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Percorsi di sviluppo normale e patologico in età evolutiva
Book · January 2016
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Lorenza Di PENTIMA
Sapienza University of Rome
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Il percorso di crescita di ciascun essere umano è delineato dall’intreccio di fattori
molteplici. Se ripensiamo alla nostra storia, alle persone significative con le quali siamo
cresciuti, agli eventi che abbiamo vissuto, alle scelte che abbiamo operato, possiamo
rintracciare un senso e un significato sottostante il succedersi degli accadimenti nella nostra
esistenza. Alcuni fattori, all’origine di determinati eventi, sembrano ben chiari nella mente, ad
esempio “I miei genitori erano così….”, “A scuola ero bravo in …”, “In adolescenza ho avuto
questi amici che…”. Altre cause ci appaiono più sfuocate, indefinite; di altre ancora non ne
abbiamo affatto consapevolezza, sebbene abbiano avuto un peso nel “dare forma” all’individuo
che siamo diventati.
Questo libro è stato scritto con l’intento di descrivere l’intreccio complesso dei
fattori che concorrono a delineare un percorso di sviluppo sano, oppure, all’opposto,
contraddistinto da forme di disagio, durante l’età evolutiva. Il testo, pertanto, non ha la pretesa
di descrivere l’intero spettro della psicopatologia dell’età evolutiva, ma affronta alcune
tipologie di disagio al fine di mettere in luce come fattori di ordine diverso, alcuni a base innata
(il corredo genetico, il temperamento), altri da ricondursi al contesto socio-relazionale (i
rapporti con le figure genitoriali, con i pari, con la scuola) possano concorrere a determinare
l’esordio di difficoltà che trovano la loro espressione sul piano cognitivo, emotivo e/o
comportamentale.
Il primo capitolo è dedicato alla descrizione di questi fattori e come il loro
intervenire possa essere alla base di una crescita sana, caratterizzata dal raggiungimento di tutte
le tappe evolutive e dalla possibilità di svolgere con successo i compiti propri di ogni fase dello
sviluppo, oppure, all’opposto, dallo strutturarsi di un disagio mentale. Vengono altresì illustrati
i quadri teorici di riferimento impiegati nell’interpretazione delle diverse manifestazioni
psicopatologiche, con particolare riferimento alla prospettiva cognitivo - comportamentale e
dell’attaccamento, la cui integrazione consente una comprensione di più ampio respiro del
disagio infantile e adolescenziale. Particolare rilevanza viene conferita al fatto che se è vero che
fattori di tipo genetico e temperamentale sono importanti nello sviluppo dell’individuo, pur
tuttavia la qualità delle relazioni precoci svolge un ruolo fondamentale nel processo di crescita.
Oggi sappiamo, ad esempio, che cure adeguate oppure distorte hanno un peso non solo nella
maturazione delle strutture cerebrali, ma anche nell’espressione o meno di alcuni geni.
Cure idonee, connotate da protezione, conforto, supporto nei momenti di bisogno,
sono alla base di una crescita sana non solo dal punto di vista psicologico, ma anche delle
condizioni di salute fisica. Ciò è quanto viene illustrato nel secondo capitolo, che affronta la
tematica delle patologie psicosomatiche, le quali possono insorgere quale esito di cure precoci
distorte, attuate non in sintonia con le richieste e i bisogni del bambino e che possono essere
all’origine di esperienze ripetute di ansia o angoscia, nel corso della prima infanzia il disagio,
provocato da cure inadeguate e che non trova espressione mediante il linguaggio per
l’immaturità del piccolo, spesso si manifesta attraverso il corpo. Possono fare la loro comparsa,
allora, patologie che interessano l’apparato digerente, oppure respiratorio, oppure ancora
cutaneo e che rintracciano la loro origine all’interno di pattern di interazione specifici con la
figura allevante.
L’ansia e la paura, tuttavia, in una certa misura possono rappresentare esperienze
normali dell’infanzia, anzi alcune paure sono tipiche di fasi specifiche della crescita. Si entra
nelle sfera della patologia, come illustrato nel terzo capitolo, quando le paure tendono a non
risolversi in modo spontaneo, ma iniziano a limitare gli ambiti di vita del bambino, costituendo
un impedimento serio nell’affrontare le esperienze necessarie ad uno sviluppo sano. Stiamo
parlando, in altri termini, di tutte quelle patologie che rientrano nell’ambito dei disturbi d’ansia
e dei disturbi ossessivo - compulsivi. Anche per questa tipologia di disturbi viene riconosciuta
una concomitanza di cause, tra le quali svolge un ruolo di primaria importanza il contesto
relazionale nel quale è inserito il bambino. Sappiamo, infatti, che la qualità delle interazioni con
le figure di riferimento definisce l’intero processo di crescita, ovvero l’emergere di competenze
cognitive, emotive e sociali più o meno adeguate. Per ciò che concerne i disturbi d’ansia alla
loro origine sono state riscontrate distorsioni sul piano cognitivo e difficoltà nel modulare
emozioni di angoscia e paura.
Le difficoltà nella regolazione delle emozioni, specie quelle negative, è stata
riscontrata anche nell’ambito dei disturbi dell’umore, ai quali viene dedicato il quarto capitolo.
Questa categoria di disturbi riconosce tra le proprie cause sia fattori ereditari, che determinano
una vulnerabilità biologica, sia fattori relazionali. A questi ultimi sia l’approccio cognitivista sia
quello dell’attaccamento conferiscono una funzione primaria per ciò che concerne sia la
costruzione del senso di sé, sia dello sviluppo delle competenze di riflettere e regolare i processi
cognitivi, ovvero quell’insieme di abilità che va sotto il nome di metacognizione. I bambini che
presentano un disturbo dell’umore sembrano presentare un senso di sé per lo più connotato in
termini negativi e sembrano rivelare deficit capacità attinenti alla meta cognizione.
L’insieme delle capacità di riflettere sui propri processi cognitivi, di riconoscere e
modulare le emozioni, peraltro, costituisce un prerequisito di base per poter instaurare e
mantenere relazioni sociali adeguate e soddisfacenti. A tal riguardo nel quinto capitolo vengono
descritti sia i fattori che permettono l’emergere di competenze relazionali idonee, sia i fattori
che, al contrario, possono dare l’avvio a difficoltà sul piano delle abilità interpersonali. Deficit
nelle competenze metacognitive ed emotive possono sfociare in patologie inerenti la
regolazione del comportamento, ovvero in quelli che vengono definiti Disturbi della Condotta.
In particolare vengono illustrate due tipologie di disturbo, tipiche dell’infanzia e
dell’adolescenza, ovvero il Disturbo Oppositivo - Provocatorio e il Disturbo della Condotta
vero e proprio e le loro implicazioni a breve e lungo termine per la crescita dell’individuo.
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