Marx
Marx
lezione 18/11
si forma in ambiente hegeliano in questo periodo gli ambienti accademici sono tutti in crisi di
idealismo hegeliano, è il momento della massima diffusione del dibattito della dottrina hegeliana.
Marx nasce in Germania nel 1818 e nasce da una famiglia di cultura ebraica che però a causa delle
leggi dello Stato prussiano si ero convertita. E Marx viene educato con una formazione laica, il padre
è un avvocato e frequenta diversi indirizzi universitari; comincia ad approfondire la cultura giuridica,
poi si trasferisce a Berlino che in questo momento è l'epicentro dell'idealismo hegeliano, infatti a
Berlino comincia ad associare al diritto la filosofia, si laurea poi in filosofia con una tesi che riguarda la
filosofia di Epicuro e quella di Democrito, la filosofia della natura, quindi una filosofia di tipo idealista.
E a Berlino inizia frequentare anche gli ambienti della sinistra hegeliana. Fa parte di uno dei circoli
che si chiamano Doctor club, dove si dibatte ferocemente, è uno dei tanti club a Berlino in cui
circolano le idee critiche sulla filosofia hegeliana. Sembra promettente dal punto di vista della carriera
accademica. il professore che lo sostiene e che era uno dei primi esponenti della sinistra hegeliana, il
quale però viene colpito da una serie di censure e Viene rimosso dall’insegnamento e quindi il
progetto accademico di marx fallisce miseramente.
Cosi decide di dedicarsi al giornalismo. collabora con una pubblicazione, la Gazzetta renana, la quale
ha delle posizioni molto radicali e difatti sarà chiusa, allora si trasferisce a Parigi e e nel frattempo
conosce genny , l'amore della sua vita, la donna con cui si sposerà trascorrerà tutta la sua esistenza,
a Parigi conosce anche Engels con cui stringe un'amicizia e sarà anche questo un legame per tutta la
vita.
Engels è un intellettuale, anche lui esponente della sinistra hegeliana, ma è diverso dal punto di vista
sociale nel senso che suo padre è proprietario di industria tessile a Manchester , quindi è un
capitalista. ma il figlio sposa queste teorie assolutamente critiche e poi la frequentazione con Marx lo
porterà ad un ulteriore radicalizzazione.
A Parigi conosce anche bacunin. questa collaborazione con Angels trova
la sua prima formulazione teorica in un opera del 1844 che si chiama "manoscritti economici filosofici"
o manoscritti del 44, che verranno pubblicati 1932,
E questo spiega l'opposizione della cultura dominata nei confronti del pensiero di marx ed angels.
altre opere significative sono le tesi su foierback, scritte da marx e la sacra famiglia e ideologia
tedesca, scritte da marx ed engels, in cui si critica la sinistra hegeliana. questi sono stati gli scritti più
rilevanti.
la posizione di Marx
Da suo punto di vista teorico filosofico è di aperto contrasto anche con la sinistra e hegeliana che dal
suo punto di vista è giudicata un po troppo moderata è troppo poco critica e radicale nei confronti
della critica all'idealismo heheliano. intanto si comincia a occupare di politica e
Questo suo attivismo lo rende inviso agli ambienti dominanti, infatti viene espulso da Parigi , si
trasferisce a Bruxelles e decide di stabilirsi a Londra, la scelta di Londra è molto eloquente, perché
londra in questo momento è la città dove la rivoluzione industriale ha una maggior presa, sono
presenti ed evidenti le contraddizioni dal punto di vista economico e sociale che la rivoluzione sta
portando. quindi l'idea di marx è proprio quello di trasferirsi nel cuore pulsante della rivoluzione
industriale E di portare la lotta politica e ideologica, culturale, filosofica nel cuore del capitalismo
avanzato.
1848, anno cruciale per la storia dell'europa, tutti i moti che attraversano l'europa, 1848 marx pubblica
a Londra un opera costruita da una 20ina di pagine che sono destinate a lasciare un segno indelebile
nella storia del pensiero ma anche nella storia vicende politiche nell'Europa e non solo, il manifesto
del partito comunista, un'opera che è stata consegnata alla storia, le due opere che sono state più
stampate nella storia del mondo sono state la bibbia e il manifesto di marx.
