BS193
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invincibili
La Soka Gakkai
La Soka Gakkai (fondata in Giappone dagli educatori Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda nel 1930) e
la Soka Gakkai Internazionale (Sgi, nata nel 1975 e presente attualmente in 192 paesi del mondo) sono
organizzazioni laiche i cui membri praticano e diffondono il Buddismo di Nichiren Daishonin. In Italia il
movimento della Sgi è rappresentato dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ente religioso fondato
nel 1998, la cui Intesa con lo Stato italiano è entrata in vigore nel luglio 2016.
La principale attivita della Soka Gakkai in tutto il mondo consiste nel promuovere piccole riunioni informali
di quartiere, aperte a tutti, in cui si dialoga della vita quotidiana e dei problemi della società alla luce
dell'insegnamento buddista.
Attuale presidente dell'Sgi è Daisaku Ikeda, che ha dedicato la vita alla diffusione della pace e
dell’emancipazione individuale su scala globale fondando scuole, università e istituzioni per promuovere
la cultura e gli scambi tra i popoli. Nel corso degli anni ha dialogato con rappresentanti autorevoli del
mondo della politica, dell’educazione e dell’arte di livello internazionale alla ricerca di risposte ai problemi
globali, ha sostenuto le attività delle Nazioni Unite, ha scritto una vasta mole di lavori sui temi della pace
e della condizione umana.
Secondo Ikeda la chiave per una pace duratura a livello mondiale e per la felicità di tutti gli esseri umani sta
nella trasformazione personale, come scrive all'inizio del suo romanzo La rivoluzione umana: «La rivoluzione
umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un
cambiamento nel destino di tutta l’umanità».
speciale
4 studio
INVINCIBILI
(LA FORZA DELLA RESILIENZA) 42
6 Resalio. La vita è capace LA SAGGEZZA PER CREARE
8 Possiamo scegliere il futuro LA PACE E LA FELICITÀ
brani scelti da scritti di Daisaku Ikeda, a cura della Sgi
se abbiamo uno sguardo chiaro sul passato
Kosen rufu e la pace mondiale / 12
9 Quando cambiamo la lettura del mondo ventiseiesimo capitolo
10 Comunità resilienti e sostenibili I TRE PRESIDENTI FONDATORI
E LA STRADA DI MAESTRO E DISCEPOLO
11 La sfida della creazione di valore PARTE SECONDA: TODA E IKEDA/2
di Daisaku Ikeda
24
65 L'ARTE DI VIVERE
Gomma, Carboncino e le storie di Domitilla
speciale
invincibili
(la forza della resilienza)
È la capacità
di far fronte agli urti della vita.
Non significa solo saper superare
le difficoltà: la resilienza
è l’abilità di utilizzare
gli eventi avversi per scoprire in sé
potenzialità nuove e inesplorate.
A livello collettivo consiste
nell'affrontare eventi difficili
trovando la forza e le risorse
per una nuova fase di crescita.
Una comunità resiliente
sa costruire relazioni,
condivide intenti e valori,
ed è consapevole della propria storia.
Perché conservare la memoria
illumina il presente
e sviluppa la resilienza dei popoli
affinché un altro mondo
sia possibile.*
«Se rimaniamo
invincibili nel cuore
– scrive Daisaku Ikeda –
possiamo procedere
passo dopo passo,
confidando
nella prossima vittoria».
Avete presente il film Vita di Pi dove, in seguito al naufragio di un transatlantico che trasporta
un circo al completo, un giovane indiano si ritrova su una scialuppa in mezzo all’oceano da
solo con una tigre feroce, e alla fine riesce a salvarsi?
A ogni nuova difficoltà (gliene capitano di Un eroe? Un campione di "resilienza" piut-
tutti i colori) si pensa: beh, questo è troppo, tosto: le mirabolanti capacità che mette in
non ce la può fare. Eppure, quella capacità di gioco sono tutte perle di un patrimonio con-
mordere la vita, di trovare soluzioni incredibili diviso, perché la resilienza è una qualità che
per non cedere agli elementi, di tirare fuori esiste in natura, fa parte della vita e appartie-
l’ultima goccia di coraggio che non crede di ne anche alla materia.
avere, alla fine lo portano in salvo. In fisica definisce la capacità di un materiale
di resistere alle forze che gli vengono applicate: d’animo”, scrive il filosofo Umberto Galimberti
è resiliente se non contrasta l’urto fino a spez- in un articolo di qualche anno fa, e forse l'e-
zarsi ma lo ammortizza e lo assorbe in virtù spressione basterebbe senza dover ricorrere a
delle proprietà elastiche della sua struttura. parole inutilmente "tecniche" (vedi una nostra
Etimologicamente si fa derivare dal latino re- intervista a lui su questo numero, p. 19). È quella
salio, che denota l’azione di risalire su una bar- forza che riconosciamo al fondo di una deci-
ca capovolta dalle onde del mare, o al verbo sione presa dopo aver analizzato tutti i pro e
resilire, rimbalzare, saltare indietro. In ogni caso i contro, perché in quella scelta ci sentiamo a
indica la capacità di reagire a qualsiasi caduta, casa. «Essere se stessi, assolutamente se stessi:
di sopportare qualsiasi carico. questa è la forza d’animo».
Un concetto che ha fatto fortuna, e così il termine Qualcosa da non cercare lontano, ma al fon-
ha valicato l’ambito tecnico. Secondo l’Accade- do di noi. Maurizio Andolfi, neuropsichiatra
mia della Crusca il suo uso esplode intorno al infantile e terapeuta della famiglia, si sofferma
2011: da allora il sostantivo – insieme al corrispon- sulla capacità di trovare la forza “da ciò che
dente aggettivo “resiliente” – compare sempre non si è avuto”. «Molte persone crescono con
più spesso sui media e si applica agli ambiti più il sentimento di quello che non hanno avuto e
diversi. In ecologia si chiama resiliente un sistema ne soffrono così tanto che tutti i loro rapporti
capace di tornare velocemente al suo stato ini- finiscono per essere danneggiati. Ma il punto
ziale dopo una perturbazione; nella produzione non è tornare indietro e far avere a quella per-
dei tessili si dice di un tessuto che riprende la sona ciò che le è mancato, piuttosto aiutarla ad
forma originale dopo una deformazione, senza accettare i suoi buchi, le sue perdite come punti
strapparsi; in psicologia, le persone resilienti sono di forza e non di debolezza. Aiutarla a trovare la
quelle capaci di far fronte in maniera positiva forza da ciò che non ha avuto, mentre di solito
agli eventi traumatici e di riorganizzare la vita di si pensa che la forza provenga solo da quello
fronte alle difficoltà, quelle che, nonostante tutto che si è avuto» (BS, 99, 44).
e talvolta contro ogni previsione, riescono a dare Se la resilienza è una dotazione base degli esseri
nuovo slancio alla propria esistenza e a ripartire umani, ci si può allenare a svilupparla. Per esem-
“risalendo” sulla barca rovesciata della loro vita pio, cambiando il modo in cui vediamo noi stessi
dopo averla di nuovo ribaltata. e il mondo (vedi box alla pagina seguente).
Il giornalista e semiologo Stefano Bartezzaghi Tutto ciò risuona con l’essenza del Buddismo,
la definisce “parola chiave di un’epoca” dal for- che ci incoraggia a credere nella nostra forza
te valore simbolico, visto che l’accesso interpre- senza limiti, a vivere trasformando i veleni in
tativo più frequente alla condizione economica, medicine e a rialzarci ogni volta con incrollabile
politica ed ecologica mondiale è fornito da una fiducia per quante volte abbiamo vacillato.
parola di tutt'altro tenore: crisi. In fondo ogni problema può essere un grande
Ma, tornando a noi, viene da chiedersi dove la masso sul quale inciampare per sprofondare
troviamo tutta questa potenza per non cedere nella terra o sopra il quale salire per guardare
e farcela alla fine? ancora più lontano (cfr. BS, 155, 16).
Una volta la si chiamava semplicemente “forza (Marina Marrazzi)
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È necessario promuovere
una coscienza collettiva
a partire dalla memoria
della storia universale per far sì
che non si ripetano le stesse tragedie
(dall'Appello ai giovani del mondo per la resilienza e la speranza)
agire su di essi nel presente, e non essere destinati alla base tendenze comuni a ogni essere umano.
a ripeterli, come il karma personale di ognuno. Per questo il punto di partenza è essere consa-
Siamo chiamati ad alzarci e scegliere consapevol- pevoli che se vogliamo un mondo senza armi nu-
mente la direzione che vogliamo seguire prenden- cleari dobbiamo lavorare sul nostro disarmo inte-
do il testimone da chi ci ha preceduto. A riguardo riore. Che se vogliamo un mondo senza razzismo
Arnold J. Toynbee scrive: «Non siamo destinati a dobbiamo iniziare a conoscere la nostra paura e
far ripetere la storia; è possibile imprimerle, at- il nostro pregiudizio. Così avanti per ogni macro-
traverso i nostri sforzi e in relazione alla nostra tema, il punto di partenza siamo sempre noi.
situazione personale, una svolta nuova e senza Può sembrare un’impresa più grande di noi ma
precedenti» (BS, 164, 8). la cosa positiva è che non solo abbiamo tutti gli
Ci viene chiesto di leggere il presente con una len- strumenti per poter trasformare questa oscurità
te non illusa, con la consapevolezza che anche le fondamentale, ma siamo anche gli unici a poter-
peggiori tragedie non sono casi unici ma hanno lo fare. (Valeria Rotili)
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Comunità
resilienti
e sostenibili
Sono basate
su reti informali,
radicate in una profonda
fiducia tra persone unite
dal desiderio comune
di affrontare e sanare
circostanze difficili.
La resilienza
può fiorire
quando nasce
dal basso, come
parte integrante
delle relazioni
che mediano la vita
quotidiana degli
abitanti di una
comunità
La sfida della
creazione di valore
D A L L A P R O P O S TA D I PA C E 2 0 1 4 D I D A I S A K U I K E D A
Il termine resilienza è stato usato in diversi gibile il progresso verso tali obiettivi.
campi per esprimere la capacità delle società di La resilienza dovrebbe essere vista come un
riprendersi da gravi scosse, come una distruzione elemento integrante del progetto, condiviso
ambientale o una crisi economica. Nel caso dall'umanità, di creazione del futuro, progetto
dei disastri naturali, migliorare la resilienza al quale chiunque in qualunque luogo può par-
significa rafforzare le capacità sotto ogni aspetto: tecipare, e che getta basi solide per una società
dall'impegno per evitare e mitigare il danno, alle globale sostenibile.
disposizioni di aiuto verso le persone colpite, fino […] Per me questa è la sfida della creazione di
al supporto al processo, spesso lungo e laborioso, valore: il processo con cui ogni persona, nel
della ripresa. A questo fine sono senz'altro proprio rispettivo ruolo e con le proprie capaci-
importanti le politiche delle istituzioni, come tà, si impegna a creare quel valore che sta solo
il rafforzamento della resistenza sismica delle a lei realizzare per apportare beneficio ai con-
strutture e il rinnovamento delle infrastrutture. Ma cittadini, alla società tutta e al futuro.
l'elemento umano costituisce un fattore critico. […] In tal senso, il pieno significato della rivolu-
Come hanno scritto gli autori americani Andrew zione umana non si realizza se essa rimane con-
Zolli e Ann Marie Healy, «nei nostri viaggi, finata a un cambiamento nella vita interiore. Al
laddove abbiamo trovato una forte resilienza contrario, il coraggio e la speranza che sorgono
sociale, abbiamo trovato anche forti comunità». da questa intima trasformazione devono mette-
E sottolineano che «le comunità resilienti spesso re le persone in grado di affrontare e superare
sono basate [...] su reti informali, radicate in persino le realtà più insolubili, in un processo
una profonda fiducia, per affrontare e sanare il di creazione di valore che alla fine trasforma la
disordine. società intera. Il costante accumulo di cambia-
Gli sforzi intrapresi per imporre la resilienza menti a livello individuale e collettivo traccia, per
dall'alto spesso falliscono, ma quando quegli il genere umano, il percorso verso il superamen-
stessi sforzi sono parte integrante delle relazioni to dei problemi generali che deve fronteggiare.
che mediano la vita quotidiana delle persone, la [...] La sfida della creazione di valore consiste
resilienza può fiorire».1 nel collegare i piani micro e macro, l'individuo e
Dobbiamo riconoscere l'importanza di alimen- la società, in modo da rafforzare la trasforma-
tare quotidianamente il “capitale sociale” di zione positiva a entrambi i livelli. (BS, 164, 7-8)
interconnessione e le reti tra le persone che
vivono in una località. Più di qualunque altra
cosa, contano la volontà stessa e la vitalità
della popolazione che vive nella comunità.
Per me creazione di valore è
[…] La resilienza non va intesa semplicemente il processo con cui ogni persona,
come la nostra capacità di prepararci e reagire nel proprio ruolo
alle minacce, bensì come realizzazione di un e con le proprie capacità,
futuro pieno di speranza, radicato nel desiderio
naturale delle persone di lavorare insieme a
si impegna a creare quel valore
obiettivi comuni e di percepire in maniera tan- che sta solo a lei realizzare
per apportare beneficio
ai concittadini, alla società
tutta e al futuro
1) Andrew Zolli e Ann Marie Healy, Resilience
(Resilienza), Headline Publishing Group, Londra, 2012.
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QUANDO L'ACCOGLIENZA
DIVENTA RINASCITA
DI DANIELA DI CAPUA, DIRETTRICE DEL SERVIZIO CENTRALE DELLO SPRAR
Grazie all’esperienza dei piccoli porta il superamento del percepirsi e ai suoi abitanti, come la mediazio-
comuni che hanno scelto di attivare ed essere percepiti stranieri, e final- ne di conflitti, l’accompagnamento
un progetto Sprar (Sistema di acco- mente essere parte integrante e non ai servizi sociali o sanitari nel caso
glienza per richiedenti asilo e rifu- più estranei. Dal punto di vista delle di presenza di situazioni di fragi-
giati), nel corso degli anni si è assi- pratiche di accoglienza dei migranti, lità, piccoli servizi in situazioni di
stito a una crescita culturale e sociale riconoscere qualcosa come comune difficoltà (commissioni esterne per
di differenti contesti cittadini, che consente di (ri)appropriarsene e, in chi è impossibilitato a muoversi o
attraverso l’accoglienza hanno fatto ultima istanza, superare la rigida con- non autosufficiente, baby sitting di
un’esperienza di mondo, di incontro trapposizione tra “ospitati” e “ospi- emergenza, custodia delle chiavi nei
e conoscenza, mettendosi in gioco tanti”. Difatti, parafrasando le parole periodi di assenza, ecc.); l’animazio-
di fronte a questa nuova opportunità di un operatore, per tale via è possi- ne di spazi comuni;
educativa. bile trasformarsi da ospiti a membri la rivitalizzazione di spazi abban-
Infatti, per essere portatore di per- attivi nella propria comunità di resi- donati, promuovendo la coltivazio-
corsi di reciproca inclusione, il pro- denza, offrendo altresì a quest’ultima ne di prodotti a chilometro zero e
getto Sprar promuove interventi di la possibilità di adottare uno sguardo sostenendo, al contempo, le famiglie
accoglienza che siano parte inte- divergente su se stessa. bisognose del territorio attraverso
grante dei territori su cui nascono Sono molti i possibili esempi di espe- la creazione di ”orti sociali”, frutto
e si sviluppano. Questo vuol dire rienze concrete che hanno puntato del lavoro congiunto tra rifugiati e
che interagisce con i territori – intesi sulla sinergia tra la cittadinanza e i cittadini in condizioni vulnerabili.
come l’insieme di comunità cittadi- rifugiati per ridare vita alla città: Un’esperienza di accoglienza ha una
ne, di amministrazioni comunali, di l’ambito ecologico/ambientale, ricaduta positiva quando è conna-
servizi locali, di opportunità e risorse con la ristrutturazione e la valorizza- turata alla società in cui si esprime,
– operando dei cambiamenti di diffe- zione di aree in stato di abbandono e quando la società non può più farne a
rente natura: culturale, sociale, politi- di degrado, nell’ottica di un loro riuti- meno o produce un cambiamento da
ca, economica, organizzativa. lizzo da parte dell’intera collettività; cui non si può tornare indietro, come
I locali contesti sociali, economici e il coinvolgimento, diretto o indi- quando i ragazzi in accoglienza sono
politici che hanno attivato un proget- retto, delle famiglie degli alunni, con diventati una risorsa, umana ed eco-
to Sprar hanno potuto beneficiare di la possibilità di mantenere aperte nomica, per il territorio.
un’evoluzione che li ha resi più solidi scuole destinate a chiudere o con In una visione più generale,
e strutturati. Si sono stretti nuovi l’accompagnamento a piedi dei bam- ri-conoscere e prendersi cura di
patti sociali tra cittadini autoctoni e bini nel tragitto casa-scuola a cura un bene comune – intendendo per
rifugiati che hanno saputo vedere dei rifugiati in accoglienza; bene comune un progetto, un servi-
nei luoghi dell’accoglienza terre in l’abitare condiviso, o co-housing, zio, un luogo, addirittura un proble-
cui restare e a cui contribuire. Le che permette di costituire dei grup- ma da affrontare o un obiettivo che
comunità locali hanno saputo acco- pi di convivenza di anziani autoctoni riguarda tutti e tutte – ha ricadute di
gliere le sfide di una trasformazione con giovani rifugiati per un suppor- rilievo di ordine personale e sociale,
inevitabile e sovente l’hanno fatto to reciproco nel rispondere a biso- creando occasioni di incontro e di
collaborando per la promozione del gni differenti; il “condominio socia- condivisione che si trasformano in
bene comune e nel raggiungimen- le” o “portierato sociale” nel quale “cantieri di socialità”. Si tratta di
to di scopi condivisi, a vantaggio persone in situazione di difficoltà momenti in cui beneficiari e resto
dell’intera comunità cittadina. È fio- (autoctoni e stranieri), a fronte di della cittadinanza testano la capa-
rito, dunque, tra tutti, vecchi e nuovi una riduzione del canone di locazio- cità di stare insieme, all’interno di
cittadini, un senso di appartenenza ne, dedicano in maniera volontaria un percorso strutturato di appren-
ai territori e alle comunità che com- alcune ore per servizi al condominio dimento e di scambio.
