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Fondamenti Di Organizzazione Aziendale

Il documento tratta i fondamenti dell'organizzazione aziendale, evidenziando i tre elementi chiave: input, trasformazione e output, e la loro interazione con i mercati iniziale e finale. Viene sottolineata l'importanza del project manager, che gestisce integrazione, coordinamento e controllo per ottimizzare la produzione e affrontare le sfide economiche, come l'indebitamento. Infine, si discute del ciclo di vita della tecnologia e delle diverse tipologie di organizzazione aziendale necessarie per adattarsi alle innovazioni rapide nel mercato.

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Fondamenti Di Organizzazione Aziendale

Il documento tratta i fondamenti dell'organizzazione aziendale, evidenziando i tre elementi chiave: input, trasformazione e output, e la loro interazione con i mercati iniziale e finale. Viene sottolineata l'importanza del project manager, che gestisce integrazione, coordinamento e controllo per ottimizzare la produzione e affrontare le sfide economiche, come l'indebitamento. Infine, si discute del ciclo di vita della tecnologia e delle diverse tipologie di organizzazione aziendale necessarie per adattarsi alle innovazioni rapide nel mercato.

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Fondamenti di organizzazione aziendale

l'attività aziendale si basa su tre elementi fondamentali


mercato iniziale input trasformazione output mercato finale

L'input rappresenta tutto ciò che è fondamentale e necessario per avviare un'attività
produttiva. Innanzitutto, bisogna acquistare le tecnologie e le materie prime, che si
classificano in:
Materie prime fisiche
Materie prime immateriali
Competenze
l'attività produttiva aziendale è legata ai costi da sostenere da parte dell'azienda sul
mercato iniziale, dove per costi non si intende solo il denaro, bensì anche il tempo
impiegato per assimilare le informazioni di base, classificate come materie prime
immateriali. I costi totali che un'azienda deve sostenere sono dati da dei costi fissi
(affitto) e da dei costi variabili (materia prima)
Dopo aver acquistato le materie prime e le tecnologie nella fase di input, si passa allo
sviluppo delle competenze, esercitate da coloro in grado di valutare le materie prime
all'interno dell'azienda.
Quindi l'attività produttiva è data dalla necessità di trasformare la materia prima,
attraverso la combinazione di tecnologie e competenze
Completato il processo di trasformazione della materia prima, nella fase di out put, al
prodotto finito verrà associato un prezzo e successivamente inserito nel mercato di
vendita, o mercato finale.
Quindi possiamo suddividere due tipi di mercato
Mercato iniziale, o dell’approvvigionamento
Mercato finale o vendita
Entrambi sono ritenuti competitivi perché più aziende operano in quel mercato,
competendo tra loro dato che presentano prodotti simili con prezzi finali diversi
La vendita del prodotto determinerà se ci sarà un ricavo totale maggiore dei costi
totali o meno. Nel caso in cui il RT>CT allora si verifica una condizione di ROI (ritorno
sull’ investimento), in cui l’azienda avrà più liquidità per avviare un nuovo
investimento o per affrontare spese aziendali (nuove tecnologie, espansione
aziendale), mentre se il RT<CT allora l’azienda si troverà in una condizione di
indebitamento e per continuare a produrre avrà bisogno e sarà richiesto l'intervento
dell'istituto di credito in grado di garantire la liquidità. Anche in questo caso il denaro
ottenuto dall'Istituto di credito rappresenta un vero e proprio scambio di merce,
rappresenta un costo che nel momento in cui l'azienda deve restituirlo dovrà
aggiungere un tasso di interesse. L'azienda può richiedere presso l'istituto di credito
una somma pari al prezzo dei suoi immobilizzi tecnici lordi (terreni, capannoni,
tecnologie), che fungeranno da vera e propria garanzia per esso.
L’ indebitamento è strettamente collegato anche alla vendita del prodotto finale
dato che l’azienda, per superare tale condizione, dovrà intervenire sul prodotto
stesso, aumentando il prezzo modificando la sua materia prima, ma ciò porterà ad
una perdita di consumatori dato che il prodotto o avrà la stessa qualità ad un prezzo
maggiore oppure avrà una qualità inferiore ma allo stesso prezzo di prodotti con
qualità migliore, e di conseguenza non sarà più competitivo sul mercato.
Oltre ad intervenire sul prodotto finale, l’azienda per superare una condizione di
indebitamento può abbassare i salari dei dipendenti, andando però a creare una
conflittualità sindacale all'interno dell'azienda, oppure, nel peggiore dei casi, può
optare per la delocalizzazione, ovvero spostare l’azienda in un'area geografica in cui i
costi di produzione sono inferiori.

