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LEZIONE

Il documento esplora l'interpretazione storica del Medioevo, evidenziando come la sua percezione sia cambiata nel tempo, da un'epoca di oscurità a una di rinascita culturale. Si analizzano le influenze degli umanisti e degli illuministi, che hanno contribuito a formare un'immagine positiva o negativa del periodo, e come il Medioevo sia stato romanticizzato nel XIX secolo attraverso la letteratura e il cinema. Infine, si discute l'uso del Medioevo come simbolo politico e identitario, evidenziando la sua continua rilevanza nella cultura contemporanea.

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Il documento esplora l'interpretazione storica del Medioevo, evidenziando come la sua percezione sia cambiata nel tempo, da un'epoca di oscurità a una di rinascita culturale. Si analizzano le influenze degli umanisti e degli illuministi, che hanno contribuito a formare un'immagine positiva o negativa del periodo, e come il Medioevo sia stato romanticizzato nel XIX secolo attraverso la letteratura e il cinema. Infine, si discute l'uso del Medioevo come simbolo politico e identitario, evidenziando la sua continua rilevanza nella cultura contemporanea.

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Storia sociale del medioevo.

04/03/2025
Datazione del Medioevo: 476 anno di natura politica, istituzione Odoacre ha preso le insegne
imperiali e le ha portate a Costantino; 1492 scoperta dell’America con Cristiforo Colombo. Più di
mille anni di storia, ma come sono stati visti questi mille anni? In realtà non sono stati mai visti per
quello che sono stati realmente ma valutandone piuttosto il prima e il dopo; dunque, non si tratta di
un modo oggettivo ma è frutto di una scelta culturale, di una interpretazione dei passati fornita nel
corso dei secoli, che soprattutto ha avuto una valenza negativa.
Ma come nasce l’idea negativa del medioevo e perché? Si tratta di una idea che nasce già nel 400
(cioè quando siamo nel medioevo) e poi continua ad essere rielaborata nel rinascimento e
soprattutto nel 700 e si forma attraverso il principio e la fine, dunque quello che sta prima del 492 e
quello che sta dopo il 1492, tutto quello che c’è nel mezzo è come se non fosse considerato.
Es. è come se noi dovessimo fare il bilancio della vita di un uomo e per raccontarla descriviamo
prima il fatto che la madre di quest’uomo è morta= Impero Romano nel 476, e poi ci spostiamo alla
fine della sua vita ed è diventato vecchio e stanco, ed è quello che si dice della fine del medioevo.
Dunque, non stiamo descrivendo la reale vita di un uomo ma stiamo descrivendo soltanto la morte
di quel grandissimo impero e la sua vecchiaia che si trasformerà in qualcos’altro, quindi è una
costruzione ideologica che non ha a che vedere realmente con quello che è stato.
Come si è formata questa idea del medioevo e come è cambiata nel corso dei secoli?
A seconda delle sensibilità del momento poiché quello che si pensava nel 700 non è quello che si
pensava nell’800 e non è quello che si pensa nei nostri giorni; dunque, è un tema che si evolve.
1. Gli umanisti, quelli che vivono in questo prima 400, elaborano una idea che nasce
dall’interpretare la storia in base a una concezione ciclica (tocca la parte più bassa e poi
sorge, tocca la parte più bassa e poi sorge), dunque guarda a una rinascita e un ritorno agli
splendori poiché gli umanisti del 400 guardano alla Peste dunque pensano che tutto il
medioevo sia stato terrore e devastazione e si vogliono ricollegare alla diversità e bellezza
dell’età classica che invece ha prodotto letterati, artisti, arte in generale quindi una età di
equilibrio. Quindi questa nozione di rinascita rimanda all’idea ciclica del tempo ossia
declino e poi rinascita = età classica, morte medievale e infine rinascimento.
2. L’altra concezione che è entrata in gioco nell’età del medioevo è quella lineare dunque una
linea retta che va sempre avanti e mai indietro dunque una idea di progresso, sono proprio
gli illuministi ha portare avanti questa concezione. Gli illuministi nel 700 portano avanti
questa idea che la società tende a uno sviluppo costante e dunque il Rinascimento è stata una
epoca di crescita così come l’illuminismo.
Il termine come e quando nasce?
Il termine si diffonde a partire dalle opere storiche composte tra il 400 e il 600, che indicano un
periodo che separa gli uomini del 400 dall’Impero Romano e dall’ età classica.
Che tipo di operazione è quella della periodizzazione? Gli umanisti vogliono ricollegarsi all’ideale
di purezza e stabilità rappresentata dal classico e il medioevo doveva essere una frattura media che
doveva essere sanata quindi l’utilizzo di età media. L’utilizzo di Medio rispetto a questi due grandi
pilastri che sono l’età classica e il mondo contemporaneo. Il termine viene usato per la prima volta
nel 1688 da killer che definisce per la prima volta il medioevo come operino che va dall’imperatore
Costantino (primo vero grande imperatore cristiano) alla conquista di Costantinopoli da parte dei
turchi nel 1453.
È un Concetto che può essere positivo o negativo a seconda di come lo si vuole interpretare, quindi
Medioevo Terra dombra e un medioevo Grandi civiltà. L’Illuminismo ne fa un epoca di barbarie, di
rozzezza, di superstizione, una età oscura dove la ragione era sottomessa alla religione.
Nell’800 con le grandi civiltà c’è una riscoperta del medioevo, società basata su sentimenti profondi
la patria, la religione, la natura.
Nel 1753 Voltaire nel saggio “Sui costumi e lo spirito delle nazioni” propina l’idea del medioevo
che ci troviamo ancora oggi. Voltaire sulla base dell’idea di linea storica che va verso il progresso,
analizzando il medioevo lo considera come una tirannia politica ma non è stato solo questo poiché
vi sono state rivolte, regni, comuni, medioevo plurale, guarda agli oscurantismi religiosi ma nel
medioevo si elaborano forme di eresia dunque pensieri divergenti. Dunque, Voltaire ne fa
superstizione, barbarie epoca di ignoranza quindi l’idea di Medioevo Oscuro.
Nel secolo successivo vi è una idea più positiva ma comunque stereotipata. Il medioevo come epoca
di pace, di concordia, di splendore, di cristianità positiva che fa da collante per tutta l’Europa. Vi è
anche l’idea di rinascita delle arti in particolare l’arte sacra perché la religione diventa molto
importante quindi arte dei santi e delle madonne e dei grandi del passato come Giotto. Nell’800
contribuisce anche la letteratura dunque tutta una serie di romanzi storici come Tommaso grossi, “I
Lombardi alla prima crociata”, questa contribuisce ad avvicinare la popolazione al medioevo.
Alessandro Manzoni che ha una idea per cui la situazione che sta vivendo l’Italia in quel momento
che secondo alcuni è simile a quella del medioevo ossia i comuni italiani hanno la capacità di
allearsi per sconfiggere in quel caso Barba Rossa. L’opera che più di tutte esprime questo spirito
romantico e medievale è la tragedia ossia “L’Adelchi” dedicata alle tragedie del popolo longobardo.
