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Bs 195

Il documento tratta della Soka Gakkai, un'organizzazione laica buddista che promuove il Buddismo di Nichiren Daishonin e la pace globale attraverso il dialogo e l'educazione. Sottolinea l'importanza dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che mira a creare un mondo giusto e inclusivo, e presenta i principi fondamentali del buddismo e il ruolo di Daisaku Ikeda nella diffusione di questi valori. La rivista è riservata a Enrico Mele e vieta la riproduzione o diffusione.

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Il documento tratta della Soka Gakkai, un'organizzazione laica buddista che promuove il Buddismo di Nichiren Daishonin e la pace globale attraverso il dialogo e l'educazione. Sottolinea l'importanza dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che mira a creare un mondo giusto e inclusivo, e presenta i principi fondamentali del buddismo e il ruolo di Daisaku Ikeda nella diffusione di questi valori. La rivista è riservata a Enrico Mele e vieta la riproduzione o diffusione.

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PER LA PACE, LA CULTURA E L'EDUCAZIONE

speciale • Tutti insieme appassionatamente


L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
il buddismo del sole per illuminare il mondo
Ai cari amici e alle care amiche del Gruppo giovani
quinta parte (lezione di Daisaku Ikeda)
corso di studio europeo 2019
Non dualità di vita e morte, non dualità di maestro e discepolo
obiettivo • Costruire benefici

luglio-agosto 2019 195


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La Soka Gakkai
La Soka Gakkai (fondata in Giappone dagli educatori Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda nel 1930) e
la Soka Gakkai Internazionale (Sgi, nata nel 1975 e presente attualmente in 192 paesi del mondo) sono
organizzazioni laiche i cui membri praticano e diffondono il Buddismo di Nichiren Daishonin. In Italia il
movimento della Sgi è rappresentato dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ente religioso fonda-
to nel 1998, la cui Intesa con lo Stato italiano è entrata in vigore nel luglio 2016.
La principale attivita della Soka Gakkai in tutto il mondo consiste nel promuovere piccole riunio-
ni informali di quartiere, aperte a tutti, in cui si dialoga della vita quotidiana e dei problemi della
società alla luce dell'insegnamento buddista.
Attuale presidente dell'Sgi è Daisaku Ikeda, che ha dedicato la vita alla diffusione della pace e dell’e-
mancipazione individuale su scala globale fondando scuole, università e istituzioni per promuovere
la cultura e gli scambi tra i popoli. Nel corso degli anni ha dialogato con rappresentanti autorevoli
del mondo della politica, dell’educazione e dell’arte di livello internazionale alla ricerca di risposte
ai problemi globali, ha sostenuto le attività delle Nazioni Unite, ha scritto una vasta mole di lavori
sui temi della pace e della condizione umana.
Secondo Ikeda la chiave per una pace duratura a livello mondiale e per la felicità di tutti gli esseri
umani sta nella trasformazione personale, come scrive all'inizio del suo romanzo La rivoluzione umana:
«La rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e
condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità».

Termini buddisti ricorrenti KOSEN-RUFU: (giapp.) dichiarare e diffondere estesamente.


Questo termine compare nel ventitreesimo capitolo del Sutra
BODHISATTVA: (sans.), una persona che aspira all’Illuminazione del Loto (vedi) e indica la propagazione del Buddismo a livello
e svolge pratiche altruistiche. mondiale. Si riferisce al processo di assicurare una pace duratura
BODHISATTVA DELLA TERRA: un’innumerevole schiera di bo- e la felicità di tutta l’umanità stabilendo nella società gli ideali
dhisattva che emergono dalla terra, ai quali il Budda (vedi) Sha- umanistici del Buddismo.
kyamuni affida la propagazione della Legge mistica dopo la sua NAM-MYOHO-RENGE-KYO: legge o verità suprema dell’universo
morte, nell’Ultimo giorno della Legge. che permea tutti i fenomeni. Nichiren Daishonin (vedi) stabilì la pra-
BUDDA: dal sanscrito Buddha, “risvegliato”. Titolo dato a Gautama tica della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo come il mezzo per
Siddharta Shakyamuni (il fondatore storico del Buddismo) dopo risvegliare la propria Buddità (vedi) innata. Myoho-renge-kyo è la
la sua Illuminazione. Il Budda non è una divinità e, specialmente lettura giapponese del titolo in cinese del Sutra del Loto (vedi), che
nella tradizione mahayana, il Budda è l’essere umano stesso che, Nichiren considerava l’essenza di questa scrittura, al quale aggiun-
superate le illusioni, percepisce il “vero aspetto di tutti i fenomeni” se il prefisso nam, una parola sanscrita che significa “devozione”
e conduce le persone a raggiungere la sua stessa Illuminazione. o “dedizione”. Myoho significa Legge mistica; renge si riferisce al
Questo appellativo definisce dunque una persona che si è risve- fiore di loto che produce simultaneamente i fiori e i semi, e indica la
gliata alla Legge che regola tutti i fenomeni della vita. simultaneità di causa ed effetto; kyo significa sutra.
BUDDITÀ: la condizione vitale del Budda (vedi), potenzialmente NICHIREN DAISHONIN: (1222-1282) fondatore della tradizione
presente in tutti gli esseri viventi. Nella filosofia buddista è con- che da lui prende il nome, è definito “Budda dell’Ultimo gior-
siderata la più alta che si possa manifestare, ed è caratterizzata no della Legge”. È considerato il massimo esponente religioso
da una felicità indistruttibile, un’infinita saggezza e un’illimitata del periodo storico giapponese chiamato “l’epoca della riforma
compassione. di Kamakura”. Stabilì la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo
DAIMOKU: (giapp.) letteralmente significa “titolo”, in particola- (vedi) come la pratica universale che consente a tutti di mani-
re si riferisce al titolo del Sutra del Loto (vedi), Myoho-renge- festare la Buddità (vedi) inerente alla propria vita e di ottenere
kyo. Il titolo di un sutra ne rappresenta l’essenza. Nel Buddismo la forza e la saggezza per superare ogni avversità. Materializzò
di Nichiren Daishonin indica l’invocazione di Nam-myoho-ren- questa Legge suprema in un mandala, il Gohonzon (vedi).
ge-kyo (vedi). SUTRA DEL LOTO: l’insegnamento che Shakyamuni predicò negli
GOHONZON: (giapp.) oggetto di culto. La parola go è un prefisso ultimi otto anni della sua vita, nel quale dichiara che tutte le per-
onorifico e honzon significa oggetto di devozione. Nichiren Dai- sone possono manifestare la condizione vitale del Budda (vedi), la
shonin (vedi) stabilì come oggetto di culto Nam-myoho-renge- Buddità (vedi), ossia conseguire l’Illuminazione. Nichiren Daishonin
kyo (vedi), la Legge dell’universo, e materializzò la sua vita illumi- (vedi) considerò questo sutra la base del suo insegnamento.
nata a questa Legge nella forma di un mandala, il Gohonzon, di ZADANKAI: (giapp.) il termine è formato da tre ideogrammi, za
fronte al quale ogni essere umano, recitando Nam-myoho-renge- sedersi, dan dialogare, kai riunirsi. Viene utilizzato per indicare le
kyo, può risvegliare la propria natura illuminata o Buddità (vedi). riunioni in piccoli gruppi della Soka Gakkai.
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sommario || buddismo e società | 195 LUGLIO AGOSTO 2019

speciale

4
obiettivo

TUTTI INSIEME 46
APPASSIONATAMENTE COSTRUIRE BENEFICI
6 Che cos'è lo sviluppo sostenibile
46 Artefici del nostro bene
7 Trasformare il nostro mondo.
L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile 48 L'impossibile che diventa possibile
11 Il piano d'azione punto per punto 50 Una cosa naturale
15 Un equilibrio fra tre componenti serie
16 Una rete di azioni interdipendenti
18 L'agenda delle persone comuni
dalle proposte di pace di Daisaku Ikeda
52
LA SAGGEZZA PER CREARE
20 Mettiamo mano al nostro futuro
LA PACE E LA FELICITÀ
Il terzo Festival dello sviluppo sostenibile
brani scelti da scritti di Daisaku Ikeda, a cura della Sgi
21 Un compito davvero prezioso Kosen-rufu e la pace mondiale / 14
Intervista a Maria Chiara Pettenati ventisettesimo capitolo
23 Se quel che insegno diventa me UNA RELIGIONE CHE ESISTE
PER LA FELICITÀ DELLE PERSONE/2
24 Senza classi, senza voti,
senza burocrazie e senza soldi
Incontro con Eraldo Affinati rubriche
studio
60 I libri di Daisaku Ikeda
PER RISPONDERE ALLE GRANDI

26 QUESTIONI DELLA VITA

62 Per i bambini e le bambine


IL BUDDISMO DEL SOLE
62 MICHAIL E RAISSA GORBACIOV
PER ILLUMINARE IL MONDO LA GRANDE IMPRESA DI AVVICINARE
LA REALTÀ ALL'IDEALE
26 Lo studio di luglio Arcobaleni di speranza, di Daisaku Ikeda
KOSEN-RUFU
lezione di Daisaku Ikeda 65 LA P SUPERCICCIONA
AI CARI AMICI E ALLE CARE AMICHE Le avventure di Gomma e Carboncino
DEL GRUPPO GIOVANI/5
Legenda
RSND: Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin,

36
ed. Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
GZ: Nichiren Daishonin Gosho Zenshu, ed. Soka Gakkai (in giapponese)
SDLPE: Il Sutra del Loto, nuova edizione completa
di prologo ed epilogo, Esperia, 2014
CORSO DI STUDIO MDG: D. Ikeda, Il mondo del Gosho, Esperia

EUROPEO 2019 SSDL: La saggezza del Sutra del Loto, Esperia


BS: Buddismo e società
NR: Il nuovo rinascimento
NON DUALITÀ DI VITA E MORTE,
NON DUALITÀ DI MAESTRO E DISCEPOLO FOTO VIDEO AUDIO TESTO

I simboli indicano la presenza di contenuti multimediali nell’edizione digitale


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speciale

Qui e in copertina: foto di Andrea Sabatello ed Eva Tomei realizzate per Tiburtino III Millennio
4 || buddismo
all'interno del progetto
e società Singolare/Plurale
| 195 di Triangolo Scaleno Teatro, direzione artistica || speciale | tutti insieme appassionatamente
di Roberta Nicolai, con il sostegno di Roma Capitale
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TUTTI INSIEME SDG


APPASSIONATAMENTE
L'AGENDA 2030 PER
LO SVILUPPO SOSTENIBILE
«IL MONDO CHE IMMAGINIAMO È UN MONDO DOVE VIGE IL RISPETTO UNIVERSALE
PER I DIRITTI UMANI E PER LA DIGNITÀ DELLE PERSONE, PER LA GIUSTIZIA
E L’UGUAGLIANZA; DOVE SI RISPETTANO LA DIVERSITÀ DI RAZZA, DI ETNIA
E DI CULTURA E DOVE VIGONO PARI OPPORTUNITÀ PER LA REALIZZAZIONE
DELLE CAPACITÀ UMANE E LA PROSPERITÀ COMUNE. UN MONDO CHE INVESTE
NELLE NUOVE GENERAZIONI E IN CUI OGNI BAMBINO E OGNI BAMBINA
POSSONO CRESCERE LONTANO DA VIOLENZA E SFRUTTAMENTO. IN CUI OGNI
DONNA PUÒ GODERE DI UNA TOTALE PARITÀ DI GENERE E IN CUI TUTTE
LE BARRIERE ALL’EMANCIPAZIONE VENGONO ABBATTUTE. UN MONDO GIUSTO,
EQUO, TOLLERANTE, APERTO E SOCIALMENTE INCLUSIVO CHE SODDISFA ANCHE
I BISOGNI DEI PIÙ VULNERABILI».

SONO PAROLE DELL’AGENDA 2030 DELL'ONU PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE, UN


PIANO D’AZIONE DETTAGLIATO IN 17 OBIETTIVI INTERCONNESSI E INDIVISIBILI
CHE, NELL’EQUILIBRIO TRA ECONOMIA, SOCIETÀ E AMBIENTE, E GRAZIE
ALL'IMPEGNO COMUNE DI TUTTE LE NAZIONI E LE PERSONE DELLA TERRA, ASPIRA
A REALIZZARE UN MONDO SOSTENIBILE IN CUI NESSUNO RESTI INDIETRO.

«TALI OBIETTIVI – SCRIVE DAISAKU IKEDA – RIGUARDANO LA VITA ATTUALE


SU QUESTO PIANETA INSIEME AI NOSTRI SIMILI; CI INDICANO UN MODO DI
VIVERE FATTO DI SFORZI QUOTIDIANI PER COSTRUIRE UNA SOCIETÀ IN CUI TUTTI
POSSANO CONDIVIDERE LA GIOIA DI VIVERE».

5
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CHE COS'È LO SVILUPPO


SOSTENIBILE
UN BREVE EXCURSUS STORICO DAL 1972 AL 2015

L’idea di sviluppo sostenibile nasce nel 1972 con ci? Lo sviluppo sostenibile cerca di rispondere a
la conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente tali quesiti e di individuare anche un percorso di
tenutasi a Stoccolma, dove per la prima volta riforma (action plan) capace di attuare il cambia-
viene messa in discussione la compatibilità della mento con il coinvolgimento di tutti gli attori: non
crescita economica con il mantenimento della solo i governi ma anche le imprese e i cittadini.
sostenibilità ambientale. Nello stesso anno è pub- A Johannesburg nel 2002,3 al summit mondiale
blicato dal Club di Roma il best seller I limiti dello sullo sviluppo sostenibile, si parla di queste tre
sviluppo che dimostra, con l’utilizzo di modelli componenti dello sviluppo sostenibile come di
matematici, che la continua crescita economica tre pilastri indipendenti che si sostengono vicen-
si sarebbe nel futuro scontrata con la limitatezza devolmente. Questa stessa visione è ripresa nel
delle risorse naturali, portando a un loro esauri- 2012 in occasione del ventesimo anniversario del
mento e al collasso delle economie mondiali. Summit di Rio (Rio+20), tanto che nel documen-
Con il rapporto Brundtland1 (Our common future) to finale4 (The future we want) si afferma esplici-
del 1987 l’idea trova poi la sua formalizzazione tamente: «Ribadiamo la necessità di conseguire
nella famosa frase: «Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo sostenibile attraverso la promozione
quello sviluppo che soddisfa i bisogni del pre- di una crescita economica sostenuta, inclusiva
sente senza compromettere la capacità delle ed equa, creando maggiori opportunità per tutti,
future generazioni di soddisfare i propri». Questo riducendo le disuguaglianze, innalzando gli stan-
concetto intergenerazionale di sviluppo sarà a dard di base della vita, favorendo uno sviluppo
lungo ripreso dall'Onu, per esempio al Summit sociale equo e l’inclusione, promuovendo una
sulla Terra di Rio de Janeiro del 1992 dove, nella gestione integrata e sostenibile delle risorse natu-
celebre Dichiarazione di Rio,2 si stabilisce che lo rali, facilitando nel contempo la conservazione, la
«sviluppo attuale non deve minacciare i bisogni rigenerazione e il recupero degli ecosistemi e la
della presente generazione e di quelle future». resilienza di fronte alle sfide nuove ed emergenti».
Nel corso del tempo, il concetto di sviluppo Infine, nel settembre 2015 l’Onu adotta il docu-
sostenibile si evolverà tentando di comprendere mento Transforming our World: the 2030 Agen-
le interazioni tra tre sistemi complessi: economia, da for Sustainable Development,5 lo schema di
società e ambiente fisico. Come si può trasfor- riferimento dal 2015 al 2030 per garantire uno
mare un’economia mondiale di 7,7 miliardi di indi- sviluppo capace di realizzare pace e benessere
vidui e che produce oltre 80 trilioni di dollari di per l’intera società senza compromettere l’am-
Prodotto interno lordo? Perché continua a esserci biente. Una visione globale che abbraccia tutte le
povertà e così tanta disuguaglianza? Come impe- nazioni, dove si immagina un’umanità libera dalla
dire lo sfruttamento indiscriminato delle risorse povertà, dalla fame, dalla malattia e dalla man-
naturali? Come eliminare l’inquinamento e i danni canza, dove ogni vita possa prosperare.
ambientali? Come evitare i cambiamenti climati- (Carlo Orecchia)

Fonte: Jeffrey Sachs, L'era dello sviluppo sostenibile, Egea, 2015

1) World Commission on Environment and Development (1987), Our Com- 3) [Link]


mon Future, Oxford University Press, Oxford, p. a27, ISBN 019282080X. 4) [Link]
2) A/CONF.151/26, [Link]/documents/ga/conf151/[Link] 5) [Link]

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TRASFORMARE
IL NOSTRO
MONDO
L’AGENDA 2030 PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
RIPORTIAMO UN'AMPIA SINTESI DELLA
RISOLUZIONE ADOTTATA DALL'ASSEMBLEA GENERALE
DELLE NAZIONI UNITE
IL 25 SETTEMBRE 2015

PREAMBOLO
Quest’Agenda è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità.
Persegue il rafforzamento della pace universale in una maggiore libertà.
Tutti i paesi e tutte le parti in causa, agendo in associazione collaborativa, imple-
menteranno questo programma. Siamo decisi a liberare l'umanità dalla tirannia della
povertà e vogliamo curare e salvaguardare il nostro pianeta. Siamo determinati a
fare i passi audaci e trasformativi più urgenti e necessari per portare il mondo sulla
strada della sostenibilità e della resilienza. Nell’intraprendere questo viaggio collet-
tivo, promettiamo che nessuno verrà trascurato.
I 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sdg, Sustainable Development Goals) e i 169
traguardi che annunceremo oggi dimostrano la dimensione e l’ambizione di questa
nuova Agenda universale. Sono interconnessi e indivisibili e bilanciano le tre dimensio-
ni dello sviluppo sostenibile: la dimensione economica, sociale e ambientale.
Le interconnessioni e la natura integrata degli Obiettivi sono di importanza crucia-
le nell’assicurare che lo scopo della nuova Agenda venga raggiunto. Se realizzere-
mo le nostre ambizioni abbracciando l’intera Agenda, la vita di tutti e tutte verrà
profondamente migliorata e il nostro mondo sarà trasformato al meglio.
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Siamo «noi, i popoli» a imbarcarci oggi


in un viaggio che coinvolgerà i parlamenti,
l'Onu, le autorità locali, la società civile,
le imprese, la comunità scientifica e tutte della società. Inoltre ci adopereremo per aiutare

le persone. È un'Agenda delle persone, innanzitutto coloro che sono più indietro.
Questa è un’Agenda di portata e rilevanza senza
dal popolo per il popolo, e questo precedenti. Viene accettata da tutti i paesi e si
applica a tutti, tenendo in considerazione realtà
crediamo assicurerà il suo successo nazionali, capacità e livello di sviluppo diversi e
rispettando politiche e priorità nazionali. Questi
sono obiettivi e traguardi universali che riguar-
dano il mondo intero, paesi sviluppati e in via

DICHIARAZIONE
di sviluppo in ugual misura. Sono interconnessi
e indivisibili e bilanciano le tre dimensioni dello
sviluppo sostenibile.
Noi, capi di Stato e di governo e alti rappresen- Gli Obiettivi e i traguardi sono il risultato di oltre
tanti, riuniti al quartier generale delle Nazioni due anni di consultazione pubblica e di contatti
Unite di New York dal 25 al 27 settembre 2015 con la società civile e altre parti in causa nel
per la celebrazione del settantesimo anniversa- mondo che hanno prestato particolare attenzio-
rio dell’Onu, abbiamo oggi stabilito nuovi Obiet- ne alla voce dei più poveri e dei più vulnerabili.
tivi globali per lo sviluppo sostenibile. Nell’inte-
resse dei popoli che serviamo, abbiamo preso LA NOSTRA VISIONE
una decisione storica su una serie completa e In questi Obiettivi e traguardi stiamo esponendo
lungimirante di Obiettivi e traguardi universali, una visione estremamente ambiziosa e trasfor-
trasformativi e incentrati sulle persone. mativa. Noi immaginiamo un mondo libero dalla
Ci impegniamo a lavorare instancabilmente per povertà, dalla fame, dalla malattia e dalla man-
la piena implementazione di quest’Agenda entro canza, dove ogni vita possa prosperare. Imma-
il 2030. giniamo un mondo libero dalla paura e dalla vio-
lenza. Un mondo universalmente alfabetizzato.
Nell’intraprendere questo grande viaggio col- Un mondo con accesso equo e universale a un’e-
lettivo promettiamo che nessuno verrà lasciato ducazione di qualità a tutti i livelli, all’assistenza
indietro. Riconoscendo che la dignità della per- sanitaria e alla protezione sociale, dove il benes-
sona umana è fondamentale, desideriamo che gli sere fisico, mentale e sociale venga assicurato. Un
Obiettivi e i traguardi siano raggiunti per tutte le mondo dove riaffermiamo il nostro impegno per
nazioni, per tutte le persone e per tutti i segmenti il diritto all’acqua potabile e a un’igiene migliore,

LE CINQUE P PERSONE PIANETA


Gli Obiettivi e i traguardi Siamo determinati a porre fine alla Siamo determinati a proteggere il
stimoleranno, nei prossimi povertà e alla fame, e ad assicurare pianeta dal degrado attraverso un
15 anni, interventi in queste che tutti gli esseri umani possano rea- consumo e una produzione consape-
5 aree di importanza cruciale lizzare il proprio potenziale con digni- voli, gestendo le sue risorse naturali
per l’umanità e il pianeta tà e uguaglianza in un ambiente sano. in maniera sostenibile e adottando
misure urgenti riguardo il cambia-
mento climatico.

8 || buddismo e società | 195 || speciale | tutti insieme appassionatamente


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e dove il cibo sia sufficiente, sano, accessibile e sostenibile, per una crescita economica soste-
nutriente. Un mondo dove gli insediamenti umani nibile e inclusiva, per lo sviluppo sociale, per la
siano sicuri, resistenti e sostenibili e dove ci sia un tutela dell’ambiente e per sconfiggere la fame e la
accesso universale a un’energia economicamente povertà. Un mondo in cui lo sviluppo e l’impiego
conveniente, affidabile e sostenibile. della tecnologia sono sensibili al clima, rispettano
Il mondo che immaginiamo è un mondo dove la biodiversità e sono resilienti. Un mondo in cui
vige il rispetto universale per la dignità e i diritti l’umanità vive in armonia con la natura e in cui
umani, per lo stato di diritto, la giustizia, l’ugua- la fauna selvatica e le altre specie viventi sono
glianza e la non-discriminazione; dove si rispetta- protette.
no la diversità di razza, di etnia e di cultura e vigo-
no pari opportunità per la totale realizzazione IL NOSTRO MONDO OGGI
delle capacità umane e per la prosperità comune. Ci riuniamo in un periodo di enormi sfide per
Un mondo che investe nelle nuove generazioni lo sviluppo sostenibile. Miliardi di nostri concit-
e in cui ogni bambino e ogni bambina possono tadini continuano a vivere nella povertà e sono
crescere lontano da violenza e sfruttamento. Un privati di una vita dignitosa. La disuguaglianza
mondo in cui ogni donna e ogni ragazza posso- è in crescita sia fra i diversi paesi, sia all’interno
no godere di una totale parità di genere e in cui degli stessi. Ci sono enormi differenze per ciò
tutte le barriere all’emancipazione (legali, sociali che concerne opportunità, ricchezza e potere.
ed economiche) sono state abbattute. Un mon- La disparità di genere continua a rappresentare
do giusto, equo, tollerante, aperto e socialmente una sfida chiave. La disoccupazione, special-
inclusivo che soddisfi i bisogni dei più vulnerabili. mente quella giovanile, è una preoccupazione
Il mondo che immaginiamo è un mondo in cui prioritaria. Le minacce sanitarie globali, i sempre
ogni paese gode di una crescita economica più frequenti e violenti disastri naturali, la cresci-
duratura, aperta a tutti e sostenibile, e in cui vi ta vertiginosa dei conflitti, l’estremismo violento,
è un lavoro dignitoso per ciascuno. Un mondo il terrorismo, le crisi umanitarie e il conseguente
in cui i consumi, i processi di produzione e l’uso sfollamento forzato delle popolazioni minaccia-
delle risorse naturali (dall’aria alla terra, dai fiumi, no tutti i progressi allo sviluppo compiuti negli
laghi e falde acquifere ai mari e agli oceani) sono ultimi decenni.
sostenibili. Un mondo dove democrazia, buon L’esaurimento delle risorse naturali e gli impat-
governo e stato di diritto, così come un ambiente ti negativi del degrado ambientale, compresi
favorevole a livello internazionale e nazionale, desertificazione, siccità, distruzione del territo-
sono considerati imprescindibili per lo sviluppo rio, scarsità di acqua e perdita della biodiversità

PROSPERITÀ PACE PARTNERSHIP


Siamo determinati ad assicurare che Siamo determinati a promuovere Siamo determinati a mobilitare i mezzi
tutti gli esseri umani possano godere società pacifiche, giuste e inclusive, necessari per implementare questa
di una vita prospera e soddisfacente libere dalla paura e dalla violenza. Agenda attraverso una collaborazione
e che il progresso economico, sociale Non ci può essere sviluppo sostenibile globale concentrata in particolare sui
e tecnologico avvenga in armonia senza pace, né pace senza sviluppo bisogni dei più poveri e dei più vulne-
con la natura. sostenibile. rabili e con la partecipazione di tutti
i paesi, di tutte le parti in causa e di
tutte le persone.