DIFFICOLTA’ DI UN’AZIENDA INDEBITATA dal prezzo del prodotto che metterà sul
mercato finale dovrà inglobare i seguenti fattori di rimunerazione (che saranno 4 non più 3):
- PREZZO materie prime
- PREZZO per le competenze (lavoratori)
- PREZZO materie prime immateriali

- Ciò che serve per reinvestire nuovamente più il costo del denaro da restituire alla banca.
Alla base di un modello organizzativo vi è sempre una dimensione data da
integrazione, coordinamento e controllo
L’ Integrazione caratterizza la fase di input, dove c’è l’integrazione di nuove materie
prime e tecnologie
Il coordinamento caratterizza la fase di trasformazione del prodotto, dato che il
prodotto finito è dato dal coordinamento di competenze e tecnologie
Il controllo caratterizza la fase di out-put, che si occupa proprio del “controllo
qualità” del prodotto finito
Sono richieste quindi delle competenze che gestiscono queste tre dimensioni. A
questo punto, troviamo l'introduzione della figura del project manager
Il project manager è una figura che in termini di competenze possiede sia una
dimensione di progettazione che una dimensione di gestione nella progettazione
dell'azienda, richiede l'intervento quotidianamente.
Questa figura è fondamentale per un’azienda a causa del mercato domanda/offerta.
Ad esempio, nel periodo del covid, in cui la maggior parte delle aziende iniziavano a
produrre mascherine, il project manager, attraverso l'integrazione, coordinamento e
controllo, doveva dar vita nel minor tempo possibile il prodotto richiesto mettendolo
sul mercato.

All'interno dell'azienda possiamo identificare quattro presidi fondamentali, ossia


quelli tra
Azienda e mercato di approvvigionamento esterno
Input e trasformazione. interno
Trasformazione output interno
Output mercato finale esterno

Il project manager copre una figura molto richiesta è indispensabile per la vita
aziendale. Gestire la progettazione nell'azienda significa gestire il cambiamento
dell'azienda. Questa figura è molto importante perché le innovazioni tecnologiche
sono sempre più frequenti e difficile da decodificare in tempi brevi. Il fattore
tecnologico Influenza l'attività del project manager, dato che interrompe gli equilibri
tra lavoro e tecnologia. Quasi ogni conoscenza lavorativa è contenuta ed esercitata
dalle tecnologie (vedi chat gpt), quindi il fattore lavoro viene sostituito dalla
tecnologia
Il project manager compete in aree di tipo:

TECNICA GESTIONALE ECONOMICA


Tecnologia Relazione input/trasf Relazione RT/CT
Attività produttiva Relazione trasf/output Relazione CI/ROI
Relazione tra MI/MF Relazione output/input Ricavo totale

COMPETENZE PROJECT MANAGER: AREA TECNICA


Le competenze valide del project manager nell’ area tecnica sono:
-conoscenze di base tecniche ed economiche, dato che bisogna avere delle ottime
conoscenze sul mercato iniziale, in quanto si scelgono delle tecnologie aventi un
costo, ma allo stesso tempo devono presentare delle ottime prestazioni. Qui il
project manager ha il compito di raccogliere informazioni, valutarle e poi prendere
delle decisioni.

