Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
39 visualizzazioni68 pagine

BS196

La Soka Gakkai è un'organizzazione buddista laica fondata in Giappone nel 1930, che promuove il Buddismo di Nichiren Daishonin e si impegna per la pace e l'emancipazione individuale. Daisaku Ikeda, attuale presidente dell'Sgi, sottolinea l'importanza della trasformazione personale per raggiungere la pace mondiale. Il documento discute anche l'Obiettivo 5 dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che mira a garantire la parità di genere e l'empowerment delle donne.

Caricato da

Enrico Mele
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
39 visualizzazioni68 pagine

BS196

La Soka Gakkai è un'organizzazione buddista laica fondata in Giappone nel 1930, che promuove il Buddismo di Nichiren Daishonin e si impegna per la pace e l'emancipazione individuale. Daisaku Ikeda, attuale presidente dell'Sgi, sottolinea l'importanza della trasformazione personale per raggiungere la pace mondiale. Il documento discute anche l'Obiettivo 5 dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che mira a garantire la parità di genere e l'empowerment delle donne.

Caricato da

Enrico Mele
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

La Soka Gakkai
La Soka Gakkai (fondata in Giappone dagli educatori Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda nel 1930) e
la Soka Gakkai Internazionale (Sgi, nata nel 1975 e presente attualmente in 192 paesi del mondo) sono
organizzazioni laiche i cui membri praticano e diffondono il Buddismo di Nichiren Daishonin. In Italia il
movimento della Sgi è rappresentato dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ente religioso fondato
nel 1998, la cui Intesa con lo Stato italiano è entrata in vigore nel luglio 2016.
La principale attività della Soka Gakkai in tutto il mondo consiste nel promuovere piccole riunioni
informali di quartiere, aperte a tutti, in cui si dialoga della vita quotidiana e dei problemi della società
alla luce dell'insegnamento buddista.
Attuale presidente dell'Sgi è Daisaku Ikeda, che ha dedicato la vita alla diffusione della pace
e dell’emancipazione individuale su scala globale fondando scuole, università e istituzioni per
promuovere la cultura e gli scambi tra i popoli. Nel corso degli anni ha dialogato con rappresentanti
autorevoli del mondo della politica, dell’educazione e dell’arte di livello internazionale alla ricerca di
risposte ai problemi globali, ha sostenuto le attività delle Nazioni Unite, ha scritto una vasta mole di
lavori sui temi della pace e della condizione umana.
Secondo Ikeda la chiave per una pace duratura a livello mondiale e per la felicità di tutti gli esseri umani
sta nella trasformazione personale, come scrive all'inizio del suo romanzo La rivoluzione umana: «La
rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e
condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità».

Termini buddisti ricorrenti KOSEN-RUFU: (giapp.) dichiarare e diffondere estesamente.


Questo termine compare nel ventitreesimo capitolo del Sutra
BODHISATTVA: (sans.), una persona che aspira all’Illuminazione del Loto (vedi) e indica la propagazione del Buddismo a livello
e svolge pratiche altruistiche. mondiale. Si riferisce al processo di assicurare una pace duratura
BODHISATTVA DELLA TERRA: un’innumerevole schiera di e la felicità di tutta l’umanità stabilendo nella società gli ideali
bodhisattva che emergono dalla terra, ai quali il Budda (vedi) umanistici del Buddismo.
Shakyamuni affida la propagazione della Legge mistica dopo la NAM-MYOHO-RENGE-KYO: legge o verità suprema dell’universo
sua morte, nell’Ultimo giorno della Legge. che permea tutti i fenomeni. Nichiren Daishonin (vedi) stabilì la pra-
BUDDA: dal sanscrito Buddha, “risvegliato”. Titolo dato a Gautama tica della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo come il mezzo per
Siddharta Shakyamuni (il fondatore storico del Buddismo) dopo risvegliare la propria Buddità (vedi) innata. Myoho-renge-kyo è la
la sua Illuminazione. Il Budda non è una divinità e, specialmente lettura giapponese del titolo in cinese del Sutra del Loto (vedi), che
nella tradizione mahayana, il Budda è l’essere umano stesso che, Nichiren considerava l’essenza di questa scrittura, al quale aggiun-
superate le illusioni, percepisce il “vero aspetto di tutti i fenomeni” se il prefisso nam, una parola sanscrita che significa “devozione”
e conduce le persone a raggiungere la sua stessa Illuminazione. o “dedizione”. Myoho significa Legge mistica; renge si riferisce al
Questo appellativo definisce dunque una persona che si è risve- fiore di loto che produce simultaneamente i fiori e i semi, e indica la
gliata alla Legge che regola tutti i fenomeni della vita. simultaneità di causa ed effetto; kyo significa sutra.
BUDDITÀ: la condizione vitale del Budda (vedi), potenzialmente NICHIREN DAISHONIN: (1222-1282) fondatore della tradizione
presente in tutti gli esseri viventi. Nella filosofia buddista è con- che da lui prende il nome, è definito “Budda dell’Ultimo gior-
siderata la più alta che si possa manifestare, ed è caratterizzata no della Legge”. È considerato il massimo esponente religioso
da una felicità indistruttibile, un’infinita saggezza e un’illimitata del periodo storico giapponese chiamato “l’epoca della riforma
compassione. di Kamakura”. Stabilì la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo
DAIMOKU: (giapp.) letteralmente significa “titolo”, in particola- (vedi) come la pratica universale che consente a tutti di mani-
re si riferisce al titolo del Sutra del Loto (vedi), Myoho-renge- festare la Buddità (vedi) inerente alla propria vita e di ottenere
kyo. Il titolo di un sutra ne rappresenta l’essenza. Nel Buddismo la forza e la saggezza per superare ogni avversità. Materializzò
di Nichiren Daishonin indica l’invocazione di Nam-myoho-ren- questa Legge suprema in un mandala, il Gohonzon (vedi).
ge-kyo (vedi). SUTRA DEL LOTO: l’insegnamento che Shakyamuni predicò negli
GOHONZON: (giapp.) oggetto di culto. La parola go è un prefisso ultimi otto anni della sua vita, nel quale dichiara che tutte le per-
onorifico e honzon significa oggetto di devozione. Nichiren Dai- sone possono manifestare la condizione vitale del Budda (vedi), la
shonin (vedi) stabilì come oggetto di culto Nam-myoho-renge- Buddità (vedi), ossia conseguire l’Illuminazione. Nichiren Daishonin
kyo (vedi), la Legge dell’universo, e materializzò la sua vita illu- (vedi) considerò questo sutra la base del suo insegnamento.
minata a questa Legge nella forma di un mandala, il Gohonzon, di ZADANKAI: (giapp.) il termine è formato da tre ideogrammi, za
fronte al quale ogni essere umano, recitando Nam-myoho-renge- sedersi, dan dialogare, kai riunirsi. Viene utilizzato per indicare le
kyo, può risvegliare la propria natura illuminata o Buddità (vedi). riunioni in piccoli gruppi della Soka Gakkai.
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

L'EDIZIONE DIGITALE È ACCESSIBILE


ATTRAVERSO LA NUOVA APP "SGI-Italia"
sommario
|| buddismo e società | 196 SETTEMBRE OTTOBRE 2019
SCARICABILE DA APP STORE E GOOGLE PLAY

speciale
obiettivo

4 44
DUE
6 Raggiungere la parità di genere COME USARE LA MENTE CON MAESTRIA
e l'empowerment di tutte le donne e le ragazze 44 Quando i pensieri diventano un ostacolo
7 Partiamo da qui 47 Ma la mente non è solo il pensiero
Introduzione 48 Imparare a pensare
9 Un altro sguardo sul mondo 50 Lettera a Gijo-Bo
Intervista a Linda Laura Sabbadini
serie
14
L'incredibile valore

51
dell'in/adeguatezza femminile
Incontro con Giovanna Galletti

17 Riconoscermi parziale mi apre alla vita LA SAGGEZZA PER CREARE


Intervista ad Alessio Miceli
LA PACE E LA FELICITÀ
20 Una diversità essenziale brani scelti da scritti di Daisaku Ikeda, a cura della Sgi
di cui il mondo ha bisogno
Kosen-rufu e la pace mondiale / 15
22 Siamo uguali? No. Abbiamo diritto ventottesimo capitolo
agli stessi diritti? Sì
PACE, CULTURA ED EDUCAZIONE:
23 Le parole fanno i fatti LA FIORITURA DI UN NUOVO UMANESIMO/1

24 Immaginiamoci il mondo che vogliamo


Dialogo tra Elise Boulding e Daisaku Ikeda rubriche

25 Il coraggio è contagioso 60 I libri di Daisaku Ikeda


Dialogo tra Betty Williams e Daisaku Ikeda
PER I PROTAGONISTI E LE PROTAGONISTE
26 Esperte di dialogo DEL FUTURO/1

62 Per i bambini e le bambine

studio 62 MARTIN LUTHER KING


IL CORAGGIO DI SOGNARE IN GRANDE
Arcobaleni di speranza, di Daisaku Ikeda

27 65 LODARE LIBERA TUTTI


Gomma, Carboncino e le storie di Domitilla
IL BUDDISMO DEL SOLE
PER ILLUMINARE IL MONDO
Legenda
RSND: Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin,
ed. Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
27 Lo studio di settembre GZ: Nichiren Daishonin Gosho Zenshu, ed. Soka Gakkai (in giapponese)
SDLPE: Il Sutra del Loto, nuova edizione completa
UNA BUSSOLA PER VIVERE CON GIOIA E FIEREZZA di prologo ed epilogo, Esperia, 2014
lezione di Daisaku Ikeda MDG: D. Ikeda, Il mondo del Gosho, Esperia
SSDL: La saggezza del Sutra del Loto, Esperia
35 Lo studio di ottobre BS: Buddismo e società
NR: Il nuovo rinascimento
LA COSTRUZIONE DEL FUTURO DELL'UMANITÀ
lezione di Daisaku Ikeda FOTO VIDEO AUDIO TESTO

I simboli indicano la presenza di contenuti multimediali nell’edizione digitale

Errata corrige: BS, 194, 14. Cenni storici (colonna di sinistra, in basso),
quarta riga: alla parola "prima" sostituire "dopo".
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

speciale

DONNE
UOMINI
DIFFERENZA
PARZIALITÀ
DIGNITÀ
LIBERTÀ
RISPETTO
SOSTENIBILITÀ
EMPOWERMENT
DIRITTI
4 || buddismo e società | 196 || speciale | due
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

DEDICATO A UOMINI E DONNE

«Parità di genere significa assicurare a uomini e donne, bambini e bambine


eguali diritti, responsabilità e opportunità, senza discriminazioni». Lo
scrive Daisaku Ikeda a proposito dell'Obiettivo 5 dell'Agenda 2030
delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, a cui è dedicato questo
speciale. Perché lavorare in questa direzione – spiega – serve a far sì che
ogni persona possa far risplendere la luce della sua dignità e umanità
intrinseca in modo aderente al suo proprio e unico sé.

5
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Raggiungere la parità di genere


e l'empowerment di tutte
le donne e le ragazze
L'OBIETTIVO CINQUE DELL'AGENDA 2030
PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

5.1 Terminare tutte le forme di discriminazione nei confronti di tutte le donne


e le ragazze in tutto il mondo.

5.2 Eliminare tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze nelle sfere
pubbliche e private, incluso il traffico sessuale e altri tipi di sfruttamento.

5.3 Eliminare tutte le pratiche dannose, come il matrimonio precoce e forzato


e le mutilazioni genitali femminili.

5.4 Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito


attraverso la fornitura di servizi pubblici, le politiche infrastrutturali e di
protezione sociale e la promozione della responsabilità condivisa all'in-
terno della famiglia e a livello nazionale.

5.5 Garantire al genere femminile piena ed effettiva partecipazione e pari


opportunità per la leadership a tutti i livelli del processo decisionale nella
vita politica, economica e pubblica.

5.6 Garantire l'accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai


diritti riproduttivi, come concordato in base al programma d'azione della
Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo, alla Piattafor-
ma d'azione di Pechino e ai documenti finali delle conferenze di revisione.

5.a Intraprendere riforme per dare alle donne pari diritti alle risorse econo-
miche, così come l'accesso alla proprietà e al controllo del territorio e
ad altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, all'eredità e alle risorse
naturali, in accordo con le leggi nazionali.

5.b Migliorare l'uso della tecnologia, in particolare la tecnologia dell'informa-


zione e della comunicazione, per promuovere l'empowerment delle donne.

5.c Adottare e rafforzare le politiche e la normativa applicabile per la pro-


mozione della parità di genere e l'empowerment di tutte le donne e le
ragazze a tutti i livelli.

6 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Partiamo da qui

Qualsiasi sviluppo potrà definirsi veramente sostenibile


solo quando assicurerà gli stessi benefici agli uomini e alle
donne. Per questo l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030, trasver-
sale e interconnesso a tutti gli altri, è come se fosse il pri-
mo, il più urgente, quello da cui partire. Come dice Daisaku
Ikeda «è la chiave per accelerare il processo di realizzazione
di tutti i diciassette obiettivi».

Abbiamo dedicato questo speciale a donne e uomini perché la questione femminile non è solo fem-
minile, è planetaria, riguarda l’equilibrio globale delle complesse relazioni umane. Gli uomini non do-
vrebbero dunque essere spettatori o semplici sostenitori di questo processo, perché ne sono parte
essenziale. Parte attiva e responsabile quanto le donne.

Ma la strada è lunga, perché il primo ostacolo da aspetti della vita fosse considerata, oltre il dato
superare è proprio la percezione del problema. oggettivo, anche la percezione soggettiva».
Non si tratta solo di eliminare le discriminazio- Guardare dove altri non guardano è la ricchezza
ni, i milioni di ingiustizie non viste e le violenze della differenza.
estreme, che già sono sotto i riflettori dell’opinio- Introduce al senso de “L’incredibile valore
ne pubblica. C’è soprattutto da trasformare un dell’in/adeguatezza femminile”, di cui parla
modo di pensare che non riconosce a uomini e Giovanna Galletti, economista, co-fondatrice
donne la stessa dignità di “soggetti”. di Labodif. Parla di "indomità" femminile, quel-
Ecco la questione. Donne e uomini siamo “due” la specificità che viene spesso percepita dalle
e invece trionfa l’uno, apparentemente neutro e donne stesse come senso di inadeguatezza e in
universale, e in realtà maschile. quanto tale rischia di essere pensata come un
Ci vuole “Un altro sguardo sul mondo”, come difetto da eliminare. E che invece va coltivata
racconta Linda Laura Sabbadini, pioniera delle e trasformata in una visione propositiva della
statistiche sociali e di genere. Lei che, per pri- realtà. «È un sentimento positivo perché misura
ma, ha fatto emergere i numeri sconvolgenti la distanza tra i nostri desideri e il modo in cui
della violenza maschile sulle donne. Lei che, per è organizzata la realtà. Ha un valore profondo e
prima, ha guardato dove altri non guardavano. va tradotta in pensieri, parole e gesti capaci di
«Mi hanno criticato: qualcuno diceva che misu- cambiare il mondo».
ravo "cavolate” come il tempo libero o la qualità E il ruolo maschile, come dicevamo, è essenziale
della vita. Io mi sono battuta perché su tutti gli per questa trasformazione.

7
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

“Riconoscermi parziale mi apre alla vita” dice “Immaginiamoci il mondo che vogliamo” scri-
Alessio Miceli, presidente dell’Associazione Ma- ve Elise Boulding, con la quale Ikeda affronta il
schile Plurale. «Per esempio nel vostro caso, la tema dell’ascolto. Ascolto attivo, capace di ac-
Soka Gakkai è un luogo di pace, di costruzio- cogliere anche quello che non si comprende. La
ne di pace, è nelle sue fondamenta. Bene, allora famiglia, primo nucleo di costruzione di pace,
se un uomo dei vostri si sente dire che la pace come la società intera deve nutrirsi di questa
riguarda anche il conflitto originario tra uomini capacità femminile di saper ascoltare.
e donne, e se è davvero interessato alla pace, Basta cominciare, perché “Il coraggio è con-
ecco che gli si presenta una nuova declinazione tagioso”. Betty Williams ha ricevuto il premio
della pace di cui fare esperienza». Nobel per la pace nel 1976 dopo aver fondato
Questa è “Una diversità essenziale di cui il mon- un movimento di donne cattoliche e protestan-
do ha bisogno”. Ne hanno parlato al nostro Cen- ti che volevano arrestare la spirale di morte fra
tro culturale di Roma giovani donne, buddiste e i due schieramenti. Ikeda loda la sua determi-
non, in una tavola rotonda coordinata da France- nazione e poi le chiede quale fu il contributo
sca Diodati. Che ha osservato come «ognuna lot- degli uomini. «Molti sarebbero stati uccisi se
ta contro piccole o grandi discriminazioni anche avessero partecipato ai nostri raduni, però era-
se ancora esiste a livello inconscio una sorta di no abbastanza disposti a sostenerci dietro le
pudore, un’insicurezza che nasce prima di tutto quinte e a lavorare insieme a noi. Erano uomini
nel dubbio del giudizio di ciò che si è vissuto». coraggiosi e si erano resi conto che la forza del
È un’epoca di consapevolezze nuove, di rilanci nostro movimento risiedeva nel fatto che era-
e determinazioni, in cui si avverte la voglia cre- vamo donne, madri. Perciò era così potente».
scente di riconoscersi differenti. Lucrezia, per “Siamo uguali? No. Abbiamo diritto agli stessi di-
esempio, studia in una facoltà a forte presenza ritti? Sì.” «Gli stereotipi di una società patriarcale
maschile. «In passato sono stata vittima di di- sono molteplici sia per gli uomini che per le don-
scriminazioni che mi hanno resa insicura. Oggi ne e sono legati tra loro, da quelli più evidenti e
mi dicono che sono una donna forte, paragonan- ormai profondamente anacronistici a quelli più
domi a un uomo. Perché per essere considerata sottili e nascosti». Lo scrive Rossella Maci men-
forte devo essere paragonata a un uomo?» Que- tre riflette sulla condizione delle persone giova-
sto fenomeno di assimilazione al maschile trova ni, spesso ingabbiate in stereotipi angusti.
nella lingua uno specchio rivelatore. “Le parole Lo speciale si chiude con un articolo sull’attivi-
fanno i fatti” scrive Giulietta Stirati, sottolinean- tà delle donne Soka, “Esperte di dialogo” come
do come la nostra lingua sia piena di espressioni dice Giovanna Gobattoni. Attività instancabile
discriminatorie e quanto questo ci condizioni a fatta anche di «piccoli incontri, a volte capillari,
livello profondo. Perché quel che non si nomina che irrorano il tessuto dell’organizzazione».
non esiste. Non è una questione di grammatica, La linfa, la vita.
ma di identità. La pace è un esercizio che non si interrompe
Il nostro maestro, il presidente Ikeda, non si mai, un equilibrio in movimento, un equilibrio
stanca mai di ribadire il valore della differenza e sempre nuovo.
l’incredibile forza delle donne. Sono moltissimi i La pace ora passa anche da qua. Da uno sguar-
suoi testi scritti con figure femminili importanti. do nuovo tra uomini e donne. A partire dall’o-
In questo caso abbiamo scelto due dialoghi ine- biettivo 5.
diti con due "signore della pace": Elise Boulding Quest’anno insomma ricordiamoci di mettere in
e Betty Williams. agenda il cambiamento del mondo.

8 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

I N T E R V I S TA A L I N D A L A U R A S A B B A D I N I
già direttora delle Statistiche Sociali e Ambientali dell'Istat, editorialista de La Stampa

Un altro sguardo
sul mondo
I N U M E R I D E L R E A L E , ST R U M E N T I P E R SA P E R E , C A P I R E , AG I R E

Linda Laura Sabbadini Appassionata da sempre ai numeri e alla giustizia, Linda Laura Sabbadini è
è nata a Roma il 5 mag- stata la pioniera in Italia delle statistiche sociali e di genere, da
gio 1956. All’Istat è stata
sempre subordinate alle statistiche economiche.
direttora centrale delle in-
dagini su condizioni e quali- Alla guida fino al 2016 del più grande osservatorio sulla situazione sociale del
tà della vita dal 2001 al 2011 paese, il Dipartimento per le statistiche sociali e ambientali dell’Istat, con le
e direttora del Dipartimento sue ricerche ha dato visibilità a chi era invisibile evidenziandone
per le statistiche sociali e discriminazioni e bisogni. Ha diretto il processo di misurazione di fenomeni
ambientali dal 2011 al 2016.
molto complessi quali la violenza maschile contro le donne, le discriminazioni
Molto importanti i suoi studi
per orientamento sessuale, la povertà assoluta, i percorsi di caduta in pover-
sulle trasformazioni sociali,
familiari, demografiche, tà estrema, il bullismo, il mobbing, la corruzione. Per questo nel 2006 è stata
del lavoro e delle insignita di un'importante onorificenza dal presidente della Repubblica Carlo
disuguaglianze. Azeglio Ciampi.
Ha partecipato alla In un torrido pomeriggio d’estate ci accoglie con grande cordialità e ci rac-
Commissione nazionale
conta della sua vita intrecciata a un pezzo di storia italiana, del connubio tra
parità in qualità di esperta
ed è stata componente
l'amore per la matematica e l'impegno sociale, della forte determinazione che
della Commissione povertà l’ha portata a sviluppare quasi da zero un ramo della statistica che ha generato
e di numerosi gruppi di alto forti cambiamenti sia nell’analisi della società sia in campo politico e legislativo.
livello di Onu, Ocse, Eurostat.
Ha diretto il processo di
Come sono nati il tuo interesse per la statistica e il tuo impegno nel sociale?
costruzione degli indicatori
del benessere equo e soste-
Fin da piccola amavo i numeri, tutto parte da lì. E il vero colpo di fulmine ci fu
nibile a livello nazionale. quando incontrai Emma Castelnuovo (vedi p.10), la mia insegnante di matematica
Nel 2006 è stata insignita delle scuole medie. Lei ci educava a vivere questa materia come logica, intuizio-
dell'Onorificenza ne, creatività. Ci diceva che la matematica non si impara a memoria, che non è
di Commendatore sufficiente fare i conti, bisogna ragionare, creare, viaggiare con la fantasia. Noi
Ordine al Merito. Nel 2015
eravamo diventati i suoi alfieri, ci faceva allestire mostre in cui presentavamo il suo
è stata dichiarata una delle
100 eccellenze italiane. metodo, che poi difendevamo egregiamente davanti alle domande trabocchetto
Dal 2016 è anche editoriali- di professori dell’insegnamento tradizionale che volevano metterci in difficoltà.
sta de La Stampa. Grazie a lei i numeri sono diventati per me una cosa davvero speciale.
Nello stesso tempo, anche per educazione, ero molto attenta a tutti gli aspetti
della giustizia sociale. Provengo da una famiglia ebraica, mio nonno aveva fat-
to parte del partito d’azione, mi raccontava di quanto avevano sofferto come
ebrei e come antifascisti. Poi ci sono stati gli anni '70, il femminismo, la par-
tecipazione ai movimenti: il senso di giustizia sociale si respirava ovunque, si

9
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Il rapporto sulla violenza contro le donne


dentro e fuori la famiglia è uscito nel 2006.
Un rapporto che ha fatto storia,
perché di fronte ai numeri dell'Istat
non si poteva più minimizzare. Quei dati
hanno sconvolto tutti

viveva. Per me la statistica è diventata il modo nel 2000 direttora centrale e nel 2011 direttora
per unire la passione per la matematica con la di dipartimento..
passione per il sociale, perché la statistica per- Ho fatto carriera in fretta anche perché nel
mette di misurare i fenomeni, e io volevo avere frattempo l’Istat, nel 1986, era diventato un
gli strumenti per capire più profondamente la ente di ricerca e non più ministero dei numeri,
realtà sociale. e cominciava ad aver bisogno di persone più
All’epoca c’era poca applicazione della statisti- aggiornate dal punto di vista scientifico. Io ho
ca in campo sociale. E questo era evidentissimo fatto parte di questa nuova generazione.
all’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, com-
pletamente sbilanciato sulla misurazione dei Quali sono stati i primi ambiti di cui ti sei
fenomeni economici. occupata?
Io all’inizio non mi volevo laureare… facevo par- Ho cercato di sviluppare il più possibile le statisti-
te di quella generazione che diceva che l’impor- che di genere e le statistiche di tutti gli invisibili,
tante è la cultura, non la laurea. Poi sono stata dai poveri agli homeless, agli anziani, ai bambini,
assunta all’Istat, con un concorso che richiede- fino alle indagini sulla violenza maschile contro
va la licenza media inferiore, ma ho capito che le donne. Abbiamo scandagliato a tappeto uno
in quella posizione la mia voce contava ben per uno tutti i soggetti sociali e su ognuno l’Istat
poco: dovevo laurearmi e provare a mettermi in ha cominciato a produrre conoscenza. Non se
gioco. Con l’obiettivo chiaro di far fare un salto ne sapeva niente. Non ero solo io, eravamo una
di qualità alle statistiche sociali e di genere. E bella squadra motivata e competente.
anche a quelle ambientali.
Per fenomeni sommersi come la violenza
Quando sei entrata all’Istat? maschile contro le donne quale metodo d’in-
Nel 1983. Nei tre anni successivi mi sono laure- dagine avete utilizzato?
ata in Statistica, a 31 anni. Nel 1987 sono diven- Il metodo non esisteva nelle raccomandazioni
tata ricercatrice, nel 1997 dirigente di ricerca, internazionali, lo abbiamo costruito noi con-

«Grazie a lei i numeri sono diventati per me una cosa davvero speciale»
Emma Castelnuovo, nata a Roma nel 1913 e morta nel 2014, aveva la matematica nel sangue. Figlia di Guido
Castelnuovo. a cui è intitolato l'Istituto di Matematica della Sapienza, dopo la laurea vinse il concorso per l’insegna-
mento nelle scuole medie ma fu costretta a rinunciare a causa delle leggi razziali. Rientrata in servizio al termine
della guerra presso la scuola media Torquato Tasso di Roma, vi ha insegnato fino al 1979. La grande novità della sua
didattica consisteva nel ribaltare il percorso, partendo non più dall’astratto per arrivare al concreto ma mettendo al
centro l’osservazione della realtà unita alla costruzione manuale di semplici materiali. Così, abbandonando l’approc-
cio teorico-razionale e procedendo in senso empirico, sviluppava curiosità, interesse, senso critico e intuizione nei
suoi alunni e nelle sue alunne. Nel 2014 l’International Commission on Mathematical Instruction ha istituito in suo
onore la medaglia "Emma Castelnuovo" per eccezionali traguardi raggiunti nella didattica della matematica.

