Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
18 visualizzazioni2 pagine

Feuebach

Feuerbach, filosofo del XIX secolo, critica l'idealismo e la religione, sostenendo che l'essere umano proietta le proprie qualità su Dio, rendendolo una creazione dell'uomo stesso. Propone che la religione sia una forma di alienazione e che l'ateismo sia un dovere morale per riportare a sé ciò che è stato dato a Dio. La sua filosofia si concentra sull'importanza dell'uomo e sulla necessità di risolvere Dio nell'uomo, piuttosto che viceversa.

Caricato da

Matilde Collura
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
18 visualizzazioni2 pagine

Feuebach

Feuerbach, filosofo del XIX secolo, critica l'idealismo e la religione, sostenendo che l'essere umano proietta le proprie qualità su Dio, rendendolo una creazione dell'uomo stesso. Propone che la religione sia una forma di alienazione e che l'ateismo sia un dovere morale per riportare a sé ciò che è stato dato a Dio. La sua filosofia si concentra sull'importanza dell'uomo e sulla necessità di risolvere Dio nell'uomo, piuttosto che viceversa.

Caricato da

Matilde Collura
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

Feuerbach (foiabah)

1804-1874, scolaro di Hegel, ebbe una carriera da docente ma dovette ritirarsi per le
sue idee religiose.
Opere principali sono "essenza al criticismo" e "essenza religiosa"

Idealismo e religione:
Lui si distacca da questo pensiero, ovvero dal partire dall’astratto per arrivare al
concreto, Cioè l’idealismo del reale. Dove Il pensiero diventa soggetto e l’essere
diventa predicato.
Feuerbach rovescia questi rapporti. Per lui bisogna partirà dal concreto, perché la vita
quotidiana ci insegna di partita dal concreto fino ad arrivare all’astratto, dove il
pensiero diventa predicato e il soggetto diventa l’essere. Lui dice " il pensiero deriva
dall’essere ma non l’essere dal pensiero".
C’è un rovesciamento di causa effetto.

Critica alla religione


Dio è astratto, non ha creato l’uomo, l’uomo che é concreto che ha creato dio
(rovesciamento dell’astratto e concreto).
Dio infatti è una creazione dell’uomo, è una proiezione ovvero che io uomo
proiettiamo al di fuori di me delle qualità, idee e pensieri miei. Dio é la manifestazione
illusoria delle qualità umane perfette, ovvero: cuore, ragione e volontà. Dio le incarna
tutte nella sua perfezione.
L’uomo proietta quindi un ideale e questo lo porta all’astratto. In conclusione Dio è
l’essenza dell’uomo perfetto, a cui l’uomo aspira.
La religione per lui è un’antropologia perché parla solo dell’uomo.

Come nasce Dio?


Feuerbach giunge alla conclusione di come l’uomo scelga di proiettare al da fuori di se
delle qualità umane. E crea delle teorie:
1) la prima é quella che l’uomo é cosciente di se stesso, sia come individuo e specie.
Individuo perché lui è cosciente di essere fragile e debole. Specie perché sa di
essere potente e infinito, e che ha dominato il mondo (esempio: noi abbiamo
dominato le specie, é evidente dal fatto che nello zoo non ci sono uomini ma solo
animali). (opinione mia: non siamo infiniti, stiamo semplicemente rovinando il
mondo, le altre specie e anche noi uomini stessi). La religione è la coscienza
dell’infinità, essa dunque non può essere altro che la coscienza dell’uomo, non
della limitazione, ma dell’infinità del proprio essere. Quindi proietta qualità che non
ha.
2) La seconda è che l’uomo vive la sua vita nella disputa tra potere e potere. Noi
proiettando all’esterno Dio con un Unione con potere e volere, noi alla fine abbiamo
creato un superuomo (termine non di Feuerbach). Questa divinità che creiamo può
e vuole tutto.
3) Uomo dipende dalla natura. La natura gli permette di sopravvivere ed é per questo
l’uomo, soprattutto agli inizi dei tempi, credeva negli elementi della natura perché
essi gli consentono di sopravvivere. Ed ecco perché nasce poi la religione.

Alienazione e ateismo
La religione per lui è una forma di alienazione. Alienazione vuol dire che io tiro fuori da
me qualcosa di mio e lo butto fuori, in questo caso lo do a Dio. Abbiamo già detto che
Dio è una nostra proiezione delle qualità dell’uomo, però più do’ a Dio meno mi
rimane. Piu mi alieno più la mia vita diventerà misera.
Quello che più si augura Feuerbach é l’ateismo, ovvero un dovere morale. Per dovere
morale lui intende che dobbiamo riportare a noi stessi ciò che abbiamo dato a Dio.
Quindi c’è un’inversione tra soggetto e predicato perché non che è Dio (soggetto) è
sapienza, volontà e amore (predicato) ma é al contrario, sapienza amore e volontà
(soggetto) sono qualità che possono avere anche uomini sono divini (predicato).
L’obbiettivo della filosofia non è risolvere l’uomo in Dio (finito nell’infinito) ma partire
da qualcosa di ideale a qualcosa di reale ovvero risolvere Dio nell’uomo.
Tutto ciò perché é l’uomo che crea Dio. E da qui nasce l’ateismo positivo. Positivo
perché fa tornare al centro del discorso religioso e filosofico l’uomo è non più Dio.

Potrebbero piacerti anche