SECESSIONE VIENNESE :
Prima di tutto cosa intendiamo quando parliamo di una “Secessione” ?
La secessione è un gruppo di artisti che si distacca dalle associazioni artistiche
ufficiali legate alle accademie delle Belle Arti che detenevano il potere su tutte
le cose relative all’arte figurativa. Quindi avevano in mano il potere di decidere le
commissioni ufficiali, chi doveva essere ammesso alle mostre di Stato ecc.
Nacquero diverse Secessioni, la prima nasce a Parigi nel 1884, poi a Monaco e
Berlino tra il 1892/1898, poi a Roma nel 1913. Tutte però avevano una
caratteristica in comune, ovvero si schieravano contro lo storicismo.
La Secessione Viennese è quella che tra tutte però riesce ad emergere di più.
Nasce nel 1897 ed è capeggiata da Gustav Klimt che in quell’anno disegna il
manifesto con la figura di Teseo che sconfigge il minotauro, quindi si parla di una
scena mitologica.
Questa è la prima versione del manifesto, NON CENSURATA, la figura di Teseo è
nuda e l’ambiente perbenista viennese di fine ‘800 non tollerava questo tipo di
trasgressione, perciò Klimt fu costretto ad aggiungere rami d’albero.
Già nel 1898 i secessionisti furono in grado di costruirsi la loro sede, il palazzo
della secessione. Ha forme monumentali quasi da musoleo. Questa struttura è
opera di Olbrich architetto e designer della Secessione viennese, divenne il
centro dei più importanti e innovativi avvenimenti artisticoculturali viennesi. Si
trattava di uno spazio espositivo alternativo a quello dell’arte accademica.
Olbrich progetta una struttura semplice ed essenziale, caratterizzata da forme
geometriche semplici: la pianta è quadrata, le forme in facciata giocano su
forme rettangolari, le pareti sono lisce e quasi prive di decorazioni: l’unico
ornamento è costituito da un fregio dorato con disegni di fiori (→ ispirazione alle
forme della natura), che si trova sotto il cornicione. Lungo le pareti si aprono
porte e finestre dalla forma semplice, senza cornici o timpani. (Ricapitolando
abbiamo: forme geometriche essenziali che convivono con elementi tratti dal
mondo della natura). La grande invenzione decorativa è la cupola in rame
traforata a motivi floreali e rilucente di lamine d’oro. Essa è di forma quasi
sferica, decorata con foglie in alloro, pianta che rimanda al dio Apollo, protettore
delle arti.
- Spazio espositivo alternativo a quello dell’arte
accademica.
- Olbrich coniuga l’organizzazione funzionale degli
spazi al gusto per il particolare
. - Rigorosa geometria che si contrappone al gusto
eclettico dell’epoca.
- Porte e finestre dai tagli netti.
- Fregio floreale.
- Cupola in rame traforata a motivi floreali e rilucente
di lamine d’oro.
Dal punto di vista formale Il manifesto di Klimt per la Secessione del 1898 e la
sede della Secessione progettata da Olbrich nel 1898 condividono gli stessi
principi:
• predominio di spazi bianchi e lisci che diventano il centro della composizione
• ornamenti relegati ai margini Non a caso il palazzo della Secessione sarà
definito dai suoi denigratori “decorazione da libro costruita”.
Al di sotto della cupola vi sono civette e serpenti dorati, che rimandano alle forze
ctonie (cioè della terra) che erano state sottomesse dalla dea Atena con la forza
della ragione. Al di sotto ancora, sempre in facciata, vi è una scritta che dice “Ad
ogni epoca la sua arte, all’arte la libertà”, che sottolinea come gli artisti della
Secessione volessero allontanarsi dall’arte accademica e creare un’arte nuova
libera, che rispecchiasse le necessità della nuova società. Sotto il fregio dorato
vi sono i volti di tre Gorgoni, esseri mitologici, che rimandano alle tre arti. La
grafica è molto importante per la secessione perciò fonda nel 1898 una rivista
chiamata “Ver Sacrum” che significa primavera sacra in latino. Rimanda
all’antica cerimonia romana in cui venivano offerte primizie primaverili per
scongiurare calamità naturali e durante la quale i giovani lasciavano la propria
società per non gravare su di essa e fondarne una propria → allo stesso modo, gli
artisti della Secessione si allontanano dall’ambiente accademico per fondare
un proprio movimento artistico.