10 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Un dato dirompente nel rapporto Istat del 2006


Attraverso domande adeguate è stata svelata una realtà fino ad allora sommersa: la violenza maschile
contro le donne era molto diffusa ma quasi mai denunciata alle forze dell'ordine

DONNE CHE HANNO SUBÌTO


VIOLENZA
ALMENO UNA VOLTA
NEL CORSO
DELLA LORO VITA

31,9% del totale


delle donne italiane
tra i 16 e i 70 anni
pari a 6 milioni 743 mila

di queste solo il 6,2%


da "La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia", anno 2006, lo ha denunciato
[Link]

frontandoci con gli statistici canadesi che ave- sessuale in cui lei non era consenziente, ma è
vano già iniziato questo tipo di ricerche. E stata costretta?». Già con questa formulazione
abbiamo dovuto lottare anche contro forti è emerso molto di più, ma continuava a non
resistenze interne. La commissione scientifica evidenziarsi la violenza del partner.
insediata presso l'Istat aveva perplessità che le Alla fine abbiamo deciso di chiederlo esplicita-
donne avrebbero risposto su temi così intimi. mente, ponendo la questione così: «Ad alcune
Inizialmente abbiamo inserito alcune doman- donne è capitato di subire dal proprio compa-
de sulla violenza di genere all’interno di un’in- gno minacce, schiaffi, calci, coltellate… A lei è
dagine sul sommerso della criminalità che era mai successo?». Si è aperto un mondo, è stato
già in corso. La commissione scientifica diceva pazzesco. Le donne avevano bisogno di essere
che avremmo fallito, io invece dissi: «Provia- leggittimate in qualche modo del fatto di aver
moci. Facciamo un’indagine pilota, se vediamo subito violenza dal partner per esplicitarlo.
che le donne non ci rispondono ci arrendiamo. Ne ho progettate tante di indagini ma nessuna
Ma se ci rispondono andiamo avanti». E ci mi ha così emozionata. Eravamo un gruppo di
hanno risposto. La sperimentazione è fonda- donne molto motivate, ci abbiamo messo anima
mentale. È emersa tanta violenza sommersa, e testa.
da parte di persone conosciute (amici, vicini,
parenti…) ma non ancora da parte del partner. Quando è uscito il rapporto?
L'indagine era stata finanziata nel 2000 dal
E allora cosa avete fatto? Ministero delle Pari Opportunità. Il rapporto,
Abbiamo capito che dovevamo fare un’indagi- intitolato "La violenza e i maltrattamenti contro
ne dedicata solo alla violenza di genere. Ci sono le donne dentro e fuori la famiglia", è uscito nel
voluti 5 anni per arrivare a costruire il metodo. 2006. Quei dati hanno sconvolto tutti. Un rap-
Abbiamo scoperto per esempio che non pote- porto storico, perché di fronte ai numeri dell’Istat
vamo usare il termine "violenza" perché tante non si poteva più minimizzare quello che da anni
donne, se viene dal partner, non la considerano dicevano i centri antiviolenza. E meno del 10% di
tale. Quindi abbiamo usato una descrizione queste violenze erano state denunciate alle forze
oggettiva: «È capitato che qualcuno la minac- dell'ordine.
ciasse, la picchiasse, la prendesse a calci…?». E È stata una bella sfida, mi ha dato molte sod-
non parlavamo esplicitamente di “stupro”, ma disfazioni perché ho toccato con mano l’utilità
lo descrivevamo: «Ha mai avuto un rapporto sociale di quello che faccio.

11
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Ed è successo qualcosa a livello politico? più avanzati in questo campo. Facevo rete con
Sì certo. La legge sullo stalking e altre hanno dato persone che capivano quanto fosse importante
più forza a chi voleva tradurre in misure politiche investire sui dati.
questi numeri. Il rapporto è servito all’associazio- Mi hanno criticato: qualcuno diceva che misura-
nismo, alle donne dei centri antiviolenza, a tutte vo “cavolate”, come il tempo libero o la qualità
le donne che nei servizi pubblici si impegnavano della vita. Io mi sono battuta perché su tutti
quotidianamente su questo fronte. È diventato gli aspetti della vita fosse considerata, oltre il
uno strumento di battaglia per i diritti. dato oggettivo, anche la percezione soggetti-
I numeri servono a questo. Bisogna analizzarli va. Chiedendo per esempio se le persone sono
con serietà, rigore assoluto e neutralità, perché soddisfatte della loro vita, di quella familiare,
possono essere manipolati, lo sappiamo. In sociale, del lavoro. In questo modo abbiamo
politica i numeri dovrebbero servire per cono- scoperto quante persone anziane soffrono di
scere i fenomeni e poi operare adeguatamente. solitudine, o che i separati quando hanno biso-
Non vanno usati strumentalmente da nessuno. gno d'aiuto si rivolgono più a reti amicali che
parentali. Emerge così il cambiamento della
Il fatto che tu fossi una donna in un’istituzione nostra società nelle varie sfaccettature.
così connotata al maschile, che cosa ha com-
portato? Puoi parlarci del processo che ha portato a
È stato faticoso. L’Istat era l’impero della statisti- stabilire i parametri per la misurazione del
ca economica, che è molto maschile, come tutto Benessere equo e sostenibile?
il settore dell'economia, anche se ormai le donne È stata un’esperienza bellissima. Abbiamo avvia-
stanno emergendo fortemente anche qui. to due processi paralleli. Un comitato, realizzato
Per promuovere le statistiche sociali e di gene- insieme al Cnel, che dirigevo con Maria Teresa
re ho incontrato due problemi. Il primo era il Salvemini, ordinaria di Economia, in rappresen-
In politica reperimento dei fondi. A livello europeo tutte tanza della società civile. Al suo interno c’erano
i numeri le statistiche economiche sono normate per le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le
dovrebbero legge, per cui l’Italia le deve fare a tutti i costi commissioni femminili regionali, i consumatori,
servire per altrimenti va in infrazione e deve pagare una le organizzazioni ambientaliste. E poi una com-
conoscere i multa. Le statistiche sociali molto meno. Anzi missione scientifica che doveva individuare gli
fenomeni e quando ho iniziato non esistevano proprio nor- indicatori più importanti per misurare il benes-
poi operare me, tranne che sul lavoro. sere equo e sostenibile. La dirigevamo io e il
adeguata- Quindi se volevo occuparmi di questi temi sape- presidente dell'Istat Enrico Giovannini.
mente vo che non potevo contare su fondi interni ma L’Istat trainava questa impresa, davvero sfidante,
dovevo andarmeli a cercare. Mi sono rivolta al e io facevo da tramite tra i due comitati. Racco-
Ministero delle Pari Opportunità, del Lavoro, glievamo le esigenze che venivano dalla società
della Salute, della Solidarietà Sociale, ovunque ci civile e le riportavamo nella commissione scienti-
potesse essere interesse. In questo modo sono fica, dove si lavorava per individuare risposte. Ci
riuscita, nonostante avessi meno risorse di tutti, siamo trovati all’avanguardia per tutto il lavoro
a portare avanti progetti perché costruivo delle fatto precedentemente sulla qualità della vita.
alleanze, facevo rete. Questa è la chiave per riu- Abbiamo stabilito 12 domini considerati basilari
scire come donna: fare rete, e possibilmente con per il Benessere equo e sostenibile (vedi p. 13),
altre donne che condividono l’obiettivo. e definito un insieme di indicatori per ciascun
Sapevo che c'erano i fondi europei che poteva- dominio. E questo molto prima del dibattito
no essere utilizzati anche per le statistiche. Ad sull’Agenda 2030.
esempio, al Ministero del Lavoro ho proposto
un progetto dell’Istat per il miglioramento delle L'ultimo rapporto di Un Women dichiara che lo
misure della povertà: ora abbiamo gli indicatori sviluppo potrà dirsi sostenibile solo se assicu-

12 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

In Italia si deve fare una grande


battaglia culturale. L'entrata in scena delle
donne sta avvenendo in una società
arretrata culturalmente,
con una forte resistenza maschile

rerà gli stessi benefici agli uomini e alle don- resto lo sport è cambiato. Se negli anni '50 su 1
ne. Com'è la situazione nella società italiana, milione di persone che facevano sport il 90 per
ancora così patriarcale? cento erano uomini, oggi dei 20 milioni che lo fan-
Innanzitutto bisogna sottolineare che l’approc- no il 40 per cento sono donne. E la ginnastica ha
cio di genere per lo sviluppo sostenibile non superato il calcio, non più il primo sport nazionale.
riguarda solo l’Obiettivo 5 ma coinvolge una
visione trasversale a tutti gli altri, dalla povertà Se le donne sono più presenti possono dare indi-
all’ambiente, alla formazione, al lavoro e così via. cazioni di un altro modo di guardare al mondo…
I numeri servono per monitorare, ma poi le poli- Certo. Ogni donna nel suo campo può
tiche devono fare la loro parte. contribuire a cambiare il modo di guardare le
Ci sono però due livelli. Da un lato bisogna adot- cose. Ma ognuna di noi deve essere cosciente
tare politiche di tipo strutturale contro le discri- della forza di cambiamento che rappresenta.
minazioni e le disuguaglianze rispetto ai diritti.
Dall'altro si deve fare una grande battaglia cul- Tu che hai avuto una così forte determinazione
turale, senza la quale non si va da nessuna parte. nel portare avanti le tue idee, se dovessi inco-
L’entrata in scena delle donne sta avvenendo raggiare una giovane donna cosa le diresti?
in una società arretrata culturalmente, con una Le direi quello che dico alle mie figlie. Primo:
resistenza maschile ancora forte. Stiamo molto seguire le proprie passioni; secondo: metterci
indietro strutturalmente anche perché stiamo competenza quindi studiare e non smettere
indietro culturalmente. mai, perché per essere innovative si deve stu-
Prendiamo il calcio. Le ragazze della nazionale diare, capire quello che cambia e sperimentar-
italiana si stanno conquistando sul campo i loro lo; terzo: essere determinate e non mollare di
diritti. Lo sapete che c’è una legge secondo la fronte alle difficoltà; quarto: essere motivate,
quale nello sport le donne non possono essere metterci l'anima. Per una giovane donna queste
professioniste e nel calcio il loro compenso non sono le quattro parole d’ordine. Mai dire che
può superare il tetto di 27mila euro? A fronte non si può fare. Si può fare tutto, basta volerlo
dei maschi, professionisti, che non hanno tetti e e crederci fermamente.
che invece prendono milioni. Ora, visti i risultati
ottenuti, faranno una nuova legge che permette- (Maria Lucia De Luca, Alessandra Fornasiero,
rà anche alle donne di essere professioniste. Del Marina Marrazzi)

Il Benessere equo e sostenibile


Il Benessere equo e sostenibile (Bes) è un indice, sviluppato dall’Istat e dal Cnel (Consiglio Nazionale
dell'Economia e del Lavoro), per valutare il progresso di una società non solo dal punto di vista eco-
nomico, come per esempio fa il Pil, ma anche sociale e ambientale, e corredato da misure di disu-
guaglianza e sostenibilità. Viene determinato a partire da 12 domini, misurati grazie a degli indicatori:
salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, rela-
zioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale,
ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi.

13
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

L'ESPERIENZA DI LABODIF
DIALOGO CON GIOVANNA GALLETTI

IL “Laboratorio delle differenze” NASCE CON LO SCOPO DI FAR EMERGERE IL PUNTO DI


VISTA DELLE DONNE SULLE COSE PER ARRIVARE A COSTRUIRE UN VALORE E UN ORDINE
SIMBOLICO FEMMINILE. «QUANDO ABBIAMO COMINCIATO SEMBRAVA UN ARGOMENTO DA
SALOTTO O DA CONVEGNI, MA ORA IL TEMA DELLA DIFFERENZA SESSUALE È DIVENUTO
CRUCIALE E SEMPRE PIÙ UOMINI, OLTRE ALLE DONNE, DESIDERANO SAPERNE DI PIÙ». UNA
BELLISSIMA AVVENTURA NELLA QUALE IL BUDDISMO HA GIOCATO UN RUOLO ESSENZIALE

Che cosa è Labodif? Ma nella realtà quello che una donna pensa, dice
Immagina un mondo in cui ogni donna, ogni gio- e fa è influenzato da un sistema di regole invisibili
vane donna e ogni bambina possano trovare ra- e non nostre. Accettiamo una realtà già pensata.
dicamento e forza. Immagina di poterti voltare E così la differenza non vive.
e rintracciare lo sguardo di tua madre che trova Perché questo accada occorre essere capaci di
forza nello sguardo di sua madre e così via. pensare e vivere il mondo a “due”, occorre intro-
Li vedi quei volti forti e autorevoli da cui prende durre una capacità di leggere la realtà alla luce
luce anche il tuo sguardo? della differenza, perché maschi e femmine siamo
No, questo non accade quasi mai. Per questo “due” e non leggiamo la realtà allo stesso modo.
dico: immagina. Quello che ancora manca nel mondo è la pre-
Prova a girarti, a pensare ai libri che hai studia- senza dello sguardo femminile autorevole.
to, alla storia che hai imparato, dove è questa Non c’è perché non sa da dove attingere forza e
genealogia? alla fine, quando sommessamente emerge, ap-
Non c’è, non segna il corso della storia. E sai pare sbagliato, fuori dalle regole.
perché? Ecco, Labodif nasce così, dal desiderio di modi-
Perché il mondo si è radicato sullo sguardo di ficare la realtà costruendo uno sguardo femmi-
un solo sesso, quello maschile, che è poi diven- nile autorevole. Labodif, “Laboratorio delle Dif-
tando anche lo sguardo delle donne. ferenze”, si occupa di ricerca, comunicazione e
Delle fondamenta maschili sappiamo, da quelle formazione. Differenza prioritaria al centro della
abbiamo imparato a stare al mondo. sua attenzione è la differenza sessuale, quella
Come se avessimo imparato una lingua dimen- tra maschi e femmine, “prima” fra tutte le altre.
ticando, però, la nostra. Non usare la propria lin-
gua in questo caso significa aver perso un pro- Come è nata l’idea?
prio sguardo sulla realtà. Prima di creare Labodif sono stata una giovane
Sembra forte come affermazione questa, so- donna laureata in Economia alla Bocconi.
prattutto nel nostro mondo occidentale dove Animata da uno spiccato spirito d’indagine e
una donna sembra possa dire e pensare tutto. dalla passione per i numeri, che ho sempre sen-

14 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Nel mondo occidentale una donna


sembra possa dire e pensare tutto.
Ma nella realtà quello che una donna
pensa, dice e fa è influenzato da un sistema
di regole invisibili e non sue.
E così la differenza non vive

tito essere più che numeri, mi occupavo di ri- zialità. Oggi Labodif è cresciuta fino a diventare
cerche di mercato. Ho cominciato a praticare un istituto di ricerca, una scuola, un giornale on-
il Buddismo in quegli anni, era il 1993, e sono line. A produrre testi. Una bellissima avventura.
arrivata a dirigere un importante istituto di ri-
cerche di Milano. Quanto c’entra il Buddismo in questa avventura?
Molte delle indagini che coordinavo avevano È stato essenziale. Ripensandoci oggi, so che
come oggetto lo studio dei comportamenti: ho scorto questa opportunità perché la prati-
uomini e donne sotto la lente del mio sguardo. ca aveva già incrinato la mia precedente dire-
Eppure, incredibilmente, il più delle volte non zione professionale, esperienza che sentivo al
trovavo nulla di così sorprendente. In qualche servizio di obiettivi troppo legati al profitto e al
modo conoscevo già le risposte e le potevo mercato e troppo poco nella direzione di quello
prevedere. Qualcosa non tornava. che il Buddismo mi faceva intravedere. Quante
È stato in quegli anni che ho avuto la fortuna di riunioni in cui incontravo clienti che desidera-
incontrare un’altra giovane donna, lei regista, vano immettere nel mercato desideri con il solo
Gianna Mazzini, che ha portato la mia attenzio- obiettivo di indurre acquisti. Quante ore passa-
ne su un punto di vista nuovo: la differenza ses- te a renderlo possibile, con fatica sempre cre-
suale, concetto sul quale lei, con altre, già stava scente. Ma creare valore con le proprie risor-
sperimentando e ragionando. se ed energie, fare della vita un’occasione per
Quello che accadde fu l’ingresso debordante di aprire la propria esistenza in un orizzonte largo
un pensiero così semplice e sotto gli occhi di tutti sono stati obiettivi che si sono illuminati grazie L’inadeguatezza
e tutte: uomini e donne siamo due, diverso modo allo splendido esempio dei tre maestri, Maki- femminile
di pensare, agire e parlare. E come veniva tradot- guchi, Toda e Ikeda. Il coraggio è venuto dalla
non va ridotta
o eliminata.
ta nel mio mondo di ricerca questa semplice ma loro vita e dalla forza costante del Daimoku. È
È il primo
potente verità? Con una semplice casellina da stato un progetto non facile da seguire, come
fertile segnale di
barrare (M o F) e poi via, in un flusso neutro di accade a chi si avventura in terre nuove. Quanti differenza. È un
domande uguale per tutti e tutte. Il modello esi- dubbi nel lasciare una posizione salda e ricono- sentimento
stente di ricerca era tarato su un soggetto appa- sciuta per qualcosa di incerto e rischioso. Due positivo
rentemente neutro e in realtà maschile. esploratrici avventurose, Gianna e io, che non perché misura
Sono stati anni di studio intenso, “matto e di- si sono risparmiate. Che splendida occasione. la distanza tra i
speratissimo”, e quello che è accaduto è stato Quando viviamo basandoci sullo stesso gran- nostri desideri
il cambiamento del punto di vista. de voto del maestro, nella nostra vita emerge e il modo in cui
Occorreva scoprire come far emergere il punto il “cuore del re leone”. Se ci fermiamo al “voto è organizzata la
di vista proprio delle femmine sulle cose. del piccolo io”, non emergerà alcuna forza. E di realtà. Può essere
coltivata e
Questo obiettivo è diventato negli anni un de- forza ce n’è voluta tanta.
trasformata
siderio sempre più grande: mettere il nostro
in una visione
sapere e le nostre energie nella direzione di co- In che modo Labodif persegue lo scopo
propositiva
struzione di valore e simbolico femminile. dell’empowerment femminile, centrale negli della realtà
Tradotto in concreto: formare le donne a esse- obiettivi dell’Agenda 2030?
re soggetto pieno e consapevole del proprio Facciamo un esempio, prendiamo l’inadegua-
sguardo. E gli uomini a riconoscere la loro par- tezza femminile: sensazione diffusissima.

LABODIF NASCE COSÌ, DAL DESIDERIO DI MODIFICARE LA REALTÀ COSTRUENDO UNO SGUARDO FEMMINILE AUTOREVOLE

15
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Talmente diffusa e trasversale alle carriere, ai È stato un segnale chiaro: il tema della differen-
caratteri e alle condizioni sociali da costituire za, che quando abbiamo cominciato sembrava un
un tema cruciale. È diventata una preoccupa- argomento da salotto o da convegni, è diventato
zione del nostro tempo: non è solo oggetto di un tema cruciale. E un numero sempre crescente
una riflessione teorica ma è anche una questio- di uomini desidera saperne di più e si avvicina alle
ne sociale, visti i costi personali e collettivi col- nostre iniziative. Questo, inutile sottolinearlo, è un
legati. Non a caso nelle istituzioni, nelle impre- bellissimo segno di futuro.
se ci sono sempre più iniziative per indagare i
meccanismi che la producono. E una pressio- Un’ultima domanda: quanto è importante la
ne crescente a inventare modi per riconoscere questione del linguaggio?
il fenomeno. Il presupposto che accomuna la È una questione essenziale perchè ha a che fare
gran parte di queste riflessioni e iniziative è che con l’identità, non con la grammatica.
l’obiettivo sia diminuire o eliminare il sentimen- Ti racconto un episodio. Eravamo in una scuo-
to di inadeguatezza. la elementare. In una quarta. Gianna comincia a
Labodif ha uno sguardo critico proprio su questo parlare: «Buongiorno bambini, buongiorno bam-
presupposto. Si tratta di pensare al fenomeno da bine». Come un movimento impercettibile e po-
un angolo nuovo. Cosa si nasconde dietro l’inade- tente le bambine della classe alzano la testa. Il
guatezza femminile? È possibile una rilettura che discorso prosegue e ogni volta che viene pro-

CANCELLAZIONE
MUTA E GENTILE identifichi un elemento positivo nel fenomeno? nunciata la parola “bambine”, quelle bambine si
Sì, l’inadeguatezza è il primo, fertile, segnale tirano un po’ più su, la posizione si fa più attenta
di differenza. Di "indomità" femminile. Non va e presente. Quando capiscono che l’avremmo
ridotta né tantomeno eliminata. Va coltivata fatto sempre, sono tutte lì dritte e presenti.
e trasformata in una visione propositiva della Questo fa da contraltare a quest’altro episodio.
realtà. Che arricchisca il nostro vivere comune. Scena da primo giorno di asilo.
L’inadeguatezza femminile è un sentimento posi- La maestra dice a un gruppo di creature picco-
tivo perché misura la distanza tra i nostri desideri le che aspettano di entrare: «Bambini entrate».
e il modo in cui è organizzata la realtà. E questa Entrano solo i maschi, le bambine tutte ferme.
distanza ha un valore profondo, va conosciuta e La maestra allora aggiunge: «Bambine, vale an-
riempita di significati nuovi, e tradotta in pensieri, che per voi». Le bambine entrano. E da quel mo-
parole e gesti capaci di cambiare il mondo. mento quella cancellazione muta e gentile por-
Questo è stato il tema con cui, per esempio, sia- terà ciascuna di loro a pensare che quando si
mo approdate all’Università di Pisa due anni fa dice “bambini” loro saranno incluse. Le porterà
per vari cicli di lezioni. Il risultato, in termini di in- ad abituarsi a non sentire alcuna specificità nel
teresse, è stato sbalorditivo. Avevamo impostato loro essere quelle che sono, femmine, cioè. Por-
lezioni per classi chiuse formate da 30 persone. tatrici di una differenza preziosa e irrinunciabile.
Dopo meno di un’ora dall’invio delle mail dall’a- Sì, la lingua ha a che fare con l’identità, non con
teneo per comunicare la possibilità di iscriversi, la grammatica.
eravamo già sommerse da centinaia di adesioni. (Marina Marrazzi)

16 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

I N T E R V I S TA A A L E S S I O M I C E L I
presidente dell'Associazione Maschile Plurale

Riconoscermi parziale
mi apre alla vita
UN PENSIERO FERTILE PER MIGLIORARE TUTTE LE RELAZIONI

«Quando si parla di genere viene subito da pensare che ci si riferisca a questioni


che interessano le donne, e si pensa meno che anche noi uomini siamo
"genere", quindi parzialità». Incontriamo Alessio Miceli presso il Centro Ikeda
per la pace di Milano dopo aver ascoltato il suo punto di vista in occasione della
giornata "Il sole dei diritti umani". Una voce maschile sull'essere uomini e donne
nel mondo.

L’Associazione
Perché vi chiamate "Maschile Plurale"?
Maschile Plurale nasce
a Roma nel maggio del Innanzitutto perché l’elemento della pluralità racchiude l’idea che l’essere maschi
2007 con lo scopo di o femmine siano questioni che interpellano chiunque. Non si tratta di una cor-
promuovere una riflessione rente filosofica, di una posizione partitica o di una particolare spiritualità, ma è il
individuale e collettiva grado zero dell’essere al mondo. Nasciamo in corpi sessuati, e queste sessualità
tra uomini di tutte le età
non sono solo una matrice materiale, ma le costruiamo culturalmente. Chi non è
e condizioni, a partire
dal riconoscimento della
coinvolto dal fatto di nascere in un corpo sessuato, non fosse che per il carico
propria parzialità e dalla simbolico che c’è su questi corpi diversi?
valorizzazione delle Poi, perché quando si parla di genere viene subito da pensare che ci riferisca a
differenze. Lavora per questioni che interessano le donne, e si pensa meno che anche noi uomini siamo
facilitare una svolta nei “genere”, quindi parzialità. Il pensiero è stato costruito al maschile, da uomini e
comportamenti concreti
per uomini, come dire “noi siamo l’uno, voi siete la derivazione”, la “costola” che si
all'interno delle relazioni
interpersonali in famiglia, stacca dal corpo del pensiero maschile. Quindi, maschile plurale per dire che noi
nel mondo del lavoro, nelle siamo parzialità e che questo è un pensiero fertile, in base al quale si ripensano
scuole e nelle università, tutte le relazioni: intime, di prossimità, sessuali, affettive, familiari, ma anche pub-
nelle comunità religiose, bliche, di ogni genere e grado.
nei luoghi della politica
e dell’informazione.
È impegnata per
È importante questo riconoscimento della parzialità…
l’eliminazione di ogni forma È un concetto legato al non pensarsi genericamente un individuo, una persona.
di violenza di genere, L’idea dell’individualità è importante, ma può essere usata per neutralizzare le
sia fisica che psicologica, nostre specificità. Il venire al mondo e il generare non è uguale, e allora è meglio
sessuale ed economica pensarla questa differenza e farci i conti, sentirla a partire da sé, piuttosto che
andare a queste costruzioni neutre che normalmente tendono all’obiettivo della
parità, degna nell’idea che dobbiamo avere pari accesso ai diritti, ma fuorviante
se non si vede la specificità.
L’orizzonte della parità di accesso ha consentito cose che altrimenti non sarebbe-
ro successe, ma la prospettiva non è stare nel mondo degli uomini e dividerlo per
due. C’è un’altra, o altre, visioni del mondo. Concepirsi parziali vuol dire valorizzare

