre.
Soka di maestro e discepolo. Non ve ne pentire-
LA VIA DEL te. Riuscirete a condurre un’esistenza piena della L’unità di “diversi corpi, stessa mente”
DISCEPOLO gioia della vittoria, una vita di trionfo e felicità”. Nel passo di Gosho citato è contenuto anche il
[...] In quel periodo di accanite lotte [dovute alle terzo punto della lotta condivisa di maestro e
condizioni critiche delle aziende di Toda, prossi- discepolo, ovvero che i princìpi di “non dualità di
me al fallimento] gli risposi: “Mi occuperò di tut- maestro e discepolo” e di “diversi corpi, stessa
to. La prego di riposare. Io tirerò fuori entrambi mente” non sono distinti. Qui il Daishonin inco-
da queste difficoltà e assisterò alla sua nomina raggia i destinatari della lettera a essere sempre
a presidente della Soka Gakkai!”. E giurai: “Qual- in armonia, sia in questa esistenza sia in quelle
siasi cosa accada io ci riuscirò. Le prometto di successive. Il legame di non dualità di maestro
riportarle una vittoria!”. Non dimenticherò mai e discepolo è pervaso da armonia e unità. Indi-
il suo sorriso felice in quel momento. L’onesta vidui che dicono di essere uniti al maestro, ma
battaglia che combattemmo insieme fu una so- turbano l’unità dei compagni di fede, nel loro
lida causa per l’incredibile sviluppo attuale della intimo mirano a sfruttare la figura del maestro
Soka Gakkai» (BS, 192, 29). per i propri interessi e nutrono odio e gelosia nei
Più di chiunque altro, Ikeda ha mostrato la via del confronti degli altri praticanti.
discepolo con la sua stessa vita: «Io avevo riposto Scrive ancora Ikeda: «Questo passo esprime il pro-
completa fiducia in Nichiren Daishonin e in Toda. Il fondo desiderio del Daishonin che maestro e di-
Gohonzon, Toda e la sincerità sono i miei tre tesori. scepolo operino insieme per kosen-rufu, uniti nel
Ho sempre vinto grazie alla sincerità» (BS, 189, 47). passato, nel presente e nel futuro. In accordo con
In precedenza Toda si era dedicato completa- il suo messaggio, la famiglia Soka è sempre pro-
mente alla via del discepolo in relazione al suo gredita con lo spirito di incoraggiarsi e sostener-
maestro Makiguchi, che aveva accompagnato si reciprocamente. L’unità di “diversi corpi, stessa
perfino in carcere. In quel frangente dichiarò di mente” si realizza quando i discepoli continuano a
aver compreso con la sua vita il brano del Sutra incoraggiarsi tra loro seguendo la strada di mae-
del Loto che afferma: «Le persone che aveva- stro e discepolo. La non dualità di maestro e disce-
polo e l’unità di diversi corpi, stessa mente sono i Non abbandonare la fede per tutta la vita
princìpi più importanti nella pratica del Buddismo Il quarto punto della lotta condivisa di maestro
di Nichiren. Finché manterremo questo grande e discepolo è non abbandonare mai la fede, ma
spirito di lottare insieme per una causa comune, la continuare a praticare per tutta la vita.
Soka Gakkai si svilupperà in eterno e noi realizze- Nel trattato L'apertura degli occhi Nichiren
remo senza dubbio kosen-rufu» (BS, 192, 29-30). Daishonin scrive:
«Sebbene io e i miei discepoli possiamo incontrare varie difficoltà, se non nutriamo dubbi nei nostri cuori conseguire-
mo naturalmente la Buddità. Non dubitate semplicemente perché il cielo non vi protegge. Non scoraggiatevi perché
non godete di un’esistenza facile e tranquilla in questa vita. Questo è quello che ho insegnato ai miei discepoli mattina
e sera, ma tuttavia hanno cominciato a nutrire dubbi e ad abbandonare la loro fede. Gli stupidi sono soliti dimenticare
le loro promesse quando viene il momento cruciale» (L'apertura degli occhi, RSND, 1, 256).
“Gli stupidi”, che abbandonano la fede nel mo- narra di quando Shin’ichi Yamamoto, agli esordi
mento cruciale, lo fanno perché nutrono dubbi del suo impegno per la realizzazione di kosen-rufu
nell’insegnamento del maestro. Ma un voto è mondiale che gli aveva affidato il maestro Toda, si
tale solo se lo si mantiene fino alla fine. Nella recò in India dove non vi era ancora nessun pra-
vita, infatti, le cose non vanno sempre come de- ticante: «“Lo farò” promise a se stesso. “Lo farò
sideriamo e spesso emergono i tre ostacoli e i a ogni costo. Se mi accadesse di soccombere
quattro demoni “facendo a gara per interferire”. lungo la strada – giurò appassionatamente a se
In quei momenti riusciamo a ricordarci le parole stesso fissando il sole – affiderò questo compito
del maestro oppure finiamo per dimenticarle? ai miei giovani successori. Avanti Shin’ichi Yama-
Il presidente Ikeda spiega che questo passo de moto. Che emergano decine, centinaia di migliaia TORNIAMO
L’apertura degli occhi esprime l’essenza della di Shin’ichi Yamamoto!”» (cfr. La nuova rivoluzione SEMPRE
fede: una fede basata sul voto, una fede che ci umana, vol. 3, p. 123). AL VOTO,
permette di non smettere di praticare, una fede IL PUNTO
che conduce alla vittoria. Ogni praticante ha una Verso il 2030 DI PARTENZA
sua esperienza in relazione a questo appello del Siamo all’inizio di un decennio molto importante.
Daishonin ai discepoli di condividere la sua lotta, A tale proposito il presidente Ikeda scrive: «I dieci
che ci esorta più di ogni altro a seguire il princi- anni tra il novantesimo e il centesimo anniversario
pio della non dualità di maestro e discepolo. della fondazione della Soka Gakkai rappresentano
Scrive il presidente Ikeda: «L’appello del Daisho- un punto di svolta per l’umanità. Per questo moti-
nin “io e i miei discepoli” esprime il profondo vo, noi che siamo uniti nello spirito di non dualità
desiderio che i suoi discepoli “serrino le fila e lo di maestro e discepolo e nell’unità di diversi cor-
seguano” sfidando qualsiasi ostacolo o difficol- pi, stessa mente lanciamoci tra le persone comuni
tà possa presentarsi. Se ci alziamo con lo stesso per illuminare questa società globale, diffondendo
spirito del Daishonin e rispondiamo al suo ap- senza limiti la grande luce della creazione di valo-
pello di “rimanere suoi discepoli per il resto del- re» (Seikyo Shimbun, 18 dicembre 2019).
la vita” si aprirà davanti a noi l’ampio sentiero E ancora: «Nel decennio che ci separa dal cente-
per conseguire la Buddità e adempiere alla nostra simo anniversario della fondazione vi prego di su-
grande missione» (BS, 192, 31). perare e vincere, una per una, ogni battaglia che vi
Per mantenere la fede è importante avere sempre troverete ad affrontare, arrivando a consolidare le
presente il punto di partenza, il voto di kosen-rufu fondamenta del nostro movimento “per assicura-
che abbiamo formulato insieme al maestro. re che la Legge duri a lungo nel tempo" (SDLPE,
Il terzo volume de La nuova rivoluzione umana 250)» (Seikyo Shimbun, 20 dicembre 2019).
31
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
3 I N T E R V I S TA A
Un movimento
di speranza
per reinterpretare
la nostra epoca
D I H I R OY U K I SAG U C H I E TO M OYA U TA H AS H I
Ha condotto interviste anche sugli zadankai? lassero con qualcuno di cose personali, potreb-
Sì. Ciò che suscitava maggiormente il mio bero essere raggirati o rimanere delusi. Ma negli
interesse erano proprio gli zadankai. Ho par- zadankai della Soka Gakkai questa preoccupa-
tecipato più volte a queste riunioni. Credo zione non c'è: si può parlare di qualsiasi cosa
costituiscano la chiave dello sviluppo costante perché ci sono persone di cui ci si può fidare. E
della Soka Gakkai. tutto questo è di vitale importanza.
Durante il boom economico, nella metà degli Inoltre attraverso le interviste ai membri della
anni '60, arrivavano a Tokyo persone provenienti Soka Gakkai sono venuto a conoscenza del
da ogni zona del Giappone in cerca di lavoro. I concetto di “trasformare il karma in missione”:
dipendenti delle grandi aziende potevano conta- si tratta di un principio per cui si può cambiare
re sui sindacati; tutti gli altri, invece, non avevano il proprio karma e diventare felici in questa esi-
alcuna associazione di riferimento né tantome- stenza presente e non dopo la morte.
no amici sui quali fare affidamento. Per questo Non sono pochi coloro che si trovano ad affron-
motivo spesso vivevano in condizioni di comple- tare difficoltà e sofferenze: c’è chi versa in gravi
to isolamento. La Soka Gakkai ha accolto queste condizioni economiche, chi è malato, chi perde
persone e le ha incoraggiate costantemente. il lavoro. Queste persone desiderano superare
Gli zadankai sono piccole riunioni in cui si tali avversità e condurre un’esistenza degna di
incontrano circa venti persone. In quella sede, essere vissuta. Vorrebbero comprendere pro-
e nella più assoluta sincerità, molte di loro fondamente il motivo, lo scopo per cui sono in
condividono le proprie esperienze individuali, vita. Grazie alla fede e alla pratica del Buddismo
affermando ad esempio: «Praticando è suc- del Daishonin sono in grado di farlo.
cesso questo», oppure: «All’inizio le cose non Un’altra cosa importante è che negli zadankai
andavano bene, ma in questo modo ho rea- nessuno viene guardato dall’alto in basso; tutti
lizzato il mio obiettivo». È come una sorta di sono uguali e liberi di esprimersi.
comunità. La cosa più degna di nota è che in Lo stesso presidente Ikeda non parla mai
uno zadankai le persone riescono a parlare tra mostrando un atteggiamento di superiorità
loro, a consigliarsi reciprocamente riguardo alle rispetto agli altri. A mio parere questo rappre-
rispettive sofferenze e difficoltà. Questo è un senta un aspetto positivo della Soka Gakkai.
aspetto molto importante.
