Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni68 pagine

BS201

La rivista tratta del Buddismo di Nichiren Daishonin e delle attività della Soka Gakkai, un'organizzazione laica fondata in Giappone nel 1930, che promuove la pace e l'emancipazione individuale. Daisaku Ikeda, attuale presidente dell'Sgi, sottolinea l'importanza della trasformazione personale per raggiungere la pace globale. Il documento include anche informazioni sulla deducibilità delle offerte e sull'8x1000 destinato all'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Caricato da

Enrico Mele
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni68 pagine

BS201

La rivista tratta del Buddismo di Nichiren Daishonin e delle attività della Soka Gakkai, un'organizzazione laica fondata in Giappone nel 1930, che promuove la pace e l'emancipazione individuale. Daisaku Ikeda, attuale presidente dell'Sgi, sottolinea l'importanza della trasformazione personale per raggiungere la pace globale. Il documento include anche informazioni sulla deducibilità delle offerte e sull'8x1000 destinato all'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Caricato da

Enrico Mele
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

PER LA PACE, LA CULTURA E L'EDUCAZIONE

il buddismo del sole per illuminare il mondo


Verso un secolo di salute, parte prima
(lezione di Daisaku Ikeda)
primo piano • Covid19 Stories
speciale • Un legame
al di là dello spazio e del tempo
Lo studio del mese
Luglio: La strategia del Sutra del Loto
Agosto: L'inferno è la Terra della Luce Tranquilla
l'immagine di copertina
(lezioni di Daisaku Ikeda) è un'istantanea dello schermo
obiettivo • Il momento cruciale del computer realizzata
durante una videochiamata

luglio - agosto 2020 201


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

La Soka Gakkai
La Soka Gakkai (fondata in Giappone dagli educatori Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda nel 1930) e la Soka
Gakkai Internazionale (Sgi, nata nel 1975 e presente attualmente in 192 paesi del mondo) sono organizzazioni
laiche i cui membri praticano e diffondono il Buddismo di Nichiren Daishonin. In Italia il movimento della Sgi è
rappresentato dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ente religioso fondato nel 1998, la cui Intesa con lo
Stato italiano è entrata in vigore nel luglio 2016.
La principale attività della Soka Gakkai in tutto il mondo consiste nel promuovere piccole riunioni informali di
quartiere, aperte a tutti, in cui si dialoga della vita quotidiana e dei problemi della società alla luce dell'inse-
gnamento buddista.
Attuale presidente dell'Sgi è Daisaku Ikeda, che ha dedicato la vita alla diffusione della pace e dell’emanci-
pazione individuale su scala globale fondando scuole, università e istituzioni per promuovere la cultura e gli
scambi tra i popoli. Nel corso degli anni ha dialogato con rappresentanti autorevoli del mondo della politica,
dell’educazione e dell’arte di livello internazionale alla ricerca di risposte ai problemi globali, ha sostenuto le
attività delle Nazioni Unite, ha scritto una vasta mole di lavori sui temi della pace e della condizione umana.
Secondo Ikeda la chiave per una pace duratura a livello mondiale e per la felicità di tutti gli esseri umani sta nella
trasformazione personale, come scrive all'inizio del suo romanzo La rivoluzione umana: «La rivoluzione umana di
un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento
nel destino di tutta l’umanità».

Deducibilità delle offerte e 8x1000

A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 e umanitarie, in data 23 marzo 2020 ha destinato l’intera
del 15/07/2016 dell’Intesa che regola i rapporti tra l’Istituto somma, che riceverà dallo Stato per la prima volta il pros-
Buddista Italiano Soka Gakkai e lo Stato italiano – L. 130 del simo giugno, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
28/06/2016 – ricordiamo a tutti i membri che, a decorrere dal Nel nostro sito è presente il testo integrale dell’Intesa con i
1° gennaio 2016, è possibile portare in deduzione nella dichia- riferimenti di cui sopra per le erogazioni liberali e la desti-
razione dei redditi delle persone fisiche le offerte (erogazioni nazione dell’8x1000 dell’IRPEF.
liberali) fino a un massimo di € 1.032,91, secondo la normativa
vigente (art. 17 L. 130/2016). FAC-SIMILE DELL’AREA RISERVATA ALLA DESTINAZIONE DELL’8X1000
SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO PER MILLE DELL’IRPEF (in caso di scelta FIRMARE in UNO degli spazi sottostanti)
Nel nostro sito [Link], nello Spazio Aderenti sezio- STATO CHIESA CATTOLICA UNIONE CHIESE CRISTIANE AVVENTISTE ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA
DEL 7° GIORNO
ne Offerte, si può visualizzare e stampare il riepilogo delle
proprie offerte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

CHIESA EVANGELICA VALDESE CHIESA EVANGELICA LUTERANA UNIONE COMUNITA’ EBRAICHE SACRA ARCIDIOCESI
(Unione delle Chiese metodiste e Valdesi) IN ITALIA ITALIANE ORTODOSSA D’ITALIA ED ESARCATO

Ricordiamo inoltre che è possibile destinare l’8x1000


PER L’EUROPA MERIDIONALE

dell’IRPEF all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, come


. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

CHIESA APOSTOLICA IN ITALIA UNIONE CRISTIANA EVANGELICA UNIONE BUDDHISTA ITALIANA UNIONE INDUISTA ITALIANA
previsto dall’art. 18 L. 130/2016, con apposita sottoscrizione BATTISTA D’ITALIA

nella dichiarazione dei redditi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, in coerenza con


la delibera del Consiglio Nazionale del 2 ottobre 2016 che MARIO ROSSI
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

destinava l’8x1000 dell’IRPEF al sostegno di attività sociali

Legenda MDG: D. Ikeda, Il mondo del Gosho, Esperia


RSND: Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, SSDL: La saggezza del Sutra del Loto, Esperia
ed. Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai RU: La rivoluzione umana, Esperia
GZ: Nichiren Daishonin Gosho Zenshu, ed. Soka Gakkai (in giapponese) NRU: La nuova rivoluzione umana, Esperia
SDLPE: Il Sutra del Loto, nuova edizione completa BS: Buddismo e società
di prologo ed epilogo, Esperia, 2014 NR: Il nuovo rinascimento

FOTO VIDEO AUDIO TESTO I simboli indicano la presenza di contenuti multimediali nell’edizione digitale
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

sommario Un punto di svolta


B UD DISMO E SOCIETÀ | 201 LUGLI O AGOSTO 2 02 0

serie
per l'umanità
4
Care lettrici e cari lettori, ora che andiamo in stampa non
sappiamo come sarà la situazione quando vi arriverà
IL BUDDISMO DEL SOLE questo numero di Buddismo e società, ma di certo alcuni
PER ILLUMINARE IL MONDO temi saranno ancora in cima alla scala dei nostri interessi.
Lezioni di Daisaku Ikeda sugli scritti di Nichiren Daishonin Per questo in apertura pubblichiamo la prima di una
recente serie (settembre 2019) di quattro lezioni di
VERSO UN SECOLO DI SALUTE (PARTE PRIMA)
Daisaku Ikeda dal titolo "Verso un secolo di salute".
primo piano Seguono alcune pagine di racconti e immagini di

10 vita quotidiana dentro le nostre case all'inizio della


quarantena, in una sorta di incontro di redazione via
COVID19 STORIES web. Momenti catturati tramite frammenti di riflessioni
RIFLESSIONI AI TEMPI DELLA QUARANTENA
e foto scattate a distanza nel corso di videochiamate.

speciale Lo speciale è dedicato all’anniversario di una pietra

17
miliare nella storia del movimento di kosen-rufu,
la nomina di Daisaku Ikeda a terzo presidente
UN LEGAME AL DI LÀ della Soka Gakkai, e contiene una lunga intervista
DELLO SPAZIO E DEL TEMPO all’attuale presidente Minoru Harada sui viaggi per la
18 Tutto ebbe inizio da quella solenne promessa pace del nostro maestro nel mondo. Viene descritta
Intervista a Minoru Harada in particolare l’opera di diplomazia umana che il
26 Il Buddismo di Nichiren Daishonin è la religione presidente Ikeda ha svolto nelle relazioni tra Cina e
della lotta condivisa di maestro e discepolo Unione Sovietica e tra Cina e Giappone, che lui stesso
Dal corso di studio europeo 2020 racconta nel ritratto del Premier cinese Zhou Enlai
32 Un movimento di speranza pubblicato nella rubrica “Arcobaleni di speranza”.
per reinterpretare la nostra epoca
Intervista a Soichiro Tahara Con la consapevolezza di attraversare un momento
cruciale, vi lasciamo con queste sue parole della
studio fine del 2019, che assumono ora un significato quasi

36
profetico: «I dieci anni tra il novantesimo e il centesimo
anniversario della fondazione della Soka Gakkai

LO STUDIO DEL MESE rappresentano un punto di svolta per l’umanità.


Per questo motivo, uniti nello spirito di non dualità
Lezioni di Daisaku Ikeda
di maestro e discepolo e nell’unità di diversi corpi,
36 luglio stessa mente, lanciamoci tra le persone per illuminare
LA STRATEGIA DEL SUTRA DEL LOTO
questa società globale, diffondendo la grande luce
UNA FEDE CHE CONDUCE ALLA VITTORIA ASSOLUTA
studio della creazione di valore».
46 agosto
L'INFERNO È LA TERRA DELLA LUCE TRANQUILLA
CONSEGUIRE LA BUDDITÀ NELLA FORMA PRESENTE CIAO BAMBINI,,
SIGNIFICA ESSERE BUDDA SIA NELLA VITA CIAO BAMBINE!!
SIA NELLA MORTE ALLORA QUEST''ESTATE
GIOCHIAMO INSIEME
obiettivo LO TROVATE ON LINE
AL GIOCO DELL''OCA
ALL''INDIRIZZO

IL MOMENTO CRUCIALE
57 SCRITTO QUI SOTTO..
BUON DIVERTIMENTO!!

rubriche

64
Per i bambini e le bambine
ZHOU ENLAI
Arcobaleni di speranza, di Daisaku Ikeda

WWW..BUDDISMOESOCIETA..ORG
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

serie

IL BUDDISMO DEL SOLE Lezioni di Daisaku Ikeda


sugli scritti di Nichiren Daishonin
P E R I L LU M I N A R E I L M O N D O

VERSO UN SECOLO DI SALUTE


La saggezza per condurre una vita lunga,
piena di fortuna e benefici (parte prima)
Chi affronta la malattia conseguirà la Buddità. Sconfiggiamo il demone
della malattia con il ruggito del leone di Nam-myoho-renge-kyo

Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di settembre 2019

Come sarà il XXI secolo? Quando incontrai Uno degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile
Linus Pauling (1901-1994), famoso chimico e dell’Onu è “assicurare la salute e il benessere a
premio Nobel per la pace, condivisi con lui la tutte le persone e a tutte le età”.
mia idea che il XXI sarebbe stato un secolo di Sono fermamente deciso a far sì che il XXI sia
vita. Ed egli rispose: «Suppongo che per “seco- un secolo di vita e anche un secolo di salute,
lo di vita” lei intenda un’epoca in cui si presterà nel quale ogni persona possa ergersi luminosa
maggiore attenzione agli esseri umani, alla loro come una nobile torre preziosa della vita.
felicità e alla loro salute. […] In questo senso Sin dagli albori del nostro movimento, la Soka
credo anch’io che sia una buona idea conside- Gakkai ha prestato la massima attenzione alla
rarlo come un secolo di vita».1 malattia, un problema umano fondamentale.
Naturalmente la medicina sta compiendo gran-
Un diritto umano fondamentale di passi avanti nella ricerca di sintomi e cure, e
Ogni persona merita di vivere in una società di certo le competenze mediche vanno rispetta-
pacifica e godere di felicità e buona salute. te e impiegate. La scienza medica e la fede nel
Anche le persone malate e disabili meritano Buddismo di Nichiren Daishonin non sono af-
di vivere dignitosamente e di essere solle- fatto in contraddizione.
vate dall’ansia e dal dolore provocato dalla Nel Giappone del dopoguerra, mentre la Soka
malattia. Tutti gli esseri umani hanno il di- Gakkai stava portando una luce di speranza
ritto di vivere senza sentirsi minacciati da e di rinnovamento nella società, venne derisa
un ambiente nocivo, dalla fame e dalle ma- come “un’accozzaglia di poveri e malati”. Ma il
lattie infettive. Nel mondo attuale la salute, mio maestro Josei Toda dichiarò con fierezza:
insieme alla pace, è un fattore essenziale dei «Che c’è di male nell’essere un gruppo di poveri
diritti umani fondamentali ed è diventata e malati? Una religione veramente efficace non
una questione della massima rilevanza per dovrebbe aiutare coloro che soffrono di più?».
la dignità della persona. Anche secondo la morale comune disprezza-

1) Linus Pauling e Daisaku Ikeda, A Lifelong Quest for Peace: A Dialogue, I. B. Tauris, Londra, 2009, p. 44.

4 || buddismo e società | 201 || il buddismo del sole per illuminare il mondo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

re qualcuno perché è povero o malato è un a vicenda a superare le difficoltà della vita e


comportamento disdicevole e un affronto ai festeggiando insieme le nostre vittorie. Queste
diritti umani; eppure, purtroppo, molti non ne vicende sono l’orgoglio dei membri Soka, che
tengono conto. La malattia non solo provoca vivono in base al voto di essere sempre dalla
sintomi fisici, ma priva le persone della spe- parte della gente.
ranza, del senso di benessere e spesso anche Il Buddismo affronta apertamente le realtà ine-
dei mezzi di sostentamento, mettendo in uno luttabili dell’invecchiamento, della malattia e
stato di sospensione il loro futuro. della morte, cercando di risolvere la sofferenza
Un’autentica “religione per le persone” affron- che provocano. Ogni persona desidera essere
ta di petto quest’energia negativa, che il Bud- sana, vivere a lungo e trovare la felicità, e la
dismo chiama “demone della malattia”, dando profonda visione buddista della vita può offrire
il coraggio e la forza di continuare a vivere e all’umanità una speranza ancora più luminosa.
restituendo dignità. Nelle prossime lezioni desidero condividere
Poiché il nostro scopo supremo è la felicità alcuni passi importanti degli scritti di Nichi-
di ogni essere umano, noi della Soka Gakkai ren Daishonin relativi al tema della salute,
abbiamo lottato al fianco delle persone soffe- a cominciare dal famoso passo tratto da La
renti ai margini della società, incoraggiandoci buona medicina per tutti i mali.

«La malattia di tuo marito forse è dovuta al volere del Budda; infatti il Sutra di Vimalakirti e il Sutra del Nirvana
parlano di persone malate che raggiungono la Buddità, poiché la malattia stimola lo spirito di ricerca della Via»
(La buona medicina per tutti i mali, RSND, 1, 833).

Il Daishonin scrisse queste calorose parole di malattia non dovremmo guardarla con avver-
incoraggiamento alla monaca laica Myoshin sione, ma considerarla parte integrante della
che stava prendendosi cura del marito mala- preziosa esperienza dell’essere in vita, un pas-
to, il prete laico Takahashi. so indispensabile nel viaggio verso il conse-
Tsunesaburo Makiguchi, il fondatore della guimento della Buddità in questa esistenza e
Soka Gakkai, considerava questo passo mol- per godere della felicità eterna. Potremo rico-
to importante e lo citava spesso quando inco- noscere allora tale condizione come un “mo-
raggiava i membri. mento cruciale” in cui risvegliare una fede più
Le condizioni del prete laico Takahashi erano forte che mai. Con questo spirito riusciremo a
piuttosto gravi e senza dubbio la moglie dove- superare sicuramente le prove della malattia e
va essere molto preoccupata. In questa lettera a sviluppare un più profondo apprezzamento
il Daishonin abbraccia la coppia con affetto per la vita, realizzando al contempo una enor-
dicendo loro che «i cinque caratteri di Myoho- me crescita personale.
renge-kyo» sono «la buona medicina per i mali
della gente di Jambudvipa» (SDLPE, 394) e «Nascita e morte sono originariamente in-
aggiunge: «La malattia di tuo marito forse è trinseche nella vita»
dovuta al volere del Budda». Sono sicuro che Il sutra Vimalakirti narra dell’incontro fra un
la sua grande compassione abbia alleviato la credente laico di nome Vimalakirti, che pratica-
loro angoscia e dato pace e conforto. va la via del bodhisattva e si trovava a letto ma-
Il Daishonin intende dire che quando siamo lato, e il Bodhisattva Manjushri, uno dei prin-
inaspettatamente colpiti dalla sofferenza della cipali discepoli del Budda. Quando Manjushri

5
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

chiede a Vimalakirti perché si sia ammalato, che conta è il nostro atteggiamento, il modo
questi risponde: «Poiché tutti gli esseri viventi con cui la affrontiamo.
sono malati, io sono malato».2 E prosegue af-
fermando: «La malattia del bodhisattva sorge Il nobile spirito di ricercare la Via del Budda
dalla sua grande compassione».3 In sostanza sta Il Daishonin insegna che «la malattia stimola lo
dicendo che lo spirito del bodhisattva consiste spirito di ricerca della Via», l’intenzione di per-
nell’assumere su di sé la malattia per condivide- correre il cammino per conseguire la Buddità.
re le sofferenze di tutti gli esseri viventi, e che Recitando Daimoku e affrontando la malattia
ciò fa parte della pratica del bodhisattva. con la determinazione di non farci sconfigge-
Nel Sutra del Nirvana, inoltre, il Budda pren- re, possiamo espandere la nostra condizione
de le sembianze di un ammalato; secondo il interiore di Buddità e condurre una vita più
Daishonin ciò dimostra che «le persone mala- profonda, più forte e più nobile. Sperimentia-
te raggiungono la Buddità». E anche il Sutra mo così il beneficio di vedere la malattia, l’in-
del Loto dice che il Budda ha qualche malattia vecchiamento e la morte per quelle che sono
e preoccupazione (cfr. SDLPE, 297). I Budda e affrontarle senza paura. Toda diceva che la
e i bodhisattva, proprio come tutte le persone, malattia ha un significato profondo nella no-
incarnano il principio del “mutuo possesso dei stra vita: a proposito dell’affermazione che
dieci mondi” e quindi non possono evitare le anche il Budda ha malattie e preoccupazio-
quattro sofferenze di nascita, invecchiamento, ni, spiegava che se il Budda non si fosse am-
malattia e morte. Come insegna il Daishonin, malato, non avrebbe permesso a coloro che
«nascita e morte sono originariamente intrin- soffrivano di malattie di riconoscersi in lui e,
seche nella vita» (cfr. Raccolta degli insegnamen- di conseguenza, non avrebbe potuto condurli
ti orali, BS, 117, 45). La malattia è una parte all’Illuminazione.4
naturale dell’esistenza.
Non c’è nulla di cui vergognarsi se ci si am- Impariamo ad apprezzare profondamente
mala, non è in alcun modo l’effetto di qualche la nostra vita e la nostra missione
nostro errore. Tuttavia possono nascere dubbi Lo scrittore russo Lev Tolstoj (1828-1910)
e ci si può chiedere come ciò sia successo, pur ebbe in varie occasioni seri problemi di salu-
praticando il Buddismo di Nichiren, o rimpro- te e osservò saggiamente che «la malattia an-
verarsi di essersi ammalati proprio in un dato drebbe considerata una condizione naturale
momento. Per questo è importante vedere le della vita». Sosteneva che «nessuna malattia
cose dalla prospettiva della fede, secondo cui può impedire a una persona di fare ciò che
la malattia è il «volere del Budda». Poiché ab- deve fare»5 e che «si può realizzare il proprio
bracciamo il grande insegnamento di Nam- scopo nella vita sia quando si è malati sia
myoho-renge-kyo non vi sono sofferenze kar- quando si è sani».6 Quando consideriamo la
miche che non possiamo superare. Non è il malattia come una delle sofferenze connatu-
caso di preoccuparsi o temere la malattia, ciò rate alla vita possiamo apprezzare la vera ric-

2) The Vimalakirti Sutra, trad. di Burton Watson, Columbia University Press, New York, 1997, p. 65.
3) Ibidem, p. 66.
4) Cfr. Josei Toda, Toda Josei Zenshu (Opere complete di Josei Toda), vol. 2, Shimbunsha, Tokyo, 1982, p. 335.
5) Lev Tolstoj, A Calendar of Wisdom, trad. di Peter Sekirin, Scribner, New York, 1997, p. 292. Edizione italiana: Lev Tol-
stoj, Pensieri per ogni giorno. Un calendario di saggezza, Piano B, 2016.
6) Ibidem, p. 132

6 || buddismo e società | 201 || il buddismo del sole per illuminare il mondo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

chezza dell’esperienza di vivere. Il Buddismo terminazione, la fede e le preghiere con cui


considera la malattia come «una parte innata affrontiamo la malattia infondono coraggio e
della vita» (Raccolta degli insegnamenti orali, speranza alle persone intorno a noi. Dimo-
BS, 121, 56). Quando ci ammaliamo com- strano la nobiltà dello spirito umano. Malat-
prendiamo quanto sia importante e prezioso tia e salute sono inseparabili: nel Buddismo
essere sani, e apprezziamo maggiormente la di Nichiren possiamo trasformare la malattia
nostra vita e la nostra missione. Inoltre la de- in missione.

«Nam-myoho-renge-kyo è come il ruggito di un leone. Quale malattia può quindi essere un ostacolo?»
(Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365).7

Tantissimi membri della Soka Gakkai hanno no in medicina e a trasformare il nostro karma.
combattuto e vinto il demone della malattia Nulla può competere con il potere del ruggito
ispirandosi a questo passo di Risposta a Kyo’o. del leone di Nam-myoho-renge-kyo recitato
Nella lettera, poco prima di questa frase, il Dai- dai maestri e dai discepoli Soka.
shonin dice che sta pregando «ogni momento
del giorno» (RSND, 1, 365) per la guarigione Malattia e demone della malattia
della piccola Kyo’o. E incoraggia i suoi genito- Desidero ribadire che esiste una differenza
ri, due discepoli laici, affermando che nessuna fra malattia e demone della malattia.
malattia può nuocere a coloro che recitano il La malattia è una sofferenza universale a cui
ruggito del leone di Nam-myoho-renge-kyo, nessuno può sfuggire. Può farci sprofonda-
perché saranno in grado di “domare” la malat- re nella disperazione, perdere la fiducia nel-
tia così come il ruggito del leone incute terrore la vita e la forza di andare avanti. Per via di
agli altri animali. questa sua funzione di “ladra di vita”, che
I membri di tutto il mondo, condividendo la prosciuga la vitalità delle persone, il Buddi-
missione di Bodhisattva della Terra, hanno smo la considera un “demone”.
sempre risvegliato il coraggio e la determi- Occorre riconoscere questo aspetto demo-
nazione di non farsi sconfiggere dal demone niaco della malattia e combatterlo attraverso
della malattia, come insegna il Daishonin. il potere della fede e della pratica. Dobbiamo
Non esistono tempeste di ostacoli o funzio- decidere di non farci sconfiggere. Combatten-
ni demoniache capaci di bloccare il sentiero dolo e trionfando su di esso possiamo rivelare
diretto per il conseguimento della Buddità, il la nostra Buddità.
grande cammino della felicità e della vittoria Da giovane soffrivo di tubercolosi e avevo
di kosen-rufu e della vita. Non dobbiamo per- una costituzione debole; secondo i medici
mettere a nulla di fermarci. non sarei arrivato a trent’anni. Mentre com-
Finché continueremo a recitare il ruggito del battevo in prima linea per kosen-rufu come di-
leone di Nam-myoho-renge-kyo, in accordo scepolo di Toda e mi adoperavo senza sosta
con le parole del Daishonin «le sfortune si tra- per conseguire nuove vittorie, ero afflitto co-
sformeranno in fortuna» (RSND, 1, 366) riu- stantemente da una febbriciattola e da dolori
sciremo senza alcun dubbio a cambiare il vele- cronici.

7) Il Daishonin scrisse questa breve lettera nel 1273, mentre si trovava a Ichinosawa sull’isola di Sado. Lo scritto era indi-
rizzato a una coppia di discepoli che lo avevano informato della grave malattia della loro bambina.

7
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Mi sentivo amareggiato e frustrato, perché chiunque sentiva non si stesse assumendo la re-
avrei voluto essere sano e forte. sponsabilità della propria situazione o mostras-
Ricordo che Toda un giorno mi rimproverò, se segni di rassegnazione o dubbio.
mentre lavoravo freneticamente per risolvere Molte persone quando si ammalano si sentono
le difficoltà finanziarie che le sue aziende sta- estremamente vulnerabili. Recitare il ruggito
vano attraversando nella recessione del dopo- del leone di Nam-myoho-renge-kyo è l’unico
guerra. Avendo forse notato il mio pallore e la modo per sconfiggere le funzioni demoniache
mia stanchezza, esclamò: «Daisaku! Tu non che minano la fiducia in noi stessi. Quando
hai un grammo di forza vitale. Se la tua forza nella vita riecheggia il potente ruggito del leo-
vitale è debole sarai sconfitto». ne non abbiamo niente da temere.
Mi portò davanti al Gohonzon, si sedette In Risposta a Kyo’o il Daishonin afferma anche:
con me e recitò Nam-myoho-renge-kyo con «Ovunque tua figlia possa saltare e giocare, non
una forza che sembrava letteralmente voler le accadrà niente di male; potrà andare in giro
costringere il demone della malattia a sotto- senza paura come il re leone» (RSND, 1, 365).
mettersi. La sua recitazione era davvero il Se continuiamo a recitare il ruggito del leone
ruggito di un leone. Ispirato dal suo amore se- di Nam-myoho-renge-kyo, qualsiasi sia la ma-
vero, sentii sorgere in me un nuovo coraggio lattia, la difficoltà o la disgrazia che stiamo af-
e chiamai a raccolta la forza senza limiti di un frontando, potremo «andare in giro senza paura
leone all’attacco. Fu così che il mio maestro come il re leone». Proveremo uno stato di com-
mi permise di sconfiggere il demone della ma- pleta felicità e libertà, in accordo con il passo del
lattia e forgiare una vita di salute e longevità Sutra del Loto che dice: «Gli esseri viventi sono
per adempiere la mia missione per kosen-rufu. felici e a proprio agio» (SDLPE, 318).
Gliene sarò eternamente grato. Recitare così poteva essere difficile per una
Nella Raccolta degli insegnamenti orali il Dai- bambina piccola come Kyo’o. Perfino per gli
shonin spiega così il termine “ruggito del leo- adulti è difficile fare Gongyo e recitare Dai-
ne”: «Il “ruggito” è il suono del maestro e dei moku quando sono in ospedale o hanno una
discepoli che recitano all’unisono» (BS, 116, malattia grave. A volte l’unica possibilità è pra-
55). La Soka Gakkai ha superato ogni avver- ticare in silenzio nel proprio cuore. Ma il ruggi-
sità grazie alle preghiere unite dei maestri e to del leone di Nam-myoho-renge-kyo recitato
dei discepoli che recitano il ruggito del leone dai familiari e dai compagni di fede raggiungerà
di Nam-myoho-renge-kyo. e permeerà sicuramente la vita di chi è malato.
«Quale malattia può quindi essere un ostaco-
Uno stato di completa felicità e libertà lo?» scrive il Daishonin. Dobbiamo essere pro-
Toda era sempre in prima linea nel dare con- fondamente convinti delle sue parole!
sigli personali ai membri, e quando lo faceva Nei suoi scritti il Daishonin incoraggia molti
affrontava senza mezzi termini il problema che discepoli – uomini, donne, giovani e vecchi –
stavano vivendo. Teneva regolarmente sessioni nella lotta contro la malattia.
di domande e risposte per ascoltare le preoc- Alla monaca laica Toki, che si era scoraggiata
cupazioni delle singole persone, che spesso ri- a causa del protrarsi della sua malattia, scrive:
guardavano la malattia. Percepiva con acutezza «Poiché sei una devota del Sutra del Loto, non
se chi stava ponendo la domanda era davvero andrai incontro a una morte prematura. […]
determinato a sconfiggere il demone della ma- Puoi contare sul potere del Sutra del Loto [per
lattia attraverso la fede, e dava guide severe a curare la tua malattia]» (cfr. L’arco e la freccia,

8 || buddismo e società | 201 || il buddismo del sole per illuminare il mondo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

RSND, 1, 585). E continua: «Sii profondamen- fino all’ultimo istante, diede a un numero in-
te convinta che la tua malattia non può durare finito di persone il coraggio di continuare a
e che non è possibile che la tua vita non venga lottare. Questo è il comportamento naturale
prolungata! Prenditi cura di te e non affliggere del Budda dell’Ultimo giorno della Legge.
la tua mente» (Ibidem). La incoraggia ad anda- In un certo senso possiamo dire che la storia
re avanti con la ferma convinzione di riuscire a dell’umanità sia stata una battaglia incessante
sconfiggere il demone della malattia. fra gli esseri umani e la malattia.
Quando Nanjo Tokimitsu si ammalò grave- Nel campo della salute e della longevità sono
mente il Daishonin, che pure era malato, rim- stati fatti enormi passi avanti, e molte malattie
proverò severamente le funzioni demoniache una volta incurabili ora possono essere tratta-
che stavano colpendo il suo discepolo dicen- te con successo. La dichiarazione con cui nel
do: «Voi, demoni, facendo soffrire quest’uo- 1980 l’Organizzazione mondiale della sanità
mo, state cercando di ingoiare una spada dalla asserì di aver debellato il vaiolo è un luminoso
punta, o di abbracciare un gran fuoco, o di di- esempio di uno dei grandi successi della cono-
ventare acerrimi nemici dei Budda delle dieci scenza e dell’ingegno umano.
direzioni e delle tre esistenze?» (La conferma Ma poiché le sofferenze di nascita, invecchia-
del Sutra del Loto, RSND, 1, 984). Tokimitsu, mento, malattia e morte sono inevitabili, la no-
incoraggiato dal fiero ruggito del leone del stra battaglia contro la malattia persiste. Molti
Daishonin, riuscì a sconfiggere del tutto il membri della Soka Gakkai hanno continuato a
demone della malattia e visse una vita lunga, lottare senza farsi sconfiggere dal demone del-
dedicata alla propria missione per kosen-rufu. la malattia e hanno vinto. Hanno dimostrato la
Indipendentemente dalle difficoltà e dalle dignità e il potere della loro vita accumulando
sfide che la malattia ci pone, dobbiamo aver tantissime preziose esperienze di vittoria.
fede nel nostro potenziale e vivere appieno Questo modo di vivere basato sul Buddismo di
fino all’ultimo istante. Questa forza e questa Nichiren è sicuramente un faro di speranza per
resilienza sono la prova concreta della vitto- i nostri tempi. Adesso più che mai le persone
ria nel campo della salute. cercano, al livello più profondo, una luce di sag-
gezza riguardo alla salute, una filosofia per con-
Il comportamento naturale di un Budda durre una vita sana nel vero senso della parola.
dell’Ultimo giorno della Legge Facciamo emergere dal nostro essere la forza,
Verso gli ultimi anni di vita, una primavera in la saggezza e la tenacia per continuare a vive-
cui era gravemente malato il Daishonin rice- re, mostrando allo stesso tempo compassione,
vette un’offerta di alghe wakame e altri doni da coraggio e creatività. Continuiamo a progre-
un discepolo che era andato a trovarlo. Nella dire tenacemente da ora in poi, un passo dopo
lettera che gli scrive per esprimere la sua ri- l’altro, dedicando la vita a realizzare la nostra
conoscenza, egli afferma che quella visita e le felicità e quella degli altri.
wakame lo avevano fatto sentire così forte da Mia moglie Kaneko e io stiamo continuando a
poter andare a caccia di tigri e cavalcare un pregare ardentemente ogni giorno affinché tutti
leone (cfr. Le tre stuoie, RSND, 2, 929). i nostri compagni Bodhisattva della Terra, sen-
«Grazie a te mi sento molto meglio». Immagino za eccezioni, diventino saggi campioni di salute,
quanto il ringraziamento sincero del Daishonin fortuna e felicità e godano al massimo della vita.
abbia commosso e ispirato il suo discepolo.
L’esempio del Daishonin, che visse impavido (Traduzione di Marialuisa Cellerino)

9
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

primopiano

COVID19
STORIES
RIFLESSIONI
AI TEMPI
DELLA QUARANTENA

20 marzo 2020, Buddismo e società n. 200 è andato in stampa da qualche giorno. Solitamente è il
momento per progettare il numero successivo e convocare la riunione di redazione. Nell’impossibilità
di un incontro dal vivo, ecco cosa è successo in quegli ultimi dieci giorni di marzo…

In queste pagine, come in un fermo immagine di quel periodo, riportiamo frammenti di riflessioni di
alcune persone della redazione (per ragioni di spazio non di tutte). Le foto sono state realizzate scattando
un'istantanea dello schermo del computer durante una videochiamata.

| |
MARIA LUCIA
20 MARZO 2020 DE LUCA
direttrice responsabile

Carissimi e carissime,
come state? Come state vivendo questo momento mai immaginato prima?
Sarei felice di conoscere cosa vi passa nel cuore, le vo- Quasimodo), sto telefonando a tante persone, amiche e
stre emozioni e le vostre riflessioni. amici con cui sento il bisogno di rinsaldare una relazione
Intanto vi dico le mie. Penso che questa situazione dure- vita a vita. Ci ascoltiamo e ci parliamo, di tutto. E in que-
rà a lungo e niente sarà come prima. Sento la necessità sta apertura di umanità la vita si amplia, come sottolinea
di far emergere dalla mia vita una fede mai avuta fino a Nichiren Daishonin: «Se si accende un fuoco per gli altri,
ora e sto cercando di aprirmi la strada in una lotta soli- si illuminerà anche la propria strada».
taria davanti al Gohonzon, con i binari del Gosho e degli Vi faccio una proposta: se scrivete a me le vostre rifles-
scritti di Sensei. sioni posso raccoglierle e inviarle a ognuno e ognuna di
E pur non trovando – ancora – le parole per esprimere voi. Che ne dite?
quello che ho nel cuore («Alle fronde degli salici, per Colgo l’occasione per ringraziarvi e per dirvi che siete
voto, le nostre cetre erano appese» scriveva Salvatore sempre nel mio cuore.

| |
VALERIA
22 MARZO 2020 GASPARRINI
illustratrice

Eravamo decisamente proiettati in avanti,


io e Antonio, con progetti europei e grandi obiettivi di la- sia il Coronavirus, ma la topposità del nostro sistema di
voro… al momento tutto fermo. Mostre, corsi, rappresenta- vita; e che valutare se una strategia medica sia meglio di
zioni, vendita delle mie opere, tutti i canali faticosamente un’altra non sia il corretto punto di vista… forse anche i
attivati nel corso di anni interrotti di botto. nostri errori sono funzionali a questa strana guarigione del
Eppure la sensazione di essere nel posto giusto al momen- nostro ambiente. Andrà giù tutto quello che non è solido;
to giusto non va via… e anche la sensazione di essere per- rimarrà su quello che è solido.
fettamente dotati di quello che serve non va via, anzi, si Mi sono riscoperta una volta ancora senza contratti di la-
rafforza. voro, senza assistenza sanitaria, senza ferie riconosciute,
Ho messo toppe per 56 anni, toppe creative, bellissime e fra una decina d’anni senza pensione.
invidiabili, ma pur sempre toppe. E oltretutto non posso Adesso con il Daimoku ho deciso di costruire solo cose so-
mettere toppe da sola… perché funzionino mi serve la col- lide. Partirò dal costruire una solida fede e un solido lega-
laborazione dell’ambiente! Per questo facendo Daimoku me col maestro. Poi dovrà diventare solido il gruppo. Que-
continuo ad avere la strana sensazione che la malattia non stione di tempo e anche il lavoro dovrà diventare solido.
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

| |
ARNALDO
20 MARZO 2020 ALBERTONI
fotografo

È davvero un momento unico quello che stiamo vivendo.


