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Marx

Karl Marx, nato in Germania nel 1818, critica la filosofia di Hegel e la sinistra hegeliana, sostenendo che la vera alienazione dell'uomo deriva dalla società capitalista e dalla sua condizione di lavoro. Marx identifica quattro forme di alienazione degli operai e propone il materialismo storico e dialettico come chiave per comprendere la storia attraverso la lotta di classe. Nel suo 'Manifesto del partito comunista' e in 'Il Capitale', analizza il funzionamento della società capitalistica e prevede una crisi che porterà alla ribellione del proletariato e alla creazione di una società comunista.

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Marx

Karl Marx, nato in Germania nel 1818, critica la filosofia di Hegel e la sinistra hegeliana, sostenendo che la vera alienazione dell'uomo deriva dalla società capitalista e dalla sua condizione di lavoro. Marx identifica quattro forme di alienazione degli operai e propone il materialismo storico e dialettico come chiave per comprendere la storia attraverso la lotta di classe. Nel suo 'Manifesto del partito comunista' e in 'Il Capitale', analizza il funzionamento della società capitalistica e prevede una crisi che porterà alla ribellione del proletariato e alla creazione di una società comunista.

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KARL MARX nasce in Germania nel 1818, si laurea in filosofia e si dedica al giornalismo.

Egli scrive:
o Manoscritti economici o Critiche alla religione e alla teologia hegeliana
o Manifesto del partito comunista scritto con l’amico Engels nel 1848
o Il capitale nel 1867

CRITICA HEGEL: afferma che la sua dialettica rovesciata avesse portato a basarsi su una visione ideologica basata su idee,
avendo poco riscontro con il concreto. Criticherà il modo di considerare gli individui predicati e le idee soggetti.

CRITICA LA SINISTRA HEGELIANA: i suoi membri affermano di essere radicali e di volersi distaccare dal pensiero di Hegel,
ma in realtà mantengono pur sempre un’ideologia senza comprendere realmente le condizioni materiali che delineano
l’uomo e la storia (l’industria e il commercio).

CRITICA LA RELIGIONE: parte dall'ateismo di Feuerbach, poiché come lui crede che si debba sostituire l’amore per Dio con
l’amore per l’uomo. Feuerbach diceva che l'uomo vive la frustrazione tanto da aver bisogno di una figura trascendentale
producendo l'alienazione, ma non ha indagato da cosa deriva questa alienazione poiché, nonostante ciò, l’uomo rimane
comunque alienato e frustrato.

Dunque, Marx crede che l’uomo viva questa condizione a causa della società del tempo (rivoluzione industriale) che lo
rende vittima del progresso à l’alienazione è prima di tutto nel LAVORO, poiché ai tempi la popolazione media è fatta di
proletari (era proprietario solo della sua stessa prole perché lo stipendio era il minimo necessario per mantenere la prole).
Marx individua 4 forme di alienazione dell’operaio:
1) Alienato nei confronti del prodotto → produce oggetti non suoi perché appartengono al capitalista.
2) Alienato nei confronti della sua attività → la sua forza lavoro è proprietà del capitalista.
3) Alienato nei confronti dell'essenza del suo lavoro → l’uomo esprime la propria essenza nel lavoro ma nella società
capitalista quest'ultimo perde la sua connotazione positiva = l'uomo non si realizza realmente tramite il lavoro.
4) Alienato nei confronti dei suoi simili → l'operaio passa le sue giornate lavorando non ha il tempo di relazionarsi.
La via d’uscita è il MATERIALISMO STORICO E DIALETTICO: la concezione secondo cui le forze della storia non sono di
carattere spirituale, come credevano gli idealisti, ma di carattere materiale. La storia, quindi, coincide con il variare del
modo in cui l'uomo soddisfa i suoi bisogni con il variare delle epoche. Marx vuole comprendere la storia senza le ideologie
che nascondo la verità, tra cui la cultura, vista come un’ideologia di potere in quanto è espressione della classe dominante
che per definire i propri interessi crea una immagine falsa della realtà. Tutte le idee politiche, morali e culturali sono
chiamate da Marx SOVRASTRUTTURE IDEOLOGICHE che non guardano all'aspetto materiale.

Egli poi delinea il MATERIALISMO DIALETTICO secondo cui la dialettica risulta da ciò che succede mediante i processi
economici, sociali e lavorativi delle diverse epoche storiche, ognuna delle quali provoca la dialettica dal punto di vista
materiale che è la LOTTA TRA CLASSI. In ogni epoca storica troviamo una dialettica servo-padroni in cui la classe dirigente
crea il proprio nemico che poi la sconfigge e ribalta la situazione aprendo una nuova epoca: nel medioevo si è creata dalle
classi sociali più deboli la borghesia, che a sua volta sarà sottomessa dai capitalisti. La lotta tra classe è ciò di cui si occuperà
Marx perché nel Manifesto del partito comunista studierà i rapporti di lotta di classe della società tra capitalisti e
proletariati e dirà che il proletariato avrà il potere tramite il comunismo, perché prima o poi ci sarà una crisi che porterà
al crollo del capitalismo. A questo punto il proletariato prenderà in mano la situazione ribaltando la situazione con la
comunione dei beni (condividere mezzi di produzione, beni di consumo e ridistribuire le ricchezze in parti uguali).

Nell’opera Il Capitale spiegherà come funziona la società capitalistica e come i rapporti commerciali ed economici sono
sempre stati: Denaro = Merce = Denaro à il denaro mi permette di comprare della merce avente lo stesso valore dei
soldi che sto impiegando; quindi, nessuno si arricchiva più di qualcun altro. La società capitalista ha trasformato la
concezione: D = M = D’ (D primo) à il denaro consente di comprare merce (materie prime, macchinari) e anche la forza
lavoro (gli operai); il capitalista da qui ha un recupero delle spese iniziali aggiunto al surplus. Dunque, la società capitalista
ha prodotto ricchezza ma non per tutti, creando così la figura del padrone, contrapposta alla figura del servo. La rivalsa si
avrà con la crisi del 29 di sovrapproduzione con le sommosse verso i capitalisti e la necessità di una politica che guardi al
welfare come quella del New deal di Roosevelt.

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