Nel 1864 marx partecipa alla prima internazionale che si tiene a Londra, in cui vengono radunati tutti i
principali esponenti della cultura operaia e si cerca di organizzare questo movimento operaio, che
deve trascendere i consigli nazionali, nasce l’idea di internazionalismo. qui marx si interfaccia con
macunin, quindi con l'Ideologia di tipo anarchico che mark non condivide, marx poi morirà a Londra
dov’è tutt’ora sepolto.
Marx guarda con occhio critico alla realtà storica e culturale del suo tempo e nota una situazione
problematica, ovvero ce una separazione inaccettabile tra piano teorico, lo sviluppo del pensiero
(dottrine politiche filosofiche...) che lui chiamerà teoria, è la dimensione dello sviluppo storico politico
delle vicende reali che lui chiamerà prassi. teoria e prassi( la realtà dello sviluppo storico, delle
vicende umane)
infatti Marx dice che la Germania del suo tempo è un paese un po arretrato dal punto di vista politico
ed economico se lo confronti a paesi come la farcia e la Gran Bretagna dove c'è stato un intenso
sviluppo economico e dove modelli politici si sono evoluti su questo tipo di progresso, invece il
territorio dove vive mark, territorio di federico Guglielmo IV, territorio prussiano, in cui neanche i moti
del 1848 riescono a convertire questa macchina politico amministrativa, burocratico militare, dove ce
un sistema di repressione e di controllo, quindi abbiamo una prassi abbastanza cristallizzata e non
esposta ad un processo di trasformazione e di evoluzione, e per contro abbiamo una dimensione
teorica, quindi lo sviluppo del pensiero, che è straordinaria. dal punto di vista della teoria l'area
prussiana ( la Germania) non asseconda nessuno. Mark si guarda intorno sul piano filosofico, e vede
Kant ed Hegel, nessun altro paese ha prodotti due impianti cosi importanti , uno conclusivo di un
processo e l'altro di nuova concezione, quindi tra filosofia e storia, tra pensiero e realtà, tra teoria e
prassi ce una contraddizione e una discontinuità che deve essere superata come vuole Hegel ovvero
attraverso la critica alle idee quindi su uno dei due piani, trasforma in senso rivoluzionario, teorico e
prassi non devono piu essere disgiunte, la teoria alimenta la prassi rivoluzionaria, che trasforma e la
prassi nutre la teoria, questa contraddizione deve essere superata secondo Marx, ma non deve
essere superata come vuole Hegel cioè attraverso la critica alle idee, su soltanto su uno dei due piani,
ma io ruolo della filosofia è quello di radicarsi nella prassi e di trasformarla, trasformandola in senso
rivoluzionario, teoria e prassi non devono più essere disgiunte perché secondo marx sono
profondamente interdipendenti,la teoria alimenta la prassi rivoluzionaria, che trasforma, è la prassi
che trasforma, cioè la rivoluzione, nutre di nuove idee la teoria, quindi non devono più essere
separate e questa contraddizione deve essere superata attraverso la trasformazione della filosofia.
teoria e prassi devono essere legate perche rappresentano due aspetti di una stessa realtà
La teoria e la pratica di una teoria sono profondamente legate, la teoria quindi la filosofia deve fornire
l’impianto teorico affinché la prassi trasformi la realtà, parliamo di una realtà economica e politica
della Prussia che è inossidabile e la stessa prassi rivoluzionaria non deve considerarsi indipendente
dalla teoria perché essa stessa la alimenta fornendo nuove principi, nuove letture e nuove teorie.