Dunque nell’800 questi romanzi storici in Italia contribuiscono ad avvicinare il lettore, ma questo
non accade soltanto in Italia, infatti nell’800 incontriamo due opere importantissime che hanno
prodotto varie produzioni, ossia Victor Hugò (1831) Notre-Dame de Parì, e 1819 Walter Scott con
Ivanoe. Un fatto che dai primi del 900 sarà amplificato da questa nuova arte che è appena sorta e
che prende questi romanzi e ne fa una trasposizione cinematografica. Ad avere un impatto
fortissimo sarà il romanzo di Hugo (1913), la cinematografia intercetta la possibilità di trasporre
con film muto del 1923 che diventà il “Gobbo di Notre-Dame”. Questo medioevo Ottocentesco ha
questa capacità di colorare in maniera medievaleggiante delle situazioni, spesso archetipi, anche
non medievali dunque avviene quella che possiamo definire “Normazione del fantastico”, si prende
il fantastico anche lì dove non è medievale e lo si colora con questa velatura medievale per attivare
il pubblico. Questo lo fanno i fratelli Grimm, Stevenson, Scott, Hugo, lo fanno molti autori. Ciò che
prima era “c’era una volta” nelle opre di varia dimensione, pittoriche letterarie, cinematografiche
diventa tout cuort medioveo. Medioevo, cioè, nell’800 comincia a coincidere con il termine mito e
questo lo si porta avanti con dei mezzi ampi che hanno la capacità di raggiungere non solo chi sa
leggere ma anche chi non sa leggere e anche i ragazzi. Questa idea di Medioevo come mito, come
“c’era una volta”, che in realtà non è medievale ma viene colorata, viene così espansa su una serie
di prodotti destinati ad un pubblico diverso e tutto ciò diventa Medioevo. Per esempio, Gustav
Dorè, illustra la Divina Commedia lui ha dato un’illustrazione delle selva oscura di Dante e a lui si
sono ispirati film come Guerre stellari, Signore degli anelli e la Bella addormentata. E poi si sono
ispirati ulteriori registi Tim Barton fino ad Sherk.
Dunque Ottocento tempo del medioevo, ma perché? Cosa accade? Nell’800 assistiamo ad una
diffusione dei dibattiti, dei caffè letterali, dei salotti, i giornali, le piazze, si socializzano le opinioni,
cioè nasce un opinione pubblica, si conversa, gli uomini escono socializzano e si confrontano. Il
medioevo esisteva nel 800, ma dal punto di vista della storia medievale, cioè dei pochi studiosi che
studiavano il medioevo già esisteva. Invece Nell 800 questo Medioevo diventa un mito diffuso cioè
si espande a livello borghese ma anche a livello popolare di chi non frequenta i teatri, i salotti ecc.
che ha la possibilità di accedere a questa idea di medioevo, attraverso gli strumenti di una letteratura
popolare, di una storia intesa come racconto, che unisce il popolo e anche persone che non hanno
studiato, con tutta una serie di fonti iconografiche materiali che vengono proposte in questa
letteratura.
Le Figurine Liebig hanno permesso di fare arrivare tutti alla storia attraverso forme materiali e
concrete che arrivano a tutti, es. con il brodo di carne con cui in omaggio hai delle figurine. Dal
1872 queste figurine Liebig (nome del prodotto) che continuando fino al 1875 illustrano una serie di
estratti di vita, quindi l’immagine che ha più potere alla cosa scritta. Figurine che in un primo
momento sono legata al prodotto ma poi diventa singolo perché molto popolare. Si iniziano a
raffigurare vite di storici famosi antichi.
Tra fine 800 e primi del 900 il medioevo si è consolidato ed è diventato uno stereotipo prediletto
dalla letteratura fantastica, l’800 ha quindi contribuito ad alterare il modo di rappresentare il
fantastico; non è il medioevo che è diventato fantastico, ma è il fantastico che veniva colorato con
tinta medievaleggiante e diventa medioevo. Dal 800 medioevo diventa sinonimo di fantastico
questo non succede per l’età moderna, contemporanea a differenza della parola Medioevo che
rievoca nell’immaginario comune proprio l’idea di fantastico e questo è avvenuto attraverso
un’operazione portata avanti in maniera costante nel corso della storia.
Per quale ragione il mito medievale ha una ricezione così vasta? È una domanda sulla quale siamo
chiamati a riflettere perché risponde a una domanda che fa vedere perché il medioevo sia così in
voga. La parola Medioevo contribuisce proprio a questa idea di Meraviglioso diventa dunque la
cornice storica ideale, perché è un medioevo meraviglioso, sia in senso positivo (luminoso, delle
fate, dei cavalieri, dei castelli) sia negativo (con atmosfere gotiche, fantastico ma terrificante con la
stregoneria, il mistero e i fantasmi).
Il Medioevo più ricco, i primi secoli non li conosce quasi nessuno anche perché vi sono i regni
romano barbarici, quindi unità diverse che si contaminano quindi le fonti materiali ed
iconografiche sono un po’ più abbondati e ricche per i secoli finali del medioevo e sono questi
secoli finali che diventano una sorta di eloquente paradigma visivo. Nel medioevo ottocentesco tutti
vengono agghindati con abiti che non c’entrano nulla, il mezzo sono sempre soprattutto le
illustrazioni per ragazzi e successivamente il cinema. Dunque, è una operazione che viene portata
avanti su più versanti: gli storici, gli illustratori, gli architetti, formano un opinione pubblica e
propongono dei modelli che diventano canonici. Si tratta di un medioevo patinato, in parte
inventato, che rimane vivo e vibrante nella vulgata comune perché ha due vantaggi, è descritto in
modo non dubitativo (vengono propinate le figure del contadino, del cortigiano, del cavaliere) e
attraverso i modelli è sempre presente davanti agli occhi di tutti. Dunque, si costruisce un
immaginario collettivo che porta avanti questa idea. Quando pensiamo alla parola Medioevo fa
venire in mente il fantastico, il meraviglioso; quindi, questo termine attraverso questi passaggi che
abbiamo visto nell’Ottocento diventa talmente evocativa per cui medioevo e fantastico e
meraviglioso appaiono come sinonimi.
Medioevo fantastico.
Fiabe dei fratelli Grimm. Nel 1812 in Germania i fratelli Grimm utilizzano questo medioevo che fa
da sfondo storico a una serie di fiabe che hanno contenuto magico, e che sono entrate nel nostro
immaginario:
 Bella addormentata;
 Biancaneve e i sette nani;
 Ansel e Gretel;
Medioevo e romanticismo: il medioevo si sovrappone al romanticismo e non è visto come luogo
cupo ma come luogo dei sentimenti, delle atmosfere magiche come il romanticismo.
Questa riscrittura del medioevo è stato un momento di svolta nel 1937 con Walter Disney, con la
trasposizione delle fiabe di Grimm come Biancaneve, medioevo reinventato, in film che funge da
archetipo, connubio chiave tra fiaba e medioevo. Nella fiaba di Biancaneve ci sono vari elementi: ci
sono i malvagi come la strega Grimide, esperta di stregonerie, e Walt Disney si ispira ad una statua
medievale di Uta di Ballested, donna che è ritratta da maestro di Wegud, nel XIII sec in Sassonia.
Quindi questo medioevo viene somministrato poi ai ragazzi.
Il Castello della Disney è ricostruito di sana pianta sempre in questo Ottocento ed è l’immagine
comune di come deve essere un castello medievale con le guglie, le torri. Si ispirarono al castello
medievale in Baviera di Neuschwanstein, castello a cui si ispira Disney sulla base di un castello non
vero ma finto fondato, ricostruito dal re Ludovico di Baviera che lo fa edificare per riprendere il
medioevo.
Questo periodo storico anche nelle fasi successive durante il XX sec continua ad essere utilizzato
sempre come strumento per qualcosa’ altro, sia Fascismo e nazismo o se ne appropriano per
struttura, simboli e suggestioni, es. il fascismo si appropria dell’Immagine della statua di Uta per
farne il prototipo della donna ariana.
Senso politico.
Vi è anche una Identità politica, un senso politico, il senso del lontano del sacro e del meraviglioso
finisce per coincidere con il sentimento politico identitario della nazione (la Francia, l’Italia, la
Spagna) e quindi un medioevo che non è solo magia ma diventa patria, monumenti riconoscibili,
senso di appartenenza ad una comunità, ad una religione quindi medievalismo politico è il
medioevo utilizzato in chiave politica sempre ovviamente interpretato alla luce di un idea che si
vuole portare avanti che non corrisponde a ciò che realmente il Medioevo è stato.
