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Script - Ihys

Il video esplora la figura di Ihys, una delle prime divinità e co-creatore dell'esistenza, che ha dato vita ai mortali e al libero arbitrio, scatenando una guerra tra gli dèi. Dopo un tradimento da parte di Asmodeus, suo fratello, Ihys sacrifica la sua vita, dando origine al Giudizio e a un'eredità di libertà che perdura nel multiverso. La sua storia segna l'inizio di conseguenze profonde e complesse, che influenzeranno il destino di molti.

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Script - Ihys

Il video esplora la figura di Ihys, una delle prime divinità e co-creatore dell'esistenza, che ha dato vita ai mortali e al libero arbitrio, scatenando una guerra tra gli dèi. Dopo un tradimento da parte di Asmodeus, suo fratello, Ihys sacrifica la sua vita, dando origine al Giudizio e a un'eredità di libertà che perdura nel multiverso. La sua storia segna l'inizio di conseguenze profonde e complesse, che influenzeranno il destino di molti.

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In questo video parleremo di Ihys, una figura che — senza esagerare — è una delle più importanti

di tutta questa Era.


Parlare di lui significa svelare verità che, nella cronologia, accadranno leggermente più avanti,
ma non potremmo mai comprendere Ihys senza raccontare tutto ciò che ha fatto… e ciò che ha
perso.
Quindi sì: qualche spoiler, anche se in questo momento, il concetto stesso di “futuro” è ancora
acerbo.
Ihys era una delle prime divinità. Fratello ed eguale di Asmodeus.
Secondo le parole incise nel Libro dei Dannati, loro due furono i primi.
Non solo tra gli dèi, ma tra tutte le scintille divine. Insieme erano chiamati semplicemente:
Il Primo.
Ma altri testi sacri, come i Testamenti di Wildsong e il misterioso Concordato dei Rivali,
raccontano una versione più sfumata: Ihys e Asmodeus non erano soli. Erano due tra le prime otto
divinità a incarnarsi in questa realtà neonata.
Otto fiaccole accese nel buio, tra cui bruciava la fiamma più ribelle: quella di Ihys.
Ed è proprio questa ribellione, questo amore per la libertà, che segnerà l’alba della più grande
Guerra Celeste.
Ma di questo parleremo tra poco.
Ihys e Asmodeus, fratelli, eguali… co-creatori del tessuto dell’esistenza.
Insieme plasmarono le prime stelle, i pianeti, le leggi invisibili che avrebbero retto ogni forma di
realtà. Ordine e splendore, cuciti nel vuoto.
Ma fu Ihys, solo lui, a osare l’impensabile.
Egli diede vita ai primi mortali. Non statue vuote di carne, ma creature con un dono segreto e
potentissimo: un’anima.
E quando comprese il valore di quell’anima, decise di fare ancora di più: spogliò se stesso del
potere di controllarla.
Con un atto che nessun dio aveva mai concepito, Ihys diede ai mortali il libero arbitrio.

Questo atto di ribellione frantumò l’unità degli dèi.


Da una parte, coloro che vedevano i mortali come un gregge docile, strumenti, soldati, giocattoli. E
in prima linea tra questi, Asmodeus.
Dall’altra parte, Ihys e quelli come lui, che sognavano di vedere i mortali liberi di scegliere,
cadere e rialzarsi… come dèi in miniatura.

Secondo il Libro dei Dannati, Asmodeus, devastato dal gesto del fratello, lo condusse a guardare il
caos che aveva scatenato. Le guerre, le lacrime...
E fu così che Ihys, per primo tra gli dèi, provò il peso del rimpianto.
Ma non fu solo. Sarenrae lo raggiunse, la sua confidente, la sua consolazione.
Gli mostrò il bene fiorito da quel rischio, le speranze che avevano acceso i cuori liberi,
e i molti dèi che si erano uniti a lui, pronti a difendere quel fragile miracolo.
Così scoppiò la guerra tra gli dèi.
Il primo conflitto cosmico tra l’Ordine e il Caos.
Ihys brandì la speranza come scudo e la libertà come spada.
Sarenrae, la sua mano destra, illuminò i campi di battaglia celesti.
Secondo il Concordato dei Rivali, in quei giorni di sangue, Pharasma fece nascere il Fiume delle
Anime, un sentiero per guidare le miriadi di vite spezzate verso la sua sentenza.
E così, dopo tempeste di guerra tra stelle e piani, Ihys e Asmodeus si ritrovarono.
Due fratelli, due aspetti opposti della stessa scintilla divina.
Sul suolo di un mondo remoto, tra ceneri e preghiere non udite, si guardarono… per l’ultima volta.
Asmodeus tese la mano. Non come un nemico. Non come un giudice. Ma come fratello.
Ihys la prese, ancora convinto che ci fosse speranza nel cuore di colui che un tempo chiamava
compagno.
E fu allora che Asmodeus compì l’irreparabile: trafisse Ihys con una lancia.
Il primo tradimento.
Il primo sangue divino versato per mano di un dio.
Eppure, Asmodeus, nella sua perfidia lucida, non distrusse del tutto ciò che Ihys rappresentava.
Permise al sogno di libertà di germogliare tra i mortali, un’eredità che non poteva più estinguere.
Forse per orgoglio, forse per rimpianto, o forse… per amore fraterno.
Poi, Asmodeus si ritirò. Discese — o creò — l’Inferno, un monumento di pietra e fiamme, specchio
dell’ordine assoluto, avvertimento eterno di ciò che la libertà incontrollata
può generare senza catene.
Secondo il Concordato dei Rivali, quando il corpo di Ihys si spense, la sua anima non fuggì.
Si offrì volontaria, per essere la prima di tutte a camminare sul Fiume delle Anime, e inginocchiarsi
davanti a Pharasma, la Dea del Destino.
Fu così che nacque il Giudizio.
Da allora, ogni anima, dal più umile contadino al più crudele tiranno, segue lo stesso sentiero.
Una traccia di libertà, un dono che nessun dio, nemmeno Asmodeus, può più cancellare.
E così termina la storia di Ihys… o almeno, questa parte di essa.
Il dio che osò spezzare le catene e pagò con il sangue il prezzo della libertà.
Un gesto che ha plasmato l’anima del multiverso, un sacrificio che ancora oggi risuona
in ogni scelta, in ogni peccato, in ogni redenzione.
Ma questa—questa è solo una scheggia delle conseguenze.
La morte di Ihys fu solo l’inizio.
Le sue idee, il suo sogno di un cosmo libero, porteranno con sé eroi, santi… e mostri così orribili da
far impallidire anche i più antichi dei demoni.
Le ripercussioni più terribili? Quelle arriveranno, oh se arriveranno…
Ma non subito.
Non ancora.
Prima dobbiamo volgere lo sguardo a colui che tradì Ihys, colui che fece scorrere il primo sangue
divino: Asmodeus.
Il Signore dell’Inferno. Il Principe delle Tenebre. Colui che fece del peccato una legge.

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