-esperienza operativa pluriennale, il project manager dovrà avere già un’esperienza


valida nell’ aver progettato e gestito un’attività produttiva

-conoscenza d’uso di programmi informatici, dato che un prodotto è un aggregato di


tecnologie e presenta il suo ciclo di vita nella dimensione spazio-tempo, visto che la
tecnologia è in continua evoluzione il ruolo del project manager è quello di scegliere
la tecnologia adeguata

TECNOLOGIA
Riguarda il coordinamento tra competenze/tecnologie e tecnologie/materie prime
La possiamo trovare fra:
mercato iniziale/input (integrazione e controllo delle tecnologie)
input/trasformazione
trasformazione/output
ATTIVITA’ PRODUTTIVA
Legata dalla necessità di trasformare la materia prima attraverso la combinazione di
tecnologie e competenze.
Riguarda l’integrazione, il coordinamento e il controllo e la possiamo collocare tra:
input/ trasformazione
trasformazione/output

RELAZIONE TRA MERCATO INIZIALE E FINALE


Rappresenta la circolarità dell’azienda e si ha il passaggio dalla dimensione
produttiva ad una dimensione legata alla vendita, basata sui costi e i ricavi
La vendita del prodotto determinerà se ci sarà un ricavo totale maggiore dei costi
totali o meno. Nel caso in cui il RT>CT allora si verifica una condizione di ROI (ritorno
sull’ investimento), in cui l’azienda avrà più liquidità per avviare un nuovo
investimento o per affrontare spese aziendali (nuove tecnologie, espansione
aziendale), mentre se il RT<CT allora l’azienda si troverà in una condizione di
indebitamento e per continuare a produrre avrà bisogno e sarà richiesto l'intervento
dell'istituto di credito in grado di garantire la liquidità. Anche in questo caso il denaro
ottenuto dall'Istituto di credito rappresenta un vero e proprio scambio di merce,
rappresenta un costo che nel momento in cui l'azienda deve restituirlo dovrà
aggiungere un tasso di interesse. L'azienda può richiedere presso l'istituto di credito
una somma pari al prezzo dei suoi immobilizzi tecnici lordi (terreni, capannoni,
tecnologie), che fungeranno da vera e propria garanzia per esso.
L’ indebitamento è strettamente collegato anche alla vendita del prodotto finale
dato che l’azienda, per superare tale condizione, dovrà intervenire sul prodotto
stesso, aumentando il prezzo modificando la sua materia prima, ma ciò porterà ad
una perdita di consumatori dato che il prodotto o avrà la stessa qualità ad un prezzo
maggiore oppure avrà una qualità inferiore ma allo stesso prezzo di prodotti con
qualità migliore, e di conseguenza non sarà più competitivo sul mercato.
Oltre ad intervenire sul prodotto finale, l’azienda per superare una condizione di
indebitamento può abbassare i salari dei dipendenti, andando però a creare una
conflittualità sindacale all'interno dell'azienda, oppure, nel peggiore dei casi, può
optare per l delocalizzazione, ovvero spostare l’azienda in un'area geografica in cui i
costi di produzione sono inferiori.
AREA GESTIONALE
Il project manager agisce nell'area gestionale assumendo delle competenze diverse
rispetto all'area tecnica, quali:
La conoscenza dei principi del controllo di gestione
La capacità d'uso di strumenti di programmazione e controllo
Le conoscenze tecniche decisionali

in questa macroarea si occupa della relazione tra


1. input e trasformazione
il project manager nella fase di input si occupa di selezionare le materie prime e
persone con competenze adeguate

2. trasformazione e output
in questa fase il project manager assume un ruolo di gestione e progettazione, senza
fermarsi alla selezione della materia prima e alle competenze da assumere, ma
focalizzandosi ad una fase di ricavo avendo come obbiettivo una produzione
sufficiente per l’autofinanziamento, tenendo conto anche del contratto dei
dipendenti, ovvero prevede il tempo di lavoro che deve essere retribuito attraverso
una paga oraria, la quale influenzerà il ROI