Dopo aver partecipato a uno zadankai, il loro Lei ha intervistato due volte il presidente
atteggiamento diventa più positivo e propositivo. Ikeda. Cosa ricorda di quegli incontri?
I membri della Soka Gakkai sono allegri e gioiosi, Inizialmente ero convinto che, in quanto leader
molto cordiali, mai scontrosi o cupi. Poiché recita- di una grande organizzazione, il presidente Ike-
no Daimoku sono pieni di energia e vitalità. da avrebbe sicuramente parlato solo a livello
teorico, in un’atmosfera tesa e distante.
Lo zadankai ha dunque una funzione sociale Ma quando lo incontrai di persona non ci fu nul-
all'interno della comunità locale? la di tutto questo. Non ebbe assolutamente un
Nelle grandi città sta scomparendo il senso della atteggiamento di superiorità o di arroganza, anzi
comunità, e questo è uno dei principali problemi mi ascoltò con grande attenzione senza mai inter-
della società giapponese odierna. Gli hikikomori rompermi, sebbene fossi più giovane di lui. Senza
(persone che scelgono di isolarsi dalla società rendermene conto, finii per parlare quasi solo io.
chiudendosi in casa e rifiutandosi di avere qual- In questo Daisaku Ikeda ha molto in comune
siasi tipo di contatto con l’esterno, n.d.t.) sono con Konosuke Matsushita e Akio Morita, rispet-
in costante crescita. Si pensa che attualmente tivamente fondatori della Panasonic e della
siano circa tre milioni in tutto il Giappone. Sony: anche lui è un ottimo ascoltatore.
In generale i giapponesi tendono a essere diffi- Chiesi al presidente Ikeda quale fosse il moti-
denti poiché pensano che se si aprissero e par- vo che lo aveva spinto a far parte della Soka
33
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
Gakkai. Mi rispose che prima di iniziare a prati- accorgersi poi che una vita futura esiste dav-
care partecipò a una riunione tenuta dal secon- vero, sarebbe un bel problema. Se al contrario
do presidente Josei Toda (che all’epoca era il compiamo solo azioni buone spinti dalla con-
direttore generale). Era il periodo post-bellico e vinzione che ci sia un’esistenza futura, anche
la popolazione giapponese versava in condizio- se alla fine non ci fosse davvero, non sarebbe
ni di estrema povertà. comunque positivo per noi?».
Durante la guerra Toda era stato arrestato e «Un punto di vista davvero interessante», pen-
imprigionato a seguito di varie accuse, tra cui sai. Egli continuò affermando che la cosa più
quella di essersi opposto alla religione di Stato, importante è come viviamo la vita presente.
lo Shintoismo, un atteggiamento considerato Non cercò minimamente di mettermi in diffi-
un crimine contro l’imperatore. All’epoca molte coltà con discorsi filosofici complessi. Mi sentii
persone abiuravano la loro fede e si converti- completamente a mio agio.
vano alla religione shintoista quando venivano Molti al di fuori della Soka Gakkai pensano che
incarcerate con l’accusa di aver commesso reati i membri di questa organizzazione venerino il
politici e di opinione. Toda, invece, nonostante presidente Ikeda quasi come un guru, ma non è
avesse sperimentato sulla propria pelle i pati- affatto così. Attraverso le mie numerose inter-
menti del carcere, rimase fedele fino alla fine al viste ho percepito profondamente che Ikeda è
proprio credo, senza mai prendere in conside- una persona davvero piena di umanità, con cui
razione l’opzione della conversione. Proprio per si può parlare apertamente di qualsiasi cosa.
questo Ikeda pensò di potersi fidare di lui e di
ciò che affermava. Il presidente Ikeda mi spie- Nel corso degli anni la Soka Gakkai ha dovuto
gò infatti di aver deciso di iniziare a praticare affrontare una serie di prove e difficoltà...
non tanto per la dottrina e gli insegnamenti del In periodi particolarmente difficili per la Soka
Buddismo di Nichiren Daishonin, quanto perché Gakkai, come quello in cui, intorno al 1970, sor-
si fidava di quell’uomo. se la questione delle presunte violazioni della
Rimasi profondamente colpito da questa sua libertà di parola e di stampa, sinceramente pen-
affermazione così sincera. Il presidente Ikeda sai che la Soka Gakkai si sarebbe sciolta. Invece
non parla o agisce per un secondo fine, con non successe nulla del genere.
l’intenzione nascosta di mostrare quanto sia Deciso a comprendere il motivo che impedì
una brava persona. Potrei sembrare scortese la distruzione dell’organizzazione, chiesi ad
nel dire una cosa del genere, ma credo che sia alcune praticanti del Gruppo donne: «Cosa ha
davvero una persona schietta. permesso alla Soka Gakkai di sopravvivere?». A
Un’altra domanda che posi al presidente Ikeda questa mia domanda la risposta fu unanime: «È
riguardava il concetto della vita che attraversa grazie al legame diretto con il maestro».
le tre esistenze di passato, presente e futuro. Chiesi anche: «Perché i membri credono nel
Gli chiesi: «Molte religioni parlano di vita pas- presidente Ikeda?». «Perché il maestro Ikeda
sata, presente e futura. Tuttavia nessun essere non è semplicemente un leader, né tantomeno
umano ha mai visto con i suoi occhi la propria un guru». E continuarono affermando: «Sensei
esistenza passata, né tantomeno quella futura, ci considera tutte e tutti importanti e preziosi,
allora perché si sostiene che esistano pur non e si prende cura di ciascuna e ciascuno di noi,
avendo alcuna prova al riguardo?». A questa instaurando un legame cuore a cuore. Osser-
mia domanda Ikeda rispose in modo semplice vando il suo comportamento si comprende che
e comprensibile: «Non sappiamo se esistano o non pensa affatto a se stesso e ai suoi interessi
meno, ma credo sia meglio credere che esista- personali, ma che al contrario si preoccupa
no. Pensare che non ci sia un’esistenza futura unicamente di come può incoraggiare tutte le
e perciò commettere solo azioni malvagie, ma persone a diventare felici».
Ogni praticante della Soka Gakkai vede il pre- Nutre aspettative nei confronti della Soka Gakkai?
sidente Ikeda non come un leader ma come il Il Giappone non si trova più ad affrontare gli
proprio maestro, come «il mio Ikeda Sensei»: orrori e le sofferenze della guerra, delle epidemie
la stragrande maggioranza delle persone che e della povertà che ha sperimentato in epoche
intervistai mi diede questa risposta. Ancora passate. Tuttavia, seppur da un altro punto di
una volta pensai: «Tutto questo è sorpren- vista, anche quella in cui viviamo adesso è un’e-
dente». Ecco perché la Soka Gakkai è riuscita poca difficile, caratterizzata dal calo demografi-
a superare le grandi difficoltà che ha dovuto co da un lato e dall’invecchiamento progressivo
affrontare. della popolazione dall’altro, per cui alcune per-
Lo stesso vale per il cosiddetto “incidente sone arrivano a superare i cento anni di età.
di Osaka”, quando Ikeda fu accusato di aver I giapponesi credono che questo sia il crepu-
violato le leggi elettorali dell’epoca durante la scolo della società attuale. Per fare un esempio,
campagna per le elezioni alla Camera dei con- nel 1989 tra le cinquanta aziende più grandi del
siglieri del 1956. Riuscì a vincere laddove nes- mondo ben trentadue erano giapponesi, proprio
suno credeva che avrebbe potuto farlo: come come descritto nel libro Japan as Number One
fu possibile? - Lessons for America di Ezra F. Vogel (che ana-
In quel periodo Ikeda girò Osaka in lungo e in lizza come il Giappone sia diventato la potenza
largo, incontrando tutti i membri e riflettendo industriale più efficiente del mondo, n.d.t.).
con ciascuno di loro sul modo per rendere Lo scorso anno, però, solo una società giappo-
migliore la loro città: così queste persone si nese è rimasta tra le prime cinquanta più poten-
fidarono di lui e si schierarono al suo fianco ti del mondo; tutte le altre hanno perso la loro
con il desiderio di proteggerlo. Come risultato, posizione e si sono viste superare da aziende
Ikeda realizzò una grande vittoria contro ogni cinesi e sudcoreane.
aspettativa. Personalmente credo che quest'epoca abbia
bisogno di una nuova interpretazione, di un
Come valuta il fatto che la Soka Gakkai abbia nuovo linguaggio: non dobbiamo pensare di
raggiunto la dimensione di religione mondiale? essere giunti al crepuscolo della nostra società.
Oggi la Soka Gakkai è arrivata a utilizzare l'e- Al contrario, proprio ora è il momento di indi-
spressione “altre religioni” (invece di "dottrine care come costruire una società sostenibile nei
erronee"1, n.d.r.): credo che questa sia una cosa prossimi cento o duecento anni.
importantissima. Lo stesso presidente Ikeda Il mio desiderio è che la Soka Gakkai diffonda
nel corso degli anni ha dialogato attivamente un nuovo linguaggio in grado di infondere la
con molti esponenti di altre religioni, come speranza di poter sognare e che questi sogni
il Cristianesimo e l'Islam, espandendo la rete si possono realizzare. Questo nuovo linguaggio
dell’amicizia. diventerà una bussola per i giovani nonché la
Inoltre credo che il principio di “trasformare il forza per creare il futuro.
karma in missione” abbia una forte risonanza In quest’epoca caratterizzata da vite cente-
in tutto il mondo: questo principio spiega che narie, le persone si interrogano sul significato
il karma non è qualcosa di prestabilito e inelut- dell’esistenza stessa; il potere della religione è
tabile, ma che al contrario si può trasformare fondamentale per aiutarle a trovare la risposta
nell’esistenza presente. Ritengo che questo sia a una simile domanda.
uno dei fattori principali che sta permettendo
alla Soka Gakkai di svilupparsi a livello globale. (Traduzione dal giapponese di Chiara Pantaleo)
1) “Altre religioni” (giapp. tashu): espressione che nel corso del o “fedi religiose erronee”) utilizzato precedentemente (cfr. La
tempo è andata a sostituire il termine jashu (“dottrine erronee” rivoluzione umana, vol. 5, cap. 3, p. 110 e vol. 2, cap. 3, p. 107).