TOHOKU:
UNA RICOSTRUZIONE DA RECORD
Come è difficile a volte parlare di resilienza. E mi ha colpito tantissimo vedere cosa è effet-
Quando tutto sembra non combaciare con tivamente stato fatto per la ricostruzione. Un
quello che hai sempre desiderato e sperato per esempio: dal raffronto tra le mappe delle zone
la tua vita e quella di chi ti circonda. “rosse” toccate dalle scorie radioattive dal 2011
Durante lo storico Corso giovani della Soka al 2018, si evince che la percentuale si è ridotta
Gakkai europea, svoltosi in Giappone dal 28 del 71%. Ho pensato a quanto la nostra società
novembre al 4 dicembre 2018, ho avuto la pos- oggi abbia bisogno di credere che tutto si tra-
sibilità, insieme ai miei compagni di viaggio, di sforma, che un paese non può permettersi di
visitare alcuni Centri culturali del Tohoku, la far vivere per decenni degli esseri umani con le
regione dello tsunami del 2011. conseguenze di un evento catastrofico, che la
Io sono stata a Fukushima, la città dove in resilienza passa dalla convinzione lungimirante
seguito allo tsunami esplosero quattro reattori che l'umanità sia nata per vivere felicemente e
nucleari, un disastro della portata dello scoppio dignitosamente.
della centrale europea di Cernobyl. Al Centro culturale di Fukushima abbiamo poi
Quando si incontrano persone che hanno vissuto partecipato a una riunione con 650 membri
simili catastrofi sembra difficile trovare un punto giapponesi che ci hanno accolti con una cura,
di contatto con la propria semplice quotidianità. una gioia, un entusiasmo mai sentiti prima.
Ma i membri del luogo, che ci aspettavano alla Loro, che ai miei occhi sono eroi ed eroine che
stazione sotto la pioggia, ci hanno accolto come incarnano perfettamente il loto che emerge
amici fraterni che non vedevano da anni. dalla melma di un disastro tristemente stori-
Un'esperienza cruciale è stata la visita al museo co, chiedevano a noi un incoraggiamento e il
dedicato alla “ricostruzione” della zona, che basa racconto del nostro personale legame con il
la sua economia sull'agricoltura e che in seguito maestro Ikeda.
al disastro ha subìto gravissimi danni. Nel museo Non eravamo lì solo per ricevere ma anche per
si respira un'atmosfera di grande dignità: sen- dare! È stato uno dei regali più preziosi che
tire che si può sostenere una sofferenza come questi fratelli e sorelle giapponesi mi hanno
la perdita dei propri cari e della casa con tale donato con la loro vita.
nobiltà e forza è stato molto toccante. (Elisa Menchicchi)
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L'avventura resiliente di
SCOMODO
Come reagire Domenica 20 gennaio 2019 ore 16.30. È un pomeriggio buio e piovoso. L’appunta-
in maniera concreta mento con un gruppetto di giovani della Soka Gakkai è presso lo spazio romano
autogestito Spin Time Labs dove ha sede Scomodo, una rivista mensile realizzata
ai problemi che da da un gruppo di ragazzi e ragazze del liceo e dell’università che aspirano a «inau-
anni imprigionano gurare un nuovo modello culturale su cui si possa fondare un modo di intendere
la capitale? la città che la renda diversa e più viva». Rivista di alto profilo sia nei contenuti che
Un gruppo di giovani nella grafica, fonda il perseguimento di tale qualità su «un lungo processo colle-
giale basato sulla discussione e il libero scambio di idee».
dai 16 ai 22 anni ha
In rappresentanza della redazione troviamo Emilio, di 17 anni, Giacomo e Laura di
risposto creando una 16, Marta di 20 e Michele di 20. Per la Soka Gakkai partecipano Flavia di 18 anni,
una realtà editoriale Arianna di 19, Lucrezia di 22 e Andrea di 25.
rivoluzionaria
Buddismo e società: Siamo molto felici di incontrarvi. L’idea coraggiosa di rea-
sostenuta da
lizzare, in questo momento storico, un giornale cartaceo, e l’iniziativa che avete
iniziative sociali, creato intorno ci incuriosiva, ci sembrava una sfida importante. E volendo poi par-
culturali e ricreative lare di resilienza abbiamo pensato a voi, al progetto di Scomodo, che è qualcosa
per ridare vita di davvero resiliente.
alla loro città Emilio: Anche per noi questo incontro è una bella occasione per ampliare sempre
di più le nostre prospettive. Quando è stato letto il vostro invito, nella nostra riu-
([Link])
nione plenaria, ha riscosso un ottimo successo.
Andrea: Potremmo partire da un punto comune e riscoprirlo in base al proprio
vissuto. C’è un motivo per cui voi, invece di fare altro, decidete di impegnarvi
in questo progetto. C’è un senso di dedizione simile a quello che noi della Soka
Gakkai mettiamo nell’attività che facciamo all’interno della nostra associazione
buddista. Il punto comune può essere vivere con un senso di missione inteso
come: sto facendo questa cosa perché ci credo, attraverso le mie azioni desidero
realizzare un ideale. Che è una cosa rara, tra le società inerte, ad agosto del 2016 è nata l’idea
nuove generazioni. Creare un momento di dialogo di creare un giornale. Perché cartaceo? Perché
e di confronto è bello perché vedi che anche altre attraverso la carta la nostra idea è trasmettere,
persone, in un’altra ottica, vivono con questo sen- in modo totalmente gratuito, valori, pensieri,
so di dedizione. Vogliamo confrontarci su questo? informazione in maniera approfondita, lenta. E
Vogliamo ripartire dal concetto di resilienza? arrivare a tutti. Il giornale, che ha una tiratura di
Emilio: Noi è da due anni che, grazie alla resilienza 7500 copie, viene distribuito in tutta Roma negli
e all’impegno, resistiamo e continuiamo a stam- 80 "punti Scomodo", e ora anche fuori.
pare Scomodo con sempre più voglia, pubblico e Inoltre Scomodo affianca all’attività prettamente
abbonati. Affrontando onori e oneri, legati ai costi editoriale iniziative come “Le notti scomode”,
di stampa e ai costi di gestione, alle difficoltà nel eventi organizzati negli spazi abbandonati della
portare avanti tutte le altre iniziative reagendo di città a seguito di un lavoro di riqualifica, e altre
fronte a chi ci scoraggia, nel curare la partecipa- manifestazioni di autofinanziamento che colle-
zione dei nostri membri e di ospiti esterni. Costi in gano chi fa il giornale a chi lo legge e lo sostiene.
termini di tempo, risorse e fatica. Buddismo e società: Nello speciale riportiamo un
Lucrezia: Io nella Soka Gakkai sono stata abituata brano in cui si sottolinea che le comunità resilienti
a far parte di una comunità che agisce per portare si basano su reti informali che si costruiscono dal
avanti degli ideali. Sfogliando i vostri giornali ho basso. Anche voi siete nati dal basso.
visto proprio questo. E mi ha incoraggiato tanto. Emilio: Sì sì, assolutamente. La spinta è venuta
Credo che in questo momento ci sia la necessità dal basso, tutto è partito da noi. Il progetto non è
di unirci e creare punti di amicizia come questo stato né imposto né consigliato. È stata una scelta
attraverso un dialogo sincero. Per capire insieme spontanea, indipendente, all’inizio di una dozzina
quali azioni compiere per portare il cambiamento. di persone che poi sono aumentate. Non c’è mai
Mi piacerebbe sapere come e da cosa siete partiti. stato nessuno a capo di Scomodo, che ci indiriz-
Emilio: La nostra motivazione era intervenire nel zasse o ci dicesse cosa fare, come dirlo, su quali
concreto rispetto alle carenze che vedevamo in canali andare. Siamo sempre noi, che da soli ci
questa città. La mancanza di attività culturali, impegniamo ognuno con i suoi punti di forza. Chi
di sbocchi. La scarsa partecipazione, non solo è bravo in qualcosa se ne occupa. Ad esempio noi
nell’ambito più prettamente politico, civile, socia- tre (Emilio, Laura e Giacomo) siamo nel gruppo
le, ma anche in quello ludico, artistico. Così dal di Community care, che ha il compito di man-
desiderio comune di dare una svolta a questa tenere dei buoni rapporti all’interno della nostra
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di social. Sto collaborando con due persone Scomodo. Mi piace molto, infatti vorrei portarlo
di quasi quarant’anni che lo fanno proprio di nella mia scuola. Da poco ho studiato le rivolu-
mestiere. E che volontariamente, senza essere zioni del '68 e ho fatto una ricerca sul giornale La
pagate, ci aiutano. Questa esperienza mi sta zanzara (il periodico del liceo Parini di Milano che
formando, sto imparando come funziona la nel 1966 pubblicò un’inchiesta sull’educazione
comunicazione. Quindi acquisisco strumenti sessuale e i rapporti prematrimoniali che segnò
anche per un futuro lavorativo. simbolicamente l’inizio del movimento studente-
Buddismo e società: Giacomo, come mai ti sei sco, ndr). Ho pensato: wow, hanno fatto questo
avvicinato a Scomodo? tanti anni fa, con molte più difficoltà rispetto alle
Giacomo: I primi numeri di Scomodo li hanno nostre, e mi sono chiesta: di tutti gli sforzi che
distribuiti nella mia scuola e il progetto mi è pia- hanno fatto loro, noi che cosa ne facciamo, con-
ciuto un sacco. Poiché non amo molto studiare, cretamente? Onestamente siete ammirevoli. La
invece di stare a casa a guardare il muro preferi- nostra società è molto passiva per quanto riguar-
sco venire a Scomodo a levare i calcinacci. Sono da la politica, le idee. E invece noi giovani abbia-
contento se faccio una cosa che mi piace e che mo il compito di trasmettere alle persone più
dà una mano anche agli altri. Per organizzare una grandi quello che pensiamo. Voi avete un grande
“notte scomoda” ho passato una settimana a but- coraggio a scrivere su carta, e anche bene, quello
tare via batterie delle macchine. che pensate. Perché affrontate temi difficili. Parla-
Buddismo e società: E tu Laura? re di politica, di temi attuali, è una sfida.
Laura: Penso che oltre a essere un progetto che Creare legami di amicizia, come stiamo facendo
ti mette in relazione con persone e realtà diverse, ora, è fondamentale perché penso che anche
può farti sperimentare cose che altrove non puoi chi non fa parte di Scomodo, o di un’organiz-
fare. Io per esempio ho scritto una volta un arti- zazione come la nostra che si occupa di pro-
colo. E non avrei mai pensato di farlo perché non muovere la pace e i diritti umani, sotto sotto
mi interessa intraprendere questa professione. vuole vivere bene, tutti vogliamo la pace, tutti
Ma è stata un’occasione in cui ho potuto provare vogliamo che si superino i conflitti sociali. Chi
una cosa che altrimenti non avrei fatto. Perché fa già parte di queste associazioni è un punto
è molto difficile, anche a scuola, provare a fare di speranza per tutti. Voi state tirando fuori
qualcosa di diverso, a esplorare nuovi territori, ad la vostra voce, e in qualche modo date anche
andare oltre quello che ti impongono. voce a chi vi legge.
Flavia: Io mi sono presa un po’ di tempo per sen- Buddismo e società: il 6 giugno scorso è stato
tire cosa avevate da dire, perché non conoscevo presentato a Roma l’Appello ai giovani del mondo
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per la resilienza e la speranza, di Daisaku Ikeda, loro tendenze, allora anche la società più per-
presidente della Soka Gakkai Internazionale, e fetta potrà ricadere nei vecchi circoli viziosi.
Adolfo Pérez Esquivel, premio Nobel per la pace. Dopo questa lunga premessa: come inserite
Un appello che stiamo diffondendo e che desi- quello che state facendo in una riflessione più
deriamo diventi una base di dialogo per creare ampia sulla società?
iniziative insieme. Quindi vorrei consegnarvelo. Emilio: Noi partiamo da quello che abbiamo, cioè
Andrea: Secondo me questo messaggio stimola il giornale. E quindi la motivazione è quella, come
chi si sta impegnando nel proprio piccolo a fare dicevo prima, di regalare informazione e cultura a
uno zoom all’indietro. Vorrei leggerne un brano: tutti. Il nostro è un impegno su vari fronti sociali:
«Noi riteniamo che, per le società contempo- sentendo il vuoto e il poco colore che c’era nella
ranee e future, sarà estremamente importante nostra società, abbiamo cercato di creare un
che i giovani si uniscano e assumano l'impegno, cambiamento.
insieme ai popoli, di difendere la dignità della Lucrezia: Mi colpisce molto questo senso di
vita, di combattere le ingiustizie, di condividere comunità. Siamo abituati ad andare avanti da
il cibo che nutre il corpo e lo spirito, e la libertà, soli. A pensare alle nostre cose senza avere
per inaugurare una nuova alba di speranza». chiaro il senso di comunità che ci lega agli altri.