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si aggiungono e incrementano la lista delle sfide Anche oggi stiamo prendendo una decisione di
che l’umanità deve fronteggiare. importanza storica. Decidiamo di costruire un
Il cambiamento climatico è una delle minacce futuro migliore per tutte le persone, compresi i
più grandi della nostra epoca e il suo impatto milioni a cui è stata negata la possibilità di condur-
negativo compromette le capacità degli Stati re una vita decente, dignitosa e gratificante e rea-
di attuare uno sviluppo sostenibile. L’aumento lizzare il loro pieno potenziale umano. Possiamo
della temperatura globale, l’innalzamento del essere la prima generazione che riesce a porre fine
livello del mare, l’acidificazione degli oceani e alla povertà; così come potremmo essere l'ultima
altre conseguenze del cambiamento climatico ad avere la possibilità di salvare il pianeta. Il mondo
stanno mettendo seriamente a repentaglio le nel 2030 sarà un posto migliore se riusciremo a
zone costiere e i territori al di sotto del livello raggiungere i nostri obiettivi.
del mare, compresi molti paesi meno sviluppati e Quello che annunciamo oggi è uno statuto per
piccoli Stati insulari in via di sviluppo. La soprav- le persone e il pianeta del XXI secolo. Bambini
vivenza di molte società e dei sistemi di suppor- e bambine, ragazzi e ragazze sono agenti critici
to biologico del pianeta è a rischio. del cambiamento e troveranno nei nuovi obietti-
Allo stesso tempo, la nostra è un’epoca di grandi vi una piattaforma per incanalare le loro infinite
opportunità. Sono stati compiuti progressi signi- potenzialità e agire verso la creazione di un
ficativi nell’affrontare molte sfide collegate allo mondo migliore.
sviluppo. Nelle generazioni passate, centinaia «Noi, i popoli» è il celebre incipit della Carta
di milioni di persone sono uscite dalla povertà delle Nazioni Unite. Siamo «noi, i popoli» a
estrema. L’accesso all’istruzione è notevolmente imbarcarci oggi verso il 2030. Il nostro viaggio
aumentato sia per i ragazzi che per le ragazze. La coinvolgerà governi e parlamenti, il sistema del-
diffusione dei mezzi di comunicazione e d’infor- le Nazioni Unite e altre istituzioni internazionali,
mazione e l’interconnessione globale permettono autorità locali, popolazioni indigene, la società
di accelerare il progresso dell’umanità, di colmare il civile, le imprese e il settore privato, la comunità
divario digitale e di sviluppare società basate sulla scientifica e accademica – e tutte le persone. A
conoscenza, così come lo consentono le scoperte milioni si sono già impegnati per questa Agenda
scientifiche e tecnologiche anche in settori tanto e la faranno propria. È un'Agenda delle persone,
diversi fra loro quali la medicina e l'energia. dal popolo e per il popolo, e questo, crediamo,
ne assicurerà il successo.
UN INVITO AD AGIRE PER CAMBIARE Il futuro dell'umanità e del pianeta è nelle nostre
Settant’anni fa, una precedente generazione di mani. Si trova anche nelle mani delle nuove
leader mondiali si riunì per creare le Nazioni Unite. generazioni, che passeranno il testimone a quel-
Dalle ceneri della guerra e delle divisioni ha pla- le future. Abbiamo tracciato la strada verso lo
smato questa Organizzazione e i valori della pace, sviluppo sostenibile; toccherà a noi garantire
del dialogo e della cooperazione internazionale che il viaggio abbia successo e che i suoi risultati
che la ispirano. La Carta delle Nazioni Unite rap- siano irreversibili.
presenta l'incarnazione suprema di questi valori. (estratti da [Link]

Possiamo essere la prima generazione a porre


fine alla povertà, così come potremmo essere
l'ultima ad avere la possibilità di salvare
il pianeta. Il mondo sarà un posto migliore nel
2030 se riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi
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IL PIANO D'AZIONE
PUNTO PER PUNTO

I 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile e i 169 traguardi che li esplicitano riguardano tutte le
dimensioni della vita umana e del pianeta.
Ogni obiettivo si riferisce a un aspetto del sistema umano-planetario che evolve nello spazio
e nel tempo. Tutti insieme puntano a realizzare quell’equilibrio globale rappresentato dalla
sostenibilità dell’intero sistema. Ogni nazione è chiamata a contribuire allo sforzo di portare il
mondo su un sentiero di sostenibilità, senza distinzione tra paesi sviluppati, emergenti e in via
di sviluppo, anche se le problematiche che ciascun obiettivo pone possono essere diverse a
seconda del livello di sviluppo già conseguito.
L’attuazione dell’Agenda 2030 richiede il coinvolgimento di tutte le componenti della società,
dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle associazioni, dalle università e centri
di ricerca al mondo dell’informazione e della cultura.
Ecco i 17 Obiettivi elencati uno a uno con brevi riassunti dei loro enunciati
(cfr. [Link]

PORRE FINE A OGNI FORMA DI POVERTÀ NEL MONDO


Porre fine alla povertà in ogni sua forma o dimensione ed eliminare la povertà estrema affinché tutti godano di un
tenore di vita dignitoso e di sistemi di protezione sociale. Assicurare a uomini e donne, in particolare ai più poveri
e vulnerabili, uguali diritti alle risorse economiche, accesso ai servizi di base, alla proprietà privata, al controllo
sui terreni e ad altre forme di proprietà e servizi finanziari, tra cui la microfinanza, attraverso solidi sistemi di
politiche a livello nazionale e internazionale basati su strategie di sviluppo a favore dei poveri e sensibili alle
differenze di genere, per sostenere investimenti accelerati nelle azioni di lotta alla povertà

PORRE FINE ALLA FAME, RAGGIUNGERE


LA SICUREZZA ALIMENTARE, MIGLIORARE LA NUTRIZIONE
E PROMUOVERE UN'AGRICOLTURA SOSTENIBILE
Garantire a tutte le persone, in particolare alle più vulnerabili, accesso sicuro a cibo nutriente e sufficiente per
tutto l'anno; eliminare tutte le forme di malnutrizione; raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei piccoli
produttori di cibo; garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e implementare pratiche agricole resi-
lienti; mantenere la diversità genetica delle sementi, degli animali da allevamento e delle specie selvatiche affini

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ASSICURARE LA SALUTE E IL BENESSERE PER TUTTI E A TUTTE LE ETÀ


Garantire una copertura sanitaria universale e l’accesso a un’assistenza alla salute di qualità, senza escludere
nessuno; ridurre la mortalità di neonati, bambini e madri; porre fine alle epidemie di Aids, malaria, tubercolosi,
malattie tropicali; combattere l'epatite, le malattie legate all’uso dell’acqua e altre malattie trasmissibili; ridurre
di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e la cura e promuovere
la salute mentale e il benessere; rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze stupefacenti e
dell'uso nocivo di alcool; garantire l'accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva

FORNIRE UN'EDUCAZIONE DI QUALITÀ, EQUA E INCLUSIVA,


E OPPORTUNITÀ DI APPRENDIMENTO PER TUTTI
Garantire a ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità nel completamento dell'educazione primaria e secon-
daria che porti a risultati di apprendimento adeguati e concreti; eliminare le disparità di genere nell'istruzione
e garantire un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle persone in situazioni
di vulnerabilità; garantire che tutti i giovani e gran parte degli adulti, uomini e donne, abbiano un livello di
alfabetizzazione e una capacità di calcolo; assicurarsi che gli studenti acquisiscano le competenze necessarie a
promuovere lo sviluppo sostenibile

RAGGIUNGERE LA PARITÀ DI GENERE E L'EMANCIPAZIONE DI TUTTE LE


DONNE E LE RAGAZZE
Porre fine ovunque a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze; eliminare ogni forma di
violenza nei confronti di donne e bambine, nella sfera privata e in quella pubblica, compreso il traffico e lo
sfruttamento sessuale e di ogni altro tipo; garantire la piena ed effettiva partecipazione femminile e opportunità
di leadership a ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica; avviare riforme per
dare alle donne diritti di accesso alle risorse economiche, al controllo della terra e ad altre forme di proprietà e
servizi finanziari

GARANTIRE A TUTTI LA DISPONIBILITÀ E LA GESTIONE SOSTENIBILE


DELL'ACQUA E DELLE STRUTTURE IGIENICO-SANITARIE
Ottenere l'accesso universale ed equo ad acqua potabile sicura e a impianti sanitari e igienici adeguati
per tutti; ridurre l'inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose; proteggere e risanare gli
ecosistemi legati all'acqua, comprese le montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, le falde acquifere e i laghi;
supportare e rafforzare la partecipazione delle comunità locali nel miglioramento della gestione dell'acqua e
degli impianti igienici

ASSICURARE A TUTTI L'ACCESSO A SISTEMI DI ENERGIA ECONOMICI,


AFFIDABILI, SOSTENIBILI E MODERNI
Garantire l'accesso a servizi energetici convenienti, affidabili e moderni; aumentare considerevolmente la quota
di energie rinnovabili nel consumo totale di energia; facilitare l’accesso alla ricerca e alle tecnologie legate all’e-
nergia pulita, comprese le risorse rinnovabili, all’efficienza energetica e alle tecnologie di combustibili fossili più
avanzate e pulite, promuovendo gli investimenti nelle tecnologie dell’energia pulita; migliorare le tecnologie per
fornire servizi energetici moderni e sostenibili, specialmente nei paesi meno sviluppati

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PROMUOVERE UNA CRESCITA ECONOMICA DURATURA, INCLUSIVA


E SOSTENIBILE, LA PIENA E PRODUTTIVA OCCUPAZIONE E UN LAVORO
DIGNITOSO PER TUTTI
Sostenere la crescita economica pro-capite e la crescita del Pil nei paesi meno sviluppati; elevare la produttività
economica attraverso la diversificazione e l'innovazione; favorire la crescita delle piccole imprese; realizzare un lavoro
dignitoso per tutte le donne e gli uomini, per i giovani e le persone con disabilità, e la parità di retribuzione per lavori
di pari valore; porre fine al lavoro minorile; proteggere i diritti del lavoro e promuovere un ambiente di lavoro sicuro
e protetto; promuovere il turismo sostenibile; ampliare l'accesso ai servizi bancari, assicurativi e finanziari per tutti

INFRASTRUTTURE RESISTENTI, INDUSTRIALIZZAZIONE SOSTENIBILE


E INNOVAZIONE
Sviluppare infrastrutture di qualità, sostenibili e resilienti per supportare lo sviluppo economico e il benessere umano;
promuovere l'industrializzazione inclusiva e sostenibile; aggiornare le infrastrutture e ammodernare le industrie per
renderle sostenibili, con adozione di tecnologie rispettose dell'ambiente; potenziare la ricerca scientifica, promuovere
le capacità tecnologiche dei settori industriali in tutti i paesi; aumentare significativamente l'accesso alle tecnologie
della comunicazione e fornire un accesso universale e a basso costo a Internet nei paesi meno sviluppati entro il 2020

RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE ALL'INTERNO E TRA I PAESI


Raggiungere e sostenere la crescita del reddito del 40 per cento più povero della popolazione; potenziare e promuo-
vere l'inclusione sociale, economica e politica di tutti; garantire a tutti pari opportunità; adottare politiche fiscali,
salariali e di protezione sociale per raggiungere una maggiore uguaglianza; migliorare la regolamentazione e il
controllo dei mercati e delle istituzioni finanziarie globali; assicurare maggiore rappresentanza e voce ai paesi in via
di sviluppo nei processi decisionali; facilitare la migrazione ordinata, sicura, regolare e responsabile e la mobilità
delle persone; attuare il principio del trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo

RENDERE LE CITTÀ E GLI INSEDIAMENTI URBANI INCLUSIVI,


SICURI, DURATURI E SOSTENIBILI
Garantire a tutti l'accesso a un alloggio e a servizi di base adeguati, sicuri e convenienti nonché a sistemi di trasporto
sicuri, sostenibili, e convenienti; migliorare la sicurezza stradale, ampliando i mezzi pubblici, con attenzione alle esi-
genze delle persone vulnerabili; proteggere il patrimonio culturale e naturale del mondo; ridurre l’impatto ambientale
negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell'aria e alla gestione dei rifiuti; fornire l'accesso
universale a spazi verdi pubblici; entro il 2020, aumentare notevolmente il numero di città e di insediamenti umani che
adottino e attuino politiche per l'inclusione, l'efficienza delle risorse, la resilienza ai disastri

GARANTIRE MODELLI SOSTENIBILI DI PRODUZIONE E DI CONSUMO


Raggiungere la gestione sostenibile e l'uso efficiente delle risorse naturali; dimezzare lo spreco pro capite di
rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo; ottenere la gestione
ecocompatibile delle sostanze chimiche e di tutti i rifiuti nel loro intero ciclo di vita; ridurre in modo sostanziale
la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo; incoraggiare le imprese ad
adottare pratiche sostenibili; rafforzare la capacità scientifica e tecnologica dei paesi in via di sviluppo verso
modelli più sostenibili di consumo e di produzione

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PROMUOVERE A TUTTI I LIVELLI AZIONI PER COMBATTERE


I CAMBIAMENTI CLIMATICI
Rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali in tutti i paesi;
integrare nelle politiche, nelle strategie e nei piani nazionali le misure di contrasto ai cambiamenti climatici;
migliorare l'istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale riguardo ai cambiamenti climatici
in materia di mitigazione, adattamento, riduzione dell’impatto e di allerta precoce; dare attuazione all'impegno
assunto nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per affrontare le esigenze dei
paesi in via di sviluppo

CONSERVARE E UTILIZZARE IN MODO DUREVOLE GLI OCEANI,


I MARI E LE RISORSE MARINE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
Prevenire e ridurre in modo significativo l'inquinamento marino di tutti i tipi, in particolare quello proveniente
dalle attività terrestri, compresi i rifiuti marini e l'inquinamento da nutrienti; gestire e proteggere in modo soste-
nibile gli ecosistemi marini e costieri per evitare impatti negativi significativi; ridurre al minimo e affrontare
gli effetti dell'acidificazione degli oceani; porre fine alla pesca eccessiva, illegale, non dichiarata e non regola-
mentata e alle pratiche di pesca distruttive; assicurare ai piccoli pescatori artigianali l’accesso alle risorse e ai
mercati marini

PROTEGGERE, RIPRISTINARE E FAVORIRE UN USO SOSTENIBILE


DELL'ECOSISTEMA TERRESTRE
Garantire la conservazione, il ripristino e l'uso sostenibile degli ecosistemi di acqua dolce terrestri e nell’entro-
terra, in particolare le foreste, le zone umide, le montagne e le zone aride; fermare la deforestazione, promuovere
il ripristino delle foreste degradate; combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati e il suolo;
ridurre il degrado degli habitat naturali, arrestare la perdita di biodiversità, proteggere e prevenire l'estinzione
delle specie minacciate; integrare i valori di ecosistema e di biodiversità nella pianificazione nazionale e locale

PROMUOVERE SOCIETÀ PACIFICHE E INCLUSIVE


Ridurre tutte le forme di violenza; eliminare l'abuso, lo sfruttamento, il traffico e tutte le forme di violenza e tortura con-
tro i bambini; promuovere lo stato di diritto a livello nazionale e internazionale e garantire parità di accesso alla giustizia
per tutti; combattere tutte le forme di criminalità organizzata; ridurre sostanzialmente la corruzione e la concussione
in tutte le loro forme; sviluppare istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti a tutti i livelli; assicurare un processo
decisionale reattivo, inclusivo, partecipativo e rappresentativo a tutti i livelli; allargare e rafforzare la partecipazione
dei paesi in via di sviluppo nelle istituzioni della governance globale; fornire l'identità giuridica per tutti; proteggere le
libertà fondamentali; promuovere e far rispettare le leggi e le politiche non discriminatorie per lo sviluppo sostenibile

RAFFORZARE I MEZZI DI ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI E RINNOVARE


IL PARTENARIATO MONDIALE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda entro il 2030 richiede un rilancio e un rafforzamento della collabo-
razione globale che metta insieme governi, società civile, settore privato, Nazioni Unite, e metta a disposizione le
risorse necessarie, specie in favore dei paesi più svantaggiati, affinché si possa raggiungere un progresso che
vada a beneficio di tutti. L’Obiettivo 17 ha lo scopo di promuovere e sviluppare i mezzi di attuazione del sistema
creato con l’Agenda 2030 e di rafforzare il partenariato tra tutti i portatori di interesse nel campo dello sviluppo
sostenibile

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UN EQUILIBRIO FRA TRE COMPONENTI


17
PARTNERSHIP
PER GLI
OBIETTIVI

8LAVORO 9 10 12
ECONOMIA DIGNITOSO
E CRESCITA
ECONOMICA
IMPRESE,
INNOVAZIONE E
INFRASTRUTTURE
RIDURRE LE
CONSUMO E
PRODUZIONE
DISUGUAGLIANZE RESPONSABILI

1 11 16 7 3 4 5 2
SOCIETÀ SCONFIGGERE
CITTÀ
E COMUNITÀ
PACE, GIUSTIZIA
E ISTITUZIONI
ENERGIA
PULITA
SALUTE E
BENESSERE
ISTRUZIONE
DI QUALITÀ
PARITÀ
DI GENERE
SCONFIGGERE
LA FAME
LA POVERTÀ SOSTENIBILI SOLIDE E ACCESSIBILE

15 14 6ACQUA PULITA 13
AMBIENTE E SERVIZI LOTTA CONTRO
VITA VITA IGIENICO IL CAMBIAMENTO
SULLA TERRA SOTT’ACQUA SANITARI CLIMATICO

L’idea di sviluppo sostenibile, come abbiamo visto in per le attività agricole e l’irrigazione dei campi.
apertura (p. 6), si basa sulla consapevolezza che le tre Livelli crescenti di disuguaglianza e degrado ambientale
dimensioni ambientale, economica e sociale siano inscin- possono avere conseguenze negative anche per l’an-
dibili e profondamente interconnesse. In questo senso, damento dell’economia. Basta pensare ai cambiamenti
la definizione di sviluppo sostenibile come di equità tra climatici che derivano dall’innalzamento della tempe-
generazioni implica anche, per coerenza, l’equità all’inter- ratura globale: provocati dalle attività antropiche e da
no di ogni generazione. un’idea di sviluppo economico senza limiti, nei prossimi
La sostenibilità inter-generazionale è di tipo ambientale e anni porteranno a una riduzione delle produttività della
intende garantire la libertà di scelta alle generazioni future, terra e delle risorse naturali, a un aumento del numero di
libertà che dipende in modo cruciale dall’integrità dell’am- eventi climatici estremi e quindi dei relativi problemi di
biente naturale che esse riceveranno in eredità. Quella salute per i lavoratori con una riduzione della produttività
intra-generazionale è di tipo socio-economico e intende e del lavoro, a un innalzamento del livello dei mari e a un
garantire a tutti e tutte pari opportunità. Ciò può avvenire aumento del fenomeno migratorio. Per di più il deterio-
soltanto se viene garantita una sostanziale uguaglianza ramento ambientale peggiora le condizioni dei poveri,
dei “punti di partenza”, cioè l’accesso effettivo a tutte le che a loro volta si trovano costretti a sfruttare ulterior-
opportunità economiche e adeguati livelli di benessere mente le risorse naturali per assicurarsi la sopravviven-
sociale. La povertà, la denutrizione, le malattie riducono za giornaliera. Elevati livelli di disuguaglianza possono
considerevolmente l’accesso a tali opportunità. Benes- causare tensioni sociali e politiche, che spesso hanno
sere e felicità, inoltre, dipendono non solo dalla povertà effetti negativi sulla crescita del reddito e scoraggiano
assoluta ma anche da quella relativa, ovvero da disugua- gli investimenti.
glianze nella distribuzione dei redditi. Analogamente, l’in- È chiaro allora che soltanto la considerazione della tri-
quinamento dei beni ambientali limita la disponibilità delle plice dimensione dello sviluppo può essere fonte di un
risorse naturali e ne riduce la qualità rendendone impos- vero miglioramento del benessere degli esseri umani e
sibile alcuni impieghi. Se per esempio inquiniamo l’acqua garantire che le attività economiche siano compatibili
ne limiteremo il suo utilizzo come bene necessario per il con l'equità sociale, gli ecosistemi e l’equilibrio ambien-
sostentamento fisico: per bere o per igiene personale o tale. (Carlo Orecchia)

Fonte: Simone Borghesi e Alessandro Vercelli, La sostenibilità dello sviluppo globale, Carocci, 2005 15
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UNA RETE
DI AZIONI I 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, a loro

INTER volta articolati in 169 traguardi, sono multidimensionali e tra-


sversali. Nella visione dell’Onu, essi non sono gerarchicamente

DIPENDENTI
ordinati dal momento che vanno raggiunti in modo simultaneo
e contestuale. In questo modo, gli Obiettivi danno luogo a una
vera e propria rete in cui ciascuno dipende dagli altri.
Per esempio, l’obiettivo n. 1 “Porre fine a ogni forma di povertà

4
1
1
2
1
1 4
2 4 9
1
1
2 1
1 2
2
1
3 2
1
1
1 1 1
1 1
2
1
1
3

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nel mondo” è collegato al n. 10 “Ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi” che


a sua volta è collegato al n. 16 “Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo
sostenibile”. Considerando i 169 traguardi, la rete diventa ancora più fitta e si creano
tra gli Obiettivi decine di legami diretti e indiretti (indicati dai numeri sui collegamen-
ti, che rappresentano la quantità di traguardi in comune). Di nuovo quindi ritroviamo
quella visione olistica di buona società in cui, come in un sistema complesso, ogni cosa
è collegata alle altre.

5
3

4 4
2
1
1 5 3 1

1
3
1 1
8 6 4

1
1
1
2 1

Fonte:
[Link]
17
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L'AGENDA DELLE PERSONE COMUNI


DALLE PROPOSTE DI PACE DI DAISAKU IKEDA

Gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile sono da molto tempo al centro della visione sociale e politica
di Daisaku Ikeda. Già qualche mese prima della loro formulazione infatti, nella Proposta di pace del
26 gennaio 2015, Ikeda scrive: «A settant'anni dalla loro fondazione, le Nazioni Unite hanno allargato
l'orizzonte delle loro attività per misurarsi con una serie di problematiche globali. […] In particolare,
frasi come “porre fine alla povertà in tutte le sue forme in ogni luogo” e “garantire una vita sana pro-
muovendo il benessere per tutti e in ogni età” esprimono l'impegno a proteggere la dignità di tutte le
persone senza alcuna eccezione» (BS, 170, 6).

PER NON LASCIARE INDIETRO NESSUNO


L’anno successivo commenta così il testo della Risoluzione dell’Onu: «Forse ciò che colpisce maggior-
mente è la ferma enunciazione della determinazione a non lasciare indietro nessuno. […] L’Agenda
2030 […] chiede il rafforzamento di un sostegno mirato specificamente ai bisogni dei più indifesi e al
tempo stesso un miglioramento delle condizioni di vita delle persone che si trovano nelle aree colpite
da emergenze umanitarie o dal terrorismo» (Proposta di pace 2016, BS, 176, 8).
L'ampio spettro di realtà critiche preso in considerazione dall'Agenda ha fatto sorgere interrogativi
riguardo alla loro effettiva possibilità di realizzazione. In risposta Ikeda spiega che così come «il
vasto corpo degli insegnamenti di Shakyamuni (“gli ottantamila insegnamenti”) fu esposto princi-
palmente per affrontare i problemi e le sofferenze che affliggevano individui specifici, è importante
ricordare che il gran numero di Obiettivi esprime la misura della vastità del numero di persone che
vivono in condizioni estremamente gravi: non possiamo permetterci di trascurarne nessuna» (Pro-
posta di pace 2017, BS, 182, 8).
Sottolinea poi come questa visione incarni lo spirito del bodhisattva e costituisca «il fondamento delle
iniziative della Sgi, che sostiene l'Onu e opera per la risoluzione dei problemi globali».

L'EMPOWERMENT DELLE PERSONE PIÙ VULNERABILI


«L’Agenda 2030 – ricorda Ikeda – pone l’attenzione e l’accento sull’importanza dell’empowerment di
gruppi particolarmente vulnerabili come i bambini, gli anziani, le persone con disabilità, i rifugiati e i
migranti internazionali». E proprio in questi ambiti si sono concentrati gli interventi della Sgi: «Impe-
gnandoci nel corso degli anni in attività come il soccorso ai rifugiati e la ricostruzione dopo i disastri
naturali, il nostro obiettivo costante è consistito nella promozione dell'empowerment delle persone, da
parte delle persone e per le persone. Perché le capacità interiori che si liberano grazie all'empower-
ment diventano una fonte duratura di energia per la trasformazione, una sorgente di speranza inestin-
guibile» (BS, 176, 9). Infatti, ribadisce nella Proposta di pace 2017, «la capacità di risolvere i problemi
non è patrimonio di qualche persona speciale. È una possibilità che abbiamo tutti e tutte quando
affrontiamo la realtà direttamente, assumiamo su di noi qualche porzione del suo pesante fardello e
agiamo con perseveranza. La nostra capacità di superare le difficoltà emerge quando trasformiamo
l'angoscia e la preoccupazione in determinazione e azione» (BS, 182, 21).
Riguardo a questo punto, nella Proposta di pace 2018 Ikeda dedica ampio spazio all’analisi dell’obietti-
vo n. 5: «La parità di genere e l'empowerment delle donne non dovrebbero essere considerati solo
uno di questi 17 Obiettivi, bensì la chiave per accelerare il processo di realizzazione di tutti gli altri.
L'empowerment delle donne può infatti rappresentare la forza trainante per ristabilire la speranza e
la capacità di andare avanti in circostanze difficili» (BS, 188, 33).

18 || buddismo e società | 195 || speciale | tutti insieme appassionatamente


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La capacità di risolvere i problemi non è patrimonio di qualche persona speciale.