Nell 800 quindi il medievalismo politico ottocentesco e contemporaneo che si incentra sul senso di
identità, con precise operazioni culturali che prendono solo alcune parti funzionali a portare avanti
l’idea di patria di una certa idea. Questo accade anche nella Sicilia ottocentesca, effettivamente si è
sviluppato questo fenomeno. Un medioevo che deve tenere conto della storia della Sicilia che è
diversa da quella dei comuni poiché abbiamo avuto l’arabo-normanno fenomeno isolano. Quindi in
Sicilia si sviluppo un medioevo romantico nel 800 che esalta l’idea dei vespri, l’età normanna che
viene rielaborato per porre delle cose che non sono state medievali, e questo è fatto sia a livello di
monumenti pubblici ma anche di ville private. Dunque, idea di Medioevo che vuole esaltare la
storia di Ruggero II che crea un regno che non esisteva, es. mosaico della Martorana, quello è un
manifesto politico poiché vuole dire che è il fondatore del regno di Sicilia. Dunque, questo siciliano
è un Medioevo esotico, arabeggiante, sincretico, mediterraneo che visualizziamo in una serie di
restauri fatti nel 800 ad opera di Airoldi, Marguglia, Palazzotto. Dunque, anche Palermo diventa una
capitale neogotica, dando si se un immagine di regno potente, dunque un medievalismo
architettonico cioè tutti una serie di pittori artisti che danno la loro idea di medioevo come Patania
con un medioevo inventato perché rappresenta i fratelli Altavilla seduti con gli emiri che forniscono
le chiavi della città, cosa che non è mai avvenuta. Quindi una idea di medioevo che vediamo in una
serie ville private che si ispirano all’Islam, a Bisanzio e la più famosa di tutte è quella dei Florio all’
Arenella (i quattro pizzi), dunque il medioevo siciliano è un medioevo originale.
Sul finire del 800 primi del 900 la passione per questo medioevo in auge sembra interrompersi e
quindi si ha una fase calante, ciò che viene bollato come chiaro di luna con gusto medievaleggiante
viene considerato pacchiano, si vuole invece una sobrietà diversa verso forme che vanno
all’astrattismo, es manifesto futurista di Marinetti, il motto è “uccidiamo il chiaro di luna” (1911), si
considera il medioevo romantico come un qualcosa da superare. Il Medievalismo è visto come cose
di pessimo gusto, polveroso, si vuole portare anche avanti l’idea di arte totalmente diverse nei primi
del 900 con l’efficienza, industria e anche l’uso politico del medioevo come identitario delle
nazione, della patria non si dissolve ma si limita. Un altro castello finto è quello di Pierrefonds che è
considerato come un restauro che non va più bene così perché le forme artistiche sono altre.
Dalla fine degli anni 60 del 900 ritorna in auge il medioevo e diventa una chiave di lettura per
capire e leggere la contemporaneità. Con registi come Pasolini, Rossellini, Bergman “il settimo
sigillo” è un cavaliere crociato che deve tornare a casa e atteggia con la morte attraverso una partita
a scacchi, Borches, Calvino con una serie di romanzi “il cavaliere inesistente” opera dove il
medioevo fa da sfondo, ma anche Pier Paolo Pasolini il “Decameron” del 1971.
Dagli anni 70 nuova esplosione del medievalismo che datiamo dagli anni 60 del 900 e da allora non
si è più interrotta fino ad oggi e si è nutrita di piccoli rinascimenti, di affermazioni verso un
pubblico più vasto come nel corso del 800. Quel Medioevo ottocentesco rimane valido si
trasformerà in altro. A cambiare le carte tavola è la diffusione di internet negli anni 70-90 del 900.
Dunque queste atmosfere gotiche che ritroviamo anche nei film di Tim Barton si nutre di atmosfere
viste anche nel film Dracula. Da quel momento il genere letterario più diffuso in occidente è la
letteratura fantasy nel 1965 con il “Signore degli anelli” e poi nel ‘97 con la saga di Harry Potter
con il castello di Howards quindi parti di medioevo magico. Ciò arriva anche in altri settori come
nei giochi di ruolo, nei video game di medioevo, ma anche la musica come Angelo Baluardi con
“Alla fiera dell est” che contribuisce a rielaborare questa idea di medioevo.
Dunque, assistiamo sempre di più ad una scissione tra la storia come sapere accademico e il senso
comune cioè la storia conosciuta da l’uomo della strada. Il modo di rappresentare il medioevo si
divide in due strade che non si incontrano, la prima è la storiografia delle aree universitarie che fino
al 1968 era un mondo poco presente nella società, oggi invece con Barbero si conosce di più a
livello popolare, e poi il medioevo che conoscevano tutti gli altri (medioevo dei fumetti, dei
racconti) in cui c’è solo la cornice e lo sfondo.
Medievistica e medievalismo nascono nello stesso ambiente ma si distinguono nei secoli.
La storiografia medievistica è in evoluzione continua perché oggi facciamo storia non solo più con
i grandi uomini, dei grandi avvenimenti ma è una storia, materiale. sociale, culturale, attenta a tutti i
fenomeni che servono a compara ieri con oggi. Questa è una Svolta avvenuta con les annales (1929)
con una quantità di fonti sterminata. Quindi la storiografia medievistica che si fa nelle aule
universitarie si evolve continuamente.
Invece che cosa è il Medievalismo? È una disciplina giovane in Italia portata avanti da Falconeri
una delle definizione è che il medievalismo sia diversa dalla storiografia medievistica, e si intende
un fenomeno ampio culturale, sociale e politico che risponde ad esigenze e si struttura in una
maniera completamente diversa rispetto alla storiografia medievistica (aule universitarie). Può
essere prezzato il medioevo non deve mutare deve essere sempre uguale a se stesso (cavaliere, papà,
imperatore). Medievalismo rispetto la storiografia che muta questo subisce dei cambiamenti più
labili.
Ci confrontiamo con tre termini: Medioevo, storia medievale e medievalismo
Cosa è il Medioevo? È quel periodo compreso tra il 476 avvenimento di natura istituzionale-1492
avvenimento che guarda ad un allargamento dei confini. Scelgo le dati sulla base della natura degli
avvenimenti, politico, istituzionale, religioso.
Cosa è la Storia medievale? è la disciplina che studia il periodo medievale per comprendere le
dinamiche sociali, culturale economiche che ci sono state nel corso dei secoli.
Cosa è il Medievalismo? È un concetto nuovo che vuole individuare e ricercare l’uso post
medievale del medioevo, cioè come il medioevo impatta nella società attuale dal punto di vista
plurimo, in ogni suo aspetto della moda, del costume, della letteratura, dei giochi, della politica ecc.
Tutto quello che continua a vivere in forme del tutto diverse a cui hanno contribuito uomini del 700-
800. Il nostro rapporto con il medioevo passa attraverso la filologia, ricostruzione rigorosa che
affidiamo alla disciplina specialistica della storia medievale. Invece tutte le rappresentazioni
immaginarie, idealizzate, metastoriche, astoriche sono medievalismi. Allora Medioevo come
periodo storico va studiato dalla storia medievale, invece. Il medioevo come concettualizzazione, la
fortuna del medioevo va studiato dalla storia della storiografia. Riuso post medievale che del
medioevo è stato fatto, da tutti i punti di vista: politico, letterario, artistico.
La medievistica studia il medievalismo (impatto che il medioevo ha oggi) e storia medievale.
Il Medioevo oggi, la ricerca storica odierna deve faticare per intaccare le nozioni formate dal 400 in
poi e che si sono incrostate e rivestite da una serie di dettagli. Oggi il medioevo della cultura diffusa
risponde all’esigenze della psicologia collettiva. L’informazione e la stampa continuano a propagare
l’esperienza di medioevo come leggenda, fantasia.
