View
View
Delić, Ivana
2023
Repository / Repozitorij:
Diplomski studij
nell’italiano contemporaneo
Diplomski rad
Zagreb, 2023.
Indice
Introduzione .................................................................................................................................... 2
Conclusione................................................................................................................................... 40
Bibliografia ................................................................................................................................... 44
Sitografia....................................................................................................................................... 46
1
Introduzione
In questa tesi daremo una definizione di prefisso, chiariremo la distinzione fra prefissi e altri
elementi formativi, in particolare semiparole, individueremo i prefissi verbali nella lingua italiana,
ed eseguiremo una ricerca con l’obiettivo di esaminare se la formazione dei verbi tramite
prefissazione è un procedimento vitale e produttivo nell’italiano contemporaneo.
Nella ricerca abbiamo usato il dizionario Neologismi quotidiani: un dizionario a cavallo del
millennio: (1998-2003) di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle pubblicato a Firenze nel 2003
come fonte principale dei dati. Abbiamo inoltre usato il corpus rappresentativo dell’italiano scritto
contemporaneo CORIS/CODIS, disponibile online. Ci siamo serviti anche di diverse fonti digitali
reperibili in Internet.
Il più piccolo elemento linguistico dotato di significato autonomo e l’unità di base della lingua è
la parola. Le parole a loro volta sono formate da elementi più piccoli dotati di significato, detti
morfemi. I morfemi si distinguono in morfemi lessicali, a cui viene associato il valore semantico
cioè il significato della parola, e morfemi morfologici, che producono forme diverse di una stessa
1
Giovanni Battista Moretti, L’italiano come prima o seconda lingua nelle sue varietà scritte e parlate: grammatica
descrittiva di riferimento, vol. 1, Guerra, Perugia 2005, p. 63.
2
parola e ne indicano il significato grammaticale (genere, numero, persona, tempo, modo, ecc.).2
Le parole semplici sono formate soltanto da un singolo morfema lessicale, con o senza il morfema
morfologico (es.: oggi; cane). Esse costituiscono il nucleo della lingua e sono il punto di partenza
per la formazione di parole nuove.3 I parlanti in genere sono consapevoli della struttura interna
delle parole e possiedono la competenza morfologica grazie alla quale riconoscono le relazioni fra
parole semplici e quelle derivate, capiscono il significato di parole nuove, e distinguono con
facilità fra parole attuali e potenziali, formate rispettando le regole di formazione delle parole, e
parole impossibili, formate violando le suddette regole (ad esempio, brutto-zione è una parola non
solo non attestata, ma anche impossibile, poiché il prefisso -zione non si aggiunge agli aggettivi).4
Poiché nascono continuamente parole nuove, mentre altre cadono in disuso, il numero dei morfemi
lessicali è in continuo divenire. Il numero dei morfemi lessicali è potenzialmente infinito,5 a
differenza del numero dei morfemi morfologici, che è invece ben definito e stabile.6 I morfemi
morfologici si suddividono in flessivi e derivativi che, a seconda della distribuzione, sono liberi o
legati. I morfemi che hanno un significato autonomo sono detti morfemi liberi, mentre quelli che
non hanno un significato autonomo e devono essere utilizzati in combinazione con altri morfemi
sono detti morfemi legati.
Le parole nuove si creano dalle parole già esistenti nel lessico e cioè che fanno già parte del
patrimonio linguistico, tramite diversi procedimenti di formazione delle parole.
2
Giampaolo Salvi, Laura Vanelli, Nuova grammatica italiana, Il Mulino, Bologna 2004, p. 331.
3
Marcello Sensini, La grammatica della lingua italiana, Mondadori, Milano 2007, p. 557.
4
Claudio Iacobini, La formazione delle parole in italiano: 2. Schemi formativi e restrizioni,
[Link] (5 settembre
2023).
5
Marcello Sensini, La grammatica della lingua italiana, op. cit., p. 555.
6
Ivi, p. 556.
3
Procedimenti di formazione delle parole
Nell’ambito della storia delle lingue neolatine, i più importanti procedimenti di formazione di
parole nuove sono la derivazione e la composizione. Tutti e due i procedimenti sono molto
produttivi perché operanti a partire da diverse basi e ciò, quindi, permette il continuo arricchimento
del lessico.7
A seconda dei tipi di affissi formativi, i procedimenti derivativi in italiano sono divisi in
suffissazione e prefissazione. La lingua italiana non dispone di infissazione come procedimento
produttivo di formazione di parole nuove.8
7
Claudio Iacobini, Suffissi, [Link] (5 settembre
2023).
8
Grande grammatica italiana di consultazione, vol. III, Tipi di frase, deissi, formazione delle parole, a cura di Lorenzo
Renzi, Giampaolo Salvi e Anna Cardinaletti, nuova ed., Il Mulino, Bologna 2001, p. 474.
4
verbali con sempre maggior frequenza si premettono anche ad altre categorie grammaticali,9 ad
es.: riscrivere, riscrittura. L’unico prefisso che si premette solo ai sostantivi è maxi-, es.:
maxigonna.10
Siccome i suffissi mostrano una maggiore tendenza a fondersi fonologicamente con le basi, la
suffissazione – a differenza della prefissazione – generalmente cambia la posizione dell’accento
della parola di base, ad es.: onèsto > onestamènte; onèsto > disonèsto.
Oltre che nella suffissazione, i suffissi sono impiegati anche in altri procedimenti di formazione
delle parole. I suffissi alterativi sono usati anche in un particolare tipo di derivazione di sostantivi,
aggettivi e verbi detto alterazione. A differenza della suffissazione, che cambia le proprietà
denotative della base anche quando preserva la categoria grammaticale della parola di base (es.:
gelato > gelataio), l’alterazione è il procedimento di formazione delle parole in cui un suffisso
alterativo modifica una parola cambiandone le proprietà connotative senza cambiarne le proprietà
denotative essenziali e la categoria grammaticale (es.: vaso > vasetto).
9
Ivica Peša Matracki, Linee di tendenza nella formazione delle parole nell’italiano contemporaneo, „Studia Romanica
et Anglica Zagrabiensia“, a. 51, 2006, p. 125.
10
Ivi, p. 127.
11
Luca Serianni, Grammatica italiana: italiano comune e lingua letteraria, UTET, Torino 1997, p. 636.
12
Maurizio Dardano, Costruire parole: la morfologia derivativa dell’italiano, Il Mulino, Bologna 2009, p. 44.
5
in quanto indicano giudizio o atteggiamento del parlante, ad es. avvocato > avvocatuccio.13 Nella
maggioranza dei casi, i suffissi alterativi si aggiungono a sostantivi (naso > nasone) e aggettivi
(lungo > lunghetto), meno a verbi (leggere > leggiucchiare) e avverbi (bene > benino).14 Nei verbi
alterati, il suffisso conferisce al verbo un significato attenuativo o leggermente peggiorativo,
oppure modifica l’aspetto verbale indicando un’azione ripetuta, intermittente, di poca intensità,
ecc. Nei verbi alterati (cantare > canticchiare, giocare > giocherellare, parlare > parlottare) si
usano gli stessi suffissi alterativi che vengono aggiunti ai sostantivi (avvocato > avvocaticchio,
secchio > secchiello, coscio > cosciotto).15
I suffissi alterativi non si distinguono dai suffissi derivativi in quanto gli uni e gli altri modificano
la base, seguono la base nell’ordine lineare, e sono morfemi formativi senza esistenza autonoma.
Alcuni suffissi possono essere sia alterativi che derivativi (-otto: isolotto, chioggiotto; -aglia:
bambinaglia, granaglia), e per alcuni è difficile stabilire se appartengano all’alterazione o alla
derivazione. Ambedue i procedimenti rientrano nell’ambito della formazione delle parole in
quanto modificano la base tramite aggiunta di suffissi.16
Oltre ai suffissi valutativi, esistono anche i prefissi valutativi. Essi esprimono significati simili e
in alcuni casi addirittura sovrapponibili a quelli dei suffissi valutativi.17 I prefissi valutativi verbali
più usati sono: stra-, iper-, sopra-/sovra-, super-, semi-, sur-, sotto-, ipo-, intra-. I verbi valutativi
di più alta frequenza sono in prevalenza formati con i prefissi che si combinano con un numero
maggiore di basi, e nessun prefisso valutativo produttivo si premette esclusivamente a verbi.18
13
La formazione delle parole in italiano, a cura di Maria Grossmann e Franz Rainer, Niemeyer, Tübingen 2004, p.
264.
14
Ivi, p. 267.
15
Grande grammatica italiana di consultazione, op. cit., p. 509.
16
Zorica Vučetić, Suvremeni talijanski jezik: tvorba riječi, Sveučilišna naklada Liber, Zagreb 1979, p. 9.
17
Claudio Iacobini, Nicola Gradi, L’affissazione valutativa nei verbi dell’italiano in Nuove prospettive nello studio
del lessico. Atti del IX Congresso Internazionale SILFI (Firenze, 15-17 giugno 2006), Firenze University Press,
Firenze, 2008, p. 483.
18
Ivi, p.
6
Gli infissi sono affissi che si inseriscono all’interno della parola o si interpongono fra morfema
lessicale e morfema grammaticale, ad es. l’infisso -isc- che appare in alcune forme dei verbi in
-ire (es.: finisco). Talvolta si chiamano anche interfissi o antisuffissi. Gli infissi -ar-/-er-, -ic(c)- e
-ol- si usano sempre in combinazione con suffissi alterativi nel procedimento di alterazione
(furtarello, fatterello, cuoricino, libriccino, occhiolino, pesciolino).19 Gli infissi possono essere
impiegati anche per differenziare casi di possibile omofonia, ad es.: riso > risolino; riso > risino.
Le proprietà connotative tuttavia sono neutralizzate in nomi lessicalizzati, ad es.: moscerino,
ballerino.