17
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Sono percorsi antitetici:


una soggettività deve nascere e un'altra
si deve riconoscere non uguale al tutto.
Nella mia esperienza
un percorso che regala molto

gli sguardi diversi sulle cose che viviamo e non simbolicamente, poiché hanno condiviso come
considerare ciò che vede il punto di vista predo- maschi delle “rendite di posizione” e vogliono
minante e dire: una fetta di questo va alle donne. emendarsi. Questo è un passo fondamentale, lo
dico anche per me stesso: se non ci fosse il rico-
Pensarsi parziale per un uomo è un tragitto noscimento di questo sbilanciamento di potere
molto diverso che per una donna. Le donne di cui godiamo già per il fatto di nascere in corpi
sono abituate a vivere nella parzialità. maschili, forse questo percorso non sarebbe
È vero. Dalle donne ho appreso che il percorso vero. Ma la sensibilità in cui mi riconosco di più
della soggettività femminile è stato quello di un è quella del desiderio. Mettersi in termini di rela-
soggetto imprevisto, e il separatismo è consi- zione aperta e profonda apre la mia stessa vita.
stito in un trovarsi, riconoscersi, trovare parola Il fatto è che nella società maschile non ci sia-
e mettersi al mondo, visto che nel mondo le mo mossi granché, casomai stiamo tornando
donne non erano volute. Inaugurare il proprio indietro. Gli anni ’70 hanno dato il via, con
simbolico, la propria soggettività. All’opposto, l’autocoscienza femminista, i movimenti stu-
per il soggetto che, pur non dichiarandolo, si denteschi e antiautoritari, il movimento Lgbt;
concepisce come unico, fare “autocoscienza” è ma adesso c'è un avvitamento più che sulla
rendersi conto della propria parzialità, lavorare a tradizione direi proprio sul dominio, un ritorno
“togliere” l’idea dell’universalità, di essere il sog- a un pensiero di possesso e di dominio maschi-
getto che mappa il campo e definisce il mondo. le. E la sessualità è una frontiera calda, perché
Sono proprio percorsi antitetici: di una sogget- se nell’intimità pensi che la ragazza o donna a
tività che deve nascere e di un’altra che si deve te più vicina sia oggetto di una tua supremazia,
riconoscere non uguale al tutto ma una parzialità. tutto quello che segue è viziato all’origine.
È grezza l’idea che in questo riconoscimento ci
sia una perdita. Non si vede quante occasioni A volte si pensa che la divisione dei ruoli rappre-
ci sono nel relazionarsi. Essere uno di due (o senti il superamento della visione stereotipata
più di due o cinque, quanti alcuni dicono esse- maschile/femminile…
re i generi) vuol dire che io non sono solo al Se fosse tutto originato dallo sbilanciamento tra
mondo, perché quella strapotenza porta con sé diritti e doveri, una volta risolto quello si sarebbe-
anche un senso di solitudine estrema. ro sanati tutti i problemi. Invece la violenza è un
È un percorso che regala molto. È una molti- indice, perché ti dimostra come un termometro
plicazione, un’abbondanza. Ti ritrovi una tavola che le relazioni ancora scottano. Se persistono un
imbandita per tanti anziché tanto cibo per uno. tale livore e una tale cattiveria nei reati contro le
donne, diventati più estremi, vuol dire che la divi-
È un percorso difficile? sione dei compiti e la parità dei diritti non sono
Dipende, ci sono sensibilità molto diverse. Per il piano su cui affrontare il problema. La questio-
me è un percorso di piacere, di felicità, di libertà. ne è quella della relazione, come l’uno sente se
Altri vi percepiscono un senso di “conversione” stesso e l’altra nel legame, nella relazione. Se ci
da un sistema patriarcale, violento anche solo sono uomini insospettabili che restano implicati

18 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

O SALTA QUESTA IDEA DI UN MONDO PENSATO E POI NORMATO AL MASCHILE, O NON NE USCIAMO

in questioni di violenza vuol dire che c’è un dop- per arrivare, da qualche anno a questa parte,
pio fondo, un livello più interno alla persona e alla anche al rapporto con centri che seguono gli
relazione a cui, per esempio, una divisione dei uomini autori di violenza.
compiti solo esterna non arriva. Di solito le reazioni sono molto buone. Quando
c’è una voce di questo tipo in una stanza, che
Ci vuole il passaggio di non sentirsi più univer- sia uno studio di professionisti, un’aula magna di
sali ma parziali. una scuola o la piazza di una città, questa voce
Infatti molto spesso, quando si arriva a parlare trova sempre qualcuno che prova interesse.
con gli uomini che agiscono violenza, si vede Ma queste azioni dal basso non hanno ancora
che non c’è l’erompere di un raptus di follia. inaugurato un vero movimento maschile. C’è un
Loro portano alla luce un codice di valori che fa livello di schermatura, di rimozione, di diniego di
capo al fatto di credere che quella donna abbia questi temi, molto forte.
deviato da un codice morale ed etico normato Il punto è arrivarci a tu per tu. Chi ha vissuto
da millenni, per cui hanno avuto ragione a rea- questa cosa nella sua vita ne è toccato, ma se
gire. È semplicemente un apice che potrebbe passa solo come informazione non procede. La
riguardare chiunque si trovi in quella mentalità. comunicazione ha dunque dei limiti evidenti.
O salta questa idea di un mondo pensato e poi Johan Galtung dice che per ottenere una pace
normato al maschile, o non ne usciamo. vera occorre rintracciare tutti gli strati della
società (associazioni, gruppi, ecc.) che posso-
Cosa fate nella vostra associazione? no essere interessati alla pace.
Facciamo una serie di azioni di natura culturale, Per esempio nel vostro caso, la Soka Gakkai nel
formativa, politica, rendendo pubblico e disponi- mondo di oggi è un luogo di pace, di costruzione
bile quello che via via abbiamo acquisito a chiun- di pace? Sì. È nelle sue fondamenta. Bene, allora
que lo voglia sapere e a coloro che devono pren- se un uomo dei vostri si sente dire che la pace
dere delle decisioni, istituzioni e professionisti. riguarda anche il conflitto originario tra uomini e
Il cerchio più interno è quello dei gruppi di con-
divisione, sia maschili che misti. È un partire da
sé per incrociare gli altri, una ricerca comune di
cosa sono le nostre relazioni, intime e pubbliche,
Poiché la Soka Gakkai è un luogo di pace,
dei punti comuni che possono riguardare anche se un uomo che ne fa parte si sente dire
altre persone. che la pace riguarda anche
Poi è successo che ci chiedessero di partecipa-
re a incontri pubblici (intorno al 25 novembre
il confilitto tra uomini e donne, gli si presenta
o all’8 marzo) per sensibilizzare un quartiere o un nuovo ambito in cui fare esperienza
parlare nelle scuole, fare formazione a operatori
in ambito socio-sanitario, alle forze dell’ordine, a
psicologi, a persone del circuito dell’antiviolenza, donne, e se è davvero interessato alla pace, ecco
infine le istituzioni stesse ci hanno riconosciuto che gli si presenta una nuova declinazione della
come interlocutore maschile sulle questioni che pace, e lui può essere costruttore di pace anche
riguardano queste tematiche e ci interpellano su questo aspetto della relazione uomini/donne.
all’occorrenza. Nella società possiamo identificare dei luoghi e
Insomma si va dalla presa di parola su di sé, al dei contesti di costruzione di pace in grado di
discorso pubblico, alla formazione, allo scambio moltiplicare un’intenzione umana e politica come
con le nuove generazioni, alla contaminazione questa.
con le professioni e al dialogo con le istituzioni (Maria Lucia De Luca e Marina Marrazzi)

19
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

UNA DIVERSITÀ ESSENZIALE


DI CUI IL MONDO HA BISOGNO
Giovani donne a confronto
sul tema del femminismo

Il 29 giugno, presso la sede di Roma dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, si incontrano Cecilia,
Michela e Amelia, del Laboratorio Femminista del Centro sociale Auro e Marco del quartiere Spinaceto;
Aurora e Gaia, alunne del Liceo Amaldi e Giulietta, la loro insegnante di lettere; Valeria e Lucrezia, giova-
ni donne della Soka Gakkai. L'obiettivo è discutere di cosa significa essere donne oggi, un tempo di sfide
in cui sono in discussione alcuni dei diritti più basilari. Ma anche un'epoca di consapevolezze nuove, di
rilanci e determinazioni, in cui si avverte la voglia di costruire più di quanto sia mai stato realizzato.

Appena riunite Cecilia, una delle ragazze del a livello nazionale, come “Non Una Di meno”.
Laboratorio, comincia a raccontarci com’è nato «Da queste – ci spiega Cecilia – abbiamo preso
il loro progetto: «Abbiamo tutte provenienze ispirazione, ma abbiamo deciso di lavorare nel
diverse, ma quando ci siamo incontrate abbiamo nostro quartiere, partendo proprio dal centro
capito di essere unite da un sentimento condivi- sociale in cui siamo nate». Consapevoli che si
so: essere donne oggi non è una cosa semplice. possa promuovere un cambiamento solo entran-
Purtroppo le discriminazioni sono tante, spesso do in contatto con la comunità, con le singole
invisibili e comuni a tutte. La cosa sconvolgente, persone. Qui hanno organizzato due progetti.
inoltre, è stato rendersi conto che, rispetto alle Uno chiamato “Donne in Arte”, sorto dal deside-
generazioni passate, ci ritroviamo ad affrontare le rio di dare voce alle artiste donne, con il fine di
stesse battaglie. Anzi, se oggi provi a fare qual- superare lo stereotipo per cui le donne nell’arte
cosa contro questa situazione, sei anche apo- sono celebrate più come soggetti dell’opera che
strofata con frasi come: “Ancora state a fare le come artefici. L’altro progetto è ispirato al docu-
femministe?”. Come se il femminismo fosse una mentario Comizi d’amore di Pier Paolo Pasolini.
moda. Eppure, anche se lottare contro questa Riprendendone il format, hanno deciso di ripro-
mentalità è dura, pensiamo che sarebbe ancora porre in giro per Roma alcune delle domande
più frustrante lasciarsi scoraggiare». sulle donne e il loro ruolo nella società, crean-
Le ragazze del Laboratorio hanno deciso di agire do anche un questionario online. Le ragazze ci
e per questo hanno incontrato altre realtà per la trasmettono il loro sgomento di fronte a molte
parità di genere, attive sia a livello locale, come delle risposte ricevute. «L’esperimento è stato
l’associazione “Lo Spazio di Marielle Franco”, sia scioccante – dicono – perché le persone, protette

20 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

« A N C H E S E L O T TA R E
C O N T R O Q U E S TA
M E N TA L I TÀ È D U R A ,
SAREBBE ANCORA PIÙ
FRUSTRANTE LASCIARSI
S CO R AG G I A R E »

dall’anonimato della rete, si sono sentite libere pure in mente che possano essere offensivi».
di esprimere ogni opinione ed è emersa tutta «Un altro grave problema – riprende Cecilia – è
la connotazione discriminatoria che purtroppo che purtroppo le stesse donne hanno un atteg-
ancora imperversa nel nostro paese». giamento sessista le une verso le altre».
Giulietta, la prof, interviene con le sue alunne Giulietta ribatte che, proprio per questo, la con-
Aurora e Gaia raccontando di come da anni sapevolezza di genere non è un ambito o un
lavora con le classi per sensibilizzare su temati- settore, qualcosa di cui parlare. Riguarda tutti e
che inerenti i diritti umani. tutte e deve diventare un comportamento attivo.
«Durante alcuni giorni di didattica alternativa, in Bisogna iniziare a fare azioni concrete per far
un corso che ho chiamato “Biografie di donne comprendere il valore del femminismo attua-
indomate”, mi sono concentrata sulla storia del le, concorda Michela. Stare insieme trasmette
femminismo. Nello specifico, sulla vita di donne la forza di condividere e parlare, ma ancora
pioniere in vari ambiti delle scienze e della socie- prima concede il coraggio di riflettere e met-
tà. Questo lavoro è stato uno spunto per una tere in discussione la realtà acquisita, aprirsi a
ricerca e un approfondimento che si è concen- prospettive nuove, a volte scomode e dolorose
trato su un argomento in particolare: il sessismo prima di tutto per noi stesse, ma essenziali se si
nel linguaggio. La nostra lingua, infatti, è piena di vuole ottenere un cambiamento. E quando ci si
espressioni discriminatorie ed è impressionante apre si scopre che è importantissimo fare rete,
come questo ci condizioni a livello profondo. Il uscire allo scoperto, lavorare insieme.
problema interessa sia le donne sia gli uomini». Lucrezia, giovane donna della Soka Gakkai,
A pensarci bene, spesso neppure chi utilizza un racconta la sua esperienza alla facoltà di Scien-
certo linguaggio è consapevole di quanto sia ze Politiche. È un mondo maschile, precisa, che
discriminatorio. «Noi ci portiamo dietro secoli scoraggia molto. E, anche se in ambito universi-
di cultura – riflette Amelia del Laboratorio – i tario ci sono diversi collettivi femministi, lei non
ragazzi non si pongono il problema di cosa sia si è mai sentita a suo agio in quei contesti per
una donna fuori da un certo stereotipo perché via del fatto che spesso sono piuttosto estremi-
sono stati educati così e vivono immersi in que- sti. «Perché quando c’è estremismo c’è separa-
sto tipo di mentalità. Quindi non viene loro nep- zione, e il mondo non ha bisogno di separazioni

«Noi ci portiamo dietro secoli di cultura. I ragazzi non si pongono il problema di cosa sia una donna fuori da
un certo stereotipo perché sono stati educati così e vivono immersi in questo tipo di mentalità. Quindi non
viene loro neppure in mente di essere offensivi»

21
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

SIAMO UGUALI? NO.


ABBIAMO DIRITTO AGLI STESSI DIRITTI? SÌ
Avere gli stessi diritti non significa essere uguali.
La Dichiarazione universale dei diritti umani (1948) esordisce così: «Tutti gli esseri umani nascono liberi
ed eguali in dignità e diritti». Sono diritti da riconoscere, non da creare. Sono scolpiti nella natura umana
e gli esseri umani li possiedono fin dalla nascita. E poiché non li ha creati nessun potere, nessun potere
può distruggerli ma deve riconoscerli (cfr. Enciclopedia Treccani). Ma i diritti così intesi ci liberano dagli
stereotipi? O aveva ragione John Stuart Mill sostenendo che «le consuetudini equivalgono a legge»?
Filosofo del 1800 e definito da molti il precursore delle suffragette, nel suo saggio L’asservimento delle
donne Mill paragona la condizione in cui le donne sono da sempre relegate all’unica forma di schiavitù
che non è ancora stata abolita. Soprattutto oggi potremmo sostenere che le donne vivono una schia-
vitù (velata) che non dipende da leggi ma proprio dalla consuetudine; consuetudine fortunatamente
sempre più ostacolata grazie agli sforzi di molte, ma che esista ancora una disparità di genere nelle
società del mondo è un dato di fatto, non un’opinione.
Dunque quando si è schiavi? Quando non si ha la libertà di potersi sviluppare autonomamente ma
si è condizionati dalle consuetudini, dagli stereotipi che lavorano in profondità, che si riescono ad
agganciare alla mente più libera e la portano dove vogliono loro.
Gli stereotipi di una società patriarcale sono molteplici sia per gli uomini che per le donne, e sono
legati tra loro, da quelli più evidenti e ormai profondamente anacronistici a quelli più sottili e nascosti.
Tutti e tutte siamo inseriti, chi più chi meno, in questo modo di vivere e di vedere.
In particolare tra noi giovani e soprattutto tra gli adolescenti si insinuano questi pericolosi modelli
imposti. Con i social network e i mass media siamo sempre più travolti da paradigmi incatenanti:
donne considerate principalmente per il loro aspetto e giudicate (spesso negativamente) per i loro
comportamenti sessuali. Uomini che devono presentarsi “forti” e giudicati (spesso positivamente) per
i loro comportamenti sessuali.
Rientrare in modelli che non ci appartengono, bloccare (anche solo in minima parte) la nostra identità,
le innumerevoli sfumature che vivono dentro di noi, sia femminili sia maschili, è ciò che fa emergere
l’insicurezza, il giudizio, scivolando via fino alla bramosia di potere e troppo spesso alla violenza.
Ma il presidente Ikeda, da uomo, non si stanca mai di sottolineare la forza delle donne e degli uomini,
nelle loro peculiarità, perché la direzione del nostro cuore e le nostre azioni sono fondamentali e preziose.
Pari diritti di genere, uguali opportunità ed equilibrio in tutte le sfere della vita umana porteranno
benefici e armonia, sì alle donne, ma in egual misura anche agli uomini. Dipende da noi liberarci dalle
catene delle consuetudini, non solo nella mente ma anche e soprattutto nei fatti quotidiani e aiutare le
altre persone a fare lo stesso. Perché anche in questo caso, come ci dice Daisaku Ikeda, «la rivoluzione
umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine
a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità. Questo è l’argomento della nostra storia».
(Rossella Maci)

– afferma decisa. – In passato sono stata anche io vitti- tarlo fuori da noi e farlo diventare una consapevolezza di
ma di discriminazioni che mi hanno resa insicura. Oggi tutti e tutte. Perché il punto è far capire che non siamo
mi dicono che sono una donna forte, paragonandomi a contro gli uomini, ma a favore di noi stesse e che le due
un uomo. Perché per essere considerata forte devo esse- cose non sono connesse. Anzi, l’unico modo per vince-
re paragonata a un uomo?». re questa battaglia è lottare insieme, uomini e donne,
Valeria sottolinea quanto sia importante dialogare con gli scoprendo un nuovo valore nella diversità. Una diversità
uomini, perché altrimenti il discorso sulla parità di genere essenziale di cui il mondo ha bisogno.
rimane una cosa da donne e subentra la difficoltà di por- (Francesca Diodati)

22 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Le parole
IL SESSISMO NELLA LINGUA ITALIANA

Nichiren Daishonin ce lo dice in ogni sua parola: dell’associazione di giornaliste [Link].A. (giorna-
siamo tutte e tutti persone dotate di infinita liste unite libere e autonome). Esso ha il pregio di
grazia, di quella inesauribile sorgente di mera- proporre cambiamenti concreti, possibili e acces-
viglia che è la Buddità. Senza discriminazione sibili a chiunque, e tiene conto della strada fatta.
alcuna, biologica, culturale, sociale. Ma nei Si può dire, perché la grammatica lo consen-
nostri comportamenti, quanta coerenza c’è con te, architetta, avvocata, sindaca: rivendicare il
questo insegnamento? maschile perché più “autorevole” anche se l’omo-
Il linguaggio traccia i cambiamenti nei compor- logo femminile esiste, o dire che «è brutto», sono
tamenti e ne crea di nuovi. segnali che il linguaggio – e il pensiero – ancora
Riconoscere l’altrui Buddità passa attraverso non si adegua alla realtà: ci sono già tante archi-
la liberazione da condizionamenti e pregiudi- tette, avvocate e sindache, e ce ne sarebbero di
zi insiti anche nei modi di dire; sperimentare più se abbandonassimo la resistenza al cambia-
questo insegnamento fondamentale significa mento, perché il nome al femminile illumina un’i-
anche sgomberare il campo da equivoci e false dentità che altrimenti sarebbe cancellata; usarlo
uguaglianze che la nostra lingua veicola. è il modo migliore per raggiungere quella parità
Dobbiamo e possiamo imparare che dire tutti di fatto che più che mai è necessaria. Se sono
quando si tratta di tutti e tutte non è la stessa familiari nomi come operaia, cuoca, infermiera,
cosa. È necessario riconoscere le prigioni in cui maestra, cassiera, cameriera – che indicano tut-
le donne sono state rinchiuse, e le parole che ti professioni non di potere –, perché non farlo
usiamo tutti i giorni per definirci e definire la anche con ingegnera, chirurga, ministra, e fare sì
realtà ne sono parte integrante: siccome sono che la lingua sottolinei l’identità femminile anche
già pronte per l’uso le accettiamo come normali. in ambiti in cui essa non esisteva?
Rosa Luxemburg diceva che «il primo gesto È soprattutto dal linguaggio dei media che il
rivoluzionario è chiamare le cose con il loro cambiamento deve prendere le mosse, perché
nome». Bene, eccoci. L’apparato discriminatorio «ciò che non si dice non esiste», sostiene la
– il patriarcato – di cui il sessismo è strumento medesima Robustelli in un’intervista del 2008. Si tratta
predominante, è un millenario sistema di poteri Entrare in una classe elementare salutando con di identità,
rinforzato dal linguaggio. I diritti per cui le don- «buongiorno bambine, buongiorno bambini» non di
ne hanno tanto lottato vanno protetti. è affermare il diritto all’esistenza attraverso le grammatica
Dal 1986, quando Alma Sabatini pubblicò le sue parole. Si tratta di identità, non di grammatica,
Raccomandazioni per un uso non sessista della quindi. Il nome non detto equivale a una «can-
lingua italiana, il linguaggio è una delle vie mae- cellazione muta e gentile», come racconta una
stre per consolidare i cambiamenti del compor- delle fondatrici di Labodif (a p. 16). Ecco, le
tamento. parole fanno i fatti; le parole sono le cose.
Faccio riferimento qui a un testo scritto nel Non esistono parole neutre, senza conseguen-
2014 da Cecilia Robustelli, Donne, grammatica e ze per gli altri.
media. Suggerimenti per l’uso dell’italiano, a cura (Giulietta Stirati)

23
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Daisaku Ikeda incontra


due "signore della pace"
ELISE BOULDING
sociologa, fondatrice degli Studi per la pace e la trasformazione dei conflitti

I M M AG I N I A M O C I I L M O N D O C H E VO G L I A M O
Boulding: Se la costruzione della pace non inizia dalla avevano idea. Sono giunta a pensare che molte persone
famiglia e dalle comunità in cui vivono le persone, nem- impegnate nel movimento per la pace non abbiano un’idea
meno organizzazioni come l'Onu possono riuscirci. Perciò chiara di come potrebbe essere una società pacifica. Come
cerco sempre di incontrare i miei vicini. Dobbiamo cono- possono dedicarsi con passione a un movimento del quale
scerci e aiutarci a vicenda. La pace non riguarda solo non riescono a immaginare il risultato finale?
le azioni che compiamo nel momento del pericolo, ma Ikeda: Per quanto possiamo ardentemente ricercare
anche l’assistenza che ci prestiamo nella vita quotidiana. la pace, se non abbiamo un’idea chiara di dove stiamo
Ikeda: La ricerca che lei ha svolto è unica in quanto con- andando è impossibile radunare le forze necessarie a
sidera la pace dalla prospettiva di una madre, sottoline- spezzare le crude realtà che abbiamo davanti.
ando l’importanza del nucleo familiare e la missione delle Boulding: Per cultura di pace personalmente intendo
donne per lo sviluppo di una cultura di pace. una cultura che promuova una diversità pacifica e che
Boulding: Sì, ma anche gli uomini hanno la loro missione affronti in maniera creativa i conflitti e le differenze che
come costruttori di pace. In famiglia, che è il punto di si manifestano in ogni società, perché non esistono due
partenza per realizzare la pace, il padre è altrettanto esseri umani uguali. Riguarda stili di vita, insiemi di cre-
importante della madre. E i padri, nel nostro mondo, denze, valori e comportamenti. E anche le necessarie
devono imparare ad ascoltare. Tradizionalmente – anche disposizioni a livello istituzionale per promuovere l’as-
se meno di quanto accadeva in passato – le donne tra- sistenza reciproca, il benessere e un'equa suddivisione
scorrono più tempo a casa ad ascoltare i figli e le figlie. delle risorse del pianeta tra i suoi abitanti e tra tutti gli
E ciò le rende migliori ascoltatrici degli uomini. Un buon esseri viventi. È questo ciò che vogliamo realizzare per
modo per costruire una cultura di pace più forte è che il mondo in cui viviamo.
gli uomini trascorrano più tempo con i figli e imparino ad
ascoltare, come fanno le donne.
Ikeda: Quale consiglio può dare alle persone giovani Elise Boulding (1920-2010) è stata una delle figure più
per iniziare il viaggio verso il futuro? influenti del movimento per la pace del XX secolo. Stu-
Boulding: Anzitutto devono riuscire a concepire un diosa, attivista ed esperta di studi per la pace, ha in-
mondo senza armi. Sebbene molte persone la riten- segnato Sociologia presso l’Università del Colorado
gano un’idea impensabile, dobbiamo prima di tutto e al Darmouth College. Nel 1962, all’apice della guerra
crearci l’immagine mentale di un mondo completamen- fredda, incontrò insieme ad altre 11 rappresentanti della
te diverso, che funzioni senza apparati militari e nel Lega internazionale delle donne per la pace e la liber-
quale i conflitti vengano gestiti in maniera creativa. tà un gruppo di donne russe. Fu tra le promotrici dello
Ikeda: Uno splendido messaggio! Le persone tendono “Sciopero delle donne per la pace”, una delle prime pro-
illusoriamente a pensare che il presente sia immutabile teste contro la guerra in Vietnam. Autrice di numerose
e che il futuro sia già scritto. Ma pur mantenendo uno opere, tra cui The Underside of History: A View of Wo-
sguardo sulla realtà presente, dobbiamo immaginare un men through Time (1976), Building a Global Civic Cul-
futuro pacifico. ture: Education for an Interdependent World (1988), e
Boulding: Nel 1960, in una riunione di economisti che Cultures of Peace: The Hidden Side of History (2000),
discutevano degli aspetti economici del disarmo, chiesi ha scritto con Daisaku Ikeda il dialogo Into Full Flower:
come avrebbe funzionato un mondo in cui ci fosse sta- Making Peace Cultures Happen, non tradotto in italiano,
to il disarmo totale. La risposta fu sconcertante: non ne dal quale è stato tratto questo brano.

24 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Dialoghi inediti | SGI-Quarterly, n. 63, gennaio 2011

BETTY WILLIAMS
premio Nobel per la pace

I L C O R A G G I O È C O N TA G I O S O
Ikeda: Trent’anni fa, in mezzo ai violenti conflitti che Williams: La pace, come lei ben sa, non è qualcosa di sta-
devastavano l’Irlanda del Nord, lei decise con coraggio tico. L’unico modo di raggiungerla è attraverso qualcuno
di protestare pubblicamente. La sua determinazione sfo- che dia l’esempio. I leader devono prima di tutto dare l’e-
ciò infine in una marcia per la pace di 35.000 donne che sempio e poi andare nelle retrovie e spingere avanti tutte
attrasse l’attenzione di tutto il mondo e spinse l’opinione le altre persone. Le mie colleghe e io diciamo spesso che
pubblica in direzione della pace. Donne cattoliche e pro- il nostro lavoro è simile a spingere un enorme peso su per
testanti risposero al suo appello e unirono le loro forze. una collina con le scarpe con i tacchi alti e camminando
Quale fu invece la reazione degli uomini? all’indietro! Questo rende l’idea di quanto sia difficile.
Williams: Non molto buona, direi. Ma devo spiegarmi Ikeda: Lei ha detto che la situazione dell’Irlanda del Nord
meglio. Molti uomini sarebbero stati uccisi se avessero è un esempio di come il ciclo della violenza non faccia che
partecipato ai nostri raduni, però erano abbastanza esacerbarsi con il passare delle generazioni. Quale pensa
disposti a sostenerci dietro le quinte e a lavorare insie- che sia la chiave per spezzare questo circolo vizioso?
me a noi. Erano uomini coraggiosi e si erano anche resi Williams: Per me – e questo è l’unico modo in cui so
conto che la forza del nostro movimento risiedeva nel lavorare – è rimanere fedeli alle proprie convinzioni e
fatto che eravamo donne, madri. Perciò era così potente. conquistare gli avversari con l’amore.
Ikeda: Cosa le ha permesso di continuare senza sosta le Non è affatto una cosa facile. Ricordo una volta in cui fui
sue attività per la pace? attaccata verbalmente da un uomo. Era piuttosto aggres-
Williams: In questa impresa, così come in quella che sivo a dire il vero, e mi stava così vicino che pensavo mi
lei sta portando avanti, bisogna avere il coraggio delle desse una testata o mi mordesse il naso, ma io mi limitai a
proprie idee. Bisogna semplicemente perseverare sen- rimanere immobile, senza dire una parola. Alla fine la sua
za mai darsi per vinti. bocca deve essersi stancata, perché ha iniziato a parlare
Ikeda: Lei è riuscita a trasformare la sua legittima collera sempre più lentamente e alla fine ha indietreggiato. Io l’ho
contro la violenza in una motivazione a lavorare per la guardato e gli ho detto: «Ti voglio bene». Circa due mesi
pace. Il Buddismo insegna che la collera può avere risvolti dopo quell’uomo è diventato un operatore di pace.
sia positivi sia negativi: la collera verso un grande male è
un grande bene. Anche il nostro movimento affonda le
radici in una legittima collera e in un invincibile coraggio. Nel 1976 Betty Williams, di fronte alla morte di tanti bam-
Williams: La paura è contagiosa, ma anche il coraggio bini nei combattimenti tra cattolici e protestanti in Irlanda
lo è, si trasmette da persona a persona e lungo la strada del Nord, avviò una campagna di petizioni e marce per la
diventa sempre più forte. pace per arrestare la violenza. Il movimento si diffuse a
Ikeda: Cosa vorrebbe dire ai leader politici maschi? macchia d’olio fra le donne di entrambi gli schieramenti e
Williams: È abbastanza ovvio. Temo che alla fin fine crebbe fino a diventare una notevole forza di pace. Grazie
tutto si riduca a una cosa molto semplice: «Basta con a questo impegno ricevette il premio Nobel per la pace
gli spargimenti di sangue!». Come donne è nostra insieme a Mairead Corrigan Maguire. Da allora ha conti-
responsabilità assicurarci che i leader che ricorrono alla nuato a portare avanti iniziative mirate al benessere delle
forza bruta e all’oppressione non vengano eletti. E que- donne e dei bambini in tutto il mondo. Nel 1997 ha fondato
sto può succedere solo grazie all’educazione. i World Centers of Compassion for Children International
Ikeda: Come pensa che si possa realizzare e mantenere (Wccci). Il presidente Ikeda e sua moglie Kaneko la incon-
la pace? trarono a Tokyo il 6 novembre 2006.