35
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
studio
›› LUGLIO
LA STRATEGIA DEL SUTRA DEL LOTO
Una fede che conduce
alla vittoria assoluta
Pubblicato sul mensile Questo mese studiamo La strategia del Sutra del Loto, uno scritto in cui il Dai-
Daibyakurenge di aprile 2008 shonin insegna gli elementi fondamentali necessari per avere una fede che con-
e su Buddismo e società n. 131, duce alla vittoria assoluta. Dedichiamoci con impegno ad apprendere questi
novembre-dicembre 2008 insegnamenti e incidiamoli nella nostra vita.
1) Nel 1277 Ema si ammalò e dovette chiedere a Shijo Kingo, cure e così tornò ad avere fiducia in lui, assegnandogli un feudo
che era un medico esperto, di curarlo. Guarì grazie alle sue tre volte più grande del precedente.
Il Gosho
Cenni storici: Nell’ottobre 1279 il Daishonin scrisse questa lettera in risposta a un messaggio inviatogli dal suo
discepolo Shijo Kingo per informarlo che alcuni samurai gli avevano teso un agguato e che egli ne era uscito illeso.
Nella lettera il Daishonin spiega a Kingo che la fede deve sempre venire prima di ogni altra tattica o strategia: la
fede nella Legge mistica è il fattore che determina la vittoria o la sconfitta.
37
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
nin aveva già da molto tempo messo in guardia il suo discepolo, suggeren-
dogli di stare attento e di prendere precauzioni. Questo fu uno dei motivi
per i quali Kingo riuscì ad avere la meglio sui suoi nemici e poté uscire
illeso dall’attacco ordito contro di lui. Evidentemente deve aver racconta-
to al suo maestro quanto era accaduto, e La strategia del Sutra del Loto è la
lettera che il Daishonin gli inviò in risposta.
«HO LETTO CON
GRANDE ATTENZIONE
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
LA LETTERA
nella quale mi descrivi il tuo Questa lettera fu scritta nell’ottobre 1279, quando la persecuzione di At-
recente scontro con potenti suhara aveva raggiunto il suo apice e l’intera comunità dei credenti del
avversari. Così, infine, ti Daishonin era impegnata in una lotta contro terribili ostacoli.
hanno attaccato! È stata una Il Daishonin descrive le tre ragioni per cui Shijo Kingo era uscito vitto-
gioia per me sapere che la
rioso dal suo recente scontro con i suoi nemici. La prima è la “consueta
tua consueta prudenza e il
tuo coraggio, così come la
prudenza”, che consiste nello stare in guardia, nel prendere le opportune
tua salda fede nel Sutra del
precauzioni, nel prestare attenzione a tutto ciò che accade intorno e nel
Loto, ti hanno permesso di mantenere sempre questo atteggiamento vigile. La seconda ragione per
uscirne illeso». cui Kingo era riuscito a vincere è il “coraggio”, il coraggio di affronta-
re con calma qualsiasi situazione di crisi, grazie anche alla saggezza che
scaturisce da tale coraggio. La terza ragione è una “salda fede nel Sutra
del Loto”, cioè il fermo proposito di mantenere la fede nella Legge mistica
qualunque cosa accada, poiché la fede è la base di tutto e in definitiva
anche la prudenza e il coraggio derivano dalla fede.
Naturalmente è un errore pensare che in qualche modo tutto andrà bene
per il semplice fatto che pratichiamo il Buddismo di Nichiren Daishonin.
Anzi, proprio perché pratichiamo è assolutamente necessario essere de-
terminati a prevenire a tutti i costi qualunque incidente e a impedire che
le forze demoniache possano prendere il sopravvento.
Quando i venti delle avversità si abbatterono su Shijo Kingo, il Daishonin
diede al discepolo consigli precisi sia sul comportamento da tenere nei con-
fronti del suo signore, sia su come declinare gli inviti dei suoi colleghi ad an-
dare a bere fuori casa dopo il tramonto.2 E anche quando Kingo mostrò la
prova concreta della fede ottenendo dei nuovi possedimenti dal suo signore,
il Daishonin continuò ad ammonirlo perché prestasse sempre la massima
attenzione. Questo è un punto importante da tenere a mente.
2) Nel Gosho Nove pensieri per una parola il Daishonin dà a tuo signore quando sei giunto alla casa di qualcuno che vive
Shijo Kingo questi consigli: «Quando il tuo signore ti manda a nei pressi e del quale ti puoi fidare, oppure quando sei nella
chiamare, prima devi inviare un servo a palazzo per accertarti stanza a te assegnata all’interno del palazzo. Quando torni a
che sia stato proprio lui a convocarti. Poi serra bene l’armatura casa, prima di entrare, manda avanti qualcuno a ispezionare
sul petto, indossa l’elmo e assicurati di avere con te uomini di gli ingressi, le zone sotto i ponti, dietro le stalle, gli apparta-
scorta, davanti, dietro, a sinistra e a destra, e solo allora avven- menti superiori e qualsiasi altro luogo buio, e soltanto allora
turati fuori. Ti dovresti togliere l’armatura per presentarti al arrischiati a farlo» (RSND, 2, 687).
3)Potrebbe essere un riferimento al passo che recita: «Porte- do l’ordine dell’Onorato dal Mondo» (SDLPE, 382).
remo rispettosamente a compimento tutte queste cose, secon-
39
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
per cui «la fragranza interna otterrà protezione esterna» (I tre tipi di tesori,
RSND, 1, 752). In altre parole, quando crediamo nel Sutra del Loto e re-
«MARICHI DOVEVA
citiamo Nam-myoho-renge-kyo manifestiamo la nostra natura di Budda
ESSERE TRA
I TRENTAMILA FIGLI che attiva la natura di Budda di tutti gli esseri viventi, i quali svolgono
del cielo presenti alla la funzione di assicurarci protezione dall’esterno. Questo è il modo in cui
cerimonia, altrimenti funzionano e operano le divinità celesti. Quindi il Daishonin dichiara che
potrebbe solo dimorare coloro che mantengono salda la fede in Nam-myoho-renge-kyo, l’essenza
nell’inferno. Sei sfuggito alla del Sutra del Loto, saranno sicuramente difesi da queste forze protettive.
morte grazie alla protezione
di questa divinità. Essa ti
ha reso abile nell’arte della Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
spada, mentre Nichiren ti
La Legge mistica è la fonte di ogni saggezza
ha donato i cinque caratteri
del titolo del Sutra del Il Daishonin prosegue spiegando il principio secondo cui “gli affari di
Loto. Senza dubbio Marichi questo mondo sono Buddismo”5 allo scopo di chiarire che la fede nel Sutra
protegge coloro che del Loto può servire come fonte per la creazione di valore in tutti i campi
abbracciano il Sutra del Loto. dell’attività umana. Porta come esempio il famoso mantra di nove caratte-
Anche Marichi abbraccia il ri che i guerrieri dell’epoca recitavano come formula magica per ottenere
Sutra del Loto e aiuta tutti gli protezione e rimanere illesi dalle ferite durante la battaglia: «Coloro che
esseri viventi. Anche la frase
partecipano alla battaglia sono tutti schierati in prima linea» (giapp. Rin
“quelli che partecipano alla
pyo to ja kai jin retsu zai zen). Si riteneva che questa formula derivasse dagli
battaglia sono tutti schierati
in prima linea”4 è in accordo
insegnamenti taoisti e all’epoca del Daishonin, durante l’era Kamakura,
con il Sutra del Loto che era ampiamente diffusa fra i membri della classe dei guerrieri.
afferma: “Se capitasse loro Il Daishonin asserisce che anche questa frase deriva dal Sutra del Loto e
di esporre qualche testo del per dimostrarlo cita il seguente brano tratto dal diciannovesimo capitolo,
mondo secolare o di parlare di I benefici del maestro della Legge: «Se capitasse loro [coloro che sostengono
questioni di governo o legate il Sutra del Loto] di esporre qualche testo del mondo secolare o di parlare
al sostentamento della vita, di questioni di governo o di occupazioni che sostengono la vita, saranno
saranno sempre in accordo
sempre in accordo con la Legge corretta».
con la Legge corretta”
Il capitolo I benefici del maestro della Legge descrive il beneficio della “pu-
(SDLPE, 358).
Perciò devi raccogliere più
rificazione dei sei sensi” (vedi box a p. 43) che ottengono i praticanti che
che mai il potere della tua sostengono e predicano l’insegnamento corretto dopo l’estinzione del
fede. Non rimproverare gli Budda. Ciò significa che noi possiamo purificare i sei organi di senso – gli
dèi celesti se esaurisci la occhi, le orecchie, il naso, la lingua, il corpo e la mente – e manifestare
tua fortuna e perdi la loro il nostro immenso potenziale per creare valore. Attraverso il potere della
protezione». Legge mistica possiamo superare tutti gli impedimenti dell’ignoranza e
dell’illusione e creare il maggior valore possibile nella nostra vita. Questo
è ciò che si intende per beneficio della purificazione dei sei sensi.