La composizione è il procedimento che produce parole nuove dalle parole esistenti per
combinazione di due o più morfemi lessicali autonomi, ad es.: senzatetto, lavapiatti.20 La
composizione va distinta dalla derivazione in quanto combina non una parola sola e un affisso,
bensì due parole di cui ognuna ha un significato lessicale indipendente. Un composto è il risultato
dell’interazione dei significati di due parole che lo costituiscono. Le possibilità combinatorie
dipendono dai rapporti tra i costituenti, così ad es. l’aggettivo è un modificatore del sostantivo e
non del verbo, e le preposizioni si accompagnano ai sostantivi e non agli aggettivi.21 Nella maggior
parte delle possibilità combinatorie di parole (nome+aggettivo, aggettivo+nome, verbo+nome,
preposizione+nome, verbo+verbo, ecc.) il composto risultante è un sostantivo, meno spesso un
aggettivo, un avverbio o una congiunzione,22 ad es.: grigioverde, dolceamaro. La combinazione
di parole appartenenti a due parti del discorso diverse produce normalmente composti nominali.23
Oltre alla derivazione e alla composizione, tra i principali procedimenti di formazione delle parole
va menzionata la conversione. La conversione consiste nel cambio di categoria grammaticale senza
19
Claudio Iacobini, Infissi, [Link] (5 settembre
2023).
20
La formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 5.
21
Ibidem.
22
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, FF Press, Zagreb, 2012, p. 214.
23
Ivi, p. 33.
7
l’esplicita aggiunta di affissi derivazionali. Questo vuol dire che il cambio di significato è
accompagnato non da un cambio formale, bensì da un cambio di categoria sintattica, poiché si
tratta di una parola nuova omografa e omofona di una già esistente, 24 ad
es.: piacere (verbo) > piacere (sostantivo); forte (aggettivo) > forte (avverbio) > forte (sostantivo).
Per questo non è sempre facile identificare quale dei due lessemi sia la base e quale il derivato.25 I
più evidenti fenomeni di conversione riguardano la formazione di nomi a partire dai verbi e
viceversa, ad es.: valicare > valico; pascolo > pascolare.26
Altri procedimenti di formazione delle parole sono meno produttivi in quanto riguardano un
numero limitato di parole o ambiti d’uso ristretti, e sono riducibili a fenomeni di riduzione:
retroformazione, accorciamenti, sigle, parole macedonia, ecc.27
La retroformazione consiste nella formazione di una parola nuova a partire da una parola già
esistente tramite la cancellazione di elementi o affissi, ad es.: telemisurare da telemisurazione,
perquisire da perquisizione.28
L’accorciamento è un procedimento di riduzione della forma di una parola per ragioni di brevità,
es.: fotografia > foto.29
Le sigle sono abbreviazioni composte dalle lettere iniziali di parole, di nomi di persone, ditte ed
enti, associazioni e partiti, e di denominazioni varie. La forma abbreviata è usata per comodità in
sostituzione dell’intero nome,30 ad es.: ONU, NATO, USA.
24
La formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 10.
25
Claudio Iacobini, Conversione, [Link] (5
settembre 2023).
26
Ibidem.
27
Claudio Iacobini, Formazione delle parole, [Link]
parole_(Enciclopedia-dell'Italiano)/ (5 settembre 2023).
28
Ibidem.
29
La formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 10.
30
Claudio Iacobini, Formazione delle parole, op. cit., p. 10.
8
Le parole macedonia sono formate da due o più parole di cui la prima parola è di solito accorciata,
mentre la seconda è una parola intera, ad es.: cant[ante] + autore → cantautore.31
In un articolo del 1992, Iacobini e Thornton hanno esaminato l’incidenza in valori percentuali nella
formazione delle parole in italiano lavorando su un corpus di neoformazioni, con i seguenti
risultati: il 50% del corpus totale32 riguardava i suffissati, il 16,7% i composti neoclassici, il 9,4%
i prefissati, il 3,4% le parole macedonia, il 3,4% i composti di categoria indecidibile tra
prefissazione e composizione, il 3,2% le formazioni per conversione, l’1,8% del corpus riguardava
i verbi parasintetici, ecc.33
La denominazione di prefisso, apparsa per la prima volta nella linguistica occidentale negli studi
secenteschi dedicati alle lingue semitiche, è stata accolta negli studi tipologici e comparativi a
partire dai primi decenni del XIX secolo e si è affermata gradualmente anche in ambito romanzo.
Fin dalla sua origine e nella sua stessa denominazione, la nozione di prefisso è stata individuata
principalmente tramite caratteristiche di tipo formale piuttosto che di tipo semantico o funzionale.
La maggior parte dei prefissi nella lingua italiana sono di origine latina o greca, e solo i prefissi
mis- e sur- provengono dal francese.34 Alcuni prefissi sono costituiti da parole che esistono di per
sé come le preposizioni (in-, con-, per-) e gli avverbi (contro-, oltre-, sopra-).35 Circa un terzo dei
31
Parole macedonia, [Link] (5
settembre 2023).
32
Il corpus esaminato era costituito dai seguenti dizionari: Dizionario moderno del 1908 (2a ed.) di Alfredo Panzini,
Dizionario moderno del 1942 (8a ed.) di Alfredo Panzini, Dizionario moderno del 1963 (10a ed.), e Dizionario di
parole nuove: 1964-1987 del 1989 di Manlio Cortelazzo e Ugo Cardinale.
33
Claudio Iacobini, Anna M. Thornton, Tendenze nella formazione delle parole nell’italiano del ventesimo secolo, in
Linee di tendenza dell’italiano contemporaneo: atti del XXV congresso internazionale di studi della Società di
Linguistica Italiana, a cura di Bruno Moretti, Sandro Bianconi, Dario Petrini, Bulzoni, Roma 1992, p. 27.
34
Marcello Sensini, La grammatica della lingua italiana, op. cit., p. 570.
35
Ibidem.
9
prefissi impiegati produttivamente si possono premettere sia a sostantivi sia ad avverbi sia ad
aggettivi, mentre la percentuale dei prefissi che si premettono a basi appartenenti a una sola
categoria sintattica è al di sotto di un quinto del totale dei prefissi.36
I prefissi non possono costituire base di derivazione, non possono essere flessi, e non possono
formare parole in combinazione con altri affissi. Può accadere che un prefisso si premetta a una
parola già prefissata (es.: decongelare, preriscaldare).37
I prefissi e i suffissi vanno distinti dagli elementi formativi non autonomi tratti dalle lingue
classiche (greco e latino) che si trovano in posizione iniziale o finale della parola, e che vengono
indicati con nomi diversi: semiparole, prefissoidi/suffisoidi, confissi, formanti, elementi formativi,
elementi compositivi, elementi di composizione neoclassica.38 Qualche volta nella scrittura la
semiparola viene separata da un trattino, specialmente se il composto ha carattere di novità, es.:
astro-naufrago.39 I composti formati per mezzo di semiparole sono parole dotte di formazione
moderna, molto diffuse nel linguaggio contemporaneo, per lo più quello scientifico e tecnico.
Le semiparole sono dotate di un loro preciso significato nelle rispettive lingue di origine. A
differenza degli affissi e in modo analogo alle parole, le semiparole possono combinarsi con affissi
per formare parole derivate (es.: artro- in artrosi, dendro- in dendrite).40 Nell’uso comune si
mettono all’inizio o alla fine di una parola indipendente (filoamericano, slavofilo), ma anche a
elementi formativi di tipo non affissale bensì lessicale per formare termini del linguaggio tecnico-
scientifico (idrofilo, idrogeno). Le semiparole e gli affissi hanno in comune il fatto di non essere
forme libere, ma – a differenza degli affissi – non tutte le semiparole occupano una posizione fissa,
cioè talvolta possono essere usate in posizione sia iniziale che finale (es.: cardio- in cardiogramma
e -cardio in pericardio; geo- in geografia e -geo in ipogeo). Un elemento che non occupa una
36
La formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 105.
37
Ibidem.
38
Ivi, p. 369.
39
Giovanni Battista Moretti, L’italiano come prima o seconda lingua nelle sue varietà scritte e parlate, op. cit., p. 49.
40
Claudio Iacobini, Elementi formativi, [Link]
dell%27Italiano%29/ (5 settembre 2023).
10
posizione fissa, non può essere considerato affisso, ma viene considerato un lessema.41 Le funzioni
degli elementi all’interno del composto neoclassico cioè della semiparola (determinante +
determinato, es.: fruttifero) sono ordinate in modo diverso rispetto a quello usuale dei composti
italiani (determinato + determinante, es.: portafrutta).42
Pertanto, le parole formate per mezzo delle semiparole non corrispondono pienamente né alla
definizione di composti né a quella di derivati, visto che non sono formate né dalla combinazione
di due elementi liberi, come generalmente accade per i composti (pescecane, capostazione), né
dalla combinazione di un elemento libero e uno non libero cioè un affisso, come accade per i
derivati (es.: rifare, barista). Poiché i prefissi sono meno tipici dei suffissi nel contesto della
derivazione e poiché i suffissi hanno più restrizioni sulle parole con le quali si possono combinare,
è più difficile distinguere una semiparola iniziale da un prefisso che una semiparola finale da un
suffisso.43
Le semiparole vanno distinte dalle parole formate con le preposizioni proprie (a, in, con, ecc.), che
vanno sempre considerate derivate per prefissazione.44
La composizione con verbi è un procedimento di formazione delle parole in cui il verbo, che è
l’elemento testa cioè l’elemento più importante del composto, si combina con un sostantivo, un
avverbio, un altro verbo o una preposizione come altro costituente formando una parola nuova. Il
composto risultante è un sostantivo (lavapiatti, apriscatole, andirivieni).45
41
La formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 85.
42
Claudio Iacobini, Elementi formativi, op. cit.
43
Claudio Iacobini, I prefissi dell’italiano, op. cit., p. 383.
44
Marcello Sensini, La grammatica della lingua italiana, op. cit. p. 571.
45
Claudio Iacobini, Composizione, [Link]
dell%27Italiano%29/ (5 settembre 2023).
11
La derivazione con verbi produce verbi da sostantivi, aggettivi o altri verbi per suffissazione
(guerreggiare, biancheggiare). La derivazione per suffissazione produce anche nomi, aggettivi e
verbi da verbi (sperare > speranza, bere > bevanda, telefonare > telefonata, partire > partenza,
cantare > cantabile, oscillare > oscillante, seguire > seguente, divertire > divertente, informare >
informativo, dormire > dormicchiare, tagliare > tagliuzzare, cantare > canterellare, rodere >
rosicchiare).
La prefissazione con verbi consiste nel premettere al verbo uno o più prefissi (rivedere).