3. output/input
L'elemento di forza del project manager in quest'area è il controllo sul prodotto in
relazione al mercato finale come per esempio il controllo qualità. Il controllo avviene
sulla trasformazione della materia prima in un prodotto finito. Il controllo nella fase
di output, quindi, è strettamente legato al modo in cui sono state impiegate le
materie prime nella fase di input

La dimensione gestionale unisce la dimensione economica con quella produttiva. Le


due dimensioni devono essere gestite insieme a causa di un evento scatenante:
Prima, con la tecnologia meccanica, l'attività produttiva era continua, le decisioni
erano molto lente nel tempo. Ad oggi con la tecnologia digitale, l'innovazione è
veloce e il prodotto dura al massimo 2,5 anni.
AREA ECONOMICA
È una dimensione centrata sulle relazioni che riguardano i ricavi totali, costi totali,
capitali investiti e il ritorno sull'investimento.
RICAVO TOTALE= prezzo prodotto X quantità prodotta
COSTO TOTALE= costi fissi + costi variabili
CAPITALE INVESTITO= dato dagli investimenti in relazione agli immobilizzi tecnici
lordi acquisiti dall’azienda
ROI= ritorno sull’investimento

Nella fase di input l'azienda sostiene dei costi che può recuperare in relazione alla
vendita del prodotto. Il prezzo del prodotto si determina nell'output, cioè
mettendolo sul mercato ed è dato dalla somma di tutti i costi che ha dovuto
sostenere per produrlo. I costi sostenuti nella fase di input sono composti da costi
fissi e costi variabili, costi fissi sono ad esempio l'affitto, costo variabile invece è il
prezzo della materia prima. Colloco quindi i costi totali nella fase di input mentre il
ricavo totale lo colloco nella fase di output

La dimensione economica è strettamente collegata alla vendita del prodotto e al


rapporto che si ha fra il capitale investito e il ritorno sull'investimento. Se si ha un ROI
è maggiore nel capitale investito allora l'azienda avrà più liquidità per una nuova
attività produttiva, o per l'acquisto di prodotti aziendali, mentre se il ROI è minore
del capitale investito allora l'azienda sarà in una condizione di indebitamento e per
ricevere liquidità si deve rivolgere presso un istituto di credito

Il ruolo del project manager in questa dimensione è quello di effettuare un


investimento in modo tale che produrrà liquidità per l'azienda, quindi avere un ricavo
totale maggiore del costo totale
CICLO DI VITA DELLA TECNOLOGIA
in un azienda che produce beni e prodotti, nell’ input acquista materie prime,
tecnologie e competenze, tutto organizzato e controllato dal project manager
Ci cono 4 tipologie di organizzazione:
organizzazione gerarchica
organizzazione funzionale
organizzazione territoriale
organizzazione a matrice
queste organizzazioni presentano caratteristiche e opportunità differenti e gli
strumenti utilizzati per la gestione e progettazione dell’ organizzazione, fanno
riferimento ad una forma ibrida di organizzazione aziendale

PROGETTAZIONE GERARCHICA DELL’ INPUT


Il ciclo di vita di un prodotto è relazionato al ciclo di vita della tecnologia.
Ogni tecnologia, dal 1700 in poi, ha delle fasi precise nelle quali si scompone:
NASCITA SVILUPPO MATURITÀ DECLINO
Che va da un tempo To a T1