La rivista contribuirà a diffondere lo stile grafico della Secessione:
• formato quadrato
• bidimensionalità
• all’inizio naturalismo di sapore Art Nouveau, poi più accentuato geometrismo
• contrasti negativo-positivo
La prima copertina della
rivista ha un’immagine
simbolica, c’è una pianta le
cui radici spaccano il vaso
che la contiene. La pianta
simboleggia la Secessione
che spacca la tradizione. Le
tre targhe simboleggiano
l’unione delle tre arti,
pittura, scultura e arti
applicate.
Lo stesso significato viene identificato nel 1901 ma il disegno è molto stilizzato ,
ridotto a linee con corolle simmetriche molto essenziali e asciutte nella forma
racchiuse all’internodi uno schema geometrico.
GUSTAV KLIMT :
Tra i primi dipinti di Klimt troviamo la “Nuda Veritas”
In questa sua opera del 1899, Gustav Klimt affronta uno dei temi più
antichi della storia dell'arte, quello della verità nuda, ma lo fa dotando
la sua figura di una nudità ritenuta scandalosa per l'epoca: una
provocatorietà, sottolineata soprattutto dalla veritiera raffigurazione
del pelo pubico, che mal si adattava a un concetto come quello della
"Nuda Veritas" e che pertanto destò parecchio scalpore al tempo. Qui
Klimt fonde diversi ricordi stilistici : prima di tutto ricorda le donne fiore
dell’AN per le corolle di fiori nei capelli e gli elementi ornamentali
linearistici, una certa bidimensionalità nonostante ci sia un accenno di
volume nelle forme del corpo.
Dal punto di vista iconografico, abbiamo due iconografie tradizionali,
quella di Eva e quella di Venere, entrambe nude ma al tempo stesso
modernizzate. Diventano una specie di donna fatale. Klimt sembra
anche guardare all’arte Bizantina, caratterizzata dalla sua frontalità e
rigidezza. E’ un quadro che ha un significato simbolico molto
impostante perché mostrare lo specchio all’osservatore significa che
la veritas si sta rivolgendo al pubblico mostrandogli se stesso e la sua
ipocrisia. La frase scritta sulla parte superiore dell’opera, su sfondo
dorato, è una citazione di Schiller “Non puoi piacere a tutti con la tua
azione o con la tua arte, piaci a pochi. Piacere a tutti è un male.
Quindi dice di no a un’arte di masse e commerciale ma sì ad un’arte
per spiriti sofisticati ed eletti, un certo elitarismo.
Questo stesso richiamo alla frontalità e immobilità dell’immagine lo troviamo
anche in altre opere di Klimt, “Pallade Atena” opera del 1898.
rappresenta il busto frontale della omonima
divinità, che indossa un elmo con paranaso,
un’armatura a scaglie che raffigura il volto della
gorgone Medusa, celebre protagonista
nel mito di Perseo. La divinità è rappresentata
mentre regge la lancia con la mano sinistra e
una piccola Nike con l’altra mano.
I colori utilizzati variano dall’oro dell’armatura,
sfumata anche di viola e azzurro, allo sfondo
dai toni scuri; il contrasto cromatico tra il volto
pallido e l’elmo, che viene scurito da chiazze d’ombra, è fine. Occhi grigi e fissi
quelli della dea raffigurata da Klimt. Non è una novità, nelle donne raffigurate
da Klimt, soprattutto quelle dalla Secessione in poi: sguardo gelido,
malizioso, ammiccante e penetrante, ribelle. Donne che mostrano aria di
sicurezza e di sfida, a volte nei confronti dello spettatore.
Anche qui come nella Nuda Veritas abbiamo un richiamo alla Grecia arcaica,
per questo si assomiglia ad un Kouros del sesto secolo, cosi come ai mosaici
bizantini della Chiesa di Sant’Apollinare a Ravenna sempre dello stesso secolo.