Da un punto di vista teorico inevitabile è il confronto con Hegel e la critica a hegel, in particolare
Marks critica alcuni aspetti della filosofia del diritto, questo non ci deve sorprendere perché sia a Bonn
che a Berlino ha studiato diritto e giurisprudenza e poi proviene da un famiglia dove la cultura
giuridica è molto presente, mette in evidenza che il rapporto che Hegel ha definito tra costituzione e
popolo e tra società civile e stato è un rapporto, rovesciato perché secondo Hegel non è la
costituzione che da forma al popolo, ma è il popolo che determina la costituzione. cioè secondo Marx
la costituzione è il prodotto deve essere prodotto non può che concepirsi come il prodotto delle idee
del popolo che trai questi principi, non solo della dimensione teorica ma dalla prassi, quindi il prodotto
di un popolo è la costituzione, prima ce il popolo concreto e reale, da questa realtà concepita in
termini storici si determina attraverso una valutazione realistica la costituzione, e gale aveva percepito
la costituzione come realizzazione dello spirito che modellava i cittadini e che li rendeva tali, e anche il
rapporto tra società civile e Stato secondo mark è un rapporto che Hegel ha capovolto, lo stato è il
prodotto della società. È la società civile che si dà l'istituzione statale, non è lo Stato come voleva
Hegel, Una realizzazione spirituale dell’assoluto che si realizza e si incarna nel popolo e nella società
civile.
l'idea di rovesciamento è comune alla sinistra hegeliana. Anche secondo marx la dottrina hegeliana è
una mistica razionale , cioè procede attraverso un'analisi astratta da cui fa derivare la reatà, la realtà
sensibile, la realtà concreta. Hegel secondo mark non considera le realtà concrete, ma le fa derivare
da un processo dialettico di realizzazione dello spirito assoluto. Mark non interpreta male Hegel, ma
critica la sua visione, la critica come una visione capovolta, rovesciata distolta, falsa, questo
capovolgimento perché ce? E qui vediamo che Marx fa un passo avanti rispetto la sinistra e che
hegeliana e si dà una spiegazione, questo capovolgimento, questo rovesciamento della concezione
della realtà che lui vede e constata principalmente in ambito storico politico ce perche è funzionale
alla conservazione di interessi di parte, cioè lo stato hegeliano, che è lo Stato prussiano, della
monarchia prussiana è ideologico, nel senso che è un capovolgimento della condizione reale ed è
stato realizzato, non per errore, ma per tutelare interessi specifici di alcune categorie, queste
categorie sono gli iuncher. la concezione politica di Hegel è ideologica, qui abbiamo la concezione di
ideologia come farla coscienza, come coscienza rovesciata della realtà, funzionale alla conservazione
di determinati interessi di parte che Nella fattispecie riguardante lo Stato prussiano sono gli interessi
degli iuncher . Hegel iterpreta la realtà, ma la sua concezione è una falsa coscienza.
coscienza, si collega alla fenomenologia dello spirito, coscienza assoluta, dialettica dell'assoluto, poi
si arriva alla concezione di ideologia come falsa coscienza, cioè come coscienza rovesciata nel
giudizio di Marx sulla critica a hEngel).
quindi lo stato è il prodotto delle scelte e delle azioni umane , lo Stato deve essere, non può che
essere il prodotto delle scelte delle azioni umane, non è la realizzazione di una realtà spirituale che
necessariamente e dialetticamente si realizza, e in questo modo giustifica ogni altro aspetto
incompreso, questa è ideologia, questa è una concezione rovesciata, una falsa conoscenza della
realtà,
il compito della filosofia è quello di smascherare questa farsa coscienza, deve avere questo ruolo di
smascheramento della falsa coscienza in modo da rendere possibile la trasformazione. Teoria e
prassi non possono che procedere agganciate e poi conclusa la critica a Hegel, chiaramente non c'è
spazio per l’idelaismo hegeliano, perché è una rappresentazione ideologica. Quindi va smascherato.