Io immagino uno di noi o di voi che passa tanto La cosa che invece mi arriva oggi qui con voi è
tempo concentrato nell’organizzazione delle il fatto che ognuno di noi è diverso, ha una sua
varie attività. Quando fa questo zoom all’indie- missione, come si dice nel Buddismo, ma pos-
tro si accorge che sta facendo tutto questo per siamo dialogare, aiutarci e sostenerci mettendo
un obiettivo su larga scala e riacquista tanta in evidenza le peculiarità di ognuno e ognuna.
energia, tanto coraggio. John Stuart Mills, che ho studiato l’anno scorso,
Nella Soka Gakkai organizziamo questi incontri diceva che per ridare vita e spessore alla socie-
di dialogo perché riteniamo che dare alle perso- tà è importante concentrarsi e valorizzare le
ne uno strumento per intraprendere un percor- peculiarità di ogni soggetto.
so spirituale, per affrontare in totale autonomia Condividere una visione ampia e a lungo termine
le proprie tendenze negative, in realtà fornisce insieme agli altri è davvero importante.
una solida base per il cambiamento strutturale Marta: Sì, partiamo davvero da basi comuni. C’è
che si vuole realizzare nella società. Perché se si questo senso di collettività, di un obiettivo con-
realizza una società che strutturalmente è sen- diviso da raggiungere insieme. E poi anche voi
za contraddizioni ma poi le persone si lasciano avete spalato i calcinacci…
andare senza uno strumento per affrontare le (A cura di Maria Lucia De Luca)
Con nichilismo si definisce Nato a Monza nel 1942, Umberto Galimberti ha insegnato in varie scuole di ordi-
Nichilismo attivo
una situazione in cui un ne e grado fino a ricoprire dal 1999 la cattedra di Filosofia della storia e Psicolo-
sistema di valori è crollato
gia dinamica all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra i suoi libri, quasi uno all’an-
e non ne è nato un altro. E,
no dal 2000, affronta il tema delle nuove generazioni in L’ospite inquietante. Il
come dice Nietzsche,
anche «i valori supremi nichilismo e i giovani (2007), Giovane, hai paura? (2014) e La parola ai giovani.
perdono ogni valore». Dialogo con la generazione del nichilismo attivo (2018), raccolta di lettere che il
Nichilismo attivo, filosofo riceve per la rubrica che tiene ogni sabato su “D”, inserto di Repubblica.
secondo Galimberti, è «Dopo aver letto queste lettere – scrive – dico agli adulti: imparate dai giovani,
l’atteggiamento di chi non
scoprite e apprezzate le parole che hanno dentro, e la forza che li anima nono-
misconosce l’atmosfera del
nichilismo senza scopo e
stante tutto». E, come un insegnante burbero e lungimirante, risponde parlando
senza perché, ma lo guarda di amore («unico antidoto alla razionalità sempre più totalizzante della tecnica e
in faccia e non si rassegna, del mercato»), di sogni e utopie («l’unico dovere etico a cui richiamerei i giovani
non si nutre di speranze o è quello di non rinunciarvi»), di futuro («su di voi ricade la possibilità, e in qual-
auspici ma prende in mano
che modo anche l’opportunità, di inventare un altro mondo»), di formazione («i
la sua vita nel tentativo di
giovani che insistono nella loro formazione, e non si lasciano scoraggiare dalla
non spegnere i propri sogni.
massa dei coetanei che con la scusa della crisi non si impegnano, vincono») e
di valori («non siete nati in un prato verde dove tutti i fiori possono fiorire, ma
in una cultura che ha misconosciuto il primato della comunità rispetto ai singoli
individui e spezzato il vincolo di continuità tra le generazioni»).
Con un’informazione ai neo naviganti: «Sembra che la vita preferisca chi ha incon-
trato se stesso a chi ha evitato di farlo per vivere al sicuro in una casa protetta».
Il più recente Buongiorno professore, si ricorda della nostra intervista a proposito dei gio-
libri
Condivisibile. Infatti, come lei scriveva, «da qualche anno si parla di “resi-
lienza”, una volta si chiamava “forza d’animo”, Platone l’aveva ribattezzata
tymoidés, sentimento, cuore, saggezza emotiva». Per lei cos’è?
Sì appunto, va benissimo forza d’animo. Per Platone era il coraggio, che è la stessa
cosa. Perché introduciamo parole tecniche nel tentativo di diventare scientifici?
Nel suo libro La parola ai giovani parla di nichilismo attivo. Che nesso c’è tra
questo e la forza d’animo?
Per generazione del "nichilismo attivo" intendo quelle persone che non negano
di essere in un’età nichilista. Come quella contemporanea, in cui il futuro appare
come una minaccia o, perlomeno per i giovani, imprevedibile.
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E quando il futuro è imprevedibile, agisce come la migliore possibile e quindi non vale la pena
funzione demotivante. Perché devo lavorare? cambiarla), i giovani hanno la vita davanti e non
Perché devo studiare? Perché devo impegnar- devono consegnarla a un’esperienza altrui, per-
mi? Fino a chiedersi: «Perché devo vivere?». ché l’unica esperienza che insegna è la propria.
I nichilisti attivi prendono atto di questa realtà, a
differenza di quelli che la rimuovono e pensano Perché di lei invece si fidano?
che il futuro porti rimedio a tutti i mali. Partendo Perché hanno capito che non voglio trasmette-
dalla situazione attuale, i ragazzi e le ragazze re loro la mia esperienza ma li posso ascoltare.
con cui dialogo nel libro hanno una grande for- Quanti sono gli adulti che li ascoltano? Gli adul-
za ironica (l’autoironia è la precondizione della ti o predicano ai giovani o predicano sui giova-
tolleranza. È importante che ognuno tratti le ni, ma non prestano loro attenzione.
proprie idee come idee possibili e non come dei
dogmi) che muove dalla consapevolezza che il C’è qualcuno di quelli che le hanno scritto che
futuro è, per ragioni biologiche, comunque loro. le è rimasto più impresso?
E perciò si danno da fare. Si muovono con una Tanti, tutti. Per esempio la ragazza di terza
grande attenzione ai dati di realtà, in relazione ai media, che quando arriva in classe il rappresen-
quali misurano i loro sogni. tante del Provveditorato e dice: «Sono italiani
solo quelli che hanno mamma e papà italiani»,
Chi sono questi giovani nichilisti attivi? pensa: «Oddio, allora qui si parla di me» avendo
Per me sono il dieci per cento dei ragazzi e del- lei il papà inglese. E poi mi scrive: «Anche la
le ragazze di oggi. Sono quelli che s’impegna- mia vicina di banco però ha la madre algerina
no, non rinunciano, non si rassegnano. In una e il papà tunisino. Allora facciamo così: io sono
parola, che hanno forza d’animo. Mi raccoman- straniera con la s minuscola e lei con la S maiu-
do scriva il dieci per cento, perché il novanta scola». Questo vuol dire forza d’animo, ironia,
per cento è già perso nella violenza delle curve non prendere sul serio le parole degli adulti!
degli stadi o di alcune manifestazioni di piazza.
Lei scrive che è la forza d’animo a farci fare
In concreto cosa sentono, come vivono? scelte che coincidono con noi stessi evitando-
La gran parte vive all’estero, perché in Italia non ci gli “altrove” della vita che spesso imboc-
ci si può esprimere e tanto meno realizzare. Pur- chiamo perché altri ce lo chiedono. Come si fa
troppo le cose sono così, lo sappiamo benissimo. a metter fine alla guerra tra noi e noi stessi?
Poi non si fidano dei loro insegnanti e dei loro Questo non è un problema solo dei giovani, è
genitori. Alla mia richiesta «perché le domande una questione anche degli adulti. In ogni caso
le fate a me e non a loro?» rispondono «perché bisogna rinunciare alla categoria cristiana di
sappiamo già cosa ci possono dire». Gli adulti si perfezione. Perché perfectum significa “finito”,
devono rendere conto che sono degli estranei ossia che non c’è più niente da fare. Invece nella
per i loro figli che vivono sui social, rispetto ai vita bisogna essere rotondi. Vale a dire accettare
quali i primi non hanno la più pallida idea di come anche la nostra Ombra che è quella che se qual-
funzionino. A differenza dei vecchi, infatti, che cuno ce la tocca diciamo che siamo stati punti
danno consigli sulla base della loro esperienza sul vivo. Il vivo è la parte negativa che noi stessi
(che è poi il modo più subdolo per far passare non vogliamo assumere come componente della
il concetto che la vita che loro hanno vissuto è nostra personalità. Personalmente io l’accetto su
tutta la linea. Ne sono diventato amico. Anzi me derivati imbrogliando le vecchiette. Il valore del
ne compiaccio. Quando qualcuno mi fa un’osser- denaro oggi è assunto a unico generatore sim-
vazione negativa io gli rispondo: «Ebbene sì, io bolico di tutti i valori: la cultura è apprezzata se
sono anche questo. E allora?». Non me la nascon- vende, il mondo delle relazioni è coltivato solo se
do l’Ombra, la faccio vedere a tutti. Soprattutto garantisce un qualche vantaggio economico o di
nella forma dell’ira (il riferimento è anche al tono prestigio. Al contrario penso che lo scopo della
indignato della nostra conversazione, n.d.r.). vita sia la vita stessa, e non la vita in funzione
degli scopi da raggiungere, inganni tipici di chi ha
Un insegnamento utile a tutti, in effetti. già smarrito il piacere della vita. Non accelerate il
Sì, ma forse il giovane lo possiamo esonerare tempo, cari giovani, non ammazzatelo. È il dono
perché ha un altro lavoro da fare che l’adulto ha che la vita ci offre per assaporare l'esistenza.
già fatto: la costruzione dell’Io, struttura psichica
fondante. Non possiamo costruire un Io se non Parlando ai giovani scrive: «In ogni caso non
in presenza di grandi ideali. Infatti i giovani han- scoraggiatevi perché il futuro, se non altro per
no sempre un’idea di assoluto, di perfezione. Ed ragioni biologiche, è vostro».
è giusto che a quell’età sia così perché devono Sì, io credo molto nella biologia. Sono anche con-
costruire un Io solido. Non possono contaminar- vinto che la paura che abbiamo degli immigrati
lo subito con la propria parte negativa. Costruire è perché sospettiamo che siano biologicamente
l’identità è un lavoro impegnativo che si fa nell’a- più forti di noi. Noi non ce la faremmo a resistere
dolescenza e nella prima giovinezza e l’Io per tre anni per attraversare il deserto o due a pren-
solidificarsi non può incominciare il lavoro d’in- dere botte nelle prigioni libiche, a salire su una
terazione con l’Ombra, cosa che può anzi deve barca senza la certezza di non affondare. Abbia-
fare quando l’Io è già costruito. Ma non prima... mo paura della loro biologia, che è più forte.
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ESAME
studio
DI PRIMO LIVELLO
2019
Per imparare a essere felici:
lo studio attivo che trasforma la vita
di Alberto Aprea, presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
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studio
Dopo aver concluso le dodici lezioni su “La religione della rivoluzione umana” (pubblicate su Buddismo
e società dal n. 186 al n. 192), il presidente Ikeda ha continuato la serie scrivendo un insieme di cinque
lezioni dal titolo Ai cari amici e alle care amiche del Gruppo giovani, che pubblicheremo a partire da
questo mese. Nella prima, che inizia alla pagina seguente, scrive: «Vorrei dedicare le prossime lezioni
ai membri del Gruppo giovani, ai quali affido completamente il movimento di kosen-rufu mondiale.
Desidero condividere con loro vari passi del Gosho che offrono indicazioni per diventare responsabili
ricchi di umanità e per vivere una gioventù vittoriosa».
Il primo argomento è Il coraggio, la cui essenza si trova nell’insegnamento buddista di “esercitarsi con
coraggio e diligenza”. Il coraggio non è separato dalla quotidianità o al di là della nostra portata. Si trova
qui, nella nostra vita. Ogni persona può tirarlo fuori e agire per superare tutti i limiti autoimposti che la
inducono ad arrendersi o ad accontentarsi.
L’argomento della seconda lezione, pubblicata a p. 32, è Uno spirito invincibile. La chiave per mantenere
questo spirito è credere in se stessi, cioè avere una fede assoluta nella propria natura di Budda. Non essere
sconfitti significa avere il coraggio di rialzarsi sempre e fare un passo avanti. Finché rimaniamo invincibili
nel cuore possiamo continuare a procedere passo dopo passo, confidando nella prossima vittoria.
A maggio, nella terza lezione (BS, 194), si parlerà de I successori, il cui primo requisito è ereditare lo spirito
della propagazione. In questi tempi difficili in cui molti giovani stanno lottando per trovare il loro posto
nella società, la gioventù Soka trasmette un potente messaggio di speranza. Il cammino dei successori per
ereditare la fede consiste nel portare avanti e diffondere gli ideali dell’umanesimo. «Avete la nobile missione
di creare un’epoca di rispetto per la dignità della vita, – scrive il presidente Ikeda – affido a voi il futuro!».
Nella quarta lezione (BS, 194), dal titolo Una filosofia umanistica, che studieremo a giugno, si sottolinea
che l’essenza del Buddismo è l’azione basata sulla gratitudine, una virtù universale radicata nella visione
buddista dell’interdipendenza: noi esistiamo grazie a tutti coloro che ci circondano, e quindi ci impegnia-
mo per la loro felicità con senso di gratitudine. Ripagare il debito di gratitudine verso il proprio maestro
è l’azione più nobile. Noi possiamo farlo lavorando per la felicità degli altri.
L’ultima lezione (BS, 195), quella di luglio, è dedicata a Kosen-rufu, la missione dei discepoli del Budda che
ereditano e realizzano il suo desiderio di liberare le persone dalla sofferenza affinché conseguano una con-
dizione di felicità duratura. «Quando a diciannove anni incontrai Toda e percepii il suo impegno appassio-
nato per kosen-rufu provai una gioia elettrizzante. E lo stesso fu anni dopo, quando mi affidò il suo sogno
per il futuro: “Devi aprire la strada per kosen-rufu mondiale al posto mio”. Cari amici e care amiche, finché
ci sarete voi il futuro di kosen-rufu è assicurato. Vi prego di creare un mondo di felicità e pace».
›› lo studio di MARZO
IL CORAGGIO
Ai cari amici e alle care amiche
del Gruppo giovani (parte prima)
Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di gennaio 2018
Per sette anni si era dedicato con altruismo ad andare fra la gente e
adoperarsi per la loro felicità, impegnandosi sempre di più, anno dopo
anno, a scalare il ripido e difficile cammino verso una nuova vetta del
movimento di kosen-rufu.
1) Ruggito del leone (sans. simhanada): la voce o la predi- trine errate e incute timore reverenziale nelle persone che le
cazione di un Budda, che viene paragonata al ruggito di un abbracciano. Il termine sanscrito simhanada è composto da
leone perché un Budda predica senza paura, confuta le dot- simha (leone) e nada (ruggito).
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2) Josei Toda, Toda Josei Zenshu (Opere complete di Josei 4) La Raccolta degli insegnamenti orali contiene gli insegna-
Toda), Seikyo Shimbunsha, Tokyo, 1981, vol. 1, p. 282. menti orali di Nichiren Daishonin sul Sutra del Loto, tra-
3) Ibidem. scritti dal suo discepolo e successore Nikko Shonin.
«SE IN UN SINGOLO
Riveliamo apertamente la nostra Buddità ISTANTE DI VITA
Il quindicesimo capitolo del Sutra del Loto, Emergere dalla terra, contie- ESAURIAMO
LE SOFFERENZE
ne la frase: «Allo scopo di ricercare la Via del Budda, giorno e notte si
E GLI SFORZI DI MILIONI
applicano sempre con diligenza» (SDLPE, 303). Qui il Budda Shakya- DI KALPA, 5 allora istante
muni, il maestro, loda l’impegno devoto degli innumerevoli Bodhisattva dopo istante sorgeranno
della Terra, i suoi discepoli, affermando che questa è la ragione per la in noi i tre corpi del Budda
quale sono apparsi dinamicamente sulla scena. di cui siamo eternamente
Il passo della Raccolta degli insegnamenti orali che stiamo studiando è il dotati. Nam-myoho-
commento di Nichiren Daishonin a queste parole del sutra. Per quan- renge-kyo è proprio una
te tempeste e difficoltà possiamo incontrare, dobbiamo perseverare nel tale pratica “diligente”»
(Raccolta degli insegnamenti
credere nella Legge mistica dedicandoci anima e corpo a kosen-rufu e
orali, cfr. BS, 124, 56).
proseguire nel supremo cammino di una vita del massimo valore. Il
Daishonin ci assicura che in questo modo attiveremo dentro di noi lo
stato vitale senza limiti della Buddità.