Siamo nella dolorosa necessità di stare separati e al con- e comincio la mia attività lavorativa. Con costanza e
tempo mai come ora le nostre vite sono correlate, inter- diligenza. C'è la gratitudine e lo sforzo di riconoscere,
secate e collegate. Engi si manifesta prepotentemente. in questo momento davvero devastante, oltre alla sof-
Sta a noi cogliere in questa tragedia planetaria la grande ferenza anche la possibilità di vivere una grande espe-
opportunità di usare la nostra vita, di essere ciascuno e rienza di trasformazione da portare e ricordare quando
ciascuna la persona che decide di alzarsi da sola e agire tutto questo sarà finito.
per valorizzare la propria esistenza. Lev Trockij scriveva: «La vita è bella. Possano le genera-
Per questo ogni giorno mi sforzo di mantenere un ritmo: zioni future liberarla da ogni male, oppressione e violen-
mi alzo presto, mi preparo, recito Daimoku e Gongyo za, e goderla in tutto il suo splendore».

| |
CARLA
20 MARZO 2020 CELANI
rilettura e correzione di bozze

La tua lettera sincera e profonda è arrivata subito al cuore. E mi ha commossa.


Hai dedicato il tuo tempo a scriverci, cioè ci hai pensato, l'abbiamo vissuta finora, fatta di contatto fisico, di baci, di
hai ri-cercato un antico contatto: la lettera (altri contatti abbracci, di strette di mano, di sguardi non c'è più. E mi
sono proibiti in questo periodo) e così le lacrime hanno manca tantissimo non poter incontrare nessuno.
iniziato a scendere facendomi percepire la sofferenza e Per fortuna c'è un momento intimo in cui dialogo con
la solitudine di questo momento, ma anche il tuo voler me stessa e penso agli altri: quando recito Daimoku, lo
esserci accanto. E così sono state anche una liberazione. spazio intorno a me torna ad essere quello di sempre e
Durante il giorno mi tengo occupata: la casa, il lavoro (la ogni angoscia si placa.
didattica a distanza), i canti al balcone. La socialità come Continuerò a scriverti.

| |
ROBERTA
20 MARZO 2020 CALANDRA
redattrice

Grazie del pensiero


Personalmente sono abituata a stare bene dentro casa
ma mi manca molto uscire. Il grande io gioisce nel ve-
dere il pianeta rifiorire dall’inquinamento, pesci, uccelli,
animali vari farla da padrone... il piccolo si sgomenta se
non realizza lo spettacolo, se non esce il romanzo, e più
che mai contatto il fatto che sono viva se progetto cose
creative e le realizzo.
Di certo rivaluteremo con forza la gioia immensa dei ge-
sti semplici come un abbraccio e una passeggiata...
Come me ho diversi amici che erano a un passo da rea-
lizzazioni significative, alle quali avevano lavorato anni, e
malgrado tutto tengo alta la fiducia. ROBERTA
Roma, quartiere Prati
Sarà forse diverso il modo di realizzare cose, sicuramen-
te i soldi avranno un peso diverso perché troppo brucia
tutto insieme. In un angolo segreto del cuore mi aspetto atavici si scioglieranno con la nostra angoscia, in una palin-
anche che sogni imprevedibili verranno a stanarci e nodi genesi collettiva.
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

COVID19 STORIES RIFLESSIONI


AI TEMPI DELLA QUARANTENA

| |
CRISTINA
20 MARZO 2020 CANESTRELLI
grafica

Ogni mattina molto presto recito Daimoku a lungo.


Sveglio la famiglia, preparo la colazione e poi si parte per Da un po' meditavo sull'importanza di fare l'offerta, pro-
la lunga avventura quotidiana. C'è la scuola per i bambini, prio ora che il mio conto in banca deve garantire la so-
riceviamo la sera prima il programma delle lezioni che svol- pravvivenza dell’intera famiglia, e ho sentito che è questo
giamo insieme a loro, le lezioni di violino di mio figlio Teo, il momento di lanciare il cuore oltre ogni paura. Il giorno
con il quale condivido il computer, le pulizie della casa, il dopo ho saputo che firmerò un contratto importante che
lavoro, l’attività. Il Daimoku mattutino mi dà il ritmo, l'entu- aspettavo da tempo.
siasmo e la calma per portare avanti tutto e non affliggermi Penso che se voglio proteggere la mia casa, la mia fami-
quando non arrivo. Sto anche realizzando una newsletter glia, il territorio, il paese, il pianeta, devo mettere cause
per gli amici, metto insieme foto, impressioni, momenti che poggino sullo stato vitale di compassione e corag-
quotidiani, li confeziono e li condivido, strappa un sorriso gio, eredità che Nichiren ci ha lasciato per affrontare
e ci tiene più vicini, come mi ha insegnato il mio maestro. momenti come questi.

| |
ILARIA
20 MARZO 2020 VARRIANO
redattrice

Sono a casa da sola, ho tutto il tempo


per stare con me e aprire un dialogo con me. Praticamente
non esco perché voglio proteggere e proteggerci. Non sen-
to solo peso da questa situazione, cerco di attivare tutta la
saggezza possibile. A volte è davvero stimolante pensare
di poter fare tutto quello che si vuole, pur se in uno spazio
limitato ma non limitante. Di avere il tempo e creare le op-
portunità, anche grazie al mondo virtuale, per decidere e
progettare. Per cambiare la mia vita. Farla diventare più for-
te, più capace di accogliere la sofferenza altrui, di contenere
ostacoli come opportunità per indirizzare il percorso. Ho la
sensazione che la vita mi stia dicendo, da tutte le parti, di ILARIA
iniziare dal riappropriarmi di me, dentro e fuori. Con gioia Castellammare di Stabia

e gratitudine, per continuare con questa vita densa e reale,


come dice Sensei, a «rallegrare il cuore di chi ascolta».

| |
ANTONIO
22 MARZO 2020 ANDRONICO
rilettura e correzione di bozze

Da fine febbraio ero a Parigi per lavoro.


Mentre dovevo decidere se rimanere in Francia o Mentre vado in aeroporto ricevo due e-mail: la prima
ritornare, ho vissuto dentro di me una lotta interiore. Una della compagnia aerea che mi avvisa che il mio volo del
voce diceva: «Vigliacco! Scappi via e molli lo spettacolo! 23/3 è stato cancellato (!) e la seconda del teatro che mi
Vergognati! Il solito fifone! Ma se non hanno nemmeno comunica che a seguito dei nuovi sviluppi le prove erano
cancellato il tuo volo di rientro del 23/3 perché scappi?». sospese e lo spettacolo rimandato a data da destinarsi.
L’altra voce diceva: «Tu sei sempre stato bravo ad annusare Ero riuscito a prevedere e precorrere gli avvenimenti
il pericolo, usa questa tua dote e, se serve, vai via». basandomi sulla riflessione e sulle mie sensazioni.
Decido di usare in maniera illuminata la mia capacità di Di colpo l’ansia che mi attanagliava svanisce e prendo
percepire il pericolo incombente e a mezzanotte del 12 sorridente il mio volo per Roma. Avevo vinto.
marzo faccio il biglietto per Roma. Erano rimasti 3 posti La mia vita, la mia felicità dipende da me.
nell’ultimo volo utile, l’indomani mattina alle 11. Da nient’altro e da nessun altro.
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

| |
MATILDE
22 MARZO 2020 CATALANO
illustratrice

Sento questo spirito pioneristico,


nel quale ci troviamo a dover affrontare tutto in un modo
completamente nuovo. Se è davvero un momento sto-
rico, sto vivendo ogni mio pensiero, ogni mio Daimoku
e ogni piccola lotta giornaliera che mi sfido a portare
avanti, pur stando dentro casa, come parte attiva della
realizzazione di questa storia.
Avevo rilanciato sull’amore (già è difficile, poi bloccata
dentro casa e in previsione di difficoltà a riavvicinarsi,
ma come si fa?), sul lavoro (il 16 marzo avrei dovuto fir-
mare un contratto per un lavoro da illustratrice), sulla
casa (me la stavo comprando, era proprio quella che
volevo...). Insomma un macello. MATILDE
Roma, quartiere Monteverde
Ho deciso però di non preoccuparmi.
Sento che non avremo mai più tutto questo tempo per
stare con noi stessi, per capire profondamente quello che Sento anche di riscoprire cosa vuol dire essere felici qui e
ci piace, quello che non ci piace, per provare cose nuove… ora, e non dopo che è tutto finito.

| |
ALESSANDRA
29 MARZO 2020 SCIFO
rilettura e correzione di bozze

Decidiamo con mio marito, nel weekend del 7-8 marzo,


quello in cui sarebbe stato emesso il primo decreto, di an- esaudire le sue disposizioni. Ma ho trovato dentro di me
dare per una settimana nella seconda casa in Abruzzo, per una forza incredibile, e sento una profonda gratitudine per
riuscire a lavorare meglio in smartworking. Non portiamo aver avuto il privilegio di poterlo sostenere in un momento
via tante cose... Mi chiedo: «Porto con me il Gohonzon? così difficile, io da sola. Un senso di serenità e di rinasci-
Ma no dai… solo per una settimana». Proprio in quei giorni ta per l’occasione che ho avuto di “ritrovare il Gohonzon
mio suocero, affetto da una patologia cronica ai polmoni, dentro di me”, la fiducia incrollabile che la mia Buddità mi
viene ricoverato in un ospedale del nord. Poco dopo ci la- avrebbe guidata nelle parole e nelle azioni giuste.
scia. È stato straziante leggere nello sguardo di mio marito Sono trascorse tre settimane dalla nostra permanenza qui.
il dolore e il senso di impotenza per non avere il diritto Le mie giornate sono piene e ricche e io, nonostante tutto,
di salutare un genitore, seppellirlo nella tomba di famiglia, sono serena come non lo ero da tempo.

| |
LUCREZIA
23 MARZO 2020 PETRUCCI
redattrice

Mi sono chiesta che tipo di messaggio


la natura ci voglia mandare e mi sono risposta con una bel- mentico di imparare, di trarre esperienza da qualcosa che
lissima opera di Leopardi, La ginestra, nella quale ha ben è accaduto nel passato. Nella vita frenetica che ci caratte-
messo in evidenza come la natura segua semplicemente il rizza, in cui è così difficile fermarsi e rendersi conto di quel-
suo corso; non è cattiva o buona, questo tipo di giudizio lo che abbiamo dentro e di quello che ci circonda, questa è
lo attribuiamo solo noi umani. La natura procede al fine un'occasione per approfondire tutto ciò che da tempo ho
di raggiungere un equilibrio, equilibrio che troppo spes- messo da parte, pensando sempre che ci fosse qualcosa di
so abbiamo distrutto, oltrepassato, per quel fare umano più importante da fare rispetto al prendermi cura del mio
affannoso di conquistare tutto quello che ancora non è di cuore, nella sua luce e nella sua oscurità. Come scrive Sen-
nostra proprietà. Beh io mi sono stufata di questo stile di sei nel Diario giovanile: «Se i giovani fanno progressi verso
vita completamente distruttivo, mi sono stufata della “me- la loro felicità personale anche il paese si svilupperà nella
moria a breve termine” che ho io in primis quando mi di- direzione della propria felicità».
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

COVID19 STORIES RIFLESSIONI


AI TEMPI DELLA QUARANTENA

| |
MANUELA
22 MARZO 2020 VIGORITA
redattrice

Voglio raccontarti cosa mi è successo


qualche giorno fa.
Mi sono sentita stupida. Stavo recitando per una malat-
tia che ha portato via migliaia di persone, molte delle
quali anziane, e ho cominciato a pensare a quante altre
cose tremende, forse più tremende, accadono.
I profughi alle porte della Grecia e dell'Europa. Le torture
nei lager libici. Le migliaia di bambini che muoiono in
altri paesi per fame, sete, povertà, per la follia umana. La
nostra follia. E la nostra indifferenza.
E ho cominciato a recitare per la sofferenza tutta. Di
chiunque. Ho recitato per questo pianeta meraviglioso
dilaniato dall'oscurità degli esseri umani. Che torturano, MANUELA
Torvajanica
schiavizzano, violentano, feriscono, scelgono denaro,
potere, egoismo, soddisfazione personale come fari, ac-
cecandosi l'un l'altro. Ho recitato perché guarisse. Non
tanto dal Coronavirus, ma da tutto l'orrore, da tutto quel Recito perché emergano persone sagge, capaci di gui-
dolore. E ho sentito profondamente che stavo recitando dare un cambiamento, nella speranza che non sia trop-
per kosen-rufu. Forse per la prima volta dopo tanti anni, po tardi e che "i saggi e i santi" non abbiano abbando-
con lo stesso desiderio di Nichiren, di Ikeda. In modo nato questo pianeta. Ecco, mi mancano tanto persone
chiaro, pulito, senza nessun attaccamento, neppure alla sagge, non ne trovo.
mia vita. E provando una gioia immensa. Tra i periodi più belli della mia vita porto nel cuore la
Ora recito cercando ogni giorno di ritrovare quell'ichi- piccola redazione del vecchio kaikan a Monteverde.
nen, quel desiderio di kosen-rufu potente e libero, anche Eravamo giovani, tanto, io avevo vent'anni e ho sempre
da me, dal mio piccolo io. sentito un legame particolare con tutte le persone con
Recito per riconoscere in me la stupidità e non seguirla, per cui sono cresciuta in quel luogo. È così cresciuto il gior-
aiutare altri a non seguire la loro. Recito perché la felicità nale! Ricordi quanti anni per riuscire a consegnarlo in
esista e possa accordarsi ai colori felici di questo pianeta. tempo? Ora arriva a tutti. Siamo stati bravi. Grazie.

| |
SILVIA
30 MARZO 2020 SPERANDIO
redattrice

La zona dove abito, al confine est di Milano,


non è distante dalle province di Lodi e di Bergamo, e la sperimento da tanti anni, oggi ne sono più consapevole:
fase iniziale dell’epidemia ha scatenato incredulità e pau- il Gohonzon è l’unico baluardo di vera felicità che mi per-
ra scomposta: avevamo a che fare con qualcosa di scono- mette di trasformare il mondo di Animalità e trovare la
sciuto e molto pericoloso. Il mio primo sentimento è stata gioia che respira da sempre nella mia vita. Con il passare
la paura: intorno a me si stavano materializzando i timo- dei giorni ho sentito l’anima di Nichiren e il cuore di Ike-
ri più profondi legati alla malattia, e non solo. Ho pianto da prendermi per mano e condurmi a cercare un “senso”
spesso, anche davanti al Gohonzon, per la sofferenza che a tutta questa sofferenza. «Poiché la stupidità aumenta
avverto dentro e fuori di me. Ad esempio quando nella d’intensità, scoppiano le epidemie», scrive T’ien-t’ai, e
casa di riposo a 10 minuti da qui sono morte 50 perso- Daisaku Ikeda spiega che «agire unicamente in base all’i-
ne; quando ho saputo che il mio medico di famiglia si è stinto conduce al disastro e che se non si fa altro che
ammalato di polmonite dopo aver lavorato per un mese seguire i propri istinti non si ha alcun controllo sul proprio
senza adeguati strumenti di protezione. Quando penso destino» (La vita mistero prezioso).
che tante persone sono a casa abbandonate a se stesse, Sono queste letture, insieme al Daimoku e all’incoraggia-
viste le carenze della medicina territoriale. mento reciproco dei compagni di fede, che mi hanno fat-
Gli unici momenti in cui ho ritrovato e ritrovo il coraggio to riscoprire un nuovo senso di missione come discepola
e la determinazione sono quelli davanti al Gohonzon. Lo di Ikeda e di Nichiren Daishonin.
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

| |
LORENZO
21 MARZO 2020 DI NARDI
redattore

Sto facendo un’esperienza con i miei genitori.


Anche se voglio loro bene mi viene difficile prenderli in con-
siderazione per qualunque tipo di dialogo o consiglio per-
ché hanno un modo di essere molto distante dal mio, appar-
tenente a un'altra epoca. Invece in questo periodo, vivendo
a stretto contatto, si aprono spiragli di scambio reciproco,
principalmente grazie alla cucina, anche se c'è ancora tanta
strada da percorrere.
Quando ero adolescente ho visto un documentario che par-
lava del Marocco e mostrava una piazza enorme che alle 5
del pomeriggio si riempiva di persone, tutte in piedi a par-
lare e a bere, che si ritrovavano dopo la giornata di lavoro
solo per il piacere di stare insieme. È un'immagine che per LORENZO
qualche motivo mi è rimasta in testa e infatti nel mio mondo Roma, quartiere Magliana

ideale vorrei che ci fosse questo al primo posto, e non i soldi,


il lavoro a oltranza e la lotta per prevalere con ogni mezzo.

| |
GIOVANNA
22 MARZO 2020 GOBATTONI
redattrice

Siamo nelle nostre case e il tempo si dilata e si restringe prendendo forme inedite,
accendi il notiziario e la serenità conquistata si sbriciola, le conflittualità e gli aggiustamenti della politica. Però è
il mio cuore ora, più che mai, è soggetto a mutare. Allora una bella sensazione che sento anch’io nell’attività bud-
aumento il Daimoku e creiamo con le compagne di fede dista e che riporto nel lavoro. Con le colleghe dobbiamo
una sfida quotidiana di recitazione. Mio figlio, riferendosi escogitare strategie creative perché i nostri alunni sono
all’Italia, mi dice: «Però quando tutto sarà finito non di- molto piccoli e allora inventiamo filastrocche, video… in-
mentichiamoci di quanto siamo stati uniti»; è la sensazio- somma un bel movimento per stare nel cuore di un ciclo-
ne di un ragazzo adolescente, che per fortuna non vede ne ancora purtroppo sconosciuto.

| |
EVA
21 MARZO 2020 TOMEI
fotografa

Prima che arrivasse questo virus


stavo preparando un concorso, qualcosa che potesse fi-
nalmente dare stabilità economica a me e mia figlia: è slit-
tato a data da destinarsi. Non è stato facile accettarlo. E
poi mia figlia a casa, niente attività e il bombardamento
mediatico che mi stava annientando. Ho iniziato con un’ora
e mezza di Daimoku al giorno, le telefonate agli amici, via
dai social. E la mia vita è rinata. Ho svuotato una stanza
chiusa da anni e ora ho un posto in cui studiare e lavora-
re. Oggi la cosa più bella: mi hanno ricordato un concetto
che non usavo da anni, sostituire la saggezza con la fede.
Ecco, questa è la mia preghiera: Daimoku della fede per
tutti coloro che non hanno neppure i soldi per fare la spe- EVA
Roma, quartiere San Lorenzo
sa, perché questa ripartenza abbia basi diverse, perché il
contagio finisca al più presto.
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

COVID19 STORIES RIFLESSIONI


AI TEMPI DELLA QUARANTENA

| |
FRANCESCA
23 MARZO 2020 PROIETTI SORBINI
illustratrice

La prima cosa che ho pensato è che la Terra


si fosse stancata di noi e la domanda è stata:
«Che avranno combinato i dinosauri?!?!?!».
Vedo tutto questo come una grande opportunità per
le nostre piccole vite e per l'umanità intera di dare una
svolta positiva allo stare insieme, di dare importanza al
"bene comune".
Io ho una formazione "distopica" e a volte mi sembra di
vivere una realtà descritta da Huxley e Orwell, di vivere
in un film di fantascienza anni '50.
Però ho la fede e ho veramente deciso di superare i miei
limiti da snobbetta pseudo-intellettuale e anarco-punk.
Per prima cosa voglio vedere e fare. E voglio davvero FRANCESCA
Viterbo
riuscire ad arrivare al cuore di tutti, nessuno escluso. An-
che al mio, che spesso calpesto.

| |
DANIELE
22 MARZO 2020 NOVARINI
grafico

Dopo tutta questa storia le cose non saranno più le stesse.


Per quelli che hanno perso, stanno perdendo o perderanno necessariamente migliorare. Dovremo fare appello a tut-
persone care senza nemmeno la possibilità di dare loro un to il nostro Daimoku e prepararci a essere estremamente
saluto, la vita sarà cambiata per sempre. Per quelli che per- resilienti per reagire a qualsiasi conseguenza ci troveremo
deranno il lavoro, che dovranno reinventarsi un futuro, che ad affrontare d’ora in avanti. E rimanere uniti tra compagni
vedranno svaniti i propri sogni e vanificati gli sforzi di anni, di fede, perché in un momento come questo, e in quelli
la vita sarà cambiata per sempre. Ma spero anche che per che ci troveremo a vivere, la nostra fede (e il nostro stato
molti le cose non saranno più le stesse perché dovranno vitale) sarà d’importanza assoluta, direi addirittura vitale.

| |
DONATO
23 MARZO 2020 FERDORI
redattore

Eppure quella sorta di entusiasmo che in questi giorni a tratti filtra


attraverso la paura è dovuta anche e soprattutto al sen- difficile perché allora la maggior parte di noi vorrà solo
tire, più o meno consciamente, che si sta collaborando rilassarsi, credo, e tornare alle vecchie abitudini. È un
tutti insieme (con pensieri, parole, opere e soprattut- sogno, lo so, ma bisognerebbe stringersi in tantissime/i
to omissioni) a una battaglia volta a prendersi cura di nelle piazze, magari anche sulla spinta di tutti i contat-
ognuno e ognuna, e in primo luogo dei più fragili. L’entu- ti fisici ai quali avremo dovuto rinunciare nel frattempo,
siasmo di cui parlo non può mai derivare dal mero utile per rendere evidente che anche in “tempo di pace” non
privato, tantomeno dalla paura. E la novità in quanto tale si può lasciare indietro nessuno e bisogna ascoltare la
genera un’euforia, alla quale non è interamente riducibi- scienza e le sue matematiche profezie. Bisognerebbe
le quel che accade sui balconi e talvolta sui social. C’è rendere le piazze future minacciose quanto lo è oggi il
dell’altro. L’entusiasmo è comunitario. virus. Creare attivamente uno stato d’eccezione, invece
Allora credo che dovremmo cercare di registrare, in di subirlo passivamente…
profondità, questa emozione così speciale per poterla Intanto dobbiamo resistere all’oggi. Ma coltivare questo
ritrovare anche “in tempo di pace”. Sarà terribilmente sogno, che l’incubo contiene, può essere importante.
g
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

speciale
un Le ame
al di là dello spazio
e del tempo
A SESSANT'ANNI DALLA NOMINA DI DAISAKU IKEDA A TERZO PRESIDENTE
DELLA SOKA GAKKAI, UNO SPECIALE DEDICATO ALLA CENTRALITÀ DELLA
RELAZIONE MAESTRO-DISCEPOLO NELLO SVILUPPO DEL MOVIMENTO DI
KOSEN-RUFU DAGLI ALBORI AI NOSTRI GIORNI.
NELLE PAGINE CHE SEGUONO:

un gruppo di giovani responsabili giapponesi intervista


il presidente della Soka Gakkai Minoru Harada

una lezione tenuta a gennaio 2020


durante il Corso di studio europeo di Francoforte

un'ntervista al giornalista giapponese Soichiro Tahara,


in occasione del 18 novembre 2019

17
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

1 I N T E RV I STA A
Seikyo Shimbun, 23 e 26 marzo 2020
MINORU HARADA

QUEST’ANNO SI CELEBRA IL SESSANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NOMINA DI DAISAKU IKEDA A TERZO


PRESIDENTE DELLA SOKA GAKKAI, AVVENUTA IL 3 MAGGIO 1960. GRAZIE AL SUO VOTO DI RENDERE REALTÀ
LA VISIONE DEI SUOI MAESTRI, L'ORGANIZZAZIONE È DIVENTATA UN MOVIMENTO RELIGIOSO MONDIALE.
IN OCCASIONE DI TALE RICORRENZA UN GRUPPO DI GIOVANI RESPONSABILI NAZIONALI GIAPPONESI (MITUSO
NISHIKATA DEL GRUPPO GIOVANI UOMINI, HIROKO OGUSHI DEL GRUPPO GIOVANI DONNE, KOICHI KABASAWA
DEL GRUPPO STUDENTI E REIKO HAYASHI DEL GRUPPO STUDENTESSE) HA INTERVISTATO L'ATTUALE
PRESIDENTE DELLA SOKA GAKKAI MINORU HARADA SUI TANTI RICORDI DEGLI ANNI IN CUI HA SEGUITO IL
PRESIDENTE IKEDA NEI SUOI VIAGGI PER LA PACE

PARTE PRIMA

Tutto ebbe inizio da quella


solenne promessa
Realizzare l’intento e il volere del Daishonin

Nishikata: Nell’estate del 1954, durante una visita ad Atsuta, il suo villaggio natale nell’isola di
Hokkaido, il presidente Toda disse al giovane Ikeda: «Io costruirò una base solida per kosen-
rufu in Giappone, ma sarai tu ad aprire la strada di kosen-rufu in tutto il mondo» (NRU, vol.
21, cap. 1, p. 21). Poco prima di morire, inoltre, gli disse: «Ieri ho sognato di essere in Messico.
Mi stavano aspettando» (NRU, vol. 10, cap. 2, p. 107). Credo che kosen-rufu mondiale abbia
rappresentato per il presidente Ikeda la sfida della sua vita per realizzare concretamente la
visione del suo maestro.
Harada: Kosen-rufu mondiale è l’intento e il volere di Nichiren Daishonin, nonché la missione
della Soka Gakkai, l’organizzazione a lui direttamente collegata. Ora, per la prima volta nella
storia del Buddismo, è una realtà concreta proprio grazie alla strenua lotta dei tre presidenti
fondatori, in particolare del maestro Ikeda.
A gennaio del 1952, l’anno seguente alla sua nomina a secondo presidente, Josei Toda compose
questa poesia waka: «Con cuore intrepido e valoroso, mettiamoci in viaggio/ per diffondere la
Legge mistica/ fino ai confini dell’India» (NR, 669, 10). Il mese successivo, durante un semina-
rio di studio, condivise con i giovani la sua visione lungimirante della “cittadinanza globale”.
Già allora, quando la Soka Gakkai era composta da pochi membri giapponesi, il maestro Toda
rifletteva intensamente sulla realizzazione di kosen-rufu mondiale e della pace nel mondo. La
sua visione traeva ispirazione da quanto gli era stato trasmesso dal suo maestro, Tsunesaburo
Makiguchi, il quale durante l’oppressione del governo militarista giapponese scrisse sulla rivi-
sta Creazione di valore: «La Legge mistica è la legge per vivere nel modo più nobile, ciò a cui

18 || buddismo e società | 201 || speciale | un legame al di là dello spazio e del tempo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

aspira l’intera umanità, è la legge per conseguire Quello fu il primo passo verso lo sviluppo di una
la Buddità. Attraverso le nostre esperienze con- religione universale, in cui si prese lo slancio per
crete siamo in grado di dimostrare il suo grande la realizzazione di kosen-rufu mondiale. Come è
potere e far sì che gli altri possano comprenderlo scritto anche ne La nuova rivoluzione umana, in
più facilmente. Continuiamo ad avanzare fino a ogni paese che visitò, a cominciare dalle Hawaii,
quando saremo avvolti dai benefici della Legge il maestro Ikeda pregò come se dovesse impre-
e avremo aiutato tutte le persone a realizzare la gnare di Daimoku quella terra.
massima felicità». In occasione della sua visita in Italia del 1961

ROMA
Il 18 novembre del 1953, in occasione del deci- compose una poesia ammirando i resti dell’anti-
mo anniversario della scomparsa di Makiguchi, ca Roma: «In piedi/ tra le rovine di Roma,/ sento
fu ristampata la sua opera La teoria del valore la certezza che/ la Terra della mistica Legge/ non
(giapp. Kachiron). Toda disse di voler inviare il perirà mai» (NRU, vol. 5, cap. 3, p. 108). Queste
libro – che riportava la nota tipografica "autore: parole esprimevano la sua determinazione, che
Tsunesaburo Makiguchi; revisione a cura del suo stava diventando sempre più profonda, con cui
discepolo Josei Toda" – alle università e agli isti- portava avanti la sua lotta: «La Roma imperia-
tuti di ricerca di tutto il mondo. I preparativi del- le, che tutti avevano pensato immortale, finì per
la spedizione furono portati avanti da Daisaku decadere; noi, invece, costruiremo la terra della
Ikeda; alla fine il testo fu inviato a 422 università Legge mistica che non perirà mai».
e istituti di ricerca in circa 50 paesi del mondo. Kabasawa: Può raccontarci di quando ha ac-
Il maestro Ikeda, più di chiunque altro, fece pro- compagnato per la prima volta il presidente
pria la visione di kosen-rufu mondiale del suo Ikeda all’estero? Quali guide ha ricevuto da lui
maestro e promise fermamente di realizzarla. in quell’occasione?
Proprio per questo, sul palco allestito in occa- Harada: Fu nell’aprile del 1972, non dimentiche-
sione della cerimonia per la sua nomina a terzo rò mai quel momento. Sensei mi disse: «Ti affido
presidente della Soka Gakkai, fu esposto uno interamente il progetto del viaggio»; ero molto
striscione su cui era scritta la poesia waka di teso, ma mi impegnai con tutte le forze nel pia-
Toda: «Con cuore intrepido e valoroso, mettia- nificare il percorso e occuparmi dei preparativi.
moci in viaggio...». Per cinque anni, a partire dalla metà del 1967,
I sessant’anni di presidenza di Daisaku Ikeda Sensei aveva viaggiato in tutto il Giappone per
sono iniziati dalla promessa solenne di rendere completare le fondamenta di kosen-rufu nel
kosen-rufu mondiale – l’intento del Daishonin e paese in vista del 1972, anno in cui si sarebbe
l’ardente desiderio dei due presidenti fondatori concluso il sesto dei sette periodi di sviluppo
– la sua personale missione. – le cosiddette “sette campane” – dalla fonda-
Kabasawa: Ne La nuova rivoluzione umana si zione della Soka Gakkai. Proprio in quell'anno
legge: «Dal giorno in cui Toda gli aveva affidato visitò l’Inghilterra, dove dialogò con il famoso
la missione di realizzare kosen-rufu nel mondo, storico Arnold J. Toynbee, per poi recarsi in
Shin’ichi aveva vagliato i diversi problemi con cui Francia e successivamente in America.
si sarebbe dovuto confrontare al di fuori del Giap- Ricordo che eravamo sull’aereo che dall’aeropor-
pone, soppesandoli attentamente uno per uno. to di Haneda di Tokyo era diretto a Mosca, dove
Nel suo cuore aveva già dipinta a colori sgargianti avremmo fatto scalo. Il maestro Ikeda mi disse:
una visione vasta ed elaborata di kosen-rufu nel «La prima volta che sono partito per un viaggio
mondo di là da venire» (NRU, vol. 1, cap. 1, p. 30). di pace all’estero ho portato con me una fotogra-
Harada: A partire dall’ottobre del 1960 Sensei fia di Toda, che custodivo nella tasca interna del
si recò all’estero per tredici volte in sette anni. soprabito». Compresi profondamente che in ogni
Visitò per prime l’America settentrionale e meri- momento, ovunque andasse, era sempre con il
dionale per poi recarsi in Asia, Europa e Oceania. suo maestro. È un ricordo per me indelebile.