4) Citazione dal classico taoista del quarto secolo Pao-p’u tà benevolenti si dispongono schierati a proteggere i devoti
Tzu. I soldati cinesi credevano che recitare questa frase del Sutra del Loto in ogni loro attività.
mentre tracciavano nell’aria con le dita quattro linee verti- 5) Il Daishonin cita un’affermazione del Gran Maestro cinese
cali e cinque orizzontali li avrebbe protetti dalle ferite. Que- T’ien-t’ai: «Nel Sutra della Luce dorata si dice che “tutti i buoni
sta pratica si diffuse in seguito in Giappone e fu ampiamente insegnamenti esistenti nel mondo derivano da questo sutra.
usata dai samurai del periodo Kamakura (1185-1333). Con Avere una profonda conoscenza di questo mondo è di per sé
questa frase il Daishonin spiega che gli dèi celesti e le divini- Buddismo”» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 194-195).
e nella creazione di legami di amicizia nella comunità dove viviamo. la tua sopravvivenza. Usa la
strategia del Sutra del Loto
prima di ogni altra. Allora
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin “riuscirai [...] a sconfiggere
tutti gli altri nemici”.6 Queste
L’essenza del Buddismo: il cuore è la cosa più importante auree parole non saranno mai
«È il cuore che è importante». Questa è la conclusione definitiva del contraddette. L’essenza della
Daishonin. La felicità non è determinata dal grado di istruzione, dai titoli, strategia e dell’arte della spada
dallo status sociale, dalla posizione che si ricopre in un’organizzazione o derivano dalla Legge mistica.
dall’età. Tutto dipende dal nostro cuore o mente. Il cuore di una persona Abbi profondamente fede in
questo. Un codardo non potrà
può essere ottenebrato dall’oscurità oppure risplendere libero dall’igno-
mai ottenere risposta a nessuna
ranza come entità della Legge mistica. Una mente in preda all’illusione è
delle sue preghiere».
intrappolata in un ciclo discendente di negatività e miseria in cui le soffe-
renze di nascita e morte diventano sempre più acute. Una mente illumi-
nata che risplende come entità della Legge mistica è in grado di costruire
6) Nel Sutra del Loto la frase che il Daishonin cita usando il della nascita e della morte e a sconfiggere tutti gli altri ne-
verbo al futuro è in realtà al tempo passato: «Ora sei riuscito mici» (SDLPE, 394).
a distruggere tutti i demoni e i ladri, ad annientare l’armata
41
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
7) Il Daishonin scrive: «Una mente annebbiata dalle illu- vero aspetto della realtà. Risveglia in te una profonda fede
sioni derivate dall’oscurità innata è come uno specchio ap- e lucida con cura il tuo specchio notte e giorno. Come do-
pannato che però, una volta lucidato, sicuramente diverrà vresti lucidarlo? Solo recitando Nam-myoho-renge-kyo» (Il
limpido e rifletterà la natura essenziale dei fenomeni e il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 4).
8) Nichikan Shonin, Totaigi Sho Mondan (Commentario su mentario su L’oggetto di devozione per osservare la mente).
L’entità della Legge mistica). 10) In giapponese la parola fede consiste di due caratteri
9) Nichikan Shonin, Kanjin no Honzon Sho Mondan (Com- cinesi.
43
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
La strategia del Sutra del Loto consiste nella fede che conduce alla
vittoria assoluta
Nella sua accezione originale il termine “strategia” si riferisce alle tatti-
che usate per la battaglia, alla scienza della guerra o alle arti marziali.
In senso più generale può indicare il metodo utilizzato per raggiungere
i risultati migliori in tutti i campi e per condurre una vita vittoriosa e
capace di creare valore.
Per “strategia del Sutra del Loto” si intende la fede nel Gohonzon. È la
fede che combatte l’ignoranza e l’illusione, sconfigge il karma negativo e
conduce alla vittoria attraverso una preghiera piena di convinzione e gra-
zie all’infinito coraggio e alla saggezza che scaturiscono da tale preghiera.
Indipendentemente dalla situazione in cui siamo, se ci basiamo sulla
Legge mistica, la Legge fondamentale dell’universo, non ci troveremo
mai a un punto morto. Il potere incomparabile della Legge mistica ci
permette di vincere su tutti gli ostacoli e avere la meglio su tutti i ne-
mici che ci impediscono di percorrere il sentiero dell’ottenimento del-
la Buddità: «Allora sei riuscito [...] a sconfiggere tutti gli altri nemici»
(SDLPE, 394). Queste parole sono un esempio dell’immensa fortuna
che deriva dall’abbracciare e propagare il Sutra del Loto. Il potere della
“strategia del Sutra del Loto” consiste nella capacità di sconfiggere tutti
gli ostacoli e le forze negative attraverso la fede nella Legge mistica.
Il Daishonin spiega che “la strategia del Sutra del Loto” è in effetti
l’essenza della strategia e dell’arte della spada che ha permesso a Shijo
Kingo di uscire indenne e vittorioso dallo scontro con i suoi nemici.
Il fondamento di tutti i nostri sforzi, delle nostre attività e delle nostre
sfide – che si tratti di stare in buona salute, di condurre una vita ap-
pagante e di mostrare la prova concreta guadagnando la fiducia della
nostra comunità e della società – è la strategia del Sutra del Loto o in
altre parole una forte fede.
Alla fine della lettera il Daishonin scrive: «Abbi profondamente fede in
questo. Un codardo non potrà mai ottenere risposta a nessuna delle sue
preghiere».
«La codardia ci chiude gli occhi»:11 questa era la visione di Ralph Waldo
Emerson (1803-82), il filosofo del Rinascimento americano. La codar-
dia ci impedisce di vedere la verità e le cose per quelle che sono. Può
farci vedere una piccola difficoltà come un ostacolo gigantesco e insor-
montabile e addirittura far apparire la strada verso la soluzione di un
problema come un muro spesso che si erge davanti a noi. Il coraggio è
quindi cruciale.
Emerson fa un’affermazione molto interessante: «È chiaro che non esi-
ste un’essenza separata chiamata coraggio; non esistono cellule o speciali
contenitori nel cervello né vasi del cuore che contengono gocce o atomi
11) Ralph Waldo Emerson, Society and Solitude (Società 1870, p. 244.
e solitudine), Houghton, Mifflin and Company, Boston, 12) Ibidem, p. 251.
45
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
studio
›› AGOSTO
L’INFERNO È LA TERRA DELLA LUCE
TRANQUILLA
Dal Gosho
Cenni storici: Nel maggio 1274 Nichiren Daishonin lasciò Kamakura e si ritirò a vivere ai piedi del Monte
Minobu. Pochi mesi dopo scrisse questa lettera a una sua discepola, la moglie di Nanjo Hyoe Shichiro e
madre di Nanjo Tokimitsu. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1265, ella aveva allevato da sola i molti figli
ed era stata sempre una sincera seguace del Daishonin. In questa occasione aveva inviato varie offerte per
commemorare il decimo anniversario della morte del marito, e questa lettera esprime l’apprezzamento del
Daishonin per la sua premura e devozione.
47
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
1) Nanjo Tokimitsu (1259-1332): seguace laico di Nichiren scepolo diretto e successore di Nichiren, nelle sue attività di
Daishonin e secondo figlio di Nanjo Hyoe Shichiro. Oltre propagazione nell’area del monte Fuji. Il suo aiuto fu cruciale
a sostenere il Daishonin, Tokimitsu aiutò Nikko Shonin, di- per i praticanti all’epoca della persecuzione di Atsuhara.
nato di Kamakura che il Daishonin teneva in gran conto e che morì nel
1265, in seguito a una grave malattia. Egli aveva seguito con sincerità
le guide del Daishonin mantenendo la fede nella Legge mistica fino alla
fine dei suoi giorni. I suoi familiari portarono avanti la pratica buddista «HO RICEVUTO LE TUE
con la sua stessa purezza di fede. VARIE OFFERTE.
Niente mi farebbe più felice
di sapere che lo scomparso
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
signore di Ueno ha comunicato
La gioia pervade sia la vita sia la morte con te dall’aldilà, ma so che ciò
Nichiren Daishonin scrive: «Finché era in vita egli era un Budda vivente è impossibile. A meno che non
fosse in sogno, non è possibile
e ora è un Budda defunto. Si è Budda sia nella vita sia nella morte». Gra-
che tu lo abbia visto. A meno
zie al grande insegnamento del Buddismo di Nichiren possiamo conse- che non fosse una visione, come
guire la Buddità in questa esistenza e attraversare eternamente il ciclo di avresti potuto vederlo? Egli si
nascita e morte completamente liberi e pieni di infinita speranza. trova sicuramente nella Pura
Se la nostra vita è piena di gioia, lo sarà anche la nostra morte. E se la morte terra del Picco dell’Aquila, da
è colma di gioia, lo sarà anche la prossima vita. Il Daishonin insegna che dove ascolta e veglia, notte e
il ciclo di nascita e morte è un flusso continuo di gioia; spiega inoltre che giorno, su questo mondo di saha.
l’essenza della vita consiste nel dedicarsi a rendere questa gioia una realtà Tu, sua moglie, e i suoi figli avete
soltanto occhi comuni e perciò
concreta della nostra esistenza e ad aiutare gli altri a fare lo stesso.
non potete vederlo, né potete
Lo scritto L’ inferno è la Terra della Luce Tranquilla è una lettera indirizzata
udirlo, ma sii certa che un giorno
alla vedova del signore di Ueno Nanjo Hyoe Shichiro, una monaca lai- vi riunirete a lui. In tutte le tue
ca. Quando Hyoe Shichiro morì, il loro secondo figlio Tokimitsu – che vite precedenti avrai condiviso il
divenne in seguito capo della famiglia Nanjo – aveva sette anni. Lei era vincolo del matrimonio con tanti
incinta del quinto figlio e quindi dovette mettere da parte i sentimenti di uomini quanti sono i granelli di
dolore per la perdita del marito e lottare coraggiosamente per protegge- sabbia del grande mare, tuttavia
re e allevare la prole da sola. l’uomo che hai sposato in questa
Il Daishonin aveva colto l’incontenibile dolore e la tristezza che alberga- vita è il tuo vero marito, perché
ti ha condotto a praticare il Sutra
vano nel cuore di questa madre e si sforzò di incoraggiarla per alleviare
del Loto. Perciò devi riverirlo
la sua sofferenza. All’inizio della lettera le fa notare che se anche avesse
come un Budda: finché era in
visto il marito in sogno, non avrebbe potuto comunicare con lui. La ras- vita egli era un Budda vivente
sicura dicendole che dal punto di vista del Buddismo suo marito si trova e ora è un Budda defunto. Si
ora nella Pura terra del Picco dell’Aquila da cui veglia costantemente è Budda sia nella vita sia nella
sulla famiglia e dove alla fine tutti loro si riuniranno. morte. Questa è la profonda
Il Daishonin la consola con calore, dicendole che tutti coloro che condivido- dottrina del conseguimento della
no profondi legami di fede, siano essi compagni praticanti, membri di una Buddità nella forma presente. Il
quarto volume del Sutra del Loto
stessa famiglia o amici, è certo che alla fine si troveranno di nuovo insieme.
afferma: “Chi lo sostiene [questo
sutra], starà sostenendo il corpo
La Pura terra del Picco dell’Aquila è la “dimora” della vita stessa
del Budda” (SDLPE, 254)».