La prefissazione con verbi va distinta dai verbi parasintetici, che sono quei verbi che si formano a
partire da un sostantivo o da un aggettivo, combinando simultaneamente il prefisso e il suffisso
verbale in -are o -ire (abbellire, detronizzare, addolcire, dimagrire, invecchiare, infiammare).46 Il
prefisso viene premesso a una forma che non esiste indipendentemente nel lessico47 (*bellire,
*tronizzare, *dolcire, *magrire, *vecchiare, *fiammare). I prefissi più comuni nei verbi
parasintetici sono a-, in-, s- e dis-. I prefissi che creano i verbi parasintetici si differenziano dagli
altri prefissi verbali.48 I prefissi ad-, in- e s-, impiegato nella formazione di verbi con valore
ingressivo e strumentale, non si premettono produttivamente ai verbi, non hanno un significato
definibile in sincronia e possono formare i verbi appartenenti alla classe in -ire
(appiattire, appuntire) che altrimenti non è produttiva. I prefissi de-, dis- e s- con valore negativo-
reversativo modificano la semantica del verbo con cui si combinano, per cui possono formare sia
verbi di cui non è attestata la forma non prefissata (decaffeinare, disossare) sia verbi di uso
corrente (decolorare, disarmare).49 I prefissi de- e dis- non possono essere utilizzati
produttivamente con valore ingressivo, a differenza del prefisso s- (sgrossare, sfinare, sfiammare).
I verbi denominali talvolta sono realizzati dopo quelli prefissati. Così ad es. nuclearizzare,
umidificare, vitalizzare sono tutti attestati dopo i corrispettivi prefissati denuclearizzare,
deumidificare, devitalizzare.
46
Zorica Vučetić, Suvremeni talijanski jezik, op. cit., pp. 111-113.
47
Giampaolo Salvi, Laura Vanelli, Nuova grammatica italiana, op. cit., p. 338.
48
La formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 168.
49
Ibidem.
12
Prefissazione: generalità
Nella morfologia generativa si possono distinguere due posizioni principali. La prima, quella
“lessicalistica”, che distingue i lessemi dagli affissi e sostiene che la prefissazione fa parte della
derivazione e non della composizione. L’altra, quella “sintatticista”, che non distingue la
derivazione dalla composizione e mette i lessemi e gli affissi nella stessa categoria. Quindi, le
parole formate con semiparole sono considerate composti dai lessicalisti e derivati dai sintatticisti.
Per questi ultimi, la distinzione tra prefissi e semiparole è di scarsa o nulla importanza, mentre per
i lessicalisti è risolta in linea di principio, ma non ben definita nei particolari.50
I prefissi traggono origine da preposizioni o prefissi latini o greci, sono per lo più monosillabici,
mai più che bisillabici, possono terminare sia per vocale e sia per consonante.51 Essi sono elementi
legati, senza significato lessicale autonomo e quindi formano parole nuove soltanto con le forme
libere. Tutti i prefissi hanno una posizione fissa, cioè precedono sempre la base. Non possono
formare parole nuove con altri affissi o con semiparole. Le modificazioni semantiche con prefissi
sono trasparenti e il significato della parola prefissata si deduce facilmente dal significato lessicale
della base. I prefissi non sono mai la testa delle parole prefissate.52 I prefissi possono essere usati
nella formazione di parasintetici e possono formare parole che fanno parte della lingua comune e
non solo del linguaggio tecnico-specialistico.53
Le semiparole, d’altra parte, traggono origine da aggettivi e avverbi greci e latini,54 sono elementi
bisillabici o trisillabici e terminano quasi tutte con una vocale, prevalentemente in o. Le semiparole
sono elementi formativi liberi e hanno un significato autonomo nelle rispettive lingue d’origine.
50
Claudio Iacobini, I prefissi dell’italiano, op. cit., p. 373.
51
Claudio Iacobini, Anna M. Thornton, Tendenze nella formazione delle parole nell’italiano del ventesimo secolo,
[Link]., p. 44
52
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, p. 174.
53
Claudio Iacobini, Anna M. Thornton, Tendenze nella formazione delle parole nell’italiano del ventesimo secolo, p.
44
54
Claudio Iacobini, Anna M. Thornton, Tendenze nella formazione delle parole nell’italiano del ventesimo secolo,
op. cit., p. 44.
13
Si combinano anche con altri elementi come prefissi o suffissi. La relazione semantica fra i
costituenti non è segnalata esplicitamente e il significato dei composti permette diverse
interpretazioni. Uno stesso costituente può essere testa in un composto e non testa in un altro
poiché non occupa una posizione fissa. La relazione tipica fra i costituenti è quella subordinativa,
ma sono possibili anche formazioni coordinative o esocentriche.55 L’utilizzo diffuso dei composti
favorisce il riutilizzo in registri di lingua non specialistici di alcune semiparole, specialmente se
premesse a parole. Tali semiparole possono entrare a far parte del lessico della lingua comune e
subire processi di grammaticalizzazione che li portano ad assumere alcune caratteristiche proprie
degli affissi, fino in taluni casi a identificarsi con essi.56
Segue la lista delle semiparole che sono i più probabili candidati allo status di prefisso, ma si
distinguono da essi in quanto formano parole combinandosi con altre semiparole e non sono
conosciute dalla maggior parte dei parlanti:57
acro-, allo-, ana-, aniso-, apo-, archeo-, cata-, ceno-, ecto-, emi-, endo-, epi-, equi-, eso-, etero-,
ispo-, iso-, meso-, oligo-, olo-, omeo-, omo-, opisto-, orto-, paleo-, pan-, peri-, pleio-, plesio-, pro-
(es.: prologo), proto-, pseudo-, tauto-, vetero-.
In questo lavoro seguiamo la distinzione tra i prefissi tipici, che sono degli affissi che agiscono
secondo le regole derivazionali e le semiparole tipiche, che sono degli elementi lessematici che
agiscono secondo le regole composizionali.
I prefissi dell’italiano
Nel passaggio dal latino all’italiano c’è stata una riduzione del numero di prefissi preverbali e dei
tipi di significato che essi possono esprimere. Di 564 verbi del vocabolario fondamentale
dell’italiano, più del 75% sono di origine latina e più della metà di essi ha un prefisso.58
55
Claudio Iacobini, I prefissi dell’italiano, op. cit., p. 391.
56
Ivi, p. 370.
57
Ivi, p. 395.
58
La formazione delle parole, op. cit., p. 296.
14
La prova che la prefissazione verbale è ancora un procedimento molto vitale e produttivo è il fatto
che i prefissi verbali si premettono anche a verbi di recente formazione59 (ricategorizzare,
deburocratizzare, iperinterpretare).
Iacobini ha messo a confronto le liste dei prefissi ricavate da quattro grammatiche60 e cinque
dizionari,61 e ha proposto una lista comprensiva dei prefissi nella lingua italiana. La lista di Iacobini
contiene 106 prefissi, di cui solo 22 sono considerati prefissi in tutte e quattro le grammatiche; nei
cinque dizionari si registrano grandi differenze nella lemmatizzazione dei prefissi; del numero
totale di 81 prefissi, 19 sono considerati prefissi in tutte e cinque le fonti.62 La lista dei prefissi di
Iacobini include i prefissi che si combinano con parole e sono conosciuti dalla maggior parte dei
parlanti, e alcuni elementi formativi che hanno tutte le proprietà dei prefissi ma vengono talvolta
usati in combinazione con semiparole per formare termini di ambito tecnico-scientifico (auto-,
iper-, ipo-, macro-, mega-, meta-, micro-, multi-, neo-, para-, pluri-, poli-).63
Segue la lista comprensiva dei prefissi che si usano produttivamente nella formazione delle parole
ricavata dall’analisi delle caratteristiche dei prefissi e delle semiparole:
a1(d)-, a2(n)-, ante-, anti-[1] (es.: antieroe), anti-[2] (es.: antivigilia), arci-, auto- (es.:
autogestione), avan-, circum-, cis-, con-, contro-, de-, dis-, ex-, extra-, in-[1] (es.: ingiallire), in-
[2] (es.: ingiusto), infra-, inter-, intra-, iper-, ipo-, macro-, maxi-, mega-, meta-, micro-, mini-,
59
Ivi, p. 290.
60
Si tratta delle seguenti opere: Maurizio Dardano, La formazione delle parole nell’italiano d’oggi: primi materiali e
proposte, Bulzoni, Roma 1978; Pavao Tekavčić, Grammatica storica dell’italiano, vol III, Lessico, Il Mulino,
Bologna 1972; Luca Serianni, Grammatica italiana, italiano comune e lingua letteraria: suoni, forme, costrutti,
UTET, Torino 1988; Gerhard Rohlfs, Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti, 3 voll., Einaudi,
Torino 1966-69.
61
Si tratta delle seguenti opere: Manlio Cortelazzo, Paolo Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana, 5 voll.,
Zanichelli, Bologna 1979-88; Maurizio Dardano, Nuovissimo dizionario della lingua italiana, Curcio, Roma 1982; Il
grande dizionario della lingua italiana, Garzanti, Milano 1987; VOLIT Vocabolario della lingua italiana, Istituto
dell’Enciclopedia Italiana, Roma 1986-1994; Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, Bologna 1983.
62
Claudio Iacobini, I prefissi dell’italiano, op. cit., p. 375.
63
Ivi, p. 395.
15
multi-, neo-, non-, oltre-, para-, pluri-, poli-, post-, pre-, pro-, ra-, re-, retro-, ri-, rin-, s-, semi-,
sopra-/sovra-, sotto-, stra-, su-, sub-, super-, sur-, trans-, ultra-, vice-.64
I prefissi che secondo Iacobini non sono più usati per formare parole nuove sono: ab-, ambi-, anfi-,
archi-, bis-, circon-, citra-, contra-, di-, dia-, e-, es-, estra-, estro-, fra-, giusta-, intro-, mis- ob-,
per-, pro-, (es.: proteggere), se-, so-, sor-, tra-, tras-.65
Nel nostro corpus, riguardo ai neologismi, abbiamo trovato sette aggettivi e un sostantivo con il
prefisso pro-, da Iacobini ritenuto non produttivo nell’italiano contemporaneo e l’abbiamo incluso
tra i prefissi produttivi: pro-alluvionati, pro antiglobal, pro-bombardamenti, procinetico,
proeutanasia, pro-guerra, proreferendario, pro-sicurezza.