Saggio di Umberto Eco “10 modi di sognare il medioevo”. Come si distingue la nostra propensione
verso l’eredità classica verso l’attenzione all’età medievale? La risposta che si da Eco è che
possiamo utilizzare questo modello: ricostruzione filologica per l’età classica, riabbraccia mento
utilitaristico per il medioevo.
Atteggiamento di noi uomini di fronte le antichità è di contemplazione, “quello che rimane del
medioevo lo si rabbercia (aggiustare alla bella e meglio) e si continua a riutilizzarlo come
contenitore per porvi qualcosa che non sarà mai diverso rispetto a quello che è già stato”, le rinnovo
per abitarli come charter e san Gimignano che continuo ad abitarli, dunque lo uso per fare messa.
Dunque avvicinarsi al Medioevo non è mai una operazione neutra ma implica una messa in campo
di una serie di identità, Eco dice “sognate il medioevo ma chiedetevi sempre quale e perché”.
Quali sono nel concreto i 10 modi di sognare il Medioevo di Eco:
 Il medioevo come maniera, pretesto: ambientazione esotica per fare agire dei personaggi che
in realtà appartengono alla contemporaneità, quindi medioevo come sfondo per fare agire
una serie di personaggi creati dalla contemporaneità (quello che abbiamo visto
nell’Ottocento).
 Medioevo della rivisitazione ironica, ironizzare sui rimpianti, sulla nostalgia in maniera
sorridente.
 Medioevo luogo barbarico, quello dei sentimenti potenti, pochi eroi fieri. Dunque, medioevo
usato dalla politica.
 Medioevo romantico, quello dei fantasmi, quello neogotico, quello dei castelli.
 Medioevo filosofico, quindi quello dell’ antimodernismo.
 Medioevo delle identità nazionali, la lotta contro lo straniero nell’Italia settentrionale
declinati in una storiografia comunale.
 Medioevo carducciano, cioè di Giosuè Carducci quindi quello un pò misto di filologia di
retorica, di restauro finto.
 Medioevo di muratori, quindi una storiografia rigorosa che indaga il passato con riferimento
al presente.
 Medioevo della tradizione che si può declinare il varie forme dal Grall.
 Medioevo millenarista la paura che il mondo stia per finire.
Carpegna aggiungerà altri 5 modi di sognare il medioevo. Il medioevo è mobile.
Elenco sugli stereotipo del medioevo noi guarderemo allo stereotipo dell’anno mille e terrori anche
dell’anno 2000.
Quale medioevo? I medioevi possibili sono tantissimi. Un grande storico Franco Cardini nel
convegno “il sogno del medioevo” parla di questi temi e sottolinea che non c’è studioso, professore
ecc. che dinnanzi al termine medioevo non reagisca con questa domanda basilare “Quale?”.
Dobbiamo porci quale medioevo poiché esiste uno barbarico, uno feudale, uno cittadino, uno
popolare, uno nordico, uno mercantile, uno cortese, uno gerarchico, uno conquistatori. Quindi sono
tantissimi i medioevi possibili non possiamo ridurre gli aspetti; dunque, il concetto di Medioevo è
versatile, è polisemico, è in un certo senso “per tutte le stagioni” che possiamo applicare sempre e
che finisce con il perdere il suo connotato storico, quello più vero. Per questo alcuni storici dicono
che la parola “medioevo” non vuol dire nulla ma che è usato per tutto, e quindi in maniera
provocatoria alcuni storici rifiutano la parola medioevo e non la usano.
Carpegna rilancia il concetto di medioevo mediatico indicando tutti gli immaginari contemporanei
del medioevo oggi. Questo permette allo storico che deve essere come l’orco di bloch ovvero
bramoso e assetato di carne intesa come conoscenza di rispondere ad una domanda che si pone la
società in merito al concetto di medioevo. Alcuni storici però storcono il naso di fronte alla nozione
di medievalismo ma così facendo, non prestando attenzione ai medievalismi, la Medievistica
perderebbe la chance di essere al passo con i tempi, lasciando il tutto al falso, all’arbitro,
all’anacronismo. Lo storico deve interessarsi al medioevo mediatico, cosi come quel medioevo che
si insegna alle università ma non solo poiché si correrebbe il rischio di uno scarto del periodo cioè
lasciare la storia semplicemente a chi la vuole raccontare ma senza nessun peso scientifico, cosa che
non è stata fatta nei secoli al medioevo grazie al medievalismo.
Valori ambigui del medioevo
- Illuminismo: influisce nel concetto in negativo che ci portiamo ancora oggi, come l’idea di
Voltaire, il quale parla di un medioevo scuro, all’insegna delle barbierie e tirannia. L’ idea
dell’Illuminismo è quella portare avanti qualcos’altro.
- Romanticismo: 800 influisce, dà un’idea che si attacca strettamente alla parola medioevo al
fianco quella di mito. Il medioevo si riempie di tutto ciò che è fantasia, immaginario,
oscurità, gotico. Parte oscura che contribuisce al suo successo.
Si deliano degli stereotipi: cristianità come elemento unificante, rinascita delle arti,
nazionalismo, tutto questo viene portato avanti in questi anni. I medioevi italiano e tedesco e
francese saranno diversi perché ognuno di essi attingerà a cose diverse. L’Italia attinge ai
romanzi storici di grossi, Manzoni (adelchi). Ancora si riflette sulla storia come maestra di
vita, la storia del passato deve parlare al presente, deve servire a spingere e stimolare i
contemporanei a spingere ed interagire.
A livello europeo abbiamo dei pilastri che hanno un eco fortissimo nel medioevo mediatico di cui ci
parla Carpegna come Walter Scott con Ivanoe, cinematografia, Hugo. È come se il Medioevo
diventasse un brand, ciò che attira è l’atmosfera poiché molto spesso di storico c’è poco, prevale la
tinta medievaleggiante ovvero quelle parti fantasiose che consentono di risalire al medioevo.
Produzione letteraria e artistica come dorè il quale ritrae la salve di dante nella divina commedia.
Si inizia a parlare di Medioevo condiviso, non solo all’interno di cafè e salotti ma anche tra i
ragazzi quindi la storia come racconto, si prendono delle figure come il mercato, i contadini, la
costruzione delle cattedrale, si racconta citando così come si fa con fumetti sia a ragazzi che a
bambini. Storia non più nel chiuso delle aule.
La Sicilia sviluppa un medievalismo non solo nelle architetture pubbliche ma anche private, qual è
storia a cui i siciliani sono più affezionati? Prevale arabo normanno, prevale il mito di Ruggero II
e l’esotismo e fantasia. Es. affresco di Patania che raffigura i Ruggero I e Roberto che ricevono le
chiavi della città. Questo affresco raffigura un avvenimento falso perché normanni prima di entrare
a Palermo nel 71 dovettero assaltare per un anno la città.
Es. Ruggero II abbigliato nel mosaico della cappella palatina come un basileus bizantino, con
l’obiettivo di trasmettere l’idea che è l’unto del signore con la figura di Cristo che lo incorona, lui
non ha un eredità del regnum siciliae, lui è fondatore. Questa immagine viene rielaborata nel 800, in
Sicilia attraverso una comunità colta, che porta avanti progetti da realizzare, con l’obiettivo di
creare un immagine di spicco come la ristrutturazione di palazzo dei normanni, la cattedrale. Si
inizia a parlare di Palermo come capitale neogotica con restauri neo-normanni es all’Arenella con
la villa dei Florio, palazzo forcella de seta (interno medievale idea di medioevo riproposta con la
sala dell’Alhambra, palma leone cammello).