19
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Il valore della diplomazia umana Harada: A gennaio del 1975 il maestro Ikeda in-
contrò l’allora consigliere per la sicurezza nazio-
Hayashi: Da quell’aprile del 1972 fino al luglio del nale degli Stati Uniti Henry Kissinger. Sempre a
1975 Sensei si recò all’estero dodici volte. Duran- gennaio, inoltre, fu fondata la Soka Gakkai Inter-
te uno di questi viaggi fu fondata la Soka Gakkai nazionale. Ad aprile dello stesso anno visitò la
Internazionale (26 gennaio 1975, n.d.t.), che con- Cina per la terza volta, mentre a maggio si recò
tinua ancora oggi a espandersi in tutto il mondo in Francia dove incontrò il fondatore del Club di
per realizzare la pace mondiale. Può condividere Roma Aurelio Peccei e lo storico dell’arte René
con noi un episodio di quel periodo? Huyghe. In questi 3 anni [dal '72 al '75] si può
Harada: Nel 1970, in seguito a un problema di dire che, a tutti gli effetti, si sia alzato il sipario
presunte violazioni della libertà di parola e di su kosen-rufu mondiale, segnando un periodo
stampa da parte della Soka Gakkai (cfr. NRU, in cui la diplomazia umana di Daisaku Ikeda si è
INGHILTERRA

vol. 13 cap. 3, p. 210), la nostra organizzazione sviluppata al massimo e in modo dinamico.


subì aspre critiche e accuse. In tali circostanze, Nel 1968, quando i rapporti tra Cina e Giappone
Sensei determinò fermamente di compiere il erano estremamente tesi e difficili, Sensei annun-
primo passo verso una nuova fase di kosen-rufu ciò la sua proposta per la normalizzazione delle
e far sì che i membri giapponesi potessero ac- relazioni diplomatiche tra i due paesi (che fu por-
quisire coraggio e speranza dall’estero. tata a termine quattro anni dopo). Questa pro-
A maggio del 1972 incontrò per la prima volta Ar- posta fu particolarmente apprezzata dall’allora
nold J. Toynbee, con cui intrattenne una serie di primo ministro cinese Zhou Enlai, che mostrò
dialoghi. Questo evento fu il risultato di una co- grande considerazione nei confronti del movi-
stante corrispondenza tra i due, in cui Sensei ave- mento per le persone comuni portato avanti dal-
va espresso più volte il desiderio di conoscerlo la Soka Gakkai. Credo sia proprio per questo che,
personalmente. Iniziò a prepararsi al dialogo con nonostante le sue precarie condizioni fisiche,
lo storico inglese un anno prima, leggendo accura- volle incontrare a tutti i costi il maestro Ikeda.
tamente le sue opere e riflettendo sugli argomen- In quel periodo anche le tensioni tra Cina e
ti che avrebbero discusso e sulle domande che Unione sovietica erano all’apice, e vi era la pre-
avrebbe voluto sottoporgli. Quando lo accompa- occupazione di un imminente conflitto tra i due
gnavo durante i suoi spostamenti in auto, spesso paesi. Nel 1974, quando accompagnai il presi-
mi chiedeva cosa pensassi di alcune domande che dente Ikeda nel suo primo viaggio di pace in
avrebbe voluto porre allo storico. Si dedicò anima Cina, vedemmo alcuni insegnanti di una scuola
e corpo alla preparazione dell’incontro, e questo media che insieme agli alunni stavano scavan-
impegno instancabile diede i suoi frutti: i dialoghi do un rifugio antiaereo sotterraneo. Dissero:
con Toynbee sono stati raccolti in un libro tradot- «Ci stiamo preparando a un possibile attacco
to in ventinove lingue e apprezzato da molti intel- della superpotenza che confina con il nostro
lettuali e persone di cultura, che lo hanno definito paese». Credo che Sensei, dopo aver visto con
“un’opera da custodire nella propria collezione” e i propri occhi questa situazione, abbia deter-
un “manuale del genere umano”. minato con ancora più forza di fare assoluta-
Hayashi: Nell’autunno del 1972 il presidente Ike- mente in modo che non scoppiasse una guerra.
da annunciò l’inizio della seconda fase del movi- Quando circa tre mesi dopo incontrò il premier
mento di kosen-rufu. Dopo il secondo incontro sovietico Aleksej Kosygin, gli chiese esplicita-
con Toynbee (maggio 1973) si recò per la pri- mente: «L’Unione Sovietica ha intenzione di
ma volta in Cina e poi in Unione sovietica, ri- attaccare la Cina?». Il premier rispose che l’U-
spettivamente ad aprile e a settembre del 1974, nione Sovietica non aveva alcuna intenzione di
mentre a dicembre dello stesso anno incontrò il attaccare la Cina. Il presidente Ikeda quindi do-
primo ministro cinese Zhou Enlai. mandò: «Posso riferirlo al governo cinese?», e

|| speciale | un legame al di là dello spazio e del tempo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Kosygin rispose: «La prego di farlo» (cfr. NRU, Come si evince dall’analisi di Kong Fanfeng, il
vol. 16, cap. 2, p. 162). contributo del presidente Ikeda fu estremamen-
Quando tre mesi dopo Sensei visitò la Cina per te importante. Osservando il corso della storia
la seconda volta, riferì le parole di Kosygin al cinese, dalle “quattro modernizzazioni” ai per-
premier cinese. Alla fine della sua visita, inoltre, corsi di apertura e riforma, fino ad arrivare al
incontrò anche Zhou Enlai, che era gravemen- l'attuale grande sviluppo del paese, credo non
te malato. Nonostante la forte opposizione dei sia esagerato affermare che il “ponte” tra Cina
medici, Zhou Enlai desiderava ardentemente e Unione Sovietica creato da Sensei rappresenti
incontrare il maestro Ikeda, che gli fece visita un grande esempio del valore della diplomazia
insieme a sua moglie nell’ospedale dove era ri- umana, in grado di far muovere gli ingranaggi
coverato. Il loro dialogo suggellò la promessa di della storia.
un’eterna amicizia tra Giappone e Cina.
Nishikata: Kong Fanfeng, direttore del Centro «Sono io quel discepolo!»
di ricerca Zhou Enlai dell’Università Nankai, ha
affermato: «Il primo ministro Zhou Enlai era a Ogushi: A settembre dello scorso anno ho avuto
conoscenza dell’operato di Ikeda, e lo apprezza- l’onore di far parte della delegazione che ha vi-
va molto. In quel periodo di turbolenza politica, sitato l’India insieme al presidente Harada. Sono
Zhou Enlai stava concentrando le sue energie stata profondamente colpita e commossa dallo

INDIA
sulle “quattro modernizzazioni”, un piano di rifor- slancio con cui la Soka Gakkai indiana ha realizza-
me mirato alla modernizzazione dell’agricoltura, to la sua grande espansione, guidata dai giovani.
dell’industria, della difesa nazionale, della scienza Inoltre sono rimasta sbalordita dall’imponenza del
e tecnologia. Per poter realizzare questo progetto Soka Bodhi Tree Garden e della nuova sede cen-
era indispensabile conoscere la situazione inter- trale della Soka Gakkai indiana a Nuova Delhi, di
nazionale correttamente e dettagliatamente. Gra- dimensioni inimmaginabili per noi giapponesi.
zie alla comprensione della posizione sovietica at- Harada: Lo sviluppo della Soka Gakkai indiana è
traverso le parole del presidente Ikeda, il premier davvero stupefacente. Attualmente i membri sono
Zhou si convinse ulteriormente del fatto che non più di duecentotrentamila, ma quando il maestro
sarebbe scoppiata una guerra tra la Cina e l’Unio- Ikeda visitò il paese per la prima volta, a gennaio
ne Sovietica e fu pertanto in grado di promuovere del 1961, non vi era nemmeno un praticante. No-
i piani di modernizzazione della Cina» (cfr. NRU, nostante ciò Sensei si recò in India profondamen-
vol. 20, cap. 3, p. 266). te determinato a concretizzare la profezia del
Harada: In effetti, dai resoconti annuali dell’al- Daishonin secondo cui il Buddismo avrebbe fatto
lora vice premier Deng Xiaoping sappiamo che ritorno a occidente, e a mantenere la promessa
a metà dicembre del 1974, poco dopo aver in- fatta a Toda di realizzare kosen-rufu in Asia, cosa
contrato Ikeda (il 5 dicembre, n.d.t.), Deng fece che il suo maestro aveva desiderato ardentemen-
visita a Zhou Enlai in ospedale e intrattenne con te. Auspicando che apparissero discepoli pronti a
lui un dialogo informale. vivere con la sua stessa determinazione, esclamò
A gennaio dell’anno successivo fu convocata in nel suo cuore: «Emergete!».
Cina la quarta Assemblea nazionale a cui parte- Accompagnai il presidente Ikeda nella sua terza
cipò anche Zhou Enlai, nonostante le precarie visita in India, a febbraio del 1979. Fummo ac-
condizioni di salute. Durante l’assemblea Zhou colti da una quarantina di membri provenienti
propose le “quattro modernizzazioni”, che co- da tutto il paese. Sensei li incoraggiò calorosa-
stituirono la fase preliminare di quelli che sa- mente: «Anche l’eterna corrente del maestoso
rebbero stati i successivi percorsi di apertura e fiume Gange ha origine da una singola goccia.
riforma della Repubblica popolare cinese realiz- Allo stesso modo ciascuno di voi rappresenta
zati nel 1978 da Deng Xiaoping. una goccia di quel flusso originario che diverrà il

21
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

possente fiume di kosen-rufu in India. Avanzate presidente Ikeda a essere come la singola goccia
dunque credendo in questo avvenire luminoso» da cui ha origine il fiume Gange; oggi, allo stesso
(NRU, vol. 29, cap. 4, puntata 29). modo, ogni appartenente al Gruppo giovani sta
Ciascuno di loro ha fatto proprie le guide del avanzando al ritmo degli slogan “Io sono Shin’ichi
maestro e, risvegliandosi alla propria missione, Yamamoto” e “Sono io quel discepolo”.
si è impegnato per contribuire al flusso di que- Il punto essenziale è sempre l’unità di maestro
sto fiume possente. Questo spirito è stato eredi- e discepolo, senza la quale non esistono né la
tato dai giovani successori. fede né kosen-rufu. Questo è ciò che ha dimo-
La chiave essenziale del grande sviluppo della strato il grande sviluppo dei compagni e delle
Soka Gakkai indiana è la determinazione formu- compagne di fede dell’India. Anche noi, come
lata da ogni suo membro: «Sarò io, in quanto di- loro, percorriamo fino in fondo, per tutta la vita,
scepolo di Sensei, a realizzare kosen-rufu!». Qua- la via di maestro e discepolo determinando:
rantuno anni fa i pionieri furono incoraggiati dal “Sono io quel discepolo!”.

PARTE SECONDA

Potrei non incontrare


mai più questa persona
Comportarsi lealmente è la chiave
CINA

persona che incontrava, non solo le figure di


per un’amicizia indistruttibile spicco, ma anche i ragazzi e i lavoratori che av-
vicinava per strada, stringendo saldi legami di
Ogushi: Il maestro Ikeda ha visitato la Cina dieci amicizia con ciascuno di loro.
volte, costruendo un “ponte dorato” di amicizia Un giorno non potei fare a meno di chiedergli,
tra Giappone e Cina. Durante il primo viaggio, in modo quasi istintivo: «Sensei, qual è il suo se-
a cui ha preso parte anche lei, presidente Ha- greto per arrivare al cuore delle persone e offri-
rada, vi siete recati nelle città di Pechino, Xi’an, re le giuste parole di incoraggiamento ovunque
Zhengzhou, Shanghai, Hangzhou, Guangzhou, si trovi?» (Ibidem, p. 103).
un programma molto impegnativo. Rispose: «Non c’è alcun segreto. Semplicemen-
Sono rimasta profondamente colpita dall’epi- te, do tutto me stesso in ogni incontro. Sapendo
sodio in cui, a Pechino, una bambina chiese a che probabilmente non rivedrò mai più quella
Sensei: «Da dove viene signore?», e lui rispose: persona, penso a come creare un legame pro-
«Dal Giappone. Ho fatto tutta questa strada per fondo con lei. Si tratta di un impegno sincero che
conoscerti» (cfr. NRU, vol. 20, cap. 1, p. 35). si traduce in forza e saggezza» (Ibidem). Simili
Harada: Durante la sua prima visita in Cina il lezioni apprese sul campo sono per me un tesoro
maestro Ikeda incoraggiò sinceramente ogni prezioso.

22 || buddismo e società | 201 || speciale | un legame al di là dello spazio e del tempo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Nishikata: Il maestro Ikeda, inoltre, intrattenne Durante la sua prima visita in Cina Sensei aveva
profondi e proficui scambi con quattro genera- detto a Liao Chengzhi, il presidente dell’Associa-
zioni di leader cinesi: il primo ministro Zhou En- zione per l’amicizia tra Cina e Giappone: «Se il
lai, il vice primo ministro Deng Xiaoping, il pre- suo paese dovesse trovarsi in difficoltà, la prego
sidente Jiang Zemin e il presidente Hu Jintao. di chiedere aiuto alla Soka Gakkai, senza alcuna
C’è un episodio che le è rimasto particolarmen- esitazione. Accorreremo sempre in vostro so-
te impresso? stegno, fosse anche tra mille o diecimila anni».
Harada: Sì, la prima visita in Giappone del futu- E ha mantenuto la sua promessa. In occasione
ro presidente Hu Jintao con una delegazione di di quella visita del 1990 la moglie di Zhou En-
giovani cinesi, nel marzo 1985. Hu Jintao era il lai, Deng Yingchao, regalò al presidente Ikeda un
capo delegazione, mentre Li Keqiang, l’attuale tagliacarte d’avorio appartenuto all’ex premier e
primo ministro, era il suo vice. Dalla fine di febbra- un portapenne di giada, oggetti a lei particolar-
io il presidente Ikeda si trovava nella regione del mente cari, pregandolo di accettarli. Senza dub-
Kyushu per incoraggiare i membri; tuttavia non bio Deng Yingchao riponeva in lui una profonda
appena venne a sapere della visita in Giappone di fiducia.
leader così importanti per il futuro, modificò i suoi Sensei ha sempre agito in modo sincero nei con-
programmi e tornò a Tokyo per incontrarli. fronti delle persone e si è comportato in modo
Quando Hu Jintao e gli altri membri della dele- leale in ogni circostanza. Inoltre, per il bene del
futuro, ha sempre avuto a cuore lo scambio con

CUBA
gazione vennero a conoscenza di ciò, ne rima-
sero profondamente colpiti. Parlarono di questo i giovani. Proprio per questo è stato in grado
episodio anche in occasione dei loro successivi di creare legami di amicizia indistruttibili. Sento
incontri del 1998, quando Hu Jintao era appe- fortemente che la fiducia che nutre la Cina nei
na stato nominato vice presidente, e del 2008, confronti della Soka Gakkai è la fiducia che ripo-
quando venne in Giappone in veste di presi- ne nel maestro Ikeda stesso.
dente. Nel 2018, quando ho incontrato il primo Hayashi: Sono rimasta profondamente colpita
ministro Li Keqiang, in visita in Giappone, gli ho anche dall’incontro di Sensei con il leader cuba-
consegnato una poesia in stile cinese classico no Fidel Castro.
composta dal maestro Ikeda. Il primo ministro è Harada: In quell’occasione (giugno 1996) il pre-
stato molto contento di ricevere questo dono e sidente Castro, che solitamente indossava l’uni-
ha inviato a sua volta una poesia (nella cultura ci- forme militare, accolse il maestro Ikeda in giac-
nese è usanza rispondere a una poesia con un’al- ca e cravatta.
tra poesia, n.d.t.) in cui affermava che il ponte Fu un evento eccezionale che meravigliò tutti: i
dorato dell’amicizia tra Cina e Giappone rimarrà mass media riportarono infatti che quella era «la
per sempre saldo e indistruttibile, e che la perso- prima volta dalla rivoluzione in cui Castro non
nalità del presidente Ikeda risplenderà in eterno. appariva in uniforme militare durante una ceri-
Dopo la normalizzazione dei rapporti diploma- monia ufficiale sul suolo cubano».
tici, l’Università Soka fu la prima in Giappone ad La conversazione tra i due si fece sempre più
accogliere alcuni studenti cinesi che avevano appassionata e l’incontro, che sarebbe dovuto
aderito al primo programma di scambio finan- durare circa mezz’ora, si prolungò per un’ora e
ziato dal governo (1975); in quell’occasione il mezza. Affrontarono gli argomenti più svariati,
presidente Ikeda fece loro da garante. tra cui la crescita dei successori. Sensei affer-
E quando la Cina nel 1990 stava attraversando mò che sono fondamentali la seconda e, ancora
un periodo di forte isolamento internazionale a di più, la terza generazione; se un movimento
seguito degli incidenti di piazza Tienanmen e di si consolida fino alla terza generazione, sarà in
altre vicende, il presidente Ikeda visitò il paese grado di durare in eterno.
con una delegazione di quasi trecento persone. Dopo l’incontro ufficiale ci spostammo in un’altra

23
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

sala dove era stato allestito un rinfresco; Fidel Ca- scherato da organizzazione religiosa, [...] alleato
stro e il presidente Ikeda si sedettero in un angolo dei comunisti e [...] un’organizzazione estrema-
della sala continuando a dialogare in un’atmosfe- mente pericolosa» (NRU, vol. 11, cap. 1, p. 5).
ra di amicizia e cordialità. Nel 1974 la situazione non era cambiata: alla vigi-
In seguito alla visita del maestro Ikeda, a Cuba si lia del viaggio il visto per l’entrata del presidente
tenne la mostra I tesori dell’arte giapponese, in Ikeda in Brasile non era ancora stato rilasciato, pur
cui vennero esposte le opere del Tokyo Fuji Art essendo stato richiesto da parecchio tempo.
Museum. Dopo averla visitata, Castro inviò un Nonostante ciò, Sensei partì per gli Stati Uniti, la
messaggio al presidente Ikeda in cui affermava: prima tappa del suo viaggio di pace, con la forte
«Io sono un rivoluzionario. Fino all’ultimo istan- determinazione di riuscire a ottenere il visto per
te della mia vita continuerò a lottare per la di- il Brasile, che però alla fine non venne rilasciato;
gnità del popolo cubano e per la sovranità della con enorme dispiacere, quindi, si trovò costret-
Repubblica di Cuba. [...] Anche lei è un rivolu- to ad annullare la visita.
zionario, che a prescindere da quali avversità Questo episodio è descritto anche ne La nuova ri-
possa incontrare continua a lottare ogni giorno voluzione umana. In realtà il personaggio che nel
per la dignità della gente». romanzo è chiamato Kaoru Tahara sono io: fui io
Sono trascorsi vent’anni da quell’incontro. Oggi a chiamare dagli Stati Uniti, dove mi trovavo in-
i membri di Cuba si stanno impegnando attiva- sieme al presidente Ikeda, l’allora direttore gene-
mente, con allegria e vigore, per il progresso del rale della Soka Gakkai brasiliana Saito per infor-
movimento della Soka Gakkai per la pace, la cul- marlo che il viaggio era stato annullato. Appena
tura e l’educazione. terminai di spiegargli la situazione, Sensei prese
la cornetta e disse: «Posso immaginare quanto
Non vi è giorno in cui non parli debba sentirsi deluso e frustrato, ma quello che
del maestro Toda
BRASILE

è successo fa parte del funzionamento della sag-


gezza del Budda. Senza dubbio ha un profon-
Nishikata: Il presidente Ikeda incontrò varie dif- do significato. Ci sono volte in cui una sconfitta
ficoltà per visitare il Brasile; a marzo del 1974, ad momentanea crea le cause per una vittoria du-
esempio, fu costretto ad annullare il suo viaggio ratura nel futuro. Ora per i membri brasiliani è il
poco prima della partenza. Riuscì poi a concre- momento di affrontare questa sfida utilizzandola
tizzare la sua visita nel 1984, e da quel momen- come punto di partenza di un grande progresso
to i compagni di fede brasiliani realizzarono un che condurrà a un nuovo sviluppo e produrrà una
grande sviluppo. crescita fenomenale. Ma solo la vostra ferma de-
Harada: Già la seconda visita di Sensei in Brasile, cisione basata sulla fede permetterà di arrivare a
avvenuta nel marzo 1966 sei anni dopo la prima quella meta. Alla lunga, coloro che hanno sofferto
(ottobre 1960), si svolse sotto la stretta sorveglian- e hanno sopportato le difficoltà più dure diventa-
za delle autorità locali, che nutrivano dubbi sulla no forti. Questo è un principio fondamentale del
natura e sulle intenzioni della Soka Gakkai. All’e- Buddismo. Benché ora io non possa venire in Bra-
poca i membri brasiliani erano aumentati conside- sile, sicuramente prima o poi potrò farlo e verrò a
revolmente, fino a raggiungere il numero di circa incoraggiare tutti voi» (NRU, vol. 11, cap. 1, p. 62)
ottomila famiglie; tuttavia erano severamente con- Da quel momento i membri brasiliani si impegna-
trollati dalla polizia segreta in seguito all’ascesa rono al massimo per far sì che il maestro Ikeda
al potere del governo militarista nel 1964. Questa potesse visitare il Brasile, e seguendo le sue guide
sorveglianza era dovuta al fatto che sia i mass me- contribuirono alle rispettive comunità locali come
dia sia alcuni personaggi influenti di altre scuole buoni cittadini; così, a febbraio del 1984, Sensei vi-
religiose di origine giapponese sostenevano che sitò la loro terra dopo ben diciotto anni, e questa
la Soka Gakkai fosse «un movimento politico ma- volta su invito dell’allora presidente Figueiredo.

24 || buddismo e società | 201 || speciale | un legame al di là dello spazio e del tempo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

A febbraio di quest’anno cinque organizzazio- quattro anni. L’ho aspettato per tutto questo
ni giapponesi in Brasile hanno organizzato ce- tempo. Rimanere qui per un’altra ora o due è
lebrazioni per il compleanno dell’imperatore cosa da nulla» (NRU, vol. 30, cap. 6, puntata 91).
del Giappone, per le quali hanno chiesto all’or- Essendo arrivato in anticipo per occuparmi della
chestra sinfonica “Ikeda Humanism” della Soka parte organizzativa del viaggio, anch’io mi tro-
Gakkai brasiliana di esibirsi in un concerto. Ho vavo in aeroporto ad aspettare l’arrivo di Sensei
potuto ammirare la loro esibizione in un com- e sentii quelle parole con le mie stesse orecchie.
movente video realizzato dal Seikyo Shimbun. All’epoca il dottor de Athayde teneva una rubri-
Il luogo in cui si è tenuto questo concerto (il Teatro ca su un famoso quotidiano brasiliano, che fu
municipale di San Paolo, n.d.t.), è lo stesso in cui pubblicata ogni giorno anche durante il nostro
nel 1966 fu organizzato il festival culturale del Sud soggiorno a Rio. Scrisse: «Ho avuto il piacere di
America sotto la sorveglianza del governo milita- accogliere Daisaku Ikeda, una delle persone da
rista, durante il quale il presidente Ikeda incorag- cui dipenderà il destino dell’umanità». E ancora:
giò calorosamente i compagni di fede del Brasile. «Ikeda è stato in grado di trasformare il potere
Sono trascorsi più di cinquant’anni. Attualmente militare in dialogo, insegnandoci che la com-
la Soka Gakkai brasiliana ha conquistato un'im- prensione reciproca e il potere della solidarietà
mensa fiducia in ogni ambito, divenendo una pre- trionfano su qualsiasi minaccia del male». Si im-
senza indispensabile per la società. pegnò poi a fondo nel pubblicare la raccolta dei
Kabasawa: In occasione della sua quarta visita suoi dialoghi con il presidente Ikeda, dal titolo
in Brasile, a febbraio del 1973, il presidente Ikeda Dialoghi sui diritti umani nel XXI secolo.
incontrò Austregésilo de Athayde, presidente Durante i due giorni di permanenza a Rio, Sensei
dell’Accademia brasiliana delle lettere, che ave- affermò: «Nella mia mente è come se fossi venuto
va svolto un ruolo fondamentale nella stesura qui insieme al mio maestro». L’11 febbraio, anniver-
della Dichiarazione universale dei diritti umani; sario della nascita di Toda, il presidente Ikeda par-
fu un incontro storico. tecipò alla cerimonia per la laurea honoris causa
Harada: Ho imparato l’autentica non dualità di conferitagli dall’Università Federale di Rio de Ja-
maestro e discepolo dal legame di Sensei con neiro. Nel suo discorso di ringraziamento affermò:
Toda. Anche durante quella visita in Brasile affer- «È per me un onore ricevere questo prestigioso
mò: «La mia mente e il mio corpo sono comple- titolo, che vorrei dedicare al mio maestro».
tamente intrisi delle guide del mio maestro Toda. Quello stesso giorno venne completata sul
Non vi è giorno dell’anno in cui non parli di lui con Seikyo Shimbun la pubblicazione a puntate de
mia moglie. Nella mia mente, i ricordi di quando La rivoluzione umana, il romanzo in dodici volu-
era in vita appaiono nitidi come le immagini ripro- mi in cui è descritta la vita di Toda a partire dalla
dotte da un proiettore». E subito dopo aver in- sua scarcerazione. Per l’occasione Sensei scris-
contrato il dottor de Athayde, che era venuto fino se l’epilogo, in cui si legge: «La mia missione di
all’aeroporto di Rio de Janeiro per accoglierci, mi discepolo era far conoscere al mondo le grandi
disse: «Sono rimasto profondamente colpito da imprese compiute dal mio mentore» (RU, vol.
lui; mi sembra di essere stato accolto dal maestro 12, p. 373), e: «Mentre avanzo sul nobile sentiero
Toda in persona». In effetti erano quasi coetanei: Soka, il presidente Toda continua a vivere nel
avevano solo un anno di differenza. mio cuore» (Ibidem, p. 378).
Nonostante fosse molto anziano, Austregésilo In qualsiasi circostanza il presidente Ikeda ha
de Athayde attese il nostro arrivo all’aeropor- sempre pensato al maestro Toda. Con il mede-
to per due ore. E quando i membri dello staff simo spirito viviamo insieme al nostro maestro,
dell’accoglienza, preoccupati per la sua salute, con il pensiero continuamente rivolto a lui.
gli suggerirono di riposarsi un po' rispose: «Ho
atteso il presidente Yamamoto per novanta- (Traduzione dal giapponese di Chiara Pantaleo)

25
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

2 C O R S O D I S T U D I O

Francoforte, gennaio 2020


E U R O P E O

“RIVOLUZIONE UMANA”, “LOTTA CONDIVISA DI MAESTRO E DISCEPOLO”, “VOTO DEI BODHISATTVA DELLA
TERRA”: ECCO LE PAROLE CHIAVE DI QUESTA LEZIONE, NELLA QUALE QUESTI CONCETTI CARDINE VENGONO
APPROFONDITI METTENDO IN EVIDENZA LE MOLTEPLICI RELAZIONI CHE LI LEGANO

Il Buddismo di Nichiren Daishonin


è la religione della lotta condivisa
di maestro e discepolo
C’è una relazione importante tra il concetto di non dualità di maestro e discepolo e quello di
rivoluzione umana, che occorre approfondire.
Partiamo da tre assunti fondamentali:
1. Il termine “rivoluzione umana” è l’espressione moderna del principio del consegui-
mento della Buddità in questa esistenza.
2. La pratica buddista per compiere la nostra rivoluzione umana è il "comportamento
da essere umano" che si esprime nel rispetto per la propria e l’altrui natura di Budda.
3. Il mondo è sempre più alla ricerca dell’umanesimo buddista, la filosofia basata sul
principio della rivoluzione umana.

Questa lezione fa riferimento alla serie “La religione della rivoluzione umana” che il presidente
Ikeda ha scritto recentemente. «La situazione mondiale è sempre più travagliata – afferma – e nubi
oscure si profilano all’orizzonte. […] I problemi che il mondo ha di fronte non si possono risolvere
unicamente operando cambiamenti esterni a livello politico o economico, attraverso riforme istitu-
zionali o innovazioni organizzative. Qualsiasi tentativo di trasformazione che non tenga conto del
bene della gente, che non rispetti la dignità della vita, creerà solo più problemi e alla fine fallirà.
Dobbiamo ricordare che l’obiettivo fondamentale è la felicità delle persone. Rimaniamo in contatto
AMORE, con la gente! Risvegliamoci alla dignità e alla preziosità della vita! Il cambiamento deve partire dalle
FIDUCIA persone stesse! È tempo che l’umanità ritorni a questi tre assunti fondamentali» (BS, 186, 55).
E RISPETTO Alla base della visione del presidente Ikeda vi sono amore, fiducia e rispetto illimitati nei confronti
ILLIMITATI NEI del genere umano.
CONFRONTI Scrive ancora: «A vent’anni partecipai a una lezione di Toda sul Sutra del Loto e le sue idee mi colpirono
DEL GENERE profondamente, tanto che scrissi questo appunto: “Rivoluzione religiosa equivale a rivoluzione umana,
UMANO la quale a sua volta porta a una rivoluzione educativa ed economica e diventerà anche una vera e pro-
pria rivoluzione politica”. In seguito, come discepolo di Toda che condivideva totalmente il suo intento,
scrissi il romanzo La rivoluzione umana per raccontare la sua nobile vita. Ne riassunsi l’argomento con
queste parole: “Una grande rivoluzione umana nella vita di una singola persona condurrà a un cambia-
mento del destino di una nazione e infine al cambiamento del destino di tutta l’umanità”. Questa è stata
anche la visione che ha sempre guidato i maestri e i discepoli Soka nella realizzazione del grande voto
di kosen-rufu e della pace mondiale» (BS, 186, 56).
La filosofia della rivoluzione umana di Daisaku Ikeda è la cristallizzazione dello spirito di non dualità
di maestro e discepolo che egli ha appreso direttamente dal maestro Toda.