5) Kalpa: un periodo di tempo estremamente lungo. del Daishonin. Nelle elezioni che si svolsero due mesi dopo,
6) Campagna di Osaka: nel maggio del 1956 i membri del il candidato sostenuto dalla Soka Gakkai nel Kansai conqui-
Kansai, uniti intorno al giovane Daisaku Ikeda che era sta- stò un seggio alla Camera Alta, un risultato che a quell’epo-
to inviato dal secondo presidente della Soka Gakkai Josei ca era ritenuto impossibile.
Toda a sostenerli, convertirono 11.111 famiglie al Buddismo
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“vera causa”: ripartire sempre da adesso in avanti con uno stato vitale
sempre nuovo, sempre forte e sempre pieno di dedizione. È ciò che Vera causa: detta anche
intende il Daishonin quando afferma che «Nam-myoho-renge-kyo è principio mistico della
proprio tale pratica diligente» (Ibidem). vera causa. Il Buddismo
Perché nella Soka Gakkai regna questo vivace anelito a crescere e di Nichiren espone
direttamente la vera
svilupparsi? Perché i suoi membri – uomini, donne, giovani e anziani
causa dell’Illuminazione,
– hanno un incrollabile spirito di ricerca nella fede e il coraggio di cioè Nam-myoho-renge-
esercitarsi nella propria rivoluzione umana perseguendo lo scopo di kyo, la Legge della vita
kosen-rufu. e dell’universo. Insegna
un tipo di pratica
Eroiche persone comuni che superano ogni ostacolo buddista che consiste
Nel Buddismo “coraggio” non significa solo agire con audacia ma inclu- nell’avanzare sempre
de il significato di sviluppare la saggezza di “percepire il vero aspetto da ora in poi, superando
problemi e difficoltà
della realtà”7 e trionfare sulle avversità.
basandosi su questa
Nella vita possiamo incontrare una serie infinita di sfide impreviste e
legge fondamentale.
spaventose difficoltà, come problemi economici o di relazione, malattie,
incidenti e persino la morte. Le tempeste del karma possono farci preci-
pitare nella disperazione, ma aprendo gli occhi della fede e “percependo
il vero aspetto della realtà” capiamo che abbiamo innato lo stato vitale
indistruttibile della Buddità e che, recitando Nam-myoho-renge-kyo,
possiamo superare ogni difficoltà e raggiungere una condizione di au-
tentica felicità e soddisfazione.
Per questo nella Soka Gakkai vediamo tante storie di rivoluzione uma-
na nelle quali i membri affrontano di petto ogni sorta di dolorose e dif-
ficili realtà.
La nostra organizzazione brilla della luce di innumerevoli eroiche per-
sone comuni che hanno affrontato con coraggio le sfide e gli ostacoli
della vita senza autocompatimenti, paura o esitazione, recitando Dai-
moku e lottando duramente per realizzare la vittoria. In tutto il mondo i
campioni e le campionesse della trasformazione del karma – campioni e
campionesse di fortuna e di benefici – stanno lavorando attivamente per
kosen-rufu esprimendo il loro potenziale unico in accordo con il princi-
pio buddista del “ciliegio, susino, pesco e prugno selvatico” (cfr. Raccolta
degli insegnamenti orali, BS, 124, 47).
Ogni essere umano è un nobile e coraggioso Bodhisattva della Terra
che ha deciso di battersi nella lotta condivisa di maestro e discepolo.
7) Percepire il vero aspetto della realtà significa vedere le realtà del mondo in cui viviamo e comprendendo la natura
cose come realmente sono. Il Sutra del Loto afferma: «Il Ta- di tutti i fenomeni, il Budda trasmette la saggezza della sua
thagata percepisce il vero aspetto del triplice mondo esatta- Illuminazione per liberare tutte le persone dalla sofferenza.
mente com’è» (SDLPE, 313). Percependo con chiarezza la
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«PER QUESTO
IL GRAN MAESTRO Una tenace dedizione al cammino di maestro e discepolo
MIAO-LO8 AFFERMÒ: La supremazia della Legge è una lettera che il Daishonin scrisse a Ni-
“Più forte è la fede,
chimyo, che nei suoi scritti chiama anche la “madre di Oto”.
maggiore è la protezione
degli dèi”;9 se uno conserva
Valicando montagne e solcando il mare, Nichimyo percorse la lunga
una fede salda, certamente strada da Kamakura all’isola di Sado per far visita al Daishonin spinta
la protezione degli dèi sarà da un grande spirito di ricerca per i suoi insegnamenti. In un periodo
grande. Lo dico per il tuo in cui molti discepoli avevano abbandonato la fede di fronte ad attacchi
bene. La tua fede nel passato e persecuzioni, questa donna coraggiosa rimase fedele al percorso di
è stata ammirevole, ma maestro e discepolo. Per rendere onore alla sua salda fede il Daishonin
ora devi rafforzarla più che le conferì il nome buddista di Santa Nichimyo (Sole Meraviglioso).12
mai. Solo così riceverai una
Sia nel corso della vita del Daishonin sia oggi tante donne coraggiose e
protezione ancor maggiore
di forte fede come Nichimyo hanno aperto nuove strade per kosen-rufu
da parte delle dieci fanciulle
demoni [divinità guardiane
dove prima non c’era nulla.
del Buddismo].10 L’impegno coraggioso di uomini e donne comuni, che hanno lottato
Non occorre andare lontano con lo stesso spirito del maestro per trasmettere l’eredità della fede alle
per trovare un esempio: generazioni future, ha valicato i confini dello spazio e del tempo per
benché in Giappone tutti diffondersi oggi tra le persone di tutto il globo. Così è avvenuta la pro-
senza eccezione, dal pagazione mondiale della Legge mistica.
governante alla gente Nichimyo si impegnava nella pratica buddista con la massima dedizione
comune, abbiano cercato
e il Daishonin lo sapeva bene. Tuttavia continuava a lottare tra mille dif-
di farmi del male, io sono
ficoltà prendendosi cura della figlioletta Oto; per questo il Daishonin le
sopravvissuto fino a oggi
perché, nonostante fossi
dice: «La tua fede nel passato è stata ammirevole, ma ora devi rafforzarla
solo, la mia fede nel Sutra più che mai», esortandola a risvegliare un coraggio ancora più grande,
del Loto è salda» profondo e forte. E le assicura che riuscirà a superare tutti i suoi problemi.
(La supremazia della Legge, I membri del nostro Gruppo giovani, che incarnano il principio secondo
RSND, 1, 546).11 cui «la tintura di indaco e più blu dell’indaco stesso» (Offerte nella neve,
RSND, 2, 760), sono coloro che hanno ereditato e stanno portando avanti
questo spirito coraggioso di “rafforzare la propria fede più che mai”.
8) Miao-lo (711-782): patriarca della scuola T’ien-t’ai in fanciulle rakshasa”. Esse fanno voto al Budda di proteggere
Cina, è considerato il restauratore della scuola. I suoi com- e salvaguardare i praticanti del sutra.
mentari alle maggiori opere di T’ien-t’ai sono: Annotazioni 11) Scritto nell’agosto 1275 quando il Daishonin risiedeva
su “Il significato profondo del Sutra del Loto”, Annotazioni su sul monte Minobu.
“Parole e frasi del Sutra del Loto”, Annotazioni su “Grande con- 12) In Lettera alla Santa Nichimyo il Daishonin scrive: «Tu
centrazione e visione profonda”. sei la più grande devota del Sutra del Loto fra tutte le don-
9) Annotazioni su “Grande concentrazione e visione profonda”. ne del Giappone. Perciò, seguendo l’esempio del Bodhisat-
10) Le dieci fanciulle demoni sono dieci divinità protettrici tva Mai Sprezzante, ti darò il nome di Santa Nichimyo»
che appaiono nel ventiseiesimo capitolo del Sutra del Loto (RSND, 1, 289).
Dharani con il nome di “figlie dei demoni rakshasa” o “dieci
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13) Mahatma Gandhi, All Men Are Brothers: Autobiographi- 14) Nel Sutra del Loto si legge: «Poiché odio e gelosia nei
cal Reflections, a c. di Krishna Kripalani, Continuum, New confronti di questo sutra abbondano perfino mentre il Ta-
York, 2000, p. 96. Ed. italiana: Antiche come le montagne, thagata è nel mondo, quanto peggio sarà dopo la sua scom-
Mondadori, 2009. parsa?» (SDLPE, 235).
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studio
›› lo studio di APRILE
2) Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, scritto via diretta per il conseguimento della Buddità in questa esi-
nel 1255, insegna che recitare Nam-myoho-renge-kyo è la stenza.
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piccolo io. Nam-myoho-renge-kyo è il potere fondamentale che può tra- profondamente radicata
nella vita, che si dice
sformare anche il dolore in una fonte di creatività.
generi tutte le altre
Il Daishonin afferma: «Quando invochi myoho e reciti renge devi sfor- illusioni. È l’incapacità
zarti di credere profondamente che Myoho-renge-kyo è la tua vita stes- di vedere o riconoscere
sa». La nostra pratica di recitare Nam-myoho-renge-kyo è una lotta per la verità, in particolare
tornare al nostro vero io originale e attingere la forza vitale innata che la vera natura della
possediamo dal tempo senza inizio, raccogliendo una fede profonda e propria vita.
pregando con determinazione concentrata.
Mentre era ingiustamente imprigionato durante la seconda guerra mon-
diale, Toda recitava costantemente Nam-myoho-renge-kyo e ottenne la
profonda comprensione che il Budda è la vita stessa e che egli stesso era
un Bodhisattva della Terra.
In seguito ci spiegò in maniera semplice l’atteggiamento di base che do-
vremmo avere nella preghiera, dicendo: «Dovete decidere che la vostra
vita è Nam-myoho-renge-kyo!».3
3) Josei Toda, Toda Josei Zenshu (Opere complete di Josei Toda), Seikyo Shimbunsha, Tokyo, 1982, vol. 2, p. 467.
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«QUESTO IO AFFERMO.
CHE GLI DÈI MI Il secondo fattore chiave è il voto per kosen-rufu
ABBANDONINO. Che Quando diventai il terzo presidente della Soka Gakkai, all’età di trenta-
tutte le persecuzioni mi
due anni, incisi profondamente nella mia vita questo passo del trattato
assalgano. Io continuerò a
L’apertura degli occhi che esprime il grande voto del Daishonin.
dare la mia vita per la Legge!
[…] Qualunque difficoltà La determinazione di non dimenticare mai il voto per kosen-rufu è vitale
possa incontrare, a meno che per mantenere uno spirito invincibile. È importante rimanere fedeli al
uomini sapienti non provino nostro voto e continuare a impegnarci, indipendentemente dagli ostacoli
che i miei insegnamenti che possono sorgere. Questa determinazione è il secondo fattore chiave
sono falsi, io non accetterò dello spirito invincibile che sta al cuore del Buddismo di Nichiren.
mai! Tutti gli altri problemi Descrivendo qui la sua determinazione e la sua volontà di affrontare
per me non sono altro che
qualsiasi ostacolo, il Daishonin intende sciogliere i dubbi che si erano
polvere al vento.
radicati nel cuore dei discepoli. È come se dicesse: «Alla luce del mio
Io sarò il pilastro del
Giappone. Io sarò gli
voto di realizzare kosen-rufu per l’eterno futuro dell’Ultimo giorno della
occhi del Giappone. Io Legge, non mi preoccupo minimamente se le divinità celesti mi abban-
sarò il grande vascello del doneranno. Non mi importa quanto sarò perseguitato. Ero preparato
Giappone. Questo è il mio sin dall’inizio a dare la vita per essere fedele a questo voto». Questo
voto, e io non lo infrangerò impegno incrollabile è l’essenza di un autentico praticante del Sutra del
mai!» (L’apertura degli occhi, Loto, l’esempio supremo di uno spirito invincibile.
RSND, 1, 253-254).4
4) Il trattato L’apertura degli occhi fu ultimato a Tsukaha- tutti i discepoli del Daishonin.
ra, sull’isola di Sado, nel febbraio 1272; è indirizzato a 5) Oko Kikigaki, non compreso in RSND, 1 o 2.
Vincere e perdere
fanno entrambi
parte della vita,
ma io prego il Budda
per la vittoria finale.
6) La Soka Gakkai indisse un raduno per protestare contro relazione ai fatti di Osaka. Si tenne presso la sala civica di
l’ingiusta detenzione di Daisaku Ikeda, allora responsabile Nakanoshima, a Osaka, il 17 luglio 1957, quando egli fu
di staff dei giovani, ordinata dalla procura distrettuale in rilasciato dopo due settimane di interrogatori.
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«Aspettate e vedrete!»
Durante la seconda guerra mondiale la Soka Gakkai fu perseguitata
dalle autorità militariste giapponesi. La voce di Toda vibrava di rab-
bia mentre descriveva i sentimenti che aveva provato alla notizia della
morte in carcere di Makiguchi: «Non avrei mai creduto di provare un
dolore simile nella vita. In quel momento dissi a me stesso: “Aspettate
e vedrete! Io dimostrerò al mondo che il mio maestro era nel giusto. Se
dovessi adottare uno pseudonimo sarebbe il Conte di Montecristo. Con
questo intento io realizzerò qualcosa di grande per ripagare il debito di
gratitudine nei confronti del mio maestro”».7
Il romanzo di Alexandre Dumas Il conte di Montecristo finisce con queste
parole: «Attendere e sperare».8
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studio
LA SAGGEZZA Terza parte Brani scelti da testi di Daisaku Ikeda
PER CREARE
LA PACE Kosen-rufu e la pace mondiale selezione e adattamenti a cura della Sgi
E LA FELICITÀ Dodicesima puntata
Dalla serie Il 3 luglio è il giorno in cui il presidente Toda uscì di prigione, nel 1945, fermamente
di saggi
“La luce del secolo
deciso a portare avanti i nobili ideali per i quali il suo maestro Tsunesaburo Makigu-
dell’umanità”, chi aveva perso la vita in carcere. Ed è la di Osaka preparato ad affrontare la difficile
pubblicata sul
Seikyo Shimbun
stessa data in cui io, il discepolo diretto del situazione che mi aspettava.
il 7 luglio 2006 presidente Toda, fui arrestato dalla polizia Il mio volo dall’Hokkaido fece sosta all’ae-
dodici anni dopo, nel 1957. roporto Haneda di Tokyo dove mi attende-
Ne L’apertura degli occhi Nichiren Daishonin va il mio maestro Josei Toda, che mi disse:
afferma che sorgeranno sicuramente per- «Daisaku se tu dovessi morire io correrei al
LA
secuzioni da parte del governante del paese tuo fianco, mi getterei sopra di te e ti accom-
(cfr. RSND, 1, 212). In esatto accordo con pagnerei nella morte». Aveva gli occhi pieni
la sua severa predizione, il presidente Maki- di lacrime; ricordo il calore con il quale ab-
SAGGEZZA
guchi, il presidente Toda e io abbiamo subìto bracciò forte il mio corpo magro.
persecuzioni da parte delle autorità governa- La polizia di Osaka mi arrestò alle sette di
tive. Questo prova inequivocabilmente che sera del 3 luglio, stranamente nello stesso
PER CREARE
la Soka Gakkai sta vigorosamente portando giorno e alla stessa ora in cui il mio maestro
avanti l’eredità del Daishonin, cioè la missio- era stato scarcerato dodici anni prima.
ne di adottare l’insegnamento corretto per la Sfortunatamente alcuni membri della Soka
LA PACE E LA
pace nel paese e realizzare kosen-rufu. Gakkai avevano violato le regole della cam-
Il 3 luglio 1957, avendo ricevuto una con- pagna elettorale durante le elezioni per la
vocazione per essere interrogato, mi recai Camera dei Consiglieri che si erano tenute a
FELICITÀ
al commissariato di polizia della prefettura Osaka in aprile e nelle quali la Soka Gakkai
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Ho realizzato il voto fatto al mio maestro. Ho realizzato il voto fatto ai compagni di Dalla serie di saggi
fede. Ho realizzato ogni scopo che ho deciso di raggiungere. Da quel giorno, in cui ci “Riflessioni su
La nuova rivoluzione
radunammo ai piedi del Monte Fuji, ebbe fosse così malato, la voce del nostro maestro umana”, pubblicata
inizio una nuova fase di sviluppo del movi- di kosen-rufu rimaneva ferma e penetrante. sul Seikyo Shimbun
l’8 marzo 1998
mento di kosen-rufu. A un certo punto disse: «Daisaku, rimani
Era una giornata fredda e il Monte Fuji, sempre accanto a me. Voglio che tu stia con
maestoso, vegliava su di noi. La cerimonia me giorno e notte!». E il primo marzo mi
del 16 marzo fu festosa e colma di speran- disse: «Daisaku, tutto è in mano tua. Con-
za. Il presidente Toda annunciò che stava to su di te!». Poco dopo suggerì che il 16
passando ai giovani discepoli il testimone di marzo tenessimo una cerimonia che sarebbe
kosen-rufu e nei loro cuori ardeva la lumino- stata la prova generale di kosen-rufu.
sa fiamma della missione. Quel giorno del [...] Anche se il presidente Toda era ogni gior-
1958 ci radunammo in circa seimila al fianco no più debole, si batté con coraggio contro il
del nostro maestro, il presidente Toda, a cui demone della morte per poter vivere fino al
rimaneva ormai poco tempo da vivere. 16 marzo e riuscire ad affidare il futuro a me
[...] Quando il mio maestro arrivò al tempio e agli altri giovani della Soka Gakkai.
principale alla fine di febbraio, le sue condi- Io rimasi sempre al suo fianco, per servirlo e
zioni di salute erano pessime e varie volte si sostenerlo. Mi chiamava regolarmente e mi
dovette chiamare il medico. Ma per quanto parlava di importanti progetti per il futuro.