Fra i prefissi nominali e aggettivali, alcuni fanno riferimento solo a valori quantitativi (es. maxi-),
altri solo a valori qualitativi (es. extra-), altri ancora – pur potendosi riferire a entrambi i tipi di
valori – svolgono primariamente una funzione piuttosto che l’altra (es. super-, valore
primariamente qualitativo; mega-, valore primariamente quantitativo). Le caratteristiche
semantiche della base determinano quali tratti possono essere modificati dal prefisso. Così, ad
esempio, se la base denota un oggetto concreto, allora il prefisso modifica le dimensioni del
referente; se invece la base denota una proprietà, allora il prefisso modifica l’intensità della
proprietà; se la base denota un evento, allora il prefisso ne può modificare l’intensità, la qualità, la
durata, e in alcuni casi anche l’esperiente (es.: una manovra che iperestende l’articolazione).66
Una delle possibili tipologie di prefissi è quella che riguarda il significato che essi apportano alla
base. In base al significato, i prefissi si possono dividere in quelli con significato dimensionale e
non dimensionale, che poi si suddividono in prefissi con significato temporale, spaziale e
64
La lista comprensiva è fatta secondo Iacobini e Peša Matracki. Peša Matracki aggiungie i prefissi pro-, su- e vice-
alla lista di Iacobini. Cfr.: Claudio Iacobini, I prefissi dell’italiano, op. cit., p. 395; Ivica Peša Matracki, Formazione
delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 175.
65
Claudio Iacobini, I prefissi dell’italiano, op. cit., p. 396.
66
Claudio Iacobini, Nicola Gradi, L’affissazione valutativa nei verbi dell’italiano, op. cit., p. 286.
16
concettuale.67 Il significato di ogni prefisso appare chiaro, ma il criterio semantico non basta a
individuare i prefissi.
I prefissi con significato temporale sono: ante-, anti-, post-, pre-, su-.68
I prefissi con significato spaziale sono: a-, extra-, infra-, inter-, intra-, oltre-, sopra-/sovra-, sotto-,
trans-.69
I prefissi con significato concettuale sono: a-, anti-, arci-, co-, con-, contro-, de-, dis-, extra-, in-,
inter-, para-, pro-, ri-, s-, sopra-/sovra-, stra-, super-, vice-.70
1) Prefissi con significato negativo e privativo: a-, anti-, contro-, de-, dis-, in-, s-.
2) Prefissi con significato intensivo: arci-, extra-, oltre-, ri-, s-, sopra-/sovra-, stra-, super-.
La suddivisione dei prefissi in base al significato è tuttavia solo una delle possibili
sistematizzazioni. Un altro criterio sarebbe quello diacronico, che oppone i prefissi popolari ai
prefissi dotti o prestiti. Noi abbiamo già separato i prefissi dotti e cioè le semiparole dai semplici
prefissi. Le liste che seguono comprendono solo i prefissi semplici.
Anche se non è molto produttiva nel suo insieme, la prefissazione verbale è tuttora frequente e
vitale.73 I prefissi a(d)-[1], con-, de-/di-/dis-, in-[2], pre-, ri-, s-, stra-, tra-/tras- sono i principali
67
Zorica Vučetić, Suvremeni talijanski jezik, op. cit., p. 93.
68
Ivi, pp. 93-95.
69
Ivi, pp. 95-99.
70
Ivi, pp. 99-109.
71
Ivi, p. 109.
72
Ibidem.
73
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 200.
17
prefissi verbali,74 mentre i prefissi verbali poco produttivi sono ante-, anti-, contra-, es-, fra-/tra-,
intra-, mis-, pro-, so-/su-, sopra-/sor-, sotto-.75
a(d)-[1]
Il prefisso a(d)-[1] proviene dal latino ad-. Molte delle parole prefissate con a(d)-[1] derivano dal
latino (addure, aggiungere, assonare).76
La consonante finale del prefisso d si assimila alla consonante seguente, con cui comincia la base,
provocandone il raddoppiamento: attendere, avvicinare.
Il prefisso a(d)-[1] ha un significato molto più ampio. Per lo più esprime l’avvicinamento rispetto
a un punto di riferimento sia spaziale e sia concettuale (accorrere, abbellire, abbreviare,
addormentarsi).77 Può avere anche un valore perfettivo e formare i verbi incoativi (arrossire).78
con-
Il prefisso con- proviene dal latino cum. Appare anche in allomorfi co-, col-, com-, cor- (coabitare,
collegare, compartire, condividere, corrispondere).79
74
Ivi, pp. 200-205.
75
Ivi, p. 206.
76
Pavao Tekavčić, Grammatica storica dell’italiano, op. cit., p. 165.
77
Ibidem.
78
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 201.
79
Pavao Tekavčić, Grammatica storica dell’italiano, op. cit., pp. 165-166.
80
Ivi, p. 165.
18
Pur essendo soprattutto un prefisso verbale, il prefisso con- si premette con facilità anche ai nomi
(coetaneo, concittadino, commensale, corresponsabile).
de-/di-/dis-
Il prefisso de- proviene dal latino dē. Appare anche in allomorfi di- e dis-.
Il prefisso de- esprime diversi significati. In generale, ha valore negativo (deformare, decrescere,
disottenere, disfidare). Indica anche la privazione (dedurre, detrarre, dispogliare),
l’allontanamento (discacciare, deportare) e la separazione (distaccare).81 Esprime inoltre
significati di cessazione (deporre), liberazione (dislegare), movimento verso il basso (degradare,
deprimere) e altri significati particolari (disegnare, determinare).82 Al verbo deridere ha conferito
valore rafforzativo.83
Pur essendo soprattutto un prefisso verbale, il prefisso de- si premette con facilità ai nomi, a cui
conferisce valore negativo (disabitato, discontinuo, disonesto, disonore).
in-[2]
Il prefisso in-[2] proviene dalla preposizione latina in e conserva il valore stesso della preposizione.
Va distinto dall’omofono prefisso in-[1], che proviene dal prefisso lat. ĭn-, corrispondente al gr. ἀ-
privativo, che si premette soprattutto agli aggettivi (inabilità, inconsistenza, inutile, invisibile).
81
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 201.
82
de-, [Link] (5 settembre 2023).
83
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., pp. 201-202.
19
Quando si premette a s+consonante, cade la n finale del prefisso (iscriversi, istruire, ispirare).84
Davanti a vocale, la n del prefisso si raddoppia (innalzare, innamorare).85
Il prefisso in-[2] esprime spostamento verso qualcosa, sia in senso spaziale sia in senso concettuale
(incominciare, innalzare, indurre, infingere, infondere).
Il prefisso in-[2] serve soprattutto alla formazione di verbi tratti da aggettivi o sostantivi (inardire,
intenerire, infiammare, incatenare).86
pre-
Il prefisso pre- proviene dal prefisso latino prāe- e mantiene il suo significato di avanti, prima.
Il prefisso pre- esprime l’anteriorità nel tempo o spazio rispetto a un dato termine o punto di
riferimento: preannunciare, prevedere, preavvertire, predeterminare, presuporre.87 Il prefisso
pre- è semanticamente coerente e trasparente nella maggior parte dei derivati (presegnalare,
prestabilire, prefissare, preriscaldare).
Nella formazione contemporanea si premette con facilità alle basi straniere: pre-boom, pre-closing,
pre-dinner, pre-euro. Sono sempre più numerosi gli aggettivi prefissati con pre- perché il prefisso
può cambiare la categoria lessicale della base (pre-cena, precellulare, pre-gara).88
84
Pavao Tekavčić, Grammatica storica dell’italiano, op. cit., p. 170.
85
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 202.
86
in-1, [Link] (5 settembre 2023).
87
pre-, [Link] (5 settembre 2023).
88
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 192.
20
ri-
Il prefisso ri- proviene dalla forma latina rĕ- e appare anche in forma latineggiante re- (revocare)
e in forma ridotta r- davanti ad a (raddolcire).89 Molti verbi sono di eredità latina
(ricevere, riflettere, risolvere, rispettare).
Il prefisso ri-, con il significato di fare di nuovo, esprime ripetizione (riavere, riconsolare,
rimescolare, riproporre), iterazione, ritorno a una fase precedente, reciprocità o contraccambio
(riamare, ribaciare, ripregare), e può avere anche il valore rafforzativo e intensivo (ricercare,
riscaldare, risvegliare, ritornare, ripulire).90 Il prefisso ri- può conferire un significato nuovo ai
verbi (ricavare, rimeritare, riprodurre, risaltare, risentire, ritirare).91
s-
Il prefisso s- deriva dalla preposizione latina ex, e in alcuni casi è la riduzione del prefisso latino
dis-93 (discendere > scendere, disfidare > sfidare). Una piccola parte dei verbi è di eredità latina
(scaldare, schiudere, scorrere, spiegare, sporgere). I composti dotti hanno il prefisso es-
(escludere, esplicare). Talvolta la formazione del nuovo verbo avviene mediante una sostituzione
del prefisso (alloggiare – sloggiare, apparecchiare – sparecchiare, imbrogliare – sbrogliare,
ricordare – scordare).94
89
Ivi, p. 204.
90
Ibidem.
91
ri-, [Link] (5 settembre 2023).
92
Nel nostro corpus sono attestati 12 sostantivi con il prefisso ri-: rialfabetizzazione, ribignamizzazione,
ribilanciamento, ricalcolo, riconta, riconteggio, ricontrattazione, rinazionalizzazione, riorientamento,
riperimetrazione, riponderazione, ristatalizzazione.
93
Pavao Tekavčić, Grammatica storica dell’italiano, op. cit., p. 159.
94
s-, [Link] (5 settembre 2023).
21
Il prefisso s- ha tre significati principali: negativo, privativo e intensivo 95 (sparlare, spostare,
svelare, sgrossare, scolpare, scacciare, scambiare). Esprime anche l’idea dell’uscita da un luogo
o da una condizione (screditare, spopolare, svaporare).
La maggior parte dei derivati è di formazione recente ed esprime azione contraria nei verbi
(sfiorire, sgonfiare, slegare, sfidanzarsi), ma anche nei sostantivi (sfiducia, sproporzione,
sventura, sfavore) e negli aggettivi (spiacevole, scontento, sgradevole, sconsolato).96
stra-
Il prefisso stra- è di tradizione popolare e proviene dalla forma latina ĕxtra. Il prefisso stra- ha il
significato dell’eccesso, della dismisura o dell’esaltazione. Alcune forme derivano dal latino
(straordinario, stravagante).
Nella lingua contemporanea, il prefisso stra- può cambiare la categoria di base, ad es.: figo
(sostantivo) > strafigo (aggettivo).