La prima domanda da farci è che tipo di tecnologia devo acquistare per la mia
azienda. Vengono valutate le quattro frasi precedenti, e si considera la quantità che
una tecnologia può garantire diminuisce nella fase di declino, ovvero il rischio di
prodotti che non saranno venduti dato che non sarà più un prodotto competitivo sul
mercato. L'azienda quindi nella fase di maturità della tecnologia si preoccupa di
andare a modificare la progettazione in modo da avere una nuova dimensione di
ciclo di vita tecnologico senza aspettare la fase di declino in modo tale da evitare che
il prodotto non sarà più venduto e che quindi ci saranno dei CT>RT.
Quindi questa progettazione la devo iniziare nella fase di input, stabilendo le
tecnologie da acquistare, per quanto tempo durerà nella mia azienda, quanti sono i
volumi che quella tecnologia mi deve garantire, integrandole con le materie prime le
competenze da acquistare. Ovviamente nella fase di input verrà riguardata anche la
scelta del personale, dato che dovrà essere scelto un personale tecnologico
Lo sviluppo tecnologico influenza molto l'innovazione dei prodotti, infatti prima con
la tecnologia meccanica l'innovazione avveniva dopo una media di 25/30 anni,
mentre al giorno d'oggi con l'innovazione digitale l'innovazione di un prodotto
avviene in media in 2,5 anni

Il ruolo del project manager è proprio quello di andare a organizzare in termini veloci
questo tipo di innovazione virgola che parte da un'innovazione tecnologica ma che
riguarda in modo determinante la struttura organizzativa e le competenze.
L'innovazione comporta che la mia detronizzazione può essere di quattro tipi:
NASCITA SVILUPPO MATURITÀ DECLINO
TEORIE ORGANIZZATIVE
Organigramma, riguarda il modo in cui è strutturata un'azienda e presenta delle
proprie criticità legate alle scelte per effettuare una valutazione adeguata. Un
esempio di criticità può essere associato al tipo di organizzazione che, con il passare
del tempo, non cambia secondo le innovazioni. All'interno dell'azienda troviamo una
figura fondamentale che funge da collante fra le esigenze del cliente e dell’azienda,
ovvero è colui che gestisce e progetta l’organizzazione supervisionando il tutto dall’
esterno riconoscendo nelle competenze e risorse umane le mansioni e compiti da
svolgere, il project manager. Esso governa la criticità di gestione, e gestisce l’azienda
affinché dalla materia prima si arriva al prodotto finito attraverso i tempi, la modalità
e i costi preventivati.

Un’ organizzazione, quindi, è quella che si ha anche in maniera inconsapevole per


cercare di raggiungere un risultato attraverso una sequenza di operazioni. Essa
rappresenta il complesso delle modalità secondo le quali viene effettuata la divisione
del lavoro in compiti distinti e il coordinamento di tali compiti. All’interno di essa
ogni individuo all'interno di un'organizzazione, svolge la propria funzione.
Gli elementi principali in un organizzazione sono:
coordinamento
divisione dei compiti
controllo
Avendo le informazioni sui compiti, basate anche sul modo in cui evolvono nel tempo
si realizza l’attività di controllo associando il coordinamento dei compiti stessi
L'attività di controllo è un'operazione basata sulla conoscenza del processo
informativo e organizzativo, svolta attraverso la gestione e la conoscenza dei compiti
da svolgere. L’efficienza all’interno di un processo produttivo è legata alla tempistica
adatta, ai costi e alle risorse umane da impiegare, mentre lavorare in maniera
efficace determina la tecnica più adeguata nell'arrivare al raggiungimento
dell'obiettivo partendo dal punto di partenza nel minor tempo possibile. Quindi
l’efficienza all’interno di un processo produttivo è legata alla tempistica adatta, ai
costi, alle risorse umane da impiegare alla gestione, ecc.
Per svolgere l'attività di controllo è possibile rendere standard dell'efficienza di un
processo produttivo e ciò può accadere in qualsiasi parte del mondo
STANDARDIZZARE UN PROCESSO: un processo allo stesso indice di controllo e non in
parte del mondo
ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE
Un’organizzazione funzionale è un’organizzazione organizzate per funzioni che ci
danno la possibilità di gestire per aree quello che succede all’ interno dell’azienda per
poterle gestire al meglio
In un’azienda, gli indici sono in grado di regolare l’attività di controllo, rendendola
attuale. Avere il controllo sul singolo processo la perdita di fondi, risorse umane e
materie prime
L’ impresa si basa su un’organizzazione che gestisce, coordina e controlla le risorse
umane e materiali per raggiungere un obbiettivo. Per far si che ciò funzioni bisogna
realizzare una struttura organizzativa