È una possibilità che abbiamo tutti e tutte quando affrontiamo la realtà direttamente
e assumiamo su di noi qualche porzione del suo pesante fardello
(Proposta di pace 2017)

PROTAGONISTA LA SOCIETÀ CIVILE


«Io considero particolarmente rilevante – scrive Ikeda nel 2017 – il fatto che gli Obiettivi di svilup-
po sostenibile siano stati adottati grazie a un notevole apporto della società civile. Infatti nel loro
processo di elaborazione all'interno dell'Onu c'è stato lo sforzo di coinvolgere nel dialogo vaste
categorie di soggetti direttamente interessati, fra cui le donne e i giovani. Sono stati condotti son-
daggi riguardo alla priorità delle aree di intervento ai quali hanno partecipato più di 7 milioni di
persone, delle quali circa il 70 per cento aveva meno di trent'anni. Molti ambiti di intervento che
hanno riportato i punteggi più alti nei sondaggi, come l'educazione, la salute e l'occupazione, sono
stati inseriti negli Obiettivi». Il testo dell’Agenda 2030 evidenzia la portata di tale iniziativa: «Milioni
di persone si sono già impegnate e si impegneranno in questo programma, fatto dalle persone per
le persone, e siamo convinti che ciò ne garantirà il successo». «Nella proposta che scrissi in occa-
sione della conferenza Rio+20 (2012), che segnò il punto di partenza per la stesura degli Obiettivi
per lo sviluppo sostenibile, espressi la viva speranza che il nucleo fosse proprio questa "agenda
delle persone comuni". Sentivo infatti che sarebbe stato difficile ottenere l'impulso adeguato per
realizzare anche uno qualsiasi di questi obiettivi senza che un vasto numero di persone si sentisse
personalmente coinvolto» (BS, 182, 18).

QUANDO I GIOVANI DECIDONO DI AGIRE E TRASFORMANO LA SPERANZA IN UN VOTO


I giovani – dichiara Ikeda – detengono le chiavi per realizzare gli scopi stabiliti dall'Onu. Infatti nella
risoluzione dell'Assemblea generale «vengono identificati come “agenti critici di cambiamento”,
un'idea che condivido con tutto il cuore. Quando i giovani determinano di illuminare l'angolo di
mondo in cui abitano, creano uno spazio di sicurezza in cui le persone possono riacquistare la spe-
ranza e la forza di vivere» (cfr. BS, 182, 7-11). Gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile, sebbene non
siano legalmente vincolanti, sono permeati della speranza di trasformare il nostro mondo. «Quan-
do un numero sempre maggiore di giovani farà della realizzazione di questa speranza il proprio
voto e agirà di conseguenza, gli sforzi per raggiungere questi obiettivi riceveranno un notevole
impulso» (Ibidem, 21). In tutto il mondo i giovani della Sgi stanno affrontando la sfida di trasfor-
mare la realtà in ambiti quali l'integrità ecologica, l'educazione ai diritti umani e la nonviolenza, e
alcune attività sono legate direttamente agli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile, come l'evento
co-sponsorizzato dalla Sgi Youth Boosting the Promotion and the Implementation of Sustainable
Development Goals svoltosi presso la sede dell'Onu a novembre 2016.

IL FUTURO COMINCIA OGGI


L'attuazione dell'Agenda 2030 richiede un impegno immediato e quotidiano: «Il futuro è determinato
dalla profondità e dall'intensità del voto o impegno assunto dalle persone che vivono nel momento
presente. In quanto esseri umani, possediamo la capacità di agire passo dopo passo per assicurarci
che nessun altro, ora e nel futuro, debba sopportare le sofferenze che ci affliggono oggi» (BS, 170, 6).
E conclude: «La visione degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile di non lasciare nessuno indietro non
è qualcosa da realizzarsi in un luogo lontano o in un qualche momento futuro. Tali Obiettivi riguardano
la vita attuale su questo pianeta insieme ai nostri simili; ci indicano un modo di vivere fatto di sforzi
quotidiani per costruire una società in cui tutti possano condividere la gioia di vivere» (BS, 182, 11).
(A cura di Maria Lucia De Luca)

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METTIAMO MANO AL NOSTRO FUTURO


IL TERZO FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Si è aperto a Roma il 21 maggio scorso il terzo Festival ASviS presentata in occasione dell'evento di apertura.
dello sviluppo sostenibile, la più grande iniziativa ita- L’Alleanza, parola-mission che dà l’idea dell’inclusività
liana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, imprese, delle forze raccolte, ha presieduto i 17 giorni di incontri
associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità eco- (come i 17 Obiettivi) che si sono conclusi il 6 giugno alla
nomica, sociale e ambientale, diffondere la cultura della Camera dei Deputati con la presentazione delle consi-
sostenibilità e realizzare un cambiamento culturale e derazioni finali alle istituzioni.
politico per attuare l’Agenda 2030. In particolare, da segnalare l’evento del 18 maggio ad
Il festival è organizzato dall’ASviS, l’Alleanza Italiana per Assisi, un incontro di “Dialogo interreligioso per lo svi-
lo Sviluppo Sostenibile ([Link]), nata all’inizio del luppo sostenibile” dal titolo L’economia del noi per uno
2016 per mettere in rete tutti i soggetti (attualmente più sviluppo sostenibile: il dialogo interreligioso per un nuo-
di 200) che si occupano di tematiche relative all’Agenda. vo modello economico, sociale e ambientale.
Gli eventi del festival, oltre 700 sparsi in tutta Italia tra Nella giornata inaugurale da più relatori è giunto il ricor-
convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, mani- do di Aurelio Peccei e del Club di Roma come apripista
festazioni sportive, presentazioni di libri e documentari, di una preoccupazione ambientale da allora sempre più
all’insegna del titolo-invito Mettiamo mano al nostro futuro condivisa e argomentata. E tanti spunti su cui ragionare
hanno voluto portare un contributo alla riflessione e al tan- riconnettendoli alle Proposte di pace che annualmente
to da fare nell’orizzonte di questo traguardo così prossimo l’Sgi presenta alle Nazioni Unite.
ma a oggi ancora così sfidante, come emerso dalla ricerca (Roberto Carvelli)

PER APPROFONDIRE
Simone Borghesi, Alessandro Vercelli, La sostenibilità dello svilup- The Physical Science Basis, Contribution of Working Group I to the
po globale, Carocci, 2005 Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate
Gro Harlem Brundtland and World Commission on Environment Change, ed. T.F. Stocker, D. Qin, G.-K. Plattner, M. Tignor, S.K. Allen, J.
and Development, Our Common Future: Report of the World Com- Boschung et al., Cambridge University Press, Cambridge
mission on Environment and Development, Oxford University Press, James E. Meade, Libertà, eguaglianza ed efficienza, vol. 186, Feltri-
Oxford, 1987 nelli editore, 1995
Comitato Capitale Naturale, 2017, Primo Rapporto sullo Stato del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,
Capitale Naturale in Italia, Roma Ministero dell’Ambiente (www. 2017, Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, Roma (www.
[Link]) [Link])
Comitato Capitale Naturale, 2018, Secondo Rapporto sullo Stato John Rawls, Una teoria della giustizia, vol. 22, Feltrinelli editore, 1986
del Capitale Naturale in Italia, Roma Ministero dell’Ambiente (www. Jeffrey D. Sachs, L'era dello sviluppo sostenibile, EGEA, 2015
[Link]) Amartya Sen, Lo sviluppo è libertà, Edizioni Mondadori, 2014
IPCC, 2018, “Summary for Policymakers”, in Special Report on Glo- Thomas H. Tietenberg, Maria Concetta Chiuri, Alessio D'Amato,
bal Warming of 1.5 C° (SR15), Incheon, Republic of Korea Economia dell'ambiente, McGraw-Hill, Milano, 2006
IPCC, 2013, “Summary for Policymakers”, in Climate Change 2013:

Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS): Documento finale di Rio+20: [Link]
[Link] [Link]
Dichiarazione di Rio: A/CONF.151/26, [Link]/documents/ga/ L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: [Link]
conf151/[Link] [Link]/post2015/transformingourworld

Daisaku Ikeda:
Educare a un futuro sostenibile, documento presentato al Summit mon- Proposte di pace dal 2014 al 2019
diale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg dell’agosto 2002 (BS, 94) con Aurelio Peccei, Campanello d’allarme per il XXI secolo, Esperia
Per una società globale sostenibile. Ogni persona è protagonista del cam- con Ernst Ulrich von Weizsäcker, La gioia del meno, Piemme
biamento, testo presentato alla Conferenza mondiale sull'ambiente di Rio con Hazel Henderson, Cittadini del mondo. L'impegno di ognuno per
de Janeiro del giugno 2012 (BS, 154) costruire un futuro sostenibile, Sperling & Kupfer

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SDG L'AGENDA 2030 IN PRATICA


Esperienze sul campo
Tante persone e tante realtà sono già entrate in azione. In questo spazio, che proseguirà nei prossimi numeri,
riportiamo alcune delle loro testimonianze

UN COMPITO
DAVVERO PREZIOSO
I N T E R V I S TA A M A R I A C H I A R A P E T T E N AT I

Maria Chiara Pettenati è dirigente di ricerca presso l’Istituto nazionale di docu-


L’introduzione mentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire), dove si occupa di forma-
dell’Agenda 2030 zione per gli insegnanti già in servizio e per quelli che si accingono a entrare
nelle scuole le ha dato di ruolo nella scuola pubblica. In questa intervista ci parla del suo incontro con
l’occasione di attivarsi l'Agenda 2030 all'interno del suo percorso professionale e buddista.

concretamente
Formare degli educatori è una grande responsabilità. Quali sono gli insegna-
per kosen-rufu. menti del Buddismo da cui trai ispirazione?
«Ho riconosciuto Da quando ho cominciato a praticare il Buddismo, nel 2011, mi sono sempre inte-
in questo disegno ressata alla storia della Soka Gakkai e al suo modello educativo tanto caro ai ma-
un messaggio estri fondatori Josei Toda e Tsunesaburo Makiguchi, promotori di un’educazione
umanistica così rivoluzionaria. E Daisaku Ikeda scrive: «La felicità dell’umanità e
profondamente il futuro della società non sono determinati né dalla politica né dall’economia ma
umanistico e una dall’educazione. L’educazione è la base di tutto. L’educazione è un compito sacro
visione integrata e supremo» (I tesori del futuro, Esperia, p. 15).
degli esseri viventi e Facendo mia questa guida mi sono sempre adoperata, sia in ambito familiare sia
nella società, per svilupparla concretamente. Finché, lo scorso anno, è arrivata
dell'ambiente, un’occasione lavorativa di cui ho presto intuito la portata: il Ministero dell’Istru-
il valore buddista zione ha chiesto al mio istituto di sostenere l’introduzione dell’educazione allo
che ogni giorno sviluppo sostenibile e all’Agenda 2030 per i 33.000 nuovi insegnanti che sa-
troviamo nelle nostre rebbero entrati in servizio nella scuola pubblica l’anno seguente. Si trattava di

preghiere» un compito che nascondeva una grande preziosità nella sua semplicità. Così ho
incontrato i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, obiettivi straordinari che ci riguardano
tutti. Più mi avvicinavo a questi contenuti, recitando Daimoku, e più sentivo che
questa era l’occasione per dare il mio contributo a kosen-rufu attraverso il mio
lavoro.

Come ti sei preparata a una missione così delicata e come hai introdotto il
progetto dell’Agenda nelle scuole?
Ho riconosciuto in questo disegno un messaggio profondamente umanistico e
di visione integrata degli esseri viventi e dell’ambiente, che è poi il valore buddi-
sta che ogni giorno troviamo nelle nostre preghiere. Ho passato i primi sei-sette

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mesi avvicinandomi a questo tema tra la preghie- sco, soprattutto dal 2014 in poi, ogni anno nelle
ra, lo studio e la determinazione per entrare in sue Proposte di pace aveva sempre messo un
un argomento complesso e mai affrontato prima. riferimento esplicito agli obiettivi dell’Agenda
Riconosco di beneficiare di una particolare pre- 2030. Inaspettatamente, il giorno previsto per il
disposizione agli scopi e alle visioni di ampio re- primo incontro con gli insegnanti è uscita la Pro-
spiro di cui parla Toda, che «evidenziò una verità posta di pace 2018 in inglese. In questa propo-
fondamentale: l’autentica speranza emerge lad- sta emerge, tra gli altri, un messaggio dedicato
dove ci si impegna puntando a sogni e obiettivi alle donne che, Ikeda scrive, sono «la chiave per
di grande portata, come un mondo senza guerra risolvere i problemi globali, [...] per accelerare il
e violenza, un mondo in cui ognuno possa vivere processo di realizzazione di tutti gli altri obiet-
con dignità» (Daisaku Ikeda, BS, 160, 18-19). Pre- tivi dell’Agenda 2030» (Proposta di pace 2018,
gando con il desiderio di ricercare questo spirito, allegato a BS, 188, 33). Il presidente Ikeda si
insieme alla mia collega Isabel De Maurissens, ci stava rivolgendo direttamente a me. Era la mia
siamo sfidate incontrando centinaia di insegnanti occasione per compiere la mia rivoluzione uma-
e offrendoci di tenere anche dei corsi in presen- na accelerando il perseguimento degli Obiettivi
za sui temi dello sviluppo sostenibile, oltre che a per lo sviluppo sostenibile.
predisporre per loro i contenuti online per conto
del nostro istituto. In sintesi, perché è così importante educare
Studiavo per prepararmi a parlare con i docenti, li allo sviluppo sostenibile?
incontravo e studiavo ancora. Sono stati confron- Perché l’umanità e il pianeta non sono su un
ti molto belli, per i quali non mi sentivo sempre sentiero di sviluppo sostenibile. E i giovani in
preparata, anzi spesso mi sentivo inadeguata. particolare sono chiamati a unirsi per affronta-
Ma ogni volta che dovevo andare in aula recitavo re le importanti sfide dell’umanità. L’ultimo ap-
molto Daimoku con questo desiderio nel cuore: pello importante in questo senso è stato quello
incoraggiare le persone che incontravo e riuscire di Adolfo Peréz Esquivel e Daisaku Ikeda del
a trasmettere loro il desiderio di kosen-rufu at- giugno 2018, in cui si rivolgono «ai giovani del
traverso gli obiettivi dell’Agenda 2030. Spesso mondo affinché […] divengano costruttori della
le persone più difficili e resistenti, che mi hanno propria vita e della storia del nuovo millennio».
messo in crisi con il loro atteggiamento, sono In apertura di questo documento Ikeda e Peréz
state quelle che mi hanno spinto a imparare di Esquivel scrivono: «Bisogna lavorare per soste-
più perché per rispondere alle loro domande do- nere l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
vevo continuare a studiare. delle Nazioni Unite che punta a trasformare il
nostro mondo» (NR, 630, 17).
L’Agenda 2030 è un movimento collettivo che Quando nelle preghiere silenziose leggiamo «pre-
coinvolge anche molte istituzioni; che tipo di go per la realizzazione del grande voto di kosen-
relazioni hai instaurato con loro? rufu in tutto il mondo» stiamo affermando che
Per prepararmi seguivo io stessa dei corsi e mi desideriamo la diffusione del Buddismo con la
sono accorta che in numerose situazioni i lea- convinzione che questo porterà pace nella socie-
der italiani che portano avanti con generosità e tà e nell’ambiente. Vorrei testimoniare con la mia
competenza il movimento dell’Agenda 2030 in esperienza che se noi contribuiamo a kosen-rufu
Italia citano come determinante il sostegno spi- otterremo pace nella società e nell’ambiente.
rituale e politico di Papa Francesco con la sua Teniamoli nel cuore questi 17 Obiettivi. Tutte le
enciclica Laudato Si’, uscita proprio nel 2015 per occasioni diventeranno buone per contribuire
incoraggiare i leader politici a compiere questo alla loro realizzazione e portare l’umanità su una
passo. Non ho fatto fatica però a scoprire che il strada di sostenibilità.
presidente Ikeda, ancor prima di Papa France- (Maria Paparazzo)

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SE QUEL Studiare i 17 Obiettivi


e lasciarli chiusi dentro l'aula
CHE INSEGNO non serve a niente, se non si capisce
che anche la piccola azione fatta
DIVENTA ME consapevolmente fa la differenza

Nel lavoro che faccio – insegnare al liceo – la mera trasmissione di conoscenze è solo la superficie di una modalità
di relazione profonda e complessa. Già “trasmettere” in sé non è così scontato, perché l’azione prevede un mittente
e un ricevente: che fare quando il ricevente non riceve?
Ho compreso che se non credo profondamente a quanto dico, l’effetto sarà mediocre, sbrindellato. E per credere con
tutto il cuore non bastano le parole: è necessario che diventino fatti. Io insegnavo tante cose, dal rispetto per le donne
ai diritti umani, alla cura dell’ambiente, ma tutto questo era come scollato dalla mia vita personale, perché di fatto io
non facevo niente – al di fuori di tante appassionate lezioni – affinché quel che dicevo diventasse davvero me.
Ho compreso anche la profonda verità insita nel principio buddista dell’origine dipendente: la vita individuale è, come
nella rete di Indra, connessa con ogni altra. Averne consapevolezza ha significato vedere in tutt’altra luce il mio lavoro.
Le conoscenze non erano più l’obiettivo, ma il mezzo: l’obiettivo era favorire in ogni modo la fioritura di esistenze con-
nesse con la mia. E allora doveva cambiare il mio modo non tanto di insegnare, ma di essere insegnante.
Mi sono arrovellata per anni, ma alla fine ho capito: non è il cosa ma il come che conta. Per parlare dei diritti delle don-
ne ho imparato su di me il rispetto; per parlare delle emergenze del clima ho prima imparato a sentirle mie. Il passo
successivo è venuto da sé: ho compreso che non vi è separazione tra la lotta per i diritti civili e quella per avere strade
più pulite. Se sento che io sono l’ambiente, la connessione diventa normale. E allora ho visto nel comportamento delle
mie classi riflettersi questa stessa coscienza. Ho visto ragazze che sembravano del tutto impermeabili a qualsiasi tema
esulasse dai confini delle loro giornate partecipare agli schoolstrikes sull’esempio di Greta; e ho visto ragazzi seguirle
e alzare lo sguardo per ascoltarle.
È vero: i giovani sono spugne, assorbono e sono – come dice Plutarco – fiaccole da accendere, non vasi da riempire.
Possiamo insegnare loro tutti i contenuti possibili, nel miglior modo possibile, ma solo l'esempio accenderà quel fuoco.
Ciò che mi interessa davvero non è che a fine anno tutta la classe conosca l’ammontare delle spese militari e il peri-
coloso aumento delle armi leggere messe in commercio e possedute: quel che importa è che i ragazzi e le ragazze
capiscano che quei dati li riguardano, che non sono “nozioni” inutili alla loro vita, anche se loro non compreranno
mai armi.
Studiare i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 e lasciarli chiusi dentro l’aula non serve a niente, se non si capisce che anche la
piccola azione fatta consapevolmente fa la differenza. Le complesse questioni legate al risparmio delle riserve idriche
non entrano nelle vite dei ragazzi se non riescono a percepirle come questioni quotidiane. E su questo la mia espe-
rienza è diventata la nostra esperienza per apportare in classe, prima, e nella scuola, poi, dei cambiamenti alla nostra
portata ma significativi, progressivi ed estendibili, così da farne un comportamento. Concretamente, ho cominciato a
cambiare il mio: ho smesso di usare bottigliette di plastica utilizzando una bottiglia di alluminio e poggiandola sulla
cattedra. Ho spiegato cosa fosse e perché la usavo. Piano piano, ho visto bottiglie di questo genere spuntare sui ban-
chi. E nel momento in cui si è innescata questa magia, questa connessione tra la mia vita e la vita fuori di me, capisco
che non solo tutto mi riguarda ma mi accorgo, insieme ai miei studenti, che da qualunque parte io cominci a parlare,
toccherò, come in un cerchio, tutti gli aspetti. La vita è rotonda, e se i giovani riescono a sentirsene al centro vedranno,
con un piccolo spostamento dello sguardo, tutto quanto e non solo la loro piccola fetta.
(Giulietta Stirati)

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SENZA CLASSI,
SENZA VOTI,
SENZA BUROCRAZIE
E SENZA SOLDI
INCONTRO CON ERALDO AFFINATI, FONDATORE DELLA SCUOLA PENNY WIRTON

Un'aula “Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendi-


senza cattedra, mento per tutti” recita il quarto degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

con tanti tavolini, «Sono parole che condividiamo – dice Eraldo Affinati, fondatore insieme alla
moglie Anna Luce Lenzi della scuola Penny Wirton, dove si insegna la lingua ita-
dove si insegna liana ai migranti – ma le abbiamo trovate cammin facendo».
l'italiano ai migranti Il nome della scuola – che nasce a Roma nel 2008 – si ispira a un racconto di
instaurando un Silvio d’Arzo, Penny Wirton e sua madre, la storia di un ragazzo povero e disprez-
rapporto diretto zato, senza padre, che dopo una serie innumerevole di sfide riesce a conquistare
la propria dignità anche grazie all’aiuto di un supplente della scuola.
tra insegnante e Anche qui molti studenti e studentesse sono orfani, lontani dai propri parenti e
studente in una dal paese natale; questa scuola dà loro la possibilità di un riscatto.
relazione uno a uno. Lo stile di insegnamento («non usiamo la parola metodo perché ci sembra trop-
Oggi la scuola Penny po vincolante») è differente da quello cui siamo soliti assistere; non si svolge
attraverso lezioni frontali ma in relazioni uno a uno, in un rapporto diretto tra l’in-
Wirton è presente segnante e lo studente, «senza classi, senza voti, senza burocrazie e senza soldi».
in tutta Italia, grazie Cosa vi ha spinto, chiedo ad Affinati, a realizzare un progetto simile? «Perché da
all’entusiasmo dei soli non si può vivere. Abbiamo bisogno degli altri», risponde, ribadendo l’im-
volontari, spesso portanza dei legami umani, dello scambio reciproco che ci consente di costruire.

molto giovani, La relazione uno a uno è particolarmente stimolante «poiché consente di partire
dalle esigenze di chi si ha di fronte, di puntare sulla qualità della relazione uma-
impegnati nella na assumendosi la responsabilità dello sguardo altrui. Noi crediamo molto nella
costruzione di ponti capacità dei giovani – la maggior parte degli insegnanti volontari sono ragazzi e
di amicizia tramite ragazze – di entrare in rapporto con i loro coetanei di tutto il mondo. Io e Luce
la comprensione abbiamo composto un manuale in due volumi, Italiani anche noi, pubblicato dalla
Erickson, ed è quello lo strumento didattico che usiamo. Ma abbiamo anche tanti
reciproca, giochi fatti apposta per chi deve imparare la nostra lingua».
l’entusiasmo di La scelta di questa modalità di insegnamento esprime un profondo rispetto nei
aiutare, il sostegno confronti delle esigenze di ogni singolo individuo: «Da noi può venire il giovane
privo di giudizio laureato, oppure l’analfabeta nella lingua madre. L’approccio non può essere lo
stesso. Ma, a parte questo, se c’è un docente che spiega davanti alla classe entrano
([Link])
in gioco questioni legate a criteri oggettivi, mentre qui l’apprendimento è sempre

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Anna Luce Lenzi Eraldo Affinati

individuale con tempi e forme ogni volta diversi». Riguardo alla visione dell’educazione, Affinati
Tutto ciò mi ricorda quanto mi colpì, quando ero sostiene che «educare vuol dire educarsi: sco-
al liceo, il metodo educativo di Socrate; il filoso- prire il maestro interiore presente dentro ognu-
fo parlava continuamente con i giovani non per no di noi. Accendere il fuoco della passione
impartire loro delle nozioni fini a se stesse, ma primaria e accorgersi che non è solo tuo, è di
con il desiderio che ognuno, attraverso questo tutti. Si tratta di un processo lungo, non facile,
dialogo, potesse esprimere le proprie peculiarità anche doloroso. Ho pubblicato 20 libri: ma in
e in questo modo contribuire al miglioramento fondo credo che sin dall’inizio puntavo a trovare
della società. La sua “arte della maieutica”, o di questa consapevolezza».
far partorire, si basava su una fiducia infinita nel Oggi la scuola Penny Wirton è presente in tutta
potenziale dei giovani con i quali dialogava. Italia, piena dell’entusiasmo e del desiderio dei
«Ciò non significa – sottolinea Affinati – che alla volontari, spesso molto giovani, che si stan-
Penny non ci sia una dimensione corale. Chiun- no impegnando nella costruzione di ponti di
que viene a trovarci apprezza soprattutto l’ele- amicizia, i quali non passano solamente attra-
mento comunitario, un’aria di famiglia: in una verso la conoscenza di una lingua comune ma
grande sala, tanti tavolini riuniti insieme. Mentre soprattutto tramite la comprensione reciproca,
i bambini giocano, le mamme studiano i verbi. il sostegno condiviso e privo di giudizio, l’entu-
Ma se un piccolo cade a terra, a rialzarlo in piedi siasmo di aiutare, tutte emozioni e sensazioni
può essere qualsiasi volontario o studente». che si percepiscono profondamente all’interno
Nel 2018 le frequenze alla scuola sono state della scuola.
numerose; vi hanno partecipato circa 357 stu- Alla domanda finale sulle aspettative rispetto
denti di diverse nazionalità, che si sono impe- alla visione integrata e universale dell’Agenda
gnati con costanza a partecipare alle lezioni 2030, l’immagine che ci viene restituita è a
organizzate dai volontari della scuola. «Ho dir poco colma di speranza e fiducia. Affinati
raccontato la nostra avventura nel mio ultimo infatti risponde dicendo che le sue speranze
libro: Via dalla pazza classe. Educare per vive- per il futuro s’identificano nel piccolo Divine,
re. All’inizio eravamo quattro gatti. Io venivo da un bambino nigeriano di due anni, che afferra il
un’adolescenza triste e solitaria che tuttavia ha mappamondo di plastica e se lo mette in testa
dato linfa alla mia opera. Oggi, quando vado in procedendo un po’ sbilenco in mezzo alla sala
mezzo alla babele linguistica della Penny Wirton, dove tutti parlano e scrivono.
mi chiedo come sia stato possibile tutto questo». (Lucrezia Petrucci)

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studio

IL BUDDISMO DEL SOLE


P E R I LLUMI NAR E I L M ONDO

Lezioni di DAISAKU IKEDA sugli scritti di Nichiren Daishonin

›› lo studio di LUGLIO

KOSEN-RUFU
L’onore di adempiere il nostro voto di Bodhisattva della Terra

Ai cari amici e alle care amiche


del Gruppo giovani (parte quinta)
Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di maggio 2018

Perché la Soka Gakkai è apparsa nel mondo? Qual è la sua missione


fondamentale? La risposta è semplice: per realizzare kosen-rufu, l’inten-
to di Nichiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo giorno della Legge.
Ogni anno in occasione del 3 maggio, il Giorno della Soka Gakkai, il
mio cuore si riempie di una calda ondata di emozioni.
Il ruggito del leone del mio maestro Josei Toda risuona dentro di me:
«Portiamo avanti il nostro impegno per kosen-rufu anche oggi. Unitevi a
me per scrivere una nuova pagina di storia. Mettiamoci in moto insieme
per adempiere il grande voto di kosen-rufu!».