26 || buddismo e società | 201 || speciale | un legame al di là dello spazio e del tempo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

LA FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE UMANA


È LA CRISTALLIZZAZIONE DELLO SPIRITO
DI NON DUALITÀ DI MAESTRO E DISCEPOLO

La religione della rivoluzione umana umana vissuta dai membri della Soka Gakkai è
Possiamo affermare che il concetto di rivoluzio- commovente ed emozionante. In ogni caso, lo
ne umana è un’espressione moderna del princi- splendore della rivoluzione umana è racchiuso
pio buddista di trasformazione definito ichinen in un modo di vivere onesto e sincero.
sanzen (“tremila regni in un singolo istante di L’insegnamento originale del Sutra del Loto, la
vita”). Trasformare il nostro ichinen, ovvero la no- cui diffusione è affidata ai Bodhisattva della Ter-
stra determinazione più profonda, ci permette di ra, espone il conseguimento della Buddità per
trasformare la nostra vita; il nostro cambiamento tutti gli esseri, e per questo motivo è lo strumen-
fa sì che altri intorno a noi cambino, fino ad arri- to che permette a ogni persona di trasformare la
vare a trasformare la società intera e a creare un propria vita. Alla radice della rivoluzione umana
mondo di pace e felicità. compiuta dai membri della Gakkai non vi è al-
Molte religioni mirano a un mondo ideale rag- tro che la consapevolezza di avere la missione di
giungibile solo dopo la morte, e insegnano che Bodhisattva della Terra.
quello in cui viviamo è un mondo di incessante Grazie alla recitazione del Daimoku riusciamo a
sofferenza. Ma sottolineare costantemente la manifestare il mondo di Buddità e a dedicare la
ricerca di un altrove meraviglioso e aborrire la nostra vita a kosen-rufu con gioia e coraggio.
realtà in cui si vive ha come conseguenze la ras- Approfondendo questa “pratica per sé e per gli
segnazione, l’allontanamento dal mondo, il non altri” possiamo quindi divenire persone che agi-
voler più rinascere. I membri della Soka Gakkai, scono come bodhisattva e che possiedono inte-
invece, non odiano né negano il mondo reale, riormente la condizione vitale del Budda.
perché sono convinti di poterlo cambiare. Ed è Tramite il processo della rivoluzione umana
molto interessante vedere come, quando arriva emergono nel mondo reale persone comuni che
il momento di lasciare questa esistenza, essi de- manifestano nella loro vita il mondo di Bodhi-
siderino rinascere al più presto per impegnarsi sattva e il mondo di Buddità. Questo processo
di nuovo nella realizzazione di kosen-rufu. trasforma il terreno spirituale su cui si basa la
Il messaggio fondamentale del Sutra del Loto è la società e di conseguenza si eleva la condizione
trasformazione del mondo di saha nella Terra della vitale del genere umano. Siamo entrati in un’e- UN PROCESSO
Luce Eternamente Tranquilla. La Soka Gakkai ha poca in cui la gente desidera fortemente incon- CHE TRASFORMA
stabilito come suo principio di base questa tra- trare e abbracciare la religione della rivoluzione IL TERRENO
sformazione del mondo reale: in ciò consiste il di- umana che noi pratichiamo. SPIRITUALE
namismo della religione della rivoluzione umana. DELLA SOCIETÀ
La religione della rivoluzione umana ha come Trasformare il karma in missione
obiettivo la trasformazione non solo della vita Cosa significa “trasformare il karma in missione”?
presente, ma anche di quella futura, per l’eterni- Questa espressione è un’altra definizione del
tà, e mira a sviluppare una condizione vitale in principio di “assumere volontariamente il karma
cui si prova gioia nella vita e gioia nella morte. appropriato”, il voto che formulano i bodhisattva
Compiere la rivoluzione umana significa tra- mahayana quando rinascono nel mondo malva-
sformare il circolo vizioso basato sulla sofferen- gio dell’Ultimo giorno della Legge per condurre
za nel circolo virtuoso basato sulla felicità. Per le persone alla felicità. Senza la determinazione
esempio una persona malvagia, senza compas- di lottare per adempiere a questo voto non ri-
sione, può diventare una persona nobile come usciamo a comprendere che possiamo trasfor-
un bodhisattva; o una persona dotata di grandi mare, con gioia e coraggio, le durezze del karma
capacità intellettuali ma imprigionata dall’egoi- nella nostra missione.
smo può diventare una persona di azione che Scrive il presidente Ikeda nell’epilogo de La nuova
guida le persone verso la felicità con saggez- rivoluzione umana: «In altre parole, karma e mis-
za compassionevole. Ogni storia di rivoluzione sione sono le due facce di una stessa medaglia

27
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

e il karma di una persona, così com’è, diventa la cui vivono, delle società, degli Stati. Odio e fi-
sua missione, unica e preziosa. Perciò, quando ducia, disprezzo e rispetto, guerra e pace, tut-
ci dedichiamo a kosen-rufu senza risparmiare la to nasce da un singolo istante della loro men-
nostra vita, non ci sarà nel modo più assoluto un te (ichinen). Perciò senza la rivoluzione umana
karma che non si possa trasformare. Siamo tutti non possono esistere né la felicità individuale né
Bodhisattva della Terra e abbiamo tutti il diritto di la prosperità della società, e neppure la pace nel
essere felici. Il Buddismo non insegna una visione mondo» (NR, 644, 33-34).
fissa o statica dei fenomeni, chiarisce piuttosto il Il fatto stesso che numerose persone comuni
dinamismo della vita secondo cui ogni cosa cam- vogliano sperimentare con orgoglio una con-
bia continuamente. Ciò viene espresso da princìpi dizione vitale in grado di affrontare con gioia
quali “le illusioni e i desideri sono Illuminazione”, il proprio karma e trasformarlo in missione è la
“le sofferenze di nascita e morte sono nirvana” e prova di una grande rivoluzione della gente. La
IL BUDDISMO “trasformare il veleno in medicina”. nostra religione della rivoluzione umana è un
CHIARISCE Inoltre il Buddismo riconosce nelle profondi- movimento in grado di sviluppare persone ec-
IL DINAMISMO tà della vita di ogni persona il potenziale del- cellenti, di spiritualità elevata.
DELLA VITA la Buddità e indica la strada per risvegliarlo e
manifestarlo; tale condizione vitale può essere Il ruggito del leone è la lotta contro le funzioni
definita come il potenziale positivo supremo, la demoniache
creatività, l’indipendenza. È esattamente que- Nella Raccolta degli insegnamenti orali viene
sto processo di cambiamento, di trasformazio- spiegato il significato del “ruggito del leone”,
ne interiore della nostra vita, che viene indicato la Legge mistica che il maestro e i discepoli re-
con il termine “rivoluzione umana”. citano all’unisono e diffondono. Scrive Nichiren
Gli esseri umani sono gli artefici del mondo in Daishonin:

«[Riguardo alla frase “emettere il ruggito del leone” (giapp. sa shishi ku)]: il ruggito del leone (shishi ku) è la pre-
dicazione del Budda. La predicazione della Legge significa la predicazione del Sutra del Loto o in particolare la
predicazione di Nam-myoho-renge-kyo. Il primo shi (che significa “maestro”), della parola shishi o leone, è la Legge
meravigliosa che è trasmessa dal maestro. Il secondo shi (che significa “figlio”) è la Legge meravigliosa ricevuta dai
discepoli. Il “ruggito” è il suono del maestro e dei discepoli che recitano all’unisono. Il verbo sa, “emettere” o “rug-
gire”, va interpretato con il significato di dare inizio o presentare. Si riferisce al dare inizio a Nam-myoho-renge-kyo
nell’Ultimo giorno della Legge» (Raccolta degli insegnamenti orali (cfr. BS, 116, 55).

Il ruggito del leone è la lotta contro le funzioni principio del mutuo possesso dei dieci mondi, se-
demoniache. Questo è il primo punto della lotta condo cui ciascun individuo possiede sia la con-
condivisa di maestro e discepolo. dizione vitale di Buddità sia quella del mondo
Non è possibile parlare dell’essenza del Buddi- d’Inferno. Osservando le cose da questo punto
smo del Daishonin senza includere la prospettiva di vista, la nostra sfida costante è mantenere l’o-
della lotta eterna tra la natura di Budda e quella scurità fondamentale inerente alla nostra vita in
demoniaca. Fin dalle origini il Budda era definito uno stato di latenza, facendo emergere la natura
come “colui che continua a lottare contro le fun- fondamentale dell’Illuminazione.
zioni demoniache”. In termini dottrinali si tratta Quando un essere comune si lascia sconfiggere
della lotta tra la natura fondamentale dell’Illumi- dall’ambiente esterno, non riesce a impedire che
nazione e l’oscurità o ignoranza fondamentale, l’oscurità fondamentale prenda il sopravvento.
che non sono distinte e separate ma esistono Per questo motivo, portando avanti fino in fon-
nella vita di ogni essere umano. Ciò fa parte del do la pratica della recitazione di Nam-myoho-

28 || buddismo e società | 201 || speciale | un legame al di là dello spazio e del tempo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

NEL BUDDISMO LA VITTORIA


È DI TUTTE LE PERSONE,
NESSUNA VIENE SCONFITTA
O RIMANE INDIETRO

renge-kyo, dobbiamo riuscire a rafforzare la Cosa significa non dualità


condizione vitale propria della natura fonda- L’espressione “non dualità”, in giapponese funi,
mentale dell’Illuminazione e mantenere l’oscuri- indica due entità all’apparenza molto diverse
tà fondamentale in uno stato di latenza. Solo la ma in realtà essenzialmente inseparabili.
“spada affilata” della fede è in grado di sconfig- Maestro e discepolo sono individui distinti e se-
gere le funzioni dell’oscurità fondamentale. parati, con personalità diverse tra loro. In cosa
Il ruggito del leone, quindi, non è altro che l’opera consiste la loro “non dualità”, cosa li rende una
di distruggere le funzioni dell’oscurità fondamen- cosa sola? Due elementi: il voto, lo stesso voto LO STESSO
tale e manifestare la natura fondamentale dell’Il- di portare avanti il movimento di kosen-rufu per VOTO
luminazione. Il re leone, con il suo ruggito, riesce eliminare la miseria e l’infelicità dal mondo; la LA STESSA
a far indietreggiare tutti gli altri animali: allo pratica, la stessa pratica di prendersi cura di PRATICA
stesso modo, attraverso il potere del Daimoku ogni persona attraverso azioni concrete.
riusciamo a mantenere l’oscurità fondamentale A differire è la situazione in cui ognuno si trova.
in uno stato di latenza. Per non dualità di maestro e discepolo si intende
Di conseguenza il “ruggito del leone” rappresen- quindi formulare lo stesso voto del maestro, agire
ta la spada della fede che distrugge gli eserciti con lo stesso spirito e operare allo stesso modo
demoniaci che attaccano il potere della Legge ma all’interno del proprio campo d’azione.
mistica, lo strumento per contrastare l’oscurità Nel principio di non dualità di maestro e disce-
fondamentale inerente a ogni individuo. Il Daisho- polo non è contemplata l’idea che il maestro sia
nin afferma che il ruggito del leone è il suono del superiore e il discepolo inferiore. Anzi, il mae-
maestro e dei discepoli che recitano all’unisono. stro desidera che il discepolo diventi migliore di
In realtà il maestro potrebbe riuscire a sconfig- lui. Si potrebbe dire che il maestro ha la funzio-
gere da solo qualsiasi tipo di funzione demonia- ne dell’ago e il discepolo quella del filo: quando
ca, proteggendo così il discepolo. Tuttavia, se si si cuce, l’ago apre la strada ma alla fine è il filo
instaura una relazione in cui il maestro è costan- che rimane.
temente la figura che protegge e il discepolo la Attraverso tale relazione il desiderio del maestro
figura che viene protetta, quest’ultimo non sarà – eliminare la miseria e l’infelicità dal mondo – si
mai in grado di sconfiggere le funzioni demonia- diffonde in ogni ambito e viene trasmesso per
che con le proprie forze. l’eternità. In questo senso la “via dei discepoli” è
Nel Sutra del Loto è scritto: «Ho fatto il voto di anche la “via dei successori”.
rendere tutte le persone uguali a me, senza al- Il presidente Ikeda a tale proposito riporta l’o-
cuna distinzione tra noi» (SDLPE, 80); il voto del pinione di Nicholas F. Gier, professore emerito
maestro è far sì che i discepoli raggiungano la di filosofia all’Università dell’Idaho: «Ritengo
sua stessa condizione vitale, che è poi quella del che la pratica di maestro e discepolo sia la fon-
Budda. A loro volta, per riuscire a crescere fino a te della rivoluzione umana. Gli occidentali ten-
raggiungere quella condizione vitale, è indispen- dono a considerare questa relazione in termini
sabile che i discepoli si alzino formulando lo stes- di predominio e subordinazione, ma nella Sgi si
so voto del maestro e agiscano allo stesso modo. basa invece sul rispetto reciproco e sulla fidu-
Questo è il significato di “lotta condivisa”, una cia. Naturalmente i discepoli imparano tantis-
lotta comune contro le funzioni demoniache. Nel simo dall’esempio del maestro tuttavia, ispirati
Buddismo, dunque, la vittoria è di tutte le perso- dalle sue parole, non si limitano a ripeterle ma
ne, nessuna viene sconfitta o rimane indietro. Un le impiegano per sviluppare il proprio poten-
Budda continua incessantemente a lottare con- ziale unico» (BS, 192, 32). E commenta: «Dal
tro le funzioni demoniache per eliminare la causa punto di vista della Legge buddista i maestri
fondamentale dell’infelicità umana, per aiutare le e i discepoli Soka sono uguali, sono compa-
persone a diventare felici e a vincere nella vita. gni di fede nella lotta condivisa per studiare e

29
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

comprendere a fondo la Legge. Nondimeno, se Tutto dipende dal discepolo


impariamo il Buddismo da un maestro che pra- Nel brano seguente, tratto dal Gosho Fiori e Frut-
tica la Legge correttamente e può fungere da ti, Nichiren Daishonin spiega dettagliatamente la
guida e da modello, possiamo superare i nostri “via del discepolo”, ovvero che nella relazione tra
limiti personali ed espandere enormemente la maestro e discepolo tutto dipende da quest’ultimo.
nostra condizione vitale» (Ibidem). Questo è il secondo punto della loro lotta condivisa.

«Si dice che se il maestro ha un buon discepolo, tutti e due otterranno il frutto della Buddità, ma se il maestro
alleva un cattivo discepolo, entrambi cadranno nell’inferno. Se maestro e discepolo non hanno la stessa mente,
non realizzeranno nulla. […] Dovreste sempre conversare insieme per liberarvi dalle sofferenze di nascita e morte
e raggiungere la pura terra del Picco dell’Aquila dove potrete annuire l’uno all’altro e parlare con un’unica mente»
(Fiori e frutti, RSND, 1, 808).

Scrive il presidente Ikeda: «Da giovane impressi no udito la Legge dimorano in varie terre del
questo passo nel mio cuore e mi dedicai alla via Budda, rinascendo di continuo insieme ai loro
del discepolo, agendo con la convinzione che la maestri» (SDLPE, 203). Finché continueremo a
vittoria del discepolo è la vittoria del maestro e considerare i tre presidenti fondatori come eter-
che tutto dipende dal discepolo. Josei Toda dis- ni maestri, lo spirito di maestro e discepolo della
se: “Dedicate semplicemente la vita alla strada Soka Gakkai continuerà per sempre.
Soka di maestro e discepolo. Non ve ne pentire-
LA VIA DEL te. Riuscirete a condurre un’esistenza piena della L’unità di “diversi corpi, stessa mente”
DISCEPOLO gioia della vittoria, una vita di trionfo e felicità”. Nel passo di Gosho citato è contenuto anche il
[...] In quel periodo di accanite lotte [dovute alle terzo punto della lotta condivisa di maestro e
condizioni critiche delle aziende di Toda, prossi- discepolo, ovvero che i princìpi di “non dualità di
me al fallimento] gli risposi: “Mi occuperò di tut- maestro e discepolo” e di “diversi corpi, stessa
to. La prego di riposare. Io tirerò fuori entrambi mente” non sono distinti. Qui il Daishonin inco-
da queste difficoltà e assisterò alla sua nomina raggia i destinatari della lettera a essere sempre
a presidente della Soka Gakkai!”. E giurai: “Qual- in armonia, sia in questa esistenza sia in quelle
siasi cosa accada io ci riuscirò. Le prometto di successive. Il legame di non dualità di maestro
riportarle una vittoria!”. Non dimenticherò mai e discepolo è pervaso da armonia e unità. Indi-
il suo sorriso felice in quel momento. L’onesta vidui che dicono di essere uniti al maestro, ma
battaglia che combattemmo insieme fu una so- turbano l’unità dei compagni di fede, nel loro
lida causa per l’incredibile sviluppo attuale della intimo mirano a sfruttare la figura del maestro
Soka Gakkai» (BS, 192, 29). per i propri interessi e nutrono odio e gelosia nei
Più di chiunque altro, Ikeda ha mostrato la via del confronti degli altri praticanti.
discepolo con la sua stessa vita: «Io avevo riposto Scrive ancora Ikeda: «Questo passo esprime il pro-
completa fiducia in Nichiren Daishonin e in Toda. Il fondo desiderio del Daishonin che maestro e di-
Gohonzon, Toda e la sincerità sono i miei tre tesori. scepolo operino insieme per kosen-rufu, uniti nel
Ho sempre vinto grazie alla sincerità» (BS, 189, 47). passato, nel presente e nel futuro. In accordo con
In precedenza Toda si era dedicato completa- il suo messaggio, la famiglia Soka è sempre pro-
mente alla via del discepolo in relazione al suo gredita con lo spirito di incoraggiarsi e sostener-
maestro Makiguchi, che aveva accompagnato si reciprocamente. L’unità di “diversi corpi, stessa
perfino in carcere. In quel frangente dichiarò di mente” si realizza quando i discepoli continuano a
aver compreso con la sua vita il brano del Sutra incoraggiarsi tra loro seguendo la strada di mae-
del Loto che afferma: «Le persone che aveva- stro e discepolo. La non dualità di maestro e disce-

30 || buddismo e società | 201 || speciale | un legame al di là dello spazio e del tempo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

polo e l’unità di diversi corpi, stessa mente sono i Non abbandonare la fede per tutta la vita
princìpi più importanti nella pratica del Buddismo Il quarto punto della lotta condivisa di maestro
di Nichiren. Finché manterremo questo grande e discepolo è non abbandonare mai la fede, ma
spirito di lottare insieme per una causa comune, la continuare a praticare per tutta la vita.
Soka Gakkai si svilupperà in eterno e noi realizze- Nel trattato L'apertura degli occhi Nichiren
remo senza dubbio kosen-rufu» (BS, 192, 29-30). Daishonin scrive:

«Sebbene io e i miei discepoli possiamo incontrare varie difficoltà, se non nutriamo dubbi nei nostri cuori conseguire-
mo naturalmente la Buddità. Non dubitate semplicemente perché il cielo non vi protegge. Non scoraggiatevi perché
non godete di un’esistenza facile e tranquilla in questa vita. Questo è quello che ho insegnato ai miei discepoli mattina
e sera, ma tuttavia hanno cominciato a nutrire dubbi e ad abbandonare la loro fede. Gli stupidi sono soliti dimenticare
le loro promesse quando viene il momento cruciale» (L'apertura degli occhi, RSND, 1, 256).

“Gli stupidi”, che abbandonano la fede nel mo- narra di quando Shin’ichi Yamamoto, agli esordi
mento cruciale, lo fanno perché nutrono dubbi del suo impegno per la realizzazione di kosen-rufu
nell’insegnamento del maestro. Ma un voto è mondiale che gli aveva affidato il maestro Toda, si
tale solo se lo si mantiene fino alla fine. Nella recò in India dove non vi era ancora nessun pra-
vita, infatti, le cose non vanno sempre come de- ticante: «“Lo farò” promise a se stesso. “Lo farò
sideriamo e spesso emergono i tre ostacoli e i a ogni costo. Se mi accadesse di soccombere
quattro demoni “facendo a gara per interferire”. lungo la strada – giurò appassionatamente a se
In quei momenti riusciamo a ricordarci le parole stesso fissando il sole – affiderò questo compito
del maestro oppure finiamo per dimenticarle? ai miei giovani successori. Avanti Shin’ichi Yama-
Il presidente Ikeda spiega che questo passo de moto. Che emergano decine, centinaia di migliaia TORNIAMO
L’apertura degli occhi esprime l’essenza della di Shin’ichi Yamamoto!”» (cfr. La nuova rivoluzione SEMPRE
fede: una fede basata sul voto, una fede che ci umana, vol. 3, p. 123). AL VOTO,
permette di non smettere di praticare, una fede IL PUNTO
che conduce alla vittoria. Ogni praticante ha una Verso il 2030 DI PARTENZA
sua esperienza in relazione a questo appello del Siamo all’inizio di un decennio molto importante.
Daishonin ai discepoli di condividere la sua lotta, A tale proposito il presidente Ikeda scrive: «I dieci
che ci esorta più di ogni altro a seguire il princi- anni tra il novantesimo e il centesimo anniversario
pio della non dualità di maestro e discepolo. della fondazione della Soka Gakkai rappresentano
Scrive il presidente Ikeda: «L’appello del Daisho- un punto di svolta per l’umanità. Per questo moti-
nin “io e i miei discepoli” esprime il profondo vo, noi che siamo uniti nello spirito di non dualità
desiderio che i suoi discepoli “serrino le fila e lo di maestro e discepolo e nell’unità di diversi cor-
seguano” sfidando qualsiasi ostacolo o difficol- pi, stessa mente lanciamoci tra le persone comuni
tà possa presentarsi. Se ci alziamo con lo stesso per illuminare questa società globale, diffondendo
spirito del Daishonin e rispondiamo al suo ap- senza limiti la grande luce della creazione di valo-
pello di “rimanere suoi discepoli per il resto del- re» (Seikyo Shimbun, 18 dicembre 2019).
la vita” si aprirà davanti a noi l’ampio sentiero E ancora: «Nel decennio che ci separa dal cente-
per conseguire la Buddità e adempiere alla nostra simo anniversario della fondazione vi prego di su-
grande missione» (BS, 192, 31). perare e vincere, una per una, ogni battaglia che vi
Per mantenere la fede è importante avere sempre troverete ad affrontare, arrivando a consolidare le
presente il punto di partenza, il voto di kosen-rufu fondamenta del nostro movimento “per assicura-
che abbiamo formulato insieme al maestro. re che la Legge duri a lungo nel tempo" (SDLPE,
Il terzo volume de La nuova rivoluzione umana 250)» (Seikyo Shimbun, 20 dicembre 2019).

31
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

3 I N T E R V I S TA A

Seikyo Shimbun, 17 novembre 2019


S O I C H I R O TA H A R A

Un movimento
di speranza
per reinterpretare
la nostra epoca
D I H I R OY U K I SAG U C H I E TO M OYA U TA H AS H I

Autore di uno studio approfondito sulla Soka Gakkai pubblicato recentemente


(Soka Gakkai, Mainichi Shimbun, 2018), il giornalista giapponese Soichiro Taha-
ra segue la nostra organizzazione da quasi 60 anni. Nella presente intervista,
pubblicata dal Seikyo Shimbun (con il titolo "La Soka Gakkai, un movimento
di persone comuni") all'interno di uno speciale sul 18 novembre, parla diffu-
samente del valore sociale che svolgono gli zadankai come oasi di pace nella
comunità locale, luoghi in cui le persone ritrovano la speranza di trasformare
la propria vita. Del presidente Ikeda, che ha intervistato due volte, evidenzia in
particolare la grande umanità e la relazione sincera e affettuosa che hanno con
Soichiro Tahara è nato in Giap- lui i membri della Soka Gakkai.
pone nel 1934. Dopo essersi lau- Infine sottolinea il ruolo che può svolgere la nostra organizzazione come reli-
reato all’Università Waseda, ha gione mondiale nel reinterpretare l'epoca attuale e nell'utilizzare un nuovo
lavorato prima presso la società linguaggio che serva da bussola per le giovani generazioni.
di produzione cinematografica
Iwanami Production, in seguito
nella rete televisiva Television Da quando la Soka Gakkai è diventata oggetto della sua attenzione?
Tokyo Channel 12 (l’attuale TV La prima volta che realizzai interviste sulla Soka Gakkai fu nel 1964, l’anno
Tokyo). Nel 1977, come freelan- delle Olimpiadi di Tokyo. All’epoca l'organizzazione si stava sviluppando con
ce, ha inaugurato un nuovo tipo grande vigore, superando molti ostacoli. Nonostante fosse oggetto di aspre
di giornalismo televisivo dando
critiche – che derivavano anche dalla severità con cui aveva imposto ai nuovi
vita a programmi come Asama-
de Namaterebi! (In diretta fino
fedeli di rimuovere gli oggetti di culto delle altre religioni prima di consegnare
al mattino), un talk show nottur- loro il Gohonzon (cfr. La rivoluzione umana, vol. 6, cap. 2, p. 120) – l’organizza-
no incentrato sulla politica. Nel zione stava conseguendo una grande espansione. Qual era il fattore principale
1998 ha vinto il premio giornali- di quello slancio straordinario? Questa domanda mi spinse a condurre delle
stico intitolato al celebre giorna- interviste.
lista giapponese Mataichi Kido.
Così mi fu presentata l’impiegata di un’azienda che faceva parte del Gruppo
È autore di numerosi libri, tra
cui Nihon no sensou (La guer- giovani donne: la intervistai ponendole una serie di domande e tra queste le
ra del Giappone), Nihonjin no chiesi perché avesse deciso di entrare a far parte della Soka Gakkai e perché
tameno shin “koufukuron” (Una fosse così dedita alle attività dell’organizzazione.
nuova “eudemonia” per i giap- Scelsi di intervistare una donna perché, allora come oggi, le donne in Giappone
ponesi), Hitoha 120 sai made
sono vittime di una discriminazione di genere profondamente radicata nella
ikirarerunoka (Una persona può
vivere fino a 120 anni?).
società. Proprio per questo ero interessato a capire come le donne – solitamente
viste come persone deboli – fossero considerate all’interno della Soka Gakkai.

32 || buddismo e società | 201 || speciale | un legame al di là dello spazio e del tempo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Ha condotto interviste anche sugli zadankai? lassero con qualcuno di cose personali, potreb-
Sì. Ciò che suscitava maggiormente il mio bero essere raggirati o rimanere delusi. Ma negli
interesse erano proprio gli zadankai. Ho par- zadankai della Soka Gakkai questa preoccupa-
tecipato più volte a queste riunioni. Credo zione non c'è: si può parlare di qualsiasi cosa
costituiscano la chiave dello sviluppo costante perché ci sono persone di cui ci si può fidare. E
della Soka Gakkai. tutto questo è di vitale importanza.
Durante il boom economico, nella metà degli Inoltre attraverso le interviste ai membri della
anni '60, arrivavano a Tokyo persone provenienti Soka Gakkai sono venuto a conoscenza del
da ogni zona del Giappone in cerca di lavoro. I concetto di “trasformare il karma in missione”:
dipendenti delle grandi aziende potevano conta- si tratta di un principio per cui si può cambiare
re sui sindacati; tutti gli altri, invece, non avevano il proprio karma e diventare felici in questa esi-
alcuna associazione di riferimento né tantome- stenza presente e non dopo la morte.
no amici sui quali fare affidamento. Per questo Non sono pochi coloro che si trovano ad affron-
motivo spesso vivevano in condizioni di comple- tare difficoltà e sofferenze: c’è chi versa in gravi
to isolamento. La Soka Gakkai ha accolto queste condizioni economiche, chi è malato, chi perde
persone e le ha incoraggiate costantemente. il lavoro. Queste persone desiderano superare
Gli zadankai sono piccole riunioni in cui si tali avversità e condurre un’esistenza degna di
incontrano circa venti persone. In quella sede, essere vissuta. Vorrebbero comprendere pro-
e nella più assoluta sincerità, molte di loro fondamente il motivo, lo scopo per cui sono in
condividono le proprie esperienze individuali, vita. Grazie alla fede e alla pratica del Buddismo
affermando ad esempio: «Praticando è suc- del Daishonin sono in grado di farlo.
cesso questo», oppure: «All’inizio le cose non Un’altra cosa importante è che negli zadankai
andavano bene, ma in questo modo ho rea- nessuno viene guardato dall’alto in basso; tutti
lizzato il mio obiettivo». È come una sorta di sono uguali e liberi di esprimersi.
comunità. La cosa più degna di nota è che in Lo stesso presidente Ikeda non parla mai
uno zadankai le persone riescono a parlare tra mostrando un atteggiamento di superiorità
loro, a consigliarsi reciprocamente riguardo alle rispetto agli altri. A mio parere questo rappre-
rispettive sofferenze e difficoltà. Questo è un senta un aspetto positivo della Soka Gakkai.
aspetto molto importante.
Dopo aver partecipato a uno zadankai, il loro Lei ha intervistato due volte il presidente
atteggiamento diventa più positivo e propositivo. Ikeda. Cosa ricorda di quegli incontri?
I membri della Soka Gakkai sono allegri e gioiosi, Inizialmente ero convinto che, in quanto leader
molto cordiali, mai scontrosi o cupi. Poiché recita- di una grande organizzazione, il presidente Ike-
no Daimoku sono pieni di energia e vitalità. da avrebbe sicuramente parlato solo a livello
teorico, in un’atmosfera tesa e distante.
Lo zadankai ha dunque una funzione sociale Ma quando lo incontrai di persona non ci fu nul-
all'interno della comunità locale? la di tutto questo. Non ebbe assolutamente un
Nelle grandi città sta scomparendo il senso della atteggiamento di superiorità o di arroganza, anzi
comunità, e questo è uno dei principali problemi mi ascoltò con grande attenzione senza mai inter-
della società giapponese odierna. Gli hikikomori rompermi, sebbene fossi più giovane di lui. Senza
(persone che scelgono di isolarsi dalla società rendermene conto, finii per parlare quasi solo io.
chiudendosi in casa e rifiutandosi di avere qual- In questo Daisaku Ikeda ha molto in comune
siasi tipo di contatto con l’esterno, n.d.t.) sono con Konosuke Matsushita e Akio Morita, rispet-
in costante crescita. Si pensa che attualmente tivamente fondatori della Panasonic e della
siano circa tre milioni in tutto il Giappone. Sony: anche lui è un ottimo ascoltatore.
In generale i giapponesi tendono a essere diffi- Chiesi al presidente Ikeda quale fosse il moti-
denti poiché pensano che se si aprissero e par- vo che lo aveva spinto a far parte della Soka

33
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Gakkai. Mi rispose che prima di iniziare a prati- accorgersi poi che una vita futura esiste dav-
care partecipò a una riunione tenuta dal secon- vero, sarebbe un bel problema. Se al contrario
do presidente Josei Toda (che all’epoca era il compiamo solo azioni buone spinti dalla con-
direttore generale). Era il periodo post-bellico e vinzione che ci sia un’esistenza futura, anche
la popolazione giapponese versava in condizio- se alla fine non ci fosse davvero, non sarebbe
ni di estrema povertà. comunque positivo per noi?».
Durante la guerra Toda era stato arrestato e «Un punto di vista davvero interessante», pen-
imprigionato a seguito di varie accuse, tra cui sai. Egli continuò affermando che la cosa più
quella di essersi opposto alla religione di Stato, importante è come viviamo la vita presente.
lo Shintoismo, un atteggiamento considerato Non cercò minimamente di mettermi in diffi-
un crimine contro l’imperatore. All’epoca molte coltà con discorsi filosofici complessi. Mi sentii
persone abiuravano la loro fede e si converti- completamente a mio agio.
vano alla religione shintoista quando venivano Molti al di fuori della Soka Gakkai pensano che
incarcerate con l’accusa di aver commesso reati i membri di questa organizzazione venerino il
politici e di opinione. Toda, invece, nonostante presidente Ikeda quasi come un guru, ma non è
avesse sperimentato sulla propria pelle i pati- affatto così. Attraverso le mie numerose inter-
menti del carcere, rimase fedele fino alla fine al viste ho percepito profondamente che Ikeda è
proprio credo, senza mai prendere in conside- una persona davvero piena di umanità, con cui
razione l’opzione della conversione. Proprio per si può parlare apertamente di qualsiasi cosa.
questo Ikeda pensò di potersi fidare di lui e di
ciò che affermava. Il presidente Ikeda mi spie- Nel corso degli anni la Soka Gakkai ha dovuto
gò infatti di aver deciso di iniziare a praticare affrontare una serie di prove e difficoltà...
non tanto per la dottrina e gli insegnamenti del In periodi particolarmente difficili per la Soka
Buddismo di Nichiren Daishonin, quanto perché Gakkai, come quello in cui, intorno al 1970, sor-
si fidava di quell’uomo. se la questione delle presunte violazioni della
Rimasi profondamente colpito da questa sua libertà di parola e di stampa, sinceramente pen-
affermazione così sincera. Il presidente Ikeda sai che la Soka Gakkai si sarebbe sciolta. Invece
non parla o agisce per un secondo fine, con non successe nulla del genere.
l’intenzione nascosta di mostrare quanto sia Deciso a comprendere il motivo che impedì
una brava persona. Potrei sembrare scortese la distruzione dell’organizzazione, chiesi ad
nel dire una cosa del genere, ma credo che sia alcune praticanti del Gruppo donne: «Cosa ha
davvero una persona schietta. permesso alla Soka Gakkai di sopravvivere?». A
Un’altra domanda che posi al presidente Ikeda questa mia domanda la risposta fu unanime: «È
riguardava il concetto della vita che attraversa grazie al legame diretto con il maestro».
le tre esistenze di passato, presente e futuro. Chiesi anche: «Perché i membri credono nel
Gli chiesi: «Molte religioni parlano di vita pas- presidente Ikeda?». «Perché il maestro Ikeda
sata, presente e futura. Tuttavia nessun essere non è semplicemente un leader, né tantomeno
umano ha mai visto con i suoi occhi la propria un guru». E continuarono affermando: «Sensei
esistenza passata, né tantomeno quella futura, ci considera tutte e tutti importanti e preziosi,
allora perché si sostiene che esistano pur non e si prende cura di ciascuna e ciascuno di noi,
avendo alcuna prova al riguardo?». A questa instaurando un legame cuore a cuore. Osser-
mia domanda Ikeda rispose in modo semplice vando il suo comportamento si comprende che
e comprensibile: «Non sappiamo se esistano o non pensa affatto a se stesso e ai suoi interessi
meno, ma credo sia meglio credere che esista- personali, ma che al contrario si preoccupa
no. Pensare che non ci sia un’esistenza futura unicamente di come può incoraggiare tutte le
e perciò commettere solo azioni malvagie, ma persone a diventare felici».