Nella lingua contemporanea il prefisso stra- è molto produttivo nella formazione verbale97
(strafare, strapagare, stravincere). È produttivo anche nella formazione nominale (stravizio,
stracittà, strapaese, stracittadino). Premesso ad un aggettivo lo rende di grado superlativo assoluto
(strabello, straricco, straimportante, strapotente, stravecchio, stragrande).98
tra-/tras-
Il prefisso tra- proviene dalla preposizione latina trāns con il significato di al di là, attraverso.
Appare anche nell’allomorfo tras-.
95
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 204.
96
s-, op. cit.
97
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 197.
98
Ivi, p. 198.
22
Esprime il movimento, il passaggio da un punto a un altro o da una condizione a un’altra
(trapassare, trasmigrare, tradurre, trascrivere).99 In alcuni casi ha valore attenuativo
(tramortire, trasognare).
L’obiettivo della presente tesi è quello di esaminare più a fondo la prefissazione verbale come uno
dei procedimenti produttivi della formazione di parole nuove nella lingua italiana contemporanea.
A questo scopo è stata effettuata una ricerca che ha interessato i prefissi verbali produttivi e le
neoformazioni verbali.
Come fonte principale dei dati è stato usato il dizionario Neologismi quotidiani: un dizionario a
cavallo del millenio: (1998–2003) di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle, pubblicato a Firenze
nel 2003.100 Il repertorio dei neologismi verbali prefissati estratto dal dizionario di neologismi
cartaceo in seguito è stato cercato nel corpus rappresentativo dell’italiano scritto contemporaneo
CORIS/CODIS, disponibile online, che abbiamo utilizzato, insieme ad altre fonti reperibili in
Internet, come fonte di esempi autentici di utilizzo delle parole all’interno del contesto.
I risultati della ricerca effettuata sul corpus hanno mostrato che i prefissi produttivi nella
formazione di neologismi sono 12: auto-, co-, contro-, de-/dis-, iper-, ri-/re-, s-, sotto-, sovra-,
stra-, super- e tris-/tri-. Dal corpus sono stati estrapolati 33 neologismi verbali prefissati. Gli
esempi dell’uso dei verbi nel contesto sono stati ricavati dal corpus CORIS/CODIS (CC), dal
“Corriere della Sera” (CDS), da “La Repubblica” (REP) e da altre fonti reperibili in Internet. Per
il repertorio completo delle neoformazioni prefissate (verbi e nomi), v. Appendice 1.
99
tra-, [Link] (5 settembre 2023).
100
Giovanni Adamo, Valeria Della Valle, Neologismi quotidiani: un dizionario a cavallo del millenio: (1998–2003),
Olschki, Firenze 2003.
23
auto-
L’elemento formativo auto- è definito come prefissoide per la sua provenienza greca (dal gr. αὐτός,
“stesso”), per il significato autonomo di se stesso, da solo, autonomamente, con mezzi propri
mantenuto in italiano e perché viene talvolta usato in combinazione con semiparole per formare
parole composte, soprattutto termini dell’ambito tecnico-scientifico. Allo stesso tempo, l’elemento
formativo auto- ha anche delle proprietà distintive del prefisso. In seguito sono riportati solo i
verbi, ricavati dal corpus, dove l’elemento auto- svolge la funzione di prefisso.
(1) Quindi è giusto che il medico sia coinvolto in questo e non si affidi solo al paziente la
responsabilità e l’onere di autodosarsi e di autoprescriversi la terapia. (CDS)
(2) E scegliamoli possibilmente con il guscio: l’atto stesso di sgusciarli impone di mangiare più
lentamente e vedere i gusci accumulati potrebbe essere d’aiuto per “auto dosarsi”, evitando
l’eccesso di cibo.103
(3) La legalizzazione degli oli di cannabis può significare che le persone iniziano ad auto-dosarsi
e quindi si espongono a rischi senza il controllo di esperti medici.104
101
Zorica Vučetić, Prefissoidi e suffissoidi omofoni nel lessico italiano, „Studia Romanica et Anglica Zagrabiensia“,
n. 43, 1977, pp. 117-118.
102
autocelebrazione, autorimprovero, autoaggiornamento.
103
Pamela Pessina, Sport e pistacchi: energia e benessere in primavera, [Link]
pistacchi-energia-benessere-primavera/ (5 settembre 2023).
104
Varianti delle piante di cannabis e danni alla salute, [a cura di Giovanni Serpelloni],
[Link]
salute/varianti-delle-piante-di-cannabis-e-danni-alla-salute/ (5 settembre 2023).
24
2. autorecludersi, v. rifl. Recludersi per propria scelta e di propria volontà.
(4) Questi primi monaci del deserto, quindi, fondano un archetipo che troveremo confermato nei
molti secoli successivi: fuggire da un mondo e dai suoi poteri mortificanti, per autorecludersi
in un altro mondo non meno regolato da poteri. (CC)
(5) Quando è stato deciso che fossi io il donatore delle cellule staminali, mi sono autorecluso nella
camera sterile. (CDS)
(6) Lui si era autorecluso davanti a un computer, ma la sua follia igienista risulta tutt’altro che
isolata. (CDS)
(7) La sua vita sarà completamente stravolta, a causa dello scandalo per una presunta mazzetta, e
per questo deciderà di autorecludersi in casa. (REP)
(8) Che le toghe tendano ad autotutelarsi, additando sempre nuovi attentati all'indipendenza della
magistratura, è indiscutibile. (CC)
(9) Ho trovato giustissima la decisione del Salone di autotutelarsi escludendo quell’editore. (CDS)
(10) Le donne — conclude — sono in grado di autotutelarsi, senza che sia nei requisiti di un bando.
(REP)
co-
L’allomorfo co- del prefisso con- di regola si usa davanti a vocale e s impura, ma appare anche
davanti a consonante semplice (cobelligerante, cofermento, coproduzione).
L’allomorfo co- ha gli stessi significati e le stesse funzioni del prefisso con-. Il significato
principale che esprime è quello di unione o compagna (coautore, coesistere).
25
Nel corpus figurano 6 sostantivi105 e 1 verbo con il prefisso co-:
(11) Anzi, a dire il vero, una mano me l’ha data Ravello, che, fatto ancor più raro, non ha voluto co-
firmare la sceneggiatura. (REP)
(13) Dopo un inizio da documentarista, che nel ’73 lo vede co-firmare con il maestro Roberto Farias
la biografia del campione di automobilismo Emerson Fittipaldi, debutta due anni più tardi nella
fiction con “Il re della notte.” (REP)
contro-
Il prefisso contro- proviene dalla preposizione latina cŏntra. La vocale finale cade davanti a vocale
(contrattacco, controffensiva). Il prefisso contra- ha la stessa origine, ma non è produttivo nella
formazione delle parole nella lingua contemporanea (contraccolpo, contraddire, contrappeso).107
105
co-conduzione, codecisione, cofinanziamento, co-presentatore, coregista, cosceneggiatore.
106
Riccardo Belardinelli, Virgil Abloh, il producer Cardo pubblicherà un album co-firmato,
[Link]
202201271114255147 (5 settembre 2023).
107
La formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 130.
108
Ibidem.
26
Il prefisso contro- si premette soprattutto a sostantivi. Si premette con facilità alle basi di origine
straniera (contro-buzz, contro-stress, controsummit).
(15) Lo sanno mentori e propagandisti del partito dei giudici, opinionisti e giustizialisti frenetici nella
girandola delle tavole rotonde, che vedono avanzare a passo di carica principi da loro aborriti
come la terzietà del giudice rispetto alle parti o il diritto della difesa di controinterrogare in
dibattimento i testimoni che pretendono di incastrare gli imputati. (CC)
(16) Nella prossima udienza la difesa vorrebbe controinterrogare l’ex moglie dell’imputato e i suoi
familiari, che hanno già fatto crollare il suo alibi. (CDS)
(17) Con la possibilità di ascoltare i testimoni, controinterrogare le parti, presentare nuove prove,
vedere foto e filmati. (REP)
(18) Nel pomeriggio Buscetta è stato controinterrogato dagli altri difensori. (REP)
de-/dis-
Il prefisso de-, trattato sopra, ha prodotto 17 nomi110 e 7 verbi registrati nel nostro corpus:
(19) Abbiamo già provveduto, nei limiti del possibile, a far deaffiggere le affissioni abusive. (CDS)
109
controanalisi, contro-appello, controbuzz, controcena, contro-conferenza, controdeportazione, controdocumento,
contro-e-mail, controemendamento, contro-festival, contro-fiaccolata, contro-forum, controgolpe, contro-insulto,
controintuitivo, contromozione, contronda, controOpa, contro-Ops, contropiano, controproduttivo, contro-
provocazione, contropubblicità, controresistenza, controscalata, controsegnalazione, controsocietà,
controsperimentazione, controstoria, contro-stress, controsummit, controsvolta, controtrasmissione, controvertice.
110
deburocratizzazione, decertificazione, decontribuzione, de-corporativizzazione, decostruito, de-differenziazione,
dedipietrizzato, delocalizzato, depensante, deprogrammazione, de-provincializzazione, deregolatore,
deromanizzazione, deteschizzato, detestualizzato, disallenato, dissaturazione.
27
7. deburocratizzare, v. tr. Semplificare l’apparato e le procedure burocratiche che ostacolano
lo svolgimento di un’attività.