Medievalismo siciliano con il mito del vespro (Michele amari 1806-1889 LEGGERE LA SUA
VITA)
Uso politico che in Italia viene fatto del medioevo, dall’800 la nascita delle nazioni e con il
medioevo noi riscriviamo la nascita di una Nazione es Manzoni. Questa base fa del medioevo un
uso strumentale che va alla ricerca di simboli, suggestioni. In Sicilia c’è un impatto del
medievalismo? Sicilia si ha il mito dell’età normanna, medioevo sincretico, esotico ma siamo nel
campo del falso, es immagine della consegna da parte degli emiri delle chiavi della città di Palermo
ai fratelli Altavilla, nonostante sappiamo che la conquista dell’isola va dal 1061 al 1091. È un’idea
del medioevo che non è mai esistito, che nell’800 vinee rivissuto e riedificato. FALSO STORICO, i
normanni per conquistare la città dovettero distruggere la città perché i palermitani non volevano
cedersi ai normanni. Ferdinando di Borbone che voleva ricollegarsi al fondatore del regno delle due
Sicilie Ruggero II (mosaico della martorana). Restauri della Palermo del tempo usano il modello
neogotico, i protagonisti del tempo (palazzotto) creano un immagine del medioevo che non è
esistito es tonnara Florio con torrette medievaleggianti ma non sono del medioevo. Palazzo galletti,
impianto 500esco ma ristrutturato con merli che appartengono ad un gusto non del medioevo.
Michele amari recupera quel momento fondativo del vespro, esso è funzionale per parlare della
ribellione contro l’invasore. Medioevo islamico e arabeggiante, egli contribuisce a dare un canone
di medioevo. Sua produzione tutta dedicata a temi del medioevo, facendo si che possa spingere i
suoi contemporanei alla coesione e azione, la censura però non gli fa usare in una prima versione
del testo sulla rivolta la parola vespro. Medioevo che viene riproposto attraverso il mito del vespro.
900: Sul finire dell’800 si assopisce la passione del medioevo, anche se non muore mai. Nascono
altre esigenze, nel 1911 col futurismo abbiamo un rigetto del medievaleggiante, si va verso
l’astrattismo, pragmatismo, medioevo sembra pacchiano e ridicolo e viene messo da parte. Vengono
derisi tutte le ricostruzione che fanno sui castelli, vengono criticate poiché non restaurano ma fanno
una pura invenzione della struttura.
Monumento man: Compito delle truppe speciali che hanno il compito di ricercare tutte le opere
trafugate dai nazismi.
Nuova rinascita dagli anni 60 del 900 la quale perdura ancora oggi, riferimento a Bergman nella
cinematografia, a Italo calvino con il cavaliere inesistente. È un medioevo che nasce da grandissime
suggestioni e non è il medioevo fantastico e inesistente dei videogiochi. Si parla di una pluralità, i
medioevi possibili sono vari e tanti, sono fantasiosi, cinematografici, tutti sono medioevo e hanno
un po' di tutto questo. Medioevo come nozione sfuggente per questo ancora oggi sul medioevo ci
sono idee false finte e sbagliate.
Si medioevo storico ma anche mai esistito
Confronto inevitabile che dobbiamo fare con Bloch ‘apologia della storia’, testo in cui l’importanza
che bloch da del falso. Egli ritiene il falso importante quanto il vero perché ci apre la strada sulla
conoscenza della mentalità, rivela gli ambienti e le società da cui proviene il suddetto falso.
Riconoscere che sono falsi fa parte del metodo storico, lo storico non giudica il falso,
l’atteggiamento è di confronto. In questo testo la domanda che è diventata famosa: papà spiegami a
cosa serve la storia
- Tutto è storia e tutto è falso
Una menzogna secondo bloch è una testimonianza, anche il falso è una testimonianza e lo storico
deve considerarla in quanto tale e nel suo essere fonte di qualcosa. Psicologia della testimonianza,
l’occhio dello storico è fondamentale nell’ approccio con la fonte, lo storico deve avere un
atteggiamento nei confronti della fonte inevitabilmente neutro ma purtroppo non è mai neutro, lo
storico vuole trovare una risposta ad una domanda preconfezionata. Il problema del falso se lo era
posto Tucidide poiché ritiene che la ricerca della fonte sia faticosa. Bloch ci dice che le epoche sono
sottoposte a turbamenti e crisi e in questo contesto la società è portata a diffidare dalle fonti
autorevoli e credere al falso.
FALSI E MEDIOEVO
Epoca medievale che attira moltissimo il falso e i falsari, infatti è opportuno dotarsi di un metodo
critico. Acta Santorum bolland, e mabillon de re diplomatica.
Il falso e la storia. Il Falso inteso come tutto ciò che si dimostra diverso da ciò che pretende di
essere, una notizia, persona, oggetto. Ci sono due elementi legati al falso, chi confeziona falsi e chi
si dedica a cercarli.
Tra le cause principali abbiamo:
- La brama di denaro
- Volontà di potere e supremazia (negazionismo, revisionismo, alcuni filoni più recenti
tendono a fare processi a personaggi mitici)
Intenzioni: politico-ideologiche, amor proprio, economico. Ma il falso può rivelare un messaggio
preterintenzionale e genuino. Nel medioevo ci sono molti falsi e falsari. Dante pone i falsari
all’inferno nella 10 bolgia, ultimo cerchio (canti 29 e 30):
- Falsari di metalli
- Falsari di persone
- Falsario di parola
- Falsari di moneta
Nel Medioevo i falsi abbracciano una gamma fortissima, si diffondono molti falsi:
- per necessità
- per pratiche al fine di dimostrare un diritto di proprietà che non si possiede ad es.
- Per denaro, propaganda
- una causa, volontà politica di spacciare qualcosa, come quando Federico II aveva stretto un
accordo con il sultano di Egitto, ma il papà intransigente Gregorio VII diffonde la notizia
che Federico II è morto (crociata diplomatica). Non sappiamo se Federico parlasse
veramente l’arabo, ad ogni modo il sultano lo ammira fortissimo, cronaca di vallani, la
stretta di mano. Papa non può accettare la diplomazia, Federico scomunicato e quindi fa
gioco ad un papa dire che Federico è morto.
Voce medievalismo Treccani
Falso per eccellenza: DONAZIONE DI COSTANTINO
Affresco nell’oratorio del San Silvestro a Roma, raffigura l’imperatore inginocchiato che offre al
papa Silvestro I la tiara imperiale (potere temporale). Aldilà della donazione sappiamo che questa
viene costruita e datata, quando si riteneva vera nel 315, Costantino ha donato a Silvestro il
controllo di alcuni territori a est di Roma. Per tutti i secoli del medioevo, sino a Lorenzo valla
questa è ritenuta vera. Valla capirà che si tratterà di un falso, il quale è stato confezionato tra l’8-9
sec quindi non nel 4 sec, forse a Roma o in un monastero franco. Il contesto sembra essere
carolingio, in cui la chiesa vive un momento di debolezza e quindi c’è necessità di dare forza alla
chiesa, il papato non aveva autorevolezza che avrà solo con Gregorio 7 strettamente legato allo
scisma d’oriente. Dubbi sul quando e dove. Valla nel 1440 dimostra che la donazione è un falso. A
partire da uno studio rigoroso e linguistico e storico del documento, infatti si accorge di
anacronismi, di cose che non erano del 4 secolo ma successive, si accorge di barbarismi nel latino e
arriva alla conclusione che la donazione è sicuramente un documento più tardo. Si accorge di errori
banali, come la nomina della città di Costantinopoli di cui non si poteva parlare ancora nel 315 ma
solo nel 330.
Nella affresco di prima 200esco serve a propagare un’idea falsa, il papato duecentesco vuole
affermare un potere teocratico superiore a quello spirituale.
Storia come impostura. Arabica impostura falso della Sicilia del 700, Cappellano Giuseppe vella
decide di inventare di sana pianta, prende una vita del profeta Maometto e la spaccia per un testo
antico il consiglio di Sicilia un testo che si pensa che sia stato creato a Palermo durante la
dominazione araba. Fa finta, vista la carenza di fonti, di avere scoperto un codice straordinario.