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La morte di Toda
Il presidente Ikeda racconta di quando decise, in quanto successore del presidente Toda, di alzarsi per realizzare
la missione di kosen-rufu mondiale che gli era stata affidata dal suo maestro.
Dalla serie di saggi La sera del 16 marzo 1958, dopo la grande cerimonia tenuta ai piedi del Monte Fuji,
“La luce del secolo
dell’umanità”,
il presidente Toda mi disse: «Daisaku, alla sede centrale ci sono faccende urgenti da
pubblicata sul risolvere, perciò vorrei che tu tornassi a storie e mi parlò di Xiao He, antico statista
Seikyo Shimbun Tokyo prima di me per occupartene». cinese. Liu Bang, il fondatore della dinastia
del 1, 5, 6
aprile 2007 Feci come mi aveva chiesto e, dopo aver Han, lodò Xiao He come il più valido dei
sbrigato una montagna di lavoro che si era suoi ministri perché nel corso della conqui-
accumulato in mia assenza, tornai di corsa sta del regno si era adoperato in ogni modo
al tempio principale. Il presidente Toda era per assicurare ai soldati al fronte un flusso
sempre più debole, ma quando mi vide sorri- costante di provviste e di armi affinché po-
se sollevato. Nei giorni seguenti mi chiama- tessero dare il massimo in battaglia. Toda
va spesso al suo capezzale e mi chiese anche sottolineò come fosse essenziale che la Soka
di stendere il mio giaciglio ai piedi del suo Gakkai proteggesse, apprezzasse e lodas-
letto e dormire lì durante la notte. se le persone che lavoravano con impegno
A volte mi chiedeva cosa stessi leggendo. Mi dietro le quinte. Quello era il modo per far
disse che aveva letto il Compendio delle diciotto sì che l’organizzazione fiorisse per sempre.
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E sottolineò più volte questo importante Il 30 marzo 1958 rientrai a Tokyo e, parlan-
aspetto della responsabilità. do con la famiglia del presidente Toda, orga-
Una mattina, mentre si avvicinava la fine, nizzai il suo ricovero in ospedale. Il giorno
mi disse: «Daisaku, ieri ho sognato di anda- dopo tornai al fianco del mio maestro.
re in Messico». In accordo con l’affermazio- Il primo aprile, poco dopo le due di notte, il
ne del Daishonin: «La vita in ogni singolo presidente Toda adagiato sul suo futon la-
istante permea l’intero regno dei fenomeni» sciò in macchina gli alloggi del Rikyo-bo. Io
(Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, lo accompagnai e non chiusi occhio per tutta
RSND, 1, 3), la mente del presidente Toda la notte. Alle quattro e venti lo collocammo
stava viaggiando nella vastità del globo fino sulla carrozza letto dell’espresso che partiva
all’America latina, dall’altra parte del mon- dalla stazione di Numazu e prima dalle sette
do rispetto al Giappone. giungemmo alla stazione di Tokyo, da dove
«Ci stavano tutti aspettando. Ogni perso- fu portato all’Ospedale universitario Nihon
na ci stava aspettando […] Daisaku, il tuo a Surugadai. Chiesi loro di garantirgli le
vero palcoscenico sarà il mondo». Allungò cure migliori e lasciai l’ospedale alle nove di
la mano da sotto le coperte per stringere la mattina. Il giorno seguente, il 2 aprile, era
mia e mi affidò il grande viaggio per la pace, nuvoloso e gelido.
per kosen-rufu mondiale. Con un grande senso di urgenza, quella
Circa una settimana prima di morire il pre- mattina convocai una riunione di emergen-
sidente Toda disse a un gruppo di giovani za con i responsabili del Gruppo giovani e
membri: «Quando non ci sarò più, la perso- proposi che dal giorno seguente i membri si
na che mi succederà come terzo presidente alternassero ogni mattina per una settimana
assumerà la completa responsabilità del no- nella sede centrale della Soka Gakkai per
stro movimento e stabilirà le linee guida e i recitare Gongyo e Daimoku insieme per la
mezzi per realizzare kosen-rufu mondiale. Il guarigione del presidente Toda. Volevo fare
terzo presidente getterà fondamenta salde in il massimo per il mio maestro, in quel preci-
modo che, dal quarto presidente in poi, qual- so momento. Se avessi potuto, avrei dato la
siasi persona onesta e corretta possa svolgere vita per lui. Pregavo per la sua guarigione.
ugualmente bene questo ruolo. Se seguirete Pregavo con tutto il mio cuore.
le indicazioni del terzo presidente, certamen- Quando ci dissero che la mattina presto c’e-
te realizzerete kosen-rufu mondiale». ra stato un miglioramento provammo una
Seppi che molti di quei giovani ebbero la pre- grande gioia. Ricordo chiaramente che rad-
senza di spirito di capire l’importanza di ciò doppiammo le nostre preghiere.
che stava dicendo e annotarono le sue parole. Alle cinque del pomeriggio presso la sede
Tutto dipende dai discepoli. centrale della Soka Gakkai si tenne una
Come afferma chiaramente il Daishonin: «Se riunione dei direttori e dei massimi re-
il maestro ha un buon discepolo, tutti e due sponsabili del Gruppo giovani per parlare
otterranno il frutto della Buddità, ma se il della riunione dei responsabili di Centro
maestro alleva un cattivo discepolo, entrambi prevista per il giorno seguente e degli esa-
cadranno nell’inferno. Se maestro e discepolo mi di ammissione al Dipartimento di stu-
non hanno la stessa mente, non realizzeranno dio che si sarebbero svolti quattro giorni
nulla» (Fiori e frutti, RSND, 1, 808). dopo (6 aprile).
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Tutti eravamo fiduciosi che Toda sarebbe egli vive per l’eternità nelle profondità del
guarito. mio essere, nel «palazzo della nona coscien-
Verso la fine della riunione il custode dell’edi- za, l’immutabile realtà che regna su tutte le
ficio bussò alla porta. C’era al telefono il figlio funzioni della vita» (Il reale aspetto del Gohon-
del presidente Toda che chiamava dall’ospe- zon, RSND, 1, 738). E da lì mi incoraggia e
dale. Mi precipitai a rispondere e ricevetti la mi sprona a continuare a battermi come suo
tragica notizia: «Mio padre è appena mor- discepolo per kosen-rufu, per nient’altro che
to». Ancora adesso non riesco a descrivere lo kosen-rufu.
shock che provai. È qualcosa che terrò per Il mio maestro non lesinò mai la sua vita.
sempre chiuso nel mio cuore. Propagò con altruismo la Legge. Si impegnò
Il mio maestro Josei Toda era morto per un con coraggio ed energia. Si lanciò intrepido
attacco cardiaco alle 18:30, concludendo no- alla carica. Perseverò nonostante ogni sorta
bilmente la sua vita o, per usare le parole del di difficoltà per diffondere l’insegnamento
Sutra del Loto, «usando l’espediente di en- corretto. Refutò l’erroneo e rivelò il vero.
trare nel nirvana» (cfr. SDLPE, 317).1 Queste qualità erano il nucleo del suo spirito
Ricordo l’espressione serena del suo volto sempre vittorioso che ha tramandato al suo
mentre lo accompagnavo all’ospedale il gior- vero discepolo.
no prima. Quello era stato l’ultimo momento Perciò non posso permettere che la corsa
insieme in questa vita. della Soka Gakkai rallenti nemmeno per
Sopraffatto dall’emozione andai a informare un istante. Il voto che ho formulato con l’e-
gli altri. Tenemmo immediatamente una riu- nergia ardente del sole di un nuovo giorno
nione per discutere le questioni essenziali e è il seguente: «I discepoli arroganti alla fine
poi corsi all’ospedale. lasceranno l’organizzazione. I discepoli de-
Quella sera scrissi nel mio diario: «Questo viati e preoccupati solo dei propri interes-
giorno rimarrà impresso per sempre nella si cominceranno a parlare male della Soka
storia della Gakkai, nella storia della mia Gakkai. La debolezza del cuore umano è
vita e nella vita dei suoi discepoli. […] La terribile, così come l’ingratitudine verso il
vita di un grande eroe della Legge misti- proprio maestro. Adesso è il momento di
ca, un’eccelsa figura del movimento di ko- sollevare l’aureo sipario di un’eterna vitto-
sen-rufu, se n’è andata».2 ria e di dare inizio al secondo atto della bat-
Ma il Buddismo è profondo e i suoi princìpi taglia decisiva per kosen-rufu! Io mi alzerò
sono veri. Sebbene il mio maestro sia morto, e vincerò!».
1) Nel Sutra del Loto Shakyamuni dichiara che la sua vita entri nel nirvana.
come Budda è eterna, ma come espediente per aiutare gli es- 2) Daisaku Ikeda, Diario giovanile, Esperia, 2000, p. 657.
seri viventi a risvegliare lo spirito di ricerca sembra che egli
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Diventai il terzo presidente della Soka Gakkai il 3 maggio 1960, all’età di trentadue Dalla serie di saggi
“La luce del secolo
anni. In quella giornata limpida, in piedi sul podio dell’Auditorium dell’Università dell’umanità”, pub-
Nihon, dichiarai con vigore ai ventimila tai come determinazione personale al tempo blicata sul Seikyo
Shimbun il 2
membri presenti: «Anche se sono giovane, della mia nomina a presidente della Soka maggio 2004
da oggi mi assumerò la responsabilità come Gakkai e che da allora è sempre rimasto sal-
rappresentante dei discepoli del presidente damente impresso nel mio cuore: «Che gli dèi
Toda e avanzerò con voi di un altro passo mi abbandonino. Che tutte le persecuzioni
verso la realizzazione concreta di kosen-rufu». mi assalgano. Io continuerò a dare la mia vita
Fui avvolto da un applauso fragoroso ed per la Legge!» (RSND, 1, 253).
entusiasta. Sono orgoglioso di essere stato allenato dal
Come discepolo di Josei Toda, il grande le- mio maestro ad avere uno spirito invincibile
ader della propagazione, giurai di realizzare in grado di sopportare qualsiasi avversità.
lo scopo di tre milioni di famiglie praticanti La strada per realizzare grandi imprese non
che egli mi aveva affidato. è mai facile. Arrendersi è fonte di dispera-
Prima di morire mi aveva detto: «Che epo- zione e sconfitta, ma perseverare è fonte di
ca magnifica sarà quando dieci milioni di speranza e di vittoria.
persone praticheranno il Buddismo di Ni- Da quando sono diventato presidente della
chiren! Non vedo l’ora!». Lo considerai il Soka Gakkai ho scalato una serie infinita di
voto della mia vita e giurai di costruire qui vette altissime e pericolose che si estendevano
in Giappone una solida rete di dieci milioni a vista d’occhio. Questo è stato il mio destino.
di persone dedicata alla pace e all’umanità. La prima che affrontai fu nel 1970. Il 3 mag-
Nichiren Daishonin afferma: «Il “grande gio di quell’anno, decimo anniversario della
voto” si riferisce alla propagazione del Sutra mia nomina, la Soka Gakkai subì un forte
del Loto» (Raccolta degli insegnamenti orali, cfr. attacco in quello che è noto come l’episodio
BS, 113, 48). della libertà di parola.3
Il 3 maggio è diventato il giorno in cui rifor- Anche il decennio successivo fu caratteriz-
muliamo il nostro voto per kosen-rufu. Ogni zato da una serie di difficoltà e traversie,
anno in questa data noi della Soka Gakkai, come montagne che si accumulavano una
uniti dai legami di maestro e discepolo, pro- sull’altra. E poco prima del 3 maggio 1979,
mettiamo ancora una volta di diffondere la nel mezzo della tempesta causata dal primo
Legge mistica e di rinnovare i nostri sforzi problema con il clero, rassegnai le dimissio-
per la realizzazione di questa nobile causa. ni da presidente della Soka Gakkai.
E lo faremo per sempre. Anche nell’anno seguente, il 1980, si verificò
C’è un passo de L’apertura degli occhi che adot- una raffica di attacchi contro di me e la Soka
3) L’episodio della “libertà di parola” fu una controversia che diffamazioni da parte della stampa. Per ulteriori dettagli cfr.
sorse nel 1970, quando la Soka Gakkai cercò di difendersi da La nuova rivoluzione umana, vol. 14, capitolo “Venti impetuosi”.
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Una volta il presidente Ikeda spiegò che aveva deciso di raccontare la vita del presidente Toda come un romanzo
e non come una semplice biografia, per riuscire a rendere più fedelmente e con maggiori sfumature l’immagine
del maestro che avrebbe vissuto per sempre nel suo cuore.
Da La nuova Shin’ichi aveva avuto per la prima volta l’idea di scrivere una cronaca della vita di Toda
rivoluzione umana,
vol. 9, cap. quando aveva diciannove anni, tre mesi dopo essersi unito alla Soka Gakkai (nel 1947).