La Pura terra del Picco dell’Aquila di cui parla il Daishonin non indi-
ca un mondo ultraterreno e immaginario, come ad esempio il paradiso
della Pura terra della perfetta beatitudine a ovest (vedi box a p. 50)
descritto dalla scuola buddista della Pura Terra (Nembutsu).
49
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
2) Brano tratto dall’opera di Miao-lo Annotazioni su Grande nella vita delle persone in ogni istante, quando esse ottengono
concentrazione e visione profonda. Secondo questo principio, poi- la Buddità i loro corpi e le loro menti permeano il regno dei
ché tutti i dieci mondi e i tremila regni esistono originariamente fenomeni e ottengono una condizione di completa libertà.
3) Riguardo a questo brano, tratto dall’undicesimo capitolo stessi corpi non c’è alcun Budda. Cioè il comune mortale [...]
del Sutra del Loto L’apparizione della Torre preziosa, Nichiren allo stadio in cui si è Budda in teoria non è differente dal Budda
Daishonin afferma, nella Raccolta degli insegnamenti orali: «So- [...] allo stadio di perfetta Illuminazione» (cfr. BS, 114, 49).
stenere il Sutra del Loto vuol dire sostenere la fede nel fatto che 4) Grande concentrazione e visione profonda. La frase si trova nel-
i nostri corpi sono il corpo del Budda [...]. Sostenere il corpo la prefazione di Chang-an.
del Budda significa sostenere la fede che all’infuori dei nostri
51
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
troviamo ora nella terra del Budda. Avere fede nel Sutra del Loto si-
Guardiani dell’inferno: gnifica intraprendere la sfida per realizzare questa trasformazione. Di
demoni della mitologia conseguenza i seguaci del Daishonin che perseverano nella pratica del
buddista che tormentano Sutra del Loto non soffriranno nel mondo di Inferno ma godranno di
coloro che cadono uno stato di completa libertà.
nell’inferno. Sono al Il Daishonin intende far comprendere profondamente questo punto alla
servizio di re Yama,
monaca laica di Ueno, che probabilmente aveva già ascoltato varie volte
ritenuto il re dell’inferno
il principio per cui “l’inferno è di per sé la Terra della Luce Tranquilla”.
che giudica e determina
le ricompense e le
Il Daishonin vuole indurla ad afferrare questo principio a un livello an-
punizioni dei defunti. cora più profondo, per consentirle di manifestarlo nella sua vita. Questi
brani esprimono il desiderio sincero del Daishonin che la monaca laica
si dedichi alla pratica buddista con una determinazione più forte.
Lo scopo dello studio del Gosho non è soltanto comprendere lo spirito del com’era. Non dovresti dolerti
tanto della sua morte, eppure
Daishonin e approfondire la nostra fede ma anche – imparando i profondi
per le persone comuni il
princìpi del Buddismo – acquisire la solida convinzione che la speranza e cordoglio è naturale.
la pace risiedono nei nostri cuori e agire seriamente per la felicità nostra Accade anche ai santi.
e degli altri; al tempo stesso lo scopo dello studio è raccogliere il coraggio Alla morte del Budda
di sfidare le nostre difficoltà imparando dall’esempio del Daishonin che Shakyamuni, i suoi maggiori
ha trionfato su prove e ostacoli enormi. Questa è la chiave pratica dello discepoli, che pure erano
studio del Buddismo, uno studio che possiamo applicare alla nostra vita illuminati, piansero mostrando
quotidiana. Teniamo sempre bene a mente questo punto. un comportamento da comuni
esseri umani.
In ogni caso continua a fare
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin tutto il maggior bene possibile
a beneficio del tuo defunto
Seguite il sentiero della vostra missione, così come siete marito. Le parole di un saggio
Conseguire la Buddità nella propria forma presente non significa ac- del passato “Concentra la tua
quisire qualità eccezionali e speciali bensì raggiungere, come comuni mente sulla nona coscienza
mortali, un illimitato ed eterno stato vitale caratterizzato dalle virtù di e svolgi la tua pratica
eternità, felicità, vero io e purezza (vedi box a p. 54). nelle sei coscienze”6 sono
I benefici e i doni della Legge mistica sono incommensurabili. Ogni for- perfettamente giuste. Questa
lettera contiene uno degli
ma di vita, non importa in quale dei dieci mondi si trovi, è originaria-
insegnamenti
mente un’entità della Legge mistica. Di conseguenza, anche se in questo
più preziosi di Nichiren.
momento ci troviamo nel mondo di Inferno, cambiando la disposizione Conservalo sempre
o il fulcro della nostra mente possiamo immediatamente manifestare lo nel tuo cuore».
stato vitale più alto e più puro come entità della Legge mistica: questo
è il significato del conseguimento della Buddità nella forma presente.
Naturalmente “Buddità nella propria forma presente” non significa che ot-
53
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
7) Josei Toda, Toda Josei Zenshu (Opere complete di Josei 9) La nona coscienza è paragonata a un palazzo perché è la
Toda), Seikyo Shimbunsha, Tokyo, 1982, vol. 2, pp. 446-47. funzione centrale della vita ed è una sola cosa con la verità
8) La “regina della mente” si riferisce al fulcro della mente eterna e immutabile.
che controlla i differenti livelli di funzionamento della mente.
55
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
obiettivo
Per mettere a fuoco un aspetto della vita
alla luce del Buddismo
IL MOMENTO
CRUCIALE
Non è facile dare una lettura buddista univoca e stabile di quello che sta succedendo. E quan-
to più si approfondisce l'insegnamento, quanto più si recita Daimoku, tanto più si presentano
nuove riflessioni, in una continua evoluzione di consapevolezza e convinzione. Vi proponiamo
su queste pagine i nostri "lavori in corso"
Onorare il presente
Ci sono momenti che valgono anni.
Attimi che cambiano il corso di una vita.
Il tempo non scorre tutto uguale nell’esperienza, solo nell’astrazione. Sappiamo
troppo bene che il tempo dell’orologio non è davvero il tempo. Che il tempo
per il Buddismo è quello che cambia e trasforma: è l’istante.
Nella vita che scorre regolare questa percezione è camuffata dalla routine,
dalle cose che si ripetono uguali a se stesse. Svegliarsi, la doccia, la colazione,
il lavoro, gli appuntamenti, gli affetti.
«Dal novantesimo
Eppure non è vero. Succede sempre qualcosa, anche se non ce ne accorgiamo.
al centesimo anniversario
Il principio di ichinen sanzen lo spiega bene. Ogni istante contiene tremila pos-
sibilità. 180.000 al minuto. 10 milioni e 800.000 all’ora. Anche questo istante, della fondazione sono
mentre scrivo, mentre leggi, è fatto così: per agire un cambiamento. dieci anni che determinano
È commovente. E la preghiera è il modo per sentirlo: osservare la realtà con la un'importante svolta
saggezza del Budda. Bene, questo vale sempre.
per tutto il genere umano».
Poi ci sono momenti come quello che stiamo vivendo.
E allora “onorare l’istante”, che è una possibilità sempre presente, diventa Quando abbiamo letto
un’occasione straordinaria. Perché decidere una svolta, nelle nostre singole queste parole di Daisaku
vite, può accadere e anzi accade, per ciascuno e ciascuna, in tempi differiti: a Ikeda nessuno immaginava
me in un momento, a te in un altro. Ma ora c’è una svolta che coinvolge l’intero
quello che poi sarebbe
pianeta, e allora questa svolta acquista un valore enorme.
Il maestro Ikeda ci aveva avvertito: «Dal novantesimo al centesimo anniversario successo
della fondazione della Soka Gakkai, sono dieci anni che determinano un’impor-
tante svolta per tutto il genere umano» (Seikyo Shimbun, 18 dicembre 2019).
Quando abbiamo letto queste parole per la prima volta credo che nessuno e
nessuna di noi immaginasse quello che poi è successo: il virus, la pandemia, il
lockdown, il mondo che cambia.
Sì, il 2020 è il primo anno fondamentale di una decade fondamentale.
57
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
Il mondo sembra apparentemente più fermo e isolato e realtà che restava fuori. Ma nell’era della globalizzazione
invece tutto sta cambiando alla velocità della luce. Dagli questo non è più possibile. Nell’era della pandemia da
equilibri mondiali a quelli personalissimi; dalle strade coronavirus questo non è più possibile.
delle città che, a marzo, abbiamo visto per la prima vol- D’altronde lo dice la parola stessa. “Pandemia” viene
ta incredibilmente deserte, alle nostre case che, per un dal greco pan (tutto), demos (popolo). La definizione
periodo, sono diventate il mondo. originaria è “riunione di tutta la popolazione”. Nessun
È essenziale essere presenti come non mai in questo accenno alla “malattia” nell’etimo di questa parola. Solo
cambiamento. il significato profondo che “pandemico” è qualcosa che
Mettere la preghiera al centro di tutto. Ci vuole un riguarda tutto il mondo.
coraggio mai tirato fuori prima, una fede scintillante che È accaduto un imprevisto simbolico.
crede, immensamente crede, che quello che la vita ci Qualcosa destinato a cambiare la nostra epoca. Perché
offre sono le condizioni migliori per la felicità nostra e le caratteristiche simboliche del virus sono travolgente-
del pianeta. mente nuove. Il virus non è un nemico. Perché il nemico
Assumersi la responsabilità del nostro karma è qualcosa sono io che respiro e respirando posso contagiare chi
che abbiamo deciso dal primo Nam-myoho-renge-kyo. mi è accanto. Dunque non servono le bombe. Non è una
Ma ora di più. È il tempo delle decisioni profonde, quelle guerra. Il virus non si può bombardare. Non è nemmeno
che lo trasformano, il karma. Ci vuole una condizione una catastrofe naturale, un terremoto, uno tsunami che
vitale intensa e fortissima, che è a portata di mano per noi travolge chi incontra sul suo passo, sui quali poco pos-
che pratichiamo, se solo lo desideriamo ardentemente. siamo. È una cosa nuova e stavolta il nostro comporta-
Aprire gli occhi ciechi e cambiare tutto quello che di noi mento, visibile e invisibile, è più che mai determinante.
va cambiato. Che occasione magnifica. Il virus si affronta con la responsabilità.