Per purificare le idee dominanti in un’epoca corrotta


La concretizzazione di kosen-rufu è l’essenza del voto condiviso dai tre
presidenti fondatori della Soka Gakkai uniti dal legame di maestro e
discepolo.
A una riunione generale della Soka Kyoiku Gakkai (Società educa-
tiva per la creazione di valore, l’antesignana della Soka Gakkai) che
si tenne nel maggio 1942, il primo presidente Tsunesaburo Maki-
guchi lanciò un deciso appello per la realizzazione di kosen-rufu . In
quel periodo il governo militarista giapponese impediva la libertà di
pensiero.
L’anno seguente, durante gli interrogatori che seguirono il suo ingiusto
arresto (luglio 1943), gli fu chiesto quale fosse il significato di kosen-rufu:

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egli replicò con forza che kosen-rufu è il processo di purificazione della


filosofia e delle idee dominanti nell’epoca corrotta dell’Ultimo giorno
della Legge – un’epoca malvagia come quella di oggi – grazie alla verità
di Nam-myoho-renge-kyo.1

Dialoghi da persona a persona


Il 3 maggio 1951, quando fu nominato secondo presidente, Josei Toda
formulò il suo voto di realizzare kosen-rufu dichiarando: «Io faccio
voto di realizzare con i miei sforzi 750.000 famiglie di membri nel
corso della mia vita».
E stabilì anche su quale strada indirizzare l’impegno dei membri della
Soka Gakkai, affermando che kosen-rufu nell’epoca moderna si sarebbe
realizzato grazie al dialogo da persona a persona.
Il 3 maggio 1960 fui nominato terzo presidente della Soka Gakkai;
come rappresentante dei discepoli di Toda mi posi alla guida dell’or-
ganizzazione per fare un altro passo verso la realizzazione concreta di
kosen-rufu. Unito nello spirito al mio maestro, incisi nel cuore queste
parole del Daishonin: «Questo io affermo. Che gli dèi mi abbandonino.
Che tutte le persecuzioni mi assalgano. Io continuerò a dare la mia vita
per la Legge!» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 253). Basandomi su
di esse mi sono dedicato anima e corpo ad aprire la grande strada di
kosen-rufu, ovvero la pace mondiale.

La preghiera dei Bodhisattva della Terra


Oggi nobili e coraggiosi Bodhisattva della Terra, provenienti da ogni
parte del Giappone e del mondo, si radunano con gioia nel Palazzo
del grande voto di kosen-rufu situato nel complesso in cui ha sede la
Soka Gakkai, nel quartiere Shinanomachi di Tokyo.
Qui, davanti al Joju Gohonzon della Soka Gakkai2 che reca l’iscrizione:
“Per la realizzazione del grande voto di kosen-rufu attraverso la propa-
gazione compassionevole della grande Legge”, offrono preghiere basate
sul loro voto.
In questa lezione, che conclude la serie dedicata ai cari amici e alle care
amiche del Gruppo giovani, vorrei concentrarmi su kosen-rufu, la nobile
missione della Soka Gakkai.

1) [Link] Makiguchi, Makiguchi Tsunesaburo Zenshu grande Legge», su questo Gohonzon è scritto anche: «Af-
(Opere complete di Tsunesaburo Makiguchi), vol. 10, Dai- fidato permanentemente alla Soka Gakkai» (giapp. Soka
sanbunmei-sha, Tokyo, 1987, pp. 199-200. Gakkai Joju). Perciò è chiamato Joju Gohonzon della Soka
2) Oltre alla frase «Per la realizzazione del grande voto di Gakkai e anche Gohonzon di kosen-rufu della Soka Gakkai.
kosen-rufu attraverso la propagazione compassionevole della

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«IL SETTIMO VOLUME Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin


DEL SUTRA DEL LOTO
afferma: “Dopo la mia
L’appello del Budda per un’ampia propagazione del Sutra del Loto
estinzione, nell’ultimo
Sulla profezia del Budda è un’opera importante composta dal Daishonin
periodo di cinquecento anni,
dovrai diffonderlo in tutto
dopo L’oggetto di culto per l’osservazione della mente (RSND, 1, 313) e La
Jambudvipa e non permettere pratica dell’ insegnamento del Budda (RSND, 1, 346). È uno scritto che
mai che [la sua diffusione] noi, discepoli di Nichiren, impegnati a realizzare le sue predizioni per
sia interrotta” [SDLPE, 394]. l’Ultimo giorno della Legge, dovremmo studiare con attenzione.
Da una parte è deplorevole La frase del Sutra del Loto citata in questo passo è contenuta nel ven-
che siano già trascorsi più titreesimo capitolo Precedenti vicende del bodhisattva Re della Medicina;
di duemiladuecentoventi esprime in maniera articolata il volere di Shakyamuni, il quale affida
anni dalla morte del Budda.
ai suoi discepoli la propagazione mondiale del Sutra del Loto nell’epo-
Quale karma negativo mi ha
ca malvagia dell’Ultimo giorno della Legge successiva alla sua morte.
impedito di nascere durante la
sua esistenza? Perché non ho
Queste righe mostrano che il vero intento del Budda è kosen-rufu.
potuto vedere i quattro ordini Kosen-rufu è la missione dei discepoli del Budda, che consiste nell’eredi-
di saggi3 nel Primo giorno tare e realizzare il suo desiderio di liberare le persone dalle sofferenze
della Legge, o T’ien-t’ai e di nascita, invecchiamento, malattia e morte mettendo in grado tutta
Dengyo4 nel Medio giorno? l’umanità di raggiungere una condizione di felicità duratura.
Dall’altra mi rallegro per la Il Daishonin dichiara poi di considerare «deplorevole» il fatto di non essere
fortuna che mi ha permesso di nato durante la vita del Budda o al tempo dei grandi saggi e maestri buddi-
nascere nell’ultimo periodo di
sti, ma prosegue affermando che “si rallegra”, grato di avere avuto la fortu-
cinquecento anni e di leggere
na di vivere nell’Ultimo giorno e di assistere all’avverarsi della profezia del
queste veritiere parole del
sutra» (Sulla profezia del
Budda. La trasformazione dal “deplorare” al “rallegrarsi” ha un significato
Budda, RSND, 1, 352). profondo. A quell’epoca il Daishonin era oggetto di feroci persecuzioni. Fu
trattato come un criminale e in seguito condannato a un esilio che equiva-
leva a una sentenza di morte, come spiega in questo scritto: «Da allora ho
Il Daishonin scrisse Sulla profezia
del Budda nel 1273, mentre era in sopportato persecuzioni giorno dopo giorno e mese dopo mese. Negli ultimi
esilio sull’isola di Sado. In questo due o tre anni, fra le altre cose, sono stato quasi messo a morte. Le probabi-
scritto dichiara di essere il solo
ad aver realizzato la profezia
lità che io sopravviva a quest’anno o addirittura a questo mese sono una su
di Shakyamuni e formula la diecimila» (Sulla profezia del Budda, RSND, 1, 357).
predizione che la Legge di Nam- Eppure, anche in queste circostanze dichiara: «Che gioia è per me espiare
myoho-renge-kyo, l’essenza
del Sutra del Loto, si diffonderà nell’arco di un’esistenza tutte le offese alla Legge commesse fin dall’infinito
ampiamente in tutto il mondo. passato! Che fortuna servire il Budda Shakyamuni, il signore degli insegna-
menti, che io non ho mai visto! Prego prima di ogni altra cosa di poter gui-

3) Quattro ordini di saggi: maestri buddisti su cui fare affi- regni in un singolo istante di vita”. Le sue lezioni furono rac-
damento dopo la morte del Budda Shakyamuni. Anche se si colte in varie opere fra cui Il significato profondo del Sutra del
riferisce a quattro diversi livelli di comprensione, l’espres- Loto, Parole e frasi del Sutra del Loto e Grande concentrazione e
sione viene spesso impiegata per denotare genericamente visione profonda. Dengyo (767-822), detto anche Saicho: si
tali maestri, indipendentemente dal livello raggiunto. recò in Cina per apprendere gli insegnamenti di T’ien-t’ai e
4) T’ien-t’ai (538-597): noto anche come Chih-i, diffuse il fondò la scuola giapponese Tendai (T’ien-t’ai).
Sutra del Loto in Cina ed elaborò la dottrina dei “tremila

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dare verso la verità il sovrano e gli altri che mi hanno perseguitato» (Ibidem).
L’espressione «mi rallegro» dimostra che nel suo cuore ardeva intensa-
mente lo spirito da leone di “alzarsi da solo” per kosen-rufu nell’Ultimo
giorno della Legge.
Nonostante le dure persecuzioni che stava subendo era in grado di affer-
mare, grazie al suo maestoso stato di Buddità: «Nel Primo e nel Medio
giorno della Legge [il Buddismo] si diffuse da ovest a est, ma nell’Ulti-
mo giorno si propagherà da est verso ovest. […] Io dico che certamente
il Buddismo sorgerà e scorrerà da est, dalla terra del Giappone» (Sulla
profezia del Budda, RSND, 1, 355-356).
Questa è la dichiarazione della trasmissione del Buddismo verso occi-
dente e di kosen-rufu mondiale. Il maestro Toda sottolineò questo passo
nella sua copia degli scritti del Daishonin e vi si ispirò per molte lezioni.

Dal cercare aiuto all’aiutare gli altri


Consideriamo la grande trasformazione dal “deplorare” al “rallegrarsi”
nel contesto della nostra vita.
Come esseri umani non possiamo scegliere l’epoca o la società in cui
nascere. La realtà può essere così atroce da indurci a dolerci delle con-
dizioni del mondo e chiederci perché dobbiamo vivere in un’epoca così
corrotta e degenerata. Questo atteggiamento è un riflesso di una mente
umana controllata dall’ambiente.
Ma gli esseri umani, per quanto difficili siano le circostanze, se trasfor-
mano il loro atteggiamento interiore o stato mentale possono condurre
una vita di livello totalmente diverso. Questa è la trasformazione pro-
fonda dal “deplorare” al “rallegrarsi”, e si realizza quando ci impegnia-
mo attivamente nel movimento per kosen-rufu. Solo quando agiamo da
protagonisti della nostra vita possiamo sperimentare tale gioia.
La chiave di questa grande trasformazione è la consapevolezza della
nostra missione di Bodhisattva della Terra.

Cinque periodi di cinquecento anni successivi alla morte di Shakyamuni durante i quali si ritiene che il Buddismo si
diffonda, prosperi e alla fine declini. Essi sono: l’“epoca del conseguimento della liberazione”, in cui molte persone si
emancipano praticando gli insegnamenti del Budda; l’“epoca della meditazione”, in cui la meditazione è praticata diffu-
samente; l’“epoca della lettura, della recitazione e dell’ascolto”, durante la quale al centro della pratica vi sono lo studio,
la recitazione dei sutra e l’ascolto delle lezioni su di essi; l’“epoca della costruzione di templi e stupa”, che vede il declino
dello spirito di ricerca degli insegnamenti buddisti; l’“epoca delle dispute e dei conflitti”, caratterizzata dal sorgere di lot-
te tra le varie scuole rivali che portano all’oscuramento e alla perdita degli insegnamenti del Budda Shakyamuni. Inoltre
i primi mille anni corrispondono al Primo giorno della Legge; i secondi mille anni al Medio giorno della Legge; gli ultimi
cinquecento anni segnano l’inizio dell’Ultimo giorno della Legge.

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Da persone che ricercano l’aiuto del Budda possiamo diventare – attra-


Assumere verso il processo della rivoluzione umana – persone che lavorano al suo
volontariamente il fianco per aiutarne altre a diventare felici. Anziché dolerci del nostro
karma appropriato: si karma di sofferenza nell’epoca malvagia dell’Ultimo giorno, possiamo
riferisce ai bodhisattva scegliere la missione piena di gioia del bodhisattva che sostiene e inco-
che rinunciano alle raggia le persone che ha intorno, creando felicità per sé e per gli altri
ricompense karmiche, che
mentre sfida le furiose ondate delle avversità.
spetterebbero loro per
Questo è il modo di vivere di un bodhisattva che ha volontariamente
aver praticato il Buddismo,
e fanno voto di rinascere
rinunciato alla ricompensa che gli spettava per le sue azioni pure e ha
in un mondo impuro per “volontariamente assunto il karma appropriato”, nascendo in un mondo
salvare gli esseri viventi. impuro per condurre le persone alla felicità (cfr. SDLPE, 232).
Essi diffondono la Legge
mistica affrontando le Il voto di nascere nel mondo di saha
stesse sofferenze di quanti È inevitabile trovarsi in circostanze dolorose, sperimentare difficoltà e
sono nati in un mondo sofferenze. Ma il modo di vivere più nobile sta nel vedere questi assal-
malvagio a causa del
ti del karma in una luce positiva, valutandone il significato profondo
proprio karma.
e considerandole situazioni che solo noi siamo in grado di affrontare.
Questa espressione
deriva dall’interpretazione
Questo è lo spirito originale dei Bodhisattva della Terra, che nel remoto
di Miao-lo di alcune frasi passato promisero di nascere nell’Ultimo giorno della Legge in questo
del decimo capitolo del mondo di saha pieno di conflitti per propagare il Sutra del Loto.
Sutra del Loto Il maestro Toda si risvegliò alla sua missione di Bodhisattva della Terra
Il maestro della Legge: mentre era in prigione, durante la seconda guerra mondiale. Quando fu
«Re della Medicina, sappi rilasciato, si accinse ad adempiere il grande voto di diffondere la Legge
che queste persone mistica nel mezzo della disperazione e della miseria del Giappone po-
hanno rinunciato
stbellico. Chi altri avrebbe potuto promettere fieramente di realizzare
volontariamente alla ri-
kosen-rufu in un momento del genere?
compensa che hanno
meritato per le loro
La Soka Gakkai è un’organizzazione religiosa che sta realizzando con-
azioni pure e, nell’epoca cretamente l’ampia propagazione della Legge mistica in accordo con
successiva alla mia l’intento del Budda, perché la fede e la pratica dei suoi membri sono
estinzione, mosse da dedicate a kosen-rufu.
compassione per gli
esseri viventi, sono nate in Una scrittura che ci risveglia al significato della vita
questo mondo malvagio
Nelle nostre discussioni chiesi a Margarita Vorobyova-Desyatovskaya,
per poter propagare
eminente studiosa russa del Sutra del Loto, la sua opinione riguardo
ampiamente questo
sutra» (SDLPE, 232).
alla funzione di questo sutra per l’umanità nel XXI secolo. Rispose che
il Sutra del Loto ci fa riflettere sulle motivazioni delle nostre azioni e
sulla direzione verso cui ci muoviamo come singoli individui e come

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umanità. Ci stimola a pensare, disse, questa è la sua missione.5


Il Sutra del Loto ci risveglia al significato fondamentale e più nobile
della vita. Ci insegna che il modo supremo di vivere è dedicarsi al gran-
de voto di kosen-rufu. I Bodhisattva della Terra in esso descritti sono
discepoli dal remoto passato ai quali Shakyamuni affida la trasmissione
dei suoi insegnamenti nell’ultima epoca dopo la sua scomparsa.
Esaminiamo adesso un passo de Il vero aspetto di tutti i fenomeni nel quale
il Daishonin spiega la missione dei Bodhisattva della Terra che appaio-
no nell’Ultimo giorno della Legge.
«NON DEVONO ESSERCI
DISCRIMINAZIONI
Leggiamo un brano dagli scritti di Nichiren Daishonin
fra coloro che propagano
i cinque caratteri di Myoho-
Tutte le persone sono assolutamente degne di rispetto renge-kyo6 nell’Ultimo
Nel Sutra del Loto non esistono discriminazioni fra uomini e donne: giorno della Legge, siano
ogni persona ha la nobile missione di kosen-rufu. essi uomini o donne: se non
Il Daishonin dichiara che gli «uomini e le donne che abbracciano il Sutra fossero Bodhisattva della
Terra non potrebbero recitare
del Loto» sono torri preziose «qualunque sia la loro condizione sociale»
il Daimoku. Dapprima solo
(La Torre preziosa, RSND, 1, 264). E loda così i discepoli e le discepole:
Nichiren recitò Nam-myoho-
«Chiunque, prete o monaca, laico o laica, insegni agli altri anche una renge-kyo, ma poi due, tre,
singola frase del Sutra del Loto è senza dubbio l’inviato del Tathagata» cento lo seguirono, recitando
(Una nave per attraversare il mare della sofferenza, RSND, 1, 29). e insegnando agli altri. La
Ogni persona è una Torre preziosa, un’inviata del Tathagata emissaria del propagazione si svilupperà
Budda. In altre parole tutti gli individui possiedono la natura di Budda, così anche in futuro. Non
degna di supremo rispetto, e hanno un potenziale infinito. Il grande in- vuol dire ciò “emergere dalla
segnamento del Buddismo di Nichiren spiega questa verità inconfutabile. terra”?» (Il vero aspetto di
tutti i fenomeni, RSND, 1, 341).
Nella frase successiva il Daishonin afferma che i suoi discepoli dovreb-
bero praticare e insegnare agli altri così come aveva fatto lui, che da
solo iniziò a recitare Nam-myoho-renge-kyo e praticò in accordo con gli
insegnamenti del Budda. Ne Il vero aspetto di tutti i fenomeni,
composto nel maggio 1273, il
Dapprima un singolo individuo si alza e diventa un punto di partenza, Daishonin risponde alla domanda
poi parla con un altro; questo semplice contatto fra individui è e sarà del suo discepolo Sairen-bo sul
sempre il fondamento per la crescita di kosen-rufu in ogni tempo e in “vero aspetto di tutti i fenomeni”
esponendo i più profondi insegna-
ogni luogo. menti del Buddismo. Qui dichiara
Nell’attuale sviluppo globale della Sgi, ogni passo per l’espansione di che tutti i discepoli che hanno la
sua stessa mente sono Bodhisattva
kosen-rufu ovunque nel mondo è iniziato da questo collegamento fra due
della Terra e che kosen-rufu sarà
persone. Questo è il cammino a cui si riferisce il Daishonin quando af- sicuramente realizzato.
ferma: «La propagazione si svilupperà così anche in futuro».

5) Da un articolo del Seikyo Shimbun, 17 febbraio 1996. stituito da due caratteri). Nei suoi scritti il Daishonin li usa
6) Myoho-renge-kyo si scrive con cinque caratteri cinesi spesso come sinonimi.
mentre Nam-myoho-renge-kyo con sette (nam o namu è co-

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La gioia di agire di propria iniziativa


Leggendo il Sutra del Loto, il Daishonin si rese conto di essere uno dei
Bodhisattva della Terra presenti alla Cerimonia nell’aria. Per questo
afferma: «Provo una gioia senza limiti anche se adesso sono in esilio» (Il
vero aspetto di tutti i fenomeni, RSND, 1, 342).
Quando siamo consapevoli della nostra missione suprema per kosen-rufu
ed entriamo in azione con una fede ispirata dal voto, conducendo la no-
stra battaglia con coraggio e saggezza, la nostra vita trabocca della «più
grande di tutte le gioie» (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 124, 54).
Come afferma il Daishonin: «Sia se stessi che gli altri insieme troveran-
no gioia nel possesso della saggezza e della compassione» (Raccolta degli
insegnamenti orali, BS, 118, 50).
Formulare un grande voto per kosen-rufu ci riempie della gioia di agi-
re di nostra iniziativa, della gioia di incontrare l’insegnamento mera-
viglioso della Legge mistica e risvegliarci autonomamente alla nostra
profonda missione senza che nessuno ci forzi o ci costringa. In queste
condizioni proviamo una gioia così grande da non riuscire a trattenerci
(cfr. Scegliere il cuore del Sutra del Loto, RSND, 2, 459) dal parlare agli
altri di Nam-myoho-renge-kyo e dal «proclamare ad alta voce» (La pra-
tica dell’ insegnamento del Budda, RSND, 1, 350) il potere della Legge
mistica alle persone che ci circondano.
Fu il maestro Toda, grazie al risveglio in carcere alla sua identità di
Bodhisattva della Terra, a far rivivere questo spirito di impegnarsi per
kosen-rufu insito nel Buddismo di Nichiren. La gioia che provò grazie
alla sua Illuminazione gli fece sorgere l’insopprimibile desiderio di con-
dividerla con tutte le persone del Giappone e del mondo.
Il Daishonin scrive che udire qualcuno che gioisce ci fa gioire a nostra
volta (cfr. La recitazione dei capitoli Espedienti e Durata della vita, RSND,
1, 60). La gioia genera una reazione a catena. Preghiere, esperienze e
voci gioiose risuonano da una persona all’altra, generando onde che si
propagano ad altre due, tre, cento e così via.
Quando incontrai Toda e percepii il suo impegno appassionato per
kosen-rufu provai una gioia elettrizzante. Quel fatidico primo incontro
ebbe luogo nell’estate del mio diciannovesimo anno di vita.
Provai una gioia immensa anche quando ascoltai le sue lezioni sul Su-
tra del Loto e venni ispirato a scrivere nel mio diario: «La rivoluzione
religiosa è di per sé una rivoluzione umana. […] Giovani, avanzate
con illimitata compassione! Giovani, continuate ad avanzare facendo
tesoro di questa grande filosofia!».
E mi sentii pieno di gioia anche quando, in piedi sulla spiaggia di Atsuta
in Hokkaido, Toda mi affidò il suo sogno per il futuro: «Devi aprire la
strada per kosen-rufu mondiale al posto mio».

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Man mano che questi momenti decisivi vissuti con il mio maestro si
accumulavano, approfondivo la mia determinazione a dedicarmi a
kosen-rufu insieme a lui non solo in questa vita ma per l’eternità.

«Miei cari discepoli, meravigliosi compagni dell’assemblea


sul Picco dell’Aquila»
Nei suoi scritti il Daishonin esorta il giovane Nanjo Tokimitsu7 e altri
affermando: «È mio desiderio che tutti i miei discepoli formulino un
grande voto» (La Porta del drago, RSND, 1, 891). Tenendo bene a mente
queste parole io formulai il grande voto di aprire la strada alla realizza-
zione di kosen-rufu in tutto il globo.
Alla fine del 2017, poco prima del mio novantesimo compleanno scris-
si: «La mia determinazione per il nuovo anno è impegnarmi insieme
a tutti i miei cari discepoli, meravigliosi compagni dell’assemblea sul
Picco dell’Aquila,8 per assicurarci che i Bodhisattva della Terra con-
tinuino a emergere incessantemente fino all’eterno futuro dell’Ultimo
giorno della Legge».9 Kosen-rufu è l’avventura di maestro e discepolo,
una grande epopea di lotta condivisa che si svolge attraverso il passa-
to, il presente e il futuro.

Trasformiamo la terra infondendo coraggio e speranza


Il mondo di oggi è pieno di guerre e conflitti. La minaccia del terrorismo
sta crescendo, l’inquietudine sociale causata dalla povertà e dalla dispa-
rità di reddito sta aumentando e l’oscurità della sofferenza è profonda. La
distruzione ambientale è inarrestabile e i disastri naturali si susseguono.
Ma per quanto infurino le tempeste delle difficoltà e il nostro cammino
sia irto di ostacoli spaventosi, alla luce delle parole del Sutra del Loto
appariranno fieri Bodhisattva della Terra per infondere coraggio e spe-
ranza a ogni persona. Se ciò non si verificasse, gli insegnamenti del Su-
tra del Loto sarebbero falsi.
Quando un primo Bodhisattva della Terra emerge, è certo che ne ap-
parirà un altro e poi un altro ancora, perché lavorino insieme a chi li
ha preceduti.
La loro brillante entrata in scena genera in ogni angolo del mondo una

7) Nanjo Tokimitsu (1259-1332): fedele discepolo del Dai- lo soprannominò “Saggio di Ueno”.
shonin e amministratore del villaggio di Ueno nel distretto 8) L’assemblea sul Picco dell’Aquila è quella in cui Shakya-
di Fuji, provincia di Suruga. Dal momento in cui il Dai- muni predicò il Sutra del Loto e che continua per sempre,
shonin si stabilì sul Monte Minobu, Nanjo Tokimitsu fu in come afferma il Daishonin nella Raccolta degli insegnamenti
stretto contatto con lui e ricevette numerose guide. Svolse orali: «L’assemblea sul sacro Picco dell’Aquila […] continua
un ruolo importante nella difesa dei seguaci del Daishonin solennemente e non si è ancora sciolta» (cfr. BS, 117, 50).
durante la persecuzione di Atsuhara e per questo Nichiren 9) Cfr. NR, 621.