anche la sinistra hegeliana che sembrava la voce più critica, innovativa e progressista sul piano della
riflessione filosofica. Le voci critiche tanto esaltate negli ambienti progressisti della filosofia, vengono
definite da hegel come chiacchiere, mark riconosce alla sinistra hegeliana di avere operato
positivamente in alcuni settori, prima di tutto di aver rovesciato l'idealismo nel materialismo, di aver
negato un assoluto spirituale a vantaggio di una dimensione materiale, reale e particolare è
sicuramente un dato importante, cosi come è importante a giudizio di marx anche l’intervento critico
operato da foierback cioè la critica alla religione come alienazione ci sono ancora dei limiti che non
vengono oltrepassati, e che fanno a giudizio di Marx della sinistra hegeliana ancora una casa di
risonanza dell’idealismo, quindi questi esponenti della sinistra hegeliana sono alla fine dei
conservatori, sono ideologici, prima di tutto perché tengono separate la teoria e la prassi, e questo per
Marx è il grande limite che Marx individua nella sinistra e che hegeliana e poi criticano le idee, si
muovono ancora nell'ambito dell'idealismo come se le idee dovessero rappresentare l'origine di ogni
realtà, anziché modificare e trasformare la realtà. Quando marx è morto ce stato una funerale laico,
ed Engels ha tenuto l'orazione funebre, il quale ha detto che neanche la metà di marx era uno
scienziato, un filosofo perche marx era prima di tutto un rivoluzionario, questa considerazione legata
alla critica alla sinistra e hegeliana che viene giudicata ancora idealista perché viene separata la
teoria della prassi, perché critica delle idee e non trasforma la realtà. Infatti la sinistra hegeliana,
conserva questo rapporto capovolto, non fa niente per trasformarlo, foierback smaschera l'alienazione
religiosa, pero poi la storia degli uomini e della realtà, non cambia, rimane su un piano assolutamente
teorico, separato dalla trasformazione della realtà stessa, in questo senso eloquente nelle tesi su
foierback, l’undicesima tesi, fino ad oggi i filosofi si sono sempre e solo limitati ad interpretare il
mondo. Adesso è arrivato il momento di cambiarlo, oggi si tratta di trasformarlo, interpretare il mondo
non porta a niente, il limite della sinistra e che hegeliana è stato quello di muoversi in ambito
interpretativo, di critica alle idee, adesso basta, dice marx, adesso il mondo va trasformato( richiamo
alla prassi)
foierback ha avuto un grande merito che è stato allo di smascherare l’alienazione religiosa, però non
trasforma la realtà , si disinteressa della prassi, e anche l’uomo di foierback pure essendo un uomo
reale, di carne e sangue, sensibile è ancora prigioniero di questa dimensione, nel senso che contro
rovesciamento di foierback è solo parziale, perché si passa dall'idea alla materia, ma l'uomo di
foierback è solo sensibile, è un uomo percettivo, è un uomo tutto di sensibilità, di cuore, però non è un
uomo che agisce storicamente, trasformando la realtà. questo è il limite di foierback. foierback a
questo punto nell'ottica della storia del pensiero rappresenta un anello di passaggio da Hegel a Marx,
un passaggio però gli occhi di Marx assolutamente insufficiente, quello che viene criticato è la
passività dell'uomo foierbackiano, cioè un uomo che non è attivo, che non trasforma, un uomo che
non agisce in termini della prassi. Nell'ideologia tedesca viene formulata un'altra celebre pressione
dell'esito marxiano.
marxiano: è quello che dice Marx, quello che dice nelle sue opere, prodotto della sua attività
intellettuale
Marxista è ogni interpretazione della dottrina di mark. Il leninismo è marxismo.
nell’ideologia tedesca ce questa espressione che si chiama materialismo storico. che è la novità, Il
passo in avanti compiuto da marx rispetto a foierback, il termine materialismo storico è stato coniato
da Engels, grande intellettuale che pero resta nell’ombra.