(20) Anzi è per noi la grande opportunità di deburocratizzare buona parte di ciò che oggi è in capo
allo Stato e che invece potremmo gestire noi direttamente. (CDS)
(22) Liberalizzato, deburocratizzato, più orientato all' Europa, meno spaccato e più inclusivo anche
con l’immigrazione. (REP)
(23) Non sarà la velleitaria tentazione di “de-globalizzare” il Pianeta a salvarci dai guai. (REP)
(24) Ecco allora che il problema, non è più quello di governare la globalizzazione ma di de-
globalizzare. (REP)
(25) Il mondo de-globalizzato del futuro sarà così fatto: le grandi aziende, o comunque tutte quelle
che hanno una proiezione globale, dovranno ripensare le proprie catene produttive e logistiche
sdoppiandole. (REP)
(26) Il Comune di Varallo, 7 mila 500 anime nel cuore della Valsesia, in provincia di Vercelli sarà
il primo comune “deislamizzato” d'Italia. (CDS)
(27) Negli ultimi anni sono stati rinchiusi due milioni di uiguri in lager dove, oltre a subire stupri e
torture, vengono de-islamizzati e indottrinati di propaganda comunista. (REP)
(28) Non è casuale che molti dei foreign fighters europei o dei militanti jihadisti che vivono nel
Vecchio Continente, non abbiano precedenti esperienze politiche o religiose; che abbiano
vissuto come giovani deislamizzati, rifiutando la religione ritualistica e popolare trasmessa dai
padri, dai quali li divide una profonda frattura generazionale. (REP)
(29) È assurdo imporre a un’azienda di non delocalizzare, ma bisogna discuterne, parlando di piani
industriali. (CC)
28
(30) Abbiamo delocalizzato le industrie alla ricerca di maggiori profitti senza guardare ai problemi
che si creavano in casa: perdite di posti di lavoro, impoverimento sociale e dei territori, ripresa
dell’emigrazione di manodopera qualificata. (CDS)
(31) Le nuove imprese della comunicazione digitale hanno caratteristiche strutturalmente diverse,
tendono a diventare monopolisti su scala globale in tempi abbastanza brevi e a generare ricavi
delocalizzati in misura del tutto scollegata ai loro costi di funzionamento. (CDS)
(32) Dichiareranno che in caso di risposta negativa saranno costrette a de-localizzare la produzione
in siti più convenienti. (REP)
11. desecretare, v. tr. Detto di atti, documenti e sim., eliminare il vincolo della segretezza.
Desegretare.
(33) “E soprattutto ci sono persone che non vogliono parlare“ ha detto in proposito la presidente dell'
associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani
Chelli, commentando appunto l' intento del premier Matteo Renzi di desecretare gli atti sulle
stragi e trasferirli all'Archivio di Stato. (CC)
(34) Per quanto di nostra competenza, al Viminale abbiamo desecretato decine di migliaia di
documenti riservati, tutto il materiale relativo agli anni del terrorismo. (CDS)
12. disinquadrarsi, v. rifl. Nel linguaggio militare, rompere le righe, uscire dalla disposizione
ordinata.
(35) È l’unica ragazza del II plotone della I compagnia carabinieri, e l’ufficiale le dice che può
“disinquadrarsi”. (REP)
(36) Nella sua ostinazione verso una bellezza e un orrore primordiali, il film sembra soprattutto
intenzionato a disinquadrare l’antropocentrismo che spesso s’insinua anche nelle posizioni più
progressiste e militanti, rendendo un’immagine convulsa di Gaia come crogiolo ribollente e
sconquassato di esseri e forze contrastanti.111
111
Tommaso Isabella, Memorie di una testa di pesce, [Link]
(5 settembre 2023).
29
(37) Filmare come atto ed effetto di giocare: all’improvviso disinquadrare il mondo e scoprire nelle
oscillazioni della camera un tempo intimo e rarefatto.112
iper-
Il prefisso iper- proviene dal greco ὑπέρ, “sopra”. Esprime quantità, dimensione e qualità in grado
superiore al normale.113
È soprattutto frequente e produttivo nella lingua dotta e nella formazione delle terminologie
scientifiche (iperspazio, ipervitaminico, ipersensibile, iperuranio).114 È produttivo anche nella
formazione delle parole nella lingua comune, dove si premette a nomi e a verbi. Ha valore
superlativo (iperdotato, ipermercato, iperprodurre, iper-stressante, iper-estate) o sfavorevole e
negativo (iperburocratico, iperdemocrazia, ipercapitalista).
112
37o Torino Film Festival [Link]: Camera d’estate di Mattia Biondi, [Link]
torino-film-festival/film/camera-d'estate/39564/ (5 settembre 2023).
113
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 185.
114
iper-, [Link] (5 settembre 2023).
115
iperambientalista, iperbello, ipercaffeinato, iper-caratterizzazione, ipercelebrato, ipercolorato, ipercontagioso,
ipercontrollo, ipercorsa, iperfemminile, ipergarantito, ipergellato, iper-giovanilistico, iperilluminante,
iperilluminazione, iperindustrialista, iperinteligente, iperironico, iper-macho, ipermaggioritario, ipermetropolitano,
ipermoderno, iperoffensivo, iperovulazione, iperpacifista, iperpagato, iperpoliticizzato, iperpotenza,
iperpresenzialista, iperproduttività, iperprotetto, iperprotezionistico, iperraffinato, iperregolamentazione,
iperridotto, ipersemplificato, ipersemplificazione, ipersessuato, ipersicuro, ipersocietà, iperspecialistico, ipertech,
ipertecnologia, ipertecnologico, iperulivista, ipervelocità, ipervenduto, ipervisibilità, ipervisualità.
30
(38) In questo modo Heidegger finisce per iper-interpretare il testo platonico applicandogli
consapevolmente categorie di matrice aristotelica.116
(39) Come se l’omonimo testo di Domenico Starnone (che sceneggia col regista e Francesco Piccolo)
venisse letto, iperfetato, iper-interpretato dalle varie coppie di personaggi.117
(40) Il testo usato come sceneggiatura è il racconto Una relazione per un’Accademia (1917) di Franz
Kafka, scritto nel tedesco minoritario del poeta di Praga, celebre parabola in forma di monologo
sull’assimilazione, spesso iperinterpretata.118
(41) Il problema è che con questa smania iperprotettiva abbiamo finito per disprezzare tutto ciò che
non conosciamo. (CDS)
(43) L’amore di un padre severo, rigoroso e iperprotettivo, finisce per soffocare i figli, provocando
proteste e ribellioni. (REP)
ri-/re-
Il prefisso ri-, che appare anche nella forma latineggiante re-, è produttivo nella formazione di
parole nuove nella lingua contemporanea. Si premette a nomi e verbi.
Nel nostro corpus figurano 13119 sostantivi e 9 verbi con il prefisso ri-/re-:
116
L’essere come ‘dynamis’: Heidegger interprete del ‘Sofista’ di Platone attraverso Aristotele: [recensione]
[Link] (5 settembre 2023).
117
‘Lacci’, un film di Daniele Luchetti: [estratto dalla rassegna stampa],
[Link] (5 settembre 2023).
118
Peter Friedl da Guido Costa Project, [Link]
costa-project-1.37537435/ (5 settembre 2023).
119
rialfabetizzazione, ribignamizzazione, ribilancamento, ricalcolo, riconta, riconteggio, ricontrattazione,
rinazionalizzazione, riorientamento, riperimetrazione, riponderazione, ristatalizzazione, reideologizzazione.
31
(44) Non bisogna fraintendere ciò che ho appena detto, non dobbiamo abolire i nostri credo di
uguaglianza ma bisogna solo riammodernare il nostro pensiero e soprattutto non dobbiamo
dimenticare il nostro passato fatto di grandi uomini che hanno perso la vita per un mondo
migliore. (CC)
(45) Il Marocco ha consegnato all’Ucraina venti T-72B, mezzi riammodernati nella Repubblica
Ceca. (CDS)
Si vede che il verbo riammodernare viene usato anche in senso figurato e metaforico.
16. ridecollare, v. intr. Decollare di nuovo, in senso figurato, riprendere vigore e rimettersi
in moto.
(47) Tale ruolo si è paradossalmente molto ridimensionato negli anni ottanta per ridecollare poi
dalla fine degli anni ottanta in avanti, fino ad arrivare oggi a costituire la principale speranza
per il futuro miglioramento qualitativo delle previsioni meteorologiche. (CC)
(48) Da allora tutto il vasto repertorio di Bruce è ridecollato sotto il segno di «The Rising», un disco
magico, che riassume l’universo rock-utopico di Bruce, e illumina di nuova luce gli spettacoli
di questo straordinario artista. (CDS)
(49) Altri Paesi usano in effetti mezzi diversi, ma si tratta di nazioni con meno disponibilità idrica
della nostra e strutture aeroportuali più efficienti che permettono a velivoli che caricano acqua
in pressione da terra di atterrare e ridecollare velocemente. (CDS)
(50) Si è proceduto così a rilocalizzare ospedali o penitenziari o altre parti della pubblica
amministrazione in modo da migliore la qualità complessiva dei servizi erogati nonché la
riduzione dei costi per la manutenzione degli edifici o per la locazione degli stessi. (CC)
(51) In base alle disposizioni contrattuali, l’amministrazione comunale si è infatti riservata “la
facoltà di sopprimere, rilocalizzare o rimodulare il servizio”. (CDS)
(52) Dopo una ventina di minuti i migranti sono stati rilocalizzati e affiancati. (REP)
18. rinazionalizzare, v. tr. Far tornare in mano pubblica; riportare sotto l’influenza delle scelte
politiche economiche nazionali.
32
(53) E tuttavia, su due punti sembra esserci già pieno accordo: la fusione deve avvenire su basi
paritetiche e dovrà essere accompagnata o preceduta da una privatizzazione “integrale”
(l’aggettivo è stato selezionato da Visco) di Deutsche Telekom, evitando così il paradosso di
dover, per così dire, “rinazionalizzare” sotto la bandiera tedesca la società telefonica italiana.
(CC)
(54) Nel 2019, le finanze portoghesi erano in attivo, nel 2021 Costa ha rinazionalizzato la
compagnia aerea Tap. (CDS)
(57) Alla fine, nessuno pensa che se Kosovo e Serbia entrassero in [U]nione europea con Schengen,
frotte di serbi si trasferirebbero lì per riserbizzare il Kosovo […]?121
20. rizollare, v. tr. Rinnovare il terreno di un campo di calcio con un nuovo strato di
zolle erbose.
(58) L’incuria nella manutenzione ordinaria delle piste, che la società proprietaria Snai assicurava
di rizollare il pomeriggio prima di ogni allenamento? (CDS)
(60) In poco meno di dieci giorni il terreno di gioco è stato completamente rizollato. (REP)
(61) “Da parte nostra c’è la massima disponibilità a reindustrializzare l’area di via Battisti.“ – dice
il sindaco Enrico Perego. (CC)
120
Nei Balcani (2): [commento], [Link] (5
settembre 2023).
121
Novak Djokovic ha fatto arrabbiare la federazione tennistica del Kosovo: [commento], [Link]
djokovic-ha-fatto-arrabbiare-la-federazione-tennistica-del-kosovo/#comment-6197597685 (5 settembre 2023).