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rete di individui che si impegnano per la felicità e la pace. Questo è il


principio di “emergere dalla terra”. Una grande alleanza di Bodhisatt-
va della Terra cambierà il destino di un’intera nazione.
Questo è il tempo in cui, come afferma il Sutra del Loto, i Bodhisattva
della Terra “emergono nello stesso istante” (cfr. SDLPE, 295).
Scrive il Daishonin: «“Emergere” significa che al tempo di kosen-rufu
esseri viventi in tutto Jambudvipa [il mondo intero] praticheranno il
Sutra del Loto» (GZ, 834).10

Portando avanti il testimone di kosen-rufu


Niente può arrestare il flusso incessante dei Bodhisattva della Terra, il
fiume possente di persone capaci che nutriranno copiosamente il futuro
della società globale.
I membri della Soka Gakkai, Bodhisattva della Terra che risplendono
di una fede dedicata a kosen-rufu, stanno emergendo in tutto il mondo
come «esseri maestosi e nobili» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 227).
La nostra gioventù piena di coraggio sta tenendo alta la bandiera della
verità e della giustizia e sta costruendo gioiosamente una rete di pace e
di felicità.
Spero che voi, cari amici e care amiche del Gruppo giovani che pro-
muovete il nostro movimento in tutto il mondo, continuiate ad avanzare
nell’unità di “diversi corpi, stessa mente”, seguendo le orme dei primi
tre presidenti della Soka Gakkai e dedicandovi ad adempiere il vostro
voto di Bodhisattva della Terra. Se lo farete, la Soka Gakkai continuerà
sempre a essere l’organizzazione per kosen-rufu.
Sono trascorsi sessant’anni da quando ho ereditato il testimone spiri-
tuale di kosen-rufu dal mio maestro, il presidente Toda. Da allora ho
dedicato la vita a kosen-rufu e questo è il mio più grande onore come
suo discepolo diretto.
Voi giovani, uniti da mistici legami karmici, state ora ereditando questo
testimone spirituale e vi impegnate al mio fianco.

Costruiamo un mondo di felicità per noi e per gli altri


Cari amici e care amiche che siete con me nello spirito – chiedo a ognuno
e ognuna di voi di alzarvi con fede rivolta alla realizzazione di kosen-rufu
nel luogo in cui vi trovate adesso!
Vi chiedo di dare una prova concreta della vostra fede come campioni
e campionesse della vita! Vi chiedo di sfidarvi nella vostra rivoluzione
umana e conquistarvi con tenacia e pazienza la fiducia degli altri!

10) Oko Kikigaki (Le lezioni trascritte), non incluso in RSND, 1 e 2.

34 || buddismo e società | 195 || studio | il buddismo del sole | lo studio di luglio


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Fintanto che avremo voi, il futuro di kosen-rufu è assicurato!


Vi prego di creare un mondo di felicità e di pace per voi e per gli altri in
ogni parte del mondo e per il futuro!

Con le mie preghiere per la salute, la vittoria e le brillanti realizzazioni


dei miei amati discepoli e delle mie amate discepole di tutto il mondo,
in cui ripongo una fiducia profonda.

(Traduzione di Marialuisa Cellerino)

Programma di studio per il secondo semestre 2019


Luglio Agli amici e alle amiche del Gruppo giovani, parte quinta: kosen-rufu
Settembre Una bussola per vivere con gioia e fierezza
Ottobre La costruzione del futuro dell’umanità
Novembre Ai meravigliosi nuovi membri, parte prima: la religione di maestro e discepolo
Dicembre Ai meravigliosi nuovi membri, parte seconda: felicità propria e altrui

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CORSO
studio

DI STUDIO EUROPEO | Francoforte, 17-20 gennaio

2019
Non dualità di vita e morte, non dualità di maestro e discepolo

Per realizzare una condizione di eternità,


felicità, vero io e purezza
In base alla visione della vita e della morte che le persone abbracciano, la qualità della
società si trasforma. La prospettiva del Buddismo permette a ogni individuo di stabilire
come base della propria esistenza una dignità eterna e immutabile, e di costruire inte-
riormente una condizione vitale di felicità incrollabile che dura per l’eternità

LA VISIONE DELL’ETERNITÀ NELLA RELIGIONE

Tra i motivi principali per cui gli esseri umani si rivolgono alla religione
vi sono la ricerca e la comprensione del concetto di eternità.
A contatto con Se l’essere umano è in grado di comprendere l’eternità può riuscire a
una realtà illimitata superare la profonda sofferenza collegata all’idea che la propria vita sia
breve e limitata. Attraverso la preghiera, dove il piccolo io limitato ri-
cerca un contatto con una realtà più grande e illimitata, si approfondi-
sce la propria spiritualità: è la prospettiva dell’eternità che ci permette
di elevarla e di arricchirla.
Ogni religione ha una sua visione dell’eternità, della vita e della morte.
Qual è quella alla base dell’insegnamento del Daishonin?
«Il Buddismo – scrive il presidente Ikeda – insegna che la vita è eterna
e che nascita e morte sono originariamente intrinseche alla vita (cfr.
Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 117, 45). Illuminate dalla Legge mi-
stica, la vita e la morte sono pervase di gioia, entrambe espressioni del
grande processo della vita eterna. Questa prospettiva costituisce l’es-
senza del Buddismo di Nichiren Daishonin» (La vita e la morte, settima
lezione de “La religione della rivoluzione umana”, BS, 190, 47).

36 || buddismo e società | 195 || studio | corso di studio europeo 2019 | non dualità di vita e morte, non dualità di maestro e discepolo
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NASCITA E MORTE ORIGINARIAMENTE


INTRINSECHE ALLA VITA

Consideriamo l’espressione “nascita e morte originariamente intrinseche


alla vita”: il termine “originariamente intrinseco” indica una condizione
inerente alla vita sin dall’origine. Quindi, secondo questa espressione, sia
la vita sia la morte sono originariamente inerenti a tutte le forme di vita.
Ogni vita, inoltre, è un’unica cosa con la Legge mistica, poiché questa è
all’origine di tutto.
La “vita” (intesa come esistenza) è la condizione manifesta che, sulla base
di un particolare legame karmico, nasce dall’universo e prende forma
come vita individuale, concreta, tangibile. All’opposto, la “morte” è una
condizione di latenza, in cui l’energia vitale è dormiente nell’universo. La
vita è un ripetersi continuo di queste due condizioni di vita e morte.
Per spiegare poi la condizione tra la fine di una vita e l’inizio di una nuo-
va, il Buddismo utilizza il termine “stato intermedio” (cfr. L’ insegnamento La vita nello stato
manifesto e latente
predicato in accordo con la mente del Budda, RSND, 1, 860), mentre il ma-
estro Toda indicava tale stadio con l’espressione “fondersi con il grande
universo”. Nichiren Daishonin, rifacendosi al Sutra del Loto, per riferirsi
alla realtà dopo la morte usa l’immagine simbolica del “Picco dell’Aquila”.
Con il passare degli anni di pratica, o meglio, con l’aumentare delle espe-
rienze di fede relative alla vita e la morte e dedicandoci fino in fondo a
kosen-rufu, riusciamo a percepire chiaramente questa visione della vita
eterna. Racconta il presidente Ikeda: «Un giorno per incoraggiarmi scris-
si nel mio diario: “Vita e morte. Formazione, continuità, declino e disin-
tegrazione. Nascita, invecchiamento, malattia, morte. Eternità, felicità,
vero io e purezza. La vita dall’infinito passato. La vita che continua per
l’eternità. L’eternità in un singolo istante. Non dualità di vita e morte.
Non dualità di corpo e mente. Le tre esistenze, passato, presente e futuro.
Pur non capendo riesco però a percepire, come seguace della fede corret-
ta, come sarebbe penoso se morissi adesso. Devo lottare, devo sforzarmi”
(Diario giovanile, Esperia, p. 388). Con la mia esperienza personale di aver
“prolungato la vita grazie alla fede” posso testimoniare che l’unica spe-
ranza di risolvere la questione della vita e della morte sta nel percorrere
il sentiero di maestro e discepolo dedicato al grande voto di kosen-rufu.
Questa è la ferma convinzione cui sono giunto dopo settant’anni di prati-
ca, avendo sostenuto e assistito Toda ed essendomi dedicato alla strada di
maestro e discepolo per kosen-rufu» (BS, 190, 48).

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UNA CONDIZIONE DI ASSOLUTA LIBERTÀ


NELLE TRE ESISTENZE

Nella lezione già citata (La vita e la morte, BS, 190) il presidente Ikeda
riporta un brano dal Gosho Il grande carro trainato dal bue bianco:

IL GRANDE «Il carro che ho descritto ha come ruote le due dottrine dell’insegna-
mento transitorio e dell’insegnamento originale ed è attaccato al bue di
CARRO Myoho-renge-kyo. È un carro che continua a girare in tondo, ripetendo
TRAINATO senza sosta il ciclo di nascita e morte, nella casa che brucia del triplice
DAL BUE mondo. Ma, con il mozzo di una mente che crede [per mantenere in
BIANCO posizione le ruote] e l’olio della determinazione che le lubrifica, può tra-
sportarci nella Pura terra del Picco dell’Aquila. Inoltre possiamo dire
che il re della mente svolge la funzione del bue, mentre nascita e morte
sono come le ruote. Il Gran Maestro Dengyo afferma: “Le due fasi di
vita e morte sono le funzioni mistiche di un’unica mente. Le due modali-
tà dell’esistenza e della non esistenza sono le vere funzioni di una mente
intrinsecamente illuminata”» (RSND, 2, 679-680).

E ne dà la seguente spiegazione: «Qui “nascita e morte” stanno per


“nascita e morte come funzioni di Myoho-renge-kyo”, “nascita e morte
come parte intrinseca della vita stessa” e “nascita e morte nel mondo di
Nascita e morte nel
mondo di Buddità Buddità”. Le ruote della vita non conducono dalla nascita alla morte per
poi finire lì. Il grande carro del bue bianco si dirige immediatamente
verso una nuova esistenza. La vita continua a ripetere un ciclo in cui le
due fasi di vita e morte si alternano» (BS, 190, 49).
Qui il presidente Ikeda chiarisce prima di tutto qual è la condizione vi-
tale che continua ininterrottamente, enunciata nell’espressione “nascita
e morte nel mondo di Buddità”; ciò significa attraversare liberamente il
ciclo di nascita e morte avendo compreso che la vita è entità della Legge
mistica e che vita e morte sono funzioni inerenti alla Legge universale.
Significa inoltre incarnare la compassione e la forza vitale dell’universo
e praticare la via del Budda vita dopo vita per condurre all’Illumina-
zione tutti gli esseri viventi. È davvero uno stato vitale per cui si prova
gioia nella vita e gioia nella morte.
Proseguendo nella spiegazione del brano di Gosho, Ikeda scrive: «Il car-
ro continua a girare in tondo, ripetendo il ciclo di nascita e morte “nella
casa che brucia del triplice mondo”. Non va altrove, rimane sempre nel
mondo di saha che è avvolto dalle fiamme delle sofferenze che sorgono
dalle illusioni e dai desideri. Il mondo reale è il “luogo della pratica” (cfr.
RSND, 2, 679) dove le persone comuni diventano Budda, e quel luogo
stesso diventa la Pura terra del Picco dell’Aquila» (Ibidem).

38 || buddismo e società | 195 || studio | corso di studio europeo 2019 | non dualità di vita e morte, non dualità di maestro e discepolo
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IL MONDO REALE È “IL LUOGO DELLA PRATICA”

Qui viene sottolineato come non ci sia alcun allontanamento dalla re-
altà. Generalmente per vita eterna si intende una condizione ultrater-
rena alla quale si accede dopo la morte in base ai benefici ottenuti per
aver abbracciato un determinato percorso religioso. Si tratta quindi di
un viaggio di sola andata. Nel Sutra del Loto, invece, viene dichiarato
che Shakyamuni, pur avendo raggiunto l’Illuminazione nell’infinito
passato, fa ritorno nel mondo reale per aiutare tutte le persone a rag-
giungere a loro volta l’Illuminazione. Nonostante abbia raggiunto il
Nirvana (la condizione in cui non è più necessario rinascere), il Bud-
da continua a tornare nel mondo di saha seguendo il ciclo di nascita
e morte. In altre parole, il Budda è un essere umano che continua a
lottare per l’eternità.
Continua ancora Ikeda: «Nella Raccolta degli insegnamenti orali il Dai-
shonin afferma: “Attraversando il ciclo di nascita e morte si percorre
la propria strada sulla terra della natura del Dharma, o Illuminazione,
che è intrinseca in noi” (cfr. BS, 111, 46). Non si tratta di una visione
pessimistica del ciclo di nascita e morte, in cui si trasmigra da un’esi-
stenza tetra e disperata all’altra, come a volte si intende nella teoria del-
la reincarnazione. Il Buddismo di Nichiren Daishonin insegna che noi
possiamo conseguire uno stato di completa e totale libertà attraverso le
tre esistenze godendo di pace e serenità assoluta che niente può distrug-
gere» (Ibidem).
Il ciclo di nascita e morte governato dall’illusione si trasforma così in
un ciclo di nascita e morte pervaso da una condizione vitale di assoluta
felicità e libertà. Questa è la trasformazione del karma. Nel momento in
cui si stabilisce uno stato di completa e totale libertà che attraversa le
tre esistenze di passato, presente e futuro, il ciclo di nascita e morte non
è più qualcosa per cui provare odio e rifiuto.
A proposito del brano citato dal Daishonin: «Le due fasi di vita e mor-
te sono le funzioni mistiche di un’unica mente», Ikeda scrive: «Questo Funzioni mistiche
passo descrive un ciclo nel quale la vita e l’esistenza da una parte, e la di un’unica mente
morte e la non esistenza dall’altra, sono paragonabili ai cicli di veglia e
sonno. Il ciclo di nascita e morte non è qualcosa da aborrire e da evita-
re. È intrinseco alla vita stessa, fa parte del suo flusso naturale. Nasci-
ta e morte sono entrambe “azioni della natura intrinseca che permane
eternamente” (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 117, 45)» (Ibidem).
In altre parole, la morte è come una notte di sonno ristoratore grazie
alla quale, la mattina seguente, possiamo iniziare una nuova vita. Per
questo nella Soka Gakkai si dice che la morte è una partenza verso la
vita successiva.

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LA CONTINUITÀ DELLA VITA

Vi sono due visioni della vita e della morte a cui le persone hanno per
lungo tempo attribuito grande valore: la cosiddetta “teoria dell’annien-
tamento o della cessazione del sé”, secondo la quale «la vita finisce con la
morte» (Sui dieci mondi, RSND, 2, 152), e la “teoria della permanenza”,
secondo cui «il sé è permanente» (Ibidem).
Secondo la “teoria dell’annientamento o della cessazione del sé”, la vita
è limitata a questa esistenza. All’opposto, la “teoria della permanenza”
Né annientamento presuppone che il sé sia immortale e continui a esistere anche dopo la
né permanenza
morte sotto forma di anima o spirito immutabile.
I concetti di “nascita e morte originariamente intrinseche nella vita”,
di “nascita e morte come funzioni della Legge mistica” e di “nascita e
morte nel mondo di Buddità”, di cui si è parlato prima, non rientrano
né nella dottrina secondo cui la vita è limitata a questa esistenza né in
quella secondo cui il sé continua a esistere. La visione del Buddismo del
Daishonin non è quindi né quella dell’annientamento né quella della
permanenza, ma è la visione della continuità della vita. Come facciamo
a comprenderla?
A tale proposito il presidente Ikeda scrive: «Siamo comuni esseri umani
e la nostra mente viene facilmente turbata dagli assalti dei demoni della
malattia e della morte. Perciò, afferma il Daishonin, ci occorre “il mozzo
di una mente che crede [per mantenere in posizione le ruote] e l’olio della
determinazione che le lubrifica”. Con il solido “mozzo” della fede possiamo
percorrere il sentiero della vita e della morte illuminati da Myoho-ren-
ge-kyo. Perciò dobbiamo riuscire a vincere sulla debolezza della nostra
mente, recitando sinceramente e sfidandoci nella pratica buddista per su-
perare il nostro karma e compiere la nostra rivoluzione umana. Io trovai
la forza per farlo impegnandomi con lo stesso spirito del mio maestro.
Perché seguire la via di maestro e discepolo che si dedicano a kosen-rufu
riempie il cuore del coraggio di sconfiggere tutte le funzioni demoniache e
ci ispira a praticare con la determinazione che “adesso è l’ultimo momento
della propria vita” (cfr. L’eredità della Legge fondamentale della vita, RSND,
1, 189)» (BS 190, 50).
Ciò significa vivere facendo tesoro di ogni singolo momento con la con-
sapevolezza che, anche se questo per noi dovesse essere l’ultimo istante
di vita, non proveremmo alcun rimpianto.
La fede serve a migliorare la qualità della vita presente allo scopo di
condurre fino in fondo un’esistenza dal significato profondo.

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GIOIA NELLA VITA, GIOIA NELLA MORTE

Il presidente Ikeda riporta poi un altro brano del Daishonin:

«Continua a praticare senza mai abbandonare la fede fino all’ultimo istante LE


della vita e quando giungerà quel momento, ammira! Quando salirai sulla
QUATTORDICI
vetta della perfetta Illuminazione e guarderai attentamente in ognuna delle
quattro direzioni, con tua grande meraviglia vedrai che l’intero regno dei OFFESE
fenomeni è la Terra della Luce Tranquilla: il terreno è fatto di lapislazzuli,
gli otto sentieri sono delimitati da cordoni dorati, dal cielo piovono quattro
tipi di fiori e una musica risuona nell’aria. Tutti i Budda e i bodhisattva si
dilettano carezzati dalle brezze di eternità, felicità, vero io e purezza. Si av-
vicina rapidamente il momento in cui anche noi saremo enumerati nella loro
schiera. Ma se la nostra fede è debole, non giungeremo mai in quel luogo
meraviglioso» (Le quattordici offese, RSND, 1, 675).

Qui il concetto di “morte nel mondo di Buddità” viene raffigurato con


l’immagine della «vetta della perfetta Illuminazione»: la Pura terra del
Picco dell’Aquila. Questo luogo simbolico potrebbe essere definito come il
paese originario della nostra vita, a cui ritorneremo e da cui ripartiremo.
Ne La nuova rivoluzione umana vi è una scena in cui Shin’ichi Yamamo-
to parla a sua madre, costretta a letto dalla malattia, di questo passo
di Gosho: «“Così come ci assicura il Daishonin, non c’è da aver paura
quando si muore. Siamo in grado di raggiungere uno stato di completa
libertà dopo la morte, come un grande uccello che vola in alto e che leg-
giadro attraversa i cieli”. Distesa nel letto, Sachi annuì, con gli occhi che
risplendevano mentre ascoltava il figlio. Era la prima volta, e sarebbe
stata anche l’ultima, che Shin’ichi teneva una lezione di Buddismo a sua La morte nel
mondo di Buddità
madre. Anche se le condizioni di Sachi non erano più critiche, Shin’ichi
sentiva che non le restava molto da vivere. Ecco perché aveva voluto co-
gliere quell’occasione per parlarle della visione buddista della vita e del-
la morte. “Mamma, il Daishonin parla anche di chi resta saldo nella fede
e nella pratica. [...] Coloro che lottano instancabilmente per kosen-rufu
sono Budda nella vita e sono in grado di vivere giornate piene di gioia,
senza essere sconfitti da qualsivoglia difficoltà possano incontrare. E,
anche dopo la morte, continueranno a essere Budda.
Questo è il grande insegnamento del conseguimento della Buddità nella
forma presente. La vita è gioia e la morte è gioia. Possiamo sperimen-
tare l’eternità con la gioia più assoluta. Recita Daimoku fino alla fine,
facendo risplendere la tua vita come un sole magnifico che permea tutto
di riflessi dorati. Le madri Soka, che vivono come emissarie del Budda,
saranno sempre una sola cosa con il sole della vittoria e della felicità, in

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tutte le tre esistenze”. Quando Shin’ichi finì di parlare, prese una mano
della madre e lei gliela strinse con forza, come per esprimere la sua de-
terminazione» (vol. 24, cap. 1, “Ode alle madri”, p. 41).
Chi incarna la visione buddista della vita e della morte è in grado di
dare con energia e precisione gli ultimi ritocchi alla sua vita.
Scrive ancora Ikeda nella sua lezione: «Il Daishonin parla dell’aspetto
della morte descritto come la Pura Terra del Picco dell’Aquila varie volte
nei suoi scritti, come ad esempio: “Se [tuo marito] dovesse salire adesso
al Picco dell’Aquila, si sentirebbe felice come se fosse sorto il sole illumi-
nando le dieci direzioni e si chiederebbe come una morte prematura possa
essere così gioiosa” (La buona medicina per tutti i mali, RSND, 1, 834).
E anche: “Finché era in vita egli era un Budda vivente e ora è un Budda
defunto. Si è Budda sia nella vita sia nella morte. Questa è la profonda
dottrina del conseguimento della Buddità nella forma presente” (L’ infer-
no è la Terra della Luce Tranquilla, RSND, 1, 403).
Quando siamo a ritmo con la Legge mistica, sia la vita sia la morte sono
piene di gioia. Il passo di Le quattordici offese che abbiamo riportato (p.
41) cita le “brezze di eternità, felicità, vero io e purezza”. Non si tratta
dei venti tristi dell’impermanenza di tutti i fenomeni, ma delle brezze
fragranti di una felicità indistruttibile. Il Budda dapprima insegnò che
la vita è caratterizzata dalla sofferenza, dal vuoto, dall’impermanenza
e dal non-io (cfr. Ripagare i debiti di gratitudine, RSND, 1, 656), esor-
tando le persone a sradicare il proprio attaccamento a questo mondo
transitorio per liberarsi dalle sofferenze di nascita e morte, ma questo
era solo un espediente. Negli insegnamenti mahayana il Budda rivela
la verità essenziale della vita che è caratterizzata da eternità, felicità,
vero io e purezza. Le vite pervase dalla gioia eterna dopo la morte
Rinasceranno nello emergeranno ancora per riprendere le loro attività sul nuovo palcosce-
spazio di un istante nico nell’esistenza successiva. Rinasceranno “nello spazio di un istante
[...] per elargire ampiamente agli esseri viventi benefici incontrastati”
(La dichiarazione unanime dei Budda delle tre esistenze, RSND, 2, 811)
e potranno “scegliere liberamente il luogo dove nascere” (cfr. SDLPE,
234). Così è lo stato vitale di Buddità eternamente inerente, che ema-
na la fragranza delle quattro nobili virtù di eternità, felicità, vero io e
purezza» (BS, 190, 51).
È interessante notare che sul Picco dell’Aquila non c’è un tempo di per-
manenza prestabilito. Chi vuole può rimanervi per sempre. Tuttavia i
Bodhisattva della Terra scelgono di rinascere subito per poter compiere
la loro missione. Allora, come afferma Nichiren Daishonin, torneranno
a vivere «nello spazio di un istante».
Se è il karma della vita precedente a stabilire quando, dove e con quale
bagaglio karmico si nascerà nella vita successiva, si parla di “vita deter-

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minata dal karma accumulato” (giapp. gōshō). Al contrario, la vita dei


Bodhisattva della Terra è una “vita determinata dal proprio desiderio”
(giapp. ganshō), in cui si decide liberamente di rinascere in base al voto
formulato. Per questo è una condizione di libertà.

IL LEGAME TRA MAESTRO E DISCEPOLO


TRASCENDE LE TRE ESISTENZE

La visione della vita e della morte esposta dal Buddismo dà speranza alle
persone. È costruttiva, allegra e aperta. Infonde coraggio, rivitalizza l’e-
sistenza e invita ad adempiere la propria missione. Alla radice di questa
visione c’è la relazione karmica di maestro e discepolo che trascende le tre
esistenze di passato, presente e futuro. Scrive il Daishonin a tale proposito:

«Il sutra afferma: “Le persone che avevano udito la Legge dimorano in
varie terre del Budda, rinascendo di continuo insieme ai loro maestri” GLI
(SDLPE, 203) e “Se una persona sta vicino ai maestri della Legge, con- ELEMENTI
seguirà rapidamente la via del bodhisattva. Se studia seguendo questi ESSENZIALI
maestri, vedrà Budda in numero pari alle sabbie del Gange” (SDLPE, PER
240). […] Soprattutto assicurati di seguire il tuo maestro originale in
modo da poter conseguire la Buddità» (Gli elementi essenziali per conse-
CONSEGUIRE
guire la Buddità, RSND 1, 664). LA BUDDITÀ

Il presidente Ikeda spiega così questo brano: «Alla luce della relazione
fra il Budda e coloro che aveva guidato nelle esistenze passate, il legame
maestro-discepolo è eterno e non si limita all’esistenza presente. […] È
una relazione in cui maestro e discepolo condividono dal remoto pas-
sato il voto di propagare la Legge mistica. E in virtù di questo voto si
lanciano coraggiosamente nelle difficili realtà del nostro mondo. Grazie
agli sforzi instancabili di insegnare il Buddismo agli altri e incoraggia-
re ogni persona, creano una rete di gente comune fondata sul rispetto.
La relazione maestro-discepolo si forma attraverso un legame attivo e
dinamico, da cuore a cuore. È un legame da vita a vita, connesse l’una
all’altra dallo stesso spirito e dedite allo stesso scopo» (BS, 190, 52).
E riguardo al passo: «Le persone che avevano udito la Legge dimorano
in varie terre del Budda, rinascendo di continuo insieme ai loro maestri»
sottolinea: «Il significato di questo passo è che fin dal remoto passato i
discepoli che avevano ascoltato la Legge si risvegliarono, grazie agli in-
segnamenti di Shakyamuni, al fatto di possedere la condizione vitale del
bodhisattva formatasi attraverso la loro pratica costante basata sul desi-
derio originale di voler aiutare le persone» (Daibyakurenge, agosto 2018).
Nel Buddismo, quindi, il maestro è la persona che permette di risvegliare

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e far emergere il “profondo desiderio del bodhisattva”, il grande voto del


Budda di salvare tutte le persone.
Il Sutra del Loto è la scrittura buddista che esorta a mettere in pratica il
voto del bodhisattva. Nell’insegnamento transitorio (primi 14 capitoli)
viene descritto il risveglio delle persone dei due veicoli, che si ricordano
di aver vissuto come bodhisattva insieme a Shakyamuni nelle esistenze
passate e dichiarano di voler adempiere quella missione mantenendo così
la promessa fatta al maestro. Nell’insegnamento originale (successivi 14
capitoli) sono rappresentati tre voti dei bodhisattva. Il primo è il voto dei
Un’esistenza risvegliata Bodhisattva della Terra di propagare la Legge dopo l’estinzione di Sha-
al voto del bodhisattva
kyamuni. Il secondo è il voto del Bodhisattva Mai Sprezzante rappresen-
tato dal suo modo di vivere, la pratica di inchinarsi con rispetto davanti a
tutte le persone. Il terzo è la magnifica scena in cui i bodhisattva di tutto
l’universo realizzano il proprio voto.
Dall’inizio alla fine il Sutra del Loto dichiara che l’unico modo di vivere
un’esistenza risvegliata è dedicarsi al voto dei bodhisattva. Per questo
motivo, chi vuole leggere il Sutra del Loto con la propria vita deve dedi-
carsi alla via del bodhisattva. Questo è il modo di vivere buddista.