Rosario Gregorio (biografia) nel 1786 come Lorenzo valla rendendosi conto di una serie di
problemi di stile e cronologia, geografia svela che quella è un’impostura. Leggere Sciascia
consiglio d’Egitto
(La banda degli onesti film)
Le reliquie (la Reliquia è la parte di corpo santo che ha il potere di sanare e guarire e per questo è
così ambigua, ha il potere di trasmettere la potenza facendo si che degli oggetti si mettano in
contatto con la stessa) falsi medievali come:
- Legno della croce di cristo.
Collezionista del medioevo di reliquie Luigi IX re di Francia. Le goff, storico della terza
generazione delle Annales, si concentra sulla storia dei grandi personaggi, a differenza di ciò che
portava avanti la scuola delle annales, mettendo in luce tutte le meschinità e bontà di San Luigi
( fautore della 7-8 crociata). Luigi era un Grande collezionista di reliquie, egli decide di riunirle
nella saint chapelle che è stata edificata dal 1241-48.
Oggi non c’è più niente all’interno della chiesa, con la Rivoluzione francese si ha una perdita di
tutte le reliquie. Luigi muore nel 1270 a Tunisi e diventa santo in tempi record (dopo 20 anni dalla
morte), si capisce che il corpo è in grado di fare miracoli, viene trattato come corpo da smembrare,
mos teutonicu (bollire cadavere) e verrà sezionato in parte molla (organi) e parte dura (ossa). Il
corpo deve tornare da tunisi a saint Denis, ma non può tornare in Francia a causa del mal tempo in
inverno e poiché sul trono di Sicilia c’è Carlo d’Angiò, suo fratello, il suo corpo farà tappa a
Palermo. Carlo in Sicilia è voluto dal papa non dal popolo. Il papa volle togliere la dinastia sveva
visto che ritiene l’isola di Sicilia un suo feudo, sin da Melfi quando ha dato l’incarico di conquistare
la Puglia la Calabria e Sicilia in mano agli arabi, per questo nomina Carlo d’Angiò; egli però ha il
problema di un’isola che non lo vuole perché è legata ad una memoria di Federico II, allora lui
capisce che ha bisogno di trovare una piazza per seppellire il fratello santo così da avvicinare la
popolazione a lui, ovvero Monreale. Carlo d’Angiò decide che suo fratello deve essere seppellito
solo come parte dura e nobile a Saint Denis e la parte molle a Monreale. E il cuore? Nel 1843 viene
trovata una cassettina e si inizia a riflette sul dove potesse essere il cuore di Luigi. La reliquia a
Monreale viene aperta e si ritrova al suo interno un fazzoletto azzurro con lo stemma del re di
Francia, ma con certezza non si saprà mai se quello fosse realmente il cuore a causa della
decomposizione dell’organo ritrovato. Quando però arrivano gli aragonesi un santo angioino non è
più venerato. La santità è spesso un fatto politico.
Falsi post medievali
Falsi medievali ma anche una serie di falsificazioni post-medievali: terra piatta ma vi sono anche
dei manoscritti come quello della biblioteca nazionale di Francia dove si evince che la terra non è
piatta; tuttavia, uno dei tanti stereotipi falsi e quello di pensare che nel medioevo si credesse che la
terra fosse piatta. C’è anche un editoriale di Umberto Eco “la terra non è mai stata piatta” in cui
dimostra come tutti gli studiosi del medioevo sapessero che la terra era una sfera.
Falsa cronologia. Fisico russo Anatolij Fomenco che tuttavia scrive sul medioevo in particolare
sulla periodizzazione. Fomenco scrive un’opera “400 anni di inganni: e se il nostro passato fosse
tutta un’altra storia? applica la statistica a fonti scritte/narrative trova una serie di analogie in una
serie di personaggi che sono vissuti in secoli diversi, vede delle sovrapposizione di circa duemila
anni e arriva a dire che Roma, antico Egitto ed età greca non sono mai esistite ma sono tutte opere
del XIII sec e che quella che chiamiamo età antica è in realtà età medievale. Idea di un complotto
occidentale che vorrebbe screditare Mosca, crea un sito tradotto in molte lingue (tra cui l’Italiano) e
ciò dimostra che ha abbastanza seguito. Dunque, la riscrittura della storia in modi fantasiosi.
Differenza tra falso e finito: Falso è il prodotto in alterazione prodotta a scopo di inganno, mentre
Finto è il prodotto di una azione creatrice ma viene detto che è finto dunque non è spacciato come
vero (es. gioiello finto); ma ci sono tutta una serie di situazioni intermedie dove vi è un mix tra falso
e finito es. opere di finzione che però sono impiegate didatticamente per insegnare la storia come
nei musei c’è una archeologia sperimentale con parti ricostruite ma anche programmi di archeologia
virtuale che consentono di ricostruire parti di templi che non ci sono più. Ginzburg si era occupato
di questo rapporto ed era arrivato al termine Invenzio che guarda alla scoperta.
Liberdomus
Vere storie di Medioevi falsi, esempi, pretesti, metodologie. saggi nel nostro libro
I. La storia tra usi, riusi e abusi contemporanei, troviamo:
1. saggio di Tommaso Carpegna Falconieri Medioevo falso, finto e sbagliato. Una proposta di
ordinamento nella prospettiva del medievalismo…”
2. Antonio Brusa, Colombo, eroe o malfattore. Stereotipi, false conoscenze, bugie tra
epistemologie naive e storia...”
3. Maria Elena Cortese, Giocando con il passato. Riuso e abuso della storia nei
videogame…” entra nel dettaglio di tutti i videogame ambientati in un medioevo che non è mai
esistito, inventato di sana pianta.
4. Ilaria Sabbatini, La polvere della Francigena. Quando la storia di-venta un brand.  tutto
questo itinerario, che ha anche riguardato la Sicilia, è vero? Non è vero? Sono questioni aperte e le
risposte possibili sono tanti ed è complicato pronunciarsi in maniera definitiva.
II. Il medievista e le sue armi critiche: la filologia, il diritto, la paleografia, la filosofia.
1. Chiesa la mappa di Villan: nascita, apoteosi
2. Amedeo Feriello Dalla parte di Pietro
3. Falso e verità della politica medievale moderna
4. De Angelis e More Il giurista e lo storico
III. Medioevo che non c’è: anacronismi, stereotipi, negazionismi. Qui troviamo come tema caldo
quello della stregoneria, fenomeno che in realtà non è medievale e Marina Montesano lo dimostra.
1. Stregoneria e caccia alle streghe falsi stereotipi di divulgazione
2. Fenomeno del San Simonino Kurzel parla del Simonino nel XXI sec. Nel dizionario
biografico degli italiani c’è la voce di San. Simonino da Trento. Questo bambino di quattro anni
sparisce e viene ritrovato ucciso e si dice siano stati gli ebrei, da questo momento in poi si diffonde
(esiste una chiesa) il culto di Simonino ma in realtà è un falso dunque viene abolito. Ma anno fatto
bene ad abolirlo dato che c’era una fede? La risposta è secondo Kurzen si, si è fatto bene ad abolirlo
perché innescava dei sentimenti di odio, vendetta nei confronti degli ebrei.
3. Marina Gazzini Fake middle age  scende nel dettaglio della fantasia della datazione
medievale
4. Antonio Brusa, fa un prontuario degli stereotipi medievali: alto medioevo/agricoltura e
alimentazione; anno mille/terrore; barbari/ impero ecc. sono i punti caldi/ chiave su cui tutti
attribuiscono al medioevo un significato. in totale Brusa elenca 69 stereotipi e dice che si tratta di
un qualcosa Wolk in pregress dunque si possono trovare nuovi punti che vanno abbattuti.