SECCESSIONE ART NOUVEAU
• Senso della decadenza e del primitivo • Dinamismo
• Solennità un po’ funerea • Vitalismo
• Staticità • Dinamismo
• Forme geometriche • Forme naturalistiche
• Quadrato • Linea a colpo di frusta
• Richiamo all’arte bizantina • Richiamo all’arte rococò
• La donna-idolo • La donna-fiore
Opera chiave nel percorso di Klimt, le decorazioni per l’aula magna dell’Università di Vienna:
La Filosofia, La Medicina, La Giurisprudenza commissionate nel 1893, finite quasi dieci anni dopo,
contestate dalla committenza e dai politici di destra infine ricomprate dall’artista nel 1905.
LA FILOSOFIA
La Filosofia (presentata nel 1900) Invece di una celebrazione illuministica del
Sapere, mostra il mondo come ciclo vitale inconsapevole e immotivato,
totalità dell’esperienza in cui dolore e piacere si intrecciano inestricabilmente
Evoluzione biologica, perdita di ogni trascendenza Darwin + pessimismo
nietzschiano e schopenhaueriano Petizione di 87 membri dell’Ateneo contro il
dipinto.
LA MEDICINA:
La Medicina (presentata nel 1901) Umanità passiva, in preda al fato e alla
morte. Igiea, dea della salute, è nel mito greco figura di ambiguità, come
indica il serpente suo attributo, anfibio e dissolutore dei confini (era nata
da un serpente uscito dalla palude, regno della morte). Compenetrazione
della morte e della vita Indignazione del pubblico per i nudi come per
esempio la donna a sinistra che mostra il pube e il ventre della donna
incinta in alto a destra. Agli attacchi dei professori si uniscono quelli della
destra antisemita.
L’unica figura che si conosce a colori è quella della Dea Igea perché venne
fotografata prima dei bombardamenti della prima guerra mondiale.
LA GIURISPRUDENZA :
La Giurisprudenza (1903-1907) È la risposta di Klimt agli attacchi
subiti. Invece di esaltare la giustizia, mostra la punizione : Vittima
inerme fra tre sensuali Furie; Verità Giustizia e Legge lontane e
irraggiungibili.
Afferma quindi l’impossibilità di ogni legge. La colpa viene
rappresentata dalla figura del colpevole che viene avvolto da una
gigantesca piovra, rappresentante la punizione. Poi come ci sono le
furie, la verità e la legge che sono figure allegoriche relegate sullo
sfondo, che circondano il mal capitato.
Dopo l’affare dell’Università, Klimt abbandona l’idea di una pittura “civile”, piena di alte significazioni,
e si dà soprattutto alla ritrattistica. Questo fatto è stato visto come un ripiegamento. Ma i suoi sforzi
verso una pittura filosofica e monumentale andavano contro la vena più felice della sua ispirazione:
quella di una fantasticheria erotica languida e inquietante, sfumata di malinconia e senso della
caducità della vita Lusso, sensualità, ennui, brivido del disfacimento.
Tra le opere che Klimt inizia a realizzare dopo l’affare con le università c’è Giuditta.
si tratta di un tema biblico, infatti Giuditta era un’eroina del
popolo biblico, famosa perché lo aveva salvato il quale era
stato sottomesso da Oloferne. Era una vedova ebrea,
durante la notte si introduce nell’accampamento di
Oloferne, lo seduce, lo fa bere e gli taglia la testa. Per
questo Klimt la rappresenta con la testa di Oloferne in
mano. Nel racconto Giuditta è un’eroina positiva, è una
patriota, qui invece è rappresentata come una donna fatale
e cattiva e lo si vede dal viso. E’ una donna seducente, il
seno è esposto, le mani sono ingioiellate e al tempo stesso
sembrano artigli.