COMPRENDERE L’ETERNITÀ DELLA VITA


RICERCANDO SINCERAMENTE IL MAESTRO

Scrive a tale proposito il presidente Ikeda: «Una preghiera basata sul voto
crea una vita basata sul voto. Poiché abbracciamo la missione dei Bodhi-
sattva della Terra siamo in grado di recitare il Daimoku di Nam-myoho-
renge-kyo, l’essenza del Sutra del Loto, e poiché si tratta del Daimoku
basato sul voto di realizzare kosen-rufu siamo in grado di realizzare la no-
stra e l’altrui felicità. Inoltre, proprio perché questa è una pratica per sé e
per gli altri, possiamo realizzare la nostra rivoluzione umana acquisendo
fiducia in noi e di conseguenza agire per il bene delle persone. Quella che
inizialmente è una preghiera per sé si evolverà naturalmente in una pre-
ghiera basata sullo stesso voto del maestro. In questo modo, da discepoli
protetti dal maestro ci trasformiamo in discepoli che lottano al suo fianco.
Secondo il Buddismo ogni persona può sviluppare la compassione e il desi-
derio di salvare tutti gli esseri viventi, un messaggio molto diverso dalla ri-
cerca della salvezza in un assoluto trascendente presente in molte religioni.
Per relazione maestro-discepolo si intende quindi un gruppo di discepo-
li che lottano insieme ereditando lo spirito e l’azione del loro maestro per
costruire una schiera di persone comuni risvegliate» (Ibidem).
Toda esprime il suo voto di Bodhisattva della Terra in un discorso in-
dimenticabile per la cerimonia di commemorazione della morte del suo
maestro, il presidente Makiguchi: «Nella tua vasta e infinita compassio-

44 || buddismo e società | 195 || studio | corso di studio europeo 2019 | non dualità di vita e morte, non dualità di maestro e discepolo
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ne mi hai permesso di accompagnarti persino in prigione. Così ho po-


tuto leggere con tutto il mio essere il passo del Sutra del Loto che dice:
“Le persone che avevano udito la Legge dimorarono in varie terre del
Budda, rinascendo di continuo insieme ai loro maestri”. Ho ottenuto il
beneficio di conoscere la mia precedente esistenza di Bodhisattva della
Terra e ho potuto comprendere con la vita una piccola parte del signifi-
cato del sutra. Può esserci una felicità più grande di questa?».
Il presidente Ikeda commenta così questo brano: «La frase “conoscere la
mia precedente esistenza di Bodhisattva della Terra” si riferisce al lega-
me tra maestro e discepolo dal remoto passato. La relazione maestro-di-
scepolo dipende dal discepolo. È un legame spirituale profondo che vie-
ne alla luce solo quando il discepolo lo riconosce e ne è consapevole.
Secondo la visione della vita elaborata da Toda nel dopoguerra, sia lui
sia i suoi compagni della Soka Gakkai, che si stavano dedicando a ko-
sen-rufu con la consapevolezza di essere Bodhisattva della Terra, con-
Quel profondo legame
dividevano il legame maestro-discepolo sin dal remoto passato. Anche dal remoto passato
l’intuizione di Toda che “il Budda è la vita” derivava dall’aver compre-
so profondamente, come discepolo unito nello spirito a Makiguchi, che
Myoho-renge-kyo è la Legge eterna della vita. Nell’insegnare ai suoi
discepoli questa visione della vita, Toda sottolineava l’importanza di
aver fede e di unirsi a questa eterna lotta di non dualità di maestro e
discepolo» (BS, 190, 53).
E ne La nuova rivoluzione umana scrive: «L’essenza della convinzione della
Soka Gakkai nasce dall’Illuminazione che Josei Toda sperimentò in car-
cere, dove aveva letto con la propria vita il passo del Sutra del Loto: “Le
persone che avevano udito la Legge dimorano in varie terre del Budda,
rinascendo di continuo insieme ai loro maestri”. Lo spirito della Gakkai
deriva dal risveglio di Toda alla propria missione di Bodhisattva della
Terra. Seguendo le orme di questo maestro, la Soka Gakkai nel suo com-
plesso può essere considerata il “Budda Soka Gakkai”, un’unione di cre-
denti dediti alla realizzazione di kosen-rufu» (vol. 22, cap. 1, p. 13).
Se un membro della Soka Gakkai, al momento della morte, determina
di dedicarsi a kosen-rufu anche nella prossima vita, ha già ottenuto la
condizione vitale per lottare eternamente insieme al maestro.
Conclude il presidente Ikeda: «Attraverso la relazione maestro-discepolo
dal remoto passato noi possiamo risvegliarci alla natura di nascita e
morte originariamente inerente. Possiamo arrivare a comprendere l’e-
ternità della vita ricercando sinceramente il nostro maestro e prendendo
parte alla lotta di maestro e discepolo che si dedicano alla missione di
realizzare kosen-rufu. Questa è la profonda consapevolezza che i membri
della Soka Gakkai di tutto il mondo hanno raggiunto nelle profondità
del loro essere, dedicando la vita a kosen-rufu» (BS, 190, 54).

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obiettivo

Per mettere a fuoco un aspetto del Buddismo

COSTRUIRE
BENEFICI
È la nostra Buddità a richiamarli, a manifestarsi in essi. È la nostra vita che, purificandosi
attraverso la fede e la recitazione del Daimoku, si accorda con tutto il resto producendo ogni
sorta di benefico effetto

Artefici
del nostro bene
Non arrivano per caso, i benefici li costruiamo noi. Con fatica, disciplina, coraggio.
Come una casa. Possiamo scegliere ogni giorno se aggiungere un mattone, una
piastrella, e renderla salda, visibile, potente, o se rifugiarci nella stanchezza, nella
sfiducia. Siamo gli unici responsabili di questa costruzione. E di per sé è una cosa
meravigliosa, pensare che possiamo essere artefici del nostro bene, di quello degli
altri, delle altre. Che possiamo, in quanto esseri umani, creare la nostra felicità.
Ci sono molti scritti di Nichiren Daishonin, del presidente Ikeda, interi capitoli del
Sutra del Loto che parlano degli incommensurabili benefici che gli esseri umani
possono sperimentare abbracciando la Legge, cospicui e incospicui, visibili e invi-
sibili. Perché allora non siamo tutti e sempre felici? Perché a volte ci danniamo e
deprimiamo per il fatto di non riuscire a realizzare scopi e obiettivi, pur recitando
Nam-myoho-renge-kyo? Come possiamo imparare a realizzare le nostre vite?
È importante non mettere i dubbi sotto un tappeto e far finta che non ci sia-
no, perché parliamo della prova concreta, del modo in cui attraverso la fede
possiamo trasformare questa esistenza e usarla per mostrare la Legge ai nostri
cari, agli amici, agli altri. Il problema è che spesso, forse a furia di parlare e con-
centrarci su scopi e obiettivi, dimentichiamo che i benefici, come ci insegnano i
nostri maestri, sono il risultato visibile di qualcosa che accade molto profonda-
mente e quasi impercettibilmente dentro di noi. E invece di cercare con tutta la
forza, la costanza, la fede possibile questo cambiamento interiore, ci mettiamo
a inseguirli, a desiderare i benefici come fossero chimere. Li pretendiamo quasi
(non si sa da chi o da cosa) senza essere disposti a trasformare radicalmente

46 || buddismo e società | 195 || rubriche | obiettivo | costruire benefici


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«L'elemento ku nella parola kudoku


(beneficio) significa buona fortuna
o felicità; l'elemento toku [o doku]
si riferisce alla virtù che si acquisisce
operando il bene»
(Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 118, 52)

la nostra visione del mondo, le nostre abitudini, ho detto, penso che otterrai un feudo ancor più
i nostri pensieri, le nostre opinioni errate. grande e riguadagnerai la stima degli altri. Come
«Non dobbiamo essere codardi, piagnucolare o ho già affermato varie volte, si dice che dove c’è
lamentarci della nostra condizione. Se la nostra una virtù invisibile ci sarà una ricompensa visibile.
fede è pura e vigorosa, l’illimitato potere benefico I tuoi colleghi samurai hanno parlato male di te al
della Legge mistica fluirà nella nostra vita» (SSDL, tuo signore ed egli ha anche dubitato che dices-
3, 17). Daisaku Ikeda ci incoraggia a praticare con sero il vero, ma, poiché per molti anni hai nutrito
forza fino a ottenere un effetto, e mi colpisce il forte e sincero desiderio di salvare il tuo signore
sempre notare come l’accento non è sul risultato, nella prossima vita, hai ottenuto questo benefi-
ma sul continuare, sul mantenere la certezza, sul- cio». Inoltre si raccomanda: «La cosa importante
la lotta interiore che possiamo intraprendere nei è mantenere buoni rapporti con coloro che cre-
confronti di dubbi, paure, preoccupazioni. «Io ho dono in questo insegnamento, non è vedere, sen-
continuato sempre a diffondere gli insegnamenti tire o dire ciò che può dispiacerti. Continua con
del Daishonin – continua – e a proteggere la Soka calma a offrire preghiere». (RSND, 1, 806).
Gakkai sopportando ogni sorta di persecuzioni
e superando ogni ostacolo. Come effetto ho Il beneficio più grande
ricevuto immensi benefici» (Ibidem). Sì, perché «In sostanza una buona azione – scrive Daisaku
un altro punto essenziale è che i grandi benefici Ikeda ne La saggezza del Sutra del Loto – con-
appaiono quando ci preoccupiamo non solo del tiene già in sé il beneficio, ha il potere di recare
nostro bene, ma curiamo anche il bene di tutti, fortuna. Nichiren Daishonin affermò: “La parola
per davvero, senza scoraggiarci e con sincerità. “beneficio (kudoku) significa la ricompensa
Il nostro comportamento, la nostra vera inten- rappresentata dalla purificazione dei sei organi
zione sono la base, il terreno da cui ogni bene- di senso […] Perciò la parola kudoku significa
ficio può o meno emergere e manifestarsi. E conseguire la Buddità nella propria forma pre-
non è possibile barare, far finta di essere buoni, sente. Significa anche la purificazione dei sei
mascherare quello che proviamo verso gli altri, organi di senso”. Purificare i sei sensi – vista,
verso noi stessi, verso la realtà. udito, olfatto, gusto, tatto e pensiero – equivale
Il Daishonin consigliava con cura i suoi discepoli a purificare la propria vita e trasformare il desti-
su come vivere in accordo agli insegnamenti bud- no» (SSDL, 3, 2).
disti. In Virtù invisibile e ricompensa visibile per È il beneficio più grande, supremo, quello che
esempio scrive a Shijo Kingo, il samurai che era chiamiamo “rivoluzione umana”, e dal quale
pronto a morire con lui durante la persecuzione derivano tutte le piccole o grandi vittorie, fortu-
di Tatsunokuchi, per aiutarlo a trovare la chiave ne, soddisfazioni, cambiamenti concreti e spes-
necessaria a superare un momento difficile. Dopo so inaspettati che possiamo sperimentare ogni
che i suoi fratelli lo avevano tradito, gli consiglia giorno. È la nostra Buddità a richiamarli, a mani-
di non essere lui stesso sleale con loro, ma di festarsi in essi, è la nostra vita che, purificandosi
accogliere e provvedere al sostentamento delle attraverso la fede e la recitazione del Daimoku,
loro compagne. «Non importa quali difetti possa- si accorda con il resto, con tutto il resto, produ-
no avere le mogli dei tuoi fratelli, tu non badarci. cendo ogni sorta di benefico effetto.
Se in questa situazione ti comporterai come ti «I sei organi di senso sono le porte che collega-

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no il piccolo universo della nostra vita al grande cibo un sapore meraviglioso, e credo che valga
universo. Purificarli significa armonizzare la sia letteralmente per le cose che mangiamo, sia
propria vita con il ritmo dell’universo. Tramite la per il gusto di vivere. La lingua è inoltre legata alla
pratica ci sintonizziamo sulla lunghezza d’onda parola, al saper dire le cose giuste, essenziali, utili
della Legge mistica. Allora saremo dotati del in quel momento, è la capacità che possiamo svi-
potere di avanzare senza alcun impedimento» luppare di arrivare al cuore degli altri e trasmette-
(Ibidem, 54). Così «il beneficio dell’occhio è la re correttamente gli insegnamenti buddisti.
capacità di distinguere il sentiero della felici- I benefici del corpo, o del tatto, sono quelli di
tà, per se stessi e per gli altri» (Ibidem, 50). È poter manifestare attraverso la nostra forma,
la capacità di intuire ciò di cui gli altri hanno così come siamo, la luce dell’Illuminazione.
bisogno e cosa possiamo fare per aiutarli, di E purificare la mente significa riuscire a com-
discernere con chiarezza quale è la direzione prendere innumerevoli cose e princìpi che rego-
giusta in cui procedere, la strada migliore per lano la vita e il mondo ascoltando e seguendo
non sbagliare. anche una sola frase, un solo insegnamento.
Saper ascoltare, capire dal tono della voce Non si tratta di poteri sovrannaturali, ma di
come stanno le persone, riuscire a “sentire” i capacità che possediamo, sepolte, impolverate
loro stati vitali e le tendenze del nostro tempo, dall’oscurità che in egual modo ci appartiene.
del nostro paese, del nostro quartiere, è essen- Si tratta di continuare a nutrirle, a risvegliare
ziale per poter agire con saggezza, ed è un questo potenziale immenso, recitando Nam-
piccolo esempio dei benefici che arrivano dalla myoho-renge-kyo e sforzandoci per gli altri,
purificazione dell’udito. per aiutarli a fare lo stesso. Non a caso «Toda
L’olfatto è la possibilità che abbiamo di per- descriveva lo stato vitale di Buddità come
cepire la fragranza della vita delle persone, la felicità assoluta e come possente stato vitale»
loro tendenza: «Chi studia, si sforza e cerca di (Ibidem, 288). È la gioia dell’Illuminazione, sen-
migliorarsi possiede la fragranza della tenacia za la quale ben poco è possibile. È il beneficio
[…] Ma chi è indolente e apatico sembra emet- invisibile che possiamo costruire giorno dopo
tere uno spiacevole odore di putrefazione. La giorno. Ci permette di affrontare ogni cosa:
differenza è impressionante» (Ibidem, 61). di vivere, invecchiare, morire, in maniera bella
I benefici del gusto purificato, o della lingua, insieme agli altri. E bene.
saranno quelli di riuscire ad apprezzare in ogni (Manuela Vigorita)

L'impossibile che
diventa possibile
Il beneficio è fatto di Costruire benefici, per noi, è innanzitutto trasformare il karma.
sorpresa tenuta sempre Quella dimensione intima e impalpabile che condiziona pensieri, parole e
accesa. Di determinazione azioni.
limpida e profonda. Se lo dimentichiamo possiamo ritrovarci a desiderare, anche praticando,
Di preghiera non orientata benefici solo esteriori. Per nulla rivoluzionari, parenti molto lontani della feli-
in maniera esclusiva alla cità assoluta. Recitare per parare i danni, per stare un po’ meglio, per farcela
sua realizzazione ma anche a tenere la barca a galla è davvero poco e produce poco. I desideri piccoli
a tutto ciò che c'è intorno portano cambiamenti piccoli. Dovremmo vigilare continuamente sulla ten-

48 || buddismo e società | 195 || rubriche | obiettivo | costruire benefici


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«Raccogli tutta la tua fede


e prega questo Gohonzon. Allora, che
cosa non può essere realizzato?»
(Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 366)

denza tutta umana a usare la fede per accon- coprire, camuffandola, la nostra natura profon-
tentarsi di non soffrire e per evitare le sfide. da. Che è saggia e illuminata. Per manifestare la
Alzare l’orizzonte: siamo nati e nate per essere nostra nona coscienza, la Buddità, che è libera
felici. Di una felicità soddisfatta e fertile, capace dal karma, che non ha nessuno dei dolori che ci
di andare oltre il cuore che si accontenta. «Chi hanno formato, che non si limita a reagire come
non riesce a credere che sia possibile il cam- in una partita a scacchi. Nona coscienza limpida
biamento personale recita Daimoku in modo e capace, che esiste sempre e a dispetto di ogni
rassegnato pensando: “Anche se lotto non ce la nostra nebbia o temporale.
farò”. Ciò rispecchia un atteggiamento di non Io ho un maestro. Che significa che quando
voler risolvere fino in fondo, e la recitazione del voglio comprendere qualcosa della meraviglia
Daimoku diventa così un rifugio. Il fatto di cre- del Buddismo devo rivolgermi, come primo
dere nella Legge mistica ha il potere di cambia- passo, alla sua esperienza.
re in modo sbalorditivo e radicale la nostra vita; Non c’è scritto nel quale lui non ci incoraggi
[…] quando lottiamo per disperdere la nuvola a vincere sulla nostra natura oscura. Collerica,
nera dell’oscurità, naturalmente si manifesta il lamentosa, abbandonica, prepotente. Proprio
mondo della Buddità che esiste dentro di noi» quando sembra impossibile, quando ci viene
(Katsuji Saito, BS, 143, 14). tutto addosso, è lì che si produce il cambiamen-
Cambiamento sbalorditivo e radicale. to. Quel “lì” è un luogo prezioso, il fango del
La vita può essere sbalorditiva in ogni istante. fiore di loto, per noi il terreno più fertile.
Quando compiamo qualcosa che è nelle nostre «Nel pieno dei suoi dolorosi e faticosi sforzi
ragionevoli capacità siamo semplicemente in per la ricerca di una soluzione si sentiva come
grado di realizzare qualcosa che è nelle nostre in agonia. Avrebbe voluto mettersi a urlare.
ragionevoli possibilità. Ma l’autentica vittoria, Poi, uno dopo l’altro, come nuvole nel cielo,
nella strada di kosen-rufu come nella nostra cominciarono ad apparire nella sua mente
rivoluzione umana, non ha a che fare con il pos- alcuni passi del Gosho, passi che mettevano
sibile. Mette in gioco una dimensione mistica, chiaramente in evidenza come si potesse tra-
l’impossibile. sformare ciò che era apparentemente impos-
Il beneficio dei benefici è vivere la vita al mas- sibile in una cosa possibile». È Daisaku Ikeda
simo livello. che parla, mentre racconta il cambiamento di
Che non si misura in termini di grandezza di prospettiva durante la campagna del Kansai
risultati, ma di intensità della fede. (La rivoluzione umana, vol. 10, cap. 1, pp. 9-10).
Parla dell’intensità della preghiera: «Se in un
Una decisione che parte dal cuore singolo istante di vita esauriamo le sofferenze e
Nel pensiero comune si dice che le esperien- gli sforzi di milioni di kalpa, allora istante dopo
ze vissute ci cambiano. Accadono, ci piovono istante sorgeranno in noi i tre corpi del Budda
addosso. Quelle negative, i dolori, inaspriscono. di cui siamo eternamente dotati. Nam-myoho-
Quelle positive, le gioie, aumentano la nostra renge-kyo è proprio una tale pratica diligente»
sicurezza. (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 124, 56).
Per noi, invece, le esperienze si costruiscono Si parte da qui, dal prendere la decisione nel
per non permettere alle circostanze della vita di proprio cuore.

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Proviamo a immaginare la nostra esperienza L'impossibile sta nell'affrontare i dolori, riem-


più grande. La caratteristica era certamente pirli di luce, e far uscire da lì un io forte e indi-
che non fosse ragionevole neppure immagi- struttibile. Sta nello spazio oltre me, spazio cui
narla. Il beneficio è fatto di sorpresa tenuta accedo attraverso la preghiera determinata e
sempre accesa. Di determinazione limpida e profonda e in relazione al mio maestro.
profonda. Di preghiera non orientata in manie- La ragione tende al possibile. La felicità all’im-
ra esclusiva alla realizzazione, ma anche a tut- possibile.
to quello che è intorno. La ragione fa i conti con il karma, angusto e
Spesso, quando desideriamo ardentemente, ripetitivo; la natura illuminata con l’universo.
sembra che il resto perda consistenza. Invece Ripensare all’impossibile. Coltivarlo dentro. Ono-
conta, ogni gesto compiuto influisce sul resto. E rarlo come fosse un dono. E riempire la distanza
il gesto più potente è dare coraggio a ogni sin- tra lì e la realtà a piccoli e grandi passi.
gola persona che incontriamo, anche quando L'impossibile è fatto anche di pazienza e allegria.
sembra che non ne abbiamo neanche per noi. (Gianna Mazzini)

Una cosa naturale


La preghiera ci fa Pregare è una cosa naturale. Di fronte alla paura, allo smarrimento, alla dispe-
riconoscere in noi razione gli esseri umani di tutte le epoche e di ogni cultura hanno pregato. E
dimensioni illimitate. proprio intorno a questa semplice pulsione a cercare risposte e sostegno altrove,
E questo produce quando le facoltà a portata di mano non bastano più, sono nate le religioni.
gioia, allenta Un fatto che può piacere o meno, ma che non è difficile da comprendere.
tensioni, apre Più difficile è comprendere in che modo le nostre preghiere possano ottenere
orizzonti. una risposta quando si esclude l’esistenza di entità sovrannaturali in ascolto. O
E, incredibilmente, accettare la preghiera come un’opzione possibile anche quando nella vita voglia-
arriva a trasformare mo cavarcela solo con i “nostri” mezzi, senza abdicare alle nostre facoltà umane.
la nostra Noi che pratichiamo il Buddismo di Nichiren crediamo nella Legge mistica, «la
realtà concreta legge della vita, la segreta arte che permette ai meccanismi del microcosmo
dell’io di integrarsi perfettamente in quelli del macrocosmo» (SSDL, 3, 306). E
pregando, con tutti i nostri limiti e le nostre finitezze, entriamo in sintonia con
questa Legge eterna e illimitata, e percepiamo in noi il respiro vasto della vita
universale e tutta la sua potenza.
Il presidente Ikeda definisce la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo come la pra-
tica per risvegliare la verità insita nella vita. «Non è un semplice intonare il nome
di una “verità esterna”, ma è una pratica per “tirar fuori” concretamente la “verità
interna” che pervade l’universo e il nostro stesso io, e vivere in accordo con essa»
(Lezioni su “Il conseguimento della Buddità in questa esistenza”, BS, 119, 25).
La preghiera insomma, facendo sfumare i contorni del nostro io finito, ci fa rico-
noscere in noi dimensioni illimitate. E questo produce gioia, allenta le tensioni,
apre orizzonti.
E, incredibilmente, arriva a trasformare la nostra realtà concreta.
«La vera religione è quella che ci permette di migliorare realmente la nostra
vita» dice il presidente Ikeda, ciò che Tsunesaburo Makiguchi definiva “crea-

50 || buddismo e società | 195 || rubriche | obiettivo | costruire benefici


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«Potremmo chiederci perché mai


ciò che avevano detto [i Budda]
re valore” convinto che, in quanto esseri umani,
abbiamo accesso anche alla sfera mistica, alle
tardi ad avverarsi. Ma, anche se può
meraviglie che la scienza non spiega. Per que- accadere che uno miri alla terra e
sto possiamo creare valore e ottenere la vittoria manchi il bersaglio, che qualcuno
in qualunque situazione: «Una religione che non
crea valore nella vita in risposta a una preghiera riesca a legare i cieli, che le maree
è inutile» (cfr. SSDL, 3, 312). cessino di fluire e rifluire
Josei Toda ha descritto lo stesso concetto, quasi
un dialogo che si apre tra noi e l’illimitata potenza
o che il sole sorga a ovest,
della vita quando recitiamo Nam-myoho-renge- non accadrà mai che la preghiera
kyo di fronte al Gohnozon, postulando l’azione di di un praticante del Sutra del Loto
“quattro poteri”: il potere della fede e della prati-
ca, propri dell’essere umano, le variabili che sta a
rimanga senza risposta»
noi attivare al massimo, e il potere della Legge e (Sulle preghiere, RSND, 1, 306)
del Budda, assoluti, che appartengono al Gohon-
zon. Poiché c’è una relazione diretta tra le due tamente sviluppiamo il desiderio di pregare non
sponde, se la nostra fede e la nostra pratica sono solo per noi stessi ma anche per la felicità dei
deboli non potremo sperimentare i benefici del nostri amici e per kosen-rufu» (SSDL, 310-6).
Gohonzon (cfr. BS 112, 16-7). Altre volte capita di recitare schivando i pensie-
Una consapevolezza che, riportando su di noi la ri, le preoccupazioni, le ansie come fossero mo-
piena responsabilità, ci dà la carica per riprende- sche fastidiose che si frappongono tra noi e la
re la nostra pratica con fede rinnovata! nostra attenzione, che ci sforziamo di inseguire.
Non dobbiamo dolerci di non essere migliori di Con il risultato di sentirci alla fine esausti e an-
quanto ci vediamo né sforzarci di interpretare cora più confusi. In realtà, scrive ancora Ikeda,
una parte che non ci si addice. La preghiera più «non c’è nulla di sbagliato nel fatto che men-
efficace è quella che parte dalla nostra verità, tre recitiamo la nostra mente sia attiva. Questi
esattamente dal punto in cui ci troviamo. pensieri sono frutto delle nostre preoccupazio-
ni: invece di considerarli inappropriati dovrem-
A partire dalla nostra verità mo pregare sinceramente per ciascuno di essi,
Non ci sono regole che stabiliscono come dob- quali che siano. Pregare non soltanto per le
biamo pregare, Ikeda è molto chiaro al riguardo. grandi questioni ma per qualunque problema,
La cosa importante è andare davanti al Gohon- risolverlo e rafforzare così la nostra fede» (cfr.
zon così come siamo. Ibidem, 309-10).
«Se assumiamo un atteggiamento artificioso Nichiren assicura che «non c’è vera felicità per gli
per simulare sentimenti elevati stiamo mostran- esseri umani al di fuori del recitare Nam-myoho-
do un falso io, e il Gohonzon non risponde alle renge-kyo» (Felicità in questo mondo, RSND, 1,
bugie. Quando recitiamo Daimoku per le nostre 607). Farlo a partire dalla propria verità è il modo
grandi preoccupazioni e per i nostri desideri, il più diretto per sperimentarla.
nostro stato vitale si apre naturalmente e grada- (Marina Marrazzi)

«Riguardo alle preghiere, vi sono preghiere visibili con risposte visibili, preghiere visibili con risposte
invisibili, preghiere invisibili con risposte invisibili e preghiere invisibili con risposte visibili.
Tuttavia, la cosa essenziale è che, se hai fede in questo sutra,
tutti i tuoi desideri si realizzeranno nell’esistenza presente e in quella futura»
(Lettera al prete laico Domyo, RSND 1, 665)
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serie
LA SAGGEZZA Terza parte Brani scelti da testi di Daisaku Ikeda
PER CREARE
LA PACE Kosen-rufu e la pace mondiale selezione e adattamenti a cura della Sgi
E LA FELICITÀ Quattordicesima puntata

Una religione che esiste


per la felicità delle persone
Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di agosto 2017

| PARTE SECONDA

Lo spirito di lavorare per la felicità della gente


Spiegando che la Soka Gakkai è cresciuta e si è sviluppata grazie al rispetto per le persone e all’impegno di
adoperarsi per la loro felicità, il presidente Ikeda esprime la speranza che i membri nutrano per sempre questo
spirito.