25
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

ESPERTE
DI DIALOGO
L ' AT T I V I TÀ D E L L E D O N N E S O K A

N
Noom
mee C
Coog
gnno
ommee

Primo fotogramma: 10 giugno 1951 Tokyo. Josei Sutra del Loto esiste la figura del Bodhisattva
Toda, secondo presidente della Soka Gakkai, Percettore dei Suoni del Mondo. È il bodhisattva
incontra cinquanta donne in un ristorante e lì che libera dalla paura ed è definito «talvolta la
fonda il Gruppo donne. Possiamo immaginare madre compassionevole Percettore dei Suoni
i volti raggianti di persone ancora sofferenti del Mondo». Daisaku Ikeda, e il gruppo di stu-
per le penurie del dopoguerra in procinto di diosi che lo affianca ne La saggezza del Sutra
abbracciare un insegnamento che dà loro forza del Loto, individua l’origine di questo essere
e responsabilità in modo inedito. in un’antica deità indiana assimilabile alla dea
Secondo fotogramma: 9 giugno 2019, Italia. madre, il cui culto in oriente ha corrisposto a
Gruppo donne Sgi: la nostra innumerevole docu- quello della Madonna sovrapponendosi a essa,
mentazione fotografica immortala in uno scat- a tratti, in un cortocircuito culturale. La cifra
to lo stato vitale di quell’istante condiviso e comune è l'appellarsi a una figura in grado di
racconta di case, giardini, terrazze a fare da comprendere le sofferenze e porvi rimedio.
sfondo a un manipolo di donne sorridenti e Ikeda ci dice che quando si inizia a praticare
colorate. Quelle foto colgono la semplicità e la spesso siamo noi a chiedere ascolto, siamo noi
familiarità di un incontrarsi domestico e lasciano che ci rivolgiamo devote al Bodhisattva Percet-
intravedere la sfida e la gioia di un percorso di tore dei Suoni, ovvero alle amiche e compagne
anni. Riunioni e incontri in cui ci mettiamo alla dell’organizzazione cercando comprensione e
prova, ogni volta raccontando e ascoltando le sostegno. Quando «gradualmente il nostro
sofferenze reciproche nel mondo di saha e ogni stato si eleva al punto di essere in grado di
volta scoprendo che quel pezzo di vita dell’altra, ascoltare i problemi degli altri», ci accorgiamo
che sembra così lontana da me, mi riguarda. che l’ascolto è un potente strumento di auto-
Profondamente inerente la vita di ciascuna è guarigione perché attiva e scopre il dispositivo
quella sensazione, quel sentimento di lotta, di di esho funi inerente la vita, ovvero il due ma
sconfitta, talvolta, e di nuova decisione. Emerge non due di noi e l'ambiente. Nichiren, ci spie-
la comune natura umana, natura ovvero nyo ze ga Ikeda, paragona «la profonda, incommen-
sho, il fattore che è dentro l’aspetto, con cui è surabile compassione del Budda» all’istinto
unito nella sostanza della vita e che la percorre materno (NR, 653). Laddove la compassione
come una corrente sotterranea. Un’intensa atti- implica il riconoscimento dell’altrui Buddità
vità quella del Gruppo donne, che negli anni si e l’incoraggiamento a compiere la personale
è raffinata nella capacità di intessere dialoghi, insostituibile autoriforma. Sperimentiamo nelle
grazie all’incoraggiamento a realizzare incontri attività del Gruppo donne un femminile plura-
piccoli, a volte capillari che irrorano il tessuto le che si struttura e si riconosce attraverso il
dell’organizzazione. Noi donne della Sgi stiamo rispecchiamento nell’altra e che nella relazione
diventando esperte di dialogo e impariamo può crescere e maturare facendoci condurre
un’arte che applichiamo alla vita quotidiana, alle dal volano del Daimoku nel volo continuo della
relazioni nel lavoro, nella famiglia, nella società. nostra rivoluzione umana.
Nel ricco e variegato pantheon che compone Il (Giovanna Gobattoni)

26 || buddismo e società | 196 || speciale | due


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

studio
IL BUDDISMO DEL SOLE
P ER I LLUMI NAR E I L M ONDO

Lezioni di DAISAKU IKEDA sugli scritti di Nichiren Daishonin

›› lo studio di SETTEMBRE

UNA BUSSOLA PER VIVERE


CON GIOIA E FIEREZZA
Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di giugno 2018

Il fondatore della Soka Gakkai Tsunesaburo Makiguchi, nato proprio


Tremila regni in un
nel mese di giugno, una volta disse: «La cosa più importante nella vita è
singolo istante di
avere un obiettivo chiaro, e questo è impossibile senza la fede».1 Era un vita (giapp. ichinen
monito a non farsi sviare dalle tempeste dell’esistenza perdendo di vista sanzen): sistema
lo scopo della vera felicità. filosofico elaborato
In un’epoca dominata dai valori del militarismo, che ponevano la nazio- dal maestro cinese
ne al di sopra dell’individuo, Makiguchi denunciò il male della negazio- T’ien-t’ai sulla base del
ne di sé che conduceva a sacrificare la propria vita: «La strada giusta è Sutra del Loto secondo
cui l’intero mondo
ricercare sia la propria felicità sia quella di tutti gli altri».2
fenomenico – i “tremila
Non solo la propria felicità e nemmeno solo quella degli altri. L’idea
regni” dell’esistenza,
buddista di felicità è diventare felici tutti insieme, ed è lo scopo più im- che indicano i vari
portante della vita. aspetti che la vita
assume in ciascun
Lo scopo della vita momento – esiste in
Perché siamo nati e qual è lo scopo della nostra esistenza? Una religione un singolo istante di
dovrebbe offrire risposte chiare a queste domande fondamentali. vita dell’individuo, e un
Il Buddismo di Nichiren è una bussola che ci indica la direzione per singolo istante di vita
permea l’intero mondo
navigare nel grande oceano della realtà. È una filosofia di vita che mira
fenomenico.
alla realizzazione della felicità propria e degli altri. Rivela il modo in
cui ottenere uno stato vitale sconfinato di eternità, felicità, vero io e
purezza e ci insegna che possiamo realizzare una società pacifica e
armoniosa attraverso l’ideale di “adottare l’insegnamento corretto per
la pace nel paese”. Afferma che possiamo attingere a un potenziale

1) Tsunesaburo Makiguchi, Makiguchi Tsunesaburo Zenshu (Opere complete di Tsunesaburo Makiguchi), vol. 10,
Daisanbunmei-sha, Tokyo, 1987, p. 7.
2) Ibidem, p. 8.

27
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

vasto come l’universo in base al principio dei “tremila regni in un sin-


golo istante di vita” e spiega che tutte le persone hanno pari dignità e
«NON C’È VERA
possono risplendere nella loro unicità secondo il principio del “ciliegio,
FELICITÀ PER GLI ESSERI
UMANI AL DI FUORI susino, pesco e prugno selvatico” (cfr. Raccolta degli insegnamenti orali,
del recitare Nam-myoho- BS, 124, 47).
renge-kyo. Il sutra afferma: La saggezza del Buddismo di Nichiren ci permette di approfondire e
“E là gli esseri viventi sono arricchire infinitamente la nostra vita.
felici e a proprio agio”.3 Dedicandoci al voto di maestro e discepolo formulato dai Bodhisattva
Potrebbe forse indicare della Terra possiamo trovare risposta a questioni fondamentali come: da
qualcosa di diverso dalla
dove veniamo, dove stiamo andando?
gioia senza limiti della Legge?
In questa lezione approfondiremo la visione della rivoluzione umana
Tu sei ovviamente incluso
fra gli “esseri viventi” e “là”
nel Buddismo di Nichiren, che ci permette di costruire un sé forte e
indica Jambudvipa [il mondo incrollabile.
intero], in cui è compreso il
Giappone. “Felici e a proprio
agio” non vuole forse dire Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
che i nostri corpi e le nostre
menti, le nostre vite e i nostri Vivere è di per sé una gioia
ambienti, sono entità dei
Il mio maestro Josei Toda spiegava lo scopo dell’esistenza in poche pa-
tremila regni in un singolo
role: «Perché siamo nati? Per goderci la vita, come spiega il passo del
istante di vita e Budda di gioia
illimitata? Non c’è vera felicità
Sutra del Loto “là gli esseri viventi sono felici e a proprio agio”. Sarebbe
se non quella di avere fede un peccato se non lo facessimo. Il vero scopo della nostra pratica buddi-
nel Sutra del Loto. Questo si sta è raggiungere uno stato in cui vivere è di per sé una gioia».5
intende con “pace e sicurezza Siamo nati per essere felici e quindi possiamo certamente diventarlo.
nell’esistenza presente e Questa sua convinta affermazione infuse un’immensa speranza in chi
nasceranno in circostanze soffriva profondamente.
favorevoli nelle successive”4» La pratica di recitare Nam-myoho-renge-kyo permette di assaporare
(Felicità in questo mondo,
una condizione di vita in cui ci si sente “felici e a proprio agio”.
RSND, 1, 607).
Tutti abbiamo difficoltà e problemi, nessuna esistenza è completamente
libera dalle avversità. Ma – diceva Toda – «così come un pizzico di sale
esalta il sapore dei dolci, provare sofferenza ci permette di assaporare
Felicità in questo mondo è una meglio la gioia».6
lettera che Nichiren Daishonin
invia il 27 giugno 1276 a Shijo Come praticanti del Buddismo di Nichiren trasformiamo i problemi in
Kingo, che a quel tempo stava gioia e viviamo dedicandoci alla creazione di valore con un cuore aperto
subendo una feroce persecuzione.
e generoso.

3) Il passo completo recita: «Questa, la mia terra, rimane le erbe medicinali, si legge: «Allorché questi esseri viventi
salva e illesa, costantemente popolata di esseri celesti e uma- avranno udito la Legge, godranno di pace e sicurezza nell’e-
ni. Le sale e i palazzi nei suoi giardini e nei suoi boschi sono sistenza presente e nasceranno in circostanze favorevoli nel-
adornati di gemme di varia natura. Alberi preziosi sono ca- le successive» (SDLPE, 155).
richi di fiori e di frutti e là gli esseri viventi sono felici e a 5) Josei Toda, Toda Josei Zenshu (Opere complete di Josei
proprio agio» (SDLPE, 318). Toda), Seikyo Shimbunsha, Tokyo, 1989, vol. 4, pp. 95-96.
4) Nel quinto capitolo del Sutra del Loto, La parabola del- 6) Ibidem, p. 78.

28 || buddismo e società | 196 || studio | il buddismo del sole | lo studio di settembre


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

In Risposta a Kyo’o il Daishonin scrive: «Ovunque tua figlia possa salta-


re e giocare, non le accadrà niente di male; potrà andare in giro senza
paura come il re leone» (RSND, 1, 365).
Quando facciamo emergere la forza vitale della Buddità, risvegliando in
noi la potenza e l’energia di un leone all’attacco, siamo invincibili; pos-
siamo godere di ogni cosa. Recitare Nam-myoho-renge-kyo ci permette
di affrontare ogni problema o sofferenza a testa alta. Noi che abbrac-
ciamo la Legge mistica possiamo manifestare il cuore di un re leone per
sfidare e vincere qualsiasi difficoltà.
Perciò il Daishonin afferma: «Non c’è vera felicità per gli esseri umani
al di fuori del recitare Nam-myoho-renge-kyo». Ci assicura che niente
porta maggiore felicità di recitare un Daimoku vibrante, qualsiasi cosa
accada.

Protagonisti e protagoniste sul palcoscenico della vita


Siamo noi che rendiamo la nostra vita ciò che è, svolgendo un ruolo da
protagonista sulla scena della nostra vittoria.
Il Daishonin spiega questo punto attraverso il concetto di “gioia senza
limiti della Legge”. Quando la sperimentiamo, possiamo sviluppare uno
stato in cui vivere è di per sé una gioia.
I piaceri offerti da fama, ricchezza o cose simili sono passeggeri e
destinati a svanire, ma la gioia illimitata della Legge che sgorga dalle Gioia senza limiti
profondità del nostro essere è una condizione di felicità autentica che della Legge: la felicità
niente può distruggere. Questa gioia incrollabile e inesauribile è esat- suprema e fondamentale

tamente ciò che chiamiamo felicità assoluta, e noi che abbracciamo del Budda, il beneficio
della Legge mistica.
la Legge mistica possiamo sperimentarla in prima persona grazie al
nostro impegno.
Il Daishonin scrive anche: «“Felici e a proprio agio” non vuole forse dire
che i nostri corpi e le nostre menti, le nostre vite e i nostri ambienti, sono
entità dei tremila regni in un singolo istante di vita e Budda di gioia illi-
mitata?». La trasformazione della nostra vita trasforma anche il mondo
intorno a noi.

Il grande cambiamento dall’infelicità alla felicità


Quando abbiamo un problema spesso pensiamo che nessuno possa ca-
pire la nostra situazione o il nostro dolore, e tendiamo a rinchiuderci in
un guscio di sofferenza.
Il Daishonin scrisse questa lettera a Shijo Kingo perché immaginava che
provasse rabbia e frustrazione. Il discepolo era infatti caduto in disgrazia
presso il suo signore feudale Ema a causa di false voci diffuse dai colleghi.
Cedere alla negatività è totalmente contrario alla felicità. Se quando
siamo colpiti dalle avversità non accettiamo la sfida e ci arrendiamo,

29
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

avviamo una reazione a catena di disperazione.


Nel passo che stiamo studiando il Daishonin assicura Shijo Kingo che
egli è senza dubbio compreso negli «esseri viventi» che saranno «felici e
a loro agio» come promette il sutra.
Se non applichiamo gli insegnamenti buddisti nella nostra vita, rimar-
ranno concetti astratti. Se pensiamo che non ci riguardino, stiamo cer-
cando la Legge al di fuori di noi e non riusciremo a porre fine al ciclo
della sofferenza. La “spada affilata” per spezzare questo ciclo negativo
è la Legge mistica, la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo. Grazie alla
nostra determinazione nella fede possiamo attuare il grande cambia-
mento dall’infelicità alla felicità.

Lo spirito di “considerare allo stesso modo sofferenza e gioia”


Il Daishonin avverte poi Shijo Kingo: «Non permettere mai che le av-
versità della vita ti preoccupino, nemmeno i santi o i saggi possono evi-
tarle» (Ibidem).
Il punto è non farsi sviare dai problemi. Dobbiamo abbandonare l’idea
comune che le difficoltà equivalgano a sfortuna. Qualsiasi problema si
possa presentare, il Daishonin ci insegna a recitare Nam-myoho-renge-
kyo e mantenere la calma.
La Legge mistica ci garantisce i benefici di «pace e sicurezza nell’esi-
stenza presente e circostanze favorevoli nelle successive». Godere di
pace e sicurezza non significa essere completamente liberi da problemi
e sofferenze, ma continuare a battersi e a vincere con il coraggio instan-
cabile di un re leone, mantenendo una fede salda.
Come afferma il Daishonin: «Quando c’è da soffrire, soffri; quando c’è
da gioire, gioisci. Considera allo stesso modo sofferenza e gioia, e conti-
nua a recitare Nam-myoho-renge-kyo» (Ibidem).
Questo atteggiamento di continuare a recitare Daimoku qualsiasi cosa
accada è di per sé lo stato vitale in cui si sperimenta la «gioia senza limiti
della Legge». Perciò il Daishonin dice a Shijo Kingo: «Rafforza il potere
della tua fede più che mai» (Ibidem).
Immagino che davanti alle innumerevoli difficoltà Shijo Kingo e sua
moglie Nichigennyo rileggessero più e più volte le lettere del Daishonin.
Affrontarono ogni situazione con forte fede e si batterono con lo stesso
spirito del maestro dando prova di vittorie meravigliose.

30 || buddismo e società | 196 || studio | il buddismo del sole | lo studio di settembre


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin «NÉ LA PURA TERRA


NÉ L’INFERNO ESISTONO
AL DI FUORI DI NOI; entrambi
Il mondo di Buddità esiste senza alcun dubbio nella nostra vita
si trovano soltanto nel nostro
Questo passo è tratto da una lettera che il Daishonin inviò alla monaca
cuore. Chi è risvegliato a questo
laica Ueno che aveva subìto la morte del marito Nanjo Hyoe Shichi- è chiamato Budda, chi è illuso
ro. Nichiren, immedesimandosi nella sua perdita e nel suo dolore, dopo è chiamato persona comune.
averla rassicurata sul conseguimento della Buddità del marito le dice Il Sutra del Loto ci risveglia a
che ora la cosa più importante era che anche lei la conseguisse. questa verità e chi abbraccia
Le spiega che percepire l’ambiente come la pura terra o come l’inferno il Sutra del Loto comprenderà
dipende dalla nostra prospettiva o modo di guardare. Questo è il signi- che l’inferno stesso è la Terra
della Luce Tranquilla. […]
ficato del principio secondo cui «le persone comuni sono identiche al più
Questo è un insegnamento
alto livello dell’essere» (Raccolta degli insegnamenti orali, cfr. BS, 110, 49),
di fondamentale importanza,
lo stato vitale di Buddità. Il Buddismo di Nichiren insegna che coloro tuttavia io lo impartirò a te così
che hanno sofferto di più possono ottenere la felicità più grande. Tale è come il Bodhisattva Manjushri7
l’immenso potere della Legge mistica. espose per la figlia del Re drago
Seppur confinato in una gelida cella, Tsunesaburo Makiguchi scriveva: l’insegnamento segreto del
«Il mio lavoro in questo momento consiste nel concentrarmi totalmente conseguimento della Buddità
sulla fede. Finché lo faccio, non ho niente di cui preoccuparmi. A se- nella forma presente. Dopo
conda del proprio stato mentale, si può essere completamente al sicuro averlo udito, impegnati ancor
più diligentemente nella fede.
anche nell’inferno».8
Colui che udendo l’insegnamento
Coloro che abbracciano il Sutra del Loto possono far emergere lo stato
del Sutra del Loto compie sforzi
vitale di Buddità indipendentemente dalle circostanze; per questo pos- ancor maggiori nella fede è
sono sperimentare concretamente nella loro vita che “l’inferno stesso è un vero ricercatore della via»
la Terra della Luce Tranquilla”. E Makiguchi, con calma e compostez- (L’inferno è la Terra della Luce
za, l’ha innegabilmente dimostrato. Tranquilla, RSND, 1, 403-404).

L’Illuminazione della figlia del Re drago


Il Daishonin incoraggia ulteriormente la monaca laica Ueno facendo ri- Nichiren Daishonin invia questa lettera
ferimento alla figlia Re drago, che nel dodicesimo capitolo del Sutra del nel maggio del 1274 alla monaca
laica Ueno, che precedentemente
Loto, Devadatta, dimostra il principio del “conseguimento della Buddità aveva affrontato la morte del marito
nella propria forma presente”. Nanjo Hyoe Shichiro. La donna era
Permettetemi di riassumerne la storia narrata nel sutra. Il bodhisattva sempre stata una sincera seguace
del Daishonin, che in questa lettera
Manjushri racconta che nel palazzo del Re drago la figlia del re, di otto le esprime apprezzamento per la sua
anni, ha ottenuto l’Illuminazione, ma il bodhisattva Accumulo di Sag- devozione.
gezza si rifiuta di crederci, perché per conseguire la Buddità occorrono
infiniti eoni di difficile pratica del bodhisattva e inoltre le donne sono
del tutto escluse da tale percorso.
In quell’istante la figlia del Re drago appare davanti al bodhisattva Ac-

7) Manjushri: un bodhisattva che svolge un ruolo importan- ne della saggezza ed è riverito come capo dei bodhisattva.
te nel Sutra del Loto e in altri sutra. Simboleggia la perfezio- 8) Tsunesaburo Makiguchi, op. cit., vol. 10, p. 284.

31
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

cumulo di Saggezza e formula questo voto a Shakyamuni: «Udendo i


suoi insegnamenti [del Budda], io ho conseguito la bodhi: il Budda sol-
tanto può esserne testimone. Io espongo le dottrine del grande veicolo
Conseguimento della [del Sutra del Loto] per riscattare gli esseri viventi dalla sofferenza»
Buddità nella propria (SDLPE, 263).
forma presente: Dichiara che solo il Budda è consapevole di ciò e che, indipendentemente
conseguire la Buddità in
da ciò che gli altri diranno, lei si dedicherà ad alleviare le sofferenze delle
questa vita, così come
persone attraverso il potere della Legge mistica che le ha permesso di ot-
siamo, senza dover
svolgere la pratica
tenere l’Illuminazione. Un voto possente e pieno di profonda gratitudine!
buddista per incalcolabili Come la figlia del Re drago, i membri della Soka Gakkai vivono nobil-
periodi di tempo. mente dedicandosi a realizzare il loro voto per kosen-rufu con il desiderio
di ripagare il debito di gratitudine per la felicità conquistata attraverso
la pratica buddista.
Le persone motivate dalla gratitudine e dall’impegno sono forti e resi-
lienti. Questo è il fondamento di una vita felice.

Conseguire la Buddità nella propria forma presente


Mentre Accumulo di Saggezza, Shariputra e gli altri stanno a guarda-
re, la figlia del Re drago dona a Shakyamuni un prezioso gioiello (cfr.
SDLPE, 264). Il gioiello è il simbolo della natura di Budda e indica che
tutti gli esseri viventi, ugualmente e senza discriminazioni, possiedono
nella loro vita il potenziale della Buddità.
La figlia del Re drago dimostra il principio del conseguimento della
Buddità nella propria forma presente di giovane donna, infondendo spe-
ranza infinita in tutti gli esseri viventi.
Indipendentemente dalle circostanze attuali, abbiamo scelto tutti e tutte
di nascere in questo mondo con diversi tipi di karma per portare avanti
il nobile compito di kosen-rufu e condurre alla felicità tutte le persone
dell’Ultimo giorno della Legge.
Radicando fermamente questa convinzione nella profondità del nostro
essere, senza dubbio sgorgheranno dalla nostra vita gioia e gratitudine.

Andiamo fra la gente con il “cuore colmo di grande gioia”


La figlia del Re drago dichiara al bodhisattva Accumulo di Saggezza
e agli altri riuniti in assemblea: «Guardate come conseguo la Buddità!»
(Ibidem). Questa scena, in cui dopo aver formulato tale ardita dichia-
razione consegue la Buddità proprio così com’è, mi fa pensare ai mem-
bri della Soka Gakkai che hanno lottato e vinto contro la malattia e
altre difficoltà dimostrando con fierezza e fiducia in sé la dignità della
propria vita attraverso la battaglia personale contro il karma. Questa
trasformazione del karma in missione è la prova della grandezza del
Buddismo di Nichiren.

32 || buddismo e società | 196 || studio | il buddismo del sole | lo studio di settembre


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Il sutra afferma che la figlia del Re drago allora «espose la Legge mera-
vigliosa per tutti gli esseri viventi» (Ibidem). E quando i presenti la videro
agire coerentemente con il suo voto, «i loro cuori si colmarono di grande
gioia e tutti le tributarono da lontano reverente rispetto» (Ibidem).
La chiave è avere “un cuore colmo di grande gioia”. Lo splendore della
vita di una singola persona porta gioia a coloro che la circondano. Una
luce nel buio può accendere una speranza in grado di illuminare qual-
siasi cosa.

Dalla Buddità ai nove mondi


Il grande sviluppo di kosen-rufu mondiale al quale assistiamo oggi è do-
vuto interamente alle esperienze e alle prove concrete di fede condivise
dai membri della Sgi in ogni parte del mondo, che diffondono ondate
di felicità e vittoria. Questa crescita è stata possibile grazie alla visione
rivoluzionaria del conseguimento della Buddità esposta dal Daishonin.
Nella consuetudine la Buddità è vista come una vetta lontana che può
essere raggiunta solo scalando un sentiero arduo e ripido, un percorso “Abbracciare il
così difficile che non si sa se e quando sarà possibile arrivare in cima, Gohonzon è di per sé
e così estenuante da non esservi spazio per pensare ad altro o ad altri. osservare la propria
mente”: secondo questo
Ma il Buddismo di Nichiren ci offre una visione completamente diver-
principio, attraverso
sa, insegnandoci che chiunque può raggiungere la vetta della Buddità
la fede nel Gohonzon
istantaneamente. Questo è il grande potere della Legge mistica, l’inse- possiamo attingere
gnamento secondo cui “abbracciare il Gohonzon è di per sé osservare la alla Legge mistica
propria mente”, ovvero ottenere l’Illuminazione. inerente alla nostra vita e
In altre parole, in ogni preciso istante, così come siamo e ovunque ci conseguire la Buddità.
troviamo, noi possiamo conseguire la Buddità e da quella sommità os-
servare serenamente l’ambiente circostante e le varie situazioni.
E questo non è l’unico immenso beneficio del Buddismo di Nichiren.
L’aspetto più emozionante della nostra pratica sta nell’entusiasmo di vo-
ler scendere dalla vetta della Buddità verso la base della montagna dei
nove mondi e condividere la nostra gioia con gli altri. Noi andiamo nella
società e parliamo agli altri della Legge mistica, mostriamo il benefi-
cio della pratica buddista attraverso il nostro esempio ed espandiamo il
nostro movimento di speranza. A questo punto possiamo portare altre
persone con noi mentre scaliamo nuovamente la vetta di quella grande
gioia che è la Buddità. Kosen-rufu si sviluppa così: un viaggio continuo,
insieme a tanti amici e tante amiche, dalla Buddità ai nove mondi e poi
di nuovo alla Buddità e così via.
La storia dell’Illuminazione della figlia del Re drago, che fece voto di alle-
viare le sofferenze di tutti gli esseri viventi, non è semplicemente una fiaba
del passato. Questo processo di portare gioia agli altri si svolge adesso, nel
nostro mondo, grazie agli sforzi armoniosi e ispiranti delle donne Soka.