BISCE D’ACQUA :
Queste donne, sono soggetti che Klimt, come Giuditta,
riprenderà spesso. Sono due figure femminili eteree, filiformi
e sensuali immerse in un paesaggio acquatico semi astratto
con filamenti ed elementi decorativi che ricordavano le
scaglie di bisce marine. Altri elementi sono alghe e piante
sottomarine, accompagnate dalla testa di un pesce. Qui la
donna viene assomigliata a dei girini, dei pesci, degli esseri
elementari, anfibi non evoluti, una creatura neppure umana
ma pre-umana. Per Klimt quindi la donna è decadente come
Giuditta e primitiva come le bisce d’acqua, non è una figura
positiva alla pari dell’uomo.
Da un lato la donna-idolo, femme fatale perversa, carica del fardello di una storia millenaria;
Dall’altro la donna creatura elementare, pre-umana, organismo anfibio e indifferenziato
Al tempo stesso decadente e primitiva
Questa visione, frutto dell’ansietà per l’emergere di nuove rivendicazioni femminili, rispecchia vedute
diffuse nella cultura dell’epoca.
Un tema importante è quindi quello di trovare un’unità tra le arti, nasce cosi l’idea di opera d’arte
totale, idea che risale al Romanticismo. All’origine c’era stata l’opera di Wagner, grande musicista, le
sue opere sono importanti dal punto di vista dei versi e scenografia. La secessione si fa erede di
questa idea quindi per recuperare l’unità della società si fa ricorso alla visione estetica dell’opera
d’arte totale. L’ideale della Gesamtkunstwerk: reazione alla divisione del corpo sociale, specchio del
sogno di una totalità e unità perdute. La frammentazione della società viene recuperata attraverso
l’unità dell’esperienza estetica Ma non tutti all’interno della Secessione condividono questo ideale:
contrapposizione tra i “naturalisten” (solo pittori) e gli “stilisten” (fautori dell’unione tra arte e arti
applicate). Nel 1905 gli Stilisten (gruppo di Klimt) lascia la Secessione, che continuerà a operare ma
perderà il suo carattere innovativo. Nel 1903, anno in cui chiude Ver Sacrum (indizio dei primi contrasti
in seno alla Secessione) gli “stilisten” fondano la Wiener Werkstaette (Officina Viennese) laboratorio di
arti applicate destinato a produrre oggetti di vario tipo (argenti, vetri, tessuti, mobili, ceramiche ecc.)
Promotori: Josef Hoffmann, architetto e designer Kolo Moser, designer Fritz Waerndorfer, industriale
tessile e mecenate Scopo: avvicinare artisti, artigiani e pubblico mediante la creazione di oggetti la cui
bellezza stesse nella semplicità e funzionalità.
Massima realizzazione dell’ideale della Gesamtkunstwerk :
Da parte del gruppo di Klimt e della Wiener Werkstaette Palazzo Stoclet a Bruxelles, 1905-1911
Progettato da Josef Hoffman Adolphe Stoclet, ricco banchiere, non pone vincoli di costo
3 piani, 40 stanze e tutto il loro contenuto materiali lussuosi (marmi, pietre dure, legni preziosi, metalli
nobili, tessuti e pellami di pregio) e una cura ossessiva di ogni dettaglio: ogni stanza fu montata
interamente a Vienna per valutarne l’effetto prima di essere smontata e spedita a Bruxelles Il sogno
della Gesamtkunstwerk si rivela profondamente elitario.
La facciata del palazzo è totalmente bidimensionale addirittura piatta a parte il portico d’ingresso.
Non c’è neanche una modanatura, una cornice nelle finestre. Le finestre dell’ultimo piano sporgono
rispetto al tetto dando l’impressione quasi di un gioco di carte, quasi come se invece di volume,
questa architettura fosse fatta di superfici bidimensionali saldate assieme. Questo effetto è suggerito
anche dalla presenza di una cornice di bronzo che corre lungo tutti gli spigoli che separa le 4 facce
delle pareti.
Si tratta di un’opera d’arte totale in cui ogni parte dell’edificio, dalla struttura agli arredi e alle stoviglie,
è stata realizzata dagli artisti della Secessione riuniti nella Wiener Werkstatte, un’officina/laboratorio
fondata dai membri della Secessione e composta da circa 100 operai, che diede vita ad una
produzione dotata di nuova dignità artistica su progetto degli stessi artisti della Secessione.