C’è qualcosa che arriva, imprevisto e potente, che con- Proprio come quando ci ammaliamo e usiamo la malat-
tiene velocità e lentezza, solitudine e relazione, orrore e tia per trasformare qualcosa di più profondo, non aspet-
bellezza. Tutto vorticoso. tando che passi, anche ora che è l’intero pianeta ad
Stare nel presente sapendo che questo è il momento per essere ammalato dovremmo fare la stessa cosa.
illuminare tutto quello che di noi ancora non abbiamo illu- Non vivere nell’attesa, ma rispondere: sì, io cambio.
minato. Puntare la luce della fede in ogni angolo lasciato Decido di esserci con tutta me.
ancora buio per abitudine. Perché “tanto c’è tempo”. E In un incoraggiamento del 29 dicembre Sensei scrive:
invece va fatto ora. Senza aspettare il dopo, che quando «Quando cambia il nostro ichinen, noi cambiamo./
arriverà non sarà più il dopo che avevamo immaginato. Quando noi cambiamo/ cambia il nostro ambiente,/
Per la prima volta nella storia dell’umanità siamo dav- cambia il mondo» (NR, 666, 9).
vero un’unica cosa. I drammi e gli sconvolgimenti finora Shi-mei, usare la vita. Ora più che mai.
avvenuti nella storia avevano sempre qualche pezzo di (Gianna Mazzini)
59
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
e macrocosmo, le stelle, i pianeti, i grandi avvenimenti e coraggio di tornare a vivere nella sua casa, dopo esser-
i nostri piccoli movimenti interiori: «La vita in ogni istan- ne scappata da adolescente. E c’era tanto sporco, grasso
te – scrive ne Il conseguimento della Buddità in questa sulle pareti, cattivi odori. Mi misi a pulire. Pulivo, pulivo, e
esistenza – abbraccia il corpo e la mente, l’io e l’ambiente scoprivo montagne di biglietti, scontrini che riempivano
di tutti gli esseri senzienti dei dieci mondi e anche di tutti i cassetti, contenitori vuoti di yogurt impilati e nascosti
gli esseri insenzienti dei tremila regni: le piante, il cielo e dietro la macchina a gas, nella credenza, sotto il lavandino.
la terra, fino al più piccolo granello di polvere. La vita in Pulivo e piangevo. Sto pulendo la sua testa, pensai, la sua
ogni singolo istante permea l’intero regno dei fenomeni e follia. Sto pulendo la mia, e il mio odio, il rancore, i brutti
si manifesta in ognuno di essi» (RSND, 1, 3). ricordi. Era vero. Era così. Mia madre non è mai guarita
davvero, ma da quel momento non fu più violenta, e io
Pensieri, parole, azioni imparai a guardarla con occhi diversi, a vedere la genialità
Non c’è separazione, e se c’è è una illusione dannosa, pe- delle sue fisime, il suo essere libera, la sua forza che non
ricolosa. La pace va creata innanzitutto dentro. Ed è da si piegava mai. Da quel momento l’odio ha cominciato a
costruire, come una casa fatta di pensieri, parole, azioni sciogliersi e ha fatto posto alla nostra relazione, è diven-
concrete. Bisogna cercarla nel proprio essere come un tata nonna, è riuscita a vivere da sola quando siamo cre-
granello di luce che può illuminare le giornate e trasfor- sciuti, senza lamentarsi mai. Due anni fa è morta. Come
mare le attese, gli attimi, le relazioni. Ora, proprio qui dove voleva, senza ospedali, senza dottori, senza soffrire. E
siamo. Perché le cose che mi abitano dentro e quelle fuori quando se ne è andata, davanti al mio Gohonzon ho sen-
interagiscono in continuazione, si compenetrano, creano tito sgorgare una gratitudine verso di lei immensa, felice.
realtà. Guerre o pace, sicurezza o catastrofi. Nichiren ci- C’era pace tra noi, ce la siamo costruita, abbiamo regalato
tava il quarto volume di Parole e frasi per spiegare questa al mondo un bel colore.
intima e severa connessione: «Poiché la collera cresce di
intensità, si scatenano conflitti armati. Poiché l’avidità cre- Imparare a riconoscere i propri veleni
sce di intensità, sopraggiunge la carestia. Poiché la stupi- La felicità ha molto a che fare con la nostra capacità di
dità cresce di intensità, scoppiano le epidemie. E poiché si creare pace intorno a noi. Ed è importante, io credo, im-
verificano queste tre calamità, i desideri terreni diventano parare a riconoscere nella propria vita quei veleni che
più intensi e le false visioni prosperano sempre più» (Rac- possono causare piccole guerre, disgrazie, eventi disa-
colta degli insegnamenti orali, BS, 110, 58). strosi, come un’epidemia. Possiamo guardarle quasi negli
Quando iniziai a praticare mi colpì molto l’idea di kosen- occhi la collera, l’avidità, la stupidità che ci incatenano
rufu. E chi la spiegò. Disse che la pace non era lontana, e quello che generano. Ci sono, ci saranno sempre, ma
non era un sogno o un’utopia. Chiunque può crearla nel- possiamo ogni volta lavarle via, come ci laviamo le mani,
la propria vita, nella propria casa, nella propria famiglia. come ci togliamo di dosso i vestiti sporchi. Senza fin-
Come una macchia di colore che si allarga, si unisce ad zione, senza aspettative. Pulirsi dentro, rinfrescare men-
altre piccole macchioline di pace, centinaia, migliaia, e te e pensieri, recitare Nam-myoho-renge-kyo. E trovare
se sono milioni la pace ci sarà. C’è. A partire da sé, dalla la forza, la lucidità necessaria a riconoscere la rabbia,
responsabilità di ogni singola persona. la superficialità di tante scelte che non si preoccupano
I cambiamenti avvengono quando cambiamo noi. Qualsiasi delle conseguenze, l’illusione di poter essere felici senza
persona che pratica il Buddismo ha sicuramente avuto tenere a mente la felicità degli altri. Certo, forse è vero,
esperienza di quanto un cambio di rotta, una trasforma- il mondo sembra essere così malato di illusioni, menzo-
zione interiore influisce sul proprio ambiente, modifican- gne, dissidi: la politica, l’economia, la società. E ci stiamo
do la realtà. Quando iniziai a praticare avevo vent’anni e dentro con tutte le scarpe, come nelle sabbie mobili. Ma
odiavo mia madre, impazzita che ero una bimba. Avevo qualcosa, forse, possiamo ancora fare, con i nostri sen-
l’infanzia piena di scenate, violenze verbali gratuite, mostri timenti, relazioni, il nostro modo di esserci e agire. Per
dell’anima. Mi accorsi che se odiavo lei, se odiavo chi mi creare pace, sicurezza, la nostra piccola chiazza di colo-
aveva dato la vita, non avrei mai potuto amare davvero re. Che dipinga il mondo mischiandosi ai suoi riflessi, alle
le giornate, il caldo del sole, il rumore della pioggia, l’idea sue splendide luci.
di un futuro capace di assaporare la felicità. Così trovai il (Manuela Vigorita)
61
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
TEMPO DI CRISI
e di decisioni (o forse di "pazzie")
Quante volte ci troviamo di fronte a un problema, forse tutti Ho capito come voglio vivere, ho capito in che direzione
i giorni. Alcuni sono piccoli e sono soltanto dei fastidi. Non devo andare? Voglio risvegliare la mia natura di Bodhi-
ci cambiano la vita. Altri sono grandi, enormi e riescono a sattva della Terra e percorrere quella strada piena di valo-
minarci le fondamenta, a mettere in discussione tutto quel- re. Ebbene devo decidere e iniziare a camminare in quella
lo su cui poggiavano le nostre certezze. Ecco, sono proprio direzione. C’è qualcosa che mi frena, la mancanza di co-
questi momenti quelli più fecondi. La parola crisi, in cinese, raggio, la pigrizia, il “tira a campare”. La mia vita è troppo
ha proprio questo doppio significato. Quell’ideogramma piccola, troppo egoista, per accogliere fino in fondo que-
da un lato rimanda al peso di un ostacolo, a un impedimen- sto grande ideale. Per giorni cerco la soluzione a questa
to, a un evento drammatico. Al contempo lo stesso ideo- domanda: “Come si fa a decidere?” Poi finalmente mi torna
gramma fa riferimento al futuro, al cambiamento: signifi- in mente la storia del Ragazzo delle Montagne Nevose che
ca “occasione”. In questo periodo di lockdown ho sentito si gettò nelle fauci di un demone per ottenere la seconda
molti riferirsi a questa crisi come a una preziosa occasione metà di un insegnamento buddista.
per cambiare la vita: per ripensare agli affetti più importan- Devo mettere da parte la ragione. Penso che ogni grande
ti, per chiarire un’autentica scala di valori, per ridisegnare decisione abbia molto a che fare con quel salto nel buio,
un’esistenza meno stressante, più a misura d’essere uma- quella specie di scommessa, in cui puntiamo tutto sulla
no. Un momento drammatico e prezioso. fede, anche a costo della nostra vita, la nostra solita vita.