33
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Le giovani donne e le donne della Soka Gakkai – che festeggiano ri-


spettivamente il Giorno dell’Ikeda Kayo-kai il 4 giugno e il Giorno del
Gruppo donne il 10 giugno – stanno adempiendo in tutto il mondo il
loro voto per kosen-rufu nel luogo dove vivono, mentre espandono alle-
gramente la loro rete di gioia. Niente potrebbe rendermi più felice.

Al servizio della felicità umana


Lo scrittore russo Lev Tolstoj (1828-1910) dichiarò che la religione do-
vrebbe essere al servizio della felicità: «Gli esseri umani, per essere fe-
lici, hanno bisogno di credere in due cose: la prima è che esista una
spiegazione al significato della vita, l’altra è che in tale spiegazione essi
possano trovare la migliore spiegazione della vita stessa».9
Il Buddismo di Nichiren – con la sua visione completa della vita e della
sua natura eterna che abbraccia le tre esistenze di passato, presente e
futuro – ci offre una saggia spiegazione del significato della vita. Ci mo-
stra anche come recidere le catene del karma che ci ostacolano e condur-
re una vita gioiosa mentre percorriamo il sentiero della nostra missione.
Ciò significa dedicarsi ad adempiere il nostro nobile voto di Bodhisattva
della Terra, impegnarsi per la felicità nostra e degli altri ed espandere
la rete di persone comuni della Soka Gakkai, con la determinazione di
portare pace e sicurezza nella società e nel mondo.
Studiando e praticando il Buddismo di Nichiren acquisiamo una busso-
la per procedere con coraggio e speranza e condurre una vita dedicata
al massimo bene.

Avanziamo con gioia ed energia


Vinciamo il mare in tempesta
e mettiamoci di nuovo in viaggio
con la speranza nel cuore,
mai temendo le ondate furiose del karma!
Gli insegnamenti del Buddismo
come nostra bussola per la felicità:
un futuro luminoso ci attende!
Avanziamo con gioia ed energia
insieme ai nostri amici di tutto il mondo!

(Traduzione di Marialuisa Cellerino)

9) Lev Tolstoj, “Pascal”,” in The Complete Works of Lev N. Tolstoj, a c. di Nathan Haskall Dole, Carton House, New York, 1928, p. 388.

34 || buddismo e società | 196 || studio | il buddismo del sole | lo studio di settembre


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

›› lo studio di OTTOBRE

LA COSTRUZIONE DEL FUTURO


DELL’UMANITÀ
Il nobile compito di formare la prossima generazione

Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di luglio 2018

Deciso a portare il testimone,


fieramente attendo il tempo…

Sono versi della canzone Fari di giustizia che scrissi per i miei giovani
successori, ai quali affido il testimone di kosen-rufu.
La composi quarant’anni fa, nel luglio 1978 nella prefettura di Okaya-
ma, in un periodo in cui la Soka Gakkai era bersagliata da ostacoli di
ogni sorta. Allora, parlando con alcuni membri del Gruppo futuro, dissi
loro: «Per favore promettetemi di diventare persone che si battono per la
giustizia, che cercano le situazioni difficili per superarle. Io vi osserverò
con attenzione per vedere se riuscirete nello scopo».
Dopo Okayama visitai lo Shikoku,1 dove completai la canzone, che
fu eseguita per la prima volta all’undicesima riunione generale del
Gruppo scuole superiori presso il centro culturale della Soka Gakkai
di Tachikawa, a Tokyo, il 2 agosto [e che diventò poi la canzone del
Gruppo].
Le voci squillanti di quei giovani tanto promettenti toccavano il cuore.
Ora sono diventati meravigliosi leader di kosen-rufu, occupano ruoli di
responsabilità nei più svariati campi della società e alcuni di loro stanno
dando importanti contributi a livello internazionale.

Il nobile compito di formare i membri del Gruppo futuro


Quando regalai Fari di giustizia ai miei preziosi discepoli ero certo che
ognuno di loro sarebbe rimasto fedele alle proprie convinzioni e avrebbe
condotto con integrità una vita vittoriosa. Anche oggi i miei sentimenti
non sono cambiati.
Nel luglio 2010 ne riscrissi le parole e ora è diventata la canzone del
Gruppo futuro. È stata tradotta anche in inglese e viene cantata dai gio-
vani non solo in Giappone, ma in tutto il mondo. I loro volti entusiasti

1) Shikoku è la più piccola delle quattro isole principali del Giappone.

35
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

visualizzano il futuro dell’umanità e la speranza del domani.


«ALLA CERIMONIA Desidero esprimere il mio apprezzamento ai cari amici e alle care ami-
NELL’ARIA, IN CUI SI che dei Gruppi uomini, donne e giovani che, condividendo il mio spirito
RADUNARONO I BUDDA e il mio impegno, hanno portato avanti con dedizione e assiduità il nobi-
e i bodhisattva delle le compito di formare i membri del Gruppo futuro cantando la canzone
dieci direzioni, il Budda insieme a loro.
Shakyamuni e il Budda Nel mondo sempre più tormentato e complesso in cui viviamo oggi, i
Molti Tesori si scambiarono responsabili dovrebbero concentrarsi prima di ogni altra cosa nel far
un cenno d’assenso; la
crescere persone capaci.
loro decisione riguardava
unicamente la perpetuazione
La Soka Gakkai ha sempre incoraggiato e apprezzato i giovani. For-
della Legge nell’Ultimo
mare individui capaci è il modo per garantire lo sviluppo della nostra
giorno. Quando il Budda organizzazione dedita a realizzare l’intento del Budda e per consolidare
Molti Tesori ebbe offerto al il movimento di kosen-rufu.
Budda Shakyamuni un posto In questa lezione studieremo due passi degli scritti di Nichiren Daisho-
al suo fianco, e fu innalzato nin per ribadire gli elementi essenziali per far crescere successori.
il vessillo di Myoho-renge-
kyo, i due capi dell’intera
moltitudine presero la loro Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
decisione insieme. Ci può
forse essere qualcosa di
falso? Essi convennero di La trasmissione eterna della Legge
fare in modo che tutti noi, Esaminiamo anzitutto questo passo, tratto da Il vero aspetto di tutti i fe-
esseri viventi, potessimo nomeni, nel quale il Daishonin parla della «perpetuazione della Legge».
conseguire la Buddità» Tale concetto è espresso nell’undicesimo capitolo del Sutra del Loto,
(Il vero aspetto di tutti i L’apparizione della Torre preziosa, nella frase «per assicurare che la Legge
fenomeni, RSND, 1, 341-342) duri a lungo nel tempo» (SDLPE, 250).
Nel brano il Daishonin spiega lo scopo della Cerimonia nell’Aria e ini-
zia chiarendo che Shakyamuni e Molti Tesori appaiono seduti fianco a
Il vero aspetto di tutti i fenomeni, fianco nella Torre preziosa per assicurare «la perpetuazione della Legge
composto nel maggio 1273, è nell’Ultimo giorno», in altre parole lo sviluppo costante di kosen-rufu
indirizzato al prete Sairen-bo
Nichijo, discepolo del Daishonin. nell’Ultimo giorno della Legge.
Rispondendo alla domanda di
quest’ultimo sul “vero aspetto
Perché ogni persona possa ottenere l’Illuminazione
di tutti i fenomeni”, il Daishonin
espone gli insegnamenti più Il Daishonin chiarisce poi che i due Budda si incontrano, innalzano il
profondi del Buddismo. Inoltre vessillo di Myoho-renge-kyo e decidono di far sì che tutti gli esseri vi-
dichiara che tutti i discepoli
che hanno la sua stessa mente venti possano conseguire la Buddità.
sono Bodhisattva della Terra ed Ne L’apertura degli occhi, quando spiega perché gli innumerevoli Budda
esprime la sua convinzione che
dell’universo si erano riuniti insieme a Shakyamuni e Molti Tesori nella
kosen-rufu sarà realizzato.
Cerimonia nell’Aria, il Daishonin afferma: «Shakyamuni, Molti Tesori
e tutti gli altri Budda intendevano assicurare la futura propagazione

36 || buddismo e società | 196 || studio | il buddismo del sole | lo studio di ottobre


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

del Sutra del Loto in modo da metterlo a disposizione di tutti i figli del
Budda nei tempi a venire» (RSND, 1, 260). Qui possiamo avvertire
l’intenso desiderio di quei Budda di alleviare le sofferenze degli esseri
viventi fino all’eterno futuro.
Il Sutra del Loto è stato predicato perché tutti potessero ottenere l’Il-
luminazione.
Il Daishonin, che apparve nell’Ultimo giorno della Legge affinché
questo desiderio divenisse realtà, rivelò che l’essenza del Sutra del
Loto è Nam-myoho-renge-kyo, la Legge fondamentale per il conse- Molti Tesori è un Budda
guimento della Buddità da parte di tutte le persone, e dedicò la vita a di cui si parla nel Sutra
propagarla. del Loto. Esso appare,
seduto dentro la sua
Qui il punto cruciale riguarda chi erediterà e diffonderà ampiamente
Torre preziosa, per
questo grande insegnamento per l’Illuminazione dell’umanità.
confermare ciò che
Shakyamuni insegna nel
Una rete sempre più vasta di successori sutra. Nell’undicesimo
Ne Il vero aspetto di tutti i fenomeni il Daishonin dichiara anche: «Dappri- capitolo, L’apparizione
ma solo Nichiren recitò Nam-myoho-renge-kyo, ma poi due, tre, cento della Torre preziosa, si
lo seguirono, recitando e insegnando agli altri. La propagazione si svi- narra che il Budda Molti
lupperà così anche in futuro» (RSND, 1, 341). E altrove esorta i suoi Tesori vive nel Mondo

discepoli con queste parole: «Miei discepoli, serrate le fila e seguitemi» della Purezza preziosa che
si trova a ovest. Quando
(Le azioni del devoto del Sutra del Loto, RSND, 1, 679); è un passo che il
stava ancora svolgendo
mio maestro Josei Toda aveva sottolineato nella sua copia degli scritti la pratica di bodhisattva
del Daishonin. egli fece voto che, dopo
Il primo requisito di coloro che cercano di diffondere la Legge mistica la sua entrata nel nirvana,
è alzarsi di propria iniziativa e impegnarsi come successori a portare sarebbe apparso dentro
avanti l’intento del Daishonin. la sua Torre preziosa per
Costruire una rete sempre più vasta di persone unite per la causa di attestare la validità del
kosen-rufu resta sempre il punto di partenza del nostro movimento. Il Sutra del Loto ovunque
esso venga predicato.
notevole sviluppo attuale della Soka Gakkai è il risultato di questi sforzi
incessanti di formare individui capaci.
Adesso che siamo entrati nella nuova era di kosen-rufu mondiale, far
crescere le persone giovani e i membri del Gruppo futuro è più impor-
tante che mai. Questi giovani Bodhisattva della Terra sono una fonte di
speranza per il futuro, persone che illumineranno il mondo con il Bud-
dismo del sole del Daishonin e creeranno un’epoca di pace e coesistenza
armoniosa.
Nel 1964, in previsione dello sviluppo che avremmo raggiunto oggi,
il primo gruppo che fondai dopo la mia nomina a terzo presidente
della Soka Gakkai fu il Gruppo scuole superiori. Dopodiché fondai
il Gruppo scuole medie e il Gruppo bambini e bambine: la crescita e
l’incoraggiamento dei giovani della Soka Gakkai divenne la mia mas-
sima priorità.

37
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Si cresce ispirandosi a vicenda


Toda disse: «Dobbiamo rispettare i bambini e le bambine come indi-
vidui a tutti gli effetti. Anche se adesso ci possono essere cose che non
capiscono, in seguito si ricorderanno delle riunioni a cui hanno parte-
cipato e degli incoraggiamenti che hanno ricevuto. Ciò che conta è che
vedano, ascoltino e sperimentino la pratica buddista in azione».
Mi sono sempre rapportato ai membri del Gruppo futuro con grande
rispetto, trattandoli da giovani compagni e compagne di fede.
Anche Toda sottolineava l’importanza di allevare i bambini e le bambi-
ne nel “giardino della Soka Gakkai”.
Attualmente ci stiamo concentrando ancora di più sulla formazione del-
la prossima generazione, non solo attraverso i responsabili del Gruppo
futuro ma grazie a tutta l’organizzazione: i membri che fanno attività in
prima linea, i genitori e i nonni stanno pregando per i membri del Grup-
po futuro e li stanno incoraggiando convinti del loro potenziale illimi-
tato. Con questi sforzi sinceri stanno piantando i semi della speranza,
della crescita e della vittoria nel cuore di queste vite preziose.
Il Buddismo insegna l’importanza dei “buoni amici”, ovvero delle in-
Buoni amici: fluenze positive. Come afferma il Daishonin: «Il miglior modo per con-
nel Buddismo il termine seguire la Buddità è quello di incontrare un buon amico» (I tre maestri
indica le influenze del Tripitaka pregano per la pioggia, RSND, 1, 531); la Soka Gakkai è un
positive che guidano le
gruppo di buoni amici.
persone verso il bene e
La crescita avviene ispirandosi a vicenda. Le conversazioni e le rela-
la pratica buddista.
zioni che i membri del Gruppo futuro intrattengono con le persone che
incontrano alle riunioni e durante le attività in genere hanno un influsso
profondo su di loro.
Soprattutto, quello che imparano impegnandosi per kosen-rufu per-
metterà loro di farsi strada nella vita. Per questo è necessario offrire
loro opportunità sempre maggiori di instaurare relazioni con la Soka
Gakkai, con gli altri membri e il mondo della fede. Tali sforzi continui
tracceranno la strada per il futuro della Soka Gakkai.
Toda soleva dire: «I bambini e le bambine sono i tesori del futuro, pen-
sate a loro come a emissari che vengono dal futuro e prendetevene cura
nel migliore dei modi».
Ogni membro dell’attuale Gruppo futuro ha una profonda missione
karmica nell’ulteriore progresso della Soka Gakkai, dal suo centenario
(2030) in poi, mirando ai successivi cento anni.
Verso la fine della sua vita Toda diceva: «Non mi occorre nient’altro,
solo persone capaci!» e io la penso esattamente come lui. Come ricorda
il Daishonin nei suoi scritti: «Se vuoi conoscere le cause del passato,

38 || buddismo e società | 196 || studio | il buddismo del sole | lo studio di ottobre


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

guarda gli effetti del presente; se vuoi conoscere gli effetti del futuro,
guarda le cause del presente» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 252). È in
questo spirito che la crescita dei giovani della Soka Gakkai mi riempie
ogni giorno di gioia e mi rassicura.

«ANCHE SE PER UN PO’


Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin DI TEMPO DOVREMO
SOFFRIRE, ALLA FINE
Nanjo Tokimitsu, un praticante modello ci attenderà un’immensa gioia.
È come nel caso di un principe
Questo passo è tratto da Proteggere i credenti di Atsuhara, una lettera che
ereditario, l’unico figlio del re.
il Daishonin inviò al suo giovane discepolo Nanjo Tokimitsu2 che stava
Rifletti: è mai possibile che non
perseverando assiduamente sulla via di maestro e discepolo. Tokimitsu salga al trono?» (Proteggere i
fu un praticante modello che abbracciò gli insegnamenti del Daishonin credenti di Atsuhara, RSND, 2,
in tenera età, come gli attuali membri del Gruppo futuro. 830)
Si ritiene che il suo primo incontro con il Daishonin sia avvenuto poco
dopo la morte del padre. Tokimitsu, ancora adolescente, in seguito alla
Nichiren Daishonin scrive questa
morte del fratello maggiore diventò capofamiglia. Fu osteggiato e criti- lettera a Nanjo Tokimitsu nel luglio
cato a causa della sua fede e le autorità imposero pesanti tasse sulla sua 1280. Durante le difficoltà causate
dalla persecuzione di Atsuhara gli
proprietà. Numerose furono le difficoltà che seguitò a incontrare, tra dà consigli dettagliati in caso di
cui una grave malattia e l’improvvisa morte del fratello minore. ulteriori persecuzioni. Lo incoraggia
Il continuo incoraggiamento da parte del Daishonin gli permise di assicurandogli che coloro che
credono nel Sutra del Loto, anche
rimanere saldo nella sua pratica buddista in tutte queste circostanze se per un certo periodo potranno
avverse. soffrire, alla fine proveranno una
Il Daishonin gli indicò ripetutamente l’importanza della fede per supe- grande gioia.

rare gli ostacoli, insegnandogli ad avere un cuore da leone. Dopo aver


ricevuto guide e insegnamenti per molti anni, quando scoppiò la perse-
cuzione di Atsuhara Tokimitsu continuò ad abbracciare gli insegnamen-
ti del Daishonin e a proteggere strenuamente i compagni di fede, dando
rifugio a molti di loro nella sua residenza.

Coraggio invincibile e indomita convinzione: questa è la fede


Il Daishonin scrisse queste parole a Tokimitsu nel difficile periodo del-
la persecuzione di Atsuhara per rassicurare il giovane discepolo che,
sebbene per un certo tempo avrebbe potuto soffrire, alla fine avrebbe
goduto di una condizione di felicità immensa. E fa l’esempio di un prin-
cipe ereditario che, unico figlio del re, sarebbe sicuramente divenuto re
a sua volta.

2) Nanjo Tokimitsu (1259-1332): fedele discepolo del Dai- guide. Svolse un ruolo importante nella difesa dei seguaci
shonin e amministratore del villaggio di Ueno. Dal momento del Daishonin durante la persecuzione di Atsuhara e per
in cui il Daishonin si stabilì sul Monte Minobu, Nanjo Toki- questo il Daishonin lo soprannominò il “Saggio di Ueno”.
mitsu restò in stretto contatto con lui e ricevette numerose

39
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Le parole del Daishonin sorgono dalla convinzione profonda che, per


Persecuzione di
Atsuhara: una serie di
quanto fosse difficile la situazione in quel momento, in futuro Tokimi-
minacce e atti di violenza tsu avrebbe sicuramente vinto, o meglio, avrebbe assolutamente avuto
contro i seguaci del la capacità di vincere. È lo stesso messaggio che ritroviamo nel passo
Daishonin del villaggio in cui si afferma che “l’inverno si trasforma sempre in primavera” (cfr.
di Atsuhara, che ebbero RSND, 1, 477).
inizio nel 1275 e durarono Avere fede significa manifestare un coraggio invincibile, una convin-
fino al 1283 circa. Nel zione indomita pervasa dallo spirito di non arrendersi mai. Poiché la
1279 venti contadini
nostra missione è grande, lo sono anche le nostre lotte; combattendo
credenti furono
arrestati sulla base di
tenacemente fino in fondo possiamo diventare nobili campioni e cam-
false accuse. Furono
pionesse della vita.
interrogati da Hei no
Saemon, vice capo degli Una filosofia splendente di umanità
affari militari e di polizia, Le parole che il Daishonin rivolge a Tokimitsu sembrano quelle di
che impose loro di un padre amorevole, di una persona più anziana nella fede, di un ma-
rinunciare alla fede. Ma estro di Buddismo, e sgorgano dal suo vasto stato vitale conseguito
essi non cedettero e alla
grazie alla fede. Nichiren insegna al giovane discepolo una filosofia
fine tre di loro vennero
che risplende di umanità, pervasa dalla speranza di sperimentare la
decapitati.
felicità, una filosofia per ottenere la vittoria nella vita. Soprattutto
gli insegna che il fondamento della pratica buddista è una fede in-
crollabile.
Il Daishonin scrive: «Oggi ci sono persone che credono nel Sutra del
Loto; la fede di alcuni è come il fuoco, quella di altri è come l’acqua.
Quando i primi ascoltano l’insegnamento ardono di passione come il
fuoco ma, con il passare del tempo, tendono ad abbandonare la fede.
Avere fede come l’acqua significa credere sempre, senza mai retrocede-
re» (I due tipi di fede, RSND, 1, 798).
Continuare a praticare il Buddismo con una fede come l’acqua, di fronte
a qualsiasi situazione, è il sentiero per il conseguimento della Buddità.
Il Daishonin dice anche a Tokimitsu, che era diventato capofamiglia
e si era assunto la responsabilità di amministratore della zona di
Ueno (parte dell’attuale prefettura di Shizuoka): «Una persona che
sostiene il Sutra del Loto sta ripagando il debito di gratitudine verso
suo padre e sua madre. E anche se in cuor suo non pensa di riuscire a
farlo, può ripagare il proprio debito grazie al potere di questo sutra»
(Le quattro virtù e i quattro debiti di gratitudine, RSND, 2, 602).
Il Sutra del Loto rivela l’insegnamento dell’Illuminazione universale.
Quando dedichiamo la vita alla Legge mistica possiamo condurre i no-
stri genitori – cioè le persone più vicine a noi e verso le quali abbiamo il
debito di gratitudine maggiore – sul cammino che conduce sicuramente
a una felicità indistruttibile. Svilupperemo naturalmente e visibilmente
il potere di proteggere i nostri cari.

40 || buddismo e società | 196 || studio | il buddismo del sole | lo studio di ottobre


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Trasformare il veleno in medicina:


un principio pervaso dalla speranza di diventare felici
Durante la persecuzione di Atsuhara il Daishonin incoraggiò così Toki-
mitsu: «È mio desiderio che tutti i miei discepoli formulino un grande
voto. […] Poiché la morte è la stessa in entrambi i casi, dovresti essere
disposto a offrire la tua vita per il Sutra del Loto. Pensa a questa offer-
ta come a una goccia di rugiada che si unisce di nuovo al grande mare
o a un granello di polvere che ritorna alla terra» (La Porta del Drago,
RSND, 1, 891).
Quando Tokimitsu si ammalò, il Daishonin gli disse che, poiché aveva
approfondito la sua fede ed era ormai sicuro che avrebbe conseguito la
Buddità, la malattia era un tentativo delle funzioni demoniache di osta-
colarlo (cfr. La conferma del Sutra del Loto, RSND, 1, 984). Esortando il
giovane a risvegliare una grande forza vitale, il Daishonin si rivolge poi
alle forze negative che lo affliggevano con queste parole: «E voi, demoni,
facendo soffrire quest’uomo, state cercando di ingoiare una spada dalla
punta, o di abbracciare un gran fuoco, o di diventare acerrimi nemici
dei Budda delle dieci direzioni e delle tre esistenze?» (Ibidem).3
A quel tempo anche il Daishonin stava lottando contro la malattia; nella
forza delle sue parole avvertiamo l’immensa compassione per il giovane
discepolo malato e la determinazione di aiutarlo a vincere.
Come dimostrano questi esempi, il Daishonin insegnò costantemente a
Tokimitsu ad avere coraggio basandosi sulla fede. Gli insegnò anche la
speranza, cioè la convinzione incrollabile di poter trasformare tutte le
difficoltà e le sofferenze in senso positivo, di poter trasformare il veleno
in medicina e diventare felice.

Nella fede è necessaria la convinzione


Toda diceva: «Qual è la cosa più necessaria nella vita e nella fede? La
convinzione. Dobbiamo apprezzare sopra ogni cosa l’assoluta convin-
zione del Daishonin».
Diceva anche: «Dobbiamo essere pazienti nella pratica buddista. Grazie
alla fede tutto si muoverà immancabilmente nella direzione della felicità,
nessuna preghiera rimarrà senza risposta (cfr. Sulle preghiere, RSND, 1,
307) e potremo superare ogni problema e sofferenza».

3) Scrive il Daishonin: «Ora che sei succeduto a tuo padre, in questo mondo è limitata, non farti minimamente spaven-
senza che nessuno ti esortasse a farlo hai spontaneamente tare! E voi, demoni, facendo soffrire quest’uomo, state cer-
abbracciato la fede. Poiché non hai voluto abbandonarla no- cando di ingoiare una spada dalla punta, o di abbracciare un
nostante gli ammonimenti e le minacce di tanta gente di alto gran fuoco, o di diventare acerrimi nemici dei Budda delle
e basso rango, e poiché sembra ormai sicuro che consegui- dieci direzioni e delle tre esistenze?» (La conferma del Sutra
rai la Buddità, il demone celeste e gli spiriti maligni stanno del Loto, RSND, 1, 984).
cercando di intimidirti per mezzo della malattia. Ma la vita

41
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Alla riunione in cui fu fondato il Gruppo scuole superiori 54 anni fa (il


7 giugno 1964) dissi ai presenti: «Spero che vi sforziate nella fede, re-
citiate assiduamente Nam-myoho-renge-kyo e facciate del Buddismo di
Nichiren, che è la suprema filosofia della vita, il fondamento della vostra
esistenza».
Kosen-rufu è un movimento per mettere in grado ogni individuo di fare
la propria rivoluzione umana e realizzare la felicità, propria e degli altri.
È la sfida sublime e grandiosa di trasformare il destino dell’umanità.
Com’è bello che i giovani che praticano il Buddismo di Nichiren possa-
no partecipare a questa grande impresa! Se trasmettiamo con sincerità
tale messaggio ai membri del Gruppo futuro, sicuramente arriveranno a
comprendere quanto è nobile la missione della Soka Gakkai.
Toda diceva spesso che dovremmo sempre ispirare i bambini e le bam-
bine con nobili ideali. La Soka Gakkai è l’organizzazione che si dedica
a realizzare concretamente kosen-rufu, l’ideale della pace mondiale a cui
l’umanità anela. Il primo passo per far crescere successori è condividere
il nostro impegno per il voto di kosen-rufu con le persone giovani e di-
mostrarlo con le nostre azioni.

La forza per rivitalizzare l’umanità


Ved Nanda, professore di diritto all’Università di Denver, durante il
nostro dialogo ha osservato: «Credo che la religione, per sua stessa na-
tura, debba contribuire alla società».4 In un’intervista fece inoltre nota-
re che la religione idealmente dovrebbe essere una forza umanizzatrice
che insegna a vivere sulla base di nobili ideali e incoraggia le persone
a fare del bene in ogni campo, dalla politica, all’educazione, alla vita
quotidiana.5
La religione può essere una forza capace di rivitalizzare l’umanità.
Come dissi nella mia lezione tenuta ad Harvard [nel 1993, dal titolo
Il Buddismo mahayana e la civiltà del ventunesimo secolo], la domanda
da porsi è: «La religione rende le persone più forti o più deboli? Inco-
raggia in loro il bene o il male? Le rende più o meno sagge?».6 I nostri
tempi hanno sempre più bisogno di una religione che indirizzi in senso
umanistico.
La gioventù Soka che abbraccia la suprema filosofia della vita del Bud-
dismo di Nichiren è la protagonista dell’impegno di promuovere una
religione veramente umanistica che durerà nel futuro.