Materialismo storico è un’espressione coniata da Engels e mai stata teorizzata in astratto da marx,
ma utilizzata come chive di lettura per interpretare la realtà, la concezione di marx, è una concezione
che non si risolve sul piano delle idee, ma che applica queste idee critiche sulla realtà, con un
intento pratico, cuore di trasformazione della realtà, cioè ricongiungere teoria e prassi. Marx dice che
la relatà si può comprendere solo ed esclusivamente in termini materiali, non in termini ideali. e fin qui
va bene, l'aveva detto anche foierback, pero fino a qui cera arrivato anche foierback. Mark fa un
passo in vanti aggiungendo una componente critica, cioè il materialismo deve essere collocato in
termini storici, una storia che è il prodotto delle azioni umane, e in queste azioni umane l’uomo non
solo trasforma la realtà che lo circonda ma trasforma anche se stesso. infatti secondo marx La
Coscenza è il prodotto della vita e non al contrario, l’azione umana nel mondo, l'azione storica degli
uomini, un'azione che trasforma la realtà, trasforma il mondo è trasforma anche l’uomo, nel senso che
trasforma la sua coscienza, non è una coscienza che precede la realtà è che rende possibile la sua
trasformazione come diceva hegel. marx critica la sinistra hegeliana lo fa con termini molto feroci,
addirittura quando critica foierback e giudica l'uomo di foierback come uomo passivo, dice che hegel
era meglio della sinistra hegeliana, almeno l'attività trasformative nel mondo, operata attraverso la
dialettica era migliorativa, la sinistra e che liana invece considera l'uomo materiali ma di fatto inattivo
lezione 19/11
. Del capitalismo, sebbene sia una tendenza molto plastica, e questa è stata la grande intuizione di
Marx, è confernata poi dalla storia, sebbene la tendenza del capitalismo sia una tendenza molto
plastica, cioè il capitalismo tende a estendersi e a ampliare la propria presenza, non soltanto
limitandosi all'assetto di tipo economico, ma diventando pervasiva sempre di più in senso
amministrativo e burocratico.
Questa concezione è esattamente in contraddizione con quello che viene suggerito dall'economia
politica classica e cioè il fatto che, cosa critica Marx dell'economia politica classica? Il fatto che la
proprietà privata sia considerata un dogma, un punto di partenza non giustificato da nessuna ragione
e che il mercato, secondo la dottrina di Adam Smith e di Armando Invisibile, si regola da solo e che
quindi procede sempre conservandosi. Quali sono gli errori?
partire dal concetto di proprietà privata senza giustificarne l'esistenza, quindi considerare la proprietà
privata come un dogma, come una verità indiscutibile e la legge di mercato come qualcosa di sempre
efficace, di sempre positivo.
Secondo Marx, bisogna arrivare a spiegare la genesi della proprietà privata per poi arrivare a
giustificarla o meno.
Anche la logica del capitalismo che promette un'estensione del benessere, in verità è una concezione
di tipo ideologico, perché non è vero che l'aumento della produzione di prodotti finiti coincida con una
maggiore distribuzione della ricchezza o con un accesso a questi beni più esteso da parte di tutti gli
strati della società. Assolutamente non è vero perché il lavoratore salariato non solo è impoverito in
termini di salario, di retribuzione, ma è progressivamente sempre più escluso dall'accesso a questi
beni che lui produce, è alienato,
Marx introduce, Marx anche cui utilizza il termine alienazione ed è la terza concezione, poi ci sarà
anche quella di Freud, sarà tutta mentale. Allora l'alienazione di cui parla Marx è la condizione storica
del salariato, cioè la condizione reale storica nel senso immersa in una dialettica reale di capitale e
lavoro in cui versa il salariato e critica in questo modo, sia l'alienazione hegeliana, un fatto di dialettica
legata all'ideale, in cui l'alienazione è funzionale a un bene maggiore che grazie all'alienazione stessa
si riesce a definire e a realizzare, ma critica anche l'alienazione religiosa, l'alienazione religiosa di
foierback, perché anche questa rimane esclusivamente su un piano delle idee e una volta
smascherata comunque le condizioni reali degli uomini non cambiano, anzi Marx, sul significato della
religione è molto radicale, molto radicale nel senso che si va molto oltre la l’alienazione.
La religione è, secondo Marx, oppio dei popoli, cioè è un narcotico collettivo volto a fornire una facile
consolazione in attesa di un futuro merito ultraterreno e intanto subisci le giustizie e intanto la logica
del profitto impera sulla tua pelle di salariato sfruttandoti perché l’essenza del discorso è proprio
questa. Che crea le condizioni per uno sfruttamento reale, crea condizioni di attesa nei confronti di un
merito ultraterreno, una vita migliore, un risarcimento ultraterreno, ma nel frattempo rende possibile,
attraverso questa distrazione su un piano dell'al di là, rende possibile lo smutamento reale e
l'ingiustizia reale.