Colombo, eroe o malfattore. Stereotipi, false conoscenze, bugie (saggio di Antonio Brusa). In
qualsiasi pagina di manuale leggiamo che Colombo a scoperto il nuovo mondo nel 1492
concludendosi così l’età medievale e iniziando l’età moderna, quindi Colombo come traghettatore
di questa Europa dal medioevo alla modernità. Colombo incarna il caso paradigmatico in tema di
eroi che sulla base dei tempi e della interpretazione che si fa della loro storia si trasformano in miti
da abbattere (in alcuni case le statue di Colombo sono state letteralmente abbattute come forma di
protesta). A lungo Colombo è stato un eroe paneuropeo (tutto europeo) che ha messo d’accordo un
po’ tutta Europa e nonostante le origini forse genovesi, forse iberiche; tuttavia, tante altre comunità
hanno ritenuto di potersi identificare in Colombo. A un certo punto le cose cambiano e questo mito
motore di Colombo, ovvero un mito costitutivo di identità, è destinato a trasformarsi in malvagio
criminale. Allora il profilo di Colombo diventa una occasione per verificare, alla luce delle
manipolazioni storiche, di verificare come si agisca su personaggi realmente vissuti e si tenda a
manipolare quella che è la verità storica.
Colombo è indubbiamente un eroe italiano. Nel 2003 è stato fatto un sondaggio in cui si chiedeva in
quale eroe/personaggio italiano ci si avvicinasse di più Colombo è risultato al secondo posto dopo
Leonardo. Dunque, Colombo è simbolo di identità e unione. Ma Colombo è diventato anche un eroe
a livello europeo. Gli eroi italiani nel 800-900 per essere tali dovevano avere due caratteristiche
fondamentali: medievali e perdenti (Colombo è perdente perché i sovrani iberici si mostrano ingrati
nei suoi confronti e dunque il suo profilo cade). In America Colombo diventa un eroe nazionale, nel
XIX sec. sulle rotte dei migranti che vanno in America per trovare fortuna Colombo diventa l’eroe
etnico degli italiani, e abbiamo delle manifestazioni concrete per il centenario della scoperta della
America, nel 1842 c’è una vera e propria consacrazione e si celebra il Columbus Day, quindi una
intera giornata dedicata a Colombo, una festa nazionale, ossia 12 di ottobre si festeggia il Columbus
day a ricordare il giorno in cui Colombo sbarcò nelle Americhe. Nel 1892 c’è un editoriale del NYT
in cui si dice che con Colombo si celebrava la fine di tutta la fine degli stereotipi del medioevo che
Colombo decretò quando chiuse le porte del mondo medievale e aprì quelle del mondo moderno:
“la fine del medioevo e inizio dell’età moderna”. Adottato negli USA anche nella comunità ebraica,
quindi un brand di successo più che mai. A New York vi sono vari luoghi che testimoniano questa
affezione nei confronti di Colombo es. piazza Columbus Circle, a Manhattan; a Central Park c’è
una statua. In Italia a Genova nel 1892 ci sono una serie di manifestazioni es. IV centenario
colombiano ecc.
Ad un certo punto questo mito si trasforma in un mito negativo, A. Musara scrive Processo a
Colombo scoperta post sterminio, nella quale raccoglie tutte le accuse che ne hanno cambiato la
percezione: da eroe a malfattore. Colombo diventa una sorta di concentrato dei crimini contro
l’umanità poiché è accusato di essere schiavista, assetato d’oro, un cattivo amministratore,
assassino, e tutto questo provoca proteste dei nativi americani che lo accusano di avere condizionato
una parte della loro storia, di avere distrutto un patrimonio secolare. Musara come un vero e proprio
giudice mette in piazza le posizioni negative e positive e giunge a delle conclusioni arrivando ad
affermare che Colombo non ha a che fare con la tratta dei neri che però ha una idea di giustizia
sanguinaria, e che il suo scopo primario era quello di cercare ricchezze. In generale è ancora un
mito divisivo quello di Colombo che nel corso della storia, anche più recente, ha attirato energie
diverse, per es. nel dopoguerra (1962) Dario Fo e Franca Rame mettono in scena Isabella, tre
caravelle e un cacciaballe  titolo significativo che fa capire quale sia la loro visione nei confronti
di Colombo. Le loro intenzioni erano quelle di una opera satirica su questo mito, ma il fatto che
deridono Colombo non viene preso bene in quel periodo.
Se nel Novecento prevalgono gli aspetti positivi, negli anni duemila a partire da questi passaggi
Colombo si carica di negatività e contribuisce in questo l’epistemologia indigena poiché diventa il
simbolo di un tema caldo oggi, cioè il concentrato di tutti i crimini che ha compiuto l’umanità.
Questo mito viene ribaltato anche perché Si innesca su questa polemica l’idea, a partire da un libro,
che in realtà non sia stato colombo il primo ad arrivare in America ma in questo caso interviene
questa sorta di gara alla scoperta e viene anche uno studioso Ivan Van Stertima che nel 1976
pubblica un libro (non tradotto in italiano) dal titolo They came before Columbus (“sono arrivati
prima di Colombo”) la sua tesi è di una presenza africana in America molto prima di Colombo.
Tutto questo porta ad abbattere alcune di quelle statue che erano state un simbolo identitario ad es.
manifestazione di protesta dei BLACK LIVES MATTER (BLM, le vite dei neri contano per la
morte di George Floyd) con questo momento si crea tutto un movimento di opposizione che si lega
a tutta una altra serie di proteste.
Focus sull’immagine di San Simonino, bambino trafitto, conservata alla pinacoteca di Brescia.
Coordinate temporali 1472-1475, figlio di conciapelli, scopare nel 1475 a Trento e tre giorni dopo
viene ritrovato il corpo e questo diventa qualcos’altro venerato come beato. A ricostruire in parte le
vicende è toaf, che raccoglie i casi in cui gli ebrei sono stati accusati di omicidio rituale. Nel caso
dell’omicidio del san ci sono stati dei miracoli a contatti con i corpi. San Simonino comincia a fare
miracoli e il tutto si diffonde, nonostante non ci sia un riconoscimento dalle autorità ecclesiastiche.
Nel 1584 iscrizione nel martirologio e si conserva in una cappella nella chiesa di san pietro… in si
conserva quello che rimane e nel 1637 viene lavorato per essere conservato. Nell’Italia
centrosettentrionale abbiamo affreschi dedicati al Simonino che dimostrano il culto attecchito. Il 24
marzo cadeva la festa liturgica celebrata anche dopo la Domenica di Pasqua con la processione,
vero e proprio culto.
Quando moriva il corpo di un santo si strappavano capelli, denti per conservarli. Questo culto dura
ino al 20 sec, si sostiene che gli ebrei si siano macchiati dello omicidio. Tra gli anni 60-70 del 900 si
procede alla revisione del giudizio storico e il culto viene abolito nel 1965 e quando rimane del
corpo viene seppellito in una tomba anonima del cimitero cittadino. L’omicidio rituale viene
dichiarato un falso fino ad abolire il culto.
Marina Montesano che studia le streghe e la stregoneria, numerosi libri che trattano la caccia alle
streghe che però non è un fenomeno medievale. Ella riflette la storia del termine e del concetto e si
concentra su come soltanto dal 400 si diffonde l’idea della strega come minaccia. In precedenza, la
preoccupazione principale era legata all’eresia e quindi quello che importava era l’ortodossia,
praticare nel giusto e quando la magia viene equiparata all’eresia entra in campo la caccia vera e
propria alle streghe. Percorre alcune tappe es papa Innocenzo VIII 1484 promulga una bolla
comunica di torturare e uccidere le streghe in tutta Europa in particolare in Germania. Si diffonde
un vero e proprio manuale, trattato latino nel 1487, primo manuale inquisitoriale. Inquisitori
domenicani, cani del signore che devono stanare con la loro dottrina più rigorosa a differenza dei
francescani, vengono impiegati nei tribunali per scovare l’eresia catara (disconoscono l’autorità
papale).