All’esterno la struttura è composta da forme geometriche
semplici, parallelepipedi rivestiti con lastre in marmo con
profilature in bronzo. All’interno gli ambienti sono molto
decorati, arricchiti da pannelli realizzati da Klimt.
(Ricapitolando: rigore formale dato dall’uso di forme
geometriche semplici all’esterno + forte decorativismo
all’interno).
Gli interni sono rivestiti di pietre dure, mobili in pelle,
tendaggi in seta. Ogni dettaglio è progettato dalle officine,
realizzato da Hoffman e i suoi colleghi. Per il palazzo
vengono realizzati degli arredamenti che in seguito
verranno messi in produzione. Anche negli oggetti
0troviamo il linearismo geometrico, il motivo a quadrati che è molto ricorrente fu soprannominato
Hoffmann quadratino.
La sala da pranzo è la parte più rappresentativa di tutto il palazzo. E’ un po' funerea con questi mobili
rivestititi di nero smaltati , le pareti di marmo come se fosse una cappella di famiglia. Sulle pareti però
notiamo i mosaici di Klimt sul tema dell’amore.
due cartoni di fondo d’oro.
In questo primo c’è l’attesa di una figura femminile col viso
vagamente giapponese totalmente bidimensionale. Il corpo della
donna quasi scompare all’interno del mantello che è una
profusione di motivi geometrici.
Questo è il bacio, dovrebbe essere un’immagine di eros e
serenità ma risulta invece vagamente inquietante perché le due
figure sembrano annullarsi perché la figura maschile è come
risucchiata da quella femminile. L donna è coperta dal mantello
dell’uomo. Il mantello è ricoperto da una serie di simboli che
sono anche ornamenti. Per esempio come l’occhio di Orus,
derivante dalla cultura egizia e altri organismi vagamente
cellulari che costellano la superficie.
Lo stesso tipo di decorazione viene usata nei ritratti di Klimt, per esempio nel ritratto di Adele
Blochbauer del 1907. Bauer era una ricca signora dell’alta borghesia ebraica che Klimt raffigura come
una sorta di apparizione che emerge a stento dal suo abito dorato. Siede su una poltrona anch’essa
dorata, tanto è vero che è difficile stabilirne i contorni.
Perciò figura e sfondo tendono ad identificarsi, le uniche
parti che hanno un accenno di rilievo sono le braccia, le
mani ed il volto notevolmente idealizzato. La posa delle
mani deriva dal fatto che Adele avesse un piccolo difetto
ad un dito. Anche qui ci sono ornamenti di tipo egizio e
biologico, organismi cellulari e una sfera tagliata a metà
che secondo gli interpreti della pittura di Klimt
simboleggerebbe il sesso femminile, un’immagine
profondamente erotica e sensuale.
Opera chiave dello “stile dorato” di Klimt, Klimt, Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, 1907
• pittura-mosaico > viaggi a Ravenna del 1903
• figura totalmente inghiottita dall’ornamentazione
• motivi decorativi: occhio di Horus, ovali divisi a metà allusivi al sesso femminile, cellule > tavole di
illustrazioni biologiche di Ernst Haeckel
• staticità della figura - vitalità della decorazione
• nuovo modello femminile in contrasto con l’ideale estetico corrente all’epoca.
Nel ritratto d Adele colpisce il contrasto tra la staticità della figura che è come congelata dal colorito
bianco quasi gessoso contrapposto al palpitare degli ornamenti nel luccicante sfondo oro. Un po'
come se la decorazione fosse più vitale della figura. Colpisce anche la nuova idea della femminilità
che emerge dal ritratto di Adele. A fine 800 le donne erano autentiche star.
Facciamo alcuni esempi.
come primo esempio possiamo prendere Lina Cavalieri,
soprannominata ai tempi, la donna più bella del mondo. Acneh se
questa tipologia di Donna non era solita essere vista come
attraente agli occhi degli uomini di fine 800 e inizi del 900. Lina
aveva infatti una guancia paffuta e sguardo ingenuo.