“Speranza Si sentiva ispirato dall’incontro con un uomo di Nagano, otto mesi prima della sua morte.
della gente”,
pubblicato
così straordinario, un uomo che aveva lotta- Durante quel periodo parlarono del romanzo
in giapponese to contro l’oppressione del governo militare di Toda, da poco pubblicato in forma di libro.
nell’ottobre 2001
giapponese, era stato imprigionato e tuttavia Con una certa ritrosia Toda sorridendo disse
era rimasto fedele al suo credo, alzandosi con che, per quanto non avesse alcun problema
decisione per la felicità della gente. Shin’ichi a parlare di Makiguchi, trovava difficile rac-
aveva deciso risolutamente di far conoscere contare di se stesso. Queste parole toccarono
la vita di Toda alla società e alle future ge- una corda profonda nel cuore di Shin’ichi.
nerazioni. Nel corso degli anni, essendosi La rivoluzione umana scritta da Toda termina
dedicato totalmente a lottare insieme al suo quando il protagonista Gan, Toda stesso, in
maestro, quella appassionata decisione era prigione promette di dedicare la vita a ko-
diventata un voto incrollabile. sen-rufu, ma non racconta come in seguito
Quando nella primavera del 1951 Toda gli avrebbe messo in atto questa decisione.
aveva mostrato il manoscritto del suo ro- In base alla conversazione avuta con Toda a
manzo La rivoluzione umana, che sarebbe sta- Karuizawa, Shin’ichi si convinse che il suo
to pubblicato a puntate sul Seikyo Shimbun e maestro sperava che lui stesso scrivesse il se-
firmato con lo pseudonimo di Myo Goku, guito del romanzo per narrare il resto della
Shin’ichi immediatamente sentì che un gior- storia, il racconto di come egli si fosse alzato
no o l’altro lui stesso avrebbe scritto il se- da solo per assumere la guida di kosen-rufu.
guito del romanzo, un resoconto dettagliato Poi, nell’aprile del 1964, durante le celebra-
della vita del suo maestro. zioni della settima commemorazione (sesto
Tre anni dopo, nell’estate del 1954, si reca- anniversario) della morte di Toda, Shin’ichi
rono insieme al paese natale di Toda, il vil- annunciò con profonda determinazione la
laggio di Atsuta, in Hokkaido. In piedi sul sua intenzione di cominciare la stesura di un
molo, osservando la spiaggia e le ripide sco- nuovo romanzo, La rivoluzione umana.
gliere che le si ergevano intorno come para- Dietro richiesta della redazione del Seikyo
venti, Shin’ichi compose la poesia Villaggio di Shimbun si decise che il romanzo di Shin’ichi,
Atsuta, che narrava la partenza del suo mae- firmato con lo pseudonimo di Ho Goku, sa-
stro per il viaggio nella vita. Ancora una vol- rebbe uscito a puntate sul giornale a partire
ta promise a se stesso che un giorno avrebbe dal Capodanno del 1965. Shin’ichi cominciò
scritto la biografia di Toda. allora a pensare al luogo in cui desiderava
Nell’agosto di tre anni dopo (1957) Shin’ichi cominciare a scrivere. Il tema del romanzo
trascorse un soggiorno memorabile con il pre- sarebbe stato il movimento di kosen-rufu por-
sidente Toda a Karuizawa, nella prefettura tato avanti dalla Soka Gakkai sotto la guida
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del presidente Toda. Nello stesso tempo do- verno militarista giapponese aveva sacrifica-
veva essere il racconto della realizzazione dei to Okinawa per proteggere le isole principali
supremi ideali della pace e della felicità del del Giappone; fu l’unico campo di battaglia
genere umano. Filo conduttore del romanzo di tutto l’arcipelago nipponico e conobbe la
sarebbe stata l’idea secondo cui una grande terribile tragedia della perdita di quasi un
rivoluzione umana di un singolo individuo quarto della popolazione.
avrebbe potuto cambiare il destino di un’in- Dopo la guerra, inoltre, Okinawa fu nuova-
tera nazione e, in definitiva, di tutta l’umanità. mente sacrificata agli interessi della madre-
Shin’ichi allora decise che avrebbe iniziato la patria, venendo posta sotto il controllo degli
stesura del romanzo in un luogo che avesse Stati Uniti e diventando sede di numerose
sperimentato la barbarie della guerra e dove basi militari americane. Per tutte queste ra-
le persone avessero veramente sofferto. Per gioni Shin’ichi cominciò a scrivere La rivoluzio-
questo motivo scelse Okinawa. ne umana a Okinawa, affinché dalle sue coste
Durante la seconda guerra mondiale il go- si diffondessero onde di pace e di felicità.
La prima puntata del mio romanzo La rivoluzione umana apparve sul Seikyo Shim- Dalla serie di saggi
“Il nostro brillante
bun del primo gennaio 1965. In origine avevo pensato di scrivere un romanzo biografico sentiero verso la
della vita di Toda dalla sua scarcerazione, sforzano di realizzare il suo ideale. Questo vittoria”, pubblicata
sul Seikyo Shimbun
il 3 luglio 1945, fino alla morte, ma in corso tenace impegno, volto a far progredire con- il 20 e 21 settembre
d’opera mi accorsi che non sarei riuscito a cretamente kosen-rufu da parte di autentici 2010
trasmettere la vera grandezza di ciò che egli discepoli e successori, è l’essenza della non
aveva realizzato se mi fossi limitato ai fatti av- dualità di maestro e discepolo. Se non avessi
venuti nell’arco della sua vita. Spesso la vera raccontato anche queste lotte, sarebbe stato
grandezza di un individuo, o il reale valore impossibile comunicare la vera grandezza
di una filosofia o di un sistema di pensiero dei presidenti Toda e Makiguchi.
non vengono riconosciuti dai contemporanei Per questo, dopo aver completato il dodicesi-
e vengono veramente capiti e apprezzati solo mo volume di La rivoluzione umana, che si con-
in seguito. clude con la morte di Toda e gli eventi che ne
Kosen-rufu, la grande impresa a cui Toda ave- seguirono, iniziai a scrivere La nuova rivoluzione
va dedicato la vita, non si sarebbe potuta umana. In questa nuova serie volevo tratteg-
realizzare nell’arco di un’esistenza. Era una giare il vero cammino di maestro e discepolo
lotta che andava trasmessa dal maestro al per assicurare l’eterno flusso di kosen-rufu per
discepolo, il cui successo si poteva giudica- la felicità e la pace di tutta l’umanità. Sto con-
re solo dall’impegno e dalle realizzazioni dei tinuando a scrivere La nuova rivoluzione umana
successori che avrebbero continuato la sua per lasciare una testimonianza chiara del me-
opera quando Toda non ci fosse stato più. todo per sviluppare in eterno la Soka Gakkai,
I discepoli ereditano il voto del maestro e si la forza trainante di kosen-rufu.
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Dalla prefazione Ancora oggi dialogo costantemente con il mio maestro. Nella mia mente sono ancora quel
alla raccolta di
saggi Shitei no
giovane in piedi di fronte a lui: kosen-rufu era la nostra aspirazione comune, il nostro
Hikari (La luce di grande sogno, la nostra avventura. Immagi- mamente la luminosa via della non dualità di
maestro e discepo- nandomi la sua figura impavida, gli riporto le maestro e discepolo che avevo scelto.
lo) pubblicata nel
gennaio 2009 mie vittorie e ribadisco la mia determinazione Un giorno con un sorriso smagliante Toda
a realizzare ancora di più. Poiché so di agire mi disse: «Daisaku, tu sei il mio discepolo
per realizzare i suoi ideali, il mio coraggio si migliore. Sono stato fortunato ad avere un
centuplica e dentro di me sgorga una forza discepolo così». Quel sorriso rimarrà per
illimitata. Sono colmo di gratitudine per aver sempre impresso nel mio cuore.
potuto condurre una tale esistenza suprema. Goethe scrisse: «Un maestro capace attira
La Legge mistica è imperitura ed eterna, così buoni allievi, che a loro volta espanderanno
come il voto al mio maestro; perciò, anche se il loro raggio d’azione all’infinito».4 Espan-
gli anni passano, io rimango sempre giova- dersi all’infinito, continuare a costruire sulle
ne. Toda soleva dire ai giovani che come lui realizzazioni dei loro maestri: questo è il fiero
erano discepoli di Makiguchi: «Averlo cono- compito per il quale lottano i discepoli.
sciuto un giorno diventerà l’onore più grande Nei libri di storia e nella letteratura di ogni
nella vostra vita». Anche le persecuzioni che tempo e luogo possiamo trovare una grande
aveva affrontato insieme a Makiguchi erano varietà di racconti, fra cui narrazioni di eroi
per lui fonte di orgoglio. Toda parlava spes- che superarono ostacoli o salvarono gli altri
so con passione di riabilitare il suo maestro. con la loro generosità e la loro audacia.
Con le lacrime agli occhi diceva che avreb- Il Sutra del Loto può essere descritto come
be fatto in modo che il mondo riconoscesse una storia della vittoria di maestro e discepo-
la grandezza di Makiguchi. Non aveva avuto lo. È la storia dei Bodhisattva della Terra che,
solo la fortuna di incontrarlo, ma anche quel- come discepoli di Shakyamuni dal remoto
la di sostenerlo e di lottare al suo fianco fra passato, promisero di propagare ampiamen-
le peggiori difficoltà e in seguito di far cono- te la Legge nell’epoca malvagia successiva
scere la sua grandezza al mondo intero. Per alla morte del Budda. Inoltre, se lo leggiamo
un discepolo non esiste onore più grande. Le alla luce del Buddismo di Nichiren basando-
avversità sono il banco di prova della verità. ci sul messaggio implicito nel testo, il sutra
Quando le aziende di Toda entrarono in crisi, è la storia dei discepoli di Nichiren Daisho-
alcuni discepoli lo denunciarono vilmente e nin, il Budda dell’Ultimo giorno della Legge
lo abbandonarono. Altri finsero di rimanere che incarna il ruolo del Bodhisattva Pratiche
al suo fianco ma in realtà parlavano male alle Superiori, il maestro fondamentale. Questi
sue spalle. discepoli che emergono dalla terra portano
Io osservavo con calma il loro comporta- avanti il suo intento e agiscono per realizzare
mento meschino e continuavo a seguire fer- kosen-rufu mondiale. Diffondendo ampiamen-
4) Johann Wolfgang von Goethe, “Winckelmann and His Collected Works, Princeton University Press, Princeton, New
Age”, in Essays on Art and Literature, a c. di John Gearey, trad. Jersey, 1994, vol. 3, p. 114.
di Ellen von Nardroff and Ernest H. von Nardroff, in Goethe’s
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te il movimento di kosen-rufu in 192 paesi e ter- Come discepolo di Toda sono riuscito a la-
ritori, superando ogni sorta di ostacoli e diffi- sciare ai posteri una storia di kosen-rufu che
coltà lungo il cammino, noi della Soka Gakkai sarà fonte di eterna ispirazione, epopea im-
abbiamo reso una realtà la storia della vittoria mortale di maestro e discepolo. Questa sto-
di maestro e discepolo. ria è infinita. Fintanto che voi, miei discepoli,
I fratelli Munenaka e Munenaga Ikegami continuerete a creare le vostre singole storie
mantennero una salda fede nella Legge misti- di vittoria, la nostra trionfante rappresen-
ca anche quando il primo fu disconosciuto dal tazione condivisa tra maestro e discepolo
padre. E alla fine, con un atto di suprema de- splenderà luminosa nel mondo e nel futuro.
vozione filiale, riuscirono anche a convertirlo. La storia dei maestri e dei discepoli Soka è
Lodandoli il Daishonin scrive: «Potrà mai es- una fonte di speranza e integrità che illumi-
serci una storia meravigliosa come la vostra?» nerà il mondo nel XXI secolo e indicherà
(Lettera ai fratelli, RSND, 1, 444). all’umanità la strada per un domani migliore.
Non conosco leader della gente comune paragonabili a Josei Toda e l’ho sempre af- Da un discorso
a una cerimonia di
fermato con convinzione ovunque andassi nei miei viaggi intorno al mondo. Ho incon- Gongyo
trato molti leader di statura internazionale, riuscito a promuovere lo sviluppo della Soka per commemorare
il 57° anniversario
ho parlato con personaggi che sicuramente Gakkai, non avrei ripagato il debito di gra- della fondazione
avranno un posto nella storia, ma Toda era titudine al mio predecessore e soprattutto della Soka Gakkai,
unico e io lo so meglio di chiunque altro. È non avrei dimostrato la grandezza del mio Tokyo,
18 novembre
per me fonte di supremo orgoglio aver vissu- maestro. Perciò mi sono dato da fare senza 1987
to come discepolo di questo grande maestro mai fermarmi, e ho aperto nuove strade per
di vita. Toda è tutto per me; considero la rea- avanzare in ogni campo. Ho fondato il partito
lizzazione dei suoi desideri, renderli realtà nel Komei, l’associazione concertistica Minon, il
mondo attuale, la mia unica missione e ciò di Museo d’arte Fuji, l’Istituto di filosofia orien-
cui vado fiero. Questo e solo questo è sempre tale, l’Università Soka e le scuole Soka in
stato il mio unico scopo, non le mie idee o i base alle idee e ai progetti che il mio maestro
miei interessi personali. aveva condiviso con me o sulle quali aveva
Makiguchi una volta osservò: «Se noi adesso riflettuto in varie occasioni. Ho fatto mio il
prosperiamo, daremo lustro ai nostri prede- suo spirito e mi sono adoperato per portare a
cessori. Ma se falliamo, la gloria dei nostri compimento ognuno di questi progetti.
predecessori verrà offuscata». Come sono Possono sembrare mie realizzazioni, ma in
vere le sue parole! Mi sono impegnato con realtà il loro vero scopo è sempre stato di-
determinazione incrollabile a dimostrare la mostrare e illuminare la grandezza dei pre-
grandezza dei presidenti Makiguchi e Toda, sidenti Makiguchi e Toda.
a concretizzare le loro speranze e la loro vi-
sione. Se, come terzo presidente, non fossi (Traduzione di Marialuisa Cellerino)
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obiettivo
rubriche
Per mettere a fuoco un aspetto del Buddismo
PERCHÉ È
IMPORTANTE
PRENDERSI
CURA DI SÉ
Il corpo, scrive Nichiren Daishonin, è il palazzo della nona coscienza. È con il corpo
che conseguiamo l'Illuminazione e agiamo per kosen-rufu, per la felicità nostra e altrui.
Lungi dall'essere un atteggiamento egoistico, prendersi cura di sé è un atto di rispetto
e di compassione per la nostra vita e per le persone che ci circondano
Il nostro corpo,
bene prezioso difficile
da amministrare
Prendersi cura di sé, avere rispetto del proprio corpo, amarlo. Non è sempre
facile e scontato, non sempre poniamo abbastanza attenzione alla nostra fisi-
cità, alla nostra salute, a noi stessi. Per alcune persone è una sfida immane, al
pari di qualsiasi altra, un motivo di sofferenza, una lotta faticosa e incessante
contro odiose tendenze che spingono in maniera subdola e sottile a farsi del
male. Con il cibo, gli eccessi, il bere, la trascuratezza, il fumo, le droghe. E a
volte, in certi periodi particolari, può accadere di recare danno a se stessi con
una inconsapevolezza e una superficialità molto lontane dalla nostra pratica di
Nam-myoho-renge-kyo, che è fondamentalmente una pratica di rispetto pro-
fondo e incommensurabile verso ogni forma e ogni aspetto della vita. Compreso
il nostro corpo. Che è una stupefacente manifestazione della Legge. Un sistema,
incredibilmente complesso, di parti e componenti di diversa forma e natura che
si muovono e svolgono una loro precisa funzione in armonia con il resto. Ossa,
muscoli, sangue, cuore, intestino, cervello, la pelle e gli occhi, enzimi, neuroni,
membrane e nervi, danno vita a un piccolo universo che si autoregola in costan-
te relazione con l’esterno, da cui dipende e trae nutrimento: aria, cibo, liquidi. È
un equilibrio meraviglioso che permette la vita, drogarsi più proprio grazie al Buddismo. Forse,
saldo, strutturato e nello stesso tempo molto il problema è che certe cose che ci riguardano
delicato. Si altera con poco, con azioni ripetute così da dentro, certe parole che vanno a infilarsi
che possono minare dall’interno la sua struttura nella relazione che abbiamo con noi stessi, sono
e generare malattie, disturbi, dolore. E sembra le più difficili da ascoltare, da seguire. Perché
agire qualcosa di molto intimo tra sé e sé, tra non ci sono nemici esterni, fatti o ingiustizie
un pensiero, un'azione, una decisione disatte- eclatanti contro cui combattere. Siamo noi con
sa, quando si cade in quelle spirali che portano noi, come di fronte a uno specchio impietoso in
a eccessi dannosi, a non curarsi, a non avere cui la nostra immagine fa continuamente altro da
rispetto del proprio corpo. Spesso ci si tradisce quello che desideriamo fare, altro da quello che
con poco, con gesti piccolissimi che al momento abbiamo deciso. E quando si tratta di dipenden-
sembrano non avere peso, ma che alla lunga ze questo accade ogni giorno, ogni ora, quasi
possono arrivare a danneggiare l’interezza della ogni minuto della propria esistenza. E la consa-
nostra vita e la sua sacralità. pevolezza aiuta, ma non è sempre sufficiente o
necessaria. Spesso avviene uno scatto decisivo
E poi quello scatto decisivo... dopo aver per tanto tempo cercato e rifiutato
Quando ero giovane e leggevo come il presi- consigli, parole, indicazioni, dopo aver tentato
dente Ikeda incoraggiava continuamente tutti migliaia di volte di non cedere, per poi pentirsi
a prendersi cura di sé, a dormire abbastanza, di aver ceduto di nuovo. Avviene che qualcosa
a fare sufficiente esercizio fisico, a mangiare e si scioglie e la libertà prende spazio dentro. Dalla
bere con moderazione, mi veniva quasi da sorri- paura, anche quella verso i medici, dalla pigrizia,
dere, un po’ come quando mia madre mi diceva dalla debolezza, dalla schiavitù verso quella cosa
di coprirmi bene o di stare attenta ad attraversa- che non ci fa stare bene ma per tanto tempo ci
re la strada e io alzavo le spalle quasi fosse una ha fatto schiavi o schiave. Che sia l’alcol, il sesso,
raccomandazione gratuita, senza un granché di il cibo più indigesto, fosse anche la televisione o
senso. Vent’anni fa venne anche pubblicato uno le lunghe ore immobili davanti ai giochi del com-
speciale dal titolo "La cura di sé" (DuemilaUno, puter, rispetto alle passeggiate, al movimento
n. 60, riproposto in seguito nel libro Il bene più fisico, alla ginnastica che magari il nostro cardio-
prezioso, Esperia), un dialogo molto interessan-
te in cui il presidente Ikeda chiedeva precise
indicazioni ad alcuni specialisti su cose semplici,
quotidiane, come il modo giusto di prevenire l’o-
besità, i problemi cardiovascolari, difendersi dal Siamo come di fronte
raffreddore e dalle influenze, affrontare problemi a uno specchio impietoso
e malattie molto comuni. Confesso che non ne
compresi davvero il senso. Ero veramente molto
in cui la nostra immagine
poco saggia e un poco arrogante. Continuavo a fa altro da ciò
leggere con quello sguardo tra l’incredulo e lo che abbiamo deciso.
