ñ TACITO nacque nel 55 quando la Repubblica era finita da molto tempo ma egli ricordava quel periodo evidenziando
caratteri negativi degli imperatori del tempo. Egli era nostalgico nell'anima ma realista nei fatti poiché capiva che
la Repubblica non avrebbe potuto essere restaurata perché ormai il principato era necessario.
1) L'AGRICOLA parla delle vicende del suocero Giulio Agricola, comandante militare, elogiandolo, scrivendo l'opera
come un encomio (elogio sotto forma di biografia) senza parlare della sua vita privata ma della conquista della
Britannia. Lo scopo è elogiare sé stesso e la propria famiglia perché presentando Agricola come una vittima si
eliminavano i sospetti che avesse collaborato con il vecchio imperatore, Domiziano. È un’opera matura, il poeta
crea scene emozionanti con un linguaggio vario, ricco di chiaroscuri e sfumature di tono.
Agricola è rappresentato come un vir bonus = un uomo nobile e coraggioso che incita ad essere uomini al servizio dello
stato evitando ribellioni, senza però sfociare nel servilismo. Inoltre, nell’opera è presente il discorso di Calgaco, il
comandante dei Caldedoni che definisce i romani come i rapinatori del mondo; Tacito però rovescia la prospettiva e
la esegue dal punto di vista di un romano orgoglioso delle proprie conquiste. Dopo i discorsi riportati vi è la battaglia
vinta dai romani, dopo questo evento Domiziano richiama a Roma Tacito per invidia il quale si ritira in vita privata e
poco tempo dopo muore in circostanze sospette (forse avvelenato).
Þ Il discorso di Càlgaco: racconta una campagna militare dal suocero di Tacito, quest’ultimo inserisce i discorsi dei
comandanti – Càlgaco (capo dei Caledoni) e Agricola – prima dello scontro. Fanno appello alla libertà incitando la
battaglia ed evidenziando le virtù degli uomini.
2) La GERMANIA risale al 98, la scrisse mentre stava preparando una spedizione in Germania e le fonti sono Cesare
con il De bello gallico e Plinio il Vecchio con Bella Germaniae. È un trattato etnografico che parla del popolo
germanico di cui evidenzia la purezza che contrappone alla corruzione dei romani; nonostante ciò, definisce i
germani come senza istruzione, selvaggio e minaccioso. Inoltre, riflette sul motivo per il quale i romani nonostante
sconfiggano i germanici non hanno mai avuto una vittoria definitiva. L’opera si divide in 46 capitoli e 2 parti:
o 1 PARTE - carattere etnografico e descrive la civiltà germanica
o 2 PARTE - descrive la divisione in tribù e le rispettive caratteristiche.
Þ La purezza dei germani: i germani sono una popolazione autoctona (originaria del luogo in cui vivono) considerati
puri poiché non si sono mai mescolati con altre popolazioni, perciò, sono tutti molto simili tra loro: occhi azzurri,
capelli rossicci e corpi robusti resistenti al freddo.
3) Nel DIALOGUS DE ORITARIBUS Tacito affronta il tema del decadimento dell’arte oratoria. I personaggi sono:
o APRO avvocato - difende il suo mestiere sostenendo che l’oratoria non fosse corrotta e in declino ma che i
modi di comunicare si stessero evolvendo.
o MESSALLA retore - afferma che nelle scuole ormai non si presta più conto alle cose importanti ma alla banalità,
riprendendo il pensiero di Quintiliano.
o MATERNO esprime il pensiero di Tacito - afferma che l’oratoria assume importanza quando ha il compito di
dirigere la politica; quindi, la sua decadenza è dovuta all’assenza di lotte politiche che invece abbondavano
nell’epoca repubblicana.
4) Gli ANNALES è un’opera annalistica e racconta le vicende della dinastia Giulio-Claudia (dalla morte di Augusto al
suicidio di Nerone). La storia tratta:
o Inizia con il principato di Tiberio
o Seguito da Germanico – considerato un eroe
o Poi parla di Seiano – il consigliere più stretto di Tiberio
o Segue al regno di Claudio – morì avvelenato dalla moglie Agrippina dopo avergli fatto adottare il figlio Nerone
o Nerone diventa imperatore – il principato sembrava una monarchia assoluta.
5) Le HISTORIAE raccontano gli eventi che vanno dal 69 – l’anno dei 4 imperatori: Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano,
fino al 96 – l’anno dell’assassinio di Domiziano. Il modello da cui prende ispirazione è Sallustio, la storia tratta:
o Dopo la morte di Nerone a Roma prende il potere Galba – uomo anziano circondato da consiglieri inetti
o Seguirono al potere Otone e Vitellio
o Prese il potere Vespasiano che fronteggiò la rivolta dei Batavi e quella giudaica
Secondo Tacito nella storia a vincere non sono i migliori, la giustizia o qualche piano divino, in quanto proietta una
visione negativa della società delineata come corrotta e imparziale. Egli prova ad esporre gli eventi in modo imparziale
ma non sempre riesce ad esserlo completamente: infatti, prendeva le parti della classe senatoria di cui faceva parte,
mettendo in cattiva luce gli aspetti peggiori degli imperatori.
Tacito credeva che il sistema repubblicano non andasse bene e che un solo uomo dovesse essere alla guida: Traiano,
da lui definito come un “buon principe, che bilancia la libertà del singolo alla stabilità dell’impero”. Dunque, nelle sue
opere Tacito riflette sulla natura del potere che fa emergere i personaggi peggiori, emerge la sua visione negativa di
principato in cui tutto veniva sentenziato da un solo uomo, generando una società corrotta.
Le FONTI che attinge sono resoconti di riunioni senatorie, lettere di imperatori e memorie storiche. Il suo modello per
eccellenza è Sallustio, da cui prende la visione pessimista dell’uomo, l’indagine psicologica dei personaggi che
evidenzia i vizi e – riguardo lo stile – l’inconcinnitas (periodi asimmetrici l’uno dell’altro).