Passano i giorni e continuiamo a dire che questa è un’oc- Proprio “come un pazzo” direbbe qualcuno. È un salto fuo-
casione, scorrono le settimane e rischiamo che l’occasio- ri dalla logica comune: non ci sono elementi ragionevoli
ne passi via senza averla sfruttata. Rischia tutto di svanire dalla mia parte. Anche il Ragazzo delle Montagne Nevose
come la neve al sole. Cosa debbo fare per impedire che potrebbe essere scambiato per un pazzo, ma lui sapeva
questo periodo non si trasformi in un’occasione mancata? che quella scelta, quel salto, era la più nobile delle scelte
Occorre prendere una decisione seria. Seria non significa e sarebbe stata portatrice di infiniti benefici. In fondo in
triste, anzi bisogna essere leggeri, radiosi. Seria piuttosto fondo, nella sua essenza, la sua scelta è proprio quella mia.
significa profonda, ostinata, paziente e tenace. (Lodovico Prola)
Guarire
Per me è sempre stata la cosa più bella. Guarire. Tornare a stare bene, con l’espe-
rienza di avercela fatta. Sentire la forza della vita che riprende a scorrere dentro
di me, funzionare di nuovo.
LA REALTÀ È Non parlo solo della guarigione da una malattia fisica: c’è guarigione in ogni
superamento, in ogni svelamento, in ogni comprensione più profonda. La mia
IMPERMANENZA. prima esperienza di guarigione risale alla mia infanzia, e la devo a mio padre.
UNA PERSONA Eravamo in vacanza nella casa dei nonni che affacciava sulla spiaggia, e al tra-
CHE NON PERCEPISCE monto si doveva rientrare. Io piangevo, tanto, insistentemente. Pensavano che
QUESTA VERITÀ fossero i capricci di una bambina che non vuole smettere di giocare, e mi diceva-
no tante cose giuste sull’orario di cena e sul fatto che domani saremmo scesi di
SOFFRE nuovo. Ma io continuavo a piangere.
Una volta a casa, mi sono fatta coraggio e ho deciso di parlare. Ho detto che pian-
gevo non perché volevo restare alla spiaggia, ma perché avevo paura di morire.
L’avevo detto.
Con sollievo ho visto che mio padre, invece di disperarsi pure lui perché gli avevo
ricordato una cosa alla quale è meglio non pensare, mi ha guardato con un’atten-
zione nuova, e sorridendo mi ha preso in una stanza, io e «Non basta riconoscere che tutti i fenomeni sono im-
lui da soli. Mi ha detto che non c’è da avere paura, io ero permanenti, bisogna percepire in essi la Legge mistica,
piccola e la cosa ancora non mi riguardava, ma che morire e questa visione profonda […] è l’Illuminazione del Bud-
è naturale, quando arriva non ti spaventa più, è come un da. […] Quando ci illuminiamo a questa verità, invece di
prato, dove le margherite devono lasciare il posto ad altre soffrire per l’impermanenza della vita sperimentiamo le
margherite nuove e così è sempre fiorito. quattro nobili virtù del Budda: eternità, felicità, vero io e
Le sue parole mi convincevano, ma soprattutto mi dava purezza (jo, raku, ga, jo)» (Ibidem).
sollievo vedere i suoi occhi sorridenti, la sua calma. Lui Guardando le cose da questa prospettiva tutto cambia.
non se lo era dimenticato che si deve morire, ma mi stava La sofferenza, il senso di impotenza, il dolore si trasfor-
insegnando che si può vivere bene anche sapendolo. mano in qualcosa di altro. Acquistano un senso diverso
Da allora ho introiettato un senso di bellezza e di giu- perché noi ci spostiamo su un piano diverso, altrettanto
stezza della vita che, in fondo in fondo, non mi ha più vero di quello che ci appare l’unico possibile, anzi di più.
abbandonato.
In questi giorni così eccezionali sono ritornata a quell’e- Per esempio l'eternità
sperienza precoce e fondante, perché sento il bisogno di Normalmente, se pensiamo a qualcosa che vorremmo
guarire ancora. L’unicità del momento ha fatto sì che mi non morisse mai, che restasse così per sempre, usiamo
sia sentita chiamata a usare bene il tempo di queste irri- questa parola, un fermo immagine assoluto che fissa
petibili settimane, a non sprecarlo, per indirizzare, foca- nel tempo un sentimento, una condizione, un momento
lizzare, lasciare andare e curare qualcosa che in questa di felicità. Invece come virtù del Budda è tutta un’altra
“crisi” sta venendo in superficie (da qualche parte ho let- cosa: «Jo, l’eternità, è insita nel cambiamento, è la ten-
to che “apocalisse” vuol dire rivelazione), che per molti denza della vita a rinnovarsi superando tutti i punti morti
e molte ha significato “perdita” (di una persona cara, del in un’ondata inesauribile di energia creativa» (Ibidem).
guadagno, di equilibri di sopravvivenza). Che grande respiro. Che sollievo definitivo.
Torno e ritorno al concetto buddista dell’impermanenza, A noi decidere quando è tempo di abbandonare lo scoglio
per cui tutto è governato dal movimento ciclico dell’en- al quale restiamo abbarbicati per non perdere la vita che
trare in esistenza, esistere, cambiare, sparire. “diamo per scontata” e andare in mare aperto. La fiducia
«L’infelicità e la sofferenza derivano dall’illusione che le di ottenere molto di più è la promessa del Budda: «Il Dai-
cose impermanenti siano permanenti. “Chi considera shonin dichiara che nell’istante in cui comprendiamo che
scontata la propria vita – scrive Ikeda – ha paura della la nostra esistenza impermanente è l’entità della Legge
morte, chi considera scontata la propria giovinezza teme mistica, essa viene permeata dalle quattro quattro nobili
l’idea di invecchiare e chi dà per scontata la propria salute virtù. Questa affermazione non è né idealistica né teorica:
è sconvolto quando si ammala” (MDG, 731). La verità è possiamo sperimentarla nella nostra vita» (Ibidem).
che la realtà è impermanenza. Una persona che non per- Che la mia esistenza impermanente è l’entità della Legge
cepisce questa verità soffre» (Da una lezione di Katsuji mistica scaturisce da ogni preghiera profonda, offerta con
Saito, BS, 135, 40). fede e senza porre barriere, che mi fa sentire vera la possi-
Dunque si tratta di allargare lo sguardo e non dare per bilità di vivere in quel tipo di eternità.
scontata la propria condizione, considerandola naturale e Emerge ogni volta che, cercandola con il Daimoku di
necessaria. Una crisi, un’interruzione, una morte sono, per Nam-myoho-renge-kyo, tocco la mia intima verità, provo
l’universo, eventi ancor più necessari e naturali del nostro gioia e sento di poter arrivare alla verità delle altre perso-
contingente singolo equilibrio, e possono riguardarci e ne, solo così con autenticità e valore.
colpirci in ogni momento. Ma come si fa? (Marina Marrazzi)
«Quando ci dedichiamo a realizzare la nostra missione di Bodhisattva della Terra, la nostra vita soggetta alle quattro
sofferenze di nascita, invecchiamento, malattia e morte viene pervasa dalle nobili virtù di eternità, felicità, vero io
e purezza e diveniamo capaci di liberarci dalle dolorose catene delle sofferenze di nascita e morte. Vivere e morire
mantenendo un’eterna devozione alla Legge mistica rappresenta la verità insita nella vita stessa» (MDG, 756)
63
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
ZHOU ENLAI
L’importanza
di mantenere
le promesse
Molto amato Io feci una promessa molto importante al premier cinese Zhou Enlai (1898-
1976), un leader molto amato e rispettato dal suo popolo che contribuì a
dal suo popolo, fu uno gettare le fondamenta per lo sviluppo della Cina moderna.
dei fondatori della Zhou Enlai trascorse la sua gioventù in una nazione occupata da potenze
Repubblica popolare straniere da molti decenni. Durante la seconda guerra sino-giapponese (1937-
cinese e suo primo 1945) e la seconda guerra mondiale, in particolare, vi furono tragiche perdite
di vite umane e la popolazione cinese ne soffrì terribilmente. Nel corso dei
Premier. Grazie allo secoli il Giappone aveva imparato molto dalla Cina, dalla scrittura al Buddi-
spirito di verità e smo, ma le autorità militariste in tempo di guerra indebolirono e calpestarono
giustizia e all’impegno questo paese da cui avevano tratto un così grande beneficio culturale.
a prodigarsi per il Sin da giovane Zhou si batté per il benessere delle persone. Sopravvissuto
ai tumulti della guerra, fu uno dei fondatori della Repubblica popolare cine-
bene delle persone e
se nel 1949 e lavorò alacremente per ricostruire il suo paese. Ma era l’epoca
della società che della guerra fredda e il mondo era diviso in due blocchi contrapposti. Alla
lo animarono fin nuova Repubblica popolare cinese non fu consentito di entrare a far parte
da bambino, diede delle Nazioni Unite e a quel tempo non c'era alcun tipo di relazione diplo-
un contributo matica tra Cina e Giappone.
Nel 1968, durante un discorso a più di diecimila giovani, invitai i presenti
essenziale alla ad allacciare legami di amicizia tra Cina e Giappone. Molti giapponesi non
costruzione della condividevano la mia visione e subii delle minacce. Ma il premier Zhou, più
Cina moderna di chiunque altro, fu profondamente felice del mio appello.
sguardo intenso
Lo incontrai per la prima volta il 5 dicembre denti: «Per quale fine studiate?», e la maggior
1974, una gelida sera, in un ospedale di Pechino. parte di loro rispose: «Per il mio futuro», o «Per
Sebbene si trovasse in ospedale per una malat- diventare ricco». Quando toccò a Zhou, egli si
tia grave, quando mia moglie ed io arrivammo alzò in piedi e dichiarò a gran voce: «Per aiutare
si alzò per salutarci: «Grazie per essere venu- il popolo cinese a rialzarsi di nuovo». Lo spiri-
ti – disse con voce chiara – ci tenevo molto a to di verità e giustizia, l’impegno a prodigarsi
incontrarvi». Mi strinse energicamente la mano e per il bene delle persone che soffrivano e per
mi guardò dritto negli occhi. Tutti i grandi leader il benessere della società illuminavano il suo
hanno uno sguardo intenso. giovane cuore.