stupito per il fatto che ci si potesse interessare
così tanto di certe cose. Eppure avevo sofferto
Quando si tratta di dipendenze
di bulimia da giovanissima, per quasi quindici questo accade ogni giorno,
anni, quando ancora i medici non ne parlavano, ogni ora, ogni minuto
e ne ero uscita recitando Daimoku e combat-
tendo una allucinante battaglia contro questa
della nostra esistenza
cosa terribile. Eppure iniziando a praticare avevo
smesso di fumare hashish e sapevo benissimo
che tanti compagni di fede erano riusciti a non
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MENTE E CORPO:
DUE MA NON DUE
Recitando Daimoku L’abitudine a dividere, a sezionare il mondo in parti distinte e a riconoscere noi
attiviamo la natura stessi come unità separate è indicata dal pensiero buddista come un’illusione
di Budda inerente dovuta all’ignoranza o a-vidya, uno stato di perturbamento mentale che ci
alla vita. E questa spinge a intrappolare le forme fluide della realtà in schemi e categorie rigide
non è solo create dalla mente. Come afferma il filosofo buddista indiano Asvaghosa (I sec.
un’esperienza d.C.), che per primo espose e chiarì i principi fondamentali della dottrina maha-
spirituale, ma anche yana: «Quando non si riconosce l’unicità nella totalità delle cose, allora nasce
fisica, in primo luogo l’ignoranza come pure la particolarizzazione; e di conseguenza si sviluppano
perché la Buddità tutte le fasi della mente corrotta» (Mahayanasraddhotpada, tr. di D. T. Suzuki,
trova dimora proprio The awakening of Faith, Open Court, Chicago, 1900, p. 79).
nel corpo, in secondo L’idea della profonda compenetrazione fra tutti i fenomeni e dell’illusorietà della
luogo perché separazione è espressa da Miao-lo nei termini delle dieci unicità o non dualità.
viene risvegliata La prima di queste è la non dualità di corpo e mente (shiki shin funi). Tutto ciò
attraverso una parte che può essere colto dall’esterno e che presenta attributi quali forma, colore,
di esso, la voce sapore, è shiki, un’abbreviazione di shiki-ho, fenomeni fisici. Le attività spirituali
che non possono essere colte con il ricorso a mezzi fisici o meccanici, come
emozione, volontà, personalità, sono shin, abbreviazione di shin-po o fenomeni
spirituali. In termini di esistenza umana, shiki è il corpo e shin è la mente. Funi
è la contrazione sia di nini funi, “due ma non due”, sia di funi nini, “non due ma
due”. La contraddizione è solo apparente, nel senso che materia e spirito non
vanno intese come due classi distinte di fenomeni, poiché costituiscono un’indis-
solubile unità dal punto di vista della vera entità, essendo entrambi espressioni
della Legge fondamentale della vita. Se un essere comune non riesce a percepirli
e ad analizzarli se non separandoli, un Budda è in grado di riconoscerli come
manifestazioni della stessa realtà ultima.
Questo principio è facilmente comprensibile sul piano teorico e intellettuale.
logo, o il nostro medico ci hanno consigliato di cercare, e anche se quello che leggiamo sem-
fare, per la pressione alta, per il mal di schiena, bra scivolare via, in realtà parola dopo parola,
per non lasciare che l’età irrigidisca troppo arti- concetto dopo concetto si sedimenta in noi e
colazioni e giunture. crea altro, crea le basi, le fondamenta, le forze
necessarie. Così dopo tanti anni, nel trovarmi
Studiare, leggere, cercare a rileggere quelle parole di Ikeda, le sue rac-
La fede aiuta, recitare Daimoku ogni giorno comandazioni, e un poco anche quelle di mia
decidendo di farcela a curarsi, a prendersi madre, ritrovo un amore, una consapevolezza,
cura del proprio corpo invece di massacrarlo. una visione della vita che fa bene, che mette in
Aiuta studiare, non smettere di interrogarsi, di luce la preziosità del mio corpo e la necessità
La difficoltà nasce quando si tratta di tradurlo Ma soprattutto una frase di Nichiren tratta
coerentemente, applicandolo, per esempio, al dalla Raccolta degli insegnamenti orali può
rispetto per il nostro corpo. Con la recitazione chiarire meglio di ogni altra il significato e le
del Daimoku la natura di Budda inerente alla vita conseguenze dell’unità inscindibile tra materia
viene attivata. E questa non è solo un’esperienza e spirito: «La Raccolta degli insegnamenti orali
spirituale, ma anche fisica, in primo luogo perché dice: namu o nam è una parola sanscrita. Qui
la Buddità trova dimora proprio nel corpo, in significa dedicare la propria vita alla Persona
secondo luogo perché viene risvegliata attraver- e alla Legge. […] Inoltre, “dedizione” (giapp.
so una parte di esso, la voce. Allora tutte quel- kimyo) si riferisce all’elemento della forma fisi-
le azioni che possono compromettere questa ca che ci appartiene, mentre “vita” si riferisce
parte di sé quali, per esempio, non rispettare i all’elemento della mente che ci appartiene. Ma
cicli naturali del sonno e della veglia, mangiare, l’insegnamento fondamentale ci dice che forma
bere e fumare smodatamente tendono a svilire e mente non sono due cose» (BS, 109, 40).
la dignità del nostro aspetto materiale, ed è La nostra dedizione al Budda e alla Legge, e in
come se ci allontanassero dalla Buddità. Un non senso più ampio alla vita nella sua interezza, si
corretto allineamento mente-corpo rende più manifesta sia attraverso l’aspetto fisico (ki), o
difficile il cammino verso l’Illuminazione. azione, sia attraverso l’aspetto spirituale (myo),
Insomma, talvolta non sembriamo attribuire un o atteggiamento che sta dietro tale azione.
grosso significato al benessere del nostro corpo, La grande difficoltà sta nel riuscire a percepire
che pure, lo sappiamo bene, è il palazzo della se stessi come un’entità, piuttosto che come un
nona coscienza. Eppure sono tanti gli scritti semplice composto di mente e corpo che non
buddisti che insistono sul principio dell’uguale poche volte si trovano in competizione l’una
dignità dell’aspetto materiale e di quello spiri- con l’altro per il predominio. Un sutra ci invita
tuale e che fanno comprendere perché sia tanto a diventare maestri della nostra mente, ma si
importante prendersi cura anche del nostro potrebbe aggiungere che dovremmo anche
corpo. Citiamo un esempio famoso: «Mutua cercare di diventare maestri del nostro corpo.
inclusione tra un singolo istante di vita e tutti Se attribuiamo a “essere maestri” il significato
i fenomeni significa che la vita in ogni istante di “stare in salute”, questa salute sarà tanto
abbraccia il corpo e la mente, l’io e l’ambiente di spirituale quanto fisica.
tutti gli esseri senzienti» (Il conseguimento della (Antonella Squilloni e Fabio Vignoli,
Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 3). da DuemilaUno n. 71)
di prendermene cura. Come si può rispettare la forte. Quante cure e dedizione. In quel periodo,
“Vita” senza rispettare il proprio corpo? Come guardando un bimbo o una bimba appena nati
si può amarla, lodarla, onorarla, aiutare gli altri è cosí chiaro e limpido, e per chiunque, quanto
a fare lo stesso, se nella propria intimità non la sua vita, il suo futuro sia tutt’uno con il suo
si riesce ad amare, onorare, curare il proprio corpo, con i suoi bisogni di aria, di cibo sano,
corpo? Da madre so quanto sforzo, attenzioni, di sonno, di movimento. Be’, in realtà è così
tempo, pensieri, azioni semplici e concrete ci anche quando cresciamo, da giovani, da adulti,
vogliono per permettere a un piccolo corpicino da vecchi, la nostra vita e il nostro corpo sono
di sopravvivere e diventare grande, autonomo, tutt’uno, per questo è così importante prender-
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cene cura davvero, fino in fondo, con amore. ma: “Il vero aspetto si manifesta invariabilmen-
«Questo è un luogo montuoso, lontano da qual- te in tutti i fenomeni e tutti i fenomeni si mani-
siasi dimora umana. Non c’è un solo villaggio in festano invariabilmente nei dieci fattori. I dieci
qualsiasi direzione – scrive Nichiren Daishonin fattori si manifestano invariabilmente nei dieci
in La persona e la Legge (RSND, 1, 972). – Ben- mondi e i dieci mondi si manifestano invariabil-
ché io viva in un posto così sperduto, profon- mente in corpo e terra”. Si afferma anche che il
damente, nella mia carne mortale, custodisco profondo principio del vero aspetto è la Legge
gelosamente la Legge segreta fondamentale originariamente inerente di Myoho-renge-kyo.
ereditata dal Budda Shakyamuni, il signore Il Gran Maestro Dengyo scrisse: “Un singolo
degli insegnamenti, sul Picco dell’Aquila. Il mio istante di vita che comprende i tremila regni è
cuore è dove tutti i Budda entrano nel nirvana; il Budda di gioia illimitata e questo Budda non
la mia lingua, dove essi mettono in moto la ruo- assume augusti attributi”» (RSND, 1, 738).
ta della dottrina; la mia gola, dove nascono in Il tesoro più grande che possediamo è la nostra
questo mondo; la mia bocca, dove ottengono vita. Da proteggere, curare, amare. Per noi e per
l’Illuminazione. Poiché questo monte è il luogo in gli altri. Anche se a volte ci sembra tanto diffi-
cui dimora il meraviglioso devoto del Sutra del cile, anche se a volte ci sembra di non farcela.
Loto, come può essere meno sacro della pura Nichiren con parole piene di affetto per due
terra del Picco dell’Aquila? Questo è ciò che volte scrive alla monaca laica Toki, che faticava
[Parole e frasi del Sutra del Loto intende quan- a prendersi cura di sé e a trovare la forza per
do] afferma: “Poiché la Legge è meravigliosa, la vincere la sua malattia. In Il prolungamento
persona è degna di rispetto; poiché la persona è della vita le scrive: «Quando egli [Shijo Kingo]
degna di rispetto, la terra è sacra”». venne a farmi visita, nel decimo mese dello
scorso anno, mi disse quanto era dispiaciuto
Senza corpo non c'è Buddità della tua malattia. E aggiunse che probabil-
La Buddità non è qualcosa di astratto, imma- mente tu non eri eccessivamente preoccupata,
teriale, ma concretezza. Si manifesta grazie dato che la tua malattia non era ancora grave,
al fatto che esistiamo, che abbiamo un corpo ma che sarebbe peggiorata sicuramente entro
fisico, composto di materia. Possiamo recitare il primo o il secondo mese di quest’anno. Le
Daimoku, studiare, parlare della Legge perché sue parole mi rattristarono profondamente. Mi
siamo esseri umani e abbiamo un corpo mani- disse anche che Toki è legato a te come a un
festo. Che va curato con la stessa devozione bastone cui appoggiarsi o a una colonna per
con cui ci prendiamo cura del Gohonzon, della sostenersi. Era molto preoccupato per te. Shijo
nostra pratica, della nostra fede. Kingo è un uomo che non si arrende mai alla
In realtá non c’è aspetto della vita a cui non sconfitta e che tiene in gran conto gli amici. Se
dovremmo dedicarci come ci dedichiamo alla non sei disposta a fare sforzi per guarire, sarà
Legge. Perché ogni aspetto, ogni cosa, ogni molto difficile curare la tua malattia. Un giorno
persona ne sono la manifestazione. C’è un bra- di vita è molto più prezioso di tutti i tesori del
no che Nichiren cita in molti scritti per spiegare sistema maggiore di mondi, quindi, prima di
questo punto. Ne Il reale aspetto del Gohonzon, tutto, devi dimostrare la volontà [di guarire]»
per esempio, possiamo leggere: «Miao-lo affer- (RSND, 1, 848).
Anche nel Gosho intitolato L’arco e la freccia sperimentare il potere della nostra fede, sco-
la incoraggia a sperimentare la guarigione: prendo e riscoprendo la preziosità del nostro
«Adesso la mia preoccupazione principale è la corpo, imparando a volergli bene, a prestargli
tua malattia. Con la convinzione che guarirai, considerazione, a dedicargli tutte le attenzioni
continua il trattamento con la moxa per tre possibili per mantenerci in salute e usare la
anni, regolarmente come se lo avessi appena nostra vita al meglio, qualsiasi età abbiamo, più
iniziato. Anche chi è libero dalla malattia non a lungo possibile.
può sfuggire alla transitorietà della vita, ma tu Il presidente Ikeda nel libro Gioia nella vita,
non sei ancora vecchia e, poiché sei una devota gioia nella morte scrive: «Un passo del Sutra
del Sutra del Loto, non andrai incontro a una del Loto afferma: “È nostro desiderio avvalerci
morte prematura. […] Il re Ajatashatru, abbrac- nelle epoche future delle nostre lunghe vite
ciando il Sutra del Loto, prolungò la sua vita di per salvare gli esseri viventi”. Questo dovrebbe
quarant’anni e Ch’en Chen prolungò la sua vita essere il voto di tutti coloro che abbracciano la
di quindici anni. Anche tu pratichi il Sutra del Legge mistica. La cosa importante è desiderare
Loto e la tua fede è come la luna crescente o la come i bodhisattva di vivere a lungo basandosi
marea che si alza. Sii profondamente convinta sulla Legge mistica, in modo da poter usare la
che la tua malattia non può durare e che non è nostra esperienza e la nostra saggezza non solo
possibile che la tua vita non venga prolungata! per noi, ma anche per poter sostenere e inco-
Prenditi cura di te e non affliggere la tua men- raggiare gli altri» (Esperia, p. 107). Poche righe
te» (RSND, 1, 585). dopo fa notare come la vita si stia allungando
sempre di più e sempre di più saranno in futu-
In salute più a lungo possibile ro le persone anziane. Con i suoi interlocutori
Curarsi di sé e del proprio corpo, dedicando parla di come riuscire a invecchiare bene, non
a questa cura del tempo, lungi dall’essere una solo per non essere di peso, ma per continuare
azione egoistica, da un certo punto di vista è a contribuire alla felicità degli altri: mangiare
una manifestazione della nostra compassione: frutta, verdura, smettere di fumare, camminare
verso gli altri, verso chi ci ama, chi ci sta vicino, almeno mezz’ora al giorno, tenere viva la men-
verso le persone che contano su di noi, o che te, non lasciarsi andare. Prendersi cura di sé per
desideriamo incorag-
giare. Ed essere mala-
ti, avere dei problemi
di dipendenza, o limiti
fisici, non significa esse-
re sbagliati, incapaci o
mancanti, non significa
che in noi non possa
manifestarsi o non si
stia già manifestando la Buddità. Semplicemen- permettere che la Buddità possa manifestarsi
te quel male, quel problema, quella schiavitù è splendidamente e lungamente nella nostra vita.
l’occasione che abbiamo in questo momento di (Manuela Vigorita)
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Insieme a La saggezza del Sutra del Loto, questo testo costituisce il capo-
saldo dell’impianto filosofico alla base dell’umanesimo buddista promosso
dal maestro Daisaku Ikeda.