ORGANIZZAZIONE FORMALE: insieme delle relazioni ufficiali e documentate


È necessaria quando si lavora a livelli aziendali elevati, ossia di aziende che hanno
molti dipendenti da gestire. Qui vi è un rigido rapporto fra mansioni e obbiettivi ed
ogni informazione deve essere certificata e documentata attraverso canali ufficiali
(mail o firme di documenti)
Questo tipo di organizzazione formale indica l’insieme delle relazioni ufficiali e
documentate tra i ruoli dell’organizzazione

ORGANIZZAZIONE INFORMALE: insieme di rapporti non ufficiali


Si presenta nei rapporti interpersonali, anche con persone gerarchicamente superiori
e rappresentano i rapporti ufficiosi, positivi o negativi, che si instaurano all’ interno
dell’azienda.
La divisione dei compiti è fondamentale all'interno di un'azienda e viene effettuata in
relazione a colui che è in grado di svolgere un determinato compito.
Diventa fondamentale conoscere, organizzare, dividere e controllare tutto ciò che è
presente all'interno del processo produttivo.
ORGANIZZAZIONE FORMALE
NORME E PROCEDURE
Il legame tra mercato iniziale e l’azienda, ovvero l'acquisto di materie prime,
competenze e tecnologie, può essere classificato sia come norma che come
procedura
Budget= vincolo statico
La norma si trasforma in procedura facendo saltare il budget nel momento in cui vi è
un’innovazione tecnologica. Con essa l’azienda dovrà rivedere il budget, dovrà creare
informazioni adeguate che aiutano a comprendere il tipo di tecnologie adatto.
Pertanto, l'acquisto di tecnologia passa da Roma procedura perché cambia il
processo di routine aziendale. Bisogna, quindi, quindi eh raccogliere informazioni
legate alla tecnologia da acquistare nel momento in cui essa viene riconosciuta come
tecnologia valida diviene tecnologia di routine, e quindi mio ritorno dalla procedura
alla norma (La cosa da fare è sempre quella ma cambia il modo)
con l'innovazione digitale, il tempo che va da T0 a T1, tempo in cui si realizza la
produzione, è sempre più veloce.

Se ci sono queste continue sollecitazioni da parte dell'innovazione tecnologica


nell'azienda, come si ribaltano sulle norme procedure?
In questo caso, l'azienda andrà a valorizzare in primis le procedure, considerano
come routine (norma) l'innovazione. Quindi l'azienda vive in un ambiente di mercato
dinamico, per tanti budget deve essere rimodulato la destinazione tale budget
destinato ad una routine di innovazione

nel mercato finale in relazione all'input, troviamo le materie prime, tecnologie e


competenze (soft and hard skill)
per le competenze si procede come l'innovazione tecnologica? Cambia qualcosa?
Prevale norma o la procedura?
In questa fase vi è il passaggio da norma meccanica a norma digitali. Prima di
analizzare questa condizione vi è una scelta da parte dell'azienda, ossia scegliere se
investire su personale attraverso la formazione oppure cambiare il personale con un
licenziamento per sostituirlo con un personale che presenta delle abilità digitali.
Perché l'azienda viene definita leader di mercato?
L'azienda viene definita come leader di mercato nel momento in cui presenta la
capacità di trasformare le norme in procedura che a loro volta si ristabiliscono in
norme. Tale azienda stabilisce per ogni processo produttivo (ossia quello
dell'innovazione tecnologica, quello delle materie prime, delle competenze), nelle tre
fasi (input, trasformazione, out put), una circolarità tra norma e procedura.
Norme= target di comunicazione
La difficoltà dell’azienda nel trasformare le norme in procedure, e poi procedere in
norme, sta nel tempo. Quindi bisogna ottimizzare i tempi, coniugando tale circolarià
in tempi giusti

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