Allora, l’alienazione è l'espressione più chiara, più diretta, più immediata di questa società capitalistica
fondata sullo sfruttamento da parte del capitalista sul lavoro del salariato. In quanto condizione storica
è una condizione reale e qui guardate che potete vedere la formazione egheliana di Marx, qui Marx
riprende la figura del servo padrone, perché Max ne ha voluto il lavoro, perchè già Hegel aveva
individuato nel lavoro un fattore di emancipazione, un fattore di trasformazione dell'individuo, è
attraverso il lavoro che il servo esce dalla sua condizione schiavile, si emancipa dalla sua inferiorità.
Allora, ricordiamoci che Marx è un hegeliano,
la domanda potrebbe essere quali sono gli elementi hegeliani della dottrina marxista. lui a partire
dalla sua formazione egheliana che comprende la fenomenologia dello spirito, quindi la dialettica di
servo padrone, riconosce al lavoro lo stesso ruolo che era stato riconosciuto da hEgel, con alcune
però radicalizzazioni perché la dialettica servo padrone è una dimensione ideale incastonata in un
contesto storico di schiavitù non più reale e che è destinata comunque al rovesciamento dialettico e
alla risoluzione perché risolve qualsiasi tipo di conflitto nel suo sistema.
Marx dice di no, non c'è una dialettica con un momento risolutivo, c'è una dialettica reale di ingiustizia,
di emarginazione, di esclusione che ha una base di tipo economico, in particolare l'economia che lui
denuncia è l'economia capitalistica, il fatto che il capitalista, inseguendo avidamente questa logica del
profitto, non si faccia scrupoli nello sfruttare il lavoro dell'operaio. questo da un punto di vista filosofico
è molto rilevante perché rende attuale una delle massime kantiane dell'imperativo categorico e cioè
considerare l'uomo sempre come fine e mai come mezzo per il raggiungimento del dei propri obiettivi.
Invece, quello che sta succedendo, quello che Marx vuole denunciare, è proprio la riduzione
dell'uomo a mezzo per il raggiungimento di figli di profitto da parte di altri uomini.
Quindi, dal punto di vista filosofico, è una cosa gravissima. Lui denuncia l'utilizzo di un uomo come
mezzo per raggiungere la ricchezza.
Il fatto che Feuerbach denunciasse la perdita dell'essenza umana attraverso questo trasferimento in
termini religiosi a Dio, è tutta una cosa del pensiero e resta tutta nella dimensione spirituale. Marx
vede la situazione reale, la situazione reale è quella economica, l'ingiustizia reale è l'ingiustizia
economica, che è tale perché l'uomo è considerato un mezzo da parte di altri uomini.
questa condizione si chiama alienazione ed ha un'ampia lettura nel senso che la chiave di principale
è il ruolo del lavoro, perché stavamo dicendo questo, marx da bravo hegeliano ha ben chiara la
fenomenologia dello spirito e il ruolo del lavoro come condizione per emanciparsi da parte del ruolo,
cioè il lavoro è la dimensione attraverso cui l'individuo imprime la propria umanità nelle operazioni
lavorative che compie, quindi il prodotto del mio lavoro contiene impressa in sé la mia umanità questo
imprime la propria essenza nel prodotto del suo lavoro
dove sta l'alienazione?
che il prodotto del suo lavoro si viene tolto perché non gli appartiene, perchè non gli appartiene, ma
non solo non gli appartiene, va ad alimentare la ricchezza di quel capitale che lo opprime, questa è
l'alienazione, l'alienazione dal prodotto del lavoro
Ma solo se viene tolto, se il lavoratore lo vuole dare... No, no. Cioè il lavoro è in fabbrica, tu produci
calzature, ma quelle calzature lì tu non te le tieni.
il sistema del capitalismo si forza su un capitalista e un lavoratore. Il capitalista ha i mezzi di
produzione e i capitali, quindi ha le macchine per produrre, delle industrie, delle tecnologie e ha i
capitali per pagare la forza lavoro, il lavoratore vende la sua forza lavoro.