L’opera, pubblicata in Giappone nel 2003, approfondisce la vita di Nichiren
Daishonin, il Budda che ha proclamato Nam-myoho-renge-kyo, e mette in
luce lo spirito con cui ha affrontato ogni sorta di persecuzioni pur di istituire
l’insegnamento corretto del Buddismo e creare un movimento religioso vol-
Con questa to ad assicurare la pace, a beneficio della gente e portato avanti dalla gente.
Ripercorrendo le vicende del Daishonin, Daisaku Ikeda, in un dialogo con
opera Daisaku esponenti del Dipartimento di studio della Soka Gakkai, discute di impor-
Ikeda apre tanti princìpi del Buddismo come il conseguimento della Buddità, la fede
nel Gohonzon, la trasformazione del karma in missione, la relazione di non-
definitivamente dualità di maestro e discepolo e tanti altri ancora.
la strada Da questi dialoghi emerge una profonda interpretazione della filosofia bud-
namente consapevole che le grandi persecuzioni che agisce in maniera esemplare, che condu-
che stava vivendo erano le difficoltà che aveva ce una vita basata su un’immensa missione.
voluto per il suo desiderio di realizzare la propria Il discepolo impara sinceramente da questo
missione. Ed esse erano una fonte di grande e si sforza di emulare la maniera di vivere del
gioia perché le stava affrontando per condurre maestro. È svolgendo questa pratica in accordo
le persone all’Illuminazione. Egli poteva aiutare con l’insegnamento del Budda che giungiamo
coloro che soffrono soltanto condividendo i loro ad afferrare la Legge con la nostra vita. Perciò
stessi dolori e avversità e dimostrando, da essere la relazione tra maestro e discepolo è il cuore
umano come loro, come superarli. È per questa stesso del Buddismo» (Ibidem, 461).
titanica impresa che lo consideriamo il Budda Da Il mondo del Gosho emerge un ritratto fede-
dell’Ultimo giorno della Legge» (Ibidem, 460). le di Nichiren Daishonin, grazie al quale il mae-
E continua, in uno dei passi significativi dell’o- stro Ikeda ha chiarito, in Giappone e in tutto il
pera: «In ciò risiede anche il significato della mondo, gli aspetti cruciali del suo insegnamen-
relazione tra maestro e discepolo nel Buddismo. to, fondamento di tutte le attività per la pace
Il maestro, nel Buddismo, è sempre qualcuno della Soka Gakkai.
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La sua azione
coraggiosa
diede l'avvio
alla lotta contro la
discriminazione
razziale negli
Stati Uniti. Oggi
è ammirata
in tutto il mondo
come la madre
del movimento dei
diritti civili
in America
ROSA PARKS
Un rifiuto che ha cambiato la storia
Avere una persona che funga da esempio, verso la quale si provano ammira-
zione e rispetto, aiuta a crescere e a condurre una vita felice.
Negli Stati Uniti visse una donna che nutrì sempre un profondo rispetto nei
confronti di sua madre e dei suoi insegnamenti, e cercò di imparare da ogni
persona con il desiderio che tutti gli individui potessero coesistere in pace,
armonia e amore.1 Il suo nome era Rosa Parks (1913-2005), oggi ammirata e
apprezzata in tutto il mondo come la madre del movimento per i diritti civili
negli Stati Uniti. Studiando la sua vita rifletteremo assieme su ciò che rende
una persona davvero grande.
Venne arrestata nella città di Montgomery, in di protesta che prevedeva il non utilizzo dei
Alabama, il primo dicembre 1955. Il motivo mezzi da parte dei neri, che andavano al lavoro
dell’arresto fu il suo rifiuto di cedere a un bianco a piedi o condividendo l’automobile. Anche
il suo posto in autobus. Era trascorso quasi un Martin Luther King Jr. (1929-1968), leader del
secolo da quando il presidente Abramo Lincoln movimento per i diritti civili in America, prese
(1809–1865) aveva abolito la schiavitù negli parte a questo movimento, che poi si diffuse in
Stati Uniti d'America. Ciononostante non era tutti gli Stati Uniti.
stata eliminata l'idea che stabiliva la superiorità Rosa Parks continuò a essere oggetto di mal-
dei bianchi sui neri, secondo la quale era giusto trattamenti e insulti ma non si lasciò abbattere.
giudicare le persone in base al colore della pel- Il movimento del boicottaggio degli autobus
le, una visione che si chiama “discriminazione andò avanti per più di un anno, fino a quando la
razziale”. In quegli anni nel sud degli Stati Uniti i Corte suprema degli Stati Uniti dichiarò l'incosti-
bambini neri e i bambini bianchi frequentavano tuzionalità della segregazione - la divisione delle
scuole diverse e i neri erano addirittura costretti persone e il loro diverso trattamento in base alla
a bere da fontane pubbliche specifiche. La loro razza di appartenenza - nei trasporti pubblici.
vita era soggetta a dure restrizioni. L'azione coraggiosa di una donna che da sola
Negli autobus i sedili davanti vicino alla porta disse “no” alla discriminazione razziale aprì una
erano riservati ai bianchi, mentre i sedili della nuova era e cambiò il corso della storia.
parte posteriore erano per i neri. Quando i sedili
anteriori erano tutti occupati, i passeggeri neri SUA MADRE ERA LA PERSONA
dovevano cedere il loro posto ai bianchi. CHE STIMAVA DI PIÙ
Il giorno dell’arresto Rosa Parks stava tornan- Credo che il coraggio e la convinzione con cui
do a casa dal lavoro, seduta in uno dei posti Rosa Parks lottò per la giustizia siano il risul-
riservati ai neri. Quando l’autobus si riempì di tato di ciò che sua madre le aveva insegnato
persone, l’autista le disse di cedere il suo posto e che lei aveva inciso nel cuore. Nel dicembre
a un bianco. Al suo rifiuto, l'autista alzò la voce 1992, rivolgendosi a un gruppo di studentesse
ordinandole di alzarsi, ma lei rispose: «No». dell'Università Soka di Los Angeles, disse che
«Bene, la farò arrestare» disse. la persona che stimava di più era proprio sua
«Lo faccia pure», rispose.2 madre, perché le aveva insegnato a essere forte
Fu costretta a scendere dall'autobus e poi venne e a vivere con dignità.
arrestata. Si rifiutò di cedere il suo posto non per- Da piccola, per ragioni di salute, Rosa doveva
ché fosse stanca, ma perché non riusciva più ad spesso assentarsi da scuola. Furono sua nonna
accettare il fatto di essere vittima di prepotenze e e sua madre, che faceva la maestra, a impartir-
trattamenti ingiusti a causa del colore della pelle. le lezioni private e a farle amare lo studio e la
lettura. E ogni sera la bambina dormiva sogni
IL BOICOTTAGGIO DEGLI AUTOBUS tranquilli dopo aver visto la madre pregare per
L'arresto di Rosa Parks fece infuriare la comu- lei e per tutta la famiglia.
nità afroamericana, che rispose con il boicot- Nonostante la discriminazione razziale subita dai
taggio degli autobus a Montgomery, una forma neri, la madre le aveva insegnato a provare orgo-
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glio per le sue origini afroamericane e le aveva che colpì la città e le aree circostanti della regio-
trasmesso il valore di essere autentici esseri ne del Kansai, Rosa Parks inviò una lettera di
umani. Le insegnò a rispettarsi e a essere fiera di incoraggiamento alle giovani donne della regio-
sé, a rispettare gli altri e a essere rispettata. ne. Nel dicembre 2016, presso il Centro Culturale
internazionale della Soka Gakkai del Kansai è
NON PREOCCUPATEVI DI CIÒ stata inaugurata una mostra intitolata No Rain,
CHE PENSANO GLI ALTRI No Rainbow che espone affermazioni di Rosa
Le persone di valore mantengono il rispetto di Parks e di altre donne famose. «Non bisogna
loro stesse anche quando subiscono prepoten- avere paura di fare il primo passo. […] L'unico
ze e molestie, non vengono messe in crisi da fallimento consiste nel non tentare».3 Sono sue
critiche e attacchi. queste parole coraggiose e piene di speranza,
Ciò che vi rende persone degne di rispetto non illuminate da una saggezza splendente come
sono i soldi o la posizione che ricoprite nella l’arcobaleno.
società, bensì il fatto di accettarvi per quello Rosa Parks aveva imparato molto dalle tante
che siete e di essere fieri di voi stessi senza pre- persone che ammirava e stimava, e con cui
occuparvi di ciò che pensano gli altri. aveva collaborato per creare un futuro migliore.
Nonostante la Incontrai Rosa Parks per la prima volta nel Spero che anche voi possiate trovare dei buoni
discriminazione gennaio del 1993 presso l'Università Soka a Los modelli da cui trarre ispirazione, persone che
razziale subita dai Angeles. Stava per compiere ottant’anni e mia ammirate e rispettate.
neri, la madre le moglie Kaneko le aveva preparato una torta per Trovate una persona che vi piacerebbe emulare,
aveva insegnato a l'occasione. Lei ne fu felicissima e soffiò timida- imparate quanto più potete da lei e poi muovete
provare orgoglio mente sulle candeline. Nonostante la fama, era coraggiosamente voi il primo passo.
per le sue origini rimasta una persona sincera e affettuosa. Chi rispetta gli altri è a sua volta rispettato. Lo spi-
afroamericane, L'anno successivo venne in Giappone per la prima rito di rispettare gli altri vi consentirà di costruire
a rispettarsi e a volta a incontrare gli studenti e le studentesse un ponte che condurrà alla pace di tutta l'umanità.
essere fiera di sé, a dell'Università Soka e del College femminile Soka Nell'avvicinarci alla fine dell'anno, un periodo
rispettare gli altri e ad Hachioji (Tokyo). Aveva attraversato il Pacifico denso di attività e impegni, vi chiedo di fare
a essere rispettata per portare avanti la sua lotta per la giustizia e la ancora più attenzione alla vostra salute.
verità e condividerla con la gioventù giapponese. Continuiamo a dialogare insieme anche l'anno
[…] A seguito del terremoto di Kobe del 1995, prossimo con un alto stato vitale!
1) Cfr. Rosa Parks e Gregory J. Reed, Dear Mrs. Parks: The 3) Rosa Parks e Gregory J. Reed, Dear Mrs. Parks: A Dialogue
Faith, the Hope, and the Heart of a Woman Who Changed with Today’s Youth (Cara Rosa Parks: dialogo con i giovani di
a Nation (Rosa Parks: la fede, la speranza, e il cuore di una oggi), Lee & Low Books, New York, 1996, p. 97.
donna che ha cambiato una nazione), Zondervan Publishing
House, Grand Rapids, Michigan, 1994, p. 66. (Traduzione di Lisa Michieletto da Boys and Girls Hope News,
2) Rosa Parks e Jim Haskins, Rosa Parks: My Story (Rosa Par- mensile della Soka Gakkai dedicato ai bambini e alle bambine
ks: la mia storia), Dial Books, New York, 1992, p. 116. delle scuole elementari, del 1 dicembre 2016)
L'ARTE DIVIVERE
Hei, Carboncino…
mi racconti un’altra Certo! Con grande piacere!
storia di Domitilla? Allora… Un giorno Domitilla
era a passeggio al parco
con sua mamma…
CRESCONO
OHHH…
CHE BELLA STORIA!
MI RICORDA IL MIO
MAESTRO QUANDO DICE:
Possiamo definire
“ESPERTA NELL’ARTE DI VIVERE”
LA PERSONA DISPOSTA
A CRESCERE GIORNO DOPO GIORNO,
utilizzando al meglio ogni esperienza vissuta.
DAISAKU IKEDA - LA MAPPA DELLA FELICITÀ, 20 NOVEMBRE
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
BUDDISMO E SOCIETÀ
P E R L A PA C E , L A C U LT U R A E L' E D U C A Z I O N E
La cerimonia del 16 marzo 1958 rappresenta un punto di svolta per il movimento di kosen-rufu perché segnò l’affidamento del futuro del movimento ai giovani, con il trasferimento del "testimone" da Toda ai suoi discepoli, come Ikeda. Questo passaggio di responsabilità incarna la continuità e il rinnovamento del movimento grazie alla forza e alla passione delle nuove generazioni .
Cristian Zorzi descrive la "resilienza psicologica" come la capacità di soffrire, combattere e non mollare, anche di fronte a insuccessi e difficoltà. Questa capacità può essere costruita e allenata, e persino insegnata alle nuove generazioni, per sfruttare le avversità e ampliare le nostre capacità e tenacia .
La costruzione della resilienza avviene attraverso comunità basate su reti informali, radicate in una profonda fiducia tra le persone. Tali comunità affrontano insieme le avversità, rendendo possibile fiorire della resilienza dal quotidiano rapporto tra gli individui .
Gli eventi di Osaka insegnano il valore del rapporto tra maestro e discepolo nella Soka Gakkai, dimostrando la dedizione e il sacrificio per proteggere la saggezza trasmessa. La determinazione del discepolo Ikeda a proteggere il suo maestro Toda durante le persecuzioni ha rafforzato la missione di kosen-rufu, evidenziando l'importanza della responsabilità condivisa per realizzare gli ideali del Buddismo .
Le attività di "Scomodo" riflettono i principi della Soka Gakkai poiché entrambi si basano sull'impegno personale per il cambiamento attraverso il dialogo e l'interazione sociale. Anche "Scomodo" incoraggia la partecipazione e l'evoluzione personale, proprio come la Soka Gakkai promuove incontri di dialogo aperti per creare relazioni armoniose e crescita personale .
Ikeda e Pérez Esquivel incoraggiano i giovani a impegnarsi per la dignità della vita e a condividere il cibo spirituale per inaugurare una nuova alba di speranza. Propongono questo impegno unendo le forze per combattere le ingiustizie e resistere alla tentazione di scoraggiarsi, attraverso un dialogo costante e il supporto reciproco .
Ikeda sottolinea l'importanza della determinazione e della vittoria a dispetto delle avversità attraverso l'esempio del suo arresto e le vicende di persecuzione. Sostiene che mantenere una fede ferma e il coraggio di avanzare garantisce la protezione spirituale e la realizzazione degli obiettivi anche di fronte a difficoltà ingiuste e sfide legali .
Valeria Rotili spiega che le sfide collettive, come il disarmo o la lotta contro il razzismo, iniziano con un cambiamento personale. Le tendenze che portano alle peggiori tragedie, come il karma personale, possono essere trasformate se si inizia col disarmare i propri pregiudizi e paure interiori .
Rimanere diligenti nella pratica buddista è fondamentale per manifestare i tre corpi del Budda. Questo impegno nella recitazione di Nam-myoho-renge-kyo accende lo spirito di fede e permette di superare le avversità, raggiungere l'illuminazione e una felicità autentica attraverso una continua rivoluzione umana .
Il concetto di "trasformare il veleno in medicina" è centrale nella Soka Gakkai e rappresenta la capacità di convertire le difficoltà e illusioni della vita nel potenziale positivo e vitalità della Buddità. Recitando Nam-myoho-renge-kyo, si indirizzano le sfide verso risultati positivi, portando alla realizzazione del proprio potenziale e alla felicità duratura .