33
(62) Due sono i fronti più caldi del momento: le forniture di gas, e gli aiuti pubblici
per reindustrializzare l’Occidente contro la minaccia cinese. (CDS)
(63) Si tratta di un quadriciclo pesante con motore elettrico che sarà realizzato nel sito
reindustrializzato della ex Om Carrelli di Modugno impiegando tutti i lavoratori impiegati con
la vecchia fabbrica. (REP)
(64) La mossa potrebbe reiniettare ossigeno nell’esausto organismo della maggioranza. (CC)
(65) Quindi il quantitativo di fluidi estratti con due pozzi verrebbe reiniettato in un solo pozzo.
(CDS)
(66) Secondo la legge queste acque devono essere trattate e reiniettate in falda a una profondità di
oltre 3.000 metri. (REP)
23. reislamizzare, v. tr. Ricondurre una nazione musulmana o laicizzata a una condizione di
piena osservanza religiosa.
(67) Islamisti non radicali che mirano però a reislamizzare la comunità musulmana immigrata.
(REP)
(68) Gli “occidentali” che aderiscono all’islam radicale, convertiti o reislamizzati, diventano un
serio problema. (REP)
(69) La prima è quella più stereotipata e mediatizzata, quella integralista, l’idea che la muove è che
l’Islam vada reislamizzato tornando all’origine (salaf in arabo da cui il termine salafiti), 14
secoli di civilizzazione islamica sono stati un allontanamento dalla radice.122
s-
Il prefisso s-, che abbiamo trattato sopra, è produttivo nella formazione di parole nuove nella lingua
italiana contemporanea.
122
Islam in Europa, il racconto di Renzo Guolo e Farian Sabahi,
[Link]
Guolo-e-Farian-Sabahi__1649__1.html (5 settembre 2023).
34
Nel corpus figurano 4 nomi123 e 2 verbi con il prefisso s-:
(71) I farmaci prescritti verrebbero sconfezionati e ricollocati in vaschette che ben individuano il
giorno e l’ora e che verrebbero poi chiuse da una pellicola di plastica.124
(72) Qualche nostra associata ha sollevato il dubbio affermando che non possono “sconfezionare” i
pacchi e poi rivendere la merce appunto “sconfezionata”.125
25. smazzolare, v. intr. Nel gioco del calcio, colpire la palla in modo forte e deciso, ma non
calibrato né elegante.
(73) [Paolo Iglesias Montero] arriva e smazzola quando il buco si fa costante. Prova quasi sempre a
tapparlo lui, albero maestro di un galeone che scricchiola quando l’onda si fa cattiva. (REP)
(74) “Pallone a [Alessandro] Del Piero, alle sue spalle piomba [Stjepan] Tomas che smazzola e
inventa l’assist per [Filippo] Inzaghi.“ (REP)
sotto-
Il prefisso sotto-, di origine popolare, deriva dall’avverbio latino sŭbtus (< sŭb “sotto”) e ha
significato di situato sotto, inferiore, gerarchicamente inferiore, appartenente a un gruppo o una
classe particolare.126 La variante dotta del prefisso sotto- è il prefisso sub-, che mostra una maggior
produttività nella formazione di aggettivi (subcolto, sub-ideologico, subpirandelliano). I formanti
sub- e sotto- talvolta sono concorrenti (subcultura / sottocultura, sottosistema / subsistema).
123
sbattesimo, scarrabile, scarrellamento, sconvinto.
124
Parere FOFI in merito allo sconfezionamento di medicinali industriali,
[Link]
sconfezionamento-di-medicinali-indust (5 settembre 2023).
125
Sullo „spacchettamento“ delle mascherine, [Link]
delle-mascherine/ (5 settembre 2023).
126
Ivica Peša Matracki, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, op. cit., p. 196.
35
Nella formazione di parole nuove nell’italiano contemporaneo il prefisso sotto- si premette con
facilità a nomi e verbi.127
26. sottoperformare, v. tr. e intr. In economia, rendere meno del previsto, riportare una
prestazione inferiore alle aspettative.
(76) Il tentativo di calcolo è fatto “analizzando quelle aree di primaria rilevanza dove l’Europa
ha sottoperformato nell’ultimo ventennio”. (REP)
(77) L’equity internazionale ha sottoperformato quello statunitense negli ultimi dieci anni. (REP)
27. sottopesare, v. intr. e tr. Sottovalutare, attribuire un peso o un valore inferiore a quello
previsto stimato.
(78) La strategia ottimale per Leduc è di sottopesare in portafoglio i titoli delle Telecom, i
tecnologici e i media, e di sovrappesare soprattutto le utility. (CC)
(79) “Fino a quando non ci sarà una vera rottura degli equilibri manterremo la nostra posizione
leggermente sottopesata sui Btp italiani, così come abbiamo fatto ad agosto quando ci fu la
prima impennata dello spread”, aggiunge Mai. (CDS)
(80) A supporto della decisione di sottopesare le azioni europee, Kasper Elmgreen, head of equities
di Amundi, cita l’andamento dell’economia, ma anche la convinzione personale che i margini
di profitto siano una delle variabili con un forte tendenza alla regressione verso la media e che
gli utili dell’ultimo anno erano semplicemente troppo elevati. (REP)
127
Ibidem.
128
sottofinanziamento, sottoquota, sottostoria.
36
sovra-
L’allomorfo sovra- del prefisso sopra- che proviene dall’avverbio latino sŭpra esprime il
significato di situato sopra, successivo, e può anche indicare abbondanza eccessiva o superiorità
(sovrappasso, sovreccitare, sopruso, sovrumano, sovrabbondanza, sovrabello, sopraffino).
Il prefisso sopra-/sovra- di spesso comporta il raddoppiamento della consonate iniziale della base
(sovrapporre, soprattutto, soprannaturale, sovraccapacità).
28. sovraperformare, v. tr. e intr. In economia, rendere più del previsto, riportare una
prestazione superiore alle aspettative.
(81) Inoltre, Deutsche Bank ritiene che una superiore crescita dei ricavi e una minore esposizione al
dollaro e allo yen rispetto al comparto dovrebbe sostenere Tod’s permettendogli di
sovraperformare rispetto al settore. (CC)
(82) Ora infatti stiamo assistendo sul mercato a una ripresa di questi titoli che
avevano sovraperformato dopo la pandemia mentre hanno registrato andamenti negativi nel
2022 a seguito degli aumenti dei tassi. (CDS)
(83) Il 2022 è stato un anno molto difficile ma proprio in contesti come questi ci si aspetta che i
gestori attivi siano in grado di sovraperformare quelli passivi. (REP)
stra-
Il prefisso stra-, che abbiamo trattato sopra, è produttivo nella formazione di parole nuove
nell’italiano contemporaneo. Si premette a nomi e verbi.
129
sovraccapacità, sovraccompensazione, sovraliquota, sovrasfruttamento.
130
strabusato, straglobal, stra-italiano, strapopolare.
37
29. stradominare, v. tr. Avere padronanza assoluta, tenere completamente in pugno una
situazione.
(84) Il dominio nel primo set, poi il calo in mattinata Jannik, dopo aver stradominato il primo set,
chiuso 6-1 concedendo un solo punto sui propri turni di servizio, ha probabilmente accusato la
stanchezza. (CDS)
(85) Sia per le vittorie, quattordici, sia per il personaggio, che per trent’anni ha stradominato in
Piazza del Campo al Palio di Siena. (REP)
(86) Tra le due correnti dei pragmatici “realos” e degli idealisti “fundis” i primi sembrano
ormai stradominare il partito. (REP)
(87) La Roma ha giocato, poi rischiato, strarischiato, appena il suo nuovo leader ha avuto sul piede
il pallone per uccidere il match. (REP)
(88) Un disco fatto nel tentativo di diventare mainstream che esce proprio nel momento in cui il
nostro sta strarischiando il culo: un cortocircuito senza senso che però, invece di essere il
fallimento di una possibile popstar, diventa una specie di documento di vita vera, che è
imprevedibile e soprattutto non fa sconti comitiva.131
super-
Il prefisso super- proviene dal latino super. Esprime il significato generico di che sta sopra, che
va oltre (super-ego). Con il significato di qualità superiore frequentemente conferisce valore
superlativo alle parole derivate (supergigante, supertransatlantico). Nelle formazioni recenti può
avere alternanza con il prefisso sopra-/sovra- (supernazionale, soprannazionale) e talvolta è
concorrente con il prefisso iper- (superalimentazione, iperalimentazione).132
Si premette con facilità a nomi e a verbi, a basi straniere e si usa spesso nelle coniazioni del
linguaggio pubblicitario (superbianco, superdissetante).
131
Recensione: 6ix9ine – DUMMY BOY, [Link] (5
settembre 2023).
132
super-, [Link] (5 settembre 2023).
38
Nel corpus figurano 126 nomi, tra cui ci sono molti prestiti dall’inglese, e 1 verbo:
(89) […] Roadster 2 è l’aggiornamento superpotenziato della Roadster presentata nel 2008. (REP)
(90) […] ora avete le leggendarie lezioni di Richard Feynman a portata di mano, cioè possedete gli
strumenti per super-potenziare il vostro talento nella fisica.133
tris-/tri-
L’elemento formativo tris- è definito come prefissoide per la sua provenienza greca (dal gr. τρίς,
“tre volte”), per il significato autonomo tre volte, che ha tre parti, composto di tre elementi
mantenuto in italiano (tricolore, tridente, trisillabo). Appare anche nell’allomorfo tri-. Per lo più
forma parole di eredità greca o latina, soprattutto termini dell’ambito tecnico-scientifico
(tricloroetilene, trivalente).
Di seguito sono riportati solo i casi, ricavati dal corpus, dove l’elemento tris-/tri- svolge la funzione
di prefisso.
(91) Da tifosi della Rossa tremiamo all’idea che questo accada l’anno prossimo, ma ancor più al
pensiero del nulla che ci resterà da scrivere se il fratellicidio non si consumerà e lo Schumi
ferrarista trisvincerà il mondiale. (Stampa)
33. triciclarsi, v. intr. pron. (iron., scherz.) Riciclarsi in politica cambiando schieramento dopo
averlo già fatto altre volte.
(92) Il politico riciclato dove lo metto? E quello triciclato (colui che ha cambiato più spesso idea e
partito di quanto si cambiano le mutande) lo buttiamo nell’indifferenziata, oppure tentiamo un
133
Il web è ancora bello, [Link] (5 settembre
2023).
134
trikini.