Da un discorso a una La Soka Gakkai si è sempre adoperata per la felicità delle persone e continua a farlo
riunione del Gruppo
giovani per comme-
anche oggi. Per questo ne ha conquistato la fiducia. Non c’è niente di più potente: il
morare il 16 marzo, nostro successo è dovuto a questo impe- resistono alla prova del tempo sono quelle
Giorno di kosen-rufu,
Tokyo, 13 marzo 1998
gno. È un principio immutabile, una lezio- profondamente dedite alla felicità delle per-
ne della storia che spero ricorderete sem- sone e che di conseguenza ne conquistano
pre. Questo desidero trasmettervi oggi. il sostegno.
Chi merita il massimo rispetto? Le perso- La Soka Gakkai si è sviluppata in accordo
ne comuni che lavorano sodo; per quanto con questo principio e adesso sta costruen-
prive di mezzi o di cultura, fra loro vi sono do le fondamenta di una nuova epoca di
individui veramente ammirevoli. sviluppo dinamico nel XXI secolo.
I tre martiri di Atsuhara continuano a esse- La Legge è eterna, il Buddismo è eterno.
re modelli di dedizione altruistica a kosen- Sebbene il Daishonin abbia proclamato il

LA
rufu. Erano persone comuni, prive di ric- suo insegnamento 700 anni fa, solo con la
chezze o posizione sociale. comparsa della Soka Gakkai esso fu ampia-
Chi si sta impegnando concretamente per mente utilizzato per la felicità delle perso-

SAGGEZZA
condividere con gli altri il Buddismo di Ni- ne. L’attuale stadio di sviluppo di kosen-rufu
chiren? Chi sta lavorando anima e corpo mondiale è stato raggiunto interamente
per diffondere il movimento di kosen-rufu? grazie ai nostri sforzi, giorno dopo giorno,

PER CREARE
I membri della Soka Gakkai, persone co- per la felicità dei compagni e delle compa-
muni dalle più disparate estrazioni sociali, gne di fede.
con il Gruppo donne in prima linea. Anch’io mi sono dedicato ai membri ogni

LA PACE E LA
Naturalmente i diversi credi possono esse- giorno, dalla mattina alla sera, per cin-
re esaminati e confrontati anche nei termini quant’anni. Il Gohonzon ne è consapevole.
delle dottrine e dei princìpi che espongono, Non lo dico per orgoglio ma unicamente
ma la storia dimostra che le religioni che per il bene delle generazioni future.

FELICITÀ
52 || buddismo e società | 192 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte : kosen rufu e la pace mondiale | undicesima puntata
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Per tutti questi motivi la Soka Gakkai è accompagnatori riuniti all’aeroporto Hane-
una delle organizzazioni più importanti del da di Tokyo: «Sono arrivato fin qui insieme
Giappone e del mondo, ma non pensate che a persone definite “povere e malate” e non
sia stato un percorso facile. certo grazie al potere mondano o alla ric-
Il defunto premier cinese Zhou Enlai os- chezza». Insieme ai tanti sostenitori, erano
servò da lontano e con attenzione l’impe- venuti a salutarmi anche rappresentanti
gno della Soka Gakkai e mio. Affermò che dell’ambasciata cinese in Giappone.
la Soka Gakkai godeva di un’ampia base Desidero che siate fieri dello spirito della
di sostenitori fra le persone comuni e ciò Soka Gakkai. La religione dovrebbe esiste-
la rendeva degna di attenzione. Anche lui re proprio per aiutare i poveri e i malati,
era concentrato sulla felicità delle persone: per assistere coloro che soffrono di più,
questo impegno comune creò un legame fra non vi pare?
noi che portò poi alla costruzione di un pre- Vorrei che voi, miei giovani amici e mie gio-
zioso ponte di amicizia fra i nostri paesi. vani amiche, custodiate sempre nel cuore e
Mentre mi accingevo a compiere la mia pri- nelle azioni il mio spirito di lavorare per la
ma visita in Cina (1974), dichiarai ai molti felicità delle persone comuni.

La Soka Gakkai è all’avanguardia nella riforma religiosa


Lo storico britannico Arnold J. Toynbee (1889-1975) sosteneva che le religioni da lui definite “superiori” avessero
bisogno di una riforma sostanziale. Il presidente Ikeda afferma che la Soka Gakkai ha già operato tale riforma.

Qual è oggi il problema principale delle “religioni superiori”1? Arnold J. Toynbee so- Da un discorso alla
riunione commemo-
steneva che esse necessitano di una riforma sostanziale. L’eminente storico fu attratto rativa del 3 maggio,
dalla Soka Gakkai perché la considerava civiltà Toynbee sottolineò la necessità di in concomitanza con
una religione superiore viva, che guardava distinguere l’«essenza» delle religioni dal- le riunioni generali
dell’area metropoli-
al presente e al futuro. Dietro suo invito, mi le «concrezioni non essenziali», gli orpelli tana e della regione
recai a Londra nel maggio 1972 e nuova- superflui che si sono accumulati nel corso di Tokyo, 3 maggio
1994
mente nel maggio 1973 per intrattenere con del tempo.2
lui un dialogo di ampio respiro. Occorre focalizzarsi sull’essenza di una
Che cosa occorre affinché le religioni su- religione, sulle sue caratteristiche immuta-
periori risplendano nel XXI secolo? bili che trascendono le limitazioni di certe
Nel suo Storia e religione. Alle radici delle epoche o condizioni sociali, e scartare tut-

1) In A Study of History Toynbee scrive: «Per “religioni superiori” quale avevano avuto origine. Sono diventate sistemi culturali reli-
intendo quelle religioni preposte a condurre gli esseri umani in giosi a sé stanti, in uno stato di tensione con i sistemi della cultura
comunione diretta con la Realtà spirituale assoluta, in contrasto secolare dalla quale si sono separati. L’avvento di una religione
con le precedenti forme di religione che conducevano solo a una superiore, dunque, porta con sé la distinzione, prima inesistente,
comunione indiretta con essa, mediata dalla particolare società fra “religioso” e “secolare”, fra “spirituale” e “temporale”, fra “sa-
alla quale appartenevano. La religione, nelle sue forme più an- cro” e “profano”» (Oxford University Press, Oxford, 1934-61).
tiche, è parte integrante della cultura di una particolare società. 2) Arnold Toynbee, An Historian’s Approach to Religion, Oxford
Invece le religioni superiori – alcune parzialmente e altre comple- University Press, Londra, 1956, pp. 277-78. Ed. italiana: Storia e
tamente – sono uscite dagli schemi della specifica cultura dalla religione. Alle radici delle civiltà, Rizzoli, 1984.

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to il resto. Se si fallisce in questa impresa, orpelli estranei accumulati nei secoli; scar-
la religione non avrà futuro e l’umanità non tare gli aspetti che hanno significato solo
riuscirà a elevarsi spiritualmente. all’interno di uno specifico e ristretto con-
Cosa è “essenziale” nella fede e nella pratica testo culturale; salvare lo spirito, il cuore di
religiosa della Soka Gakkai? Credere in Ni- una religione. Questo è l’unico modo per
chiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo gior- garantire la fioritura dell’umanità nel XXI
no della Legge, e aver fede nelle Tre grandi secolo. È questa la riforma religiosa che in-
Leggi segrete.3 Questo è l’insegnamento tendeva Toynbee. Nel suo libro lo storico
fondamentale che il Budda espose per con- afferma, a proposito della Riforma cristia-
durre tutte le persone all’Illuminazione. na del XVI secolo: «La Riforma non fu sol-
Le “concrezioni non essenziali” sono gli tanto uno specifico evento del passato che
elementi che cambiano a seconda del tem- appartiene agli albori della storia moderna
po e del luogo, in particolare le cerimonie e del Cristianesimo occidentale; è una sfida
i formalismi che furono adottati nei secoli perpetua che si presenta costantemente a
successivi alla morte del Daishonin. tutte le religioni superiori e che nessuna
Toynbee paragonava tali concrezioni alla può ignorare nemmeno per un istante sen-
pula, e la vera essenza al grano. Separare za tradire le proprie responsabilità».5
la pula dal grano è l’azione più naturale da La Soka Gakkai è in prima linea in questa
fare. Sosteneva la necessità di scartare la riforma religiosa auspicata da Toynbee, e
pula e valorizzare il grano.4 In altre parole senza dubbio il Daishonin e il suo successo-
bisogna rimuovere i vari strati che si sono re Nikko Shonin ne sarebbero lieti. Il nostro
sovrapposti per giungere all’essenza. sviluppo costituisce una luminosa fonte di
Rimuovere gli elementi temporanei e gli speranza per l’umanità nel XXI secolo.

Una risposta adeguata ai tempi


Come praticanti del Buddismo di Nichiren dovremmo impiegare la nostra saggezza per comunicare l’essenza di que-
sto insegnamento umanistico in maniera accessibile, affinché si accordi alle diverse culture e al mutare dei tempi.

Da un discorso a un
corso mondiale
In una delle sue lettere Nichiren Daishonin loda il giovane discepolo Nanjo Toki-
giovani Sgi, Tokyo, mitsu per lo spirito ammirevole con il quale ha ereditato la fede del padre: «La tin-
14 ottobre 1990 tura di indaco è più blu dell’indaco stesso6 (Offerte nella neve, RSND, 2, 760).
e il ghiaccio è più freddo dell’acqua. Com’è Ognuno e ognuna di voi, nei luoghi in cui
meraviglioso, veramente meraviglioso!» abita, sta portando avanti spontaneamente

3) Le Tre grandi Leggi segrete costituiscono il nucleo dell’in- Hsün Tzu. Il blu del liquido estratto dalla pianta di indaco non
segnamento del Daishonin. Sono: l’oggetto di culto dell’inse- è particolarmente intenso, ma intingendo ripetutamente in esso
gnamento originale, il Daimoku dell’insegnamento originale il tessuto si ottiene un blu molto più scuro del colore del succo
e il santuario dell’insegnamento originale. La Legge di Nam- originale. La similitudine si riferisce all’approfondimento della
myoho-renge-kyo le include tutte. conoscenza attraverso lo studio e viene citata in Grande concen-
4) Ibidem, p. 264. trazione e visione profonda di T’ien-t’ai. Nichiren Daishonin la
5) Ibidem. impiega spesso non solo per riferirsi all’approfondimento della
6) Questa similitudine deriva da uno scritto del filosofo cinese pratica buddista, ma anche alla crescita dei successori.

54 || buddismo e società | 195 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte : kosen rufu e la pace mondiale | quattordicesima puntata
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le attività per kosen-rufu seguendo le orme sione sbagliata del Buddismo di Nichiren
dei pionieri e la loro dedizione. Tutto ciò e della sua vera grandezza. Ciò costituisce
mi rassicura davvero. Penso che in questo non solo una mancanza di compassione per
passo il Daishonin ci stia insegnando l’im- gli altri ma, francamente, anche una viola-
portanza, nel Buddismo, di crescere fino a zione dello spirito del Daishonin che voleva
superare i nostri predecessori e impegnarci condurre tutte le persone all’Illuminazione.
più di loro per lo sviluppo del nostro movi- La terminologia buddista si è sviluppata nel
mento. corso di lunghi secoli di storia, ma non pote-
I figli seguono la guida dei genitori, i mem- te aspettarvi che le persone di culture estra-
bri più giovani ripetono le parole dei più nee a tale tradizione ne comprendano il vero
anziani: da un certo punto di vista questo significato. In casi del genere è necessario
può sembrare un buon esempio di come trovare espressioni che trasmettano in ma-
ereditare una tradizione. Ed è anche vero niera più accurata e comprensibile l’intento
che lo spirito fondamentale del Buddismo e il significato dei princìpi buddisti.
di Nichiren e della fede nella Legge mistica Questa è una delle grandi sfide di kosen-rufu
è eterno e immutabile. Ma i tempi cambia- mondiale. Sono convinto che questa strada
no costantemente e la società è in rapida sia in accordo con lo spirito del Daishonin
trasformazione. Il mondo è infinitamente che ci ha insegnato a progredire con il prin-
vario e le persone reali sono particolarmen- cipio del “più blu dell’indaco stesso”.
te complesse. Toccare il cuore altrui non è Il Buddismo insegna il precetto dell’adat-
un’impresa facile. tamento ai costumi locali e alle usanze dei
A fronte di questa diversità umana e del ra- tempi.7 Inoltre fra i quattro modi di predi-
pido mutare dei tempi, per condurre gli al- care8 troviamo “insegnare il Buddismo in
tri all’Illuminazione e realizzare kosen-rufu termini secolari” e “insegnare secondo le
è necessario sviluppare una grande saggez- rispettive capacità delle persone”.
za, una saggezza che sia anche espressione Poiché il Buddismo di Nichiren spiega la
di compassione. verità fondamentale della vita, noi possia-
Possiamo esporre le teorie più profonde, mo creare un valore senza limiti.
ma ciò avrà scarso significato se nessuno E poiché si basa sulla ragione, offre una
le capisce. Continuare a utilizzare vecchi pratica che chiunque è in grado di capire e
modi di fare o di esprimersi, o un linguaggio accettare. Questa è l’essenza dell’insegna-
obsoleto, può dare alle persone un’impres- mento corretto.

7) Precetto dell’adattamento ai costumi locali (giapp. zuihō-bini): segnare il Buddismo in termini secolari, spiegando alle persone
precetto buddista secondo cui, nelle questioni su cui il Budda non che esso soddisferà i loro desideri, risvegliando in tal modo la
si è espresso né con un permesso né con una proibizione, si può volontà di prendere fede in esso; 2. insegnare secondo le rispet-
agire in accordo con gli usi del luogo se questi non violano i princì- tive capacità delle persone, permettendo loro di accrescere il
pi fondamentali del Buddismo. Questo precetto fu applicato quan- karma positivo; 3. aiutare gli individui ad abbandonare le illu-
do il Buddismo si diffuse in varie regioni che differivano per cul- sioni e a liberarsi dai tre veleni di avidità, collera e stupidità; ciò
tura, tradizioni, usi e costumi, clima e altri aspetti della vita umana è possibile insegnando a chi è intrappolato nell’avidità a rico-
e dell’ambiente. Sebbene non proibisca né prescriva alcun com- noscere l’impurità dei suoi attaccamenti, a chi è dominato dalla
portamento specifico, esso è comunque annoverato tra i precetti. collera a praticare la compassione e a chi è accecato dal veleno
8) Quattro modi di predicare (giapp. shi-shitsudan): detti an- della stupidità a percepire la legge causale; 4. rivelare diretta-
che quattro modi di insegnare. Quattro modi in cui i Budda mente la verità ultima, facendo in modo che le persone possano
espongono i loro insegnamenti, come spiegato nel Trattato sulla illuminarsi. Rispetto a questo tipo di insegnamento, i primi tre
grande perfezione della saggezza di Nagarjuna. Essi sono: 1. in- sono considerati temporanei.

una religione che esiste per la felicità delle persone | 55


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Un cuore grande e magnanimo


Nel primo volume de La nuova rivoluzione umana Shin’ichi Yamamoto – pseudonimo del presidente Ikeda – compie
il suo primo viaggio oltreoceano (1960) visitando tre paesi fra cui gli Stati Uniti. In questo estratto risponde alle do-
mande dei membri in due zadankai, rispettivamente alle Hawaii e a Washington, esponendo in maniera facilmente
comprensibile il significato di una vera religione umanistica.

Da La nuova Una donna chiese: «Mio figlio sta frequentando una scuola cristiana; mi chiedo se
rivoluzione umana,
vol. 1, cap. “Aurora”
ciò non equivalga a offendere il Buddismo». «Va benissimo. Suo figlio non frequenta
quella scuola per seguirne la religione ma nato capolavoro o ascoltare un dato genere
per studiare. Non c’è assolutamente pro- di musica costituisca un’offesa. Se la fede vi
blema. Il denaro che dà alla scuola serve impedisse di ammirare le sublimi creazio-
per l’istruzione di suo figlio, non è un’offer- ni dell’arte, rinnegherebbe la vostra stessa
ta alla religione cristiana. È giusto che lei umanità. Alcune religioni si curano degli
paghi una retta, dal momento che suo figlio individui, altre esistono solo per loro stesse
viene educato in quella scuola. La nostra e cadono nel dogmatismo; in definitiva, non
fede si basa sulla preghiera al Gohonzon fanno altro che vincolare e rendere schiave
rivelato da Nichiren Daishonin. Non serve le persone in nome della fede. Ne consegue
essere rigidi o intolleranti fintanto che non che la gente viene privata della propria li-
ci discostiamo da questo principio basilare. bertà spirituale; il buon senso e l’umanità
Molti aspetti della cultura e dello stile di finiscono per essere negate e il divario fra
vita sono collegati in qualche modo alla re- religione e società si allarga sempre di più.
ligione. La maggior parte delle ditte chiude Il Buddismo di Nichiren Daishonin esiste
la domenica, per esempio, un’usanza che per le persone e si prefigge lo scopo di far
deriva dal Cristianesimo dove la domenica sbocciare il fiore dell’umanità in ogni indi-
è considerata un giorno di riposo e di pre- viduo. Un leader religioso che esponesse
ghiera. Ma chiunque ritenga che non lavo- i princìpi del Daishonin e al tempo stesso
rare di domenica sia un’offesa al Buddismo dichiarasse che le conquiste dell’umanesi-
è una persona incapace di vivere armonio- mo, come l’arte e la cultura, offendono tali
samente nella società. insegnamenti non sarebbe altro che un bi-
Anche la musica e l’arte sono spesso influen- gotto dogmatico che tradisce il vero spirito
zate dalla religione. Tuttavia c’è una bella del Daishonin. Le azioni di una persona del
differenza tra apprezzare un’opera d’arte genere avrebbero l’effetto di distorcere il
e credere nella religione che l’ha ispirata. Buddismo e bloccare la strada per la realiz-
Non pensate che contemplare un determi- zazione di kosen-rufu mondiale.

Da La nuova Una donna chiese: «Una delle mie vicine di casa ogni tanto mi chiede di badare ai
rivoluzione umana,
vol. 1, cap. “Luce della
suoi figli per potersi recare in chiesa. Rovinerei la nostra amicizia se le dicessi che
compassione” non voglio più tenere d’occhio i suoi bam- manifestare un cuore grande e magnanimo,
bini mentre va in chiesa! Cosa devo fare?» vasto quanto questo paese. Quel che la sua
«Qui siamo in America. La prego quindi di amica sceglie di fare mentre lei bada ai suoi

56 || buddismo e società | 195 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte : kosen rufu e la pace mondiale | quattordicesima puntata
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bambini è affar suo; lei l’aiuta per l’amici- In entrambi i casi la motivazione del me-
zia che vi lega. In questo modo, peraltro, dico sorge dalla sua compassione e dal suo
permette alla sua amica di creare un lega- impegno nel rimuovere la sofferenza del
me con il Buddismo, quindi non è proprio paziente. Questo è anche il comportamento
il caso che si agiti o stia in ansia per quello di una persona buddista».
che sta facendo. Shin’ichi poi si soffermò a spiegare in det-
In quanto discepoli del Daishonin è naturale taglio come Nichiren Daishonin avesse
prendere una posizione precisa su ciò che è intrapreso una coraggiosa campagna per
giusto o errato nei termini dell’insegnamen- confutare i falsi insegnamenti e rivelare la
to. Tuttavia le nostre relazioni con gli altri verità, animato dalla profonda compassio-
devono basarsi sulla tolleranza e la generosi- ne di permettere a tutto il genere umano di
tà. Questo è il vero modo di vivere buddista. diventare felice.
Distinguere con fermezza la verità dall’er- Il Daishonin – disse Shin’ichi – aveva com-
rore e dimostrarsi generosi nei confronti preso che se le persone avessero continuato
degli altri non sono due questioni incom- a credere che le dottrine precedenti al Su-
patibili tra loro: sono essenzialmente due tra del Loto costituivano l’insegnamento
aspetti di un’unica cosa. Supponiamo per più elevato, non avrebbero potuto prendere
esempio che una persona ingerisca dei fun- fede nel Sutra del Loto del Buddismo della
ghi velenosi e debba ricorrere urgentemen- semina [Nam-myoho-renge-kyo] che con-
te a cure mediche. Chiunque sia il paziente, tiene la verità fondamentale, destinandosi
il medico ovviamente si adopererà con ogni così all’infelicità. Deciso a mettere fine a
mezzo a sua disposizione per salvargli la tutto ciò, citando le quattro massime9 aveva
vita, cercando anche di incoraggiarlo con ingaggiato una lotta senza quartiere contro
parole appropriate. Questo è ciò che pos- il clero corrotto e degenerato del suo tem-
siamo definire un esempio di generosità po, che diffondeva false dottrine in tutto il
verso gli altri. paese con il sostegno delle autorità di go-
È inoltre plausibile che il medico racco- verno. Sapeva che, se avesse ignorato tali
mandi al paziente di non mangiare più fun- insegnamenti errati o non li avesse confuta-
ghi velenosi in futuro. Sono sicuro che nes- ti, in realtà li avrebbe incoraggiati consen-
sun medico dotato di coscienza rimarrebbe tendone una diffusione sempre maggiore.
impassibile mentre il paziente dichiara che La sua lotta si concretizzò in una forma di
i funghi velenosi sono deliziosi e che vuole dialogo chiamata shakubuku, una battaglia
mangiarne ancora: questo è ciò che corri- intellettuale e spirituale per risvegliare al-
sponde al prendere una posizione ferma ri- tri esseri umani. Dall’inizio alla fine la sua
spetto alla Legge. lotta fu basata sul potere della parola detta

9) Quattro massime: quattro affermazioni con cui Nichiren scuole a questa scrittura, Nichiren ripudiò le loro dottrine e
Daishonin denunciò le quattro scuole buddiste più influenti dichiarò quanto segue: «Il Nembutsu conduce all’inferno della
nel Giappone dell’epoca: la scuola della Pura Terra (chiamata sofferenza incessante» (RSND, 1, 520); «Lo Zen è un’invenzio-
anche Nembutsu), la scuola Zen, la scuola della Vera Parola e ne del demone celeste» (RSND, 1, 651); «La scuola della Vera
la scuola dei Precetti. In base alla propria comprensione della Parola manderà in rovina il paese» (RSND, 1, 588); «I preti dei
superiorità del Sutra del Loto e delle offese perpetrate da tali Precetti sono traditori del paese» (RSND, 2, 877).

una religione che esiste per la felicità delle persone | 57


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e scritta. E malgrado fosse minacciato da e generosità i nostri amici e approfondire il


continue persecuzioni, mantenne sempre nostro legame con loro. Se è vero che sha-
uno spirito nonviolento. kubuku è il tentativo di toccare la vita degli
«Per questo motivo non c’è contraddizio- altri attraverso il dialogo, sono essenziali la
ne fra lo spirito che anima lo shakubuku fiducia e l’amicizia.
– confutare l’errore e rivelare la verità – e «La prego di diventare una donna incuran-
una sincera amicizia» disse Shin’ichi rivol- te delle differenze di religione, che prega
to alla donna che aveva posto la domanda. per la felicità degli altri e forgia profondi le-
«La compassione è essenziale in entrambi i gami d’amicizia con tante persone. In que-
casi. Di conseguenza, più ci sforziamo nella sto modo darà anche prova della profondità
fede, più dovremmo abbracciare con calore e dell’ampiezza di vedute del Buddismo».