34 || buddismo e società | 201 || speciale | un legame al di là dello spazio e del tempo


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Ogni praticante della Soka Gakkai vede il pre- Nutre aspettative nei confronti della Soka Gakkai?
sidente Ikeda non come un leader ma come il Il Giappone non si trova più ad affrontare gli
proprio maestro, come «il mio Ikeda Sensei»: orrori e le sofferenze della guerra, delle epidemie
la stragrande maggioranza delle persone che e della povertà che ha sperimentato in epoche
intervistai mi diede questa risposta. Ancora passate. Tuttavia, seppur da un altro punto di
una volta pensai: «Tutto questo è sorpren- vista, anche quella in cui viviamo adesso è un’e-
dente». Ecco perché la Soka Gakkai è riuscita poca difficile, caratterizzata dal calo demografi-
a superare le grandi difficoltà che ha dovuto co da un lato e dall’invecchiamento progressivo
affrontare. della popolazione dall’altro, per cui alcune per-
Lo stesso vale per il cosiddetto “incidente sone arrivano a superare i cento anni di età.
di Osaka”, quando Ikeda fu accusato di aver I giapponesi credono che questo sia il crepu-
violato le leggi elettorali dell’epoca durante la scolo della società attuale. Per fare un esempio,
campagna per le elezioni alla Camera dei con- nel 1989 tra le cinquanta aziende più grandi del
siglieri del 1956. Riuscì a vincere laddove nes- mondo ben trentadue erano giapponesi, proprio
suno credeva che avrebbe potuto farlo: come come descritto nel libro Japan as Number One
fu possibile? - Lessons for America di Ezra F. Vogel (che ana-
In quel periodo Ikeda girò Osaka in lungo e in lizza come il Giappone sia diventato la potenza
largo, incontrando tutti i membri e riflettendo industriale più efficiente del mondo, n.d.t.).
con ciascuno di loro sul modo per rendere Lo scorso anno, però, solo una società giappo-
migliore la loro città: così queste persone si nese è rimasta tra le prime cinquanta più poten-
fidarono di lui e si schierarono al suo fianco ti del mondo; tutte le altre hanno perso la loro
con il desiderio di proteggerlo. Come risultato, posizione e si sono viste superare da aziende
Ikeda realizzò una grande vittoria contro ogni cinesi e sudcoreane.
aspettativa. Personalmente credo che quest'epoca abbia
bisogno di una nuova interpretazione, di un
Come valuta il fatto che la Soka Gakkai abbia nuovo linguaggio: non dobbiamo pensare di
raggiunto la dimensione di religione mondiale? essere giunti al crepuscolo della nostra società.
Oggi la Soka Gakkai è arrivata a utilizzare l'e- Al contrario, proprio ora è il momento di indi-
spressione “altre religioni” (invece di "dottrine care come costruire una società sostenibile nei
erronee"1, n.d.r.): credo che questa sia una cosa prossimi cento o duecento anni.
importantissima. Lo stesso presidente Ikeda Il mio desiderio è che la Soka Gakkai diffonda
nel corso degli anni ha dialogato attivamente un nuovo linguaggio in grado di infondere la
con molti esponenti di altre religioni, come speranza di poter sognare e che questi sogni
il Cristianesimo e l'Islam, espandendo la rete si possono realizzare. Questo nuovo linguaggio
dell’amicizia. diventerà una bussola per i giovani nonché la
Inoltre credo che il principio di “trasformare il forza per creare il futuro.
karma in missione” abbia una forte risonanza In quest’epoca caratterizzata da vite cente-
in tutto il mondo: questo principio spiega che narie, le persone si interrogano sul significato
il karma non è qualcosa di prestabilito e inelut- dell’esistenza stessa; il potere della religione è
tabile, ma che al contrario si può trasformare fondamentale per aiutarle a trovare la risposta
nell’esistenza presente. Ritengo che questo sia a una simile domanda.
uno dei fattori principali che sta permettendo
alla Soka Gakkai di svilupparsi a livello globale. (Traduzione dal giapponese di Chiara Pantaleo)

1) “Altre religioni” (giapp. tashu): espressione che nel corso del o “fedi religiose erronee”) utilizzato precedentemente (cfr. La
tempo è andata a sostituire il termine jashu (“dottrine erronee” rivoluzione umana, vol. 5, cap. 3, p. 110 e vol. 2, cap. 3, p. 107).

35
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

studio

LO STUDIO DEL MESE


Lezioni di DAISAKU IKEDA sugli scritti di Nichiren Daishonin

DALLA SERIE IMPARARE DAL GOSHO: “GLI INSEGNAMENTI DELLA SPERANZA”

›› LUGLIO
LA STRATEGIA DEL SUTRA DEL LOTO
Una fede che conduce
alla vittoria assoluta

Pubblicato sul mensile Questo mese studiamo La strategia del Sutra del Loto, uno scritto in cui il Dai-
Daibyakurenge di aprile 2008 shonin insegna gli elementi fondamentali necessari per avere una fede che con-
e su Buddismo e società n. 131, duce alla vittoria assoluta. Dedichiamoci con impegno ad apprendere questi
novembre-dicembre 2008 insegnamenti e incidiamoli nella nostra vita.

Prudenza, coraggio e una fede salda


Dopo che il Daishonin ebbe ottenuto il perdono e poté fare ritorno dall’esilio a
Esilio a Sado: Sado nel 1274, Shijo Kingo, uno dei suoi principali discepoli, sentì che era arri-
dopo aver fallito il
vato il momento di chiedere al suo signore, Ema, di abbracciare la fede nel Su-
tentativo di decapitarlo
tra del Loto. Tuttavia Ema era un seguace di Ryokan, il prete capo del tempio
a Tatsunokuchi nel
settembre 1271, il
Gokuraku della scuola dei Precetti-Vera Parola, e questa azione fece gradual-
mese seguente le mente perdere a Kingo la stima del suo signore. Alcuni suoi colleghi samurai,
autorità condannarono approfittando della situazione, misero in giro calunnie per screditarlo ulterior-
il Daishonin all’esilio mente agli occhi di Ema. Fu così che ebbero inizio le persecuzioni contro di lui.
sull’isola di Sado. Ema diede a Kingo un ultimatum con cui gli ingiungeva di abbandona-
Due anni e mezzo dopo re la fede, altrimenti avrebbe dovuto lasciare il servizio presso il suo clan.
egli ottenne il perdono
Durante questo periodo difficile, grazie all’incoraggiamento del Daishonin
e nel febbraio del 1274
Shijo Kingo perseverò nella pratica buddista con forte fede e si dedicò con
poté ritornare
a Kamakura.
serietà a servire il suo signore. Così nel 1278 riuscì a riconquistare la fiducia
di Ema, il quale gli concesse delle proprietà tre volte più vaste di quelle che
già possedeva.1
Nonostante il mutamento della situazione a favore di Kingo, alcuni suoi colle-
ghi gelosi e pieni di rancore tentarono di ucciderlo. Prevedendo ciò, il Daisho-

1) Nel 1277 Ema si ammalò e dovette chiedere a Shijo Kingo, cure e così tornò ad avere fiducia in lui, assegnandogli un feudo
che era un medico esperto, di curarlo. Guarì grazie alle sue tre volte più grande del precedente.

36 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di luglio


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Il Gosho

La strategia del Sutra del Loto


Ho letto con grande attenzione la lettera nella quale mi descrivi il tuo recente scontro con potenti av-
versari. Così, infine, ti hanno attaccato! È stata una gioia per me sapere che la tua consueta prudenza
e il tuo coraggio, così come la tua salda fede nel Sutra del Loto, ti hanno permesso di uscirne illeso.
Quando una persona ha esaurito la propria fortuna, qualsiasi strategia sarà inutile. Quando avrà esau-
rito le proprie ricompense karmiche, neanche i suoi uomini la seguiranno più. Tu sei sopravvissuto
perché possiedi ancora sia fortuna che ricompense. Inoltre, nel capitolo Affidamento gli dèi celesti e
le divinità benevolenti promisero di proteggere i devoti del Sutra del Loto. Fra tutti gli dèi guardiani
in cielo, quelli del sole e della luna ci proteggono visibilmente. Come possiamo dubitare della loro
protezione? In particolare la divinità celeste Marichi sta di fronte al dio del sole, al suo servizio. Se il
dio del sole protegge i devoti del Sutra del Loto, come potrebbe abbandonarli l’onorato del cielo Ma-
richi, che è il suo vassallo? Nel capitolo Introduzione del sutra si legge: «[A quel tempo era presente
anche Shakra Devanam Indra con il suo seguito di ventimila figli del cielo.] Vi erano anche i figli del
cielo Luna Rara, Fragranza Diffusa, Preziosa Luce, e i quattro grandi re celesti, insieme ai loro seguaci,
diecimila figli del cielo» (SDLPE, 42). Marichi doveva essere tra i trentamila figli del cielo presenti alla
cerimonia, altrimenti potrebbe solo dimorare nell’inferno.
Sei sfuggito alla morte grazie alla protezione di questa divinità. Essa ti ha reso abile nell’arte della spa-
da, mentre Nichiren ti ha donato i cinque caratteri del titolo del Sutra del Loto. Senza dubbio Marichi
protegge coloro che abbracciano il Sutra del Loto. Anche Marichi abbraccia il Sutra del Loto e aiuta
tutti gli esseri viventi. Anche la frase «quelli che partecipano alla battaglia sono tutti schierati in prima
linea» è in accordo con il Sutra del Loto che afferma: «Se capitasse loro di esporre qualche testo del
mondo secolare o di parlare di questioni di governo o legate al sostentamento della vita, saranno
sempre in accordo con la Legge corretta» (SDLPE, 358). Perciò devi raccogliere più che mai il potere
della tua fede. Non rimproverare gli dèi celesti se esaurisci la tua fortuna e perdi la loro protezione.
Masakado era conosciuto come un coraggioso generale esperto nell’arte della guerra, tuttavia fu scon-
fitto dalle truppe comandate dall’imperatore. Anche Fan K’uai e Chang Liang ebbero i loro fallimenti. È
il cuore che è importante. Non importa quanto forte Nichiren possa pregare per te, se manchi di fede
sarà come tentare di accendere il fuoco con un’esca bagnata. Sforzati di raccogliere il potere della fede.
Considera prodigiosa la tua sopravvivenza. Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra. Allora
«riuscirai [...] a sconfiggere tutti gli altri nemici» (cfr. SDLPE, 394). Queste auree parole non saranno mai
contraddette. L’essenza della strategia e dell’arte della spada derivano dalla Legge mistica. Abbi pro-
fondamente fede in questo. Un codardo non potrà mai ottenere risposta a nessuna delle sue preghiere.
Con profondo rispetto,
Nichiren
Il ventitreesimo giorno del decimo mese
Risposta a Shijo Kingo
(RSND, 1, 888)

Cenni storici: Nell’ottobre 1279 il Daishonin scrisse questa lettera in risposta a un messaggio inviatogli dal suo
discepolo Shijo Kingo per informarlo che alcuni samurai gli avevano teso un agguato e che egli ne era uscito illeso.
Nella lettera il Daishonin spiega a Kingo che la fede deve sempre venire prima di ogni altra tattica o strategia: la
fede nella Legge mistica è il fattore che determina la vittoria o la sconfitta.

37
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

nin aveva già da molto tempo messo in guardia il suo discepolo, suggeren-
dogli di stare attento e di prendere precauzioni. Questo fu uno dei motivi
per i quali Kingo riuscì ad avere la meglio sui suoi nemici e poté uscire
illeso dall’attacco ordito contro di lui. Evidentemente deve aver racconta-
to al suo maestro quanto era accaduto, e La strategia del Sutra del Loto è la
lettera che il Daishonin gli inviò in risposta.
«HO LETTO CON
GRANDE ATTENZIONE
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
LA LETTERA
nella quale mi descrivi il tuo Questa lettera fu scritta nell’ottobre 1279, quando la persecuzione di At-
recente scontro con potenti suhara aveva raggiunto il suo apice e l’intera comunità dei credenti del
avversari. Così, infine, ti Daishonin era impegnata in una lotta contro terribili ostacoli.
hanno attaccato! È stata una Il Daishonin descrive le tre ragioni per cui Shijo Kingo era uscito vitto-
gioia per me sapere che la
rioso dal suo recente scontro con i suoi nemici. La prima è la “consueta
tua consueta prudenza e il
tuo coraggio, così come la
prudenza”, che consiste nello stare in guardia, nel prendere le opportune
tua salda fede nel Sutra del
precauzioni, nel prestare attenzione a tutto ciò che accade intorno e nel
Loto, ti hanno permesso di mantenere sempre questo atteggiamento vigile. La seconda ragione per
uscirne illeso». cui Kingo era riuscito a vincere è il “coraggio”, il coraggio di affronta-
re con calma qualsiasi situazione di crisi, grazie anche alla saggezza che
scaturisce da tale coraggio. La terza ragione è una “salda fede nel Sutra
del Loto”, cioè il fermo proposito di mantenere la fede nella Legge mistica
qualunque cosa accada, poiché la fede è la base di tutto e in definitiva
anche la prudenza e il coraggio derivano dalla fede.
Naturalmente è un errore pensare che in qualche modo tutto andrà bene
per il semplice fatto che pratichiamo il Buddismo di Nichiren Daishonin.
Anzi, proprio perché pratichiamo è assolutamente necessario essere de-
terminati a prevenire a tutti i costi qualunque incidente e a impedire che
le forze demoniache possano prendere il sopravvento.
Quando i venti delle avversità si abbatterono su Shijo Kingo, il Daishonin
diede al discepolo consigli precisi sia sul comportamento da tenere nei con-
fronti del suo signore, sia su come declinare gli inviti dei suoi colleghi ad an-
dare a bere fuori casa dopo il tramonto.2 E anche quando Kingo mostrò la
prova concreta della fede ottenendo dei nuovi possedimenti dal suo signore,
il Daishonin continuò ad ammonirlo perché prestasse sempre la massima
attenzione. Questo è un punto importante da tenere a mente.

2) Nel Gosho Nove pensieri per una parola il Daishonin dà a tuo signore quando sei giunto alla casa di qualcuno che vive
Shijo Kingo questi consigli: «Quando il tuo signore ti manda a nei pressi e del quale ti puoi fidare, oppure quando sei nella
chiamare, prima devi inviare un servo a palazzo per accertarti stanza a te assegnata all’interno del palazzo. Quando torni a
che sia stato proprio lui a convocarti. Poi serra bene l’armatura casa, prima di entrare, manda avanti qualcuno a ispezionare
sul petto, indossa l’elmo e assicurati di avere con te uomini di gli ingressi, le zone sotto i ponti, dietro le stalle, gli apparta-
scorta, davanti, dietro, a sinistra e a destra, e solo allora avven- menti superiori e qualsiasi altro luogo buio, e soltanto allora
turati fuori. Ti dovresti togliere l’armatura per presentarti al arrischiati a farlo» (RSND, 2, 687).

38 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di luglio


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Scrive il Daishonin: «Un nemico cerca di farti dimenticare il pericolo per


poterti attaccare» (Il generale Tigre di Pietra, RSND, 1, 845), e chiarisce
«QUANDO UNA
che «la protezione degli dèi dipende dalla forza della fede di una persona»
PERSONA HA ESAURITO
(Ibidem, 846). Proprio quando stiamo avanzando con forza dobbiamo stare LA PROPRIA FORTUNA,
attenti a non diventare negligenti e a tendere all’autocompiacimento. L’ar- qualsiasi strategia sarà inutile.
roganza e la noncuranza ci inducono a perdere il controllo. Il Daishonin Quando avrà esaurito le proprie
lancia un serio ammonimento: «Devi essere cento, mille, diecimila, milioni ricompense karmiche, neanche
di volte più prudente di prima» (L’eroe del mondo, RSND, 1, 746). i suoi uomini la seguiranno più.
La fede è una lotta tra il Budda e le funzioni demoniache. Se abbassiamo Tu sei sopravvissuto perché
possiedi ancora sia fortuna
la guardia e diventiamo meno vigili rischiamo di essere travolti e sconfitti
che ricompense. Inoltre, nel
dalle forze negative. Ecco perché è cruciale avere una forte fede e conti-
capitolo Affidamento3 gli dèi
nuare a rafforzarla senza sosta. Agire con saggezza basandosi su questo celesti e le divinità benevolenti
tipo di fede rappresenta la chiave per la vittoria. promisero di proteggere i devoti
Il Daishonin raccomanda sempre ai discepoli l’importanza di lottare del Sutra del Loto. Fra tutti gli
contro i tre ostacoli e i quattro demoni facendo leva sulla fede, una fede dèi guardiani in cielo, quelli del
capace di combattere anche tutti gli ostacoli e le funzioni demoniache. sole e della luna ci proteggono
Questo tipo di fede è il requisito per conquistare la vittoria. visibilmente. Come possiamo
dubitare della loro protezione?
In particolare la divinità celeste
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin Marichi sta di fronte al dio del
sole, al suo servizio. Se il dio
La fede è in grado di attivare le funzioni delle divinità celesti
del sole protegge i devoti del
Il Daishonin afferma che Shijo Kingo è sopravvissuto all’attacco sferrato Sutra del Loto, come potrebbe
contro di lui perché possiede «ancora sia fortuna che ricompense». “Fortu- abbandonarli l’onorato del cielo
na” è da intendersi come il godere di buone circostanze, mentre “ricompen- Marichi, che è il suo vassallo? Nel
se” si riferisce ai benefici che si sono ricevuti per aver compiuto azioni vir- capitolo Introduzione del sutra
tuose. Secondo la profonda visione buddista la fortuna non è legata al caso si legge: “Vi erano anche i figli
o alle coincidenze, ma è il risultato dei benefici che abbiamo accumulato nel del cielo Luna Rara, Fragranza
Diffusa, Preziosa Luce,
corso della vita. Tocca a noi accrescere la nostra fortuna – le nostre buone
e i quattro grandi re celesti,
circostanze – e aumentare i nostri benefici o ricompense karmiche.
insieme ai loro seguaci,
Il Daishonin prosegue spiegando il principio della protezione delle divi- diecimila figli del cielo”
nità celesti – le funzioni benevolenti dell’universo – allo scopo di chiari- (SDLPE, 42)».
re che la fede nel Sutra del Loto è la fonte della “fortuna” e delle “ricom-
pense” che hanno salvato Shijo Kingo dal pericolo.
Nel Sutra del Loto le divinità celesti promettono di proteggere i devoti
del sutra. Il Daishonin dice che in particolare gli dèi del sole e della luna
svolgono la funzione di proteggere il mondo di saha. Afferma inoltre che
la divinità celeste Marichi (vedi box a p. 42), un vassallo del dio del sole,
ha senza dubbio protetto Shijo Kingo quando è stato attaccato.
La protezione da parte delle divinità celesti funziona in base al principio

3)Potrebbe essere un riferimento al passo che recita: «Porte- do l’ordine dell’Onorato dal Mondo» (SDLPE, 382).
remo rispettosamente a compimento tutte queste cose, secon-

39
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

per cui «la fragranza interna otterrà protezione esterna» (I tre tipi di tesori,
RSND, 1, 752). In altre parole, quando crediamo nel Sutra del Loto e re-
«MARICHI DOVEVA
citiamo Nam-myoho-renge-kyo manifestiamo la nostra natura di Budda
ESSERE TRA
I TRENTAMILA FIGLI che attiva la natura di Budda di tutti gli esseri viventi, i quali svolgono
del cielo presenti alla la funzione di assicurarci protezione dall’esterno. Questo è il modo in cui
cerimonia, altrimenti funzionano e operano le divinità celesti. Quindi il Daishonin dichiara che
potrebbe solo dimorare coloro che mantengono salda la fede in Nam-myoho-renge-kyo, l’essenza
nell’inferno. Sei sfuggito alla del Sutra del Loto, saranno sicuramente difesi da queste forze protettive.
morte grazie alla protezione
di questa divinità. Essa ti
ha reso abile nell’arte della Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
spada, mentre Nichiren ti
La Legge mistica è la fonte di ogni saggezza
ha donato i cinque caratteri
del titolo del Sutra del Il Daishonin prosegue spiegando il principio secondo cui “gli affari di
Loto. Senza dubbio Marichi questo mondo sono Buddismo”5 allo scopo di chiarire che la fede nel Sutra
protegge coloro che del Loto può servire come fonte per la creazione di valore in tutti i campi
abbracciano il Sutra del Loto. dell’attività umana. Porta come esempio il famoso mantra di nove caratte-
Anche Marichi abbraccia il ri che i guerrieri dell’epoca recitavano come formula magica per ottenere
Sutra del Loto e aiuta tutti gli protezione e rimanere illesi dalle ferite durante la battaglia: «Coloro che
esseri viventi. Anche la frase
partecipano alla battaglia sono tutti schierati in prima linea» (giapp. Rin
“quelli che partecipano alla
pyo to ja kai jin retsu zai zen). Si riteneva che questa formula derivasse dagli
battaglia sono tutti schierati
in prima linea”4 è in accordo
insegnamenti taoisti e all’epoca del Daishonin, durante l’era Kamakura,
con il Sutra del Loto che era ampiamente diffusa fra i membri della classe dei guerrieri.
afferma: “Se capitasse loro Il Daishonin asserisce che anche questa frase deriva dal Sutra del Loto e
di esporre qualche testo del per dimostrarlo cita il seguente brano tratto dal diciannovesimo capitolo,
mondo secolare o di parlare di I benefici del maestro della Legge: «Se capitasse loro [coloro che sostengono
questioni di governo o legate il Sutra del Loto] di esporre qualche testo del mondo secolare o di parlare
al sostentamento della vita, di questioni di governo o di occupazioni che sostengono la vita, saranno
saranno sempre in accordo
sempre in accordo con la Legge corretta».
con la Legge corretta”
Il capitolo I benefici del maestro della Legge descrive il beneficio della “pu-
(SDLPE, 358).
Perciò devi raccogliere più
rificazione dei sei sensi” (vedi box a p. 43) che ottengono i praticanti che
che mai il potere della tua sostengono e predicano l’insegnamento corretto dopo l’estinzione del
fede. Non rimproverare gli Budda. Ciò significa che noi possiamo purificare i sei organi di senso – gli
dèi celesti se esaurisci la occhi, le orecchie, il naso, la lingua, il corpo e la mente – e manifestare
tua fortuna e perdi la loro il nostro immenso potenziale per creare valore. Attraverso il potere della
protezione». Legge mistica possiamo superare tutti gli impedimenti dell’ignoranza e
dell’illusione e creare il maggior valore possibile nella nostra vita. Questo
è ciò che si intende per beneficio della purificazione dei sei sensi.

4) Citazione dal classico taoista del quarto secolo Pao-p’u tà benevolenti si dispongono schierati a proteggere i devoti
Tzu. I soldati cinesi credevano che recitare questa frase del Sutra del Loto in ogni loro attività.
mentre tracciavano nell’aria con le dita quattro linee verti- 5) Il Daishonin cita un’affermazione del Gran Maestro cinese
cali e cinque orizzontali li avrebbe protetti dalle ferite. Que- T’ien-t’ai: «Nel Sutra della Luce dorata si dice che “tutti i buoni
sta pratica si diffuse in seguito in Giappone e fu ampiamente insegnamenti esistenti nel mondo derivano da questo sutra.
usata dai samurai del periodo Kamakura (1185-1333). Con Avere una profonda conoscenza di questo mondo è di per sé
questa frase il Daishonin spiega che gli dèi celesti e le divini- Buddismo”» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 194-195).

40 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di luglio


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Il brano del sutra citato dal Daishonin si riferisce in particolare al beneficio


che si acquisisce grazie alla purificazione della mente. Attraverso l’azione di
sostenere il Sutra del Loto le funzioni della nostra mente vengono purificate
e così anche quando parliamo di questioni che riguardano il mondo secola-
re le nostre parole saranno corrette e in accordo con il Buddismo.
Perfino il mantra dei guerrieri: «Coloro che partecipano alla battaglia
sono tutti schierati in prima linea», se è recitato da un praticante della
Legge mistica manifesta il valore che possedeva in origine, cioè quello di
proteggere coloro che lo recitano. Questo accade perché il potere protet-
«MASAKADO ERA
tivo di questo mantra è in definitiva una funzione della Legge mistica. CONOSCIUTO COME UN
In sostanza, la più grande saggezza e le migliori tradizioni culturali che CORAGGIOSO GENERALE
l’umanità ha sviluppato per promuovere la felicità umana, la sicurezza e esperto nell’arte della
la prosperità non sono in alcun modo contrarie alla Legge mistica. Scrive guerra, tuttavia fu sconfitto
Nichiren: «Se il cielo è sereno, la terra è illuminata. Similmente, se si cono- dalle truppe comandate
sce il Sutra del Loto si può comprendere il significato degli affari di questo dall’imperatore. Anche Fan
mondo» (L’oggetto di culto per l’osservazione della mente, RSND, 1, 336). K’uai e Chang Liang ebbero i
loro fallimenti. È il cuore che
Se “conosciamo il Sutra del Loto”, cioè crediamo nella Legge mistica, “com-
è importante. Non importa
prenderemo il significato degli affari di questo mondo”, cioè potremo far
quanto forte Nichiren possa
emergere la vera saggezza riguardo agli affari della società, come per esem- pregare per te, se manchi
pio il lavoro e la vita quotidiana, e vivere correttamente. Al tempo stesso di fede sarà come tentare
dobbiamo fare ogni sforzo possibile per sviluppare questa capacità di com- di accendere il fuoco con
prensione. La fede non deve portarci a sentirci appagati, ma a sforzarci di un’esca bagnata. Sforzati di
fare del nostro meglio e a dedicarci con saggezza, impegno ed energia in raccogliere il potere della
ogni ambito della nostra vita, nel lavoro, nello studio, nella crescita dei figli fede. Considera prodigiosa

e nella creazione di legami di amicizia nella comunità dove viviamo. la tua sopravvivenza. Usa la
strategia del Sutra del Loto
prima di ogni altra. Allora
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin “riuscirai [...] a sconfiggere
tutti gli altri nemici”.6 Queste
L’essenza del Buddismo: il cuore è la cosa più importante auree parole non saranno mai
«È il cuore che è importante». Questa è la conclusione definitiva del contraddette. L’essenza della
Daishonin. La felicità non è determinata dal grado di istruzione, dai titoli, strategia e dell’arte della spada
dallo status sociale, dalla posizione che si ricopre in un’organizzazione o derivano dalla Legge mistica.
dall’età. Tutto dipende dal nostro cuore o mente. Il cuore di una persona Abbi profondamente fede in
questo. Un codardo non potrà
può essere ottenebrato dall’oscurità oppure risplendere libero dall’igno-
mai ottenere risposta a nessuna
ranza come entità della Legge mistica. Una mente in preda all’illusione è
delle sue preghiere».
intrappolata in un ciclo discendente di negatività e miseria in cui le soffe-
renze di nascita e morte diventano sempre più acute. Una mente illumi-
nata che risplende come entità della Legge mistica è in grado di costruire

6) Nel Sutra del Loto la frase che il Daishonin cita usando il della nascita e della morte e a sconfiggere tutti gli altri ne-
verbo al futuro è in realtà al tempo passato: «Ora sei riuscito mici» (SDLPE, 394).
a distruggere tutti i demoni e i ladri, ad annientare l’armata

41
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

un sentiero ascendente di ottimismo e speranza poiché possiede il potere


Marichi: il dio della luce di trasformare ciò che è negativo in qualcosa di positivo. Il potenziale per
e dei miraggi. Si riteneva manifestare questi due stati della mente esiste nella nostra vita: «Igno-
che precedesse il sole nel ranza e Illuminazione costituiscono un’unica entità» (L’entità della Legge
suo percorso nel cielo mistica, RSND, 1, 371). Perciò l’entità di «una mente annebbiata dalle
e che nessuno potesse illusioni derivate dall’oscurità innata» può arrivare a splendere come un
vedere il suo vero aspetto,
brillante gioiello che riflette «la natura essenziale dei fenomeni e il vero
catturarlo o ferirlo. Per
aspetto della realtà».7 Noi abbiamo il potere di trasformare l’ignoranza
queste ragioni all’epoca
del Daishonin era
in Illuminazione e cambiare il veleno in medicina. Per questo motivo la
venerato come divinità Legge è considerata mistica o prodigiosa.
protettrice dai guerrieri. La mente di una persona che ha spezzato le catene dell’ignoranza è vasta
Il Daishonin annovera come il cielo e libera come un’aquila che si leva in alto; è nobile e maestosa
Marichi fra i seguaci degli come l’imponente Torre preziosa del Sutra del Loto, gioisce liberamente
dèi del sole, della luna e della Legge e trabocca di una pace assoluta della mente. È colma della
delle stelle, i cosiddetti saggezza del Budda, capace di elevarsi al di sopra di tutte le sfortune e di
tre dèi celesti della
tutti i mali e di trionfare su di essi.
luce che erano presenti
Il potere della mente è veramente difficile da sondare. Un sottile cambia-
all’assemblea dove
Shakyamuni predicò
mento della nostra mente può cambiare tutto. La pratica che ci permette di
il Sutra del Loto, e lo far emergere il potere della mente è la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo
considera una divinità per noi stessi e per gli altri. Scrive il Daishonin: «Questa mente che è al
celeste che protegge di là della comprensione costituisce l’insegnamento centrale dei sutra e dei
coloro che credono nel trattati. E chi si risveglia a essa e la comprende è chiamato Tathagata» (La
Sutra del Loto. dichiarazione unanime dei Budda delle tre esistenze, RSND, 2, 794). Utilizza-
re appieno questo potere della mente è la chiave per ottenere la vittoria sia a
livello della nostra quotidianità sia nei termini della nostra vita intera. Tutto
questo non è altro che usare “la strategia del Sutra del Loto”.