Il fatto che con questa forza lavoro che è pagata in x il capitalista guadagni 10x è la logica del profitto,
se è vero che il lavoro è l'espressione di questa natura attiva dell'uomo, se è vero che, come diceva
Hegel, attraverso il lavoro io mi realizzo liberamente, in maniera creativa e attraverso le cose che
faccio, che dico chi sono, che in questa operazione io trasferisco la mia umanità, la mia essenza
umana, quello che differenzia l'uomo dall'animale è la capacità di lavorare e il prodotto del mio lavoro
è una cosa in cui è impressa la mia essenza umana, allora se questo prodotto del mio lavoro poi resta
nell'ambito della mia esistenza, lo condivido con i miei amici, con i miei figli allora quella è una piena
una realizzazione dell'uomo, se questo prodotto del mio lavoro mi viene sottratto e causa la ricchezza
di quel capitale che mi sfrutta, secondo Marx non va bene, questa è alienazione, nel senso che la mia
la mia umanità non è trasferita in un dio spirituale, è trasferita nel prodotto del mio lavoro e questo
prodotto del mio lavoro mi è sottratto, cioè è un furto la proprietà privata per Marx è un furto.
poi il lavoro, il lavoro è qualcosa che deve essere libero perché è l'inclinazione più naturale
dell'uomo, il lavoro creativo, il lavoro libero nei tempi e nei modi, anche qui c'è un'alienazione perché il
lavoro in fabbrica, il lavoro del salariato è un lavoro militarizzato, c'è una sirena che suona, ci sono
degli orari, ci sono dei doveri, c'è una catena di montaggio, c'è ripetitività, non c'è espressione di una
natura umana, ricca, che affiora, emerge e si traduce in espressione, no? E quindi anche attraverso il
lavoro che dovrebbe essere la dimensione più bella, più aperta, più libera, c'è alienazione, c'è
alienazione nei rapporti umani, perché la dimensione di quella dell'autocoscienza rimane, quella di
riconoscere l'umanità dell'altro quindi i rapporti di aiuto reciproco, di comprensione, vengono meno,
perché la mia polarità dialettica chi è?
Il capitalista che mi opprime oppure il povero sciagurato, opprimendolo
il lavoro che dovrebbe essere l’espresione più aperta e libera, ce alienazione nei rapporti umani
perché la dimensione di autocoscienza, di riconoscerel’umanità dell’altro, di aiuto reciproco
comprensione vengono meno perche la mia polarità dialettica è il capitalista che mi opprime o il
povero sciagurato che è oppresso . Il lavoro che dovrebbe estinguerti dall’animale e innalzarti dal
punto di vista della sciagura umana diventa, vi riduce a bestia, anziché innalzare la mia umanità
abbassa
lezione 26/11
Quando si parla di una concezione strutturale della storia ci si riferisce al lessico marxiano in quanto
marx distingue struttura da sovrastruttura.
Quando si usa il termine strutturale o il termine struttura si fa riferimento al lessico marxiano perché la
struttura rappresenta la base reale, materiale, economica della realtà.
la struttura della realtà è un'analisi di tipo economico e consiste nella dialettica nel rapporto tra forze
produttive e rapporti di produzione.
baseeconomica: materiale, quindi l'opposizione rispetto a Hegel.
Allora, la struttura è costituita dal rapporto tra forze produttive e rapporti di produzione.
● cosa sono le forze produttive? Secondo Marx le forze produttive sono i lavoratori, che sono
quegli operai, quelli salariati, i proletari, che non hanno altra ricchezza se non la loro forza
lavoro, che infatti vendono, e i loro figli, cioè la loro prole, che comunque è altra forza lavoro.