39
ultimo disperato tentativo di salvataggio consegnandolo in qualche seria ed organizzata
comunità di recupero […]?135
Conclusione
Una volta, tra le parole prefissate i verbi erano più numerosi. Nella lingua italiana contemporanea
sono sempre più numerosi i prefissi che selezionano altre categorie grammaticali. Tuttavia, la
prefissazione verbale è un procedimento di formazione delle parole produttivo, vitale e frequente
nell’italiano contemporaneo.
Le divergenze sulla definizione di prefisso sono ancora molto persistenti e profonde. Diversi autori
offrono diverse proposte con differenze notevoli, che riguardano soprattutto il tipo di procedimento
a cui i prefissi prendono parte (derivazione o composizione) e la categoria grammaticale a cui essi
appartengono (affisso o lessema).
Le fonti di riferimento individuano come principali nove prefissi verbali: a(d)[1]-, con-, de-/di-
/dis-, in-, pre-, ri-, s-, stra-, tra-/tras-. Nella ricerca effettuata sul corpus di neologismi abbiamo
estrapolato dodici elementi formativi che si premettono produttivamente ai verbi: auto-, co-,
contro-, de/dis-, iper-, ri-/re-, s-, sotto-, sovra-, stra-, super-, tris-/tri-. Dal corpus abbiamo
estrapolato, inoltre, 33 neoformazioni verbali prefissate: autodosarsi, autorecludersi,
autotutelarsi, controinterrogare, co-firmare, deaffiggere, deburocratizzare, desecretare,
deislamizzarsi, delocalizzare, de-globalizzare, disinquadrarsi, iperinterpretare, iperproteggere,
reindustrializzare, reiniettare, reislamizzare, riammodernare, ridecollare, rilocalizzare,
rinazionalizzare, riserbizzare, rizollare, sconfezionare, smazzolare, sottoperformare, sottopesare,
sovraperformare, stradominare, strarischiare, superpotenziare, triciclarsi, trisvincere.
Sono sempre più numerosi i vari elementi formativi che si avvicinano agli affissi per caratteristiche
funzionali e semantiche, fino a identificarsi con essi. Poiché la lingua è in costante evoluzione,
pian piano sfumano i confini tra il linguaggio tecnico-scientifico e la lingua comune.
135
Scatta l’ora del microchip per la differenziata: [commento], [Link]
lora-del-microchip-per-la-differenziata/443658/ (5 settembre 2023).
40
Appendice 1. Repertorio delle neoformazioni prefissate*
Verbi contro-stress
Nomi controsummit
autodosarsi controsvolta
autoaggiornamento controtrasmissione
autorecludersi
autocelebrazione controvertice
autotutelarsi
autorimprovero
co-firmare deburocratizzazione
co-conduzione decertificazione
controinterrogare co-decisione decontribuzione
deaffiggere cofinanziamento de-corporativizzazione
deburocratizzare co-presentatore decostruito
de-globalizzare coregista de-differenziazione
de-islamizzarsi cosceneggiatore dedipietrizzato
de-localizzare controanalisi delocalizzato
desecretare contro-appello depensante
disinquadrarsi controbuzz de-programmazione
iperinterpretare contro-cena deregolatore
iperproteggere contro-conferenza de-romanizzazione
contro-deportazione de-provincializzazione
reindustrializzare controdocumeto deteschizzato
reiniettare contro-e-mail detestualizzato
reislamizzare controemandamento disallenato
riammodernare contro-festival dissaturazione
ridecollare contro-fiaccolata
rilocalizzare iperambientalista
controforum iperbello
rinazionalizzare contro-golpe
riserbizzare ipercaffeinato
contro-insulto iper-caratterizzazione
rizollare controintuitivo ipercelebrato
sconfezionare contro-mozione ipercolorato
smazollare contronda ipercontagioso
sottoperformare contro-Opa ipercontrollo
sottopesare contro-Ops ipercosa
contropiano iperfemminile
sovraperformare controproduttivo ipergarantito
stradominare contro-pubblicazione ipergellato
strarischiare contro-pubblicità ipergiovanilistico
superpotenziare controresistenza iperilluminante
controscalata iperilluminazione
triciclarsi controsegnalazione
trisvincere iperindustrialista
controsocietà iperintelligente
controsperimentazione iperironico
controstoria
*
I verbi e i nomi che costituiscono il repertorio sono stati estrapolati dal dizionario Neologismi quotidiani: un
dizionario a cavallo del millenio: (1998–2003) di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle pubblicato a Firenze nel
2003.
41
iper-macho sottostoria superecologico
ipermaggioritario sovraccapacità supereconomico
ipermetropolitano sovraccompensazione superelicottero
ipermoderno sovraliquota superepidemia
iperoffensivo sovrasfruttamento supereuro
iperovulazione supereuropeista
iperpacifista strabusato superfanatico
iperpagato straglobal superfavorito
iperpoliticizzato stra-italiano superflessibile
iperpotenza strapopolare superfondo
iperpresenzialista superadar superfortunato
iperproduttività superagente supergaranzia
iperprotetto superalbero supergerme
iperprotezionistico super-antenna supergiocattolo
iperraffinato superaspirina supergiudice
iperregolamentazione superatomo superglobal
iperridotto superattrezzato supergourmet
ipersemplificato superazza supergriffato
ipersemplificazione superbanca superguida
ipersessuato superbatterio superholding
ipersicuro superbig superideologico
iper-società superblindato superimmunità
iperspecialistico supercaccia superindebitato
ipertech supercafone superindice
ipertecnologia supercampione superinfluenza
ipertecnologico supercapo superinvestigatore
iperulivista supercast superispettore
ipervelocità supercorretto superkiller
ipervenduto supercedola superlatitante
ipervisibilità super-cellula superlobby
ipervisualità superincentivo superlocale
reideologizzazione superchic superlotteria
rialfabetizzazione superclub supermamma
ribignamizzazione supercommissario supermatch
ribilancamento superconsiglio supermiliardario
ricalcolo super-consulente supermodella
riconta supercontattato supermotore
riconteggio supercontestato supernegoziatore
ricontrattazione supercontinente superoccidentale
rinazionalizzazione supercontrollo superofferta
riorientamento super-coordinatore superospite
riperimetrazione supercoppia superovulo
riponderazione supercorrente superpenna
ristatalizazzione super-criminale superpentito
supercuoco superpillola
sbattesimo superdazio superpilota
scarrabile superdelega superpolo
scarrellamento superdirettorio superpotenziale
sconvinto superdirigente superpotere
sottofinanziamento superdit superpremiato
sottoquota superdividendo superpremio
42
superprofessore supersoprintendente superticket
superprogetto supersorvegliato supertoga
superricco supersottile supertreno
superricercato superspecialistico supervaccino
supersalmone superspecie supervelina
supersconto superspremuto supervelocità
superscortato supersqualificato supervigilato
supersegreto superstatale supervino
supersemplificato supertecnico superzuppa
supersfruttamento supertecnologia trikini
supersicuro supertelefonino
supersistema superterrorista
43
Bibliografia
Adamo, Giovanni; Valeria Della Valle, Neologismi quotidiani: un dizionario a cavallo del
millenio: (1998–2003), Olschki, Firenze 2003.
La formazione delle parole in italiano, a cura di Maria Grossmann e Franz Rainer, Niemeyer,
Tübingen, 2004.
Grande grammatica italiana di consultazione, vol. III, Tipi di frase, deissi, formazione delle
parole, a cura di Lorenzo Renzi, Giampaolo Salvi e Anna Cardinaletti, nuova ed., Il Mulino,
Bologna 2001.
Iacobini, Claudio, Anna M. Thornton, Tendenze nella formazione delle parole nell’italiano del
ventesimo secolo, in Linee di tendenza dell’italiano contemporaneo: atti del XXV congresso
internazionale di studi della Società di Linguistica Italiana, a cura di Bruno Moretti, Sandro
Bianconi, Dario Petrini, Bulzoni, Roma 1992.
44
Iacobini, Claudio, I verbi italiani come base di derivazione prefissale in La formazione delle
parole a cura di Maria Grossman e Anna M. Thornton, Bulzoni, Roma, 2005.
Iacobini, Claudio; Nicola Gradi, L’affissazione valutativa nei verbi dell’italiano in Nuove
prospettive nello studio del lessico. Atti del IX Congresso Internazionale SILFI (Firenze, 15-17
giugno 2006), Firenze University Press, Firenze, 2008, pp. 483-490.
Montermini, Fabio, Il lato sinistro della morfologia: la preffissazione in italiano e nelle lingue del
mondo, Franco Angeli, Milano 2008.
Moretti, Giovanni Battista, L’italiano come prima o seconda lingua nelle sue varietà scritte e
parlate: grammatica descrittiva di riferimento, vol. 1, Guerra, Perugia, 2005.
Peša Matracki, Ivica, Formazione delle parole e formazione delle parole in italiano, Filozofski
fakultet Sveučilišta u Zagrebu, FF press, Zagreb, 2012.
Peša Matracki, Ivica, Linee di tendenza nella formazione delle parole nell’italiano
contemporaneo, „Studia Romanica et Anglica Zagrabiensia“, a. 51, 2006, p. 103-146.
Salvi, Giampaolo; Laura Vanelli, Nuova grammatica italiana, Il Mulino, Bologna 2004.
Serianni, Luca, Grammatica italiana: italiano comune e lingua letteraria, UTET, Torino 1997.
Tekavčić, Pavao, Grammatica storica dell’italiano, vol. 3, Lessico, Il Mulino, Bologna 1980.
Vučetić, Zorica, Prefissoidi e suffissoidi omofoni nel lessico italiano, „Studia Romanica et Anglica
Zagrabiensia“, n. 43, 1977, pp. 115-124.
Vučetić, Zorica, Suvremeni talijanski jezik: tvorba riječi, Sveučilišna naklada Liber, Zagreb 1979.
45
Sitografia
L’essere come ‘dynamis’: Heidegger interprete del ‘Sofista’ di Platone attraverso Aristotele:
[recensione] [Link] (5 settembre 2023).
46
Pessina, Pamela, Sport e pistacchi: energia e benessere in primavera,
[Link] (5 settembre
2023).
Varianti delle piante di cannabis e danni alla salute, [a cura di Giovanni Serpelloni],
[Link]
cannabis-e-danni-salute/varianti-delle-piante-di-cannabis-e-danni-alla-salute/ (5 settembre 2023).
47