Condividere l’impegno del maestro


Nichiren Daishonin ha realizzato nella sua vita questo autentico poten-
ziale fondamentale della mente e ha iscritto il Gohonzon, l’Oggetto di
culto, come espressione diretta del vasto e infinito stato vitale che ave-
va conseguito. Pertanto, recitare Nam-myoho-renge-kyo con “un’unica
mente” e con fede nel Gohonzon è come stare di fronte a uno specchio
e vedere il nostro universo interiore, cioè il maestoso stato vitale della
Buddità chiaramente riflesso verso di noi. Possiamo manifestare nella
nostra vita lo stesso stato vitale coraggioso del re leone proprio come ha
fatto il Daishonin.
Nichikan Shonin (1665-1726), conosciuto come un grande restauratore

7) Il Daishonin scrive: «Una mente annebbiata dalle illu- vero aspetto della realtà. Risveglia in te una profonda fede
sioni derivate dall’oscurità innata è come uno specchio ap- e lucida con cura il tuo specchio notte e giorno. Come do-
pannato che però, una volta lucidato, sicuramente diverrà vresti lucidarlo? Solo recitando Nam-myoho-renge-kyo» (Il
limpido e rifletterà la natura essenziale dei fenomeni e il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 4).

42 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di luglio


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

del Buddismo di Nichiren, scrive: «Attraverso il potere della Legge mi-


stica manifestiamo in noi stessi la vita di Nichiren Daishonin».8 Afferma La purificazione
inoltre: «Quando crediamo nell’oggetto di devozione con tutto il no- dei sei organi di
stro cuore, l’oggetto di devozione stesso diventa il nostro cuore. Perciò senso: si riferisce alla
il mondo di Buddità rappresenta esso stesso i nove mondi. Quando re- purificazione di occhi,
citiamo Nam-myoho-renge-kyo con un’unica mente, la nostra vita nella orecchie, naso, lingua,
corpo e mente che
sua interezza diventa l’oggetto di devozione».9
permette la corretta
Il Daishonin dichiara: «Il Gohonzon inoltre si trova solo nei due carat-
percezione di tutte le
teri che significano fede»10 (Il reale aspetto del Gohonzon, RSND, 1, 739). cose. Nel diciannovesimo
Nell’espressione «è il cuore che è importante», “cuore” può essere interpre- capitolo del Sutra del
tato come “fede”. Un cuore che nutre una fede vera e genuina costituisce Loto I benefici del
un tesoro ineguagliabile poiché contiene in sé tutti i tesori dell’universo. maestro della Legge si
Ne La strategia del Sutra del Loto il Daishonin sottolinea un punto importan- spiega che coloro che
te riguardo al nostro atteggiamento nella fede: pregare e impegnarsi con lo abbracciano e praticano
stesso spirito del maestro. Questo insegnamento si trova nel seguente passo: il sutra acquisiranno vari
benefici che affineranno
«Non importa quanto forte Nichiren possa pregare per te, se manchi di fede
e purificheranno i loro
sarà come tentare di accendere il fuoco con un’esca bagnata». In un’altra let-
sei organi di senso.
tera a Shijo Kingo il Daishonin ammonisce: «Se i credenti laici e il loro ma-
estro non pregano con la stessa mente, le loro preghiere saranno inutili come
voler accendere un fuoco sull’acqua» (Gli otto venti, RSND, 1, 706).
Inoltre, in una lettera inviata da Minobu alla monaca laica Sennichi che
viveva sull’isola di Sado, il Daishonin loda il costante spirito di ricerca della
donna verso i suoi insegnamenti nonostante la distanza che la separava da
lui: «Benché tu sia rimasta a Sado, il tuo cuore è giunto in questa provincia.
[...] È solamente il cuore che conta» (Il tamburo alla Porta del Tuono, RSND,
1, 844). La incoraggia con calore dicendole che condividono un profondo
legame e che sebbene lei sia distante il suo cuore lo ha raggiunto. E la rassi-
cura sottolineando che la sincerità del cuore è la cosa più importante.
Nel passo «è il cuore che è importante», “cuore” può anche essere inter-
pretato come “lo spirito di condividere lo stesso cuore del maestro”. Il
Daishonin scrive: «Chi ha un cuore di leone conseguirà sicuramente la
Buddità. Così ha fatto Nichiren» (Lettera da Sado, RSND, 1, 267).
Il cuore della fede per propagare attivamente la Legge mistica, il cuore
del discepolo che sostiene attivamente il maestro e il cuore del re leone che
parla apertamente per la verità e la giustizia sono le armi e le strategie più
potenti che abbiamo a disposizione per raggiungere la pace e assicurarci
la felicità per le tre esistenze di passato, presente e futuro. Tutto questo,
come afferma il Daishonin, è la “strategia del Sutra del Loto”.

8) Nichikan Shonin, Totaigi Sho Mondan (Commentario su mentario su L’oggetto di devozione per osservare la mente).
L’entità della Legge mistica). 10) In giapponese la parola fede consiste di due caratteri
9) Nichikan Shonin, Kanjin no Honzon Sho Mondan (Com- cinesi.

43
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

La strategia del Sutra del Loto consiste nella fede che conduce alla
vittoria assoluta
Nella sua accezione originale il termine “strategia” si riferisce alle tatti-
che usate per la battaglia, alla scienza della guerra o alle arti marziali.
In senso più generale può indicare il metodo utilizzato per raggiungere
i risultati migliori in tutti i campi e per condurre una vita vittoriosa e
capace di creare valore.
Per “strategia del Sutra del Loto” si intende la fede nel Gohonzon. È la
fede che combatte l’ignoranza e l’illusione, sconfigge il karma negativo e
conduce alla vittoria attraverso una preghiera piena di convinzione e gra-
zie all’infinito coraggio e alla saggezza che scaturiscono da tale preghiera.
Indipendentemente dalla situazione in cui siamo, se ci basiamo sulla
Legge mistica, la Legge fondamentale dell’universo, non ci troveremo
mai a un punto morto. Il potere incomparabile della Legge mistica ci
permette di vincere su tutti gli ostacoli e avere la meglio su tutti i ne-
mici che ci impediscono di percorrere il sentiero dell’ottenimento del-
la Buddità: «Allora sei riuscito [...] a sconfiggere tutti gli altri nemici»
(SDLPE, 394). Queste parole sono un esempio dell’immensa fortuna
che deriva dall’abbracciare e propagare il Sutra del Loto. Il potere della
“strategia del Sutra del Loto” consiste nella capacità di sconfiggere tutti
gli ostacoli e le forze negative attraverso la fede nella Legge mistica.
Il Daishonin spiega che “la strategia del Sutra del Loto” è in effetti
l’essenza della strategia e dell’arte della spada che ha permesso a Shijo
Kingo di uscire indenne e vittorioso dallo scontro con i suoi nemici.
Il fondamento di tutti i nostri sforzi, delle nostre attività e delle nostre
sfide – che si tratti di stare in buona salute, di condurre una vita ap-
pagante e di mostrare la prova concreta guadagnando la fiducia della
nostra comunità e della società – è la strategia del Sutra del Loto o in
altre parole una forte fede.
Alla fine della lettera il Daishonin scrive: «Abbi profondamente fede in
questo. Un codardo non potrà mai ottenere risposta a nessuna delle sue
preghiere».
«La codardia ci chiude gli occhi»:11 questa era la visione di Ralph Waldo
Emerson (1803-82), il filosofo del Rinascimento americano. La codar-
dia ci impedisce di vedere la verità e le cose per quelle che sono. Può
farci vedere una piccola difficoltà come un ostacolo gigantesco e insor-
montabile e addirittura far apparire la strada verso la soluzione di un
problema come un muro spesso che si erge davanti a noi. Il coraggio è
quindi cruciale.
Emerson fa un’affermazione molto interessante: «È chiaro che non esi-
ste un’essenza separata chiamata coraggio; non esistono cellule o speciali
contenitori nel cervello né vasi del cuore che contengono gocce o atomi

44 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di luglio


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

che producono o forniscono questa virtù. Piuttosto il coraggio è la giusta


e sana condizione di ogni essere umano quando è libero di fare ciò che gli
è connaturato fare. È naturalezza, la realizzazione immediata di ciò che
egli ritiene giusto fare».12 Nei termini del Buddismo il coraggio indica lo
spirito più solido e robusto che deriva dalla nostra intrinseca natura di
Budda, la quale potrebbe essere descritta come la nostra “condizione più
sana”; rappresenta lo spirito combattivo di vincere l’oscurità fondamenta-
le e rivelare istantaneamente la natura illuminata del Dharma.
Per noi avere coraggio significa sfidare le situazioni che affrontiamo nel-
la vita reale così come siamo, con la convinzione che noi stessi siamo en-
tità della Legge mistica. Questo è il modo per utilizzare la strategia del
Sutra del Loto e costruire una storia indistruttibile di vittoria e gloria.
Quando ero giovane e lavoravo sotto la direzione di Toda ho affrontato
varie avversità. Ogni qualvolta mi trovavo in un vicolo cieco recitavo
Daimoku per uscirne. Recitavo Daimoku e mi sfidavo nuovamente. Ero
determinato a vincere per il mio maestro e per kosen-rufu e ogni giorno
mi misuravo con forza con un ostacolo dietro l’altro. Alla fine ho trion-
fato su ogni sorta di avversità.
Per il mio maestro. Per kosen-rufu. Se i giovani si impegnano con questo
stesso forte proposito di rispondere al loro maestro e di contribuire a
kosen-rufu, possono far emergere il loro autentico e pieno potenziale e le
loro capacità. Secondo la mia esperienza personale è in ciò che consiste
la “strategia del Sutra del Loto”.
Per tradurre in realtà la visione di Toda mi sono impegnato in prima
linea in tante dure battaglie e grazie a queste sono arrivato a compren-
dere il vero significato della fede che conduce alla vittoria assoluta.
Durante gli undici anni in cui sono stato al fianco del mio maestro ho
dimostrato la prova inequivocabile della vittoria sulla base della strate-
gia del Sutra del Loto. Questa è stata per lui una fonte di grande gioia.
È giunto il tempo per me di affidare ai miei autentici discepoli questa
filosofia pratica che porta alla vittoria certa.
Proprio come fece Toda cinquantacinque anni fa, io ora vorrei chiedere
a tutti i giovani che sono i miei veri successori: «Miei giovani amici, mie
giovani amiche, come realizzerete kosen-rufu? Quali sfide sono di fronte
a voi? Dove e come combatterete e vincerete?».

(Traduzione di Giuseppe Gualtieri)

11) Ralph Waldo Emerson, Society and Solitude (Società 1870, p. 244.
e solitudine), Houghton, Mifflin and Company, Boston, 12) Ibidem, p. 251.

45
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

studio

LO STUDIO DEL MESE


Lezioni di DAISAKU IKEDA sugli scritti di Nichiren Daishonin

DALLA SERIE IMPARARE DAL GOSHO: “GLI INSEGNAMENTI DELLA SPERANZA”

›› AGOSTO
L’INFERNO È LA TERRA DELLA LUCE
TRANQUILLA

Conseguire la Buddità nella forma presente


significa essere Budda sia nella vita
sia nella morte
Pubblicato sul mensile Nel 1950, a causa delle tremende difficoltà che stava affrontando negli affa-
Daibyakurenge di dicembre ri, il mio maestro Toda si dimise dalla carica di direttore generale della Soka
2007 e su Buddismo e società Gakkai per mettere l’organizzazione al riparo da possibili ripercussioni ne-
n. 128, maggio-giugno 2008 gative. Le sue vivaci lezioni di studio alla sede centrale della Gakkai, che
solitamente erano seguite da dozzine di membri, divennero meno frequenti.
Sebbene si trattasse di un periodo molto intenso, Toda trovava comunque
il tempo per tenere delle lezioni di Gosho per piccoli gruppi di persone. Di-
chiarava solennemente: «Dedicherò tutte le mie energie a coloro che hanno
il desiderio di studiare, fosse anche uno solo di voi». E aggiungeva: «Anche
se dovessi cadere nell’inferno, non me ne importerebbe nulla. Condivide-
rei l’insegnamento corretto con gli abitanti dell’inferno e trasformerei quel
luogo nella Terra della Luce Tranquilla. Ma sono preoccupato per cosa ne
sarebbe di voi che siete così giovani nella fede».
Nonostante fosse terribilmente provato e allo stremo delle forze, Toda rac-
coglieva tutta la compassione e l’energia che possedeva per sforzarsi di inco-
raggiare coloro che chiedevano il suo aiuto – che si trattasse di un membro
che stava lottando con il proprio karma e desiderava ricevere un consiglio
nella fede o di un giovane desideroso di apprendere gli insegnamenti del
Buddismo.
Alla fine riuscì a risolvere i suoi problemi finanziari e nel 1951 divenne pre-
sidente della Soka Gakkai. Poco tempo prima della sua nomina aveva tra-
sferito la sede della sua società in una stanza dell’edificio Ichigaya, nei pressi
dell’omonima stazione di Tokyo, e in un’altra stanzetta all’interno dell’edi-
ficio aveva creato una succursale della sede centrale della Soka Gakkai. Lì

46 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di agosto


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Dal Gosho

L’inferno è la Terra della Luce Tranquilla


Ho ricevuto le tue varie offerte.
Niente mi farebbe più felice di sapere che lo scomparso signore di Ueno ha comunicato con te
dall’aldilà, ma so che ciò è impossibile. A meno che non fosse in sogno, non è possibile che tu lo ab-
bia visto. A meno che non fosse una visione, come avresti potuto vederlo? Egli si trova sicuramente
nella Pura terra del Picco dell’Aquila, da dove ascolta e veglia, notte e giorno, su questo mondo di
saha. Tu, sua moglie, e i suoi figli avete soltanto occhi comuni e perciò non potete vederlo, né potete
udirlo, ma sii certa che un giorno vi riunirete a lui. In tutte le tue vite precedenti avrai condiviso il
vincolo del matrimonio con tanti uomini quanti sono i granelli di sabbia del grande mare, tuttavia
l’uomo che hai sposato in questa vita è il tuo vero marito, perché ti ha condotto a praticare il Sutra
del Loto. Perciò devi riverirlo come un Budda: finché era in vita egli era un Budda vivente e ora è
un Budda defunto. Si è Budda sia nella vita sia nella morte. Questa è la profonda dottrina del con-
seguimento della Buddità nella forma presente. Il quarto volume del Sutra del Loto afferma: «Chi
lo sostiene [questo sutra], starà sostenendo il corpo del Budda» (SDLPE, 254). Né la pura terra né
l’inferno esistono al di fuori di noi; entrambi si trovano soltanto nel nostro cuore. Chi è risvegliato
a questo è chiamato Budda, chi è illuso è chiamato persona comune. Il Sutra del Loto ci risveglia a
questa verità e chi abbraccia il Sutra del Loto comprenderà che l’inferno stesso è la Terra della Luce
Tranquilla.
[…] Questo è un insegnamento di fondamentale importanza, tuttavia io lo impartirò a te così come il
Bodhisattva Manjushri espose per la figlia del Re drago l’insegnamento segreto del conseguimento
della Buddità nella forma presente. Dopo averlo udito, impegnati ancor più diligentemente nella
fede. Colui che udendo l’insegnamento del Sutra del Loto compie sforzi ancor maggiori nella fede
è un vero ricercatore della Via. T’ien-t’ai disse: «Dall’indaco, un blu ancora più blu». Il significato di
queste parole è che una cosa tinta nell’indaco diventa più blu delle stesse foglie di indaco. Il Sutra
del Loto è come l’indaco e la forza della pratica è come il blu che diventa sempre più intenso.
[...] Poiché il tuo defunto marito era un devoto di questo sutra, egli ha senza dubbio conseguito la
Buddità così com’era. Non dovresti dolerti tanto della sua morte, eppure per le persone comuni il
cordoglio è naturale. Accade anche ai santi. Alla morte del Budda Shakyamuni, i suoi maggiori di-
scepoli, che pure erano illuminati, piansero mostrando un comportamento da comuni esseri umani.
In ogni caso continua a fare tutto il maggior bene possibile a beneficio del tuo defunto marito. Le
parole di un saggio del passato «Concentra la tua mente sulla nona coscienza e svolgi la tua pratica
nelle sei coscienze» sono perfettamente giuste. Questa lettera contiene uno degli insegnamenti più
preziosi di Nichiren. Conservalo sempre nel tuo cuore.

(Brani scelti, testo integrale: RSND, 1, 403)

Cenni storici: Nel maggio 1274 Nichiren Daishonin lasciò Kamakura e si ritirò a vivere ai piedi del Monte
Minobu. Pochi mesi dopo scrisse questa lettera a una sua discepola, la moglie di Nanjo Hyoe Shichiro e
madre di Nanjo Tokimitsu. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1265, ella aveva allevato da sola i molti figli
ed era stata sempre una sincera seguace del Daishonin. In questa occasione aveva inviato varie offerte per
commemorare il decimo anniversario della morte del marito, e questa lettera esprime l’apprezzamento del
Daishonin per la sua premura e devozione.

47
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

incontrava, per diverse ore al giorno, i membri che venivano a chiedergli


consigli e incoraggiamenti nella fede.
Il Buddismo di Nichiren Daishonin mette in grado tutti coloro che af-
frontano grandi sofferenze di conquistare la felicità suprema. La Legge
mistica ha il potere di trasformare anche l’inferno nella Terra della Luce
Tranquilla.
Un’appartenente al Gruppo donne mi ha raccontato la testimonianza
toccante di una sua conoscente stretta che all’epoca era addetta al ser-
vizio di ricevimento presso l’edificio Ichigaya. La signora rievocava in
maniera vivida l’atmosfera di quei giorni, quando un gran numero di
persone visitava la stanza-ufficio della Gakkai. All’arrivo le persone
avevano espressioni segnate dai problemi e dalle preoccupazioni; all’u-
scita, però, apparivano completamente trasformate, con il volto illumi-
nato da un sorriso brillante. La signora ha raccontato che rimaneva
ogni volta sbalordita da questa trasformazione.
Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda, rispettivamente il primo e il se-
condo presidente della Soka Gakkai, hanno insegnato un modo di vive-
re che consiste nell’impegnarsi costantemente ad accendere la fiamma
del coraggio e della fiducia nel cuore delle persone – illuminando il volto
di un amico o il futuro di una famiglia – affinché ciascuna arrivi a ve-
dere il proprio karma come una missione. Lo spirito fondamentale che
anima il rapporto fra maestro e discepolo nella Soka Gakkai consiste
nell’incoraggiare con cura ogni individuo e nell’ispirare le persone ad
alzarsi insieme per realizzare la nobile missione di kosen-rufu in tutto il
mondo. Finché verrà trasmesso questo spirito, la Soka Gakkai conti-
nuerà a svilupparsi eternamente.
In questa lezione studiamo insieme lo scritto L’ inferno è la Terra della Luce
Tranquilla per trarre insegnamento dalle lotte che il Daishonin ha condotto
con grande serietà per tutta la vita allo scopo di incoraggiare i suoi seguaci.
Esistono opinioni divergenti circa la data esatta di stesura della lettera:
alcuni studiosi suggeriscono che sia stata scritta immediatamente dopo la
morte di Hyoe Shichiro – marito della destinataria della lettera e padre
di Nanjo Tokimitsu1 – avvenuta nel 1265; altri avanzano l’ipotesi che la
stesura sia da collocarsi intorno al 1274, dopo il ritorno del Daishonin da
Sado e il suo successivo trasferimento sul Monte Minobu, periodo duran-
te il quale aveva iniziato una fitta corrispondenza con la famiglia Nanjo.
Il primo componente della famiglia Nanjo a convertirsi al Buddismo di
Nichiren era stato proprio Hyoe Shichiro, un dipendente dello shogu-

1) Nanjo Tokimitsu (1259-1332): seguace laico di Nichiren scepolo diretto e successore di Nichiren, nelle sue attività di
Daishonin e secondo figlio di Nanjo Hyoe Shichiro. Oltre propagazione nell’area del monte Fuji. Il suo aiuto fu cruciale
a sostenere il Daishonin, Tokimitsu aiutò Nikko Shonin, di- per i praticanti all’epoca della persecuzione di Atsuhara.

48 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di agosto


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

nato di Kamakura che il Daishonin teneva in gran conto e che morì nel
1265, in seguito a una grave malattia. Egli aveva seguito con sincerità
le guide del Daishonin mantenendo la fede nella Legge mistica fino alla
fine dei suoi giorni. I suoi familiari portarono avanti la pratica buddista «HO RICEVUTO LE TUE
con la sua stessa purezza di fede. VARIE OFFERTE.
Niente mi farebbe più felice
di sapere che lo scomparso
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
signore di Ueno ha comunicato
La gioia pervade sia la vita sia la morte con te dall’aldilà, ma so che ciò

Nichiren Daishonin scrive: «Finché era in vita egli era un Budda vivente è impossibile. A meno che non
fosse in sogno, non è possibile
e ora è un Budda defunto. Si è Budda sia nella vita sia nella morte». Gra-
che tu lo abbia visto. A meno
zie al grande insegnamento del Buddismo di Nichiren possiamo conse- che non fosse una visione, come
guire la Buddità in questa esistenza e attraversare eternamente il ciclo di avresti potuto vederlo? Egli si
nascita e morte completamente liberi e pieni di infinita speranza. trova sicuramente nella Pura
Se la nostra vita è piena di gioia, lo sarà anche la nostra morte. E se la morte terra del Picco dell’Aquila, da
è colma di gioia, lo sarà anche la prossima vita. Il Daishonin insegna che dove ascolta e veglia, notte e
il ciclo di nascita e morte è un flusso continuo di gioia; spiega inoltre che giorno, su questo mondo di saha.
l’essenza della vita consiste nel dedicarsi a rendere questa gioia una realtà Tu, sua moglie, e i suoi figli avete
soltanto occhi comuni e perciò
concreta della nostra esistenza e ad aiutare gli altri a fare lo stesso.
non potete vederlo, né potete
Lo scritto L’ inferno è la Terra della Luce Tranquilla è una lettera indirizzata
udirlo, ma sii certa che un giorno
alla vedova del signore di Ueno Nanjo Hyoe Shichiro, una monaca lai- vi riunirete a lui. In tutte le tue
ca. Quando Hyoe Shichiro morì, il loro secondo figlio Tokimitsu – che vite precedenti avrai condiviso il
divenne in seguito capo della famiglia Nanjo – aveva sette anni. Lei era vincolo del matrimonio con tanti
incinta del quinto figlio e quindi dovette mettere da parte i sentimenti di uomini quanti sono i granelli di
dolore per la perdita del marito e lottare coraggiosamente per protegge- sabbia del grande mare, tuttavia
re e allevare la prole da sola. l’uomo che hai sposato in questa
Il Daishonin aveva colto l’incontenibile dolore e la tristezza che alberga- vita è il tuo vero marito, perché
ti ha condotto a praticare il Sutra
vano nel cuore di questa madre e si sforzò di incoraggiarla per alleviare
del Loto. Perciò devi riverirlo
la sua sofferenza. All’inizio della lettera le fa notare che se anche avesse
come un Budda: finché era in
visto il marito in sogno, non avrebbe potuto comunicare con lui. La ras- vita egli era un Budda vivente
sicura dicendole che dal punto di vista del Buddismo suo marito si trova e ora è un Budda defunto. Si
ora nella Pura terra del Picco dell’Aquila da cui veglia costantemente è Budda sia nella vita sia nella
sulla famiglia e dove alla fine tutti loro si riuniranno. morte. Questa è la profonda
Il Daishonin la consola con calore, dicendole che tutti coloro che condivido- dottrina del conseguimento della
no profondi legami di fede, siano essi compagni praticanti, membri di una Buddità nella forma presente. Il
quarto volume del Sutra del Loto
stessa famiglia o amici, è certo che alla fine si troveranno di nuovo insieme.
afferma: “Chi lo sostiene [questo
sutra], starà sostenendo il corpo
La Pura terra del Picco dell’Aquila è la “dimora” della vita stessa
del Budda” (SDLPE, 254)».
La Pura terra del Picco dell’Aquila di cui parla il Daishonin non indi-
ca un mondo ultraterreno e immaginario, come ad esempio il paradiso
della Pura terra della perfetta beatitudine a ovest (vedi box a p. 50)
descritto dalla scuola buddista della Pura Terra (Nembutsu).

49
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

In sostanza la Pura terra del Picco dell’Aquila rappresenta il mondo di


Pura terra della perfetta Buddità inerente all’universo stesso. Negli scritti del Daishonin ricorre
beatitudine a ovest: la la frase: «La nostra vita, corpo e mente, in un singolo istante pervade
pura terra descritta nei l’intero regno dei fenomeni»2 (citato in L’oggetto di culto per l’osservazione
sutra della scuola della della mente, RSND, 1, 326). La vita di una persona che muore avendo
Pura Terra. Si narra che mantenuto con convinzione la fede nella Legge mistica entrerà in uno
fosse situata a occidente,
stato vasto e infinito che abbraccia l’intero universo e sarà pervasa da
lontana “cento milioni di
una grande gioia. Toda descriveva questa condizione come «il fondersi
terre del Budda”, e fosse
il luogo dove risiedeva il
con il mondo di Buddità dell’universo».
Budda Amida. Negli scritti del Daishonin troviamo frasi come: «Incontriamoci nella
Pura terra del Picco dell’Aquila» (Lettera alla monaca laica di Ko, RSND,
1, 530) o «Poiché la fortuna che ne deriva di certo non mancherà di dare
frutti, tu lo incontrerai sicuramente e starete insieme nella Pura terra
del Picco dell’Aquila» (Risposta alla santa Konichi, RSND, 2, 906).
La Pura terra del Picco dell’Aquila rappresenta il mondo di Buddità, a
cui si accede soltanto se si mantiene la fede nella Legge mistica fino alla
fine della propria vita. Lì – sul Picco dell’Aquila – potranno riunirsi con
gioia il maestro e il discepolo, i compagni di fede, i componenti di una
stessa famiglia, genitori e figli, marito e moglie, e in verità tutti coloro
che condividono profondi legami di vita.
I Bodhisattva della Terra emergono dal mondo di Buddità e appaiono
in questo mondo di saha pieno di conflitti per portare avanti la missione
di condurre le persone all’Illuminazione. E dopo aver compiuto la loro
missione in questa vita fanno ritorno nel mondo di Buddità insito nell’u-
niverso, la Pura terra del Picco dell’Aquila. Nella dimensione profonda
della vita questo luogo è la “dimora” eterna dei coraggiosi Bodhisattva
della Terra impegnati senza sosta a propagare ampiamente la Legge
mistica; è il regno dei compagni dal tempo senza inizio.
Essere un “Budda vivente” significa manifestare la propria Buddità in-
Gioia senza limiti
nata sulla base di questa consapevolezza ed ergersi coraggiosamente sul
della Legge: la felicità
palcoscenico della propria missione in mezzo alla dolorosa realtà della
suprema e fondamentale
del Budda, il beneficio
vita, agendo per la felicità propria e degli altri. Essere un “Budda defun-
della Legge mistica. to” significa entrare nel sentiero eterno della gioia infinita della Legge
dopo aver completato la propria missione in questa vita, e prepararsi a
iniziare il prossimo viaggio lungo la via del bodhisattva per continuare
a realizzare il proprio voto di condurre gli altri all’Illuminazione.
Lo scopo di questa esistenza è conseguire una nobile condizione spiri-
tuale in cui sentiamo veramente di essere Budda sia in vita sia dopo la

2) Brano tratto dall’opera di Miao-lo Annotazioni su Grande nella vita delle persone in ogni istante, quando esse ottengono
concentrazione e visione profonda. Secondo questo principio, poi- la Buddità i loro corpi e le loro menti permeano il regno dei
ché tutti i dieci mondi e i tremila regni esistono originariamente fenomeni e ottengono una condizione di completa libertà.