In seguito scoprii che a causa della gravità della Dopo aver terminato la scuola elementare chie-
sua malattia i medici non erano favorevoli a far- se aiuto a un altro parente benestante, che lo
gli ricevere visite; ma lui era così determinato a iscrisse alla prestigiosa scuola media di Nankai
conoscerci che ci accolse con estrema cortesia. nella città di Tianjin. Era sempre molto povero
Preoccupato per la sua salute, cercai di rendere e spesso saltava il pranzo; aveva un’unica divisa
breve la nostra visita, tuttavia Zhou ignorò le scolastica che lavava da solo e che curava con
raccomandazioni dei dottori e continuò a par- molta attenzione.
lare con noi. Sebbene le sfide non mancassero, Zhou aveva
Verso la fine del nostro incontro lo esortai a pren- un irrefrenabile desiderio di imparare. I suoi
dersi cura della sua salute, per il bene della pace sforzi instancabili e il suo rifiuto di essere scon-
mondiale e del popolo cinese. Era convinto – mi fitto dalle avversità commossero gli insegnanti
disse – che le nazioni di tutto il mondo dovrebbe- e la sua retta fu azzerata. Dopo il diploma venne
ro agire in nome del mutuo rispetto e sostegno. a studiare in Giappone.
Zhou Enlai aveva 76 anni e io 46; mi chiese di Per inciso, la scuola media di Nankai dove stu-
continuare a lavorare per costruire un'amicizia diò divenne poi l'Università di Nankai presso la
duratura tra Cina e Giappone per il bene della quale, mantenendo vivo lo spirito della relazio-
pace in Asia e nel mondo. Promisi che l'avrei fatto. ne tra me e Zhou, è stato istituito il “Gruppo
di ricerca Zhou Enlai e Daisaku Ikeda” dove i
PER AIUTARE IL POPOLO giovani, futuri leader, studiano assieme.
CINESE A RIALZARSI Rimanendo fedele al suo scopo giovanile, Zhou
Zhou Enlai nacque il 5 marzo 1898 nella provin- intraprese un percorso per diventare un leader
cia orientale dello Jiangsu. Poiché la sua fami- dedito a servire coloro che soffrono. Superò
glia era povera fu adottato da uno zio, e alla molte sfide, alcune delle quali spaventose, fino
morte di quest’ultimo la zia indirizzò tutto il suo a diventare il primo Premier della Repubblica
amore e la sua dedizione verso il bambino, inse- popolare cinese e contribuire in modo duraturo
gnandogli poesie, canzoni, storie e la pittura. al benessere della società.
Purtroppo quando Zhou aveva solo nove anni Ciò che ha reso Zhou così grande è aver sempre
sia sua madre che sua zia si ammalarono e mantenuto le promesse.
morirono. Così fu costretto ad andare a vivere Ad esempio una volta, poco prima di visitare
da un altro zio a più di mille chilometri a nord. un paese africano per tener fede a una sua
Nonostante questi tragici eventi, Zhou non promessa, emerse una situazione pericolosa.
mancò mai di fare i compiti per casa. Era un Nonostante molti gli raccomandassero di posti-
bambino serio, gentile e premuroso nei con- cipare il viaggio, lui proseguì secondo i suoi pia-
fronti degli amici. ni, dicendo che quanto più grandi sono i pericoli
Un giorno il preside della scuola chiese agli stu- che le persone affrontano, tanto più urgente è
65
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
offrire la propria solidarietà. La sua visita con- Cina e ho promosso visite e interazioni tra i gio-
tribuì a costruire forti legami di amicizia con la vani di entrambe le nazioni. A giugno del 2015
popolazione di quel paese. i membri del Gruppo giovani della Soka Gakkai
Mantenere le promesse ci consente di costruire sono stati invitati in Cina dalla Federazione
amicizie solide: un vero amico è qualcuno che giovanile cinese (Acyf, All-China Youth Federa-
tende la mano nel momento del bisogno. tion). Hanno visitato numerosi luoghi in giro per
Quando il premier Zhou studiava in Giappone, la nazione e approfondito i legami di amicizia
dovette rientrare in Cina prima della fioritura con i giovani cinesi.
dei ciliegi. Durante il nostro incontro espresse
Nel nostro il desiderio di tornare in quel periodo e aprire
incontro espresse un nuovo capitolo di amicizia tra i due paesi. LA LEALTÀ FA CAMBIARE IL CUORE
il desiderio Sfortunatamente non gli fu possibile realizzare DEGLI ALTRI
di tornare in tale visita prima della sua morte, avvenuta nel Forse vi è familiare la storia di Corri, Melos!,
Giappone nel gennaio 1976. una vicenda che sottolinea l’importanza di
periodo della Desideravo fare il possibile per rispondere al mantenere le promesse. Melos, il protagonista,
fioritura dei desiderio di Zhou. L'anno dopo il nostro incon- deve correre con tutte le sue forze per riuscire
ciliegi, ma non tro la Soka University accolse un gruppo di a mantenere una promessa fatta al suo amico,
gli fu possibile. studenti cinesi. Era la prima volta da quando la che si trova nelle grinfie di un perfido re. Dopo
L'anno dopo la Cina era diventata la Repubblica popolare cine- molteplici ostacoli, quando sta quasi per darsi
Soka University se. Come simbolo di un’amicizia imperitura, gli per vinto, Melos riesce a rilanciare, raggiunge la
accolse un gruppo studenti cinesi e giapponesi piantarono insieme destinazione in tempo e onora la sua promessa.
di studenti nel campus universitario il “ciliegio di Zhou”. La lealtà dimostrata al suo amico contribuirà
cinesi che, Da allora ogni primavera gli alberi di ciliegio anche a far cambiare il cuore del re cattivo, che
come simbolo piantati in onore del premier Zhou e di sua era crudele e aveva perso fiducia nella bontà
di un’amicizia moglie Deng Yinchao (1904-1992) fioriscono dell'essere umano.
imperitura, meravigliosamente. Molti visitatori, anche gio- Spero che ognuno e ognuna di voi diventi un
piantò insieme vani, che stimano la coppia, si riuniscono per Melos di Soka. Affido a voi il compito di portare
agli studenti godere di questo spettacolo. avanti l'amicizia e la pace con le persone nel
giapponesi il Come un alberello impiega anni per diventare mondo. So che lo farete.
“ciliegio di Zhou” un albero grande e forte, così l'amicizia tra Cina Affinché possiate adempiere a questa missione,
e Giappone può avere forti radici e fiorire solo per favore studiate alacremente, sviluppate la
quando viene coltivata dai giovani, generazione vostra personalità e affinate le vostre capacità.
dopo generazione.
Dopo la scomparsa di Zhou Enlai ho continua-
to a coltivare l'amicizia con sua moglie Deng
(Traduzione di Audrey Quinto da Boys and Girls Hope News,
Yingchao. Mi sono anche dedicato con tutto mensile della Soka Gakkai dedicato ai bambini e alle bambine
il cuore agli scambi culturali e didattici con la delle scuole elementari, del 1 dicembre 2015)
Redattori
Roberto Carvelli, Alessandra Fornasiero,
Mirko Lugli, Gianna Mazzini, Monica Piccini,
Lodovico Prola, Manuela Vigorita
Correzione di bozze
Antonio Andronico, Laura Arduini,
Monica Berardi, Michela Berti,
Marcella Candido, Carla Celani,
Alessandra Chirivino, Maya Costantini,
Daniela Emili, Francesca Maresi,
Thalia Skerlj, Federica Tagliani,
Paola Tarantino, Letizia Vitagliani,
Simona Vitale
Fotografi
Arnaldo Albertoni, Fulvia Bernacca,
Simona Caleo, Raffaela Conti, Fabrizio
Farese, Jessica Guidi, Omar Kheiraoui,
Rosapaola Lucibelli, Mauro Petito,
Andrea Sabatello, Eva Tomei
Progetto grafico
Cristina Canestrelli
Illustrazioni
p. 64: Paolo Lupardi
Foto
Copertina: Fulvia Bernacca
pp. 11, 13, 15, 16: Fulvia Bernacca
pp. 12, 14: Jessica Guidi
p. 32: Archivio Seikyo Shimbun
Euro 3,50
[Link]
buddismo-e-societa@[Link]
[Link]/buddismoesocieta
Le nostre Noi di
pubblicazioni: Esperia
un dialogo siamo presenti
sempre aperto anche a distanza
Le riviste Il Nuovo Rinascimento In questo momento particolare
e Buddismo e società continuano a ispirare chi lotta della nostra vita e della nostra attività
per la propria rivoluzione umana e per la pace, buddista, il sito [Link] è pienamente
diffondendo la saggezza per approfondire operativo. È possibile acquistare online
la fede attraverso l'insegnamento dei nostri maestri. tutti i libri sul Buddismo e gli accessori per
la pratica buddista (juzu, campane, incensi
Anche se i negozi dei Centri culturali
e candele...).
sono chiusi, gli abbonamenti si possono fare online
direttamente dal portale abbonamenti Gli ordini vengono evasi entro 24 ore
[Link]/abbonamenti e inviati velocemente in tutta Italia.
o anche tramite bonifico bancario I pagamenti sono sicuri
(vedi terza di copertina). e se l'ordine supera i 30 euro
la spedizione è gratuita.
L’ufficio abbonamenti si può contattare scrivendo a
[Link]
buddismo-e-societa@[Link]
oppure telefonando allo 055 4269900.
Per consultare le "domande più frequenti" o lasciare un
messaggio: [Link]