Cortese parla di usi e abusi dei video game che contribuiscono a diffondere la storia, non sono
rivolti ad un pubblico solo di millennials ma anche ad una fascia di età molto ampia. Ambito molto
recente, aspetto più interessante, nelle fasce elementari i video game avvicinano gli alunni alla
storia. Ci sono anche molti siti utili, ben fatti e no. Cortese fa una tipologia dei videogiochi e li
divide in due macrocategorie:
- Strategia, focus deve essere sulla capacità di trovare una molteplicità di fattori. Sarebbe il
caso di usare tutti supporti che lo storico usa, carte geografiche, linee temporali ecc. assenza
di malattie, epidemie, cose che però nella storia sono fondamentali.
- Azione e avventura, tema di fantasia, cornice medievale come il bosco e castello. Molto
immersivi e quindi garantiscono esperienza suggestiva, adottando il punto di vista
soggettiva. Discrepanze in merito le omissione di blocchi storia come la schiavitù.
Soltanto un numero ristretto di video giochi si svolge effettivamente all’interno del medioevo, la
maggior parte dei giochi avviene in rappresentazioni realizzate e fantastiche del medioevo, quindi
definiti genericamente medievali, come la letteratura, i film, i fantasy, il medioevo fa da sfondo, è
una quinta. In base alla porzione di videogiochi, le categorie più sfruttate e quindi quelli che hanno
più successo sono quelle legate agli aspetti della guerra legati al medioevo quindi crociate e
templari sono due stereotipi perché c’è la volontà di riscrivere la storia fatta di violenza, assedio,
brutalità del medioevo. In questi videogiochi ci sono le donne? Nello stereotipo della guerra non vi
sono donne che combattono nei videogiochi.
Idea di medioevo:
- Come fantasy è meraviglioso
- Come video giochi è soprattutto guerra e violenza
- Come film un po’ di tutto, pubblico molto più vasto, che vuole sia la storia di fantasia, sia la
guerra.
Il problema è dunque il dibattito vero o falso, gli storici di professione devono analizzare questo
mezzo. Medioevo è più che mai un veicolo, contenitore svuotato di veridicità, etichetta applicata ad
uno scenario fantastico, perché abbiamo uno scenario popolare radicato che risale al 700, poi all
800 e dunque siamo in grado di capire cosa è avvenuto nel corso del tempo. I video giochi
rappresentano l’ultima frontiera del medievalismo che deve essere occupato dallo storico.
Fenomeno del pellegrinaggio tra dimensione storica e medievalismo
La polvere della via frangigena: attribuzione fuori contesto, siamo nel 1 sec nella cimnematgrafia
ma di ia frangigena se ne parle nei secoli di Matilde di Canossa. Appropriazione del pellegrinaggio
per il turismo.
Si tende a riprendere il simbolo del passato, riattualizzarlo. Ma perhcè?
Ricostruzione del pellegrinaggio secondo una valenza emozionale
Pellegrinaggio come feomeno storico
Si considera come fenomeno univoco che ha unacpontinuità nel tempo anche se ha avuto delle
oscillazione. Avvio nel 4 sec, editto di tolleranza e riconoscimento del cristianesimo come religione
di statao. Crisi tra 7 e 8 sec crisi socio economica, scorrerie, ascesa tra 8-9 sec recupero della
mobilità caduta dll’impero romano sistema stradale decade non più controllato, fisicamente più
difficile muoversi, sotto i carolingi controllo e manutenzione delle strade. 9-10 sec incursione e
saracene normanne e ungherese che rendono difficile il fenome o della mobilitò. 10 11 sec con la
crociata ricrescita. Dipende dalle condizioni economiche, geografiche, dall’orografia. Oscillazione
nei percorsi e nel percorso
Arrivo dei longobardi e fine 744 monastero di berceto
575 longobardi nella parte settentrionale dell’Italia, discontinuità nella parte nord e centrale solo dal
653 creano un collegamento con la via di mons longobardorum attraverso berceto, organizzazione
strutturale finalizzata ad altri scopi, non solo pellegrinaggio questo poi si poggia.
Via frangigena, 13 seca, vita nova di dante:
- Palmieri: Gerusalemme 4 sec. Rappresentati con una palma,
- Peregrini: Santiago posteriore oppure con le insegne come la conchiglia, il cappello
- Romei: romano, 4 sec, rappresentati con panno della veronica e chiavi di San Pietro
Spostamento nello spazio e nel tempo, visto nella prospettiva [Link] si muove a seconda del
clima e c’è uno sviluppo nella mobilità. Si tende a sposarsi a piede i nel 12 sec usando la Puglia
come porto nel 14 se invece per raggiugnere Gerusalemme si parte da Venezia porto.
Pellegrinaggio si definisce.
- Meta
- Origine
- Motivazione se devozione o imposizione dall’autorità o esilio temporaneo, religiose come
voto, pellegrinaggio giudizioaro imposto dalla legge, pellegrinaggio vicario svolti per conto
di terzi
- Modalità (piedi, nave)persone in condizione medio alta che viaggiano
- Finalità, ottenere la grazia o assolvere un voto
Testimonianze scritte:
- Indirette: pellegrinaggi citati in opere del 4 sec
- Dierette: itinerario di bordeaux, uomo che parte da bordeaux e va a Gerusalemmea partire
dal4 sec a seguito delle editto, e del cristianesimo come religione di stato si iniziano a creare
istituzione
- Poi itinerario di egeria, diario e liturgie sui luoghi santi
- Lettera di 108 di San Girolamo
Testimonianze scritte
Itinerari scritti su vasi di metallo che indicano i percorsi, elencazione di tappe
Fonti di pellegrinaggio
- Gerusalemme
- Compostela
- Roma. L’itinerario
Non c’è differenza trai primi che partono in crociata e i pellegrini tanto che cardini li definisce come
Pellegrini armati.
Codex calixtinus

Raffigurazione dei pellegrini che vanno a Gerusalemme importante per raffigurare l’alterità, si
portano dietro un incisore, rapppresentano animali, vesti, cercano di riprodurre animali ma che non
avevano visto. Cercano di capire una realttà diversa dalla loro. Riportare in occidente ciò che
avevano visto
Aspetti controversi:
Non si era favorevoli al pellegrinaggio soprattutto per le donne siamo nell 8 sec chi viaggia sono
delle religiose o donne di condizione alta. Benedizione degli oggetti come la bisacca, la conchiglia,
bordoni. Abitudine del pellegrino di usare oggetti specifici in connessione a cosa si accingevano a
afre
Via francigena
Nominazione: romea, viene dalla Francia, area dell’impero dei franchi, spostamento verso l’area
orientale, iniziano l’uso in età longobarda, fu usata per poco tempo e fu poi acquisita dai franchi e
poi dai viaggiatori, moblità di centinaia di pellegrini. Mons longobardorum si colloca nell area della
Liguria. Nel 754 viene fondato il monastero di berceto fondato da liutprando nel monte.
Via di Francesco e via degli dei non hanno delle testimonianze storiche.
Via francigena nominata per la prima vota in un atto amministrativo, come segno di confine nel
876. Riattulaizzazione della denominazione francigena come brand turistico che però non ha
corrispondenza come fonte perché viene riusata impropriamente non tenendo conto delle fonti.
Francigena oggi è tutto ciò che è pellegrinaggio intesa come autostrada del medioevo, implica
questo una gerchizzazione in cui si avevano delle strade minori differentemente dalle autostrade.
Non si parla di via primaria ma ve ne sono differenti bastava che portavano a dove si voleva
possibilmente passando dai santuari. Punto di radiazione è Roma. Nel medioevo al punto di
riferimento si costituisce una rete dove si riportano i nodi di pellegrinaggio. Viaggiavano non solo
pellegrini ma gli utenti della strada: soldati, religiosi, mercanti. Costi molto elevati per fare il
pellegrinaggio. Pratica contemporanea del cammino passione, modo d di intendere l’esperienza,
tendenza. A storicizzare ciò che è attuale come la credenziale che non è detto che è sia stata attestata
nel medioevo, esistevano le credenziali

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