50 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di agosto


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

morte percependo che entrambe, la vita e la morte, sono pervase dalla


gioia. Per essere più precisi, ogni momento della nostra esistenza è una
«NÉ LA PURA TERRA NÉ
lotta per raggiungere questo stato vitale.
L’INFERNO ESISTONO AL
Nello scritto che stiamo studiando il Daishonin cita il seguente passo DI FUORI DI NOI; entrambi
tratto dal Sutra del Loto: «Chi sostiene questo sutra starà sostenendo si trovano soltanto nel nostro
il corpo del Budda» (SDLPE, 254).3 Come enunciato in questo brano, cuore. Chi è risvegliato a questo
Nanjo Hyoe Shichiro fu in grado di entrare nel sentiero eterno della è chiamato Budda, chi è illuso
nascita e della morte nel mondo di Buddità poiché aveva perseverato è chiamato persona comune.
nella pratica buddista e conseguito lo stato vitale della Buddità nel Il Sutra del Loto ci risveglia a
questa verità e chi abbraccia
corso di quella esistenza. In tal modo il Daishonin rassicura la monaca
il Sutra del Loto comprenderà
laica di Ueno, poiché è come se le dicesse: «Il tuo defunto marito è cer-
che l’inferno stesso è la Terra
tamente un Budda come dice il Sutra del Loto» e «Tuo marito ha vinto. della Luce Tranquilla.
Ora tocca a te vincere». […] Questo è un insegnamento
di fondamentale importanza,
tuttavia io lo impartirò a te così
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
come il Bodhisattva Manjushri
Il potere benefico della Legge mistica: trasformare l’inferno nella espose per la figlia del Re
Terra della Luce Tranquilla drago l’insegnamento segreto
del conseguimento della
La Pura terra e l’inferno esistono entrambi nella nostra vita. È un’il-
Buddità nella forma presente.
lusione pensare che esistano in qualche altro luogo. Questo è ciò che
Dopo averlo udito, impegnati
insegna Nichiren Daishonin. ancor più diligentemente
Nel passo citato il Daishonin continua a incoraggiare la signora di Ueno nella fede. Colui che udendo
ponendo l’accento sul fatto che lei stessa può ottenere la Buddità, invece l’insegnamento del Sutra
di soffermarsi sull’ottenimento della Buddità del suo defunto marito. del Loto compie sforzi ancor
Coloro che sostengono il Sutra del Loto possono concretizzare nella pro- maggiori nella fede è un vero
pria vita il principio secondo cui “l’inferno è di per sé la Terra della Luce ricercatore della Via. T’ien-
Tranquilla”. In un altro dei suoi scritti il Daishonin dice a Shijo Kingo che t’ai disse: “Dall’indaco, un blu
ancora più blu”.4 Il significato
se fosse stato necessario lo avrebbe accompagnato fino all’inferno: «Per-
di queste parole è che una cosa
ché, se cadessimo nell’inferno insieme, troveremmo là il Budda Shakya-
tinta nell’indaco diventa più blu
muni e il Sutra del Loto» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 754). Questa frase delle stesse foglie di indaco. Il
significa che se Nichiren Daishonin e il Budda Shakyamuni si trovassero Sutra del Loto è come l’indaco
all’inferno, l’inferno non sarebbe più tale, ma diverrebbe una terra del e la forza della pratica è come
Budda. E se così fosse, i guardiani dell’inferno (vedi box a p. 52) non il blu che diventa sempre più
oserebbero attaccare i discepoli del Budda e il Re Yama – re dell’inferno intenso».
– non avrebbe altra scelta che diventare un protettore del Sutra del Loto.
Il Sutra del Loto insegna che possiamo trasformare il luogo dove ci

3) Riguardo a questo brano, tratto dall’undicesimo capitolo stessi corpi non c’è alcun Budda. Cioè il comune mortale [...]
del Sutra del Loto L’apparizione della Torre preziosa, Nichiren allo stadio in cui si è Budda in teoria non è differente dal Budda
Daishonin afferma, nella Raccolta degli insegnamenti orali: «So- [...] allo stadio di perfetta Illuminazione» (cfr. BS, 114, 49).
stenere il Sutra del Loto vuol dire sostenere la fede nel fatto che 4) Grande concentrazione e visione profonda. La frase si trova nel-
i nostri corpi sono il corpo del Budda [...]. Sostenere il corpo la prefazione di Chang-an.
del Budda significa sostenere la fede che all’infuori dei nostri

51
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

troviamo ora nella terra del Budda. Avere fede nel Sutra del Loto si-
Guardiani dell’inferno: gnifica intraprendere la sfida per realizzare questa trasformazione. Di
demoni della mitologia conseguenza i seguaci del Daishonin che perseverano nella pratica del
buddista che tormentano Sutra del Loto non soffriranno nel mondo di Inferno ma godranno di
coloro che cadono uno stato di completa libertà.
nell’inferno. Sono al Il Daishonin intende far comprendere profondamente questo punto alla
servizio di re Yama,
monaca laica di Ueno, che probabilmente aveva già ascoltato varie volte
ritenuto il re dell’inferno
il principio per cui “l’inferno è di per sé la Terra della Luce Tranquilla”.
che giudica e determina
le ricompense e le
Il Daishonin vuole indurla ad afferrare questo principio a un livello an-
punizioni dei defunti. cora più profondo, per consentirle di manifestarlo nella sua vita. Questi
brani esprimono il desiderio sincero del Daishonin che la monaca laica
si dedichi alla pratica buddista con una determinazione più forte.

Il conseguimento della Buddità nella propria forma presente è un


principio di gioia e di speranza
Figlia del Re drago:
Il Daishonin spiega il principio secondo cui “l’inferno è di per sé la Ter-
è la figlia di Sagara,
uno degli otto grandi
ra della Luce Tranquilla” per rassicurare la monaca laica di Ueno che il
re draghi. Secondo il suo defunto marito ha ottenuto senza dubbio la Buddità e per insegnarle
dodicesimo capitolo del che, nonostante lei debba lottare con coraggio per allevare i figli da sola,
Sutra del Loto, Devadatta, la Buddità esiste nella sua vita. La comprensione di ciò è fonte di supre-
la fanciulla drago ma speranza e ispirazione.
concepisce il desiderio Per incoraggiarla il Daishonin riporta l’episodio raccontato nel Sutra del
dell’Illuminazione udendo Loto in cui la figlia del Re drago ottiene la Buddità nella sua forma presente.
il Bodhisattva Manjushri
Il principio del conseguimento della Buddità nella propria forma pre-
predicare il Sutra del
Loto nel palazzo del
sente ha il potere di far sgorgare speranza e gioia nella vita di tutte le
Re drago. Appare poi
persone. Il Daishonin insegna questo principio fondamentale alla signo-
davanti all’assemblea del ra di Ueno per far risplendere un’autentica speranza nel suo cuore. Poi le
Sutra del Loto e dichiara: dice: «Impegnati ancor più diligentemente nella fede. Colui che udendo
«Io espongo le dottrine l’insegnamento del Sutra del Loto compie sforzi ancor maggiori nella
del grande veicolo per fede è un vero ricercatore della Via».
riscattare gli esseri viventi Il Daishonin spiega i profondi princìpi del conseguimento della Buddità
dalla sofferenza» (SDLPE,
nella forma presente e dell’inferno che è di per sé la Terra della Luce
263), conseguendo
Tranquilla per aiutare i discepoli ad approfondire la fede.
istantaneamente la
Buddità nella sua forma
Il Buddismo non è un gioco di parole o un insegnamento fatto di soli
presente. concetti. Tutti i princìpi esposti in questo scritto insegnano che la Buddi-
tà – fonte di suprema speranza – risiede dentro di noi. Se accettiamo che
ciò sia vero per la nostra vita, e ci crediamo fermamente, allora tale fede
e tale convinzione ci permetteranno di disperdere l’oscurità o ignoranza
che offusca la nostra Buddità, facendola risplendere.
Per questo la cosa più importante è la fede. Quanto più approfondiamo
la fede, tanto più la nostra vita sarà tinta dei colori della Buddità. Per
spiegare questo punto il Daishonin riporta le parole del Gran Maestro

52 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di agosto


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

cinese T’ien-t’ai: «Dall’indaco, un blu ancora più blu».5


Le foglie della pianta dell’indaco sono di colore verde con tenui sfuma-
ture blu. Se una cosa viene immersa ripetutamente nella tinta ottenuta
dall’estratto di queste foglie, essa diventerà di un colore blu intenso e
vibrante. Lo stesso accade alla nostra pratica per il conseguimento della
Buddità in questa esistenza: il Sutra del Loto che espone questo prin-
cipio può essere paragonato alle foglie della pianta di indaco, mentre
praticare il Buddismo del Daishonin è come l’azione di essere ripetuta- «POICHÉ IL TUO
mente immersi nel colorante prodotto da queste foglie. In altre parole, se DEFUNTO MARITO ERA
attraverso il Buddismo di Nichiren approfondiamo la nostra fede ascol- UN DEVOTO DI QUESTO
tando gli insegnamenti e ci impegniamo sempre più intensamente nella SUTRA,
pratica buddista, possiamo manifestare la Buddità nella nostra vita at- egli ha senza dubbio
tuale e ottenere l’Illuminazione in questa esistenza. conseguito la Buddità così

Lo scopo dello studio del Gosho non è soltanto comprendere lo spirito del com’era. Non dovresti dolerti
tanto della sua morte, eppure
Daishonin e approfondire la nostra fede ma anche – imparando i profondi
per le persone comuni il
princìpi del Buddismo – acquisire la solida convinzione che la speranza e cordoglio è naturale.
la pace risiedono nei nostri cuori e agire seriamente per la felicità nostra Accade anche ai santi.
e degli altri; al tempo stesso lo scopo dello studio è raccogliere il coraggio Alla morte del Budda
di sfidare le nostre difficoltà imparando dall’esempio del Daishonin che Shakyamuni, i suoi maggiori
ha trionfato su prove e ostacoli enormi. Questa è la chiave pratica dello discepoli, che pure erano
studio del Buddismo, uno studio che possiamo applicare alla nostra vita illuminati, piansero mostrando
quotidiana. Teniamo sempre bene a mente questo punto. un comportamento da comuni
esseri umani.
In ogni caso continua a fare
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin tutto il maggior bene possibile
a beneficio del tuo defunto
Seguite il sentiero della vostra missione, così come siete marito. Le parole di un saggio
Conseguire la Buddità nella propria forma presente non significa ac- del passato “Concentra la tua
quisire qualità eccezionali e speciali bensì raggiungere, come comuni mente sulla nona coscienza
mortali, un illimitato ed eterno stato vitale caratterizzato dalle virtù di e svolgi la tua pratica
eternità, felicità, vero io e purezza (vedi box a p. 54). nelle sei coscienze”6 sono
I benefici e i doni della Legge mistica sono incommensurabili. Ogni for- perfettamente giuste. Questa
lettera contiene uno degli
ma di vita, non importa in quale dei dieci mondi si trovi, è originaria-
insegnamenti
mente un’entità della Legge mistica. Di conseguenza, anche se in questo
più preziosi di Nichiren.
momento ci troviamo nel mondo di Inferno, cambiando la disposizione Conservalo sempre
o il fulcro della nostra mente possiamo immediatamente manifestare lo nel tuo cuore».
stato vitale più alto e più puro come entità della Legge mistica: questo
è il significato del conseguimento della Buddità nella forma presente.
Naturalmente “Buddità nella propria forma presente” non significa che ot-

5) Questa analogia, contenuta nell’opera di T’ien-t’ai Gran- una profonda comprensione.


de concentrazione e visione profonda e in altri testi, è usata per 6) Fonte sconosciuta.
spiegare che attraverso uno studio costante si può ottenere

53
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

terremo la Buddità se indulgiamo nella sofferenza o ci arrendiamo all’in-


Eternità, felicità, vero dolenza, ma implica la necessità di cambiare il fulcro della nostra mente
io e purezza: sono momento per momento. Nichiren Daishonin ha rivelato il Gohonzon, l’Og-
le quattro virtù che getto di devozione, affinché ogni persona possa intraprendere questa lotta.
descrivono le nobili Il Daishonin ha dato espressione concreta al supremo stato vitale che ha
qualità della vita di conseguito iscrivendolo nella forma del Gohonzon. Coloro che recitano
un Budda. “Eternità”
Nam-myoho-renge-kyo con fede in questo Gohonzon possono disperdere
indica una condizione
l’oscurità o ignoranza che avvolge la loro vita e far sgorgare lo stato di Bud-
immutabile ed eterna;
“felicità” indica una
dità che è una cosa sola con la Legge mistica. Credere nel Gohonzon signi-
tranquillità che trascende fica credere che il supremo e nobile stato vitale manifestato dal Daishonin
tutte le sofferenze; esiste anche nella nostra vita. Significa perseverare nella fede e nella pratica
“vero io” indica la come devoti del Sutra del Loto, come ha fatto il Daishonin. Soltanto impe-
vera natura intrinseca; gnandoci nella fede con lo spirito che lui ci ha insegnato possiamo vincere
“purezza” indica la l’ignoranza o oscurità che ottenebra la nostra vita.
libertà dalle illusioni e dai In questo scritto il Daishonin dichiara che Hyoe Shichiro, essendo stato
comportamenti errati.
un devoto del Sutra del Loto, ha sicuramente ottenuto la Buddità nella
sua forma presente. In altre parole, in virtù del fatto che è stato un devo-
to del Sutra del Loto, egli è stato un “Budda vivente” finché era in vita e
ora è un “Budda defunto”. In base a ciò il Daishonin rassicura la mona-
ca laica di Ueno che suo marito ha sicuramente goduto della pace della
mente durante l’esistenza in vita e che, dopo la morte, dimora nell’eterna
e indistruttibile condizione di Buddità inerente all’universo. Basandosi
su questa profonda visione della vera natura della vita, la incoraggia con
calore: «Non dovresti dolerti tanto della sua morte».

Persone che vincono nel mondo reale


Il Daishonin prosegue dicendo che, anche se comprendiamo questo di-
scorso con l’intelletto, come comuni mortali tendiamo naturalmente a do-
lerci per la perdita di una persona amata. Sottolinea il fatto che in queste
circostanze perfino i saggi provano tristezza. Incoraggia allora la monaca
laica di Ueno a fare il maggior bene possibile così che il suo defunto mari-
to ne tragga beneficio. In altre parole le sta dicendo di trasformare il suo
dolore in preghiera per la felicità eterna del marito.
Nichiren Daishonin aveva sempre a cuore i sentimenti dei suoi discepoli.
Ogni singola parola di questa lettera è come un abbraccio caloroso che
avvolge la monaca laica di Ueno. Questo immenso cuore, vasto come
il cielo o l’oceano, è il cuore del Budda dell’Ultimo giorno della Legge.
In questa parte della lettera il Daishonin esorta la sua seguace a sfor-
zarsi il più possibile nella fede perché, elevando la sua afflizione per la
perdita del marito in una preghiera basata sulla Legge mistica, gli sforzi
che compirà nella fede renderanno nobile la sua vita e le permetteranno
di concretizzare il principio del conseguimento della Buddità in questa

54 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di agosto


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

esistenza. Offrire preghiere per i defunti basandosi sulla Legge mistica


costituisce una parte meravigliosa della pratica buddista.
Non serve a niente fingere di fronte al Gohonzon. Dovremmo pregare
così come siamo: con gioia quando stiamo bene e con tristezza quando
ci sentiamo giù di morale. Dovremmo considerare sia la sofferenza sia la
gioia come fatti della vita e continuare a recitare Nam-myoho-renge-kyo
in modo risoluto fino alla fine. Grazie all’immenso potere della Legge
mistica, ogni nostra preghiera è parte integrante della nostra pratica bud-
dista. Coloro che continuano a recitare in modo risoluto Nam-myoho-ren-
ge-kyo, qualunque cosa accada, riporteranno una vittoria autentica. Una
persona che recita con questo spirito e manifesta il potere della Legge
mistica nella propria vita è un vero “Budda vivente”.
Il presidente Toda diceva: «Essere Budda significa godere di una com-
pleta pace della mente nella profondità del proprio essere. [...] Abbrac-
ciando il Gohonzon, la vita di una persona malata si trasformerà in una
vita dominata da una completa pace della mente. Grazie a questo pro-
fondo senso di serenità che la pervade, questa persona proverà piacere
per il semplice fatto di vivere. [...] Considerare la vita come gioia asso-
luta non significa forse essere Budda? Tutto questo non vuole dire forse
ottenere lo stesso stato vitale del Daishonin?».7
Per spiegare questo stato vitale alla monaca laica di Ueno il Daishonin
cita le seguenti parole: «Concentra la tua mente sulla nona coscienza e
svolgi la tua pratica nelle sei coscienze».
La “nona coscienza” rappresenta la vita libera da contaminazioni che è una
cosa sola con la Legge mistica, la verità ultima. Indica anche la natura di
Budda innata nella vita. La nostra vita è intrinsecamente un palazzo dove
dimora la “regina della mente”,8 o entità fondamentale della mente, nota
come nona coscienza. Nel Gosho troviamo l’espressione «il palazzo della
nona coscienza,9 l’immutabile realtà che regna su tutte le funzioni della
vita» (Il reale aspetto del Gohonzon, RSND, 1, 738). Il Daishonin iscrisse
questa realtà insita nella nostra vita nella forma del Gohonzon. Di con-
seguenza, “concentrare la propria mente sulla nona coscienza” significa
semplicemente recitare Nam-myoho-renge-kyo con fede nel Gohonzon.
Le “sei coscienze” stanno a indicare i cinque sensi (vista, udito, odorato,
gusto e tatto) che funzionano in risposta ai fenomeni del mondo intorno
a noi, più la coscienza che integra questi cinque sensi. In altre parole, le
sei coscienze indicano la nostra vita reale in questo mondo. “Svolgere la

7) Josei Toda, Toda Josei Zenshu (Opere complete di Josei 9) La nona coscienza è paragonata a un palazzo perché è la
Toda), Seikyo Shimbunsha, Tokyo, 1982, vol. 2, pp. 446-47. funzione centrale della vita ed è una sola cosa con la verità
8) La “regina della mente” si riferisce al fulcro della mente eterna e immutabile.
che controlla i differenti livelli di funzionamento della mente.

55
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

propria pratica nelle sei coscienze” significa stabilire saldamente lo stato


di Buddità dentro di noi, rendendo la nostra vita il luogo della pratica.
Questo è il principio secondo cui la fede si manifesta nella vita quotidiana.
Si potrebbe dire, inoltre, che “concentrarsi sulla nona coscienza e svol-
gere la pratica nelle sei coscienze” comprende tutte le attività della Soka
Gakkai, perché mentre siamo impegnati a costruire la nostra vita sulle
solide fondamenta del mondo di Buddità diffondiamo la Legge mistica
e conduciamo le persone all’Illuminazione all’interno della società con
tutti i suoi problemi e le sue sofferenze.
Incoraggiare gli altri nella fede richiede uno sforzo serio e a tutto cam-
po; esige che vi sia una potente interazione al livello più profondo della
vita che chiama in causa il funzionamento dei “tremila regni in un sin-
golo istante di vita” di ciascuna persona. Significa dedicarsi alla sfida di
lucidare se stessi per consolidare la Buddità e al tempo stesso elevare la
vita dei nostri amici così che essi possano fare altrettanto.
Quale fonte di forza e coraggio deve essere stata questa lettera per la
monaca laica di Ueno!
Quando era avanti negli anni, questa madre ammirevole perse improvvi-
samente il quinto figlio, di soli sedici anni. Il suo secondo figlio e capofa-
miglia, Tokimitsu, fu colpito da una grave malattia che gli costò quasi la
vita. Pur dovendo lottare contro un destino così doloroso, la monaca laica
di Ueno non smise mai di ricercare gli insegnamenti del Daishonin, conti-
nuò a combattere tenacemente e riportò una splendida vittoria.
È meraviglioso poter lottare accanto a un maestro che ha una profonda
comprensione della visione buddista della vita e della morte. Il principio
del conseguimento della Buddità nella propria forma presente si attua
concretamente quando il maestro e il discepolo sono in grado di assapo-
rare la gioia sia nella vita sia nella morte.

(Traduzione di Giuseppe Gualtieri)

56 || buddismo e società | 201 || studio | lo studio di agosto


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

obiettivo
Per mettere a fuoco un aspetto della vita
alla luce del Buddismo

IL MOMENTO
CRUCIALE
Non è facile dare una lettura buddista univoca e stabile di quello che sta succedendo. E quan-
to più si approfondisce l'insegnamento, quanto più si recita Daimoku, tanto più si presentano
nuove riflessioni, in una continua evoluzione di consapevolezza e convinzione. Vi proponiamo
su queste pagine i nostri "lavori in corso"

Onorare il presente
Ci sono momenti che valgono anni.
Attimi che cambiano il corso di una vita.
Il tempo non scorre tutto uguale nell’esperienza, solo nell’astrazione. Sappiamo
troppo bene che il tempo dell’orologio non è davvero il tempo. Che il tempo
per il Buddismo è quello che cambia e trasforma: è l’istante.
Nella vita che scorre regolare questa percezione è camuffata dalla routine,
dalle cose che si ripetono uguali a se stesse. Svegliarsi, la doccia, la colazione,
il lavoro, gli appuntamenti, gli affetti.
«Dal novantesimo
Eppure non è vero. Succede sempre qualcosa, anche se non ce ne accorgiamo.
al centesimo anniversario
Il principio di ichinen sanzen lo spiega bene. Ogni istante contiene tremila pos-
sibilità. 180.000 al minuto. 10 milioni e 800.000 all’ora. Anche questo istante, della fondazione sono
mentre scrivo, mentre leggi, è fatto così: per agire un cambiamento. dieci anni che determinano
È commovente. E la preghiera è il modo per sentirlo: osservare la realtà con la un'importante svolta
saggezza del Budda. Bene, questo vale sempre.
per tutto il genere umano».
Poi ci sono momenti come quello che stiamo vivendo.
E allora “onorare l’istante”, che è una possibilità sempre presente, diventa Quando abbiamo letto
un’occasione straordinaria. Perché decidere una svolta, nelle nostre singole queste parole di Daisaku
vite, può accadere e anzi accade, per ciascuno e ciascuna, in tempi differiti: a Ikeda nessuno immaginava
me in un momento, a te in un altro. Ma ora c’è una svolta che coinvolge l’intero
quello che poi sarebbe
pianeta, e allora questa svolta acquista un valore enorme.
Il maestro Ikeda ci aveva avvertito: «Dal novantesimo al centesimo anniversario successo
della fondazione della Soka Gakkai, sono dieci anni che determinano un’impor-
tante svolta per tutto il genere umano» (Seikyo Shimbun, 18 dicembre 2019).
Quando abbiamo letto queste parole per la prima volta credo che nessuno e
nessuna di noi immaginasse quello che poi è successo: il virus, la pandemia, il
lockdown, il mondo che cambia.
Sì, il 2020 è il primo anno fondamentale di una decade fondamentale.

57
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Il mondo sembra apparentemente più fermo e isolato e realtà che restava fuori. Ma nell’era della globalizzazione
invece tutto sta cambiando alla velocità della luce. Dagli questo non è più possibile. Nell’era della pandemia da
equilibri mondiali a quelli personalissimi; dalle strade coronavirus questo non è più possibile.
delle città che, a marzo, abbiamo visto per la prima vol- D’altronde lo dice la parola stessa. “Pandemia” viene
ta incredibilmente deserte, alle nostre case che, per un dal greco pan (tutto), demos (popolo). La definizione
periodo, sono diventate il mondo. originaria è “riunione di tutta la popolazione”. Nessun
È essenziale essere presenti come non mai in questo accenno alla “malattia” nell’etimo di questa parola. Solo
cambiamento. il significato profondo che “pandemico” è qualcosa che
Mettere la preghiera al centro di tutto. Ci vuole un riguarda tutto il mondo.
coraggio mai tirato fuori prima, una fede scintillante che È accaduto un imprevisto simbolico.
crede, immensamente crede, che quello che la vita ci Qualcosa destinato a cambiare la nostra epoca. Perché
offre sono le condizioni migliori per la felicità nostra e le caratteristiche simboliche del virus sono travolgente-
del pianeta. mente nuove. Il virus non è un nemico. Perché il nemico
Assumersi la responsabilità del nostro karma è qualcosa sono io che respiro e respirando posso contagiare chi
che abbiamo deciso dal primo Nam-myoho-renge-kyo. mi è accanto. Dunque non servono le bombe. Non è una
Ma ora di più. È il tempo delle decisioni profonde, quelle guerra. Il virus non si può bombardare. Non è nemmeno
che lo trasformano, il karma. Ci vuole una condizione una catastrofe naturale, un terremoto, uno tsunami che
vitale intensa e fortissima, che è a portata di mano per noi travolge chi incontra sul suo passo, sui quali poco pos-
che pratichiamo, se solo lo desideriamo ardentemente. siamo. È una cosa nuova e stavolta il nostro comporta-
Aprire gli occhi ciechi e cambiare tutto quello che di noi mento, visibile e invisibile, è più che mai determinante.
va cambiato. Che occasione magnifica. Il virus si affronta con la responsabilità.
C’è qualcosa che arriva, imprevisto e potente, che con- Proprio come quando ci ammaliamo e usiamo la malat-
tiene velocità e lentezza, solitudine e relazione, orrore e tia per trasformare qualcosa di più profondo, non aspet-
bellezza. Tutto vorticoso. tando che passi, anche ora che è l’intero pianeta ad
Stare nel presente sapendo che questo è il momento per essere ammalato dovremmo fare la stessa cosa.
illuminare tutto quello che di noi ancora non abbiamo illu- Non vivere nell’attesa, ma rispondere: sì, io cambio.
minato. Puntare la luce della fede in ogni angolo lasciato Decido di esserci con tutta me.
ancora buio per abitudine. Perché “tanto c’è tempo”. E In un incoraggiamento del 29 dicembre Sensei scrive:
invece va fatto ora. Senza aspettare il dopo, che quando «Quando cambia il nostro ichinen, noi cambiamo./
arriverà non sarà più il dopo che avevamo immaginato. Quando noi cambiamo/ cambia il nostro ambiente,/
Per la prima volta nella storia dell’umanità siamo dav- cambia il mondo» (NR, 666, 9).
vero un’unica cosa. I drammi e gli sconvolgimenti finora Shi-mei, usare la vita. Ora più che mai.
avvenuti nella storia avevano sempre qualche pezzo di (Gianna Mazzini)

A un certo punto ho provato gioia


«Le sofferenze a cui Ho sentito lo sgomento di tutti i miei simili. La vulnerabilità della mia specie.
sono sottoposti tutti Mai come in questo momento mi sono sentita umana. Ho percepito che non ci
gli esseri viventi sono sono distinzioni, se non di nome, come riporta il presidente Ikeda nella Propo-
tutte sofferenze di sta di pace 2020: «Mentre tra gli esseri viventi esistono distinzioni relativamen-
Nichiren» te alla forma fisica – affermava Shakyamuni – tra gli esseri umani non esistono
(Sul rimproverare Hachiman, tali distinzioni. Le distinzioni tra gli esseri umani vengono indicate solo dalla
RSND, 2, 879) denominazione» (BS, 200, Allegato, p. 8).

58 || buddismo e società | 201 || rubriche | obiettivo | il momento cruciale


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

«Le onde di gioia che si generano


nella nostra vita attraverso la
recitazione del Daimoku si propagano
Mi sono sentita tangibilmente parte di un flusso. «Le fino ad abbracciare l'intero universo.
sofferenze a cui sono sottoposti tutti gli esseri viventi
Di conseguenza è impossibile che
[...] sono tutte sofferenze di Nichiren» (RSND, 2, 879).
«Poiché tutti gli esseri viventi sono malati, io sono mala- non rechino gioia alle nostre famiglie,
to» (cfr. nota 2 a p. 6). Mai prima d’ora ho sentito così comunità e società» (D. Ikeda, BS, 148, 42)
vere queste frasi, mai mi sono sentita così unita agli altri,
alle altre, sebbene abbia sempre provato solidarietà Cercavo di comprendere cosa intendesse Sensei quan-
e vicinanza per chi era più povero, più malato, meno do ci incoraggiava a “vincere entro il 3 maggio”. Data
libero, in generale meno fortunato di me. Ma forse mi che stranamente coincideva con l’inizio della fase 2
sentivo su un gradino più alto, e quindi la compassione, stabilita dal governo. Ho ripreso in mano il Gosho L’eroe
l’indignazione e la lotta per la giustizia erano mosse del mondo: «La legge del Budda riguarda principalmen-
inconsciamente quasi da un senso di pietà, se non da te la vittoria o la sconfitta, mentre la legge del re si basa
un senso di colpa. su ricompensa o punizione» (RSND, 1, 741). Cosa vuol
Questa volta, sebbene vivessi comunque una situazione dire? Spesso il termine “vittoria” ci dà fastidio, sembra
di gran lunga privilegiata, sia per karma collettivo sia enfatico, roboante. Ma nel Gosho è scritto così, non si
per karma individuale, e soprattutto grazie alla saggez- scappa. Ho recitato Daimoku per sentirlo vero.
za e alla fortuna costruite in oltre 36 anni di pratica che E proprio il 3 maggio ho vinto, quando ho letto, nel mes-
mi hanno permesso di arrivare pronta a questo appun- saggio del presidente Harada, un brano di una lezione
tamento, è come se fossi scesa dal piedistallo. E allora del presidente Ikeda sul Gosho Adottare l'insegnamento
tutte le sofferenze, non solo quelle della pandemia, ma corretto per la pace nel paese.
anche di chi vive sotto le bombe, di chi scappa dal pro- «Le persone autenticamente religiose – spiega Ikeda –
prio paese per fame, povertà o paura, di chi conduce non hanno a cuore soltanto il loro interesse personale,
la sua esistenza ai margini del mio mondo, tutte quelle non si sentono appagate nel ristretto ambito della sfera
sofferenze che io non ho mai provato direttamente han- individuale. Essere autenticamente umani significa pre-
no fatto irruzione nel mio cuore. gare e operare per trovare una soluzione ai problemi
E mi hanno lasciato quasi senza fiato. Preoccupata che affliggono tutti i nostri simili, e conseguire pace e
per i “quattro quadranti del paese”, per contrastare un benessere nella società. […] La chiave per rendere pace
devastante senso di impotenza mi sono aggrappata al e prosperità stabili nel nostro mondo risiede nel cuo-
Gohonzon, ho recitato tantissimo Daimoku, molto molto re degli esseri umani, nelle preghiere per la pace e la
di più di quanto faccia normalmente. tranquillità formulate dalla gente e in ogni persona che
forgia una solida identità personale attraverso la propria
Il motore per lottare e vincere rivoluzione umana» (NRU, 4, 191).
A un certo punto ho provato gioia. Mi sono ricordata Queste parole hanno ricomposto i tasselli del puzzle. Io,
che il ritmo del Daimoku è quello della tarantella. Ho ca- gli altri, la sofferenza, la gioia, il senso della mia vita, del-
pito un’altra volta (me ne ero dimenticata) che non c’è la vita di tutti. La funzione del mio e del nostro Daimoku,
contraddizione tra provare una forte sofferenza e avere che abbraccia tutti e quattro i quadranti del pianeta.
una condizione vitale alta, gioiosa e positiva, Non c’è Quel nitrito dei cavalli bianchi che ravviva il volto del re
dualismo. Anzi la gioia è il potere e il motore per lottare e lo fa governare con saggezza ed energia (vedi la para-
e vincere (sarà una risata che vi seppellirà…). E questa è bola di Re Rinda e dei cavalli bianchi a p. 60).
stata la mia prima vittoria. Ho riportato questa gioia nel- E ho ricordato la promessa originale, quella che Nichiren
la mia quotidianità, alle persone a me vicine, per strada Daishonin ci esorta a non dimenticare nel "momento
nelle interminabili file per fare la spesa, agli amici e alle cruciale". Quella che il nostro maestro, proprio il 3 mag-
amiche nelle lunghe telefonate quotidiane. Ho scelto di gio, sintetizza in 18 parole: «Sto pregando dal profondo
sostenere economicamente alcune persone che lavora- del cuore affinché si realizzi una grande trasformazione
no per me ma erano impossibilitate a farlo e ho fatto del karma di tutta l’umanità» (NR, 674, 11).
l’offerta per kosen-rufu con una consapevolezza nuova. (Maria Lucia De Luca)

59
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

IL DAIMOKU CHE RISVEGLIA “IL SOVRANO”


La parabola di Re Rinda e dei cavalli bianchi
«Tanto tempo fa – racconta il Daishonin – vi fu un grande divenne luminosa come il sole, la sua pelle fresca come la
sovrano di nome re Rinda. Fintanto che poteva udire il ni- luna» (Cavalli bianchi e cigni bianchi, RSND, 1, 945).
trito dei cavalli bianchi questo sovrano manteneva un colo- «La sua mente divenne chiara e brillante come il sole, la
rito sano, aveva grande vigore e forza e non aveva bisogno sua amministrazione retta ed equa, [...] e il regno pro-
di cibo. […] Ma i cavalli bianchi nitrivano solo quando riu- sperò per innumerevoli epoche» (Risposta alla madre di
scivano a scorgere i cigni bianchi. E a un certo punto, forse Ueno, RSND, 1, 955).
perché il sovrano governava in maniera sbagliata oppure «Il nitrito dei cavalli bianchi è il suono delle nostre voci
per via di qualche cattivo karma passato, tutti i cigni scom- che recitano Nam-myoho-renge-kyo. Quando Brahma,
parvero. E quando non rimase più nemmeno un singolo Shakra [...] e gli altri odono questo suono, com’è possi-
uccello, i cavalli bianchi non nitrirono più. E quando i cavalli bile che non assumano un colorito sano e brillino di luce
bianchi cessarono di nitrire, la carnagione del re diventò splendente? Come possono mancare di proteggerci?
pallida, le sue forze si esaurirono, il suo corpo diventò ma- Dobbiamo essere fermamente convinti di questo!» (Re
gro e avvizzito e i suoi programmi di governo divennero Rinda, RSND, 1, 880).
inefficaci. Ben presto il paese precipitò nel caos. […] «Questa parabola – spiega Daisaku Ikeda – ci insegna
In quel tempo viveva un discepolo del Budda di nome il potere che ha la recitazione del Daimoku di attingere
Bodhisattva Ashvaghosha o Nitrito di Cavallo. Quando alla nostra innata forza vitale e infondere vigore e dina-
egli pregò i Budda delle dieci direzioni, i cigni bianchi mismo alla società. […] Il Daimoku è la forza trainante
apparvero immediatamente e i cavalli bianchi iniziarono per l'adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel
a nitrire. Quando il re ne udì il suono, il suo colorito co- paese. Le onde di gioia che si generano dalle nostre vite
minciò a migliorare, gli tornarono le forze e la sua pelle attraverso la recitazione del Daimoku si propagano istan-
assunse un aspetto fresco. Apparvero altri cigni bianchi taneamente fino ad abbracciare l’intero universo. Di con-
e poi altri ancora, finché ci furono mille uccelli, e mille ca- seguenza è impossibile che non creino onde di gioia nel
valli bianchi nitrirono tutti insieme come galli che cantano cuore di tutti gli esseri viventi e che non rechino gioia alle
all’alba. Quando il re udì questo suono, la sua carnagione nostre famiglie, comunità e società» (cfr. BS, 148, 32-42).