4) Ved Nanda e Daisaku Ikeda, Our World To Make: 5) Da un articolo del Seikyo Shimbun, 23 luglio 2003.
Hinduism, Buddhism, and the Rise of Global Civil Society, Dia- 6) Daisaku Ikeda, Un nuovo umanesimo. Conferenze in celebri
logue Path Press, Cambridge, Massachusetts, 2015, p. 51. atenei di tutto il mondo, Esperia, 2004.

42 || buddismo e società | 196 || studio | il buddismo del sole | lo studio di ottobre


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Al centro ci sono le persone


Il Daishonin afferma: «Proprio come tutte le piante e gli alberi sorgo-
no dalla terra, così tutti i vari insegnamenti del Budda vengono dif-
fusi da persone» (Domande e risposte riguardo all’abbracciare il Sutra del
Loto, RSND, 1, 54). Il Buddismo si concentra sempre sulle persone. Per
quanto grande sia la Legge, senza persone che l’abbracciano e la diffon-
dono il suo potere non verrà rivelato.
Scrive anche: «Perfino quando […] preti [buddisti] partirono dal Giap-
pone [ri]portando alcuni sutra in Cina, non trovarono nessuno in grado
di ricevere e trasmettere a sua volta questi sutra. I loro sforzi furono
tanto privi di significato quanto tentare di insegnare il Buddismo a sta-
tue di legno o di pietra addobbate con abiti da preti e ciotole da mendi-
cante» (Sulla profezia del Budda, RSND, 1, 355-356).
Alla luce di questi passi, è evidente quanto sia importante che persone
giovani abbraccino la Legge e la insegnino agli altri.
La Soka Gakkai è un’accademia di educazione umanistica dedita a
formare cittadini e cittadine del mondo. Il Buddismo della rivoluzione
umana ha il potere di elevare lo stato vitale dell’umanità. Questa è una
fonte di speranza e di ispirazione per costruire società in cui tutte le
persone possano vivere con dignità.

Incoraggiate il Gruppo futuro!


Poco dopo l’inizio del nuovo secolo (nel gennaio 2003) regalai una poe-
sia ai responsabili del Gruppo futuro. Adesso vorrei donarla nuovamen-
te a coloro che oggi stanno sostenendo questi giovanissimi membri e li
aiutano a crescere.

Il ricordo profondo
dei giorni della gioventù
determina la vittoria nella vita.
Incoraggiate il Gruppo futuro!
Infondetegli una grande forza vitale!

Voglio ringraziare sinceramente tutte le persone che si dedicano a far


crescere giovani successori. Prego per la loro salute e longevità, e per la
brillante vittoria delle loro famiglie.

(Traduzione di Marialuisa Cellerino)

43
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

obiettivo

Per mettere a fuoco un aspetto della vita


alla luce del Buddismo

COME USARE
LA MENTE
CON MAESTRIA
È come un punto da cui si diramano infinite direzioni. Dalla mente sorgono il bene e il male, la com-
passione, il desiderio di illuminarci, la possibilità di partecipare o meno alla creazione di una realtà,
una società, una storia che porti pace e gioia di vivere a noi e agli altri. Per questo è così importante
curarla, esercitarla, liberarla da oscurità e illusioni

Quando i pensieri
diventano un ostacolo
I pensieri sono tra le esperienze più intime che abbiamo di noi stessi. Ci iden-
«Se la mente degli esseri tificano e nel contempo ci identifichiamo in essi. Continuamente nell’arco di
viventi è impura, anche una giornata formuliamo giudizi su quanto ci accade e sugli altri. Ma da dove
la loro terra è impura, vengono? E sono davvero il nostro io? Siamo davvero ciò che pensiamo?
Un po’ sì e un po’ no – verrebbe da dire. Nel senso che le nostre opinioni, le
ma se la loro mente è pura,
nostre convinzioni ci guidano la vita, ci spingono a prendere una direzione preci-
lo è anche la loro terra; sa. Nel rapportarci con la realtà seguiamo ciò che la mente ci indica come bello,
non ci sono terre pure e terre buono, giusto oppure sbagliato e dannoso. E agiamo di conseguenza, obbeden-
impure di per sé: do all’istinto o a calcoli razionali, alle nostre paure, aspettative, piaceri. La mente,
e i pensieri che ne emergono, sono il filtro attraverso il quale crediamo di vedere
la differenza sta unicamente
la realtà, e crediamo che la realtà sia quella che pensiamo. Così quello che sem-
nella bontà o malvagità bra vero per noi diventa assolutamente vero, e partecipiamo attivamente alla sua
della nostra mente» costruzione, al suo divenire, perché agiamo di conseguenza.
(Il conseguimento della Buddità Non è un problema filosofico o astratto. È qualcosa che riguarda il quotidiano,
in questa esistenza, RSND, 1, 4) la felicità, il nostro andare verso il futuro. Se penso che una persona possa
farmi del male, difficilmente le andrò incontro con un sorriso, anche se si tratta
di mio marito. Se credo di non essere in grado di fare qualcosa, come saltare,
fare una verticale, scrivere un libro, difficilmente proverò. Se sono convinta

44 || buddismo e società | 196 || rubriche | obiettivo | Come usare la mente con maestria
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

«Il Sutra del Loto è il re dei sutra, la diretta via all’Illuminazione,


poiché spiega che l’entità della nostra mente
o vita in ogni singolo istante, dalla quale sorgono sia il bene
che il male, è in realtà l’entità della Legge mistica»
(Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 4)

categoricamente di avere ragione e che tu stai zioni che diventano una gabbia e non ci per-
sbagliando, ci sarà poco spazio per un dialogo mettono di aprirci alle infinite possibilità della
costruttivo e aperto. vita. Finché siamo felici e riusciamo a godere
A un livello più vasto anche la società e le sue di noi stessi e degli altri, finché apprezziamo e
regole, i suoi sistemi di valori si basano su giu- gioiamo della realtà nella quale siamo immersi
dizi e princìpi condivisi. Quanto ha influito nella va anche bene. Ma quando i pensieri si chiudo-
nostra storia la logica del profitto? L’idea di uno no nell’oscurità, quando diventano un ostacolo
sviluppo economico infinito? Quanto sta influen- alla nostra esistenza e ci attacchiamo a essi
do la paura nei confronti di persone che cercano come se fossero l’unica cosa che conosciamo
scampo approdando sulle nostre coste? Quante e di cui possiamo fidarci, il rischio è quello di
guerre sono nate e persone sono morte per ripetere all’infinito schemi comportamentali
difendere la proprietà, la ricchezza, i confini di che portano sempre allo stesso risultato.
uno Stato? Quanto potrebbe cambiare il mondo
se a livello internazionale, economico, culturale, si Esercitare la mente
basassero tutte le scelte sulla sacralità della vita? Ho male a un ginocchio da più di un anno... Mia
Il presidente Ikeda, nella spiegazione del quarto figlia da quando è nata non dorme e sono esau-
capitolo del Sutra del Loto Fede e compren- sta.... Non riesco a dimagrire... Non sopporto
sione, cita il filosofo José Ortega y Gasset: più mia moglie... Il mio responsabile è veramen-
«Quando abbiamo un’idea basiamo i nostri te arrogante... Non voglio avere più a che fare
pensieri sulle convinzioni che riteniamo valide. con quella persona...
[...] Nel momento in cui cominciamo a pensare In ogni momento ci troviamo a pensare a tanti
a qualcosa le nostre credenze stanno già ope- piccoli e grandi problemi che ci assillano. Ma
rando nella profondità della coscienza. Vivia- recitiamo Daimoku per quel problema, per
mo, agiamo ed esistiamo all’interno delle nostre quanto banale, sciocco o piccolo sembri?
credenze ed è proprio per questa ragione che Spesso no. Spesso le cose più semplici e quo-
non abbiamo una chiara percezione di esse. tidiane pare quasi che non abbiano nulla a che
Eppure quelle credenze, che operano in manie- fare con la nostra fede, con la nostra pratica.
ra latente, sono parte di tutte le nostre azioni e Ci ostiniamo a cercare soluzioni fuori di noi,
dei pensieri coscienti» (SSDL, 1, 256). «La cre- da medici o avvocati, attuiamo strategie che
denza – osserva Ikeda – è il fondamento della speriamo possano essere efficaci. Ma scordia-
vita; quindi in realtà non possiamo scegliere se mo di recitare Daimoku sinceramente. Dimen-
credere o meno. Possiamo scegliere però in che tichiamo di essere Budda e ci basiamo sulla
cosa credere» (Ibidem). «In definitiva anche lo percezione delle nostre forze e possibilità,
scettico, che afferma di dubitare di tutto e di sull’analisi della realtà che stiamo vivendo. Da
non credere in nulla, fa dello scetticismo la sua qualche parte la mente ci ferma, porta altrove
fede» (Ibidem, 259), la vita. Possiamo però esercitarla, esercitarci a
È importante comprendere questo punto, per- cercare in essa la Buddità ogni giorno. Come?
ché a volte ci incagliamo in pensieri e convin- Leggendo tra i libri di Ikeda si trovano tanti consi-

45
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

gli pratici e semplici per riuscire a tenere fermo il suoi discepoli, guardare come funzionano nel
nostro timone nella direzione giusta. Innanzitutto mio sistema di credenze e opinioni, come lo
possiamo esercitarci a fare Daimoku per ogni cambiano. Posso approfondire, chiedere spie-
cosa, anche la più piccola. Non riesco a tenere la gazioni. Addomesticare la mente e pulirla dalle
casa pulita? O a scegliere quale macchina com- illusioni seguendo le parole del Daishonin, di
Non dobbiamo
prare? La mia spalla comincia a manifestare un Ikeda. La loro visione della realtà è infinita, ha
pregare
dolorino silenzioso ma invadente? Bene possia- tempi e spazi che non sono limitati, si basa
soltanto per le
mo iniziare ad affrontare ogni situazione a partire sull’eternità della vita e può aiutarci a mettere
grandi questioni,
dal Daimoku, da qualcosa di pulito, libero, che in luce il senso profondo di quanto ci accade.
dobbiamo
recitare rinfresca e fa spazio tra le nostre ansie, paure, È possibile anche imparare a riconoscere i
per qualunque percezioni, ossia tra i nostri pensieri. «In realtà, demoni nella mente e gli stati vitali che portano
problema, dal momento che i pensieri che attraversano ad agire con rabbia, superficialità, avidità. Se
risolverlo la mente mentre recitiamo sono il frutto delle un pensiero mi fa male, se mi fa male pensare
e rafforzare nostre preoccupazioni, piuttosto che considerarli che mi hai tradito, che non mi vuoi bene, che
la nostra fede inopportuni dovremmo pregare per ciascuno di sono brutta, che non guarirò mai, cerco di non
essi, quali che siano. Non dobbiamo pregare sol- seguirlo. Faccio Daimoku per non dargli lo spa-
tanto per le grandi questioni, dobbiamo recitare zio che non merita, combatto quel pensiero con
per qualunque problema, risolverlo e rafforzare la tutte le mie forze davanti al Gohonzon.
nostra fede» (SSDL, 3, 310).
La sfida: un mezzo potente
Credere alle parole del Budda Anche sfidarsi è un esercizio. Dopo alcuni anni di
Quando la sfiducia nelle nostre possibilità ci pratica può accadere infatti di stare abbastan-
immobilizza, quando ci sentiamo deboli, incapa- za bene, essere abbastanza sicuri e abbastan-
ci, perdenti, possiamo recitare Daimoku e eser- za felici, e di adagiarsi. Non smettere di porsi
citarci a credere alle parole del Budda, il quale obiettivi di crescita, personali e per kosen-rufu,
afferma, senza ombra di dubbio, che siamo tutti lungi dall’essere un modo di aspettarsi qualco-
perfettamente dotati, che non ci manca nulla. sa di più dall’esterno, è un mezzo potente per
Non lo vedo? Non riesco a sentirlo? Nichiren esercitare la mente: a credere, a desiderare, a
però dice così, e lo dice Ikeda. Posso ricordarlo, basarsi sulla fede per cose ritenute impossibili,
scegliere di fidarmi di loro, dei loro testi, seguire a cercare in sé quel potenziale senza il quale
con la vita quelli che dico essere i miei maestri. «È ogni sfida è persa in partenza.
indubbio che la fede nel maestro è necessaria per Cosa decido di pensare? Di me e degli altri?
il successo, non solo nella religione, ma in qual- Come li giudico, che opinione ho degli altri pra-
siasi tipo di disciplina o allenamento. Makiguchi ticanti? Spesso, anche nel mondo della nostra
affermava: “Noi impariamo a vivere imitando gli fede, i pensieri ci separano dagli altri, ci con-
altri. Osserviamo ciò che fanno e capiamo quello vinciamo di avere ragione su qualche questio-
che vediamo, fidandoci del loro esempio. Lo stes- ne dottrinale, o riguardante le attività buddiste,
so vale per qualsiasi forma artistica o disciplina, e iniziamo a vederli come nemici. Ma i nostri
dall’arte di disporre i fiori alla danza, al kendo maestri ci insegnano tutt’altro. Quello che pos-
e al judo. Dapprima abbiamo fiducia nei nostri siamo sperimentare è la gioia di vedere negli altri
maestri e facciamo ciò che ci dicono; poi, dopo non i loro limiti, i loro errori, ma la loro unica e
aver imparato a imitarli, possiamo cominciare a importantissima preziosità per il futuro. Chi re-
esprimere la nostra creatività”» (SSDL, 1, 255). cita Daimoku si sta sforzando di trasformare la
Posso studiare, sperimentare, provare a met- propria vita e il proprio ambiente per il bene di
tere in pratica i consigli che Nichiren dava ai tutti, anche il mio. Non importa se ai miei occhi

46 || buddismo e società | 196 || rubriche | obiettivo | Come usare la mente con maestria
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

MA LA MENTE NON È SOLO IL PENSIERO


Mente, cuore, vita. Tre parole che nella nostra lingua possono indicare concetti anche molto diversi ma che spesso
sono indicati, in particolare nei testi buddisti, con lo stesso carattere giapponese: kokoro (o shin, che corrisponde
alla seconda lettura dello stesso carattere).
Questo termine indica sia la mente sia tutte le attività umane di cui è il centro, non solo quindi il pensiero e la
volontà ma anche i sentimenti. E quando in italiano viene reso con “cuore”, non va interpretato come sede dei
sentimenti in opposizione a “mente” intesa come sede del pensiero.
In realtà nel Buddismo la parola “mente” è spesso sinonimo di “vita”, come possiamo vedere dall’uso che ne fa il
Daishonin in questo famosissimo brano: «Guardando la nostra mente in ogni singolo istante, non percepiamo né
colore né forma per verificare che esiste. Eppure non possiamo nemmeno dire che non esiste, poiché molti pensieri
differenti sorgono di continuo. Non possiamo né ritenere che la mente esista né che non esista. È una realtà inaffer-
rabile che trascende sia le parole sia i concetti di esistenza e di non esistenza. Non è né esistenza né non esistenza,
e tuttavia manifesta le proprietà di entrambe. È la mistica entità della Via di mezzo che è l’unica vera realtà. Myo
è il nome dato alla misteriosa natura della vita e ho quello attribuito alle sue manifestazioni. Renge, che significa
fiore di loto, simboleggia la meraviglia e il mistero di questa Legge. Se comprendiamo che la nostra mente, o vita, in
questo istante è myo, allora comprenderemo che essa è la Legge mistica anche negli altri istanti. Tale comprensione
è il mistico kyo, o sutra. Il Sutra del Loto è il re dei sutra, la diretta via all’Illuminazione, poiché spiega che l’entità
della nostra mente o vita in ogni singolo istante, dalla quale sorgono sia il bene che il male, è in realtà l’entità della
Legge mistica» (Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 4).
Quindi saper leggere il funzionamento della mente è fondamentale per aspirare all’Illuminazione, per trasformare
la nostra vita, il destino del pianeta e dell’umanità.

appare arrogante, o sciocco, non importa quanti persona nel corpo e una singola persona nella
errori ha commesso, quanto soffre per i limiti che mente. Sono come una miriade di fiumi diffe-
non riesce a superare, o quanto mi infastidiscono renti che, entrando nel grande mare, assumono
i suoi atteggiamenti o le sue parole. tutti lo stesso sapore salato, o come i vari uccelli
«Tutti gli esseri dei nove mondi e dei sei sentieri che avvicinandosi al monte Sumeru assumono
– scrive il Daishonin in uno splendido brano – tutti lo stesso colore [dorato]. Così Devadatta,
differiscono l’uno dall’altro per la loro mente. È che commise i tre peccati capitali, e Rahula, che
come il caso di due, tre, cento o mille persone: osservò i duecentocinquanta precetti, divennero
benché tutti abbiano facce larghe un piede, non entrambi Budda. Sia il re Ornamento Meraviglio-
ce ne è una uguale all’altra. Le loro menti sono so, che aveva opinioni errate, sia Shariputra, che
diverse e perciò anche le facce differiscono. aveva opinioni corrette, ricevettero entrambi la
Quanto maggiore sarà la differenza della mente stessa predizione [che sarebbero diventati Bud-
di due persone, di dieci persone e di tutti gli da]. Questo a causa delle parole “nemmeno uno
esseri viventi nei sei sentieri e nei nove mondi! mancherà di conseguire la Buddità”» (Il tesoro di
Alcuni amano i ciliegi in fiore, altri la luna, alcuni un figlio devoto, RSND, 1, 925).
preferiscono le cose agre, altri le amare, ad alcu- La mente e i pensieri possono diventare nostri
ni piacciono le cose piccole ad altri quelle gran- alleati se con umiltà impariamo a distaccarcene
di. I gusti variano e vi sono vari tipi di persone: un poco, ad accordarli con gli insegnamenti
alcuni amano il bene, altri il male. Ma, benché vi buddisti e a dirigerli come se fossero gli stru-
siano tutte queste differenze, quando entrano menti di una magnifica orchestra.
nel Sutra del Loto diventano come una singola (Manuela Vigorita)

47
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Imparare a pensare
Per imparare a pensare è necessario recitare Nam-myoho-renge-kyo. E anche
studiare, per "bonificare" la mente da tante illusioni.
Ma qual è la sede del "pensiero" secondo il Buddismo? Scopriamolo attraverso
un viaggio nel basilare principio delle nove coscienze,
I primi studiosi buddisti riconoscevano tre livelli di coscienza (in sanscrito
vijñana):
«Diventare maestri della – i cinque sensi e la coscienza vigile (prime sei coscienze);
propria mente significa avere – la sfera spirituale e psichica, chiamata coscienza mano (settima);
– il "magazzino del karma", cioè la coscienza alaya (ottava), dove alaya in san-
una buona bussola nella vita,
scrito significa appunto “deposito” o “magazzino”, che accoglie i risultati dei
un luminoso faro di fede;
nostri pensieri, delle nostre parole e delle nostre azioni e li immagazzina come
per farlo occorre guidare la “cause” o “semi” karmici.
mente nella direzione giusta. Esiste un’interazione costante e intima fra i diversi livelli di coscienza, in quanto
La vera maestra della mente il contenuto della coscienza alaya si rende evidente, e quindi manifesto, nelle
attività della coscienza mano così come nei cinque organi di senso e nella
è la Legge, sono gli
coscienza vigile. A loro volta, le attività di queste sette coscienze vengono
insegnamenti del Budda. registrate profondamente nella coscienza alaya.
Shakyamuni fece voto di Possiamo così vedere come da un lato il karma condizioni ogni aspetto del
fare della Legge alla quale corpo e della mente (il modo con cui pensiamo, parliamo, agiamo), e dall'altro
come il corpo e la mente creino continuamente nuovo karma.
si era illuminato la maestra
della sua mente, ed era Quando "pensiamo con il karma"
fiero di vivere secondo tale Ora possiamo rispondere alla domanda iniziale: noi pensiamo con la coscienza
voto. Vivere così significa mano, che può essere considerata la sede della più basilare coscienza del sé.
Infatti il verbo da cui deriva è manas, che significa “pensare” o “considerare”.
“prendere rifugio nella Legge”,
Dal momento che tutte le coscienze sono strettamente collegate, attra-
l’ultima esortazione che fece
verso la coscienza mano emerge pienamente il contenuto della coscien-
Shakyamuni ai discepoli za alaya, del magazzino del karma. Il che genera a livello spirituale (del
prima di morire» pensiero) un senso del sé limitato e isolato, definito “piccolo io”, che si
(Daisaku Ikeda, BS, 119, 53) manifesta poi negli altri livelli di percezione e di coscienza (parole e azioni).
Quando la coscienza mano è pervasa da tale concezione riguardo alla natura
dell’io, opera per creare un forte senso di separazione fra sé e le altre persone.
Questo piccolo io è profondamente insicuro, e oscilla fra un senso di superiorità e
un senso di inferiorità nei confronti degli altri: ed è proprio questo senso di isola-
mento che genera le discriminazioni, l’arroganza distruttiva e l’egoismo.
L’illusione che il piccolo io sia la vera realtà della propria vita non è altro che
l’oscurità fondamentale, l'opposto dell'Illuminazione.

Come uscire dalla trappola


Siamo dunque intrappolati nella nostra gabbia karmica o c'è qualche speranza
di uscirne?
La psicologia buddista, in continua evoluzione, scopre nel corso del tempo un
ulteriore livello di coscienza che chiama amala (“senza macchia”), più profonda

48 || buddismo e società | 196 || rubriche | obiettivo | Come usare la mente con maestria
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

e quindi non contaminata dalla coscienza alaya nosciamo l’eguaglianza di tutti gli esseri. La sesta
ma che ne supporta e abbraccia tutte le funzioni. coscienza abbandonerà allora i suoi preconcet-
«Come suggerisce il suo nome – scrive Daisaku ti erronei e comprenderà il valore individuale di
Ikeda – la coscienza amala resta eternamente ogni fenomeno. Le prime cinque coscienze, cioè i
incontaminata dalle accrezioni karmiche. Il ma- cinque sensi, contribuiranno a compiere il lavoro
gazzino del karma, con il suo accumulo di semi del Budda» (Ibidem, p. 184).
karmici negativi, è inquinato dai tre veleni, pro-
prio come una discarica di rifiuti che fermentan- La "regina della mente"
do producono gas. Quando viene aperto il nono Quindi per uscire dalla trappola del karma dob-
livello di coscienza, una pura e limpida corrente biamo accedere alla nona coscienza e attivarla,
sgorga dalle profondità della nostra vita. Simul- come ci incoraggia il Daishonin: «Concentra la
taneamente e immediatamente tutte le impurità tua mente sulla nona coscienza e svolgi la tua
sono spazzate via come detriti trascinati lungo pratica nelle sei coscienze» (L’inferno è la Terra
le strade da un acquazzone primaverile» (I mi- della Luce Tranquilla, RSND, 1, 40).
steri di nascita e morte, Esperia, p. 183). Ispirandosi a Nichiren che affermava: «Il corpo è
Quando la coscienza alaya viene trasformata il palazzo della nona coscienza, la realtà immu- Quando
in questa maniera, fa sorgere nella coscienza tabile che regna su tutte le funzioni della vita» manifestiamo
la saggezza
mano la saggezza di percepire e di comprende- (Il reale aspetto del Gohonzon, RSND, 1, 738),
della nona
re che, al livello più profondo, siamo tutti inter- Ikeda paragona la coscienza amala a una regi-
coscienza
relati e interdipendenti. Quando emerge questa na, la "regina della mente", che abita nel "pa-
tutta la vita
saggezza stiamo manifestando il nostro "gran- lazzo reale" che è la nostra vita e ne regola il ne è irrorata,
de io", la nostra natura illuminata. funzionamento. cambiano
Una volta superate le profonde illusioni che ri- Il Daishonin chiamò Nam-myoho-renge-kyo que- i nostri pensieri
guardano la natura dell’io, i pensieri della co- sta regina, e la concretizzò nella forma del Gohon- e le nostre
scienza mano manifestano fiducia, autocontrol- zon. «Di conseguenza – scrive Ikeda – “concentra- azioni
lo, compassione e influenzano il funzionamento re la propria mente sulla nona coscienza” significa
della cognizione e della percezione, collocate semplicemente recitare Nam-myoho-renge-kyo
nelle prime sei coscienze. con fede nel Gohonzon» (BS, 128, 22).
Scrive ancora Ikeda: «La coscienza amala è pura Quando manifestiamo la saggezza profonda
forza vitale, è il potere della vita e fa sorgere l’im- della nona coscienza tutta la vita ne è irrorata.
pulso di migliorarla. È il grande io che opera per Cambiano i nostri pensieri (la coscienza mano) e
la felicità di tutti. […] La pura coscienza amala ci le nostre azioni (le prime sei coscienze), renden-
permette di trasformare totalmente l’intera rete do la nostra esistenza reale la terra del Budda.
di cause ed effetti latenti che costituisce la co- Questo è ciò che intende il Daishonin quando
scienza alaya, facendo sì che quest’ultima sia ba- scrive: «Una mente annebbiata dalle illusioni
sata sull’Illuminazione e non sull’illusione. Attivan- derivate dall’oscurità innata è come uno spec-
do la coscienza amala influenziamo tutte le altre chio appannato che, però, una volta lucidato, si-
coscienze, portandole a esprimere l’immenso curamente diverrà limpido e rifletterà la natura
potere e l’infinita saggezza della natura buddica. essenziale dei fenomeni e il vero aspetto della
Dalla prospettiva della coscienza amala, siamo in realtà. Risveglia in te una profonda fede e lucida
grado di comprendere che il karma accumulato con cura il tuo specchio notte e giorno. Come
è essenzialmente un’opportunità di manifestare dovresti lucidarlo? Solo recitando Nam-myoho-
la Buddità. La nostra settima coscienza – che ci renge-kyo» (Il conseguimento della Buddità in
porta a distinguere l’io dagli altri – diventa il “seg- questa esistenza, RSND, 1, 4).
gio della percezione” in cui vediamo ogni cosa Ecco perché per imparare a pensare è necessario
come egualmente preziosa e degna di rispetto. In recitare Daimoku. Provare per credere.
altre parole, superiamo il nostro piccolo io e rico- (Maria Lucia De Luca)

49
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Dagli scritti di Nichiren Daishonin

LETTERA A GIJO-BO1
Ho letto attentamente la tua domanda riguardo singolo istante di vita del capitolo Durata della
agli insegnamenti buddisti. vita. Ma questo tienilo segreto, tienilo segreto!
Il beneficio del Sutra del Loto è uno stato vi- Il Gran Maestro del Monte Hiei [Dengyo] si recò
tale che può essere compreso solo dai Bud- in Cina e gli fu trasmesso il significato profondo
da: è un’Illuminazione interiore a cui giunge a di questa frase: “unica” di «unica mente» indica
stento persino la saggezza delle emanazioni l’unica pura via,3 “mente” indica tutti i fenomeni.
di Shakyamuni nelle dieci direzioni. Per questo Per questo il Gran Maestro T’ien-t’ai spiega così
motivo, come ben sai, il Gran Maestro T’ien-t’ai il carattere cinese che significa mente: «Una luna
disse che il carattere myo significa mistico, e e tre stelle; la mente dell’effetto della Buddità è
mistico significa al di là della normale compren- pura e limpida». Io, Nichiren, affermo che “uni-
sione. Questo sutra espone una gran varietà di ca” sta per myo, o mistico, “mente” sta per ho, o
pratiche, ma si tratta di insegnamenti che solo legge, “desiderano” sta per ren, o loto, “vedere”
T’ien-t’ai, Miao-lo e Dengyo compresero davve- sta per ge, o fiore e “Budda” sta per kyo, o sutra.
ro. Fra costoro, il Gran Maestro Dengyo, benché Nella propagazione di questi cinque caratteri i
fosse la reincarnazione di T’ien-t’ai, inviò varie vol- praticanti dovrebbero «non esitare anche se ciò
te messaggeri in Cina per poter risolvere i dubbi dovesse costargli la vita».
della gente. La cosa più importante è che l’essen- «Con un’unica mente desiderano vedere il Bud-
za di questo sutra consiste nella dottrina del mu- da» può essere letto così: osservare il Budda
tuo possesso dei dieci mondi, dei cento mondi, con un’unica mente, concentrare la propria
dei mille fattori e dei tremila regni in un singolo mente sul vedere il Budda e quando si guarda
istante di vita esposta nell’opera che si chiama la propria mente, percepire che essa è il Budda.
Grande concentrazione e visione profonda. Avendo ottenuto il frutto della Buddità, cioè i
Proseguendo, ciò su cui io, Nichiren, mi baso tre corpi eternamente inerenti, potrei essere su-
è la dottrina del capitolo Durata della vita. periore persino a T’ient’ai e a Dengyo, e supe-
T’ient’ai, Dengyo e altri maestri la conoscevano rare anche Nagarjuna e Mahakashyapa. Il Bud-
in linea generale, ma non la espressero mai a pa- da scrisse che si deve diventare maestri della
role né la esposero pubblicamente e così anche propria mente e non lasciare che la mente sia la
Nagarjuna e Vasubandhu. La parte in versi del propria maestra. Per questo ti ho sempre esor-
capitolo dice: «Con un’unica mente desiderano tato a essere disposto a dare anche il tuo stesso
vedere il Budda senza esitare anche se ciò do- corpo e a non risparmiare mai la tua vita per
vesse costargli la vita».2 il Sutra del Loto. Nam-myoho-renge-kyo, Nam-
Grazie a questa frase io, Nichiren, ho rivelato la myoho- renge-kyo.
Buddità nella mia vita perché questo passo del Nichiren
sutra mi ha permesso di incarnare le Tre grandi Il ventottesimo giorno del quinto mese del deci-
Leggi segrete, o la realtà dei tremila regni in un mo anno di Bun’ei (1273)

1) Questa lettera (RSND, 1, 344) fu scritta da Ichinosa- più libera: «Desiderano con un'unica mente vedere il
wa, sull'isola di Sado, in risposta al monaco Gijo-bo, che Budda anche a costo della vita» (SDLPE, 317).
era stato il superiore del Daishonin al tempio Seicho. 3) Unica pura via: è il vero aspetto inerente a tutti i
2) Nel testo italiano del sutra compare una traduzione fenomeni.