Le forze produttive sono rappresentate anche dalle conoscenze che servono per la produzione, quindi
rappresentano per marx, la classe operaia, Il proletariato.
secondo Marx il rapporto che esiste tra le forze produttive e i rapporti di produzione è il motore della
storia perché questi procedono diciamo all'unisono fino a un certo punto, poi necessariamente le
forze produttive tenderanno verso un obiettivo, verso un avanzamento e i rapporti di produzione
tenderanno invece alla conservazione perché i rapporti di produzione, essendo rapporti di proprietà,
sono legati al privilegio e quindi alla conservazione di questo stato di cose mentre le forze produttive
sono spinte al miglioramento della loro condizione.
Questa tensione che va in due direzioni è il motore della storia che Marx definisce lotta di classe. La
storia è lotta di classe. Le forze produttive tendono al cambiamento della situazione reale.
la storia è lotta di classe, in ogni epoca c'è sempre stata una classe che tendeva alla conservazione
delle proprie prerogative e una classe che ha avuto una spinta di tipo rivoluzionario.
Durante l'anziano regime le forze produttive e i rapporti di produzione erano rappresentati da: le forze
produttive erano rappresentate dalla borghesia
e i rapporti di produzione dall'aristocrazia,
quindi durante le rivoluzioni dell'anziano regime, la rivoluzione francese, Si è verificato questo conflitto
questa lotta di classe, tra forze produttive e rapporti di produzione e allora, durante l'anziano regime,
la borghesia ha avuto un ruolo rivoluzionario, perché rappresentava la classe in ascesa.
La forza produttiva rappresenta la classe inascesa, perché la borghesia era tutto quel settore
imprenditoriale, intellettuale, commerciale, finanziario, che attraverso il lavoro accumulava ricchezza
ed era in antagonismo con quei privilegi che si cercava di eliminare perché rappresentavano
patrimonio ormai consegnato al passato.
Quindi, durante la rivoluzione francese la Borghesia è stata la classe sociale rivoluzionaria. Adesso,
nel 1848, la Borghesia è diventata la classe più conservatrice perché il nome della conservazione del
capitale e della proprietà privata rappresenta un fattore frenante nella dialettica storica e la classe in
ascesa è rappresentata dal proletariato.
secondo Marx il proletariato non è mica consapevole di di essere una classe rivoluzionaria, anzi non è
proprio consapevole di essere una classe sociale quindi è necessario, e questo è l'obiettivo che si
danno i marxisti, anche attraverso il manifesto, di rendere consapevoli i lavoratori, i lavoratori salariati,
gli operari, della loro condizione e formare quella che si chiama coscienza di classe, Cioè, il fatto di
essere consapevoli di far parte di una classe sociale che deve essere la protagonista di una
rivoluzione.
Quindi, la struttura è un disegno di rapporto di tipo economico, però non finisce qui, perché dalla
struttura si diffonde un'altra realtà che si chiama la sovrastruttura.
cos'è la sovrastruttura? Allora, se la struttura rappresenta la base economica, reale, materiale i
rapporti sociali di forza, di produzione, la classe in ascesa, la classe conservatrice, eccetera la
sovrastruttura rappresenta tutte quelle attività che sono legate alla cultura, all'ambito giuridico,
religioso, filosofico che sono, secondo Marx, il prodotto della struttura, cioè ogni tipo di società per
com'è organizzata sulla base dei rapporti economici favorisce la nascita di una concezione di
pensiero
lezione 28/11
sovrastruttura: la struttura rappresenta la fase materiale, l’organizzazione di tipo economico
di una società, non si riduce tutto lì perché questa dialettica che c'è tra classi sociali, la
classe sociale dominante è quella che imprime il proprio pensiero che diventa dominante
all’interno della società, allora la base economica si riflette in una concezione del mondo che
si chiama sovrastruttura.
vuol dire che a partire da una base economica, materiale, la classe dominante a livello
economico è quella dominante a livello di coscienza delle cose, le idee che noi abbiamo di
giustizia, di bellezza, di ideali, di spiritualità non sono delle idee autonome, sono delle idee
che sono il riflesso della classe dominante che è egemone da un punto di vista strutturale.