Capaci di creare pace


A qualcosa servirà tutto questo. E forse un poco abbiamo imparato. A compren-
dere l’inessenziale che ci ingombra la vita. A non fare affidamento sull’imperma-
nenza. A sentire la fragilità dell’essere umano, commovente. A renderci conto
LA PACE NON che bisogna cambiare. Ma come? Che fare? Come contribuire a una trasforma-
zione necessaria per il bene nostro, e degli altri, e di questo pianeta?
È LONTANA, Pace e sicurezza in questa vita e buone circostanze nella prossima promette il
NON È UN SOGNO Sutra del Loto.
O UN’UTOPIA. Non è una magia, c’è un viaggio lungo da fare dentro queste parole. Un viaggio
CHIUNQUE PUÒ attivo, la cui meta non è che a un certo punto arriva o appare, siamo noi a doverci
avvicinare, a poterla costruire con le mani, i pensieri, le intenzioni. Quanta pace
COSTRUIRLA c’era nella nostra vita? Quanta sicurezza? E quanta ce ne sarà domani? Dipende da
A PARTIRE noi. Da quello che facciamo, che faremo. Ci vuole un guizzo di speranza, saggezza,
DA DENTRO coraggio per scavare sotto l’apparente e immobile attesa che rischia di rendere il
tempo e noi stessi privi di senso, come un foglio bianco che bianco rimane.
Forse abbiamo imparato a pulire meglio la nostra casa, le nostre mani, ma il nostro
cuore, la nostra vita? Nichiren Daishonin leggeva con occhi illuminati. Microcosmo

60 || buddismo e società | 201 || rubriche | obiettivo | il momento cruciale


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

e macrocosmo, le stelle, i pianeti, i grandi avvenimenti e coraggio di tornare a vivere nella sua casa, dopo esser-
i nostri piccoli movimenti interiori: «La vita in ogni istan- ne scappata da adolescente. E c’era tanto sporco, grasso
te – scrive ne Il conseguimento della Buddità in questa sulle pareti, cattivi odori. Mi misi a pulire. Pulivo, pulivo, e
esistenza – abbraccia il corpo e la mente, l’io e l’ambiente scoprivo montagne di biglietti, scontrini che riempivano
di tutti gli esseri senzienti dei dieci mondi e anche di tutti i cassetti, contenitori vuoti di yogurt impilati e nascosti
gli esseri insenzienti dei tremila regni: le piante, il cielo e dietro la macchina a gas, nella credenza, sotto il lavandino.
la terra, fino al più piccolo granello di polvere. La vita in Pulivo e piangevo. Sto pulendo la sua testa, pensai, la sua
ogni singolo istante permea l’intero regno dei fenomeni e follia. Sto pulendo la mia, e il mio odio, il rancore, i brutti
si manifesta in ognuno di essi» (RSND, 1, 3). ricordi. Era vero. Era così. Mia madre non è mai guarita
davvero, ma da quel momento non fu più violenta, e io
Pensieri, parole, azioni imparai a guardarla con occhi diversi, a vedere la genialità
Non c’è separazione, e se c’è è una illusione dannosa, pe- delle sue fisime, il suo essere libera, la sua forza che non
ricolosa. La pace va creata innanzitutto dentro. Ed è da si piegava mai. Da quel momento l’odio ha cominciato a
costruire, come una casa fatta di pensieri, parole, azioni sciogliersi e ha fatto posto alla nostra relazione, è diven-
concrete. Bisogna cercarla nel proprio essere come un tata nonna, è riuscita a vivere da sola quando siamo cre-
granello di luce che può illuminare le giornate e trasfor- sciuti, senza lamentarsi mai. Due anni fa è morta. Come
mare le attese, gli attimi, le relazioni. Ora, proprio qui dove voleva, senza ospedali, senza dottori, senza soffrire. E
siamo. Perché le cose che mi abitano dentro e quelle fuori quando se ne è andata, davanti al mio Gohonzon ho sen-
interagiscono in continuazione, si compenetrano, creano tito sgorgare una gratitudine verso di lei immensa, felice.
realtà. Guerre o pace, sicurezza o catastrofi. Nichiren ci- C’era pace tra noi, ce la siamo costruita, abbiamo regalato
tava il quarto volume di Parole e frasi per spiegare questa al mondo un bel colore.
intima e severa connessione: «Poiché la collera cresce di
intensità, si scatenano conflitti armati. Poiché l’avidità cre- Imparare a riconoscere i propri veleni
sce di intensità, sopraggiunge la carestia. Poiché la stupi- La felicità ha molto a che fare con la nostra capacità di
dità cresce di intensità, scoppiano le epidemie. E poiché si creare pace intorno a noi. Ed è importante, io credo, im-
verificano queste tre calamità, i desideri terreni diventano parare a riconoscere nella propria vita quei veleni che
più intensi e le false visioni prosperano sempre più» (Rac- possono causare piccole guerre, disgrazie, eventi disa-
colta degli insegnamenti orali, BS, 110, 58). strosi, come un’epidemia. Possiamo guardarle quasi negli
Quando iniziai a praticare mi colpì molto l’idea di kosen- occhi la collera, l’avidità, la stupidità che ci incatenano
rufu. E chi la spiegò. Disse che la pace non era lontana, e quello che generano. Ci sono, ci saranno sempre, ma
non era un sogno o un’utopia. Chiunque può crearla nel- possiamo ogni volta lavarle via, come ci laviamo le mani,
la propria vita, nella propria casa, nella propria famiglia. come ci togliamo di dosso i vestiti sporchi. Senza fin-
Come una macchia di colore che si allarga, si unisce ad zione, senza aspettative. Pulirsi dentro, rinfrescare men-
altre piccole macchioline di pace, centinaia, migliaia, e te e pensieri, recitare Nam-myoho-renge-kyo. E trovare
se sono milioni la pace ci sarà. C’è. A partire da sé, dalla la forza, la lucidità necessaria a riconoscere la rabbia,
responsabilità di ogni singola persona. la superficialità di tante scelte che non si preoccupano
I cambiamenti avvengono quando cambiamo noi. Qualsiasi delle conseguenze, l’illusione di poter essere felici senza
persona che pratica il Buddismo ha sicuramente avuto tenere a mente la felicità degli altri. Certo, forse è vero,
esperienza di quanto un cambio di rotta, una trasforma- il mondo sembra essere così malato di illusioni, menzo-
zione interiore influisce sul proprio ambiente, modifican- gne, dissidi: la politica, l’economia, la società. E ci stiamo
do la realtà. Quando iniziai a praticare avevo vent’anni e dentro con tutte le scarpe, come nelle sabbie mobili. Ma
odiavo mia madre, impazzita che ero una bimba. Avevo qualcosa, forse, possiamo ancora fare, con i nostri sen-
l’infanzia piena di scenate, violenze verbali gratuite, mostri timenti, relazioni, il nostro modo di esserci e agire. Per
dell’anima. Mi accorsi che se odiavo lei, se odiavo chi mi creare pace, sicurezza, la nostra piccola chiazza di colo-
aveva dato la vita, non avrei mai potuto amare davvero re. Che dipinga il mondo mischiandosi ai suoi riflessi, alle
le giornate, il caldo del sole, il rumore della pioggia, l’idea sue splendide luci.
di un futuro capace di assaporare la felicità. Così trovai il (Manuela Vigorita)

61
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

TEMPO DI CRISI
e di decisioni (o forse di "pazzie")
Quante volte ci troviamo di fronte a un problema, forse tutti Ho capito come voglio vivere, ho capito in che direzione
i giorni. Alcuni sono piccoli e sono soltanto dei fastidi. Non devo andare? Voglio risvegliare la mia natura di Bodhi-
ci cambiano la vita. Altri sono grandi, enormi e riescono a sattva della Terra e percorrere quella strada piena di valo-
minarci le fondamenta, a mettere in discussione tutto quel- re. Ebbene devo decidere e iniziare a camminare in quella
lo su cui poggiavano le nostre certezze. Ecco, sono proprio direzione. C’è qualcosa che mi frena, la mancanza di co-
questi momenti quelli più fecondi. La parola crisi, in cinese, raggio, la pigrizia, il “tira a campare”. La mia vita è troppo
ha proprio questo doppio significato. Quell’ideogramma piccola, troppo egoista, per accogliere fino in fondo que-
da un lato rimanda al peso di un ostacolo, a un impedimen- sto grande ideale. Per giorni cerco la soluzione a questa
to, a un evento drammatico. Al contempo lo stesso ideo- domanda: “Come si fa a decidere?” Poi finalmente mi torna
gramma fa riferimento al futuro, al cambiamento: signifi- in mente la storia del Ragazzo delle Montagne Nevose che
ca “occasione”. In questo periodo di lockdown ho sentito si gettò nelle fauci di un demone per ottenere la seconda
molti riferirsi a questa crisi come a una preziosa occasione metà di un insegnamento buddista.
per cambiare la vita: per ripensare agli affetti più importan- Devo mettere da parte la ragione. Penso che ogni grande
ti, per chiarire un’autentica scala di valori, per ridisegnare decisione abbia molto a che fare con quel salto nel buio,
un’esistenza meno stressante, più a misura d’essere uma- quella specie di scommessa, in cui puntiamo tutto sulla
no. Un momento drammatico e prezioso. fede, anche a costo della nostra vita, la nostra solita vita.
Passano i giorni e continuiamo a dire che questa è un’oc- Proprio “come un pazzo” direbbe qualcuno. È un salto fuo-
casione, scorrono le settimane e rischiamo che l’occasio- ri dalla logica comune: non ci sono elementi ragionevoli
ne passi via senza averla sfruttata. Rischia tutto di svanire dalla mia parte. Anche il Ragazzo delle Montagne Nevose
come la neve al sole. Cosa debbo fare per impedire che potrebbe essere scambiato per un pazzo, ma lui sapeva
questo periodo non si trasformi in un’occasione mancata? che quella scelta, quel salto, era la più nobile delle scelte
Occorre prendere una decisione seria. Seria non significa e sarebbe stata portatrice di infiniti benefici. In fondo in
triste, anzi bisogna essere leggeri, radiosi. Seria piuttosto fondo, nella sua essenza, la sua scelta è proprio quella mia.
significa profonda, ostinata, paziente e tenace. (Lodovico Prola)

Guarire
Per me è sempre stata la cosa più bella. Guarire. Tornare a stare bene, con l’espe-
rienza di avercela fatta. Sentire la forza della vita che riprende a scorrere dentro
di me, funzionare di nuovo.
LA REALTÀ È Non parlo solo della guarigione da una malattia fisica: c’è guarigione in ogni
superamento, in ogni svelamento, in ogni comprensione più profonda. La mia
IMPERMANENZA. prima esperienza di guarigione risale alla mia infanzia, e la devo a mio padre.
UNA PERSONA Eravamo in vacanza nella casa dei nonni che affacciava sulla spiaggia, e al tra-
CHE NON PERCEPISCE monto si doveva rientrare. Io piangevo, tanto, insistentemente. Pensavano che

QUESTA VERITÀ fossero i capricci di una bambina che non vuole smettere di giocare, e mi diceva-
no tante cose giuste sull’orario di cena e sul fatto che domani saremmo scesi di
SOFFRE nuovo. Ma io continuavo a piangere.
Una volta a casa, mi sono fatta coraggio e ho deciso di parlare. Ho detto che pian-
gevo non perché volevo restare alla spiaggia, ma perché avevo paura di morire.
L’avevo detto.
Con sollievo ho visto che mio padre, invece di disperarsi pure lui perché gli avevo
ricordato una cosa alla quale è meglio non pensare, mi ha guardato con un’atten-

62 || buddismo e società | 201 || rubriche | obiettivo | il momento cruciale


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

zione nuova, e sorridendo mi ha preso in una stanza, io e «Non basta riconoscere che tutti i fenomeni sono im-
lui da soli. Mi ha detto che non c’è da avere paura, io ero permanenti, bisogna percepire in essi la Legge mistica,
piccola e la cosa ancora non mi riguardava, ma che morire e questa visione profonda […] è l’Illuminazione del Bud-
è naturale, quando arriva non ti spaventa più, è come un da. […] Quando ci illuminiamo a questa verità, invece di
prato, dove le margherite devono lasciare il posto ad altre soffrire per l’impermanenza della vita sperimentiamo le
margherite nuove e così è sempre fiorito. quattro nobili virtù del Budda: eternità, felicità, vero io e
Le sue parole mi convincevano, ma soprattutto mi dava purezza (jo, raku, ga, jo)» (Ibidem).
sollievo vedere i suoi occhi sorridenti, la sua calma. Lui Guardando le cose da questa prospettiva tutto cambia.
non se lo era dimenticato che si deve morire, ma mi stava La sofferenza, il senso di impotenza, il dolore si trasfor-
insegnando che si può vivere bene anche sapendolo. mano in qualcosa di altro. Acquistano un senso diverso
Da allora ho introiettato un senso di bellezza e di giu- perché noi ci spostiamo su un piano diverso, altrettanto
stezza della vita che, in fondo in fondo, non mi ha più vero di quello che ci appare l’unico possibile, anzi di più.
abbandonato.
In questi giorni così eccezionali sono ritornata a quell’e- Per esempio l'eternità
sperienza precoce e fondante, perché sento il bisogno di Normalmente, se pensiamo a qualcosa che vorremmo
guarire ancora. L’unicità del momento ha fatto sì che mi non morisse mai, che restasse così per sempre, usiamo
sia sentita chiamata a usare bene il tempo di queste irri- questa parola, un fermo immagine assoluto che fissa
petibili settimane, a non sprecarlo, per indirizzare, foca- nel tempo un sentimento, una condizione, un momento
lizzare, lasciare andare e curare qualcosa che in questa di felicità. Invece come virtù del Budda è tutta un’altra
“crisi” sta venendo in superficie (da qualche parte ho let- cosa: «Jo, l’eternità, è insita nel cambiamento, è la ten-
to che “apocalisse” vuol dire rivelazione), che per molti denza della vita a rinnovarsi superando tutti i punti morti
e molte ha significato “perdita” (di una persona cara, del in un’ondata inesauribile di energia creativa» (Ibidem).
guadagno, di equilibri di sopravvivenza). Che grande respiro. Che sollievo definitivo.
Torno e ritorno al concetto buddista dell’impermanenza, A noi decidere quando è tempo di abbandonare lo scoglio
per cui tutto è governato dal movimento ciclico dell’en- al quale restiamo abbarbicati per non perdere la vita che
trare in esistenza, esistere, cambiare, sparire. “diamo per scontata” e andare in mare aperto. La fiducia
«L’infelicità e la sofferenza derivano dall’illusione che le di ottenere molto di più è la promessa del Budda: «Il Dai-
cose impermanenti siano permanenti. “Chi considera shonin dichiara che nell’istante in cui comprendiamo che
scontata la propria vita – scrive Ikeda – ha paura della la nostra esistenza impermanente è l’entità della Legge
morte, chi considera scontata la propria giovinezza teme mistica, essa viene permeata dalle quattro quattro nobili
l’idea di invecchiare e chi dà per scontata la propria salute virtù. Questa affermazione non è né idealistica né teorica:
è sconvolto quando si ammala” (MDG, 731). La verità è possiamo sperimentarla nella nostra vita» (Ibidem).
che la realtà è impermanenza. Una persona che non per- Che la mia esistenza impermanente è l’entità della Legge
cepisce questa verità soffre» (Da una lezione di Katsuji mistica scaturisce da ogni preghiera profonda, offerta con
Saito, BS, 135, 40). fede e senza porre barriere, che mi fa sentire vera la possi-
Dunque si tratta di allargare lo sguardo e non dare per bilità di vivere in quel tipo di eternità.
scontata la propria condizione, considerandola naturale e Emerge ogni volta che, cercandola con il Daimoku di
necessaria. Una crisi, un’interruzione, una morte sono, per Nam-myoho-renge-kyo, tocco la mia intima verità, provo
l’universo, eventi ancor più necessari e naturali del nostro gioia e sento di poter arrivare alla verità delle altre perso-
contingente singolo equilibrio, e possono riguardarci e ne, solo così con autenticità e valore.
colpirci in ogni momento. Ma come si fa? (Marina Marrazzi)

«Quando ci dedichiamo a realizzare la nostra missione di Bodhisattva della Terra, la nostra vita soggetta alle quattro
sofferenze di nascita, invecchiamento, malattia e morte viene pervasa dalle nobili virtù di eternità, felicità, vero io
e purezza e diveniamo capaci di liberarci dalle dolorose catene delle sofferenze di nascita e morte. Vivere e morire
mantenendo un’eterna devozione alla Legge mistica rappresenta la verità insita nella vita stessa» (MDG, 756)

63
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

per i bambini e le bambine


rubriche
Dalla serie Arcobaleni di speranza, scritti di Daisaku Ikeda per i bambini e le bambine delle scuole elementari

ZHOU ENLAI
L’importanza
di mantenere
le promesse
Molto amato Io feci una promessa molto importante al premier cinese Zhou Enlai (1898-
1976), un leader molto amato e rispettato dal suo popolo che contribuì a
dal suo popolo, fu uno gettare le fondamenta per lo sviluppo della Cina moderna.
dei fondatori della Zhou Enlai trascorse la sua gioventù in una nazione occupata da potenze
Repubblica popolare straniere da molti decenni. Durante la seconda guerra sino-giapponese (1937-
cinese e suo primo 1945) e la seconda guerra mondiale, in particolare, vi furono tragiche perdite
di vite umane e la popolazione cinese ne soffrì terribilmente. Nel corso dei
Premier. Grazie allo secoli il Giappone aveva imparato molto dalla Cina, dalla scrittura al Buddi-
spirito di verità e smo, ma le autorità militariste in tempo di guerra indebolirono e calpestarono
giustizia e all’impegno questo paese da cui avevano tratto un così grande beneficio culturale.
a prodigarsi per il Sin da giovane Zhou si batté per il benessere delle persone. Sopravvissuto
ai tumulti della guerra, fu uno dei fondatori della Repubblica popolare cine-
bene delle persone e
se nel 1949 e lavorò alacremente per ricostruire il suo paese. Ma era l’epoca
della società che della guerra fredda e il mondo era diviso in due blocchi contrapposti. Alla
lo animarono fin nuova Repubblica popolare cinese non fu consentito di entrare a far parte
da bambino, diede delle Nazioni Unite e a quel tempo non c'era alcun tipo di relazione diplo-
un contributo matica tra Cina e Giappone.
Nel 1968, durante un discorso a più di diecimila giovani, invitai i presenti
essenziale alla ad allacciare legami di amicizia tra Cina e Giappone. Molti giapponesi non
costruzione della condividevano la mia visione e subii delle minacce. Ma il premier Zhou, più
Cina moderna di chiunque altro, fu profondamente felice del mio appello.

64 || buddismo e società | 201 || rubriche | per i bambini e le bambine | arcobaleni di speranza


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Mi strinse energicamente la mano e mi guardò dritto

negli occhi. Tutti i grandi leader hanno uno

sguardo intenso

Lo incontrai per la prima volta il 5 dicembre denti: «Per quale fine studiate?», e la maggior
1974, una gelida sera, in un ospedale di Pechino. parte di loro rispose: «Per il mio futuro», o «Per
Sebbene si trovasse in ospedale per una malat- diventare ricco». Quando toccò a Zhou, egli si
tia grave, quando mia moglie ed io arrivammo alzò in piedi e dichiarò a gran voce: «Per aiutare
si alzò per salutarci: «Grazie per essere venu- il popolo cinese a rialzarsi di nuovo». Lo spiri-
ti – disse con voce chiara – ci tenevo molto a to di verità e giustizia, l’impegno a prodigarsi
incontrarvi». Mi strinse energicamente la mano e per il bene delle persone che soffrivano e per
mi guardò dritto negli occhi. Tutti i grandi leader il benessere della società illuminavano il suo
hanno uno sguardo intenso. giovane cuore.
In seguito scoprii che a causa della gravità della Dopo aver terminato la scuola elementare chie-
sua malattia i medici non erano favorevoli a far- se aiuto a un altro parente benestante, che lo
gli ricevere visite; ma lui era così determinato a iscrisse alla prestigiosa scuola media di Nankai
conoscerci che ci accolse con estrema cortesia. nella città di Tianjin. Era sempre molto povero
Preoccupato per la sua salute, cercai di rendere e spesso saltava il pranzo; aveva un’unica divisa
breve la nostra visita, tuttavia Zhou ignorò le scolastica che lavava da solo e che curava con
raccomandazioni dei dottori e continuò a par- molta attenzione.
lare con noi. Sebbene le sfide non mancassero, Zhou aveva
Verso la fine del nostro incontro lo esortai a pren- un irrefrenabile desiderio di imparare. I suoi
dersi cura della sua salute, per il bene della pace sforzi instancabili e il suo rifiuto di essere scon-
mondiale e del popolo cinese. Era convinto – mi fitto dalle avversità commossero gli insegnanti
disse – che le nazioni di tutto il mondo dovrebbe- e la sua retta fu azzerata. Dopo il diploma venne
ro agire in nome del mutuo rispetto e sostegno. a studiare in Giappone.
Zhou Enlai aveva 76 anni e io 46; mi chiese di Per inciso, la scuola media di Nankai dove stu-
continuare a lavorare per costruire un'amicizia diò divenne poi l'Università di Nankai presso la
duratura tra Cina e Giappone per il bene della quale, mantenendo vivo lo spirito della relazio-
pace in Asia e nel mondo. Promisi che l'avrei fatto. ne tra me e Zhou, è stato istituito il “Gruppo
di ricerca Zhou Enlai e Daisaku Ikeda” dove i
PER AIUTARE IL POPOLO giovani, futuri leader, studiano assieme.
CINESE A RIALZARSI Rimanendo fedele al suo scopo giovanile, Zhou
Zhou Enlai nacque il 5 marzo 1898 nella provin- intraprese un percorso per diventare un leader
cia orientale dello Jiangsu. Poiché la sua fami- dedito a servire coloro che soffrono. Superò
glia era povera fu adottato da uno zio, e alla molte sfide, alcune delle quali spaventose, fino
morte di quest’ultimo la zia indirizzò tutto il suo a diventare il primo Premier della Repubblica
amore e la sua dedizione verso il bambino, inse- popolare cinese e contribuire in modo duraturo
gnandogli poesie, canzoni, storie e la pittura. al benessere della società.
Purtroppo quando Zhou aveva solo nove anni Ciò che ha reso Zhou così grande è aver sempre
sia sua madre che sua zia si ammalarono e mantenuto le promesse.
morirono. Così fu costretto ad andare a vivere Ad esempio una volta, poco prima di visitare
da un altro zio a più di mille chilometri a nord. un paese africano per tener fede a una sua
Nonostante questi tragici eventi, Zhou non promessa, emerse una situazione pericolosa.
mancò mai di fare i compiti per casa. Era un Nonostante molti gli raccomandassero di posti-
bambino serio, gentile e premuroso nei con- cipare il viaggio, lui proseguì secondo i suoi pia-
fronti degli amici. ni, dicendo che quanto più grandi sono i pericoli
Un giorno il preside della scuola chiese agli stu- che le persone affrontano, tanto più urgente è

65
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Mantenere le promesse ci consente di costruire amicizie solide: un vero


amico è qualcuno che tende la mano nel momento del bisogno

offrire la propria solidarietà. La sua visita con- Cina e ho promosso visite e interazioni tra i gio-
tribuì a costruire forti legami di amicizia con la vani di entrambe le nazioni. A giugno del 2015
popolazione di quel paese. i membri del Gruppo giovani della Soka Gakkai
Mantenere le promesse ci consente di costruire sono stati invitati in Cina dalla Federazione
amicizie solide: un vero amico è qualcuno che giovanile cinese (Acyf, All-China Youth Federa-
tende la mano nel momento del bisogno. tion). Hanno visitato numerosi luoghi in giro per
Quando il premier Zhou studiava in Giappone, la nazione e approfondito i legami di amicizia
dovette rientrare in Cina prima della fioritura con i giovani cinesi.
dei ciliegi. Durante il nostro incontro espresse
Nel nostro il desiderio di tornare in quel periodo e aprire
incontro espresse un nuovo capitolo di amicizia tra i due paesi. LA LEALTÀ FA CAMBIARE IL CUORE
il desiderio Sfortunatamente non gli fu possibile realizzare DEGLI ALTRI
di tornare in tale visita prima della sua morte, avvenuta nel Forse vi è familiare la storia di Corri, Melos!,
Giappone nel gennaio 1976. una vicenda che sottolinea l’importanza di
periodo della Desideravo fare il possibile per rispondere al mantenere le promesse. Melos, il protagonista,
fioritura dei desiderio di Zhou. L'anno dopo il nostro incon- deve correre con tutte le sue forze per riuscire
ciliegi, ma non tro la Soka University accolse un gruppo di a mantenere una promessa fatta al suo amico,
gli fu possibile. studenti cinesi. Era la prima volta da quando la che si trova nelle grinfie di un perfido re. Dopo
L'anno dopo la Cina era diventata la Repubblica popolare cine- molteplici ostacoli, quando sta quasi per darsi
Soka University se. Come simbolo di un’amicizia imperitura, gli per vinto, Melos riesce a rilanciare, raggiunge la
accolse un gruppo studenti cinesi e giapponesi piantarono insieme destinazione in tempo e onora la sua promessa.
di studenti nel campus universitario il “ciliegio di Zhou”. La lealtà dimostrata al suo amico contribuirà
cinesi che, Da allora ogni primavera gli alberi di ciliegio anche a far cambiare il cuore del re cattivo, che
come simbolo piantati in onore del premier Zhou e di sua era crudele e aveva perso fiducia nella bontà
di un’amicizia moglie Deng Yinchao (1904-1992) fioriscono dell'essere umano.
imperitura, meravigliosamente. Molti visitatori, anche gio- Spero che ognuno e ognuna di voi diventi un
piantò insieme vani, che stimano la coppia, si riuniscono per Melos di Soka. Affido a voi il compito di portare
agli studenti godere di questo spettacolo. avanti l'amicizia e la pace con le persone nel
giapponesi il Come un alberello impiega anni per diventare mondo. So che lo farete.
“ciliegio di Zhou” un albero grande e forte, così l'amicizia tra Cina Affinché possiate adempiere a questa missione,
e Giappone può avere forti radici e fiorire solo per favore studiate alacremente, sviluppate la
quando viene coltivata dai giovani, generazione vostra personalità e affinate le vostre capacità.
dopo generazione.
Dopo la scomparsa di Zhou Enlai ho continua-
to a coltivare l'amicizia con sua moglie Deng
(Traduzione di Audrey Quinto da Boys and Girls Hope News,
Yingchao. Mi sono anche dedicato con tutto mensile della Soka Gakkai dedicato ai bambini e alle bambine
il cuore agli scambi culturali e didattici con la delle scuole elementari, del 1 dicembre 2015)

66 || buddismo e società | 201 || rubriche | per i bambini e le bambine | arcobaleni di speranza


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Bimestrale dell’Istituto Buddista


Italiano Soka Gakkai
numero 200 - luglio/agosto 2020

Direttore Alberto Aprea


Direttrice editoriale Anna Conti
Direttrice responsabile Maria Lucia De Luca
In redazione Marina Marrazzi

Redattori
Roberto Carvelli, Alessandra Fornasiero,
Mirko Lugli, Gianna Mazzini, Monica Piccini,
Lodovico Prola, Manuela Vigorita

Progetto grafico e impaginazione


Cristina Canestrelli, Francesca Dalle Mulle,
Daniele Novarini, Sabrina Taddei

Correzione di bozze
Antonio Andronico, Laura Arduini,
Monica Berardi, Michela Berti,
Marcella Candido, Carla Celani,
Alessandra Chirivino, Maya Costantini,
Daniela Emili, Francesca Maresi,
Thalia Skerlj, Federica Tagliani,
Paola Tarantino, Letizia Vitagliani,
Simona Vitale

Fotografi
Arnaldo Albertoni, Fulvia Bernacca,
Simona Caleo, Raffaela Conti, Fabrizio
Farese, Jessica Guidi, Omar Kheiraoui,
Rosapaola Lucibelli, Mauro Petito,
Andrea Sabatello, Eva Tomei

Hanno collaborato a questo numero


Marialuisa Cellerino, Paolo Napoli,
Chiara Pantaleo, Audrey Quinto

Progetto grafico
Cristina Canestrelli

Illustrazioni
p. 64: Paolo Lupardi

Foto
Copertina: Fulvia Bernacca
pp. 11, 13, 15, 16: Fulvia Bernacca
pp. 12, 14: Jessica Guidi
p. 32: Archivio Seikyo Shimbun

Le avventure di Gomma e Carboncino


Ideazione e testi: Debora Petrocelli
illustrazioni: Francesca Proietti Sorbini

Redazione: Via Tiburtina 1321


00131 Roma tel. 06.872861
Finito di stampare
nel mese di maggio 2020
presso la tipografia TMB Stampa s.r.l.,
[Link] Alexandre Gustave Eiffel 100,
00148 Roma
Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione
Iscritto al n. 3506 dei registri della stampa
del tribunale di Firenze l’8-10-1986

Euro 3,50
[Link]
buddismo-e-societa@[Link]
[Link]/buddismoesocieta

L'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai tratta i dati


personali degli abbonati nel pieno rispetto della norma-
tiva vigente. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito
web [Link]
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Ogni persona merita di vivere in una società pacifica

e godere di felicità e buona salute. Tutti gli esseri umani

hanno il diritto di vivere senza sentirsi minacciati

da un ambiente nocivo, dalla fame e dalle malattie infettive. Nel


mondo attuale la salute, insieme alla pace,

è un fattore essenziale dei diritti umani fondamentali

ed è diventata una questione della massima rilevanza

per la dignità della persona

Le nostre Noi di
pubblicazioni: Esperia
un dialogo siamo presenti
sempre aperto anche a distanza
Le riviste Il Nuovo Rinascimento In questo momento particolare
e Buddismo e società continuano a ispirare chi lotta della nostra vita e della nostra attività
per la propria rivoluzione umana e per la pace, buddista, il sito [Link] è pienamente
diffondendo la saggezza per approfondire operativo. È possibile acquistare online
la fede attraverso l'insegnamento dei nostri maestri. tutti i libri sul Buddismo e gli accessori per
la pratica buddista (juzu, campane, incensi
Anche se i negozi dei Centri culturali
e candele...).
sono chiusi, gli abbonamenti si possono fare online
direttamente dal portale abbonamenti Gli ordini vengono evasi entro 24 ore
[Link]/abbonamenti e inviati velocemente in tutta Italia.
o anche tramite bonifico bancario I pagamenti sono sicuri
(vedi terza di copertina). e se l'ordine supera i 30 euro
la spedizione è gratuita.
L’ufficio abbonamenti si può contattare scrivendo a
[Link]
buddismo-e-societa@[Link]
oppure telefonando allo 055 4269900.
Per consultare le "domande più frequenti" o lasciare un
messaggio: [Link]

pubblicazione a stampa: ISSN 1591-9919 | pubblicazione online: ISSN 2465-1869


IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE A FIRENZE CMP PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI
2 000026 012016 Poste italiane spa - spedizione in abbonamento postale D.L. 353/03 conv. L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 2, DCB Firenze

Potrebbero piacerti anche