L’intelligenza artificiale è una disciplina appartenente all’informatica che studia i fondamenti e le tecniche
che consentono la progettazione di sistemi e programmi capaci di fornire all’elaborato elettronico la
capacità di riflettere e agire come la mente umana.
In una prima fase, quando non si erano ancora sviluppate le tecnologie e i comodi utensili da lavoro di tutti i
giorni, l’uomo doveva sopravvivere autonomamente, sfruttando il proprio ingegno e la propria creatività per
far fronte alle sfide quotidiane. Basti pensare alle invenzioni della ruota per spostarsi, dell'aratro per
coltivare con più efficienza, le imbarcazioni sempre più all'avanguardia per sfidare il mare e raggiungere
nuovi orizzonti, fino ad arrivare a fine Settecento all'introduzione della macchina a vapore, che applicata
presto a molti macchinari diede avvio alla Rivoluzione Industriale, considerata da molti la prima tappa verso
la meccanizzazione del lavoro. Da questo momento in poi, l'operaio non è più un artigiano che produce una
creazione unica e costosa, bensì diventa un'appendice della macchina che esegue il lavoro al suo posto;
diventa una condizione spesso ripetitiva e alienante che limita la creatività e lo spirito critico. Tutto ciò fu
accentuato durante la seconda Rivoluzione Industriale, fino ad arrivare agli anni Cinquanta del Novecento,
col boom economico.
Negli anni Ottanta venne annunciato l’inizio della vera e propria modernizzazione della tecnologia che
ormai è diventata parte integrante della nostra quotidianità. Il progetto discende dal progetto di Turing, uno
tra i più grandi matematici del XX secolo, il quale ha suggerito di svolgere un test per verificare se una
macchina potesse essere considerata intelligente ed avanzata, con tratti comportamentali tipici degli esseri
viventi, ovvero se arrivasse a elaborare dei ragionamenti come un essere umano. Da questo input furono
molti gli scienziati che aderirono a questo progetto, dedicandosi allo studio di questa disciplina
ininterrottamente. Tutto ciò porto indiscutibilmente ad un progresso, ad un avanzamento incredibile nelle
tecnologie: infatti gli esperti avevano annunciato addirittura che sarebbero stati in grado di ideare
macchinari che potevano sfidare e competere a scacchi come un ideale giocatore.
Il risultato di questi innumerevoli studi attualmente è ben visibile, infatti nella nostra realtà è impossibile
immaginare un mondo privo di strumenti elettronici, quali i computer e gli smartphone, che sono parte
fondamentale della nostra quotidianità. Essi ci semplificano indubbiamente l’esistenza, infatti invece di
dover cercare in biblioteca un determinato libro, dovendolo leggere completamente, è sufficiente prendere
il proprio dispositivo e digitare su Google ciò di cui si ha bisogno; oppure in questi ultimi anni sta
particolarmente spopolando Alexa, un altoparlante in grado di fare conversazioni anche piuttosto articolate
con il proprietario, mettere musica, accendere la TV, attivare e disattivare l’interruttore e molte altre cose,
sulla scia di promuovere una nuova tecnologia chiamata domotica. Ciò ovviamente è utile, la tecnologia ci
permette di essere maggiormente produttivi, di razionalizzare il proprio tempo, di svolgere maggiori
mansioni e doveri contemporaneamente, ma allo stesso tempo si perdono anche i propri cosiddetti valori e
talenti, infatti si è costretti a vivere in un rapporto simbiotico tra se stessi e il proprio dispositivo elettronico.
Alcuni esempi possono essere l’incapacità di completare autonomamente attività che fino a qualche
decennio fa facevano parte della quotidianità tanto da essere considerate noiose e ripetitive, oltre che
talvolta eccessivamente pesanti o faticose, quali lavare i piatti o anche semplicemente lavare i panni. I
macchinari, tuttavia, non sono ancora perfetti perciò proprio per questo motivo non è assolutamente una
novità se causano danni o svolgono in maniera imprecisa, inumana o errata le attività per le quali sono stati
progettati. Basti pensare ai tablet o alle lim che nonostante i continui aggiornamenti e innovazioni
continuano ad avere imperfezioni, come i cali di produttività, tant’è che ogni giorno a causa del consumo di
batteria questi apparecchi si spengono o entrano in modalità riposo la cui conseguenza è essere
inutilizzabili. Un altro aspetto negativo delle scoperte tecnologiche è che esse mancano di creatività e di
empatia, infatti ovviamente essendo robot non possono provare certamente sentimenti umani, se non
perché l’ideatore abbia aggiunto questa spontanea e umana capacità. Esse sono decisamente costose e
inoltre negli ultimi anni si è sviluppata l’ideologia di sostituire l’uomo con le macchine nello svolgimento di
determinati lavori, tra cui quelli visti maggiormente sono i cassieri che appunto attualmente il loro compito
è svolto dalle cosiddette ‘casse veloci’, ossia tecnologie in grado di acquisire in seguito alla scannerizzazione
dei codici a barre dei prodotti acquistati l’importo che è da pagare in maniere diretta e rapida.
Tralasciando questi lati negativi l’intelligenza artificiale è decisamente innovativa, indispensabile e comoda,
anche se, infine, degli studi recenti hanno affermato che l’incremento dell’utilizzo degli apparecchi
elettronici ha permesso la comunicazione tra di loro in un linguaggio a noi sconosciuto; proprio per questa
ragione l’umanità deve tenere alta l’attenzione affinché i dispositivi non possano prendere il sopravvento,
superandoci con le loro capacità e capovolgendo la situazione, facendoci passare da "governanti" a
"governati".