50 || buddismo e società | 196 || rubriche | obiettivo | Come usare la mente con maestria
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

serie
LA SAGGEZZA Terza parte Brani scelti da testi di Daisaku Ikeda
PER CREARE
LA PACE Kosen-rufu e la pace mondiale selezione e adattamenti a cura della Sgi
E LA FELICITÀ Quindicesima puntata

Pace, cultura ed educazione: la


fioritura di un nuovo umanesimo
Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di agosto 2017

«Qual è la sua ideologia fondamentale?» chiese il premier sovietico Aleksej


N. Kosygin al presidente Ikeda il 17 settembre 1974, al termine della sua pri-
ma visita in Unione Sovietica. Ikeda rispose immediatamente: «Io credo nella
pace, nella cultura e nell’educazione, alla base delle quali c’è l’umanesimo».
Con occhi brillanti Kosygin affermò: «Ho un grande rispetto per questi ideali.
Dobbiamo realizzarli anche noi qui in Unione Sovietica».
In seguito, parlando di quell’incontro, Ikeda disse: «Il Buddismo è universale,

LA
appartiene a tutte le persone. La pace, la cultura e l’educazione non andreb-
bero considerate solo come un mezzo per realizzare kosen-rufu, ma l’obiettivo
stesso di kosen-rufu. Risvegliare le persone, farle crescere, unirle e creare pace
e felicità nel mondo: questa è la missione eterna della Sgi».
Innalzando il vessillo di un nuovo umanesimo che vede in ogni individuo il no-

SAGGEZZA
bile stato di Buddità e fa della trasformazione interiore il suo punto di parten-
za, il presidente Ikeda ha guidato e promosso in tutto il mondo un movimento
per la pace, la cultura e l’educazione basato sul Buddismo di Nichiren. E oggi
la Sgi viene largamente apprezzata come un’organizzazione che si dedica a
questi ideali.

PER CREARE
L’ultimo capitolo di questa serie, il ventottesimo, contiene riflessioni sull’u-
manesimo che indicano quale deve essere la direzione del movimento di
kosen-rufu. Insieme al presidente Ikeda, maestro e leader di tale movimento, i
membri della Sgi si stanno impegnando con fiducia nella diffusione di questa
filosofia umanistica in tutto il globo.

LA PACE E
LA FELICITÀ
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

| PARTE PRIMA

Provare la validità del Buddismo di Nichiren


Il presidente Ikeda ha sempre sostenuto che nel XXI secolo le persone avrebbero sperimentato e dimostrato in tut-
to il mondo la grandezza dell’insegnamento del Daishonin, che rappresenta l’essenza del Buddismo mahayana. Nel
brano seguente ricorda il suo dialogo con Arnold J. Toynbee (1899-1975) e discute della profonda missione della
Sgi di creare un nuovo corso nella storia basato sull’umanesimo del Buddismo di Nichiren.

Da un discorso alla Lo storico britannico Arnold J. Toynbee, con il quale intrattenni un dialogo all’inizio
riunione dei respon-
sabili di Centro della degli anni ’70, diceva che con il declino del Cristianesimo erano nate tre nuove “reli-
Soka Gakkai, Tokyo, gioni”: la fede nel progresso della scienza, il Il XXI secolo sarà il tempo in cui le per-
3 luglio 1999
nazionalismo e il comunismo,1 ma che nes- sone di tutto il mondo sperimenteranno e
suna di esse si era rivelata soddisfacente; proveranno il potere del Buddismo di Ni-
tutte avevano fallito nel portare vera felici- chiren, l’essenza del Buddismo mahaya-
tà all’umanità. Egli sperava che emergesse na, il cui scopo è la rivoluzione umana, la
una nuova “religione superiore” (cfr. BS trasformazione interiore di ogni individuo.
195, 53) in grado di dare all’umanità la for- Le iniziative per la pace, la cultura e l’e-
za di «affrontare e vincere i mali che oggi ducazione basate sulla rivoluzione umana
minacciano la sua sopravvivenza».2 Era sono il modo migliore di contribuire alla
questa la conclusione a cui era giunto uno società globale. Io ho seguito questa strada,
dei grandi studiosi dei nostri tempi. tracciata dai presidenti Makiguchi e Toda,
La religione alla quale Toynbee guardava e compiendo sforzi concreti per promuover-
nella quale nutriva speranza era il Buddi- la in tutto il mondo. E voi siete i pionieri
smo mahayana; questo fu il motivo del suo che stanno portando avanti, in ogni parte
interesse nei miei confronti. Ci incontram- del pianeta, questo esperimento grandioso
mo e ci scambiammo le idee per un totale di nella storia dell’umanità.
10 giorni [tra il 1972 e il 1973], dialogando Anche se i vostri sforzi non vengono alla
dalla mattina alla sera. Con quanto affetto ribalta o non attirano l’attenzione dei me-
ricordo quel periodo! dia, le vostre azioni sono mille volte più
Toynbee aveva una immensa fiducia in ciò significative di ciò che fanno le varie ce-
che la Soka Gakkai stava cercando di rea- lebrità o qualche bellicoso leader politico.
lizzare. Il nostro dialogo è stato pubblicato Voi state dando forma alla corrente che
in 21 lingue [29 nel 2017; l’edizione italiana cambierà il corso della storia umana. Sono
si intitola Dialoghi. L’uomo deve scegliere] ed è certo che Makiguchi e Toda non potreb-
stato letto da autorevoli intellettuali di tutto bero fare a meno di lodare voi e i vostri
il mondo. sforzi.

1) Cfr. A. Toynbee, D. Ikeda, Dialoghi. L’uomo deve scegliere, Bompiani, Milano, 1988, pp. 308-309.
2) Ibidem, p. 312.

52 || buddismo e società | 196 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte : kosen rufu e la pace mondiale | quindicesima puntata
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Torri preziose di rispetto per la dignità della vita


L’imponente Torre preziosa3 descritta nell’undicesimo capitolo del Sutra del Loto simboleggia la dimensione univer-
sale della vita e la sua dignità. Il presidente Ikeda afferma che è tempo di creare un’epoca di profondo rispetto per
l’essere umano.

La vita è una Torre preziosa, vasta come l’universo. La vita ha più peso della Terra Da un discorso alla
e l’individuo è più importante dello Stato. Su questa convinzione si fonda il nostro riunione generale per
il 40° anniversario
umanesimo. Siamo impegnati nella costru- della sacralità dello Stato-nazione ha rag- della fondazione del
zione di grandi torri preziose di rispetto per giunto proporzioni epiche causando tan- Gruppo giovani,
Tokyo, 14 luglio 1991
la dignità della vita nelle società di tutto il ta devastazione e infelicità. Il culto dello
mondo. E non stiamo diffondendo soltan- Stato-nazione – il culto della forza colletti-
to una filosofia, stiamo aiutando concreta- va, il mito del nazionalismo – ha raggiunto
mente una persona dopo l’altra a rivelare i suoi estremi con lo stalinismo a sinistra
la sua torre preziosa interiore, splendente e il fascismo a destra. Il culto del potere è
di nobiltà e felicità. Non esiste impresa più culminato nello sviluppo delle armi nuclea-
sacra. Ogni membro della Soka Gakkai è ri: il fungo atomico è la grande torre delle
un inviato del Budda che porta avanti la forze demoniache che distruggono la vita.
sua opera. Per questo il XX secolo, più di qualsiasi al-
Intorno a noi si ergono alte nel cielo le torri tro, è diventato il secolo della “megamorte”.
degli impulsi più meschini: torri di autori- La razza umana ha sperimentato in pieno
tarismo che oscurano il sole; torri dorate di l’impatto dell’idiozia e della miseria causate
suprematismo economico; torri di predomi- dalla fede nella sacralità dello Stato.
nio militare che proiettano ombre sinistre Nonostante ciò, nella seconda metà del se-
di morte. Il XX secolo è stato il periodo in colo ha iniziato a mettere radici la speranza
cui queste torri nefaste hanno largamente contenuta nel rispetto della dignità umana.
proliferato raggiungendo vette mai viste, Nel 1951 il secondo presidente della Soka
ma è stato anche il tempo in cui hanno ri- Gakkai Josei Toda pronunciò la sua di-
velato palesemente la loro fragilità e le loro chiarazione per kosen-rufu. [In occasione
fondamenta, apparentemente così solide, della sua nomina dichiarò: «Faccio voto di
hanno iniziato a sgretolarsi. realizzare 750.000 famiglie di membri nel
Il nostro compito, la nostra lotta, consiste nel corso della mia vita!»]. Fu anche l’anno
sostituirle con torri di umanità, torri di feli- della fondazione del Gruppo giovani, la cui
cità, torri di vita. Ma poiché stiamo aprendo missione dunque è chiara. È giunto il tem-
una strada totalmente nuova per l’umanità, po di costruire torri preziose di rispetto per
incontreremo inevitabilmente difficoltà. la dignità umana.
Il XX è stato definito un secolo di rivolu- Credo che quella che verrà sarà un’epoca
zioni e di guerre. Un secolo in cui il mito di rispetto per la dignità della vita, un’epo-

3) Una torre, o stupa, adorna di materiali preziosi e gioielli. Ne vengono descritte molte nelle scritture buddiste, ma la più famo-
sa è la Torre preziosa del Budda Molti Tesori che appare nell’undicesimo capitolo del Sutra del Loto L’apparizione della Torre
preziosa.

pace , cultura , educazione : la fioritura di un nuovo umanesimo | 53


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

ca della vita. Da molti anni sostengo questa condurranno l’umanità alla catastrofe.
idea, sottolineando che è l’unica speranza La dimensione universale della Torre pre-
di sopravvivenza per l’umanità. Per tutta la ziosa del Sutra del Loto ci insegna che l’es-
gente pensante in ogni parte del mondo è sere umano è più importante dello Stato. Il
sempre più chiaro che non si può rispettare nostro movimento che promuove la pace, la
la dignità degli esseri umani senza rispettare cultura e l’educazione basate sul Buddismo,
la dignità della vita stessa. È evidente che un il nostro movimento per kosen-rufu, sta di-
antropocentrismo egoista, un’avidità incon- mostrando la nobiltà dell’essere umano sia
trollata e la pretesa che tutto ci sia dovuto dal punto di vista filosofico sia nel concreto.

Un nuovo umanesimo cosmico


In una lezione tenuta in India, la terra natale del Buddismo, il presidente Ikeda analizza l’evoluzione e i limiti
dell’umanesimo moderno ed espone l’ideale di un nuovo umanesimo basato sugli insegnamenti buddisti.

Dalla lezione “Un Nel lungo periodo, è il potere dell’umanesimo che esercita la più grande influenza
nuovo umanesimo
per il prossimo se-
nella società. Ma che cosa intendiamo per umanesimo? Possiamo analizzare questo
colo” tenuta presso concetto, di importanza così vitale, da tan- degrado ambientale, la crescente sperequa-
la Fondazione Rajiv
Gandhi, Nuova Delhi,
te angolazioni. La tradizione dell’umanesi- zione tra ricchi e poveri. La profondità del-
India, 21 ottobre 1997 mo individualista, affermatasi in Occidente la crisi che attanaglia questo nostro mondo
nel corso del Rinascimento e della Riforma post-ideologico è simboleggiata dall’insor-
protestante, divenne in seguito la base etica gere di molti fenomeni di fondamentalismo.
della società moderna. Nell’ultima metà del Che cosa allora può fornire l’energia e l’i-
XIX secolo, man mano che le contraddizio- spirazione per superare tale impasse? Come
ni e le limitazioni di questo tipo di umane- possiamo dare inizio, con gioia e convinzio-
simo si facevano più evidenti, crebbe l’at- ne, alla creazione di una civiltà di pace a
tenzione per l’esperimento dell’umanesimo livello mondiale?
socialista. Per trascendere i limiti dell’umanesimo at-
Grazie a queste diverse forme di umanesi- tuale e indicare una strada da seguire, oggi
mo, l’individuo riuscì ad affrancarsi dalla vorrei parlare di una nuova forma di uma-
schiavitù medievale all’Assoluto. Ma re- nesimo che affonda le radici in una cosmo-
stò intrappolato nell’egoismo, in ciò che il logia inclusiva. Perché una cosmologia che
Buddismo definisce “piccolo io”, finendo cerca di includere e abbracciare il prossimo
per obbedire agli imperativi del desiderio e ha insita la tolleranza, mentre le ideologie
dell’autocompiacimento. tendono a enfatizzare il dualismo e il con-
I mali che ne scaturirono sono quelli che flitto, producendo discriminazione e rifiuto
l’umanità si trova ora di fronte: la disso- degli altri.
luzione dei legami sociali e comunitari, il L’umanesimo basato sul Dharma, su cui si

54 || buddismo e società | 196 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte : kosen rufu e la pace mondiale | quindicesima puntata
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

fondava il regno indiano di Ashoka,4 è un Qual è dunque il punto debole del tipo di
esempio di cosmologia omnicomprensiva, umanesimo prevalso finora? In parole po-
ed è espresso nei princìpi del “non uccide- vere è la mancanza di fiducia nelle persone.
re” e del rispetto reciproco. La sfiducia nell’essere umano quando è di-
Sebbene il principio di non uccidere com- retta verso di sé produce un senso di im-
prenda anche forme di vita non umane, potenza; quando è diretta verso gli altri si
per il momento mi fermerei al concetto mi- traduce in un rifiuto del dialogo e alla fine
nimo che gli esseri umani non dovrebbero in violenza. La sfiducia alimenta la sfiducia.
uccidere i loro simili in nessuna circostan- L’odio alimenta l’odio. Come si può spezzare
za. Credo che questo dovrebbe essere il questo circolo vizioso foriero di morte? La
preambolo di una “Carta dell’Umanità” del risposta si trova in un nuovo “umanesimo
XXI secolo. cosmico”, un umanesimo basato su una co-
La storia si è macchiata fin troppo del san- smologia espansiva, una visione del mondo
gue versato in nome della “giustizia”. La ri- che considera l’individuo come un tutt’uno
voluzione francese, per esempio, è conside- con l’universo, che si espande e cresce con
rata l’embrione dell’umanesimo moderno. esso e perciò merita profonda venerazione.
E tuttavia quanta gente ha perso la vita per In India questa visione del mondo fu
la “giustizia” della ghigliottina? Allo stesso espressa già dai saggi delle Upanishad5 e
tempo, nel grandioso esperimento dell’u- poi da Shakyamuni. Potremmo dire che
manesimo socialista l’intenzione iniziale è costituisce il nucleo del Sutra del Loto, l’a-
stata tradita, e decine di milioni di vite sono pice degli insegnamenti del Budda. Inse-
state sacrificate. gna infatti alle persone ad abbandonare i
Queste sofferenze non devono più ripetersi. loro attaccamenti alle differenze e le spin-
Quindi la prima disposizione di un nuovo ge a risvegliarsi alla “grande terra della
umanesimo deve essere l’assoluto divieto vita” che ci sostiene tutti. Quando poggia-
del sacrificio della vita umana. In qualun- mo su questo terreno comune, le differen-
que forma logica o razionale la si voglia ze cessano di essere causa di conflitto e,
dissimulare, una “giustizia” accompagnata al contrario, vanno ad arricchire la nostra
dalla violenza è vuota e falsa. esperienza di vita.

4) Re Ashoka (r. c. 268-232 a C.): terzo re della dinastia Maurya, che unificò l’India. All’inizio fu un brutale tiranno, ma dopo aver
sconfitto il regno di Kalinga in una guerra sanguinosa rifletté sui propri misfatti e si convertì al Buddismo; da allora governò in
maniera compassionevole in accordo con gli ideali buddisti.
5) Upanishad: antichi testi religiosi indiani. Costituiscono la parte finale dei Veda, i sacri testi del Brahmanesimo; sono considerati
insegnamenti esoterici ed espongono la dottrina della non dualità di atman (il sé) e Brahman (la realtà fondamentale). In tempi
successivi divennero la base del pensiero filosofico e religioso indiano.

pace , cultura , educazione : la fioritura di un nuovo umanesimo | 55


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Il secolo della vita


Nei suoi numerosi dialoghi il presidente Ikeda ha sempre parlato di umanesimo buddista. Qui, in una conversazione
con il teologo americano Lawrence E. Sullivan, prende in esame la missione della religione nel XXI secolo e illustra
il basilare principio buddista delle otto sofferenze.

Da un dialogo con Ogni iniziativa umana andrebbe intrapresa pensando alle persone e al contributo che può
Lawrence E. Sullivan,
direttore del Centro
offrire alla loro felicità. Se quindi tutto inizia e finisce con l’essere umano, sono il pensie-
per lo studio delle ro, la filosofia e in ultima analisi la religione a alla comprensione della condizione umana,
religioni mondiali
dell’Università di
influenzare maggiormente l’individuo a livel- della vita e della dignità delle persone.
Harvard. Tokyo, 27 lo profondo, a renderlo ciò che è. E per comprendere la condizione umana
marzo 1993 La politica, l’economia, la cultura e l’educa- non possiamo trascurare quelle che il Bud-
zione possono essere paragonate a ciliegi, dismo definisce le “quattro sofferenze”:
aceri, gigli o rose, le cui forme si sviluppa- nascita, invecchiamento, malattia e morte.
no da una terra fertile per arricchire il cuore Senza affrontare queste sofferenze fonda-
delle persone. Ci dobbiamo chiedere dunque mentali, qualsiasi sforzo per cercare la feli-
se questa terra sia stata coltivata in modo ap- cità sarà effimero come un castello di sabbia
propriato, se sia una terra sana e ricca di for- o una pianta galleggiante priva di radici. Il
za vitale. In caso contrario, alberi e fiori non Buddismo descrive anche altre quattro sof-
metteranno radici e non cresceranno. ferenze: separarsi da chi si ama, incontrare
Questa terra è la gente, la vita della gente. E chi si odia, non ottenere ciò che si deside-
una religione che dà una direzione alla vita ra e la sofferenza che sorge dalle cinque
della gente può essere paragonata alla terra. componenti6 che costituiscono il corpo e la
Quando la terra è sana i fiori sbocciano a mente di un individuo. Tutte insieme ven-
profusione. Lo scopo del nostro movimento gono chiamate le “otto sofferenze”.
della Sgi è far fiorire il potenziale umano, far Da tempo immemorabile l’umanità ha cerca-
prosperare la pace, la cultura e l’educazione to una soluzione a queste sofferenze. Solo una
ispirate al Buddismo. religione che insegna la Legge fondamentale
Solo quando ci baseremo su una religione della vita è in grado di offrire risposte. Adesso
capace di rispondere alle questioni fonda- è tempo di condividere con tutta l’umanità il
mentali dell’esistenza umana – cos’è la vita? mezzo che può risolverle.
cosa significa essere umani? come dovrei Per far sì che il prossimo secolo sia un’e-
vivere? – realizzeremo una brillante fiori- poca di speranza per l’umanità dobbiamo
tura nella nostra vita quotidiana così come tornare alle basi, a ciò che significa essere
nella cultura, nella politica e nell’economia. umani, e da qui gettare solide fondamenta
[…] La motivazione del progresso scientifico per la felicità. Ecco come affrontare la que-
e tecnologico deve sempre essere il benessere stione della vita e della morte e rendere il
dell’umanità, il miglioramento della vita. XXI un secolo della vita, cosa che sostengo
Conoscere se stessi e capire gli altri porta da molti anni.

6) Cinque componenti: dette anche cinque componenti della vita, sono: forma, percezione, concezione, volizione e coscienza. Se-
condo il Buddismo questi elementi costituenti si uniscono temporaneamente per formare un singolo essere vivente. Insieme esse
formano uno dei tre regni dell’esistenza; gli altri due sono il regno degli esseri viventi e il regno dell’ambiente.

56 || buddismo e società | 196 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte : kosen rufu e la pace mondiale | quindicesima puntata
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Le persone al centro di tutto


In un’intervista rilasciata in occasione della pubblicazione del suo dialogo con la storica dell’arte bulgara Axinia
Djourova, il presidente Ikeda sottolinea che lo scopo del XXI secolo deve essere la creazione di un’epoca in cui ogni
individuo possa godere ugualmente di pace, felicità e realizzazione.

Quello che si sta concludendo è stato un secolo di guerra, la più barbara delle attività Da un’intervista
sul Seikyo Shimbun
umane, che infligge sofferenza alle persone precipitandole in un inferno vivente. La guer- in occasione
ra non è altro che massacro e distruzione, ep- vivere in pace? Queste devono essere le della pubblicazione
dell’edizione bulgara
pure in questo periodo l’umanità l’ha ripetuta nostre principali preoccupazioni, dunque di Utsu-kushiki
più volte in proporzioni senza precedenti. occorre mettere insieme tutta la nostra shishi no tamashii
Poi, nella seconda metà del secolo, il focus saggezza in questa ricerca, coinvolgendo (La bellezza di
un cuore da leone),
si è spostato sullo sviluppo economico. Se la studiosi, educatori e leader in ogni campo. 10 agosto 2000
guerra deriva da una logica di potere, l’eco- Dobbiamo adottare una filosofia che metta
nomia è guidata dalla logica del profitto. La al primo posto le persone. Questa è la gran-
crescita economica può portare prosperità de sfida del XXI secolo.
ad alcune persone e contemporaneamente I diritti umani devono essere connessi alla
relegarne altre in condizioni di povertà. I felicità concreta. Dobbiamo creare un’e-
fallimenti negli affari possono persino spin- poca in cui ogni individuo possa godere
gere al suicidio. La crescita economica può ugualmente di pace, felicità e realizzazione.
aumentare il divario fra ricchi e poveri, mi- Al tal fine, dobbiamo impegnarci a ristabili-
nare l’uguaglianza e la libertà. Tutti aspetti re l’umanità, a far sì che le persone tornino
da considerare, anche se ciò non significa nuovamente al centro.
abbandonare le attività economiche, indi- […] Il Buddismo è un insegnamento uma-
spensabili per gli esseri umani. nistico. A molte persone la religione richia-
Il punto importante da tenere a mente è che ma alla mente chiese, templi e donazioni.
lo scopo originale della politica e dell’eco- Ma Shakyamuni, il fondatore del Buddi-
nomia è contribuire alla felicità e al benes- smo, rifuggiva le formalità e le trappole del
sere delle persone. La filosofia, la politica potere; fu un esempio di persona comune
e l’economia dovrebbero essere tutte indi- fino alla fine dei suoi giorni. Nichiren, del
rizzate verso questo fine, ma nel corso del quale la Sgi abbraccia gli insegnamenti,
tempo si sono gradualmente discostate dal fece lo stesso, considerando il comporta-
loro vero intento, allontanandosi sempre di mento da essere umano la cosa più impor-
più dall’essere umano. tante. In tal senso il Buddismo si colloca in
Sono convinto che in quest’epoca l’umanità una categoria diversa dalle altre religioni.
debba nuovamente gettare luce sull’essere Shakyamuni era un normale essere umano
umano, che deve essere messo al centro. Sen- e così Nichiren; non erano diversi dai loro
za riflettere attentamente su questo aspetto ci seguaci. Non discriminavano le donne. Ai
ritroveremo a ripetere le tragedie del passato. loro occhi tutti erano pari. Il Buddismo è
Il nuovo secolo deve essere un’epoca di un insegnamento per le persone; la sua ec-
umanesimo. Come dovremmo vivere in cellenza consiste nel mostrarci come prova-
quanto esseri umani? Come possiamo di- re compassione per tutti gli esseri viventi e
ventare veramente felici? Come fare per vivere in armonia con la natura e l’universo.

pace , cultura , educazione : la fioritura di un nuovo umanesimo | 57


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

La grande missione del movimento Soka


In questo estratto da La rivoluzione umana Shin’ichi Yamamoto riporta una conversazione con il suo maestro sulla
missione della Soka Gakkai, che arricchisce la società grazie al suo impegno per la pace, la cultura e l’educazione.