Il Buddismo di Nichiren si concentra


sugli esseri umani
Il presidente Ikeda spiega che il Buddismo di Nichiren è un insegnamento umanistico, che dà importanza al nostro
comportamento come esseri umani. La Soka Gakkai, egli afferma, ha fatto rivivere nei tempi moderni questo spirito,
che si manifesta in particolare nella pratica del bodhisattva.

Da un discorso a una Il Buddismo di Nichiren riguarda gli esseri umani. L’essere umano, l’individuo, ha la
riunione esecutiva
della Sgi-Filippine,
massima importanza. La nazionalità, la posizione sociale, l’ideologia non contano. Il
Manila, fondamento è l’essere umano e anche ogni segnamento rivelò e spiegò una strada uni-
9 maggio 1993
mia attività è sempre rivolta alle persone versale ed eterna di vita e di umanità.
comuni. Tutto dipende da come agiamo e Shakyamuni descrisse così la sua Illumina-
ci comportiamo. Credo che anche il mondo zione sotto l’albero della bodhi: «C’era un
nel suo complesso stia andando verso l’u- uomo che vagando in una remota foresta
manesimo, che attribuisce agli esseri umani trovò un sentiero che percorrevano le perso-
la massima priorità. ne nei tempi passati e, seguendolo, giunse in
Lo scopo originale del Buddismo fu inse- quella che una volta era un’antica capitale,
gnare alle persone il miglior modo di vivere. una città popolosa e ora deserta. Era una cit-
Shakyamuni insegnò un cammino di uma- tà splendida, circondata da giardini e pun-
nità che tutti noi dovremmo seguire. Alcuni teggiata da meravigliosi stagni in cui cresce-
pensano che il Buddismo riguardi un ambito vano fiori di loto. Quando fece ritorno a casa
separato dalla vita quotidiana. E in effetti l’uomo informò il re di ciò che aveva visto
spesso il clero descrive gli insegnamenti bud- e chiese che l’antica capitale fosse ricostrui-
disti proprio in questo modo, per rafforzare ta. Il re acconsentì e da allora tante persone,
la propria autorità spirituale. Ma questo non seguendo lo stesso sentiero, la ripopolarono,
è il Buddismo autentico. Non è il Buddismo rendendola nuovamente prospera. Allo stes-
che aveva concepito Shakyamuni, il cui in- so modo, mentre sedevo sotto l’albero della

58 || buddismo e società | 195 || la saggezza per creare la pace e la felicità | terza parte : kosen rufu e la pace mondiale | quattordicesima puntata
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bodhi, io vidi l’antico cammino percorso da- L’essenza del Buddismo risiede nel “com-
gli Illuminati del passato. E lo insegnai alle portamento da essere umano” e Shakya-
persone in modo che tanti lo potessero cono- muni fece la sua apparizione nel mondo per
scere, affinché esso fiorisse e si diffondesse dare un esempio di questo comportamen-
come è accaduto oggi».10 to. Il Daishonin dice che qualsiasi cosa si
Shakyamuni aveva indicato agli esseri allontani da questa verità è secondaria e
umani una strada per vivere, ma il Buddi- priva di importanza. Egli cercò di riporta-
smo gradualmente ha cessato di concen- re il Buddismo, che nel corso dei secoli era
trarsi sulle persone per divenire sempre diventato rigido e formale, al suo spirito
più formale e assumere un alone di mistici- originale. Sostanzialmente egli intraprese
smo. La manifestazione estrema di questo una rivoluzione per farlo tornare a essere
cambiamento è che i suoi leader spirituali, l’insegnamento umanistico che era stato
i membri del clero che avrebbero dovuto all’inizio, una religione per gli esseri umani.
impegnarsi a condurre una vita di grande Oggi la Soka Gakkai ha fatto rivivere nel
dignità e valore, si sono allontanati del tutto Buddismo questa centralità del comporta-
da un cammino di vera umanità. mento umano, che si esprime in particolare
Shakyamuni aveva rifiutato le religioni del nella pratica del bodhisattva. È tornata al
suo tempo, infarcite di elaborati rituali, per punto di partenza del Buddismo, infonden-
insegnare un modo attraverso il quale gli do nuova vita nell’insegnamento del Dai-
esseri umani avrebbero potuto vivere ap- shonin. Per questo le gerarchie autoritarie
pieno. Ma dopo la sua morte i suoi insegna- del clero hanno cercato di attaccarci e di
menti caddero alla fine nel dimenticatoio. sopprimerci.
L’Ultimo giorno della Legge è il periodo di Siamo fermamente convinti che il cammino
massimo declino ed è in quest’epoca che dell’umanesimo che stiamo seguendo incarni
nacque Nichiren Daishonin. il vero spirito di riforma religiosa di Nichi-
Il Daishonin dichiarò: «Il vero significato ren Daishonin e l’essenza della via buddista.
dell’apparizione in questo mondo del Budda Perciò, come membri della Soka Gakkai
Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, che abbracciano l’insegnamento corretto,
sta nel suo comportamento da essere uma- continuiamo a espandere sempre di più la
no» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 756). nostra rete di persone sincere e di buon
È un’affermazione rivoluzionaria quanto cuore. Spero che ognuno e ognuna di voi
quella di Copernico, secondo il quale era la si impegni come pietra miliare in questa
Terra a girare intorno al Sole, e un ritor- impresa, promuovendo in tutta la società la
no allo spirito fondamentale del Buddismo, solidarietà fra le persone di buona volontà,
che ai tempi del Daishonin era ormai per- indipendentemente dal fatto che esse ab-
meato di ritualismi e formalità. braccino o meno il Gohonzon.

(Traduzione di Marialuisa Cellerino)

10) Cfr. Bhikkhu Bodhi, The Connected Discourses of the Buddha: ston 2000, “Nidanasamyutta”, pp. 601-4, ed. italiana, Samyutta Ni-
A Translation of the Samyutta Ni-kaya, Wisdom Publishing, Bo- kaya. Discorsi in gruppi, a c. di V. Talamo, Ubaldini, Roma, 1998.

una religione che esiste per la felicità delle persone | 59


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i libri di Daisaku Ikeda


rubriche
Raccolta tematica delle pubblicazioni

Per rispondere alle


grandi questioni della vita
Due "classici", letture indispensabili per conoscere e approfondire la filosofia buddista in
tutta la sua vastità e complessità

UN PONTE TRA NOI E NICHIREN DAISHONIN

I misteri di nascita e morte


Esperia, 2018, pp. 223, 12 euro

«Benché i libri che pretendono di spiegare come diventare felici siano


numerosi, nel complesso gli esseri umani sono ancora tormentati dagli
stessi problemi che assillavano i loro antenati. Il povero cerca la ricchezza, il
malato desidera ardentemente la salute, coloro che sono afflitti dalle discor-
die familiari vorrebbero vivere in armonia, e via dicendo. I problemi, comun-
que, non sono in se stessi la causa fondamentale dell’infelicità: secondo il
Buddismo, la causa reale dell’infelicità non è l’esistenza dei problemi ma il
fatto che manchiamo del potere e della saggezza per risolverli» (I misteri di

Un testo nascita e morte, Esperia, p. 119).


Con I misteri di nascita e morte Daisaku Ikeda si propone di «gettare un
per avvicinarsi ponte tra la nostra epoca e quella in cui Nichiren fondò il suo Buddismo»
al Buddismo e (prefazione, p. viii) e fornisce un’esposizione dei contributi che i suoi inse-
gnamenti «possono dare al futuro dell’umanità, in quanto offrono una chiara
a cui ritornare prospettiva sul mondo attuale e ci aiutano a capire come interpretare la
per riscoprire filosofia contemporanea, la scienza e l’universo stesso» (Ibidem).

la profonda Il volume approfondisce argomenti cardine quali le quattro sofferenze


(nascita, invecchiamento, malattia e morte); l’insegnamento noto come “i
visione buddista tremila regni in un singolo istante di vita”; le nove coscienze; Nam-myoho-
dell'esistenza renge-kyo e il Gohonzon.
L’intera opera pulsa del forte desiderio di rendere accessibili concetti com-
plessi e, come afferma l’autore nella prefazione, «nulla potrebbe rendermi
più felice che riuscire a offrire con questo libro lo stimolo a intraprendere
una propria significativa autoriforma» (p. x).
I misteri di nascita e morte si segnala per essere un testo indicato per avvi-
cinarsi al Buddismo e al contempo un libro cui fare ritorno per riconfermare
la profonda e perspicace visione buddista della vita.

60 || buddismo e società | 195 || rubriche | i libri di daisaku ikeda


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QUELL'INTENSA COMUNIONE CON L’INFINITO riguarda il significato della sua esistenza. La


scienza ha indagato sulla materia e ha scoperto
La vita mistero prezioso il mondo degli atomi e degli elettroni; nella sua
Bompiani, 2019, pp. 344, 12 euro ricerca dell’infinito, essa continua a spostare
sempre più avanti i confini del cosmo. E tuttavia
In questo libro – pubblicato per la prima volta la vita in sé – la cosa più vicina di tutte e che
in Giappone nel 1973 e in lingua inglese nel quindi dovrebbe essere la più facile da afferrare
1982 – Daisaku Ikeda fa uso delle più disparate – resta un mistero, nonostante i rapidi progressi
conquiste scientifiche per illustrare in termini compiuti negli ultimi decenni dalle cosiddette
moderni la profonda e affascinante filosofia del scienze della vita. [...] Lo scopo di questo libro
Buddismo. è mettere in luce i rapporti fra le risposte buddi-
Pur essendo trascorsi più di quarant'anni dalla ste al mistero della vita e le soluzioni empiriche
prima pubblicazione, durante i quali la ricerca che la scienza moderna ha offerto a questa
scientifica ha compiuto considerevoli avan- stessa domanda o ad altre del genere» (p. 5).
zamenti, l’autore non ha ritenuto necessario E più avanti sottolinea: «La grande porta della
un aggiornamento poiché, come egli stesso vita non può essere aperta né dall’intelligen-
afferma, «nessuna delle nuove scoperte è in za né dalla coscienza; la chiave dell’esistenza
disaccordo con i miei assunti di base e anzi, umana è l'innato impulso religioso che scaturi-
quanto più aumenta la conoscenza scientifica, sce dall’essenza della vita universale e aspira a
tanto più essa sembra armonizzarsi con le teo- riunirsi a essa. [...]
rie buddiste» (p. 9). Questa vita universale, che è alla base del ciclo
L’avvincente saggio si articola in tre parti: “I. di nascita e morte di tutti i fenomeni viventi, ha
Il cosmo e la vita”, in cui si tratta degli aspetti operato per tutti i tre miliardi di anni che il pro-
spaziali e temporali della vita e del suo diffon- cesso evolutivo degli esseri viventi ha richiesto.
dersi nell’universo; “II. La visione buddista della [...] Adattandosi e rispondendo a un’enorme
vita”, il cui fine ultimo è indicare la strada della varietà di condizioni esterne, ha incanalato
rivoluzione umana per raggiungere la felicità l’evoluzione verso la forma umana. Ciò signifi-
individuale e collettiva; “III. La vita e la morte”, ca che ogni essere umano ha una profonda e
che affronta in ottica buddista il mistero fonda- intensa comunione con l'entità eterna e infinita
mentale dell’esistenza. che costituisce l'essenza della vita universale.
Gli argomenti sono numerosi e trattati in manie- Il progetto evolutivo basilare della vita nel
ra molto approfondita. Tra questi troviamo la suo insieme è uguale in tutto il macrocosmo,
visione del tempo, la concezione dell’universo, anche sui pianeti che sono al di là delle nostre
l’origine della specie umana, l’eternità della vita, capacità di osservazione. Benché il sentimento
e molti altri. religioso operi inseparabilmente da molte delle
All’inizio della prefazione Ikeda scrive: «La altre facoltà umane, esso è il principale impulso
domanda a cui è più difficile rispondere, per dello sviluppo dell’intelligenza e della moralità»
qualunque essere umano, è proprio quella che (p. 286).

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per i bambini e le bambine


rubriche
Dalla serie Arcobaleni di speranza, scritti di Daisaku Ikeda per i bambini e le bambine delle scuole elementari

L'ex presidente
dell'Unione
MICHAIL E RAISSA
Sovietica, legato
insieme alla
GORBACIOV
moglie Raissa
da sincera e La grande impresa
antica amicizia al
presidente Ikeda,
di avvicinare
ha perseverato
instancabilmente
la realtà all'ideale
verso il Un nuovo anno sta per iniziare, portando con sé nuovi sogni e speranze.
Buon anno, cari amici e care amiche del Gruppo futuro!
raggiungimento Sono lieto di annunciare che ai primi di gennaio (2017) l’Università Soka in
dei suoi obiettivi Giappone parteciperà alla corsa a staffetta maschile denominata "Hakone
al servizio Ekiden".1 In questa gara ciascun concorrente percorre una determinata
sezione di percorso indossando la fascia della squadra di appartenenza, che
del popolo e della poi passerà al compagno che subentra nella sezione successiva. I membri
distensione della squadra dell’Università Soka si sono allenati moltissimo incoraggian-
internazionale dosi a vicenda, cercando di ridurre al massimo i tempi di percorrenza delle
frazioni di percorso assegnate loro.
Chi si impegna per raggiungere un obiettivo risplende di luce. Spero che
tutti voi abbiate definito i vostri obiettivi personali per quest’anno e intra-
prendiate con energia il percorso verso il loro raggiungimento.
L’obiettivo che da molti anni perseguo consiste nell’eliminazione dell’in-
felicità dal mondo e nella costruzione della pace attraverso la rivoluzione
umana di ciascuna persona. L’ho ereditato dal mio maestro, il secondo pre-
sidente della Soka Gakkai Josei Toda, e ne ho fatto la mia missione.

62 || buddismo e società | 195 || rubriche | per i bambini e le bambine | arcobaleni di speranza


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«Come me, anche Gorbaciov da bambino

ebbe modo di sperimentare

la terribile crudeltà della guerra»

Sono trascorsi esattamente settant’anni da lezioni benché in classe stesse attento.


quando conobbi Toda (1947). Come suo disce- Decise di non andare più a scuola e lo comunicò
polo, ho dialogato e stretto legami di amicizia a sua madre la quale, dispiaciuta per la notizia,
con moltissime persone in tutto il mondo che uscì poco dopo di casa per comprargli una
condividono lo stesso desiderio di portare la pila di libri. Gorbaciov insistette dicendole che
pace e la felicità all’umanità. comunque non sarebbe tornato a scuola. Tutta-
Tra queste persone vi sono Michail e Raissa via, una volta aperti i libri e iniziato a leggerli,
Gorbaciov. Gorbaciov è stato il presidente del non fu più capace di smettere. Così decise di
paese più esteso del mondo, l’Unione Sovietica, tornare a scuola e da allora si impegnò a fondo
che includeva la Russia e altre repubbliche. negli studi.
Ho incontrato Gorbaciov in dieci diverse occa- Suo padre, nel frattempo, inviava alla madre let-
sioni e ho anche pubblicato un dialogo assieme tere dal fronte nelle quali le chiedeva di fare in
a lui.2 Nell’aprile del 1993 ebbi anche l’onore modo che loro figlio disponesse di vestiti, scar-
di ospitare lui e sua moglie presso l’Università pe e libri, anche a costo di dover vendere tutti i
Soka ad Hachioji (Tokyo) e in quell’occasione loro averi. Le chiedeva inoltre di accertarsi che
furono piantati due alberi di ciliegio in loro ono- si applicasse negli studi.
re, cosa che li rese felicissimi. Purtroppo, Raissa Sostenuto dall’amore profondo e dalle attenzio-
Gorbaciova venne a mancare nel 1999. ni dei genitori, Michail si impegnò al massimo
sia a scuola sia nei campi prestando aiuto a
LA GUERRA, IL LAVORO NEI CAMPI sua madre. Venne infine ammesso all’Università
E L’AMORE PER I LIBRI statale di Mosca, una delle scuole più antiche e
Gorbaciov nacque da una famiglia di contadini prestigiose del paese, dove conobbe Raissa, la
in un paesino di campagna della Russia occi- sua futura moglie.
dentale, nel marzo del 1931. Come lui Raissa aveva vissuto l’infanzia duran-
Aveva circa dieci anni quando, allo scoppio del- te gli anni della guerra, attraversando grandi
la seconda guerra mondiale, suo padre venne difficoltà. E così, quando Gorbaciov si laureò e
mandato in guerra. Come me, anche Gorbaciov decise di entrare in politica per mettersi al ser-
da bambino ebbe modo di sperimentare la ter- vizio del popolo russo, Raissa lo sostenne con
ribile crudeltà della guerra. tutto il cuore.
Ogni mattina sua madre si alzava all’alba per Nel corso del nostro dialogo egli mi parlò del-
andare a lavorare nei campi e provvedere al la sua determinazione, coltivata sin dagli anni
sostentamento della famiglia. Gorbaciov le dava universitari, di portare la realtà il più possibile
una mano occupandosi di una serie di faccende, vicina all’ideale. In altre parole, voleva riformare
come dare il fieno alle mucche e riscaldare la la dura realtà che faceva soffrire la gente per
casa. Per questo motivo per un certo periodo permetterle di vivere in modo pacifico e sereno.
dovette smettere di andare a scuola. Quando Gorbaciov assunse la guida del suo
Vi tornò un paio di anni dopo, ma i pensieri paese espresse tale determinazione con il
legati alla sua famiglia e a ciò che gli stava termine perestroika, che in russo significa
accadendo intorno non gli consentivano di con- “riforma”, facendone il suo obiettivo. Margaret
centrarsi negli studi. Thatcher (1925-2013), primo ministro britanni-
Inoltre, avendo dimenticato quanto appreso co di allora, definì l’impresa di Gorbaciov una
negli anni precedenti, non riusciva a seguire le “rivoluzione pacifica”.

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LE GRANDI IMPRESE DEL PADRE DELLA fine trionfa è quella che dopo ogni caduta si
PERESTROIKA rialza e riprende il suo cammino».
Ricordo con affetto il giorno in cui Gorbaciov mi Quando sentite la parola “obiettivo” è probabile
parlò di quanto fosse orgoglioso dei suoi genitori. che vi venga in mente qualcosa di difficile da
Egli non aveva mai dimenticato le loro lotte, che lo raggiungere, o che pensiate ai momenti di scon-
ispiravano a dare sempre il massimo, in qualsiasi forto o frustrazione legati al suo raggiungimen-
circostanza. Anche lui, come i suoi genitori, per- to. Tuttavia, anche se inciampate, rimettetevi in
severò instancabilmente verso il raggiungimento piedi e continuate ad avanzare, proprio come
dei suoi obiettivi, facendo di tutto per servire le aveva affermato Raissa Gorbaciova. Non dove-
Nell'ottica di persone comuni che lavoravano duramente. te fare altro che muovere il primo passo verso
realizzare il suo Secondo lui la cosa più importante, e allo stesso l’obiettivo che vi siete prefissi.
ideale di pace e tempo la più difficile, era essere determinati a Ecco alcuni obiettivi che potreste porvi per
felicità per la gente realizzare i propri obiettivi. quest’anno: alzarvi da soli la mattina, dare il
ridusse le armi L’impresa di Gorbaciov fu irta di difficoltà. Molte buongiorno agli altri con un bel sorriso, aiutare
e le forze armate persone vi si opponevano o non riuscivano a i genitori in casa, recitare anche solo un po’
della nazione comprendere il suo intento riformatore. Quando di Daimoku davanti al Gohonzon. Sono tutti
e, instaurando le cose non andavano per il verso giusto subiva obiettivi meravigliosi, non soffermatevi troppo
un dialogo con attacchi, critiche e addirittura minacce. a pensare se riuscirete o meno a raggiungerli.
l'allora presidente Ma ciò non gli impedì di andare avanti. Divenne Ognuno e ognuna di voi possiede un potenziale
degli Stati Uniti in seguito presidente dell’Unione Sovietica e, illimitato, pertanto fate del vostro meglio e non
Ronald Reagan, nell’ottica di realizzare il suo ideale di pace e vi trattenete. Le persone che si sforzano per
pose fine alla felicità per la gente, ridusse le armi e le forze la realizzazione dei loro obiettivi sono davve-
lunga fase della armate della nazione e sostenne attivamente ro ammirevoli. Chi continua a fare del proprio
"guerra fredda" gli scambi economici e culturali con altri paesi. meglio conseguirà la vittoria.
Infine, instaurando un dialogo con l’ex presiden- I concorrenti della corsa a staffetta Hakone
te degli Stati Uniti Ronald Reagan (1911-2004), Ekiden raggiungono il traguardo solo se non
riuscì a porre fine a quel lungo periodo noto smettono di correre. Con i compagni di squadra
nella storia come “guerra fredda”. che li incoraggiano e gli spettatori che fanno il
tifo lungo tutto il tragitto, sono spronati a pro-
C’È SEMPRE UN SOGNO CHE POSSIAMO cedere fino alla fine.
TRASFORMARE IN REALTÀ Miei cari amici del Gruppo futuro, voi avete il
Nel novembre del 1997 i coniugi Gorbaciov Daimoku, che è la chiave per la vittoria assoluta.
vennero in visita alle scuole medie inferiori e I vostri genitori e i membri della grande famiglia
superiori Soka del Kansai. Sorridendo, Raissa Soka nel mondo tifano per voi, pertanto non
Gorbaciova si rivolse agli studenti dicendo: avete nulla di cui preoccuparvi.
«Nella vita sperimenterete ogni sorta di ferita, Un nuovo ed emozionante anno è appena inizia-
e non tutte guariranno. Ma c’è sempre qualcosa to! Siete tutti degli orgogliosi “tedofori della giu-
che potete realizzare, c’è sempre un sogno che stizia”. Stabilite i vostri obiettivi personali e ini-
potete trasformare in realtà. La persona che alla ziate ad avanzare correndo con spirito rinnovato!

1) La corsa a staffetta Hakone Ekiden è una gara che dura due 2) Michail Gorbaciov e Daisaku Ikeda, Le nostre vie si incon-
giorni e si svolge tutti gli anni il 2 e il 3 gennaio. Parte da Tokyo trano all’orizzonte, Sperling & Kupfer, Milano, 2000.
e arriva al lago Ashi di Hakone, nella prefettura di Kanagawa. La
gara è divisa in due parti: il primo giorno i partecipanti corrono
fino al lago Ashi, il secondo tornano a Tokyo. La distanza percor- (Traduzione di Lisa Michieletto da Boys and Girls Hope News,
sa è di 218 chilometri in dieci tappe, delle quali la più ardua è la mensile della Soka Gakkai dedicato ai bambini e alle bambine
salita fino al lago Ashi attraverso le zone montuose di Hakone. delle scuole elementari, del 1 gennaio 2017)

64 || buddismo e società | 195 || rubriche | per i bambini e le bambine | arcobaleni di speranza


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SUPER
GOMMA,
CARBONCINO E
LA CICCIONA
Bisogna Siii,
assolutamente assolutamente!
realizzare
le 5 P!
Ho un idea grandiosa.
Passo un attimo
al supermercato
e arrivo

ANDIAMO!
IL MONDO
ASPETTA
NOI!

Poco dopo…

ECCOMI!

Secondo te queste cose


dovrebbero
salvare il mondo?

Certo! Patatine, Pop corn,


Pigiama, Play station, Pallone.
Ma poi perché solo 5? C’è anche
la Panna montata, le Praline…
e anche il Polistirolo! Mi piace
farlo a pezzettini piccoli piccoli!
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Sarà una festa


fantastica! E puliremo
in un lampo con tutti
i piatti di Plastica
che ho comprato!

Mica puoi far sol baldoria,


qui bisogna far la storia! del futur 2030
E con grande abilità, P per Pace e per Pianeta
stragliuzzar la povertà… Partnership, Prosperità.
Ma la P supercicciona
…a pezzettini piccoli, mette al centro la Persona!
piccoli, piccoli, piccoli…
Tutto questo è un bisogno,
17 gli obiettivi non è mica tutta scena.
li hanno scritti tanti divi Lavoriam di buona lena
li han segnati sull’agenda perché non sia solo un sogno!!!

Che bello.
Questa sì che sarà CHE
una vera festa. MERAVIGLIA!
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BUDDISMO E SOCIETÀ
P E R L A PA C E , L A C U LT U R A E L' E D U C A Z I O N E

Bimestrale dell’Istituto Buddista


Italiano Soka Gakkai
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numero 195 - luglio/agosto 2019 I PREZZI Il Nuovo Rinascimento Buddismo e società
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Hanno collaborato a questo numero Cartaceo estero:
Marialuisa Cellerino, Lisa Michieletto,
Angela Modica Scala, Paolo Napoli, • assegno postale internazionale intestato a: Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
Carlo Orecchia, Maria Paparazzo, via di Bellagio, 2/e - 50141 Firenze - Italia
Lucrezia Petrucci, Giulietta Stirati
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Progetto grafico
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Foto
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Andrea Sabatello, Eva Tomei • carta di credito all’indirizzo internet: [Link]
Illustrazioni
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Le avventure di Gomma e Carboncino
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Ideazione e testi: Debora Petrocelli; Le edizioni digitali di Il Nuovo Rinascimento e Buddismo e società sono su App Store e Google Play come Nr digital e Bs digital.
illustrazioni: Francesca Proietti Sorbini
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