Da La rivoluzione «Con il progredire del nostro movimento – disse Toda – faremo crescere persone capaci
umana, vol. 10, cap.
“Nuove prospettive” in ogni campo. Ci saranno membri della Soka Gakkai che si impegneranno per la prospe-
rità della società e per la pace dell’umanità, Gakkai diverrà la regina del mondo reli-
in politica e in economia, nel mondo accade- gioso. Il Daishonin scrive: “Questo sutra è
mico, nell’arte e nell’educazione. Ovunque vi superiore a tutti gli altri. È come il leone, il
saranno membri della Soka Gakkai. Penso re di tutti gli animali che si muovono sulla
che questa visione possa descrivere l’epoca terra, come l’aquila, la regina di tutti quelli
della realizzazione di kosen-rufu. che volano nel cielo” (RSND, 1, 826-827).
Credo che la Soka Gakkai svolgerà un ruo- Il Buddismo di Nichiren è sovrano fra tutte
lo centrale nella promozione della pace e le filosofie e i sistemi di pensiero, e la Soka
della cultura per tutta l’umanità. Shin, la Gakkai è sorta per diffondere questo gran-
Soka Gakkai diventerà un magnifico mo- de Buddismo in tutto il mondo.
vimento educativo che formerà le persone Per questo la missione della Soka Gakkai
per questo scopo. Dobbiamo concentrarci consiste far crescere in ogni campo della so-
sulla crescita delle persone. Shin, il nostro cietà individui capaci, di vera eccellenza, che
movimento per la rivoluzione umana si dif- abbracciano il Gohonzon. Gli sforzi esempla-
fonderà in tutto il mondo». ri di ogni persona per realizzare la propria
Toda stava condividendo con Shin’ichi la rivoluzione umana contribuiranno immensa-
sua visione del futuro di kosen-rufu. mente alla società nel prossimo secolo.
Guardando in lontananza come se stesse Guardando da una prospettiva a lungo ter-
osservando un’immagine che si materia- mine, possiamo notare come i governi e i si-
lizzava davanti ai suoi occhi, Shin’ichi dis- stemi politici con il passare del tempo cam-
se: «La Soka Gakkai si diffonderà in tutti biano e si evolvono. Se ci lasciamo sviare da
i campi della società e sarà una splendida queste realtà momentanee e non ci concen-
fonte di ispirazione per gli esseri umani. triamo sulle persone, non riusciremo mai a
È una visione grandiosa, la promessa che realizzare kosen-rufu, un’impresa volta a tra-
l’umanità possa avere davanti un nuovo lu- sformare il nostro mondo pieno di problemi
minoso futuro, anche se penso che ci vorrà in una Terra della Luce Tranquilla.
molto tempo». Oggi le persone possono interpretare male
«Tu dici che ci vorrà molto tempo, ma cre- ciò che stiamo cercando di fare. Forse non
do che non occorreranno nemmeno cento c’è nessuno che lo capisce. Ma va bene, non
anni – rispose Toda. – Naturalmente non è necessario essere al centro dell’attenzio-
mi aspetto che ciò accada nel corso della ne. Giungerà sicuramente il momento in cui
mia vita, ma nella tua sì, Shin. Penso che stupiremo tutti; le persone saranno allora in
diventerà una tendenza sempre più eviden- grado di comprendere la portata di questa
te verso la fine della tua vita». impresa senza precedenti che è kosen-rufu e
Toda proseguì: «Sono certo che la Soka ci ricopriranno di lodi».

58 || buddismo e società | 196 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte : kosen rufu e la pace mondiale | quindicesima puntata
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Per essere umani occorre saggezza

La Soka Gakkai è un’organizzazione che si dedica a formare individui di autentica umanità che vivano in accordo
con i princìpi umanistici del Buddismo di Nichiren, rispettando la dignità di tutte le persone.

In un famoso passo il Daishonin scrive: «Il cuore di tutti gli insegnamenti della vita Da un discorso a una
riunione di respon-
del Budda è il Sutra del Loto e il cuore della pratica del Sutra del Loto si trova nel sabili di Centro della
capitolo “Mai Sprezzante”. Cosa significa degli altri, vivendole nella realtà quotidiana. Soka Gakkai, Tokyo,
21 giugno 1988
il profondo rispetto del Bodhisattva Mai La Soka Gakkai promuove uno stile di vita
Sprezzante per la gente? Il vero significato basato sul rispetto della dignità di tutte
dell’apparizione in questo mondo del Bud- le persone, e i suoi membri si impegnano
da Shakyamuni, il signore degli insegna- a vivere secondo questo essenziale spirito
menti, sta nel suo comportamento da essere buddista rispettandosi reciprocamente. In
umano. […] Il saggio si può definire uma- questo modo fa crescere persone di auten-
no, ma gli sconsiderati non sono altro che tica umanità.
animali» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 756). Nella società c’è chi si dedica a creare cose,
Nichiren Daishonin afferma che davvero chi produce valore economico o artisti-
umana è la persona saggia nel comporta- co e persino chi si prepara alla guerra. La
mento e nel modo di vivere. Nascere uma- Soka Gakkai è un ambito in cui, basandosi
ni non ci rende tali di per sé, occorrono sull’insegnamento corretto del Buddismo
saggezza e sforzi consapevoli. Le azioni di Nichiren, ci si dedica alla felicità, allo
stupide e sconsiderate che denigrano o sviluppo e alla crescita delle persone, che
non rispettano gli altri ci fanno assomiglia- sono le fondamenta di tutte le attività so-
re ad animali. ciali. Diffondere il Buddismo di Nichiren
Il Buddismo spiega l’essenza della dignità è una nobile e profonda missione e si trova
umana a partire dalla dimensione più pro- su un piano completamente diverso da ogni
fonda della vita. Non è un sistema di pen- altra sfera di attività umana.
siero contemplativo, ma una filosofia prati- Il nostro scopo è condurre vite ricche e sod-
ca per vivere nel mondo reale. disfacenti caratterizzate dal rispetto per la
Insegnandoci la pratica suprema per farlo, ci suprema sacralità della vita, e ci opponiamo
permette di concretizzare nella nostra vita la risolutamente a ogni azione che denigri le
vera dignità umana e di riconoscere la dignità persone e ne violi la dignità.

(Traduzione di Marialuisa Cellerino)

pace , cultura , educazione : la fioritura di un nuovo umanesimo | 59


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

i libri di Daisaku Ikeda


rubriche
Raccolta tematica delle pubblicazioni

Per i protagonisti e le
protagoniste del futuro/1
Molti sono gli scritti che Daisaku Ikeda ha indirizzato espressamente alle persone
giovani, con le quali condivide un un profondo legame e a cui guarda instancabilmente
con incrollabile fiducia, riponendo in loro le più grandiose aspettative

IL DIARIO PERSONALE DEL GIOVANE DAISAKU

Diario giovanile
Esperia, 2011, pp. 864, 23 euro

Nel maggio del 1949, 70 anni fa, un ventunenne Daisaku Ikeda iniziava a
registrare sul suo diario pensieri, ricordi e riflessioni. In quelle annotazioni
si scorgono perfettamente l’entusiasmo, l’energia, ma anche la rabbia
e la preoccupazione di un giovane pieno di speranza e nobili ideali, un
autentico discepolo che cresce e lotta a fianco del suo maestro Josei Toda.
Nel 1999, a distanza di tanti anni, su costanti richieste dei giovani americani
in particolare, il Diario giovanile fu pubblicato in forma di libro. Nelle sue
pagine sono frequenti annotazioni emblematiche dello spirito che animava
Ikeda in quegli anni: «Sono tornato a casa all'una. Se combatti, il demone
Le annotazioni si ritira. Vai avanti e apri una breccia tra le nuvole. Così il sole della Buddità
di un giovane Daisaku apparirà con ogni certezza» (domenica 18 ottobre 1953).

in cui tutti possiamo Nonostante il testo non fosse stato originariamente pensato per essere
pubblicato e letto da altre persone, tra le sue righe si trova l’ispirazione per
rispecchiarci dare significato a ogni momento e ogni pensiero personale.
e trovare ispirazione Grazie anche a una breve sintesi storica all’inizio dei vari capitoli, che aiuta a
contestualizzare gli avvenimenti di ogni anno, scorrendo tra le annotazioni
per indirizzare il nostro si percepisce un’evoluzione sia delle vicende sia della maturità dell’autore.
comportamento quotidiano Il periodo storico del diario (1949-1960) è pregno di eventi fondamentali
e capire come affrontare per la vita di Ikeda, per la storia della Soka Gakkai e del Giappone. In quel
periodo vennero poste le basi per i successivi sviluppi del movimento di
le difficoltà nella vita kosen-rufu nel mondo.
e nella fede Leggendo questo diario emerge chiaramente il profilo di un giovane
Daisaku in cui ciascuno e ciascuna di noi può rispecchiarsi e ritrovare una
guida riguardo al comportamento e all’atteggiamento da seguire nella vita
quotidiana, per rafforzare le proprie sicurezze e affrontare le difficoltà, per
essere veri discepoli Soka. «Lotterò per provare al mondo intero la grandezza
del mio maestro. Avanzerò, andrò sempre avanti» (martedì 29 aprile 1958).

60 || buddismo e società | 196 || rubriche | i libri di daisaku ikeda


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

DIALOGO CON I GIOVANI capacità personali, senza paragonarsi agli altri.


Preghiera e azione approfondisce la tematica
I protagonisti del ventunesimo secolo della fede, l’importanza della preghiera, lo spi-
Collana in 6 volumi, Esperia, 6 euro ciascuno rito della Soka Gakkai e il valore del comporta-
mento di ognuno e ognuna di noi.
Daisaku Ikeda ha sempre amato dialogare con i Cultura, arte e natura si focalizza su tematiche
giovani. In questa collana risponde a numerose relative alla centralità della cultura e dell’arte,
domande e affronta svariati argomenti di gran- sull'importanza della lettura e sul rispetto per
de importanza per loro. Ognuno dei sei libri che la “madre terra".
compone la collana tocca una tematica specifica. Giovani cittadini del mondo è dedicato ai diritti
In Scuola e lavoro Ikeda offre consigli a giovani umani, al ruolo che ha la gioventù nello scrivere
e giovanissimi per affrontare la vita quotidiana, una nuova storia, all’importanza del volonta-
con particolare riferimento agli studi scolastici e riato e dell’azione concreta che si basa su una
universitari e al mondo del lavoro. profonda filosofia e su forti ideali.
Amore e amicizia parla di due tematiche centrali In Sfide e visioni per il futuro si affrontano mol-
e delicate per le persone giovani, che vengono teplici temi, dal bene e la giustizia, alla lotta
incoraggiate a costruire delle solide fondamenta contro la natura demoniaca dell’autorità, alla
in questa preziosa fase della vita, a vivere fino in visione buddista della vita e della morte.
fondo senza mai perdere la speranza e la fiducia. Rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze il maestro
Personalità e carattere si concentra sull’impor- Ikeda scrive, nella prefazione di ognuno dei libri:
tanza della propria individualità, di risvegliarsi «Nulla mi renderebbe più felice di sapere che
alla propria unica missione e riconoscere un anche una sola parola contenuta in questo libro
valore profondo ai propri sogni e alle proprie sia riuscita a toccare le corde del vostro cuore».

UNO DEI PRINCÌPI BUDDISTI PIÙ POTENTI pare un’ampia visione degli insegnamenti buddi-
sti, a partire proprio dalla relazione tra maestro
Maestro e discepolo e discepolo. In uno dei saggi (“La legge di causa
Esperia, 2019, pp. 292, 13 euro ed effetto”) si legge: «Quando il sole del voto
condiviso di maestro e discepolo sorge nei nostri
Tra il 2008 e il 2009 Daisaku Ikeda ha scritto una cuori, inizia una grande trasformazione. Non c’è
serie di saggi dedicata in particolare ai giovani, karma che non possiamo superare, non c’è bat-
intitolata Il Gosho e la relazione maestro-disce- taglia che non possiamo vincere. La relazione tra
polo, in cui traccia una strada per i discepoli che maestro e discepolo è, in realtà, una componen-
stanno perseguendo il grande ideale di kosen- te indispensabile nel processo di causa ed effet-
rufu. Questo libro, da poco presentato in un unico to per realizzare la fondamentale trasformazione
volume, raccoglie tutti i ventisei saggi della serie. dello stato vitale insegnata nel Buddismo. La
A partire da giugno del 2010, sei mesi dopo la causalità della Legge mistica, in un certo senso,
pubblicazione dell’ultimo saggio, “Le invisibili è la causalità di maestro e discepolo. Il discepolo
qualità del cuore”, il maestro Ikeda ha voluto rappresenta la causa e il maestro rappresenta
continuare a guidare il movimento di kosen-rufu l’effetto. In realtà la causa che fa partire tutto è
partecipando meno alle riunioni e alle attività. In la consapevolezza interiore, o senso di responsa-
questo modo ha aperto l’“era dei discepoli” in cui bilità, del discepolo. [...] La vittoria del discepolo
sono protagoniste soprattutto le persone giovani, è la vittoria del maestro. La vittoria del maestro
il futuro dell’umanità. è la vittoria del discepolo. Questo è uno dei più
Attraverso la lettura di questo libro si può svilup- profondi princìpi del Buddismo» (p. 33).

61
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

per i bambini e le bambine


rubriche
Dalla serie Arcobaleni di speranza, scritti di Daisaku Ikeda per i bambini e le bambine delle scuole elementari

Leader della
protesta degli MARTIN LUTHER KING
afroamericani
contro la Il coraggio di sognare
discriminazione, il
suo grido in grande
«I have a dream»,
pronunciato il Nel 2016 il tema della nostra famiglia Soka è “Anno dell’espansione nella
28 agosto 1963 nuova era di kosen-rufu mondiale”.

davanti a 250mila “Espandere” significa ingrandire, e il mio desiderio è che ognuno e ognu-
na di voi, membri del Gruppo futuro, espandiate i vostri sogni. Spero che
persone riunite sogniate in grande riguardo a cosa volete diventare e realizzare nel futuro.
a Washington, è Se espandete i vostri sogni, si amplieranno anche il vostro cuore, la vostra
diventato il motto mente e le possibilità della vostra gioventù.

di tante battaglie «I HAVE A DREAM»


per la libertà e Il 28 agosto del 1963, più di mezzo secolo fa, un giovane uomo gridò: «Io ho
per un mondo un sogno!», di fronte a 250 mila persone riunitesi a Washington, la capitale
degli Stati Uniti. Quel giovane era Martin Luther King Jr. (1929-68).
pacifico e giusto «Ho davanti a me un sogno – dichiarò – che i miei quattro figli vivranno un
giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della
pelle, ma per le qualità del loro carattere!».1
A quel tempo negli Stati Uniti, soprattutto al sud, vigeva un modo di pen-
sare sbagliato e c’erano leggi ingiuste che discriminavano le persone per
il colore della pelle. Se ci si rifiutava di obbedire a quelle leggi si veniva

62 || buddismo e società | 196 || rubriche | per i bambini e le bambine | arcobaleni di speranza


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

«Ho davanti a me un sogno: che i miei quattro figli

vivranno un giorno in una nazione nella quale non

saranno giudicati per il colore della pelle ma per le

qualità del loro carattere»

percossi, minacciati di morte o arrestati. PERCHÉ UN PROGETTO SI REALIZZI


Nonostante alcune persone si stessero mobi- NON BISOGNA ARRENDERSI
litando per porre fine alla discriminazione, il Martin Luther King studiò alacremente, fre-
loro numero era esiguo e il movimento non quentò il college e l’università riportando voti
era molto diffuso. Tuttavia Martin Luther reagì eccellenti. Nonostante tutte le offerte di lavoro
sempre a testa alta, incurante delle minacce da che ricevette decise di ritornare al sud, dove
fronteggiare. molte persone nella sua comunità soffrivano a
«Io ho un sogno»: il sogno che Martin Luther causa della discriminazione. Desiderava lavora-
King condivise quel giorno a Washington unì i re lì e aiutare gli altri. Aveva 25 anni.
cuori della folla e così si levò un grande movi- Poco dopo essersi trasferito a Montgomery, in
mento popolare per realizzarlo, guidato dallo Alabama, accadde un fatto: una donna afroa-
stesso King. mericana, Rosa Parks (cfr. BS, 193, 62), salì su un
Oggi traiamo ispirazione dalla sua vita, dal suo autobus e si sedette; l’autista le disse di alzarsi e
coraggio di realizzare il suo sogno e dal suo spostarsi in fondo così da lasciare il posto a un
spirito di non darsi mai per vinti. passeggero bianco. Lei rispose di no e per questo
rifiuto venne arrestata.
IMPARIAMO DALLE DIFFERENZE Per lungo tempo molti afroamericani avevano
Martin Luther King nacque il 15 gennaio 1929 ad pensato che fosse impossibile mettere fine a tale
Atlanta, nel sud degli Stati Uniti. Era un fanciullo discriminazione. Tuttavia quando seppero dell’ar-
gioioso e brillante, e viveva con i genitori, due resto della donna si ribellarono, rifiutandosi di
fratelli e la nonna. La sua famiglia amava canta- salire sugli autobus, e così ebbe inizio il famoso
re insieme. “boicottaggio degli autobus” a Montgomery.
Suo padre combatteva contro la discrimina- Martin Luther King diventò il leader di questa pro-
zione e gli fu d’esempio. Una volta, mentre testa, incoraggiando i tanti che per raggiungere il
stava guidando l’automobile, venne fermato lavoro invece di prendere l’autobus percorrevano
da un poliziotto bianco che gli si rivolse chia- lunghe distanze a piedi. Un’anziana signora afro-
mandolo “ragazzo”. A quella maniera offensi- americana, all’offerta di un passaggio da un pas-
va di rivolgersi a una persona adulta, il padre sante solidale, dichiarò fiera: «I miei piedi sono a
rispose con dignità: «Sono un uomo, non un pezzi, ma la mia anima sta a riposo».2
ragazzo». La rabbia per questa mancanza di Alcune persone coinvolte nella protesta venne-
rispetto lasciò una traccia indelebile nel gio- ro percosse dalla polizia. Martin Luther King e
vane King. i suoi seguaci si incoraggiavano a vicenda can-
Ogni essere umano è diverso dall'altro e non tando canzoni, sapevano che rispondere alla
esistono due persone identiche. Le nostre diffe- violenza con la violenza avrebbe generato solo
renze ci rendono esseri unici e speciali. altra violenza e non avrebbe risolto nulla.
Ecco perché è assolutamente sbagliato deri- Martin Luther King rimase fedele alla pratica
dere qualcuno per le sue differenze: se siamo della nonviolenza per tutta la vita. Incontrò il
in grado di valorizzare e rispettare le caratte- presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy
ristiche altrui, saremo a nostra volta trattati (1917-63) e gli chiese di porre fine alla discrimi-
con rispetto. nazione. Fece visita a coloro che avevano subìto
Sforzandoci di imparare dalle reciproche differen- violenze e quando accadevano fatti spiacevoli
ze possiamo allargare e arricchire la nostra vita. si univa al loro dolore e li esortava ad andare

63
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

Toda voleva liberare il mondo da miseria e sofferenza.


A quel tempo, agli albori del nostro movimento,
nessuno immaginava che un giorno la gente in tutto il pianeta
avrebbe recitato Nam-myoho-renge-kyo

avanti e a unirsi al movimento della nonviolenza Una volta mi disse: «Fondiamo un’università».
dicendo: «Io ho ancora un sogno poiché, sapete, Un’altra volta: «Il tuo vero palcoscenico è il
nella vita non ci si può arrendere».3 mondo».
Alla fine venne emanata una legge che bandiva Toda voleva liberare il mondo da miseria e sof-
la discriminazione razziale. Il primo passo verso ferenza. A quel tempo, agli albori del nostro
la realizzazione del sogno di Martin Luther King movimento, nessuno immaginava che un gior-
e dei suoi compagni era stato compiuto. no la gente in tutto il pianeta avrebbe recitato
Non importa Per far sì che un sogno si realizzi non bisogna Nam-myoho-renge-kyo.
quanto un sogno mai arrendersi. Non importa quanto sembri Mi sono messo all’opera affinché il sogno di
sembri distante, distante, non importa quanto possa apparire Toda diventasse realtà. Ho fondato scuole Soka
non importa quanto irrealizzabile, bisogna raccogliere tutto il pro- in Giappone e altre parti del mondo, università
possa apparire prio coraggio e darsi da fare al massimo, con Soka in Giappone e in America.
irrealizzabile, pazienza e perseveranza. Bisogna continuare a Ho viaggiato per il Giappone e per il mondo,
bisogna raccogliere sfidarsi, certi che il sogno si realizzerà e che sarà tenendo dialoghi e costruendo amicizie con
tutto il proprio sotto gli occhi di tutti. molte persone, creando onde di pace.
coraggio e darsi Ho costruito amicizie con persone che hanno Oggi in ogni parte del mondo ci sono membri
da fare al massimo, lavorato a fianco di Martin Luther King e che del Gruppo futuro che recitano Nam-myoho-
con pazienza e dopo la sua morte hanno portato avanti il suo renge-kyo e si sfidano nello studio.
perseveranza. nobile sogno. Uno di loro, Vincent Harding I vostri genitori e le vostre famiglie, insieme a
Bisogna continuare (1931-2014), con il quale ho pubblicato un dialo- tutti i membri delle vostre zone, uomini, donne
a sfidarsi, certi go, mi disse: «Ci vuole coraggio per uscire e per e giovani, vi incoraggiano e vi sostengono men-
che si realizzerà farsi possedere da un sogno, e poi anche per tre lottate per realizzare i vostri sogni. Avete
e che sarà sotto fare delle azioni a riguardo. Quindi il coraggio è persone amiche in tutto il mondo che ripongo-
gli occhi di tutti presente in ogni parte del processo».4 no grandi aspettative in voi.
Oggi (2016) gli Stati Uniti d’America hanno un Io stesso continuerò a pregare per la vostra
presidente afroamericano, Barack Obama. Il felicità, ad applaudirvi e sostenervi con tutto il
sogno di Martin Luther King continua a realizzarsi. cuore.
A volte avrete voglia di mollare, ma io non lo
LA VOSTRA VITTORIA È IL MIO SOGNO farò mai. La vostra vittoria è il mio sogno.
Uno studente del liceo Soka del Kansai una vol- Siete tutti cuccioli di leone. In quest’anno dell’e-
ta mi domandò: «Qual è il suo sogno?». Risposi: spansione sognate, espandete i vostri sogni
«Il mio sogno è realizzare il sogno del mio mae- e fate dei passi concreti per realizzarli. La più
stro Toda». potente forza trainante verso la speranza è la
Josei Toda, il secondo presidente della Soka recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, che vi
Gakkai, aveva molti sogni ed erano tutti bellissimi. permette di richiamare un potenziale illimitato!

1) Martin Luther King Jr., I Have a Dream: Writings and Speeches 4) Vincent Harding e Daisaku Ikeda, America Will Be! Conver-
That Changed the World, a cura di James Melvin Washington, sations on Hope, Freedom, and Democracy, Dialogue Press,
HarperSanFrancisco, San Francisco, 1992, p. 104. Cambridge, Massachusetts, 2013, pp. 221-22.
2) Martin Luther King Jr., Stride Toward Freedom: The Mont-
gomery Story, HarperSanFrancisco, San Francisco, 1958, p. 10. (Traduzione di Audrey Quinto da Boys and Girls Hope News,
3) Martin Luther King Jr., The Trumpet of Conscience, Harper- mensile della Soka Gakkai dedicato ai bambini e alle bambine
SanFrancisco, San Francisco, 1967, p. 76. delle scuole elementari, del 1 gennaio 2016)

64 || buddismo e società | 196 || rubriche | per i bambini e le bambine | arcobaleni di speranza


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

GOMMA, CARBONCINO e le storie di DOMITILLA

“ LO DA RE I“
ER A T UTT
LI B Secondo te
è meglio lodare
le persone
oppure è meglio
offenderle?

DAI
PROVIAMO!

SALSICCIA
CRUDA!
Sei pallida come
la candeggina!
E PUZZI PURE!
NON E' VERO!
TU PUZZI! MOLLACCHIONA!
Ciocco di legno OCCHI STORTI!
bruciato!

BRUTTO CUBETTO!
PICCOLO E NERO
Mamma mia che confusione!

Quanto segue leggi ora:

Domitilla ci rincuora

Con la lode a profusione


Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

“Il segreto della fortuna”


«Com’è andata oggi a scuola?» chiese la mamma.
«Bene. Io e Veronica siamo state lodate dalla maestra per il compito
in classe. Ero felicissima per Veronica. E Veronica per me»
rispose Domitilla mogia mogia.
«Bravissime! Ma allora cos’è quel muso?»
«Alla ricreazione è arrivato Ludovico che non era affatto felice per noi.
Anzi ci ha detto che è stato solo un colpo di fortuna… È un invidioso!»
sbottò la bambina.
«Perché domani non parli con lui? Sai già cosa dirgli…»
disse la mamma con un sorriso facendole l’occhiolino.
«Va bene» rispose Domitilla ancora un po’ arrabbiata.
Il giorno dopo a scuola Domitilla si avvicinò a Ludovico.
«Sì è vero, io sono molto fortunata. Grazie a questa fortuna riesco
a fare tante cose bene. Ti va di conoscere il segreto della mia grande
fortuna?» chiese Domitilla al suo compagno di classe.
Lui la guardò incredulo in silenzio. Poi si riprese e disse incuriosito:
«Sì, dimmi il segreto della tua fortuna».
«Lodo le persone» rispose Domitilla.
«Cioè?»
«I miei genitori mi hanno insegnato a lodare le persone, in particolare
gli amici quando raggiungono qualcosa d’importante.
Ecco, questo è il segreto della mia fortuna» disse soddisfatta Domitilla
con il suo splendido sorriso.
Ludovico al momento non capì. La guardò con aria interrogativa e
se ne andò senza salutarla né ringraziarla. Lei non ci rimase male.
Ci volle del tempo prima che Ludovico comprendesse quelle parole.
Poi quel momento arrivò.
«Grazie Domitilla. Ludovico» c’era scritto in un biglietto che Domitilla
trovò sul suo banco dopo la ricreazione.
Era l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze.

Il tuo candore
è illuminante. Quando sono
Sa di pulito vicino a te mi si
Chi loda un amico per i risultati ottenuti scalda il cuore
e si rallegra con lui, accumula fortuna
nel proprio cuore. Sei così morbida
Al contrario, chi invidia gli altri e confortevole. Sei così carino,
Il tuo sguardo così piccolino.
e non apprezza i loro successi è affascinante Il tuo colore
annulla la propria fortuna. esalta il mio
Daisaku Ikeda - La mappa della felicità, 26 febbraio
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.
Rivista in formato PDF riservata a Enrico Mele. Vietata la riproduzione o diffusione sotto qualunque forma o attraverso qualsiasi strumento.

2 000026 011965

Potrebbero piacerti anche